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	<title>ascoltare se stessi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>ascoltare se stessi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Conoscere prima di giudicare. La comunicazione è sempre interculturale, anche se non ce ne accorgiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 14:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ascolto attivo ed empatia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto con il permesso dell’autore, Dott. Daniele Trevisani dal libro “Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Milano, Franco Angeli Ascoltare la latitudine di accettazione di una persona, di un’idea, di un prodotto, di un servizio, di un concetto La comunicazione è sempre interculturale e l’ascolto è sempre interculturale. È un incontro &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/conoscere-prima-di-giudicare-la-comunicazione-e-sempre-interculturale-anche-se-non-ce-ne-accorgiamo/">Conoscere prima di giudicare. La comunicazione è sempre interculturale, anche se non ce ne accorgiamo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>© Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Dott. Daniele Trevisani</a> dal libro “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/31uN4Z1" target="_blank">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace</a>. Milano, Franco Angeli</em>  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ascoltare la latitudine di accettazione di una persona, di un’idea, di un prodotto, di un servizio, di un concetto </h2>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione è sempre interculturale e l’ascolto è sempre interculturale. È un incontro tra culture e background diversi, e se ci pensiamo bene, queste diversità non sono solo nazionali o etniche, ma persino professionali o legati agli studi compiuti, e alle famiglie e zone di provenienza, vi sono diversità culturali persino con la persona che ci abita accanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere diplomato in ragioneria o al liceo classico, piuttosto che come perito elettronico o ad un liceo artistico, provoca mutazioni nel modo di pensare. Lo stesso in base alla città di nascita, o alla diversa professione compiuta, e alla diversa cultura della famiglia di provenienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luigi Pirandello</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si parte dal principio che ascoltare e intendersi sia un risultato che merita sforzo, e non una caramella magica, partiremo probabilmente con più attenzioni e più cure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, ascoltare non significa solo “far entrare parole dalle orecchie”, ma svolgere una pratica ben più raffinata.</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li><strong>Ascoltare gli altri ad un livello più profondo delle singole parole</strong>: saper cogliere le credenze che emergono durante l’ascolto, le convinzioni politiche, religiose, gli stati d’animo, la personalità, il livello di energia emergente in una persona, le cose che pensa e magari non dice, il volto, il linguaggio del corpo, e cosa fa mentre parla;</li><li><strong>ascoltare se stessi mentre si ascolta</strong>: come evolvono le mie emozioni interne in base a quanto sto ascoltando? Sono concentrato o deconcentrato? Quello che ascolto mi piace o mi fa arrabbiare, mi acquieta o mi agita? L’ascolto di sè stessi &#8211; <em>autoascolto</em> &#8211; è un elemento fondamentale del processo globale di ascolto</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Fare buona comunicazione significa avere la capacità di attivare un flusso di ascolto che faccia emergere elementi localizzati in un sistema diverso dal nostro, e far passare messaggi attraverso barriere culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diamo tutti troppo per scontato che gli altri ci capiscano, quasi fosse un automatismo. Non lo è!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, se cito Proust o Pirandello, do per scontato che l’altro abbia un background umanistico e letterario. Se parlo di ROI (<em>Return on Investment, il </em>ritorno su un investimento) o peggio di “partita doppia”, sto dando per scontato che l’altro abbia una formazione aziendalista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ascolto molto bene e ho le conoscenze che mi servono, saprò anche dedurre che quando cita il termine “partita doppia”, molto probabilmente è una persona di età medio-avanzata, si è formato in un periodo pre-informatico, in cui la contabilità era soprattutto manuale e i calcoli fatti a mano o con calcolatrice, ma non con il computer.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se invece la persona mi parla di un E.R.P (<em><strong>Enterprise Resource Planning</strong></em> &#8211; software di gestione delle risorse aziendali) probabilmente abbiamo a che fare sempre con un aziendalista, ma più moderno, probabilmente più giovane, con una formazione più recente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto diventa quindi una forma di percezione aumentata, e ancora una volta, può portarci molte più informazioni di quante il parlante avesse intenzione di darne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Cercare di vedere le cose in profondità e vederle attraverso la propria interpretazione personale sono due modalità completamente diverse.”</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Banana Yoshimoto</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’ascolto emergono e si parla di idee, persone, concetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante osservare le reazioni della persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare il professionista dovrà analizzare attentamente i segnali verbali e non verbali che informano rispetto alla <strong>latitudine di accettazione</strong> dell’interlocutore, la reazione emotiva di accettazione/neutralità/rifiuto e la sua intensità, che il soggetto produce nel parlare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Es.</em></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Coach<em> “Abbiamo parlato di auto di grossa cilindrata”</em></li><li>Supervisore<em>: Ok, ma secondo te, ne parlava con apprezzamento, con neutralità, o con disprezzo?</em></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Come vedete il supervisore in questo caso invita ad andare a cercare la “sensazione sentita” o atteggiamento della persona rispetto all’oggetto del discorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ho già evidenziato in altri testi, in particolare in “Psicologia di Marketing e Comunicazione”:</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno di una popolazione ampia, spesso la <strong>distribuzione degli atteggiamenti</strong> <strong>preesistenti</strong> assume una forma di <strong>curva normale</strong> (curva gaussiana, in termini statistici), che vede la presenza di un’area di soggetti fortemente positivi, una massa di “incerti” o persone che detengono atteggiamenti deboli, e un’area di soggetti con atteggiamenti negativi. Occorre quindi, per il venditore, capire questo scenario di atteggiamenti preesistenti, poiché con questo quadro egli dovrà confrontarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Segmentazione attitudinale del cliente</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il termine “<em>attitude</em>” nella terminologia psicologica e di marketing anglosassone risponde all&#8217;equivalente italiano di “atteggiamento”. Con una piccola traslazione linguistica, utilizzeremo questo termine per definire il concetto di “segmentazione attitudinale”, intesa come stratificazione del mercato in funzione degli atteggiamenti preesistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra tecnica individua cinque macrogruppi, differenziati in termini di posizioni latenti verso il prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro ascolto, quando è finalizzato a capire il livello di gradimento di una proposta, deve poter categorizzare la persona che abbiamo di fronte in uno di questi gruppi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Gruppo A</strong>: soggetti aperti e disponibili che dispongono di atteggiamenti fortemente positivi; le credenze possedute sono tutte positive e rilevanti.</li><li><strong>Gruppo B</strong>: i soggetti dispongono di atteggiamenti positivi ma di valenza debole o moderata. Questi soggetti possono collocarsi in B anche quando a credenze positive (prevalenti) si sommano credenze negative (minoritarie).</li><li><strong>Gruppo C</strong>: soggetti che non dispongono di un chiaro orientamento, per indisponibilità di esperienze precedenti o difficoltà nel valutare, o non conoscenza della materia.</li><li><strong>Gruppo D</strong>: soggetti moderatamente negativi. La negatività può provenire o dal riconoscere solo punti negativi, o dal riconoscere più punti negativi (o di maggiore intensità) rispetto a quelli positivi. Eventuali punti positivi, nel quadro di atteggiamenti complessivo verso il prodotto o la proposta, diventano minoritari.</li><li><strong>Gruppo E</strong>: soggetti fortemente negativi; le credenze negative possono essere numerose e sommarsi, oppure possono essere poche ma di intensità molto alta, tali da mettere in secondo piano qualsiasi altra possibile valutazione.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi diversi stadi corrispondono a diverse <strong>realtà psicologiche</strong> che possiamo trovare ascoltando attivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>segmentazione attitudinale </strong>(identificazione di sottogruppi diversificati in funzione degli atteggiamenti esistenti), ha lo scopo di:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>inquadrare la struttura degli atteggiamenti preesistenti,</li><li>identificare i target prioritari,</li><li>definire strategie di attacco ai diversi target.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Supervisore: <em>E tornando all’esempio di prima, la persona con cui hai parlato sarebbe un A, un B un C, un D, o un E, rispetto alle auto di grossa cilindrata? Lo hai colto?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre realizziamo l’ascolto attivo ricordiamo sempre alcune regole basilari:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segnali che esprimono interesse verso l’interlocutore:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>sorrisi; viso che si apre;</li><li>commenti non verbali positivi;</li><li>richieste di precisazione;</li><li>richieste relativi a dubbi o obiezioni;</li><li>domande di reale interesse e approfondimento;</li><li>segnali di attenzione visiva.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni segnali che esprimono disinteresse:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>orientamento del corpo verso altre direzioni;</li><li>mancanza di cenni di ascolto;</li><li>dinieghi svolti con il corpo;</li><li>smorfie e cenni di disapprovazione.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://fmactivelisteningandempathy.files.wordpress.com/2021/04/image.png?w=469" alt="" class="wp-image-42" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong><strong></strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/conoscere-prima-di-giudicare-la-comunicazione-e-sempre-interculturale-anche-se-non-ce-ne-accorgiamo/">Conoscere prima di giudicare. La comunicazione è sempre interculturale, anche se non ce ne accorgiamo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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