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	<title>analisi dei bisogni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>analisi dei bisogni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Le competenze della conversazione strategica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 09:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. 1. L&#8217;ascolto schermato o distorsivo L’ascolto schermato blocca o amputa parte dei dati provenienti dal canale uditivo e li distorce, così come fa per gli altri canali: vista, tatto, gusto, olfatto. &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-71-1.png" alt="" class="wp-image-26979"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. L&#8217;ascolto schermato o distorsivo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto schermato blocca o amputa parte dei dati provenienti dal canale uditivo e li distorce, così come fa per gli altri canali: vista, tatto, gusto, olfatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esito è non capire, non prestare attenzione, distorcere i dati in ingresso. Letteralmente, capire una cosa per l’altra. Accade quando si è troppo stanchi per ascoltare, o l’ascoltatore sta vivendo uno stato emotivo non adeguato ad un ascolto di qualità (es, rabbia, frustrazione, euforia, passione, e tante altre emozioni di forte intensità) e vi sono quindi stati interni che si frappongono ad un ascolto concentrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sarà capitato molto spesso di essere dall&#8217;altra parte, nel ruolo della persona che parla, e di non essere affatto capiti, o addirittura completamente fraintesi. Bene, ora avete una precisa etichetta per questa condizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. L&#8217;ascolto giudicante/aggressivo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto giudicante/aggressivo è caratterizzato dal fatto che il ricevente non ascolta veramente, ma raccoglie stralci di informazioni per poi emettere immediatamente sentenze e giudizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita, esiste una particolare sfumatura di questo stato, il farsi cogliere dalla “<strong>frenesia alimentare</strong>”, quel comportamento per cui, appena odorato un brandello di carne, ci avventiamo su di esso e smettiamo di analizzare ed ascoltare. La “frenesia alimentare” di vendita si trasforma nel “cercare di chiudere la vendita” troppo presto, prima ancora che molte altre informazioni disponibili ed interessanti siano state colte. Queste vengono di fatto eliminate dal discorso, per un semplice motivo: la fretta di concludere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, un ascolto di qualità deve essere fatto con gioia, con il piacere dell’esplorazione della mente altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando riguarda noi, possiamo dire che non stiamo ascoltando bene tutte le volte che stiamo &#8220;mettendo su un muro&#8221; verso l&#8217;altra persona, tale che non importa nemmeno cosa dica, come lo dica. Diventa tutto sbagliato &#8220;a prescindere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo atteggiamento negativo può toccare sia il tema – es.: “<em>quello che hai detto sul tema x è una stupidaggine</em>” &#8211; oppure andare direttamente al cuore, attaccando la persona stessa e non la sua frase “<em>sei un egocentrico e non capisci niente</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto giudicante si fa con le parole ma non solo. Può emergere anche da una smorfia sottilissima emessa in modo non verbale quale “storcere il naso” durante un’affermazione altrui che non approviamo, e non è da confondere con la partecipazione emotiva a quanto detto dall’altro. L’ascolto aggressivo innesca la spirale aggressione-odio. È veramente un nemico delle relazioni umane e dell’umanità più in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Ascolto apatico o passivo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ascolto apatico o passivo è caratterizzato dalla nostra o altrui &#8220;assenza mentale&#8221;, ed è negativo. Privo di energia, stanco, &#8220;morto&#8221;, spento, disattento.<a> </a></p>



<p class="wp-block-paragraph">È un ascolto vuoto, praticato da una persona disinteressata, o incapace nell’ascoltare, spesso totalmente assorbita dai suoi processi interni, dai suoi ragionamenti interiori, in cui le parole ascoltate non fanno breccia. Come se volessimo lanciare freccette su una cassaforte blindata, quelle freccette si infrangono e cadono. Niente entra veramente. La comunicazione e i messaggi sfiorano solo queste persone, e dire che capiranno poco di quanto detto, è fargli un regalo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Ascolto a tratti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto “a tratti” è un ascolto attento in alcuni momenti, distratto in altri. È un meccanismo che crea un ascolto pessimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto a tratti è estremamente comune, probabilmente lo stato più realistico delle interazioni medie quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltiamo, poi qualcosa del contenuto altrui ci “accende” perché connesso ai nostri interessi, allora magari facciamo una domanda di approfondimento, poi il contenuto altrui cambia, o ci viene in mente qualcosa, saltiamo da un pensiero ad un altro, la testa “va via”, o sentiamo una frase di una conversazione altrui che ci attira, ci perdiamo, “andiamo via” dalla conversazione, anche se fisicamente siamo ancora li.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita, l’ascolto “a tratti” è negativo, e se ci accorgiamo che si sta innescando, per stanchezza o disinteresse, cerchiamo di portare l’argomento su temi che ci interessino davvero, e di svegliarci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modo più rapido per applicare un ascolto sbagliato &#8220;a tratti&#8221; è di ascoltare con un “media” acceso, ascoltare mentre si digita su una tastiera o schermo, ascoltare con la tv accesa o con un monitor acceso, che possiamo considerare &#8220;sottofondo&#8221; ma sottofondo non è, in quanto da esso escono informazioni che a volte ci catturano, e questo è uno degli ascolti peggiori in assoluto, tranne che per alcuni momenti di &#8220;presenza mentale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi è anche un ascolto a tratti in cui i fattori distraenti sono pensieri interiori, pensieri che scattano quasi automaticamente e ci portano via con la testa. L’esercizio della “presenza mentale” è un ottimo deterrente verso questo tipo di ascolto semi-distratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sforzo di parlare con qualcuno che ascolta &#8220;a tratti&#8221; è enorme, sia fisico che emotivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo concludere le riflessioni su questa prima parte della scala con le parole di Carl Rogers, psicologo fondatore della Psicologia Umanistica:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“La nostra prima reazione di fronte all&#8217;affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un’opinione tendiamo subito a pensare &#8216;è ingiusto&#8217;, &#8216;è stupido&#8217;, &#8216;è anormale&#8217;, &#8216;è irragionevole&#8217;, &#8216;è scorretto&#8217;, &#8216;non è gentile&#8217;. Molto di rado ci permettiamo di &#8216;capire&#8217; esattamente quale sia per lui il significato dell&#8217;affermazione.”<a href="#_ftn1" id="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. L&#8217;ascolto efficace. Ascolto selettivo, attivo, empatico e simpatetico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questa rassegna di ascolti pessimi, andiamo verso ascolti di qualità migliore, evidenziati nella scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando pensiamo ad un ascolto efficace ci viene in mente innanzitutto un’esperienza positiva, momenti in cui ci siamo sentiti ascoltati con il cuore e non solo con le orecchie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’ascolto efficace può avere tante sfumature, che vale la pena esplorare. Essenziale è capire che l’ascolto diventa efficace quando raggiunge i suoi fini, e i suoi fini sono diversi in base alla relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una fase di ascolto di una persona che ha subito un trauma, l’ascolto empatico sarà importante in quanto curativo, al fine di aiutare a superare il trauma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ascolto praticato durante la vendita, l’efficacia viene dal fatto che l’altra persona arrivi a sentirsi di fronte ad un individuo che “accoglie” quanto dice, un “contenitore emotivo” quando si parla di emozioni, o un buon “ricettore informativo” quando si parla di dati. Quando siamo di fronte a questo tipo di atteggiamento, il cliente capisce che vale la pena aprirsi e parlare, emettendo così informazioni preziosissime che il venditore può cogliere per ottimizzare la propria offerta e dare vita ad una proposta di valore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con uno che non ti ascolta, pensi non valga nemmeno la pena parlare. Ma quando ti senti ascoltato e capito, passeresti ore a farlo. Noi dobbiamo essere quell’ascoltatore con il quale il cliente sente di voler condividere ogni aspetto che conta della sua professione e persona, a volte, della sua vita. Teniamo a mente questo e avremo capito un aspetto fondamentale della vendita professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>6. Ascolto selettivo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’ascolto selettivo superiamo la “zona rossa” dell’ascolto ed entriamo in modalità che possono essere realmente utili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto selettivo, pur non essendo empatico negli intenti, va a cercare informazioni molto precise, che possono essere sia oggettuali (cose, persone, tempi) che emozionali (stati d’animo, sentimenti), rispetto ad un certo episodio o tema in fase di esplorazione. Un ascolto selettivo nella vendita può essere ad esempio il fare domande per capire cosa pensa l’interlocutore del parco fornitori attuale di cui si serve, e dove vi sono spiragli di apertura o bisogni da soddisfare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune tecniche di ascolto qui diventano fondamentali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Topic Setting</strong>: fissare i temi della conversazione. Sapere di cosa si vuole parlare e saperlo inserire nella conversazione –applicare la leadership conversazionale.</li>



<li><strong>Topic Shifting</strong>: riuscire a cambiare il tema della conversazione, cambiare argomento della conversazione (usando i <em>Repair o “mosse di riparazione”, </em>tipo“se non le dispiace vorrei parlare di…”).</li>



<li><strong>Reflecting</strong>: fare da specchio, riformulare quanto si è capito. Consente di poter precisare meglio e apre altro contenuto. Es. “<em>se ho capito bene lei si aspetta che il fornitore intervenga con un suo tecnico, fisicamente in azienda, entro quattro ore dalla segnalazione di guasto, ho capito bene</em>?”. Ogni riformulazione conduce la persona che parla a riaprire la conversazione e portare fuori altre informazioni, di cui il venditore si nutre per la propria trattativa. Si può distinguere un Reflecting dei dati da un Reflecting emotivo. Es. di Reflecting dei dati: “<em>quindi mi stai dicendo che ci sono in sostanza 3 opzioni</em>…”. Es. di Reflecting emotivo “<em>ti faccio notare che quando parli di X ti si sollevano le labbra come in senso di disgusto o rabbia</em>”.</li>



<li><strong>Deflecting</strong>: Riconoscere immissioni di temi che non c’entrano e riuscire a farli uscire dalla conversazione, smorzarli ed espellerli. Es. “<em>quello che mi dici sul tema X è importante ma se non ti dispiace vorrei approfondire il tema Y, in particolare volevo capire</em>…”</li>



<li><strong>Probing dei dati</strong>: Mettere alla prova un’informazione con una domanda collegata, es chiedere “<em>visto che mi hai detto che è arrivato tardi, quando è arrivato</em>?”. Oppure: “<em>mi sembra di capire che lei non è molto soddisfatto di X</em>”.</li>



<li><strong>Probing emotivo</strong>: mettere alla prova la sensazione che abbiamo noi sulle emozioni che l’altro sta provando sul tema oggetto di conversazione, es. “<em>mi sembra di vedere che quando parli del concetto X provi una sorta di imbarazzo, è così</em>?”</li>



<li><strong>Recap</strong>: ricapitolazione e rilancio. Fare delle ricapitolazioni di quanto raccolto sinora e aprire “<em>ok siamo arrivati al punto in cui ti presenti per il colloquio, ti fanno aspettare, tu inizi ad agitarti, entri e non sai più cosa dire. Poi cos’è successo</em>?”</li>



<li><strong>Ricentraggio</strong>: riportare il tema della conversazione sulle aree che ci interessano. Es. “<em>se non ti dispiace vorrei tornare a parlare di X, in particolare mi interessa la tua opinione su….”</em></li>



<li><strong>Repair</strong>: mossa di riparazione (preventiva o successiva ad una emissione) che «chiede scusa» per quanto abbiamo fatto o andremo a fare e ammorbidisce la mossa di cambiamento di tema, o altra mossa conversazionale.</li>



<li><strong>Contatto fàtico</strong>: costanti segnali di contatto visivo, cenni del capo, espressioni gutturali e paralinguistiche (uhm, ah, oh), tutto ciò che sia segnale &#8220;Fàtico&#8221; (i segnali fàtici sono quelli che dicono, in sostanza, &#8220;<em>ci sono</em>&#8220;, sono presente, sono qui per te).</li>
</ol>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Rogers, Carl. R. (1951).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ascolto attivo, selettivo o empatico, usa tecniche precise, non si limita alla volontà di ascoltare ma la mette in pratica con comportamenti precisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ascolto selettivo, siamo estremamente focalizzati nel capire una cosa specifica, una questione specifica su ciò che pensa l’altra persona, o un’informazione precisa che vogliamo cogliere. Tutto il resto non ci interessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra presenza mentale è accesa, acuta, ma diretta come un laser verso un punto informativo, e non &#8211; come nell’ascolto empatico &#8211; accogliente verso qualsiasi cosa emerga. Quando emerge materiale che non ci interessa, riportiamo con domande la conversazione sul “<em>focus</em>” che ci interessa (con il <strong><em>Topic Shifting</em>, o ricentraggio conversazionale</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di efficienza ed efficacia dell’ascolto selettivo, le nostre domande diventano “diagnostiche” solo quando riescono a depurare il quadro, lasciando solo ciò che ci interessa veramente, per cui per praticarlo bene serve tecnica e studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>7. Ascolto attivo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando pratichiamo ascolto attivo siamo immersi in un’attività speciale. Stiamo dando interesse, nostro tempo, nostra energia, per capire una persona, i suoi contenuti, le sue intenzioni, e un brano della sua storia. Le persone sono generalmente diffidenti nell’aprirsi e raccontare di sé stessi, del proprio intimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vendita B2B è raro che un interlocutore ammetta che “ci sono gravi problemi da risolvere” ma sappiamo che in quasi tutte le organizzazioni i problemi ci sono e ogni problema produce una opportunità di vendita. I clienti aziendali spesso pongono una “cortina di fumo” davanti ai veri problemi della propria azienda, per non comparire incompetenti o per mascherare incompetenze interne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto attivo offre una “piattaforma” dove le parole altrui e i pensieri altrui possono dolcemente e progressivamente poggiarsi, con un delicato ma crescente aumento della fiducia verso il venditore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad ogni apertura, segue una maggiore apertura, sino a che il “nucleo” della persona si rivela per ciò che è, nel suo splendore, nel suo dolore, nella sua verità. Liberato da maschere e auto-inconsapevolezze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per l’ascolto delle organizzazioni. Le organizzazioni mascherano le emozioni e spesso le negano o le trattano come intralci, senza comprendere che esse sono linfa vitale della vita, inclusa la vita in azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arrivare al “nucleo umano” di una persona richiede tanta strada, ma si può fare. Ogni piccolo passo in avanti verso il “condividere” è sempre significativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La persona che si impegna nell’ascolto, di base, vuole ascoltare, è curiosa di capire, lo considera un fatto importante, al punto di frenare il suo pensiero, omettere di dire come la pensa, bloccare il fatto di “prendere il turno della conversazione” per fare un’arringa o esprimere opinioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto attivo si concentra sul fatto di ascoltare. Lo fa con le parole, con le domande, e anche con il corpo. Utilizza segnali corporei e paraverbali di partecipazione a quanto detto, riformulazioni e ricapitolazioni dei contenuti percepiti, e altri dispositivi linguistici e non verbali che servono per dare il segnale “<em>quello che dici mi interessa, ti sto seguendo</em>”. Ad esempio, sporgendosi in avanti verso l’interlocutore, dando segnali del capo, o con le espressioni facciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può praticare ascolto attivo per due grandi classi di interessi, persino opposte una dall’altra:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>lo si può fare come atto estremo di amore, un dono che facciamo ad una persona amica, o un momento di grande umanità in cui ci interessiamo agli altri;</li>



<li>oppure, può trattarsi di un ascolto estremamente strategico, un ascolto professionale nel quale le informazioni racchiuse nella mente di qualcun altro ci servono. Ci possono servire per aiutare l’altro stesso, come nel coaching o nella terapia, o ci servono per dirigere un’organizzazione, o per prendere decisioni, come nella leadership e nella vendita.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso, quanto abbiamo nella nostra mente si arricchisce sempre, grazie all’ascolto degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È naturale che da un ascolto attivo emergano più informazioni e la persona possa anche esporre informazioni emotive, tanto più profonde quanto più l’ascoltatore s’impegnerà nel <strong>non dare giudizi, non giudicare, non interrompere, non “interpretare”.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto attivo richiede energia, impegno, un corpo riposato, una mente attenta e vigile. Quando siamo in questa modalità, anche un solo cenno di sopracciglio, può darci informazioni preziose.</p>


<div class="wp-block-image">
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</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Scala livelli di ascolto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solution selling</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita consulenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esigenze del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni espliciti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni impliciti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto profondo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proposta di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione con il cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer-centric</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soluzioni su misura</p>
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		<title>Comprendere i bisogni del cliente: ascolto attivo ed empatia</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/comprendere-i-bisogni-del-cliente-ascolto-attivo-ed-empatia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 09:54:00 +0000</pubDate>
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		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26974</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Capire i bisogni del cliente richiede saper far parlare il cliente, praticare ascolto attivo ed empatico. Anche l’ascolto, come ogni altra competenza, va allenato. Non si diventa bravi ascoltatori o ascoltatori &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comprendere-i-bisogni-del-cliente-ascolto-attivo-ed-empatia/">Comprendere i bisogni del cliente: ascolto attivo ed empatia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capire i bisogni del cliente richiede saper far parlare il cliente, praticare ascolto attivo ed empatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’ascolto, come ogni altra competenza, va allenato. Non si diventa bravi ascoltatori o ascoltatori empatici per caso, lo si diventa con l’allenamento specifico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti venditori sono addestrati a “mettere su il disco di vendita” e ripetere la stessa frase già detta migliaia di volte, come se andasse bene per tutti. In realtà, le argomentazioni di vendita e i benefici che possono andare bene per il cliente A possono rivelarsi del tutto inutili per il cliente B. Se non sapremo ascoltare la “situazione” del cliente, sarà impossibile offrire soluzioni veramente su misura e centrate sui bisogni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I bravi ascoltatori sono pochi. Essere un buon ascoltatore significa essere capaci di portare la presenza mentale nel “qui ed ora” del colloquio di vendita o trattativa, ed interessarsi realmente alla persona, voler conoscere ogni dettaglio della sua “storia” e situazione, e di ciò che conta per vendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni vendita si basa ad un certo punto del tempo, su uno o più colloqui tra persone. Nella vendita consulenziale, il colloquio di vendita è un momento centrale, ed entro il colloquio stesso, la fase di ascolto è determinante per il successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se non capisci lo stato del cliente, semplicemente non vendi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno strumento visivo è molto utile per comprendere immediatamente i modi di ascoltare è la “scala” dei livelli di ascolto, che mostra graficamente i diversi livelli nella qualità dell’ascolto<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un ascolto criticante ad un ascolto empatico, la differenza è parecchia, e tangibile. Un ascolto attivo ed empatico favorisce la vendita, un ascolto distratto o distorsivo la allontana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa scala è esposta nella prossima figura. In essa notiamo una progressione verso il miglioramento dei livelli di ascolto, man mano che si sale nella scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare non è solo un atto, è un atto prezioso, mette in connessione due menti e fa emergere idee che da soli probabilmente non sarebbero mai venute a galla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ascolto attivo e nella ricerca dell’empatia diventa fondamentale la capacità di porre domande, sino ad arrivare alle “domande potenti”, quelle domande che stimolano davvero una forte riflessione e aprono il pensiero.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Per una prima trattazione della scala dei livelli di ascolto, vedi Trevisani, Daniele (2019).</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>La Scala dei Livelli di Ascolto (Modello a 8 Stadi di Trevisani)</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="494" height="700" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-70.png" alt="" class="wp-image-26975" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-70.png 494w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-70-212x300.png 212w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-70-175x248.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/image-70-450x638.png 450w" sizes="(max-width: 494px) 100vw, 494px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dai livelli decisamente negativi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ascolto negativo ha la caratteristica di farti star male, quando lo subisci.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ascolto sbagliato genera il sentimento di non essere capiti, o trascurati, o non considerati per quanto si dice e nemmeno come persone. Va contro, in pratica, ad un bisogno basilare di ogni essere umano: essere accolti e capiti. Un bisogno tanto forte come quello d’aria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare il peggio di sé nell’ascolto è sufficiente interrompere, giudicare, non ascoltare, distrarsi, ascoltare mentre si fa altro, far finta di ascoltare mentre si opera su un pc o telefono, non guardare le persone, non dare alcun segnale di contatto, o peggio distorcere ogni possibile interpretazione, insomma, un intero bagaglio di errori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



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<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Livelli di ascolto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Empatia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione efficace</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer experience</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer care</p>



<p class="wp-block-paragraph">Problem solving</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascolto profondo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni espliciti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni impliciti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle obiezioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazione con il cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzazione</p>
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		<title>La strategia del processo di acquisto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-strategia-del-processo-di-acquisto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 07:23:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
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		<category><![CDATA[Esperienza d’acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[funnel di vendita]]></category>
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		<category><![CDATA[Retargeting]]></category>
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		<category><![CDATA[scelta di acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[Strategia omnicanale]]></category>
		<category><![CDATA[Targeting]]></category>
		<category><![CDATA[Valutazione delle alternative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Qualsiasi scelta di acquisto ha un margine di errore (che il consumatore cercherà in vari modi di ridurre) e produce timori di perdita in chi la compie. Le perdite possono distinguersi in perdite assolute &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi scelta di acquisto ha un margine di errore (che il consumatore cercherà in vari modi di ridurre) e produce timori di perdita in chi la compie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le perdite possono distinguersi in perdite assolute e in perdite relative. Una <strong>perdita assoluta</strong> accade quando la prestazione ricercata non viene ottenuta affatto. Ad esempio, acquisto un nuovo sistema operativo per il mio PC per ottenere più stabilità, e ottengo meno stabilità (prima si bloccava due volte al giorno, adesso quattro). Una <strong>perdita relativa</strong> si ottiene quando, successivamente all’acquisto, il consumatore si accorge che era possibile trovare lo stesso prodotto, ma ad un prezzo migliore, o a condizioni migliori, o che un prodotto concorrente offriva prestazioni migliori allo stesso prezzo, oppure ancora il prodotto fornisce una prestazione inferiore alle aspettative. Ad esempio, scopro che un negozio della stessa città offriva quelle scarpe speciali da escursione, che stavo cercando, con uno sconto del 40%. Oppure ottengo un miglioramento nella velocità di connessione molto basso rispetto all’investimento fatto per acquistare la nuova linea di telecomunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumatore ricercherà sia l&#8217;evitazione di una perdita assoluta&nbsp; (acquistare un prodotto che non risolve il problema), che l&#8217;evitazione di una perdita relativa (situazione in cui il prodotto raggiunge solo parzialmente il suo scopo, o vi è la percezione che il problema potesse essere risolto con minore esborso di risorse). Per farlo, ricercherà informazioni diagnostiche utili ad orientarsi. Accumulate le informazioni necessarie, quindi, deciderà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, il modello di decisione formalizzato è sostanzialmente basato sul processo di input-elaborazione-output.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kotler, in un classico del marketing<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>, evidenzia uno schema di acquisto così composto:</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Kotler, P. (1993). <em>Marketing management</em>. Torino, Isedi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="147" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-1024x147.png" alt="" class="wp-image-26672" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-1024x147.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-300x43.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-768x110.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-175x25.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-450x65.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24.png 1109w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Sottolineiamo che questo modello funziona soprattutto negli acquisti maggiormente razionali o consci, là dove il soggetto è consapevole di quali siano le variabili in gioco, e si dia una strategia di acquisto. Il che non accade molto spesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scelta di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rischio della perdita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettative del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Evitare la perdita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modello decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza delle variabili</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisione d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione delle alternative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Post-acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer journey</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing mix</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Funnel di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer satisfaction</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia omnicanale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Targeting</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lead generation</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conversion rate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Retargeting</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dal marketing mix al value mix: nuovi strumenti per la customer satisfaction e la ricerca del prodotto ideale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 17:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[action line]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[analisi di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Customer needs]]></category>
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		<category><![CDATA[daniele trevisani]]></category>
		<category><![CDATA[La nuova frontiera del marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing manager]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mix]]></category>
		<category><![CDATA[Metodo ALM]]></category>
		<category><![CDATA[mission aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Pricing innovative]]></category>
		<category><![CDATA[qualità del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[regie di cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Trade marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Value Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Value proposition]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://lapsicologiadelmarketing.wordpress.com/?p=259</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani – “Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management”. Franco Angeli editore, Milano. Esistono, come abbiamo notato, una molteplicità e varietà di bisogni del consumatore, di modi di acquistare, di moventi, che partono spesso dalla presenza di pulsioni &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dal-marketing-mix-al-value-mix-nuovi-strumenti-per-la-customer-satisfaction-e-la-ricerca-del-prodotto-ideale/">Dal marketing mix al value mix: nuovi strumenti per la customer satisfaction e la ricerca del prodotto ideale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Daniele Trevisani</a> – “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3Sv4tZT" target="_blank">Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono, come abbiamo notato, una molteplicità e varietà di bisogni del consumatore, di modi di acquistare, di moventi, che partono spesso dalla presenza di pulsioni contrastanti. Questo rende gli sforzi aziendali per generare customer satisfaction (la soddisfazione del consumatore) alquanto ardui. Anche perché i moventi e gli scenari cambiano velocemente. Per raggiungere l’obiettivo della soddisfazione del consumatore, dobbiamo ricorrere ad una lettura psicologica del concetto di valore, alla ricerca di qualche elemento di stabilità cui ancorare solide strategie operative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing mix si compone notoriamente di quattro leve di marketing: il prodotto, il prezzo, la distribuzione e la promozione/comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il passaggio cruciale è spostare l’attenzione aziendale dal concetto di marketing mix (incentrato sull’organizzazione interna), al concetto di&nbsp;<strong>value mix</strong>&nbsp;(il mix di valore), in cui le leve di marketing vengono analizzate unicamente quali strumenti di creazione del valore per il cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna leva deve essere considerata occasione per creare valore nel consumatore, e non semplice adempimento organizzativo o manageriale. Creare valore è possibile attraverso lo studio delle caratteristiche del prodotto, ma anche attraverso forme di <em>pricing</em> innovative e maggiormente vicine alle attese del cliente, forme distributive semplicemente più funzionali, forme di comunicazione aziendale e assistenza di superiore qualità.Per ciascuna delle quattro leve di marketing, è necessario fare un passo in avanti decisivo, valutando cosa costituisca valore in essa. Il valore, come abbiamo notato, deriva dalla capacità di una caratteristica di corrispondere ai bisogni consci, inconsci e subconsci dell’individuo. Al centro della progettazione della customer satisfaction, quindi, devono entrare i concetti di prestazione ideale, prodotto ideale, distribuzione ideale, pricing ideale, e comunicazione ideale. In questo capitolo evidenziamo i possibili sviluppi della customer satisfaction, nella convinzione che in quest’area, come in molte altre, diversa strada sia ancora da percorrere. Partiamo dalla delineazione di alcuni strumenti minimi, per passare in seguito alle evoluzioni più complesse. </p>



<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di&nbsp;<a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a>&nbsp;&#8211; “<a href="https://amzn.to/3Sv4tZT" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Vietata la riproduzione senza citazione della fonte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a>&nbsp;Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Canali Social</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noopener">https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/</a></li>



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</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La psicologia del marketing</li>



<li>Marketing mix</li>



<li>Value marketing</li>



<li>La nuova frontiera del marketing</li>



<li>Posizionamento</li>



<li>Pricing innovative</li>



<li>Customer satisfaction</li>



<li>Regie di cambiamento</li>



<li>Marketing manager</li>



<li>Value proposition</li>



<li>Qualità del prodotto</li>



<li>Customer needs</li>



<li>Action line</li>



<li>Metodo ALM </li>



<li>Daniele Trevisani</li>



<li>Analisi dei bisogni </li>



<li>Valore percepito</li>



<li>Trade marketing</li>



<li>Analisi di mercato </li>



<li>Mission aziendale</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dal-marketing-mix-al-value-mix-nuovi-strumenti-per-la-customer-satisfaction-e-la-ricerca-del-prodotto-ideale/">Dal marketing mix al value mix: nuovi strumenti per la customer satisfaction e la ricerca del prodotto ideale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Fare &#8220;Focusing&#8221; nella Crescita Personale e nello Sviluppo Risorse Umane</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/fare-focusing-nella-crescita-personale-e-nello-sviluppo-risorse-umane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2016 11:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[risorse per la formazione]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei fabbisogni formativi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento positivo]]></category>
		<category><![CDATA[conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[focusing]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Focusing: Focalizzare i bisogni di sviluppo Estratto con modifiche dall’autore, dal testo “Regie di Cambiamento“, © Franco Angeli editore, Milano. Di Daniele Trevisani Fare focusing è necessario per ridurre il gap di autoconoscenza, e – se un focusing attuato dal singolo è utile – un focusing aiutato da un professionista o consulente è spesso più &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/fare-focusing-nella-crescita-personale-e-nello-sviluppo-risorse-umane/">Fare &#8220;Focusing&#8221; nella Crescita Personale e nello Sviluppo Risorse Umane</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><em>Focusing</em>: Focalizzare i bisogni di sviluppo<br />
</strong></h1>
<p style="text-align:left;"><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image021.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8143 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image021.png" alt="image021" width="225" height="280" /></a>Estratto con modifiche dall’autore, dal testo “<a href="http://www.ibs.it/code/9788846483775/trevisani-daniele/regie-cambiamento-approcci.html" target="_blank" rel="noopener">Regie di Cambiamento</a>“, © Franco Angeli editore, Milano. Di <a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a></p>
<p>Fare <em>focusing</em> è necessario per ridurre il gap di autoconoscenza, e – se un <em>focusing</em> attuato dal singolo è utile – un <em>focusing</em> aiutato da un professionista o consulente è spesso più efficace.</p>
<p>Riflessioni operative:</p>
<ul>
<li>realizzare <em>focusing</em> (autoanalisi e analisi assistita) per far emergere aree di lavoro, lasciando fluire le proprie sensazioni in un ambiente psicologico non giudicante e di massima accoglienza, non valutativo;</li>
<li>raccogliere quanto emerge dal <em>focusing</em> per identificare possibili target di cambiamento.</li>
</ul>
<p>Nel <em>focusing</em> auto-diretto, si corre il rischio di incontrare un forte <strong>gap di autoconoscenza: non conoscersi a sufficienza o illudersi di conoscersi. </strong></p>
<p><strong>È estremamente difficile riuscire ad auto-osservare lucidamente il proprio bisogno di cambiamento, passare dal livello di “sensazione” di un disagio o di una ambizione alla corretta localizzazione del dove, come, quando agire. </strong></p>
<p>Il problema tocca anche l’azienda. A livello di autoanalisi troviamo un gap di consapevolezza anche per la Direzione Risorse Umane e per i leader di team, quando l’osservatore non coglie bene il quadro reale, e le “verità” si offuscano dietro a sintomi e sensazioni imprecise o falsi target.</p>
<p>Da questo derivano problemi a cascata, ad esempio</p>
<ul>
<li>sbagliare il piano formativo di una persona o di una azienda;</li>
<li>usare una strategia formativa meravigliosa ma praticabile solo sulla carta;</li>
<li>progettare utilizzando assunti e presupposti sbagliati;</li>
<li>scollegarsi dalla realtà, sfuggire il “come sono le cose realmente”.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Riflessioni operative:</p></blockquote>
<ul>
<li>
<blockquote><p>considerare che la propria conoscenza sullo stato di cose può non essere corretta, o può essere viziata da distorsioni e autoinganni;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>considerare quanta distanza è presente tra la “sensazione” vaga di un disagio o problema e la sua corretta identificazione, a livello di sede e di cause;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>considerare che le prime sensazioni o “letture” – senza <em>focusing</em> adeguati &#8211; portano spesso a distorsioni, abbagli, valutazioni errate;</p></blockquote>
</li>
<li>
<blockquote><p>ricercare punti di vista e confronto multipli per ridurre il margine di errore;</p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>© Copyright dott. Daniele Trevisani, Communication Research, <a href="https://www.studiotrevisani.it" rel="nofollow">https://www.studiotrevisani.it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I due sistemi di blocco della performance: i gatekeepers</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/i-due-sistemi-di-blocco-della-performance-i-gatekeepers/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2015 09:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Performance]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[fattore umano]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[gatekeepers]]></category>
		<category><![CDATA[potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com __________________________ Le performance potenziali che una persona può esprimere sono bloccate da due sistemi di filtri o gatekeepers (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e i filtri esterni. I filtri interiori comprendono credenze dannose, abitudini &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/i-due-sistemi-di-blocco-della-performance-i-gatekeepers/">I due sistemi di blocco della performance: i gatekeepers</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/08/special-operations.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-504" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/08/special-operations.png" alt="motivazione" width="142" height="100" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/3-101217_wai_khru_ram_muay_thai_kickboxing_men_bow_ropes_mg_6976.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-540" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/3-101217_wai_khru_ram_muay_thai_kickboxing_men_bow_ropes_mg_6976.jpg?w=100" alt="Motivazione" width="67" height="100" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/8.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-397" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/8.png?w=150" alt="performance" width="170" height="100" /></a></h2>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Self Power</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<h2>__________________________</h2>
<h2><em>Le performance potenziali che una persona può esprimere sono bloccate da due sistemi di filtri o gatekeepers (letteralmente, chi decide chi passa o no dal cancello): i filtri interiori e i filtri esterni.</em></h2>
<p>I <strong>filtri interiori</strong> comprendono credenze dannose, abitudini sbagliate, lacune formative e di competenze. I filtri interiori possono essere trattati, il viaggio verso l’emancipazione è difficile ma possibile.</p>
<p>I <strong>filtri esterni</strong> sono decisamente più ostili e refrattari, poiché coincidono con intere culture e comportamenti, che poi ritroviamo in persone specifiche e detentori di potere. Possiamo identificare questi ultimi come ostacoli sostanzialmente sociali.</p>
<p>Spieghiamoci con qualche esempio: se una persona ha un buon potenziale come studioso e ricercatore ma non conosce i metodi di studio ottimali (blocchi interiori), possiamo allenarlo, fornirgli competenze per studiare meglio, e le sue prestazioni scolastiche o universitarie aumenteranno.</p>
<p>Ma se un ricercatore eccellente viene bloccato perché sbatte contro un blocco esterno, esempio il sistema universitario è clientelare, dominano i raccomandati e la politica (e non il merito), le sue performance saranno di fronte ad un enorme muro, un cancello altissimo. Il sistema non offre spazi per le sue performance, e le uniche alternative sono autoridursi o andare altrove.</p>
<p>Ed infatti la fuga di cervelli dalle aziende o da intere nazioni – Italia tra le prime &#8211; è un fenomeno noto e drammatico, causato dalla più grave di tutte le forme di male, la scarsa meritocrazia.</p>
<p>In azienda, possiamo avere manager di buon potenziale, desiderosi di crescere, e fornire loro strumenti tramite la formazione e il coaching. Tuttavia, se la direzione aziendale non ha spirito di ricerca, è chiusa, ignorante, non premia il merito, o le idee, vi sarà ben poco spazio per esprimersi.</p>
<p>Un atleta può allenarsi con enorme impegno e volontà, diventare forte, capace, ma se il suo allenatore non gli offre (o peggio gli preclude volontariamente) le occasioni agonistiche giuste, rimarrà nell’ombra.</p>
<p>In ogni organizzazione può accadere che gli <em>High Potentials</em> (persone di alto potenziale) – risorse preziose e linfa vitale – diventino persino <em>problemi</em>, rischi da eliminare, qualcuno che diventi un potenziale futuro concorrente ai potenti di adesso, qualcuno che “fa ombra” agli attuali leader. Da risorse diventano pericolo per il sistema, materiale umano che va sistematicamente truffato, riempito di bugie, preso in giro, fatto attendere, deviato, ridotto, ammutolito, depotenziato, circoscritto, perimetrato, osservato come pericolo, castrato.</p>
<p>Da li ad arrivare a malattie psicosomatiche il passo è breve. Come osserva il biologo molecolare Bruce Lipton:</p>
<h6>Perché ci si Ammala?</h6>
<h6>I segnali elettrici che controllano i nostro sistema nervoso e ogni tipo di funzione organica possono essere inquinati da 3 fattori</h6>
<h6>&#8211; traumi fisici<br />
&#8211; tossine<br />
&#8211; stili di pensiero negativi</h6>
<h6>Questo apre le porte a nuovissimi tipi di guarigione che oggi iniziano a farsi strada.</h6>
<h6>Era ora.</h6>
<p>Mi soffermo sul terzo fattore (stili di pensiero) per fare l’esempio di persone che svengono mentre stanno facendo un discorso in pubblico, senza avere niente di realmente “organico” a generare lo svenimento, ma viceversa, vittime di segnali mentali distorti che generano lo stato organico alterato.</p>
<p>L’ansia stessa produce gli stati organici di tachicardia, battito accelerato, sudorazione, blocco digestivo, respiro affannoso.</p>
<p>Uno stato di ansia, magari prima di un esame, o di un incontro, il nel vivere ripetutamente situazioni che provocano sofferenza, può causare attacchi di panico.</p>
<p>Vivere ansia cronica genera molte malattie.</p>
<p>Questi fattori determinano il larga misura delle possibili malattie e stati di malessere che un essere umano può sperimentare nella vita.</p>
<p>Direi che ce n&#8217;è abbastanza per affermare che su questi tre fattori abbiamo un sacco di lavoro da fare&#8230; e sul terzo, un infinità di lavoro da fare! E di opportunità.</p>
<p>Questi meccanismi di guarigione sono basati sul fatto di trovare l’interruttore per spegnere gli stili di pensiero negativi, e liberare la mente affinché stili più produttivi si facciano strada.</p>
<p>Sono basati sulla ricerca di cosa sta intossicando il nostro corpo e la nostra mente. Anziché curare il singolo organo lasciando però il sistema intossicato.</p>
<p>Un piccolo suggerimento: se vivete in un sistema che vi amputa, non lasciatevi amputare. Trovate i vostri spazi di espressione. E non lasciatevi abbattere dalle sconfitte. Analizzatele, rideteci sopra, e ringraziate per quello che potranno insegnarvi.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Quando perdi,non perdere la lezione (Dalai Lama)</em></p>
<p style="text-align:left;"><strong>_______________________________</strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Self Power</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/i-due-sistemi-di-blocco-della-performance-i-gatekeepers/">I due sistemi di blocco della performance: i gatekeepers</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una nuova arte del produrre e ri-generare le energie personali</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/una-nuova-arte-del-produrre-e-ri-generare-le-energie-personali-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2015 09:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Personal Energy]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[energie mentali]]></category>
		<category><![CDATA[energie personali]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale personale]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Personal Energy, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com ___________ In ogni persona e in ogni organizzazione vengono profuse energie per ricercare il piacere (gioia, soddisfazione, sensazioni positive, risultati, contributi) e rimuovere la sofferenza e il dolore, in qualsiasi forma si presentino (disorganizzazione, confusione, malattia, perdita di senso). Spesso queste &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/una-nuova-arte-del-produrre-e-ri-generare-le-energie-personali-2/">Una nuova arte del produrre e ri-generare le energie personali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/28.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-392" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/28.png" alt="rigenerarsi" width="85" height="110" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/tn_sunburst1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4103" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/tn_sunburst1.jpg" alt="paesaggio naturale" width="147" height="110" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/gruppo-di-giovani.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4132" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/gruppo-di-giovani.jpg" alt="gruppo di giovani" width="85" height="110" /></a></p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=20667&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Personal Energy</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>___________</p>
<p>In ogni persona e in ogni organizzazione vengono profuse energie per ricercare il piacere (gioia, soddisfazione, sensazioni positive, risultati, contributi) e rimuovere la sofferenza e il dolore, in qualsiasi forma si presentino (disorganizzazione, confusione, malattia, perdita di senso).</p>
<p><em>Spesso queste energie vengono profuse per “riparare” danni, ma non per costruire. Rimosso il dolore, il lavoro si ferma, sino al prossimo danno o malattia dell’individuo o dell’organizzazione.</em></p>
<p>Troppe volte ho visto persone e aziende mettere “pezze” su impalcature organizzative che non le potevano reggere, medicare con acqua fresca ferite che chiedevano suture. Ho visto rattoppare castelli di sabbia spacciandoli per grattacieli.</p>
<p>Guardare avanti e costruire il nuovo è uno degli scopi primari di un <em>metodo proattivo sul potenziale umano</em>, un orientamento che differenzia il coaching dalla terapia.<em><strong> Il coaching ha lo scopo primario di costruire, mentre la terapia intende soprattutto “riparare”.</strong></em></p>
<p>Lavorare a qualcosa di costruttivo significa anche poter esprimere se stessi, (<em>self-expression</em>), sviluppare progetti e idee di cui essere fieri ed orgogliosi (<em>self-achievements</em>), portare nel concreto il proprio potenziale (<em>self-actualization</em>). Alcune riflessioni:</p>
<ul>
<li>Rigenerare significa cambiare stile di vita quando quello attuale ci offre segnali di disfunzione: <strong>saperli ascoltare, non soffocarli</strong>.</li>
<li>Rigenerare significa avere aria fresca da respirare, fare nuove esperienze.</li>
<li>Rigenerare significa cambiare stile di pensiero: come pensiamo oggi. Occorre umiltà: il nostro stile cognitivo attuale non è necessariamente il modo migliore di pensare.</li>
<li>Possiamo agire sulla capacità di vedere le cose e usare tecniche mentali più produttive. Possiamo metterci in discussione e crescere anche su questo piano.</li>
<li>Un percorso di Crescita Personale è arte e tecnica, chiede impegno ma offre doni immensi.</li>
</ul>
<p>E’ importante andare avanti, anche quando la massa rimane ferma in un acquario di stupidità, anche quando sembra di essere strani e ci si sente soli. La solitudine è accettabile e a volte persino inevitabile, quando accompagna momenti di profonda crescita e cambiamento.</p>
<p>E dopo aver cambiato noi stessi, siamo certi che le persone che ci circonderanno o si uniranno a noi, saranno migliori. Sperimenteremo un’unione con dei valori, forti e saldi, che non ci faranno mai sentire soli, un’unione con chiunque abbia sostenuto e stia sostenendo un viaggio di crescita personale, sperimenteremo un’unione con persone e idee e le sentiremo vicine, non importa quanto distanti nel tempo e nello spazio.</p>
<p><strong><em>Accettare di uscire dalla massa forzata, è in sè un valore.</em></strong></p>
<p style="text-align:left;">_____________</p>
<p style="text-align:left;"><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=20667&amp;Tipo=31" target="_blank" rel="noopener">Personal Energy</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/una-nuova-arte-del-produrre-e-ri-generare-le-energie-personali-2/">Una nuova arte del produrre e ri-generare le energie personali</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Funzione di risposta del mercato, soglie percettive e limiti del miglioramento: implicazioni per lo sviluppo del prodotto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/funzione-di-risposta-del-mercato-soglie-percettive-e-limiti-del-miglioramento-implicazioni-per-lo-sviluppo-del-prodotto-2/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/funzione-di-risposta-del-mercato-soglie-percettive-e-limiti-del-miglioramento-implicazioni-per-lo-sviluppo-del-prodotto-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2015 09:52:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[corsi di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[tecniche di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[vendite complesse]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[soglie percettive]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di vendita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://formazioneaziendale.wordpress.com/?p=4172</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Psicologia di Marketing e Comunicazione, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com ____________ La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/tn_myrayz.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4072" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2014/10/tn_myrayz.jpg" alt="percezione" width="147" height="110" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/19.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3848" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/19.png" alt="soglie percettive nella vendita" width="130" height="110" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/67.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3851" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/67.png" alt="Principio della crescita del Potenziale Umano e crescita personale nella vendita" width="140" height="110" /></a></p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=9359&amp;Tipo=10" target="_blank" rel="noopener">Psicologia di Marketing e Comunicazione</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>____________</p>
<p>La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella percezione umana, in particolare il fenomeno delle <em><strong>soglie percettive</strong></em>.</p>
<p>La psicologia della percezione identifica due tipi di soglie &#8211; soglia assoluta e soglia differenziale &#8211; le quali generano altrettanti tipi di prestazione (prestazione assoluta e prestazione differenziale).</p>
<p>La <strong>soglia assoluta</strong> identifica la quantità minima di stimolazione sensoriale necessaria affinché un particolare stimolo (una vibrazione, un oggetto, un colore) sia percepito da un individuo.</p>
<p>La <strong>soglia differenziale</strong> fa riferimento al differenziale di stimolazione sensoriale che determina per l&#8217;individuo la consapevolezza di un cambiamento, l&#8217;accorgersi di una mutazione nello stato precedente. È quindi basata sul concetto di percezione della differenza di intensità.<br />
<a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/01/immagina-soglie-percettive-psicologia-di-marketing.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-4173" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/01/immagina-soglie-percettive-psicologia-di-marketing.png" alt="immagina soglie percettive psicologia di marketing" width="543" height="218" /></a></p>
<p><em><strong>Questi fattori percettivi devono entrare al centro del processo imprenditoriale di gestione della customer satisfaction</strong></em>. Ad esempio, produrre un miglioramento nelle vibrazioni di un volante (riduzione di vibrazioni) quando non esiste un margine per ottenere un miglioramento percepibile (condizione di <em>ceiling-effect</em>) è un intervento che non supera la soglia differenziale, e sostanzialmente uno spreco di investimenti.</p>
<p>__________</p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=9359&amp;Tipo=10" target="_blank" rel="noopener">Psicologia di Marketing e Comunicazione</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
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		<title>Perchè è fondamentale capire come ragiona il Buyer</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/perche-e-fondamentale-capire-come-ragiona-il-buyer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2014 08:11:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[competenze comunicative]]></category>
		<category><![CDATA[negoziazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching.- Testo estratto dal volume di Daniele Trevisani “Strategic Selling. Psicologia e Comunicazione per la vendita”, Franco Angeli editore, Milano, 2011 ______ Ogni buyer &#8211; soprattutto a livello di multinazionali &#8211; è formato costantemente, è un professionista, un atleta aziendale, un agonista &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/perche-e-fondamentale-capire-come-ragiona-il-buyer/">Perchè è fondamentale capire come ragiona il Buyer</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/96010111.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-526" src="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/96010111.jpg?w=119" alt="96010111" width="79" height="99" /></a><a href="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/untitled.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-560 size-thumbnail" src="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/untitled.png?w=150" alt="capire il buyer" width="150" height="99" /></a><a href="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/website-strategy.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-561" src="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/website-strategy.jpg?w=150" alt="website-strategy" width="150" height="99" /></a><a href="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/strategy.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-559" src="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/strategy.jpg?w=150" alt="Strategy" width="150" height="84" /></a>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </em><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_parent" rel="noopener noreferrer">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</a><em>.- </em>Testo estratto dal volume di Daniele Trevisani “<a title="Strategic Selling Vendita Consulenziale Formazione Vendite" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=18530" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Strategic Selling. Psicologia e Comunicazione per la vendita</a>”, Franco Angeli editore, Milano, 2011</p>
<p>______</p>
<p>Ogni buyer &#8211; soprattutto a livello di multinazionali &#8211; è formato costantemente, è un professionista, un atleta aziendale, un agonista della trattativa, allenato sottoposto a “corsi di acquisto e psicologia della negoziazione” molto frequenti e costanti.</p>
<p><strong>I buyer professionali vengono formati per apprende a rompere il potere negoziale del venditore, annullare i margini di manovra altrui</strong>.</p>
<p>Farlo diventa un gusto, anche a discapito di ogni teoria win-win..</p>
<p>In specifici corsi, e questo accade soprattutto nelle multinazionali, il buyer apprende strategie per <strong>far sentire il venditore inutile o compara­bile con altri, sostituibile</strong>, generare la sensazione che l’azienda venditrice sia una tra le tante, una sorta di <em>commodity</em> come il grano, l’acqua o la soia (le tecniche <em>PICOS</em>, o meglio le deformazioni che ne sono seguite, sono un esempio sul quale il nostro lavoro si è concentrato a lungo).</p>
<p>Queste tecniche sono finalizzate a creare ansia nel venditore, senso di insicurezza, sentirsi comparato con altri venditori, fino a portarlo in stato di tensione tale da far “calare le difese” e i prezzi.</p>
<p>Il nego<em><a href="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/meeting4.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-537 size-thumbnail" src="https://corsidivendita.files.wordpress.com/2014/10/meeting4.jpg?w=150" alt="meeting4" width="150" height="130" /></a></em>ziatore o buyer professionale impara strategie per ottenere informazioni dai venditori e dai tecnici, ed utilizzarle contro di loro.</p>
<p>Svolge ricerche per capire chi ha di fronte e che strategie ha usato finora. Usa la <em>Business Intelligence</em>, prepara una strategia.</p>
<p>Capire con chi si ha a che fare, distinguere scenari veri da favole d’azienda è uno dei compiti principali della vendita consulenziale. E farlo dentro un team che conosce le stesse tecniche e parla la stessa lingua, anziché farlo da soli, è enormemente più facile, anche solo per il fatto di sapere di non essere soli.</p>
<p>Capire i motivi delle strategie comportamentali adottate dai buyer o dai decisori richiede sia saggezza che preparazione. Richiede il coraggio del Gladiatore che sa di dover lottare contro un ciclope, ma proprio per questo decidere di usare strategia e non improvvisare.</p>
<p>Capire chi decide, capire chi comanda, capire <em>chi influenza chi</em>, richiede non solo doti comunicative ma doti di analisi, di <em>Business</em> <em>Intelligence</em>.</p>
<p>La raccolta di tante informazioni, il presidio dei contatti, la costruzione delle condizioni atte a generare la chiusura positiva di un progetto, hanno più possibilità di successo se affrontati in team. Un team con una leadership chiara, valori comuni, conoscenze tecniche condivise, e una buona forma­zione che ci aiuti a parlare lo stesso linguaggio e manovrare la nave dav­vero come una squadra affiatata.</p>
<p>Questo è il mondo della vendita consulenziale. Questo è il terreno in cui ci si muove. E in questo scontro si può essere preparati o impreparati, <em>naif</em> o analisti, dilettanti o professionisti. A noi la scelta.</p>
<p>I negoziatori professionali e i venditori consulenziali sono abili comunicatori front-line, ma anche ottimi strateghi, sanno con chi devono passare un’intera giornata, e con chi invece persino un minuto è sprecato.</p>
<p>Sanno riconoscere le strategie dei buyer e rispondere con contro-mosse.</p>
<p>Sanno relazionarsi non solo ai buyer, ma anche con innumerevoli altri soggetti, di cui citiamo solo una lista minimale, rispetto alla enormità di diversi ruoli con cui effettivamente ci si trova a trattare.</p>
<p>Alcune tipologie di soggetti con i quali è importante saper trattare:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>i proprietari, la proprietà aziendale, familiare o finanziaria;</li>
<li>persone vicine ai proprietari (familiari, amici, consulenti);</li>
<li>membri del Consiglio di Amministrazione;</li>
<li>i Direttori Finanziari;</li>
<li>i Direttori di Produzione;</li>
<li>i politici, sino ai massimi livelli locali, regionali o nazionali;</li>
<li>amministratori e dirigenti di enti pubblici e enti locali;</li>
<li>partiti politici, sindacati, influenzatori;</li>
<li><em>gatekeepeers</em> (letteramente, “controllori del cancello”): coloro i quali possono bloccare un progetto o idea (potere di veto);</li>
<li>componenti tribali di un clan, es. il un capo-tribù di una regione di cui cercare l’appoggio in quanto svolge un ruolo di “gatekeeper”;</li>
<li>il “capo tribù organizzativo” di una grande impresa o multinazionale;</li>
<li>la segretaria di direzione o segretario particolare di un dirigente.</li>
</ul>
<p>Ragionano quindi in termini di <em>stakeholders</em> – i “portatori di interessi” – coloro i quali sono in qualche misura coinvolti o da coinvolgere nelle scelte, o sui quali vi saranno ricadute e conseguenze, e di <em>gatekeepers</em> – coloro i quali possono bloccare il fluire di un progetto. Su questi soggetti, sanno attuare strategie di <em>Key Leader Engagement (KLE)</em>: coinvolgimento dei decisori chiave, avvicinamento relazionale.</p>
<p>Non seguono solo ed unicamente i canali standard di vendita e i canali ufficiali di acquisto.</p>
<p>Mappano le reti di potere (<em>Power Matrix</em>) dei sistemi che devono penetrare per capire dove sono i bisogni relazionali, i possibili varchi. Sanno capire chi è il leader di una cordata aziendale o di un certo clan aziendale interno.</p>
<p><em>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </em><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_parent" rel="noopener noreferrer">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</a><em>.- </em>Testo estratto dal volume di Daniele Trevisani “<a title="Strategic Selling Vendita Consulenziale Formazione Vendite" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=18530" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Strategic Selling. Psicologia e Comunicazione per la vendita</a>”, Franco Angeli editore, Milano, 2011</p>
<p>______</p>
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		<item>
		<title>Rivista CR n. 1-2013 Formazione e Comunicazione, Psicologia e Strategia, Benessere e Crescita Personale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/rivista-cr-n-1-2013/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 17:16:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[rivista di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[sogni e ideali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Speciale: Servizio Cerca Libri Il &#8220;Trovalibri&#8220;. Rimane, visto il grande interesse, il form di ricerca sull&#8217;intero catalogo di IBS, per tema o autore (clic sull&#8217;immagine per aprire la pagina di ricerca) Nuovi materiali: schede gratuite dal cap. 1 del volume&#8221;Personal Energy&#8220;, Franco Angeli editore, novità 2013 Autoespressione e autorealizzazione &#8211; inizio di un viaggio difficile, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/03/1783861.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-1925" alt="1783861" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/03/1783861.jpg?w=150" width="150" height="100" /></a><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/03/22.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-352" alt="energie mentali" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/03/22.png?w=150" width="150" height="100" /></a><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2010/12/p051a029.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-958" alt="P051A029" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2010/12/p051a029.jpg?w=150" width="150" height="100" /></a></p>
<p><strong>Speciale: Servizio Cerca Libri</strong></p>
<p><em>Il &#8220;<strong>Trovalibri</strong>&#8220;. Rimane, visto il grande interesse, il form di ricerca sull&#8217;intero catalogo di IBS, per tema o autore (clic sull&#8217;immagine per aprire la pagina di ricerca)<br />
</em><a title="form ricerca libri su IBS" href="https://www.studiotrevisani.it/ricerca_libri.htm" target="_blank" rel="attachment wp-att-2671 noopener noreferrer"><img decoding="async" alt="" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/11/immagine-form-ricerca-libri1.png?w=500" /></a></p>
<p><em><strong>Nuovi materiali</strong>: schede gratuite dal cap. 1 del volume&#8221;<a href="http://www.ibs.it/code/9788820411893/trevisani-daniele/personal-energy-una-mappa.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Personal Energy</a>&#8220;, Franco Angeli editore, novità 2013<br />
</em></p>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/15/2881/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Autoespressione e autorealizzazione &#8211; inizio di un viaggio difficile, infinito e meraviglioso nel Potenziale Umano<br />
</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/12/26/motivazione-e-archetipi-le-energie-epiche-e-delle-fiabe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">M</a><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/12/26/motivazione-e-archetipi-le-energie-epiche-e-delle-fiabe/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">otivazione e Archetipi. Le energie epiche e delle fiabe, dai Samurai sino a ciascuno di noi</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/20/eroismo-quotidiano-3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eroi </a><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/20/eroismo-quotidiano-3/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quotidiani</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/23/il-potere-generativo-della-forza-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il potere e la forza, da stereotipi negativi a strumenti fondamentali per cause nobili</a></li>
</ul>
<h2>Benessere</h2>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/16/alimentazione-per-il-benessere-salute-energie-personali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Principi fondamentali di alimentazione nel metodo HPM</a></li>
<li><a title="benessere, concentrazione, stare bene" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/24/una-cosa-alla-volta-e-al-giusto-livello-due-segreti-del-benessere-fisico-mentale-e-professionale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Una cosa alla volta… e al giusto livello. Due segreti del benessere fisico, mentale e professionale</a></li>
</ul>
<h2>Relazioni umane e professionali</h2>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/23/scambi-di-valore-per-relazioni-che-funzionano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scambi di valore per relazioni che funzionano</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2013/01/24/la-lotta-infinita-quando-la-personalita-resiste-al-cambiamento-anche-quando-e-positivo-il-concetto-della-peste-emozionale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perchè anche i suggerimenti migliori a volte vengono rigettati… Quando la personalità resiste al cambiamento anche quando è positivo. Il concetto della “peste emozionale”</a></li>
</ul>
<h2><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/about-2-2/daniele-massacarrara-conferenza-stati-umorali/" rel="attachment wp-att-2593 noopener" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" alt="daniele-massacarrara-conferenza-stati-umorali" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/11/daniele-massacarrara-conferenza-stati-umorali.jpg?w=150" width="120" height="90" /></a></h2>
<h1>Articoli precedenti</h1>
<h2>Articoli di Strategic Selling</h2>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/03/30/team-di-vendita-ad-alte-prestazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Psicologia Strategica: Sviluppare una Mente da Analista</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/12/26/valore-totale-e-segmenti-di-valore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valore Totale e Segmenti di Valore: Come il cliente percepisce il valore di un&#8217;offerta</a></li>
</ul>
<h2>Top Articoli  e Risorse per la Crescita Personale e Potenziale Umano</h2>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2008/09/12/lavorare-sui-risultati-personali-dei-team-delle-imprese-il-metodo-hpm-human-performance-potential-modeling/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Le 6 aree di lavoro fondamentali del coaching nel modello HPM / Human Performance Modeling</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/03/29/andare-oltre-leredita-mentale-e-amplificare-lespressivita/" target="_blank" rel="noopener">Il coaching come metodo per amplificare  la propria espressività</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/03/29/dalla-perfezione-impossibile-ai-segmenti-di-soddisfazione-capsule-spaziotemporali-frames-sensation-windows-2/" target="_blank" rel="noopener">Riappropriarsi delle proprie “capsule spaziotemporali”</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2011/08/22/il-tema-dominante-del-nostro-pensiero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il tema dominante del nostro pensiero</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2010/01/18/dal-volume-il-potenziale-umano-6-4-trasformare-aspirazioni-in-obiettivi-praticabili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cercare gli Step Praticabili: Il segreto del passare dai sogni ai progetti</a></li>
</ul>
<h2>Formazione e Leadership dei Team</h2>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2011/08/25/energie-personali-visione-e-ideali-dieci-riflessioni-per-chi-si-occupa-di-formazione-e-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dieci principi per chi si occupa di Formazione e Sviluppo dei Team</a><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/04/12/lezioni-dal-dojo-per-i-manager/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Lezioni dal Dojo per i manager</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/12/26/la-qualita-dellesperienza-di-vita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La qualità dell&#8217;esperienza di vita</a></li>
<li>Formazione: <a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/12/26/sales-coach-master-in-strategic-selling/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Master in Strategic Selling, residenziale, 5 weekend</a></li>
</ul>
<h2>Articoli di Strategia</h2>
<ul>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/03/30/team-di-vendita-ad-alte-prestazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Condurre la vendita in Team. I team di Vendita</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/11/29/quando-tutta-lorganizzazione-lavora-verso-un-unico-obiettivo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Quando tutta l’organizzazione lavora verso un unico obiettivo</a>.</li>
</ul>
<p><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/12/17/mai-dimenticare-di-apprezzare-il-cammino/bruce-lee-1/" rel="attachment wp-att-2700 noopener" target="_blank"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" alt="bruce lee 1" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/bruce-lee-1.jpg?w=150" width="140" height="108" /></a></p>
<h2></h2>
<h2>Crescita Personale, articoli in evidenza: i post più letti del semestre</h2>
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<li>Articolo <a href="http://potenzialeumano.wordpress.com/2011/08/21/percorsi-di-crescita-personale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Percorsi di crescita Personale: Iniziamo Oggi </a></li>
<li>Articolo <a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/08/21/eroismo-quotidiano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Eroismo quotidiano</a></li>
<li>Articolo <a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/08/22/pulizia-mentale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pulizia Mentale</a></li>
<li>Articolo <a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2009/12/26/potenziare-la-corteccia-prefrontale-sinistra-la-nuova-frontiera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Potenziare la corteccia prefrontale sinistra – la nuova frontiera</a></li>
<li>Articolo <a href="http://formazioneaziendale.wordpress.com/2012/08/21/alchimisti-e-guerrieri-scoprire-e-seguire-il-proprio-archetipo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alchimisti e Guerrieri: scoprire il proprio Archetipo</a></li>
</ul>
<h2>Articoli: Area Marketing &amp; Sales</h2>
<ul>
<li>Articolo sulla  <a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2011/05/03/piramide-dei-bisogni-di-maslow/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rivisitazione della Piramide dei Bisogni di Maslow</a></li>
<li>Articolo sulla <a href="http://corsidivendita.wordpress.com/2012/04/20/la-drammaturgia-della-vendita-consulenziale-i-suoi-rituali-di-interazione-copioni-maschere-personaggi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Drammaturgia nella Vendita Consulenziale: Copioni, Maschere e Ruoli giocati durante la vendita</a></li>
<li>Articolo <a href="http://corsidivendita.wordpress.com/2012/03/30/cosa-cercano-i-clienti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa Cercano i Clienti</a></li>
<li>Articolo <a href="http://corsidivendita.wordpress.com/2012/03/30/team-di-vendita-ad-alte-prestazioni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Passare da Venditori singoli a Team di Vendita ad Alte Prestazioni</a></li>
</ul>
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<h3>Una serie di articoli che derivano dalla cultura delle Arti Marziali ma parlano a chiunque sia alla ricerca del miglioramento di sè e degli altri</h3>
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<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2009/04/27/115-abito-mentale-delle-performance-lo-spirito-guerriero-nella-vita-di-ogni-giorno-lezioni-dai-samurai/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I 9 Segreti di Musashi e lo spirito dei Samurai per la vita di ogni giorno</a></li>
<li><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/2012/04/14/tra-genetica-e-memetica-evoluzione-delle-mappe-mentali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Guerra dei Memi</a></li>
<li><a href="http://daoshi.wordpress.com/2010/11/01/formare-i-formatori-20-passi-per-esssere-formatori-nelle-arti-marziali-e-sport-di-combattimento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Formare i Formatori – 20 passi per crescere</a></li>
<li><a href="http://daoshi.wordpress.com/2011/07/08/gli-allenamenti-e-i-segreti-dei-professionisti-delle-arti-marziali-e-sport-da-ring-01/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I segreti degli allenamenti dei Professionisti…. Lezioni dalle Arti Marziali per la vita</a></li>
<li><a href="http://daoshi.wordpress.com/2012/08/24/come-si-migliora/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come si migliora? 5 approcci al Miglioramento Personale, nelle Arti Marziali, negli Sport di Combattimento, e in ogni capacità della vita.</a></li>
</ul>
<p><strong>Redazione</strong> a cura di Medialab Research</p>
<p>Contatti con il Direttore e Curatore, dott. Daniele Trevisani:</p>
<ol>
<li>Sito web <a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Studio Trevisani Coaching, Potenziale Umano e  Formazione contenente indirizzo email</a></li>
<li>Facebook &#8211;  <a href="http://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.facebook.com/dr.daniele.trevisani</a></li>
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<li>Pagina dedicata <a href="http://www.facebook.com/humanpotentialcoaching" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.facebook.com/humanpotentialcoaching</a></li>
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