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	<title>memetica aziendale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>memetica aziendale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Memetica aziendale e negoziazione interculturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ginevrabighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 10:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto dal testo &#8220;Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali&#8220;, copyright FrancoAngeli Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell&#8217;autore. __________ nelle prossime pagine ci confronteremo con la definizione di &#8220;Memetica&#8221; e tenteremo di spiegare come essa sia intrinsecamente legata alla cultura aziendale. Essere consapevoli della propria cultura aziendale e personale e di &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo estratto dal testo &#8220;<a href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali</a>&#8220;, copyright FrancoAngeli Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell&#8217;autore.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>



<p class="wp-block-paragraph">nelle prossime pagine ci confronteremo con la definizione di &#8220;Memetica&#8221; e tenteremo di spiegare come essa sia intrinsecamente legata alla cultura aziendale. Essere consapevoli della propria cultura aziendale e personale e di quella altrui è fondamentale per la buona riuscita di qualsiasi negoziazione interculturale, che si concluderà positivamente solo se entrambe le parti si impegneranno a trovare innanzitutto un <em>common ground</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una vita sana (personale ma anche aziendale) richiede consapevolezza di quali credenze, valori o insegnamenti stiamo mettendo in pratica, e soprattutto riconosce il fatto che essi sono stati acquisiti dall’acculturazione, sono stati assimilati dall’ambiente circostante &#8211; dalla famiglia alla scuola alla religione &#8211; sono “entrati” ed il soggetto stesso ne è impregnato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esseri umani sono pieni di “memi”, di tracce mentali, idee, credenze, apprese dagli altri esseri umani (<em>face-to-face</em>) o da fonti mediate. Anche le aziende sono piene di “idee” o “tracce mentali” spesso subìte più che costruite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>memetica</strong> – come nuova disciplina nel panorama delle scienze sociali &#8211; si occupa di come le idee o “memi” si trasmettono da persona a persona, da gruppo a gruppo, al pari di come la genetica si occupa della trasmissione dei geni e dei patrimoni ereditari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non appena due culture si incontrano, scopriamo che i nostri memi sono diversi da quelli altrui, ma in termini “riproduttivi” cerchiamo di replicare i nostri piuttosto che di accettare quelli degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della negoziazione interculturale non c’è solo la questione di chi “abbia ragione” sui dettagli, ma addirittura <strong>il tentativo di far sopravvivere i propri “memi</strong>”, di riprodurre la propria visione delle cose, a volte di imporla. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La negoziazione interculturale non consiste solo in un incontro tra posizioni diverse nei dettagli, ma nello scontro tra soggetti portatori di una “memetica” diversa, di una “genetica culturale” o patrimonio personale diverso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste quindi una prima forte consapevolezza che rende il negoziatore interculturale più efficace: la consapevolezza della propria cultura, dei propri “memi” attivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può accettare di tenere con sè una regola culturale, o si può decidere consapevolmente di tentare di eliminarla dal proprio modo di essere, ma solo dopo avere preso coscienza della sua esistenza (<strong>autodeterminazione culturale</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella comunicazione interculturale è necessario saper eliminare le tossine culturali che impediscono il buon funzionamento del Self, e sapersi aprire all’immissione di nuovi elementi. Il negoziatore interculturale è vivo – come una cellula biologica &#8211; quando aperto al proprio cambiamento e allo scambio con l’ambiente. È morto e produce esiti nefasti quando rifiuta di accettare che le diversità esistono e devono essere capite e analizzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’essere interculturale è altrettanto morto quando non possiede una propria identità, accetta incondizionatamente la “memetica” altrui e rifiuta il proprio patrimonio, disperdendo quanto di buono esso abbia da offrire alla ricchezza della relazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come in molte delle attività umane, un buon esito richiede la capacità di trovare un <strong>equilibrio</strong> <strong>tra</strong> (1) tendenza alla accettazione incondizionata della cultura altrui (<strong>ipocrisia culturale</strong>) e (2) tendenza all’imposizione incondizionata della propria cultura verso l’altro (<strong>imperialismo culturale</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli stati di coscienza alimentano le identità culturali. Essere italiano ed essere stato cresciuto nella cultura italiana produce una visione del mondo assimilabile ad uno stato di coscienza, e alcuni comportamenti – ad esempio sedersi tutti a tavola in famiglia – entrano nella sfera della normalità di quello stato di coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Si tratta di <strong>“memi” diversi che circolano</strong>: “se copi sei furbo” (cultura italiana) vs. “se copi sei un fallito” (cultura americana). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema delle culture è che le loro norme non scritte entrano “senza bussare”, per osmosi, e queste norme diventano tangibili solo quando avviene un contatto con una cultura diversa. Ad esempio, uno studente italiano che offra ad un collega americano di copiare i propri compiti, per renderselo amico, anziché rafforzare un legame verrà additato, rifiutato e relegato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le aziende hanno culture tra loro diverse, così come le aree aziendali (amministrazione, vendite, acquisti, produzione) hanno culture proprie e distinte. A causa della grande varietà di input a cui si è esposti, non esiste una creatura che ragioni con gli stessi identici schemi mentali di un’altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, le persone si trovano a negoziare e a comunicare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Negoziare significa impegnarsi attivamente nella ricerca di una soluzione che soddisfi due o più interlocutori che partono da posizioni &nbsp;culturalmente diverse, facendo emergere (1) le differenze latenti e (2) le basi comuni su cui poggiare.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo negoziando mentre trattiamo un prezzo o un acquisto – e questo è evidente &#8211; ma anche mentre si discute su quale film vedere (sentimentale o d’azione), o cosa fare nel weekend o in vacanza (mare, montagna, riposo, lavoro, visite familiari, sport) partendo da gusti e preferenze diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una famiglia, una negoziazione su “quale vacanza fare” sarà ampiamente improduttiva se parte dalla discussione di specifici dettagli quale il nome dell’albergo o della località, e non si addentra – prima di tutto – sulla ricerca del <em>common ground</em> esperienziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Anche tra aziende, è inopportuno e rischioso avviare una negoziazione sui dettagli (prezzo, ore, date, luoghi) senza aver definito quale tipo di relazione si desidera (anche solo “desidera”, non necessariamente “impone”). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2020/11/image-1.png?w=560" alt="" class="wp-image-95" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondimenti vedi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank">https://amzn.to/3nnZued</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.com</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.medialab-research.com" target="_blank" rel="noopener">www.medialab-research.com</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/memetica-aziendale-e-negoziazione-interculturale/">Memetica aziendale e negoziazione interculturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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