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	<title>Psicologia di marketing &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<title>Psicologia di marketing &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Psicologia del Marketing e della Comunicazione &#8211; Il libro di riferimento in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2020 11:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Psicologia del Marketing e Comunicazione. Il libro di riferimento in Italia Psicologia di Marketing e Comunicazione è il libro di riferimento in Italia per la Psicologia del Marketing e della comunicazione aziendale. Clicca sull&#8217;immagine del libro se vuoi vederne la scheda su Amazon Per chi vuole formarsi sui metodi esposti nel libro, l&#8217;autore dott. Daniele &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Psicologia del Marketing e Comunicazione. Il libro di riferimento in Italia</h2>
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<p>&nbsp;</p>
<h2>Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi</h2>
<p>Perché le persone acquistano? Sotto l’influsso di quali forze avvengono le scelte di mercato? E soprattutto, perché affrontare questo tema è così cruciale per la competitività delle aziende?</p>
<p>La vita di ogni persona e di ogni azienda è costellata da momenti d&#8217;acquisto. Nonostante questo dato incontrovertibile, la psicologia del consumo costituisce uno dei fenomeni meno studiati e meno tradotti in azienda, in buona parte a causa dell’impostazione classica che vedeva nel consumatore un soggetto razionale, che agisce secondo criteri logici. Capovolgendo quest&#8217;impostazione, rivolgeremo la nostra attenzione soprattutto alle dinamiche psicologiche, ai moventi nascosti, al &#8220;dark side&#8221; del consumo.</p>
<p>Per raggiungere gli obiettivi previsti, riteniamo necessario fornire una prima griglia di impostazione del lavoro, che divide i comportamenti di acquisto in base a motivazioni consce, subconscie ed inconsce.</p>
<p>Questa prima revisione ha profonde implicazioni a più livelli: (1) per la comunicazione aziendale, (2) per le strategie di creazione del valore nella progettazione di un prodotto/servizio, e (3) per l’educazione al consumo.</p>
<p>Una seconda considerazione ci spinge a rivolgere la nostra attenzione all’area della psicologia dei bisogni. L’atto di acquisto si lega innegabilmente a qualche forma di problema esistente nell’individuo (es: risolvere un dolore fisico tramite una medicina), o di aspirazione da raggiungere (es: in un’azienda, l’acquisto di un macchinario per aumentare la produttività), sia che si tratti di un bene povero che di un genere di lusso. Questi problemi o moventi sono il nesso che collega il prodotto alla scelta di acquisto.</p>
<p>Il comportamento degli individui, orientato a diminuire i problemi che li circondano, determina, in un certo momento del tempo, la nascita di una pulsione, un <strong>impulso d&#8217;acquisto</strong>, uno stimolo alla risoluzione dello stato di tensione<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. Una strategia aziendale che non tenga in seria considerazione quali impulsi d&#8217;acquisto inserire nelle proprie offerte, non ha alcuna prospettiva di successo.</p>
<h2>Conscio, subconscio e inconscio nelle scelte di acquisto</h2>
<p>A volte risulta difficile spiegare il comportamento delle persone nella sfera del consumo e del rapporto con i prodotti. Ci animiamo per questioni apparentemente futili (quale film vedere&#8230;), ma ci abituiamo a fatti che non dovrebbero lasciarci dormire (es: la produzione di mine antibambino). Un impiegato dedica una vita a far raccolte di tappi di bottiglia, un bambino non va a scuola senza quello specifico zainetto, un operaio non dorme se la sua auto non ha il cerchio in lega leggera cromato a cinque raggi, un manager soffre nell’indecisione su quale quadro alla parete può meglio comunicare la sua immagine all’interno dell’ufficio, ecc&#8230; ecc&#8230;. I casi umani sono tanti. Ogni persona ha le proprie ansie, paure, speranze, illusioni, e queste si trasferiscono anche nel comportamento di acquisto (e di riflesso, sulle strategie di vendita).</p>
<p>Se dovessimo catalogare in “consapevoli vs. inconsapevoli”, “razionali vs. irrazionali”, “realmente utili vs. futili”, gli acquisti e i comportamenti del consumatore medio, saremmo costretti ad attribuirne buona parte al  secondo tipo: illogico, irrazionale, difficile da spiegare.</p>
<p>Quando si entra nella sfera dei gusti e delle preferenze, esprimere consciamente perché odiamo un certo tipo di scarpe (es.: un adolescente che non sopporta i sandali aperti di cuoio &#8220;da frate&#8221;, pur essendo essi comodi e confortevoli), un vestito di un certo colore, un&#8217;azienda tedesca piuttosto che italiana, vede spesso goffi tentativi di ricerca di spiegazioni. Quando queste vengono attuate, si dimostrano spesso vere e proprie “azioni di copertura”. In queste azioni, l&#8217;individuo si sforza di riportare una coltre di apparente razionalità in scelte altrimenti difficile da spiegare anche a se stessi.</p>
<p>Il grado di consapevolezza delle proprie pulsioni infatti decresce nel passaggio da conscio a subconscio ed inconscio.</p>
<p>Possiamo o meno essere d’accordo con le analisi freudiane, certo, tuttavia, risulta strano spiegare ricorrendo alla logica perché le persone non utilizzino più i cavalli come mezzo di spostamento a corto raggio, perché molte donne amino il giardinaggio, perché esistano gli sport violenti, perché i bambini siano attratti da attività quali lo smontare e il rimontare o l’arrampicarsi sugli alberi, perché esistano i rossetti, perché alcuni odino i computer, perché esistano le pellicce, perché.., perché&#8230;. infiniti perché ai quali non è possibile rispondere dando soluzioni meccaniche e razionali.</p>
<p>Se analizziamo le trascrizioni scientifiche dei moventi d’acquisto &#8211; espresse dagli stessi consumatori &#8211; notiamo che in molti atti non appare niente di quanto previsto dall’economia classica. Il concetto di utilità razionale del prodotto a volte sparisce e l’acquisto diventa un fenomeno psicologico che risponde ad altre esigenze, ad esempio un “riempitivo psicologico”, una tecnica di “riparazione di stati emotivi negativi”, o un modo di affermarsi. Ad esempio<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>:</p>
<p>A volte, se non mi sento molto in forma, vado fuori, questo mi fa già sentire meglio. Poi penso, beh, voglio tirarmi su ancora un pò, e quando vedi qualcosa, dici, beh, lo prendo. Mi trasporta in un altro mondo, mi porta con la mente in una sorta di viaggio magico, mi tira su totalmente. Mi  nutre, in qualche modo, è qualcosa di cui ho bisogno.</p>
<p>Man mano che procediamo nell’analisi dei moventi, notiamo che le motivazioni divengono sempre meno “superficiali” e razionali, ed emergono fattori nuovi. Le motivazioni di primo livello (il motivo apparente d’acquisto) sono progressivamente sostituite da concetti più complessi e la coltre di razionalità sparisce.</p>
<p>Magari passo davanti ad un negozio di vestiti e vedo qualcosa nella vetrina, e dico, quello è proprio carino. Vado nel negozio, e poi vedo qualcos’altro. E poi dico&#8230; quello è ancora più carino di quello in vetrina. E poi mi dico, non ho proprio intenzione di comprare queste cose, me le provo solo un attimo. Così, vado dentro, li provo, e dico, mmh, questo mi sta proprio bene, mi chiedo se c’è qualcos’altro che ci stia bene assieme. Così, provo altre cose che ci si abbinino, &#8230; vado dentro perché sono interessata ad una cosa e me ne esco con altre tre o quattro. E posso persino venir fuori con tre o quattro o cinque pezzi tutti uguali, solo di colore diverso. Devo andare dentro, e poi sento quasi che non posso uscire dal negozio senza aver preso qualcosa.<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></p>
<p>Continuando a scendere nel grado di introspezione, si nota che le motivazioni apparenti (del tipo, “l’ho comprato perché ne avevo bisogno”, o &#8220;mi piaceva, e basta&#8221;), non tengono. Il livello di profondità nella discesa verso il mondo nascosto a se stessi, l’area delle pulsioni profonde, può decifrare i significati simbolici ed il rapporto emotivo che si genera tra prodotto ed immagine di sè. Da queste analisi emerge spesso che il prodotto diviene strumento di proiezione d&#8217;immagine, o mezzo per raggiungere obiettivi strategici (seduzione, potere), e ciò avviene anche inconsapevolmente.</p>
<p>L&#8217;inconsapevolezza dei propri moventi non deve meravigliare. Vediamo una constatazione sulla natura umana, svolta in base al pensiero di Freud:</p>
<blockquote><p>Per Freud la psiche è per la maggior parte inconscia. Essa assomiglia ad un iceberg, i nove decimi della quale sono nascosti o inconsci, e solo un decimo è in superficie o consapevole. Per questo i 9/10 dei nostri atti sono dettati da motivazioni inconsce. La parte consapevole, poi, si divide tra Io o Ego (la coscienza propriamente detta) e Super-io o Super-ego, che raccoglie i referenti morali e educativi. L&#8217;Io o Ego media tra motivazioni inconsce e motivazioni morali. La psicoanalisi è pertanto un processo di autoconoscenza, perché aiuta a svelare l&#8217;inconscio, e a capire quali sono le motivazioni autentiche dell&#8217;individuo rispetto a quelle imposte dai modelli morali o educativi<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>.</p></blockquote>
<p>Il fatto che i moventi dei consumatori non siano sempre ben chiari, o le scelte delle aziende appaiano a volte controintuitive, deve portarci ad una prima riflessione generale: i consumatori e clienti sono macchine biologiche e sociali il cui funzionamento è lungi dall’essere compreso a pieno. Queste macchine a volte hanno dei comportamenti strani, ma le aziende, con questi comportamenti, devono fare i conti tutti i giorni.</p>
<p>A volte i desideri e le scelte di acquisto delle persone sono prevedibili, a volte non lo sono affatto. Se il campo del consumo fosse dominato dalle leggi della razionalità, vivremmo in un mondo diverso.</p>
<p>Le persone, sia come consumatori singoli che come decisori aziendali (buyer<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>), esprimono nei propri comportamenti tutta la natura umana, in cui subentra, spesso, un versante di irrazionalità e di scelte poco spiegabili.</p>
<p>Forniamo, in via iniziale, una prima tipologia di moventi d’acquisto:</p>
<ul>
<li><b>pulsioni consce:</b> gli impulsi d’acquisto che derivano da valutazioni razionali, consapevoli e quasi-scientifiche della convenienza di acquisto in relazione ad un’analisi accurata dei propri bisogni (personali o aziendali);</li>
<li><strong>pulsioni subconscie:</strong> gli impulsi d’acquisto che derivano da associazioni inconsapevoli o solo parzialmente consapevoli tra l’atto d’acquisto e l’eliminazione di problemi reali o potenziali. Le pulsioni subconscie sono prevalentemente di natura culturale e ontogenetica (influssi che il soggetto ha subito durante la sua crescita e sviluppo, partendo dalla nascita);</li>
<li><b>pulsioni inconsce:</b> gli impulsi d’acquisto governati da dinamiche non percepite dal soggetto, soprattutto provenienti dalle pulsioni ancestrali, istintuali, genetiche, recondite, le quali agiscono sull’individuo senza che egli stesso ne sia consapevole. Tali impulsi sono prevalentemente dovuti ad aspetti psicobiologici, associati a pulsioni derivanti dalla filogenesi dell’individuo (influssi che derivano dalla storia della specie e dalla sua biologia).</li>
</ul>
<p>Un esempio di pulsione <strong>conscia</strong> è dato dalla percezione della necessità di possedere un ombrello se piove molto, o dotarsi di un mezzo di trasporto per raggiungere il lavoro, scegliendo accuratamente tra le diverse alternative esistenti (auto, treno, autobus, bicicletta, ecc..) e valutandone pro e contro razionalmente.</p>
<p>Un esempio di pulsione <strong>subconscia</strong> avviene durante la scelta di un capo di abbigliamento da parte di un impiegato di banca, nella quale egli a priori &#8211; inconsapevolmente &#8211; esclude dal campo delle proprie scelte soluzioni tipo babbucce orientali, tuniche africane o perizomi indiani, includendo invece mocassini o abiti &#8220;giacca e cravatta&#8221; o tuttalpiù maglioni e polo. Il fatto che la scelta avvenga all&#8217;interno di un &#8220;set mentale&#8221; di prodotti occidentali non è  completamente consapevole, e risponde ad esigenze di conformità spesso latenti e subconscie. Per quale motivo plausibile, razionale, un impiegato di banca non dovrebbe recarsi al lavoro in perizoma d&#8217;estate quando fa molto caldo? Proviamo ad anticipare le reazioni (dei colleghi, dei clienti) a questo comportamento, e lo capiremo immediatamente. Una pulsione subconscia alla conformità culturale è presente in moltissimi acquisti, senza che i consumatori se ne rendano conto.</p>
<p>Un esempio di pulsione <strong>inconscia</strong> è dato dal movente per cui un ragazzo maturo, non sposato o fidanzato, decide di recarsi in una palestra. In questa scelta può esistere un desiderio sottostante di aumentare la propria attrattività riproduttiva, ed acquistare maggiori chance di trasmettere i propri geni. Questo movente fisiologico e genetico, di origine animale, può avvenire al di fuori della consapevolezza della persona stessa.</p>
<p>Mentre le motivazioni consce si collegano ad acquisti apparentemente logici, l’analisi delle motivazioni subconscie ed inconsce si riferisce alle pulsioni che difficilmente sono spiegabili ricorrendo a modelli razionali.</p>
<p>Lo spostamento dell’attenzione verso l’area del subconscio ed ancor più verso l’area dell’inconscio disturba la sensibilità di molti. Alcuni si oppongono all’intrusione soprattutto per questioni di interesse. Economisti e ricercatori possono infatti vedere il quadro complicarsi, le formule saltare, e sostanzialmente il potere scivolare di mano.</p>
<p>Altri oppositori sono coloro i quali vorrebbero l’essere umano emancipato dalla sua componente animale, considerano la componente pulsionale inconscia una sorta di decadenza verso la brutalità animale, una concessione agli impulsi che tutto il sistema educativo cerca di frenare, nascondere, negare. Capisco, sarebbe bello, ma ancora non è possibile. Il compito di un ricercatore è quello di capire, prima di tutto. Il compito di un manager è quello di agire, in base ad informazioni accurate. Se in questo stadio evolutivo dell’uomo, le pulsioni animali sono ancora presenti, non possiamo far finta che così non sia, e che questo non si innesti nei processi di marketing.</p>
<p>Vi sono zone del cervello la cui funzione è solo vagamente conosciuta. In particolare, l’<strong>archipallio</strong> rappresenta la porzione più antica della corteccia cerebrale, ed il suo influsso sui comportamenti di acquisto non è mai stato veramente esplorato.</p>
<p>Rispetto alla <strong>neocorteccia</strong>, che rappresenta la porzione più recente della mente e nei mammiferi occupa quasi il 90% di tutta la corteccia, l’archipallio svolge funzioni diverse e non del tutto comprese, ma comunque legate ad energie psichiche ancestrali (riconoscimento degli odori, lotta, sopravvivenza, controllo del territorio, possesso, ecc.).</p>
<p>Poiché l&#8217;archipallio è una zona cerebrale attiva, essa esercita un influsso sul pensiero e sul comportamento, anche di acquisto.</p>
<p>Questo influsso determina scelte che a volte possono apparire illogiche, ma che risultano comprensibili alla luce di una teoria delle pulsioni.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Vedi Rook, D.W. (1987). The buying impulse. <em>Journal of Consumer Research</em>, 14 (September), 189-199.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Trascrizioni tratte da Dittmar, H. &amp; Drury, J. (2000). Self-image &#8211; is it in the bag? A qualitative comparison between &#8220;ordinary&#8221; and &#8220;excessive&#8221; consumers. <em>Journal of Economic Psychology</em>, 21. 109-142.</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Fonte: trascrizioni svolte da Dittmar &amp; Drury, 2000.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Enciclopedia Rizzoli Larousse 2000.</p>
<p><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Il termine “buyer” viene utilizzato nel corso del testo per indicare la persona responsabile degli acquisti, o chi comunque assume un ruolo di cliente, acquirente, decisore o controparte rispetto al venditore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Psicologia del marketing e comunicazione. Testi di approfondimento</h3>
<p>Oltre a questo testo fondamentale per la Psicologia del Marketing e della Comunicazione, vedi anche il libro Ebook acquistabile online:</p>
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<li>psicologia della comunicazione e del marketing</li>
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</ul>
<h3><span style="color: var(--h-color, #161616); font-family: var(--text-h-font, var(--h-font)); font-size: 23px; font-weight: 600;">Sulla Psicologia del Marketing e Comunicazione le persone hanno chiesto anche</span></h3>
<ul>
<li>Cosa fa lo psicologo del marketing?</li>
<li>A cosa serve la psicologia della comunicazione?</li>
<li>Che sbocchi ci sono per la psicologia del marketing e comunicazione?</li>
</ul>
<p>Rimandiamo al <a href="https://www.psy.it/allegati/aree-pratica-professionale/psicologo_del_marketing.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">testo rilevabile dall&#8217;Ordine degli Psicologi relativamente alla professione di Psicologo del Marketing  e della Comunicazione di cui riportiamo qui alcuni passaggi</a></p>
<p><strong>Lo Psicologo del marketing e della comunicazione</strong><br />
Classificazione EUROPSY<br />
1.DENOMINAZIONE E DESCRIZIONE SINTETICA DELL’AREA DI PRATICA<br />
PROFESSIONALE<br />
La psicologia del marketing e della comunicazione rappresenta un campo di studi e applicazioni professionali nel quale convergono conoscenze, approcci e metodologie elaborate nell’ambito della psicologia generale, della psicologia sociale, della psicologia della comunicazione, della psicologia economica e dei consumi, della psicologia delle organizzazioni e dell’ergonomia. Del resto, molte sono le discipline che si occupano delle varie forme di comunicazione e delle condotte di consumo e con le quali la Psicologia del marketing e della comunicazione entra in relazione come, ad esempio, l’economia aziendale e il marketing, la statistica, l’antropologia, la sociologia le scienze della comunicazione, la semiotica, ecc..<br />
Sono comunque identificabili tre sottoinsiemi tematici della Psicologia della comunicazione e del marketing tra loro interconnessi e in parte sovrapposti con le suddette discipline non psicologiche:</p>
<p>A) nell’ambito della comunicazione ci si riferisce a ricerche e interventi professionali non solamente sulla comunicazione interpersonale, verbale e non verbale, ma sui fattori della comunicazione efficace; sulla comunicazione in specifici contesti (comunicazione organizzativa, istituzionale, politica, ecc.); sulle tecniche di gestione efficace delle relazioni pubbliche; sulle modalità della comunicazione di utilità sociale (ad esempio, relativa ai rischi lavorativi e della vita quotidiana o per la promozione della salute); sul contributo psicologico alla progettazione di specifici media comunicativi (ad esempio, il web-design); sul ruolo delle nuove tecnologie comunicative (comunicazione integrata online e offline, valutazioni di usabilità delle interfacce, progettazione basata sugli utilizzatori, ecc.); B) La comunicazione pubblicitaria merita una specifica considerazione dal momento che rappresenta un ambito di notevole tradizione di ricerca e intervento psicologico nel quale si affrontano temi come: i livelli d&#8217;elaborazione cognitiva e la memoria della pubblicità (ad esempio, la valutazione di nuovi prodotti e dei ricordi di marche); il ruolo delle immagini mentali; gli effetti di mediazione degli elementi visivi e verbali della pubblicità sulle credenze, gli atteggiamenti e le risposte d&#8217;intenzione; le funzioni e le caratteristiche della pubblicità emotiva; la valutazione psicofisiologica delle risposte alla pubblicità; analisi della struttura latente dei messaggi pubblicitari e delle reazioni individuali e collettive in specifici contesti (ad esempio, comunicazione politica);i percorsi centrale e periferico della persuasione; le strategie di comunicazione pubblicitaria e promozionale, le caratteristiche dell’advertising management, il monitoraggio dei social media e dei network sociali (ad esempio, social media marketing, analisi degli effetti comunicativi sulla brand reputation), ecc.. C) I comportamenti di consumo e marketing costituiscono il terzo grande ambito di ricerca e intervento psicologico dal momento che esso concerne: a) i processi individuali e di gruppo relativi alla selezione, acquisto, utilizzo, scambio di servizi, prodotti, idee che rispondono ai bisogni o ai desideri delle persone; b) gli impatti di tali scambi sociali sulla vita quotidiana delle persone e sul funzionamento della società. Gli specifici argomenti di indagine e di rilevanza applicativa in questo settore della psicologia economica riguardano, ad esempio: come avvengono i processi di scelta a livello individuale, familiare e sociale; quali processi cognitivi ed emotivi sono in primo piano; quali variabili ambientali e socioculturali influenzano le decisioni; il ruolo delle motivazioni, emozioni, rappresentazioni sociali, credenze e atteggiamenti; la relazione tra consumi, identità e appartenenza sociale; i fattori individuali (socio-demografici e di personalità) di differenziazione delle condotte di consumo e i profili psicosociali dei consumatori; le funzioni e i significati dei consumi per i differenti gruppi sociali; i processi di competizione, differenziazione sociale e conformismo nelle condotte di consumo; l’influenza dei luoghi del consumo sui processi di scelta; le nuove tecnologie funzionali al consumo (ad esempio, fattori psicologici nel funzionamento del mercato elettronico, il digital marketing, ecc.); le tecniche di segmentazione del mercato, dei consumatori e dei prodotti e servizi; la comunicazione persuasiva e le condotte di consumo, i processi di socializzazione ai consumi, la customer satisfaction, ecc.. I tre grandi ambiti sono accomunati da una particolare attenzione che gli psicologi dedicano alle metodologie e tecniche di analisi dei dati. Infatti, dal punto di vista della loro rilevazione sono presenti competenze tecniche di analisi qualitativa (osservazione, interviste in profondità, colloqui, focus group, ecc.) e quantitativa soprattutto mediante questionari (usati anche con supporti elettronici nelle online surveys), scanner data analysis, web analysis, ecc.. Dal punto di vista dell’elaborazione sono usate comunemente tecniche statistiche di analisi multivariata come, ad esempio: l&#8217;analisi discriminante, le analisi fattoriali, l’analisi delle corrispondenze, l&#8217;analisi congiunta e di cluster, ecc..<br />
2. INDICAZIONE DELLE PRINCIPALI DISCIPLINE PSICOLOGICHE UNIVERSITARIE COINVOLTE<br />
Ricomprende discipline che hanno denominazioni diverse, raggruppate, in ragione del carattere interdisciplinare dei temi affrontati, in differenti settori concorsuali e disciplinari: 11/E1, Psicologia generale, Psicobiologia e Psicometria (PSI/01, Psicologia generale, M-PSI/02, Psicobiologia e Psicologia fisiologica, M-PSI/03, Psicometria), 11/E3, Psicologia sociale, del lavoro e delle organizzazioni, M-PSI/05 Psicologia sociale, M-PSI/06 (Psicologia del lavoro e delle organizzazioni). Ci si riferisce ad esempio:<br />
 PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE<br />
 PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE E DEL MARKETING<br />
 PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE E DELL’ORGANIZZAZIONE<br />
 PSICOLOGIA ECONOMICA<br />
 PSICOLOGIA DEI CONSUMI<br />
 PSICOLOGIA DEI CONSUMI E DEL MARKETING</p>
<p>4. TIPOLOGIE DI FUNZIONI E ATTIVITÀ PROFESSIONALI CARATTERISTICHE<br />
a) Progettazione e realizzazione di indagini psicosociali sull’opinione pubblica e sui diversi ambiti della comunicazione (istituzionale e sociale, organizzativa, pubblicitaria, politica, ambientale, ecc.).<br />
b) Progettazione e realizzazione di campagne di comunicazione anche attraverso tecnologie informatiche e telematiche, con particolare riferimento alle implicazioni e agli aspetti psicologico-sociali dei nuovi media.<br />
c) Valutazione degli impatti della pubblicità commerciale, dell’efficacia delle campagne di comunicazione politica ed elettorale e delle campagne di promozione di atteggiamenti e comportamenti pro-sociali e utili al benessere individuale e collettivo.<br />
d) Progettazione e realizzazione di indagini motivazionali, qualitative e quantitative, sui consumi di prodotti e servizi e valutazione della loro corrispondenza alle attese (customer satisfaction).<br />
e) Consulenza sulle dinamiche dei processi di persuasione e di coinvolgimento emotivo dei clienti funzionali alla scelta e pianificazione delle varie forme di comunicazione pubblicitaria.<br />
f) Consulenza per la segmentazione del pubblico secondo caratteristiche psicosociali e stili di vita e al posizionamento simbolico di marche e prodotti.<br />
g) Costruzione e validazione di efficaci strumenti di rilevazione qualitativa e quantitativa di dati psicosociali, gestione dei processi di analisi quantitativa e qualitativa di tali dati e della loro rappresentazione sintetica a fini decisionali.<br />
h) Consulenza per la scelta dei canali, dei contenuti comunicativi ed espressivi idonei a trasmettere e rafforzare l’immagine e la reputazione dell’organizzazione, favorendo la sua integrazione sociale nel territorio e accrescendone il peso e la forza economica.<br />
i) Consulenza per lo sviluppo e il coordinamento delle diverse attività di comunicazione esterna (verso clienti, fornitori, banche, istituzioni, opinion leaders, ecc.) destinate a pubblicizzare e promuovere il marchio, i prodotti e i servizi di un’organizzazione.<br />
l) Consulenza per il miglioramento della comunicazione interna all’organizzazione, funzionale al miglioramento delle prestazioni del personale, delle relazioni di lavoro, del coinvolgimento, del clima di fiducia e partecipazione.<br />
m) Progettazione di interfacce user oriented e valutazione dell’accessibilità e usabilità dei prodotti web in relazione alle strategie di scelta e del profilo degli utilizzatori.</p>
<p>n) Attività di sperimentazione, ricerca e didattica nell&#8217;ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore e ai sensi della L.56/1989.</p>
<p>5. PRINCIPALI CONTESTI LAVORATIVI E SETTORI DI INTERVENTO<br />
Lo psicologo della comunicazione e marketing è un laureato magistrale, abilitato dall&#8217;Esame di stato all&#8217;esercizio della professione, iscritto all’Albo degli psicologi nella sezione A, capace di operare in completa autonomia professionale e di instaurare una collaborazione paritaria con altre figure professionali coinvolte nelle attività di comunicazione e marketing.<br />
Si inserisce nel mercato occupazionale in differenti contesti operativi connessi, ad esempio, con gli uffici comunicazione di grandi aziende e delle organizzazioni pubbliche (ad esempio, uffici stampa e delle relazioni pubbliche), con gli uffici commerciali e di marketing di imprese, con agenzie di pubblicità, con società specializzate in ricerche di mercato.<br />
Opera in genere come libero professionista singolo o nell’ambito di società di consulenza pluridisciplinare che offrono servizi per: la comunicazione multimediale, pubblicitaria, aziendale; la comunicazione integrata; l’ottimizzazione dei servizi al cliente; indagini motivazionali sui consumi e sulla domanda potenziale del mercato; la costruzione e l’utilizzo di siti web nell’ambito del marketing; la valutazione degli effetti della digitalizzazione del mercato comunicativo; la promozione di campagne di promozione sociale, e la valutazione della loro efficacia, ecc. I laureati magistrali potranno occupare posizioni di product manager; brand manager, category manager, direttore commerciale e marketing di imprese di produzione di beni e servizi; account manager in agenzie di pubblicità, in società di ricerche di mercato e di consulenza di marketing e comunicazione.<br />
Può operare, inoltre, come ricercatore in centri studi e ricerche pubblici e privati e presso l’università.</p>
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		<title>Funzione di risposta del mercato, soglie percettive e limiti del miglioramento: implicazioni per lo sviluppo del prodotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione vendite]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching. Dal volume Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco Angeli editore, Milano. La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:100%;"><br /></span><!--[if gte mso 9]&gt;     Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                                                                     &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                &lt;![endif]--><!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-priority:99;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin-top:0cm;  mso-para-margin-right:0cm;  mso-para-margin-bottom:10.0pt;  mso-para-margin-left:0cm;  line-height:115%;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}  &lt;![endif]-->  </p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;"><span style="font-size:100%;"><em><span style="font-family:&quot;color:#333333;">© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </span></em><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-family:&quot;">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</span></a><em><span style="font-family:&quot;color:#333333;">.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:100%;"><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">Dal volume </span></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><b><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">Psicologia di Marketing e Comunicazione</span></b><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">. <span>Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazion</span></span></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><span style="line-height:115%;font-family:&quot;"><span>e e management</span></span></a><em><span style="line-height:115%;color:#333333;">. </span></em><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">Franco Angeli editore, Milano.</span></em></span><em></em></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span><a href="http://2.bp.blogspot.com/-3saBS0AdsCg/T4-_7Hpc-OI/AAAAAAAAAMw/g6ZWZuOZyag/s1600/117055%255B1%255D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="http://2.bp.blogspot.com/-3saBS0AdsCg/T4-_7Hpc-OI/AAAAAAAAAMw/g6ZWZuOZyag/s320/117055%255B1%255D.jpg" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella percezione umana, in particolare il fenomeno delle soglie percettive.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">La psicologia della percezione identifica due tipi di soglie &#8211; soglia assoluta e soglia differenziale &#8211; le quali generano altrettanti tipi di prestazione (prestazione assoluta e prestazione differenziale).</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">La <b>soglia assoluta</b> identifica la quantità minima di stimolazione sensoriale necessaria affinché un particolare stimolo (una vibrazione, un oggetto, un colore) sia percepito da un individuo.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">La <b>soglia differenziale</b> fa riferimento al differenziale di stimolazione sensoriale che determina per l&#8217;individuo la consapevolezza di un cambiamento, l&#8217;accorgersi di una mutazione nello stato precedente. È quindi basata sul concetto di percezione della differenza di intensità.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/2012-04-19_0936151.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/2012-04-19_0936151.png?w=300" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Questi fattori percettivi devono entrare al centro del processo imprenditoriale di gestione della customer satisfaction. Ad esempio, produrre un miglioramento nelle vibrazioni di un volante (riduzione di vibrazioni) quando non esiste un margine per ottenere un miglioramento percepibile (condizione di <i>ceiling-effect</i>) è un intervento che non supera la soglia differenziale, e sostanzialmente uno spreco di investimenti.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/2012-04-19_0936331.png"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/2012-04-19_0936331.png?w=300" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Nel caso evidenziato, lo sforzo dell’azienda per l&#8217;incremento di prestazioni tecnico/ingegneristiche (passare dal punto A al punto B) produce anche un incremento della prestazione percepita nel cliente. Lo sforzo viene premiato. Nel passaggio da B a C, l&#8217;incremento della prestazione reale (tecnico-ingegneristica) è ancora più elevato, ma la prestazione percepita dal cliente migliora di poco. Lo sforzo è poco premiato. Nel passaggio da C a D, invece, la prestazione ingegneristica migliora ma non avviene alcun effetto percettivo nel cliente. Lo sforzo non viene per niente premiato. Quindi sostanzialmente si tratta di denaro sprecato, a meno che l&#8217;azienda non si impegni in attività di comunicazione in grado di valorizzare l&#8217;investimento e renderlo più percepibile, più visibile, più tangibile per il cliente.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Gli incrementi prestazionali non sono tali, dal punto di vista di marketing, se non superano la soglia di sensibilità del fruitore.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Lo sviluppo del prodotto, pertanto, dovrebbe essere guidato dalla ricerca di miglioramenti percepibili, in cui l&#8217;investimento produca effetti tangibili.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;">_____________________</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;">©</span>Copyright. Vietata la copia o riproduzione non autorizzata. Per contatti. Altri approfondimenti sul volume sono disponibili alla <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/">sezione dedicata alla Psicologia del Marketing e Comunicazione sul sito Studiotrevisani</a> e sul <a href="http://psicologiadimarketing.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">blog Psicologia di Marketing, risorse per la formazione vendite</a>. </p>
<div class="blogger-post-footer"><img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5464642087147715346-6914481492051148978?l=psicologiadimarketing.blogspot.com' alt='' /></div>
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		<title>Performance evaluation source</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching. Dal volume Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco Angeli editore, Milano. Per direzionare la crescita e lo sviluppo del prodotto/servizio, è necessario introdurre un concetto chiave: la fonte di valutazione della &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;     Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                                                                     &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                &lt;![endif]--><!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-priority:99;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin-top:0cm;  mso-para-margin-right:0cm;  mso-para-margin-bottom:10.0pt;  mso-para-margin-left:0cm;  line-height:115%;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}  &lt;![endif]-->  </p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;"><span style="font-size:85%;"><em><span style="font-family:&quot;color:#333333;">© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </span></em><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-family:&quot;">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</span></a><em><span style="font-family:&quot;color:#333333;">.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:85%;"><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">Dal volume </span></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><b><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">Psicologia di Marketing e Comunicazione</span></b><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">. <span>Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</span></span></a><em><span style="line-height:115%;color:#333333;">. </span></em><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">Franco Angeli editore, Milano.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/57061255b1255d1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/57061255b1255d1.jpg?w=90" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Per direzionare la crescita e lo sviluppo del prodotto/servizio, è necessario introdurre un concetto chiave: la <b>fonte di valutazione della prestazione</b> (PES: <i>performance evaluation source</i>), i fattori in base ai quali il consumatore giudica positiva o negativa una prestazione resa da un prodotto o servizio.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Per raggiungere questo obiettivo è necessario realizzare un&#8217;importante rivoluzione, spostando l&#8217;oggetto della <i>customer satisfaction</i> dalla <b>prestazione oggettiva</b> alla <b>prestazione soggettiva</b>. I due concetti sono molto diversi.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">La prestazione oggettiva riguarda aspetti prestazionali misurabili in laboratorio, non discutibili. La prestazione soggettiva riguarda invece la valutazione realizzata dal singolo consumatore, in base a criteri del tutto personali, sotto l’influenza dei propri filtri biologici, psicologici, culturali e sociali.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/2012-04-19_092706.png" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/2012-04-19_092706.png?w=300" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Mentre la qualità ingegneristica misurabile in laboratorio costituisce un dato di fatto, è necessario considerare che per il consumatore la base di misurazione della performance non avviene in laboratorio, ma è data dalle sensazioni percepite durante l&#8217;uso.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Non è possibile per il consumatore medio realizzare una misurazione scientifica della qualità. Di fatto egli si affiderà ai propri sensi, agli stimoli che provengono da un rapporto personale con il prodotto, soprattutto con i suoi aspetti di superficie, con i quali esso viene a contatto.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Per un ingegnere, ad esempio, può essere assolutamente irrilevante il rumore o suono prodotto dal meccanismo di espulsione dei dischetti dal PC. Per un consumatore può essere inconsciamente un segnale molto forte, in quanto utilizza inconsapevolmente questa informazione per trarre inferenze sulla robustezza del prodotto, sul suo grado di tecnologia, e sulla sua cura costruttiva.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Poco importa se queste sue inferenze, se queste sue deduzioni sono magari sbagliate. Se alla fine determinano un mancato acquisto, o un’impressione negativa di prodotto, diventano molto importanti. Quindi, per uno psicologo del prodotto, per il marketing, e per il fatturato aziendale, esse sono fondamentali.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">In questo campo assistiamo ad uno scontro filosofico, tra orientamento al prodotto (ingegneristico) e orientamento alla psicologia del fruitore (orientamento di marketing), che permea molte aziende contemporanee, produce forti conflitti interni all&#8217;impresa.</p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;font-size:10pt;color:#333333;"></span></em><em><span style="line-height:115%;font-size:10pt;color:#333333;"></span></em></p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;"><span style="font-family:&quot;font-size:10pt;color:#333333;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;">_____________________</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;">©</span>Copyright. Vietata la copia o riproduzione non autorizzata. Per contatti. Altri approfondimenti sul volume sono disponibili alla <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/">sezione dedicata alla Psicologia del Marketing e Comunicazione sul sito Studiotrevisani</a> e sul <a href="http://psicologiadimarketing.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">blog Psicologia di Marketing, risorse per la formazione vendite</a>. </p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/performance-evaluation-source/">Performance evaluation source</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Prima legge del valore di prodotto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/prima-legge-del-valore-di-prodotto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 13:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione vendite]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://psicologiadimarketing.wordpress.com/2012/04/17/prima-legge-del-valore-di-prodotto</guid>

					<description><![CDATA[<p>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching. Dal volume Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco Angeli editore, Milano. Una prima formula generale di valore del prodotto nel metodo ALM, basata sulle considerazioni esposte sopra, è la seguente: Legge &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;     Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                                                                     &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                &lt;![endif]--><!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-priority:99;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin-top:0cm;  mso-para-margin-right:0cm;  mso-para-margin-bottom:10.0pt;  mso-para-margin-left:0cm;  line-height:115%;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}  &lt;![endif]-->  </p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;"><span style="font-size:100%;"><em><span style="font-family:&quot;color:#333333;">© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </span></em><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-family:&quot;">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</span></a><em><span style="font-family:&quot;color:#333333;">.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:100%;"><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">Dal volume </span></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><b><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">Psicologia di Marketing e Comunicazione</span></b><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">. <span>Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di </span></span></a></span><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><span style="line-height:115%;font-family:&quot;"><span>comu</span></span></a></span><span style="font-size:100%;"><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><span style="line-height:115%;font-family:&quot;"><span>nicazione e management</span></span></a><em><span style="line-height:115%;color:#333333;">. </span></em><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;">Franco Angeli editore, Milano.</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal"><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/v3004074255b1255d.jpg"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/v3004074255b1255d.jpg?w=60" alt="" border="0" /></a><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/ks13913255b1255d1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/ks13913255b1255d1.jpg?w=60" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Una prima formula generale di valore del prodotto nel metodo ALM, basata sulle considerazioni esposte sopra, è la seguente:</p>
<p style="text-indent:0;margin-top:.21cm;line-height:100%;" align="CENTER"> <span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"><span style="font-size:100%;">Legge del valore temp</span></span><span style="font-family:Arial Black, sans-serif;"><span style="font-size:100%;">orale risolutivo/omeostatico/anticipatorio</span></span></p>
<ul>
<p class="testo-bordato-western" style="margin-right:0;text-indent:0;" align="CENTER" lang="en-US">  <b>V = P x NL</b></p>
<li>
<p class="testo-bordato-western">Valore del prodotto: Profondità  di intervento sulla singola leva  (risolutiva/omeostatica/anticipatoria)  x Numero di leve intaccate</p>
</li>
</ul>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Ciascun prodotto/servizio ha quindi un valore totale che è la somma delle sue diverse proprietà di intervento.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/2012-04-17_1601531.png"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/2012-04-17_1601531.png?w=300" alt="" border="0" /></a></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Alla luce di questa teoria, alcune domande importanti, per qualsiasi <b>nuovo prodotto</b>, sono:</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"></p>
<ul>
<li>
<p class="testo-bordato-western">Quanto è in grado di prevenire  problemi futuri importanti per il cliente (meglio di quanto non  facciano i prodotti esistenti)?</p>
</li>
<li>
<p class="testo-bordato-western">Quanto è in grado di eliminare  problemi esistenti che il cliente senta come tali?</p>
</li>
<li>
<p class="testo-bordato-western">Quanto è in grado di mantenere  situazioni emotive ed esistenziali positive per il cliente?</p>
</li>
</ul>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Se la risposta a tutte queste domande è “per niente”, possiamo assicurare l’insuccesso di questo prodotto.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Attenzione, però. Alcuni prodotti ai quali apparentemente è difficile attribuire proprietà, subiscono l&#8217;effetto di pulsioni non consce, che intervengono irrazionalmente ma efficacemente. Ad esempio:</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;text-indent:0;line-height:100%;" align="CENTER"> <span style="font-size:100%;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><b>Oggetto: fuoristrada</b></span></span></p>
<table border="1" cellpadding="5" cellspacing="0" width="445">
<col width="139">  </col>
<col width="141">  </col>
<col width="133">
<tbody>
<tr valign="TOP">
<td width="139">
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Analisi    temporale</b></span></span></span></p>
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Domande</b></span></span></span></p>
</td>
<td width="141">
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Risposta    razionale</b></span></span></span></p>
</td>
<td width="133">
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Pulsioni    subconscie o inconscie</b></span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="139">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Quanto    è in grado il prodotto di prevenire problemi futuri importanti    per il cliente</span></span></span></p>
</td>
<td width="141">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Poco,    non credo andrò mai in fuoristrada e su terreni sterrati</span></span></span></p>
</td>
<td width="133">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Molto,    ho una paura dannata di morire, e con il fuoristrada penso sarei    più sicuro in caso di incidente</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="139">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#
000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Quanto    è in grado di eliminare problemi esistenti che il cliente senta    come tali</span></span></span></p>
</td>
<td width="141">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Poco,    non mi capita mai attualmente di andare su terreni impervi</span></span></span></p>
</td>
<td width="133">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Non    mi sento realizzato nella vita. Con il fuoristrada penseranno che    sono una persona di successo</span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="139">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Quanto    è in grado di mantenere tali situazioni emotive ed esistenziali    positive per il cliente</span></span></span></p>
</td>
<td width="141">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Poco,    non so nemmeno di cosa si stia parlando</span></span></span></p>
</td>
<td width="133">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Sento    che sto invecchiando. Con il fuoristrada manterrò un look giovane</span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</col>
</table>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Le considerazioni svolte consentono la formulazione del seguente principio:</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"></p>
<p style="text-indent:0;border-top:1px solid #000000;border-bottom:none;border-left:1px solid #000000;border-right:1px solid #000000;line-height:100%;page-break-after:avoid;margin:.11cm .2cm;padding:.04cm .14cm 0;" align="LEFT"> <span style="font-family:Arial, sans-serif;"><b>Principio 2 &#8211; Del valore temporale dell&#8217;offerta</b></span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-right:.2cm;text-indent:0;margin-top:.07cm;border-top:none;border-bottom:1px solid #000000;border-left:1px solid #000000;border-right:1px solid #000000;line-height:100%;padding:0 .14cm .04cm;">  <span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">La  competitività è correlata alla capacità di creare offerte in cui  sia presente elevato valore percepito (anticipatorio, omeostatico,  risolutivo). Il valore del prodotto sarà tanto maggiore quanto più  il prodotto è in grado di intervenire sulle leve di valore  (anticipatorie, omeostatiche, risolutive), e quanto più riesce ad  incidere in profondità su tali leve.</span></span></p>
</li>
<li>
<p style="margin-right:.2cm;text-indent:0;margin-top:.07cm;border-top:none;border-bottom:1px solid #000000;border-left:1px solid #000000;border-right:1px solid #000000;line-height:100%;padding:0 .14cm .04cm;">  <span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Il  valore può essere percepito consapevolmente, o provenire da moventi  subconsci o inconsci. I motivi che creano valore sono spesso  sconosciuti al soggetto stesso. </span></span>  </p>
</li>
<li>
<p style="margin-right:.2cm;text-indent:0;margin-top:.07cm;border-top:none;border-bottom:1px solid #000000;border-left:1px solid #000000;border-right:1px solid #000000;line-height:100%;padding:0 .14cm .04cm;">  <span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">L’analisi  del valore temporale deve essere determinata con il coinvolgimento  del soggetto e utilizzando tecniche di analisi multipla:  brainstorming, osservazione partecipante, in-depth interview, focus  group, content-analysis, esperimenti fattoriali, tecniche  introspettive ed empatiche, in grado di far luce sulla psicologia  del cliente.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">La creazione del valore non si limita ai prodotti, ma si estende alle <b>imprese come potenziali partner di relazioni</b>. Ciò che sosteniamo qui, è che ogni impresa, nel rapportarsi ad altre, possiede le stesse proprietà basilari dei prodotti: risolvere, mantenere, prevenire.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Vediamo questa trascrizione:</p>
<blockquote class="western" style="margin-left:.5cm;"><p>La mia azienda deve iniziare ad esportare. Qui le cose si stanno facendo strette. Bisogna iniziare a guardare fuori dall’Italia. Penso che la prima cosa da fare sia trovare una nuova banca. Nella mia sembra che scendano dalle nuvole. Ho chiesto se hanno problemi ad accettare lettere di credito internazionali e hanno detto che non sanno e per queste cose bisogna rivolgersi alla sede. La mia banca, ora come ora, non è all’altezza di aiutarmi davvero nelle operazioni di export. Mi vedo già, con un ordine sul tavolo, senza sapere come incassare. Penso proprio che sarò costretto a rivolgermi ad una banca diversa.</p></blockquote>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Ciò che interessa il cliente, nella banca, è la sua capacità di prevenire un problema potenziale incombente: cioè il timore di trovarsi a fronteggiare un pagamento internazionale senza avere a fianco interlocutori bancari preparati.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Vediamo un altro esempio in un mercato diverso. Come evidenzia questa intervista personale, realizzata dall’autore al buyer di un importante rete di importatori francesi nel mercato degli utensili:</p>
<blockquote class="western" style="margin-left:.5cm;"><p>Vedi questi due attrezzi, uno è il nostro, l&#8217;altro è coreano. Il prodotto è praticamente identico. C’è solo una differenza. Che i coreani non hanno magazzini qui in Francia, e se si rompe il loro attrezzo stai fermo due settimane ad aspettare i ricambi, e il cliente se la prende con noi. Ormai per noi utensilieri non è più importante solo il prodotto, ma quello che riusciamo a fornire al nostro cliente finale come garanzie. La vera differenza tra le diverse marche produttrici, per noi, inizia quando il pezzo si rompe.</p></blockquote>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Questo, dal punto di vista dell’impresa, significa apprendere a divenire un <b>fornitore che previene problemi</b>.</p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">In altre parole, per ogni azienda è necessario sviluppare una nuova leva di vendita, estranea al prodotto, ma centrale per l’acquirente (finale o intermediario): la vendita del senso di affidabilità globale dell’impresa. Il concetto di &#8220;lavorare con noi&#8221;, al di là del prodotto, deve divenire un elemento di <b>valore aggiunto</b> <b>anticipatorio</b> (di credibilità e affidabilità). Non solo prodotti e servizi, ma anche persone e aziende devono porsi il problema di quali leve esse siano in grado di attivare per generare valore agli occhi dei propri interlocutori.  </p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Il vantaggio competitivo, in questo caso, si sposta dal prodotto (aspetto tecnico) alla capacità di sviluppare credibilità aziendale (aspetto manageriale e di comunicazione).</p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="line-height:115%;font-family:&quot;font-size:10pt;color:#333333;"></span></em><em><span style="line-height:115%;font-size:10pt;color:#333333;"></span></em></p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;"><span style="font-family:&quot;font-size:10pt;color:#333333;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;"> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibri;">_____________________</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family:Calibr
i;">©</span>Copyright. Vietata la copia o riproduzione non autorizzata. Per contatti. Altri approfondimenti sul volume sono disponibili alla <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/">sezione dedicata alla Psicologia del Marketing e Comunicazione sul sito Studiotrevisani</a> e sul <a href="http://psicologiadimarketing.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">blog Psicologia di Marketing, risorse per la formazione vendite</a>. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Proprietà multiple di prodotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 13:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione vendite]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching. Dal volume Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco Angeli editore, Milano. La proprietà del prodotto/servizio è spesso multipla, nel senso che le funzioni temporali possono sommarsi, e non sempre è praticabile &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/proprieta-multiple-di-prodotto/">Proprietà multiple di prodotto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&gt;     Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                                                                     &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                &lt;![endif]--><!--[if gte mso 10]&gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-priority:99;  mso-style-qformat:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin-top:0cm;  mso-para-margin-right:0cm;  mso-para-margin-bottom:10.0pt;  mso-para-margin-left:0cm;  line-height:115%;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:11.0pt;  font-family:"Calibri","sans-serif";  mso-ascii-font-family:Calibri;  mso-ascii-theme-font:minor-latin;  mso-fareast-font-family:"Times New Roman";  mso-fareast-theme-font:minor-fareast;  mso-hansi-font-family:Calibri;  mso-hansi-theme-font:minor-latin;  mso-bidi-font-family:"Times New Roman";  mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}  &lt;![endif]-->  </p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;"><em><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;color:#333333;">© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </span></em><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</span></a><em><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;color:#333333;">.</span></em></p>
<p class="MsoNormal"><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">Dal volume </span></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><b><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&quot;">Psicologia di Marketing e Comunicazione</span></b><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&quot;">. <span>Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</span></span></a><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">. </span></em><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;">Franco Angeli editore, Milano.</span></em><em><span style="font-size:10pt;line-height:115%;font-family:&quot;color:#333333;"></span></em></p>
<p style="line-height:19.2pt;background:none repeat scroll 0 0 white;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;color:rgb(51,51,51);"> </span><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/ev105-052255b1255d1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/ev105-052255b1255d1.jpg?w=90" alt="" border="0" /></a></p>
<p style="line-height:19.2pt;background:white;">
<p class="western">La proprietà del prodotto/servizio è spesso multipla, nel senso che le funzioni temporali possono sommarsi, e non sempre è praticabile identificare una sola funzione nel prodotto. In genere, quando l’azienda riesce nell’intento di moltiplicare la gamma di proprietà del prodotto, esso aumenta di valore.  </p>
<p class="western">Ad esempio, se una soluzione assicurativo/previdenziale assomma le proprietà di (1) risolvere un bisogno attuale su come investire il proprio denaro (potere di risoluzione), e (2) prevenire la spiacevole situazione di trovarsi anziani senza risorse economiche (potere di prevenzione/anticipazione), avrà più valore. Svilupperà, cioè, più risposte ai diversi bisogni del soggetto.</p>
<p class="western">Proseguendo negli esempi, gli additivi per benzina vengono pubblicizzati con le seguenti funzioni:  </p>
<p class="western"></p>
<table border="1" cellpadding="5" cellspacing="0" width="472">
<col width="235">  </col>
<col width="215">
<tbody>
<tr>
<td width="235">
<p class="western" style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><b>Proprietà</b></span></span></p>
</td>
<td width="215">
<p class="western" style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="font-size:100%;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><b>Leva    di riferimento</b></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="235">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Pulire    i condotti di iniezione, ora incrostati</span></span></span></p>
</td>
<td width="215">
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Potere    risolutivo</b></span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="235">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Mantenere    efficiente il motore</span></span></span></p>
</td>
<td width="215">
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Potere    omeostatico</b></span></span></span></p>
</td>
</tr>
<tr valign="TOP">
<td width="235">
<p style="text-indent:0;" align="LEFT"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;">Prevenire    guasti al motore</span></span></span></p>
</td>
<td width="215">
<p style="text-indent:0;" align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial Narrow, sans-serif;"><span style="font-size:9pt;"><b>Potere    anticipatorio o preventivo</b></span></span></span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</col>
</table>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;"></p>
<p class="western" style="margin-left:.01cm;">Il successo di mercato dipenderà da quanto il prodotto è realmente in grado di conseguire il risultato, cioè dal livello di efficacia su ciascuna leva specifica.</p>
<p class="MsoNormal"><span>_____________________</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>©</span>Copyright. Vietata la copia o riproduzione non autorizzata. Per contatti. Altri approfondimenti sul volume sono disponibili alla <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/">sezione dedicata alla Psicologia del Marketing e Comunicazione sul sito Studiotrevisani</a> e sul <a href="http://psicologiadimarketing.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">blog Psicologia di Marketing, risorse per la formazione vendite</a>. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>PPR: Prodotti a potere risolutivo, leve risolutive</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/ppr-prodotti-a-potere-risolutivo-leve-risolutive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 19:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategie di marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching. Dal volume Psicologia di Marketing e Comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco Angeli editore, Milano. Nei PPR la caratteristica principale del prodotto è quella di colmare una lacuna tra uno stato attuale dell&#8217;acquirente e uno &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ppr-prodotti-a-potere-risolutivo-leve-risolutive/">PPR: Prodotti a potere risolutivo, leve risolutive</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </span></span></span></em><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</span></span></a><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">.</span></span></span></em> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Dal volume </span></span></span></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;"><b>Psicologia di Marketing e Comunicazione</b></span></span><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">. </span></span><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</span></span></a><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">. </span></span></span></em><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Franco Angeli editore, Milano.</span></span></span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;"><a href="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/117052255b1255d.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" src="http://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/117052255b1255d.jpg?w=89" alt="" border="0" /></a></span></span></span></em></p>
<p class="western">Nei PPR la caratteristica principale del prodotto è quella di colmare una lacuna tra uno stato attuale dell&#8217;acquirente e uno stato desiderato, risolvendo un <b>problema già esistente</b>. L&#8217;abbigliamento per una persona che abbia freddo, il cibo per una persona che abbia fame, un PC per un professionista che debba elaborare dati, un area manager per un direttore commerciale nella cui azienda vi sia un mercato scoperto &#8211; sono esempi di valore risolutivo.  </p>
<p class="western">In termini di ricerca di mercato, svolgere <b>analisi risolutiva</b> sul cliente significa sostanzialmente capire quali sono le aree di bisogno che lo caratterizzano, in riferimento ai problemi che il soggetto sente come tali.  </p>
<p class="western">Tecnicamente, essa va realizzata tramite attività di <b>ascolto attivo</b>, intervista e indagine in profondità, finalizzata a comprendere sia questioni generali del consumo, che specifiche problematiche esistenti nel rapporto con il prodotto &#8211; e più in generale con il sistema del mix aziendale.  </p>
<p class="western">Il potere risolutivo del prodotto permette di creare <b>leve di vendita risolutive</b>: argomentazioni di vendita nelle quali il prodotto viene esposto come portatore di una o più <b>capacità di eliminare problemi esistenti</b>. Chiaramente, la conoscenza dei problemi esistenti, e quindi la fase di analisi o <b>intervista sui bisogni</b>, è alla base di una corretta impostazione delle leve risolutive.  </p>
<p class="western">Un esempio di leva risolutiva è il seguente (settore food) &#8220;questo formaggio light ha la proprietà di eliminare il senso di pesantezza che ti affligge nel post-pranzo&#8221; (eliminiamo un problema che in te già esiste). Oppure &#8211; nel settore automobilistico &#8211; &#8220;i nuovi coprisedili ergonomici sono stati appositamente studiati per chi utilizza la vettura come strumento di lavoro: eliminano i problemi di affaticamento legati alla percorrenza di lunghe distanze e restituiscono il piacere di guidare&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">_____________________</p>
<p style="margin-bottom:0;">©Copyright. Vietata la copia o riproduzione non autorizzata. Per contatti. Altri approfondimenti sul volume sono disponibili alla <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/">sezione dedicata alla Psicologia del Marketing e Comunicazione sul sito Studiotrevisani</a> e sul <a href="http://psicologiadimarketing.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">blog Psicologia di Marketing, risorse per la formazione vendite</a>.</p>
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		<item>
		<title>Teoria e realtà negli acquisti attuati dalle imprese (psicologia del business-to-business marketing)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom:0;background:#ffffff;line-height:.68cm;"> <em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">© Articolo a cura di: dott. Daniele Trevisani, </span></span></span></em><a href="https://www.studiotrevisani.it/"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Studio Trevisani Formazione, Consulenza e Coaching</span></span></a><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">.</span></span></span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Dal volume </span></span></span></em><a href="http://www.ibs.it/code/9788846428448/trevisani-daniele/psicologia-marketing-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;"><b>Psicologia di Marketing e Comunicazione</b></span></span><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">. </span></span><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</span></span></a><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">. </span></span></span></em><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;">Franco Angeli editore, Milano.</span></span></span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;"><em><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Trebuchet MS, serif;"><span style="font-size:85%;"><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/001_083255b1255d1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/04/001_083255b1255d1.jpg?w=90" alt="" border="0" /></a></span></span></span></em></p>
<p style="margin-bottom:0;background:none repeat scroll 0 0 rgb(255,255,255);line-height:.68cm;">
<p class="western">Chi conosce più da vicino il mondo degli acquisti aziendali e della vendita, sa benissimo che le regole della “matematica formale” imposte dalle procedure di acquisto organizzate, anche nelle grandi imprese, non vengono sempre rispettate.  </p>
<p class="western">Si può fare di tutto per evitare che un fornitore risultato primo in graduatoria in una gara di appalto (metodo formale d&#8217;acquisto) venga in qualche modo escluso, eliminato, sino a compiere atti illegali, pur di non avere a che fare con quel soggetto &#8211; che per vari motivi non vogliamo all’interno dei nostri spazi fisici e psicologici.</p>
<p class="western">Dal fattore umano, dalle simpatie-antipatie, dalle valutazioni soggettive, dagli stereotipi, dalle pressioni sociali, dalle pulsioni subconscie ed inconscie, è difficile sfuggire. Questo determina, a volte, lo stravolgimento dei risultati formali, il fatto che vengano ricercate strade per “far vincere qualcuno” nella gara tra i fornitori, a discapito ed in barba delle procedure e delle regole scritte.</p>
<p class="western">Questo accade in genere quando nelle procedure formalizzate di acquisto non sono presenti tutti i fattori reali di scelta (e del resto, è difficile inserirvi fattori subconsci ed inconsci). Ad, esempio, la nostra azienda può  &#8211; abbastanza inconsapevolmente &#8211; considerare di fatto molto importante la <b>capacità di ascolto</b> dimostrata dal potenziale fornitore, ma nelle procedure di acquisto non vi è traccia di tale fattore. Questo genera distorsione ed errori.</p>
<p class="western">Anticipando quanto diremo in seguito, per il venditore, in altre parole, è necessario agire sul terreno psicologico dell’impresa acquirente, inserendo le proprie offerte all’interno dell’<b>orizzonte psicologico soggettivo del buyer</b>.</p>
<p class="western">Questo richiama la nostra attenzione sulla necessità, per qualsiasi azienda, di dotarsi di un metodo di vendita per lo sviluppo della competitività.</p>
<p style="margin-bottom:0;background:#ffffff;line-height:.68cm;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">
<p style="margin-bottom:0;">_____________________</p>
<p style="margin-bottom:0;">©Copyright. Vietata la copia o riproduzione non autorizzata. Per contatti. Altri approfondimenti sul volume sono disponibili alla <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/">sezione dedicata alla Psicologia del Marketing e Comunicazione sul sito Studiotrevisani</a> e sul <a href="http://psicologiadimarketing.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener">blog Psicologia di Marketing, risorse per la formazione vendite</a>.</p>
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		<title>Psicologia del cliente e psicologia del prezzo: i &#8220;costi di opportunità&#8221; e i prezzi psicologici</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-cliente-e-psicologia-del-prezzo-i-costi-di-opportunita-e-i-prezzi-psicologici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 08:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Costi psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anticipare gli scenari: anteprime esclusive dalle pubblicazioni del Journal of Consumer Research In questa serie, analizziamo in anteprima alcuni studi di frontiera della ricerca sulla psicologia del marketing. Questi contributi dello Studio Trevisani sono promossi dal dott. Daniele Trevisani, formatore aziendale Senior, esperto in Potenziale Umano e autore di “Psicologia di Marketing e Comunicazione“. Scopo di queste anticipazioni &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="snap_preview" style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong>Anticipare gli scenari: anteprime esclusive dalle pubblicazioni del Journal of Consumer Research</strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em>In questa serie, analizziamo in anteprima alcuni studi di frontiera della ricerca sulla psicologia del marketing. Questi contributi dello <a rel="#someid0" href="https://www.studiotrevisani.it/">Studio Trevisani</a></em><em> sono promossi dal </em><em><a rel="#someid1 noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">dott. Daniele Trevisani</a></em><em>, formatore aziendale Senior, esperto in Potenziale Umano e autore di “</em><a rel="#someid2" href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/"><em>Psicologia di Marketing e Comunicazione</em></a><em>“. Scopo di queste anticipazioni è aiutare le imprese Italiane e i manger Italiani ad avere un accesso diretto alle fonti primarie di conoscenza ed evoluzione del settore, anticipare alcuni dei concetti chiave che emergono dalla ricerca mondiale, e capire dove deve dirigersi la formazione aziendale seria,  impegnata, ricentrata su obiettivi formativi importanti e reali.</em></div>
<div style="text-align:right;font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em>“La conoscenza e la formazione sono la materia prima dei nostri competitor. In questo ring, chi non sale preprato ha già perso” (Daniele Trevisani).</em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-464" style="font-size:100%;line-height:1.4em;display:inline;margin:0 7px 2px 0;padding:4px;" title="GS066010[1]" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/05/gs0660101.jpg?w=60&amp;h=90" alt="GS066010[1]" width="60" height="90" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-485" title="IS071-063[1]" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/05/is071-0631.jpg" alt="IS071-063[1]" width="60" height="90" />Studio esaminato e commentato</strong>: <em><strong>Opportunity Costs: Remind Consumers about Savings</strong></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong>(data di uscita: dicembre 2009)</strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong><span style="font-weight:normal;">In un esperimento, gli autori hanno dimostrato come la percentuale di scelta di un iPod Touch da 16 Gb all&#8217;incirca si raddoppiava quando la differenza di prezzo comparata con il modello a 32 Gb veniva formulata come una scelta che &#8220;ti lascia 100 $ in tasca, liberi da spendere&#8221;. Il prezzo è una variabile importante non solo per ciò che si aquista ma per i budget mentali disponibili. </span><span style="font-weight:normal;">Chi sceglie di spendere un extra (es: 20 o 30 euro) per una bottiglia di vino buono, rispetto ad un prodotto più standardizzato, avrà 20 o 30 euro in meno per altri tipi di acquisto, e può o meno concentrarsi su questi, o invece sui benefici del vino di alta qualità (es: fare bella figura in una cena romantica, o una forma di &#8220;autopremiazione&#8221;). I 20 o 30 euro in meno sono chiamati &#8220;costi di opportunità&#8221; legati alla scelta di una soluzione più costosa. Questo studio esamina cosa accade quando ai consumatori viene ricordato questo fenomeno prima degli acquisti, o invece non viene messo in evidenza. Aziende come Ikea, e altre specializzate in prodotti di livello di prezzo basso o non premium, hanno realizzato risultati importanti con strategie di vendita basate sul ricordare ai clienti i &#8220;costi di opportunità&#8221;. </span></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Capire le dinamiche degli <em>Opportunity Costs è </em>fondamentale sia per chi pratica prezzi inferiori alla media o serve mercati orientati al prezzo, che per chi pratica prezzi elevati e serve strati di mercato alti.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Per le aziende che praticano prezzi inferiori alla media: la percezione importanza sui risparmi che possiamo realizzare negli acquisti, e gli effetti che ne derivano, può essere manipolata dalla comunicazione aziendale. Aumentare la percezione dei &#8220;costi di opportunità&#8221; significa aumentare la sensazione percepita sulle addizionali di prezzo contenute nelle scelte di acquisto di alto livello, o più costose rispetto a soluzioni più economiche.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Ikea ad esempio ha mostrato in alcuni dei propri messaggi, una scarpiera costosa (della concorrenza) con dentro poche scarpe, o una scarpiera propria, più economica, straripante di scarpe, ricordando al cliente quanto in più poteva permettersi nei propri acquisti di altra natura, se avesse risparmiato sull&#8217;acquisto dei mobili.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Per le aziende italiane, le  <strong>implicazioni pratiche per chi vende qualità elevata sono fondamentali</strong>: per chi vende prodotti di livello elevato, diventa determinante apprendere a comunicare il &#8220;perchè&#8221; del prezzo più elevato, i valori aggiunti, i benefit, e le implicazioni negative per acquisti di livello più basso.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">In altre parole, si prospetta un futuro sempre più qualificato da una competizione forte tra la comunicazione dei prezzi. Offerte di prezzo d&#8217;attacco e offerte centrate sulla qualità e prezzi elevati, con una prospettiva di concorrenza sulla sensibilità ai prezzi, psicologica, e meno centrata sul piano strettamente monetario (prezzi psicologici vs. prezzi economici).</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong>Sintesi delle aree principali in cui questa ricerca trova applicazioni:</strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">&#8211; formazione per il retail marketing</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">&#8211; formazione nella comunicazione aziendale</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">&#8211; formazione marketing strategico</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">&#8211; negoziazione, formazione dei negoziatori</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">&#8211; comunicazione nei punti vendita</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong>Testo originale dell’anteprima</strong></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em><strong>Opportunity Costs: Remind Consumers about Savings</strong></em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">When we choose to spend $10 more than usual for a bottle of wine, we’ll have</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">$10 less to spend on an appetizer, a dessert, or ten songs on iTunes. That’s known</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">as the “opportunity cost” of that choice. A new study in the Journal of Consumer</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Research looks at the benefit of drawing consumers’ attention to opportunity</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">costs.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Unless opportunity costs are explicitly named, most consumers don’t consider</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">them when making purchases, according to authors Shane Frederick, Nathan</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">Novemsky (both Yale University), Jing Wang (Singapore Management</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">University), Ravi Dhar (Yale University), and Stephen Nowlis (Arizona State</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">University). They found that consumers made different choices when opportunity</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">costs were made clear.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">For example, in one study, the authors found that the percentage of people</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">interested in paying $15 for a DVD fell by 20 percent if the “not buy” option was</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">explicitly described as “keeping the money for other purchases.” In another</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">experiment, they demonstrated that the choice share of a 16 Gb iPod Touch</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">roughly doubled when the cost difference compared to the 32 Gb model was</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">phrased as “leaving you $100 in cash.” They found the effectiveness of such</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">manipulations depended on participants’ chronic attitude toward spending.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">“Tightwads are less affected than spendthrifts, as they may be more inclined to</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">spontaneously construe purchase decisions in terms of opportunity costs,” they</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">explain.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">According to the authors, IKEA employed this cueing strategy brilliantly in an ad</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">campaign showing an unhappy woman next to an expensive custom cabinet</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">containing one pair of shoes opposite a modestly priced IKEA cabinet</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">overflowing with shoes.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">“Given that consumers who bring to mind opportunity costs become more price</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">sensitive, manufacturers of less-expensive brands interested in increasing price</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">sensitivity may promote their products more effectively by reminding consumers</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;">to consider the opportunity costs,” the authors write.</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em>Shane Frederick, Nathan Novemsky, Jing Wang, Ravi Dhar, and Stephen Nowlis.</em></div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em>“Opportunity Cost Neglect.” Journal of Consumer Research: December 2009.</em></div>
</div>
<div style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><strong></strong></div>
<h2 style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></h2>
<h2 style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></h2>
<h2 style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></h2>
<h2 style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em></em></h2>
<h2 style="font-size:100%;line-height:1.4em;margin:0;padding:0;"><em>Autore  del post: </em><em><a rel="#someid3 noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Daniele Trevisani</a></em></h2>
<div><em><br />
</em></div>
</div>
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		<title>Psicologia del cliente: i giochi di emozioni e le trattative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 07:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione e persuasione]]></category>
		<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[formazione marketing]]></category>
		<category><![CDATA[formazione vendite]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della ricerca mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fonti di conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[giochi emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi formativi]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia delle emozioni in azienda]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia strategica]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-cliente-i-giochi-di-emozioni/">Psicologia del cliente: i giochi di emozioni e le trattative</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Anticipare gli scenari: anteprime esclusive dalle pubblicazioni del Journal of Consumer Research</strong></div>
<div><strong></strong></div>
<div><em>In questa serie, analizziamo in anteprima alcuni studi di frontiera della ricerca sulla psicologia del marketing. Questi contributi dello <a href="https://www.studiotrevisani.it">Studio Trevisani</a></em><em> sono promossi dal </em><em><a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">dott. Daniele Trevisani</a></em><em>, formatore aziendale Senior, esperto in Potenziale Umano e autore di &#8220;</em><a href="https://www.studiotrevisani.it/alm2/"><em>Psicologia di Marketing e Comunicazione</em></a><em>&#8220;. Scopo di queste anticipazioni è aiutare le imprese Italiane e i manger Italiani ad avere un accesso diretto alle fonti primarie di conoscenza ed evoluzione del settore, anticipare alcuni dei concetti chiave che emergono dalla ricerca mondiale, e capire dove deve dirigersi la formazione aziendale seria,  impegnata, ricentrata su obiettivi formativi importanti e reali.</em></div>
<div style="text-align:right;"><em>&#8220;La conoscenza e la formazione sono la materia prima dei nostri competitor. In questo ring, chi non sale preprato ha già perso&#8221; (Daniele Trevisani).</em></div>
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<div><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-464" title="GS066010[1]" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/05/gs0660101.jpg" alt="GS066010[1]" width="60" height="90" />Studio esaminato e commentato</strong>: <strong><em>Consumer Anger Pays Off: Strategic Displays May Aid Negotiations </em></strong></div>
<div><strong>(data di uscita: dicembre 2009)</strong></div>
<div><strong></strong></div>
<div>Lo studio esamina le dinamiche degli <em>emotion gaming </em>(letteralmente, giochi di emozioni che avvengono durante le interazioni umane).</div>
<div>Si concentra in particolare espressioni emotive dei clienti e consumatori durante le trattative, in particolare le espressioni di rabbia e la modalità con cui essa viene &#8220;trattenuta&#8221; (de-escalation) o &#8220;esagerata&#8221; (escalation) durante le fasi finali di una trattativa.</div>
<div>Le conclusioni evidenziano come i negoziatori impegnati sul fronte della vendita siano in realtà sensibili alle espressioni emotive, arrivando a concedere maggiormente di fronte a clienti arrabbiati. Questo, tuttavia, ha una importante eccezione, il fatto che la percezione del comportamento del cliente sia effettiva e non sia generata &#8220;ad arte&#8221; per ottenere di più. In questo caso, il venditore riconosce la strategia in atto e riduce le proprie offerte.</div>
<div><strong><span style="font-weight:normal;">Nostra sintesi sulle </span>implicazioni pratiche </strong>nel business to business: sia chi vende che chi compra può trovarsi a fronteggiare buyer o venditori estremamente preparati ad agire in modo &#8220;teatrale&#8221; nell&#8217;espressione emotiva, e diventare &#8220;pilotato&#8221;. Può arrivare a concedere di più di quanto dovuto, o non capire i &#8220;giochi emotivi in corso&#8221;, e quanto questi siano reali o invece strategici. Chi vuole essere efficace deve realizzare training specifici sul riconoscimento degli stati emotivi durante le trattative e le comunicazioni aziendali quotidiane, ad esempio nelle vendite, negli acquisti, nei call-center, nel personale di front-line e di vendita di sportello, nel personale di assistenza e di servizio.</div>
<div>Ma non solo: chi vuole dare maggiore risalto alla propria capacità negoziale, dovrà apprendere tecniche specifiche di espressione emotiva, senza risultare in alcun modo &#8220;recitativo&#8221;, ma assolutamente sincero e reale, pena la nullità di qualsiasi effetto o addirittura la creazione di effetti boomerang. Ancora più importante è il contesto delle negoziazioni internazionali e interculturali, dove ogni cultura ha proprie specifiche modalità di esprimere emozioni quali la rabbia o realizzare pressing durante le negoziazioni. Questo aumenta la necessità per i manager, le aziende  e i comunicatori che operano sui mercati internazionali di conoscere la gestione cross-culturale delle espressioni emotive, e gli stili negoziali e comunicativi locali.</div>
<div>Nel business-to-consumer, e soprattutto nei punti vendita, vi sono una molteplicità di ruoli che si trovano costantemente, giorno dopo giorno, a fronteggiare clienti arrabbiati o emotivamente alterati (call-center, sportelli informativi, uffici relazioni con il pubblico, info-points, centri di ascolto, centri di assitenza). La formazione di questi operatori sulla capacità di gestire efficacemente le proprie emozioni e riconoscere i giochi emotivi in corso sembra da questo studio ancora più fondamentale rispetto ad un semplice fenomeno prima relegato a margine delle attività &#8220;aziendalmente pesanti&#8221;, e consolida la visione della formazione del personale di front-line come priorità da cui dipendono diversi esiti aziendali.</div>
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<div><strong>Sintesi delle aree principali in cui questa ricerca trova applicazioni:</strong></div>
<div>&#8211; formazione per i call center, formazione degli operatori di call-center</div>
<div>&#8211; vendita, formazione vendite</div>
<div>&#8211; acquisti, formazione acquisti</div>
<div>&#8211; negoziazione, formazione dei negoziatori</div>
<div>&#8211; negoziazioni internazionali</div>
<div>&#8211; servizi tecnici e di assistenza, formazione degli operatori</div>
<div>&#8211; comunicazione nei punti vendita</div>
<div><strong>Testo originale dell&#8217;anteprima</strong></div>
<div><strong><em>Consumer Anger Pays Off: Strategic Displays May Aid Negotiations</em></strong></div>
<div>The time-honored tradition of displaying emotions to try to get a better deal might</div>
<div>actually work, but inflating emotions can backfire, according to a new study in</div>
<div>the Journal of Consumer Research.</div>
<div>Authors Eduardo B. Andrade and Teck-Hua Ho (University of California,</div>
<div>Berkeley) set out to examine “emotion gaming,” the act of either concealing a</div>
<div>current emotional state or displaying one that diverges from one’s true state, in an</div>
<div>attempt to improve a social (or consumer) interaction. An example of “emotion</div>
<div>gaming” would be exaggerating anger while negotiating with a car dealer.</div>
<div>The researchers developed several experiments to test “emotion gaming.” In one</div>
<div>experiment, participants, who were told their payment was contingent on the</div>
<div>outcome of two tasks, played two games involving interactive decision-making.</div>
<div>In one game, the Dictator Game, a “proposer” was endowed with a pot of money</div>
<div>to be split with the “receiver.” The proposers were led to make unfair offers,</div>
<div>which the receivers had to accept. The Dictator Game’s purpose was to</div>
<div>manipulate anger.</div>
<div>After recording their anger levels from the Dictator Game, participants played</div>
<div>another game (the Ultimatum Game) meant to simulate a retail situation where a</div>
<div>proposer offered a division of money and a receiver had to accept or reject it.</div>
<div>However, a rejected offer meant that both players earned nothing. “The UG can</div>
<div>capture the very last phase of a complex negotiation involving multiple stages (for</div>
<div>example, buying a new car) where one party gives the final take-it-or-leave-it</div>
<div>offer before walking away from the negotiation table,” the authors explain.</div>
<div>Half of the receivers were informed that their last anger report would be shown to</div>
<div>proposers before proposers made offers. The results showed that receivers inflate</div>
<div>their levels of anger when they know that proposers will see their anger display</div>
<div>before deciding on an offer. And the receivers readily acknowledged their</div>
<div>strategic displays of emotions, believing them to be persuasive signals.</div>
<div>“Receivers do get a better offer from proposers as long as proposers have reason</div>
<div>to believe that their partners’ feelings are genuine. When proposers learn that</div>
<div>receivers might be inflating anger, the impact of emotion gaming on proposers’</div>
<div>offers goes away,” the authors conclude.</div>
<div><em>Eduardo B. Andrade and Teck-Hua Ho. “Gaming Emotions in Social</em></div>
<div><em>Interactions.” Journal of Consumer Research: December 2009.</em></div>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<div><em></em></div>
<h2><em>Autore  del post: </em><em><a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a></em></h2>
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		<title>Intervista alla TV Danese &#8211; analisi di psicologia strategica sul successo di Berlusconi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 10:35:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[News & Info]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[analisi politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito politico]]></category>
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		<category><![CDATA[percezione politica]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia strategica]]></category>
		<category><![CDATA[scienze politiche]]></category>
		<category><![CDATA[strategie comunicative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista in inglese a Daniele Trevisani, per la TV Danese, in qualità di esperto italiano in psicologia strategica e comunicazione.  La richiesta era di aiutare i danesi a capire alcuni meccanismi di psicologia della percezione sul successo politico di Berlusconi iniziato nel 1994, eperdurante alla data dell&#8217;intervista (2009), ad esempio come sia possibile compiere gaffe vistose che &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/intervista-alla-tv-danese-analisi-di-psicologia-strategica-sulla-vittoria-di-berlusconi/">Intervista alla TV Danese &#8211; analisi di psicologia strategica sul successo di Berlusconi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-301  alignleft" title="dr2-udland_danish_television_berlusconi_analysis" alt="dr2-udland_danish_television" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/03/dr2-udland_danish_television.png" height="69" width="125" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/03/dr2-udland_danish_television.png 348w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/03/dr2-udland_danish_television-300x165.png 300w" sizes="auto, (max-width: 125px) 100vw, 125px" /></p>
<p>Intervista in inglese a Daniele Trevisani, per la TV Danese, in qualità di esperto italiano in psicologia strategica e comunicazione.  La richiesta era di aiutare i danesi a capire alcuni meccanismi di psicologia della percezione sul successo politico di Berlusconi iniziato nel 1994, eperdurante alla data dell&#8217;intervista (2009), ad esempio come sia possibile compiere gaffe vistose che &#8220;forano&#8221; i media mondiali, ed essere comunque votati in patria&#8230;</p>
<p>&#8230;era una richiesta difficile ma anche una sfida. La conduttrice, prima dell&#8217;intervista, mi spiegava che voleva capire perchè Berlusconi venga spesso ridicolizzato o sottoposto ad ironia caustica, ma alla fine i dati dimostrano che nelle urne viene votato&#8230; Nel fare l&#8217;analisi ho cercato di mettermi il &#8220;camice bianco&#8221; del ricercatore di psicologia strategica, e compiere un&#8217;analisi asettica, spiegando alcuni dei fattori relativi alla percezione intra-culturale&#8230; in seguito ho ricevuto molti commenti di politici danesi che dicevano di avere finalmente capito qualcosa (es, sulla questione degli errori &#8220;comunicazionali&#8221;, e sui loro effetti psicologici che riducono di fatto la distanza semantica con l&#8217;elettore medio, distanza che le controparti non avevano saputo capire)&#8230; credo che per tutti gli appassionati e ricercatori di psicologia e strategia, &#8220;mettersi il camice bianco del ricercatore&#8221; faccia bene in alcuni momenti, per capire le cose nella loro natura più oggettiva e lasciarsi meno coinvolgere da stati umorali&#8230; alla fine un ricercatore deve fare questo sforzo e distinguere analisi da opinioni, per quanto sia difficile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/intervista-alla-tv-danese-analisi-di-psicologia-strategica-sulla-vittoria-di-berlusconi/">Intervista alla TV Danese &#8211; analisi di psicologia strategica sul successo di Berlusconi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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