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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Trovare il formato motivazionale che funziona su di sé (o sul cliente, dal punto di vista del coach)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 16:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. Alcuni esempi di format motivazionale Tra i temi fondamentali da trattare si trova quello della percezione del task da compiere. Ogni task (compito) può avere &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Alcuni esempi di format motivazionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi fondamentali da trattare si trova quello della percezione del task da compiere. Ogni task (compito) può avere letture diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un task può essere demotivante se affrontato con lo spirito sbagliato, e motivante se si trova lo spirito giusto con cui affrontarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti i tipi di “spirito” o disposizione mentale funzionano nello stesso modo, e ciascuno dovrà trovare in sé o con l’aiuto del coach l’assetto mentale o <em>format</em> che più riesce a motivarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, Victor Martinez, professionista di bodybuilding, afferma:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Io affronto una sfida contro me stesso e sono un gran lavoratore. Quando mi dicono di divertirmi alle gare, io penso che non è affatto così, perché è il mio lavoro. Nessuno dice a uno di andarsi a divertire in ufficio tutti i giorni alle nove di mattina, no? Io faccio il mio lavoro con il massimo impegno, e anche di più<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p><cite><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Berg, M. (2006),<em> La svolta di Victor</em>, Flex, n. 4, pp. 70-79. Rif. p. 75.</cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph">In questa testimonianza notiamo che il format motivazionale operativo, che funziona su questo atleta, è il costruire un concetto di “lavoro serio” nel suo programma di allenamento, una professionalizzazione di quello che per altri è un normale svago o passione (la palestra), facendolo diventare sfida contro se stesso, e non necessariamente un divertimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per altri, questo format può invece essere distruttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo atleta ha trovato un formato motivazionale che funziona su di sé, ma lo stesso formato applicato ad un suo collega potrebbe non funzionare o essere invece fonte di frustrazione continua e portare all’abbandono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su ogni persona è necessario un grande lavoro di personalizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalizzare la motivazione è un forte lavoro di coaching e formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La motivazione si ritrova per molti nel <strong>format della sfida contro altri: </strong>per alcuni, il senso della sfida rimanda ad una visione di sé epica, maestosa, leggendaria, ed è il <em>driver</em> interiore più forte quando si tratta di produrre una performance in alcuni campi di battaglia professionale. In altri casi, il format si arricchisce di più strati motivazionali, ad esempio, sfida + contributo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso seguente notiamo come si vadano a stratificare il format della sfida contro il nemico assieme al format della sfida contro la lesa maestà (sfida all’immagine di sé). I due motori psicologici, sommati, aumentano l’effetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La testimonianza è tratta da un’intervista ad un combattente professionista, nella quale possiamo notare come l’energia della sfida, se ben canalizzata, possa produrre un dose supplementare di energie per la preparazione di se stessi:</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Intervistatore: <em>Quasi tutti ti davano per spacciato contro Tito Ortiz&#8230;</em></p><p>Tutti lo credevano imbattibile, tutti credevano che nessuno lo potesse battere nella categoria dei 93 chili, ma io ero li&#8230;. Ero anche pronto ad affrontarlo senza ricompensa, volevo questo titolo. Seriamente, mi ha fatto incazzare essere li e sentirli parlare come se io non rappresentassi la benché minima minaccia per lui.</p><p><em>Ciò ti ha offeso?</em> Ma, non veramente. Ciò mi ha dato ancora più energia, mi ha fatto allenare ancora più intensamente<a id="_ftnref1" href="#_ftn1"><sup>[1]</sup></a>.</p><cite><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> AA.VV. (2004), <em>IceMan Chuck Liddell</em>, Reportage da “Fight Sport”, n. 2, ottobre, p. 30.</cite></blockquote>



<hr class="wp-block-separator" />



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://bernardiveronica.files.wordpress.com/2022/03/trovare-il-formato-motivazionale-che-funziona-su-di-se.jpg?w=780" alt="" class="wp-image-462" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">I format motivazionali non devono essere unicamente o necessariamente mossi dal <strong>motore psico-agonistico</strong>. Altri possono trovare motivazione su un fronte opposto, nel <strong>format della “relazione di aiuto”</strong> (aiutare gli altri), o nell’espiazione (impegnarsi per scontare una pena), o nella vendetta (impegnarsi <em>contro</em>), o per una causa in cui credono (impegnarsi <em>per</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni caso, il lavoro del coach deve consistere nel trovare quale format motivazionale possa meglio funzionare sul soggetto, ma anche localizzare e rimuovere i format attivi sbagliati, che agiscono ora come modello errato e possono risultare distruttivi o controproducenti per la persona stessa, sebbene essi possano risultare buoni per altri, o aver funzionato in passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che ha funzionato in passato, in un contesto diverso può non avere più lo stesso effetto, o diventare persino controproducente. L’esame qui deve essere assolutamente situazionale e personalizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>motivazione</li><li>task</li><li>compito</li><li>assetto mentale</li><li>format</li><li>lavoro</li><li>allenamento</li><li>sfida</li><li>personalizzazione</li><li>driver interiore</li><li>autoimmagine</li><li>autostima</li><li>agonismo</li><li>motore psico-agonistico</li><li>relazione di aiuto</li><li>espiazione</li><li>vendetta</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori</li><li>supervisione </li></ul>
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		<title>Emozioni. Articolo e video</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 14:10:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Saper ascoltare le emozioni è una competenza fondamentale sia per i manager che per chi vive ogni giorno a contatto con le persone. In questo articolo e nel video correlato, tratto dal testo &#8220;Ascolto attivo ed empatia&#8221;, Franco Angeli editore, Milano. Con nostre modifiche, specifichiamo alcuni passaggi chiave Emozioni Sottili Ascoltare le emozioni. Emozioni e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Saper ascoltare le emozioni è una competenza fondamentale sia per i manager che per chi vive ogni giorno a contatto con le persone. In questo articolo e nel video correlato, tratto dal <a href="https://amzn.to/3nCb5HP" target="_blank" rel="noopener noreferrer">testo &#8220;Ascolto attivo ed empatia&#8221;,</a> Franco Angeli editore, Milano. Con nostre modifiche, specifichiamo alcuni passaggi chiave</p>
<h1>Emozioni Sottili</h1>
<h2>Ascoltare le emozioni. Emozioni e comunicazione</h2>
<p><strong>Emozioni e comunicazione</strong> sono fortemente correlate.</p>
<p>Quando comunichiamo, oltre ai dati verbali (oggetti, soggetti, verbi, aggettivi e altri elementi del discorso) possiamo sempre notare un <strong>sottofondo emotivo</strong> (la parte esterna della ruota di Plutchik sotto presentata). A volte questo sottofondo si fa più intenso, e quasi arriviamo a “sentire” o “percepire” più lo sfondo emotivo delle stesse parole (<strong>area delle emozioni intermedie</strong>). Quando si entra nelle <strong>emozioni estreme</strong>, quelle intense, rappresentate al centro, le parole diventano quasi inutili, perché veniamo inondati dall’emozione che ci arriva dall’altro, e questa finisce per sopraffare qualsiasi contenuto.</p>
<p>Il “solido di Plutchik” o “Ruota delle Emozioni di Plutchik”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> rappresenta una delle migliori visualizzazioni su come funzionano le emozioni. Dobbiamo tenere a mente che anche noi siamo soggetti comunicatori, per cui quanto sopra evidenziato, vale anche per quando siamo noi a parlare.</p>
<p>Figura 1 &#8211; Ruota degli stati emotivi (Plutchik)<a href="#_ftn2" name="_ftnref2"><strong>[2]</strong></a></p>
<p><em>(grafica adattata dal modello originale, con riferimento in bibliografia, Plutchik 1980)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25596" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano.jpg" alt="emozioni - ruota di plutchick" width="1124" height="727" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano.jpg 1124w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano-300x194.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano-1024x662.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano-768x497.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano-175x113.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano-450x291.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/ruota-di-plutchick-italiano-600x388.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1124px) 100vw, 1124px" />Inevitabilmente, in uno scambio comunicativo, abbiamo sempre un <strong>sottostante scambio di emozioni</strong>.</p>
<p>Alcune persone sono bravissime e rapidissime nel cogliere le proprie emozioni interne, dirigerle, dominarle, farne l’uso che vogliono. Ad esempio, parlare in pubblico davanti a migliaia di persone senza provare il minimo di ansia.</p>
<p>Altre persone invece sono vittime delle emozioni, possono diventare vittime di un amore cieco e sordo ad ogni diniego, e perseverare nell’amare una persona che non le ama, o non ha nemmeno mai dato segni di amore. Possono provare paura persino del pensiero di parlare in pubblico, e temerlo come il peggiore dei veleni.</p>
<p>Ogni situazione comunicativa (COMSIT) può avere specifici significati e <strong>sottofondi emotivi</strong>. Le COMSIT sono specifici <em>frames</em> o momenti comunicativi che possono essere distinti gli uni dagli altri, come il dialogo tra amici, o il litigio, o il dare spiegazioni stradali, e mille altre possibilità date dalla vita di relazione. In ciascuna COMSIT, si presentano gradi diversi di incomunicabilità e diversi tipi di emozioni.<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></p>
<h2>Emozioni. Cosa fare per imparare l&#8217;intelligenza emotiva</h2>
<p>Ma allora cosa fare. La strada, l’unica vera strada, è “<strong>allenarsi alle emozioni</strong>”. E detta così sembra come “allenarsi a vivere”, qualcosa di intangibile. Ed è proprio quell’allenare l’intangibile che fa dell&#8217;”allenamento alle emozioni” un esercizio di grande intelligenza emotiva. E una raffinata palestra di Coaching Esperienziale, per chi progetta esercizi di formazione attiva sulle emozioni.</p>
<p>Si tratta di fronteggiare le emozioni in un “laboratorio emotivo” dove queste possano essere sperimentate e poi “sbobinate” con il supporto di un formatore, coach, Counselor o psicologo, in funzione del tipo di intervento.</p>
<p>Quando si lavora su gruppi aziendali e non su situazioni di patologia clinica, certamente la figura del formatore e del Counselor possono essere il riferimento. Questi “laboratori sulle emozioni” devono essere formulati ingegneristicamente, possono utilizzare video, immagini, lettere, dialoghi a tema, ed ogni tipo di esercizio che coinvolga le emozioni.</p>
<p>Come ci dice Howell<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> parlando delle nostre “incompetenze emotive inconsapevoli”, all’inizio troveremo il tutto un pò stupido o saremo “imbranati”, ma poi “scaleremo” questa vetta, passo dopo passo, sino a giungere ad una forte competenza emotiva.</p>
<p>E del resto, questa è necessaria tanto più è elevata la posizione di carriera. Si pensi alle necessità di equilibrio emotivo di un Giudice, o di un Chirurgo, o di un operatore delle Forze dell’Ordine, o in situazioni specifiche come tirare un rigore, o in sport difficili ed estremi dove le emozioni sono tutto, o quasi tutto.</p>
<p>Le emozioni sono spesso miste, un incrocio tra diversi stati emotivi, come vediamo in questa figura, dove vengono mostrati i collegamenti primari, secondari e terziari tra le diadi di emozioni nel modello di Plutchik.</p>
<p>Figura 2 &#8211; Grafico che mostra le diadi primarie, secondarie e terziarie sulla ruota delle emozioni di Plutchik<a href="#_ftn5" name="_ftnref5"><strong>[5]</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25597" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste.jpg" alt="connessioni emotive emozioni plurime emozioni miste" width="1208" height="775" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste.jpg 1208w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-300x192.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-1024x657.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-768x493.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-175x112.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-450x289.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-1170x751.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/04/connessioni-emotive-emozioni-miste-600x385.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1208px) 100vw, 1208px" /></p>
<p>I collegamenti tra stati emotivi producono emozioni variabili a cui partecipano <strong>più stati emotivi (<em>Mixed Emotions</em>),</strong> che sono in realtà la nostra verità emotiva di tutti i giorni.</p>
<h3>Emozioni sottili. Video di approfondimento</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="Empatia ed emozioni sottili - saper ascoltare le emozioni miste e le sfumature delle emozioni" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/VGOULwV_YSc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Plutchik , Robert (1980), <em>Emotion: Theory, research, and experience</em>: Vol. 1. Theories of emotion, 1, New York: Academic</p>
<p>Plutchik Robert (2002), <em>Emotions and Life: Perspectives from Psychology, Biology, and Evolution</em>, Washington, DC: American Psychological Association</p>
<p>Plutchik Robert; R. Conte., Hope (1997), <em>Circumplex Models of Personality and</em> <em>Emotions</em>, Washington, DC: American Psychological Association</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Fonte: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion#/media/File:Plutchik-wheel.svg" target="_blank" rel="noopener">https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion#/media/File:Plutchik-wheel.svg</a> By Machine Elf 1735 &#8211; Own work, Public Domain, ttps://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=13285286</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Trevisani, Daniele (1992). <em>A Semiotic Models Approach to the Analysis of International/Intercultural Communication</em>; published in “Proceedings of the International and Intercultural Communication Conference”, University of Miami, FL., USA, 19 &#8211; 21 May 1992.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Howell, William S. (1982). <em>The empathic communicator</em>. University of Minnesota: Wadsworth Publishing Company</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Fonte: Wikimedia Commons <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Plutchik_Dyads.svg" target="_blank" rel="noopener">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Plutchik_Dyads.svg</a></p>
<ul>
<li>Quali sono le emozioni?</li>
<li>Quanti e quali sono gli stati d&#8217;animo?</li>
<li>Quali sono le emozioni più forti?</li>
</ul>
<h2>Elenco delle emozioni. Fonte Wikipedia con nostre rielaborazioni</h2>
<h1 id="firstHeading" class="firstHeading">Emozione</h1>
<div id="bodyContent" class="mw-body-content">
<div id="mw-content-text" class="mw-content-ltr" dir="ltr" lang="it">
<div class="mw-parser-output">
<div class="noprint nota-disambigua hatnote"><i></i>Le <b>emozioni</b> sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologiche</a>, a <a title="Stimolo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stimolo" target="_blank" rel="noopener">stimoli</a> interni o esterni, naturali o appresi. Secondo la maggior parte delle teorie moderne, le emozioni sono un processo multicomponenziale, cioè articolato in più componenti e con un decorso temporale che evolve<sup id="cite_ref-1" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a></sup>.</div>
<p>In termini <a title="" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione" target="_blank" rel="noopener">evolutivi</a>, o <a title="Charles Darwin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank" rel="noopener">darwiniani</a>, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell&#8217;individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della <a class="mw-redirect" title="Sopravvivenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sopravvivenza" target="_blank" rel="noopener">sopravvivenza</a>, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.</p>
<p>Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai <a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">sentimenti</a> e dagli stati d&#8217;animo, anche se questi termini vengono spesso usati indifferentemente nel senso comune.</p>
<h2><span id="Reazioni_psicofisiologiche" class="mw-headline">Reazioni psicofisiologiche</span></h2>
<p>Secondo la teoria diencefalica di <a class="new" title="Cannon-Bard (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cannon-Bard&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Cannon-Bard</a> ,<sup id="cite_ref-2" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2]</a></sup><sup id="cite_ref-3" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup> lo stimolo emotigeno, che può essere un evento, una scena, un&#8217;espressione del <a class="mw-redirect" title="Volto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volto" target="_blank" rel="noopener">volto</a> o un particolare tono di voce, viene elaborato in prima istanza dai centri sottocorticali dell&#8217;<a title="Encefalo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Encefalo" target="_blank" rel="noopener">encefalo</a>, in particolare l&#8217;<a title="Amigdala" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala" target="_blank" rel="noopener">amigdala</a>, che riceve l&#8217;informazione direttamente dai nuclei posteriori del <a title="Talamo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Talamo" target="_blank" rel="noopener">talamo</a> (via talamica o sottocorticale) e provoca una prima reazione autonomica e neuroendocrina con la funzione di mettere in allerta l&#8217;organismo. In questa fase l&#8217;emozione determina quindi diverse modificazioni somatiche, come ad esempio la variazione delle pulsazioni <a title="Cuore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cuore" target="_blank" rel="noopener">cardiache</a>, l&#8217;aumento o la diminuzione della <a class="mw-redirect" title="Sudore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sudore" target="_blank" rel="noopener">sudorazione</a>, l&#8217;accelerazione del ritmo <a title="Respirazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Respirazione" target="_blank" rel="noopener">respiratorio</a>, l&#8217;aumento o il rilassamento della <a title="Muscolo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Muscolo" target="_blank" rel="noopener">tensione muscolare</a>.</p>
<p>Lo stimolo emotigeno viene contemporaneamente inviato dal talamo alle cortecce associative, dove viene elaborato in maniera più lenta ma più raffinata; a questo punto, secondo la valutazione, viene emessa un tipo di risposta considerata più adeguata alla situazione, soprattutto in riferimento alle &#8220;regole di esibizione&#8221; che appartengono al proprio ambiente culturale. Le emozioni, quindi, inizialmente sono inconsapevoli; solo in un secondo momento noi &#8220;proviamo&#8221; l&#8217;emozione, abbiamo cioè un <a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">sentimento</a>. Normalmente l&#8217;individuo che prova una emozione diventa cosciente delle proprie modificazioni somatiche (si rende conto di avere le mani sudate, il battito cardiaco accelerato, etc.) ed applica un nome a queste variazioni psicofisiologiche (&#8220;<a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">paura</a>&#8220;, &#8220;gioia&#8221;, &#8220;<a title="Disgusto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgusto" target="_blank" rel="noopener">disgusto</a>&#8220;, ecc.).</p>
<p>Secondo la teoria del feedback di <a title="William James" href="https://it.wikipedia.org/wiki/William_James" target="_blank" rel="noopener">James-Lange</a>, l&#8217;emozione è una risposta ad una variazione fisiologica. Proviamo emozioni diverse perché ciascuna è accompagnata da sensazioni e reazioni fisiologiche differenti. Tali teorie sono state criticate, in quanto persone con lesioni al <a title="Midollo spinale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Midollo_spinale" target="_blank" rel="noopener">midollo spinale</a> esprimono comunque emozioni, inoltre molte espressioni fisiologiche simili causerebbero simili emozioni, difficili quindi da individualizzare. In alcuni casi, specialmente per le forti emozioni, si ha comunque un&#8217;associazione diretta tra manifestazione fisiologica ed emotiva, senza però sapere se ne sia causa la prima o la seconda.<sup id="cite_ref-4" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a></sup></p>
<p>Si possono avere delle reazioni emotive, delle quali però si è inconsapevoli, anche in assenza di modificazioni psicofisiologiche, come è stato proposto dal neuropsicologo <a title="Antonio Damasio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Damasio" target="_blank" rel="noopener">Antonio Damasio</a>,che distingue due tipi:<i>emozioni primarie</i>(innate,preorganizzate)e <i>emozioni secondarie</i>(elaborate dall&#8217;esperienza), attraverso i circuiti del &#8220;come se&#8221;<sup id="cite_ref-5" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener">[5]</a></sup>. Si può inoltre avere una reazione psicofisiologica ma non essere in grado di connotarla con una etichetta cognitiva, come nel caso dell&#8217;<a title="Alessitimia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessitimia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia</a>.</p>
<h2><span id="Caratteristiche_delle_emozioni" class="mw-headline">Caratteristiche delle emozioni</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/30px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/40px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 2x" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" data-file-width="286" data-file-height="280" /></td>
<td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Mimica facciale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mimica_facciale#La_mimica_facciale_nelle_emozioni" target="_blank" rel="noopener">Mimica facciale § La mimica facciale nelle emozioni</a></b></i>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Replicando gli studi compiuti da <a title="Charles Darwin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank" rel="noopener">Charles Darwin</a> nel libro pionieristico &#8220;L&#8217;espressione delle emozioni negli uomini e negli animali&#8221; (1872), lo psicologo americano <a title="Paul Ekman" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ekman" target="_blank" rel="noopener">Paul Ekman</a> ha confermato che una caratteristica importante delle emozioni fondamentali è data dal fatto che vengono espresse universalmente, cioè da tutti in qualsiasi luogo, tempo e cultura attraverso modalità simili<sup id="cite_ref-6" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup>. Come suggerisce il titolo del libro di Darwin, anche gli animali provano <a class="new" title="Emotività animale (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Emotivit%C3%A0_animale&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">emozioni</a>: hanno circuiti neurali simili, hanno reazioni comportamentali simili e le modificazioni psicofisiologiche da essi sperimentate svolgono le stesse funzioni.</p>
<p>Allo stato attuale non è possibile affermare scientificamente che gli animali provino anche i <a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">sentimenti</a>, perché ciò richiederebbe che abbiano una forma di <a title="Coscienza (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coscienza_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">coscienza</a>. Ekman, ha analizzato come le espressioni facciali corrispondenti ad ogni singola emozione interessino gli stessi tipi di muscoli facciali e allo stesso modo, indipendentemente da fattori quali latitudine, cultura e etnia. Tale indagine è stata suffragata da esperimenti condotti anche con soggetti appartenenti a popolazioni che ancora vivono in modo &#8220;primitivo&#8221;, in particolare della <a title="Papua Nuova Guinea" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papua_Nuova_Guinea" target="_blank" rel="noopener">Papua Nuova Guinea</a>.</p>
<p>La sorpresa si manifesta sul volto con le sopracciglia alzate e incurvate, la pelle sotto il sopracciglio stirata, rughe orizzontali attraverso la fronte, le palpebre aperte, quella superiore sollevata e quella inferiore abbassata, la mascella si abbassa ma senza alcun stiramento o tensione della bocca. La paura si manifesta sul volto attraverso le sopracciglia sollevate e ravvicinate, le rughe della fronte sono al centro e non attraversano la fronte, la palpebra superiore sollevata e la bocca aperta con le labbra leggermente tese o stirate all’indietro. Il disgusto si manifesta principalmente nella parte bassa del viso e nella palpebra inferiore, precisamente con il labro superiore sollevato, il labro inferiore sollevato e premuto a quello superiore oppure abbassato e lievemente protruso, il naso arricciato, le guance sollevate, pieghe sotto la palpebra inferiore e sopracciglia abbassate spingendo verso la palpebra superiore. La rabbia si manifesta sul volto attraverso le sopracciglia abbassate e ravvicinate, rughe verticali tra le sopracciglia, palpebra inferiore tesa ma non necessariamente sollevata, sguardo fisso e occhi che possono sembrare sporgenti, le labbra serrate con gli angoli diritti o abbassati o aperte e tese e le radici possono essere dilatate. La felicità si mostra sul volto attraverso gli angoli della bocca stirati all’indietro e sollevati, la bocca chiusa o aperta, una ruga che scende dal naso fino oltre gli angoli della bocca, le guance sollevate, la palpebra inferiore con rughe sottostanti ma non tesa e zampe di gallina agli angoli esterni degli occhi. La tristezza si manifesta sul volto attraverso gli angoli interni delle sopracciglia sollevati, gli angoli della bocca piegati in giù o le labbra tremanti e l’angolo interno delle palpebre superiori sollevato.</p>
<p>L&#8217;emozione ha altresì effetto sugli aspetti cognitivi: può causare diminuzioni o miglioramenti nella capacità di <a title="Concentrazione mentale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concentrazione_mentale" target="_blank" rel="noopener">concentrazione</a>, confusione, smarrimento, allerta, e così via. Il volto e il linguaggio verbale possono quindi riflettere all&#8217;esterno le emozioni più profonde: una voce tremolante, un tono alterato, un sorriso solare, la fronte corrugata indicano la presenza di uno specifico stato emotivo.</p>
<h2><span id="Lo_sviluppo_delle_emozioni" class="mw-headline">Lo sviluppo delle emozioni</span></h2>
<p>Secondo <a title="John Watson (psicologo)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Watson_(psicologo)" target="_blank" rel="noopener">John Watson</a> il neonato evidenzia tre emozioni fondamentali che vengono definite &#8220;innate&#8221;: paura, amore, ira.<sup id="cite_ref-7" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a></sup> Entro i primi cinque anni di vita manifesta altre emozioni fondamentali quali vergogna, ansia, gelosia, invidia. L&#8217;evoluzione delle emozioni consente al bambino di comprendere la differenza tra il mondo interno ed esterno, oltre a conoscere meglio se stesso. Dopo il sesto anno di età, il bambino è capace di mascherare le sue emozioni e di manifestare quelle che si aspettano gli altri da lui.<sup id="cite_ref-8" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a></sup></p>
<p>A questo punto dello sviluppo il bambino deve imparare a controllare le emozioni, soprattutto quelle ritenute socialmente non convenienti, senza per questo indurre condizioni di disagio psicofisico.<sup id="cite_ref-9" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener">[9]</a></sup></p>
<p>Secondo le indicazioni ministeriali, nei programmi didattici contemporanei, anche nella scuola primaria, diventa essenziale per un insegnante riconoscere gli stati emotivi dei propri allievi e supportarli con il dovuto sostegno ai fini dello sviluppo psichico. Ciò permette loro di relazionarsi, attraverso un lavoro costante di costruzione, è possibile ricostruire le eventuali caratteristiche che alterano la normale crescita.<sup id="cite_ref-10" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener">[10]</a></sup>.</p>
<p>“La scienza del sé” è una disciplina per insegnare a scuola le emozioni , ha come obiettivo analizzare i sentimenti propri e quelli che scaturiscono dai rapporti con gli altri, mira a studiare il livello di competenza sociale ed emozionale nei ragazzi come parte della loro istruzione regolare.<sup id="cite_ref-11" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener">[11]</a></sup></p>
<h2><span id="Prospettive_teoriche_sullo_sviluppo_emotivo" class="mw-headline">Prospettive teoriche sullo sviluppo emotivo</span></h2>
<p>Izard è il principale sostenitore della teoria differenziale, che interpreta lo sviluppo delle emozioni nel bambino secondo una prospettiva categoriale. Secondo questa teoria esistono un certo numero di emozioni innate o universali, il set di emozioni primarie o di base, che in generale comprende la paura, la gioia, la collera, la tristezza e il disgusto. Le emozioni primarie emergono strutturate come totalità, secondo un programma maturativo innato e universale, che con lo sviluppo da luogo alle espressioni emotive riconoscibili. Già dalla nascita esiste una concordanza biunivoca e innata tra espressione facciale ed esperienza emotiva, che garantisce la comunicazione sociale del bambino anche nella fase dello sviluppo preverbale e consente di fare conoscere i propri bisogni all’adulto di riferimento che a partire dall’espressione facciale riesce a riconoscere i segnali del bambino e attivarsi sul piano della cura. Le emozioni non di base, dette anche secondarie, miste e complesse come la vergogna, l’imbarazzo, la colpa e l’orgoglio emergono solo alla fine del primo anno di vita quando è presente la consapevolezza di <a title="Sé (coscienza)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9_(coscienza)" target="_blank" rel="noopener">sé</a>.</p>
<p>La teoria della differenziazione invece sostiene che le emozioni siano il prodotto di un processo di differenziazione da uno stato iniziale di eccitazione. Sulla base degli studi della Bridge e della teoria “cognitivo-attivazionale” di Schacter e Singer, Sroufe sostiene che nel neonato sarebbe possibile distinguere uno stato di maggiore o minore eccitazione generalizzata, che si differenzierebbe in stati emotivi di sconforto e di piacere. Si possono individuare tre percorsi principali distinti che portano alle emozioni vere e proprie : il sistema del piacere/gioia, il sistema della circospezione/paura e quello della frustrazione/rabbia. Le emozioni fondamentali di gioia, paura e rabbia hanno origine da un precursore che compare precocemente e che costituisce il prototipo della successiva emozione vera e propria. Secondo Sroufe lo sviluppo emotivo avviene in relazione a periodi critici che comportano riorganizzazioni o salti tra una fase e l’altra.<sup id="cite_ref-12" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener">[12]</a></sup></p>
<p>Leventhal e Scherer sono i sostenitori della teoria componenziale, secondo la quale le emozioni si sviluppano a partire da forme semplici e biologicamente radicate fino ad arrivare a configurazioni complesse. Distinguono tre diversi livelli di elaborazione degli eventi: sensomotorio, schematico e concettuale. Lo sviluppo delle emozioni nel bambino consiste nel passaggio lineare e sequenziale da un livello all’altro con la, riorganizzazione e l’arricchimento del significato dell’emozione. Se tra i tre livelli esiste un’integrazione funzionale nel corso dello sviluppo, sembra che i meccanismi riguardanti il sistema sensomotorio siano indipendenti rispetto agli altri due. <sup id="cite_ref-13" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener">[13]</a></sup></p>
<h2><span id="Classificazione_delle_emozioni" class="mw-headline">Classificazione delle emozioni</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/30px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/40px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 2x" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" data-file-width="286" data-file-height="280" /></td>
<td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#Elenco_dei_sentimenti,_delle_emozioni_e_degli_stati_d&#039;animo_(in_ordine_alfabetico)" target="_blank" rel="noopener">Sentimento § Elenco dei sentimenti, delle emozioni e degli stati d&#8217;animo (in ordine alfabetico)</a></b></i>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le emozioni primarie o di base, secondo una definizione di <a title="Robert Plutchik" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Plutchik" target="_blank" rel="noopener">Robert Plutchik</a><sup id="cite_ref-14" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener">[14]</a></sup> sono otto, divise in quattro coppie:</p>
<ul>
<li>la <a title="Ira (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ira_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">rabbia</a> e la <a title="Evoluzione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">paura</a></li>
<li>la <a title="Tristezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tristezza" target="_blank" rel="noopener">tristezza</a> e la <a class="mw-redirect" title="" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioia_(emozione)" target="_blank" rel="noopener">gioia</a></li>
<li>la <a title="Sorpresa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sorpresa" target="_blank" rel="noopener">sorpresa</a> e l&#8217;<a class="new" title="Attesa (emozione) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Attesa_(emozione)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">attesa</a></li>
<li>il <a title="Disgusto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgusto" target="_blank" rel="noopener">disgusto</a> e l&#8217;accettazione</li>
</ul>
<p>Altri autori hanno tuttavia proposto una diversa suddivisione.</p>
<p>Secondo vari autori, dalla combinazione delle emozioni primarie derivano le altre (secondarie o complesse):</p>
<ul>
<li>l&#8217;<a class="new" title="Allegria (sentimento) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Allegria_(sentimento)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">allegria</a></li>
<li>la <a title="Vergogna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vergogna" target="_blank" rel="noopener">vergogna</a></li>
<li>l&#8217;<a title="Ansia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia" target="_blank" rel="noopener">ansia</a></li>
<li>la <a class="new" title="Rassegnazione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rassegnazione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">rassegnazione</a></li>
<li>la <a title="Gelosia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gelosia" target="_blank" rel="noopener">gelosia</a></li>
<li>l&#8217;<a title="Orgoglio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio" target="_blank" rel="noopener">orgoglio</a></li>
<li>la <a title="Speranza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speranza" target="_blank" rel="noopener">speranza</a></li>
<li>il <a title="Perdono" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Perdono" target="_blank" rel="noopener">perdono</a></li>
<li>l&#8217;<a class="new" title="Offesa (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Offesa&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">offesa</a></li>
<li>la <a title="Nostalgia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nostalgia" target="_blank" rel="noopener">nostalgia</a></li>
<li>il <a title="Rimorso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimorso" target="_blank" rel="noopener">rimorso</a></li>
<li>la <a title="Delusione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Delusione" target="_blank" rel="noopener">delusione</a></li>
</ul>
<h2><span id="Aspetti_patologici" class="mw-headline">Aspetti patologici</span></h2>
<p>L&#8217;<a title="Alessitimia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessitimia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia</a> è l&#8217;incapacità o l&#8217;impossibilità di percepire, descrivere e verbalizzare le proprie emozioni o quelle altrui.</p>
<p>La componente patologica delle emozioni può essere trattata con interventi di <a title="Psicoterapia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia" target="_blank" rel="noopener">psicoterapia</a> o di <a title="Counseling" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Counseling" target="_blank" rel="noopener">counseling</a> con metodi variabili secondo le diverse scuole di riferimento, ma anche secondo valutazione medica, con approcci farmaceutici, in particolare agendo sui <a class="mw-redirect" title="Neurotrasmettitori" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neurotrasmettitori" target="_blank" rel="noopener">neurotrasmettitori</a> che regolano emozioni ed <a title="Umore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umore" target="_blank" rel="noopener">umore</a>.<sup id="cite_ref-15" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-15" target="_blank" rel="noopener">[15]</a></sup></p>
<h2><span id="Importanza_clinica_delle_emozioni" class="mw-headline">Importanza clinica delle emozioni</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/30px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/40px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 2x" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" data-file-width="286" data-file-height="280" /></td>
<td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Sindrome tako-tsubo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_tako-tsubo" target="_blank" rel="noopener">Sindrome tako-tsubo</a></b></i>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Diversi studi in letteratura hanno dimostrato che lo <a title="Stress" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stress" target="_blank" rel="noopener">stress</a> e le emozioni negative incidono negativamente sul <a title="Sistema immunitario" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_immunitario" target="_blank" rel="noopener">sistema immunitario</a>, compromettendone l&#8217;efficienza di alcune cellule<sup id="cite_ref-16" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener">[16]</a></sup>. I dati più significativi sull&#8217;importanza clinica delle emozioni provengono da una vasta analisi condotta da Howard Friedman e Boothby-Kewley<sup id="cite_ref-17" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener">[17]</a></sup>, in cui sono stati analizzati ed elaborati contemporaneamente i risultati di 101 studi più piccoli. I risultati di questa analisi hanno confermato come le emozioni legate alla sofferenza incidano negativamente sulla salute. Più nello specifico coloro che hanno sperimentato lunghi periodi di <a title="Ansia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia" target="_blank" rel="noopener">ansia</a>, <a title="Tristezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tristezza" target="_blank" rel="noopener">tristezza</a>, <a title="Pessimismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pessimismo" target="_blank" rel="noopener">pessimismo</a>, sospettosità e <a title="Ostilità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ostilit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">ostilità</a> hanno il doppio delle probabilità di sviluppare patologie quali <a title="Artrite" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Artrite" target="_blank" rel="noopener">artrite</a>, <a title="Emicrania" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emicrania" target="_blank" rel="noopener">emicrania</a>, <a title="Asma" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Asma" target="_blank" rel="noopener">asma</a>, <a title="Ulcera gastrica" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ulcera_gastrica" target="_blank" rel="noopener">ulcera gastrica</a> e <a class="mw-redirect" title="Cardiopatie" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cardiopatie" target="_blank" rel="noopener">cardiopatie</a>. Da questi dati si evince chiaramente che le emozioni negative rappresentano un importante fattore di rischio e di grave minaccia per la <a title="Salute" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salute" target="_blank" rel="noopener">salute</a> sebbene i meccanismi biologici dietro questa relazione non siano ancora del tutto chiari.</p>
<h2><span id="Elenco_dei_sentimenti,_delle_emozioni_e_degli_stati_d'animo_(in_ordine_alfabetico)" class="mw-headline">Elenco dei sentimenti, delle emozioni e degli stati d&#8217;animo (in ordine alfabetico)</span></h2>
<div class="colonne_strette">
<ul>
<li><a title="Abbandono (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbandono_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Abbandono</a> (o rinuncia, rassegnazione)</li>
<li><a title="Affetto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affetto" target="_blank" rel="noopener">Affetto</a></li>
<li><a title="Agape" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agape" target="_blank" rel="noopener">Agape</a> (o amore altruistico)</li>
<li><a class="new" title="Amarezza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Amarezza&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Amarezza</a> (o profondo rammarico)</li>
<li><a title="Amicizia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amicizia" target="_blank" rel="noopener">Amicizia</a></li>
<li><a title="Amore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore" target="_blank" rel="noopener">Amore</a></li>
<li><a title="Amore a prima vista" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_a_prima_vista" target="_blank" rel="noopener">Amore a prima vista</a></li>
<li><a title="Amore platonico" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_platonico" target="_blank" rel="noopener">Amore platonico</a></li>
<li><a title="Amore romantico" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_romantico" target="_blank" rel="noopener">Amore romantico</a></li>
<li><a title="Angoscia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angoscia" target="_blank" rel="noopener">Angoscia</a></li>
<li><a class="mw-redirect" title="Angustia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angustia" target="_blank" rel="noopener">Angustia</a> (o costrizione psicologica)</li>
<li><a title="Ansia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia" target="_blank" rel="noopener">Ansia</a> (o nervosismo)</li>
<li><a title="Antipatia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antipatia" target="_blank" rel="noopener">Antipatia</a> (o avversione istintiva)</li>
<li><a title="Appagamento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Appagamento" target="_blank" rel="noopener">Appagamento</a> (o contentezza)</li>
<li>Appocundria</li>
<li><a class="new" title="Apprensione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Apprensione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Apprensione</a> (o inquietudine angosciosa)</li>
<li><a title="Autostima" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autostima" target="_blank" rel="noopener">Autostima</a> (o considerazione di sé)</li>
<li><a title="Benevolenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benevolenza" target="_blank" rel="noopener">Benevolenza</a></li>
<li>Calma (o senso di pace)</li>
<li>Certezza (o consapevolezza)</li>
<li><a title="Commozione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Commozione" target="_blank" rel="noopener">Commozione</a></li>
<li><a title="Compassione (filosofia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Compassione_(filosofia)" target="_blank" rel="noopener">Compassione</a></li>
<li><a title="Confusione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confusione" target="_blank" rel="noopener">Confusione</a></li>
<li><a title="Delirio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Delirio" target="_blank" rel="noopener">Delirio</a></li>
<li><a title="Delusione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Delusione" target="_blank" rel="noopener">Delusione</a></li>
<li><a title="Disturbo depressivo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_depressivo" target="_blank" rel="noopener">Depressione</a> (o abbattimento psicologico)</li>
<li><a title="Devozione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Devozione" target="_blank" rel="noopener">Devozione</a> (o amore trascendentale)</li>
<li><a class="new" title="Diffidenza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Diffidenza&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Diffidenza</a> (o sfiducia)</li>
<li><a title="Dignità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dignit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Dignità</a> (o rispetto di sé)</li>
<li><a title="Disgusto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgusto" target="_blank" rel="noopener">Disgusto</a> (o repulsione, disprezzo)</li>
<li><a class="new" title="Disperazione (sentimento) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Disperazione_(sentimento)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Disperazione</a> (o sconforto)</li>
<li><a class="new" title="Dispiacere (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dispiacere&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Dispiacere</a></li>
<li><a title="Dissenso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dissenso" target="_blank" rel="noopener">Dissenso</a> (o disaccordo)</li>
<li><a title="Dolore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dolore" target="_blank" rel="noopener">Dolore</a></li>
<li><a title="Eccitazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eccitazione" target="_blank" rel="noopener">Eccitazione</a></li>
<li><a title="Entusiasmo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Entusiasmo" target="_blank" rel="noopener">Entusiasmo</a> (o euforia)</li>
<li><a title="Estasi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estasi" target="_blank" rel="noopener">Estasi</a></li>
<li><a title="Feeling (emozione)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feeling_(emozione)" target="_blank" rel="noopener">Feeling</a></li>
<li><a title="Felicità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Felicità</a> (o allegria, ilarità, gioia)</li>
<li><a class="mw-redirect" title="Fiducia (sentimento)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiducia_(sentimento)" target="_blank" rel="noopener">Fiducia</a> (o fede)</li>
<li><a title="" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filantropia" target="_blank" rel="noopener">Filantropia</a></li>
<li><a title="Fobia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fobia" target="_blank" rel="noopener">Fobia</a> (o paura irrazionale, repulsione)</li>
<li><a title="Fraternità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fraternit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Fraternità</a> (o amicizia fraterna)</li>
<li><a class="mw-redirect" title="Frustrazione (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Frustrazione_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Frustrazione</a></li>
<li><a title="Gelosia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gelosia" target="_blank" rel="noopener">Gelosia</a></li>
<li><a title="Gratitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gratitudine" target="_blank" rel="noopener">Gratitudine</a> (o riconoscenza)</li>
<li><a title="Imbarazzo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imbarazzo" target="_blank" rel="noopener">Imbarazzo</a> (o vergogna momentanea)</li>
<li><a title="Incertezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Incertezza" target="_blank" rel="noopener">Incertezza</a> (o insicurezza, dubbio)</li>
<li><a title="Indifferenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indifferenza" target="_blank" rel="noopener">Indifferenza</a> (o insensibilità, imperturbabilità)</li>
<li><a title="Indignazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indignazione" target="_blank" rel="noopener">Indignazione</a> (o offesa)</li>
<li><a title="Ingratitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ingratitudine" target="_blank" rel="noopener">Ingratitudine</a></li>
<li><a title="Invidia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Invidia" target="_blank" rel="noopener">Invidia</a></li>
<li><a title="Ira (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ira_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Ira</a> (o rabbia, collera, furia)</li>
<li><a class="new" title="Inquietudine (psicologia) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Inquietudine_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Inquietudine</a> (o agitazione, irrequietezza)</li>
<li><a title="Ispirazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ispirazione" target="_blank" rel="noopener">Ispirazione</a></li>
<li><a title="Lutto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lutto" target="_blank" rel="noopener">Lutto</a></li>
<li><a title="Malinconia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Malinconia" target="_blank" rel="noopener">Malinconia</a></li>
<li><a title="Meraviglia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meraviglia" target="_blank" rel="noopener">Meraviglia</a> (o stupore, ammirazione)</li>
<li><a title="Misandria" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misandria" target="_blank" rel="noopener">Misandria</a></li>
<li><a title="Misantropia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misantropia" target="_blank" rel="noopener">Misantropia</a></li>
<li><a title="Misericordia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misericordia" target="_blank" rel="noopener">Misericordia</a></li>
<li><a title="Misoginia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misoginia" target="_blank" rel="noopener">Misoginia</a></li>
<li><a title="Noia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Noia" target="_blank" rel="noopener">Noia</a></li>
<li><a title="Nostalgia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nostalgia" target="_blank" rel="noopener">Nostalgia</a></li>
<li><a title="Odio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Odio" target="_blank" rel="noopener">Odio</a> (o avversione, ostilità, malevolenza)</li>
<li><a title="Onore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Onore" target="_blank" rel="noopener">Onore</a></li>
<li><a title="Orgoglio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio" target="_blank" rel="noopener">Orgoglio</a> (o fierezza)</li>
<li><a title="Orrore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orrore" target="_blank" rel="noopener">Orrore</a></li>
<li>Ossessione (o fissazione)</li>
<li><a title="Passione (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Passione_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Passione</a> (o amore intenso, amore sensuale)</li>
<li><a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">Paura</a> (o timore, fifa)</li>
<li><a title="Pentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pentimento" target="_blank" rel="noopener">Pentimento</a></li>
<li><a title="Perdono" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Perdono" target="_blank" rel="noopener">Perdono</a></li>
<li><a title="Piacere" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piacere" target="_blank" rel="noopener">Piacere</a> (o gradimento)</li>
<li><a title="Pietà (sentimento)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piet%C3%A0_(sentimento)" target="_blank" rel="noopener">Pietà</a> (o magnanimità, clemenza)</li>
<li><a title="Preoccupazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Preoccupazione" target="_blank" rel="noopener">Preoccupazione</a></li>
<li><a class="new" title="Prostrazione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Prostrazione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Prostrazione</a> (o avvilimento)</li>
<li><a class="new" title="Rammarico (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rammarico&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Rammarico</a> (o cruccio)</li>
<li><a title="Rimorso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimorso" target="_blank" rel="noopener">Rimorso</a></li>
<li><a title="Rimpianto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimpianto" target="_blank" rel="noopener">Rimpianto</a></li>
<li><a title="Risentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risentimento" target="_blank" rel="noopener">Risentimento</a> (o rancore)</li>
<li><a title="Rispetto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rispetto" target="_blank" rel="noopener">Rispetto</a> (o ammirazione, stima)</li>
<li><a title="Saudade" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saudade" target="_blank" rel="noopener">Saudade</a> (o nostalgico rimpianto)</li>
<li><a title="Schadenfreude" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schadenfreude" target="_blank" rel="noopener">Schadenfreude</a></li>
<li><a title="Sehnsucht (romanticismo)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sehnsucht_(romanticismo)" target="_blank" rel="noopener">Sehnsucht</a></li>
<li><a title="Senso di colpa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senso_di_colpa" target="_blank" rel="noopener">Senso di colpa</a></li>
<li><a title="Serenità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serenit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Serenità</a></li>
<li><a title="Simpatia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simpatia" target="_blank" rel="noopener">Simpatia</a></li>
<li><a title="Soddisfazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Soddisfazione" target="_blank" rel="noopener">Soddisfazione</a> (o gratificazione)</li>
<li><a title="Sofferenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sofferenza" target="_blank" rel="noopener">Sofferenza</a></li>
<li><a title="Filantropia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solidariet%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Solidarietà</a></li>
<li><a title="Solitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solitudine" target="_blank" rel="noopener">Solitudine</a> (o isolamento)</li>
<li><a title="Sorpresa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sorpresa" target="_blank" rel="noopener">Sorpresa</a></li>
<li><a class="new" title="Spensieratezza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Spensieratezza&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Spensieratezza</a></li>
<li><a title="" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speranza" target="_blank" rel="noopener">Speranza</a></li>
<li><a class="new" title="Tensione (psicologia) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tensione_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Tensione</a> (o ansia irremovibile)</li>
<li><a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">Terrore</a> (o paura incontrollabile)</li>
<li><a class="new" title="Tranquillità (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tranquillit%C3%A0&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Tranquillità</a> (o quiete durevole)</li>
<li><a title="Tristezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tristezza" target="_blank" rel="noopener">Tristezza</a></li>
<li><a title="Vendetta" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vendetta" target="_blank" rel="noopener">Vendetta</a></li>
<li><a title="Vergogna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vergogna" target="_blank" rel="noopener">Vergogna</a></li>
</ul>
</div>
<h2><span id="Note" class="mw-headline">Note</span></h2>
<div class="mw-references-wrap mw-references-columns">
<ol class="references">
<li id="cite_note-1"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">R. Cartesio, <i>Le passioni dell&#8217;anima</i>, pp. 25-28</span></li>
<li id="cite_note-2"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">R. Guardini, ‘&#8217;Pascal&#8217;’ Morcelliana Brescia 1992 p.173</span></li>
<li id="cite_note-3"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">B. Pascal, <i>Pensieri</i>, Mondadori 1976 p .152</span></li>
<li id="cite_note-4"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">C. Calabi, <i>Leibniz e la felicità mentale</i> in Pratica filosofica 1994 n.4 p.27</span></li>
<li id="cite_note-5"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. A. G. Baumgarten, <i>Aesthetica</i>,</span></li>
<li id="cite_note-6"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. Vauvenargues, <i>Les reflexions</i></span></li>
<li id="cite_note-7"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. Shaftesbury, <i>Ricerca sulla virtù e il merito</i></span></li>
<li id="cite_note-8"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. D. Hume, <i>Ricerca sui principi della morale</i></span></li>
<li id="cite_note-9"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">D. Hume, <i>A treatise of human nature</i>, libro II parte III sez.3 p.415</span></li>
<li id="cite_note-10"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. D. Hume, <i>Saggi, II</i></span></li>
<li id="cite_note-11"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. D. Hartley, <i>Osservazioni sull&#8217;uomo</i></span></li>
<li id="cite_note-12"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. A. Smith, <i>Teoria dei sentimenti morali</i></span></li>
<li id="cite_note-13"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">I. Kant, <i>Critica del giudizio</i>, I. I. 3</span></li>
<li id="cite_note-14"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">I. Kant, <i>Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime</i>, p.207</span></li>
<li id="cite_note-15"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-15" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">I. Kant, <i>Critica della ragion pratica</i>, I, I, III</span></li>
<li id="cite_note-16"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. <a title="Friedrich Schleiermacher" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Schleiermacher" target="_blank" rel="noopener">Friedrich Schleiermacher</a>, <i>Discorsi sulla religione</i></span></li>
<li id="cite_note-17"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">F. Schlegel, <i>Dialogo sulla poesia</i> in <i>Frammenti critici e scritti di estetica</i> a cura di V. Santoli, Sansoni, Firenze, 1967, pp.212-215</span></li>
<li id="cite_note-18"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">F. Schlegel. <i>Op. cit.</i>, <i>ibidem</i></span></li>
<li id="cite_note-19"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. Martin Heidegger, <i>Schelling. Il trattato del 1809 sull&#8217;essenza della libertà umana</i>,Guida Editori, 1998</span></li>
<li id="cite_note-20"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">È questo il senso dello &#8220;struggimento&#8221; romantico (<i>Sehnucht</i>). Vedi: Paolo D&#8217;Alessandro, <i>Il gioco inconscio nella storia</i>, ed. Franco Angeli, 1989, p.123</span></li>
<li id="cite_note-21"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Hegel, <i>Enciclopedia</i> par.47 e sgg.</span></li>
<li id="cite_note-22"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-22" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. Xavier Tilliette, <i>L&#8217;intuizione intellettuale da Kant a Hegel</i>, a cura di Francesco Tomasoni, Morcelliana, Brescia 2001</span></li>
<li id="cite_note-23"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">«Il sentimento di pietà allora è l&#8217;unico sentimento morale» in Carlo Mazzantini, <i>L&#8217;etica di Kant e di Schopenhauer</i>, Ed. Tirrenia, 1965 p.147</span></li>
<li id="cite_note-24"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-24" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. H. Bergson, <i>Introduzione alla metafisica</i></span></li>
<li id="cite_note-25"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. A. N. Whitehead, <i>Processo e realtà</i></span></li>
<li id="cite_note-26"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. Husserl, <i>Meditazioni cartesiane</i>, V</span></li>
<li id="cite_note-27"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Resa con il termine <i>Einfuhlung</i>, simpatia simbolica o empatia, usato per la prima volta nell&#8217;ambito estetico nella teoria dell&#8217;empatia dallo storico e filosofo dell&#8217;arte <a class="new" title="Robert Vischer (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Robert_Vischer&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Robert Vischer</a> (1847-1933)</span></li>
<li id="cite_note-28"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-28" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Introduzione di G. Caronello a M. Scheler,<i>Il formalismo nell&#8217;etica e l&#8217;etica materiale dei valori</i> Edizioni San Paolo, 1956 p.56</span></li>
<li id="cite_note-29"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-29" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. Heidegger, <i>Essere e tempo</i> e <i>Che cos&#8217;è la metafisica?</i></span></li>
<li id="cite_note-30"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#cite_ref-30" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Cfr. J. P. Sartre, <i>L&#8217;essere e il nulla</i></span></li>
</ol>
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		<title>Emozioni &#8211; L&#8217;elenco delle 101 emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 10:34:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le emozioni umane. Elenco delle emozioni e stati emotivi nella vita personale e sul lavoro. Articolo su fonti Emozione Wikipedia ed Elenco stati emotivi Wikipedia, con nostre elaborazioni. Se vuoi conoscere meglio come funzionano le emozioni nella vita e sul lavoro, consigliamo questo libro. Articolo sul tema: le emozioni, emozioni umane, stati emozionali, tutte le &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le emozioni umane. Elenco delle emozioni e stati emotivi nella vita personale e sul lavoro. Articolo su fonti Emozione Wikipedia ed Elenco stati emotivi Wikipedia, con nostre elaborazioni.</p>
<p>Se vuoi conoscere meglio come funzionano le emozioni nella vita e sul lavoro, consigliamo <a href="https://amzn.to/38BWyoz" target="_blank" rel="noopener">questo libro</a>.</p>
<h1><a href="https://amzn.to/38BWyoz" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15240" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni.jpg" alt="emozioni e crescita personale libri il coraggio delle emozioni" width="1259" height="1974" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni.jpg 1259w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-191x300.jpg 191w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-653x1024.jpg 653w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-768x1204.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-980x1536.jpg 980w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-175x274.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-450x706.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-1170x1834.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2015-il-coraggio-delle-emozioni-600x941.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1259px) 100vw, 1259px" /></a></h1>
<p>Articolo sul tema: le emozioni, emozioni umane, stati emozionali, tutte le emozioni, quali sono le emozioni? elenco completo, le emozioni umane, le emozioni primarie, elenco di tutte le emozioni, emozione, stato emotivo, sfondo emotivo,</p>
<h2>Elenco delle emozioni &#8211; 101 Emozioni</h2>
<h3><span class="mw-headline">Elenco dei sentimenti, delle emozioni e degli stati d&#8217;animo (in ordine alfabetico)</span></h3>
<div class="colonne_strette">
<ol>
<li><a title="Abbandono (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbandono_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Abbandono</a> (o rinuncia, rassegnazione)</li>
<li><a title="Affetto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affetto" target="_blank" rel="noopener">Affetto</a></li>
<li><a title="Agape" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agape" target="_blank" rel="noopener">Agape</a> (o amore altruistico)</li>
<li><a class="new" title="Amarezza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Amarezza&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Amarezza</a> (o profondo rammarico)</li>
<li><a title="Amicizia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amicizia" target="_blank" rel="noopener">Amicizia</a></li>
<li><a title="Amore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore" target="_blank" rel="noopener">Amore</a></li>
<li><a title="Amore a prima vista" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_a_prima_vista" target="_blank" rel="noopener">Amore a prima vista</a></li>
<li><a title="Amore platonico" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_platonico" target="_blank" rel="noopener">Amore platonico</a></li>
<li><a title="Amore romantico" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore_romantico" target="_blank" rel="noopener">Amore romantico</a></li>
<li><a title="Angoscia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angoscia" target="_blank" rel="noopener">Angoscia</a></li>
<li><a class="mw-redirect" title="Angustia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angustia" target="_blank" rel="noopener">Angustia</a> (o costrizione psicologica)</li>
<li><a title="Ansia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia" target="_blank" rel="noopener">Ansia</a> (o nervosismo)</li>
<li><a title="Antipatia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antipatia" target="_blank" rel="noopener">Antipatia</a> (o avversione istintiva)</li>
<li><a title="Appagamento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Appagamento" target="_blank" rel="noopener">Appagamento</a> (o contentezza)</li>
<li>Appocundria</li>
<li><a class="new" title="Apprensione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Apprensione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Apprensione</a> (o inquietudine angosciosa)</li>
<li><a title="Autostima" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autostima" target="_blank" rel="noopener">Autostima</a> (o considerazione di sé)</li>
<li><a title="Benevolenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benevolenza" target="_blank" rel="noopener">Benevolenza</a></li>
<li>Calma (o senso di pace)</li>
<li>Certezza (o consapevolezza)</li>
<li><a title="Commozione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Commozione" target="_blank" rel="noopener">Commozione</a></li>
<li><a title="Compassione (filosofia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Compassione_(filosofia)" target="_blank" rel="noopener">Compassione</a></li>
<li><a title="Confusione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Confusione" target="_blank" rel="noopener">Confusione</a></li>
<li><a title="Delirio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Delirio" target="_blank" rel="noopener">Delirio</a></li>
<li><a class="new" title="Delusione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Delusione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Delusione</a></li>
<li><a title="Disturbo depressivo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_depressivo" target="_blank" rel="noopener">Depressione</a> (o abbattimento psicologico)</li>
<li><a title="Devozione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Devozione" target="_blank" rel="noopener">Devozione</a> (o amore trascendentale)</li>
<li><a class="new" title="Diffidenza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Diffidenza&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Diffidenza</a> (o sfiducia)</li>
<li><a title="Dignità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dignit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Dignità</a> (o rispetto di sé)</li>
<li><a title="Disgusto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgusto" target="_blank" rel="noopener">Disgusto</a> (o repulsione, disprezzo)</li>
<li><a class="new" title="Disperazione (sentimento) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Disperazione_(sentimento)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Disperazione</a> (o sconforto)</li>
<li><a class="new" title="Dispiacere (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dispiacere&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Dispiacere</a></li>
<li><a title="Dissenso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dissenso" target="_blank" rel="noopener">Dissenso</a> (o disaccordo)</li>
<li><a title="Dolore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dolore" target="_blank" rel="noopener">Dolore</a></li>
<li><a title="Eccitazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eccitazione" target="_blank" rel="noopener">Eccitazione</a></li>
<li><a title="Entusiasmo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Entusiasmo" target="_blank" rel="noopener">Entusiasmo</a> (o euforia)</li>
<li><a title="Estasi" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estasi" target="_blank" rel="noopener">Estasi</a></li>
<li><a title="Feeling (emozione)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feeling_(emozione)" target="_blank" rel="noopener">Feeling</a></li>
<li><a title="Felicità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Felicità</a> (o allegria, ilarità, gioia)</li>
<li><a class="mw-redirect" title="Fiducia (sentimento)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiducia_(sentimento)" target="_blank" rel="noopener">Fiducia</a> (o fede)</li>
<li><a title="Filantropia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filantropia" target="_blank" rel="noopener">Filantropia</a></li>
<li><a title="Fobia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fobia" target="_blank" rel="noopener">Fobia</a> (o paura irrazionale, repulsione)</li>
<li><a title="Fraternità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fraternit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Fraternità</a> (o amicizia fraterna)</li>
<li><a class="mw-redirect" title="Frustrazione (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Frustrazione_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Frustrazione</a></li>
<li><a title="Gelosia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gelosia" target="_blank" rel="noopener">Gelosia</a></li>
<li><a title="Gratitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gratitudine" target="_blank" rel="noopener">Gratitudine</a> (o riconoscenza)</li>
<li><a title="Imbarazzo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imbarazzo" target="_blank" rel="noopener">Imbarazzo</a> (o vergogna momentanea)</li>
<li><a title="Incertezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Incertezza" target="_blank" rel="noopener">Incertezza</a> (o insicurezza, dubbio)</li>
<li><a title="Indifferenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indifferenza" target="_blank" rel="noopener">Indifferenza</a> (o insensibilità, imperturbabilità)</li>
<li><a title="Indignazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indignazione" target="_blank" rel="noopener">Indignazione</a> (o offesa)</li>
<li><a title="Ingratitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ingratitudine" target="_blank" rel="noopener">Ingratitudine</a></li>
<li><a title="Invidia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Invidia" target="_blank" rel="noopener">Invidia</a></li>
<li><a title="Ira (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ira_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Ira</a> (o rabbia, collera, furia)</li>
<li><a class="new" title="Inquietudine (psicologia) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Inquietudine_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Inquietudine</a> (o agitazione, irrequietezza)</li>
<li><a title="Ispirazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ispirazione" target="_blank" rel="noopener">Ispirazione</a></li>
<li><a title="Lutto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lutto" target="_blank" rel="noopener">Lutto</a></li>
<li><a title="Malinconia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Malinconia" target="_blank" rel="noopener">Malinconia</a></li>
<li><a title="Meraviglia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meraviglia" target="_blank" rel="noopener">Meraviglia</a> (o stupore, ammirazione)</li>
<li><a title="Misandria" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misandria" target="_blank" rel="noopener">Misandria</a></li>
<li><a title="Misantropia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misantropia" target="_blank" rel="noopener">Misantropia</a></li>
<li><a title="Misericordia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misericordia" target="_blank" rel="noopener">Misericordia</a></li>
<li><a title="Misoginia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misoginia" target="_blank" rel="noopener">Misoginia</a></li>
<li><a title="Noia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Noia" target="_blank" rel="noopener">Noia</a></li>
<li><a title="Nostalgia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nostalgia" target="_blank" rel="noopener">Nostalgia</a></li>
<li><a title="Odio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Odio" target="_blank" rel="noopener">Odio</a> (o avversione, ostilità, malevolenza)</li>
<li><a title="Onore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Onore" target="_blank" rel="noopener">Onore</a></li>
<li><a title="Orgoglio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio" target="_blank" rel="noopener">Orgoglio</a> (o fierezza)</li>
<li><a title="Orrore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orrore" target="_blank" rel="noopener">Orrore</a></li>
<li>Ossessione (o fissazione)</li>
<li><a title="Passione (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Passione_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Passione</a> (o amore intenso, amore sensuale)</li>
<li><a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">Paura</a> (o timore, fifa)</li>
<li><a title="Pentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pentimento" target="_blank" rel="noopener">Pentimento</a></li>
<li><a title="Perdono" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Perdono" target="_blank" rel="noopener">Perdono</a></li>
<li><a title="Piacere" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piacere" target="_blank" rel="noopener">Piacere</a> (o gradimento)</li>
<li><a title="Pietà (sentimento)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piet%C3%A0_(sentimento)" target="_blank" rel="noopener">Pietà</a> (o magnanimità, clemenza)</li>
<li><a title="Preoccupazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Preoccupazione" target="_blank" rel="noopener">Preoccupazione</a></li>
<li><a class="new" title="Prostrazione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Prostrazione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Prostrazione</a> (o avvilimento)</li>
<li><a class="new" title="Rammarico (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rammarico&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Rammarico</a> (o cruccio)</li>
<li><a title="Rimorso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimorso" target="_blank" rel="noopener">Rimorso</a></li>
<li><a title="Rimpianto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimpianto" target="_blank" rel="noopener">Rimpianto</a></li>
<li><a title="Risentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risentimento" target="_blank" rel="noopener">Risentimento</a> (o rancore)</li>
<li><a title="Rispetto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rispetto" target="_blank" rel="noopener">Rispetto</a> (o ammirazione, stima)</li>
<li><a title="Saudade" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saudade" target="_blank" rel="noopener">Saudade</a> (o nostalgico rimpianto)</li>
<li><a title="Schadenfreude" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schadenfreude" target="_blank" rel="noopener">Schadenfreude</a></li>
<li><a title="Sehnsucht (romanticismo)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sehnsucht_(romanticismo)" target="_blank" rel="noopener">Sehnsucht</a></li>
<li><a title="Senso di colpa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senso_di_colpa" target="_blank" rel="noopener">Senso di colpa</a></li>
<li><a title="Serenità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serenit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Serenità</a></li>
<li><a title="Simpatia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simpatia" target="_blank" rel="noopener">Simpatia</a></li>
<li><a title="Soddisfazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Soddisfazione" target="_blank" rel="noopener">Soddisfazione</a> (o gratificazione)</li>
<li><a title="Sofferenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sofferenza" target="_blank" rel="noopener">Sofferenza</a></li>
<li><a title="Solidarietà" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solidariet%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Solidarietà</a></li>
<li><a title="Solitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Solitudine" target="_blank" rel="noopener">Solitudine</a> (o isolamento)</li>
<li><a title="Sorpresa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sorpresa" target="_blank" rel="noopener">Sorpresa</a></li>
<li><a class="new" title="Spensieratezza (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Spensieratezza&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Spensieratezza</a></li>
<li><a title="Speranza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speranza" target="_blank" rel="noopener">Speranza</a></li>
<li><a class="new" title="Tensione (psicologia) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tensione_(psicologia)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Tensione</a> (o ansia irremovibile)</li>
<li><a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">Terrore</a> (o paura incontrollabile)</li>
<li><a class="new" title="Tranquillità (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tranquillit%C3%A0&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Tranquillità</a> (o quiete durevole)</li>
<li><a title="Tristezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tristezza" target="_blank" rel="noopener">Tristezza</a></li>
<li><a title="Vendetta" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vendetta" target="_blank" rel="noopener">Vendetta</a></li>
<li><a title="Vergogna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vergogna" target="_blank" rel="noopener">Vergogna</a></li>
</ol>
</div>
<h2>Emozioni. Cosa sono</h2>
<p>Le <strong>emozioni</strong> sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologiche</a>, a <a title="Stimolo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stimolo" target="_blank" rel="noopener">stimoli</a> interni o esterni, naturali o appresi. Secondo la maggior parte delle teorie moderne, le emozioni sono un processo multicomponenziale, cioè articolato in più componenti e con un decorso temporale che evolve<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a></sup>.</p>
<p>In termini <a title="Evoluzione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione" target="_blank" rel="noopener">evolutivi</a>, o <a title="Charles Darwin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank" rel="noopener">darwiniani</a>, la loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell&#8217;individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della <a title="Sopravvivenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sopravvivenza" target="_blank" rel="noopener">sopravvivenza</a>, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.</p>
<p>Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche). Si differenziano quindi dai <a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">sentimenti</a> e dagli stati d&#8217;animo, anche se questi termini vengono spesso usati indifferentemente nel senso comune.</p>
<h2><span class="mw-headline">Reazioni psicofisiologiche e stati emozionali</span></h2>
<p>Secondo la teoria diencefalica di <a title="Cannon-Bard (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cannon-Bard&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">Cannon-Bard</a> ,<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2]</a></sup><sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup> lo stimolo emotigeno, che può essere un evento, una scena, un&#8217;espressione del <a title="Volto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volto" target="_blank" rel="noopener">volto</a> o un particolare tono di voce, viene elaborato in prima istanza dai centri sottocorticali dell&#8217;<a title="Encefalo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Encefalo" target="_blank" rel="noopener">encefalo</a>, in particolare l&#8217;<a title="Amigdala" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala" target="_blank" rel="noopener">amigdala</a> che riceve l&#8217;informazione direttamente dai nuclei posteriori del <a title="Talamo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Talamo" target="_blank" rel="noopener">talamo</a> (via talamica o sottocorticale) e provoca una prima reazione autonomica e neuroendocrina con la funzione di mettere in allerta l&#8217;organismo. In questa fase l&#8217;emozione determina quindi diverse modificazioni somatiche, come ad esempio la variazione delle pulsazioni <a title="Cuore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cuore" target="_blank" rel="noopener">cardiache</a>, l&#8217;aumento o la diminuzione della <a title="Sudore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sudore" target="_blank" rel="noopener">sudorazione</a>, l&#8217;accelerazione del ritmo <a title="Respirazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Respirazione" target="_blank" rel="noopener">respiratorio</a>, l&#8217;aumento o il rilassamento della <a title="Muscolo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Muscolo" target="_blank" rel="noopener">tensione muscolare</a>.</p>
<p>Lo stimolo emotigeno viene contemporaneamente inviato dal talamo alle cortecce associative, dove viene elaborato in maniera più lenta ma più raffinata; a questo punto, secondo la valutazione, viene emessa un tipo di risposta considerata più adeguata alla situazione, soprattutto in riferimento alle &#8220;regole di esibizione&#8221; che appartengono al proprio ambiente culturale. Le emozioni, quindi, inizialmente sono inconsapevoli; solo in un secondo momento noi &#8220;proviamo&#8221; l&#8217;emozione, abbiamo cioè un <a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">sentimento</a>. Normalmente l&#8217;individuo che prova una emozione diventa cosciente delle proprie modificazioni somatiche (si rende conto di avere le mani sudate, il battito cardiaco accelerato, etc.) ed applica un nome a queste variazioni psicofisiologiche (&#8220;<a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">paura</a>&#8220;, &#8220;gioia&#8221;, &#8220;<a title="Disgusto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgusto" target="_blank" rel="noopener">disgusto</a>&#8220;, ecc.).</p>
<p>Secondo la teoria del feedback di <a title="William James" href="https://it.wikipedia.org/wiki/William_James" target="_blank" rel="noopener">James-Lange</a>, l&#8217;emozione è una risposta ad una variazione fisiologica. Proviamo emozioni diverse perché ciascuna è accompagnata da sensazioni e reazioni fisiologiche differenti. Tali teorie sono state criticate, in quanto persone con lesioni al <a title="Midollo spinale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Midollo_spinale" target="_blank" rel="noopener">midollo spinale</a> esprimono comunque emozioni, inoltre molte espressioni fisiologiche simili causerebbero simili emozioni, difficili quindi da individualizzare. In alcuni casi, specialmente per le forti emozioni, si ha comunque un&#8217;associazione diretta tra manifestazione fisiologica ed emotiva, senza però sapere se ne sia causa la prima o la seconda.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a></sup></p>
<p>Si possono avere delle reazioni emotive, delle quali però si è inconsapevoli, anche in assenza di modificazioni psicofisiologiche, come è stato proposto dal neuropsicologo <a title="Antonio Damasio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Damasio" target="_blank" rel="noopener">Antonio Damasio</a>, che distingue due tipi: <em>emozioni primarie </em>(innate, preorganizzate) e <em>emozioni secondarie </em>(elaborate dall&#8217;esperienza), attraverso i circuiti del &#8220;come se&#8221;<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener">[5]</a></sup>. Si può inoltre avere una reazione psicofisiologica ma non essere in grado di connotarla con una etichetta cognitiva, come nel caso dell&#8217;<a title="Alessitimia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessitimia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia</a>.</p>
<h2><span class="mw-headline">Caratteristiche delle emozioni</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" /></td>
<td><em>Lo stesso argomento in dettaglio: <strong><a title="Mimica facciale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mimica_facciale#La_mimica_facciale_nelle_emozioni" target="_blank" rel="noopener">Mimica facciale § La mimica facciale nelle emozioni</a></strong></em>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Replicando gli studi compiuti da <a title="Charles Darwin" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin" target="_blank" rel="noopener">Charles Darwin</a> nel libro pionieristico &#8220;L&#8217;espressione delle emozioni negli uomini e negli animali&#8221; (1872), lo psicologo americano <a title="Paul Ekman" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ekman" target="_blank" rel="noopener">Paul Ekman</a> ha confermato che una caratteristica importante delle emozioni fondamentali è data dal fatto che vengono espresse universalmente, cioè da tutti in qualsiasi luogo, tempo e cultura attraverso modalità simili<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup>. Come suggerisce il titolo del libro di Darwin, anche gli animali provano <a title="Emotività animale (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Emotivit%C3%A0_animale&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">emozioni</a>: hanno circuiti neurali simili, hanno reazioni comportamentali simili e le modificazioni psicofisiologiche da essi sperimentate svolgono le stesse funzioni.</p>
<p>Allo stato attuale non è possibile affermare scientificamente che gli animali provino anche i <a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">sentimenti</a>, perché ciò richiederebbe che abbiano una forma di <a title="Coscienza (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coscienza_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">coscienza</a>. Ekman, ha analizzato come le espressioni facciali corrispondenti ad ogni singola emozione interessino gli stessi tipi di muscoli facciali e allo stesso modo, indipendentemente da fattori quali latitudine, cultura e etnia. Tale indagine è stata suffragata da esperimenti condotti anche con soggetti appartenenti a popolazioni che ancora vivono in modo &#8220;primitivo&#8221;, in particolare della <a title="Papua Nuova Guinea" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papua_Nuova_Guinea" target="_blank" rel="noopener">Papua Nuova Guinea</a>.</p>
<p>La sorpresa si manifesta sul volto con le sopracciglia alzate e incurvate, la pelle sotto il sopracciglio stirata, rughe orizzontali attraverso la fronte, le palpebre aperte, quella superiore sollevata e quella inferiore abbassata, la mascella si abbassa ma senza alcun stiramento o tensione della bocca. La paura si manifesta sul volto attraverso le sopracciglia sollevate e ravvicinate, le rughe della fronte sono al centro e non attraversano la fronte, la palpebra superiore sollevata e la bocca aperta con le labbra leggermente tese o stirate all’indietro. Il disgusto si manifesta principalmente nella parte bassa del viso e nella palpebra inferiore, precisamente con il labro superiore sollevato, il labro inferiore sollevato e premuto a quello superiore oppure abbassato e lievemente protruso, il naso arricciato, le guance sollevate, pieghe sotto la palpebra inferiore e sopracciglia abbassate spingendo verso la palpebra superiore. La rabbia si manifesta sul volto attraverso le sopracciglia abbassate e ravvicinate, rughe verticali tra le sopracciglia, palpebra inferiore tesa ma non necessariamente sollevata, sguardo fisso e occhi che possono sembrare sporgenti, le labbra serrate con gli angoli diritti o abbassati o aperte e tese e le radici possono essere dilatate. La felicità si mostra sul volto attraverso gli angoli della bocca stirati all’indietro e sollevati, la bocca chiusa o aperta, una ruga che scende dal naso fino oltre gli angoli della bocca, le guance sollevate, la palpebra inferiore con rughe sottostanti ma non tesa e zampe di gallina agli angoli esterni degli occhi. La tristezza si manifesta sul volto attraverso gli angoli interni delle sopracciglia sollevati, gli angoli della bocca piegati in giù o le labbra tremanti e l’angolo interno delle palpebre superiori sollevato.</p>
<p>L&#8217;emozione ha altresì effetto sugli aspetti cognitivi: può causare diminuzioni o miglioramenti nella capacità di <a title="Concentrazione mentale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Concentrazione_mentale" target="_blank" rel="noopener">concentrazione</a>, confusione, smarrimento, allerta, e così via. Il volto e il linguaggio verbale possono quindi riflettere all&#8217;esterno le emozioni più profonde: una voce tremolante, un tono alterato, un sorriso solare, la fronte corrugata indicano la presenza di uno specifico stato emotivo.</p>
<h2><span class="mw-headline">Lo sviluppo delle emozioni. Lo stato emozionale</span></h2>
<p>Secondo <a title="John Watson (psicologo)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Watson_(psicologo)" target="_blank" rel="noopener">John Watson</a> il neonato evidenzia tre emozioni fondamentali che vengono definite &#8220;innate&#8221;: paura, amore, ira.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a></sup> Entro i primi cinque anni di vita manifesta altre emozioni fondamentali quali vergogna, ansia, gelosia, invidia. L&#8217;evoluzione delle emozioni consente al bambino di comprendere la differenza tra il mondo interno ed esterno, oltre a conoscere meglio se stesso. Dopo il sesto anno di età, il bambino è capace di mascherare le sue emozioni e di manifestare quelle che si aspettano gli altri da lui.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a></sup></p>
<p>A questo punto dello sviluppo il bambino deve imparare a controllare le emozioni, soprattutto quelle ritenute socialmente non convenienti, senza per questo indurre condizioni di disagio psicofisico.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener">[9]</a></sup></p>
<p>Secondo le indicazioni ministeriali, nei programmi didattici contemporanei, anche nella scuola primaria, diventa essenziale per un insegnante riconoscere gli stati emotivi dei propri allievi e supportarli con il dovuto sostegno ai fini dello sviluppo psichico. Ciò permette loro di relazionarsi, attraverso un lavoro costante di costruzione, è possibile ricostruire le eventuali caratteristiche che alterano la normale crescita.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener">[10]</a></sup>.</p>
<p>“La scienza del sé” è una disciplina per insegnare a scuola le emozioni , ha come obiettivo analizzare i sentimenti propri e quelli che scaturiscono dai rapporti con gli altri, mira a studiare il livello di competenza sociale ed emozionale nei ragazzi come parte della loro istruzione regolare.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener">[11]</a></sup></p>
<h2><span class="mw-headline">Prospettive teoriche sullo sviluppo emotivo</span></h2>
<p>Izard è il principale sostenitore della teoria differenziale, che interpreta lo sviluppo delle emozioni nel bambino secondo una prospettiva categoriale. Secondo questa teoria esistono un certo numero di emozioni innate o universali, il set di emozioni primarie o di base, che in generale comprende la paura, la gioia, la collera, la tristezza e il disgusto. Le emozioni primarie emergono strutturate come totalità, secondo un programma maturativo innato e universale, che con lo sviluppo da luogo alle espressioni emotive riconoscibili. Già dalla nascita esiste una concordanza biunivoca e innata tra espressione facciale ed esperienza emotiva, che garantisce la comunicazione sociale del bambino anche nella fase dello sviluppo preverbale e consente di fare conoscere i propri bisogni all’adulto di riferimento che a partire dall’espressione facciale riesce a riconoscere i segnali del bambino e attivarsi sul piano della cura. Le emozioni non di base, dette anche secondarie, miste e complesse come la vergogna, l’imbarazzo, la colpa e l’orgoglio emergono solo alla fine del primo anno di vita quando è presente la consapevolezza di <a title="Sé (coscienza)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%A9_(coscienza)" target="_blank" rel="noopener">sé</a>.</p>
<p>La teoria della differenziazione invece sostiene che le emozioni siano il prodotto di un processo di differenziazione da uno stato iniziale di eccitazione. Sulla base degli studi della Bridge e della teoria “cognitivo-attivazionale” di Schacter e Singer, Sroufe sostiene che nel neonato sarebbe possibile distinguere uno stato di maggiore o minore eccitazione generalizzata, che si differenzierebbe in stati emotivi di sconforto e di piacere. Si possono individuare tre percorsi principali distinti che portano alle emozioni vere e proprie : il sistema del piacere/gioia, il sistema della circospezione/paura e quello della frustrazione/rabbia. Le emozioni fondamentali di gioia, paura e rabbia hanno origine da un precursore che compare precocemente e che costituisce il prototipo della successiva emozione vera e propria. Secondo Sroufe lo sviluppo emotivo avviene in relazione a periodi critici che comportano riorganizzazioni o salti tra una fase e l’altra.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener">[12]</a></sup></p>
<p>Leventhal e Scherer sono i sostenitori della teoria componenziale, secondo la quale le emozioni si sviluppano a partire da forme semplici e biologicamente radicate fino ad arrivare a configurazioni complesse. Distinguono tre diversi livelli di elaborazione degli eventi: sensomotorio, schematico e concettuale. Lo sviluppo delle emozioni nel bambino consiste nel passaggio lineare e sequenziale da un livello all’altro con la, riorganizzazione e l’arricchimento del significato dell’emozione. Se tra i tre livelli esiste un’integrazione funzionale nel corso dello sviluppo, sembra che i meccanismi riguardanti il sistema sensomotorio siano indipendenti rispetto agli altri due. <sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener">[13]</a></sup></p>
<h2><span class="mw-headline">Classificazione delle emozioni &#8211; tutte le emozioni, elenco delle emozioni</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" /></td>
<td><em>Emozioni quali sono: <strong><a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento#Elenco_dei_sentimenti,_delle_emozioni_e_degli_stati_d&#039;animo_(in_ordine_alfabetico)" target="_blank" rel="noopener">Sentimento § Elenco dei sentimenti, delle emozioni e degli stati d&#8217;animo (in ordine alfabetico)</a></strong></em>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le emozioni primarie o di base, secondo una definizione di <a title="Robert Plutchik" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Plutchik" target="_blank" rel="noopener">Robert Plutchik</a><sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener">[14]</a></sup> sono otto, divise in quattro coppie:</p>
<ul>
<li>la <a title="Ira (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ira_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">rabbia</a> e la <a title="Paura" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura" target="_blank" rel="noopener">paura</a></li>
<li>la <a title="Tristezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tristezza" target="_blank" rel="noopener">tristezza</a> e la <a title="Gioia (emozione)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioia_(emozione)" target="_blank" rel="noopener">gioia</a></li>
<li>la <a title="Sorpresa" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sorpresa" target="_blank" rel="noopener">sorpresa</a> e l&#8217;<a title="Attesa (emozione) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Attesa_(emozione)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">attesa</a></li>
<li>il <a title="Disgusto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disgusto" target="_blank" rel="noopener">disgusto</a> e l&#8217;accettazione</li>
</ul>
<p>Altri autori hanno tuttavia proposto una diversa suddivisione.</p>
<p>Secondo vari autori, dalla combinazione delle emozioni primarie derivano le altre (secondarie o complesse):</p>
<ul>
<li>l&#8217;<a title="Allegria (sentimento) (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Allegria_(sentimento)&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">allegria</a></li>
<li>la <a title="Vergogna" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vergogna" target="_blank" rel="noopener">vergogna</a></li>
<li>l&#8217;<a title="Ansia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia" target="_blank" rel="noopener">ansia</a></li>
<li>la <a title="Rassegnazione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Rassegnazione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">rassegnazione</a></li>
<li>la <a title="Gelosia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gelosia" target="_blank" rel="noopener">gelosia</a></li>
<li>l&#8217;<a title="Orgoglio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orgoglio" target="_blank" rel="noopener">orgoglio</a></li>
<li>la <a title="Speranza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speranza" target="_blank" rel="noopener">speranza</a></li>
<li>il <a title="Perdono" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Perdono" target="_blank" rel="noopener">perdono</a></li>
<li>l&#8217;<a title="Offesa (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Offesa&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">offesa</a></li>
<li>la <a title="Nostalgia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nostalgia" target="_blank" rel="noopener">nostalgia</a></li>
<li>il <a title="Rimorso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rimorso" target="_blank" rel="noopener">rimorso</a></li>
<li>la <a title="Delusione (la pagina non esiste)" href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Delusione&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">delusione</a></li>
</ul>
<div class="colonne_strette"></div>
<h2><span class="mw-headline">Aspetti patologici</span></h2>
<p>L&#8217;<a title="Alessitimia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessitimia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia</a> è l&#8217;incapacità o l&#8217;impossibilità di percepire, descrivere e verbalizzare le proprie emozioni o quelle altrui.</p>
<p>La componente patologica delle emozioni può essere trattata con interventi di <a title="Psicoterapia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia" target="_blank" rel="noopener">psicoterapia</a> o di <a title="Counseling" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Counseling" target="_blank" rel="noopener">counseling</a> con metodi variabili secondo le diverse scuole di riferimento, ma anche secondo valutazione medica, con approcci farmaceutici, in particolare agendo sui <a title="Neurotrasmettitori" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Neurotrasmettitori" target="_blank" rel="noopener">neurotrasmettitori</a> che regolano emozioni ed <a title="Umore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umore" target="_blank" rel="noopener">umore</a>.<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-15" target="_blank" rel="noopener">[15]</a></sup></p>
<h2><span class="mw-headline">Importanza clinica delle emozioni</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" /></td>
<td><em>Lo stesso argomento in dettaglio: <strong><a title="Sindrome tako-tsubo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_tako-tsubo" target="_blank" rel="noopener">Sindrome tako-tsubo</a></strong></em>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Diversi studi in letteratura hanno dimostrato che lo <a title="Stress" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stress" target="_blank" rel="noopener">stress</a> e le emozioni negative incidono negativamente sul <a title="Sistema immunitario" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_immunitario" target="_blank" rel="noopener">sistema immunitario</a>, compromettendone l&#8217;efficienza di alcune cellule<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener">[16]</a></sup>. I dati più significativi sull&#8217;importanza clinica delle emozioni provengono da una vasta analisi condotta da Howard Friedman e Boothby-Kewley<sup class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener">[17]</a></sup>, in cui sono stati analizzati ed elaborati contemporaneamente i risultati di 101 studi più piccoli. I risultati di questa analisi hanno confermato come le emozioni legate alla sofferenza incidano negativamente sulla salute. Più nello specifico coloro che hanno sperimentato lunghi periodi di <a title="Ansia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ansia" target="_blank" rel="noopener">ansia</a>, <a title="Tristezza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tristezza" target="_blank" rel="noopener">tristezza</a>, <a title="Pessimismo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pessimismo" target="_blank" rel="noopener">pessimismo</a>, sospettosità e <a title="Ostilità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ostilit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">ostilità</a> hanno il doppio delle probabilità di sviluppare patologie quali <a title="Artrite" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Artrite" target="_blank" rel="noopener">artrite</a>, <a title="Emicrania" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emicrania" target="_blank" rel="noopener">emicrania</a>, <a title="Asma" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Asma" target="_blank" rel="noopener">asma</a>, <a title="Ulcera gastrica" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ulcera_gastrica" target="_blank" rel="noopener">ulcera gastrica</a> e <a title="Cardiopatie" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cardiopatie" target="_blank" rel="noopener">cardiopatie</a>. Da questi dati si evince chiaramente che le emozioni negative rappresentano un importante fattore di rischio e di grave minaccia per la <a title="Salute" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Salute" target="_blank" rel="noopener">salute</a> sebbene i meccanismi biologici dietro questa relazione non siano ancora del tutto chiari.</p>
<h2><span class="mw-headline">Note</span></h2>
<div class="mw-references-wrap mw-references-columns">
<ol class="references">
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text"><cite class="citation web"><a href="https://www.stateofmind.it/tag/emozioni/" target="_blank" rel="noopener">Emozioni: la definizione, le componenti e le diverse tipologie</a>, su State of Mind. <small>URL consultato il 14 aprile 2019</small>.</cite></span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Cannon W.B. (1920) <em>Bodily Changes In Pain Hunger Fear And Rage.</em> Appleton &amp; Co., New York.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Schachter S., Singer J. (1962) <em>Cognitive, Social, and Physiological Determinants of Emotional State.</em> Psychological Review, 69, pp.379-399.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Mark F.Bear, Barry W. Connors, Michael A. Pradiso (2007) <em>Neuroscience: Exploring the brain</em>, Third edition. Lippincott Williams &amp; Wilkins- USA, Pag 586-587</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Damasio A., <em>L&#8217;errore di Cartesio. Emozione, ragione e cervello umano</em>, Adelphi, Milano, 1995, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9788845911811" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-88-459-1181-1</a></span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Ekman P., <em>Basic Emotions</em>. In: T. Dalgleish and M. Power (Eds.). <em>Handbook of Cognition and Emotion</em>. John Wiley &amp; Sons Ltd, Sussex, UK, 1999.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text"><em>Psychology from the Standpoint of a Behaviorist</em>, Philadelphia, Lippincott, 1924 (seconda edizione) pp. 219-222.Per una critica della teoria di Watson vedere, ad esempio, Renzo Canestrari, Antonio Godino, <em>Introduzione alla psicologia generale</em>, Milano, Bruno Mondadori, 2002, pp.165-168.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Coppola O., <em>Psicologia dello sviluppo ed educazione</em>, Napoli, Simone, 1999, pag. 163, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9788824452281" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-88-244-5228-1</a></span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Coppola O., <em>Psicologia dello sviluppo ed educazione</em>, Napoli, Ediz. Simone, 1999, pag. 166, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/9788824452281" target="_blank" rel="noopener">ISBN 978-88-244-5228-1</a></span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text"><a title="Maria Montessori" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Montessori" target="_blank" rel="noopener">Maria Montessori</a>, L’autoeducazione (1970), Garzanti editore. Pp. 65-67</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text"><a title="Daniel Goleman" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman</a> (1999), Intelligenza emotiva. RCS Libri S.p.a. Milano. Pp. 421-424, Insegnare a scuola le emozioni.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Grazzani Gavazzi I. Psicologia dello sviluppo emotivo (2009) Bologna, Il Mulino</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Vianello, R. Gini, G. Lanfranchi, S. Psicologia dello Sviluppo (2015)Torino, Utet Università</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Plutchik R., <a href="https://www.americanscientist.org/issues/feature/the-nature-of-emotions" target="_blank" rel="noopener"><em>The Nature of Emotions</em></a> <a href="https://web.archive.org/web/20090507152252/http://www.americanscientist.org/issues/feature/the-nature-of-emotions" target="_blank" rel="noopener">Archiviato</a> il 7 maggio 2009 in <a title="Internet Archive" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Archive" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive</a>., American Scientist, July-August 2001.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-15" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Deakin JF., il ruolo della serotonina in casi di <a title="Panico" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Panico" target="_blank" rel="noopener">panico</a>, ansia e depressione, in: int Clin Psychopharmacol. 1998 apr; 13 suppl 4: S1-5.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Goleman D., <em>Intelligenza Emotiva. Che cos&#8217;è e perché può renderci felici</em>, Bergamo, Bur Rizzoli, 2011, pag. 273-274.</span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emozione#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a> <span class="reference-text">Howard Friedman e Boothby-Kewley, <em>The Disease-Prone Personality: A Meta-Analytic View</em>, American Psycholigist, 42, 1987.</span></li>
</ol>
</div>
<h2><span class="mw-headline">Bibliografia</span></h2>
<ul>
<li>Panksepp, J., Biven, L., <em>The Archeology of Mind. Neuroevolutionary Origins of Human Emotions</em>, New York., W. W. Norton &amp; Company 2012. (Tr. It. Archeologia della mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane. Milano, Cortina, 2014.)</li>
<li>Ekman P., Friesen W. V., &#8220;Unmasking the face. A guide to recognizing emotions from facial expressions&#8221;, (Tr. It. Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall&#8217;espressione del viso, Firenze, Giunti Editore, 2007)</li>
</ul>
<h2><span class="mw-headline">Voci correlate</span></h2>
<ul>
<li><a title="Affetto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affetto" target="_blank" rel="noopener">Affetto</a></li>
<li><a title="Alessitimia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessitimia" target="_blank" rel="noopener">Alessitimia</a></li>
<li><a title="Disturbi dell&#039;umore" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbi_dell%27umore" target="_blank" rel="noopener">Disturbi dell&#8217;umore</a></li>
<li><a title="Empatia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Empatia" target="_blank" rel="noopener">Empatia</a></li>
<li><a title="Qualia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Qualia" target="_blank" rel="noopener">Qualia</a></li>
<li><a title="Sensazione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sensazione" target="_blank" rel="noopener">Sensazione</a></li>
<li><a title="Sentimento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sentimento" target="_blank" rel="noopener">Sentimento</a></li>
<li><a title="Simpatia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simpatia" target="_blank" rel="noopener">Simpatia</a></li>
<li><a title="Simpatia (filosofia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Simpatia_(filosofia)" target="_blank" rel="noopener">Simpatia (filosofia)</a></li>
<li><a title="Personalità" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Personalit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">Personalità</a></li>
<li><a title="Method acting" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Method_acting" target="_blank" rel="noopener">Method acting</a></li>
</ul>
<p>Concetti trattati nell&#8217;articolo</p>
<ul>
<li>emozioni</li>
<li>le emozioni</li>
<li>emozioni primarie</li>
<li>quali sono le emozioni</li>
<li>emozioni di base</li>
<li>le emozioni primarie</li>
<li>emozioni primarie e secondarie</li>
<li>emozioni fondamentali</li>
<li>emozioni negative elenco</li>
<li>emozioni positive</li>
<li>che cosa sono le emozioni</li>
<li>emozioni quali sono</li>
<li>classificazione delle emozioni</li>
<li>emozioni classificazione</li>
<li>alessitimia wikipedia</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/emozioni-lelenco-delle-101-emozioni/">Emozioni &#8211; L&#8217;elenco delle 101 emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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