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	<title>ancoraggi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>ancoraggi &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Le &#8220;Domande Potenti&#8221; nel Coaching. Articolo dal testo &#8220;Il Potenziale Umano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2019 09:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal libro “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance” Le tre zone del cambiamento Zona 1. La zona del disapprendimento e del distanziamento: Unlearning Di cosa vuoi liberarti? Da cosa vuoi ripulirti? Di cosa vuoi ridurre la valenza nella tua vita? Che cosa vuoi che abbia meno &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/01/2009-Il-Potenziale-Umano.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-10988 size-medium alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/01/2009-Il-Potenziale-Umano.jpg?w=201" alt="" width="201" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/01/2009-Il-Potenziale-Umano.jpg 560w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/01/2009-Il-Potenziale-Umano-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 201px) 100vw, 201px" /></a>Dal libro “<a href="https://amzn.to/2OB7SHn" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”</h1>
<p><strong>Le tre zone del cambiamento</strong></p>
<p><strong>Zona 1. La zona del disapprendimento e del distanziamento: Unlearning</strong></p>
<ul>
<li>Di cosa vuoi liberarti?</li>
<li>Da cosa vuoi ripulirti?</li>
<li>Di cosa vuoi ridurre la valenza nella tua vita?</li>
<li>Che cosa vuoi che abbia meno peso nella tua vita?</li>
<li>Di cosa vuoi fare pulizia nella tua vita?</li>
<li>Quali sono i virus mentali che sarebbe bene rimuovere?</li>
<li>Io voglio fare la pulizia nella mia mente, di che cosa?</li>
<li>Di che cosa vuoi ridurre la valenza?</li>
<li>Cosa vuoi che conti meno nella tua vita?</li>
<li>Di cosa vorresti alleggerirti?</li>
<li>Cos’è che ti farebbe sentire un po’ più leggero?</li>
<li>Quali cose buone vorresti far entrare nella tua vita?</li>
</ul>
<p><strong>Zona 2. La zona del consolidamento e gli ancoraggi</strong></p>
<ul>
<li>Cos’è che di me non vorrei far cambiare?</li>
<li>Cosa vuoi consolidare?</li>
<li>Cosa vorresti trattenere di te in un cambiamento?</li>
<li>Cosa non vorresti che ti togliessero di te, del tuo modo di essere?</li>
<li>A quali lati di te sei affezionato e tieni particolarmente?</li>
<li>A cosa tieni particolarmente di buono nel tuo carattere o delle tue abitudini?</li>
</ul>
<p><strong>Zona 3. La zona dell’apprendimento, delle osmosi in ingresso</strong></p>
<ul>
<li>Che cosa vuoi far entrare nella tua vita?</li>
<li>Cosa ti piacerebbe apprendere, o cosa hai bisogno di apprendere?</li>
<li>Cosa ti piacerebbe lasciare entrare nella tua vita?</li>
<li>A che possibilità vorresti aprirti?</li>
<li>Quali competenze vorresti acquisire per i tuoi progetti professionali o di vita?</li>
<li>Se potessi scegliere, cosa ti piacerebbe assorbire di buono dal mondo esterno?</li>
<li>Di cosa vorresti essere un ricercatore attivo, cosa cercheresti?</li>
<li>Cosa stimola la tua curiosità?</li>
<li>Quali credenze pensi ti faccia bene inserire tra le tue credenze preesistenti?</li>
<li>Quali abitudini ti piacerebbe acquisire o far rientrare tra le tue abitudini</li>
<li>Cosa ti piacerebbe assimilare da persone che conosci o che hai visto in tv o al cinema, o da un certo personaggio?</li>
</ul>
<p><strong>Le domande presentate si ispirano al &#8220;Principio metabolico&#8221; esposto nei testi Regie di Cambiamento e Il Potenziale Umano, che inquadra queste tre aree per l&#8217;Optimal Functioning (funzionamento ottimale) della persona<br />
</strong></p>
<ul>
<li>Espellere cataboliti, sostanze di scarto, sia organiche che mentali o memetiche. Unlearning di competenze diventate obsolete</li>
<li>Definire il proprio confine (confine cellulare, confine di ruolo, confine personale)</li>
<li>Acquisire sostanze e nutrimenti, assimilazione sia di sostanze organiche e fisiche, che di idee, concetti, memi, conoscenze, acquisizione di competenze</li>
</ul>
<p>Copyrigh, Dal libro “<a href="https://amzn.to/2OB7SHn" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Psicologia della motivazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 11:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Il Potenziale Umano - Cap.2]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
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		<category><![CDATA[progetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autore: Daniele Trevisani. Estratto dal volume &#8220;Il Potenziale Umano&#8220;, Franco Angeli editore, Milano, 2009, Copyright 2.4. Ricerca dei drivers motivazionali Come si può notare, il tema esistenziale (meaninglessness vs. ricerca dei significati) è centrale non solo per il fronte psicoenergetico, ma anche per la costruzione di una Vision e di una progettualità. Perché questo? Perché la &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a>. Estratto dal volume &#8220;<a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm2/">Il Potenziale Umano</a>&#8220;, Franco Angeli editore, Milano, 2009, Copyright</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/1783861.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="1783861" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/1783861.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bld063676.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="BLD063676" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bld063676.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bxp2454142.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="bxp245414" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bxp2454142.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bn2290051.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="bn229005" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bn2290051.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/k12156351.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="k1215635" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/k12156351.jpg?w=150" alt="" width="150" height="102" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/u121572891.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="u12157289" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/u121572891.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a></p>
<h2>2.4. Ricerca dei <em>drivers</em> motivazionali</h2>
<p>Come si può notare, il tema esistenziale (<em>meaninglessness</em> vs. ricerca dei significati) è centrale non solo per il fronte psicoenergetico, ma anche per la costruzione di una Vision e di una progettualità.</p>
<p>Perché questo? Perché la mancanza di un senso può produrre effetti devastanti, dalla carenza di scopi personali al senso di inutilità dell’agire, sino a bloccare la ricerca di nuovi orizzonti esterni (ricerca esteriore) o interni (ricerca interiore). La mancanza di senso produce il limitarsi delle energie mentali alla pura sopravvivenza, e spesso nemmeno a quella.</p>
<p>Kinnier e altri autori individuano dieci credenze dominanti che fungono da ancoraggi o interpretazioni della vita<a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a>:</p>
<p>1. La vita è gioire della vita e vivere l’esperienza della vita</p>
<p>2. la vita è amare, aiutare, servire gli altri</p>
<p>3. La vita è un mistero</p>
<p>4. La vita è senza significato                      </p>
<p>5. La vita è servire Dio e prepararsi all’aldilà</p>
<p>6. La vita è fatica</p>
<p>7. La vita è contribuire a qualcosa più grande di noi stessi</p>
<p>8. La vita è auto-realizzarsi</p>
<p>9. Ognuno deve creare da solo un senso personale della vita</p>
<p>10. La vita è assurda o è uno scherzo.</p>
<p>Ciascuno di questi <em>driver</em> (motori profondi) interagisce con la cultura individuale e con la propria personalità.</p>
<p>In un soggetto possono scatenare una forte produzione psicoenergetica alcuni di questi (es.: 1, 2, 7, 8) mentre altri sono in grado di distruggere o minare la sua voglia di vivere (10, 6, 4), e per ciascuno esistono sfumature diverse. Naturalmente, ogni analisi vale nel tempo in cui è svolta, e il quadro può cambiare, anzi, deve cambiare in seguito ad un buon coaching o ad una formazione di qualità, in cui la revisione di priorità è risultato positivo e ricercato. Purtroppo, sul piano della relazione con se stessi, non conoscere quali sono i driver che ci attivano, è una lacuna gigantesca.</p>
<p>Ogni coach professionale deve localizzare quali sono i driver del cliente o del team in grado di accrescerne le energie mentali, e riuscire inoltre nell’operazione difficoltosa di inserire nuovi <em>driver</em> all’interno dei costrutti mentali già esistenti.</p>
<p>Questa operazione di arricchimento delle fonti di energia psicologica e motivazionale è di straordinario interesse e notevole complessità tecnica.</p>
<p>Operazioni di arricchimento sono possibili su più piani.</p>
<p>Es.: Per un atleta&#8230; tu non gareggi più solo per i soldi che guadagni ma anche per&#8230; un contributo ad una causa, per scoprire i tuoi limiti, per dimostrare chi sei, per riscattarti da quello che eri&#8230;</p>
<p>Per un praticante di fitness&#8230; tu non ti alleni più per dimagrire, il grasso e la pancia sono i falsi nemici, il tuo nemico vero è la noia, l’apatia, la tristezza, la vita dimezzata di uno che vive in catalessi nella pigrizia&#8230;</p>
<p>Per un operatore sociale&#8230; tu non stai accudendo un anziano, stai dando un senso alla tua esistenza&#8230;</p>
<p>Per un agonista&#8230;voglio che quando esci dal campo tu sia orgoglioso di come hai giocato, non dei punti che hai fatto&#8230;</p>
<p>Per un manager&#8230; voglio che, quando qualcuno ti chiede cosa hai fatto quest’anno nella tua zona, tu possa dire “ho costruito una buona squadra, ne sono orgoglioso”&#8230;</p>
<p>Per un ricercatore&#8230; tu scrivi, ma ricordati&#8230; non stai facendo una pubblicazione, a nessuno frega niente della tua pubblicazione, se non stai facendo qualcosa che serve veramente agli altri più che a te, stai sprecando tempo&#8230; se non è qualcosa di cui essere orgoglioso fai a meno&#8230; allora, cosa vuoi fare&#8230;?</p>
<hr size="1" /><a href="http://studiotrevisani.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a> Kinnier, Richard T., Kernes, Jerry L., Tribbensee, N., Van Puymbroeck, Ch. M. (2003), <em>What Eminent People Have Said About The Meaning Of Life</em>, Journal of Humanistic Psychology, Vol. 43, No. 1, Winter.</p>
<div>
<p>______</p>
<p>Copyright, Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore, dal volume di Daniele Trevisani &#8220;<a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm2/">Il Potenziale Umano</a>&#8220;, Franco Angeli editore, Milano.2009. Pubblicato con il contributo editoriale di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Studio Trevisani Communication Research, Formazione e Coaching</a>.</p>
</div>
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		<title>Indecisione, decisione, e fari</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 20:27:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;ho attraversato anch&#8217;io momenti di indecisione, se devo dirtela tutta, non mi sono ancora passati&#8230; ogni giorno ho qualche indecisione, e penso veramente ci serva un faro. Se hai un faro le indecisioni sono meno dure e la luce si fa più chiara. Il mio faro è sempre stato la voglia di conoscenza&#8230; la sete &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ho attraversato anch&#8217;io momenti di indecisione, se devo dirtela tutta, non mi sono ancora passati&#8230; ogni giorno ho qualche indecisione, e penso veramente ci serva un faro. Se hai un faro le indecisioni sono meno dure e la luce si fa più chiara. Il mio faro è sempre stato la voglia di conoscenza&#8230; la sete di conoscenza può essere il tuo faro primario, e la voglia di sperimentare il faro secondario. Lo studio è solo un momento di un percorso di vita in cui ci si chiede sempre cosa si vuole fare, ma senza lo studio ogni domanda è vana, il nostro fine ultimo di esseri umani è la ricerca.. la ricerca interiore, la ricerca spirituale, la ricerca di chi siamo&#8230; studiare serve in fin dei conti proprio a questo&#8230;</p>
<p>Daniele Trevisani</p>
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		<title>Indecisione, decisone, e fari</title>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;ho attraversato anch&#8217;io momenti di indecisione, se devo dirtela tutta, non mi sono ancora passati&#8230; ogni giorno ho qualche indecisione, e penso veramente ci serva un faro. Se hai un faro le indecisioni sono meno dure e la luce si fa più chiara. Il mio faro è sempre stato la voglia di conoscenza&#8230; la sete &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ho attraversato anch&#8217;io momenti di indecisione, se devo dirtela tutta, non mi sono ancora passati&#8230; ogni giorno ho qualche indecisione, e penso veramente ci serva un faro. Se hai un faro le indecisioni sono meno dure e la luce si fa più chiara. Il mio faro è sempre stato la voglia di conoscenza&#8230; la sete di conoscenza può essere il tuo faro primario, e la voglia di sperimentare il faro secondario. Lo studio è solo un momento di un percorso di vita in cui ci si chiede sempre cosa si vuole fare, ma senza lo studio ogni domanda è vana, il nostro fine ultimo di esseri umani è la ricerca.. la ricerca interiore, la ricerca spirituale, la ricerca di chi siamo&#8230; studiare serve in fin dei conti proprio a questo&#8230;</p>
<p>Daniele Trevisani</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/indecisione-decisone-e-fari-2/">Indecisione, decisone, e fari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Principio 1 – Principio metabolico</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 19:06:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Principio 1 – Principio metabolico Il cambiamento positivo viene favorito dalle seguenti operazioni: ·         acquisizione: riuscire ad identificare e riconoscere il bisogno di imparare, le acquisizioni importanti, ciò che si deve apprendere, assimilare, far entrare, per avvicinarsi all’obiettivo. L’obiettivo può essere qualsiasi target di cambiamento che si collega all’efficienza o ad un percorso autorealizzativo – &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:windowtext 1pt solid;margin-left:5.65pt;border-left:windowtext 1pt solid;margin-right:5.65pt;border-bottom:medium none;padding:1pt 4pt 0;">
<p class="Principio" style="margin:12pt 0 3pt 70.9pt;"><strong><span style="font-size:small;font-family:Arial;">Principio <span>1</span> – Principio metabolico</span></strong></p>
</div>
<div style="border-right:windowtext 1pt solid;border-top:medium none;margin-left:5.65pt;border-left:windowtext 1pt solid;margin-right:5.65pt;border-bottom:windowtext 1pt solid;padding:0 4pt 1pt;">
<p class="testobordatoprincipio" style="text-indent:0;margin:2pt 0 0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">Il cambiamento positivo viene <strong>favorito</strong> dalle seguenti operazioni:</span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="margin:2pt 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:x-small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>acquisizione</strong>: riuscire ad identificare e riconoscere il bisogno di imparare, le acquisizioni importanti, ciò che si deve apprendere, assimilare, far entrare, per avvicinarsi all’obiettivo. L’obiettivo può essere qualsiasi target di cambiamento che si collega all’efficienza o ad un percorso autorealizzativo – immagine di sè ideale, organizzazione ideale o migliore, incremento della serenità o del senso di efficacia, della potenza personale o del sistema, della resistenza o resilienza, della capacità di <em>problem solving</em>, o qualsiasi altro traguardo;</span></span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="margin:2pt 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:x-small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>consolidamento</strong>: è necessario identificare quali sono i punti di ancoraggio (valori, credenze, pensieri, comportamenti) che il soggetto o sistema vuole consolidare e far diventare riferimenti solidi;</span></span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="margin:2pt 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:x-small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Arial;"><strong>rimozione</strong>: è necessario identificare e riconoscere ciò che sia importante cedere, rimuovere, abbandonare, cosa sia importante eliminare, ripulire, cosa disapprendere, cosa lasciar andare, di cosa disfarsi (identificazione dei cataboliti e degli elementi da espellere dal sistema).</span></span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="text-indent:0;margin:2pt 0 0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="text-indent:0;margin:2pt 0 0;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">Il cambiamento viene <strong>bloccato</strong> o ostacolato da:</span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="margin:2pt 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:x-small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">perdita di riferimento o incapacità nel capire cosa si debba acquisire, apprendere, far entrare (mancato riconoscimento dei target, dei “nutrienti” o ingredienti necessari per produrre il cambiamento);</span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="margin:2pt 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:x-small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">focalizzazione sulla sola fase acquisitiva, senza identificare e riconoscere ciò che si deve abbandonare, disapprendere, rinunciare, lasciare dietro di sè (processi mentali, cataboliti mentali o scorie psicologiche, comportamenti, stereotipi, abitudini controproducenti);</span></p>
<p class="testobordatoprincipio" style="margin:2pt 0 0 17.85pt;"><span style="font-family:Symbol;"><span><span style="font-size:x-small;">·</span><span style="font:7pt &quot;">         </span></span></span><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;">perdita di ancoraggi fondamentali e indispensabili negli equilibri della persona o dell’organizzazione, mancanza di ancoraggi forti o punti di stabilità.</span></p>
</div>
<p>Articolo tratto dal volume di Daniele Trevisani “Regie di Cambiamento”, FrancoAngeli editore, Milano (2007). Copyright, materiale pubblicato su concessione dell’autore <a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="color:#36769c;">www.studiotrevisani.it</span></a> &#8211; utilizzabile solo previa citazione della fonte.</p>
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