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	<title>regressione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>regressione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>2.2.	Ricercare una visione ispiratrice per il percorso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 18:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[Principi del Cambiamento (Regie di Cambiamento)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di acquistare un biglietto per una vacanza, occorre decidere il tipo di esperienza che si vuole vivere. È necessario ispirarsi ad una visione, a volte questo significa sognare, guardare oltre, decidere se si desidera viaggiare per far raccolta di fotografie o di emozioni, se stare da soli o in compagnia, e di chi. In &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Prima di acquistare un biglietto per una vacanza, occorre decidere il tipo di esperienza che si vuole vivere. È necessario ispirarsi ad una visione, a volte questo significa sognare, guardare oltre, decidere se si desidera viaggiare per far raccolta di fotografie o di emozioni, se stare da soli o in compagnia, e di chi. In altre parole, serve una visione ispiratrice. Anche nel cambiamento organizzativo siamo di fronte a questa scelta di fondo. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Un meta-modello, una visione ispiratrice che governa i modelli specifici di cui ci occupiamo, è il modello metabolico. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nella nostra prospettiva, ogni soggetto (persona, team o azienda) – impegnato in un percorso di cambiamento – può essere assimilato ad una cellula. Una cellula che “respira” è viva, una cellula chiusa, imprigionata in se stessa, è morta.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il sistema-cellula scambia informazioni o sostanze con l’ambiente esterno muta, evolve, si sforza di far entrare nutrienti, e cerca di espellere cataboliti (materiali di scarto), veleni o sostanze tossiche. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Agire sul cambiamento significa dare impulso a tali dinamiche.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Ogni sistema vivente, piccolo o grande – se desidera vivere – deve continuamente lavorare per mantenere i suoi equilibri interiori in un ambiente che cambia senza sosta. Il funzionamento descritto assomiglia molto a quello di una macchina, o di un’unità biologica, tuttavia la dinamica del cambiamento psicologico, culturale e organizzativo, non è estranea a questi processi.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Diversi approcci alla psicologia, come la Bioenergetica, riconoscono questo tipo di funzionamento:</span></p>
<p class="MsoQuote" style="margin:6pt 17pt;"><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong>&#8230;</strong> un qualsiasi organismo, per quanto complicato, funziona sempre, nel suo insieme, come un’unica cellula. Le funzioni vitali dell’organismo quali l’espansione e la contrazione, la tensione verso l’esterno ed il ritiro in sé o all’indietro, l’assorbimento e l’emissione, sono regolate da quello che è conosciuto come principio del piacere</span></span><a name="_ftnref1" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftn1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In altre parole, il cambiamento positivo cerca di portare tendenzialmente una persona o un sistema verso uno stato di maggiore piacere e soddisfazione (“andare verso”), rifuggendo da dolore e disagio (“allontanarsi da”). </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Questo prototipo di funzionamento generale ha tuttavia delle aberrazioni pratiche e apparentemente illogiche, come la persistenza volontaria in uno stato di disagio, l’assunzione di sostanze (fisiche) o pensieri (mentali) che causano danni all’organismo. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel capitolo sull’omeostasi esamineremo come questi fatti siano da collegare ai meccanismi di regressione verso l’abitudine, il tentativo di mantenere equilibri, anche se precari o dannosi, mosso dalla pulsione umana verso la sedentarietà o dalla difesa del carattere da attacchi esterni. Lottare contro questi <strong>antagonisti del cambiamento</strong>, tra cui la “resistenza” e la regressione, fa parte di un’analisi registica del cambiamento.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">In termini metaforici, possiamo evidenziare in un sistema umano che cambia tre differenti attività prima di tutto mentali, che corrispondono ad altrettante operazioni psicologiche concrete: acquisire, consolidare, espellere.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Nel metodo delle <em>regie</em> il cambiamento è visto come un meccanismo nel quale è necessario far luce su (1) cosa sia bene acquisire, far entrare (2) cosa sia bene mantenere, consolidare e (3) di cosa sia invece opportuno disfarsi, abbandonare, lasciare. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Si tratta del principio di base del metabolismo, la cui sostanza vale in ogni processo di cambiamento personale o aziendale, terapeutico o formativo.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Riepilogando, le tre aree di analisi principali individuate nel “modello metabolico” sono:</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<div style="margin-left:7.1pt;margin-right:0;border:windowtext 1pt solid;padding:1pt 4pt;">
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-14.2pt;margin:0 0 0 14.2pt;padding:0;"><span style="font-size:9pt;font-family:Symbol;"><span>·<span style="font:7pt &quot;">       </span></span></span><strong><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">Zona 1</span></strong><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">: rimuovere, abbandonare, disapprendere, lasciar andare, disfarsi di&#8230;</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-14.2pt;margin:0 0 0 14.2pt;padding:0;"><span style="font-size:9pt;font-family:Symbol;"><span>·<span style="font:7pt &quot;">       </span></span></span><strong><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">Zona 2</span></strong><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">: consolidare, mantenere, aggrapparsi a, rafforzare, ancorarsi a&#8230;</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-indent:-14.2pt;margin:0 0 0 14.2pt;padding:0;"><span style="font-size:9pt;font-family:Symbol;"><span>·<span style="font:7pt &quot;">       </span></span></span><strong><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">Zona 3</span></strong><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">: acquisire, imparare, apprendere, assimilare, far entrare&#8230;</span></p>
</div>
<div>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn1" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;"> AA.VV. (2007), <em>Bioenergetica</em>, in Wikipedia, enciclopedia online (al 4/1/2007).</span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">_____</span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:xx-small;">Articolo tratto dal volume di Daniele Trevisani “Regie di Cambiamento”, FrancoAngeli editore, Milano (2007). Copyright, materiale pubblicato su concessione dell’autore </span><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="color:#36769c;"><span style="font-size:xx-small;">www.studiotrevisani.it</span></span></a><span style="font-size:xx-small;"> &#8211; utilizzabile solo previa citazione della fonte</span></span></p>
</div>
</div>
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		<title>Alchimie tra forze contrapposte: la lotta tra pulsioni di assimilazione, stabilità, rimozione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 18:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1.1.       Alchimie tra forze contrapposte: la lotta tra pulsioni di assimilazione, stabilità, rimozione Il cambiamento positivo è il motore dell’evoluzione e riguarda ogni persona e ogni organizzazione. Il propulsore psicologico può essere un obiettivo da raggiungere, l’orgoglio, volontà, sogni e aspirazioni (motori psicologici positivi), o invece bisogno, sofferenza, necessità di rimuovere uno stato di disagio &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/alchimie-tra-forze-contrapposte-la-lotta-tra-pulsioni-di-assimilazione-stabilita-rimozione/">Alchimie tra forze contrapposte: la lotta tra pulsioni di assimilazione, stabilità, rimozione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="margin:24pt 0 12pt 35.45pt;"><a name="_Toc162349129"></a><a name="_Toc162325289"><span><span><span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">1.1.</span><span style="font:7pt &quot;">       </span></span></span><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Alchimie tra forze contrapposte: la lotta tra pulsioni di assimilazione, stabilità, rimozione</span></span></a></h2>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il cambiamento positivo è il motore dell’evoluzione e riguarda ogni persona e ogni organizzazione. Il propulsore psicologico può essere un obiettivo da raggiungere, l’orgoglio, volontà, sogni e aspirazioni (motori psicologici positivi), o invece bisogno, sofferenza, necessità di rimuovere uno stato di disagio (motori psicologici negativi).</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Chiunque desidera progredire deve mettere in conto un investimento concreto, fatto soprattutto di tempo ed energie mentali, e deve apprendere a ricentrarsi verso le priorità strategiche (<strong>azioni di ricentraggio</strong>). </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Rimanere aperti a nuovi input riguarda indifferentemente la crescita personale, lo sviluppo delle aziende e delle organizzazioni, il mondo del business o quello dello sport. Nelle arti marziali, un Maestro afferma che: </span></p>
<p class="MsoQuote" style="margin:6pt 17pt;"><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">&#8230;il praticante deve cercare sempre lo sviluppo delle sue conoscenze e perfezionarle nel corso della sua evoluzione&#8230; deve vivere in una perpetua situazione di apprendistato durante la sua esistenza, perché le situazioni e i metodi evolvono costantemente</span><a name="_ftnref1" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftn1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;">.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Secondo questa visione, il cambiamento non è quindi un “atto finito”, ma un “atteggiamento di fondo”, un “amore” verso un percorso fatto di ricerca, di curiosità per il nuovo, di attenzione al nuovo, che mette in atto un meccanismo evolutivo costante. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Siamo sempre in qualche forma di “apprendistato” e possiamo sempre imparare qualcosa di nuovo. Tuttavia, ogni mutamento – volontario o subìto – richiede impegno e presenta un costo (tempo, energie, fatica), e molti non desiderano pagarlo o lo posticipano sino all’ultimo. Le conseguenze in questi casi non tardano ad arrivare.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">I “mostri” contro cui lottare sono tanti. Tra questi la <strong>regressione verso l’abitudine</strong>, un meccanismo involontario che porta le persone a “rintanarsi” e rinchiudersi in riti quotidiani – a volte dannosi. Il “drago” prende anche sembianze di “politico”, attua meccanismi volontari quali il <strong>boicottaggio attivo del cambiamento</strong> (cercare di bloccare il processo e gli input esterni) e frena l’evoluzione di un sistema, per puro interesse personale. </span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Abbiamo ancora le resistenze ideologiche, valoriali, o i blocchi che chiunque mette in atto quando sente che altri cercano di attuare un ingresso nel proprio <strong>territorio psicologico</strong>. Ritroviamo ancora il problema delle energie per cambiare, la cui mancanza può frenare anche le migliori intenzioni. Si presenta inoltre il problema della competenza o incompetenza del consulente o formatore, chiamato ad aiutare il processo evolutivo.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli ostacoli possono essere tanti. Questa è solo una breve e incompleta rassegna delle sfide che ci attendono.</span></p>
<div>
<span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"></p>
<hr size="1" /></span></p>
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn1" href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref1" target="_blank" rel="noopener"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;">[1]</span></span></span></span></a><span style="font-size:x-small;font-family:Times New Roman;"> Cohen, Alain (2007), <em>Principi I.D.S. Krav Maga, </em>in <em>Budo International</em>, 1/2007.</span></p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:xx-small;">Articolo tratto dal volume di Daniele Trevisani “Regie di Cambiamento”, FrancoAngeli editore, Milano (2007). Copyright, materiale pubblicato su concessione dell’autore </span><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="color:#36769c;"><span style="font-size:xx-small;">www.studiotrevisani.it</span></span></a><span style="font-size:xx-small;"> &#8211; utilizzabile solo previa citazione della fonte</span></span></p>
</div>
</div>
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