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	<title>COMCOND &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>COMCOND &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Continuum tra differenze e similarità di codici e visioni del mondo nella comunicazione interculturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 13:18:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto dal testo “Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali“, copyright FrancoAngeli Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell’autore. __________ Comunicazione interculturale. Un mondo da scoprire La comunicazione interculturale ci chiede di occuparci di cosa renda diverse le persone che comunicano tra loro e di come queste differenze incidano sul processo comunicativo. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/continuum-tra-differenze-e-similarita-di-codici-e-visioni-del-mondo-nella-comunicazione-interculturale/">Continuum tra differenze e similarità di codici e visioni del mondo nella comunicazione interculturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Articolo estratto dal testo “<a href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali</a>“, copyright FrancoAngeli Editore e Daniele Trevisani, pubblicato con il permesso dell’autore.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>
<h2>Comunicazione interculturale. Un mondo da scoprire</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La comunicazione interculturale ci chiede di occuparci di cosa renda diverse le persone che comunicano tra loro e di come queste differenze incidano sul processo comunicativo.</strong></p>
<p>Sempre ricollegandoci al metodo T2V, nelle prossime righe osserveremo come la variabilità nel tempo e nello spazio delle differenze e delle similarità tra codici e visioni del mondo nella comunicazione interculturale, impedisca l&#8217;irrigidimento in quattro quadranti dei COMSITS e apra le porte ad una visione più fluida rappresentata da una nuova scala di misurazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esattezza dello scambio dell’informazione può essere migliorata riducendo la distanza lungo la dimensione “codice”, il che equivale alla riduzione della distanza linguistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217; accordo invece può essere migliorato con la diminuzione del grado differenza fra comunicatori nei valori, miti, credenze, atteggiamenti e ideologie &#8211; differenze che possono avere conseguenze negative nel processo di comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello 2V può essere uno strumento utile per analizzare i tipi ipotetici di comunicazioni. Tuttavia, il codice e le dimensioni di visione del mondo dovrebbero essere considerati non sempre completamente differenti o completamente uguali, in quanto variando lungo un continuum di differenze/similarità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa scala delle differenze nella comunicazione, riteniamo che le estremità dei due continuum (i COMSITS presentati) rappresentino soltanto i punti ipotetici e che nessun evento reale di comunicazione può essere situato in uno dei  quattro COMSITS “puri”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In modo visivo, questo concetto di “gradualità” nelle differenze può essere rappresentato cancellando le separazioni fra i 4 quadranti ed inserendo piuttosto una scala di misurazione (<em>rating scale</em>):</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-473" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2020/11/image-19.png?w=354" alt="comunicazione interculturale - matrice codice visione del mondo" width="354" height="259" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo quindi i 4 assiomi da cui dipende l&#8217;ipotesi sottostante:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>COMCOND 1) impossibilità di avere un codice di comunicazione completamente uguale tra due individui;</li>
<li>COMCOND 2) impossibilità di avere una  visione del mondo completamente uguale tra due individui;</li>
<li>COMCOND 3) impossibilità di avere un codice di comunicazione completamente differente tra due individui;</li>
<li>COMCOND 4) impossibilità di avere una visione del mondo completamente differente tra due individui.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune prospettive di ricerca sulla comunicazione sostengono l&#8217;ipotesi che i codici genetici che regolano i fondamenti biologici della comunicazione non verbale e paralinguistica sono simili per ogni essere umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esseri umani, come primati, condividono sempre un determinato grado di somiglianza e sono in grado di codificare e decodificare segni e segnali in alcune circostanze (es: un’aggressione fisica) senza differenze tra culture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, la capacità di interpretazione del comportamento umano aumenta in situazioni nelle quali i codici culturali sono meno rilevanti e i codici biologici prendono il sopravvento, come quelle situazioni che riguardano la sopravvivenza (aggressione) e altri comportamenti più istintivi (come cibarsi o nel sesso).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In altre parole persone di differente cultura o creature appartenenti a differenti specie hanno l’abilità di percepire il comportamento aggressivo o amicale non verbale di un membro di un’altra cultura o specie, mentre comportamenti più culturali saranno meno interpretabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vincoli biologici egualmente hanno un&#8217;influenza sull&#8217;impossibilità di avere una completa differenza nella visione del mondo (COMCOND 4).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni essere umano condivide a livello basilare ed istintuale la tendenza a riprodurre la specie, il tentativo di non morire di fame o di freddo, la protezione dei figli, ed in genere i comportamenti degli esseri viventi biologicamente evoluti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che abbiamo in comune biologicamente come essere umani quindi è largamente superiore a quello che ci divide culturalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le tecniche di empatia (apprendere a capire la visione del mondo altrui) e una maggiore attenzione all’ottimizzazione dei codici di comunicazione possono dare un’enorme contributo allo sviluppo della comunicazione interculturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il miglioramento della comunicazione interculturale, a sua volta, genera un impulso enorme alla realizzazione di progetti di sviluppo comuni tra stati, culture e paesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il comportamento umano è determinato da due tipi di forze: dal <strong>condizionamento culturale</strong> (ontogenetico, appreso durante la crescita) e dal <strong>condizionamento biologico</strong> ereditario (filogenetico, ricevuto dal DNA), e gli apprendimenti ontogenetici (culturali) si innestano sempre su una base filogenetica, che costituisce il nostro patrimonio comune, e nessuna cultura potrà mai scalfire, ma tuttalpiù potrà coprire, far dimenticare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, l&#8217;impossibilità di codice completamente uguale deriva dalla grande <strong>profondità e varietà semantica</strong> dei segni (il campo semantico é l&#8217;estensione e la gamma dei possibili significati di un segno).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il significato attribuito ai segni non è un elemento stabile o “dato”, ma è frutto di un accordo simbolico tra individui, è il prodotto cioè della socializzazione e di accordi interpersonali e intergruppo, ma la socializzazione varia in continuazione nel tempo, nello spazio, e tra individuo e individuo, gruppo e gruppo, e quindi variano continuamente anche i significati dei segni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò avviene, e spesso inconsciamente, all&#8217;interno delle aziende. L’errore si determina quanto viene dato per scontato che l&#8217;interlocutore dell&#8217;azienda controparte possieda un codice condiviso. Questo problema richiede un grande lavoro di <strong>metacomunicazione</strong>, quella attività comunicativa che serve per spiegare il significato attribuito ai segni emessi e verificare l&#8217;esattezza del significato percepito nei segni ricevuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interferenze della comunicazione dovute al codice e linguaggio hanno luogo quando i comunicatori non possiedono un codice adeguatamente condiviso, e si verificano fraintendimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore esito del codice/linguaggio diverso si evidenzia nella mancanza di chiarezza e precisione, ove uno o più dei partecipanti alla conversazione utilizzano repertori burocratici e/o linguaggi imprecisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello 2V può essere usato per visualizzare l’andamento di un rapporto e del suo grado di incomunicabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Data una distanza tra soggetti al tempo 1 (t1), possiamo valutare come questa distanza aumenti o diminuisca in termini di visione del modo e di codice comunicativo (t2) e misurare ancora la situazione in altri momenti del tempo (t3), (t4):</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-481" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2020/11/immagine-2020-11-28-125150.png?w=583" alt="" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso mostrato evidenzia un rapporto distinto dai seguenti tempi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>T1: il rapporto parte con una media condivisione di codice e di visione del mondo;</li>
<li>T2: dopo un primo confronto, i due soggetti iniziano a ridurre le distanze comunicative linguistiche, diminuisce la distanza dovuta all’incomprensione dei termini e al vocabolario scarsamente condiviso, diversi termini prima incomprensibili vengono spiegati. Questo però genera una possibilità di capire meglio di prima che le visioni del mondo. Si scopre quindi che le ideologie e valori di fondo sono più diversi di quanto si pensasse, e pertanto aumenta la distanza sulla variabile ideologico-valoriale;</li>
<li>T3: Dopo un confronto più serrato sui valori di fondo, vengono scoperte nuove aree di comunalità e interessi comuni, anche il linguaggio comune si fa più ricco e articolato di termini e concetti condivisi.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa curva rappresenta una semplice ipotesi, una delle tante possibilità che esistono nel mondo delle relazioni. È anche possibile infatti che accadano allontanamenti e aumenti di distanze, e nascano conflitti sempre più forti.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" class="wp-image-237" title="libro &quot;Negoziazione Interculturale&quot; di Daniele Trevisani" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2020/11/image-9.png?w=560" alt="libro &quot;Negoziazione Interculturale&quot; di Daniele Trevisani" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per approfondimenti vedi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://amzn.to/3nnZued" target="_blank" rel="noopener">https://amzn.to/3nnZued</a></li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.studiotrevisani.it</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.danieletrevisani.it</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.danieletrevisani.com</a></li>
<li><a href="http://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.medialab-research.com</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/continuum-tra-differenze-e-similarita-di-codici-e-visioni-del-mondo-nella-comunicazione-interculturale/">Continuum tra differenze e similarità di codici e visioni del mondo nella comunicazione interculturale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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