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	<title>Analisi delle esigenze &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Analisi delle esigenze &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Tecniche paralinguistiche e non verbali di ascolto attivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 09:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Solution Selling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. L’ascolto attivo si collega alla comunicazione paralinguistica e non verbale e comprende in particolare: tecniche verbali di ascolto attivo;tecniche paralinguistiche di ascolto attivo; tecniche non verbali di ascolto attivo. 1. Tecniche &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/tecniche-paralinguistiche-e-non-verbali-di-ascolto-attivo/">Tecniche paralinguistiche e non verbali di ascolto attivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’ascolto attivo si collega alla comunicazione paralinguistica e non verbale e comprende </strong>in particolare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>tecniche verbali di ascolto attivo;<ul><li>tecniche paralinguistiche di ascolto attivo;</li></ul>
<ul class="wp-block-list">
<li>tecniche non verbali di ascolto attivo.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">1. Tecniche verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Comprende parole che segnalano attenzione e comprensione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Domande aperte</strong>: chi, dove, quando, come, perché, con chi, in quale modo, in quali tempi, per quanto, cos’altro&#8230; e altre domande che consentano di allargare il discorso e precisarlo.</li>



<li><strong>Domande chiuse o di precisazione</strong>: verifica di parti del contenuto tramite domande che prevedano una risposta di tipo “Si/No” o altre categorie precise “molto/poco”, “prima/dopo” e altre di questo tipo.</li>



<li><strong>Tecnica dello specchio e riformulazione</strong> (riflessione del contenuto): ripetizione di frasi o parti di frasi dette dalla controparte, senza modifiche e alterazioni. La tecnica dello “specchio” proviene dalle metodologie di ascolto empatico utilizzate nel colloquio terapeutico Rogersiano (Rogers, Carl R. 1961, 1951). È una tecnica di origine psicoterapeutica, che consente al “cliente” di far emergere i contenuti e riflettersi nei contenuti stessi da egli espressi.</li>



<li><strong>Parafrasi: </strong>utilizzo del “come se”. Ricerca della comprensione di quanto detto, con l’uso di metafore o esempi che cercano di valutare se si è realmente compreso il senso profondo di quanto la controparte dice.</li>



<li><strong>Sintesi storica e “Recap”</strong>: ripetizione di quanto asserito, sotto forma di riassunto dei punti salienti della “storia”.</li>



<li><strong>Incoraggiamenti verbali</strong>: es, “bene”, “interessante”, “si”, “ok”.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">2. Tecniche paralinguistiche di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzo di vocalizzazioni che esprimono interesse per la “storia” e facilitano l’espressione, quali <em>Uhmm.. ahh&#8230;.</em> e altre emissioni gutturali o respiratorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo delle tecniche paralinguistiche (assieme a quelle non verbali visuali) è quello di fornire segnali fàtici (di contatto), affinché l’interlocutore senta che siamo in ascolto, siamo presenti, e siamo interessati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">3. Tecniche non-verbali di ascolto attivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Utilizzano l’atteggiamento del corpo per esprimere interesse:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>postura</strong>, aperta ed inclinata in avanti per indicare disponibilità;<ul><li>avvicinamento e allontanamento (<strong>prossemica</strong>): ridurre la distanza con l’interlocutore nei momenti di maggiore interesse, allontanarsi nei momenti di distensione;</li></ul><ul><li><strong>espressione del volto</strong>: non dubitativa, ironica o aggressiva, ma attenta e partecipativa;</li></ul><ul><li><strong>sguardo</strong> attento e diretto;</li></ul><ul><li>movimenti delle <strong>sopracciglia</strong> associati a punti salienti del discorso altrui;</li></ul><ul><li>cenni del <strong>capo</strong>, cenni assenso o di diniego;</li></ul><ul><li><strong>gesti</strong> morbidi, lenti e rotatori per comunicare senso di rilassamento e incoraggiare ad andare avanti nella conversazione;</li></ul>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>metafore non verbali</strong> utilizzando il body language, che dimostrano comprensione di quanto detto dalla controparte.</li>
</ul>
</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano non verbale, dobbiamo sempre considerare che numerose culture frenano l’espressione non verbale delle emozioni (es: quelle asiatiche), ma che anche questo dato è uno stereotipo comunicativo, di valenza solo probabilistica e non consegna certezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, le tecniche principali per un accolto efficace sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>curiosità e interesse;</li>



<li>parafrasi: ripetere con le proprie parole quanto capito (questo non equivale ad essere d’accordo con quanto detto dall’altro);</li>



<li>sintesi e riassunti: riformulare la “storia” nei suoi punti salienti, per consolidare quanto raccolto;</li>



<li>direzionare l’ascolto tramite domande mirate (ricentraggio conversazionale) per chiarire i punti ancora oscuri o poco chiari;</li>



<li>evitare domande eccessivamente personali finché non si sia creato un rapporto;</li>



<li>offrire al parlante la possibilità di dare feedback sul fatto che quanto capito sia corretto, accurato o invece distorto o lacunoso;</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; leggere le parole ma anche i segnali non verbali per valutare i sentimenti e stati d’animo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; verificare la corretta comprensione sia dei sentimenti che del contenuto, non ignorare l’aspetto dei sentimenti;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; non dire alle persone come dovrebbero sentirsi o ciò che dovrebbero pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta, sottolineiamo che questi atteggiamenti sono preziosi e determinano la qualità della fase di ascolto, ma non vanno confusi con gli obiettivi di tutta la negoziazione (che prevede sia fasi di ascolto che fasi propositive).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una negoziazione è possibile (ed è anzi uno degli obiettivi strategici) modificare ciò che gli altri pensano (ristrutturazione cognitiva e persuasiva) o come gli altri si sentono (azione emozionale), ma questo obiettivo verrà perseguito solo ed unicamente se prima il negoziatore sia riuscito a realizzare un ascolto attivo, attivando l’empatia necessaria per capire in quale quadro si stia muovendo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="548" height="211" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-73.png" alt="" class="wp-image-26986" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-73.png 548w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-73-300x116.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-73-175x67.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-73-450x173.png 450w" sizes="(max-width: 548px) 100vw, 548px" /></figure>
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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="545" height="176" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-74.png" alt="" class="wp-image-26987" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-74.png 545w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-74-300x97.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-74-175x57.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-74-450x145.png 450w" sizes="(max-width: 545px) 100vw, 545px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solution selling</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione efficace</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita consulenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Domande aperte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riformulazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione della fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle esigenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto empatico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proposta di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem detection</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soluzioni su misura</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I filtri percettivi: distorsioni e valutazioni soggettive</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/i-filtri-percettivi-distorsioni-e-valutazioni-soggettive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 09:52:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Autoregolamentazione del consumo]]></category>
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		<category><![CDATA[distorsioni percettive]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Gestione del credito]]></category>
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		<category><![CDATA[Pianificazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenire i consumi]]></category>
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		<category><![CDATA[Promozione della frugalità]]></category>
		<category><![CDATA[Punti di osservazione]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza agli impulsi]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzione degli sprechi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Ciò che il cliente valuta nella sua esperienza del prodotto, non è la sua reale consistenza, ma ciò che del prodotto &#8220;filtra&#8221; attraverso (1) i sensi biologici, e (2) attraverso gli schemi culturali di &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che il cliente valuta nella sua esperienza del prodotto, non è la sua reale consistenza, ma ciò che del prodotto &#8220;filtra&#8221; attraverso (1) i sensi biologici, e (2) attraverso gli schemi culturali di riferimento o <strong>frames culturali,</strong> passando per i filtri percettivi e mnemonici (attenzione selettiva, percezione selettiva e ricordo selettivo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>processi di filtratura</strong> distorcono la percezione oggettiva, sino a trasformare completamente le valutazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come riporta Packard, nella sua analisi sociologica della persuasione dei consumatori, gli ostacoli psicologici verso un prodotto sono persino in grado di trasformare la percezione della realtà. Il caso esposto da Packard riguarda la margarina. Questo prodotto, nel contesto del mercato USA degli anni ’40 e ‘50, assumeva una immagine di prodotto artificiale, sintetico, quasi pericoloso, da “massaia poco attenta alla famiglia”, mentre il suo concorrente, il burro, era visto come naturale, da “brava mamma”, pulito. Vediamo cosa emerse dalle ricerche:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cheskin dimostrò in modo inequivocabile il carattere irrazionale della ostilità che la margarina incontrava. Durante una colazione, cui partecipava un numeroso gruppo di donne, Dichter chiese alle convenute se fossero in grado di distinguere il burro dalla margarina. Oltre il 90% rispose affermativamente, aggiungendo di preferire il burro perché la margarina aveva un sapore «oleoso», «grasso», «più simile al lardo che al burro», per citare alcune definizioni. A ogni signora presente furono allora serviti due medaglioni, uno giallo (di margarina) e l’altro bianco (di burro fresco). Si trattava di riconoscere, al gusto, l’identità di ciascuno, e di definirne il sapore. Oltre il 95% delle donne scambiarono la margarina gialla per burro, definendola di gusto «puro» e «fresco», e il burro bianco per margarina, lamentandone il sapore oleoso e grasso, simile a quello dello strutto. Avevano, insomma, trasferito al palato una sensazione ottica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più recentemente, lo stesso fenomeno è stato dimostrato da Westcombe e Wardle (1997)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> in un esperimento riguardante un diverso prodotto: lo yogurt. I ricercatori hanno dimostrato che il semplice fatto di apporre una etichetta diversa su una confezione di yogurt (con la dicitura “a basso contenuto di grasso”) causava una valutazione di minore gustosità. Anche se lo yogurt era assolutamente lo stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscere i filtri che operano su noi stessi consente di divenire consumatori più consapevoli. Per il professionista di marketing, riconoscere i filtri che operano sui consumatori significa poter anticipare le reazioni al prodotto e alla comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La combinazione di distorsioni percettive e valutazioni soggettive genera comportamenti di acquisto che sono lontani dall’essere facilmente prevedibili con l’intuito. Solo la ricerca è in grado di fare luce dove l’intuito fallisce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo considerare tutta la gamma di possibili filtri che si frappongono tra la realtà “vera” e la realtà percepita dal consumatore. Questi filtri – biologici, mnemonici e culturali – determinano il passaggio dalla realtà oggettiva ad una realtà interpretativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La percezione viene distorta anche a causa di un fenomeno diverso: il punto di osservazione. Qualsiasi oggetto o idea può infatti essere osservato ed esperito da molteplici punti. L&#8217;osservazione da tutti i punti possibili è spesso impossibile, richiederebbe troppo tempo. Accade quindi che due clienti sviluppino impressioni diverse dello stesso prodotto o azienda, a causa delle diverse esperienze da loro avute.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Westcombe, A., &amp; Wardle, J. (1997). Influence of relative fat content information on responses to three foods. <em>Appetite</em>, 28 (1), 49-62.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="433" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-1024x433.jpg" alt="" class="wp-image-26226" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-1024x433.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-300x127.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-768x325.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-175x74.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-450x190.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva-1170x495.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Linea-di-demarcazione-percettiva.jpg 1462w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;esempio, l&#8217;oggetto reale è composto da un ovale e quattro elementi: A, B, C, D, dei quali tuttavia i due soggetti osservano porzioni diverse e percepiscono caratteristiche diverse. L&#8217;esperienza delle due persone, è stata diversa. Lo stesso accade con le aziende, i prodotti, e le prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di diversi punti di osservazione e di filtri alla percezione (biologici, mnemonici, culturali) determina una trasformazione da realtà oggettiva a realtà percettiva, le cui dimensioni possono assumere un divario anche molto ampio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="748" height="1024" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione-748x1024.jpg" alt="" class="wp-image-26234" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione-748x1024.jpg 748w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione-219x300.jpg 219w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione-768x1051.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione-175x240.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione-450x616.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Filtri-della-percezione.jpg 811w" sizes="auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="985" height="310" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Psicologia-percettiva-del-prodotto.jpg" alt="" class="wp-image-26235" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Psicologia-percettiva-del-prodotto.jpg 985w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Psicologia-percettiva-del-prodotto-300x94.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Psicologia-percettiva-del-prodotto-768x242.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Psicologia-percettiva-del-prodotto-175x55.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Psicologia-percettiva-del-prodotto-450x142.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 985px) 100vw, 985px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tecniche qualitative e sperimentali è possibile determinare i valori di utilità attribuiti dal fruitore alle specifiche caratteristiche del prodotto/servizio, identificando le variabili critiche della qualità percettiva e i livelli che ne ottimizzano le prestazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I meccanismi percettivi generano effetti a&nbsp; livello di marketing, nella valutazione dei prodotti e dei servizi. Ad esempio, un viaggio aereo può generare maggiore ansia ed apprensione per la sicurezza rispetto ad un autobus di linea, anche se alla prova dei fatti (statisticamente parlando) la probabilità di incidente è inferiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, un&#8217;acqua potrebbe risultare assolutamente gradevole per il consumatore anche se microbiologicamente impura, radioattiva a livelli mortali, o inquinata da elementi non percepibili. Questo determina due tipologie di prestazione: la <strong>prestazione oggettiva</strong> (rilevabile in laboratorio e basata su dati fisici) e la <strong>prestazione soggettiva,</strong> la quale risiede unicamente nelle sensazioni del fruitore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="926" height="525" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Tipologie-di-prestazionali.jpg" alt="" class="wp-image-26237" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Tipologie-di-prestazionali.jpg 926w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Tipologie-di-prestazionali-300x170.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Tipologie-di-prestazionali-768x435.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Tipologie-di-prestazionali-175x99.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Tipologie-di-prestazionali-450x255.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 926px) 100vw, 926px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla cura tecnica del prodotto che l’etica aziendale deve imporre, assumono un ruolo primario nella progettazione del prodotto e più in generale del mix aziendale fattori di pertinenza psicologica, quali le soglie percettive, la linea di percettività e i fattori di percettività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa impostazione costituisce una importante differenza rispetto al <em>mainstream</em> dominante nelle imprese, focalizzato sugli aspetti prestazionali tecnici piuttosto che sulla psicologia del prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Distorsioni percettive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazioni soggettive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Filtri percettivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Punti di osservazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caratteristiche del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze soggettive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Filtri del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anticipare le reazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prevenire i consumi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamenti di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prevenzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumo consapevole</p>



<p class="wp-block-paragraph">Educazione finanziaria</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Budgeting</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pianificazione finanziaria</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle esigenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resistenza agli impulsi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stili di vita sostenibili</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing etico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Autoregolamentazione del consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Promozione della frugalità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decrescita economica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riduzione degli sprechi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunità di condivisione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumo responsabile</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiero critico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione dei bisogni reali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione del credito</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/i-filtri-percettivi-distorsioni-e-valutazioni-soggettive/">I filtri percettivi: distorsioni e valutazioni soggettive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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