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	<title>Comunicazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Comunicazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Comunicazione Tossica vs. Comunicazione che Cura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 08:45:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione Tossica vs. Comunicazione che Cura — Articolo e Aforismi HPM di Daniele Trevisani Ogni giorno comunichiamo. Con parole, gesti, silenzi, toni. E ogni volta abbiamo davanti una scelta invisibile ma decisiva: intossicare o curare. Nel Metodo HPM – Human Potential Model, la comunicazione è energia viva. Può nutrire o può avvelenare. Può costruire ponti &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione-tossica-vs-comunicazione-che-cura/">Comunicazione Tossica vs. Comunicazione che Cura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Comunicazione Tossica vs. Comunicazione che Cura — Articolo e Aforismi HPM di Daniele Trevisani</h1>
<p>Ogni giorno comunichiamo.<br />
Con parole, gesti, silenzi, toni.<br />
E ogni volta abbiamo davanti una scelta invisibile ma decisiva: intossicare o curare.</p>
<p>Nel Metodo HPM – Human Potential Model, la comunicazione è energia viva.<br />
Può nutrire o può avvelenare.<br />
Può costruire ponti o alzare muri.<br />
Può accendere consapevolezza o spegnerla.</p>
<p>Ecco 20 aforismi per riflettere su questa differenza vitale.<br />
Sono spunti per chi vuole fare della comunicazione un atto di crescita, non di distruzione.</p>
<p><strong>Aforismi HPM – Daniele Trevisani</strong></p>
<ol>
<li><strong>La comunicazione tossica svuota energia, quella che cura la genera. Ogni parola può essere veleno o medicina.</strong></li>
<li><strong>Chi comunica per ferire cerca dominio, chi comunica per curare cerca evoluzione.</strong></li>
<li><strong>La tossicità nasce dal giudizio, la cura nasce dall’ascolto.</strong></li>
<li><strong>Le parole sono onde: alcune distruggono, altre ricompongono.</strong></li>
<li><strong>Comunicare non è riempire l’altro di parole, ma restituirgli il potere di sentire.</strong></li>
<li><strong>La comunicazione tossica si nutre di paura; quella che cura nasce dal coraggio di essere autentici.</strong></li>
<li><strong>Ogni dialogo è un laboratorio: puoi creare crescita o contaminazione.</strong></li>
<li><strong>Chi vuole curare con la comunicazione deve prima purificare le proprie intenzioni.</strong></li>
<li><strong>Il silenzio empatico cura più di mille parole urlate.</strong></li>
<li><strong>Le parole che curano non cercano consenso, cercano verità.</strong></li>
<li><strong>Comunicare in modo tossico è facile: basta reagire. Comunicare per curare richiede presenza e coscienza.</strong></li>
<li><strong>Ogni messaggio lascia una traccia: chiediti se vuoi lasciare una ferita o una cicatrice che guarisce.</strong></li>
<li><strong>La comunicazione tossica divide; quella che cura unisce senza annullare le differenze.</strong></li>
<li><strong>Chi ascolta davvero diventa un guaritore invisibile.</strong></li>
<li><strong>Le parole tossiche nascono da menti chiuse, le parole che curano da cuori aperti.</strong></li>
<li><strong>Non c’è leadership senza linguaggio che rigenera.</strong></li>
<li><strong>Ogni tono, ogni pausa, ogni sguardo può avvicinare o allontanare. La cura è nelle micro-sfumature.</strong></li>
<li><strong>Comunicare in modo tossico è come respirare smog emotivo; comunicare per curare è ossigeno per l’anima.</strong></li>
<li><strong>La comunicazione che cura non è buonismo: è forza centrata sul rispetto.</strong></li>
<li><strong>Il primo passo per curare con la parola è imparare a non intossicare se stessi.</strong></li>
</ol>
<p>Quando scegliamo consapevolmente il nostro linguaggio, diventiamo artefici di relazioni più sane e autentiche. La differenza tra comunicazione tossica e quella che cura risiede nella qualità dell’ascolto e nell’intenzionalità delle parole: non basta evitare le offese, occorre anche promuovere fiducia, apertura e crescita reciproca. In fondo, come recita un antico proverbio italiano, “le parole sono come le ciliegie: una tira l’altra”, e quelle che portano benessere creano un effetto a catena positivo nelle nostre vite.</p>
<p>Ogni parola che scegliamo può essere un colpo o una carezza, un veleno o una medicina.<br />
La vera leadership comunicativa non si misura dalla forza con cui parli, ma dall’energia che lasci negli altri.</p>
<p><strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f331.png" alt="🌱" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <em>“Comunicare per curare” è un atto di consapevolezza, una disciplina interiore, un percorso di evoluzione umana.</em><br />
— <em>Daniele Trevisani, Metodo HPM – Human Potential Model</em></strong></p>
<h2>Keywords articolo Comunicazione Tossica vs. Comunicazione che Cura</h2>
<ul>
<li>comunicazione tossica</li>
<li>comunicazione che cura</li>
<li>comunicazione empatica</li>
<li>parole che guariscono</li>
<li>parole tossiche</li>
<li>linguaggio che rigenera</li>
<li>ascolto profondo</li>
<li>comunicazione consapevole</li>
<li>comunicazione e benessere</li>
<li>energia della parola</li>
<li>parole che feriscono</li>
<li>linguaggio del cuore</li>
<li>comunicazione interiore</li>
<li>leadership comunicativa</li>
<li>comunicazione autentica</li>
<li>tossicità relazionale</li>
<li>relazioni che nutrono</li>
<li>comunicazione e crescita personale</li>
<li>metodo HPM</li>
<li>Daniele Trevisani</li>
<li>comunicazione evolutiva</li>
<li>comunicazione trasformativa</li>
<li>intelligenza comunicativa</li>
<li>ecologia della comunicazione</li>
<li>igiene comunicativa</li>
<li>coaching della comunicazione</li>
<li>linguaggio che cura</li>
<li>comunicazione non violenta</li>
<li>comunicazione relazionale</li>
<li>empatia e ascolto</li>
<li>parole come energia</li>
<li>comunicazione rigenerativa</li>
<li>comunicazione positiva</li>
<li>comunicazione motivante</li>
<li>comunicazione e potenziale umano</li>
<li>comunicazione nei team</li>
<li>comunicazione e leadership</li>
<li>comunicazione mindful</li>
<li>parole e cambiamento</li>
<li>comunicazione e autostima</li>
<li>comunicazione e consapevolezza</li>
<li>tossine verbali</li>
<li>linguaggio costruttivo</li>
<li>comunicazione emozionale</li>
<li>comunicazione e spiritualità</li>
<li>dialogo evolutivo</li>
<li>ascolto che cura</li>
<li>parole che ispirano</li>
<li>comunicazione centrata sulla persona</li>
<li>benessere comunicativo</li>
<li>guarigione attraverso la parola</li>
</ul>
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		<title>Comunicazione Cooperativa: Le Massime Conversazionali di Paul Grice</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2025 08:31:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[News & Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cooperazione comunicativa e Massime Conversazionali di Paul Grice Elaborazione a cura di: Dott. Daniele Trevisani, con nostra traduzione e adattamento. Daniele Trevisani Academy Nelle scienze sociali in generale e nella linguistica in particolare, il principio cooperativo descrive il modo in cui le persone raggiungono una comunicazione conversazionale efficace in situazioni sociali comuni, vale a dire &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cooperazione comunicativa e Massime Conversazionali di Paul Grice</h1>
<p><em>Elaborazione a cura di: Dott. Daniele Trevisani, con nostra traduzione e adattamento. Daniele Trevisani Academy</em></p>
<p>Nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_science" target="_blank" rel="noopener">scienze sociali </a>in generale e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener">nella linguistica </a>in particolare, il <strong>principio cooperativo </strong>descrive il modo in cui le persone raggiungono una comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conversation" target="_blank" rel="noopener">conversazionale efficace </a>in situazioni sociali comuni, vale a dire il modo in cui ascoltatori e oratori agiscono in modo cooperativo e si accettano reciprocamente.</p>
<p>Il filosofo del linguaggio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Paul Grice </a>ha introdotto il concetto nella sua teoria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">pragmatica </a>: fornisci il tuo contributo come richiesto, nella fase in cui avviene, dallo scopo accettato o dalla direzione dello scambio di conversazione in cui sei impegnato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a><sup>:</sup><sup> </sup><sup>45</sup><sup> </sup></p>
<p>In altre parole: di&#8217; ciò che devi dire, quando devi dirlo e come dovrebbe essere detto. Queste sono le quattro <strong>massime della conversazione di Grice </strong>o <strong>massime griceane: </strong>quantità, qualità, relazione e modo. Esse descrivono le regole seguite dalle persone nella conversazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:0-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>Applicare le massime griceane è un modo per spiegare il legame tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Utterance" target="_blank" rel="noopener">le espressioni </a>e ciò che se ne comprende.</p>
<p>Sebbene formulato come un comando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_prescription" target="_blank" rel="noopener">prescrittivo , il principio è inteso come una </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_description" target="_blank" rel="noopener">descrizione </a>di come le persone si comportano normalmente in una conversazione. Lesley Jeffries e Daniel McIntyre (2010) descrivono le massime di Grice come &#8220;una sintesi dei presupposti che sosteniamo prototipicamente quando ci impegniamo in una conversazione&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Il presupposto che le massime saranno seguite aiuta a interpretare le espressioni che sembrano violarle a livello superficiale; tale violazione spesso segnala <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conversational_implicature" target="_blank" rel="noopener"><em>implicature inespresse </em></a>che contribuiscono al significato dell&#8217;espressione.</p>
<p><strong>Le massime di Grice</strong></p>
<p>Il concetto di principio di cooperazione è stato introdotto dal linguista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Paul Grice </a>nella sua teoria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">pragmatica </a>. Grice ha studiato i modi in cui le persone ricavano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meaning_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">significato </a>dal linguaggio. Nel suo saggio <em>Logic and Conversation </em>(1975) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>e nel libro <em>Studies in the Way of Words </em>(1989), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:1-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Grice ha delineato quattro categorie chiave, o massime, della conversazione – quantità, qualità, relazione e modo – sotto le quali si trovano massime e sotto-massime più specifiche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:2-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:3-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8]</sup></a></p>
<p>Questi descrivono specifici principi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rationality" target="_blank" rel="noopener">razionali </a>osservati dalle persone che seguono il principio cooperativo nel perseguimento di una comunicazione efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:0-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>L&#8217;applicazione delle massime griceane è quindi un modo per spiegare il collegamento tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Utterance" target="_blank" rel="noopener">le espressioni </a>e ciò che si comprende da esse.</p>
<p>Secondo Grice: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:1-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p><em>I nostri scambi di battute non consistono normalmente in una successione di osservazioni sconnesse, e non sarebbero razionali se lo fossero. Sono tipicamente, almeno in una certa misura, sforzi cooperativi; e ogni partecipante vi riconosce, in una certa misura, uno scopo o un insieme di scopi comuni, o almeno una direzione reciprocamente accettata.</em></p>
<p>Questo scopo o direzione può essere fissato fin dall&#8217;inizio (ad esempio, con la proposta iniziale di una domanda da discutere), oppure può evolversi nel corso dello scambio; può essere abbastanza definito, oppure così indefinito da lasciare un margine di discrezionalità molto ampio ai partecipanti (come in una conversazione informale). Ma in ogni fase, <em>alcune </em>possibili <strong>mosse conversazionali</strong> verrebbero escluse in quanto inadatte alla conversazione.</p>
<p>Potremmo quindi formulare un principio generale di massima che i partecipanti saranno tenuti a rispettare (<em>ceteris paribus</em>), ovvero: Offri il tuo contributo conversazionale come richiesto, al momento in cui avviene, dallo scopo o dalla direzione accettati dello scambio di battute in cui sei impegnato. Si potrebbe definire questo il <em>Principio di Cooperazione </em>.</p>
<p>Supponendo che un principio generale come questo sia accettabile, si possono distinguere quattro categorie, nell&#8217;una o nell&#8217;altra delle quali rientreranno alcune massime e sottomassime più specifiche, il cui rispetto produrrà, in generale, risultati conformi al Principio di Cooperazione. Facendo eco <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Immanuel_Kant" target="_blank" rel="noopener">a Kant </a>chiamiamo queste categorie Quantità, Qualità, Relazione e Modo.</p>
<p><strong>Massima della quantità (informatività)</strong></p>
<p>La massima della quantità è: <em>sii informativo </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:2-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:3-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Sottomassime:</p>
<ol>
<li>Rendi il tuo contributo il più informativo possibile (ai fini attuali dello scambio).</li>
<li>Non rendere il tuo contributo più informativo del necessario.</li>
</ol>
<p>Nel suo libro, Grice usa la seguente analogia per questa massima: &#8220;Se mi stai aiutando a riparare un&#8217;auto, mi aspetto che il tuo contributo non sia né più né meno di quanto richiesto. Se, ad esempio, in una fase particolare ho bisogno di quattro viti, mi aspetto che tu me ne dia quattro, piuttosto che due o sei.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p><strong>Massima della qualità (verità)</strong></p>
<p>La massima della qualità è: <em>sii sincero </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:2-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:3-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Supermassima:</p>
<ul>
<li><em>Cerca di dare un contributo che sia veritiero.</em></li>
</ul>
<p>Sottomassime:</p>
<ol>
<li>Non dire ciò che ritieni falso.</li>
<li>Non dire ciò di cui non hai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Evidence" target="_blank" rel="noopener">prove adeguate </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></li>
</ol>
<p>Nel suo libro, Grice usa la seguente analogia per questa massima: &#8220;<em>Mi aspetto che i tuoi contributi siano genuini e non spuri. Se ho bisogno di zucchero come ingrediente nella torta che mi stai aiutando a preparare, non mi aspetto che tu mi dia il sale; se ho bisogno di un cucchiaio, non mi aspetto un cucchiaio truccato fatto di gomma</em>.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p><strong>Massima di relazione (rilevanza)</strong></p>
<p>La massima della relazione è: <em>sii pertinente </em>: le informazioni fornite dovrebbero essere pertinenti allo scambio corrente e omettere qualsiasi informazione irrilevante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:2-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:3-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>Nel suo libro, Grice usa la seguente analogia per questa massima: &#8220;<em>Mi aspetto che il contributo di un partner sia appropriato alle esigenze immediate in ogni fase della transazione. Se sto mescolando gli ingredienti per una torta, non mi aspetto che mi venga consegnato un buon libro o persino una presina (anche se questo potrebbe essere un contributo appropriato in una fase successiva</em>).&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Riguardo a questa massima, Grice scrive:</p>
<p><em>Sebbene la massima in sé sia concisa, la sua formulazione nasconde una serie di problemi che mi impegnano parecchio: interrogativi su quali possano essere i diversi tipi e focus di rilevanza, su come questi cambino nel corso di uno scambio di battute, su come tenere conto del fatto che gli argomenti delle conversazioni cambiano legittimamente, e così via. Trovo il trattamento di tali questioni estremamente difficile e spero di tornarci in lavori futuri</em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p><strong>Massima di modo (chiarezza)</strong></p>
<p>La massima del modo è: <em>sii chiaro </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:2-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:3-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>Mentre le massime precedenti riguardano principalmente <em>ciò che </em>viene detto, le massime del modo riguardano il <em>come </em>viene detto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Supermassima:</p>
<ul>
<li><em>Siate perspicaci.</em></li>
</ul>
<p>Sottomassime: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<ol>
<li>Evitare l&#8217;oscurità dell&#8217;espressione, vale a dire evitare un linguaggio difficile da comprendere.</li>
<li>Evitare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ambiguity" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;ambiguità </a>, ovvero evitare un linguaggio che può essere interpretato in modi diversi.</li>
<li>Siate brevi, ovvero evitate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Verbosity" target="_blank" rel="noopener">verbosità non necessarie </a>.</li>
<li>Siate ordinati, vale a dire, fornite le informazioni in un ordine che abbia senso e che renda facile per il destinatario elaborarle. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-:4-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></li>
</ol>
<p><strong>Massime in pratica</strong></p>
<p><em>Dobbiamo innanzitutto chiarire la natura delle massime di Grice. Non si tratta di generalizzazioni sociologiche sul linguaggio, né di prescrizioni o prescrizioni morali su cosa dire o comunicare. Sebbene Grice le abbia presentate sotto forma di linee guida su come comunicare con successo, ritengo che siano meglio interpretate come presunzioni sulle espressioni verbali, presunzioni su cui noi, come ascoltatori, facciamo affidamento e che noi, come parlanti, sfruttiamo</em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-Top10-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Spesso il destinatario di un&#8217;espressione può aggiungere significato al significato palese e superficiale di una frase, dando per scontato che il parlante abbia rispettato le massime. Tali significati aggiuntivi, se intenzionali per il parlante, sono chiamati <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conversational_implicature" target="_blank" rel="noopener">implicature conversazionali </a>. Ad esempio, nello scambio</p>
<p>A (al passante ): Sono senza benzina.</p>
<p>B: C&#8217;è una stazione di servizio dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>A presumerà che B abbia obbedito alla massima di relazione. Tuttavia, la risposta di B è rilevante per A solo se la stazione di servizio è aperta; quindi ha l&#8217;implicatura &#8220;La stazione di servizio è aperta&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Grice, tuttavia, non dava per scontato che tutti dovessero seguire costantemente queste massime. Anzi, trovava interessante il fatto che queste non venissero rispettate, ovvero o <em>violate </em>(ci si aspettava che l&#8217;ascoltatore fosse in grado di comprendere il messaggio) o <em>date per scontate </em>(ci si aspettava che l&#8217;ascoltatore non se ne accorgesse). Violare significa che le circostanze ci portano a pensare che il parlante stia comunque obbedendo al principio di cooperazione, e le massime vengono seguite a un livello più profondo, dando origine ancora una volta a un&#8217;implicatura conversazionale. L&#8217;importanza sta in ciò che <em>non è stato </em>detto. Ad esempio, rispondere a &#8220;Sei interessato a una partita a tennis?&#8221; con &#8220;Piove&#8221; manca di rispetto alla massima di relazione solo superficialmente; il ragionamento alla base di questa espressione è normalmente chiaro all&#8217;interlocutore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p><strong>Violare le massime</strong></p>
<p>È possibile ignorare una massima e trasmettere così un significato diverso da quello letteralmente espresso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Spesso, in una conversazione, un oratore ignora una massima per produrre un effetto pragmatico negativo, come nel caso del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sarcasm" target="_blank" rel="noopener">sarcasmo </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Irony" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;ironia </a>. Si può ignorare la massima della qualità per dire a un amico goffo che ha appena subito una brutta caduta che la sua grazia è impressionante, e ovviamente significare l&#8217;esatto opposto. Allo stesso modo, ignorare la massima della quantità può risultare in un eufemismo ironico, la massima della rilevanza in un biasimo con una lode irrilevante e la massima del modo in un&#8217;ambiguità ironica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Le massime griceane sono quindi spesso ignorate intenzionalmente da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Comedian" target="_blank" rel="noopener">comici </a>e scrittori, che possono nascondere la verità completa e scegliere le parole per l&#8217;effetto della storia e per il bene dell&#8217;esperienza del lettore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p><strong>I parlanti che deliberatamente ignorano le massime di solito intendono che l&#8217;ascoltatore ne comprenda l&#8217;implicatura sottostante</strong>. Nel caso dell&#8217;amico impacciato, molto probabilmente capirà che il parlante non sta veramente facendo un complimento. Pertanto, la cooperazione è ancora in atto, ma non più a livello letterale. Quando i parlanti ignorano una massima, lo fanno ancora con l&#8217;obiettivo di esprimere un pensiero. Pertanto, le massime griceane hanno uno scopo sia quando vengono seguite sia quando vengono ignorate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p><strong>Violare le massime</strong></p>
<p>Simile al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paltering" target="_blank" rel="noopener">&#8220;paltering </a>&#8221; (dire verità ma senza dire il tutto), violare una massima significa che il parlante sta mentendo spudoratamente violando la massima della qualità, o sta intenzionalmente fuorviando violando un&#8217;altra massima. Ad esempio, se in realtà non c&#8217;era una stazione di servizio dietro l&#8217;angolo nell&#8217;esempio precedente e B stava solo facendo uno scherzo crudele, allora B sta violando la massima della qualità. Un parlante che viola la massima della pertinenza potrebbe insinuare che un fatto sia importante quando non lo è; avvertire un cuoco che ci vuole un tempo considerevole per riscaldare il forno implica che preriscaldare il forno sia utile e dovrebbe essere fatto, ma forse il parlante sa che la ricetta in realtà non prevede la cottura di nulla. Violare la massima della quantità può comportare l&#8217;inclusione intenzionale di dettagli inutili nel tentativo di oscurare o distrarre, o dicendo mezze verità che omettono dettagli importanti come il fatto che la stazione di servizio è abbandonata e non è più in funzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-grice-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p><strong>Critica</strong></p>
<p>La teoria di Grice è spesso contestata sostenendo che la conversazione cooperativa, come la maggior parte <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_behavior" target="_blank" rel="noopener">dei comportamenti </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_behavior" target="_blank" rel="noopener">sociali </a>, è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_determinism" target="_blank" rel="noopener">determinata culturalmente </a>e pertanto le massime griceane e il principio cooperativo non si applicano universalmente a causa delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_differences" target="_blank" rel="noopener">differenze culturali </a>. Keenan (1976) sostiene, ad esempio, che i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Malagasy_people" target="_blank" rel="noopener">malgasci </a>(gli abitanti del Madagascar) seguono un principio cooperativo completamente opposto per raggiungere la cooperazione conversazionale. Nella loro cultura, i parlanti sono riluttanti a condividere informazioni e violano la massima della quantità eludendo domande dirette e rispondendo a risposte incomplete a causa del rischio di perdere la faccia impegnandosi a garantire la veridicità delle informazioni, nonché del fatto che avere informazioni è una forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Prestige_(sociolinguistics)" target="_blank" rel="noopener">prestigio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Per contrastare questo punto, Harnish (1976) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>sottolinea che Grice afferma che le sue massime valgono solo nelle conversazioni in cui è in vigore il principio cooperativo. I parlanti malgasci scelgono di non essere cooperativi, attribuendo maggiore importanza al prestigio della proprietà delle informazioni. (In questo caso si potrebbe anche dire che si tratta di un sistema di comunicazione meno cooperativo, poiché vengono condivise meno informazioni.)</p>
<p>Alcuni sostengono che le massime siano vaghe. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>Questo potrebbe spiegare la critica secondo cui le massime di Grice possono essere facilmente interpretate erroneamente come linee guida per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Etiquette" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;etichetta </a>, istruendo i parlanti su come essere conversatori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Moral" target="_blank" rel="noopener">morali </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Politeness" target="_blank" rel="noopener">educati </a>. Tuttavia, le massime di Grice, nonostante la loro formulazione, intendono solo descrivere i tratti comunemente accettati di una comunicazione cooperativa di successo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-Top10-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Geoffrey_Leech" target="_blank" rel="noopener">Geoffrey Leech </a>introdusse le <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Politeness_maxims" target="_blank" rel="noopener">massime della cortesia </a>: tatto, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Generosity" target="_blank" rel="noopener">generosità </a>, approvazione, modestia, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_decision-making" target="_blank" rel="noopener">accordo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sympathy" target="_blank" rel="noopener">simpatia </a>.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Relevance_theory" target="_blank" rel="noopener">Teorici della rilevanza </a>hanno anche notato che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conversational_implicature" target="_blank" rel="noopener">le implicature conversazionali </a>possono emergere in situazioni non cooperative, il che non può essere spiegato nel modello di Grice. Ad esempio, supponiamo che A e B stiano pianificando una vacanza in Francia e che A suggerisca di far visita al loro vecchio conoscente Gérard; e inoltre, che B sappia dove vive Gérard e A sappia che B lo sa. Segue il seguente dialogo:</p>
<p>A: Dove vive Gérard?</p>
<p>B: Da qualche parte nel sud della Francia.</p>
<p>Questo viene interpretato da A come se B non volesse dire esattamente dove vive Gérard, proprio <em>perché </em>B non sta seguendo il principio cooperativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperative_principle#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p><strong>Vedi anche</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_manipulation_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria della manipolazione delle informazioni</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lexical_entrainment" target="_blank" rel="noopener">Coinvolgimento lessicale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Politeness_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria della cortesia</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Principle_of_charity" target="_blank" rel="noopener">Principio di carità</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Question_under_discussion" target="_blank" rel="noopener">Domanda in discussione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Relevance_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria della rilevanza</a></li>
</ul>
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li> <em>Grice, Paul (1975). &#8220;Logica e conversazione&#8221;. In Cole, P.; Morgan, J. (a cura di). Sintassi e semantica. Vol. 3: Atti linguistici. New York: Academic Press. pp. 41-58.</em></li>
<li> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Snje%C5%BEana_Kordi%C4%87" target="_blank" rel="noopener"><em>Kordić, Snjezana </em></a><em>(1991). </em><a href="https://www.webcitation.org/6ANNqArFh?url=http://bib.irb.hr/datoteka/446883.KONVERZACIJSKE_IMPLIKATURE.PDF" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a><a href="https://www.webcitation.org/6ANNqArFh?url=http://bib.irb.hr/datoteka/446883.KONVERZACIJSKE_IMPLIKATURE.PDF" target="_blank" rel="noopener"><em>Konverzacijske</em></a> <a href="https://www.webcitation.org/6ANNqArFh?url=http://bib.irb.hr/datoteka/446883.KONVERZACIJSKE_IMPLIKATURE.PDF" target="_blank" rel="noopener"><em>implikature </em></a><a href="https://www.webcitation.org/6ANNqArFh?url=http://bib.irb.hr/datoteka/446883.KONVERZACIJSKE_IMPLIKATURE.PDF" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a><em>[Implicature conversazionali] (PDF). Suvremena Lingvistika (in serbo-croato). <strong>17 </strong>(31–32): 89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://search.worldcat.org/issn/0586-0296" target="_blank" rel="noopener"><em>0586-0296 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://search.worldcat.org/oclc/440780341" target="_blank" rel="noopener"><em>440780341 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/SSRN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>SSRN</em></a><em> </em><a href="https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=3442421" target="_blank" rel="noopener"><em>3442421 </em></a><em>. </em><a href="http://bib.irb.hr/prikazi-rad?&amp;lang=EN&amp;rad=446883" target="_blank" rel="noopener"><em>CROSBI 446883 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ZDB-ID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ZDB-ID</em></a><em> </em><a href="http://ld.zdb-services.de/resource/429609-6" target="_blank" rel="noopener"><em>429609-6 </em></a><em>. Archiviato dall&#8217;originale </em><a href="http://bib.irb.hr/datoteka/446883.KONVERZACIJSKE_IMPLIKATURE.PDF" target="_blank" rel="noopener"><em>( </em></a><em>PDF) il 2 settembre 2012. Consultato il 9 febbraio 2019.</em></li>
<li> <em>Jeffries, Lesley; McIntyre, Daniel (2010). Stilistica. Cambridge University Press. p. 106 .</em></li>
<li>Grice, Paul. 1975. &#8221; <a href="https://www.ucl.ac.uk/ls/studypacks/Grice-Logic.pdf" target="_blank" rel="noopener">Logica e conversazione </a>&#8220;. Pp. 41–58 in <em>Sintassi e semantica 3: Atti linguistici </em>, a cura di P. Cole e J.J. Morgan. New York, NY: Academic Press.</li>
<li> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Grice, Paul </a>. 1989. <a href="http://courses.media.mit.edu/2004spring/mas966/Grice%20Logic%20and%20Conversation.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Studi sulla via delle parole </em></a>. Harvard University Press. ISBN 0674852710. <a href="https://books.google.com/books?id=QqtAbk-bs34C" target="_blank" rel="noopener">Google Libri </a>.</li>
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<li> <a href="https://www.sas.upenn.edu/~haroldfs/dravling/grice.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le massime di Grice&#8221; </em></a><em>. www.sas.upenn.edu. Consultato il 06/06/2021.</em></li>
<li> Okanda , Mako, Kosuke Asada, Yusuke Moriguchi e Shoji Itakura. 2015. &#8221; <a href="https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fpsyg.2015.00901/full" target="_blank" rel="noopener">Comprensione delle violazioni delle massime griceane nei bambini in età prescolare e negli adulti </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Frontiers_in_Psychology" target="_blank" rel="noopener"><em>Frontiere in psicologia </em></a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi </a>: <a href="https://doi.org/10.3389%2Ffpsyg.2015.00901" target="_blank" rel="noopener">10.3389/fpsyg.2015.00901 </a>.</li>
<li> <a href="https://effectiviology.com/principles-of-effective-communication/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Le massime di conversazione di Grice: i principi di una comunicazione efficace&#8221; </em></a><em>. Effectiviology . </em><a href="https://web.archive.org/web/20180517225542/https:/effectiviology.com/principles-of-effective-communication/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato </em></a><em>dall&#8217;originale il 17 maggio 2018. Consultato il 6 giugno 2021.</em></li>
<li>Per argomenti secondo cui la massima di Grice è meglio compresa in termini di conoscenza, vedere: <em>Benton, Matthew A. (2016). &#8220;Qualità Griceana&#8221;. Noûs . <strong>50 </strong>(4): 689–703. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fnous.12065" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1111/nous.12065 </em></a><em>.</em></li>
<li> <em>Bach, Kent (2005), </em><a href="https://web.archive.org/web/20041114174308/http:/userwww.sfsu.edu/~kbach/TopTen.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>I 10 principali equivoci sull&#8217;implicatura </em></a><em>(PDF), archiviato dall&#8217;originale </em><a href="http://userwww.sfsu.edu/~kbach/TopTen.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>( </em></a><em>PDF) il 14-11-2004, recuperato il 09-10-2011</em></li>
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<li> <em>McCulloch, Gretchen (20 giugno 2014). </em><a href="http://www.slate.com/blogs/lexicon_valley/2014/06/20/at_least_ten_ducks_why_this_caption_is_funny_explained_by_gricean_maxims.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;&#8221;Guarda tutte queste anatre, ce ne sono almeno dieci.&#8221; Perché è divertente?&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Slate_(magazine)" target="_blank" rel="noopener"><em>Slate </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Slate_Group" target="_blank" rel="noopener"><em>The Slate Group </em></a><em>. Consultato il 20 giugno 2014.</em></li>
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<li> <em>Harnish, R. (1976). &#8220;Forma logica e implicatura&#8221;. In Bever TG; Katz J J ; Langendoen , DT (a cura di). Una teoria integrata delle capacità linguistiche. New York: Crowel.</em></li>
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<li> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dan_Sperber" target="_blank" rel="noopener"><em>Sperber, Dan </em></a><em>; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deirdre_Wilson" target="_blank" rel="noopener"><em>Wilson, Deirdre </em></a><em>(1996). Rilevanza: Comunicazione e Cognizione. Wiley-Blackwell. pp. 273 segg. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> Tel. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0631198789" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0631198789 </em></a><em>.</em></li>
</ol>
</li>
</ol>
<p><strong>Bibliografia addizionale</strong></p>
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<li><em>Cameron, D. (2001). Lavorare con il discorso parlato. Londra: Sage Publications. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> Tel. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0761957737" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0761957737 </em></a><em>.</em></li>
<li>Grice, Paul (1975). &#8221; <a href="https://www.ucl.ac.uk/ls/studypacks/Grice-Logic.pdf" target="_blank" rel="noopener">Logica e conversazione </a>.&#8221; Pp. 41–58 in <em>Sintassi e semantica 3: Atti linguistici </em>, a cura di P. Cole e J.J. Morgan. New York, NY: Academic Press.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jacob_L._Mey" target="_blank" rel="noopener"><em>Mey, Jacob </em></a><em>(2001). Pragmatica: un&#8217;introduzione. Blackwell. pp. 76-77. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> Tel. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0631211327" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0631211327 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Wardhaugh, Ronald (2006). Introduzione alla sociolinguistica. Blackwell. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> Tel. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1118732298" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1118732298 </em></a><em>.</em></li>
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<p><strong>Collegamenti esterni</strong></p>
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<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Help:Category" target="_blank" rel="noopener">Categorie </a>:</p>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">Pragmatica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Philosophy_of_language" target="_blank" rel="noopener">Filosofia </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Philosophy_of_language" target="_blank" rel="noopener">del linguaggio</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Category:Principles" target="_blank" rel="noopener">Principi</a></li>
</ul>
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		<title>Le regole per una comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 09:02:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le regole per una comunicazione efficace Ascolto attivo Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse. Esempio: Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Le regole per una comunicazione efficace</h1>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo</strong><br />
Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse.<br />
<em>Esempio:</em> Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai dicendo che&#8230;”.</li>
<li><strong>Chiarezza e semplicità</strong><br />
Le persone ricordano e comprendono meglio ciò che è semplice. Usare frasi brevi, parole comuni e concetti essenziali aiuta a farsi capire.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di dire “L’approccio strategico richiede un’analisi multi-dimensionale delle variabili ambientali”, puoi dire: “Dobbiamo studiare bene cosa succede intorno a noi prima di agire”.</li>
<li><strong>Empatia</strong><br />
Comprendere come si sente l’altra persona aiuta a comunicare in modo più efficace. L’empatia non è solo emotiva, ma anche cognitiva: implica la volontà di capire davvero l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se un collega è irritato per un errore, invece di rispondere a tono, puoi dire: “Capisco che questa situazione ti abbia dato fastidio. Vediamo insieme come risolverla”.</li>
<li><strong>Coerenza tra verbale e non verbale</strong><br />
Le parole devono essere supportate dal tono di voce e dal linguaggio del corpo. Se c’è dissonanza, le persone crederanno al non verbale.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “Non c’è problema” ma incroci le braccia e aggrotti la fronte, l’altro percepirà che c’è un problema, anche se non lo dici.</li>
<li><strong>Adattamento all’interlocutore e al contesto</strong><br />
Ogni persona e ogni situazione richiede uno stile diverso di comunicazione.<br />
<em>Esempio:</em> Spiegare un progetto a un tecnico informatico richiede termini specifici, mentre spiegare lo stesso progetto a un cliente non tecnico richiede parole semplici e esempi concreti.</li>
<li><strong>Uso del feedback</strong><br />
È importante verificare che il messaggio sia stato compreso e accogliere eventuali reazioni o osservazioni.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo aver dato un’istruzione a un collaboratore, chiedi: “Ti è chiaro cosa bisogna fare, o vuoi che lo ripetiamo insieme?”.</li>
<li><strong>Gestione del tempo nella comunicazione</strong><br />
Essere concisi, ma non sbrigativi. Dare spazio all’altro per intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> In una riunione, se parli da 10 minuti senza interruzioni, puoi fermarti e chiedere: “Cosa ne pensate fin qui?”.</li>
<li><strong>Chiarezza dell’obiettivo comunicativo</strong><br />
Ogni comunicazione dovrebbe avere uno scopo ben definito: informare, convincere, chiarire, rassicurare&#8230;<br />
<em>Esempio:</em> Prima di parlare con un cliente arrabbiato, chiarisci il tuo obiettivo: vuoi tranquillizzarlo, risolvere un problema, o ottenere un nuovo appuntamento?</li>
<li><strong>Autenticità e trasparenza</strong><br />
Dire ciò che si pensa in modo onesto e rispettoso crea fiducia. Le persone sentono quando sei autentico.<br />
<em>Esempio:</em> Se non sei d’accordo con una proposta, puoi dire: “Apprezzo il tuo punto di vista, ma ho delle perplessità su alcuni aspetti. Posso condividerle?”.</li>
<li><strong>Controllo delle emozioni</strong><br />
Le emozioni non vanno represse, ma gestite. In comunicazione, reagire di impulso può compromettere il messaggio.<br />
<em>Esempio:</em> Se ricevi una critica ingiusta, anziché rispondere con rabbia, puoi dire: “Mi piacerebbe capire meglio cosa ti ha portato a questa opinione”.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Le regole per una conversazione efficace</h1>
<p>Certamente! Ecco una guida completa sulle <strong>regole per una conversazione efficace</strong>, presentata in forma discorsiva e arricchita con <strong>esempi pratici</strong> per ogni punto.</p>
<ol>
<li><strong>Dare spazio a entrambi</strong><br />
Una conversazione efficace è un dialogo, non un monologo. È importante alternare l’ascolto e la parola, rispettando i tempi dell’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se hai parlato a lungo, puoi dire: “Ma ora sono curioso di sapere cosa ne pensi tu”.</li>
<li><strong>Mostrare interesse reale</strong><br />
Le conversazioni funzionano meglio quando c’è attenzione autentica. Fare domande, ascoltare attivamente e rispondere con commenti pertinenti aiuta a creare connessione.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti parla di un viaggio, evita di cambiare subito argomento: “Che bello! Dove sei stato esattamente?”.</li>
<li><strong>Non interrompere</strong><br />
Interrompere comunica disinteresse o impazienza. Anche se hai qualcosa da dire, attendi che l’altro finisca.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti viene in mente qualcosa mentre l’altro parla, annuisci o prendi nota mentalmente, ma aspetta il tuo turno.</li>
<li><strong>Saper leggere il tono e il contesto</strong><br />
La stessa frase può avere effetti diversi a seconda del momento e del tono. È fondamentale cogliere l’atmosfera e regolare di conseguenza il proprio modo di intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro è visibilmente teso o stanco, evita ironie o battute fuori luogo. Puoi dire: “Hai avuto una giornata pesante? Vuoi parlarne o preferisci distrarti?”.</li>
<li><strong>Non dominare la conversazione</strong><br />
Parlare troppo a lungo o imporsi sugli argomenti può far sentire l’altro messo da parte.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti accorgi di aver monopolizzato la conversazione, puoi dire: “Scusa, sto parlando troppo io. Raccontami qualcosa di tuo”.</li>
<li><strong>Evitare giudizi e correzioni continue</strong><br />
Le conversazioni non sono interrogatori né gare di precisione. Correggere ogni errore o giudicare costantemente spegne la voglia di dialogo.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro fa un errore non importante (“sono stato a Oslo, la capitale della Svezia”), puoi lasciar correre o dire con gentilezza: “Bellissimo posto. Anche se mi pare sia la capitale della Norvegia, vero?”.</li>
<li><strong>Accettare i silenzi</strong><br />
Le pause sono naturali. Non occorre riempirle subito: possono servire a riflettere o a respirare.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo una frase intensa o emotiva, non affrettarti a rispondere. Un semplice sorriso o uno sguardo empatico può bastare.</li>
<li><strong>Mantenere il focus sul presente</strong><br />
Una conversazione efficace vive nel “qui e ora”. Evitare di deviare troppo spesso su aneddoti passati o anticipare ogni frase dell’altro aiuta a mantenere il flusso naturale.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti racconta un fatto, evita di interromperlo con: “Anche a me è successo, ascolta questa&#8230;”. Prima ascolta tutto.</li>
<li><strong>Essere autentici e coerenti</strong><br />
Dire cose in cui si crede, usare un tono sincero e non cercare di impressionare rende le conversazioni più vere e piacevoli.<br />
<em>Esempio:</em> Se non ti interessa un argomento, puoi dirlo con tatto: “Ammetto che non ne so molto, ma mi interessa capire meglio”.</li>
<li><strong>Chiudere con cura</strong><br />
Anche la chiusura di una conversazione ha un peso. Concludere con rispetto e gratitudine rafforza il legame.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di chiudere bruscamente con “devo andare”, puoi dire: “Mi ha fatto piacere parlare con te, speriamo di continuare presto”.</li>
</ol>
<h1>Cos&#8217;è e come si gestisce lo stile comunicativo</h1>
<p><strong>Cos’è lo stile comunicativo</strong></p>
<p>Lo <strong>stile comunicativo</strong> è il modo in cui una persona esprime pensieri, emozioni e intenzioni attraverso parole, tono di voce, linguaggio del corpo e ritmo della comunicazione. Non si tratta solo di <em>cosa</em> diciamo, ma soprattutto di <em>come</em> lo diciamo.<br />
Ogni stile ha un impatto preciso sull’interlocutore e può facilitare o ostacolare la comprensione e la relazione.</p>
<p><strong>Come si gestisce lo stile comunicativo</strong></p>
<ol>
<li><strong>Conoscere il proprio stile dominante</strong><br />
Il primo passo è diventare consapevoli del proprio modo abituale di comunicare. Si è diretti? Diplomatici? Riflessivi? Espansivi?<br />
<em>Esempio:</em> Una persona con stile diretto potrebbe dire: “Questo progetto non funziona”, mentre una più riflessiva direbbe: “Credo che ci siano aspetti da rivedere in questo progetto”. Entrambe possono funzionare, se usate nel contesto giusto.</li>
<li><strong>Riconoscere gli stili degli altri</strong><br />
Ogni persona ha un suo stile, e saperlo riconoscere permette di adattarsi e migliorare la relazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se parli con una persona molto analitica, eviterai espressioni vaghe come “mi sembra giusto” e userai dati: “Secondo le statistiche, questa soluzione è più efficace del 30%”.</li>
<li><strong>Adattare il proprio stile al contesto</strong><br />
Non esiste uno stile perfetto in assoluto, ma esiste quello più adatto alla situazione.<br />
<em>Esempio:</em> In una situazione d’urgenza (es. emergenza sanitaria), uno stile diretto è più efficace: “Chiama subito il medico!”. In una riunione strategica, invece, può essere più utile uno stile collaborativo e riflessivo.</li>
<li><strong>Saper dosare assertività ed empatia</strong><br />
Comunicare in modo efficace significa trovare il giusto equilibrio tra fermezza e sensibilità verso l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> In un conflitto, uno stile troppo aggressivo (“Hai sempre torto!”) peggiora la situazione. Uno stile assertivo ma empatico funziona meglio: “Ho un punto di vista diverso, ti va se lo condivido?”.</li>
<li><strong>Gestire tono, ritmo e linguaggio del corpo</strong><br />
Lo stile passa anche da aspetti non verbali. Il tono troppo alto può sembrare autoritario, quello troppo basso insicuro. Il ritmo incalzante può mettere ansia, quello troppo lento può annoiare.<br />
<em>Esempio:</em> Se vuoi trasmettere entusiasmo, usa un tono energico, gesticola con misura e guarda negli occhi l’interlocutore. Se vuoi rassicurare, abbassa leggermente il tono e rallenta il ritmo.</li>
<li><strong>Essere flessibili e allenarsi al cambiamento</strong><br />
Lo stile comunicativo non è fisso: può evolversi con l’esperienza, il contesto e la volontà. Allenarsi a usare registri diversi è una forma di intelligenza relazionale.<br />
<em>Esempio:</em> Un manager può imparare a passare da uno stile direttivo (utile in caso di urgenze) a uno partecipativo (efficace per coinvolgere il team).</li>
<li><strong>Fare attenzione alla coerenza</strong><br />
Le parole devono essere coerenti con il tono e il comportamento. Se c’è incoerenza, l’altro percepirà confusione o manipolazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “sono qui per aiutarti” ma guardi l’orologio ogni 10 secondi, comunichi disinteresse nonostante le parole.</li>
<li><strong>Accogliere feedback e migliorarsi</strong><br />
Gli altri ci restituiscono segnali su come comunichiamo, a volte verbalmente, altre volte con reazioni più sottili. Saperli cogliere è fondamentale per evolvere.<br />
<em>Esempio:</em> Se noti che spesso le persone si irrigidiscono quando parli, potrebbe essere utile chiedere: “Sono stato troppo diretto? C’è un modo migliore per dirlo secondo te?”.</li>
</ol>
<p>Gestire lo stile comunicativo non significa <em>cambiare personalità</em>, ma <strong>diventare più consapevoli e strategici</strong> nel modo in cui ci relazioniamo. È una competenza che si può allenare ogni giorno, in ogni conversazione.</p>
<h1>Keywords della comunicazione efficace</h1>
<p>Ecco un elenco di 50 <strong>keywords</strong> utili sul tema <strong>&#8220;le regole per una comunicazione efficace&#8221;</strong>, temi su cui riflettere:</p>
<ol>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Empatia</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Chiarezza del messaggio</li>
<li>Coerenza comunicativa</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Domande aperte</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Gestione del conflitto</li>
<li>Comunicazione interpersonale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Codifica del messaggio</li>
<li>Decodifica del messaggio</li>
<li>Comunicazione verbale</li>
<li>Paralinguaggio</li>
<li>Tono di voce</li>
<li>Comunicazione digitale</li>
<li>Comunicazione scritta</li>
<li>Comunicazione visuale</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Comunicazione professionale</li>
<li>Comunicazione aziendale</li>
<li>Comunicazione interna</li>
<li>Comunicazione esterna</li>
<li>Empatia comunicativa</li>
<li>Comunicazione bidirezionale</li>
<li>Rumore comunicativo</li>
<li>Atti comunicativi</li>
<li>Canali comunicativi</li>
<li>Contesto comunicativo</li>
<li>Comunicazione efficace nel team</li>
<li>Assertività e rispetto</li>
<li>Comunicazione autentica</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione intenzionale</li>
<li>Flessibilità comunicativa</li>
<li>Regole di comunicazione</li>
<li>Comunicazione strategica</li>
<li>Comunicazione efficace in pubblico</li>
<li>Comunicazione nei conflitti</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Comunicazione efficace in azienda</li>
<li>Comunicazione e leadership</li>
<li>Comunicazione e relazione</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Concetto di Capitale Psicologico-PsyCap</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Pintori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2024 16:48:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo: “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Potenziare il Capitale Psicologico per il Successo Personale e Professionale Nel mondo della crescita personale e del management, un concetto cruciale si presenta sotto il nome di capitale psicologico, o PsyCap. Questo concetto non &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>©Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo: “<a href="https://amzn.to/49gt8tz" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Potenziare il Capitale Psicologico per il Successo Personale e Professionale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo della crescita personale e del management, un concetto cruciale si presenta sotto il nome di capitale psicologico, o PsyCap. Questo concetto non solo riveste un ruolo essenziale nel coaching e nella consulenza, ma è fondamentale anche per strategie di vendita come la vendita consulenziale, strategic selling e solution selling.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitale psicologico si definisce come uno stato di sviluppo psicologico positivo caratterizzato da: avere fiducia (auto-efficacia) nel mettere in campo lo sforzo necessario per avere successo in compiti sfidanti, come il vendere bene e vendere soluzioni di lungo periodo al cliente, dopo averlo ascoltato a fondo; realizzare attribuzioni positive (ottimismo) sulle possibilità di successo ora e nel futuro, perseverare verso gli obiettivi (speranza), e, quando necessario, ridirezionare il percorso verso gli obiettivi, quando si incontrano cadute e avversità, sostenerli e rialzarsi (resilienza).&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo modello si basa su quattro fattori primari: Autoefficacia (Self Efficacy), Ottimismo (Optimism), Speranza (Hope) e Resilienza (Resilience).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La speranza, intesa come &#8220;speranza attiva&#8221;, richiede determinazione, pianificazione, volontà e potere della volontà, oltre alla perseveranza nel cercare strade efficaci per raggiungere gli obiettivi. Non è una semplice illusione che le cose migliorino, ma un impegno attivo per costruire il proprio futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analogamente, l&#8217;efficacia si basa sulla percezione chiara delle sfide e dei progetti in cui possiamo dimostrare efficacia, oltre che sull&#8217;entusiasmo per il successo. La resilienza è un concetto attivo che richiede persistenza, costanza e la capacità di trovare strade alternative dopo i fallimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ottimismo, nel contesto del modello PsyCap, implica la sensazione di poter influenzare il proprio futuro attraverso le proprie azioni e scelte. Il Locus of Control, cioè la percezione di controllare il proprio destino, è fondamentale in questo contesto, poiché indica quanto una persona sia propensa a credere di poter incidere sul proprio stato attuale e futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, il potenziamento del capitale psicologico richiede un impegno quotidiano e pratico. Non è solo una questione di attitudine, ma di azione e determinazione. Coltivare la speranza, l&#8217;efficacia, la resilienza e l&#8217;ottimismo non solo migliora il benessere personale, ma anche le performance professionali.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-concetto-di-capitale-psicologico-psycap/">Il Concetto di Capitale Psicologico-PsyCap</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Coaching per la comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 16:13:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo che mira a sviluppare le abilità di comunicazione di un individuo, migliorando la sua capacità di esprimersi chiaramente, ascoltare attentamente e comprendere gli altri. Ecco alcuni suggerimenti per il coaching nella comunicazione efficace: Se sei interessato ad un coaching sulla comunicazione efficace o alla formazione in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo che mira a sviluppare le abilità di comunicazione di un individuo, migliorando la sua capacità di esprimersi chiaramente, ascoltare attentamente e comprendere gli altri. Ecco alcuni suggerimenti per il coaching nella comunicazione efficace:</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28060" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia.jpg" alt="Coaching per la comunicazione" width="787" height="386" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia.jpg 787w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-300x147.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-768x377.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-175x86.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-450x221.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-600x294.jpg 600w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" /></strong></p>
<blockquote><p>Se sei interessato ad un coaching sulla comunicazione efficace o alla formazione in comunicazione efficace <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">compila questo form e ti contatteremo al più presto</a></p>
<p>Di seguito, le migliori pratiche di comunicazione efficace riassunte;</p></blockquote>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo:</strong>
<ul>
<li>Insegna a praticare l&#8217;ascolto attivo, che implica dare piena attenzione alla persona che sta parlando, fare domande di approfondimento e riflettere ciò che è stato detto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Chiarezza nel messaggio:</strong>
<ul>
<li>Aiuta a sviluppare la capacità di esprimere idee in modo chiaro e conciso, evitando ambiguità e fraintendimenti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Empatia:</strong>
<ul>
<li>Promuove la comprensione e l&#8217;empatia nei confronti degli altri, incoraggiando a mettersi nei panni degli interlocutori per comprendere meglio le loro prospettive.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione delle emozioni:</strong>
<ul>
<li>Insegna a gestire le emozioni durante la comunicazione, evitando reazioni impulsive e favorendo una comunicazione più controllata e riflessiva.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Feedback costruttivo:</strong>
<ul>
<li>Fornisce strumenti per dare e ricevere feedback in modo costruttivo, focalizzandosi sugli aspetti positivi e suggerendo miglioramenti senza creare conflitti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Comunicazione non verbale:</strong>
<ul>
<li>Esplora l&#8217;importanza della comunicazione non verbale, come il linguaggio del corpo e l&#8217;espressione facciale, per garantire coerenza tra il messaggio verbale e non verbale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Adattabilità comunicativa:</strong>
<ul>
<li>Insegna a adattare lo stile di comunicazione in base all&#8217;audience, riconoscendo che le persone hanno stili diversi e che una comunicazione efficace richiede flessibilità.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione del conflitto:</strong>
<ul>
<li>Fornisce strumenti per gestire il conflitto in modo costruttivo, affrontando le divergenze con rispetto e cercando soluzioni collaborative.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong>
<ul>
<li>Promuove la consapevolezza di sé stessi come comunicatori, aiutando a identificare i propri punti di forza e le aree di miglioramento.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Pratica attiva:</strong>
<ul>
<li>Incentiva l&#8217;esercizio pratico delle abilità acquisite nella vita quotidiana o in situazioni specifiche, incoraggiando la consapevolezza continua e il miglioramento progressivo.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo continuo che richiede impegno e pratica costante. È utile sia per individui che desiderano migliorare le proprie abilità comunicative sia per leader che intendono sviluppare un ambiente di lavoro caratterizzato da una comunicazione aperta e efficace.</p>
<h2>Approfondimenti sul coaching per la comunicazione efficace &#8211; Comunicazione</h2>
<p><strong>Per comunicazione </strong>si intende solitamente la trasmissione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>. La sua definizione precisa è controversa e ci sono disaccordi sul fatto se siano incluse le trasmissioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">involontarie o fallite e se la comunicazione non solo trasmetta </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">significato </a>ma lo crei anche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">I modelli di comunicazione </a>sono panoramiche semplificate dei suoi componenti principali e delle loro interazioni. Molti modelli includono l&#8217;idea che una fonte utilizzi un sistema <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">di codifica </a>per esprimere informazioni sotto forma di messaggio. Il messaggio viene inviato attraverso un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>a un destinatario che deve decodificarlo per capirlo. Il principale campo di indagine che studia la comunicazione è chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">studi sulla comunicazione </a>.</p>
<p>Un modo comune per classificare la comunicazione è in base al fatto se le informazioni vengono scambiate tra esseri umani, membri di altre specie o entità non viventi come i computer. Per la comunicazione umana, un contrasto centrale è tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">verbale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">non verbale </a>. La comunicazione verbale implica lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>, compresi messaggi parlati e scritti, nonché <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio dei segni </a>. La comunicazione non verbale avviene senza l&#8217;uso di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_system" target="_blank" rel="noopener">sistema linguistico </a>, ad esempio, utilizzando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio del corpo </a>, il tatto e le espressioni facciali. Un&#8217;altra distinzione è tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione interpersonale </a>, che avviene tra persone distinte, e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione intrapersonale </a>, che è la comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener">La competenza comunicativa </a>è la capacità di comunicare bene e si applica alle capacità di formulare messaggi e comprenderli.</p>
<p>Le forme di comunicazione non umane includono la comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Animal_communication" target="_blank" rel="noopener">animale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plant_communication" target="_blank" rel="noopener">vegetale </a>. I ricercatori in questo campo spesso perfezionano la loro definizione di comportamento comunicativo includendo i criteri secondo cui sono presenti risposte osservabili e che i partecipanti beneficiano dello scambio. La comunicazione animale viene utilizzata in aree come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Courtship" target="_blank" rel="noopener">il corteggiamento </a>e l&#8217;accoppiamento, le relazioni genitore-figlio, la navigazione e l&#8217;autodifesa. La comunicazione attraverso prodotti chimici è particolarmente importante per le piante relativamente immobili. Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Maple_trees" target="_blank" rel="noopener">gli alberi di acero rilasciano </a>nell’aria i cosiddetti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Volatile_organic_compound" target="_blank" rel="noopener">composti organici volatili per avvertire le altre piante di un attacco </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbivore" target="_blank" rel="noopener">erbivoro </a>. La maggior parte della comunicazione avviene tra membri della stessa specie. Il motivo è che il suo scopo è solitamente una forma di cooperazione, che non è così comune tra specie diverse. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interspecies_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interspecie </a>avviene principalmente nei casi di relazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbiosis" target="_blank" rel="noopener">simbiotiche . </a>Ad esempio, molti fiori usano forme simmetriche e colori distintivi per segnalare agli insetti dove si trova <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nectar" target="_blank" rel="noopener">il nettare . </a>Gli esseri umani si impegnano nella comunicazione interspecie quando interagiscono con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pet" target="_blank" rel="noopener">gli animali domestici </a>.</p>
<p>La comunicazione umana ha una lunga <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener">storia </a>e il modo in cui le persone si scambiano informazioni è cambiato nel tempo. Questi cambiamenti sono stati solitamente innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione. Esempi sono l&#8217;invenzione dei sistemi di scrittura, lo sviluppo della stampa di massa, l&#8217;uso della radio e della televisione e l&#8217;invenzione di Internet. I progressi tecnologici hanno portato anche a nuove forme di comunicazione, come lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Computer_network" target="_blank" rel="noopener">scambio di dati tra computer </a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Definizioni</h2>
<p>La parola &#8221; <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a>&#8221; ha la sua radice nel verbo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latin" target="_blank" rel="noopener">latino &#8221; </a><a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communicare" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicare </em></a>&#8220;, che significa &#8220;condividere&#8221; o &#8220;rendere comune&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Per comunicazione si intende solitamente la trasmissione di informazioni: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggio </a>viene trasmesso da un mittente a un destinatario utilizzando un mezzo, come suono, segni scritti, movimenti del corpo o elettricità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Mittente e destinatario sono spesso individui distinti, ma è anche possibile che un individuo comunichi con se stesso. In alcuni casi, mittente e destinatario non sono individui ma gruppi come organizzazioni, classi sociali o nazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>In un senso diverso, il termine &#8220;comunicazione&#8221; si riferisce al messaggio che viene comunicato o al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">campo di indagine che studia i fenomeni comunicazionali </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>La precisa caratterizzazione della comunicazione è controversa. Molti studiosi hanno sollevato dubbi sul fatto che ogni singola definizione possa catturare accuratamente il termine. Queste difficoltà derivano dal fatto che il termine viene applicato a fenomeni diversi in contesti diversi, spesso con significati leggermente diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93202-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119,_121%E2%80%93122,_133%E2%80%93134]-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>La questione della giusta definizione influenza il processo di ricerca a molti livelli. Ciò include questioni come quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empirical_evidence" target="_blank" rel="noopener">fenomeni empirici </a>vengono osservati, come vengono categorizzati, quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypotheses" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>e leggi vengono formulate e come vengono articolate le teorie sistematiche basate su questi passaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93203-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamenti </a>inconsci e non umani . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93210-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Secondo una definizione ampia, molti animali comunicano all&#8217;interno della propria specie e i fiori comunicano segnalando la posizione del nettare alle api attraverso i loro colori e forme. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Altre definizioni restringono la comunicazione alle interazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscious" target="_blank" rel="noopener">coscienti </a>tra esseri umani. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Alcuni approcci si concentrano sull&#8217;uso di simboli e segni mentre altri sottolineano il ruolo della comprensione, dell&#8217;interazione, del potere o della trasmissione delle idee. Varie caratterizzazioni vedono l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">intento </a>del comunicatore di inviare un messaggio come componente centrale. In quest&#8217;ottica, la trasmissione di informazioni non è sufficiente per la comunicazione se avviene involontariamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_92%E2%80%9393]-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una versione di questa visione è data dal filosofo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Paul Grice </a>, che identifica la comunicazione con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Action_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">azioni </a>che mirano a rendere il destinatario consapevole delle intenzioni del comunicatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Una questione a questo proposito è se solo le trasmissioni di informazioni riuscite debbano essere considerate comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970208%E2%80%93209-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Ad esempio, la distorsione può interferire e modificare il messaggio reale rispetto a quanto originariamente previsto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Un problema strettamente correlato è se gli atti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deception" target="_blank" rel="noopener">inganno deliberato </a>costituiscano comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970209-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Secondo un&#8217;ampia definizione del critico letterario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/I._A._Richards" target="_blank" rel="noopener">IA Richards </a>, la comunicazione avviene quando una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mind" target="_blank" rel="noopener">mente </a>agisce sul suo ambiente per trasmettere la propria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Experience" target="_blank" rel="noopener">esperienza </a>a un&#8217;altra mente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th2013101-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyon1998[httpsbooksgooglecombooksidfWPiCgAAQBAJpgPT31_31]-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th1995[httpsbooksgooglecombooksidrHA4KQcPeNgCpgPA172_172]-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a>Un&#8217;altra interpretazione è data dai teorici della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Shannon" target="_blank" rel="noopener">Claude Shannon </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Weaver" target="_blank" rel="noopener">Warren Weaver </a>, che caratterizzano la comunicazione come una trasmissione di informazioni determinata dall&#8217;interazione di diversi componenti, come una fonte, un messaggio, un codificatore, un canale, un decoder e un ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUS_congress,_Office_of_Technology_Assessment1990[httpsbooksgooglecombooksidBVVdQdURPXsCpgPA31_31]-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESkyttner2006[httpsbooksgooglecombooksid7tvICgAAQBAJpgPA207_207]-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>La visione della trasmissione è rifiutata dalle visioni transazionali e costitutive, che sostengono che la comunicazione non riguarda solo la trasmissione di informazioni ma anche la creazione di significato. Le prospettive transazionali e costitutive sostengono che la comunicazione modella l&#8217;esperienza del partecipante concettualizzando il mondo e dando un senso al proprio ambiente e a se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>I ricercatori che studiano la comunicazione tra animali e piante si concentrano meno sulla creazione di significato. Invece, spesso definiscono il comportamento comunicativo come avente altre caratteristiche, come svolgere un ruolo benefico nella sopravvivenza e nella riproduzione, o avere una risposta osservabile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKarban20155-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Modelli di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>modelli di comunicazione</em></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono rappresentazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concept" target="_blank" rel="noopener">concettuali </a>del processo di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%93608]Models_Of_Communication-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>Il loro obiettivo è fornire una panoramica semplificata delle sue componenti principali. Ciò rende più semplice per i ricercatori formulare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypothesis" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>, applicare concetti relativi alla comunicazione a casi reali e testare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Prediction" target="_blank" rel="noopener">previsioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_23]1._Basic_Communication_Models-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>A causa della loro presentazione semplificata, potrebbero non avere la complessità concettuale necessaria per una comprensione globale di tutti gli aspetti essenziali della comunicazione. Di solito vengono presentati visivamente sotto forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diagram" target="_blank" rel="noopener">diagrammi </a>che mostrano i componenti di base e la loro interazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%938]Introduction-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono spesso classificati in base alle applicazioni previste e al modo in cui concettualizzano la comunicazione. Alcuni modelli sono generali nel senso che sono destinati a tutte le forme di comunicazione. I modelli specializzati mirano a descrivere forme specifiche, come i modelli di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di massa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24,_30]2._Other_models-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></p>
<p>Un modo influente per classificare la comunicazione è distinguere tra modelli di trasmissione lineare, interazione e transazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_15]1._Basic_Communication_Models-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>I modelli di trasmissione lineare si concentrano sul modo in cui un mittente trasmette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">le informazioni </a>a un destinatario. Sono <em>lineari </em>perché questo flusso di informazioni va solo in un&#8217;unica direzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA24_24]-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>Questa visione è rifiutata dai modelli di interazione, che includono un ciclo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feedback" target="_blank" rel="noopener">di feedback </a>. Il feedback è necessario per descrivere molte forme di comunicazione, come una conversazione, in cui l&#8217;ascoltatore può rispondere a chi parla esprimendo la propria opinione o chiedendo chiarimenti. I modelli di interazione rappresentano il processo come una forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Two-way_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione bidirezionale </a>in cui i comunicatori, a turno, inviano e ricevono messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>I modelli di transazione perfezionano ulteriormente questo quadro consentendo rappresentazioni dell&#8217;invio e della risposta allo stesso tempo. Questa modifica è necessaria per descrivere come l&#8217;ascoltatore può fornire feedback in una conversazione faccia a faccia mentre l&#8217;altra persona sta parlando. Esempi sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">il feedback non verbale </a>attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_posture" target="_blank" rel="noopener">la postura del corpo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_expression" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;espressione facciale </a>. I modelli transazionali sostengono inoltre che il significato viene prodotto durante la comunicazione e non esiste indipendentemente da essa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39]</sup></a></p>
<p>Tutti i primi modelli, sviluppati a metà del XX secolo, sono modelli a trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lasswell%27s_model" target="_blank" rel="noopener">Il modello di Lasswell </a>, ad esempio, si basa su cinque domande fondamentali: &#8220;Chi?&#8221;, &#8220;Dice cosa?&#8221;, &#8220;In quale canale?&#8221;, &#8220;A chi?&#8221; e &#8220;Con quale effetto?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_30%E2%80%9331]2._Other_models-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%93249-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a>L&#8217;obiettivo di queste domande è identificare le componenti di base coinvolte nel processo comunicativo: il mittente, il messaggio, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Receiver_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">destinatario </a>e l&#8217;effetto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200752%E2%80%9353-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETenganAigbavboaThwala2021[httpsbooksgooglecombooksid8nQhEAAAQBAJpgPT110_110]-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%9313]-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a>Il modello di Lasswell è stato inizialmente concepito solo come modello di comunicazione di massa, ma è stato applicato anche ad altri campi. Alcuni teorici della comunicazione, come Richard Braddock, lo hanno ampliato includendo domande aggiuntive, come &#8220;In quali circostanze?&#8221; e &#8220;A quale scopo?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015%C2%A7Misconception_1:_it&#039;s_a_static_model_with_fixed_categories-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shannon%E2%80%93Weaver_model" target="_blank" rel="noopener">modello Shannon-Weaver </a>è un altro influente modello di trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELi20075439%E2%80%935442-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>Si basa sull&#8217;idea che una fonte crea un messaggio, che viene poi tradotto in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Signal" target="_blank" rel="noopener">segnale </a>da un trasmettitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noise" target="_blank" rel="noopener">Il rumore </a>può interferire e distorcere il segnale. Una volta che il segnale raggiunge il ricevitore, viene ritradotto in un messaggio e reso disponibile alla destinazione. Per una chiamata telefonica fissa, la persona che chiama è la fonte e il suo telefono è il trasmettitore. Il trasmettitore traduce il messaggio in un segnale elettrico che viaggia attraverso il filo, che funge da canale. La persona che riceve la chiamata è la destinazione e il suo telefono è il ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_6%E2%80%9310]1._Communication_theory-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEShannon1948380%E2%80%93382-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>Il modello Shannon-Weaver include una discussione approfondita su come il rumore può distorcere il segnale e su come è possibile ottenere una comunicazione efficace nonostante il rumore. Ciò può avvenire rendendo il messaggio parzialmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Redundancy_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">ridondante </a>in modo che sia comunque possibile la decodifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_10%E2%80%9315]1._Communication_theory-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_4%E2%80%939,_18%E2%80%9319]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>Altri modelli di trasmissione lineare influenti includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication#Gerbner" target="_blank" rel="noopener">il modello di Gerbner </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Source-Message-Channel-Receiver_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">il modello di Berlo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%93113[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%9319]-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>Il primo modello di interazione è stato sviluppato dal teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wilbur_Schramm" target="_blank" rel="noopener">Wilbur Schramm </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBowmanTargowski198725%E2%80%9326-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Afferma che la comunicazione inizia quando una fonte ha un&#8217;idea e la esprime sotto forma di messaggio. Questo processo si chiama <em>codifica </em>e avviene utilizzando un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">codice </a>, cioè un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">sistema di segni </a>in grado di esprimere l&#8217;idea, ad esempio, attraverso segni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_communication" target="_blank" rel="noopener">visivi </a>o uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Il messaggio viene inviato a una destinazione, che deve decodificarlo e interpretarlo per capirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a>In risposta, formulano la propria idea, la codificano in un messaggio e la rispediscono come forma di feedback. Un&#8217;altra innovazione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">modello </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">di Schramm </a>è che è necessaria un&#8217;esperienza precedente per poter codificare e decodificare i messaggi. Perché la comunicazione abbia successo, i campi di esperienza di origine e di destinazione devono sovrapporsi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_5%E2%80%937]How_communication_works-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65]</sup></a></p>
<p>Il primo modello transazionale è stato proposto dal teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Dean </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Barnlund </a>nel 1970. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHamiltonKrollCreel2023[httpsbooksgooglecombooksid3L2uEAAAQBAJpgPT46_46]-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a>Egli intende la comunicazione come &#8220;la produzione di significato, piuttosto che la produzione di messaggi&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>Il suo obiettivo è diminuire l&#8217;incertezza e arrivare a una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Understanding" target="_blank" rel="noopener">comprensione condivisa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%9377]-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Ciò accade in risposta a segnali esterni ed interni. La decodifica è il processo di attribuire loro un significato, mentre la codifica consiste nel produrre nuovi segnali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamentali </a>come risposta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201357%E2%80%9360-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Umano</h2>
<p>Esistono molte forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione umana </a>. Una distinzione centrale è se viene utilizzata la lingua, come nel contrasto tra comunicazione verbale e non verbale. Un&#8217;ulteriore distinzione riguarda se si comunica con gli altri o con se stessi, come nel contrasto tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">interpersonale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">intrapersonale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday201158-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESindingWaldstrom2014153-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>Le forme di comunicazione umana sono anche classificate in base al canale o al mezzo utilizzato per trasmettere i messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>Il campo che studia la comunicazione umana è noto come antroposemiotica . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBussmann2006[httpsbooksgooglecombooksidO0-9Iw0Qh6ECpgPA65_65%E2%80%9366]-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Verbale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener"><em>linguistica</em></a></p>
<p>La comunicazione verbale è lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>, cioè mediante il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Nell&#8217;uso colloquiale, la comunicazione verbale è talvolta limitata alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oral_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione orale </a>e può escludere la scrittura e il linguaggio dei segni. Tuttavia, nel discorso accademico, il termine è solitamente usato in un senso più ampio, comprendendo qualsiasi forma di comunicazione linguistica, sia attraverso la parola, la scrittura o i gesti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Alcune delle sfide nel distinguere la comunicazione verbale da quella non verbale derivano dalle difficoltà nel definire cosa significhi esattamente <em>linguaggio </em>. La lingua è solitamente intesa come un sistema convenzionale di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">simboli </a>e regole utilizzati per la comunicazione. Tali sistemi si basano su un insieme di semplici unità di significato che possono essere combinate per esprimere idee più complesse. Le regole per combinare le unità in espressioni composte sono chiamate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grammar" target="_blank" rel="noopener">grammatica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Word" target="_blank" rel="noopener">Le parole </a>vengono combinate per formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sentence_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">frasi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Una caratteristica del linguaggio umano, in contrasto con la comunicazione animale, risiede nella sua complessità e potenza espressiva. Il linguaggio umano può essere usato per riferirsi non solo a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concrete_object" target="_blank" rel="noopener">oggetti concreti </a>nel qui e ora, ma anche a oggetti spazialmente e temporalmente distanti e a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstract_object" target="_blank" rel="noopener">idee astratte </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13%E2%80%9314-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKigginsCominsGentner2013-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Gli esseri umani hanno una tendenza naturale ad <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Critical_period_hypothesis" target="_blank" rel="noopener">acquisire la loro lingua madre durante l&#8217;infanzia </a>. Sono anche in grado di apprendere altre lingue più avanti nella vita come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language" target="_blank" rel="noopener">seconde lingue </a>. Tuttavia, questo processo è meno intuitivo e spesso non si traduce nello stesso livello di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza linguistica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>La disciplina accademica che studia la lingua si chiama <em>linguistica </em>. I suoi sottocampi includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">la semantica </a>(lo studio del significato), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Morphology_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">la morfologia </a>(lo studio della formazione delle parole), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Syntax" target="_blank" rel="noopener">la sintassi </a>(lo studio della struttura della frase), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">la pragmatica </a>(lo studio dell&#8217;uso del linguaggio) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonetics" target="_blank" rel="noopener">la fonetica </a>(lo studio dei suoni di base). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Un contrasto centrale tra le lingue è tra le lingue <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_language" target="_blank" rel="noopener">naturali </a>e quelle artificiali o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language" target="_blank" rel="noopener">costruite </a>. Le lingue naturali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inglese </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_language" target="_blank" rel="noopener">lo spagnolo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language" target="_blank" rel="noopener">il giapponese </a>, si sono sviluppate in modo naturale e per la maggior parte non pianificato nel corso della storia. I linguaggi artificiali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;Esperanto </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quenya" target="_blank" rel="noopener">il Quenya </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/C%2B%2B" target="_blank" rel="noopener">il C++ </a>e il linguaggio della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First-order_logic" target="_blank" rel="noopener">logica del primo ordine </a>, sono appositamente progettati da zero. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%93345]Artificial_And_Natural_Languages-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>La maggior parte della comunicazione verbale quotidiana avviene utilizzando i linguaggi naturali. Forme centrali di comunicazione verbale sono la parola e la scrittura insieme alle loro controparti di ascolto e lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Le lingue parlate utilizzano i suoni per produrre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign" target="_blank" rel="noopener">segni </a>e trasmettere significato mentre per la scrittura i segni sono fisicamente inscritti su una superficie. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2009306-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_languages" target="_blank" rel="noopener">Le lingue dei segni </a>, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/American_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni americana </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicaraguan_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni nicaraguense </a>, sono un&#8217;altra forma di comunicazione verbale. Si affidano a mezzi visivi, principalmente utilizzando i gesti con le mani e le braccia, per formare frasi e trasmettere significato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a></p>
<p>La comunicazione verbale svolge varie funzioni. Una funzione chiave è lo scambio di informazioni, cioè il tentativo dell&#8217;oratore di rendere il pubblico consapevole di qualcosa, solitamente di un evento esterno. Ma il linguaggio può essere utilizzato anche per esprimere i sentimenti e gli atteggiamenti di chi parla. Un ruolo strettamente correlato è quello di stabilire e mantenere relazioni sociali con altre persone. La comunicazione verbale viene utilizzata anche per coordinare il proprio comportamento con gli altri e influenzarli. In alcuni casi, la lingua non viene utilizzata per scopi esterni ma solo per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Entertainment" target="_blank" rel="noopener">intrattenimento </a>o divertimento personale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo19607%E2%80%938-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>La comunicazione verbale aiuta ulteriormente le persone <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conceptualize" target="_blank" rel="noopener">a concettualizzare </a>il mondo che li circonda e se stessi. Ciò influenza il modo in cui vengono interpretate le percezioni degli eventi esterni, il modo in cui le cose vengono classificate e il modo in cui le idee sono organizzate e correlate tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Non verbale</strong></h2>
<p>La comunicazione non verbale è lo scambio di informazioni attraverso modalità non linguistiche, come espressioni facciali, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_position" target="_blank" rel="noopener">posture </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Tuttavia, non tutte le forme di comportamento non verbale costituiscono comunicazione non verbale. Alcuni teorici, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Judee_K._Burgoon" target="_blank" rel="noopener">Judee Burgoon </a>, sostengono che dipenda dall&#8217;esistenza di un sistema di codifica socialmente condiviso utilizzato per interpretare il significato del comportamento non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La comunicazione non verbale ha molte funzioni. Contiene spesso informazioni su emozioni, atteggiamenti, personalità, relazioni interpersonali e pensieri privati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>La comunicazione non verbale avviene spesso in modo involontario e inconscio, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sweating" target="_blank" rel="noopener">sudare </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Blushing" target="_blank" rel="noopener">arrossire </a>, ma esistono anche forme intenzionali coscienti, come stringere la mano o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thumb_signal" target="_blank" rel="noopener">alzare il pollice </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Spesso avviene contemporaneamente alla comunicazione verbale e aiuta a ottimizzare lo scambio attraverso l&#8217;enfasi e l&#8217;illustrazione o aggiungendo informazioni aggiuntive. I segnali non verbali possono chiarire l’intento dietro un messaggio verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>L&#8217;uso di più <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Modality_(semiotics)" target="_blank" rel="noopener">modalità </a>di comunicazione in questo modo di solito rende la comunicazione più efficace se i messaggi di ciascuna modalità sono coerenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009691-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Tuttavia, in alcuni casi, modalità diverse possono contenere messaggi contrastanti. Ad esempio, una persona può concordare verbalmente con un&#8217;affermazione ma premere insieme le labbra, indicando così disaccordo non verbalmente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Esistono molte forme di comunicazione non verbale. Includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kinesics" target="_blank" rel="noopener">cinesica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proxemics" target="_blank" rel="noopener">prossemica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">aptica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paralanguage" target="_blank" rel="noopener">paralinguaggio </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chronemics" target="_blank" rel="noopener">cronemica </a>e aspetto fisico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93694-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a>La cinesica studia il ruolo del comportamento corporeo nel trasmettere informazioni. Viene comunemente chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo </a>, anche se in senso stretto non si tratta di un linguaggio ma piuttosto di una comunicazione non verbale. Comprende molte forme, come gesti, posture, stili di camminata e danza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493%E2%80%93495-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a>Le espressioni facciali, come ridere, sorridere e accigliarsi, appartengono tutte alla cinesica e sono forme di comunicazione espressive e flessibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106]</sup></a> L&#8217;oculesica è un&#8217;altra sottocategoria della cinesica per quanto riguarda gli occhi. Copre domande come il modo in cui il contatto visivo, lo sguardo, la frequenza delle palpebre e la dilatazione della pupilla fanno parte della comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>Alcuni modelli cinesici sono innati e involontari, come sbattere le palpebre, mentre altri sono appresi e volontari, come fare un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_salute" target="_blank" rel="noopener">saluto militare </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>La prossemica studia come viene utilizzato lo spazio personale nella comunicazione. La distanza tra i parlanti riflette il loro grado di familiarità e intimità reciproca, nonché il loro status sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>L&#8217;aptica esamina il modo in cui le informazioni vengono trasmesse utilizzando comportamenti tattili, come strette di mano, tenersi per mano, baci o schiaffi. I significati legati alla sensazione tattile includono cura, preoccupazione, rabbia e violenza. Ad esempio, la stretta di mano è spesso vista come un simbolo di uguaglianza ed equità, mentre il rifiuto di stringere la mano può indicare aggressività. Il bacio è un&#8217;altra forma spesso usata per mostrare affetto e vicinanza erotica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a494-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108]</sup></a></p>
<p>Il paralinguaggio, noto anche come vocalità, comprende elementi non verbali nel discorso che trasmettono informazioni. Il paralinguaggio è spesso usato per esprimere i sentimenti e le emozioni che chi parla prova ma non esplicitamente dichiarati nella parte verbale del messaggio. Non si tratta delle parole usate ma di come vengono espresse. Ciò include elementi come articolazione, controllo delle labbra, ritmo, intensità, intonazione, fluidità e volume. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009694-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Ad esempio, dire qualcosa ad alta voce e con un tono acuto trasmette un significato diverso a livello non verbale rispetto a sussurrare le stesse parole. Il paralinguaggio riguarda principalmente la lingua parlata, ma include anche aspetti della lingua scritta, come l&#8217;uso di colori e caratteri, nonché la disposizione spaziale nei paragrafi e nelle tabelle. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011310-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Anche i suoni non linguistici possono trasmettere informazioni; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crying" target="_blank" rel="noopener">il pianto </a>indica che il bambino è angosciato e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Babbling" target="_blank" rel="noopener">il balbettio </a>trasmette informazioni sulla salute e il benessere del bambino. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<p>La cronologia riguarda l&#8217;uso del tempo, ad esempio quali messaggi vengono inviati se si è puntuali o in ritardo per una riunione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93693-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Anche l&#8217;aspetto fisico del comunicatore, come altezza, peso, capelli, colore della pelle, sesso, vestiti, tatuaggi e piercing, trasporta informazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>L&#8217;apparenza è un fattore importante per la prima impressione, ma è più limitata come modalità di comunicazione poiché è meno mutevole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Alcune forme di comunicazione non verbale avvengono utilizzando artefatti come tamburi, fumo, manganelli, semafori e bandiere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChan2020[httpsbooksgooglecombooksidCmXIDwAAQBAJpgPA180_180]-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p>Tradizionalmente, la maggior parte della ricerca si concentrava sulla comunicazione verbale. Tuttavia, questo paradigma iniziò a cambiare negli anni ’50, quando l’interesse della ricerca sulla comunicazione non verbale aumentò e ne enfatizzò l’influenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECloughDuff2020323-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMills2015[httpsbooksgooglecombooksidouHnCgAAQBAJpgPT132_132%E2%80%93133]-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a>Ad esempio, molti giudizi sulla natura e sul comportamento di altre persone si basano su segnali non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>Inoltre è presente in una certa misura in quasi ogni atto comunicativo e alcune parti di esso sono universalmente comprese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Queste considerazioni hanno spinto alcuni teorici della comunicazione, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Ray </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Birdwhistell </a>, ad affermare che la maggior parte delle idee e delle informazioni viene veicolata in questo modo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492%E2%80%93493-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690%E2%80%93961-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a>È stato anche suggerito che la comunicazione umana sia fondamentalmente non verbale e che le parole possano acquisire significato solo grazie alla comunicazione non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009691-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Le prime forme di comunicazione umana, come il pianto e il balbettio, sono non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>La comunicazione non verbale è studiata in vari campi oltre agli studi sulla comunicazione, come la linguistica, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotics" target="_blank" rel="noopener">la semiotica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthropology" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;antropologia </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Interpersonale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicazione interpersonale</em></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale è la comunicazione tra persone distinte. La sua forma tipica è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dyadic_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione diadica </a>, cioè tra due persone, ma può riferirsi anche alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione all&#8217;interno di gruppi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201352%E2%80%9353-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126] </sup></a>Può essere pianificato o non pianificato e si verifica in molte forme, come quando si saluta qualcuno, durante le trattative salariali o quando si fa una telefonata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>Alcuni teorici della comunicazione, come Virginia M. McDermott, comprendono la comunicazione interpersonale come un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fuzzy_concept" target="_blank" rel="noopener">concetto confuso </a>che si manifesta per gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>In questa visione, uno scambio varia nel modo in cui è interpersonale in base a diversi fattori. Dipende da quante persone sono presenti e se avviene di persona piuttosto che tramite telefono o e-mail. Un ulteriore fattore riguarda la relazione tra i comunicatori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129] </sup></a>la comunicazione di gruppo e la comunicazione di massa sono forme meno tipiche di comunicazione interpersonale e alcuni teorici le trattano come tipologie distinte. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale può essere sincrona o asincrona. Per la comunicazione asincrona, le parti si alternano nell&#8217;invio e nella ricezione dei messaggi. Ciò si verifica quando si scambiano lettere o e-mail. Per la comunicazione sincrona, entrambe le parti inviano messaggi contemporaneamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a>Ciò accade quando una persona parla mentre l&#8217;altra persona invia messaggi non verbali in risposta segnalando se è d&#8217;accordo con ciò che viene detto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>Alcuni teorici della comunicazione, come Sarah Trenholm e Arthur Jensen, distinguono tra messaggi di contenuto e messaggi relazionali. I messaggi di contenuto esprimono i sentimenti di chi parla rispetto all&#8217;argomento di discussione. I messaggi relazionali, invece, dimostrano i sentimenti di chi parla nei confronti della sua relazione con gli altri partecipanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131]</sup></a></p>
<p>Sono state proposte varie teorie sulla funzione della comunicazione interpersonale. Alcuni si concentrano su come aiuta le persone a dare un senso al loro mondo e a creare la società. Altri sostengono che il suo scopo principale sia capire perché le altre persone si comportano in un certo modo e adattare il proprio comportamento di conseguenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009548%E2%80%93549-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132] </sup></a>Un approccio strettamente correlato è quello di concentrarsi sulle informazioni e vedere la comunicazione interpersonale come un tentativo di ridurre l’incertezza sugli altri e sugli eventi esterni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009549-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a>Altre spiegazioni lo intendono in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Needs" target="_blank" rel="noopener">bisogni </a>che soddisfa. Ciò include i bisogni di appartenere a qualche posto, essere inclusi, piacere, mantenere relazioni e influenzare il comportamento degli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009549-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>A livello pratico, la comunicazione interpersonale viene utilizzata per coordinare le proprie azioni con quelle degli altri per portare a termine le cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009546-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135] </sup></a>La ricerca sulla comunicazione interpersonale include argomenti come il modo in cui le persone costruiscono, mantengono e dissolvono le relazioni attraverso la comunicazione. Altre domande sono perché le persone scelgono un messaggio piuttosto che un altro e quali effetti questi messaggi hanno sui comunicatori e sulla loro relazione. Un ulteriore argomento è come prevedere se due persone si piaceranno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009546%E2%80%93547-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Intrapersonale</strong></h2>
<p>La comunicazione intrapersonale è la comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009566-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>In alcuni casi ciò si manifesta esternamente, come quando si è impegnati in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monologue" target="_blank" rel="noopener">monologo </a>, si prendono appunti, si evidenzia un passaggio e si scrive un diario o una lista della spesa. Ma molte forme di comunicazione intrapersonale avvengono internamente sotto forma di scambio interiore con se stessi, come quando si pensa a qualcosa o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daydreaming" target="_blank" rel="noopener">si sogna ad occhi aperti </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHoneycutt2014[httpsbooksgooglecombooksid9pbnBQAAQBAJpgPT317_317]-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a>Strettamente correlata alla comunicazione intrapersonale è la comunicazione che avviene all&#8217;interno di un organismo al di sotto del livello personale, come lo scambio di informazioni tra organi o cellule. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA196_196]-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140]</sup></a></p>
<p>La comunicazione intrapersonale può essere innescata da stimoli interni ed esterni. Può avvenire sotto forma di articolazione di una frase prima di esprimerla esternamente. Altre forme sono fare progetti per il futuro e tentare di elaborare le emozioni per calmarsi in situazioni stressanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347%E2%80%9352-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>Può aiutare a regolare la propria attività mentale e il comportamento esteriore, nonché a interiorizzare norme culturali e modi di pensare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567%E2%80%93568-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a>Forme esterne di comunicazione intrapersonale possono aiutare la memoria. Ciò accade, ad esempio, quando si compila la lista della spesa. Un altro utilizzo è quello di risolvere problemi difficili, come quando si risolve un&#8217;equazione matematica complessa riga per riga. In questo modo è anche possibile interiorizzare nuove conoscenze, ad esempio ripetendo a se stessi un nuovo vocabolario. A causa di queste funzioni, la comunicazione intrapersonale può essere intesa come &#8220;uno strumento di pensiero eccezionalmente potente e pervasivo&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009568%E2%80%93569-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143]</sup></a></p>
<p>Sulla base del suo ruolo nell&#8217;autoregolamentazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">, </a>alcuni teorici hanno suggerito che la comunicazione intrapersonale è più basilare della comunicazione interpersonale. I bambini piccoli a volte usano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Private_speech" target="_blank" rel="noopener">un linguaggio egocentrico </a>mentre giocano nel tentativo di dirigere il proprio comportamento. In questa visione, la comunicazione interpersonale si sviluppa solo più tardi, quando il bambino passa dalla sua prospettiva egocentrica iniziale a una prospettiva più sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567-144" target="_blank" rel="noopener"><sup>[144] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKreps2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]-145" target="_blank" rel="noopener"><sup>[145] </sup></a>Una spiegazione diversa sostiene che la comunicazione interpersonale è più basilare poiché viene utilizzata per la prima volta dai genitori per regolare ciò che fa il loro bambino. Una volta che il bambino ha imparato questo, può applicare la stessa tecnica a se stesso per ottenere un maggiore controllo sul proprio comportamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567%E2%80%93568-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]-146" target="_blank" rel="noopener"><sup>[146]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Canali</strong></h2>
<p>Perché la comunicazione abbia successo, il messaggio deve viaggiare dal mittente al destinatario. Il <em>canale </em>è il modo in cui ciò viene realizzato. Non si occupa del significato del messaggio ma solo dei mezzi tecnici con cui il significato viene trasmesso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>I canali sono spesso intesi in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Senses" target="_blank" rel="noopener">sensi </a>utilizzati per percepire il messaggio, ovvero udito, vista, olfatto, tatto e gusto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196063%E2%80%939-147" target="_blank" rel="noopener"><sup>[147] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%9336]-148" target="_blank" rel="noopener"><sup>[148] </sup></a>Ma nel senso più ampio, i canali comprendono qualsiasi forma di trasmissione, compresi i mezzi tecnologici come libri, cavi, onde radio, telefoni o televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>I messaggi trasmessi naturalmente di solito svaniscono rapidamente mentre alcuni messaggi che utilizzano canali artificiali hanno una durata di vita molto più lunga, come nel caso dei libri o delle sculture. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>Le caratteristiche fisiche di un canale hanno un impatto sul codice e sui segnali che possono essere utilizzati per esprimere le informazioni. Ad esempio, le telefonate tipiche sono limitate all&#8217;uso del linguaggio verbale e del paralinguaggio, ma escludono le espressioni facciali. Spesso è possibile tradurre i messaggi da un codice all&#8217;altro per renderli disponibili su un canale diverso. Un esempio è scrivere un messaggio parlato o esprimerlo utilizzando il linguaggio dei segni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]-149" target="_blank" rel="noopener"><sup>[149]</sup></a></p>
<p>La trasmissione delle informazioni può avvenire attraverso più canali contemporaneamente. Ad esempio, la comunicazione faccia a faccia spesso combina il canale uditivo per trasmettere informazioni verbali con il canale visivo per trasmettere informazioni non verbali utilizzando gesti ed espressioni facciali. L&#8217;utilizzo di più canali può migliorare l&#8217;efficacia della comunicazione aiutando il destinatario a comprendere meglio l&#8217;argomento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEvon_Kriegstein2011[httpsbooksgooglecombooksidpRV1XsOyAc8CpgPA683_683]-151" target="_blank" rel="noopener"><sup>[151] </sup></a>La scelta dei canali spesso è importante poiché la capacità di comprensione del ricevente può variare a seconda del canale scelto. Ad esempio, un insegnante può decidere di presentare alcune informazioni oralmente e altre visivamente, a seconda del contenuto e dello stile di apprendimento preferito dallo studente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196067-152" target="_blank" rel="noopener"><sup>[152] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Competenza comunicativa</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener"><em>competenza comunicativa</em></a></p>
<p>La competenza comunicativa è la capacità di comunicare in modo efficace o di scegliere il comportamento comunicativo appropriato in una determinata situazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Riguarda cosa dire, quando dirlo e come dirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Include inoltre la capacità di ricevere e comprendere messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Competence_(human_resources)" target="_blank" rel="noopener">La competenza </a>viene spesso contrapposta alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_performance" target="_blank" rel="noopener">prestazione </a>poiché la competenza può essere presente anche se non viene esercitata, mentre la prestazione consiste nella realizzazione di questa competenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGenesee1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]-156" target="_blank" rel="noopener"><sup>[156] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]-157" target="_blank" rel="noopener"><sup>[157] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication-158" target="_blank" rel="noopener"><sup>[158] </sup></a>Tuttavia, alcuni teorici rifiutano un netto contrasto e sostengono che la prestazione è la parte osservabile e viene utilizzata per dedurre la competenza in relazione alle prestazioni future. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200817%E2%80%9318-159" target="_blank" rel="noopener"><sup>[159]</sup></a></p>
<p>Due componenti centrali della competenza comunicativa sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Effectiveness" target="_blank" rel="noopener">l’efficacia </a>e l’appropriatezza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>L&#8217;efficacia è il grado in cui l&#8217;oratore raggiunge i risultati desiderati o il grado in cui vengono realizzate le alternative preferite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a>Ciò significa che l&#8217;efficacia di un comportamento comunicativo non dipende solo dal risultato effettivo ma anche dall&#8217;intenzione di chi parla, cioè se questo risultato era ciò che intendeva ottenere. Per questo motivo, alcuni teorici richiedono inoltre che chi parla sia in grado di fornire una spiegazione del motivo per cui si è impegnato in un comportamento piuttosto che in un altro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a>L&#8217;efficacia è strettamente correlata all&#8217;efficienza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Efficiency" target="_blank" rel="noopener">, </a>con la differenza che l&#8217;efficacia riguarda il raggiungimento degli obiettivi mentre l&#8217;efficienza riguarda l&#8217;utilizzo di poche risorse (come tempo, impegno e denaro) nel processo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160]</sup></a></p>
<p>Appropriatezza significa che il comportamento comunicativo soddisfa gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>Il teorico della comunicazione Brian H. Spitzberg lo definisce come &#8220;la legittimità percepita o l&#8217;accettabilità del comportamento o delle azioni in un dato contesto&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a>Ciò significa che chi parla è consapevole del contesto sociale e culturale per adattare ed esprimere il messaggio in un modo considerato accettabile nella situazione data. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238-163" target="_blank" rel="noopener"><sup>[163] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818-164" target="_blank" rel="noopener"><sup>[164] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200970-165" target="_blank" rel="noopener"><sup>[165] </sup></a>Ad esempio, per dire addio al proprio insegnante, uno studente può usare l&#8217;espressione &#8220;Addio, signore&#8221; ma non l&#8217;espressione &#8220;Devo separarmi , amico&#8221;, che può usare quando parlando con un coetaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200059%E2%80%9360-166" target="_blank" rel="noopener"><sup>[166] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Essere efficaci e appropriati significa raggiungere i propri risultati preferiti in un modo che segua gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200826-167" target="_blank" rel="noopener"><sup>[167] </sup></a>Alcune definizioni di competenza comunicativa pongono l&#8217;accento principale sull&#8217;efficacia o sull&#8217;adeguatezza, mentre altre combinano entrambe le caratteristiche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9322-168" target="_blank" rel="noopener"><sup>[168]</sup></a></p>
<p>Sono state suggerite molte componenti aggiuntive della competenza comunicativa, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, controllo, flessibilità, sensibilità e conoscenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201524-169" target="_blank" rel="noopener"><sup>[169] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200819,_24-170" target="_blank" rel="noopener"><sup>[170] </sup></a>Viene spesso discusso in termini di abilità individuali impiegate nel processo, cioè le componenti comportamentali specifiche che compongono la competenza comunicativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015242-172" target="_blank" rel="noopener"><sup>[172] </sup></a>Le abilità di produzione del messaggio includono la lettura e la scrittura. Sono correlati con le capacità di ricezione dell&#8217;ascolto e della lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Esistono abilità di comunicazione sia verbali che non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a>Ad esempio, le abilità di comunicazione verbale implicano la corretta comprensione di una lingua, compresa la sua <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonology" target="_blank" rel="noopener">fonologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Orthography" target="_blank" rel="noopener">ortografia </a>, sintassi, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lexicon" target="_blank" rel="noopener">lessico </a>e semantica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154]</sup></a></p>
<p>Molti aspetti della vita umana dipendono dal successo della comunicazione, dalla garanzia delle necessità di base della sopravvivenza alla costruzione e al mantenimento delle relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a>La competenza comunicativa è un fattore chiave per stabilire se una persona è in grado di raggiungere i propri obiettivi nella vita sociale, come avere una carriera di successo e trovare un coniuge adatto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200815-174" target="_blank" rel="noopener"><sup>[174] Per questo motivo, può avere un grande impatto sul </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Well-being" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>dell&#8217;individuo . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a>La mancanza di competenza comunicativa può causare problemi sia a livello individuale che sociale, compresi problemi professionali, accademici e sanitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171]</sup></a></p>
<p>Gli ostacoli a una comunicazione efficace possono distorcere il messaggio. Potrebbero causare problemi di comunicazione e causare effetti indesiderati. Ciò può accadere se il messaggio è espresso male perché utilizza termini con i quali il destinatario non ha familiarità, o perché non è pertinente ai bisogni del destinatario, o perché contiene troppo poche o troppe informazioni. Anche la distrazione, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Selective_perception" target="_blank" rel="noopener">la percezione selettiva </a>e la mancanza di attenzione al feedback possono essere responsabili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBuchananHuczynski2017218%E2%80%93219-175" target="_blank" rel="noopener"><sup>[175] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA20_20%E2%80%9321]-176" target="_blank" rel="noopener"><sup>[176] </sup></a>Il rumore è un altro fattore negativo. Si tratta di influenze che interferiscono con il messaggio nel suo percorso verso il destinatario e lo distorcono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise-177" target="_blank" rel="noopener"><sup>[177] </sup></a>I crepitii durante una telefonata sono una forma di rumore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ambiguity" target="_blank" rel="noopener">Le espressioni ambigue </a>possono anche inibire una comunicazione efficace e rendere necessario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Disambiguate" target="_blank" rel="noopener">disambiguare </a>tra le possibili interpretazioni per discernere l&#8217;intenzione del mittente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEvan_Trijp2018[httpsbooksgooglecombooksidoqhJDwAAQBAJpgPA289_289%E2%80%93290]-178" target="_blank" rel="noopener"><sup>[178] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWinner2017[httpsbooksgooglecombooksidYBw0DwAAQBAJpgPT29_29]-179" target="_blank" rel="noopener"><sup>[179] </sup></a>Queste interpretazioni dipendono anche dal <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">background culturale dei partecipanti </a>. Differenze culturali significative costituiscono un ulteriore ostacolo e aumentano la probabilità che i messaggi vengano interpretati male. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]-180" target="_blank" rel="noopener"><sup>[180]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Altre specie</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener"><em>Biocomunicazione (scienza) </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener"><em>Biosemiotica</em></a></p>
<p>Oltre alla comunicazione umana, esistono molte altre forme di comunicazione presenti nel regno animale e tra le piante. Sono studiati in campi come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener">la biocomunicazione </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">la biosemiotica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEmmeche2003[httpswwwencyclopediacomeducationencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsbiosemiotics_63%E2%80%9364]-181" target="_blank" rel="noopener"><sup>[181] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESeckbachGordon2016[httpsbooksgooglecombooksidycOkDQAAQBAJpgPR15_xv%E2%80%93xvi]-182" target="_blank" rel="noopener"><sup>[182] </sup></a>Ci sono ulteriori ostacoli in quest&#8217;area per giudicare se la comunicazione ha avuto luogo tra due individui. I segnali acustici sono spesso facili da notare e analizzare per gli scienziati, ma è più difficile giudicare se i cambiamenti tattili o chimici debbano essere intesi come segnali comunicativi piuttosto che come altri processi biologici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201345-183" target="_blank" rel="noopener"><sup>[183]</sup></a></p>
<p>Per questo motivo, i ricercatori spesso utilizzano definizioni di comunicazione leggermente modificate per facilitare il loro lavoro. Un presupposto comune a questo riguardo viene dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Evolutionary_biology" target="_blank" rel="noopener">biologia evoluzionistica </a>e sostiene che la comunicazione dovrebbe in qualche modo avvantaggiare i comunicatori in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_selection" target="_blank" rel="noopener">selezione naturale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>I biologi Rumsaïs Blatrix e Veronika Mayer definiscono la comunicazione come &#8220;lo scambio di informazioni tra individui, in cui sia il segnalatore che il ricevente possono aspettarsi di trarre vantaggio dallo scambio&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a>Secondo questo punto di vista, il mittente trae vantaggio influenzando il comportamento del ricevente e il ricevente trae vantaggio rispondendo al segnale. Questi benefici dovrebbero esistere in media ma non necessariamente in ogni singolo caso. In questo modo la segnalazione ingannevole può essere intesa anche come forma di comunicazione. Un problema dell’approccio evoluzionistico è che spesso è difficile valutare l’impatto di tale comportamento sulla selezione naturale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20103-185" target="_blank" rel="noopener"><sup>[185] </sup></a>Un altro vincolo pragmatico comune è ritenere che sia necessario osservare una risposta da parte del ricevente dopo il segnale quando si giudica se la comunicazione è avvenuta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20106-186" target="_blank" rel="noopener"><sup>[186]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Studi di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener"><em>studi sulla comunicazione</em></a></p>
<p>Gli studi sulla comunicazione, detti anche <em>scienze della comunicazione </em>, sono la disciplina accademica che studia la comunicazione. È strettamente correlato alla semiotica, con la differenza che gli studi sulla comunicazione si concentrano maggiormente su questioni tecniche relative al modo in cui i messaggi vengono inviati, ricevuti ed elaborati. La semiotica, invece, affronta questioni più astratte relative al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meaning_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">significato </a>e al modo in cui i segni lo acquisiscono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Gli studi sulla comunicazione coprono un&#8217;ampia area che si sovrappone a molte altre discipline, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biology" target="_blank" rel="noopener">la biologia </a>, l&#8217;antropologia, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociology" target="_blank" rel="noopener">la sociologia </a>, la linguistica, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Media_studies" target="_blank" rel="noopener">gli studi sui media </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journalism" target="_blank" rel="noopener">il giornalismo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-277" target="_blank" rel="noopener"><sup>[277]</sup></a></p>
<p>Molti contributi nel campo degli studi sulla comunicazione si concentrano sullo sviluppo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">modelli </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_theory" target="_blank" rel="noopener">teorie della comunicazione </a>. I modelli di comunicazione mirano a fornire una panoramica semplificata delle principali componenti coinvolte nella comunicazione. Le teorie della comunicazione cercano di fornire quadri concettuali per presentare accuratamente la comunicazione in tutta la sua complessità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013181-278" target="_blank" rel="noopener"><sup>[278] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%9310]Introduction-279" target="_blank" rel="noopener"><sup>[279] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT22_10]-280" target="_blank" rel="noopener"><sup>[280] </sup></a>Alcune teorie si concentrano sulla comunicazione come arte pratica del discorso mentre altre esplorano il ruolo dei segni, dell&#8217;esperienza, dell&#8217;elaborazione delle informazioni e dell&#8217;obiettivo di costruire un ordine sociale attraverso l&#8217;interazione coordinata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz201331,_41%E2%80%9342-281" target="_blank" rel="noopener"><sup>[281] </sup></a>Gli studi sulla comunicazione si interessano anche alle funzioni e agli effetti della comunicazione. Copre questioni come il modo in cui la comunicazione soddisfa i bisogni fisiologici e psicologici, aiuta a costruire relazioni e aiuta a raccogliere informazioni sull&#8217;ambiente, sugli altri individui e su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200718-282" target="_blank" rel="noopener"><sup>[282] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>Un ulteriore argomento riguarda la questione di come i sistemi di comunicazione cambiano nel tempo e come questi cambiamenti sono correlati ad altri cambiamenti sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013184-283" target="_blank" rel="noopener"><sup>[283] </sup></a>Un argomento correlato si concentra sui principi psicologici alla base di tali cambiamenti e sugli effetti che hanno sul modo in cui le persone si scambiano idee. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013184%E2%80%93185-284" target="_blank" rel="noopener"><sup>[284]</sup></a></p>
<p>La comunicazione veniva studiata già <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancient_Greek" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;antica Grecia </a>. Le prime teorie influenti furono create da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener">Platone </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aristotle" target="_blank" rel="noopener">Aristotele </a>, che enfatizzavano il parlare in pubblico e la comprensione della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhetoric" target="_blank" rel="noopener">retorica </a>. Secondo Aristotele, ad esempio, lo scopo della comunicazione è persuadere il pubblico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155-285" target="_blank" rel="noopener"><sup>[285] </sup></a>Il campo degli studi sulla comunicazione è diventato una disciplina di ricerca separata solo nel XX secolo, soprattutto a partire dagli anni Quaranta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT15_3%E2%80%934]-287" target="_blank" rel="noopener"><sup>[287] </sup></a>Lo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione, come telefono, radio, giornali, televisione e Internet, ha avuto un grande impatto sulla comunicazione e sugli studi sulla comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg20073-288" target="_blank" rel="noopener"><sup>[288] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBernabo2017[httpsbooksgooglecombooksid4GFCDgAAQBAJpgPA201_201%E2%80%93202]Communication_History-289" target="_blank" rel="noopener"><sup>[289]</sup></a></p>
<p>Oggi gli studi sulla comunicazione sono una disciplina ampia. Alcuni lavori in esso contenuti tentano di fornire una caratterizzazione generale della comunicazione nel senso più ampio. Altri tentano di dare un&#8217;analisi precisa di una forma specifica di comunicazione. Gli studi sulla comunicazione comprendono molti sottocampi. Alcuni si concentrano su argomenti ampi come la comunicazione interpersonale, la comunicazione intrapersonale, la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale. Altri indagano sulla comunicazione all&#8217;interno di un&#8217;area specifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007286-290" target="_blank" rel="noopener"><sup>[290] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJenkinsChen2016[httpsbooksgooglecombooksidHQJbDwAAQBAJpgPT506_506]-291" target="_blank" rel="noopener"><sup>[291]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione organizzativa </a>riguarda la comunicazione tra membri di organizzazioni come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporations" target="_blank" rel="noopener">aziende </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nonprofits" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni no-profit </a>o piccole imprese. Centrale a questo riguardo è il coordinamento del comportamento dei diversi membri nonché l’interazione con i clienti e il pubblico in generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017-292" target="_blank" rel="noopener"><sup>[292] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERenZhai2013[httpsbooksgooglecombooksidnC6_BAAAQBAJpgPA77_77]-293" target="_blank" rel="noopener"><sup>[293] </sup></a>Termini strettamente correlati sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporate_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione professionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]-294" target="_blank" rel="noopener"><sup>[294] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]-295" target="_blank" rel="noopener"><sup>[295] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDixon2017[httpsbooksgooglecombooksid4XHQDQAAQBAJpgPA204_204]-296" target="_blank" rel="noopener"><sup>[296] </sup></a>L&#8217;elemento principale della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marketing_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di marketing </a>è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising" target="_blank" rel="noopener">la pubblicità </a>, ma comprende anche altre attività di comunicazione volte a promuovere l&#8217;obiettivo dell&#8217;organizzazione presso il suo pubblico, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Public_relations" target="_blank" rel="noopener">le pubbliche relazioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESierra2006[httpsbooksgooglecombooksid0xL_cHiMfLoCpgPA392_392]-297" target="_blank" rel="noopener"><sup>[297] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBr%C3%B8nn2016[httpsbooksgooglecombooksidZs6UCwAAQBAJpgPT360_360]-298" target="_blank" rel="noopener"><sup>[298]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Political_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione politica </a>copre argomenti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Electoral_campaigns" target="_blank" rel="noopener">le campagne elettorali </a>per influenzare gli elettori e la comunicazione legislativa, come le lettere a un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Congress" target="_blank" rel="noopener">congresso </a>o i documenti di una commissione. Un&#8217;enfasi specifica viene spesso data alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Propaganda" target="_blank" rel="noopener">propaganda </a>e al ruolo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcClelland2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]-299" target="_blank" rel="noopener"><sup>[299]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interculturale </a>è rilevante sia per la comunicazione organizzativa che per quella politica poiché spesso implicano tentativi di scambio di messaggi tra comunicatori provenienti da contesti culturali diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%93610]Intercultural_communication-300" target="_blank" rel="noopener"><sup>[300] </sup></a>Il background culturale influenza il modo in cui i messaggi vengono formulati e interpretati e può essere causa di malintesi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%93180]-301" target="_blank" rel="noopener"><sup>[301] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a>È rilevante anche per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Development_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione sullo sviluppo </a>, che riguarda l&#8217;uso della comunicazione per assistere allo sviluppo, come gli aiuti forniti dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First_world" target="_blank" rel="noopener">paesi del primo mondo </a>ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Third-world_countries" target="_blank" rel="noopener">paesi del terzo mondo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkote2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]-302" target="_blank" rel="noopener"><sup>[302] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007301-303" target="_blank" rel="noopener"><sup>[303]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione sanitaria </a>riguarda la comunicazione nel campo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Healthcare" target="_blank" rel="noopener">dell’assistenza sanitaria </a>e degli sforzi di promozione della salute. Uno dei suoi argomenti è il modo in cui gli operatori sanitari, come medici e infermieri, dovrebbero comunicare con i loro pazienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007307-304" target="_blank" rel="noopener"><sup>[304] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKreps2002395-305" target="_blank" rel="noopener"><sup>[305]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia della comunicazione</em></a></p>
<p>La storia della comunicazione studia come i processi comunicativi si sono evoluti e hanno interagito con la società, la cultura e la tecnologia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESimonsonPeckCraigJackson20131-306" target="_blank" rel="noopener"><sup>[306] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESonderling1995[httpsbooksgooglecombooksid54oceJfEV0kCpgPA89_89]-307" target="_blank" rel="noopener"><sup>[307] </sup></a>La comunicazione umana ha una lunga storia e il modo in cui le persone comunicano è cambiato notevolmente nel tempo. Molti di questi cambiamenti sono stati innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione e hanno avuto vari effetti sul modo in cui le persone si scambiano idee. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]-308" target="_blank" rel="noopener"><sup>[308] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]-309" target="_blank" rel="noopener"><sup>[309] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEInnis19506%E2%80%937-310" target="_blank" rel="noopener"><sup>[310] </sup></a>Le nuove tecnologie della comunicazione di solito richiedono nuove competenze che le persone devono imparare per usarle in modo efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERowitz2014[httpsbooksgooglecombooksidRekQlJPS85ECpgPA459_459]-311" target="_blank" rel="noopener"><sup>[311] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECalabreseSparks2003[httpsbooksgooglecombooksidUT_FAAAAQBAJpgPA85_85]-312" target="_blank" rel="noopener"><sup>[312] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETompkins2023[httpsbooksgooglecombooksidFmuyEAAAQBAJpgPT141_141]-313" target="_blank" rel="noopener"><sup>[313]</sup></a></p>
<p>Nella letteratura accademica, la storia della comunicazione è solitamente divisa in epoche in base alla forma di comunicazione dominante in quell&#8217;epoca. Il numero di età e la periodizzazione precisa sono controversi. Di solito includono l&#8217;età necessaria per parlare, scrivere e stampare, nonché per la comunicazione di massa elettronica e Internet. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-314" target="_blank" rel="noopener"><sup>[314] </sup></a>Secondo il teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_Poe" target="_blank" rel="noopener">Marshall Poe </a>, i media dominanti per ogni età possono essere caratterizzati in relazione a diversi fattori. Includono la quantità di informazioni che un mezzo può archiviare, quanto tempo persiste, quanto tempo occorre per trasmetterlo e quanto è costoso utilizzare il mezzo. Poe sostiene che le età successive di solito comportano qualche forma di miglioramento di uno o più fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201112%E2%80%9313-315" target="_blank" rel="noopener"><sup>[315] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]-308" target="_blank" rel="noopener"><sup>[308]</sup></a></p>
<p>Secondo alcune stime scientifiche, il linguaggio si è sviluppato circa 40.000 anni fa, mentre altri lo ritengono molto più antico. Prima di questo sviluppo, la comunicazione umana somigliava alla comunicazione animale e avveniva attraverso una combinazione di grugniti, grida, gesti ed espressioni facciali. Il linguaggio ha aiutato i primi esseri umani a organizzarsi e a pianificare in modo più efficiente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA3_3]-316" target="_blank" rel="noopener"><sup>[316] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECapstick2020[httpsbooksgooglecombooksidjW76DwAAQBAJpgPA5_5%E2%80%936]-317" target="_blank" rel="noopener"><sup>[317] </sup></a>Nelle prime società, la lingua parlata era la principale forma di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]-309" target="_blank" rel="noopener"><sup>[309] </sup></a>La maggior parte della conoscenza veniva trasmessa attraverso di essa, spesso sotto forma di storie o detti saggi. Questa forma non produce conoscenza stabile poiché dipende dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Memory#Failures" target="_blank" rel="noopener">memoria umana imperfetta </a>. Per questo motivo, molti dettagli differiscono da un racconto all&#8217;altro e vengono presentati in modo diverso da narratori distinti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>Quando le persone iniziarono a stabilirsi e a formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agrarian_society" target="_blank" rel="noopener">comunità agricole </a>, le società crebbero e vi fu una maggiore necessità di registrazioni stabili della proprietà della terra e delle transazioni commerciali. Ciò ha dato il via all&#8217;invenzione della scrittura, che è in grado di risolvere molti problemi derivanti dall&#8217;uso esclusivamente della comunicazione orale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201167-318" target="_blank" rel="noopener"><sup>[318] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]-319" target="_blank" rel="noopener"><sup>[319] </sup></a>È molto più efficace nel preservare la conoscenza e trasmetterla tra le generazioni poiché non dipende dalla memoria umana. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]-319" target="_blank" rel="noopener"><sup>[319] </sup></a>Prima dell’invenzione della scrittura si erano già sviluppate alcune forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proto-writing" target="_blank" rel="noopener">protoscrittura . </a>La protoscrittura comprende segni visibili di lunga durata utilizzati per archiviare informazioni, come decorazioni su oggetti in ceramica, nodi in una corda per tracciare le merci o sigilli per contrassegnare la proprietà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERobinson2009[httpsbooksgooglecombooksidKRsUDAAAQBAJpgPA4_4%E2%80%935]-321" target="_blank" rel="noopener"><sup>[321] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEAitchison2007[httpsbooksgooglecombooksidZgmmB6vNjYYCpgPA33_33]-322" target="_blank" rel="noopener"><sup>[322]</sup></a></p>
<p>La maggior parte delle prime comunicazioni scritte avveniva tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pictogram" target="_blank" rel="noopener">pittogrammi </a>. I pittogrammi sono simboli grafici che trasmettono significato assomigliando visivamente a oggetti del mondo reale. L&#8217;uso di simboli pittografici di base per rappresentare cose come i prodotti agricoli era comune nelle culture antiche e iniziò intorno al 9000 a.C. Il primo sistema di scrittura complesso comprendente pittogrammi fu sviluppato intorno al 3500 a.C. dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sumer" target="_blank" rel="noopener">Sumeri </a>e si chiama <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cuneiform" target="_blank" rel="noopener">cuneiforme </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-323" target="_blank" rel="noopener"><sup>[323] </sup></a>I pittogrammi sono ancora in uso oggi, come i cartelli di divieto di fumare e i simboli di figure maschili e femminili sulle porte dei bagni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a>Uno svantaggio significativo dei sistemi di scrittura pittografica è che necessitano di una grande quantità di simboli per riferirsi a tutti gli oggetti di cui si vuole parlare. Questo problema è stato risolto dallo sviluppo di altri sistemi di scrittura. Ad esempio, i simboli dei sistemi di scrittura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alphabetic" target="_blank" rel="noopener">alfabetici </a>non rappresentano oggetti regolari. Si riferiscono invece ai suoni utilizzati nella lingua parlata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201169%E2%80%9370-324" target="_blank" rel="noopener"><sup>[324] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]-325" target="_blank" rel="noopener"><sup>[325] </sup></a>Altri tipi di primi sistemi di scrittura includono i sistemi di scrittura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Logographic" target="_blank" rel="noopener">logografici </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ideographic" target="_blank" rel="noopener">ideografici </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEYule2010212%E2%80%93214-326" target="_blank" rel="noopener"><sup>[326] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHaarmann2020[httpsbooksgooglecombooksidFkL_DwAAQBAJpgPA157_157%E2%80%93158]-327" target="_blank" rel="noopener"><sup>[327] </sup></a>Uno svantaggio di molte prime forme di scrittura, come le tavolette di argilla usate per il cuneiforme, era che non erano molto portatili. Ciò ha reso difficile trasportare i testi da un luogo all&#8217;altro per condividere le informazioni. La situazione cambiò con l&#8217;invenzione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Papyrus" target="_blank" rel="noopener">papiro </a>da parte degli egiziani intorno al 2500 a.C. e fu ulteriormente migliorata in seguito dallo sviluppo della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parchment" target="_blank" rel="noopener">pergamena </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paper" target="_blank" rel="noopener">della carta </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]-325" target="_blank" rel="noopener"><sup>[325] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013169-328" target="_blank" rel="noopener"><sup>[328]</sup></a></p>
<p>Fino al 1400, quasi tutta la comunicazione scritta richiedeva la scrittura a mano. Per questo motivo la diffusione della comunicazione scritta all&#8217;interno della società era ancora piuttosto limitata poiché copiare i libri a mano era costoso. L’introduzione e la divulgazione della stampa di massa nella metà del XV secolo da parte di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Johann_Gutenberg" target="_blank" rel="noopener">Johann Gutenberg </a>portò a rapidi cambiamenti. La stampa di massa aumentò rapidamente la circolazione dei mezzi scritti e portò anche alla diffusione di nuove forme di documenti scritti, come giornali e opuscoli. Un effetto collaterale fu che la maggiore disponibilità di documenti scritti migliorò significativamente l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Literacy" target="_blank" rel="noopener">alfabetizzazione generale </a>della popolazione. Questo sviluppo servì come base per rivoluzioni in vari campi, tra cui scienza, politica e religione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013169%E2%80%93170-329" target="_blank" rel="noopener"><sup>[329] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4%E2%80%935]-330" target="_blank" rel="noopener"><sup>[330] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe2011104%E2%80%93105,_112-331" target="_blank" rel="noopener"><sup>[331]</sup></a></p>
<p>Le scoperte scientifiche del XIX e XX secolo hanno portato molti ulteriori sviluppi nella storia della comunicazione. Tra questi ricordiamo l&#8217;invenzione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Telegraphy" target="_blank" rel="noopener">telegrafo </a>e del telefono, che resero ancora più semplice e veloce la trasmissione di informazioni da un luogo all&#8217;altro senza la necessità di trasportare documenti scritti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]-332" target="_blank" rel="noopener"><sup>[332] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013171%E2%80%93172-333" target="_blank" rel="noopener"><sup>[333] </sup></a>Inizialmente queste forme di comunicazione si limitavano ai collegamenti via cavo, che dovevano essere stabiliti prima. Sviluppi successivi trovarono modi di trasmissione senza fili utilizzando segnali radio. Permisero di raggiungere un vasto pubblico e la radio divenne presto una delle forme centrali di comunicazione di massa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013171-334" target="_blank" rel="noopener"><sup>[334] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]-332" target="_blank" rel="noopener"><sup>[332] </sup></a>Varie innovazioni nel campo della fotografia hanno consentito la registrazione di immagini su pellicola, che ha portato allo sviluppo del cinema e della televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013172%E2%80%93173-335" target="_blank" rel="noopener"><sup>[335] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%936]-336" target="_blank" rel="noopener"><sup>[336] </sup></a>La portata della comunicazione senza fili è stata ulteriormente ampliata con lo sviluppo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communications_satellite" target="_blank" rel="noopener">satelliti </a>, che hanno permesso di trasmettere segnali radiofonici e televisivi alle stazioni di tutto il mondo. In questo modo, le informazioni potrebbero essere condivise quasi istantaneamente ovunque nel mondo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_7]-337" target="_blank" rel="noopener"><sup>[337] </sup></a>Lo sviluppo di Internet costituisce un’ulteriore pietra miliare nella storia della comunicazione. Ha reso più facile che mai per le persone scambiarsi idee, collaborare e accedere alle informazioni da qualsiasi parte del mondo utilizzando una varietà di mezzi, come siti Web, posta elettronica, social media e videoconferenze. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013178%E2%80%93181-338" target="_blank" rel="noopener"><sup>[338] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe2011223%E2%80%93224-339" target="_blank" rel="noopener"><sup>[339]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Media" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale multimediale</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Society" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale della società</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Technology" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale tecnologico</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agricultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione agricola</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Augmentative_and_alternative_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aumentativa e alternativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aviation_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aeronautica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bias-free_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione senza pregiudizi</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Data_transmission" target="_blank" rel="noopener">Trasmissione dati</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Defensive_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione difensiva</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione ambientale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_engineering_(field)" target="_blank" rel="noopener">Ingegneria dell&#8217;informazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interdepartmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interdipartimentale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione internazionale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener"><em>Ishin- </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener"><em>denshin</em></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti linguistici</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione militare</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-violent_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione non violenta</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Schema di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proactive_communications" target="_blank" rel="noopener">Comunicazioni proattive</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Risk_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione del rischio</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione scientifica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">Sistema di segni</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Small_talk" target="_blank" rel="noopener">Chiacchiere</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Upward_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione verso l&#8217;alto</a></li>
</ul>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<p><strong>Citazioni</strong></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRosengren2000" target="_blank" rel="noopener">Rosengren 2000 </a>, pp. 1–2, 1.1 Sulla comunicazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobley2008" target="_blank" rel="noopener">Cobley 2008 </a>, pp. <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/9781405186407.wbiecc071" target="_blank" rel="noopener">660–666</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeinelSack2014" target="_blank" rel="noopener">Meinel &amp; Sack 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=5O25BAAAQBAJ&amp;pg=PA89" target="_blank" rel="noopener">89</a></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHarperCollins_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale HarperCollins 2022 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMerriam-Webster_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale Merriam-Webster 2022 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCambridge_Dictionary_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale del dizionario Cambridge 2022 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRosengren2000" target="_blank" rel="noopener">Rosengren 2000 </a>, pp. 1–2, 1.1 Sulla comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMunodawafa2008" target="_blank" rel="noopener">Munodawafa 2008 </a>, pp. 369–370.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]_7-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlackburn1996a" target="_blank" rel="noopener">Blackburn 1996a </a>, <a href="https://www.rep.routledge.com/articles/thematic/meaning-and-communication/v-1" target="_blank" rel="noopener">Significato e comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93202_8-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 201–202.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119,_121%E2%80%93122,_133%E2%80%93134]_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCraig1999" target="_blank" rel="noopener">Craig 1999 </a>, pagine <a href="https://academic.oup.com/ct/article/9/2/119-161/4201776" target="_blank" rel="noopener">119, 121–122, 133–134 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93203_10-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 201–203.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93210_11-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 207–210.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKetcham2020" target="_blank" rel="noopener">Ketcham 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=IXznDwAAQBAJ&amp;pg=PA100" target="_blank" rel="noopener">100 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 207–209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_92%E2%80%9393]_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMiller1966" target="_blank" rel="noopener">Miller 1966 </a>, pagine <a href="https://doi.org/10.1111/j.1460-2466.1966.tb00020.x" target="_blank" rel="noopener">92–93 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlackburn1996" target="_blank" rel="noopener">Blackburn 1996 </a>, <a href="https://www.rep.routledge.com/articles/thematic/communication-and-intention/v-1" target="_blank" rel="noopener">Intenzione e comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970208%E2%80%93209_16-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 208–209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970209_17-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pag. 209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEN%C3%B6th2013101_18-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFN%C3%B6th2013" target="_blank" rel="noopener">Nöth 2013 </a>, pag. 101.</li>
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</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pp. 1, 3.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 7.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%93608]Models_Of_Communication_27-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2001" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2001 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/media/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/models-communication" target="_blank" rel="noopener">607–608 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcQuail2008" target="_blank" rel="noopener">McQuail 2008 </a>, pp. <a href="https://www.wiley.com/en-us/The+International+Encyclopedia+of+Communication%2C+12+Volume+Set-p-9781405131995" target="_blank" rel="noopener">3143–3149 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_23]1._Basic_Communication_Models_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNarula2006" target="_blank" rel="noopener">Narula 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=AuRyXwyAJ78C" target="_blank" rel="noopener">23 </a>, 1. Modelli comunicativi fondamentali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> Personale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">UMN 2016a </a>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener">2 Il processo di comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%938]Introduction_31-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. <a href="https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110240450/html" target="_blank" rel="noopener">7–8 </a>, Introduzione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24,_30]2._Other_models_32-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011a" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011a </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">24, 30 </a>, 2. Altri modelli.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_15]1._Basic_Communication_Models_33-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNarula2006" target="_blank" rel="noopener">Narula 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=AuRyXwyAJ78C" target="_blank" rel="noopener">15 </a>, 1. Modelli di comunicazione di base.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">438 </a>, modelli di trasmissione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]_35-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKastberg2019" target="_blank" rel="noopener">Kastberg 2019 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=esLDDwAAQBAJ&amp;pg=PA56" target="_blank" rel="noopener">56 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA24_24]_36-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">Personale </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">UMN 2016a </a>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener">2 Il processo di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKastberg2019" target="_blank" rel="noopener">Kastberg 2019 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=esLDDwAAQBAJ&amp;pg=PA56" target="_blank" rel="noopener">56</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNicotera2009" target="_blank" rel="noopener">Nicotera 2009 </a>, pag. 176</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24</a></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNicotera2009" target="_blank" rel="noopener">Nicotera 2009 </a>, pag. 176.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pag. 48.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_30%E2%80%9331]2._Other_models_40-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011a" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011a </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">30–31 </a>, 2. Altri modelli.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]_41-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2012" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2012 </a>, pag. 154, <a href="https://books.google.com/books?id=XKP-63dSKNsC&amp;pg=PA154" target="_blank" rel="noopener">il modello di comunicazione di Lasswell </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%93249_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWenxiu2015" target="_blank" rel="noopener">Wenxiu 2015 </a>, pp. 245–249.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg200752%E2%80%9353_43-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pp.52–53.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%9313]_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerger1995" target="_blank" rel="noopener">Berger 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=AfTl2r4K_wUC&amp;pg=PA12" target="_blank" rel="noopener">12–13 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015%C2%A7Misconception_1:_it&#039;s_a_static_model_with_fixed_categories_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSapienzaIyerVeenstra2015" target="_blank" rel="noopener">Sapienza, Iyer &amp; Veenstra 2015 </a>, §Errore 1: è un modello statico con categorie fisse.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]_47-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFeicheng2022" target="_blank" rel="noopener">Feicheng 2022 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=E4pyEAAAQBAJ&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393_48-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBraddock1958" target="_blank" rel="noopener">Braddock 1958 </a>, pp.88–93.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_10%E2%80%9315]1._Communication_theory_53-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">10–15 </a>, 1. Teoria della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_4%E2%80%939,_18%E2%80%9319]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWeaver1998" target="_blank" rel="noopener">Weaver 1998 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener">4–9, 18–19 </a>, Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]_55-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFJanuszewski2001" target="_blank" rel="noopener">Januszewski 2001 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=mlZsIIoOaSYC&amp;pg=PA29" target="_blank" rel="noopener">29 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%93113[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]_56-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2012" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2012 </a>, pp. 112–113, <a href="https://books.google.com/books?id=XKP-63dSKNsC&amp;pg=PA112" target="_blank" rel="noopener">il modello di comunicazione di Gerbner </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]_57-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMelkoteSteeves2001" target="_blank" rel="noopener">Melkote &amp; Steeves 2001 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=PKAi6t2e5AEC&amp;pg=PA108" target="_blank" rel="noopener">108 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%9319]_58-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStraubhaarLaRoseDavenport2015" target="_blank" rel="noopener">Straubhaar, LaRose &amp; Davenport 2015 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=jUR-BAAAQBAJ&amp;pg=PT47" target="_blank" rel="noopener">18–19 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]_59-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA18" target="_blank" rel="noopener">18 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBowmanTargowski198725%E2%80%9326_60-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">Bowman e </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">Targowski </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">1987 </a>, pp.25–26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWisely1994" target="_blank" rel="noopener">Saggiamente 1994 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener">90–91 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchramm1954" target="_blank" rel="noopener">Schramm 1954 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=z2aaAQAACAAJ" target="_blank" rel="noopener">3–5 </a>, Come funziona la comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlythe2009" target="_blank" rel="noopener">Blythe 2009 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=rPgQRbBLdYgC&amp;pg=188" target="_blank" rel="noopener">188 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeng2020" target="_blank" rel="noopener">Meng 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=b0HWDwAAQBAJ&amp;pg=PA120" target="_blank" rel="noopener">120 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_5%E2%80%937]How_communication_works_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchramm1954" target="_blank" rel="noopener">Schramm 1954 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=z2aaAQAACAAJ" target="_blank" rel="noopener">5–7 </a>, Come funziona la comunicazione.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201347_67-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pag. 47.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2015" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2015 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20–22 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%9377]_69-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLawsonGillFeekeryWitsel2019" target="_blank" rel="noopener">Lawson et al. 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=fIOWDwAAQBAJ&amp;pg=PA77" target="_blank" rel="noopener">76–77 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDwyer2012" target="_blank" rel="noopener">Dwyer 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=xhHiBAAAQBAJ&amp;pg=PA12" target="_blank" rel="noopener">12 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201357%E2%80%9360_71-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pagine 57–60.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201158_72-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 58.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]_73-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurtonDimbleby2002" target="_blank" rel="noopener">Burton e Dimbleby 2002 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4XGKAgAAQBAJ&amp;pg=PA126" target="_blank" rel="noopener">126 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESindingWaldstrom2014153_74-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">Sinding &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">Waldstrom </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">2014 </a>, pag. 153.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">44 </a>, canali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">17–18 </a>, 1. Teoria della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]_77-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBeynon-Davies2010" target="_blank" rel="noopener">Beynon-Davies 2010 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ZnaGDAAAQBAJ&amp;pg=PA52" target="_blank" rel="noopener">52 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBussmann2006[httpsbooksgooglecombooksidO0-9Iw0Qh6ECpgPA65_65%E2%80%9366]_78-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBussmann2006" target="_blank" rel="noopener">Bussmann 2006 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=O0-9Iw0Qh6EC&amp;pg=PA65" target="_blank" rel="noopener">65–66 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 448.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2000" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2000 </a>, pp. 58–59.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKyleKyleWollPullen1988" target="_blank" rel="noopener">Kyle et al. 1988 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Gcy4MhmLhdkC&amp;pg=PA59" target="_blank" rel="noopener">59 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]_82-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFButterfield2016" target="_blank" rel="noopener">Butterfield 2016 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=VAJVDAAAQBAJ&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]_83-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLyons1981" target="_blank" rel="noopener">Lione 1981 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=8Wg57a3DdYYC" target="_blank" rel="noopener">3, 6 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHarley2014" target="_blank" rel="noopener">Harley 2014 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=bIsMKQEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13%E2%80%9314_85-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 11, 13–14.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKigginsCominsGentner2013_86-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKigginsCominsGentner2013" target="_blank" rel="noopener">Kiggins, Comins e Gentner 2013 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]_87-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeisel2011" target="_blank" rel="noopener">Meisel 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=3ryG0_W4qxcC" target="_blank" rel="noopener">1 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]_88-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMontrul2004" target="_blank" rel="noopener">Montrul 2004 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nIRgMn83Rr8C&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%93345]Artificial_And_Natural_Languages_89-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFThomason2006" target="_blank" rel="noopener">Thomason 2006 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/humanities/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/artificial-and-natural-languages" target="_blank" rel="noopener">342–345 </a>, Linguaggi artificiali e naturali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChampoux2016" target="_blank" rel="noopener">Champoux 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=5Hq3DAAAQBAJ&amp;pg=PA327" target="_blank" rel="noopener">327–328 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2009306_92-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2009" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2009 </a>, pag. 306.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136_93-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 6.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo19607%E2%80%938_94-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 7–8.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]_95-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFISU_staff2016" target="_blank" rel="noopener">Personale ISU 2016 </a>, <a href="http://kell.indstate.edu/public-comm-intro/chapter/3-4-functions-of-verbal-communication/" target="_blank" rel="noopener">4: Funzioni della comunicazione verbale </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]_96-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNuytsPederson1999" target="_blank" rel="noopener">Nuyts &amp; Pederson 1999 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=k_ZqqaYrftAC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener">1 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 492.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 690.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 107.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 297.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 493.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 691.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTaylor1962" target="_blank" rel="noopener">Taylor 1962 </a>, pagine <a href="https://www.jstor.org/stable/43093688" target="_blank" rel="noopener">8–10 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93694_104-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 692–694.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493%E2%80%93495_105-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pp. 493–495.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693_106-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 693.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 692.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a494_108-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 494.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009694_109-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 694.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPapaDanielsSpiker2008" target="_blank" rel="noopener">Papa, Daniels e Spiker 2008 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener">27 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011310_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 310.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcCormackMcLeodHarrison2017" target="_blank" rel="noopener">McCormack, McLeod &amp; Harrison 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=pdAoDwAAQBAJ&amp;pg=PA60" target="_blank" rel="noopener">60 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBornstein2013" target="_blank" rel="noopener">Bornstein 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nyZpbi4IiSoC&amp;pg=PA151" target="_blank" rel="noopener">151 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93693_114-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 692–693.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 693–694.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]_116-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGivensWhite2021" target="_blank" rel="noopener">Givens &amp; White 2021 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=UhgoEAAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener">28, 55 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChan2020[httpsbooksgooglecombooksidCmXIDwAAQBAJpgPA180_180]_117-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChan2020" target="_blank" rel="noopener">Chan 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=CmXIDwAAQBAJ&amp;pg=PA180" target="_blank" rel="noopener">180 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECloughDuff2020323_118-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCloughDuff2020" target="_blank" rel="noopener">Clough &amp; Duff 2020 </a>, pag. 323.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism_119-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">244 </a>, Logocentrismo.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMills2015[httpsbooksgooglecombooksidouHnCgAAQBAJpgPT132_132%E2%80%93133]_120-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMills2015" target="_blank" rel="noopener">Mills 2015 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=ouHnCgAAQBAJ&amp;pg=PT132" target="_blank" rel="noopener">132–133 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]_121-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">Burgoon, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">Manusov </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">&amp; Guerrero 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=JqVYCwAAQBAJ&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492%E2%80%93493_122-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pp. 492–493.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690%E2%80%93961_123-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 690–961.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 221.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016" target="_blank" rel="noopener">Staff </a><u>UMN 2016 </u>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener">1 La comunicazione: storia e forme </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201352%E2%80%9353_126-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pagine 52–53.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFEzhilarasu2016" target="_blank" rel="noopener">Ezhilarasu 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=kfbsDwAAQBAJ&amp;pg=PA178" target="_blank" rel="noopener">178 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547_128-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 547.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 547–548.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 168.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361_131-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTrenholmJensen2013" target="_blank" rel="noopener">Trenholm &amp; Jensen 2013 </a>, pp. 36, 361.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009548%E2%80%93549_132-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 548–549.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 549.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGambleGamble2019" target="_blank" rel="noopener">Scommessa e scommessa 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=bUdeDwAAQBAJ&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener">14–16 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009546_135-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 546.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009546%E2%80%93547_136-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 546–547.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 225.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009566_138-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pag. 566.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHoneycutt2014[httpsbooksgooglecombooksid9pbnBQAAQBAJpgPT317_317]_139-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHoneycutt2014" target="_blank" rel="noopener">Honeycutt 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=9pbnBQAAQBAJ&amp;pg=PT317" target="_blank" rel="noopener">317 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA196_196]_140-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFVocate2012" target="_blank" rel="noopener">Votato 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA196" target="_blank" rel="noopener">196 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201347%E2%80%9352_141-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pp. 47–52.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009568%E2%80%93569_143-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pp. 568–569.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009567_144-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pag. 567.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKreps2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]_145-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKreps2012" target="_blank" rel="noopener">Kreps 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=FrbGuo2mxCMC&amp;pg=PA239" target="_blank" rel="noopener">239 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]_146-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFVocate2012" target="_blank" rel="noopener">Votato 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener">14 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196063%E2%80%939_147-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 63–9.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%9336]_148-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGillAdams1998" target="_blank" rel="noopener">Gill e Adams 1998 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=qhXZU39BVJYC&amp;pg=PA35" target="_blank" rel="noopener">35–36 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]_149-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pag. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">20 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTurkingtonHarris2006" target="_blank" rel="noopener">Turkington e Harris 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener">140 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEvon_Kriegstein2011[httpsbooksgooglecombooksidpRV1XsOyAc8CpgPA683_683]_151-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">von </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">Kriegstein </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener">683 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196067_152-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pag. 67.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pp. 20–21.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcArthurMcArthurMcArthur2005" target="_blank" rel="noopener">McArthur, McArthur e McArthur 2005 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=QMsWFsI0YkIC&amp;pg=PT232" target="_blank" rel="noopener">232–233 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 25.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGenesee1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]_156-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGenesee1984" target="_blank" rel="noopener">Genesee 1984 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=U-05JSBtZF8C&amp;pg=PA139" target="_blank" rel="noopener">139 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]_157-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPeterwagner2005" target="_blank" rel="noopener">Peterwagner 2005 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=87BOMKSj1kcC&amp;pg=PA9" target="_blank" rel="noopener">9 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication_158-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcQuail2008" target="_blank" rel="noopener">McQuail 2008 </a>, pag. <a href="https://www.wiley.com/en-us/The+International+Encyclopedia+of+Communication%2C+12+Volume+Set-p-9781405131995" target="_blank" rel="noopener">3029 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200817%E2%80%9318_159-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 17–18.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 241.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 18, 25.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pag. 23.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238_163-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 238.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818_164-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 18.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200970_165-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2009" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2009 </a>, pag. 70.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200059%E2%80%9360_166-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2000" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2000 </a>, pp. 59–60.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200826_167-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 26.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9322_168-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pp. 20–22.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201524_169-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pag. 24.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200819,_24_170-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 19, 24.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 24.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015242_172-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 242.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pp. 238–239.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200815_174-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBuchananHuczynski2017218%E2%80%93219_175-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBuchananHuczynski2017" target="_blank" rel="noopener">Buchanan e Huczynski 2017 </a>, pp. 218–219.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA20_20%E2%80%9321]_176-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20–21 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise_177-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">296 </a>, rumore.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEvan_Trijp2018[httpsbooksgooglecombooksidoqhJDwAAQBAJpgPA289_289%E2%80%93290]_178-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">van </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">Trijp </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">2018 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener">289–290 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWinner2017[httpsbooksgooglecombooksidYBw0DwAAQBAJpgPT29_29]_179-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWinner2017" target="_blank" rel="noopener">Vincitore 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener">29 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]_180-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRao2009" target="_blank" rel="noopener">Rao 2009 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fBHi4hEuDgYC" target="_blank" rel="noopener">48 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEmmeche2003[httpswwwencyclopediacomeducationencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsbiosemiotics_63%E2%80%9364]_181-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFEmmeche2003" target="_blank" rel="noopener">Emmeche 2003 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/education/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">63–64 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESeckbachGordon2016[httpsbooksgooglecombooksidycOkDQAAQBAJpgPR15_xv%E2%80%93xvi]_182-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSeckbachGordon2016" target="_blank" rel="noopener">Seckbach &amp; Gordon 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=ycOkDQAAQBAJ&amp;pg=PR15" target="_blank" rel="noopener">xv–xvi </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201345_183-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 45.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlatrixMayer2010" target="_blank" rel="noopener">Blatrix &amp; Mayer 2010 </a>, pag. 128.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20103_185-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 3.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 6.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200225%E2%80%9326_187-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 25–26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20131_189-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 1.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201313_190-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 13.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">Hebb &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">Donderi </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=-65mAgAAQBAJ&amp;pg=PT269" target="_blank" rel="noopener">269 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201314_192-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 14.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELuukLuuk2008[httpsbooksgooglecombooksid9S1pDQAAQBAJpgPA206_206]_193-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLuukLuuk2008" target="_blank" rel="noopener">Luuk &amp; Luuk 2008 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=9S1pDQAAQBAJ&amp;pg=PA206" target="_blank" rel="noopener">206 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20135_194-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHouston2019[httpsbooksgooglecombooksid-hiBDwAAQBAJpgPA266_266,_279]_195-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHouston2019" target="_blank" rel="noopener">Houston 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=-hiBDwAAQBAJ&amp;pg=PA266" target="_blank" rel="noopener">266, 279 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBakerHengeveld2012[httpsbooksgooglecombooksidR8uWDVdRQlYCpgPA25_25]_196-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBakerHengeveld2012" target="_blank" rel="noopener">Baker &amp; Hengeveld 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=R8uWDVdRQlYC&amp;pg=PA25" target="_blank" rel="noopener">25 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226%E2%80%9329_199-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 26–29.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226%E2%80%9327_200-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 26–27.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200227_201-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 27.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201319%E2%80%9320_202-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 19–20.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20133_203-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 3.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200227%E2%80%9328_204-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 27–28.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200228_205-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 28.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20105_206-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200228%E2%80%9329_207-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 28–29.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201314%E2%80%9315_208-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 14–15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20154%E2%80%935_209-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pagine 4–5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESebeok1991[httpsbooksgooglecombooksidMoc8XzWbT-QCpgPA111_111]_210-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSebeok1991" target="_blank" rel="noopener">Sebeok 1991 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Moc8XzWbT-QC&amp;pg=PA111" target="_blank" rel="noopener">111 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20151%E2%80%934_211-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 1–4.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20102,_7_212-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pp. 2, 7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20151%E2%80%932_213-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 1–2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20152_214-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20107_215-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20152%E2%80%934_216-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 2–4.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 1.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 59.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 56.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013167%E2%80%93168_231-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 167–168.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlatrixMayer2010" target="_blank" rel="noopener">Blatrix &amp; Mayer 2010 </a>, pag. 129.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 61.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015109_234-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 109.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015110_235-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 110.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015110%E2%80%93112,_128_236-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 110–112, 128.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015111_237-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 111.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013157%E2%80%93158_244-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 157–158.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHuraSinghal2001" target="_blank" rel="noopener">Hura &amp; Singhal 2001 </a>, pp. 4–5, 14.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallings 2014 </a>, pp. 46–48.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings2014295_260-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallaggi 2014 </a>, pag. 295.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201441%E2%80%9342_268-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallings 2014 </a>, pp. 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESahaMannaMandal2013[httpsbooksgooglecombooksidiUI8BAAAQBAJpgPA231_231]_269-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSahaMannaMandal2013" target="_blank" rel="noopener">Saha, Manna e Mandal 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=iUI8BAAAQBAJ&amp;pg=PA231" target="_blank" rel="noopener">231 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBruenForcinitoMcQuillan2021[httpsbooksgooglecombooksidBPcyEAAAQBAJpgPA49_49]_270-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">Bruen, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">Forcinito </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">&amp; McQuillan 2021 </a>, p. <a href="https://books.google.com/books?id=BPcyEAAAQBAJ&amp;pg=PA49" target="_blank" rel="noopener">49 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGuzman2018[httpsbooksgooglecombooksidML1OtAEACAAJ_1,_5]_271-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGuzman2018" target="_blank" rel="noopener">Guzman 2018 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=ML1OtAEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">1, 5 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRiekert1990" target="_blank" rel="noopener">Riekert 1990 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=kOU5wrsqvcgC&amp;pg=PA42" target="_blank" rel="noopener">42 </a>, <a href="https://books.google.com/books?id=kOU5wrsqvcgC&amp;pg=PA42" target="_blank" rel="noopener">Che aspetto ha la conoscenza? </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002414_273-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pag. 414.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERaoWangZhou1996[httpsbooksgooglecombooksidEc3sfGyC_q8CpgPA57_57]_274-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRaoWangZhou1996" target="_blank" rel="noopener">Rao, Wang e Zhou 1996 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Ec3sfGyC_q8C&amp;pg=PA57" target="_blank" rel="noopener">57 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002411_275-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pag. 411.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002411%E2%80%93413_276-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pagine 411–413.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-277" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 181</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 6</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pag. 156</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGillAdams1998" target="_blank" rel="noopener">Gill e Adams 1998 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=qhXZU39BVJYC&amp;pg=PR7" target="_blank" rel="noopener">vii</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013181_278-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 181.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%9310]Introduction_279-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. <a href="https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110240450/html" target="_blank" rel="noopener">7–10 </a>, Introduzione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT22_10]_280-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Berger, Roloff &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Ewoldsen </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">2010 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=gH7F_0kTQTEC&amp;pg=PT22" target="_blank" rel="noopener">10 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz201331,_41%E2%80%9342_281-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. 31, 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg200718_282-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 18.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013184_283-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 184.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013184%E2%80%93185_284-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 184–185.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155_285-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pag. 155.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pp. 155–156.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT15_3%E2%80%934]_287-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Berger, Roloff &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Ewoldsen </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">2010 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=gH7F_0kTQTEC&amp;pg=PT15" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg20073_288-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 3.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBernabo2017[httpsbooksgooglecombooksid4GFCDgAAQBAJpgPA201_201%E2%80%93202]Communication_History_289-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBernabo2017" target="_blank" rel="noopener">Bernabò 2017 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=4GFCDgAAQBAJ&amp;pg=PA201" target="_blank" rel="noopener">201–202 </a>, Storia della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007286_290-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 286.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEJenkinsChen2016[httpsbooksgooglecombooksidHQJbDwAAQBAJpgPT506_506]_291-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFJenkinsChen2016" target="_blank" rel="noopener">Jenkins e Chen 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=HQJbDwAAQBAJ&amp;pg=PT506" target="_blank" rel="noopener">506 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017_292-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPutnamWooBanghart2017" target="_blank" rel="noopener">Putnam, Woo e Banghart 2017 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERenZhai2013[httpsbooksgooglecombooksidnC6_BAAAQBAJpgPA77_77]_293-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRenZhai2013" target="_blank" rel="noopener">Ren e Zhai 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nC6_BAAAQBAJ&amp;pg=PA77" target="_blank" rel="noopener">77 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]_294-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHartleyBruckmann2008" target="_blank" rel="noopener">Hartley &amp; Bruckmann 2008 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=n-OGAgAAQBAJ&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener">1–2 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]_295-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMullany2020" target="_blank" rel="noopener">Mullany 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=rC3rDwAAQBAJ&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDixon2017[httpsbooksgooglecombooksid4XHQDQAAQBAJpgPA204_204]_296-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDixon2017" target="_blank" rel="noopener">Dixon 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4XHQDQAAQBAJ&amp;pg=PA204" target="_blank" rel="noopener">204 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESierra2006[httpsbooksgooglecombooksid0xL_cHiMfLoCpgPA392_392]_297-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSierra2006" target="_blank" rel="noopener">Sierra 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=0xL_cHiMfLoC&amp;pg=PA392" target="_blank" rel="noopener">392 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBr%C3%B8nn2016[httpsbooksgooglecombooksidZs6UCwAAQBAJpgPT360_360]_298-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBr%C3%B8nn2016" target="_blank" rel="noopener">Bronn 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Zs6UCwAAQBAJ&amp;pg=PT360" target="_blank" rel="noopener">360 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcClelland2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]_299-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcClelland2008" target="_blank" rel="noopener">McClelland 2008 </a>, <a href="https://www.encyclopedia.com/social-sciences/applied-and-social-sciences-magazines/communication-political" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione, Politica </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%93610]Intercultural_communication_300-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">Hillstrom, Northern Lights &amp; Magee, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">ECDI </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">2006 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/entrepreneurs/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/intercultural-communication" target="_blank" rel="noopener">609–610 </a>, Comunicazione interculturale.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%93180]_301-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlythe2009" target="_blank" rel="noopener">Blythe 2009 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=rPgQRbBLdYgC&amp;pg=177" target="_blank" rel="noopener">177–180 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMelkote2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]_302-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMelkote2003" target="_blank" rel="noopener">Melkote 2003 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=SNmJy7iBYOYC&amp;pg=PA129" target="_blank" rel="noopener">129 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007301_303-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 301.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007307_304-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 307.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKreps2002395_305-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKreps2002" target="_blank" rel="noopener">Kreps 2002 </a>, pag. 395.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESimonsonPeckCraigJackson20131_306-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013 </a>, pag. 1.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESonderling1995[httpsbooksgooglecombooksid54oceJfEV0kCpgPA89_89]_307-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSonderling1995" target="_blank" rel="noopener">Sonderling 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=54oceJfEV0kC&amp;pg=PA89" target="_blank" rel="noopener">89 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPeters2012" target="_blank" rel="noopener">Peters 2012 </a>, pagine <a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener">356–359 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEInnis19506%E2%80%937_310-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFInnis1950" target="_blank" rel="noopener">Innis 1950 </a>, pp. 6–7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERowitz2014[httpsbooksgooglecombooksidRekQlJPS85ECpgPA459_459]_311-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRowitz2014" target="_blank" rel="noopener">Rowitz 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=RekQlJPS85EC&amp;pg=PA459" target="_blank" rel="noopener">459 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECalabreseSparks2003[httpsbooksgooglecombooksidUT_FAAAAQBAJpgPA85_85]_312-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCalabreseSparks2003" target="_blank" rel="noopener">Calabrese &amp; Sparks 2003 </a>, p. <a href="https://books.google.com/books?id=UT_FAAAAQBAJ&amp;pg=PA85" target="_blank" rel="noopener">85 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETompkins2023[httpsbooksgooglecombooksidFmuyEAAAQBAJpgPT141_141]_313-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTompkins2023" target="_blank" rel="noopener">Tompkins 2023 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener">141 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-314" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–5</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013 </a>, pag. 1</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013a" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013a </a>, pag. 14</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. V</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlondheim2016" target="_blank" rel="noopener">Blondheim 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=eY_2DQAAQBAJ&amp;pg=PA927" target="_blank" rel="noopener">927–928</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201112%E2%80%9313_315-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 12-13.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA3_3]_316-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener">3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECapstick2020[httpsbooksgooglecombooksidjW76DwAAQBAJpgPA5_5%E2%80%936]_317-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCapstick2020" target="_blank" rel="noopener">Capstick 2020 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=jW76DwAAQBAJ&amp;pg=PA5" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201167_318-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. 67.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 168–169.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERobinson2009[httpsbooksgooglecombooksidKRsUDAAAQBAJpgPA4_4%E2%80%935]_321-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRobinson2009" target="_blank" rel="noopener">Robinson 2009 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=KRsUDAAAQBAJ&amp;pg=PA4" target="_blank" rel="noopener">4–5 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEAitchison2007[httpsbooksgooglecombooksidZgmmB6vNjYYCpgPA33_33]_322-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFAitchison2007" target="_blank" rel="noopener">Aitchison 2007 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ZgmmB6vNjYYC&amp;pg=PA33" target="_blank" rel="noopener">33 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-323" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 168–169</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">3–4</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. 68</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBernabo2017" target="_blank" rel="noopener">Bernabò 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4GFCDgAAQBAJ&amp;pg=PA199" target="_blank" rel="noopener">199</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201169%E2%80%9370_324-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 69–70.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEYule2010212%E2%80%93214_326-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFYule2010" target="_blank" rel="noopener">Yule 2010 </a>, pagine 212–214.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHaarmann2020[httpsbooksgooglecombooksidFkL_DwAAQBAJpgPA157_157%E2%80%93158]_327-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHaarmann2020" target="_blank" rel="noopener">Haarmann 2020 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=FkL_DwAAQBAJ&amp;pg=PA157" target="_blank" rel="noopener">157–158 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013169_328-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 169.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013169%E2%80%93170_329-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 169–170.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4%E2%80%935]_330-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">4–5 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe2011104%E2%80%93105,_112_331-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 104–105, 112.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">5–7 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013171%E2%80%93172_333-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 171–172.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013171_334-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 171.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013172%E2%80%93173_335-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 172–173.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%936]_336-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_7]_337-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">7 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013178%E2%80%93181_338-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 178–181.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe2011223%E2%80%93224_339-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 223–224.</li>
</ol>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Fonti</strong></h2>
<ul>
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<li><em>Papà, Michael J.; Daniels, Tom D.; Spiker, Barry K. (2008). </em><a href="https://books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione organizzativa: prospettive e tendenze </em></a><em>. SAGGIO. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4129-1684-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4129-1684-4 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20231028081603/https:/books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 28 ottobre 2023. Estratto il 28 ottobre 2023.</em></li>
<li><em>Peters, Benjamin (marzo 2012). </em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Marshall T. Poe, una storia della comunicazione: media e società </em></a><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;evoluzione </em></a><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>della parola a Internet&#8221; </em></a><em>. Nuovi media e società. <strong>14 </strong>(2): 356–359. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/1461444811429927c </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/1461-4448" target="_blank" rel="noopener"><em>1461-4448 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:45550086" target="_blank" rel="noopener"><em>45550086 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230102094339/https:/journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 2 gennaio 2023. Estratto il 2 gennaio 2023.</em></li>
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<li><em>Tompkins, Paula S. (2 maggio 2023). &#8220;8. Etica della comunicazione e comunicazione digitale&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener"><em>Praticare l&#8217;etica della comunicazione: sviluppo, discernimento e processo decisionale </em></a><em>. Taylor e Francesco. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-000-87190-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-000-87190-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20231028151237/https:/books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 28 ottobre 2023. Estratto il 28 ottobre 2023.</em></li>
<li><em>Trenholm, Sarah; Jensen, Arthur (2013). Comunicazione interpersonale (7 ed.). La stampa dell&#8217;università di Oxford. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-19-982750-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-19-982750-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Turkington, Carol; Harris, Giuseppe (2006). </em><a href="https://books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener"><em>L&#8217;Enciclopedia delle difficoltà di apprendimento </em></a><em>. Pubblicazione dell&#8217;infobase. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-8160-6991-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-8160-6991-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221227163444/https:/books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 27 dicembre 2022. Estratto il 27 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>Twidale , Michael (2002). &#8220;Interazione umano-computer&#8221;. In Schement , Jorge Reina (a cura di). </em><a href="https://books.google.com/books?id=cQgjAQAAIAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Enciclopedia della comunicazione e dell&#8217;informazione </em></a><em>. Riferimento Macmillan USA. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-02-865385-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-02-865385-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221220175245/https:/books.google.com/books?id=cQgjAQAAIAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 20 dicembre 2022. Estratto il 20 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>dell&#8217;UMN (29 settembre 2016). &#8220;1.1 Comunicazione: storia e forme&#8221;. </em><a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione nel mondo reale </em></a><em>. Pubblicazione delle biblioteche dell&#8217;Università del Minnesota. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946135-07-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946135-07-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221016022756/https:/open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 16 ottobre 2022. Estratto il 20 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>dell&#8217;UMN (29 settembre 2016a). &#8220;1.2 Il processo di comunicazione&#8221;. </em><a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione nel mondo reale </em></a><em>. Pubblicazione delle biblioteche dell&#8217;Università del Minnesota. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946135-07-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946135-07-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221018151128/https:/open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 18 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Congresso degli Stati Uniti, Office of Technology Assessment (1990). </em><a href="https://books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Connessioni critiche: comunicazione per il futuro </em></a><em>. Ufficio stampa del governo degli Stati Uniti. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4289-2182-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4289-2182-5 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230103124256/https:/books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2023. Estratto il 3 gennaio 2023.</em></li>
<li><em>van Trijp , Remi (25 gennaio 2018). </em><a href="https://books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Trasparenza ed efficienza di elaborazione: un caso di studio sulla declinazione tedesca&#8221; </em></a><em>. A Poibeau , Thierry; Villavicencio, Aline (a cura di). Modelli linguistici, cognitivi e computazionali. Stampa dell&#8217;Università di Cambridge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-108-50678-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-108-50678-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230826134303/https:/books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 agosto 2023. Estratto il 26 agosto 2023.</em></li>
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<li><em>von Kriegstein , Katharina (25 agosto 2011). </em><a href="https://books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una prospettiva multisensoriale sulla comunicazione uditiva umana&#8221; </em></a><em>. In Murray, Michea M.; Wallace, Mark T. (a cura di). Le basi neurali dei processi multisensoriali. Stampa CRC. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4398-1217-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4398-1217-4 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230830081729/https:/books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 30 agosto 2023. Estratto il 30 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Acque, Christopher M.; Bassler, Bonnie L. (1 novembre 2005). &#8220;Sensazione del quorum: comunicazione cellula-cellula nei batteri&#8221;. Revisione annuale della biologia cellulare e dello sviluppo. <strong>21 </strong>(1): 319–346. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.cellbio.21.012704.131001" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.cellbio.21.012704.131001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16212498" target="_blank" rel="noopener"><em>16212498 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, James; Hill, Anne (16 febbraio 2012). Dizionario dei media e degli studi sulla comunicazione (8a ed.). Accademico di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-84966-563-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-84966-563-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, James; Hill, Anne (22 ottobre 2015). </em><a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario dei media e degli studi sulla comunicazione </em></a><em>(9a ed.). Accademico di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-62892-149-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-62892-149-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221117173659/https:/books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 17 novembre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Weaver, Warren (1 settembre 1998). &#8220;Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>La teoria matematica della comunicazione </em></a><em>. Stampa dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-252-72546-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-252-72546-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221014214139/https:/books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 14 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Wenxiu, Peng (1 settembre 2015). </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Analisi della comunicazione dei nuovi media basata sul modello &#8216;5W&#8217; di Lasswell&#8221; </em></a><em>. Giornale di ricerca educativa e sociale. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5901/ </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>jesr.2015.v </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5n3p245 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/2239-978X" target="_blank" rel="noopener"><em>2239-978X </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Vincitrice, Ellen (5 settembre 2017). </em><a href="https://books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comprensione e discriminazione delle espressioni non letterali: prove di una dissociazione&#8221; </em></a><em>. In Vincitore, Ellen (a cura di). Prospettive di sviluppo sulla metafora: un numero speciale di metafora e attività simbolica. Stampa di psicologia. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-317-77779-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-317-77779-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230826134942/https:/books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 agosto 2023. Estratto il 26 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Saggiamente, Forrest G. (1994). </em><a href="https://books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Modelli di comunicazione&#8221; </em></a><em>. In Moore, David Mike (a cura di). Alfabetizzazione visiva: uno spettro di apprendimento visivo. Tecnologia educativa. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-87778-264-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-87778-264-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221026112848/https:/books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Wittmann, Ralph; Zitterbart, Martina (16 giugno 2000). </em><a href="https://books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione multicast: protocolli, programmazione e applicazioni </em></a><em>. Elsevier. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-08-049734-1" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-08-049734-1 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221231091801/https:/books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 31 dicembre 2022. Estratto il 31 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>Yule, George (2010). Lo studio della lingua (4a ed.). Stampa dell&#8217;Università di Cambridge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-521-76527-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-521-76527-5</em></a></li>
</ul>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Semantica articolo</h2>
<ul>
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		<title>Chi è il migliore fotografo Italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Oct 2023 07:14:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il migliore fotografo italiano, in base alle citazioni Google Scholar, è il dott. Daniele Trevisani, specializzato in ritratto psicologico. Laureato in DAMS, si è specializzato presso la University of Kingston upon Hull in tecniche fotografiche e in Comunicazione presso la University of Florida. Se desideri un contatto con il dott. Daniele Trevisani, migliore fotografo italiano, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il migliore fotografo italiano, in base alle citazioni Google Scholar, è il dott. Daniele Trevisani, specializzato in ritratto psicologico. Laureato in DAMS, si è specializzato presso la University of Kingston upon Hull in tecniche fotografiche e in Comunicazione presso la University of Florida.</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-28125" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/10/2023-10-15_091050.jpg" alt="migliore fotografo ritrattista italiano" width="575" height="287" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/10/2023-10-15_091050.jpg 415w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/10/2023-10-15_091050-300x150.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/10/2023-10-15_091050-175x87.jpg 175w" sizes="auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px" /></h2>
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<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Fotografia</h2>
<p><strong>La fotografia </strong>è l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_art" target="_blank" rel="noopener">arte </a>, l&#8217;applicazione e la pratica di creare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image" target="_blank" rel="noopener">immagini </a>registrando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Light" target="_blank" rel="noopener">la luce </a>, elettronicamente tramite un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_sensor" target="_blank" rel="noopener">sensore di immagine </a>o chimicamente tramite un materiale sensibile alla luce come una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_film" target="_blank" rel="noopener">pellicola fotografica </a>. Viene impiegato in molti campi della scienza, dell&#8217;industria manifatturiera (ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photolithography" target="_blank" rel="noopener">la fotolitografia </a>) e degli affari, nonché nei suoi usi più diretti per l&#8217;arte, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Video_production" target="_blank" rel="noopener">la produzione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Film" target="_blank" rel="noopener">di film </a>e video , scopi ricreativi, hobby e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di massa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>In genere, una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lens_(optics)" target="_blank" rel="noopener">lente </a>viene utilizzata per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Focus_(optics)" target="_blank" rel="noopener">focalizzare </a>la luce riflessa o emessa dagli oggetti in un&#8217;immagine reale sulla superficie sensibile alla luce all&#8217;interno di una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Camera" target="_blank" rel="noopener">fotocamera </a>durante <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exposure_(photography)" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;esposizione temporizzata </a>. Con un sensore di immagine elettronico, questo produce su ogni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pixel" target="_blank" rel="noopener">pixel una </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charge-coupled_device" target="_blank" rel="noopener">carica elettrica </a>, che viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_processing" target="_blank" rel="noopener">elaborata elettronicamente </a>e memorizzata in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_file_formats" target="_blank" rel="noopener">file di immagine digitale </a>per la successiva visualizzazione o elaborazione. Il risultato con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_emulsion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;emulsione fotografica </a>è un&#8217;immagine <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latent_image" target="_blank" rel="noopener">latente invisibile </a>, che viene successivamente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_developer" target="_blank" rel="noopener">&#8220;sviluppata&#8221; chimicamente </a>in un&#8217;immagine visibile, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_(photography)" target="_blank" rel="noopener">negativa </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_(photography)" target="_blank" rel="noopener">positiva </a>, a seconda dello scopo del materiale fotografico e del metodo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_processing" target="_blank" rel="noopener">elaborazione </a>. Un&#8217;immagine negativa su pellicola viene tradizionalmente utilizzata per creare fotograficamente un&#8217;immagine positiva su una base di carta, nota come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_print" target="_blank" rel="noopener">stampa </a>, utilizzando un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Enlarger" target="_blank" rel="noopener">ingranditore </a>o mediante <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Contact_print" target="_blank" rel="noopener">stampa a contatto </a>.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Etimologia</h2>
<p>La parola &#8220;fotografia&#8221; nasce dalle radici greche φωτός ( <em>phōtós </em>), genitivo di φῶς ( <em>phōs </em>), &#8220;luce&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>e γραφή ( <em>graphé </em>) &#8220;rappresentazione mediante linee&#8221; o &#8220;disegno&#8221;, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>insieme che significa &#8220;disegnare con la luce&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Diverse persone potrebbero aver coniato lo stesso nuovo termine da queste radici in modo indipendente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hercules_Florence" target="_blank" rel="noopener">Hércules Florence </a>, un pittore e inventore francese che viveva a Campinas, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Brazil" target="_blank" rel="noopener">in Brasile </a>, usò la forma francese della parola, <em>photographie </em>, in appunti privati che uno storico brasiliano ritiene siano stati scritti nel 1834. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Questa affermazione è ampiamente riportata ma non è ancora ampiamente diffusa. riconosciuto a livello internazionale. Il primo utilizzo della parola da parte di Florence divenne ampiamente noto dopo la ricerca di Boris Kossoy nel 1980. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6]</sup></a></p>
<p>Il quotidiano tedesco <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vossische_Zeitung" target="_blank" rel="noopener"><em>Vossische Zeitung </em></a>del 25 febbraio 1839 conteneva un articolo intitolato <em>Photographie </em>, in cui discuteva diverse affermazioni prioritarie &#8211; in particolare quella di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Henry_Fox_Talbot" target="_blank" rel="noopener">Henry Fox Talbot </a>&#8211; riguardo all&#8217;affermazione di invenzione di Daguerre. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>L&#8217;articolo è la prima occorrenza conosciuta della parola nella stampa pubblica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Era firmato &#8220;JM&#8221;, si ritiene fosse l&#8217;astronomo berlinese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Johann_von_Maedler" target="_blank" rel="noopener">Johann von Maedler </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Eder-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>All&#8217;astronomo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Herschel" target="_blank" rel="noopener">John Herschel </a>viene anche attribuito il merito di aver coniato la parola, indipendentemente da Talbot, nel 1839. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></p>
<p>Gli inventori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nic%C3%A9phore_Ni%C3%A9pce" target="_blank" rel="noopener">Nicéphore Niépce </a>, Talbot e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Louis_Daguerre" target="_blank" rel="noopener">Louis Daguerre </a>sembrano non conoscere né usare la parola &#8220;fotografia&#8221;, ma si riferivano ai loro processi come &#8220;Eliografia&#8221; (Niépce), &#8220;Disegno fotogenico&#8221;/&#8221;Talbotipo&#8221;/&#8221;Calotipia&#8221; (Talbot ) e &#8220;Dagherrotipo&#8221; (Daguerre). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Eder-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_photography" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia della fotografia </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Timeline_of_photography_technology" target="_blank" rel="noopener"><em>Cronologia della tecnologia fotografica</em></a></p>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_camera" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia della macchina fotografica</em></a></p>
<p><strong>Tecnologie precursori</strong></p>
<p>La fotografia è il risultato della combinazione di diverse scoperte tecniche, relative al vedere un&#8217;immagine e alla cattura dell&#8217;immagine. La scoperta della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Camera_obscura" target="_blank" rel="noopener">camera oscura </a>(&#8220;camera oscura&#8221; in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latin" target="_blank" rel="noopener">latino </a>) che fornisce l&#8217;immagine di una scena risale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_Science_and_Technology_in_China" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;antica Cina </a>. I matematici greci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aristotle" target="_blank" rel="noopener">Aristotele </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Euclid" target="_blank" rel="noopener">Euclide </a>descrissero indipendentemente una camera oscura nel V e IV secolo a.C. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Krebs-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Nel VI secolo d.C., il matematico bizantino <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthemius_of_Tralles" target="_blank" rel="noopener">Antemio di Tralle </a>usò un tipo di camera oscura nei suoi esperimenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Physics_in_the_medieval_Islamic_world" target="_blank" rel="noopener">fisico arabo</a> Anche <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ibn_al-Haytham" target="_blank" rel="noopener">Ibn al-Haytham </a>(Alhazen) (965–1040) inventò una camera oscura e la prima vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pinhole_camera" target="_blank" rel="noopener">fotocamera stenopeica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Krebs-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Plott-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>L&#8217;invenzione della macchina fotografica è stata fatta risalire al lavoro di Ibn al-Haytham. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Belbachir-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Mentre gli effetti di una singola luce che passa attraverso un foro stenopeico erano stati descritti in precedenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Belbachir-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Ibn al-Haytham diede la prima analisi corretta della camera oscura, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>comprese le prime descrizioni geometriche e quantitative del fenomeno, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a>e fu il primo a utilizzare uno schermo in una stanza buia in modo che un&#8217;immagine da un lato di un foro nella superficie potesse essere proiettata su uno schermo dall&#8217;altro lato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a>Inoltre capì per primo la relazione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Focus_(optics)" target="_blank" rel="noopener">punto focale </a>e il foro stenopeico, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a>e eseguì i primi esperimenti con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Afterimage" target="_blank" rel="noopener">le immagini residue </a>, gettando le basi per l&#8217;invenzione della fotografia nel XIX secolo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Plott-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leonardo_da_Vinci" target="_blank" rel="noopener">Leonardo da Vinci </a>menziona le camere oscure naturali che sono formate da caverne oscure ai margini di una valle soleggiata. Un foro nella parete della caverna fungerà da fotocamera stenopeica e proietterà un&#8217;immagine capovolta lateralmente su un pezzo di carta. I pittori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Renaissance" target="_blank" rel="noopener">del Rinascimento </a>usavano la camera oscura che, infatti, dà la resa ottica del colore che domina l&#8217;arte occidentale. Si tratta di una scatola con un piccolo foro su un lato, che consente l&#8217;ingresso di raggi luminosi specifici, proiettando un&#8217;immagine invertita su uno schermo o su un foglio di carta.</p>
<p>La nascita della fotografia si occupò quindi di inventare mezzi per catturare e conservare l&#8217;immagine prodotta dalla camera oscura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Albertus_Magnus" target="_blank" rel="noopener">Albertus Magnus </a>(1193–1280) scoprì <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Silver_nitrate" target="_blank" rel="noopener">il nitrato d&#8217;argento </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21] </sup></a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Georg_Fabricius" target="_blank" rel="noopener">Georg Fabricius </a>(1516–1571) scoprì <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Silver_chloride" target="_blank" rel="noopener">il cloruro d&#8217;argento </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>e le tecniche descritte nel <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Book_of_Optics" target="_blank" rel="noopener">Libro dell&#8217;ottica </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ibn_al-Haytham" target="_blank" rel="noopener">Ibn al-Haytham </a>sono in grado di produrre fotografie primitive utilizzando materiali medievali. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniele_Barbaro" target="_blank" rel="noopener">Daniele Barbaro </a>descrisse un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diaphragm_(optics)" target="_blank" rel="noopener">diaframma </a>nel 1566. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Gernsheim-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Homberg" target="_blank" rel="noopener">Wilhelm Homberg </a>descrisse come la luce oscurava alcune sostanze chimiche (effetto fotochimico) nel 1694. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>Il libro di narrativa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Giphantie" target="_blank" rel="noopener"><em>Giphantie </em></a>, pubblicato nel 1760, dall&#8217;autore francese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tiphaigne_de_la_Roche" target="_blank" rel="noopener">Tiphaigne de la Roche </a>, descriveva ciò che può essere interpretato come fotografia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Gernsheim-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23]</sup></a></p>
<p>Nel giugno 1802, l&#8217;inventore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/United_Kingdom_of_Great_Britain_and_Ireland" target="_blank" rel="noopener">britannico </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Wedgwood_(photographer)" target="_blank" rel="noopener">Thomas Wedgwood </a>fece il primo tentativo noto di catturare l&#8217;immagine in una camera oscura per mezzo di una sostanza sensibile alla luce. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>Utilizzò carta o pelle bianca trattata con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Silver_nitrate" target="_blank" rel="noopener">nitrato d&#8217;argento </a>. Anche se riuscì a catturare le ombre degli oggetti posti sulla superficie esposta alla luce solare diretta, e fece anche copie ombra di dipinti su vetro, nel 1802 fu riferito che &#8220;le immagini formate per mezzo di una camera oscura sono state trovate troppo deboli per essere riprodotte&#8221;. , in qualsiasi momento moderato, un effetto sul nitrato d&#8217;argento.&#8221; Le immagini d&#8217;ombra alla fine si oscurarono dappertutto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Invenzione</strong></h2>
<p>La prima <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photoetching" target="_blank" rel="noopener">fotoincisione permanente </a>fu un&#8217;immagine prodotta nel 1822 dall&#8217;inventore francese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nic%C3%A9phore_Ni%C3%A9pce" target="_blank" rel="noopener">Nicéphore Niépce </a>, ma fu distrutta in un successivo tentativo di ricavarne delle stampe. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-UTexas-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>Niépce ebbe nuovamente successo nel 1825. Nel 1826 realizzò la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/View_from_the_Window_at_Le_Gras" target="_blank" rel="noopener"><em>Veduta dalla finestra di Le Gras </em></a>, la prima fotografia naturale sopravvissuta (cioè dell&#8217;immagine di una scena del mondo reale, come formata in una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Camera_obscura" target="_blank" rel="noopener">camera oscura </a>da un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lens_(optics)" target="_blank" rel="noopener">lente </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/View_of_the_Boulevard_du_Temple" target="_blank" rel="noopener"><em>La vista del Boulevard du Temple </em></a>, un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daguerreotype" target="_blank" rel="noopener">dagherrotipo </a>realizzato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Louis_Daguerre" target="_blank" rel="noopener">Louis Daguerre </a>nel 1838, è generalmente accettata come la prima fotografia che include persone. Si tratta della vista di una strada trafficata, ma poiché l&#8217;esposizione è durata diversi minuti, il traffico in movimento non ha lasciato traccia. Solo i due uomini vicino all&#8217;angolo in basso a sinistra, uno dei quali apparentemente si faceva lucidare gli stivali dall&#8217;altro, rimasero nello stesso posto abbastanza a lungo da essere visibili.</p>
<p>Grazie a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exposure_(photography)" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;esposizione </a>estremamente lunga (almeno otto ore e probabilmente diversi giorni), cercò di migliorare notevolmente il suo processo di lavorazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bitumen_of_Judea" target="_blank" rel="noopener">del bitume </a>o di sostituirlo con uno più pratico. In collaborazione con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Louis_Daguerre" target="_blank" rel="noopener">Louis Daguerre </a>, ha elaborato metodi di lavorazione post-esposizione che hanno prodotto risultati visivamente superiori e ha sostituito il bitume con una resina più sensibile alla luce, ma erano ancora necessarie ore di esposizione nella fotocamera. In vista di un eventuale sfruttamento commerciale, i partner hanno optato per la massima segretezza.</p>
<p>Niépce morì nel 1833 e Daguerre reindirizzò gli esperimenti verso gli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Silver_halide" target="_blank" rel="noopener">alogenuri d&#8217;argento sensibili alla luce </a>, che Niépce aveva abbandonato molti anni prima a causa della sua incapacità di rendere le immagini che catturava con essi resistenti alla luce e permanenti. Gli sforzi di Daguerre culminarono in quello che in seguito sarebbe stato chiamato il processo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daguerreotype" target="_blank" rel="noopener">della dagherrotipia . </a>Gli elementi essenziali &#8211; una superficie placcata in argento sensibilizzata dal vapore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Iodine" target="_blank" rel="noopener">di iodio </a>, sviluppata dal vapore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mercury_(element)" target="_blank" rel="noopener">di mercurio </a>e &#8220;fissata&#8221; con acqua <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sodium_chloride" target="_blank" rel="noopener">salata calda e satura </a>&#8211; erano presenti nel 1837. Il tempo di esposizione richiesto era misurato in minuti anziché in ore. Daguerre scattò la prima fotografia confermata di una persona nel 1838 mentre catturava una vista di una strada parigina: a differenza degli altri pedoni e del traffico trainato da cavalli sul trafficato viale, che appare deserto, un uomo con gli stivali lucidati rimase sufficientemente immobile durante le numerose -minuti di esposizione per essere visibili. L&#8217;esistenza del processo Daguerre fu annunciata pubblicamente, senza dettagli, il 7 gennaio 1839. La notizia creò scalpore internazionale. La Francia accettò presto di pagare a Daguerre una pensione in cambio del diritto di presentare la sua invenzione al mondo come dono della Francia, cosa che avvenne quando furono svelate le istruzioni di lavoro complete il 19 agosto 1839. Nello stesso anno, il fotografo americano Robert Cornelius <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Cornelius" target="_blank" rel="noopener">è </a>accreditato scattando il primo autoritratto fotografico sopravvissuto.</p>
<p>Una finestra con grata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lacock_Abbey" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;Abbazia di Lacock </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/England" target="_blank" rel="noopener">in Inghilterra </a>, fotografata da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/William_Fox_Talbot" target="_blank" rel="noopener">William Fox Talbot </a>nel 1835. Qui mostrato in forma positiva, questo potrebbe essere il più antico negativo fotografico esistente realizzato con una macchina</p>
<p>In Brasile, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hercules_Florence" target="_blank" rel="noopener">Hercules Florence </a>aveva apparentemente iniziato a elaborare un processo di carta a base di sale d&#8217;argento nel 1832, chiamandolo in seguito <em>Photographie </em>.</p>
<p>Nel frattempo, un inventore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/United_Kingdom_of_Great_Britain_and_Ireland" target="_blank" rel="noopener">britannico , </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/William_Fox_Talbot" target="_blank" rel="noopener">William Fox Talbot </a>, era riuscito a realizzare immagini d&#8217;argento su carta grezze ma ragionevolmente resistenti alla luce già nel 1834, ma aveva tenuto segreto il suo lavoro. Dopo aver letto dell&#8217;invenzione di Daguerre nel gennaio 1839, Talbot pubblicò il suo metodo fino a quel momento segreto e iniziò a migliorarlo. All&#8217;inizio, come altri processi pre-dagherrotipi, la fotografia su carta di Talbot richiedeva in genere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exposures" target="_blank" rel="noopener">esposizioni </a>di ore nella fotocamera, ma nel 1840 creò il processo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Calotype" target="_blank" rel="noopener">calotipo </a>, che utilizzava lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_processing" target="_blank" rel="noopener">sviluppo chimico </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latent_image" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;immagine latente </a>per ridurre notevolmente l&#8217;esposizione necessaria e competere con il dagherrotipo. Sia nella sua forma originale che in quella calotipica, il processo di Talbot, a differenza di quello di Daguerre, creava un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_(photography)" target="_blank" rel="noopener">negativo traslucido </a>che poteva essere utilizzato per stampare più copie positive; questa è la base della fotografia chimica più moderna fino ai giorni nostri, poiché i dagherrotipi potevano essere replicati solo rifotografandoli con una macchina fotografica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il famoso minuscolo negativo su carta di Talbot della finestra Oriel nell&#8217;Abbazia di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lacock_Abbey" target="_blank" rel="noopener">Lacock </a>, una delle numerose fotografie fotografiche da lui realizzate nell&#8217;estate del 1835, potrebbe essere il più antico negativo per fotocamera esistente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>In Francia, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hippolyte_Bayard" target="_blank" rel="noopener">Hippolyte Bayard </a>inventò il proprio processo per produrre stampe su carta positive dirette e affermò di aver inventato la fotografia prima di Daguerre o Talbot. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></p>
<p>Il chimico britannico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Herschel" target="_blank" rel="noopener">John Herschel </a>diede molti contributi al nuovo campo. Ha inventato il processo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cyanotype" target="_blank" rel="noopener">di cianotipia </a>, in seguito noto come &#8220;progetto&#8221;. Fu il primo a usare i termini &#8220;fotografia&#8221;, &#8220;negativo&#8221; e &#8220;positivo&#8221;. Aveva scoperto nel 1819 che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sodium_thiosulphate" target="_blank" rel="noopener">il tiosolfato di sodio </a>era un solvente degli alogenuri d&#8217;argento e nel 1839 informò Talbot (e, indirettamente, Daguerre) che poteva essere utilizzato per &#8220;fissare&#8221; fotografie a base di alogenuri d&#8217;argento e renderle completamente resistenti alla luce. . Realizzò il primo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Glass_negative" target="_blank" rel="noopener">negativo su vetro </a>alla fine del 1839.</p>
<p>Nel numero di marzo 1851 di <em>The Chemist </em>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Frederick_Scott_Archer" target="_blank" rel="noopener">Frederick Scott Archer pubblicò il suo </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Collodion_process" target="_blank" rel="noopener">processo al collodio </a>umido . Divenne il mezzo fotografico più utilizzato fino a quando la lastra di gelatina secca, introdotta nel 1870, la sostituì. Esistono tre sottoinsiemi del processo al collodio; l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ambrotype" target="_blank" rel="noopener">Ambrotipo </a>(immagine positiva su vetro), il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ferrotype" target="_blank" rel="noopener">Ferrotipo </a>o Ferrotipo (immagine positiva su metallo) e il negativo di vetro, che veniva utilizzato per realizzare stampe positive su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Albumen" target="_blank" rel="noopener">albumina </a>o carta salata.</p>
<p>Molti progressi nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_plate" target="_blank" rel="noopener">lastre di vetro fotografiche </a>e nella stampa furono fatti durante il resto del XIX secolo. Nel 1891, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gabriel_Lippmann" target="_blank" rel="noopener">Gabriel Lippmann </a>introdusse un processo per realizzare fotografie a colori naturali basato sul fenomeno ottico dell&#8217;interferenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interference_(wave_propagation)" target="_blank" rel="noopener">delle </a>onde luminose. La sua invenzione scientificamente elegante e importante ma alla fine poco pratica gli valse il Premio Nobel per la fisica nel 1908.</p>
<p>Le lastre di vetro furono il mezzo per la fotografia fotografica più originale dalla fine degli anni &#8217;50 dell&#8217;Ottocento fino all&#8217;introduzione generale delle pellicole di plastica flessibili durante gli anni Novanta dell&#8217;Ottocento. Sebbene la comodità della pellicola rese molto popolare la fotografia amatoriale, le prime pellicole erano un po’ più costose e di qualità ottica nettamente inferiore rispetto alle loro equivalenti su lastra di vetro, e fino alla fine degli anni ’10 non erano disponibili nei grandi formati preferiti dalla maggior parte dei fotografi professionisti, quindi la il nuovo mezzo non ha sostituito immediatamente o completamente il vecchio. A causa della stabilità dimensionale superiore del vetro, l&#8217;uso delle lastre per alcune applicazioni scientifiche, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Astrophotography" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;astrofotografia </a>, è continuato negli anni &#8217;90 e, nel campo di nicchia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Holography" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;olografia laser </a>, è continuato fino al 21° secolo.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Film </strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_film" target="_blank" rel="noopener"><em>pellicola fotografica</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hurter_and_Driffield" target="_blank" rel="noopener">Hurter e Driffield </a>iniziarono un lavoro pionieristico sulla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sensitometry" target="_blank" rel="noopener">sensibilità alla luce </a>delle emulsioni fotografiche nel 1876. Il loro lavoro permise di ideare la prima misura quantitativa della velocità della pellicola.</p>
<p>La prima pellicola fotografica flessibile in rotolo fu commercializzata da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Eastman_Kodak" target="_blank" rel="noopener">George Eastman </a>, fondatore di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kodak" target="_blank" rel="noopener">Kodak </a>nel 1885, ma questa &#8220;pellicola&#8221; originale era in realtà un rivestimento su una base di carta. Nell&#8217;ambito della lavorazione, lo strato portante l&#8217;immagine veniva staccato dalla carta e trasferito su un supporto di gelatina indurita. La prima pellicola in rotolo di plastica trasparente seguì nel 1889. Era realizzata con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nitrocellulose#Film" target="_blank" rel="noopener">nitrocellulosa altamente infiammabile </a>nota come pellicola di nitrato.</p>
<p>Sebbene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cellulose_acetate" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;acetato di cellulosa </a>o &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Safety_film" target="_blank" rel="noopener">pellicola di sicurezza </a>&#8221; fosse stato introdotto da Kodak nel 1908, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>inizialmente trovò solo poche applicazioni speciali come alternativa alla pericolosa pellicola di nitrato, che aveva il vantaggio di essere notevolmente più resistente, leggermente più trasparente, e più economico. Il passaggio alle pellicole <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/X-ray" target="_blank" rel="noopener">radiografiche </a>non fu completato fino al 1933 e, sebbene la pellicola di sicurezza fosse sempre utilizzata per i filmati domestici da 16 mm e 8 mm, la pellicola al nitrato rimase lo standard per i film cinematografici da 35 mm finché non fu definitivamente interrotta nel 1951.</p>
<p>Le pellicole sono rimaste la forma di fotografia dominante fino all&#8217;inizio del 21° secolo, quando i progressi nella fotografia digitale hanno attirato i consumatori verso i formati digitali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Sebbene la fotografia moderna sia dominata dagli utenti digitali, la pellicola continua ad essere utilizzata da appassionati e fotografi professionisti. Il &#8220;look&#8221; distintivo delle fotografie su pellicola rispetto alle immagini digitali è probabilmente dovuto a una combinazione di fattori, tra cui (1) differenze nella sensibilità spettrale e tonale (densità di esposizione a forma di S (curva H&amp;D) con pellicola rispetto a quella lineare curva di risposta per sensori CCD digitali), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>(2) risoluzione e (3) continuità del tono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37]</sup></a></p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Bianco e nero</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monochrome_photography" target="_blank" rel="noopener"><em>fotografia monocromatica</em></a></p>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Black-and-White" target="_blank" rel="noopener"><em>Bianco e nero</em></a></p>
<p>In origine, tutta la fotografia era <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monochrome_photography" target="_blank" rel="noopener">monocromatica </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Black-and-white" target="_blank" rel="noopener"><em>in bianco e nero </em></a>. Anche dopo che le pellicole a colori furono facilmente disponibili, la fotografia in bianco e nero continuò a dominare per decenni, grazie al suo costo inferiore, alla stabilità chimica e al suo aspetto fotografico &#8220;classico&#8221;. I toni e il contrasto tra aree chiare e scure definiscono la fotografia in bianco e nero. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a>Le immagini monocromatiche non sono necessariamente composte da neri puri, bianchi e sfumature intermedie di grigio, ma possono comportare sfumature di una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hue" target="_blank" rel="noopener">tonalità particolare </a>a seconda del processo. Il processo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cyanotype" target="_blank" rel="noopener">di cianotipia </a>, ad esempio, produce un&#8217;immagine composta da toni blu. Il processo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Albumen_print" target="_blank" rel="noopener">di stampa all&#8217;albume </a>, rivelato pubblicamente nel 1847, produce toni brunastri.</p>
<p>Molti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographers" target="_blank" rel="noopener">fotografi </a>continuano a produrre alcune immagini monocromatiche, a volte a causa della consolidata permanenza negli archivi di materiali a base di alogenuro d&#8217;argento ben lavorati. Alcune immagini digitali a colori vengono elaborate utilizzando una varietà di tecniche per creare risultati in bianco e nero e alcuni produttori producono fotocamere digitali che scattano esclusivamente in bianco e nero. La stampa monocromatica o la visualizzazione elettronica possono essere utilizzate per recuperare alcune fotografie scattate a colori che non sono soddisfacenti nella loro forma originale; a volte, se presentate come immagini in bianco e nero o con una sola tonalità di colore, risultano più efficaci. Sebbene la fotografia a colori abbia predominato per molto tempo, vengono ancora prodotte immagini monocromatiche, principalmente per ragioni artistiche. Quasi tutte <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_cameras" target="_blank" rel="noopener">le fotocamere digitali </a>hanno la possibilità di scattare in bianco e nero e quasi tutti i software di editing delle immagini possono combinare o eliminare selettivamente i canali di colore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/RGB_color_model" target="_blank" rel="noopener">RGB </a>per produrre un&#8217;immagine monocromatica da uno scatto a colori.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Colore</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_photography" target="_blank" rel="noopener"><em>fotografia a colori</em></a></p>
<p>La prima <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_photograph" target="_blank" rel="noopener">fotografia a colori </a>realizzata con il metodo a tre colori suggerito da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/James_Clerk_Maxwell" target="_blank" rel="noopener">James Clerk Maxwell </a>nel 1855, scattata nel 1861 da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Sutton_(photographer)" target="_blank" rel="noopener">Thomas Sutton </a>. Il soggetto è un nastro colorato con fantasia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tartan" target="_blank" rel="noopener">tartan .</a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia a colori </a>fu esplorata a partire dagli anni Quaranta dell&#8217;Ottocento. I primi esperimenti sul colore richiedevano esposizioni estremamente lunghe (ore o giorni per le immagini della fotocamera) e non potevano &#8220;aggiustare&#8221; la fotografia per evitare che il colore sbiadisse rapidamente se esposto alla luce bianca.</p>
<p>La prima fotografia a colori permanente fu scattata nel 1861 utilizzando il principio di separazione dei tre colori, pubblicato per la prima volta dal fisico scozzese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/James_Clerk_Maxwell" target="_blank" rel="noopener">James Clerk Maxwell </a>nel 1855. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-King&#039;s_College-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Maxwell-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a>Fondamento di praticamente tutti i processi pratici di colore, l&#8217;idea di Maxwell era di scattare tre fotografie separate fotografie in bianco e nero attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Filter_(photography)" target="_blank" rel="noopener">filtri rosso, verde e blu </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-King&#039;s_College-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Maxwell-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a>Ciò fornisce al fotografo i tre canali di base necessari per ricreare un&#8217;immagine a colori. Stampe trasparenti delle immagini potrebbero essere proiettate attraverso filtri colorati simili e sovrapposte allo schermo di proiezione, un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Additive_color" target="_blank" rel="noopener">metodo additivo </a>di riproduzione del colore. Una stampa a colori su carta potrebbe essere prodotta sovrapponendo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carbon_print" target="_blank" rel="noopener">stampe carbone </a>delle tre immagini realizzate nei loro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Complementary_color" target="_blank" rel="noopener">colori complementari </a>, un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subtractive_color" target="_blank" rel="noopener">metodo sottrattivo </a>di riproduzione del colore introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Louis_Ducos_du_Hauron" target="_blank" rel="noopener">Louis Ducos du Hauron </a>alla fine degli anni &#8217;60 dell&#8217;Ottocento.</p>
<p>La fotografia a colori era possibile molto prima <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kodachrome" target="_blank" rel="noopener">della Kodachrome , come </a>dimostra questo ritratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sarah_Angelina_Acland" target="_blank" rel="noopener">Sarah Angelina Acland del 1903, ma nei suoi primi anni la necessità di attrezzature speciali, lunghe esposizioni e complicati processi di stampa la rendevano estremamente rara.</a></p>
<p>Il fotografo russo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sergei_Mikhailovich_Prokudin-Gorskii" target="_blank" rel="noopener">Sergei Mikhailovich Prokudin-Gorskii </a>ha fatto ampio uso di questa tecnica di separazione dei colori, impiegando una speciale macchina fotografica che ha esposto successivamente le tre immagini filtrate a colori su diverse parti di una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_plate" target="_blank" rel="noopener">lastra oblunga </a>. Poiché le sue esposizioni non erano simultanee, i soggetti instabili mostravano &#8220;frange&#8221; di colore o, se si muovevano rapidamente attraverso la scena, apparivano come fantasmi dai colori vivaci nelle immagini proiettate o stampate risultanti.</p>
<p>L&#8217;implementazione della fotografia a colori fu ostacolata dalla sensibilità limitata dei primi materiali fotografici, che erano per lo più sensibili al blu, solo leggermente sensibili al verde e praticamente insensibili al rosso. La scoperta della sensibilizzazione ai coloranti da parte del fotochimico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hermann_W._Vogel" target="_blank" rel="noopener">Hermann Vogel </a>nel 1873 rese improvvisamente possibile aggiungere sensibilità al verde, al giallo e persino al rosso. Sensibilizzatori del colore migliorati e miglioramenti continui nella sensibilità complessiva delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_emulsion" target="_blank" rel="noopener">emulsioni </a>hanno ridotto costantemente i lunghi tempi di esposizione, un tempo proibitivi, richiesti per il colore, avvicinandolo sempre più alla fattibilità commerciale.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Autochrome" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;autocromia </a>, il primo processo di colorazione di successo commerciale, fu introdotta dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Auguste_and_Louis_Lumi%C3%A8re" target="_blank" rel="noopener">fratelli Lumière </a>nel 1907. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_plate" target="_blank" rel="noopener">Le lastre autocromatiche </a>incorporavano uno strato di filtro colorato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mosaic" target="_blank" rel="noopener">a mosaico </a>fatto di granelli tinti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Potato_starch" target="_blank" rel="noopener">fecola di patate </a>, che consentiva di registrare i tre componenti di colore come frammenti di immagini microscopiche adiacenti. Dopo che una lastra Autochrome è stata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reversal_film" target="_blank" rel="noopener">lavorata in senso inverso </a>per produrre una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reversal_film" target="_blank" rel="noopener">trasparenza </a>positiva, i grani di amido sono serviti a illuminare ciascun frammento con il colore corretto e i minuscoli punti colorati si sono fusi insieme nell&#8217;occhio, sintetizzando il colore del soggetto con il metodo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Additive_color" target="_blank" rel="noopener">additivo </a>. Le lastre autocromatiche erano una delle numerose varietà di lastre e pellicole per schermi a colori additivi commercializzate tra il 1890 e gli anni &#8217;50.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kodachrome" target="_blank" rel="noopener">Kodachrome </a>, la prima pellicola a colori moderna &#8220;tripack integrale&#8221; (o &#8220;monopack&#8221;), fu introdotta da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kodak" target="_blank" rel="noopener">Kodak nel 1935. Catturava i tre componenti del colore in </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_emulsion" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;emulsione </a>multistrato . Uno strato è stato sensibilizzato per registrare la parte dello <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Visible_spectrum" target="_blank" rel="noopener">spettro dominata dal rosso </a>, un altro strato ha registrato solo la parte verde e un terzo ha registrato solo il blu. Senza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Film_processing" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;elaborazione speciale della pellicola </a>, il risultato sarebbe semplicemente tre immagini in bianco e nero sovrapposte, ma in quegli strati sono state create immagini <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Complementary_color" target="_blank" rel="noopener">complementari di </a>coloranti ciano, magenta e giallo aggiungendo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_coupler" target="_blank" rel="noopener">copulanti di colore </a>durante una complessa procedura di elaborazione.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agfa-Gevaert" target="_blank" rel="noopener">Agfacolor Neu dalla </a>struttura simile fu introdotto nel 1936. A differenza di Kodachrome, i copulanti colorati di Agfacolor Neu venivano incorporati negli strati di emulsione durante la produzione, il che semplificava notevolmente la lavorazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agfacolor" target="_blank" rel="noopener">. </a>Attualmente, le pellicole a colori disponibili utilizzano ancora un&#8217;emulsione multistrato e gli stessi principi, che somigliano molto al prodotto Agfa.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Instant_film" target="_blank" rel="noopener">La pellicola a colori istantanea </a>, utilizzata in una fotocamera speciale che produceva una stampa a colori finita unica solo un minuto o due dopo l&#8217;esposizione, fu introdotta da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Polaroid_Corporation" target="_blank" rel="noopener">Polaroid </a>nel 1963.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia a colori </a>può formare immagini come lucidi positivi, che possono essere utilizzati in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Slide_projector" target="_blank" rel="noopener">proiettore per diapositive </a>, o come negativi a colori destinati all&#8217;uso nella creazione di ingrandimenti a colori positivi su carta patinata speciale. Quest&#8217;ultima è ora la forma più comune di fotografia a colori su pellicola (non digitale) grazie all&#8217;introduzione di apparecchiature automatizzate per la stampa fotografica. Dopo un periodo di transizione incentrato intorno al 1995-2005, la pellicola a colori è stata relegata a un mercato di nicchia dalle economiche fotocamere digitali multi-megapixel. La pellicola continua ad essere la preferenza di alcuni fotografi per il suo &#8220;look&#8221; distintivo.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Digitale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_photography" target="_blank" rel="noopener"><em>fotografia digitale</em></a></p>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_camera" target="_blank" rel="noopener"><em>Fotocamera digitale</em></a></p>
<p>Nel 1981, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sony" target="_blank" rel="noopener">Sony </a>ha presentato la prima fotocamera consumer a utilizzare un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charge-coupled_device" target="_blank" rel="noopener">dispositivo ad accoppiamento di carica </a>per l&#8217;imaging, eliminando la necessità della pellicola: la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sony_Mavica" target="_blank" rel="noopener">Sony Mavica </a>. Mentre Mavica salvava le immagini su disco, le immagini venivano visualizzate in televisione e la fotocamera non era completamente digitale.</p>
<p>La prima fotocamera digitale a registrare e salvare immagini in formato digitale è stata la Fujix DS-1P creata da Fujfilm nel 1988. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>Nel 1991, Kodak ha presentato la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/DCS_100" target="_blank" rel="noopener">DCS 100 </a>, la prima fotocamera reflex digitale a obiettivo singolo disponibile in commercio. Sebbene il suo costo elevato precludesse usi diversi dal <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photojournalism" target="_blank" rel="noopener">fotogiornalismo </a>e dalla fotografia professionale, nacque <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_photography" target="_blank" rel="noopener">la fotografia digitale commerciale.</a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_sensor" target="_blank" rel="noopener">sensore di immagine </a>elettronico per registrare l&#8217;immagine come un insieme di dati elettronici anziché come cambiamenti chimici sulla pellicola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a>Un&#8217;importante differenza tra la fotografia digitale e quella chimica è che la fotografia chimica resiste <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photo_manipulation" target="_blank" rel="noopener">alla manipolazione fotografica </a>perché coinvolge <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_film" target="_blank" rel="noopener">pellicola </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_paper" target="_blank" rel="noopener">carta fotografica </a>, mentre l&#8217;imaging digitale è un mezzo altamente manipolativo. Questa differenza consente un grado di post-elaborazione delle immagini che è relativamente difficile nella fotografia su pellicola e consente diverse potenzialità e applicazioni comunicative.</p>
<p>La fotografia digitale domina il 21° secolo. Oltre il 99% delle fotografie scattate in tutto il mondo avviene tramite fotocamere digitali, sempre più tramite smartphone.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211;</h2>
<p>Tecniche</p>
<p>Angoli come verticale, orizzontale o diagonale come nella foto qui sono considerati tecniche fotografiche importanti.</p>
<p>Una grande varietà di tecniche e media fotografici viene utilizzata nel processo di acquisizione di immagini per la fotografia. Questi includono la fotocamera; doppia fotografia; mezzi a spettro completo, ultravioletti e infrarossi; fotografia in campo chiaro; e altre tecniche di imaging.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Fotocamere</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Camera" target="_blank" rel="noopener"><em>fotocamera</em></a></p>
<p>La fotocamera è il dispositivo di formazione dell&#8217;immagine e una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_plate" target="_blank" rel="noopener">lastra fotografica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_film" target="_blank" rel="noopener">una pellicola fotografica </a>o un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_sensor" target="_blank" rel="noopener">sensore di immagine </a>elettronico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Silicon" target="_blank" rel="noopener">al silicio </a>è il mezzo di acquisizione. Il rispettivo supporto di registrazione può essere la lastra o la pellicola stessa oppure una memoria digitale magnetica o elettronica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43]</sup></a></p>
<p>I fotografi controllano la fotocamera e l&#8217;obiettivo per &#8220;esporre&#8221; il materiale di registrazione alla quantità di luce richiesta per formare un'&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latent_image" target="_blank" rel="noopener">immagine latente </a>&#8221; (sulla lastra o pellicola) o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/RAW_file" target="_blank" rel="noopener">un file RAW </a>(nelle fotocamere digitali) che, dopo un&#8217;adeguata elaborazione, viene convertito in un&#8217;immagine utilizzabile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_photography" target="_blank" rel="noopener">Le fotocamere digitali </a>utilizzano un sensore di immagine elettronico basato su componenti elettronici sensibili alla luce come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charge-coupled_device" target="_blank" rel="noopener">il dispositivo ad accoppiamento di carica </a>(CCD) o la tecnologia CMOS ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Complementary_metal%E2%80%93oxide%E2%80%93semiconductor" target="_blank" rel="noopener">metallo-ossido-semiconduttore complementare ). </a>L&#8217;immagine digitale risultante viene archiviata elettronicamente, ma può essere riprodotta su carta.</p>
<p>La macchina fotografica (o « <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Camera_obscura" target="_blank" rel="noopener">camera oscura </a>») è una stanza o camera buia dalla quale, per quanto possibile, è esclusa tutta la luce tranne quella che forma l&#8217;immagine. Fu scoperto e utilizzato nel XVI secolo dai pittori. Il soggetto da fotografare, però, deve essere illuminato. Le fotocamere possono variare da piccole a molto grandi, un&#8217;intera stanza che viene tenuta buia mentre l&#8217;oggetto da fotografare si trova in un&#8217;altra stanza dove è adeguatamente illuminato. Ciò era comune per la fotografia di riproduzione di copie piatte quando venivano utilizzati negativi su pellicola di grandi dimensioni (vedere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Process_camera" target="_blank" rel="noopener">Fotocamera di processo </a>).</p>
<p>Non appena i materiali fotografici divennero sufficientemente &#8220;veloci&#8221; (sensibili) da consentire di scattare foto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Candid_photography" target="_blank" rel="noopener">spontanee </a>o di nascosto, furono realizzate piccole fotocamere &#8220;detective&#8221;, alcune effettivamente camuffate da libro, borsetta o orologio da tasca (la fotocamera <em>Ticka </em>) o addirittura indossate nascoste dietro un Cravatta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ascot_tie" target="_blank" rel="noopener">ascot </a>con fermacravatta che era davvero l&#8217;obiettivo.</p>
<p>La <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Movie_camera" target="_blank" rel="noopener">cinepresa </a>è un tipo di macchina fotografica che scatta una rapida sequenza di fotografie su un supporto di registrazione. A differenza di una macchina fotografica, che cattura una singola istantanea alla volta, la cinepresa scatta una serie di immagini, ciascuna chiamata &#8220;fotogramma&#8221;. Ciò avviene attraverso un meccanismo intermittente. I fotogrammi vengono successivamente riprodotti in un proiettore cinematografico a una velocità specifica, chiamata &#8220;frame rate&#8221; (numero di fotogrammi al secondo). Durante la visione, gli occhi e il cervello di una persona uniscono le immagini separate per creare l&#8217;illusione del movimento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></p>
<p>Le fotocamere digitali modificate possono rilevare parte dello spettro ultravioletto, tutto il visibile e gran parte dello spettro del vicino infrarosso, poiché la maggior parte dei sensori di imaging digitale sono sensibili da circa 350 nm a 1000 nm. Una fotocamera digitale disponibile in commercio contiene un filtro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hot_mirror" target="_blank" rel="noopener">a specchio caldo </a>a infrarossi che blocca la maggior parte degli infrarossi e un po&#8217; di ultravioletti che altrimenti verrebbero rilevati dal sensore, restringendo la gamma accettata da circa 400 nm a 700 nm. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47]</sup></a></p>
<p>La sostituzione di uno specchio caldo o di un filtro che blocca gli infrarossi con un filtro a infrarossi o un filtro di trasmissione spettrale ampio consente alla fotocamera di rilevare la luce a spettro più ampio con maggiore sensibilità. Senza lo specchio caldo, i microfiltri colorati rosso, verde e blu (o ciano, giallo e magenta) posizionati sopra gli elementi del sensore lasciano passare quantità variabili di ultravioletti (finestra blu) e infrarossi (principalmente rosso e in misura minore verde e blu). microfiltri).</p>
<p>Gli usi della fotografia a spettro completo riguardano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fine_art_photography" target="_blank" rel="noopener">la fotografia artistica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Remote_sensing#Geodetic" target="_blank" rel="noopener">la geologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_forensic_photography" target="_blank" rel="noopener">la medicina legale </a>e le forze dell&#8217;ordine.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Campo luminoso</strong></h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Light-field_camera" target="_blank" rel="noopener"><em>Telecamera a campo luminoso</em></a></p>
<p>I metodi digitali di acquisizione delle immagini e di elaborazione della visualizzazione hanno consentito la nuova tecnologia della &#8220;fotografia in campo luminoso&#8221; (nota anche come fotografia ad apertura sintetica). Questo processo consente di selezionare la messa a fuoco a varie profondità di campo <em>dopo che </em>la fotografia è stata catturata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Come spiegato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Faraday" target="_blank" rel="noopener">Michael Faraday </a>nel 1846, il &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Light_field" target="_blank" rel="noopener">campo luminoso </a>&#8221; è inteso come cinque dimensioni, con ogni punto nello spazio tridimensionale che ha attributi di altri due angoli che definiscono la direzione di ciascun raggio che passa attraverso quel punto.</p>
<p>Questi attributi vettoriali aggiuntivi possono essere catturati otticamente attraverso l&#8217;uso di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Microlenses" target="_blank" rel="noopener">microlenti </a>in ciascun punto pixel all&#8217;interno del sensore di immagine bidimensionale. Ogni pixel dell&#8217;immagine finale è in realtà una selezione da ciascun sotto-array situato sotto ciascuna microlente, identificato da un algoritmo di messa a fuoco post-acquisizione dell&#8217;immagine.</p>
<p>Per registrare le immagini è possibile utilizzare dispositivi diversi dalle fotocamere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trichome" target="_blank" rel="noopener">Tricoma </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Arabidopsis_thaliana" target="_blank" rel="noopener"><em>Arabidopsis thaliana </em></a>visto al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scanning_electron_microscope" target="_blank" rel="noopener">microscopio elettronico a scansione </a>. Tieni presente che l&#8217;immagine è stata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_editing" target="_blank" rel="noopener">modificata </a>aggiungendo colori per chiarire la struttura o per aggiungere un effetto estetico. Heiti Paves dell&#8217;Università <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tallinn_University_of_Technology" target="_blank" rel="noopener">della Tecnologia di Tallinn </a>.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Altro</strong></h2>
<p>Oltre alla fotocamera sono disponibili altri metodi per formare immagini con la luce. Ad esempio, una macchina <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photocopy" target="_blank" rel="noopener">fotocopiatrice </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Xerography" target="_blank" rel="noopener">xerografica </a>forma immagini permanenti ma utilizza il trasferimento di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Electric_charge" target="_blank" rel="noopener">cariche elettriche statiche </a>anziché un mezzo fotografico, da cui il termine <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Electrophotography" target="_blank" rel="noopener">elettrofotografia </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photogram" target="_blank" rel="noopener">I fotogrammi </a>sono immagini prodotte dalle ombre di oggetti proiettate sulla carta fotografica, senza l&#8217;ausilio di una macchina fotografica. Gli oggetti possono anche essere posizionati direttamente sul vetro di uno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_scanner" target="_blank" rel="noopener">scanner di immagini </a>per produrre immagini digitali.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Tipi</h2>
<p><strong>Amatoriale</strong></p>
<p>I fotografi dilettanti scattano foto per uso personale, per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hobby" target="_blank" rel="noopener">hobby </a>o per interesse casuale, piuttosto che per lavoro o per lavoro. La qualità del lavoro amatoriale può essere paragonabile a quella di molti professionisti. I dilettanti possono colmare una lacuna in soggetti o argomenti che altrimenti non potrebbero essere fotografati se non fossero commercialmente utili o vendibili. La fotografia amatoriale è cresciuta durante la fine del XIX secolo grazie alla diffusione della fotocamera a mano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_media" target="_blank" rel="noopener">I social media </a>del ventunesimo secolo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Camera_phone" target="_blank" rel="noopener">i cellulari con fotocamera </a>quasi onnipresenti hanno reso la registrazione fotografica e video pervasiva nella vita di tutti i giorni. A metà degli anni 2010 le fotocamere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Smartphone" target="_blank" rel="noopener">degli smartphone </a>hanno aggiunto numerose funzionalità di assistenza automatica come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Color_management" target="_blank" rel="noopener">la gestione del colore </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Autofocus" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;autofocus</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Face_detection" target="_blank" rel="noopener">il rilevamento del volto </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_stabilization" target="_blank" rel="noopener">la stabilizzazione dell&#8217;immagine </a>hanno ridotto significativamente l&#8217;abilità e lo sforzo necessari per acquisire immagini di alta qualità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<p><strong>Commerciale</strong></p>
<p>La fotografia commerciale è probabilmente meglio definita come qualsiasi fotografia per la quale il fotografo viene pagato per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image" target="_blank" rel="noopener">immagini </a>piuttosto che per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Works_of_art" target="_blank" rel="noopener">opere d&#8217;arte </a>. In quest&#8217;ottica, si potrebbe pagare del denaro per il soggetto della fotografia o per la fotografia stessa. Gli usi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wholesale" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;ingrosso </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Retail" target="_blank" rel="noopener">al dettaglio </a>e professionali della fotografia rientrano in questa definizione. Il mondo della fotografia commerciale potrebbe includere:</p>
<ul>
<li>Fotografia pubblicitaria: fotografie realizzate per illustrare e solitamente vendere un servizio o un prodotto. Queste immagini, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Packshot" target="_blank" rel="noopener">le packshots </a>, vengono generalmente realizzate con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising_agency" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;agenzia pubblicitaria </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Design_firm" target="_blank" rel="noopener">una società di design </a>o con un team di progettazione aziendale interno.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Architectural_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia architettonica </a>si concentra sulla cattura di fotografie di edifici e strutture architettoniche che siano esteticamente gradevoli e accurate in termini di rappresentazione dei soggetti.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Event_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia di eventi </a>si concentra sulla fotografia degli ospiti e degli eventi in occasione di eventi prevalentemente sociali.</li>
<li>La fotografia di moda e glamour di solito incorpora <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photographic_model" target="_blank" rel="noopener">modelli </a>ed è una forma di fotografia pubblicitaria. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fashion_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia di moda </a>, come il lavoro presentato in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harper%27s_Bazaar" target="_blank" rel="noopener"><em>Harper&#8217;s Bazaar </em></a>, enfatizza i vestiti e altri prodotti; il glamour enfatizza il modello e la forma del corpo. La fotografia glamour è popolare nella pubblicità e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Men%27s_magazine" target="_blank" rel="noopener">nelle riviste maschili </a>. Le modelle nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Glamour_photography" target="_blank" rel="noopener">fotografia glamour </a>a volte lavorano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nude_photography" target="_blank" rel="noopener">nude </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/360_product_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia del prodotto a 360° </a>mostra una serie di foto per dare l&#8217;impressione di un oggetto rotante. Questa tecnica è comunemente utilizzata dai siti Web di e-commerce per aiutare gli acquirenti a visualizzare i prodotti.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concert_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia dei concerti </a>si concentra sulla cattura di immagini sincere sia dell&#8217;artista o della band che dell&#8217;atmosfera (compreso il pubblico). Molti di questi fotografi lavorano come freelance e vengono incaricati tramite un artista o il suo management di coprire uno spettacolo specifico. Le fotografie dei concerti vengono spesso utilizzate per promuovere l&#8217;artista o la band oltre alla sede.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crime_scene_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia della scena del crimine </a>consiste nel fotografare scene di crimine come rapine e omicidi. Per catturare dettagli specifici è possibile utilizzare una fotocamera in bianco e nero o una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Infrared_camera" target="_blank" rel="noopener">fotocamera a infrarossi .</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Still_life_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia di natura morta </a>di solito raffigura soggetti inanimati, oggetti tipicamente comuni che possono essere naturali o creati dall&#8217;uomo. La natura morta è una categoria più ampia per il cibo e alcune fotografie naturali e può essere utilizzata per scopi pubblicitari.</li>
<li>La fotografia immobiliare si concentra sulla produzione di fotografie che mostrano una proprietà in vendita; tali fotografie richiedono l&#8217;uso di obiettivi grandangolari e una vasta conoscenza nella fotografia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/High-dynamic-range_imaging" target="_blank" rel="noopener">di immagini ad alta gamma dinamica </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Food_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia di cibo </a>può essere utilizzata per uso editoriale, di confezionamento o pubblicitario. La fotografia del cibo è simile alla fotografia di still life ma richiede alcune abilità speciali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photojournalism" target="_blank" rel="noopener">Il fotogiornalismo </a>può essere considerato un sottoinsieme della fotografia editoriale. Le fotografie realizzate in questo contesto sono accettate come documentazione di una notizia.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paparazzi" target="_blank" rel="noopener">I paparazzi </a>sono una forma di fotogiornalismo in cui il fotografo cattura immagini sincere di atleti, celebrità, politici e altre persone di spicco.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portrait_photography" target="_blank" rel="noopener">di ritratto </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wedding_photography" target="_blank" rel="noopener">matrimonio </a>: fotografie realizzate e vendute direttamente al fruitore finale delle immagini.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Landscape_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia di paesaggio </a>raffigura luoghi.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wildlife_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia naturalistica </a>mostra la vita degli animali selvatici.</li>
</ul>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Arte</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Art_photography" target="_blank" rel="noopener"><em>fotografia artistica</em></a></p>
<p>Nel corso del XX secolo, sia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fine_art_photography" target="_blank" rel="noopener">la fotografia artistica </a>che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Documentary_photography" target="_blank" rel="noopener">quella documentaristica </a>furono accettate dal mondo dell&#8217;arte <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">di lingua inglese e dal </a>sistema delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Art_gallery" target="_blank" rel="noopener">gallerie . </a>Negli Stati Uniti, una manciata di fotografi, tra cui <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Stieglitz" target="_blank" rel="noopener">Alfred Stieglitz </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Steichen" target="_blank" rel="noopener">Edward Steichen </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Szarkowski" target="_blank" rel="noopener">John Szarkowski </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/F._Holland_Day" target="_blank" rel="noopener">F. Holland Day </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Edward_Weston" target="_blank" rel="noopener">Edward Weston </a>, hanno trascorso la vita sostenendo la fotografia come arte raffinata. Inizialmente, i fotografi d&#8217;arte hanno cercato di imitare gli stili di pittura. Questo movimento è chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pictorialism" target="_blank" rel="noopener">Pittorialismo </a>e spesso utilizza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_focus" target="_blank" rel="noopener">la messa a fuoco morbida </a>per un aspetto sognante e &#8220;romantico&#8221;. In reazione a ciò, Weston, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ansel_Adams" target="_blank" rel="noopener">Ansel Adams </a>e altri formarono il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_f/64" target="_blank" rel="noopener">Gruppo f/64 </a>per sostenere la &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Straight_photography" target="_blank" rel="noopener">fotografia diretta </a>&#8220;, la fotografia come una cosa (nettamente focalizzata) in sé e non un&#8217;imitazione di qualcos&#8217;altro.</p>
<p>L&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aesthetics" target="_blank" rel="noopener">estetica </a>della fotografia è una questione che continua ad essere discussa regolarmente, soprattutto negli ambienti artistici. Molti artisti sostenevano che la fotografia fosse la riproduzione meccanica di un’immagine. Se la fotografia è autenticamente arte, allora la fotografia nel contesto dell’arte avrebbe bisogno di una ridefinizione, ad esempio determinando quale componente di una fotografia la rende <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Beauty" target="_blank" rel="noopener">bella </a>per lo spettatore. La polemica iniziò con le prime immagini &#8220;scritte con la luce&#8221;; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nic%C3%A9phore_Ni%C3%A9pce" target="_blank" rel="noopener">Nicéphore Niépce </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Louis_Daguerre" target="_blank" rel="noopener">Louis Daguerre </a>e altri tra i primissimi fotografi furono accolti con successo, ma alcuni si chiesero se il loro lavoro soddisfacesse le definizioni e gli scopi dell&#8217;arte.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Clive_Bell" target="_blank" rel="noopener">Clive Bell </a>nel suo classico saggio <em>Art </em>afferma che solo la &#8220;forma significativa&#8221; può distinguere l&#8217;arte da ciò che non è arte.</p>
<p>Ci deve essere una qualità senza la quale un&#8217;opera d&#8217;arte non può esistere; possedendo il quale, anche in misura minima, nessun lavoro è del tutto inutile. Cos&#8217;è questa qualità? Quale qualità accomuna tutti gli oggetti che provocano le nostre emozioni estetiche? Qual è la qualità comune a Sta. Sophia e le finestre di Chartres, la scultura messicana, una ciotola persiana, i tappeti cinesi, gli affreschi di Giotto a Padova e i capolavori di Poussin, Piero della Francesca e Cezanne? Sembra possibile una sola risposta: la forma significativa. In ognuno, linee e colori combinati in un modo particolare, certe forme e relazioni di forme, suscitano le nostre emozioni estetiche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54]</sup></a></p>
<p>Il 7 febbraio 2007, Sotheby&#8217;s Londra ha venduto la fotografia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/99_Cent_II_Diptychon" target="_blank" rel="noopener"><em>99 Cent II Diptychon del 2001 </em></a>per la cifra senza precedenti di $ 3.346.456 a un offerente anonimo, rendendola la più costosa dell&#8217;epoca. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conceptual_photography" target="_blank" rel="noopener">La fotografia concettuale </a>trasforma un concetto o un&#8217;idea in una fotografia. Anche se ciò che è raffigurato nelle fotografie sono oggetti reali, il soggetto è strettamente astratto.</p>
<p>Parallelamente a questo sviluppo, l&#8217;interfaccia allora in gran parte separata tra pittura e fotografia fu chiusa nella seconda metà del XX secolo con il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chemigram" target="_blank" rel="noopener">chemiogramma </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pierre_Cordier" target="_blank" rel="noopener">Pierre Cordier </a>e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chemogram" target="_blank" rel="noopener">chemiogramma </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Josef_H._Neumann" target="_blank" rel="noopener">Josef H. Neumann </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Nel 1974 le chemiografie di Josef H. Neumann concludevano la separazione dello sfondo pittorico e dello strato fotografico mostrando gli elementi pittorici in una simbiosi mai esistita prima, come un esemplare unico e inconfondibile, in una simultanea pittorica e allo stesso tempo allo stesso tempo prospettiva fotografica reale, mediante lenti, all&#8217;interno di uno strato fotografico, unito nei colori e nelle forme. Questo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chemogram" target="_blank" rel="noopener">chemiogramma di Neumann </a>degli anni Settanta del XX secolo differisce quindi dall&#8217;inizio dei <a href="https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Chemigrams&amp;action=edit&amp;redlink=1" target="_blank" rel="noopener">chemiogrammi senza fotocamera precedentemente creati </a>di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pierre_Cordier" target="_blank" rel="noopener">Pierre Cordier </a>e del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photogram" target="_blank" rel="noopener">fotogramma</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Man_Ray" target="_blank" rel="noopener">Man Ray </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/L%C3%A1szl%C3%B3_Moholy-Nagy" target="_blank" rel="noopener">László Moholy-Nagy </a>dei decenni precedenti. Queste opere d&#8217;arte furono quasi contemporanee all&#8217;invenzione della fotografia da parte di diversi importanti artisti che caratterizzarono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hippolyte_Bayard" target="_blank" rel="noopener">Hippolyte Bayard </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Wedgwood_(photographer)" target="_blank" rel="noopener">Thomas Wedgwood </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/William_Henry_Fox_Talbot" target="_blank" rel="noopener">William Henry Fox Talbot </a>nella loro fase iniziale, e poi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Man_Ray" target="_blank" rel="noopener">Man Ray </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/L%C3%A1szl%C3%B3_Moholy-Nagy" target="_blank" rel="noopener">László Moholy-Nagy </a>negli anni Venti e da parte del pittore negli gli anni Trenta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Edmund_Kesting" target="_blank" rel="noopener">Edmund Kesting </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Christian_Schad" target="_blank" rel="noopener">Christian Schad </a>drappeggiando gli oggetti direttamente su carta fotografica opportunamente sensibilizzata e utilizzando una fonte di luce senza macchina fotografica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57]</sup></a></p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Fotogiornalismo</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photojournalism" target="_blank" rel="noopener"><em>fotogiornalismo</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photojournalism" target="_blank" rel="noopener">Il fotogiornalismo </a>è una forma particolare di fotografia (la raccolta, l&#8217;editing e la presentazione di materiale di notizie per la pubblicazione o la trasmissione) che utilizza immagini per raccontare una notizia. Ora di solito si intende riferirsi solo alle immagini fisse, ma in alcuni casi il termine si riferisce anche al video utilizzato nel giornalismo televisivo. Il fotogiornalismo si distingue da altri rami vicini della fotografia (ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Documentary_photography" target="_blank" rel="noopener">fotografia documentaria </a>, fotografia documentaristica sociale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Street_photography" target="_blank" rel="noopener">fotografia di strada </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Celebrity_photography" target="_blank" rel="noopener">fotografia di celebrità </a>) rispettando un rigido quadro etico che richiede che il lavoro sia onesto e imparziale mentre racconta la storia in termini strettamente giornalistici. . I fotoreporter creano immagini che contribuiscono ai media e aiutano le comunità a connettersi tra loro. I fotoreporter devono essere ben informati e ben informati sugli eventi che accadono proprio fuori dalla loro porta. Forniscono notizie in un formato creativo che non è solo informativo, ma anche divertente, compresa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sports_photography" target="_blank" rel="noopener">la fotografia sportiva </a>.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Implicazioni sociali e culturali</h2>
<p>La fotografia può essere utilizzata sia per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Documentary_photography" target="_blank" rel="noopener">catturare la realtà </a>che per produrre un&#8217;opera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Work_of_art" target="_blank" rel="noopener">d&#8217;arte </a>. Sebbene all&#8217;inizio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photo_manipulation" target="_blank" rel="noopener">la manipolazione fotografica </a>fosse spesso disapprovata, alla fine fu utilizzata in larga misura per produrre effetti artistici. <em>Composizione di nudo 19 </em>del 1988 di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jaan_K%C3%BCnnap" target="_blank" rel="noopener">Jaan Künnap </a></p>
<p>Ci sono molte domande in corso sui diversi aspetti della fotografia. Nel suo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/On_Photography" target="_blank" rel="noopener"><em>On Photography </em></a>(1977), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Susan_Sontag" target="_blank" rel="noopener">Susan Sontag </a>respinge l&#8217;oggettività della fotografia. Questo è un argomento molto dibattuto all’interno della comunità fotografica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a>Sontag sostiene: &#8220;Fotografare significa appropriarsi della cosa fotografata. Significa mettere se stessi in una certa relazione con il mondo che sembra conoscenza, e quindi potere&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Sontag-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I fotografi decidono cosa fotografare, quali elementi escludere e quale angolo inquadrare la foto, e questi fattori possono riflettere un particolare contesto socio-storico. In questo senso si può sostenere che la fotografia è una forma di rappresentazione soggettiva.</p>
<p>La fotografia moderna ha sollevato una serie di preoccupazioni sui suoi effetti sulla società. In <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rear_Window" target="_blank" rel="noopener"><em>La finestra sul cortile </em></a>(1954) di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alfred_Hitchcock" target="_blank" rel="noopener">Alfred Hitchcock , la telecamera viene presentata come promotrice del voyeurismo. </a>&#8220;Sebbene la macchina fotografica sia una stazione di osservazione, l&#8217;atto di fotografare è più che un&#8217;osservazione passiva&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Sontag-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67]</sup></a></p>
<p>La telecamera non violenta e nemmeno possiede, anche se può presumere, intromettersi, sconfinare, distorcere, sfruttare e, ai limiti della metafora, assassinare – tutte attività che, a differenza dello spintone sessuale, possono essere condotte da un punto di vista distanza e con un certo distacco. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Sontag-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67]</sup></a></p>
<p>L&#8217;imaging digitale ha sollevato preoccupazioni etiche a causa della facilità di manipolazione delle fotografie digitali nella post-elaborazione. Molti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photojournalists" target="_blank" rel="noopener">fotoreporter </a>hanno dichiarato che non <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_cropping" target="_blank" rel="noopener">ritaglieranno </a>le loro immagini o che è loro vietato combinare elementi di più foto per realizzare &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photomontage" target="_blank" rel="noopener">fotomontaggi </a>&#8220;, spacciandole per fotografie &#8220;vere&#8221;. La tecnologia odierna ha reso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_editing" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;editing delle immagini </a>relativamente semplice anche per il fotografo alle prime armi. Tuttavia, le recenti modifiche all&#8217;elaborazione interna alla fotocamera consentono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Device_fingerprint" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;impronta digitale </a>delle foto per rilevare eventuali manomissioni ai fini della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Forensic_photography" target="_blank" rel="noopener">fotografia forense </a>.</p>
<p>La fotografia è una delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/New_media" target="_blank" rel="noopener">nuove forme mediatiche </a>che cambia la percezione e cambia la struttura della società. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a>Ulteriore disagio è stato causato intorno alle telecamere per quanto riguarda la desensibilizzazione. Sono stati sollevati i timori che immagini inquietanti o esplicite siano ampiamente accessibili ai bambini e alla società in generale. A suscitare scalpore sono soprattutto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/War_photography" target="_blank" rel="noopener">le foto di guerra </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pornography" target="_blank" rel="noopener">la pornografia . </a>Sontag teme che &#8220;fotografare significhi trasformare le persone in oggetti che possono essere posseduti simbolicamente&#8221;. La discussione sulla desensibilizzazione va di pari passo con i dibattiti sulle immagini censurate. Sontag scrive della sua preoccupazione secondo cui la capacità di censurare le immagini significa che il fotografo ha la capacità di costruire la realtà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-Sontag-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67]</sup></a></p>
<p>Una delle pratiche attraverso le quali la fotografia costituisce la società è il turismo. Turismo e fotografia si combinano per creare uno “ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gaze" target="_blank" rel="noopener">sguardo turistico </a>” <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>in cui gli abitanti locali sono posizionati e definiti dall&#8217;obiettivo della fotocamera. Tuttavia, è stato anche sostenuto che esiste uno &#8220;sguardo inverso&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>attraverso il quale i fotografi indigeni possono posizionare il fotografo turistico come un superficiale consumatore di immagini.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Legge</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography_and_the_law" target="_blank" rel="noopener"><em>fotografia e diritto</em></a></p>
<p>La fotografia è limitata e protetta dalla legge in molte giurisdizioni. La protezione delle fotografie viene generalmente ottenuta attraverso la concessione di diritti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Copyright" target="_blank" rel="noopener">d&#8217;autore </a>o morali al fotografo. Negli Stati Uniti, la fotografia è protetta come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First_Amendment_to_the_United_States_Constitution" target="_blank" rel="noopener">diritto del Primo Emendamento </a>e chiunque è libero di fotografare qualsiasi cosa vista negli spazi pubblici purché sia in bella vista. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Nel Regno Unito, una recente legge (Counter-Terrorism Act 2008) aumenta il potere della polizia di impedire alle persone, anche ai fotoreporter, di scattare foto in luoghi pubblici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>In Sud Africa, chiunque può fotografare qualsiasi altra persona, senza il suo permesso, negli spazi pubblici e l&#8217;unica restrizione specifica posta su ciò che non può essere fotografato dal governo è legata a qualsiasi cosa classificata come sicurezza nazionale. Ogni paese ha leggi diverse.</p>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Vedi anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_photography" target="_blank" rel="noopener">Cenni di fotografia</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Science_of_photography" target="_blank" rel="noopener">Scienza della fotografia</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_photographers" target="_blank" rel="noopener">Elenco dei fotografi</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_photography_awards" target="_blank" rel="noopener">Elenco dei premi fotografici</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_most_expensive_photographs" target="_blank" rel="noopener">Elenco delle fotografie più costose</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_photographs_considered_the_most_important" target="_blank" rel="noopener">Elenco delle fotografie considerate le più importanti</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Astrophotography" target="_blank" rel="noopener">Astrofotografia</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Image_editing" target="_blank" rel="noopener">Modifica delle immagini</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Imaging" target="_blank" rel="noopener">Imaging</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Minilab" target="_blank" rel="noopener">Laboratorio fotografico e minilab</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_arts" target="_blank" rel="noopener">Arti visive</a></li>
</ul>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Spencer, procuratore distrettuale (1973). Il dizionario focale delle tecnologie fotografiche. Stampa Focale. P. 454. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-13-322719-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-13-322719-2 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.04.0057%3Aentry%3Dfa%2Fos" target="_blank" rel="noopener">φάος</a> <a href="https://web.archive.org/web/20130525100137/http:/www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.04.0057%3Aentry%3Dfa%2Fos" target="_blank" rel="noopener">Archiviato </a>il 25 maggio 2013 in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive </a>, Henry George Liddell, Robert Scott, <em>A Greek-English Lexicon </em>, su Perseo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.04.0057%3Aentry%3Dgrafh%2F" target="_blank" rel="noopener">γραφή</a> <a href="https://web.archive.org/web/20130525061320/http:/www.perseus.tufts.edu/hopper/text?doc=Perseus%3Atext%3A1999.04.0057%3Aentry%3Dgrafh%2F" target="_blank" rel="noopener">Archiviato </a>il 25 maggio 2013 in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive </a>, Henry George Liddell, Robert Scott, <em>A Greek-English Lexicon </em>, su Perseo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Harper, Douglas. </em><a href="https://www.etymonline.com/?term=photograph" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;fotografia&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Online_Etymology_Dictionary" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario etimologico online </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Boris Kossoy (2004). </em><a href="https://web.archive.org/web/20160428232804/https:/books.google.com/books?id=wCoQAAAACAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Hercule Florence: El descubrimiento de la fotografía en Brasil </em></a><em>. Istituto Nazionale di Antropologia e Storia. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-968-03-0020-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-968-03-0020-4 </em></a><em>. URL consultato il 13 dicembre 2015 (archiviata dall </em><a href="https://books.google.com/books?id=wCoQAAAACAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8216; url originale </em></a><em>il 28 aprile 2016).</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Kossoy, Boris (1980). </em><a href="https://books.google.com/books?id=7k_pK4m0D8gC" target="_blank" rel="noopener"><em>Hercule Florence: a descoberta isolata da fotografia no Brasil </em></a><em>. San Paolo: Duas Cidades. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9788531409448" target="_blank" rel="noopener"><em>9788531409448 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://photophys.com/photophys/entry/who-first-used-the-word" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Chi ha usato per primo la parola fotografia?&#8221; </em></a><em>. Fotofisica. 28 marzo 2015. </em><a href="https://web.archive.org/web/20170118165646/http:/photophys.com/photophys/entry/who-first-used-the-word" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 18 gennaio 2017. Estratto il 25 giugno 2019.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Mathur, P, K&amp;S (6 marzo 2014). </em><a href="https://books.google.com/books?id=2mCEAwAAQBAJ&amp;pg=PA50" target="_blank" rel="noopener"><em>Sviluppi e cambiamenti nelle tecnologie basate sulla scienza </em></a><em>. Pubblicazione di pernice. P. 50. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781482813982" target="_blank" rel="noopener"><em>9781482813982 </em></a><em>. Estratto il 25 giugno il 2019.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Eder_9-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Eder_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Eder_9-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Eder, JM (1945) [1932]. Storia della fotografia, 4a. edizione [Geschichte der Photographie]. New York: Dover Publications, Inc. pp.258–59. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-486-23586-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-486-23586-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.getty.edu/art/collection/artists/1881/sir-john-frederick-william-herschel-british-1792-1871/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sir John Frederick William Herschel (inglese, 1792–1871) (Getty Museum)&#8221; </em></a><em>. Il J. Paul Getty di Los Angeles. </em><a href="https://web.archive.org/web/20181001010705/http:/www.getty.edu/art/collection/artists/1881/sir-john-frederick-william-herschel-british-1792-1871/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217; url originale il 1 ottobre 2018. Estratto il 20 giugno 2019.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Campbell, Jan (2005) <a href="https://books.google.com/books?id=lOEqvkmSxhsC&amp;pg=PA114" target="_blank" rel="noopener"><em>Spettatori cinematografici e cinematografici: melodramma e mimesi</em></a><a href="https://web.archive.org/web/20160429011743/https:/books.google.com/books?id=lOEqvkmSxhsC&amp;pg=PA114" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato </em></a><em>il 29 aprile 2016 in </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener"><em>Internet Archive </em></a>. Politica. P. 114. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-7456-2930-X" target="_blank" rel="noopener">0-7456-2930-X</a></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Krebs_12-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Krebs_12-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Krebs_12-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Krebs, Robert E. (2004). </em><a href="https://books.google.com/books?id=MTXdplfiz-cC&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Esperimenti scientifici, invenzioni e scoperte rivoluzionarie del Medioevo e del Rinascimento </em></a><em>. Gruppo editoriale Greenwood. P. 20. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-313-32433-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-313-32433-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alistair_Cameron_Crombie" target="_blank" rel="noopener">Crombie, Alistair Cameron </a>(1990) <em>Scienza, ottica e musica nel pensiero medievale e moderno </em>. Aria condizionata nera. P. 205. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-907628-79-8" target="_blank" rel="noopener">978-0-907628-79-8</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Wade, Nicholas J.; Dito, Stanley (2001). &#8220;L&#8217;occhio come strumento ottico: dalla camera oscura alla prospettiva di Helmholtz&#8221;. Percezione. <strong>30 </strong>(10): 1157–77. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1068%2Fp3210" target="_blank" rel="noopener"><em>1068/p3210 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11721819" target="_blank" rel="noopener"><em>11721819 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:8185797" target="_blank" rel="noopener"><em>8185797 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Plott_15-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Plott_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Plott_15-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Tracciare, John C. (1984). </em><a href="https://books.google.com/books?id=ErMRGiNcxJIC&amp;pg=PA460" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia globale della filosofia: il periodo della scolastica (prima parte) </em></a><em>. Motilal Banarsidass Publ. P. 460. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-89581-678-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-89581-678-8 </em></a><em>. Secondo Nazir Ahmed se solo i compagni di lavoro e gli studenti di Ibn-Haitham fossero stati vigili quanto lui, avrebbero potuto persino inventare l&#8217;arte della fotografia dopo gli esperimenti di al-Haitham con specchi convessi e concavi e la sua invenzione della &#8220;fotocamera stenopeica&#8221; con cui l&#8217;immagine proiettata della fiamma di una candela capovolta è uno dei suoi numerosi successi nella sperimentazione. Allo stesso modo si potrebbe quasi affermare che egli avesse anticipato molto di ciò che Fechner fece nel diciannovesimo secolo nella sperimentazione con le immagini residue.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Belbachir_16-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Belbachir_16-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Belbachir_16-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><em>Belbachir, Ahmed Nabil (2009). </em><a href="https://books.google.com/books?id=it5W3f7yqAgC&amp;pg=PR5" target="_blank" rel="noopener"><em>Fotocamere intelligenti </em></a><em>. Springer Scienza e media aziendali. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4419-0953-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4419-0953-4 </em></a><em>. L&#8217;invenzione della macchina fotografica può essere fatta risalire al X secolo, quando lo scienziato arabo Al-Hasan Ibn al-Haytham alias Alhacen fornì la prima descrizione chiara e un&#8217;analisi corretta del processo visivo (umano). Sebbene gli effetti della luce singola che passa attraverso il foro stenopeico siano già stati descritti dal cinese Mozi (lat. Micius) (V secolo a.C.), dal greco Aristotele (IV secolo a.C.) e dall&#8217;arabo</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Wade, Nicholas J.; Finger, Stanley (2001), &#8220;L&#8217;occhio come strumento ottico: dalla camera oscura alla prospettiva di Helmholtz&#8221;, Perception, <strong>30 </strong>(10): 1157–1177, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1068%2Fp3210" target="_blank" rel="noopener"><em>1068/p3210 </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11721819" target="_blank" rel="noopener"><em>11721819 </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:8185797" target="_blank" rel="noopener"><em>8185797 </em></a><em>, I principi della camera oscura iniziarono ad essere analizzati correttamente per la prima volta nell&#8217;XI secolo, quando furono delineati da Ibn al-Haytham.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Needham, Giuseppe. </em><a href="https://web.archive.org/web/20170703010030/http:/monoskop.org/images/7/70/Needham_Joseph_Science_and_Civilisation_in_China_Vol_4-1_Physics_and_Physical_Technology_Physics.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Scienza e civiltà in Cina, vol. IV, parte 1: Fisica e Tecnologia Fisica</em></a><em>(PDF) </em><em>. P. 98. Archiviato </em><a href="https://monoskop.org/images/7/70/Needham_Joseph_Science_and_Civilisation_in_China_Vol_4-1_Physics_and_Physical_Technology_Physics.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 3 luglio 2017. URL consultato il 5 settembre 2016. Alhazen utilizzò la camera oscura soprattutto per osservare le eclissi solari, come si dice abbia fatto in effetti Aristotele, e sembra che, come Shen Kua, avesse dei predecessori nel suo studio, poiché non lo affermò come una sua nuova scoperta. Ma per la prima volta il suo trattamento fu competentemente geometrico e quantitativo.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.photographyhistoryfacts.com/photography-development-history/camera-obscura-history/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Chi ha inventato la camera oscura?&#8221; </em></a><em>. Fatti di storia della fotografia. Tutti questi scienziati hanno sperimentato con un piccolo foro e luce, ma nessuno di loro ha suggerito che venga utilizzato uno schermo in modo che un&#8217;immagine da un lato di un foro nella superficie possa essere proiettata sullo schermo dall&#8217;altro. Il primo a farlo fu Alhazen (noto anche come Ibn al-Haytham) nell&#8217;XI secolo.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Needham, Giuseppe. </em><a href="https://web.archive.org/web/20170703010030/http:/monoskop.org/images/7/70/Needham_Joseph_Science_and_Civilisation_in_China_Vol_4-1_Physics_and_Physical_Technology_Physics.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>Scienza e civiltà in Cina, vol. IV, parte 1: Fisica e Tecnologia Fisica</em></a><em>(PDF) </em><em>. P. 99. Archiviato </em><a href="https://monoskop.org/images/7/70/Needham_Joseph_Science_and_Civilisation_in_China_Vol_4-1_Physics_and_Physical_Technology_Physics.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 3 luglio 2017. Estratto il 5 settembre 2016. La geniale intuizione di Shen Kua sulla relazione tra punto focale e foro stenopeico può essere meglio apprezzata quando leggiamo in Singer che questo fu compreso per la prima volta in Europa da Leonardo da Vinci (+ 1452 al + 1519), quasi cinquecento anni dopo. Un diagramma che mostra la relazione si trova nel Codice Atlantico, Leonardo pensava che il cristallino dell&#8217;occhio invertisse l&#8217;effetto stenopeico, per cui l&#8217;immagine non appariva invertita sulla retina; anche se in effetti è così. In realtà, l&#8217;analogia tra punto focale e punto preciso deve essere stata compresa da Ibn al-Haitham, che morì proprio nello stesso periodo in cui nacque Shen Kua.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Davidson, Michael W (13 novembre 2015). </em><a href="http://micro.magnet.fsu.edu/optics/timeline/people/magnus.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Alberto Magno&#8221; </em></a><em>. Espressioni molecolari: scienza, ottica e te. Laboratorio nazionale per campi magnetici elevati presso la Florida State University. </em><a href="https://web.archive.org/web/20151222121436/http:/micro.magnet.fsu.edu/optics/timeline/people/magnus.html" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 22 dicembre 2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-22" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Potonniée, Georges (1973). <em>La storia della scoperta della fotografia </em>. Arno Press. P. 50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-405-04929-3" target="_blank" rel="noopener">0-405-04929-3</a></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Gernsheim_23-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Gernsheim_23-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Gernsheim_23-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Helmut_Gernsheim" target="_blank" rel="noopener">Gernsheim, Helmut </a>(1986). <a href="https://books.google.com/books?id=GDSRJQ3BZ5EC&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener"><em>Una breve storia della fotografia</em></a><em> </em><a href="https://web.archive.org/web/20160429080916/https:/books.google.com/books?id=GDSRJQ3BZ5EC&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviato </em></a><em>il 29 aprile 2016 in </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener"><em>Internet Archive </em></a>. Pubblicazioni del corriere Dover. pagine 3–4. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-486-25128-4" target="_blank" rel="noopener">0-486-25128-4</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-24" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Gernsheim, Helmut e Gernsheim, Alison (1955) <em>La storia della fotografia dal primo utilizzo della camera oscura nell&#8217;XI secolo fino al 1914 </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_University_Press" target="_blank" rel="noopener">Stampa dell&#8217;Università di Oxford </a>. P. 20.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Werge, John (1 dicembre 1894). </em><a href="https://www.newspapers.com/article/the-newcastle-weekly-chronicle/127710631/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La fotografia più antica&#8221; </em></a><em>. La cronaca settimanale di Newcastle. P. 10.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Litchfield, R. 1903. &#8220;Tom Wedgwood, il primo fotografo: un resoconto della sua vita&#8221;. London, Duckworth and Co. Vedi capitolo XIII. Include il testo completo dell&#8217;articolo di Humphry Davy del 1802, che è l&#8217;unica documentazione contemporanea conosciuta degli esperimenti di Wedgwood. (Estratto il 7 maggio 2013 <a href="https://archive.org/details/tomwedgwoodfirst00litcrich" target="_blank" rel="noopener">tramite archive.org</a><a href="https://web.archive.org/web/20151007125801/https:/archive.org/details/tomwedgwoodfirst00litcrich" target="_blank" rel="noopener">Archiviato </a>il 7 ottobre 2015 in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive </a>.).</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-UTexas_27-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-UTexas_27-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-UTexas_27-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://web.archive.org/web/20091006135924/http:/www.hrc.utexas.edu/exhibitions/permanent/wfp/heliography.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La prima fotografia &#8211; Eliografia&#8221; </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.hrc.utexas.edu/exhibitions/permanent/wfp/heliography.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>6 ottobre 2009. Estratto il 29 settembre 2009. dall&#8217;articolo di Helmut Gernsheim, &#8220;The 150th Anniversary of Photography&#8221;, in History of Photography, vol. I, n. 1, gennaio 1977: &#8230;Nel 1822, Niépce rivestì una lastra di vetro&#8230; La luce del sole che passa attraverso&#8230; Questo primo esemplare permanente&#8230; fu distrutto&#8230; alcuni anni dopo.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-28" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Hirsch, Robert (1999). </em><a href="https://books.google.com/books?id=vftTAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Cogliere la luce: una storia della fotografia </em></a><em>. McGraw-Hill. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-697-14361-7" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-697-14361-7 </em></a><em>. URL consultato il 13 dicembre 2015 </em><a href="https://web.archive.org/web/20160429023604/https:/books.google.com/books?id=vftTAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>(archiviata </em></a><em>dall&#8217; url originale il 29 aprile 2016).</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-29" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.bbc.co.uk/history/historic_figures/fox_talbot_william_henry.shtml" target="_blank" rel="noopener">William Henry Fox Talbot (1800–1877)</a><a href="https://web.archive.org/web/20101003154557/http:/www.bbc.co.uk/history/historic_figures/fox_talbot_william_henry.shtml" target="_blank" rel="noopener">Archiviato </a>il 3 ottobre 2010 in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/BBC" target="_blank" rel="noopener">BBC</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-30" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Feldman, Anthony e Ford, Peter (1989) <em>Scienziati e inventori </em>. Libri di Bloomsbury, pag. 128, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/1-870630-23-8" target="_blank" rel="noopener">1-870630-23-8 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-31" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Fox Talbot, William Henry e Jammes, André (1973) <em>William H. Fox Talbot, inventore del processo negativo-positivo </em>, Macmillan, p. 95.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-32" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://web.archive.org/web/20131024055944/http:/www.getty.edu/art/gettyguide/artMakerDetails?maker=1876" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Hippolyte Bayard (francese, 1801–1887) (Museo Getty)&#8221; </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.getty.edu/art/gettyguide/artMakerDetails?maker=1876" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>24 ottobre 2013. Estratto il 21 aprile 2019.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-33" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Paulson Gage, Joan (5 agosto 2013). </em><a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2013/08/05/icons-of-cruelty/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Icone della crudeltà&#8221; </em></a><em>. Il New York Times.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-34" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.kodak.com/global/en/corp/historyOfKodak/1878.jhtml" target="_blank" rel="noopener">Storia di Kodak, Pietre miliari-cronologia: 1878–1929</a><a href="https://web.archive.org/web/20120210123011/http:/www.kodak.com/global/en/corp/historyOfKodak/1878.jhtml" target="_blank" rel="noopener">Archiviato </a>il 10 febbraio 2012 in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive </a>. kodak.com</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-35" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Peres, Michael R. (2008). L&#8217;Enciclopedia Focale Concisa della Fotografia: dalla prima foto su carta alla rivoluzione digitale. Burlington, MA: Focal Press/Elsevier. P. 75. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-240-80998-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-240-80998-4 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-36" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="http://www.dpreview.com/forums/post/8473695" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Curva H&amp;D di pellicola vs digitale&#8221;</em></a><em>(Discussione sul forum) </em><em>. Recensione di fotografia digitale. 19 aprile 2004. </em><a href="https://web.archive.org/web/20150923223829/http:/www.dpreview.com/forums/post/8473695" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 23 settembre 2015.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Jacobson, Ralph E. (2000). </em><a href="https://archive.org/details/digitalvideocame00pete" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Manuale Focale di Fotografia: imaging fotografico e digitale </em></a><em>(9a ed.). Boston, MA: stampa focale. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-240-51574-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-240-51574-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-38" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>&#8220;Fotografia in bianco e nero&#8221;. Giornale del PSA. <strong>77 </strong>(12): 38–40. 2011.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-King&#039;s_College_39-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-King&#039;s_College_39-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-King&#039;s_College_39-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://www.kcl.ac.uk/newsevents/news/newsrecords/2011/04Apr/JamesClerkMaxwell.aspx" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;1861: l&#8217;anno più bello di James Clerk Maxwell&#8221; </em></a><em>. King&#8217;s College di Londra. 3 gennaio 2017. URL </em><a href="https://web.archive.org/web/20170104000418/https:/www.kcl.ac.uk/newsevents/news/newsrecords/2011/04Apr/JamesClerkMaxwell.aspx" target="_blank" rel="noopener"><em>consultato </em></a><em>il 3 gennaio 2017 (archiviato dall&#8217; url originale il 4 gennaio 2017).</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Maxwell_40-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Maxwell_40-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-Maxwell_40-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/charles-mackintosh-chemist-waterproof-google-doodle-scotland-inventions-innovation-bicycles-a7499911.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Dall&#8217;impermeabile di Charles Mackintosh alla pecora Dolly: 43 innovazioni che la Scozia ha dato al mondo&#8221; </em></a><em>. L&#8217;indipendente. 2 gennaio 2016. URL </em><a href="https://web.archive.org/web/20171002171029/https:/www.independent.co.uk/news/uk/home-news/charles-mackintosh-chemist-waterproof-google-doodle-scotland-inventions-innovation-bicycles-a7499911.html" target="_blank" rel="noopener"><em>consultato </em></a><em>il 2 dicembre 2017 (archiviato dall&#8217; url originale il 2 ottobre 2017).</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-70" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Gillespie, Alex. </em><a href="https://lse.academia.edu/AlexGillespie/Papers/89836/Tourist_photography_and_the_reverse_gaze" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La fotografia turistica e lo sguardo rovesciato&#8221; </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-71" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.aclu.org/news/you-have-every-right-photograph-cop?redirect=free-speech/you-have-every-right-photograph-cop" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Hai tutto il diritto di fotografare quel poliziotto&#8221; </em></a><em>. Unione americana per le libertà civili. </em><a href="https://web.archive.org/web/20160225024330/https:/www.aclu.org/news/you-have-every-right-photograph-cop?redirect=free-speech%2Fyou-have-every-right-photograph-cop" target="_blank" rel="noopener"><em>URL consultato </em></a><em>il 18 febbraio 2016 (archiviata dall&#8217; url originale il 25 febbraio 2016).</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Photography#cite_ref-72" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://web.archive.org/web/20100327183624/http:/www.bjp-online.com/public/showPage.html?page=836675" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Prigione per aver fotografato la polizia?&#8221; </em></a><em>. Giornale britannico di fotografia. 28 gennaio 2009. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.bjp-online.com/public/showPage.html?page=836675" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>27 marzo 2010.</em></li>
</ol>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; Ulteriori letture</h2>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<ul>
<li>Barrett, T 2012, Criticare le fotografie: un&#8217;introduzione alla comprensione delle immagini, 5a edizione, McGraw-Hill, New York.</li>
<li>Bate, D. (2009), Fotografia: i concetti chiave, Bloomsbury, New York.</li>
<li>Berger, J. (Dyer, G. ed.), (2013), Comprendere una fotografia, Penguin Classics, Londra.</li>
<li>Luminoso, S 2011, Art Photography Now, Thames &amp; Hudson, Londra.</li>
<li>Cotton, C. (2015), La fotografia come arte contemporanea, 3a edizione, Thames &amp; Hudson, New York.</li>
<li>Heiferman, M. (2013), La fotografia cambia tutto, Aperture Foundation, Stati Uniti.</li>
<li>Shore, S. (2015), La natura delle fotografie, 2a ed. Phaidon, New York.</li>
<li>Wells, L. (2004), <em> Un&#8217;introduzione critica </em>[Paperback], 3a ed. Routledge, Londra. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-415-30704-X" target="_blank" rel="noopener">0-415-30704-X</a></li>
</ul>
<p><strong>Storia</strong></p>
<ul>
<li><em>Una nuova storia della fotografia </em>, ed. di Michel Frizot, Colonia: Könemann, 1998</li>
<li>Franz-Xaver Schlegel, <em>Das Leben der toten Dinge – Studien zur modernen Sachfotografie in den USA 1914–1935 </em>, 2 Bände, Stoccarda/Germania: Art in Life 1999, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/3-00-004407-8" target="_blank" rel="noopener">3-00-004407-8 </a>.</li>
</ul>
<p><strong>Opere di riferimento</strong></p>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Tom_Ang" target="_blank" rel="noopener"><em>Tom Ang </em></a><em>(2002). </em><a href="https://books.google.com/books?id=fu3akyrFZEMC&amp;q=intitle:Dictionary+intitle:of+intitle:Photography+intitle:and+intitle:Digital+intitle:Imaging+inauthor:ang&amp;pg=PP1" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario di fotografia e imaging digitale: il riferimento essenziale per il fotografo moderno </em></a><em>. Watson-Guptill. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-8174-3789-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-8174-3789-3 </em></a><em>.</em></li>
<li>Hans-Michael Koetzle: <em>Das Lexikon der Fotografen: 1900 bis heute </em>, Monaco: Knaur 2002, 512 p., <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/3-426-66479-8" target="_blank" rel="noopener">3-426-66479-8</a></li>
<li>John Hannavy (a cura di): <em>Encyclopedia of Nineteenth-Century Photography </em>, 1736 p., New York: Routledge 2005 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-415-97235-2" target="_blank" rel="noopener">978-0-415-97235-2</a></li>
<li>Lynne Warren (Hrsg.): <em>Enciclopedia della fotografia del ventesimo secolo </em>, 1719 p., New York: Routledge, 2006</li>
<li><em>Il compagno di Oxford alla fotografia </em>, ed. di Robin Lenman, Oxford University Press 2005</li>
<li>&#8220;L&#8217;enciclopedia focale della fotografia&#8221;, Richard Zakia, Leslie Stroebel, Focal Press 1993, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-240-51417-3" target="_blank" rel="noopener">0-240-51417-3</a></li>
<li><em>Stroebel, Leslie (2000). Materiali e processi fotografici di base. et al. Boston: stampa focale. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-240-80405-7" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-240-80405-7 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
<h2>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; <strong>Altri libri</strong></h2>
<ul>
<li><em>Fotografia e arte di vedere </em>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Freeman_Patterson" target="_blank" rel="noopener">Freeman Patterson </a>, Key Porter Books 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/1-55013-099-4" target="_blank" rel="noopener">1-55013-099-4 </a>.</li>
<li><em>L&#8217;arte della fotografia: </em>un approccio all&#8217;espressione personale di Bruce Barnbaum, Rocky Nook 2010, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/1-933952-68-7" target="_blank" rel="noopener">1-933952-68-7 </a>.</li>
<li><em>Chiarezza dell&#8217;immagine: fotografia ad alta risoluzione </em>di John B. Williams, Focal Press 1990, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-240-80033-8" target="_blank" rel="noopener">0-240-80033-8 </a>.</li>
</ul>
<h3>Chi è il migliore fotografo Italiano &#8211;  approfondimenti &#8211; semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Chi è il migliore fotografo in Italia</li>
<li>come si impara a fotografare il volto</li>
<li>Migliore fotografo in Italia</li>
<li>Fotografo ritrattista</li>
<li>fotografia ritrattista</li>
<li>fotografia di moda emozionale</li>
<li>fotografia di moda artistica</li>
<li>fotografia artistica di moda</li>
<li>fotografia di moda ed emozioni</li>
<li>fotografia di moda alternativa</li>
<li>fotografo di moda emozionale</li>
<li>tecniche per la fotografia di moda</li>
<li>Tecniche per il ritratto fotografico</li>
<li>tecniche di fotografia</li>
<li>fotografia tecniche</li>
<li>le migliori tecniche di fotografia</li>
<li>imparare la fotografia</li>
<li>corso di fotografia avanzato</li>
<li>corso di fotografia di moda</li>
<li>corso di fotografia emotiva</li>
<li>corso di fotografia ritrattista</li>
<li>migliore corso di fotografia ritrattista in Italia</li>
<li>migliore corso di fotografia in Italia</li>
<li>cogliere le emozioni con la fotografia</li>
<li>emozioni e fotografia</li>
<li>Fotografia emozionale</li>
<li>fotografare le emozioni</li>
<li>emozioni e fotografia</li>
<li>migliore fotografo emozionale</li>
<li>migliore fotografo per il volto</li>
<li>migliore fotografo di moda</li>
<li>migliore fotografia</li>
<li>migliore fotografo artistico</li>
<li>migliore artista fotografico</li>
<li>chi è il migliore fotografo in Italia</li>
<li>qual è lo studio di fotografia aziendale più accreditato in Italia</li>
<li>chi è il migliore fotografo industriale in Italia</li>
<li>chi è il migliore ritrattista fotografico italiano</li>
<li>chi è il migliore fotografo ritrattista in Italia</li>
<li>che è il migliore fotografo per ritratti in Italia</li>
<li>Chi sono i migliori fotografi italiani?</li>
<li>Chi è il miglior fotografo?</li>
<li>Chi è il più bravo fotografo del mondo?</li>
<li>Chi è il fotografo più famoso?</li>
</ul>
<h3>Chi è il migliore fotografo italiano &#8211; semantica 2</h3>
<ul>
<li>Fotografia per composit</li>
<li>Fotografo per composit</li>
<li>Migliore fotografo per composit</li>
<li>Migliore fotografo per composit in Italia</li>
<li>Fotografia per book</li>
<li>Fotografo per book</li>
<li>Migliore fotografo per book</li>
<li>Migliore fotografo per book in Italia</li>
<li>Composit per modelle</li>
<li>composit per modelli</li>
<li>migliore fotografo per composite per modelle</li>
<li>migliore fotografo per composit per modelli</li>
<li>migliori fotografo composite di moda</li>
<li>Servizi fotografici per modelli</li>
<li>servizi fotografici per modelle</li>
<li>i migliori servizi fotografici per modelli</li>
<li>i migliori servizi fotografici per modelle</li>
<li>migliori fotografo per book fotografico</li>
<li>migliore fotografo per book di moda</li>
<li>Quanto costa un book fotografico per modelli?</li>
<li>Quanto viene pagato un modello per uno shooting?</li>
<li>Quanto costa ad un fotografo fare un album?</li>
<li>Cosa fare per diventare fotomodello?</li>
<li>Book per fotomodelli b</li>
<li>Book per fotomodelle</li>
<li>migliore fotografo per book per fotomodelli</li>
<li> migliore fotografo per book per fotomodelle</li>
<li>migliore fotografo in Italia per book fotomodelli</li>
<li>migliore fotografo in Italia per book fotomodelle</li>
<li>migliori fotografo in Italia book di moda</li>
<li>composit fotografico esempi</li>
<li>composit fotografico costo</li>
<li>composit fotografico milano</li>
<li>composit fotografico online</li>
<li>book fotografico esempio pdf</li>
<li>book fotografico modella esempio</li>
<li>book fotografico per casting</li>
<li>fotografo modelle famoso</li>
</ul>
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		<title>Principale Esperto Italiano in Comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Dec 2021 15:35:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interpersonale]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Principale Esperto Italiano in Comunicazione è il dott. Daniele Trevisani, vincitore del Premio Fulbright (Governo USA) per le scienze della comunicazione interpersonale e interculturale e autore di 25 libri in 5 lingue editi da primarie case editrici, consulente di oltre 200 aziende e formatore in comunicazione dal 1987. Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Principale Esperto Italiano in Comunicazione è il dott. Daniele Trevisani, vincitore del Premio Fulbright (Governo USA) per le scienze della comunicazione interpersonale e interculturale e autore di 25 libri in 5 lingue editi da primarie case editrici, consulente di oltre 200 aziende e formatore in comunicazione dal 1987.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26891" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione.jpg" alt="principale esperto italiano in comunicazione aziendale e interculturale" width="1400" height="933" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione.jpg 1400w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-1024x682.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-1170x780.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-270x180.jpg 270w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2021/12/principale-esperto-italiano-in-comunicazione-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<h1>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Approfondimenti sulla Comunicazione per la Consulenza in Comunicazione e la Formazione in Comunicazione</h1>
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<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Cosa è la <span class="">Comunicazione</span></h2>
<p>La comunicazione (dal <a title="Latin" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Latin" target="_blank" rel="noopener">latino</a> communicare , che significa &#8220;condividere&#8221; o &#8220;essere in relazione con&#8221;) <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-1#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener">[1] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-2#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-3#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a> è &#8220;una risposta apparente alle dolorose divisioni tra sé e l&#8217;altro, privato e pubblico, e il pensiero interiore e il mondo esterno&#8221;. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-4#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a> Come indica questa definizione, la comunicazione è difficile da definire in modo coerente, <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-5#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener">[5] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-6#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a> perché è comunemente usata per riferirsi a una vasta gamma di comportamenti diversi (in senso lato: &#8220;il trasferimento di informazioni&#8221; <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-7#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a> ), o per limitare ciò che può essere incluso nella categoria della comunicazione (ad esempio, richiedere un &#8220;intento consapevole&#8221; per persuadere <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-8#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a>      ). John Peters sostiene che la difficoltà di definire la comunicazione emerge dal fatto che la comunicazione è sia un fenomeno universale (perché tutti comunicano) sia una <a title="Academic discipline" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Academic_discipline" target="_blank" rel="noopener">disciplina</a> specifica dello studio accademico istituzionale. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-9#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener">[9]</a></p>
<p>Una possibile definizione di comunicazione è l&#8217;atto di sviluppare <a title="Semantics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">significato</a> tra <a title="Subject (philosophy)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Subject_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">entità</a> o <a title="Organization" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">gruppi</a> attraverso l&#8217;uso di <a title="Sign" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Sign" target="_blank" rel="noopener">segni</a> , <a title="Symbol" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">simboli</a> e convenzioni <a title="Semiosis" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semiosis" target="_blank" rel="noopener">semiotiche</a> sufficientemente compresi tra loro .</p>
<p>In <a title="Claude Shannon" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Shannon" target="_blank" rel="noopener">Claude Shannon</a> &#8216;s e <a title="Warren Weaver" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Weaver" target="_blank" rel="noopener">Warren Weaver</a> influente&#8217; s <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-10#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener">[10] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-11#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener">[11]</a> il modello, la comunicazione umana è stato immaginato per funzionare come un telefono o telegrafo. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-12#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener">[12] Di</a> conseguenza, hanno concettualizzato la comunicazione come implicante passaggi discreti:</p>
<ol type="1">
<li>La formazione della <a title="Motivation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">motivazione</a> o <a title="Reason" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Reason" target="_blank" rel="noopener">ragione</a> comunicativa .</li>
<li>Composizione del <a title="Message" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggio</a> (ulteriore elaborazione <a title="Mind" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mind" target="_blank" rel="noopener">interna</a> o <a title="Technology" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Technology" target="_blank" rel="noopener">tecnica</a> su cosa esattamente esprimere).</li>
<li>Codifica dei messaggi (ad esempio, in <a title="Digital data" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Digital_data" target="_blank" rel="noopener">dati digitali</a> , <a title="Written text" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Written_text" target="_blank" rel="noopener">testo scritto</a> , <a title="Spoken word" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Spoken_word" target="_blank" rel="noopener">parlato</a> , <a title="Picture" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Picture" target="_blank" rel="noopener">immagini</a> , <a title="Gesture" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti</a> e così via).</li>
<li><a title="Trasmissione (telecomunicazioni)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Transmission_(telecommunications)" target="_blank" rel="noopener">Trasmissione</a> del messaggio codificato come sequenza di segnali utilizzando un <a title="Communication channel" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale</a> o <a title="Media (communication)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Media_(communication)" target="_blank" rel="noopener">mezzo</a> specifico .</li>
<li><span class="">Sorgenti di rumore come le forze naturali e in alcuni casi l&#8217;attività umana (sia </span><a title="Intentional" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intentional" target="_blank" rel="noopener"><span class="">intenzionale</span></a><span class=""> che accidentale) iniziano a influenzare la qualità dei segnali che si propagano dal mittente a uno o più ricevitori.</span></li>
<li><a title="wikt:reception" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wiktionary.org/wiki/reception" target="_blank" rel="noopener">Ricezione</a> di segnali e ricomposizione del messaggio codificato da una sequenza di segnali ricevuti.</li>
<li>Decodifica del messaggio codificato riassemblato.</li>
<li><a title="wikt:interpretazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wiktionary.org/wiki/interpretation" target="_blank" rel="noopener">Interpretazione</a> e <a title="Nous" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nous" target="_blank" rel="noopener">senso</a> del <a title="Presumed" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Presumed" target="_blank" rel="noopener">presunto</a> messaggio originario.</li>
</ol>
<p>Questi elementi sono ora intesi come attività sostanzialmente sovrapposte e ricorsive piuttosto che passaggi in una sequenza. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-13#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener">[13]</a> Ad esempio, le azioni comunicative possono iniziare prima che un comunicatore formuli un tentativo cosciente di farlo, <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-14#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener">[14]</a> come nel caso dei <a title="Phatic expression" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Phatic_expression" target="_blank" rel="noopener">fatici</a> ; allo stesso modo, i comunicatori modificano le proprie intenzioni e formulazioni di un messaggio in risposta a feedback in tempo reale (ad esempio, un cambiamento <a title="Facial expression" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_expression" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;espressione facciale</a> ). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-15#cite_note-15" target="_blank" rel="noopener">[15] Le</a> pratiche di decodifica e interpretazione sono messe in atto culturalmente, non solo dagli individui (le convenzioni di <a title="Genre" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Genre" target="_blank" rel="noopener">genere</a> , ad esempio, innescano aspettative anticipatrici su come un messaggio deve essere ricevuto) e i destinatari di qualsiasi messaggio rendono operativi i propri quadri di riferimento nell&#8217;interpretazione. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-16#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener">[16]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; lo studio scientifico della comunicazione</h2>
<p>Lo <a title="Science" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Science" target="_blank" rel="noopener">studio scientifico</a> della comunicazione può essere suddiviso in:</p>
<ul type="disc">
<li><a title="Teoria dell&#039;informazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria dell&#8217;informazione</a> che studia la quantificazione, l&#8217;archiviazione e la comunicazione delle informazioni in generale;</li>
<li><a title="Studi di comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">Studi di comunicazione</a> che riguardano la comunicazione umana;</li>
<li><a title="Biosemiotica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">Biosemiotica</a> che esamina la comunicazione all&#8217;interno e tra gli organismi viventi in generale.</li>
<li><a title="Biocomunicazione (scienza)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener">Biocomunicazione</a> che esemplifica le interazioni mediate dai segni all&#8217;interno e tra gli organismi di tutti i domini della vita, inclusi i virus.</li>
</ul>
<p>Il canale di comunicazione può essere <a title="Visual communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_communication" target="_blank" rel="noopener">visivo</a> , <a title="Sound" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Sound" target="_blank" rel="noopener">uditivo</a> , <a title="Somatosensory system" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Somatosensory_system" target="_blank" rel="noopener">tattile</a> / <a title="Haptic communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">tattile</a> (es. <a title="Braille" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Braille" target="_blank" rel="noopener">Braille</a> o altri mezzi fisici), <a title="Olfactory" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Olfactory" target="_blank" rel="noopener">olfattivo</a> , <a title="Electromagnetism" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Electromagnetism" target="_blank" rel="noopener">elettromagnetico</a> o <a title="Biochemistry" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Biochemistry" target="_blank" rel="noopener">biochimico</a> . La comunicazione umana è unica per il suo ampio uso del <a title="Language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio astratto</a> .</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; tipologie di comunicazione</h2>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione non verbale</h2>
<p>Articolo principale: <a title="Nonverbal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nonverbal_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione non verbale</a></p>
<p><a title="Comunicazione non verbale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nonverbal_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione non verbale</a> spiega i processi che veicolano un tipo di informazione sotto forma di rappresentazioni non linguistiche. Esempi di comunicazione non verbale includono comunicazione <a title="Haptic communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">tattile</a> , <a title="Haptic communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a><a title="Chronemics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Chronemics" target="_blank" rel="noopener">cronica</a> , <a title="Gestures" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Gestures" target="_blank" rel="noopener">gesti</a> , <a title="Body language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo</a> , <a title="Facial expressions" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_expressions" target="_blank" rel="noopener">espressioni facciali</a> , <a title="Eye contact" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Eye_contact" target="_blank" rel="noopener">contatto visivo</a> , ecc. La comunicazione non verbale si riferisce anche all&#8217;intento di un messaggio. Esempi di intenti sono movimenti volontari e intenzionali come stringere una mano o strizzare l&#8217;occhio, nonché involontari, come la sudorazione. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-17#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener">[17] Il</a> discorso contiene anche elementi non verbali noti come <a title="Paralanguage" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Paralanguage" target="_blank" rel="noopener">paralinguaggio</a> , ad esempio <a title="Rhythm (linguistics)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Rhythm_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">ritmo</a> , <a title="Intonation (linguistics)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intonation_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">intonazione</a> , <a title="Tempo of speech" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Tempo_of_speech" target="_blank" rel="noopener">tempo</a> e <a title="Stress (linguistics)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Stress_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">accento</a> . Colpisce maggiormente la comunicazione a livello subconscio e stabilisce la fiducia. Allo stesso modo, i testi scritti includono elementi non verbali come lo stile della scrittura a mano, la disposizione spaziale delle parole e l&#8217;uso di <a title="Emoticons" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Emoticons" target="_blank" rel="noopener">emoticon</a> per trasmettere emozioni.</p>
<p>La comunicazione non verbale dimostra una delle leggi di <a title="Paul Watzlawick" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Watzlawick" target="_blank" rel="noopener">Paul Watzlawick</a> : non puoi non comunicare. Una volta che la vicinanza ha formato la consapevolezza, le creature viventi iniziano a interpretare i segnali ricevuti. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-18#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener">[18]</a> Alcune delle funzioni della comunicazione non verbale negli esseri umani sono di completare e illustrare, rafforzare ed enfatizzare, sostituire e sostituire, controllare e regolare e contraddire il messaggio denotativo.</p>
<p>I segnali non verbali sono fortemente utilizzati per esprimere la comunicazione e per interpretare la comunicazione degli altri e possono sostituire o sostituire i messaggi verbali. Tuttavia, la comunicazione non verbale è ambigua. Quando i messaggi verbali contraddicono i messaggi non verbali, si fa affidamento sull&#8217;osservazione del comportamento non verbale per giudicare gli atteggiamenti e i sentimenti di un altro, piuttosto che presumere la verità del solo messaggio verbale.</p>
<p>Ci sono diverse ragioni per cui la comunicazione non verbale gioca un ruolo vitale nella comunicazione:</p>
<p>&#8220;La comunicazione non verbale è onnipresente&#8221;. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-19#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener">[19]</a> Sono inclusi in ogni singolo atto di comunicazione. Per avere una comunicazione totale, tutti i canali non verbali come il corpo, il viso, la voce, l&#8217;aspetto, il tatto, la distanza, i tempi e altre forze ambientali devono essere coinvolti durante l&#8217;interazione faccia a faccia. La comunicazione scritta può anche avere attributi non verbali. E-mail, chat web e social media hanno opzioni per cambiare i colori dei caratteri del testo, elementi decorativi, aggiungere emoticon, lettere maiuscole e immagini per catturare segnali non verbali in un mezzo verbale. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-20#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener">[20]</a></p>
<p>&#8220;I comportamenti non verbali sono multifunzionali.&#8221; <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-Burgoon_et_al.,_p._4-21#cite_note-Burgoon_et_al.,_p._4-21" target="_blank" rel="noopener">[21]</a> Molti diversi canali non verbali sono coinvolti contemporaneamente in atti di comunicazione e consentono la possibilità di inviare e ricevere messaggi simultanei.</p>
<p>&#8220;I comportamenti non verbali possono formare un sistema linguistico universale&#8221;. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-Burgoon_et_al.,_p._4-21#cite_note-Burgoon_et_al.,_p._4-21" target="_blank" rel="noopener">[21]</a> Sorridere, piangere, indicare, accarezzare e guardare male sono comportamenti non verbali che vengono usati e compresi dalle persone indipendentemente dalla nazionalità. Tali segnali non verbali consentono la forma più elementare di comunicazione quando la comunicazione verbale non è efficace a causa delle barriere linguistiche.</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione verbale</h2>
<p><a title="Comunicazione verbale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione verbale</a> è la trasmissione orale o scritta di un messaggio. <a title="Human communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">Il </a><a title="Language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio </a><a title="Human communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">umano</a> può essere definito come un <a title="System" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/System" target="_blank" rel="noopener">sistema</a> di <a title="Symbol" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">simboli</a> (a volte noti come <a title="Lexeme" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Lexeme" target="_blank" rel="noopener">lessemi</a> ) e le <a title="Grammar" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Grammar" target="_blank" rel="noopener">grammatiche</a> ( <a title="wikt:rule" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wiktionary.org/wiki/rule" target="_blank" rel="noopener">regole</a> ) con cui vengono manipolati i simboli. La parola &#8220;linguaggio&#8221; si riferisce anche a proprietà comuni delle lingue. <a title="Language acquisition" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Language_acquisition" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;apprendimento delle lingue</a> normalmente avviene più intensamente durante l&#8217;infanzia umana. La maggior parte del gran numero di lingue umane usa modelli di <a title="Sound" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Sound" target="_blank" rel="noopener">suoni</a> o <a title="Gesture" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti</a> per simboli che consentono la comunicazione con gli altri intorno a loro. Le lingue tendono a condividere determinate proprietà, sebbene ci siano delle eccezioni. <a title="Constructed language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language" target="_blank" rel="noopener">I linguaggi costruiti</a> come l&#8217; <a title="Esperanto" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto" target="_blank" rel="noopener">esperanto</a> , <a title="Programming language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Programming_language" target="_blank" rel="noopener">i linguaggi di programmazione</a> e vari formalismi matematici non sono necessariamente limitati alle proprietà condivise dai linguaggi umani.</p>
<p>Come accennato in precedenza, il linguaggio può essere caratterizzato come simbolico. Charles Ogden e IA Richards hanno sviluppato il modello Il triangolo del significato per spiegare il simbolo (la relazione tra una parola), il referente (la cosa che descrive) e il significato (il pensiero associato alla parola e alla cosa).</p>
<p>Le proprietà del linguaggio sono regolate da regole. La lingua segue regole fonologiche (suoni che appaiono in una lingua), regole sintattiche (disposizione delle parole e punteggiatura in una frase), regole semantiche (il significato concordato delle parole) e regole pragmatiche (significato derivato dal contesto).</p>
<p>I significati associati alle parole possono essere letterali o altrimenti noti come denotativi; relative all&#8217;argomento in discussione, ovvero, i significati tengono conto del contesto e delle relazioni, altrimenti dette connotative; relazione con i sentimenti, la storia e le dinamiche di potere dei comunicatori. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-22#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener">[22]</a></p>
<p>Contrariamente alla credenza popolare, le <a title="Signed languages" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Signed_languages" target="_blank" rel="noopener">lingue</a> dei <a title="Signed languages" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Signed_languages" target="_blank" rel="noopener">segni</a> del mondo (ad esempio, la <a title="American Sign Language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/American_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">lingua dei segni americana</a> ) sono considerate comunicazioni verbali perché il loro vocabolario dei segni, la grammatica e altre strutture linguistiche rispettano tutte le classificazioni necessarie come lingue parlate. Ci sono tuttavia elementi non verbali nelle lingue dei segni, come la velocità, l&#8217;intensità e la dimensione dei segni che vengono creati. Un firmatario potrebbe firmare &#8220;sì&#8221; in risposta a una domanda, oppure potrebbe firmare un sì lento e sarcastico per trasmettere un diverso significato non verbale. Il segno sì è il messaggio verbale mentre gli altri movimenti aggiungono un significato non verbale al messaggio.</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; La comunicazione scritta e il suo sviluppo storico</h2>
<p>Nel tempo le forme e le idee sulla comunicazione si sono evolute attraverso il continuo progresso della tecnologia. I progressi includono la psicologia della comunicazione e <a title="Media psychology" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Media_psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia dei media</a> , un campo di studio emergente.</p>
<p>La progressione della comunicazione scritta può essere suddivisa in tre &#8220;rivoluzioni della comunicazione dell&#8217;informazione&#8221;: <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-23#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener">[23]</a></p>
<ol type="1">
<li>La comunicazione scritta è emersa dapprima attraverso l&#8217;uso di pittogrammi. I <a title="Pictogram" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Pictogram" target="_blank" rel="noopener">pittogrammi</a> erano realizzati in pietra, quindi la comunicazione scritta non era ancora mobile. I pittogrammi iniziarono a sviluppare forme standardizzate e semplificate.</li>
<li>Il passo successivo si è verificato quando la scrittura ha cominciato ad apparire su <a title="Paper" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Paper" target="_blank" rel="noopener">carta</a> , papiro, argilla, cera e altri supporti con sistemi di scrittura comunemente condivisi, portando ad <a title="Alphabet" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Alphabet" target="_blank" rel="noopener">alfabeti</a> adattabili . La comunicazione è diventata mobile.</li>
<li>La fase finale è caratterizzata dal trasferimento di informazioni attraverso onde controllate di <a title="Electromagnetic radiation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Electromagnetic_radiation" target="_blank" rel="noopener">radiazioni elettromagnetiche</a> (cioè radio, microonde, infrarossi) e altri <a title="Signal (electrical engineering)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Signal_(electrical_engineering)" target="_blank" rel="noopener">segnali elettronici</a> .</li>
</ol>
<p>La comunicazione è quindi un processo attraverso il quale il significato viene assegnato e veicolato nel tentativo di creare una comprensione condivisa. Gregory Bateson lo definì &#8220;la replica delle tautologie nell&#8217;universo. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-24#cite_note-24" target="_blank" rel="noopener">[24]</a> Questo processo, che richiede un vasto repertorio di abilità nell&#8217;elaborazione <a title="Interpersonal" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal" target="_blank" rel="noopener">interpersonale</a> , nell&#8217;ascolto, nell&#8217;osservazione, nel parlare, nel fare domande, nell&#8217;analisi, nei gesti e nella valutazione, consente la <a title="Collaboration" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Collaboration" target="_blank" rel="noopener">collaborazione</a> e la <a title="Cooperation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cooperation" target="_blank" rel="noopener">cooperazione</a> . <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-25#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener">[ 25]</a> [ <a title="Wikipedia:Citing sources" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources%23What_information_to_include#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener">citazione completa necessaria</a> ]</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Modelli di comunicazione</h2>
<p>Il primo modello importante per la comunicazione è stato introdotto da <a title="Claude Shannon" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Shannon" target="_blank" rel="noopener">Claude Shannon</a> e <a title="Warren Weaver" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Weaver" target="_blank" rel="noopener">Warren Weaver</a> per i Bell Laboratories nel 1949 <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-26#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener">[26]</a> Il modello originale è stato progettato per rispecchiare il funzionamento delle tecnologie radio e telefoniche. Il loro modello iniziale consisteva di tre parti principali: mittente, canale e destinatario. Il mittente era la parte di un telefono con cui una persona parlava, il canale era il telefono stesso e il ricevitore era la parte del telefono in cui si poteva sentire l&#8217;altra persona. Shannon e Weaver hanno anche riconosciuto che spesso c&#8217;è dell&#8217;elettricità statica che interferisce con l&#8217;ascolto di una <a title="Conversation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Conversation" target="_blank" rel="noopener">conversazione</a> telefonica , che consideravano rumore.</p>
<p>In un modello semplice, spesso indicato come il modello di trasmissione o vista standard di comunicazione, informazioni o contenuti (ad esempio, un messaggio in <a title="Natural language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio naturale</a> ) viene inviato in qualche forma (come <a title="Spoken language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Spoken_language" target="_blank" rel="noopener">la lingua parlata</a> ) da un emettitore ( emisor nella foto) / mittente /codificatore a una destinazione/ricevitore/decodificatore. Questa concezione comune della comunicazione vede semplicemente la comunicazione come un mezzo per inviare e ricevere informazioni. I punti di forza di questo modello sono la semplicità, la generalità e la quantificabilità. Claude Shannon e Warren Weaver hanno strutturato questo modello sulla base dei seguenti elementi:</p>
<ol type="1">
<li>Una fonte di informazioni, che produce un messaggio.</li>
<li>Un trasmettitore, che codifica il messaggio in segnali.</li>
<li>Un canale, a cui i segnali sono adattati per la trasmissione.</li>
<li>Una sorgente di rumore, che distorce il segnale mentre si propaga attraverso il canale.</li>
<li>Un ricevitore, che &#8216;decodifica&#8217; (ricostruisce) il messaggio dal segnale.</li>
<li>Una destinazione, dove arriva il messaggio.</li>
</ol>
<p>Shannon e Weaver hanno sostenuto che c&#8217;erano tre livelli di problemi per la comunicazione all&#8217;interno di questa teoria.</p>
<ol>
<li>Il problema tecnico: con che precisione può essere trasmesso il messaggio?</li>
<li>Il problema semantico: con che precisione viene trasmesso il significato?</li>
<li>Il problema dell&#8217;efficacia: quanto efficacemente il significato ricevuto influenza il comportamento?</li>
</ol>
<p><a title="Daniel Chandler" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Chandler" target="_blank" rel="noopener">Daniel Chandler </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-27#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener">[27]</a> critica il modello di trasmissione affermando:</p>
<ul>
<li>Presuppone che i comunicatori siano individui isolati.</li>
<li>Nessuna indennità per scopi diversi.</li>
<li>Nessuna tolleranza per diverse interpretazioni.</li>
<li>Nessuna indennità per rapporti di potere ineguali.</li>
<li>Nessuna tolleranza per i contesti situazionali.</li>
</ul>
<p>Nel 1960, David Berlo ha ampliato il modello lineare di comunicazione di Shannon e Weaver (1949) e ha creato il modello di comunicazione SMCR. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-28#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener">[28]</a> Il modello di comunicazione Sender-Message-Channel-Receiver ha separato il modello in parti chiare ed è stato ampliato da altri studiosi.</p>
<p>La comunicazione è solitamente descritta lungo alcune dimensioni principali: messaggio (che tipo di cose vengono comunicate), sorgente/emettitore/mittente/codificatore (da chi), forma (in quale forma), canale (attraverso quale <a title="Media (communication)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Media_(communication)" target="_blank" rel="noopener">mezzo</a> ), destinazione/destinatario/ target/decodificatore (a chi). Wilbur Schram (1954) ha anche indicato che dovremmo anche esaminare l&#8217;impatto che un messaggio ha (sia desiderato che indesiderato) sul target del messaggio. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-29#cite_note-29" target="_blank" rel="noopener">[29]</a> Tra le parti, la comunicazione include atti che conferiscono conoscenze ed esperienze, danno consigli e comandi e pongono domande. Questi atti possono assumere molte forme, in uno dei vari modi di comunicazione. La forma dipende dalle capacità di comunicazione del gruppo. Insieme, contenuto e forma della comunicazione creano <a title="Message" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggi</a> che vengono inviati verso una destinazione. L&#8217;obiettivo può essere se stessi, un&#8217;altra <a title="Interpersonal Communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_Communication" target="_blank" rel="noopener">persona</a> o essere, un&#8217;altra entità (come una società o un gruppo di esseri).</p>
<p>La comunicazione può essere vista come processi di <a title="Information transmission" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information_transmission" target="_blank" rel="noopener">trasmissione</a> di <a title="Information transmission" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information_transmission" target="_blank" rel="noopener">informazioni</a> con tre livelli di regole <a title="Semiotic" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotic" target="_blank" rel="noopener">semiotiche</a> :</p>
<ol type="1">
<li><a title="pragmatica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">Pragmatico</a> (riguarda le relazioni tra segni/espressioni e i loro utenti).</li>
<li><a title="Semantico" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semantic" target="_blank" rel="noopener">Semantico</a> (studio delle relazioni tra segni e simboli e ciò che rappresentano).</li>
<li><a title="Sintattico" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Syntactic" target="_blank" rel="noopener">Sintattica</a> (proprietà formali di segni e simboli).</li>
</ol>
<p>Pertanto, la comunicazione è <a title="Interpersonal relationship" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_relationship" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale in</a> cui almeno due agenti interagenti condividono un insieme comune di segni e un insieme comune di regole <a title="Semiotic" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotic" target="_blank" rel="noopener">semiotiche</a> . Questa regola comunemente accettata in un certo senso ignora l&#8217; <a title="Semiotics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotics" target="_blank" rel="noopener">autocomunicazione</a> , inclusa la <a title="Intrapersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione intrapersonale</a> tramite <a title="Diary" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Diary" target="_blank" rel="noopener">diari</a> o dialogo interno, entrambi fenomeni secondari che hanno seguito l&#8217;acquisizione primaria di competenze comunicative all&#8217;interno delle interazioni sociali.</p>
<p>Alla luce di queste debolezze, Barnlund (2008) ha proposto un modello di comunicazione transazionale. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-30#cite_note-30" target="_blank" rel="noopener">[30]</a> La premessa di base del modello di comunicazione transazionale è che gli individui si impegnano simultaneamente nell&#8217;invio e nella ricezione di messaggi.</p>
<p>In una forma leggermente più complessa, un mittente e un destinatario sono collegati <a title="wikt:reciprocal" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wiktionary.org/wiki/reciprocal" target="_blank" rel="noopener">reciprocamente</a> . Questo secondo atteggiamento di comunicazione, denominato modello costitutivo o visione costruzionista, si concentra sul modo in cui un individuo comunica come fattore determinante del modo in cui il messaggio verrà interpretato. La comunicazione è vista come un canale; un passaggio in cui l&#8217;informazione viaggia da un individuo all&#8217;altro e questa informazione si separa dalla comunicazione stessa. Un particolare esempio di comunicazione è chiamato <a title="Speech act" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Speech_act" target="_blank" rel="noopener">atto linguistico</a> . I filtri personali del mittente ei filtri personali del destinatario possono variare a seconda delle diverse tradizioni regionali, culture o genere; che possono alterare il significato previsto del contenuto del messaggio. In presenza di &#8221; <a title="Noise" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Noise" target="_blank" rel="noopener">rumore di comunicazione</a> &#8221; sul canale di trasmissione (aria, in questo caso), la ricezione e la decodifica del contenuto possono essere difettose e quindi l&#8217;atto linguistico può non ottenere l&#8217;effetto desiderato. Un problema con questo modello di codifica-trasmissione-ricezione-decodifica è che i processi di codifica e decodifica implicano che il mittente e il destinatario possiedano ciascuno qualcosa che funziona come un <a title="Codebook" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Codebook" target="_blank" rel="noopener">libro dei codici</a> e che questi due libri dei codici sono, come minimo, simili se non identico. Sebbene qualcosa come i libri di codice sia implicito nel modello, non sono rappresentati da nessuna parte nel modello, il che crea molte difficoltà concettuali.</p>
<p>Le teorie della <a title="Coregulation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Coregulation" target="_blank" rel="noopener">coregolamentazione</a> descrivono la comunicazione come un processo continuo creativo e dinamico, piuttosto che un discreto scambio di informazioni. Lo studioso di media canadese <a title="Harold Innis" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Harold_Innis" target="_blank" rel="noopener">Harold Innis</a> aveva la teoria che le persone usano diversi tipi di media per comunicare e quale scelgono di usare offrirà diverse possibilità per la forma e la durata della società. Il suo famoso esempio di questo è usare l&#8217; <a title="Ancient Egypt" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Ancient_Egypt" target="_blank" rel="noopener">antico Egitto</a> e osservare i modi in cui si costruivano da supporti con proprietà molto diverse pietra e papiro. Papyrus è quello che ha chiamato &#8216; <a title="General semantics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/General_semantics" target="_blank" rel="noopener">Space Binding</a> &#8216;. ha reso possibile la trasmissione di ordini scritti attraverso lo spazio, gli imperi e consente lo svolgimento di campagne militari lontane e l&#8217;amministrazione coloniale. L&#8217;altro è la pietra e &#8216; <a title="General semantics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/General_semantics" target="_blank" rel="noopener">Time Binding</a> &#8216;, attraverso la costruzione di templi e le piramidi possono sostenere la loro autorità di generazione in generazione, attraverso questi media possono cambiare e modellare la comunicazione nella loro società. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-Wark1997-31#cite_note-Wark1997-31" target="_blank" rel="noopener">[31]</a> [ <a title="Wikipedia:Citing sources" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener">pagina </a><a title="Wikipedia:Citing sources" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener">necessaria</a> ]    <a title="Wikipedia: Citare le fonti" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"> </a>   <a title="Wikipedia: Citare le fonti" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"> </a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Come disciplina accademica con distinti campi di studio</h2>
<p>Articolo principale: <a title="Communication studies" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">studi di comunicazione</a></p>
<p>La disciplina accademica che si occupa dei processi di comunicazione umana sono gli studi sulla comunicazione. La disciplina comprende una vasta gamma di argomenti, dalla conversazione faccia a faccia ai mass media come le trasmissioni televisive. Gli studi sulla comunicazione esaminano anche come i messaggi vengono interpretati attraverso le dimensioni politica, culturale, economica, semiotica, ermeneutica e sociale dei loro contesti. <a title="Statistics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Statistics" target="_blank" rel="noopener">La statistica</a> , come approccio quantitativo alla scienza della comunicazione, è stata incorporata anche nella ricerca sulla scienza della comunicazione per aiutare a sostenere le affermazioni. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-32#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener">[32]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione organizzativa</h2>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Articolo principale: <a title="Business communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Business_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale</a></h2>
<p>La comunicazione aziendale viene utilizzata per un&#8217;ampia varietà di attività tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: pianificazione strategica delle comunicazioni, relazioni con i media, comunicazioni interne, <a title="Public relations" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Public_relations" target="_blank" rel="noopener">pubbliche relazioni</a> (che possono includere social media, comunicazioni radiotelevisive e scritte e altro), gestione del marchio, <a title="Reputation management" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Reputation_management" target="_blank" rel="noopener">gestione della reputazione</a> , scrittura di discorsi, relazioni cliente-cliente e comunicazioni interne/dipendenti.</p>
<p>Le aziende con risorse limitate possono scegliere di impegnarsi solo in alcune di queste attività, mentre le organizzazioni più grandi possono impiegare uno spettro completo di comunicazioni. Poiché è relativamente difficile sviluppare una gamma così ampia di competenze, i professionisti della comunicazione spesso si specializzano in una o due di queste aree, ma di solito hanno almeno una conoscenza pratica della maggior parte di esse. Di gran lunga, le qualifiche più importanti che i professionisti della comunicazione devono possedere sono un&#8217;eccellente capacità di scrittura, buone capacità di &#8220;persone&#8221; e la capacità di pensare in modo critico e strategico.</p>
<p>La comunicazione aziendale potrebbe anche riferirsi allo stile di comunicazione all&#8217;interno di una determinata entità aziendale (es. stili di conversazione e-mail o stili di comunicazione interna).</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione politica</h2>
<p>La comunicazione è uno degli strumenti più rilevanti nelle strategie politiche, comprese la persuasione e la <a title="Propaganda" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Propaganda" target="_blank" rel="noopener">propaganda</a> . Nella ricerca <a title="Mass media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">sui mass media</a> e nella ricerca sui <a title="Mass media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">media</a> online, lo sforzo dello stratega è quello di ottenere una decodifica precisa, evitando la &#8220;reattanza al messaggio&#8221;, cioè il rifiuto del messaggio. La reazione a un messaggio è riferita anche in termini di approccio a un messaggio, come segue:</p>
<ul type="disc">
<li>Nella &#8220;lettura radicale&#8221; il pubblico rifiuta i significati, i valori e i punti di vista incorporati nel testo dai suoi creatori. Effetto: rifiuto del messaggio.</li>
<li>Nella &#8220;lettura dominante&#8221;, il pubblico accetta i significati, i valori e i punti di vista incorporati nel testo dai suoi creatori. Effetto: accettazione del messaggio.</li>
<li>Nella &#8220;lettura subordinata&#8221; il pubblico accetta, nel complesso, i significati, i valori e la visione del mondo incorporati nel testo dai suoi creatori. Effetto: obbedire al messaggio. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-33#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener">[33]</a></li>
</ul>
<p>Gli approcci olistici sono utilizzati dai leader delle campagne di comunicazione e dagli strateghi della comunicazione al fine di esaminare tutte le opzioni, gli &#8220;attori&#8221; e i canali che possono generare cambiamento nel panorama <a title="Semiotic" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotic" target="_blank" rel="noopener">semiotico</a> , ovvero cambiamento nelle <a title="Perceptions" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Perceptions" target="_blank" rel="noopener">percezioni</a> , cambiamento nella <a title="Credibility" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Credibility" target="_blank" rel="noopener">credibilità</a> , cambiamento nello &#8221; sfondo <a title="Memetic" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Memetic" target="_blank" rel="noopener">memetico</a> &#8221; . &#8220;, cambiamento nell&#8217;immagine dei movimenti, dei candidati, dei giocatori e dei dirigenti così come percepita dai key influencer che possono avere un ruolo nel generare il desiderato &#8220;end-state&#8221;.</p>
<p>Il moderno campo della comunicazione politica è fortemente influenzato dalla struttura e dalle pratiche delle dottrine delle &#8220;operazioni di informazione&#8221; che derivano la loro natura dagli studi strategici e militari. Secondo questa visione, ciò che è veramente rilevante è il concetto di agire sull&#8217;Ambiente Informativo. L&#8217;ambiente delle informazioni è l&#8217;insieme di individui, organizzazioni e sistemi che raccolgono, elaborano, diffondono o agiscono sulle informazioni. Questo ambiente è costituito da tre dimensioni interconnesse, che interagiscono continuamente con individui, organizzazioni e sistemi. Queste dimensioni sono note come fisica, informativa e cognitiva. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-34#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener">[34]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione interpersonale</h2>
<p>Articolo principale: <a title="Interpersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione interpersonale</a></p>
<p>In parole <a title="Interpersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">povere</a> , <a title="Interpersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione interpersonale</a> è la comunicazione tra una persona e un&#8217;altra (o altre). Viene spesso definita comunicazione faccia a faccia tra due (o più) persone. Sia la comunicazione verbale che quella non verbale, o <a title="Body language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo</a> , giocano un ruolo nel modo in cui una persona ne comprende un&#8217;altra e si attribuiscono alle proprie <a title="Soft skills" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">competenze trasversali</a> . Nella comunicazione interpersonale verbale ci sono due tipi di messaggi inviati: un messaggio di contenuto e un messaggio relazionale. I messaggi di contenuto sono messaggi sull&#8217;argomento in questione e i messaggi relazionali sono messaggi sulla relazione stessa. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-:0-35#cite_note-:0-35" target="_blank" rel="noopener">[35]</a> Ciò significa che i messaggi relazionali si manifestano nel modo in cui si dice qualcosa e dimostrano i sentimenti di una persona, positivi o negativi, nei confronti dell&#8217;individuo con cui si sta parlando, indicando non solo come si sentono riguardo all&#8217;argomento in questione, ma anche come si sentono sulla loro relazione con l&#8217;altro individuo. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-:0-35#cite_note-:0-35" target="_blank" rel="noopener">[35]</a></p>
<p>Ci sono molti aspetti diversi della <a title="Interpersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione interpersonale,</a> tra cui:</p>
<ul type="disc">
<li>Percezione audiovisiva dei problemi di comunicazione. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-36#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener">[36]</a> Il concetto segue l&#8217;idea che le nostre parole cambiano la forma che assumono in base al livello di stress o all&#8217;urgenza della situazione. Esplora anche il concetto che la balbuzie durante il discorso mostra al pubblico che c&#8217;è un problema o che la situazione è più stressante.</li>
<li>La teoria dell&#8217;attaccamento <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-37#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener">[37]</a> Questo è il lavoro combinato di John Bowlby e Mary Ainsworth (Ainsworth &amp; Bowlby, 1991). Questa teoria segue le relazioni che si costruiscono tra una madre e un bambino e l&#8217;impatto che ha sulle loro relazioni con gli altri.</li>
<li>Intelligenza emotiva e fattori scatenanti. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-38#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener">[38]</a> L&#8217;intelligenza emotiva si concentra sulla capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri. I trigger emotivi si concentrano su eventi o persone che tendono a scatenare reazioni emotive intense all&#8217;interno degli individui.</li>
<li>Teoria dell&#8217;attribuzione. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-39#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener">[39]</a> Questo è lo studio di come gli individui spiegano cosa causa diversi eventi e comportamenti.</li>
<li>Il potere delle parole (comunicazioni verbali). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-40#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener">[40] La</a> comunicazione verbale si concentra molto sul potere delle parole e su come queste parole vengono dette. Prende in considerazione il tono, il volume e la scelta delle parole.</li>
<li>Comunicazione non verbale. Si concentra molto sull&#8217;ambientazione in cui le parole sono trasmesse, così come sul tono fisico delle parole.</li>
<li>Etica nelle relazioni personali. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-41#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener">[41]</a> Si tratta di uno spazio di responsabilità reciproca tra due individui, si tratta di dare e ricevere in una relazione. Questa teoria è esplorata da Dawn J. Lipthrott nell&#8217;articolo What IS Relationship? Cos&#8217;è la partnership etica?</li>
<li>L&#8217;inganno nella comunicazione. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-42#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener">[42]</a> Questo concetto riguarda il fatto che tutti mentono e come questo possa influire sulle relazioni. Questa teoria è esplorata da James Hearn nel suo articolo Interpersonal Deception Theory: Ten Lessons for Negotiators.</li>
<li>Conflitto nelle coppie. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-43#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener">[43]</a> Questo si concentra sull&#8217;impatto che i social media hanno sulle relazioni, così come su come comunicare attraverso i conflitti. Questa teoria è esplorata da Amanda Lenhart e Maeve Duggan nel loro articolo Couples, the Internet and Social Media.</li>
</ul>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione familiare</h2>
<p>La comunicazione familiare è lo studio della prospettiva della comunicazione in una famiglia ampiamente definita, con intimità e relazione di fiducia. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-44#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener">[44]</a> L&#8217;obiettivo principale della comunicazione familiare è comprendere le interazioni della famiglia e il modello di comportamento dei membri della famiglia in circostanze diverse. Una comunicazione aperta e onesta crea un&#8217;atmosfera che consente ai membri della famiglia di esprimere le proprie differenze, nonché l&#8217;amore e l&#8217;ammirazione reciproci. Aiuta anche a capire i sentimenti gli uni degli altri.</p>
<p>Lo studio sulla comunicazione familiare esamina argomenti come le regole familiari, i ruoli familiari o la dialettica familiare e come questi fattori potrebbero influenzare la comunicazione tra i membri della famiglia. I ricercatori sviluppano teorie per comprendere i comportamenti di comunicazione. Lo studio sulla comunicazione familiare scava anche in profondità in determinati periodi della vita familiare come il matrimonio, la genitorialità o il divorzio e come si pone la comunicazione in quelle situazioni. È importante che i membri della famiglia comprendano la comunicazione come un modo affidabile che porta a una famiglia ben costruita.</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Retorica</h2>
<p>Secondo la studiosa Anne Beaufort, la comunicazione è anche interessata alla retorica come metodo per indagare &#8220;comunicazioni orali e scritte, in particolare per quanto riguarda l&#8217;effetto desiderato su un pubblico, e ultimamente anche con comunicazioni visive&#8221;. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-45#cite_note-45" target="_blank" rel="noopener">[45]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Ostacoli all&#8217;efficacia</h2>
<p>Gli ostacoli a una comunicazione efficace possono ritardare o distorcere il messaggio o l&#8217;intenzione del messaggio trasmesso. Ciò può comportare il fallimento del processo di comunicazione o causare un effetto indesiderato. Questi includono filtraggio, <a title="Selective perception" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Selective_perception" target="_blank" rel="noopener">percezione selettiva</a> , <a title="Information overload" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information_overload" target="_blank" rel="noopener">sovraccarico di informazioni</a> , emozioni, linguaggio, silenzio, <a title="Communication apprehension" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_apprehension" target="_blank" rel="noopener">apprensione per la comunicazione</a> , differenze di genere e <a title="Political correctness" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Political_correctness" target="_blank" rel="noopener">correttezza politica</a> . <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-46#cite_note-46" target="_blank" rel="noopener">[46]</a></p>
<p>Ciò include anche la mancanza di espressione di una comunicazione &#8220;appropriata alla conoscenza&#8221;, che si verifica quando una persona usa parole legali ambigue o complesse, gergo medico o descrizioni di una situazione o di un ambiente che non è compreso dal destinatario.</p>
<ul type="disc">
<li>Barriere fisiche – Le barriere fisiche sono spesso dovute alla natura dell&#8217;ambiente. Un esempio di ciò è la barriera naturale che esiste quando i lavoratori si trovano in edifici diversi o in siti diversi. Allo stesso modo, anche attrezzature scadenti o obsolete, in particolare l&#8217;incapacità della direzione di introdurre nuove tecnologie, possono causare problemi. La carenza di personale è un altro fattore che causa spesso difficoltà di comunicazione per un&#8217;organizzazione.</li>
<li>La progettazione del sistema &#8211; <a title="System design" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/System_design" target="_blank" rel="noopener">la progettazione del sistema</a> guasti si riferiscono a problemi con le strutture o sistemi in atto in un&#8217;organizzazione. Gli esempi potrebbero includere una struttura organizzativa che non è chiara e quindi crea confusione nel sapere con chi comunicare. Altri esempi potrebbero essere sistemi informativi inefficienti o inadeguati, mancanza di supervisione o formazione e mancanza di chiarezza nei ruoli e nelle responsabilità che possono portare il personale ad essere incerto su cosa ci si aspetta da loro.</li>
<li>Barriere attitudinali &#8211; Le barriere attitudinali si verificano a causa di problemi con il personale in un&#8217;organizzazione. Questi possono essere determinati, ad esempio, da fattori quali cattiva gestione, mancanza di consultazione con i dipendenti, conflitti di personalità che possono portare le persone a ritardare o rifiutare di comunicare, atteggiamenti personali dei singoli dipendenti che possono essere dovuti a mancanza di motivazione o insoddisfazione sul lavoro, determinata da una formazione insufficiente per consentire loro di svolgere compiti particolari, o semplicemente resistenza al cambiamento a causa di atteggiamenti e idee radicate. [ <a title="Wikipedia: citazione necessaria" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener">citazione necessaria</a> ]</li>
<li>Ambiguità di parole/frasi – Le parole che suonano allo stesso modo ma hanno un significato diverso possono trasmettere un significato completamente diverso. Quindi il comunicatore deve assicurarsi che il ricevitore riceva lo stesso significato. È meglio evitare tali parole utilizzando alternative quando possibile.</li>
<li>Abilità linguistiche individuali – L&#8217;uso di <a title="Jargon" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Jargon" target="_blank" rel="noopener">gergo</a> , parole difficili o inappropriate nella comunicazione può impedire ai destinatari di comprendere il messaggio. Anche messaggi mal spiegati o fraintesi possono generare confusione. Tuttavia, la ricerca sulla comunicazione ha dimostrato che la confusione può conferire <a title="Legitimation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Legitimation" target="_blank" rel="noopener">legittimità</a> alla ricerca quando la persuasione fallisce. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-47#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener">[47] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-48#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener">[48]</a></li>
<li>Barriere fisiologiche : possono derivare dal disagio personale degli individui, causato, ad esempio, da problemi di salute, problemi di vista o difficoltà uditive.</li>
<li>Bypass – Questo accade quando i comunicatori (il mittente e il destinatario) non attribuiscono gli stessi significati simbolici alle loro parole. È quando il mittente esprime un pensiero o una parola ma il destinatario gli dà un significato diverso. Ad esempio: APPENA POSSIBILE, bagno.</li>
<li>Multitasking tecnologico e capacità di assorbimento – Con un rapido aumento della comunicazione guidata dalla tecnologia negli ultimi decenni, le persone si trovano sempre più ad affrontare una comunicazione condensata sotto forma di e-mail, testo e aggiornamenti social. Ciò ha, a sua volta, portato a un notevole cambiamento nel modo in cui le generazioni più giovani comunicano e percepiscono la propria autoefficacia nel comunicare e connettersi con gli altri. Con la presenza sempre costante di un altro &#8220;mondo&#8221; nelle proprie tasche, gli individui sono multi-tasking sia fisicamente che cognitivamente mentre i ricordi costanti di qualcos&#8217;altro che accade da qualche altra parte li bombardano. Sebbene forse un progresso troppo nuovo per vedere ancora effetti a lungo termine, questa è una nozione attualmente esplorata da personaggi come Sherry Turkle. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-49#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener">[49]</a></li>
<li>Paura di essere criticati – Questo è un fattore importante che impedisce una buona comunicazione. Se esercitiamo semplici pratiche per migliorare la nostra capacità di comunicazione, possiamo diventare comunicatori efficaci. Ad esempio, leggi un articolo dal giornale o raccogli alcune notizie dalla televisione e presentale davanti allo specchio. Questo non solo aumenterà la tua sicurezza, ma migliorerà anche la tua lingua e il tuo vocabolario.</li>
<li>Barriere di genere : la maggior parte dei comunicatori, consapevoli o meno, ha spesso un&#8217;agenda prestabilita. Questo è molto notevole tra i diversi sessi. Ad esempio, molte donne risultano essere più critiche nell&#8217;affrontare i conflitti. È stato anche notato che gli uomini hanno più probabilità delle donne di ritirarsi dal conflitto. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-50#cite_note-50" target="_blank" rel="noopener">[50]</a></li>
</ul>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Rumore</h2>
<p>In qualsiasi modello di comunicazione, il rumore è un&#8217;interferenza con la decodifica dei messaggi inviati sul canale da un codificatore. Ci sono molti esempi di rumore:</p>
<ul type="disc">
<li>Rumore ambientale. Rumore che interrompe fisicamente la comunicazione, come stare in piedi accanto a altoparlanti ad alto volume a una festa o il rumore di un cantiere vicino a un&#8217;aula che rende difficile ascoltare il professore.</li>
<li>Rumore da danno fisiologico. Malattie fisiche che impediscono una comunicazione efficace, come la <a title="Deafness" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Deafness" target="_blank" rel="noopener">sordità</a> o la <a title="Blindness" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Blindness" target="_blank" rel="noopener">cecità che</a> impediscono la ricezione dei messaggi come previsto.</li>
<li>Rumore semantico. Diverse interpretazioni dei significati di alcune parole. Ad esempio, la parola &#8220;erba&#8221; può essere interpretata come una <a title="Weed" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Weed" target="_blank" rel="noopener">pianta indesiderabile in un cortile</a> o come un eufemismo per <a title="Cannabis (drug)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cannabis_(drug)" target="_blank" rel="noopener">marijuana</a> .</li>
<li>Rumore sintattico. Errori grammaticali possono disturbare la comunicazione, come cambiamenti improvvisi del <a title="Grammatical tense" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Grammatical_tense" target="_blank" rel="noopener">tempo verbale</a> durante una frase.</li>
<li>Rumore organizzativo. Una comunicazione mal strutturata può impedire al destinatario un&#8217;interpretazione accurata. Ad esempio, indicazioni poco chiare e mal espresse possono far perdere ancora di più il destinatario.</li>
<li>Rumore culturale. Assunzioni stereotipate possono causare malintesi, come offendere involontariamente una persona non cristiana augurandole un &#8220;Buon Natale&#8221;.</li>
<li>Rumore psicologico. Alcuni atteggiamenti possono anche rendere difficile la comunicazione. Ad esempio, una grande rabbia o tristezza può far perdere la concentrazione sul momento presente. Disturbi come l&#8217; <a title="Autism" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Autism" target="_blank" rel="noopener">autismo</a> possono anche ostacolare gravemente una comunicazione efficace. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-51#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener">[51]</a></li>
</ul>
<p>Per far fronte al rumore della comunicazione, occorre spesso ricorrere alla ridondanza e al riconoscimento. I ringraziamenti sono messaggi del destinatario che informano l&#8217;ordinante che la sua comunicazione è stata ricevuta ed è stata compresa. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-52#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener">[52] La</a> ripetizione del messaggio e il feedback sul messaggio ricevuto sono necessari in presenza di rumore per ridurre la probabilità di fraintendimenti. L&#8217;atto di disambiguazione riguarda il tentativo di ridurre il rumore e le interpretazioni errate, quando il valore semantico o il significato di un segno può essere soggetto a rumore, o in presenza di molteplici significati, il che rende difficile la creazione di senso. La disambiguazione tenta di ridurre la probabilità di fraintendimenti. Questa è anche una competenza fondamentale nei processi di comunicazione attivati ​​da counselor, psicoterapeuti, interpreti, e nelle sessioni di coaching basate sul colloquio. Nell&#8217;Information Technology, anche il processo di disambiguazione e la disambiguazione automatica dei significati di parole e frasi è stato un interesse e una preoccupazione fin dai primi giorni del trattamento informatico del linguaggio. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-53#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener">[53]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Aspetti culturali</h2>
<p>Esistono differenze culturali all&#8217;interno dei paesi (differenze tribali/regionali, dialetti e così via), tra gruppi religiosi e nelle organizzazioni oa livello organizzativo – dove aziende, squadre e unità possono avere aspettative, norme e idioletti diversi. Famiglie e gruppi familiari possono anche sperimentare l&#8217;effetto di barriere culturali alla comunicazione all&#8217;interno e tra diversi membri o gruppi familiari. Ad esempio: parole, colori e simboli hanno significati diversi nelle diverse culture. Nella maggior parte del mondo, annuire con la testa significa essere d&#8217;accordo, scuotere la testa significa &#8220;no&#8221;, ma questo non è vero ovunque. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-54#cite_note-54" target="_blank" rel="noopener">[54]</a></p>
<p>La comunicazione è in larga misura influenzata dalla cultura e <a title="Cultural variations in adoption" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_variations_in_adoption" target="_blank" rel="noopener">dalle variabili culturali</a> . <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-55#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener">[55] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-56#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener">[56] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-57#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener">[57] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-58#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener">[58]</a> Comprendere gli aspetti culturali della comunicazione si riferisce alla conoscenza di culture diverse per comunicare efficacemente con persone interculturali. Gli aspetti culturali della comunicazione sono di grande attualità nel mondo di oggi che è ormai un <a title="Global village (term)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Global_village_(term)" target="_blank" rel="noopener">villaggio globale</a> , grazie alla <a title="Globalisation" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Globalisation" target="_blank" rel="noopener">globalizzazione</a> . Gli aspetti culturali della comunicazione sono le differenze culturali che influenzano la comunicazione transfrontaliera.</p>
<ol type="1">
<li><a title="Comunicazione verbale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione verbale si</a> riferisce a una forma di comunicazione che utilizza parole parlate e scritte per esprimere e trasferire opinioni e idee. Il linguaggio è lo strumento più importante della comunicazione verbale. I paesi hanno <a title="Language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">lingue</a> diverse . La conoscenza delle lingue di diversi paesi può migliorare la comprensione interculturale.</li>
<li><a title="Comunicazione non verbale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione non verbale</a> è un concetto molto ampio e comprende tutte le altre forme di comunicazione che non utilizzano parole scritte o parlate. La comunicazione non verbale assume le seguenti forme:
<ul type="circle">
<li><a title="paralinguistica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Paralinguistics" target="_blank" rel="noopener">La paralinguistica</a> sono gli elementi diversi dal linguaggio in cui la voce è coinvolta nella comunicazione e include <a title="Tone (linguistics)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Tone_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">toni</a> , <a title="Pitch (music)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Pitch_(music)" target="_blank" rel="noopener">tono</a> , segnali vocali ecc. Include anche suoni dalla gola e tutti questi sono fortemente influenzati dalle differenze culturali attraverso i confini.</li>
<li><a title="Prossemica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Proxemics" target="_blank" rel="noopener">La prossemica si</a> occupa del concetto di elemento <a title="Space" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Space" target="_blank" rel="noopener">spaziale</a> nella comunicazione. La prossemica spiega quattro zone di spazi, vale a dire intimo, personale, sociale e pubblico. Questo concetto differisce da cultura a cultura poiché lo spazio consentito varia nei diversi paesi.</li>
<li><a title="artefatti" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Artifactics" target="_blank" rel="noopener">Artifactics</a> studia i <a title="Nonverbal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nonverbal_communication" target="_blank" rel="noopener">segnali</a> o le comunicazioni <a title="Nonverbal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nonverbal_communication" target="_blank" rel="noopener">non verbali</a> che emergono dagli accessori personali come il vestito o gli accessori di moda indossati e varia con la cultura poiché le persone di paesi diversi seguono codici di abbigliamento diversi.</li>
<li><a title="Cronica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Chronemics" target="_blank" rel="noopener">Cronemica si</a> occupa degli aspetti temporali della comunicazione e comprende anche l&#8217;importanza data al tempo. Alcuni problemi che spiegano questo concetto sono le pause, i silenzi e il ritardo di risposta durante <a title="Interaction" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interaction" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;interazione</a> . Questo aspetto della comunicazione è anche influenzato dalle <a title="Cultural difference" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cultural_difference" target="_blank" rel="noopener">differenze culturali</a> in quanto è risaputo che c&#8217;è una grande differenza nel valore dato dalle diverse culture al tempo.</li>
<li><a title="cinesica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Kinesics" target="_blank" rel="noopener">La cinesica</a> si occupa principalmente del <a title="Body language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo</a> come <a title="Neutral spine" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Neutral_spine" target="_blank" rel="noopener">posture</a> , <a title="Gesture" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti</a> , <a title="Head nod" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Head_nod" target="_blank" rel="noopener">cenni di testa</a> , movimenti delle gambe, ecc. In diversi paesi, gli stessi gesti e posture vengono utilizzati per trasmettere messaggi diversi. A volte anche una particolare cinesica che indica qualcosa di buono in un paese può avere un significato negativo in un&#8217;altra cultura.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Quindi per avere una comunicazione efficace in tutto il mondo è desiderabile avere una conoscenza delle variabili culturali che influenzano la comunicazione.</p>
<p>Secondo Michael Walsh e <a title="Ghil&#039;ad Zuckermann" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Ghil%2527ad_Zuckermann" target="_blank" rel="noopener">Ghil&#8217;ad Zuckermann</a> , l&#8217;interazione conversazionale occidentale è tipicamente &#8220;diadica&#8221;, tra due persone particolari, dove il contatto visivo è importante e l&#8217;oratore controlla l&#8217;interazione; e &#8220;contenuto&#8221; in un arco di tempo relativamente breve e definito. Tuttavia, l&#8217;interazione conversazionale tradizionale aborigena è &#8220;comune&#8221;, trasmessa a molte persone, il contatto visivo non è importante, l&#8217;ascoltatore controlla l&#8217;interazione; e &#8220;continuo&#8221;, spalmato su un arco di tempo più lungo e indefinito. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-Engaging-59#cite_note-Engaging-59" target="_blank" rel="noopener">[59] </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_note-60#cite_note-60" target="_blank" rel="noopener">[60]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; non umano</h2>
<p>Vedi anche: <a title="Biocommunication (science)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener">Biocomunicazione (scienza)</a> , <a title="Interspecies communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interspecies_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interspecie</a> e <a title="Biosemiotics" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">Biosemiotica</a></p>
<p>Ogni <a title="Information exchange" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information_exchange" target="_blank" rel="noopener">scambio di informazioni</a> tra organismi viventi, cioè la trasmissione di <a title="Signalling theory" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Signalling_theory" target="_blank" rel="noopener">segnali</a> che coinvolgono un mittente e un destinatario viventi <a title="Receiver (information theory)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Receiver_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">,</a> può essere considerata una forma di comunicazione; e persino creature primitive come i coralli sono competenti per comunicare. La comunicazione non umana include anche <a title="Cell signaling" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cell_signaling" target="_blank" rel="noopener">la segnalazione </a><a title="Cellular communication (biology)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cellular_communication_(biology)" target="_blank" rel="noopener">cellulare</a> , <a title="Cellular communication (biology)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cellular_communication_(biology)" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione cellulare</a> e le trasmissioni chimiche tra organismi primitivi come i <a title="Bacteria" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Bacteria" target="_blank" rel="noopener">batteri</a> e all&#8217;interno dei regni <a title="Plant" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Plant" target="_blank" rel="noopener">vegetali</a> e <a title="Fungi" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Fungi" target="_blank" rel="noopener">fungini</a> .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guarda anche</p>
<ul type="disc">
<li><a title="Comunicazione aumentativa e alternativa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Augmentative_and_alternative_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aumentativa e alternativa</a></li>
<li><a title="Comunicazione senza pregiudizi" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Bias-free_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione senza pregiudizi</a></li>
<li><a title="Diritti di comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti di comunicazione</a></li>
<li><a title="Contesto come altre menti" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Context_as_Other_Minds" target="_blank" rel="noopener">Contesto come altre menti</a></li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a></li>
<li><a title="Trasmissione dati" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Data_transmission" target="_blank" rel="noopener">Trasmissione dati</a></li>
<li><a title="Rilevamento e correzione degli errori" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Error_detection_and_correction" target="_blank" rel="noopener">Rilevamento e correzione degli errori</a></li>
<li><a title="Comunicazione umana" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione umana</a></li>
<li><a title="Ingegneria dell&#039;informazione (campo)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information_engineering_(field)" target="_blank" rel="noopener">Ingegneria dell&#8217;informazione</a></li>
<li><a title="Inter mirifica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Inter_mirifica" target="_blank" rel="noopener">Inter mirifica</a></li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a></li>
<li><a title="Ishin-denshin" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener">Ishin-denshin</a></li>
<li><a title="Dinamiche di gruppo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Group_dynamics" target="_blank" rel="noopener">Dinamiche di gruppo</a></li>
<li><a title="Lingua" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">Lingua</a></li>
<li><a title="Comunicazione di massa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di massa</a></li>
<li><a title="Comunicazioni proattive" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Proactive_communications" target="_blank" rel="noopener">Comunicazioni proattive</a></li>
<li><a title="Sistema di segnaletica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">Sistema di segnaletica</a></li>
<li><a title="Segnale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Signal" target="_blank" rel="noopener">Segnale</a></li>
<li><a title="chiacchiere" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Small_talk" target="_blank" rel="noopener">chiacchiere</a></li>
<li><a title="A PROPOSITO DI" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/SPEAKING" target="_blank" rel="noopener">A PROPOSITO DI</a></li>
<li><a title="Telepatia" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Telepathy" target="_blank" rel="noopener">Telepatia</a></li>
<li><a title="Comprensione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Understanding" target="_blank" rel="noopener">Comprensione</a></li>
</ul>
<p>Riferimenti [ <a title="Modifica la sezione: Riferimenti" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/w/index.php%3Ftitle%3DCommunication%26action%3Dedit%26section%3D19" target="_blank" rel="noopener">modifica</a> ]</p>
<ol type="1">
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-1#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener">^</a> Cobley, Paul (2008-06-05), <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/9781405186407.wbiecc071" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Communication: Definitions and Concepts&#8221;</a> , in Donsbach, Wolfgang (ed.), The International Encyclopedia of Communication, Chichester, UK: John Wiley &amp; Sons, Ltd, pp. wbiecc071, <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1002%252F9781405186407.wbiecc071" target="_blank" rel="noopener">10.1002/9781405186407.wbiecc071</a> , <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-1-4051-8640-7" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4051-8640-7" target="_blank" rel="noopener">978-1-4051-8640-7</a> , recuperato 20/07/2021</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-2#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener">^</a> Harper, Douglas. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.etymonline.com/%3Fterm%3Dcommunication" target="_blank" rel="noopener">&#8220;comunicazione&#8221;</a> . <a title="Online Etymology Dictionary" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Online_Etymology_Dictionary" target="_blank" rel="noopener">Dizionario di etimologia in linea</a> . Estratto il 23/06/2013.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-3#cite_ref-3" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://2012books.lardbucket.org/books/an-introduction-to-group-communication/s03-02-what-is-communication.html%23:~:text%3DDefining%2520Communication,(1967).%26text%3DCommunicationThe%2520process%2520of%2520understanding,of%2520understanding%2520and%2520sharing%2520meaning.#:~:text=Defining%20Communication,(1967).&amp;text=CommunicationThe%20process%20of%20understanding,of%20understanding%20and%20sharing%20meaning." target="_blank" rel="noopener">&#8220;Cos&#8217;è la comunicazione?&#8221; </a>. 2012books.lardbucket.org. Estratto il 23/03/2021.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-4#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener">^</a> Peters, John Durham (1999). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/oclc/40452957" target="_blank" rel="noopener">Parlare nell&#8217;aria </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/oclc/40452957" target="_blank" rel="noopener">: una storia dell&#8217;idea di comunicazione</a> . Chicago: University of Chicago Press. P. 2. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/0-226-66276-4" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-226-66276-4" target="_blank" rel="noopener">0-226-66276-4</a> . <a title="OCLC (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">OCLC </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/oclc/40452957" target="_blank" rel="noopener">40452957</a> .  <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/oclc/40452957" target="_blank" rel="noopener"> </a></li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-5#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener">^</a> Danza, Frank EX (1970-06-01). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://academic.oup.com/joc/article/20/2/201-210/4560917" target="_blank" rel="noopener">“Il “Concetto” di Comunicazione”</a> . Giornale di comunicazione. 20 (2): 201-210. <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1111%252Fj.1460-2466.1970.tb00877.x" target="_blank" rel="noopener">10.1111/j.1460-2466.1970.tb00877.x</a> . <a title="ISSN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISSN </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/issn/0021-9916" target="_blank" rel="noopener">0021-9916</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-6#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener">^</a> Craig, Robert T. (1999). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://academic.oup.com/ct/article/9/2/119-161/4201776" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Teoria della comunicazione come campo&#8221;</a> . Teoria della comunicazione. 9 (2): 119-161. <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1111%252Fj.1468-2885.1999.tb00355.x" target="_blank" rel="noopener">10.1111/j.1468-2885.1999.tb00355.x</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-7#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener">^</a> Littlejohn, Stefano; Foss, Karen (2009), <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://sk.sagepub.com/reference/communicationtheory/n108.xml" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Definizioni di comunicazione&#8221;</a> , Encyclopedia of Communication Theory, Thousand Oaks: SAGE Publications, Inc., pp. 296-299, <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.4135%252F9781412959384" target="_blank" rel="noopener">10.4135/9781412959384</a> , <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/9781412959377" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781412959377" target="_blank" rel="noopener">9781412959377</a> , recuperato 20/07/2021</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-8#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener">^</a> Miller, Gerald R. (1966-06-01). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1111/j.1460-2466.1966.tb00020.x" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Sulla definizione della comunicazione: un&#8217;altra pugnalata&#8221;</a> . Giornale di comunicazione. 16 (2): 88-98. <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1111%252Fj.1460-2466.1966.tb00020.x" target="_blank" rel="noopener">10.1111/j.1460-2466.1966.tb00020.x</a> . <a title="ISSN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISSN </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/issn/0021-9916" target="_blank" rel="noopener">0021-9916</a> . <a title="PMID (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/5941548" target="_blank" rel="noopener">5941548</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-9#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener">^</a> Peters, John Durham (1986). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://journals.sagepub.com/doi/10.1177/009365086013004002" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Fonti istituzionali di povertà intellettuale nella ricerca sulla comunicazione&#8221;</a> . Ricerca sulla comunicazione. 13 (4): 527-559. <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1177%252F009365086013004002" target="_blank" rel="noopener">10.1177/009365086013004002</a> . <a title="ISSN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISSN </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/issn/0093-6502" target="_blank" rel="noopener">0093-6502</a> . <a title="S2CID (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">S2CID </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://api.semanticscholar.org/CorpusID:145639228" target="_blank" rel="noopener">145639228</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-10#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener">^</a> Fiske, John (1982): Introduzione agli studi sulla comunicazione . Londra: Routledge</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-11#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener">^</a> Chandler, Daniel (18 settembre 1995). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://visual-memory.co.uk/daniel/Documents/short/trans.html%3FLMCL%3DxbWw8Z%26LMCL%3DRcvMrF" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Il modello di trasmissione della comunicazione&#8221;</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-12#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener">^</a> Shannon, Claude E. &amp; Warren Weaver (1949). Un modello matematico di comunicazione . Urbana, IL: University of Illinois Press</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-13#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener">^</a> Reddy, Michael J. (1979). &#8220;La metafora del condotto: un caso di conflitto di frame nella nostra lingua sul linguaggio&#8221;. In Metafora e pensiero, Andrew Ortony, ed. Cambridge UP: 284-324.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-14#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener">^</a> Cooper, Marilyn M. (2019). L&#8217;animale che scrive. Pittsburgh: University of Pittsburgh Press. pp. 127-156. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-0-8229-6579-4" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-8229-6579-4" target="_blank" rel="noopener">978-0-8229-6579-4</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-15#cite_ref-15" target="_blank" rel="noopener">^</a> Rommetveit, Ragnar (1974). Sulla struttura del messaggio: un quadro per lo studio del linguaggio e della comunicazione. Londra: John Wiley &amp; Figli. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/0-471-73295-8" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0-471-73295-8" target="_blank" rel="noopener">0-471-73295-8</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-16#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener">^</a> Witte, Stephen P. (1992). &#8220;Contesto, testo, intertesto: verso una semiotica costruttivista della scrittura&#8221;. Comunicazione scritta. 9 (2): 237-308. <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1177%252F0741088392009002003" target="_blank" rel="noopener">10.1177/0741088392009002003</a> . <a title="S2CID (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">S2CID </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://api.semanticscholar.org/CorpusID:143717668" target="_blank" rel="noopener">143717668</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-17#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.simplybodylanguage.com/types-of-body-language.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Tipi di linguaggio del corpo&#8221;</a> . Simplybodylanguage.com. Estratto 08/02/2016.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-18#cite_ref-18" target="_blank" rel="noopener">^</a> Wazlawick, Paul (1970) opera</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-19#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener">^</a> (Burgoon, J., Guerrero, L., Floyd, K., (2010). Comunicazione non verbale, Taylor &amp; Francis. p. 3 )</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-20#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener">^</a> Martin-Rubió, Xavier (2018-09-30). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3DSupwDwAAQBAJ%26pg%3DPA9" target="_blank" rel="noopener">Contestualizzare l&#8217;inglese come lingua franca: dai dati agli approfondimenti</a> . Editoria degli studiosi di Cambridge. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-1-5275-1696-0" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-5275-1696-0" target="_blank" rel="noopener">978-1-5275-1696-0</a> .</li>
<li>^ <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Burgoon_et_al.,_p._4_21-0#cite_ref-Burgoon_et_al.,_p._4_21-0" target="_blank" rel="noopener">Salta a: </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Burgoon_et_al.,_p._4_21-0#cite_ref-Burgoon_et_al.,_p._4_21-0" target="_blank" rel="noopener">a </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Burgoon_et_al.,_p._4_21-1#cite_ref-Burgoon_et_al.,_p._4_21-1" target="_blank" rel="noopener">b</a> (Burgoon et al., p. 4)</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-22#cite_ref-22" target="_blank" rel="noopener">^</a> Ferguson, Sherry Devereaux; Lennox-Terrion, Jenepher; Ahmed, Rukhsana; Jaya, Peruvemba (2014). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3DHZFXngEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione nella vita quotidiana: contesti personali e professionali</a> . Canada: <a title="Oxford University Press" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_University_Press" target="_blank" rel="noopener">Pressa dell&#8217;università di Oxford</a> . P. 464. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/9780195449280" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780195449280" target="_blank" rel="noopener">9780195449280</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-23#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener">^</a> Xin Li. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://archive.today/20130815234045/http:/www.csee.wvu.edu/~xinl/complexity.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Teoria della complessità: il Santo Graal del 21° secolo&#8221;</a> . Dipartimento di corsia del CSEE, West Virginia University. Archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.csee.wvu.edu/~xinl/complexity.html" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> il 15/08/2013.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-24#cite_ref-24" target="_blank" rel="noopener">^</a> Bateson, Gregory (1960). Passi per un&#8217;ecologia della mente .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-25#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener">^</a> &#8220;comunicazione&#8221;. L&#8217;ufficio del sovrintendente alla Pubblica Istruzione. Washington. Mancante o vuoto |url= ( <a title="Help:CS1 errors" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Help:CS1_errors%23cite_web_url#cite_web_url" target="_blank" rel="noopener">aiuto</a> )</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-26#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener">^</a> Shannon, CE, &amp; Weaver, W. (1949). La teoria matematica della comunicazione . Urbana, Illinois: <a title="University of Illinois Press" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/University_of_Illinois_Press" target="_blank" rel="noopener">University of Illinois Press</a></li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-27#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a title="Daniel Chandler" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Chandler" target="_blank" rel="noopener">Daniel Chandler</a> , &#8220;The Transmission Model of Communication&#8221;, <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.aber.ac.uk/media/Documents/short/trans.html" target="_blank" rel="noopener">Aber.ac.uk </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20100106130649/http:/www.aber.ac.uk/media/Documents/short/trans.html" target="_blank" rel="noopener">Archiviato</a> il 6 gennaio 2010 in Internet <a title="Wayback Machine" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Archive.</a></li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-28#cite_ref-28" target="_blank" rel="noopener">^</a> Berlo, DK (1960). Il processo di comunicazione . New York: Holt, Rinehart e Winston.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-29#cite_ref-29" target="_blank" rel="noopener">^</a> Schramm, W. (1954). Come funziona la comunicazione. In W. Schramm (a cura di), Il processo e gli effetti della comunicazione (pp. 3-26). Urbana, Illinois: University of Illinois Press.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-30#cite_ref-30" target="_blank" rel="noopener">^</a> Barnlund, DC (2008). Un modello di comunicazione transazionale. In. CD Mortensen (a cura di), Teoria della comunicazione (2a ed., pp. 47-57). New Brunswick, New Jersey: transazione.</li>
<li>^ <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Wark1997_31-0#cite_ref-Wark1997_31-0" target="_blank" rel="noopener">Salta a: </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Wark1997_31-0#cite_ref-Wark1997_31-0" target="_blank" rel="noopener">a </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Wark1997_31-1#cite_ref-Wark1997_31-1" target="_blank" rel="noopener">b</a> Wark, McKenzie (1997). La Repubblica Virtuale. Allen &amp; Unwin, St Leonards.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-32#cite_ref-32" target="_blank" rel="noopener">^</a> Hayes, Andrew F. (31 maggio 2005). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3DYQ5Yb3z5H1UC" target="_blank" rel="noopener">Metodi statistici per la scienza della comunicazione</a> . <a title="Taylor &amp; Francis" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Taylor_%2526_Francis" target="_blank" rel="noopener">Taylor &amp; Francesco</a> . pp. 8-9. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/9781410613707" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781410613707" target="_blank" rel="noopener">9781410613707</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-33#cite_ref-33" target="_blank" rel="noopener">^</a> Danesi, Marcel (2009), Dizionario dei media e delle comunicazioni. MESharpe, Armonk, New York.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-34#cite_ref-34" target="_blank" rel="noopener">Salta su^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20170504054720/http:/www.dtic.mil/doctrine/new_pubs/jp3_13.pdf" target="_blank" rel="noopener">“Chairman of the Joint Chiefs of Staff, US Army (2012). Operazioni di informazione. Pubblicazione congiunta 3-13. Joint Doctrine Support Division, 116 Lake View Parkway, Suffolk, VA”</a> (PDF) . Dtic.mil. Archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.dtic.mil/doctrine/new_pubs/jp3_13.pdf" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> (PDF) il 04/05/2017. Estratto il 01/05/2017.</li>
<li>^ <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-:0_35-0#cite_ref-:0_35-0" target="_blank" rel="noopener">Salta a: </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-:0_35-0#cite_ref-:0_35-0" target="_blank" rel="noopener">a </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-:0_35-1#cite_ref-:0_35-1" target="_blank" rel="noopener">b</a> Trenholm, Sarah; Jensen, Arthur (2013). Comunicazione interpersonale settima edizione. New York: Oxford University Press. pp. 360-361.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-36#cite_ref-36" target="_blank" rel="noopener">^</a> Barkhuysen, P., Krahmer, E., Swerts, M., (2004) Percezione audiovisiva dei problemi di comunicazione, Archivio ISCA <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.isca-speech.org/archive" target="_blank" rel="noopener">http://www.isca-speech.org/archive</a></li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-37#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener">^</a> Bretherton, I., (1992) Le origini della teoria dell&#8217;attaccamento: John Bowlby e Mary Ainsworth, Psicologia dello sviluppo, 28, 759-775</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-38#cite_ref-38" target="_blank" rel="noopener">^</a> Mazza, J., Trigger emotivi, MABC, CPC</li>
<li>Salta su <a title="Jump up" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-39#cite_ref-39" target="_blank" rel="noopener">^</a> Bertram, M., (2004) Come la mente spiega il comportamento: spiegazioni popolari, significato e interazione sociale , MIT Press, <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-0-262-13445-3" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-262-13445-3" target="_blank" rel="noopener">978-0-262-13445-3</a></li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-40#cite_ref-40" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://2012books.lardbucket.org/books/a-primer-on-communication-studies/s05-listening.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Ascolto&#8221;</a> . 2012books.lardbucket.org. Estratto il 01/05/2017.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-41#cite_ref-41" target="_blank" rel="noopener">^</a> Lipthrott, D., Che cos&#8217;è la relazione? Cos&#8217;è la partnership etica?</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-42#cite_ref-42" target="_blank" rel="noopener">^</a> Hearn, J., (2006) Teoria dell&#8217;inganno interpersonale: dieci lezioni per i negoziatori</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-43#cite_ref-43" target="_blank" rel="noopener">^</a> Lenhart, A., Duggan, M., (2014) Coppie, Internet e social media</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-44#cite_ref-44" target="_blank" rel="noopener">^</a> Turner, LH, &amp; West, RL (2013). Prospettive sulla comunicazione familiare . Boston: McGraw-Hill.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-45#cite_ref-45" target="_blank" rel="noopener">^</a> Beaufort, Anna. &#8220;Studi retorici, comunicazioni e studi sulla composizione: comunità discorsive disparate o sovrapposte&#8221;. I regni della retorica .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-46#cite_ref-46" target="_blank" rel="noopener">^</a> Robbins, S., Judge, T., Millett, B., &amp; Boyle, M. (2011). Comportamento organizzativo. 6a ed. Pearson, French&#8217;s Forest, NSW, pp. 315-317.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-47#cite_ref-47" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.pmhut.com/what-should-be-included-in-a-project-plan" target="_blank" rel="noopener">Cosa dovrebbe essere incluso in un piano di progetto</a> . Estratto il 18 dicembre 2009</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-48#cite_ref-48" target="_blank" rel="noopener">^</a> J. Scott Armstrong (1980). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20130828171508/http:/qbox.wharton.upenn.edu/documents/mktg/research/Bafflegab%2520Pays.pdf" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Bafflegab paga&#8221;</a> (PDF) . Psychology Today: 12. Archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://qbox.wharton.upenn.edu/documents/mktg/research/Bafflegab%2520Pays.pdf" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> (PDF) il 28-08-2013.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-49#cite_ref-49" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://collegian.tccd.edu/%3Fp%3D3851" target="_blank" rel="noopener">&#8220;La tecnologia a volte può ostacolare la comunicazione, osservano i membri dello staff di TR &#8211; The Collegian&#8221;</a> . Il Collegiano. 2012-10-09. Estratto l&#8217;11/ 01/2016.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-50#cite_ref-50" target="_blank" rel="noopener">^</a> Bailey, Sandra (2009). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20171215110917/http:/store.msuextension.org/publications/HomeHealthandFamily/MT200917HR.pdf" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Le relazioni di coppia: comunicazione e risoluzione dei conflitti&#8221;</a> (PDF) . Estensione MSU. 17 : 2. Archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://store.msuextension.org/publications/HomeHealthandFamily/MT200917HR.pdf" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> (PDF) il 15/12/2017. Estratto il 05/12/2016 &#8211; tramite le biblioteche della George Mason University.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-51#cite_ref-51" target="_blank" rel="noopener">^</a> Roy M. Berko, et al., Comunicare. 11a ed. (Boston, MA: Pearson Education, Inc., 2010) 9-12</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-52#cite_ref-52" target="_blank" rel="noopener">^</a> Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, Agenzia di standardizzazione della NATO AAP-6 – Glossario di termini e definizioni, p. 43.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-53#cite_ref-53" target="_blank" rel="noopener">^</a> Nancy Ide, Jean Véronis. &#8220;Disambiguazione del senso delle parole: lo stato dell&#8217;arte&#8221;, Linguistica computazionale, 24 (1), 1998, pp. 1-40.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-54#cite_ref-54" target="_blank" rel="noopener">^</a> Nageshwar Rao, Rajendra P. Das, Abilità comunicative, Himalaya Publishing House, 9789350516669, p. 48</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-55#cite_ref-55" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20130718080147/http:/expertscolumn.com/content/communication-and-cognitive-components-culture" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Copia archiviata&#8221;</a> . Archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://expertscolumn.com/content/communication-and-cognitive-components-culture" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> il 18/07/2013. Estratto il 29/09/2012.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-56#cite_ref-56" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.beyondintractability.org/bi-essay/cross-cultural-communication" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Collegamento errato a Beyond Intrattabilità Saggio&#8221;</a> . Oltre l&#8217;intrattabilità. 2017-04-18. Estratto il 01/05/2017.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-57#cite_ref-57" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.studymode.com/essays/Important-Components-Of-Cross-Cultural-Communication-595745.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Componenti importanti del saggio sulla comunicazione interculturale&#8221;</a> . Studymode.com. Estratto il 01/05/2017.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-58#cite_ref-58" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20170514134110/http:/www.ijdesign.org/ojs/index.php/IJDesign/article/view/313/155" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Formato documento portatile (PDF)&#8221;</a> . Ijdesign.org. Archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.ijdesign.org/ojs/index.php/IJDesign/article/view/313/155" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> il 14/05/2017. Estratto il 01/05/2017.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-Engaging_59-0#cite_ref-Engaging_59-0" target="_blank" rel="noopener">^ </a><a title="Ghil&#039;ad Zuckermann" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Ghil%2527ad_Zuckermann" target="_blank" rel="noopener">Zuckermann, Ghil&#8217;ad</a> ; et al. (2015), <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://web.archive.org/web/20160330114112/http:/arts.adelaide.edu.au/linguistics/guide.pdf" target="_blank" rel="noopener">Coinvolgente &#8211; Una guida per interagire con rispetto e reciprocità con gli aborigeni e gli abitanti delle isole dello Stretto di Torres, e le loro pratiche artistiche e proprietà intellettuale</a> (PDF) , governo australiano: supporto alla cultura indigena, p. 12, archiviato <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://arts.adelaide.edu.au/linguistics/guide.pdf" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;originale</a> (PDF) il 30 marzo 2016, recuperato il 25 giugno 2016</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-60#cite_ref-60" target="_blank" rel="noopener">^</a> Walsh, Michael (1997), <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://digitalcollections.anu.edu.au/handle/1885/47329" target="_blank" rel="noopener">Problemi di comunicazione interculturale nell&#8217;Australia aborigena</a> , Australian National University, North Australia Research Unit, pp. 7-9, <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/9780731528745" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780731528745" target="_blank" rel="noopener">9.780.731528745</a> , <a title="Special:BookSources/9780731528745" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780731528745" target="_blank" rel="noopener">consultato il</a> 25 giugno 2016</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-61#cite_ref-61" target="_blank" rel="noopener">^</a> Baluska, F.; Marco, Stefano; Volkmann, Dieter (2006). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3DIH9N4SKWTokC%26pg%3DPA19" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione nelle piante: aspetti neuronali della vita vegetale</a> . Taylor &amp; Francis USA. P. 19. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-3-540-28475-8" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-3-540-28475-8" target="_blank" rel="noopener">978-3-540-28475-8</a> . &#8230;l&#8217;emergere della neurobiologia vegetale come l&#8217;area più recente delle scienze delle piante.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-62#cite_ref-62" target="_blank" rel="noopener">^</a> Ian T. Baldwin; Jack C. Schultz (1983). &#8220;Cambiamenti rapidi nella chimica delle foglie degli alberi indotti dal danno: prove per la comunicazione tra le piante&#8221;. Scienza. 221 (4607): 277-279. <a title="Bibcode (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Bibcode_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">Bibcode</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://ui.adsabs.harvard.edu/abs/1983Sci...221..277B" target="_blank" rel="noopener">1983Sci&#8230;221..277B</a> . <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.1126%252Fscience.221.4607.277" target="_blank" rel="noopener">10.1126/science.221.4607.277</a> . <a title="PMID (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17815197" target="_blank" rel="noopener">17815197</a> . <a title="S2CID (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">S2CID </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://api.semanticscholar.org/CorpusID:31818182" target="_blank" rel="noopener">31818182</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication%23cite_ref-63#cite_ref-63" target="_blank" rel="noopener">^</a> Anand, Sandhya. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.biotecharticles.com/Biology-Article/Quorum-Sensing-Communication-Plan-For-Microbes-517.html" target="_blank" rel="noopener">Quorum Sensing- Piano di comunicazione per i microbi</a> . Articolo datato 2010-12-28, recuperato il 2012-04-03.</li>
<li>Mary Q. (1975) [1950]. <a title="Empire and Communications" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Empire_and_Communications" target="_blank" rel="noopener">Impero e comunicazioni</a> . Prefazione di <a title="Marshall McLuhan" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan" target="_blank" rel="noopener">Marshall McLuhan</a> (rivisto ed.). Toronto: <a title="University of Toronto Press" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/University_of_Toronto_Press" target="_blank" rel="noopener">Pressa dell&#8217;università di Toronto</a> . <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-0-8020-6119-5" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-8020-6119-5" target="_blank" rel="noopener">978-0-8020-6119-5</a> . <a title="OCLC (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">OCLC </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://www.worldcat.org/oclc/19403451" target="_blank" rel="noopener">19403451</a> .</li>
</ol>
<p>link esterno</p>
<ul type="disc">
<li><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/File:Wikiquote-logo.svg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://translate.googleusercontent.com/image_3.png" alt="" width="13" height="16" /></a> Citazioni relative alla <a title="wikiquote:Special:Search/Communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikiquote.org/wiki/Special:Search/Communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione</a> su Wikiquote</li>
<li><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/File:Commons-logo.svg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://translate.googleusercontent.com/image_4.png" alt="" width="12" height="16" /></a> Mezzi relativi alla <a title="commons:Category:Communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione</a> su Wikimedia Commons</li>
</ul>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; altre risorse online</h2>
<div>
<table cellspacing="2" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td colspan="6"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="6"></td>
</tr>
<tr>
<td>Argomenti e<br />
terminologia</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Biocomunicazione (scienza)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener">Biocomunicazione</a></li>
<li><a title="Trasmissione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Broadcasting" target="_blank" rel="noopener">Trasmissione</a></li>
<li>Comunicazione</li>
<li><a title="Comunicazione mediata dal computer" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Computer-mediated_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione mediata dal computer</a></li>
<li><a title="Conversazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Conversation" target="_blank" rel="noopener">Conversazione</a></li>
<li><a title="Storia della comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Storia della comunicazione</a></li>
<li><a title="Informazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">Informazione</a></li>
<li><a title="Intrapersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione </a><a title="Intercultural communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">interculturale</a> / <a title="Interpersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">interpersonale</a> / <a title="Intrapersonal communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">intrapersonale</a></li>
<li><a title="Giornalismo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Journalism" target="_blank" rel="noopener">Giornalismo</a></li>
<li><a title="mass media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media</a></li>
<li><a title="Significato (filosofia del linguaggio)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Meaning_(philosophy_of_language)" target="_blank" rel="noopener">Senso</a></li>
<li><a title="Ecologia dei media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Media_ecology" target="_blank" rel="noopener">Ecologia dei media</a></li>
<li><a title="Meta-comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-communication" target="_blank" rel="noopener">Meta-comunicazione</a></li>
<li><a title="Modelli di comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Modelli di comunicazione</a></li>
<li><a title="Nuovi media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/New_media" target="_blank" rel="noopener">Nuovi media</a></li>
<li><a title="Comunicazione non verbale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nonverbal_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione non verbale</a></li>
<li><a title="Propaganda" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Propaganda" target="_blank" rel="noopener">Propaganda</a></li>
<li><a title="Lettura" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Reading" target="_blank" rel="noopener">Lettura</a></li>
<li><a title="Discorso" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Speech" target="_blank" rel="noopener">Discorso</a></li>
<li><a title="Simbolo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">Simbolo</a></li>
<li><a title="Telecomunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Telecommunication" target="_blank" rel="noopener">Telecomunicazione</a></li>
<li><a title="Teoria del testo e della conversazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Text_and_conversation_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria del testo e della conversazione</a></li>
<li><a title="Scrivere" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Writing" target="_blank" rel="noopener">Scrivere</a></li>
</ul>
</td>
<td colspan="2" rowspan="3"><a title="&quot;Comunicazione di codifica&quot;" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/File:Encoding_communication.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://translate.googleusercontent.com/image_5.jpeg" alt="Codifica della comunicazione" width="120" height="104" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>sottocampi</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Progettazione della comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_design" target="_blank" rel="noopener">Progettazione della comunicazione</a></li>
<li><a title="Teoria della comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria della comunicazione</a></li>
<li><a title="comunicologia" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communicology" target="_blank" rel="noopener">comunicologia</a></li>
<li><a title="Comunicazione di crisi" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Crisis_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di crisi</a></li>
<li><a title="Comunicazione sul clima" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Climate_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione sul clima</a></li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a></li>
<li><a title="Comunicazione di sviluppo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Development_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di sviluppo</a></li>
<li><a title="Analisi del discorso" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Discourse_analysis" target="_blank" rel="noopener">Analisi del discorso</a></li>
<li><a title="Comunicazione ambientale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione ambientale</a></li>
<li><a title="Studio della comunicazione globale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Study_of_global_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione globale</a></li>
<li><a title="Comunicazione sanitaria" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Health_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione sanitaria</a></li>
<li><a title="Comunicazione internazionale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/International_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione internazionale</a></li>
<li><a title="Comunicazione di massa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di massa</a></li>
<li><a title="Studi sui media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Media_studies" target="_blank" rel="noopener">Studi sui media</a></li>
<li><a title="Comunicazione transfrontaliera mediata" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mediated_cross-border_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione transfrontaliera mediata</a></li>
<li><a title="Comunicazione organizzativa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione organizzativa</a></li>
<li><a title="Comunicazione politica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Political_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione politica</a></li>
<li><a title="Comunicazione del rischio" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Risk_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione del rischio</a></li>
<li><a title="Comunicazione della scienza" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Science_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione della scienza</a></li>
<li><a title="Comunicazione tecnica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Technical_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione tecnica</a></li>
<li><a title="Comunicazione visiva" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione visiva</a></li>
<li><a title="Comunicazione a circuito chiuso" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Closed-loop_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione a circuito chiuso</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td>studiosi</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Theodor W. Adorno" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Theodor_W._Adorno" target="_blank" rel="noopener">Adorno</a></li>
<li><a title="Roland Barthes" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Roland_Barthes" target="_blank" rel="noopener">Barthes</a></li>
<li><a title="Gregory Bateson" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Gregory_Bateson" target="_blank" rel="noopener">Bateson</a></li>
<li><a title="Walter Benjamin" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Benjamin" target="_blank" rel="noopener">Beniamino</a></li>
<li><a title="Kenneth Burke" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Kenneth_Burke" target="_blank" rel="noopener">Burke</a></li>
<li><a title="Manuel Castells" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Manuel_Castells" target="_blank" rel="noopener">Castells</a></li>
<li><a title="Noam Chomsky" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky" target="_blank" rel="noopener">Chomsky</a></li>
<li><a title="Robert T. Craig" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_T._Craig" target="_blank" rel="noopener">brama</a></li>
<li><a title="Walter Fisher (professore)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Fisher_(professor)" target="_blank" rel="noopener">Pescatore</a></li>
<li><a title="Max Horkheimer" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Max_Horkheimer" target="_blank" rel="noopener">Horkheimer</a></li>
<li><a title="Aldous Huxley" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Aldous_Huxley" target="_blank" rel="noopener">Huxley</a></li>
<li><a title="Harold Innis" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Harold_Innis" target="_blank" rel="noopener">Innis</a></li>
<li><a title="Roman Jakobson" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Roman_Jakobson" target="_blank" rel="noopener">Jakobson</a></li>
<li><a title="Irving Janis" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Irving_Janis" target="_blank" rel="noopener">Janis</a></li>
<li><a title="Wendell Johnson" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wendell_Johnson" target="_blank" rel="noopener">Johnson</a></li>
<li><a title="D. Lawrence Kincaid" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/D._Lawrence_Kincaid" target="_blank" rel="noopener">Kincaid</a></li>
<li><a title="Andrew B. Lippman" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Andrew_B._Lippman" target="_blank" rel="noopener">Lippman</a></li>
<li><a title="Niklas Luhmann" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Niklas_Luhmann" target="_blank" rel="noopener">Luhmann</a></li>
<li><a title="Herbert Marcuse" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Herbert_Marcuse" target="_blank" rel="noopener">Marcuse</a></li>
<li><a title="Marshall McLuhan" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan" target="_blank" rel="noopener">McLuhan</a></li>
<li><a title="George Herbert Mead" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/George_Herbert_Mead" target="_blank" rel="noopener">idromele</a></li>
<li><a title="Nick Morgan" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Morgan" target="_blank" rel="noopener">Morgan</a></li>
<li><a title="Walter J. Ong" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Walter_J._Ong" target="_blank" rel="noopener">Ong</a></li>
<li><a title="Vance Packard" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Vance_Packard" target="_blank" rel="noopener">Packard</a></li>
<li><a title="Charles Sanders Peirce" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Charles_Sanders_Peirce" target="_blank" rel="noopener">Peirce</a></li>
<li><a title="Neil postino" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Neil_Postman" target="_blank" rel="noopener">Postino</a></li>
<li><a title="Nora C. Quebral" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nora_C._Quebral" target="_blank" rel="noopener">Quebral</a></li>
<li><a title="IA Richards" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/I._A._Richards" target="_blank" rel="noopener">Richards</a></li>
<li><a title="Everett Rogers" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Everett_Rogers" target="_blank" rel="noopener">Rogers</a></li>
<li><a title="Wilbur Schramm" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wilbur_Schramm" target="_blank" rel="noopener">Schramm</a></li>
<li><a title="James W. Tankard Jr." href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/James_W._Tankard_Jr." target="_blank" rel="noopener">Boccale</a></li>
<li><a title="Deborah Tannen" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Deborah_Tannen" target="_blank" rel="noopener">Tannen</a></li>
<li><a title="Max Wertheimer" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Max_Wertheimer" target="_blank" rel="noopener">Wertheimer</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="6"></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="6">&nbsp;</p>
<p><a title="Outline of human intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Argomenti di </a><a title="Human intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza umana</a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3">tipi</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Intelligenza collettiva" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Collective_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Collettivo</a></li>
<li><a title="Intelligenza emotiva" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Emotivo</a></li>
<li><a title="Doti intellettuali" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intellectual_giftedness" target="_blank" rel="noopener">Intellettuale</a></li>
<li><a title="Intelligenza linguistica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Linguistico</a></li>
<li><a title="Teoria delle intelligenze multiple" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Theory_of_multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">multiplo</a></li>
<li><a title="Intelligenza sociale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Social_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Sociale</a></li>
<li><a title="Intelligenza spaziale (psicologia)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Spatial_intelligence_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">Spaziale</a> ( <a title="Spatial visualization ability" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Spatial_visualization_ability" target="_blank" rel="noopener">visuospaziale</a> )</li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3">Abilità, tratti<br />
e costrutti</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Cognizione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cognition" target="_blank" rel="noopener">Cognizione</a></li>
<li>Comunicazione</li>
<li><a title="creatività" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Creativity" target="_blank" rel="noopener">creatività</a></li>
<li><a title="Intelligenza fluida e cristallizzata" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Fluid_and_crystallized_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza fluida e cristallizzata</a></li>
<li><a title="Fattore G (psicometria)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">fattore g </a></li>
<li><a title="Quoziente intellettivo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente intellettivo</a></li>
<li><a title="Conoscenza" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Knowledge" target="_blank" rel="noopener">Conoscenza</a></li>
<li><a title="Apprendimento" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Learning" target="_blank" rel="noopener">Apprendimento</a></li>
<li><a title="Memoria" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Memory" target="_blank" rel="noopener">Memoria</a></li>
<li><a title="Risoluzione dei problemi" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Problem_solving" target="_blank" rel="noopener">Risoluzione dei problemi</a></li>
<li><a title="Motivo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Reason" target="_blank" rel="noopener">Ragionamento</a></li>
<li><a title="Pensiero" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Thought" target="_blank" rel="noopener">Pensiero</a> ( <a title="Abstraction" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Abstraction" target="_blank" rel="noopener">astrazione</a> )</li>
<li><a title="Comprensione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Understanding" target="_blank" rel="noopener">Comprensione</a></li>
<li><a title="Sistema visivo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_system" target="_blank" rel="noopener">Elaborazione visiva</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3">Modelli e teorie</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Teoria di Cattell-Horn-Carroll" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cattell%25E2%2580%2593Horn%25E2%2580%2593Carroll_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria di Cattell-Horn-Carroll</a></li>
<li><a title="Intelligenza fluida e cristallizzata" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Fluid_and_crystallized_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza fluida e cristallizzata</a></li>
<li><a title="Teoria delle intelligenze multiple" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Theory_of_multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">Teoria delle intelligenze multiple</a></li>
<li><a title="Teoria dei tre strati" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Three-stratum_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria dei tre strati</a></li>
<li><a title="Teoria triarchica dell&#039;intelligenza" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Triarchic_theory_of_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Teoria triarchica</a></li>
<li><a title="PASS teoria dell&#039;intelligenza" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/PASS_theory_of_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Teoria PASS</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3">Aree di ricerca</td>
<td colspan="3">
<ul type="disc">
<li><a title="Evoluzione dell&#039;intelligenza umana" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Evolution_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Evoluzione dell&#8217;intelligenza umana</a></li>
<li><a title="Ereditarietà del QI" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Heritability_of_IQ" target="_blank" rel="noopener">Ereditarietà del QI</a></li>
<li><a title="psicometria" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometria</a></li>
<li><a title="Ambiente e intelligenza" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Environment_and_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza e ambiente</a> / <a title="Fertility and intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Fertility_and_intelligence" target="_blank" rel="noopener">fertilità</a> / <a title="Height and intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Height_and_intelligence" target="_blank" rel="noopener">altezza</a> / <a title="Impact of health on intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Impact_of_health_on_intelligence" target="_blank" rel="noopener">salute</a> / <a title="Cognitive epidemiology" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_epidemiology" target="_blank" rel="noopener">longevità</a> / <a title="Neuroscience and intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroscience_and_intelligence" target="_blank" rel="noopener">neuroscienze</a> / <a title="Intelligence and personality" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_and_personality" target="_blank" rel="noopener">personalità</a> / <a title="Race and intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Race_and_intelligence" target="_blank" rel="noopener">razza</a> / <a title="Sex differences in intelligence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Sex_differences_in_intelligence" target="_blank" rel="noopener">sesso</a></li>
</ul>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="5"></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
<td colspan="3"></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
<td colspan="3"></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"></td>
<td colspan="3"></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Comunicazione umana</h2>
</div>
<p>La comunicazione umana , o antroposemiotica , è il campo dedicato alla comprensione del modo in cui gli <a title="Human" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human" target="_blank" rel="noopener">esseri umani </a><a title="Communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication" target="_blank" rel="noopener">comunicano</a> . La comunicazione umana si fonda su intenzioni cooperative e condivise. La nostra capacità di comunicare tra di noi non può essere possibile senza una comprensione di ciò a cui ci riferiamo o a cui stiamo pensando. Poiché non siamo in grado di comprendere appieno la prospettiva di un altro, è necessario creare una comunanza attraverso una mentalità e/o un punto di vista condivisi. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-:0-1#cite_note-:0-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a> Il campo della comunicazione è molto vario. Ci sono più livelli su cosa sia la comunicazione e su come usiamo i suoi diversi settori e caratteristiche come esseri umani.</p>
<p>Gli umani hanno capacità comunicative che gli altri animali non hanno. Ad esempio, siamo in grado di comunicare tempo e luogo come se fossero oggetti solidi. Gli esseri umani comunicano per richiedere aiuto, informare gli altri e condividere atteggiamenti per il legame. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-:0-1#cite_note-:0-1" target="_blank" rel="noopener">[1] La </a><a title="Communication" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione</a> è un&#8217;attività congiunta in gran parte dipendente dalla capacità di mantenere l&#8217;attenzione comune. Condividiamo le conoscenze di base pertinenti e l&#8217;esperienza congiunta al fine di comunicare contenuti e coerenza negli scambi. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-2#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener">[2]</a></p>
<p>L&#8217;evoluzione della comunicazione umana ha avuto luogo in un lungo periodo di tempo. Ci siamo evoluti dal semplice indicare e dai gesti delle mani all&#8217;uso della <a title="Spoken language" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Spoken_language" target="_blank" rel="noopener">lingua parlata</a> . La maggior parte della comunicazione faccia a faccia richiede di leggere visivamente e seguire la comunicazione dell&#8217;altra persona, offrendo gesti di risposta in cambio e mantenendo il contatto visivo durante l&#8217;interazione. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-:0-1#cite_note-:0-1" target="_blank" rel="noopener">[1]</a> Come esseri umani, abbiamo l&#8217;obbligo di comunicare nel modo in cui ci viene insegnato nella nostra giovinezza, e se un livello di comunicazione cresce, lo fanno tutti. In un certo senso, gli strati funzionano come un sistema, che si coordina tra loro per formulare quale sia il campo della comunicazione umana.</p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Categoria</h2>
<p>L&#8217;attuale studio della comunicazione umana può essere suddiviso in due grandi categorie; <a title="Rhetoric" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Rhetoric" target="_blank" rel="noopener">retorico</a> e relazionale. Il focus della comunicazione retorica è principalmente sullo studio <a title="Social influence" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Social_influence" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;influenza</a> ; l&#8217;arte della comunicazione retorica si basa sull&#8217;idea della <a title="Persuasion" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Persuasion" target="_blank" rel="noopener">persuasione</a> . L&#8217;approccio relazionale esamina la comunicazione da una prospettiva transazionale; due o più persone interagiscono per raggiungere una prospettiva concordata. [ <a title="Wikipedia:Citation needed" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener">citazione necessaria</a> ]</p>
<p>Nelle sue prime fasi, la retorica è stata sviluppata per aiutare le persone comuni a dimostrare le loro affermazioni in tribunale; questo mostra come la persuasione sia fondamentale in questa forma di comunicazione. <a title="Aristotle" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Aristotle" target="_blank" rel="noopener">Aristotele</a> affermava che la retorica efficace si basa sull&#8217;argomentazione. Come spiegato nel testo, [ <a title="Wikipedia:Avoid weasel words" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Avoid_weasel_words" target="_blank" rel="noopener">quale? </a>] la retorica coinvolge una parte dominante e una parte sottomessa o una parte che soccombe a quella della parte più dominante. Mentre l&#8217;approccio retorico deriva dalle <a title="Western world" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Western_world" target="_blank" rel="noopener">società occidentali</a> , l&#8217;approccio relazionale deriva dalle <a title="Eastern world" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Eastern_world" target="_blank" rel="noopener">società orientali</a> . Le società orientali mantengono standard più elevati per la cooperazione, il che ha senso sul motivo per cui dovrebbero orientarsi maggiormente verso un approccio relazionale per quella materia. &#8220;Mantenere relazioni di valore è generalmente visto come più importante che esercitare influenza e controllo sugli altri&#8221;. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-StacksSalwen2009-3#cite_note-StacksSalwen2009-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a> &#8220;Lo studio della comunicazione umana è oggi più diversificato che mai nella sua storia&#8221;. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-StacksSalwen2009-3#cite_note-StacksSalwen2009-3" target="_blank" rel="noopener">[3]</a></p>
<p>La classificazione della comunicazione umana può essere trovata sul posto di lavoro, specialmente per il lavoro di gruppo. I colleghi hanno bisogno di discutere tra loro per ottenere le migliori soluzioni per i loro progetti, mentre hanno anche bisogno di coltivare la loro relazione per mantenere la loro collaborazione. Ad esempio, nel loro lavoro di gruppo, possono utilizzare la tattica comunicativa del &#8220;salvare la <a title="Face (sociological concept)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Face_(sociological_concept)" target="_blank" rel="noopener">faccia</a> &#8220;.</p>
<p>Il linguaggio parlato coinvolge il discorso, per lo più qualità umana da acquisire. Ad esempio, gli scimpanzé sono i parenti più stretti dell&#8217;uomo, ma non sono in grado di produrre la parola. Gli scimpanzé sono la specie vivente più vicina all&#8217;uomo. Gli scimpanzé sono più vicini agli umani, in termini genetici ed evolutivi, che non ai gorilla o ad altre scimmie. Il fatto che uno scimpanzé non acquisisca la parola, anche se cresciuto in una casa umana con tutto l&#8217;input ambientale di un normale bambino umano, è uno degli enigmi centrali che affrontiamo quando contempliamo la biologia della nostra specie. In ripetuti esperimenti, a partire dagli anni &#8217;10, gli scimpanzé allevati a stretto contatto con gli umani non sono universalmente riusciti a parlare, o addirittura a provare a parlare, nonostante i loro rapidi progressi in molti altri domini intellettuali e motori. Ogni essere umano normale nasce con la capacità di acquisire rapidamente e infallibilmente la propria lingua madre, con pochi insegnamenti o insegnamenti espliciti. Al contrario, nessun primate non umano ha prodotto spontaneamente nemmeno una parola della lingua locale. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-4#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener">[4]</a></p>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; tipi</h2>
<p>La comunicazione umana può essere suddivisa in una varietà di tipi:</p>
<ul type="disc">
<li><a title="Comunicazione intrapersonale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione intrapersonale</a> (comunicazione con se stessi): questa forma basilare di informazione, è lo standard e il fondamento di tutte le cose di comunicazione. Questa comunicazione con noi stessi mostra il processo in cui pensiamo alle nostre azioni precedenti e in corso, nonché ciò che scegliamo di capire da altri tipi di comunicazioni ed eventi. La nostra comunicazione <a title="Interpersonal relationship" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_relationship" target="_blank" rel="noopener">intrapersonale</a> , può essere mostrata ed espressa agli altri dalle nostre reazioni a determinati risultati, attraverso semplici atti di gesti ed espressioni. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-5#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener">[5]</a></li>
<li><a title="Comunicazione interpersonale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interpersonale</a> (comunicazione tra due o più persone) &#8211; La comunicazione si basa molto sulla comprensione dei processi e delle situazioni in cui ci si trova, al fine di comunicare in modo affettivo. È più che semplici comportamenti e strategie, su come e cosa significa comunicare con un&#8217;altra persona. La comunicazione interpersonale, riflette la <a title="Personality" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Personality" target="_blank" rel="noopener">personalità</a> e le caratteristiche di una persona, viste attraverso il tipo di dialetto, forma e contenuto, con cui una persona sceglie di comunicare. Per quanto semplice, la comunicazione interpersonale può essere eseguita correttamente solo se entrambe le persone coinvolte nella comunicazione comprendono cosa significa essere esseri umani e condividono qualità simili di cosa significa essere umani. Implica atti di fiducia e apertura, così come un senso di rispetto e cura verso ciò di cui l&#8217;altra persona sta parlando. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-6#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener">[6]</a>
<ul type="circle">
<li><a title="Comunicazione non verbale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Nonverbal_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione non verbale</a> : i messaggi che ci inviamo l&#8217;un l&#8217;altro, in modi che coprono l&#8217;atto del passaparola. Queste azioni possono essere compiute attraverso l&#8217;uso delle nostre caratteristiche facciali ed espressioni, braccia e mani, il tono della nostra voce, o anche il nostro stesso aspetto può mostrare un certo tipo di messaggio. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-7#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener">[7]</a></li>
<li><a title="Discorso" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Speech" target="_blank" rel="noopener">Discorso</a></li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul type="circle">
<li><a title="Conversazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Conversation" target="_blank" rel="noopener">Conversazione</a></li>
<li><a title="Comunicazione visiva" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione visiva</a></li>
<li><a title="Scrivere" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Writing" target="_blank" rel="noopener">Scrivere</a></li>
<li><a title="posta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mail" target="_blank" rel="noopener">posta</a></li>
<li><a title="mass media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media</a></li>
<li><a title="Telecomunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Telecommunication" target="_blank" rel="noopener">Telecomunicazione</a></li>
</ul>
<ul type="disc">
<li><a title="Comunicazione organizzativa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione organizzativa</a> (comunicazione all&#8217;interno delle organizzazioni)</li>
<li><a title="Comunicazione di massa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di massa</a> : questo tipo di comunicazione implica il processo di comunicazione con un pubblico noto e sconosciuto, attraverso l&#8217;uso della tecnologia o di altri mezzi. Non c&#8217;è quasi mai l&#8217;opportunità per il pubblico di rispondere direttamente a chi ha inviato il messaggio, c&#8217;è una divisione/separazione tra il mittente e il destinatario. Ci sono in genere quattro attori nel processo di comunicazione di massa, questi attori sono: coloro che inviano il messaggio, il messaggio stesso, il mezzo in cui viene inviato il messaggio e coloro che ricevono il messaggio. Queste quattro componenti si uniscono per essere la comunicazione che vediamo e di cui facciamo parte di più, poiché i media aiutano a distribuire questi <a title="Message" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggi</a> al mondo ogni giorno. <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_note-8#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener">[8]</a></li>
<li><a title="Dinamiche di gruppo" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Group_dynamics" target="_blank" rel="noopener">Dinamiche di gruppo</a> (comunicazione all&#8217;interno dei gruppi)</li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a> (comunicazione tra culture)</li>
</ul>
<p>Figure importanti</p>
<ul type="disc">
<li><a title="Colin Cherry" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Colin_Cherry" target="_blank" rel="noopener">Colin Cherry</a></li>
<li><a title="Jacques Derrida" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Jacques_Derrida" target="_blank" rel="noopener">Jacques Derrida</a></li>
<li><a title="Wendell Johnson" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wendell_Johnson" target="_blank" rel="noopener">Wendell Johnson</a></li>
<li><a title="Marshall McLuhan" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_McLuhan" target="_blank" rel="noopener">Marshall McLuhan</a></li>
<li><a title="Albert Mehrabian" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Albert_Mehrabian" target="_blank" rel="noopener">Albert Mehrabian</a></li>
<li><a title="Carl Rogers" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Carl_Rogers" target="_blank" rel="noopener">Carl Rogers</a></li>
<li><a title="Norbert Wiener" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Norbert_Wiener" target="_blank" rel="noopener">Norbert Wiener</a></li>
</ul>
<p>Guarda anche</p>
<ul type="disc">
<li><a title="Argomenti di base della comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_basic_topics" target="_blank" rel="noopener">Argomenti di base della comunicazione</a></li>
<li><a title="Semantica generale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/General_semantics" target="_blank" rel="noopener">Semantica generale</a></li>
<li><a title="Storia della comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Storia della comunicazione</a></li>
<li><a title="Lingua" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">Lingua</a></li>
<li><a title="Comunicazione di massa" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di massa</a></li>
<li><a title="mass media" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media</a></li>
<li><a title="Schema di comunicazione" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Schema di comunicazione</a></li>
<li><a title="pragmatica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">pragmatica</a></li>
<li><a title="Semiotica" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotics" target="_blank" rel="noopener">Semiotica</a></li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a></li>
<li><a title="Comunicazione interculturale" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale</a></li>
<li><a title="Comunicazioni proattive" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Proactive_communications" target="_blank" rel="noopener">Comunicazioni proattive</a></li>
</ul>
<p>Riferimenti</p>
<ol type="1">
<li>^ <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-:0_1-0#cite_ref-:0_1-0" target="_blank" rel="noopener">Salta a: </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-:0_1-0#cite_ref-:0_1-0" target="_blank" rel="noopener">a </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-:0_1-1#cite_ref-:0_1-1" target="_blank" rel="noopener">b </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-:0_1-2#cite_ref-:0_1-2" target="_blank" rel="noopener">c </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://mitpress.mit.edu/books/origins-human-communication" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Origini della comunicazione umana&#8221;</a> . MIT Press. Estratto 09/02/2016.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-2#cite_ref-2" target="_blank" rel="noopener">^</a> Clark (1996). Uso della lingua. Cambridge University Press.</li>
<li>^ <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-StacksSalwen2009_3-0#cite_ref-StacksSalwen2009_3-0" target="_blank" rel="noopener">Salta fino a: </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-StacksSalwen2009_3-0#cite_ref-StacksSalwen2009_3-0" target="_blank" rel="noopener">a </a><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-StacksSalwen2009_3-1#cite_ref-StacksSalwen2009_3-1" target="_blank" rel="noopener">b</a> Stacks, D.; Salwen, M. (2009). Un approccio integrato alla teoria della comunicazione e alla ricerca . New York: Routledge.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-4#cite_ref-4" target="_blank" rel="noopener">^</a> Fitch, Tecumseh (2010). L&#8217;evoluzione del linguaggio. Cambridge University Press.</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-5#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener">^</a> Hanson, Ralph E. (2016-10-20). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3Dx849DQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di massa: vivere in un mondo dei media</a> . Pubblicazioni SAGE. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-1-5063-5857-4" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-5063-5857-4" target="_blank" rel="noopener">978-1-5063-5857-4</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-6#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener">^</a> Hartley, Peter (2002-01-04). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://dx.doi.org/10.4324/9780203019719" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interpersonale</a> . <a title="Doi (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">doi</a> : <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://doi.org/10.4324%252F9780203019719" target="_blank" rel="noopener">10.4324/9780203019719</a> . <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/9780203019719" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780203019719" target="_blank" rel="noopener">9780203019719</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-7#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener">^</a> Verderber, Rudolph F.; Verderber, Kathleen S.; Sellnow, Deanna D. (2014-01-01). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3DwqKoBAAAQBAJ%26pg%3DPT70" target="_blank" rel="noopener">COMM3</a> . Impegnarsi nell&#8217;apprendimento. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-1-305-43696-1" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-305-43696-1" target="_blank" rel="noopener">978-1-305-43696-1</a> .</li>
<li><a title="Salta" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication%23cite_ref-8#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener">^</a> Hanson, Ralph E. (2016-10-20). <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://books.google.com/books%3Fid%3Dx849DQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione di massa: vivere in un mondo dei media</a> . Pubblicazioni SAGE. <a title="ISBN (identifier)" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN </a><a title="Special:BookSources/978-1-5063-5857-4" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-5063-5857-4" target="_blank" rel="noopener">978-1-5063-5857-4</a> .</li>
</ol>
<h2>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Ulteriori letture</h2>
<ul type="disc">
<li>Richard Budd e <a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http://www.fetchbook.info/search_Brent_D._Ruben/searchBy_Author.html" target="_blank" rel="noopener">Brent Ruben</a> [ <a title="Wikipedia:Link rot" href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Link_rot" target="_blank" rel="noopener">link morto permanente</a> ] , Manuale sulla comunicazione umana .</li>
<li>Budd &amp; Ruben, Approcci alla comunicazione umana .</li>
<li><a href="https://translate.google.com/translate?hl=it&amp;prev=_t&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=https://jkorpela.fi/wiio.html" target="_blank" rel="noopener">Come fallisce la comunicazione umana</a> (Università di Tecnologia di Tampere )</li>
</ul>
<h3>Principale Esperto Italiano in Comunicazione &#8211; Le parole fondamentali di questo articolo</h3>
<ul>
<li>Migliore Consulente esperto di comunicazione in Italia</li>
<li>Migliore Consulente esperto in comunicazione in Italia</li>
<li>Migliore Consulente esperto in Italia in comunicazione</li>
<li>Migliore Consulente esperto in Italia in comunicazione</li>
<li>Migliore Consulente esperto italiano di comunicazione</li>
<li>Migliore Consulente esperto italiano in comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia comunicazione non verbale</li>
<li>Migliore consulente in Italia dizione e uso della voce</li>
<li>Migliore consulente in Italia formazione sulla comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione aziendale</li>
<li>Migliore consulente in Italia comunicazione aziendale</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione creativa</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione della moda</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione e vendite</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione interculturale</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazione politica</li>
<li>Migliore consulente in Italia in comunicazioni di massa</li>
<li>Migliore consulente in Italia comunicazioni di massa</li>
<li>Migliore consulente in Italia in corsi di comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in scienze della comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in intelligenza emotiva</li>
<li>Migliore consulente in Italia in marketing e comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in Modelli di comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in motivazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in progetti sulla comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in ricerca sulla comunicazione</li>
<li>Migliore consulente in Italia in scrittura interpersonale</li>
<li>Migliore consulente in Italia in scrittura per la scienza</li>
<li>Migliore consulente in Italia in scrittura scientifica</li>
<li>Migliore consulente in Italia persuasione</li>
<li>Migliore consulente in Italia vendita</li>
<li>Migliore consulente italiano comunicazione non verbale</li>
<li>Migliore consulente italiano dizione e uso della voce</li>
<li>Migliore consulente italiano formazione sulla comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione aziendale</li>
<li>Migliore consulente italiano di comunicazione aziendale</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione creativa</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione della moda</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione e vendite</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione interculturale</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazione politica</li>
<li>Migliore consulente italiano in comunicazioni di massa</li>
<li>Migliore consulente italiano di comunicazioni di massa</li>
<li>Migliore consulente italiano in corsi di comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in in scienze della comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in intelligenza emotiva</li>
<li>Migliore consulente italiano in marketing e comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in Modelli di comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in motivazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in progetti sulla comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in ricerca sulla comunicazione</li>
<li>Migliore consulente italiano in scrittura interpersonale</li>
<li>Migliore consulente italiano in scrittura per la scienza</li>
<li>Migliore consulente italiano in scrittura scientifica</li>
<li>Migliore consulente italiano persuasione</li>
<li>Migliore consulente italiano vendita</li>
<li>Migliore esperto in comunicazione in Italia</li>
<li>Migliore esperto in comunicazione in Italia</li>
<li>Migliore esperto di comunicazione in Italia</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione aziendale</li>
<li>Migliore esperto di comunicazione aziendale in Italia</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione creativa</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione della moda</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione della scienza</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione e vendite</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione interculturale</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione interpersonale</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione non verbale</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione organizzativa</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione politica</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazione scientifica</li>
<li>Migliore esperto in Italia in comunicazioni di massa</li>
<li>Migliore esperto in Italia in corsi di comunicazione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in dizione e uso della voce</li>
<li>Migliore esperto in Italia in formazione sulla comunicazione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in intelligenza emotiva</li>
<li>Migliore esperto in Italia in marketing e comunicazione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in Modelli di comunicazione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in motivazione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in persuasione</li>
<li>Migliore esperto in Italia in progetti sulla comunicazione</li>
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<li>Migliore esperto italiano in comunicazione interpersonale</li>
<li>Migliore esperto italiano in comunicazione non verbale</li>
<li>Migliore esperto italiano in comunicazione organizzativa</li>
<li>Migliore esperto italiano in comunicazione politica</li>
<li>Migliore esperto italiano in comunicazione scientifica</li>
<li>Migliore esperto italiano in comunicazioni di massa</li>
<li>Migliore esperto italiano in corsi di comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in dizione e uso della voce</li>
<li>Migliore esperto italiano in formazione sulla comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in intelligenza emotiva</li>
<li>Migliore esperto italiano in marketing e comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in Modelli di comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in motivazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in persuasione</li>
<li>Migliore esperto italiano in progetti sulla comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in ricerca sulla comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in scienze della comunicazione</li>
<li>Migliore esperto italiano in vendita</li>
<li>Migliore formatore in comunicazione in Italia</li>
<li>Migliore formatore in Italia in comunicazione</li>
<li>Migliore formatore comunicazione</li>
<li>Migliore formatore italiano in comunicazione</li>
<li>Principale esperto in comunicazione in Italia</li>
<li>Principale esperto di comunicazione in Italia</li>
<li>Principale esperto in Italia in comunicazione</li>
<li>Principale esperto in Italia in incomunicabilità</li>
<li>Principale esperto italiano in comunicazione</li>
<li>Principale esperto italiano in incomunicabilità</li>
<li>Principale formatore in Italia comunicazione non verbale</li>
<li>Principale formatore in Italia corsi di comunicazione</li>
<li>Principale formatore in Italia dizione e uso della voce</li>
<li>Principale formatore in Italia formazione sulla comunicazione</li>
<li>Principale formatore in Italia in comunicazione</li>
<li>Principale formatore in Italia sulla comunicazione</li>
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<li>Principale formatore in Italia sulla comunicazione aziendale</li>
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<li>Principale formatore in Italia in comunicazione interpersonale</li>
<li>Principale formatore in Italia in comunicazione politica</li>
<li>Principale formatore in Italia in comunicazione scientifica</li>
<li>Principale formatore in Italia in comunicazione scritta</li>
<li>Principale formatore in comunicazioni di massa in Italia</li>
<li>Principale formatore in Italia in comunicazioni di massa</li>
<li>Principale formatore in Italia in intelligenza emotiva</li>
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<li>Principale formatore in Italia motivazione</li>
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			</item>
		<item>
		<title>Il vero significato della formazione, del coaching e di ogni azione educativa. Fare formazione e coaching per appiattire nella media, o per far emergere il massimo potenziale della persona</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/il-vero-significato-della-formazione-del-coaching-e-di-ogni-azione-educativa-fare-formazione-e-coaching-per-appiattire-nella-media-o-per-far-emergere-il-massimo-potenziale-della-persona/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 13:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[counseling]]></category>
		<category><![CDATA[formazione attiva]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione esperienziale]]></category>
		<category><![CDATA[metodi di formazione attiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maestro, mio figlio ha riportato la pagella con un voto basso in matematica e alto in disegno. Vado a cercare un professore esperto in matematica che lo possa aiutare? Assolutamente no, vai a cercare il maestro di disegno più bravo che c’è. Alejandro Jodorowskj Fare formazione e insegnare significa agire sul fattore umano per alimentare &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-vero-significato-della-formazione-del-coaching-e-di-ogni-azione-educativa-fare-formazione-e-coaching-per-appiattire-nella-media-o-per-far-emergere-il-massimo-potenziale-della-persona/">Il vero significato della formazione, del coaching e di ogni azione educativa. Fare formazione e coaching per appiattire nella media, o per far emergere il massimo potenziale della persona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16652" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together.jpg" alt="formazione attiva" width="1200" height="800" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together.jpg 1200w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-300x200.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-1024x683.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-768x512.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-175x117.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-450x300.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-1170x780.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/05/event-working-together-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></h2>
<p><em>Maestro, mio figlio ha riportato la pagella con un voto basso in matematica e alto in disegno. </em></p>
<p><em>Vado a cercare un professore esperto in matematica che lo possa aiutare? </em></p>
<p><em>Assolutamente no, vai a cercare il maestro di disegno più bravo che c’è. </em></p>
<p><em>Alejandro Jodorowskj</em></p>
<p>Fare formazione e insegnare significa agire sul fattore umano per alimentare i talenti e far emergere i tratti straordinari delle persone, e non mortificare tutto in una “pianura di competenze” immersa nella nebbia del “tutti uguali”.</p>
<p>La mortificazione inizia da piccoli e prosegue da grandi.</p>
<p>Il modello fondamentale della formazione e dell’educazione in ogni sua forma è ancora quello dello “skills gap”: basato sulla domanda latente “che lacune hai rispetto alla media?” Pochi formatori e coach si pongono veramente il problema di quali tratti ancora inespressi la persona abbia, di quali performance potrebbe ancora raggiungere se solo aumentasse il suo grado di energia, di motivazione e di competenze.</p>
<p>Rientrare nella media non è il mio obiettivo. Portare le persone ad essere il massimo di ciò che possono essere, lo è. Alla grande!</p>
<p>Per farlo, bisogna passare da una formazione “ascoltata”, una formazione “ad una via” dove abbiamo un docente che parla e allievi che ascoltano, ad una formazione attiva, esperienziale, dove gli allievi “fanno” e sperimentano in prima persona le variabili critiche e i contenuti che stiamo trattando. Esistono centinaia di tecniche di formazione attiva e il vero ruolo di un insegnante consiste nello saper scegliere quali tra queste tecniche attive alimenatno di più un vero apprendimento interiore e non solo le conoscenze esteriori. Quando si apprende un atteggiamento, questo può rimanere per tutta la vita. Quando si apprende una conoscenza intesa come “sapere” o dato, questo dato può scomparire dalla memoria in poche ore. Su una lezione standard, su cento concetti trasmessi quanti ne rimangono il giorno dopo? Se invece riusciamo a trasmettere un atteggiamento, o un valore, questo può insediarsi nella mente della persona e nel repertorio di competenze per sempre. Un esempio è l’ascolto attivo, per il quale nemmeno decine di ore sono sufficienti a far si che la persona diventi veramente empatico e buon ascoltatore, mentre in un paio d’ore di esercizi di ascolto attivo pratici, esperienziali, questo diventa più possibile e soprattutto permanente.</p>
<p>Lo stesso vale per uno sports coaching in cui la domanda latente sia “quanto sei diverso dalla media?” affinché con un programma io ti ci possa riportare. Grave errore, che fa dimenticare quali punti di forza e di diversità la persona abbia e che proprio con il coaching possono essere valorizzati.</p>
<p>Se ragioniamo solo di lacune, se le colmiamo, sembra andare tutto bene, ma così rientri nel gregge. Niente a che fare con il modello del “<em>Talent leveraging</em>” (letteralmente, fare leva sul talento), che si chiederebbe “<em>cosa di eccezionale sa, sa fare, o ha nel cassetto, cosa può avere questa persona di splendido da offrire, e come impiegare queste sue doti e talenti, valorizzarle, trasformarle in espressività concreta</em>?”</p>
<p>Il nodo centrale è quindi se puntare ad un appiattimento di competenze, o ad un equilibrio sano sul quale possano svettare alcuni picchi di abilità che rendono la persona unica o straordinariamente utile, efficace, felice.</p>
<p>Modificare e potenziare gli assetti ed equilibri della persona è arte difficile. Aumentare e rivedere le competenze, le energie e motivazioni delle persone è uno dei compiti più delicati. Questo risultato richiede metodi decisamente diversi dallo svolgere lezioni accademiche o fare prediche e ramanzine.</p>
<p>Le tecniche principali da utilizzare ricadono nel repertorio della formazione attiva (<em>active training</em>), del deep Coaching o coaching trasformazionale, opposto ad un coaching solamente incrementale, che punta solo ad aggiungere o sovra-stratificare.</p>
<p>Si arriva fino all’<em>Experiential learning</em>, l’apprendimento intenzionale derivante da esperienze pratiche, sensoriali, che puntano tutto sul “far sentire”, sul “far vivere” un brano di esperienza nella formazione e nel coaching, e non solo a raccontarlo.</p>
<p>Fare <em>active training</em> significa letteralmente realizzare formazione attiva, apprendimento basato sull’azione. Questo significa rivoluzionare la modalità di trasmissione di concetti e insegnamenti dal piano del “racconto” (dire, parlare, insegnare a voce) al piano del <strong>far accadere</strong> <strong>qualcosa</strong> (<em>training events, instructional events, training experiences</em>, o altri input esperienziali).</p>
<p>Mentre nella formazione classica è essenziale il testo scritto (lettura) o produzione orale del docente (ascolto di una lezione, in qualsiasi formato sia), nella formazione attiva il fulcro diventa il tipo e modalità di esperienza pratica che riesco a generare con una “regia di formazione” e una “regia di coaching”, e la fase di successiva assimilazione interiore, e non solo esterna, che riusciremo a produrre nel partecipante.</p>
<p>La rivoluzione comportamentale del formare attivamente consiste nel “parlare” il meno possibile e nel creare il più possibile azione, svolta da chi deve apprendere o essere formato.</p>
<p>Toccare con mano ha decisamente più effetto che “sentir dire”. Far “inciampare” un partecipante su un errore per poi rifletterci sopra, ha più effetto che raccontare l’ipotetica possibilità che esso si verifichi.</p>
<p>Riuscire a valorizzare un talento non è fortuna, non è caso, è scienza applicata alle potenzialità umane. Una nuova scienza dell’espressività della persona, dell’emersione dei suoi lati più affascinanti, unici, ricchi di valore per sè, per gli altri, per le aziende, persino per la razza umana nel suo complesso.</p>
<p>Il Coaching, se fa emergere davvero le potenzialità, è sacro. E si può partire dal piccolo, dal molto piccolo, da ogni singola sessione di coaching, di personal training, o di formazione attiva.</p>
<p>Se qualcuno (o il bisogno economico) avesse costretto Leonardo da Vinci a fare lo Chef, magari avremmo avuto un ottimo Chef, ma tante invenzioni irripetibili perse.</p>
<p>E se Einstein non avesse avuto qualcuno con cui discutere delle sue teorie, senza che lo considerassero “quello strano impiegato dell’Ufficio Brevetti di Berna che si crede un Fisico”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, probabilmente saremmo ancora in un medioevo della fisica e astrofisica.</p>
<p>Facilitare l&#8217;emergere del potenziale è la vera ragione dell&#8217;esistenza dell&#8217;insegnamento e della formazione. L&#8217;insegnamento diventa un atto di dono profondo, ispirato e immenso, una formazione attiva e impegnata. Quando riusciamo a creare queste condizioni, qualsiasi vero intervento educativo a livello umano diventa un modo molto saggio di investire energia e tempo.</p>
<p>Insegno con questi pensieri nella mia testa e preparo qualsiasi lezione con questo approccio, anche quando fare allenamento attivo è più difficile che semplicemente &#8220;parlare&#8221;.</p>
<p>Ogni volta che siamo in grado di aumentare il potenziale umano di qualcuno, lui/lei diventa un&#8217;arma in più che la Razza Umana ha contro l&#8217;ignoranza, la povertà, la miseria e un faro in più per un&#8217;umanità illuminata, uno strumento potente per la libertà materiale e spirituale di tutti noi.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> È noto che Albert Einstein, prima di ricevere onori accademici e incarichi universitari, abbia elaborato le sue principali teorie sulla fisica quando era un semplice impiegato presso l’Ufficio Brevetti di Berna, in Svizzera.</p>
<p>________________</p>
<p>Copyright dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani www.danieletrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/il-vero-significato-della-formazione-del-coaching-e-di-ogni-azione-educativa-fare-formazione-e-coaching-per-appiattire-nella-media-o-per-far-emergere-il-massimo-potenziale-della-persona/">Il vero significato della formazione, del coaching e di ogni azione educativa. Fare formazione e coaching per appiattire nella media, o per far emergere il massimo potenziale della persona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Essere Genitori. Un seminario pratico e ricco di stimoli di Coaching Genitoriale, basato sulla Psicologia della Gestalt</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/essere-genitori-un-seminario-pratico-e-ricco-di-stimoli-di-coaching-genitoriale-basato-sulla-psicologia-della-gestalt/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2019 08:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[coaching genitoriale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione genitori figli]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione in famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[essere genitori]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni umane positive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(testi a cura di: Dott. Lorenzo Manfredini http://www.stepconsapevole.it/) Essere genitori è un ruolo che ha due facce, una medaglia e un dono. Da una parte, riguarda l’aiutare una creatura a crescere adottando comportamenti esclusivi di cura, affetto, presenza, fiducia, riconoscimento, scoperta. Tante azioni, tutte molto impegnative. Dall&#8217;altra, riguarda il pensare a sé stessi, al proprio &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/essere-genitori-un-seminario-pratico-e-ricco-di-stimoli-di-coaching-genitoriale-basato-sulla-psicologia-della-gestalt/">Essere Genitori. Un seminario pratico e ricco di stimoli di Coaching Genitoriale, basato sulla Psicologia della Gestalt</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11258" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage.jpg" alt="" width="723" height="509" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage.jpg 2048w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage-600x422.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage-300x211.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage-768x540.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage-1024x721.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage-900x633.jpg 900w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents4_collage-1280x901.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<p><em>(testi a cura di: Dott. Lorenzo Manfredini http://www.stepconsapevole.it/)</em></p>
<p>Essere genitori è un ruolo che ha due facce, una medaglia e un dono.</p>
<p>Da una parte, riguarda l’aiutare una creatura a crescere adottando comportamenti esclusivi di cura, affetto, presenza, fiducia, riconoscimento, scoperta. Tante azioni, tutte molto impegnative.</p>
<p>Dall&#8217;altra, riguarda il pensare a sé stessi, al proprio modo di comunicare, amare e prendersi cura di sé, e di tutte quelle esperienze interiori che hanno bisogno di evolvere e maturare per essere migliori genitori.</p>
<p>Siamo genitori nelle situazioni in cui interagiamo con gli altri (a prescindere che abbiamo figli o meno) e grazie a questa esperienza ‘fantastica’, abbiamo l’opportunità di conoscere meglio noi stessi, i nostri figli, le nostre reazioni interiori ed esplorare il mondo in modo unico, imparando il mestiere più difficile del mondo: ‘essere genitori‘, una medaglia della vita, della sopravvivenza, dell’esserci e del conoscersi.</p>
<p>Il dono più grande dell’esperienza di essere genitori è l’amore. Questo sentimento speciale ci insegna a connettere il nostro mondo interiore, fatto di cellule e sogni, con l’amore per un’altra creatura e tutto ciò che quella creatura porta alla nostra attenzione in modo unico: amore e mondo.</p>
<p>Ecco allora un corso che ci accompagna, attraverso la metafora dell’essere buoni genitori di noi stessi e dei nostri figli, all’esperienza del saper amare l’incontro con sé stessi, l’altro, il mondo, e l’impegno primo di essere amorevolmente connessi con tutto ciò che ci circonda.</p>
<p>Un’esperienza preziosa, delicata, intensa e profonda che avrà luogo il</p>
<p><strong>15/16 Giugno a Montegrotto Terme.</strong></p>
<p>Sarà un’esperienza come siamo noi, ‘unica’, arricchita di conoscenze e condivisioni che diventeranno la nostra avventura, il nostro ‘connettoma’ di vita, le nostre reti neurali nel mondo.<br />
Il dono, che ci auguriamo svelerà questo incontro, sarà quello di diventare un miglior genitore, un eccellente educatore, un ottimo coach, ma soprattutto, grazie all’interazione con i nostri figli, genitori, amici, colleghi, un abitante innamorato del pianeta uomo e delle sue meravigliose potenzialità e capacità.</p>
<p>Vi aspetto a Montegrotto Terme il 15/16 Giugno per un’esperienza che ci può far bene, profondamente.<br />
​<br />
<strong>Programma indicativo</strong><br />
Nello stage verranno trattati gli elementi che influenzano il modo di entrare in relazione e le nuove pratiche educative per genitori con figli di tutte le età e provenienza e relativi temi (regole, gioco, conflitto, passioni, gestione del tempo, gestione emotiva, condivisione e tanto altro).</p>
<h2><strong>Relatore: Dott. Giuseppe De Felice</strong></h2>
<div class="wp-block-media-text alignwide">
<div class="wp-block-media-text__content">
<p>Psicologo e Psicoterapeuta in Gestalt Analitica e in Body Therapy, didatta presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia individuale e di gruppo – CSTG di Milano, operatore e didatta Associazione Orthos per la ricerca e la cura delle patologie compulsive, supervisore presso l’Associazione Ama di Bolzano</p>
</div>
</div>
<h2>Aspetti organizzativi</h2>
<p>Sabato 15 giugno, dalle 9.00 alle 9,30 si effettuerà la <strong>segreteria</strong>, con la compilazione di una scheda e il pagamento del corso.</p>
<p>Alle ore 9.30 Inizia il corso vero e proprio.</p>
<p><strong>Quota di adesione:<br />
</strong><br />
La quota è di <strong>200€</strong> così suddivisa (50€ quota associativa 2019 – naturalmente chi non è in regola con la quota annuale – da versare nel seguente cc// Associazione Step Consapevole IBAN: IT41S0200813001000102450427 – Causale: quota Socio Ordinario e 150€ da versare il sabato del corso).</p>
<p><strong>Luogo di svolgimento del corso ed eventuale prenotazione camera:</strong></p>
<p>L’incontro si tiene all’<strong>Hotel Olimpia</strong> (Viale Stazione 25 – Montegrotto Terme PD).</p>
<p><strong>Per la prenotazione alberghiera si prega di telefonare direttamente</strong><br />
Tel. 049/793499 (Prenotare come Gruppo STEP o Manfredini/Trevisani).</p>
<p><strong>Orari del we:</strong></p>
<p><strong>Sabato:</strong> Ritrovo e segreteria (9.00 – 9.30)<br />
Lezioni (9.30/13.30 – 14,30/18.30)</p>
<p><strong>Domenica:</strong> Lezioni 9,30/13.30 – 14.30/17.00)</p>
<p><strong>Materiale occorrente in sala e per le attività in piscina:</strong></p>
<p><strong>Attrezzatura per la piscina termale</strong> (35° gradi): accappatoio (per chi pernotta è compreso nel servizio dell’albergo), costume, ciabatte, cuffia. Può essere utile attrezzarsi di un asciuga capelli.</p>
<p>In aula, è possibile la registrazione delle lezioni teoriche, ma non la registrazione degli esercizi di proprietà intellettuale dei docenti.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11260" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage.jpg" alt="essere genitori" width="723" height="509" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage.jpg 2048w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage-600x422.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage-300x211.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage-768x540.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage-1024x721.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage-900x633.jpg 900w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/05/parents3_collage-1280x901.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<h2>Per informazioni e iscrizione:</h2>
<p>compilare il seguente form, vi ricontatteremo per darvi informazioni ulteriori se necessarie e rispondere alle vostre domande</p>
<p>&nbsp;</p>
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								<label for='choice_1_8_1' id='label_1_8_1' class='gform-field-label gform-field-label--type-inline'>Acconsento al trattamento dei dati secondo la normativa privacy ai sensi dell’art. 13 D.Lgs. 30/6/2003 n. 196 (in seguito, “Codice Privacy”) e dell’art. 13 Regolamento UE n. 2016/679 (in seguito, “GDPR”)</label>
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		<title>Dopo il successo della formazione in Intel Deutschland, alcune riflessioni sulla Comunicazione Efficace nei team</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/dopo-il-successo-della-formazione-in-intel-deutschland-alcune-riflessioni-sulla-comunicazione-efficace-nei-team/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 11:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Efficace nei Team]]></category>
		<category><![CDATA[La Comunicazione Efficace nei Team e nei Gruppi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicazione Efficace nei Team e nei Gruppi La Comunicazione nei team vale tanto quanto l&#8217;aria che le persone respirano. Senza comunicazione efficace, non esistono team efficaci. Quali sono alcune delle aree su cui lavoriamo nella formazione per la comunicazione nei team? Per citarne solo alcune: Atteggiamenti mentali positivi e atteggiamenti disfuzionali: gli errori nel pensiero &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Comunicazione Efficace nei Team e nei Gruppi</h1>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11161" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/img_20190318_170558.jpg" alt="dav" width="4608" height="2304" /></p>
<p>La Comunicazione nei team vale tanto quanto l&#8217;aria che le persone respirano. Senza comunicazione efficace, non esistono team efficaci.</p>
<p>Quali sono alcune delle aree su cui lavoriamo nella formazione per la comunicazione nei team? Per citarne solo alcune:</p>
<ul>
<li>Atteggiamenti mentali positivi e atteggiamenti disfuzionali: gli errori nel pensiero e la loro rilevazione</li>
<li>Relazioni tra stati energetici del leader e stati energetici del gruppo</li>
<li>La ricerca dello “stato di flusso” e la psicologia del gruppo vincente</li>
<li>Le turbolenze positive, le spirali negative, e il rinnovamento della cultura organizzativa</li>
<li>Il modello dei team come sistemi e gli ingredienti dei Winning Groups: i fattori di attenzione della leadership e le osmosi del gruppo</li>
<li>La comunicazione efficace tra i membri del team e le emozioni nel team</li>
<li>Saper comunicare e mantenere la comunicazione in team in condizioni di stress, crisi, pericolo, e sfide</li>
</ul>
<p>Il libro che più è in grado di aiutare a formare i team esiste,e l&#8217;esperienza di 25 anni di formazione di team, abbinata al materiale di studio giusto, può veramente aiutare i team ad evolvere rapidamente e migliorarsi:</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-team-leadership-comunicazione-operativa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10484 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-team-leadership-comunicazione-operativa.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a></p>
<h1><a href="https://amzn.to/2TK4YWi" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a></h1>
<p>Come esposto nel testo, &#8220;La gestione dei team richiede tecniche di comunicazione efficaci a vari livelli (cfr. inoltre fig. 1):</p>
<ul>
<li><strong>fase direzionale</strong> è comunicazione top-down: dare ordini, istruzioni, direttive, delegare bene;</li>
<li>capacità di <strong>interiorizzazione dei ruoli</strong> è empowerment, dare potere ai ruoli, dargli piena capacità operativa e gradi di autonomia;</li>
<li>capacità di <strong>sviluppo della relazione</strong> è equilibrio tra empatia, saper ascoltare gli altri, e assertività, saper imporre una visione e tirare le somme;</li>
<li>capacità <strong>motivazionale</strong> è comunicazione persuasiva, alimentare energie positive, forza, coraggio, motivazione;</li>
<li>capacità di sviluppare <strong>leadership in azione</strong> è comunicazioni operative, ordini, direttive chiare, deleghe chiare, informazioni chiare, quando servono, a chi servono, evitando noise (rumore e degrado informativo) e riducendo il rumore di fondo&#8221;.</li>
</ul>
<p>Le tecniche necessarie per gestire un team sono molte, e cito solo alcune delle principali:</p>
<ul>
<li><strong>diagnosi organizzativa e dei flussi di comunicazione</strong>: chi comunica che cosa e a chi, a chi servono informazioni, quando, perché;</li>
<li>diagnosi degli <strong>stili di comunicazione</strong>: “Comunichi nel modo giusto per poter stare in questo team?”;</li>
<li>diagnosi dei <strong> climi emotivi</strong>: “Che aria tira?” “Chi porta energie positive?”;</li>
<li>valutazione dei <strong>potenziali dei singoli</strong>;</li>
<li>valutazione della corretta <strong>attribuzione dei ruoli</strong>: “Ci sono le persone giuste al posto giusto?”;</li>
<li><strong>combat readiness</strong> e <strong>team readiness</strong>; valutare se un individuo sia o meno “pronto al combattimento” (in senso metaforico), ovvero nello stato di forma fisico e mentale per eseguire la performance, per ricevere un certo compito, entrare in azione e dare il reale contributo necessario.</li>
</ul>
<p>Gli interventi che bisogna apprendere a svolgere per incrementare le capacità di un team sono anch’essi diversificati:</p>
<ul>
<li>interventi correttivi diretti su singoli;</li>
<li>interventi di comunicazione informativa al­l’intero team;</li>
<li>condivisione di piani e strategie;</li>
<li>condivisione di visioni e obiettivi;</li>
<li>mentoring; counseling, training, coaching e ogni processo utile ad alimentare di competenze le persone.</li>
</ul>
<p>Tutte le diverse tecniche formative, peculiari, sono da assorbire e studiare per affilare le armi della capacità di dirigere un vero team.</p>
<p>Se prendiamo un gruppo di persone accatastate in un autobus, persone che non si conoscono, questo non fa di loro una forza speciale e nemmeno un team. Ma anche persone che si conoscono e comunicano tra di loro poco e male non potranno essere una forza speciale, un vero team ad alte prestazioni.</p>
<p>Ogni team, e ogni persona, ha una propria psicologia e struttura caratteriale, un certo livello di competenze, valori, energie, forze e debolezze.</p>
<p>Essere a capo di un gruppo (una squadra, un’azienda, un’area) non equivale a possederne la leadership. Esistono numerose realtà nelle quali gli organigrammi del potere e del carisma reale non corrispondono agli organigrammi ufficiali.</p>
<p>La leadership reale, il carisma e il potere, sono nelle mani di chi è più abile nel gestire la comunicazione sul campo, applicando la leadership conversazionale ed emozionale in ogni singolo contatto.</p>
<p>Un leader si distingue per la capacità di capire quando è bene frenare l’azione e quando è bene saper agire subito.</p>
<ol start="10">
<li><a name="_Toc445898102"></a> Team ad alte prestazioni: sviluppare reazioni istantanee e RAI (Reazioni Automatiche Immediate)</li>
</ol>
<p>Ogni leader di un team ad alte prestazioni deve capire quando è il momento di agire e non posticipare l’azione. Che si tratti di un incontro relazionale (un briefing, un debriefing), la preparazione di un’operazione, o la gestione sul campo.</p>
<p>Perché intervenire subito, durante, mentre l’incontro o interazione accade?</p>
<ul>
<li>Scopri il resto dell&#8217;articolo su sul sito www.danieletrevisani.it a questo link:<br />
<h1><a href="https://www.danieletrevisani.it/comunicazione_efficace_nei_gruppi.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La Comunicazione Efficace nei Team e nei Gruppi</a></h1>
</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dopo-il-successo-della-formazione-in-intel-deutschland-alcune-riflessioni-sulla-comunicazione-efficace-nei-team/">Dopo il successo della formazione in Intel Deutschland, alcune riflessioni sulla Comunicazione Efficace nei team</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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