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	<title>sbloccare l&#039;irrigidimento cognitivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>sbloccare l&#039;irrigidimento cognitivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Riconoscere l&#8217;irrigidimento cognitivo e la cultura come stato di coscienza per ottenere una comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 12:01:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto dal testo “Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva” copyright Gribaudo Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell’autore. __________ Nell&#8217;articolo a seguire tratteremo diversi argomenti: in primis si parlerà della formazione alla comunicazione efficace, successivamente si tratterà l&#8217;irrigidimento cognitivo, come riconoscerlo e superarlo, ed infine &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/riconoscere-lirrigidimento-cognitivo-e-la-cultura-come-stato-di-coscienza-per-ottenere-una-comunicazione-efficace/">Riconoscere l&#8217;irrigidimento cognitivo e la cultura come stato di coscienza per ottenere una comunicazione efficace</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo estratto dal testo “<a href="https://www.amazon.it/Parliamoci-Chiaro-Daniele-Trevisani/dp/8858024095/ref=as_li_ss_tl?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=%E2%80%A2+Parliamoci+Chiaro&amp;qid=1605169606&amp;sr=8-1&amp;linkCode=sl1&amp;tag=danietrevi-21&amp;linkId=10990dc081470bbfe62e187caed95c44&amp;language=it_IT" target="_blank" rel="noopener">Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva</a>” copyright Gribaudo Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell’autore.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;articolo a seguire tratteremo diversi argomenti: in primis si parlerà della formazione alla comunicazione efficace, successivamente si tratterà l&#8217;irrigidimento cognitivo, come riconoscerlo e superarlo, ed infine si approfondirà il tema della cultura come stato di coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&nbsp;progetto o&nbsp;corso/percorso sulla&nbsp;comunicazione&nbsp;efficace&nbsp;e sullo sviluppo personale può e deve insegnare alle persone a scoprire ciò che non sanno, le cosiddette &#8220;incompetenze inconsapevoli&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I grandi capitoli formativi per apprendere a ridurre l&#8217;incomunicabilità sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>la nostra identità&nbsp;</strong>e le<strong> identità multiple</strong>, il <strong>nostro</strong>&nbsp;<strong>ruolo</strong>&nbsp;e i <strong>ruoli multipli</strong> e il modo in cui influenzano la nostra comunicazione. </li><li>i&nbsp;<strong>codici comunicativi</strong> e gli<strong> stili comunicativi</strong>, sul piano sia verbale che paralinguistico e non verbale, sino alla comunicazione polisensoriale e multicanale. Imparare a comunicare anche con codici comunicativi diversi dai nostri abituali è fondamentale, poiché la comunicazione è una competenza, e va allenata portando le persone fuori dalla zona di comfort, a sperimentarsi su nuove modalità comunicative.&nbsp;</li><li>comprendere come si manifestano i nostri&nbsp;<strong>valori, </strong>le<strong> convinzioni, </strong>le<strong> credenze</strong> più<strong> </strong>profonde e gli<strong> atteggiamenti</strong>&nbsp;centrali e&nbsp;periferici e come trasmetterli nel modo più efficace. Imparare a cercare la base comune (<em>common ground</em>).&nbsp;</li><li>comprendere come il nostro&nbsp;<strong>vissuto relazionale, esperienziale&nbsp;ed emotivo</strong> può essere elaborato e analizzato per&nbsp;scoprire&nbsp;lezioni di vita e auto-casi. </li><li>Cercare <strong>momenti di vita vissuta comuni</strong>, <em>common ground</em> sul piano delle emozioni vissute o altri tipi di <em>common ground </em>esperienziale.&nbsp;</li><li>imparare <strong>l&#8217;ascolto, l&#8217;empatia</strong>&nbsp;e le tecniche di ascolto attivo.&nbsp;</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto ciò deve essere fatto tramite la formazione attiva ed esperienziale che ci porti verso il nostro obiettivo e risultato.&nbsp;La formazione in comunicazione è un’arte espressiva, deve dare voce alla comunicazione degli aspetti emotivi così come a quelli informativi,&nbsp;perché&nbsp;la realtà è composta da entrambi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo della capacità comunicativa parte sempre dal rendersi conto che non sappiamo fare qualcosa (1), per poi prenderne atto (2), lavorarci sopra anche se l’esecuzione è ancora incerta (3), proseguire fino a che l’esecuzione diventa fluida (4). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa&nbsp;operazione&nbsp;di crescita personale continua&nbsp;può farci arrivare anche allo stato di flusso (<em>flow</em>), lo stato di grazia e di piacere che può accompagnare una performance, anche difficile, quando sentiamo che il nostro corpo e la nostra mente stanno rispondendo perfettamente e riusciamo ad entrare in risonanza con l&#8217;azione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei punti importanti che un corso&nbsp;di comunicazione e sviluppo personale affronta, quando ben condotto, è il fatto di affrontare l&#8217;incomunicabilità.&nbsp;&nbsp;Questo ci aiuta a cambiare la modalità che usiamo nel rapportarci agli altri, uscendo dalla nostra corazza pesante di stereotipi e aprendo nuovi canali di comunicazione, aiutandoci anche ad affrontare situazioni comunicative in cui si insinuano rabbia, litigi, incomprensioni.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli errori o i fallimenti diventano momenti di apprendimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progresso nelle competenze porta con&nbsp;sé&nbsp;una forza espansiva, aumenta la nostra zona di comfort, fa entrare questioni prima per noi impossibili entro la nostra area di sfida, amplia la nostra visione di ciò che è possibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un corso di comunicazione e sviluppo personale può incidere su:&nbsp;</p>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<ol class="wp-block-list"><li>le nostre <strong>credenze</strong> potenzianti e limitanti;&nbsp;</li><li>le nostre <strong>convinzioni</strong> più radicate su come sia bene agire;&nbsp;</li><li>le nostre <strong>abitudini</strong>;&nbsp;</li><li>la nostra<strong> identità</strong> e come la esprimiamo al di fuori dei nostri contatti comunicativi;&nbsp;</li><li>i nostri <strong>valori</strong> profondi, inserendovi il valore di una comunicazione di qualità come nuovo riferimento per una vasta gamma di situazioni di vita.&nbsp;</li></ol>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo anche affrontare:&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>distorsioni comunicative</strong>;&nbsp;</li><li><strong>ambiguità</strong>;&nbsp;</li><li><strong>finzioni</strong>, anche attraverso l&#8217;osservazione dei segnali deboli che le persone emettono;&nbsp;</li><li><strong>metafore e figure logiche</strong>, cioè gli strumenti che danno forza ed enfasi al messaggio, lo rendono più bello, meglio strutturato, più potente ed efficace.&nbsp;</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Quando una persona migliora la propria comunicazione, questo miglioramento si estende ad ogni ambito e territorio della vita, in famiglia e nel lavoro.&nbsp;È bene sviluppare le abilità, coltivare i talenti, dare spazio al potenziale personale di ciascuno, in qualsiasi direzione esso si possa esprimere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema dell&#8217;incomunicabilità ha origini sociali.&nbsp;Nel pieno dello sviluppo della propria espressività, il bambino e l’adolescente imparano che ad essere sinceri nascono problemi, e che dedicare tempo agli altri è una perdita di&nbsp;tempo, o almeno così viene loro fatto credere. Mentre i&nbsp;sistemi&nbsp;educativi formali sostengono l’importanza dell’espressività e della comunicazione, i comportamenti educativi reali insegnano invece esattamente il contrario. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le aziende insegnano questo: la regola&nbsp;basilare&nbsp;del “non fidarsi” è tramandata dall’esperienza&nbsp;degli “anziani” d’azienda ai giovani, creando&nbsp;una&nbsp;<strong>condizione di allerta&nbsp;permanente</strong>, un clima di sospetto che permea ogni avvio di relazione e ogni&nbsp;comunicazione.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, tale condizione di “allerta” deve diventare una scelta tattica&nbsp;consapevole&nbsp;da applicare in alcuni momenti, non sempre,&nbsp;e non uno stato&nbsp;costante&nbsp;fissato a priori, una “ingessatura inamovibile”&nbsp;o un blocco cognitivo che impedisce un&nbsp;percorso di crescita.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco&nbsp;a poco, il blocco delle espressioni esterne diventa incapacità di riconoscere ciò che ci accade all’interno e all’esterno.&nbsp;La realtà dei fatti è piena di persone che non riescono a&nbsp;spiegare il proprio bisogno (se si acquista) o il proprio valore (se si vende).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In queste condizioni, il manager ingessato&nbsp;si trova a fare business, a negoziare, a dover comunicare, esprimersi, a volte persino&nbsp;a dover&nbsp;capire gli altri e ascoltare, e non ci riesce.&nbsp;&nbsp;Esiste quindi un meta-obiettivo per ogni persona e gruppo:&nbsp;lo&nbsp;<strong>sblocco delle rigidità cognitive</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indispensabile lavorare per riconoscere&nbsp;i propri stereotipi e le proprie credenze,&nbsp;agire attivamente per&nbsp;capirli,&nbsp;identificare&nbsp;i propri stati di incomunicabilità,&nbsp;impegnarsi&nbsp;per&nbsp;eliminarla o ridurla, non attendere che la comunicazione migliori passivamente o “per miracolo”, ma&nbsp;impegnarsi&nbsp;in prima persona,&nbsp;come se fosse una priorità assoluta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;comunicazione può&nbsp;essere concepita come un contatto tra diversi stati di coscienza, un&nbsp;<strong>ponte tra universi mentali</strong>&nbsp;distanti.&nbsp;&nbsp;Ogni cultura mette il soggetto nella condizione di prestare più attenzione a certi aspetti del mondo e di trascurarne o ignorarne altri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’ipotesi Sapir-Whorf&nbsp;e gli studi di psicolinguistica, lo stesso linguaggio forma una struttura della realtà e plasma la realtà che vediamo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni essere umano percepisce la realtà in modo diverso, per cui&nbsp;non&nbsp;esiste&nbsp;“una realtà” ma più realtà, a seconda degli schemi mentali utilizzati&nbsp;per la percezione&nbsp;(<strong><em>multiple reality theory</em></strong>). Un fenomeno esterno (<strong>presunta realtà oggettiva</strong>) non produce automaticamente la stessa esperienza soggettiva del fenomeno (<strong>realtà percettiva</strong>).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo per alcuni è inaccettabile: il rifiuto di&nbsp;tale&nbsp;concetto produce&nbsp;rigidità umana e manageriale.&nbsp;L’incomunicabilità nasce persino all’interno dell’individuo stesso, che si trova dissociato tra il proprio&nbsp;Sé&nbsp;cosciente e il proprio&nbsp;inconscio.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’individuo che non comunica con&nbsp;sé&nbsp;stesso ha difficoltà a riconoscere i propri stati emotivi, non capisce alcuni dei suoi comportamenti o non sa darsene una spiegazione, vorrebbe essere&nbsp;in un modo e si trova nella condizione opposta.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, l’individuo che “non si conosce” agisce senza consapevolezza di quali&nbsp;norme, principi,&nbsp;precetti, canoni, direzioni, usanze, linee guida&nbsp;o teorie implicite stia utilizzando.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, il successo della comunicazione dipende:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>dalla capacità di mettere in contatto tra di loro le componenti intraindividuali e sbloccare la comunicazione tra le diverse componenti del soggetto stesso;&nbsp;</li><li>dal grado di consapevolezza acquisita dal soggetto stesso rispetto alla propria cultura, in termini di valori, credenze,&nbsp;schemi,&nbsp;atteggiamenti e altri tratti culturali acquisiti;&nbsp;</li><li>dalla capacità di rimuovere il “rumore di fondo” intrapsichico e attuare una forte&nbsp;<strong>presenza mentale</strong>&nbsp;durante gli&nbsp;incontri e scambi&nbsp;comunicativi.&nbsp;</li></ul>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2020/12/image-3.png?w=658" alt="libro &quot;Parliamoci Chiaro&quot; di Daniele Trevisani" title="libro &quot;Parliamoci Chiaro&quot; di Daniele Trevisani" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph" id="block-fc6101ea-c491-47fd-a999-f990a47060fb">Per approfondimenti vedi:</p>



<ul class="wp-block-list" id="block-a69e90f2-b5fa-429b-8470-d337a51993f5"><li><a href="http://www.amazon.it/Parliamoci-Chiaro-Daniele-Trevisani/dp/8858024095/ref=as_li_ss_tl?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=%E2%80%A2+Parliamoci+Chiaro&amp;qid=1605169606&amp;sr=8-1&amp;linkCode=sl1&amp;tag=danietrevi-21&amp;linkId=10990dc081470bbfe62e187caed95c44&amp;language=it_IT" target="_blank" rel="noopener">Parliamoci Chiaro: il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">www.studiotrevisani.it</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">www.danieletrevisani.it</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">www.danieletrevisani.com</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">www.comunicazioneaziendale.it</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">www.medialab-research.com</a></li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/riconoscere-lirrigidimento-cognitivo-e-la-cultura-come-stato-di-coscienza-per-ottenere-una-comunicazione-efficace/">Riconoscere l&#8217;irrigidimento cognitivo e la cultura come stato di coscienza per ottenere una comunicazione efficace</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Irrigidimento cognitivo e culture come stati di coscienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ginevrabighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 09:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto dal testo &#8220;Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali&#8220;, copyright FrancoAngeli Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell&#8217;autore. __________ Continuiamo a parlare di comunicazione e negoziazione interculturale cercando questa volta di concentrarci sulla percezione di noi stessi per sbloccare le rigidità cognitive e prendere coscienza della nostra personale visione del mondo. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/irrigidimento-cognitivo-e-culture-come-stati-di-coscienza/">Irrigidimento cognitivo e culture come stati di coscienza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo estratto dal testo &#8220;<a href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali</a>&#8220;, copyright FrancoAngeli Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell&#8217;autore.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuiamo a parlare di comunicazione e negoziazione interculturale cercando questa volta di concentrarci sulla percezione di noi stessi per sbloccare le rigidità cognitive e prendere coscienza della nostra personale visione del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La comunicazione interculturale può essere concepita come un contatto tra diversi stati di coscienza, un <strong>ponte tra universi mentali</strong> distanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni cultura mette il soggetto nella condizione di prestare più attenzione a certi aspetti del mondo e di trascurarne o ignorarne altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’ipotesi Sapir-Whorf e gli studi di psicolinguistica, lo stesso linguaggio forma una struttura della realtà e plasma la realtà che vediamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni essere umano percepisce la realtà in modo diverso, per cui (per quanto difficile sia da accettare) non esiste “una realtà” ma più realtà a seconda degli schemi mentali utilizzati per la percezione (<strong><em>multiple reality theory</em></strong>). Dieci persone diverse, in un viaggio comune, daranno dieci resoconti diversi dello stesso viaggio, pur essendo stati esposti agli stessi fenomeni esterni. Un fenomeno esterno (<strong>presunta realtà oggettiva</strong>) non produce automaticamente la stessa esperienza soggettiva del fenomeno (<strong>realtà percettiva</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo per alcuni è inaccettabile, il rifiuto di tale concetto produce rigidità umana e manageriale, conflitti, guerre, disastri economici, e fallimenti aziendali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incomunicabilità nasce persino all’interno dell’individuo stesso, che si trova dissociato tra il proprio Sè cosciente (ad esempio l’identità professionale) e il proprio inconscio (sede dei sogni, aspirazioni, pulsioni ancestrali ed istinti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’individuo che non comunica con se stesso (ad esempio, nel dialogo interiore tra componente razionale, emozioni e istinto animale) ha difficoltà a riconoscere i propri stati emotivi, non capisce alcuni dei suoi comportamenti o non sa darsene una spiegazione, vorrebbe essere in un modo &#8211; es: estroverso, assertivo, tranquillo, integrato, a suo agio, sicuro, flessibile &#8211; e si trova nella condizione opposta, non riuscendo a capire perché.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, l’individuo che “non si conosce” applica regole e schemi culturali senza esserne conscio, agisce senza consapevolezza di quali norme, principi, precetti, canoni, direzioni, usanze, linee guida o teorie implicite stia utilizzando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema della incomunicabilità ha origini sociali. Nel pieno dello sviluppo della propria espressività il bambino e l’adolescente imparano che ad essere sinceri nascono problemi, e che dedicare tempo agli altri è una perdita di risorse. Nascono gli stereotipi, le regole preconfezionate, gli schemi mentali da fluidi diventano rigidi e si consolidano sotto forma di credenze e dogmi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i sistemi educativi formali sostengono l’importanza dell’espressività e della comunicazione, i comportamenti educativi reali insegnano invece esattamente il contrario: chiudersi, difendersi, non lasciarsi andare, essere sospettosi, non far capire come ci si sente “altrimenti gli altri se ne approfittano”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le aziende insegnano questo (regola basilare del “non fidarsi”) tramandata dall’esperienza degli “anziani” d’azienda ai giovani. Accade infatti che nella realtà dell’impresa, l’onestà altrui non sia assolutamente da dare per scontata, le intenzioni nemmeno, e si crei una <strong>condizione di allerta permanente</strong>, un clima di sospetto che permea ogni avvio di relazione e ogni negoziazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo clima ha solide basi nella realtà dei fatti e non è una pura costruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, tale condizione di “allerta” deve diventare una scelta tattica consapevole e non uno stato costante fissato a priori, una “ingessatura inamovibile” o blocco cognitivo che impedisce un confronto. Solo da un confronto aperto e da reali prove comportamentali si potrà capire se la controparte ha intenzioni serie o è affidabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti manager sono invece ingessati in modo inamovibile in una condizione di chiusura e rigidità (<strong>irrigidimento cognitivo</strong>) e questo impedisce loro di negoziare efficacemente. Poco a poco, il blocco delle espressioni esterne diventa incapacità di riconoscere ciò che ci accade all’interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La realtà dei fatti è piena di persone che non riescono a spiegare il proprio bisogno (se si acquista) o il proprio valore (se si vende).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In queste condizioni, il monolite ingessato si trova a fare business, a negoziare, a dover comunicare, esprimersi, a volte persino deve capire gli altri (compito arduo) e ascoltare (compito quasi impossibile), e non ci riesce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste quindi un meta-obiettivo per ogni persona e gruppo: lo <strong>sblocco delle rigidità cognitive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È indispensabile lavorare per riconoscere i propri stereotipi e credenze (o, come affronteremo nel volume sulle tecniche avanzate, i propri “prototipi cognitivi”), agire attivamente per capirli, identificare i propri stati di incomunicabilità, impegnarsi per eliminarla o ridurla, non attendere che la comunicazione migliori passivamente o “per miracolo”, ma impegnarsi in prima persona, come priorità assoluta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2020/11/image.png?w=560" alt="" class="wp-image-80" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondimenti vedi:</p>



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