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	<title>acquisto ricreativo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>acquisto ricreativo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Il marketing percettivo del punto vendita nei comportamenti di consumo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 10:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Una variabile di marketing incisiva sui comportamenti di consumo è data dal &#8220;clima d&#8217;acquisto&#8221; o &#8220;atmosfera di acquisto&#8221;: le caratterizzazioni psicologiche e fisiche degli ambienti nei quali il consumatore realizza il comportamento decisionale e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-marketing-percettivo-del-punto-vendita-nei-comportamenti-di-consumo/">Il marketing percettivo del punto vendita nei comportamenti di consumo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una variabile di marketing incisiva sui comportamenti di consumo è data dal &#8220;clima d&#8217;acquisto&#8221; o &#8220;atmosfera di acquisto&#8221;: le caratterizzazioni psicologiche e fisiche degli ambienti nei quali il consumatore realizza il comportamento decisionale e procede all&#8217;acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera d&#8217;acquisto modifica l&#8217;attività di <em>information processing</em>, ad esempio (in caso negativo) facilitando l&#8217;orientamento verso informazioni negative, o facilitando la ricerca di filtri e obiezioni alle informazioni positive sul prodotto. Si pensi all&#8217;impressione generata dalle atmosfere di una discoteca semivuota, o di un ristorante con nessun cliente all&#8217;interno, di un cinema vuoto nei quali essere gli unici avventori, e a come questo produca una sensazione di disagio, scarsa intenzione di entrarvi, rimanervi o consumare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera può inibire o facilitare la decisione di acquisto e la quantità di beni acquistati. La ricerca di &#8220;climi d&#8217;acquisto target&#8221; costituisce una nuova frontiera del marketing, dove vengono analizzati i fattori contestuali che possono promuovere o frenare l&#8217;acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione del clima di acquisto dipende da una accurata progettazione degli ambienti dal punto di vista percettivo (marketing percettivo). Questo significa allargare la progettazione dei punti di vendita (e più in generale dei punti di contatto azienda-cliente), includendo ogni sfera della percezione sensoriale (visiva, uditiva, olfattiva, tattile, emotiva).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso assume una posizione centrale il concetto di &#8220;Gestalt del punto di vendita&#8221;, o &#8220;Gestalt del punto di contatto&#8221;: la percezione dell&#8217;insieme percettivo di contatto del consumatore come un tutto intercollegato, e non come somma di componenti senza relazione tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto è stato già notato ad esempio nel marketing agroalimentare e nella pianificazione della grande distribuzione. Ad esempio, Muzzarelli (1997)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> sottolinea come «alla frutta (e alla verdura) viene riconosciuto un ruolo particolarmente importante per la fidelizzazione agli altri &#8220;freschi&#8221; a maggiori margini (carni, pesci, formaggi, salumi) e per l&#8217;immagine di pulizia, giovinezza e freschezza che conferisce ai punti di vendita, grazie agli effetti coloristici, agli odori, alla varietà delle forme, al ruolo salutistico che i prodotti frutticoli hanno nel vissuto dei consumatori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una corretta pianificazione dell&#8217;ambiente di acquisto consente di trasformare l&#8217;esperienza di acquisto da &#8220;impegno&#8221; a &#8220;piacere&#8221;, aumentando la frequenza di visita del punto vendita. Infatti, non tutti ricercano le stesse esperienze d&#8217;acquisto nel frequentare un negozio o un ipermercato. Una ricerca di Roy (1994) <a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> negli USA, ad esempio, ha rilevato che i visitatori frequenti di grandi centri commerciali (<em>shopping malls</em>) i quali hanno un reddito medio-elevato, non frequentano questi luoghi per via delle promozioni di prezzo &#8211; alle quali non pongono grande attenzione &#8211; ma sono alla ricerca di una <strong>esperienza ricreativa</strong> d’acquisto, un momento piacevole e di svago (<strong>acquisto ricreativo</strong>). I visitatori caratterizzati da un reddito inferiore, invece, sono più attenti agli sconti e visitano il punto di vendita con specifici obiettivi e liste di acquisto (<strong>acquisto funzionale</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le considerazioni svolte in merito alla psicologia della percezione visiva, inoltre, ci portano a riflettere sull’impatto di tali dinamiche in termini di marketing e progettazione dei punti di vendita, e degli ambienti front-line.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Muzzarelli, F. (1997). <em>I prodotti frutticoli in chiave di marketing management. Posizionamento, missione, comportamenti di acquisto e di consumo</em>. Milano: Franco Angeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Roy, A. (1994). Correlates of mall visit frequency. <em>Journal of Retailing</em>, 70, 139-161.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Testo articolo</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Clima d’acquisto Inizio modulo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Information processing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing percettivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestalt del punto vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquisto ricreativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquisto funzionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Visual merchandising</p>



<p class="wp-block-paragraph">Layout dello store</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Design dello spazio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Navigazione del punto vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esposizione dei prodotti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientazione del punto vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Illuminazione del negozio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Punto di vendita fisico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Atmosfera del negozio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presentazione dei prodotti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Arredamento dello store</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immersione del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sfondo del punto vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vetrinistica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segnaletica del negozio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Orientamento del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattore di attrazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interazione consumatore-prodotto</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La percezione umana al centro del prodotto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-percezione-umana-al-centro-del-prodotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 19:05:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore Le condizioni reali di fruizione In ogni campo del marketing percettivo, le condizioni reali di fruizione devono entrare al centro della progettazione. Nella fruizione &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “</strong><a href="https://amzn.to/3ARSY65" target="_blank" rel="noopener"><strong>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</strong></a><strong>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</strong></p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le condizioni reali di fruizione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni campo del marketing percettivo, <strong>le condizioni reali di fruizione</strong> devono entrare al centro della progettazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella fruizione visiva di prodotto, una autovettura potrebbe essere stupenda vista da un&#8217;altezza di 1,80 mt., ma produrre un impatto molto inferiore se vista dall&#8217;altezza di circa un metro, che rappresenta il reale punto di osservazione del guidatore di un&#8217;altra auto in strada.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo, molti modelli di auto &#8220;cadono&#8221; nel design di parti che sono collocate all’interno della linea di visibilità e detengono quindi un <strong>carico comunicazionale</strong>, ma non vengono normalmente considerate nella progettazione estetica. Tra queste, i longheroni dell&#8217;assale posteriore, o tubi di scappamento, magari funzionalmente perfetti ma inadatti al tipo di immagine che il modello vorrebbe trasmettere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, il retro di un hotel o la vista delle cucine, se difformi all’immagine di facciata (sporcizia, incuria), distruggono l’immagine complessiva nel momento in cui il cliente ne viene a contatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista del risultato, le componenti del prodotto o dell’offerta (o dell’esperienza d’acquisto) divengono <strong>oggetti non-contributivi</strong>, cioè oggetti che non forniscono contributo alla creazione di valore, o persino <strong>de-contributivi</strong>, quando vanno a danneggiare la percezione totale.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Psicopatologie degli oggetti quotidiani e interfacce del prodotto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vi è poi un’altra area di ricerca, che fa riferimento alla facilità d’uso, alla funzionalità dei prodotti, alla loro capacità di risolvere problemi anziché crearne: la “<strong>psicopatologia degli oggetti quotidiani</strong>”, la quale analizza i problemi di interazione del prodotto con l’utilizzatore umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro di Donald A. Norman <em>The design of everyday things</em> tratta il  tema della problematicità d’uso dei prodotti, i problemi e le frustrazioni che compongono la vita quotidiana delle persone che acquistano e usano merci. In questo rapporto viene evidenziato come la cattiva progettazione e la mancanza di analisi della psicologia del fruitore creino vere e proprie “psicopatologie degli oggetti quotidiani”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In molti casi si evidenziano chiare problematiche di staratura tra prodotto e usabilità umana, che vanno a svantaggio del consumatore, sino al caso famoso di un proiettore di diapositive, in cui per l’avanti si doveva premere un bottone per poco tempo, mentre per l’indietro si doveva premere lo stesso bottone, ma a lungo. Dinamiche contro-intuitive di funzionamento che producono difficoltà di apprendimento, ira, e immagine negativa del produttore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche i prodotti devono apprendere a comunicare, a fornire <strong>feedback</strong> all’utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando spingi un bottone ti aspetti che succeda qualcosa. Se non c’è feedback inizi ad andare nel panico e pensi che qualcosa si sia rotto.  È importante fornire feedback in tempo reale, non il giorno dopo, non il minuto dopo. <a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftn1"><sup>[1]</sup></a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Come evidenzia Wroblewsky<a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftn3"><sup>[2]</sup></a>, nell’introduzione al corso <em>Advanced User Interfaces</em>:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cattivo design, nel senso di non essere capaci di capire come funziona la cosa, è più la regola che l’eccezione nella vita quotidiana. Non dovrebbe essere necessario possedere una laurea in ingegneria al MIT<a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftn4"><sup>[3]</sup></a> per capire come funziona un comune videoregistratore. Ogni nuovo prodotto domestico pubblicizza caratteristiche nuove e migliorate. Molto spesso queste nuove &#8220;caratteristiche&#8221; aggiungono solo frustrazione nello sforzo di interpretare come funzionano le cose; in questo modo gli avanzamenti tecnologici, che dovrebbero in teoria semplificare le nostre vite, aggiungono sempre maggiore complessità aumentando la frustrazione; questo è il paradosso della tecnologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il design del prodotto e la progettazione delle sue interfacce devono quindi essere <em>user-centered</em>, ergonomiche e tarate sulle esigenze ed abilità dell’utente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascun prodotto, ciascuna interfaccia, ed ogni elemento di contatto deve essere testato ampiamente in diverse condizioni d’uso, coinvolgendo in prove e test più utilizzatori, con lo scopo di scoprire i problemi che derivano dall&#8217;uso, eliminare la frustrazione, le problematicità, e, in ultimo, aumentare la produttività e la soddisfazione di chi lo impiega. A questo scopo le aziende produttrici possono impiantare specifici laboratori di utilizzo o, nell&#8217;esperienza dell&#8217;autore, &#8220;laboratori di interazione&#8221;, in cui i clienti utilizzano i prodotti e riportano al comparto tecnico e marketing i miglioramenti auspicabili.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">La tecnica PSA (<em>perceptual steps product-interaction analysis</em>)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le valutazioni che il cliente sviluppa sul prodotto avvengono in base ad una sequenza temporale di &#8220;avvicinamento&#8221; al prodotto, una sequenza di steps. Come abbiamo sottolineato in precedenza, nell&#8217;ambito del rapporto psicologico con un prodotto, non tutte le componenti dello stesso possiedono uguale gradiente di importanza. Alcuni steps sono più critici di altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni elementi, che denomineremo <strong><em>first above perceptivity line</em></strong> (FAPL, primi in linea rispetto alla percezione umana) possiedono un elevato <strong>carico comunicazionale di prodotto</strong>, ovvero incidono molto più fortemente di altri sulla percezione del consumatore &#8211; sia per la frequenza con cui vi entrano a contatto che per l&#8217;ordine di contatto a livello di step di utilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se analizziamo il momento di prova di un&#8217;autovettura all&#8217;interno di un salone, noteremo che il primo elemento valutativo è dato dall&#8217;esterno della stessa (carrozzeria, colori, forme). Il secondo elemento proviene dall&#8217;apertura della porta, il terzo elemento dalla visione dell&#8217;interno. Avremo in seguito l&#8217;atto di entrata e quindi l&#8217;atto di seduta al posto di guida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seconda di quanto in profondità si voglia giungere nell&#8217;analisi dell&#8217;azione valutativa del cliente, è possibile analizzare diversi stadi: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li>le <strong>micro-azioni</strong>, il comportamento del cliente “al microscopio” temporale (ad esempio, i singoli movimenti del capo e oculari che il cliente mette in atto nella valutazione di una vetrina); nel nostro metodo MICRO-PSA (<em>micro-actions perceptual steps product-interaction analysis</em>).</li>
<li>le <strong>meso-azioni</strong>, ad esempio, ciò che il turista compie in un arco di ore, inclusi tutti i diversi passaggi valutativi, precedenti e successivi all&#8217;acquisto; l&#8217;analisi relativa è denominata MESO-PSA (<em>meso-actions perceptual steps product-interaction analysis</em>). Riguarda azioni complete e distinte, che delimitano le fasi di fruizione del prodotto e possono considerarsi separate (durata: da pochi secondi ad alcuni minuti, es: l’avvicinamento ad un banco di frutta, la valutazione estetica ed odorifera, l’acquisto, e l’uscita dalla scena)</li>
<li>le <strong>macro-azioni, </strong>le sequenze di eventi che il consumatore mette in atto dall’inizio alla fine del processo di acquisto, incluso il rapporto con il personale di vendita, la valutazione dei locali, delle atmosfere, dei climi umani, i test del prodotto, i dialoghi con gli amici, gli avvenimenti critici che accompagnano tutta la vita del prodotto nel suo utilizzo, sino al punto di monitorare il comportamento del cliente durante tutto l&#8217;acro di vita e capire come si è formata l&#8217;intenzione d&#8217;acquisto del prodotto nel corso degli anni). La tecnica relativa è denominata MACRO-PSA (<em>macro-actions perceptual steps product-interaction analysis</em>).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei risultati della tecnica consiste nel determinare le componenti del prodotto situate in posizione <em>first above the line</em>, per giungere ad una programmazione del prodotto (in fase ideativa o migliorativa) che massimizzi gli investimenti dell&#8217;azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa trattazione forniremo una breve descrizione di un&#8217;analisi di frame realizzato con livello di dettaglio MESO-PSA. Analizzeremo una breve sequenza di durata approssimativa di pochi minuti, relativa alla &#8220;prova di seduta&#8221; su un autovettura da parte di un potenziale acquirente, all&#8217;interno di un autosalone. In questo setting entrano in scena diverse porzioni del sistema di marketing del prodotto:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Step 1</strong>: visione dell&#8217;esterno dell&#8217;auto: marketing visivo &#8211; valutazione degli elementi visivi, forme, colori, linee;</li>
<li><strong>Step 2</strong>: apertura della porta: sub-azione &#8220;utilizzo della  maniglia&#8221; &#8211; si attivano i sistemi di pertinenza del marketing tattile per la sensazione provocata dalla maniglia (caldo-freddo, rigidità, forme), del marketing cinestesico per il livello di sforzo e le sensazioni che derivano dal movimento della maniglia (maggiore o minore resistenza, scatti di apertura), del marketing uditivo per quanto riguarda il rumore del meccanismo di movimento della maniglia; uno scricchiolio in questo punto, ad esempio, causa l’immediato innalzamento della criticità valutativa;</li>
<li><strong>Step 3</strong>: apertura della porta: sub-azione &#8220;movimento della porta&#8221; &#8211; si attivano le valutazioni di marketing cinestesico in riferimento al livello di sforzo necessario, alla sensazione di solidità della maniglia e della porta, alla scorrevolezza delle cerniere di supporto. Si attiva il marketing uditivo per il rumore dovuto agli attriti (ovattato, stridente, alto, basso);</li>
<li><strong>Step 4</strong>: visione dell&#8217;interno &#8211; marketing visivo per gli elementi di interior design;</li>
<li><strong>Step 5</strong>: fase di ingresso nell&#8217;abitacolo: sub-azione di entrata &#8211; attivazione del marketing cinestesico per l&#8217;ergonomia di ingresso, marketing olfattivo per le fragranze, profumi, odori presenti nell&#8217;ambiente interno, marketing tattile per le sensazioni provenienti dalle maniglie o altri elementi di appoggio;</li>
<li><strong>Step 6</strong>: fase di ingresso nell&#8217;abitacolo: sub-azione del sedersi &#8211; attivazione del marketing tattile per l&#8217;ergonomia dello schienale e della postazione di guida, marketing tattile per la sensazione data dal volante e dal pomello del cambio, marketing visivo per la visione del cruscotto e della plancia, marketing emotivo per la sensazione prodotta dalla sinergia degli elementi percettivi (look-&amp;-feel del prodotto).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso esposto, in pochi minuti entrano in azione una molteplicità di sistemi valutativi e percettivi. Nulla è ancora conosciuto a livello di prestazione dell&#8217;autovettura (tenuta di strada, ripresa, consumi, velocità, comfort di guida) e tuttavia gli elementi FAPL (<em>first above perceptivity line</em>) hanno già determinato, in buona parte, il gradimento del prodotto. Hanno quindi predisposto il consumatore in senso positivo o negativo in termini di intenzione di acquisto (fenomeno di <strong><em>imprinting</em></strong> di prodotto). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Difficilmente la prova del prodotto potrà modificare sensazioni iniziali negative, e comunque si tratterà di un percorso in salita, che richiede l&#8217;inversione degli atteggiamenti iniziali, con conseguente dispersione di risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una analisi delle micro-azioni con il metodo MICRO-PSA (micro-azioni), incentrato su frame di analisi minimali, avrebbe potuto evidenziare particolari di livello quasi subliminale, come ad esempio l&#8217;istante di ricerca di feedback che l&#8217;attore genera con il contatto visivo nei riguardi dei presenti (moglie o amico), i quali l&#8217;accompagnano nell&#8217;esperienza, per verificare il livello di accettazione da parte dei gruppi di riferimento (gli &#8220;altri rilevanti&#8221;) e quindi orientare le proprie reazioni successive.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Planning ambientale e trust-signals</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una variabile di marketing incisiva sui comportamenti di consumo è data dal &#8220;clima d&#8217;acquisto&#8221; o &#8220;atmosfera di acquisto&#8221;: le caratterizzazioni psicologiche e fisiche degli ambienti nei quali il consumatore realizza il comportamento decisionale e procede all&#8217;acquisto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera d&#8217;acquisto modifica l&#8217;attività di <em>information processing</em>, ad esempio (in caso negativo) facilitando l&#8217;orientamento verso informazioni negative, o facilitando la ricerca di filtri e obiezioni alle informazioni positive sul prodotto. Si pensi all&#8217;impressione generata dalle atmosfere di una discoteca semivuota, o di un ristorante con nessun cliente all&#8217;interno, di un cinema vuoto nei quali essere gli unici avventori, e a come questo produca una sensazione di disagio, scarsa intenzione di entrarvi, rimanervi o consumare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera può inibire o facilitare la decisione di acquisto e la quantità di beni acquistati. La ricerca di &#8220;climi d&#8217;acquisto target&#8221; costituisce una nuova frontiera del marketing, dove vengono analizzati i fattori contestuali che possono promuovere o frenare l&#8217;acquisto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione del clima di acquisto dipende da una accurata progettazione degli ambienti dal punto di vista percettivo (marketing percettivo). Questo significa allargare la progettazione dei punti di vendita (e più in generale dei punti di contatto azienda-cliente), includendo ogni sfera della percezione sensoriale (visiva, uditiva, olfattiva, tattile, emotiva).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso assume una posizione centrale il concetto di &#8220;Gestalt del punto di vendita&#8221;, o &#8220;Gestalt del punto di contatto&#8221;: la percezione dell&#8217;insieme percettivo di contatto del consumatore come un tutto intercollegato, e non come somma di componenti senza relazione tra loro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una corretta pianificazione dell&#8217;ambiente di acquisto consente di trasformare l&#8217;esperienza di acquisto da &#8220;impegno&#8221; a &#8220;piacere&#8221;, aumentando la frequenza di visita del punto vendita. Infatti, non tutti ricercano le stesse esperienze d&#8217;acquisto nel frequentare un negozio o un ipermercato. Una ricerca di Roy (1994)<sup> <a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftn6"><sup>[4]</sup></a></sup> negli USA, ad esempio, ha rilevato che i visitatori frequenti di grandi centri commerciali (<em>shopping malls</em>) i quali hanno un reddito medio-elevato, non frequentano questi luoghi per via delle promozioni di prezzo &#8211; alle quali non pongono grande attenzione &#8211; ma sono alla ricerca di una <strong>esperienza ricreativa</strong> d’acquisto, un momento piacevole e di svago (<strong>acquisto ricreativo</strong>). I visitatori caratterizzati da un reddito inferiore, invece, sono più attenti agli sconti e visitano il punto di vendita con specifici obiettivi e liste di acquisto (<strong>acquisto funzionale</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le considerazioni svolte in merito alla psicologia della percezione visiva, inoltre, ci portano a riflettere sull’impatto di tali dinamiche in termini di marketing e progettazione dei punti di vendita, e degli ambienti front-line.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Drammaturgia dell’ambiente d’acquisto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione dei segnali ambientali, se non lasciata al caso, dà luogo ad una vera <strong>drammaturgia dell’ambiente</strong>, basata su una gestione delle scenografie, e persino delle mosse relazionali che avvengono all’interno dell’arena di acquisto. Alcuni direttori commerciali, ad esempio, sono abilissimi nel creare scenografie e sceneggiature ad-hoc in occasione di determinate visite in azienda da parte di clienti speciali, agenti, o potenziali clienti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunghe file di camion in attesa di caricare, linee di montaggio funzionanti di notte, montagne di ordini appena giunti, ne costituiscono la porzione scenografica materiale. Incontri, telefonate, accadimenti improvvisi, ne costituiscono la parte dinamica e drammaturgica relazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là dell’aspetto teatrale, occorre sensibilizzarsi alla necessità di attivare una corretta <strong>pianificazione comunicazionale</strong>. L’impresa deve porre attenzione a ogni elemento della comunicazione, chiedendosi quali &#8211; tra gli elementi che vengono in contatto fisico e relazionale con il cliente &#8211; possono trasformarsi in <em>trust-signals</em> e <em>distrust-signals</em>.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> Wroblewsky, WSU, introduzione al corso <em>Advanced User Interfaces, </em>2000<em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftnref3"><sup>[2]</sup></a> Washington State University, 2000.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftnref4"><sup>[3]</sup></a> Massachusetts Institute of Technology, tra i principali centri di ricerca tecnologici mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="applewebdata://A7E9BE2A-537C-4F25-87EE-E648D93E1C23#_ftnref6"><sup>[4]</sup></a> Roy, A. (1994). Correlates of mall visit frequency. <em>Journal of Retailing</em>, 70, 139-161.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.iit/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>
<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Le parole chiave di questo articolo La percezione umana al centro del prodotto sono :</h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Carico comunicazionale</li>
<li>Psicopatologia degli oggetti quotidiani</li>
<li>User-centered</li>
<li>Interfaccia del prodotto</li>
<li>Tecnica PSA</li>
<li>Perceptual steps product-interaction analysis </li>
<li>Micro-azioni</li>
<li>Meso-azioni</li>
<li>Macro-azioni</li>
<li>Clima-atmosfera d’acquisto</li>
<li>Gestalt del punto di vendita</li>
<li>Esperienza ricreativa</li>
<li>Acquisto funzionale</li>
<li>Acquisto ricreativo</li>
<li>Drammaturgia dell’ambiente</li>
<li>Pianificazione comunicazionale</li>
<li>Trust-signals</li>
<li>Marketing percettivo</li>
<li>Oggetti non-contributivi</li>
<li>Analisi della psicologia del fruitore</li>
<li>Distrust-signals</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-percezione-umana-al-centro-del-prodotto/">La percezione umana al centro del prodotto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Planning ambientale e trust-signals</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/planning-ambientale-e-trust-signals/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 16:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto funzionale]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto ricreativo]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[distrust signals]]></category>
		<category><![CDATA[drammaturgia dell&#039;ambiente d&#039;acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[gestalalt del punto di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing percettivo]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione comunicazionale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del marketing pdf]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[trust signals]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://psicologiadimarketingecomunicazione.wordpress.com/?p=219</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Milano, Franco Angeli, 9° edizione. Drammaturgia dell’ambiente d’acquisto Una variabile di marketing incisiva sui comportamenti di consumo è data dal &#8220;clima d&#8217;acquisto&#8221; o &#8220;atmosfera di acquisto&#8221;: le caratterizzazioni psicologiche e fisiche degli ambienti &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/planning-ambientale-e-trust-signals/">Planning ambientale e trust-signals</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"> © Copyright estratto dal libro di Daniele Trevisani (2016).  <a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3acLDDk" target="_blank">Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</a>. Milano, Franco Angeli, 9° edizione.     </p>



<h2 class="wp-block-heading">Drammaturgia dell’ambiente d’acquisto </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una variabile di marketing incisiva sui comportamenti di consumo è data dal &#8220;clima d&#8217;acquisto&#8221; o &#8220;atmosfera di acquisto&#8221;: le caratterizzazioni psicologiche e fisiche degli ambienti nei quali il consumatore realizza il comportamento decisionale e procede all&#8217;acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera d&#8217;acquisto modifica l&#8217;attività di <em>information processing</em>, ad esempio (in caso negativo) facilitando l&#8217;orientamento verso informazioni negative, o facilitando la ricerca di filtri e obiezioni alle informazioni positive sul prodotto. Si pensi all&#8217;impressione generata dalle atmosfere di una discoteca semivuota, o di un ristorante con nessun cliente all&#8217;interno, di un cinema vuoto nei quali essere gli unici avventori, e a come questo produca una sensazione di disagio, scarsa intenzione di entrarvi, rimanervi o consumare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;atmosfera può inibire o facilitare la decisione di acquisto e la quantità di beni acquistati. La ricerca di &#8220;climi d&#8217;acquisto target&#8221; costituisce una nuova frontiera del marketing, dove vengono analizzati i fattori contestuali che possono promuovere o frenare l&#8217;acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costruzione del clima di acquisto dipende da una accurata progettazione degli ambienti dal punto di vista percettivo (marketing percettivo). Questo significa allargare la progettazione dei punti di vendita (e più in generale dei punti di contatto azienda-cliente), includendo ogni sfera della percezione sensoriale (visiva, uditiva, olfattiva, tattile, emotiva).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso assume una posizione centrale il concetto di &#8220;Gestalt del punto di vendita&#8221;, o &#8220;Gestalt del punto di contatto&#8221;: la percezione dell&#8217;insieme percettivo di contatto del consumatore come un tutto intercollegato, e non come somma di componenti senza relazione tra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto è stato già notato ad esempio nel marketing agroalimentare e nella pianificazione della grande distribuzione. Ad esempio, Muzzarelli (1997) sottolinea come «alla frutta (e alla verdura) viene riconosciuto un ruolo particolarmente importante per la fidelizzazione agli altri &#8220;freschi&#8221; a maggiori margini (carni, pesci, formaggi, salumi) e per l&#8217;immagine di pulizia, giovinezza e freschezza che conferisce ai punti di vendita, grazie agli effetti coloristici, agli odori, alla varietà delle forme, al ruolo salutistico che i prodotti frutticoli hanno nel vissuto dei consumatori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una corretta pianificazione dell&#8217;ambiente di acquisto consente di trasformare l&#8217;esperienza di acquisto da &#8220;impegno&#8221; a &#8220;piacere&#8221;, aumentando la frequenza di visita del punto vendita. Infatti, non tutti ricercano le stesse esperienze d&#8217;acquisto nel frequentare un negozio o un ipermercato. Una ricerca di Roy (1994) negli USA, ad esempio, ha rilevato che i visitatori frequenti di grandi centri commerciali (<em>shopping malls</em>) i quali hanno un reddito medio-elevato, non frequentano questi luoghi per via delle promozioni di prezzo &#8211; alle quali non pongono grande attenzione &#8211; ma sono alla ricerca di una <strong>esperienza ricreativa</strong> d’acquisto, un momento piacevole e di svago (<strong>acquisto ricreativo</strong>). I visitatori caratterizzati da un reddito inferiore, invece, sono più attenti agli sconti e visitano il punto di vendita con specifici obiettivi e liste di acquisto (<strong>acquisto funzionale</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le considerazioni svolte in merito alla psicologia della percezione visiva, inoltre, ci portano a riflettere sull’impatto di tali dinamiche in termini di marketing e progettazione dei punti di vendita, e degli ambienti front-line.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gestione dei segnali ambientali, se non lasciata al caso, dà luogo ad una vera <strong>drammaturgia dell’ambiente</strong>, basata su una gestione delle scenografie, e persino delle mosse relazionali che avvengono all’interno dell’arena di acquisto. Alcuni direttori commerciali, ad esempio, sono abilissimi nel creare scenografie e sceneggiature ad-hoc in occasione di determinate visite in azienda da parte di clienti speciali, agenti, o potenziali clienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunghe file di camion in attesa di caricare, linee di montaggio funzionanti di notte, montagne di ordini appena giunti, ne costituiscono la porzione scenografica materiale. Incontri, telefonate, accadimenti improvvisi, ne costituiscono la parte dinamica e drammaturgica relazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante queste visite può accadere di tutto. La telefonata improvvisa (organizzata ad arte) di un cliente cinese che richiede un grande quantitativo di merce; la rottura (“che strano”!) di un prodotto concorrente durante una prova comparativa; telefonate drammatiche e quant’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là dell’aspetto teatrale, occorre sensibilizzarsi alla necessità di attivare una corretta <strong>pianificazione comunicazionale</strong>. L’impresa deve porre attenzione a ogni elemento della comunicazione, chiedendosi quali &#8211; tra gli elementi che vengono in contatto fisico e relazionale con il cliente &#8211; possono trasformarsi in <em>trust-signals</em> e <em>distrust-signals</em>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://psicologiadimarketingecomunicazione.files.wordpress.com/2021/04/9788846428448_0_0_626_75.jpg?w=417" alt="psicologia di marketing e comunicazione" class="wp-image-38" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-ec280845-25a4-4eba-bfa9-b1ee890fc4d1"><strong>Altri materiali disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list" id="block-a3147be7-5e82-4343-8ca5-941a4af43b9c"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-09e9856f-8ca8-494b-902c-a181f2535f08"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list" id="block-0080c104-db76-4d35-9527-8ac5721b81b2"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>



<hr class="wp-block-separator" />
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/planning-ambientale-e-trust-signals/">Planning ambientale e trust-signals</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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