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	<title>abitudine &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Capacità di percezione e discriminazione delle tipologie di fatica, dolore, sforzo allenante</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2022 10:26:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di Daniele Trevisani “Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance”. Franco Angeli editore, Milano. “No pain, no gain” Accanto alla abilità di trasformazione del vissuto del dolore, e gestione delle proprie forze, troviamo la capacità di percepire finemente il &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/capacita-di-percezione-e-discriminazione-delle-tipologie-di-fatica-dolore-sforzo-allenante/">Capacità di percezione e discriminazione delle tipologie di fatica, dolore, sforzo allenante</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><a>Articolo estratto con il permesso dell’autore dal testo di </a><a href="https://www.studiotrevisani.it">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3HpVpko" target="_blank" rel="noopener">Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“No pain, no gain”</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla abilità di trasformazione del vissuto del dolore, e gestione delle proprie forze, troviamo la capacità di percepire finemente il tipo di dolore o fatica in corso e distinguerne le tipologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore (negativo) di una articolazione infiammata è completamente diverso dal dolore di un muscolo in fase di allenamento intenso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuare ad allenare un articolazione infiammata è distruttivo, avere questo tipo di dolore non è un obiettivo, è il dolore che porta alla distruzione. Il dolore muscolare positivo ha una sua riconoscibilità. L’atleta viene allenato e apprende a distinguere diversi tipi di dolore, quello che si accompagna ad un trauma, quello da fatica (es. acido lattico) e quello che fa crescere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso vale per la fatica mentale, la fatica che distrugge e quella che fa crescere hanno colori diversi e bisogna imparare a riconoscerle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste un dolore mentale legato al cambiamento di abitudini, e la psicoterapia porta spesso a momenti di dolore legato ad uno stacco dalle proprie abitudini consolidate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lo studio può portare fatica ma successivo appagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore e la fatica possono anche riguardare l’intero corpo, e non zone specifiche, come in sport completi quali la boxe, il nuoto, il tennis e altri. Il senso generale di affaticamento pervade tutto il corpo. Vivere entro questo stato e continuare a lavorare entro lo stato è una competenza mentale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2022/05/nopainnogain.jpg?w=919" alt="" class="wp-image-686" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La crescita di un bodybuilder si costruisce proprio tramite esaurimenti programmati. Avviene unicamente quando il muscolo viene portato ad esaurire le proprie energie sino (o vicino) al punto di cedimento, il punto in cui non si riesce più a muovere un certo carico allenante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo sfinimento programmatico produce dolore, e il recupero successivo produce crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un celebre motto del pluricampione del mondo Arnold Schwarzenegger, in campo agonistico, recita “<em>no pain, no gain</em>”, cioè senza dolore non c’è crescita. Messaggio utile in alcune fasi di preparazione, ma pericoloso se applicato da incoscienti o preso come religione di vita da applicare in ogni campo e momento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione: il fattore di crescita non è il dolore in sé. Non è il dolore a far crescere, ma il tipo di lavoro e di sforzo intenso necessario. Spesso questo sforzo si accompagna a stati dolorosi, soprattutto nella parte finale degli esercizi. Un coaching di qualità deve anche lavorare sulle <em>training experience</em>, le esperienze e sensazioni allenanti, e far capire il valore e il piacere che si può legare a questi momenti di fatica in cui però si genera crescita.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>modello</li><li>metodo HPM</li><li>visione</li><li>valori</li><li>potenziale umano</li><li>autorealizzazione</li><li>crescita personale</li><li>potenziale personale</li><li>crescita e sviluppo</li><li>aspirazioni</li><li>sogni</li><li>desideri</li><li>orientamento</li><li>viaggio interiore</li><li>scoperta di sè</li><li>introspezione</li><li>smart goals</li><li>capacità di percezione</li><li>percezione</li><li>discriminazione</li><li>fatica</li><li>dolore</li><li>sforzo</li><li>gestione della forza</li><li>abilità di trasformazione</li><li>tipi di dolore</li><li>trauma</li><li>fatica mentale</li><li>abitudine</li><li>affaticamento mentale</li><li>affaticamento corporeo</li><li>no pain</li><li>no gain</li><li>training experience</li><li>Potenziale Umano Veneto</li><li>Mental Coach</li><li>Formazione aziendale</li><li>formazione assistenti sociali</li><li>formazione educatori supervisione</li></ul>
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		<title>Il potere delle abitudini. Come si formano, quanto ci condizionano, come cambiarle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 May 2021 09:43:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Libro di  Charles Duhigg &#8211;  Scheda su Amazon per l&#8217;acquisto Il potere delle abitudini La maggior parte delle scelte che compiamo ogni giorno non sono frutto di riflessioni consapevoli bensì di abitudini. E benché, singolarmente, non abbiano grande significato, nel loro complesso le abitudini influenzano enormemente la nostra salute, il nostro lavoro, la nostra situazione economica &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-potere-delle-abitudini-come-si-formano-quanto-ci-condizionano-come-cambiarle/">Il potere delle abitudini. Come si formano, quanto ci condizionano, come cambiarle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-25769 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/05/il-potere-delle-abitudini.jpg" alt="il potere delle abitudini" width="221" height="339" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/05/il-potere-delle-abitudini.jpg 221w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/05/il-potere-delle-abitudini-196x300.jpg 196w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/05/il-potere-delle-abitudini-175x268.jpg 175w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" />Libro di  Charles Duhigg &#8211;  <a href="https://amzn.to/2SlVe4B" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scheda su Amazon per l&#8217;acquisto</a></p>
<h2>Il potere delle abitudini</h2>
<p>La maggior parte delle scelte che compiamo ogni giorno non sono frutto di riflessioni consapevoli bensì di abitudini. E benché, singolarmente, non abbiano grande significato, nel loro complesso le abitudini influenzano enormemente la nostra salute, il nostro lavoro, la nostra situazione economica e la nostra felicità. Da secoli gli uomini studiano le abitudini, ma è solo negli ultimi anni che la neurologia, la psicologia, la sociologia e gli esperti di marketing hanno realmente iniziato a capire in che modo funzionano. Questo libro indaga la formazione delle abitudini sia a livello individuale sia collettivo, nelle aziende e nelle istituzioni. La buona notizia è che le abitudini non sono un destino: si possono ignorare, cambiare, sostituire o&#8230; mantenere. Charles Duhigg ci spiega come! Già pubblicato con il titolo: &#8220;La dittatura delle abitudini. Come si formano, quanto ci condizionano, come cambiarle&#8221;.</p>
<p>Approfondimento sulle Abitudini, fonte Wikipedia</p>
<h1 id="firstHeading" class="firstHeading">Abitudine</h1>
<div id="bodyContent">
<p><a class="mw-jump-link" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#mw-head" target="_blank" rel="noopener">Jump to navigation</a><a class="mw-jump-link" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#searchInput" target="_blank" rel="noopener">Jump to search</a></p>
<div id="mw-content-text" class="mw-body-content mw-content-ltr" dir="ltr" lang="it">
<div class="mw-parser-output">
<p>L&#8217;<b>abitudine</b> (dal <a title="Lingua latina" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina" target="_blank" rel="noopener">latino</a> <i>habitudo</i>, <i>habitudinis</i>, struttura fisica o morale) è la disposizione o attitudine acquisita mediante un&#8217;<a title="Esperienza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esperienza" target="_blank" rel="noopener">esperienza</a> ripetuta. Questa disposizione è insita nel <a title="Comportamento" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comportamento" target="_blank" rel="noopener">comportamento</a> degli esseri <a class="mw-redirect" title="Homo sapiens sapiens" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_sapiens_sapiens" target="_blank" rel="noopener">umani</a> e degli <a class="mw-redirect" title="" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Animali" target="_blank" rel="noopener">animali</a>. È stata alla base della scoperta del <a title="Rito dell&#039;abitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rito_dell%27abitudine" target="_blank" rel="noopener">rito dell&#8217;abitudine</a>.</p>
<div id="toc" class="toc" role="navigation" aria-labelledby="mw-toc-heading">
<div class="toctitle" dir="ltr" lang="it">
<h2 id="mw-toc-heading">Indice</h2>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<ul>
<li class="toclevel-1 tocsection-1"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#L&#039;abitudine_in_fisiologia_e_psicologia" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">1</span><span class="toctext">L&#8217;abitudine in fisiologia e psicologia</span></a>
<ul>
<li class="toclevel-2 tocsection-2"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Cattive_abitudini" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">1.1</span><span class="toctext">Cattive abitudini</span></a></li>
<li class="toclevel-2 tocsection-3"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Buone_abitudini" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">1.2</span><span class="toctext">Buone abitudini</span></a></li>
</ul>
</li>
<li class="toclevel-1 tocsection-4"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#L&#039;abitudine_nella_filosofia" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">2</span><span class="toctext">L&#8217;abitudine nella filosofia</span></a></li>
<li class="toclevel-1 tocsection-5"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Il_peccato_d&#039;abitudine" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">3</span><span class="toctext">Il peccato d&#8217;abitudine</span></a></li>
<li class="toclevel-1 tocsection-6"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Modi_di_dire" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">4</span><span class="toctext">Modi di dire</span></a></li>
<li class="toclevel-1 tocsection-7"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Note" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">5</span><span class="toctext">Note</span></a></li>
<li class="toclevel-1 tocsection-8"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Voci_correlate" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">6</span><span class="toctext">Voci correlate</span></a></li>
<li class="toclevel-1 tocsection-9"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Altri_progetti" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">7</span><span class="toctext">Altri progetti</span></a></li>
<li class="toclevel-1 tocsection-10"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#Collegamenti_esterni" target="_blank" rel="noopener"><span class="tocnumber">8</span><span class="toctext">Collegamenti esterni</span></a></li>
</ul>
</div>
<h2><span id="L.27abitudine_in_fisiologia_e_psicologia"></span><span id="L'abitudine_in_fisiologia_e_psicologia" class="mw-headline">L&#8217;abitudine in <a title="Fisiologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fisiologia" target="_blank" rel="noopener">fisiologia</a> e <a title="Psicologia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia" target="_blank" rel="noopener">psicologia</a></span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/30px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/40px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 2x" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" data-file-width="286" data-file-height="280" /></td>
<td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Rito dell&#039;abitudine" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rito_dell%27abitudine" target="_blank" rel="noopener">Rito dell&#8217;abitudine</a></b></i>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il termine abitudine viene usato per indicare sia le attività motorie, sia le attività mentali, che dopo numerose ripetizioni vengono svolte in modo relativamente automatico o, più semplicemente, con maggior facilità e <a title="Coordinazione motoria" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coordinazione_motoria" target="_blank" rel="noopener">coordinazione</a>.</p>
<p>L&#8217;abitudine è il processo mediante il quale un comportamento diventa abituale. I comportamenti si ripetono in un contesto coerente, vi è un aumento incrementale nel collegamento tra il contesto e l&#8217;azione. Per azione si intendono sia attività mentali che motorie che, dopo un periodo relativamente lungo in cui vengono ripetute, vengono poi svolte in maniera più sciolta o con maggiore coordinazione dei movimenti. Questo aumenta l&#8217;automaticità del comportamento in tale contesto.<sup id="cite_ref-1" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a></sup> Caratteristiche di un comportamento automatico possono essere: efficienza, mancanza di consapevolezza, la non intenzionalità, l&#8217;incontrollabilità.<sup id="cite_ref-2" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2]</a></sup>. Una ricerca del <a title="Massachusetts Institute of Technology" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massachusetts_Institute_of_Technology" target="_blank" rel="noopener">Massachusetts Institute of Technology</a> degli <a title="Anni 1990" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anni_1990" target="_blank" rel="noopener">anni novanta</a> condotta sui <a class="mw-redirect" title="Topo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Topo" target="_blank" rel="noopener">topi</a> ha dimostrato che le abitudini operano in tre fasi: segnale, rituale e gratificazione<sup id="cite_ref-3" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></sup>; Lo svolgimento di un&#8217;azione, una routine, per ottenere la ricompensa allo stimolo del segnale. È stato visto come la gratificazione alimenti il ciclo, tanto che la routine tenda a diventare un comportamento quasi automatico ogni volta che compare un segnale (anche ad insaputa dell&#8217;individuo). Questo ciclo dell&#8217;abitudine è stato chiamato <i><a class="mw-redirect" title="Habit loop" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Habit_loop" target="_blank" rel="noopener">Habit loop</a></i>.</p>
<h3><span id="Cattive_abitudini" class="mw-headline">Cattive abitudini</span></h3>
<p>Una cattiva abitudine è un modello di comportamento negativo. Alcuni esempi includono: procrastinazione, irrequietezza, <a title="Onicofagia" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Onicofagia" target="_blank" rel="noopener">onicofagia</a>.<sup id="cite_ref-4" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a></sup></p>
<p>Un fattore chiave per distinguere una cattiva abitudine da una dipendenza o da malattia mentale è l&#8217;elemento della forza di volontà. Se una persona sembra ancora avere il controllo sul suo comportamento, allora è solo un&#8217;abitudine.<sup id="cite_ref-5" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener">[5]</a></sup> Le buone intenzioni sono in grado di escludere l&#8217;effetto negativo delle cattive abitudini, ma il loro effetto sembra essere indipendente e le cattive abitudini restano, ma sono sottomesse invece che annullate.<sup id="cite_ref-6" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a></sup></p>
<p>Secondo l&#8217;autore Bill Borcherdt, il momento migliore per correggere una cattiva abitudine è prima che l&#8217;azione diventi regolare. Ecco perché è più facile che lo sviluppo di cattive abitudini possa essere impedito maggiormente durante l&#8217;infanzia.<sup id="cite_ref-7" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a></sup></p>
<p>Ci sono molte tecniche per la rimozione di cattive abitudini una volta che esse si sono stabilizzate. Uno dei metodi prevede l&#8217;identificazione e la rimozione dei fattori che innescano l&#8217;abitudine e che incoraggiano la sua persistenza a lungo termine.<sup id="cite_ref-8" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a></sup></p>
<p>Solitamente in psicologia e in pedagogia, l&#8217;abitudine viene classificata come meccanismo psicologico messo in moto dalla persona per adattarsi in maniera più proficua all&#8217;ambiente che lo circonda. L&#8217;abitudine diventa quindi uno dei fattori che contribuiscono in maniera maggiore alla formazione del carattere sin dalla prima infanzia.</p>
<h3><span id="Buone_abitudini" class="mw-headline">Buone abitudini</span></h3>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/30px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/40px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 2x" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" data-file-width="286" data-file-height="280" /></td>
<td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Condizionamento operante" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Condizionamento_operante" target="_blank" rel="noopener">Condizionamento operante</a></b></i>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Le buone abitudini sono quei <i>comportamenti</i> che ci permettono di arrivare ai nostri obiettivi primari nella vita. Ci sono molte tecniche per innescare le buone abitudini, ad esempio quello di unire più piccole modifiche comportamentali in una routine quotidiana.<sup id="cite_ref-9" class="reference"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener">[9]</a></sup></p>
<h2><span id="L.27abitudine_nella_filosofia"></span><span id="L'abitudine_nella_filosofia" class="mw-headline">L&#8217;abitudine</span></h2>
<table class="vedi-anche noprint">
<tbody>
<tr>
<td><img loading="lazy" decoding="async" class="noviewer" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/20px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png" srcset="//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/30px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 1.5x, //upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/87/Magnifying_glass_icon_mgx2.svg/40px-Magnifying_glass_icon_mgx2.svg.png 2x" alt="Magnifying glass icon mgx2.svg" width="20" height="20" data-file-width="286" data-file-height="280" /></td>
<td><i>Lo stesso argomento in dettaglio: <b><a title="Abito (filosofia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abito_(filosofia)" target="_blank" rel="noopener">Abito (filosofia)</a></b></i>.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nella storia della filosofia, sono individuabili due diversi approcci sistematici riguardo al fenomeno dell&#8217;abitudine. Una prima tendenza riduce il fenomeno ad una semplice azione motoria ripetuta in arco relativamente lungo di tempo e in maniera relativamente regolare. Tale concezione può essere ravvista già in <a title="Cartesio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cartesio" target="_blank" rel="noopener">Cartesio</a> e, più in generale, nelle teorie degli <a class="mw-redirect" title="Atomisti" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Atomisti" target="_blank" rel="noopener">atomisti</a>, e prende il nome di teoria meccanicistica.</p>
<p>Il secondo approccio, più naturalistico, mette in evidenza la spontaneità delle azioni che, ripetute a più riprese, favoriscono la stabilità delle stesse e una loro regolarizzazione in arco di tempo relativamente lungo. Questa tendenza si rifà alle concezioni aristoteliche riprese poi da <a title="Maine de Biran" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maine_de_Biran" target="_blank" rel="noopener">Maine de Biran</a>, <a title="Émile Boutroux" href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Boutroux" target="_blank" rel="noopener">Émile Boutroux</a>, <a class="mw-redirect" title="Gottfried Leibniz" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gottfried_Leibniz" target="_blank" rel="noopener">Gottfried Leibniz</a>, <a class="mw-redirect" title="Felix Ravaisson-Mollien" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Felix_Ravaisson-Mollien" target="_blank" rel="noopener">Felix Ravaisson-Mollien</a> ed <a title="Henri Bergson" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Henri_Bergson" target="_blank" rel="noopener">Henri Bergson</a> e prende il nome di teoria vitalistica in cui il concetto di abitudine assume connotazione positiva e l&#8217;abitudine stessa diventa il mezzo per il divenire morale.</p>
<p>Di contro, <a title="Jean-Jacques Rousseau" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Jacques_Rousseau" target="_blank" rel="noopener">Jean-Jacques Rousseau</a> e <a title="Immanuel Kant" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Immanuel_Kant" target="_blank" rel="noopener">Immanuel Kant</a> classificarono l&#8217;abitudine in maniera negativa, ossia come ostacolo alla spontaneità dello spirito e alla naturalezza della libera iniziativa.</p>
<h2><span id="Il_peccato_d.27abitudine"></span><span id="Il_peccato_d'abitudine" class="mw-headline">Il peccato d&#8217;abitudine</span></h2>
<p>Nella <a title="Religione" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Religione" target="_blank" rel="noopener">religione</a> <a class="mw-redirect" title="Cattolicesimo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cattolicesimo" target="_blank" rel="noopener">cattolica</a>, l&#8217;abitudine diviene peccato quando un&#8217;azione si ripete continuamente per <a class="mw-disambig" title="Difetto" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Difetto" target="_blank" rel="noopener">difetto</a> di <a title="Volontà" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volont%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">volontà</a>, sia per la prevalenza della <a class="mw-redirect" title="Passione (sentimento)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Passione_(sentimento)" target="_blank" rel="noopener">passione</a>, ossia per una consuetudine negativa. Il grado di gravità del peccato d&#8217;abitudine varia a seconda della posizione reale del peccatore.</p>
<h2><span id="Modi_di_dire" class="mw-headline">Modi di dire</span></h2>
<ul>
<li><i>Prendere (o perdere) un&#8217;abitudine</i>: assumere un modo di agire costante e quasi meccanico</li>
<li><i>Essere legato alle proprie abitudini</i></li>
<li><i>Per abitudine</i>: senza riflettere e seguendo una consuetudine acquisita col tempo</li>
<li><i>Cattive abitudini</i>: contrarie alle regole della morale o dell&#8217;educazione</li>
</ul>
<h2><span id="Note" class="mw-headline">Note</span></h2>
<div class="mw-references-wrap">
<ol class="references">
<li id="cite_note-1"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Wood W, Neal DT (2007). &#8220;A new look at habits and the habit-goal interface.&#8221; <i>Psychological Review</i>, <b>114</b>: 843–863</span></li>
<li id="cite_note-2"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text">Bargh JA (1994). &#8220;The four horsemen of automaticity: Awareness, intention, efficiency, and control in social cognition.&#8221; <i>In</i> Wyer RS, Srull TK (eds.), <i>Handbook of social cognition: Vol. 1 Basic processes</i>, pp. 1–40. Hove: Lawrence Erlbaun Associates Publishers</span></li>
<li id="cite_note-3"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><a class="external text" href="http://web.mit.edu/bcs/graybiel-lab/publications/Science_Jog.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">Ricerca del MIT sull&#8217;habit loop</a> <a class="external text" href="https://web.archive.org/web/20130203151517/http://web.mit.edu/bcs/graybiel-lab/publications/Science_Jog.pdf" rel="nofollow noopener" target="_blank">Archiviato</a> il 3 febbraio 2013 in <a title="Internet Archive" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Archive" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive</a>.</span></li>
<li id="cite_note-4"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Suzanne LeVert, Gary R. McClain, <a class="external text" href="http://books.google.com/?id=QYynTz-w-LQC" rel="nofollow noopener" target="_blank">The Complete Idiot&#8217;s Guide to Breaking Bad Habits</a>, Alpha Books, 2001, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-02-863986-3" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-02-863986-3" target="_blank" rel="noopener">0-02-863986-3</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-5"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Mariana Valverde, <a class="external text" href="http://books.google.com/?id=Kl5ugmvDgH0C" rel="nofollow noopener" target="_blank">Disease or Habit? Alcoholism and the Exercise of Freedom</a>, in Diseases of the Will: Alcohol and the Dilemmas of Freedom, 1998, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-521-64469-0" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-521-64469-0" target="_blank" rel="noopener">0-521-64469-0</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-6"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation pubblicazione">Bas Verplanken, Suzanne Faes, <a class="external text" href="https://archive.today/20130105190009/http://www3.interscience.wiley.com/journal/62002770/abstract?CRETRY=1&amp;SRETRY=0" rel="nofollow noopener" target="_blank">Good intentions, bad habits, and effects of forming implementation intentions on healthy eating</a>, in European Journal of Social Psychology, vol. 29, 5–6, 21 giugno 1999, pp. 591–604, <a title="Digital object identifier" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Digital_object_identifier" target="_blank" rel="noopener">DOI</a>:<a class="external text" href="https://dx.doi.org/10.1002%2F%28SICI%291099-0992%28199908%2F09%2929%3A5%2F6%3C591%3A%3AAID-EJSP948%3E3.0.CO%3B2-H" rel="nofollow noopener" target="_blank">10.1002/(SICI)1099-0992(199908/09)29:5/6&lt;591::AID-EJSP948&gt;3.0.CO;2-H</a>. <small>URL consultato il 3 agosto 2011</small> <small>(archiviato dall&#8217;<abbr title="http://www3.interscience.wiley.com/journal/62002770/abstract?CRETRY=1&amp;SRETRY=0">url originale</abbr> il 5 gennaio 2013)</small>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-7"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Bill Borcherdt, <a class="external text" href="http://books.google.com/?id=NVDB5nijTWsC" rel="nofollow noopener" target="_blank">Making Families Work and What to Do When They Don&#8217;t</a>, Haworth Press, 1996, p. 172, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-7890-0073-3" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-7890-0073-3" target="_blank" rel="noopener">0-7890-0073-3</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-8"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">Herbert Fensterheim, Jean Baer, <a class="external text" href="http://books.google.com/?id=Aog4MHedR-kC" rel="nofollow noopener" target="_blank">Don&#8217;t Say Yes When You Want to Say No</a>, Dell, 1975, <a title="ISBN" href="https://it.wikipedia.org/wiki/ISBN" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a title="Speciale:RicercaISBN/0-440-15413-8" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:RicercaISBN/0-440-15413-8" target="_blank" rel="noopener">0-440-15413-8</a>.</cite></span></li>
<li id="cite_note-9"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abitudine#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><b>^</b></a> <span class="reference-text"><cite class="citation libro">S.J.Scott, <a class="external text" href="http://books.google.it/?id=19ZtBAAAQBAJ" rel="nofollow noopener" target="_blank">Un&#8217;abitudine sopra l&#8217;altra: 97 modi per cambiare vita in cinque minuti o meno</a>, Babelcube, 2014.</cite></span></li>
</ol>
</div>
<h2><span id="Voci_correlate" class="mw-headline">Voci correlate</span></h2>
<ul>
<li><a title="Dipendenza" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dipendenza" target="_blank" rel="noopener">Dipendenza</a></li>
<li><a title="Fissazione (psicologia)" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fissazione_(psicologia)" target="_blank" rel="noopener">Fissazione (psicologia)</a></li>
<li><a title="Effetto Tetris" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Tetris" target="_blank" rel="noopener">Effetto Tetris</a></li>
<li><a title="Vizio" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vizio" target="_blank" rel="noopener">Vizio</a></li>
<li><a title="Psicoterapia cognitivo-comportamentale" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia_cognitivo-comportamentale" target="_blank" rel="noopener">Psicoterapia cognitivo-comportamentale</a></li>
<li><a title="Riflesso" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riflesso" target="_blank" rel="noopener">Riflesso</a></li>
<li><a title="Disturbo ossessivo-compulsivo" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_ossessivo-compulsivo" target="_blank" rel="noopener">Disturbo ossessivo-compulsivo</a></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-potere-delle-abitudini-come-si-formano-quanto-ci-condizionano-come-cambiarle/">Il potere delle abitudini. Come si formano, quanto ci condizionano, come cambiarle</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>La gabbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 09:19:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frasi per riflettere]]></category>
		<category><![CDATA[abitudine]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio]]></category>
		<category><![CDATA[gabbia]]></category>
		<category><![CDATA[occasioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>dal film &#8220;Il signore degli anelli: Le due torri&#8221; Eowen: non temo ne morte ne dolore Aragorn: cosa temi mia signora? Eowen: temo la gabbia, stare dietro le sbarre finche l&#8217;abitudine e la vecchiaia le accettino e ogni occasione di valore sia diventata un ricordo o un desiderio&#8230;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>dal film &#8220;Il signore degli anelli: Le due torri&#8221;</p>
<p>Eowen: non temo ne morte ne dolore</p>
<p>Aragorn: cosa temi mia signora?</p>
<p>Eowen: temo la gabbia, stare dietro le sbarre finche l&#8217;abitudine e la vecchiaia le accettino e ogni occasione di valore sia diventata un ricordo o un desiderio&#8230;.</p>
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