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	<title>Tolleranza al rischio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Tolleranza al rischio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Diagnostica delle informazioni e propensione al rischio</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 10:36:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Le informazioni raccolte sui possibili fornitori o sui prodotti non hanno tutte lo stesso peso. Infatti, nei processi di scelta solo le informazioni altamente diagnostiche hanno il potere di generare fiducia nelle proprie valutazioni &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/diagnostica-delle-informazioni-e-propensione-al-rischio/">Diagnostica delle informazioni e propensione al rischio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le informazioni raccolte sui possibili fornitori o sui prodotti non hanno tutte lo stesso peso. Infatti, nei processi di scelta solo le informazioni altamente diagnostiche hanno il potere di generare fiducia nelle proprie valutazioni (van-Wallendael, 1995)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. La <strong>diagnosticità di un’informazione</strong> riguarda la sua pertinenza rispetto alla capacità di discriminare le caratteristiche ricercate. Ad esempio, nell’acquisto di un computer, la composizione chimica della vernice esterna non ha un potere diagnostico, ma lo avranno i termini di garanzia, le prestazioni assicurate, la velocità, e altre informazioni. Il marchio visibile su un prodotto (ad esempio uno zaino da scuola) può essere del tutto ininfluente per un genitore, e assolutamente strategico per la figlia, influenzata dalla moda del momento e dal fatto che tutte le amiche nella classe hanno quello zaino, e non uno zaino qualsiasi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema del rapporto tra informazione e consumo non è affatto lineare. Infatti la qualità della decisione migliora al crescere della quantità di informazione posseduta, ma solo in linea teorica. Nella realtà, quando la quantità di informazione eccede la capacità elaborativa, il decisore viene sovraccaricato da informazioni, rendendo il processo decisionale lungo e difficoltoso (<strong><em>overload</em> informativo</strong>). Il consumatore si trova quindi costretto a ridurre e scegliere le proprie fonti informative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo porta spesso ad affidarsi alle proprie relazioni, a rivolgersi ai consigli degli altri, ad osservare quanto fanno gli altri, per un aiuto nella scelta, sfruttando, in un certo senso, la <strong>fatica decisionale</strong> già svolta da altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sheth e Parvatyar (1995)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> hanno analizzato le tematiche del <em>Relationship Marketing</em>, evidenziando che i consumatori utilizzano la propria rete di conoscenze per ridurre le scelte possibili (ricerca di suggerimenti, osservazione del comportamento già svolto da altri, imitazione). Lo scopo sottostante è l’intento di semplificare i compiti di consumo e acquisto, ridurre la necessità di <em>information processing</em>, diminuire il rischio percepito e mantenere la consistenza cognitiva e il comfort psicologico, riducendo l&#8217;ansia di scegliere.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Van Wallendael, L.R. (1995). Implicit diagnosticity in and information buying task: How do we use the information that we bring with us to a problem?&nbsp; <em>Journal of Behavioral Decision Making</em>, 8, 245-264.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Sheth, J. N., &amp; Parvatiyar, A. (1995). Relationship marketing in consumer markets: antecedents and consequences. <em>Journal of the Academy of Marketing Sciences</em>, vol. 23, 255-271.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Processo di scelta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diagnostica delle informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia nelle valutazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità dell’informazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capacità elaborativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fatica decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relationship marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riduzione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione al rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni informate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tolleranza al rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modelli decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raccolta dei dati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione dei dati</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di mitigazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi predittiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profilo di rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Big data analytics</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incertezza e decisioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer insights</p>
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		<title>La propensione al rischio di perdere nelle scelte del consumatore</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-propensione-al-rischio-di-perdere-nelle-scelte-del-consumatore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 10:06:42 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="229" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-1024x229.png" alt="" class="wp-image-26654" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-1024x229.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-300x67.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-768x172.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-175x39.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-450x101.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20.png 1105w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ambito dei comportamenti del consumatore, una delle principali aree di studio riguarda la scelta tra prodotti concorrenti e la valutazione delle alternative. Ad un certo punto, durante una comparazione, avviene l&#8217;innesco della decisione di acquisto. Cosa accada in termini valutativi durante questi momenti (che possono essere brevi, pochi minuti, come nella scelta di un colore di rossetto su un banco, o lunghi, anche mesi o anni, come nella scelta di una abitazione) non è del tutto chiaro. Analizzeremo quindi alcuni modelli che permettono di far luce su tali dinamiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle principali caratteristiche del comportamento del consumatore è l&#8217;avversione alla perdita (<strong><em>loss aversion</em></strong>). Diverse ricerche indicano che nel consumatore, in media l’avversione alla perdita è superiore alla propensione al guadagno<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. Le persone spesso richiedono un compenso maggiore per privarsi di un oggetto, rispetto a quello che sarebbero disposte a pagare per esso (effetto denominato <em>endowment effect</em>)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>. Inoltre, le persone si differenziano in termini di propensione al rischio. Ipotizziamo di trovarci di fronte ad una scelta tra alternative. In un gioco a testa o croce, ci vengono fatte due proposte tra cui dover scegliere: l’opzione (a) consente di guadagnare 1000 dollari se vinciamo o vincerne comunque 100 se perdiamo; l’opzione (b) implica perdere 200 se si perde o vincere 2000 se si vince. Cosa scegliereste? A o b? In base a scelte di questo tipo, è possibile misurare la propensione al rischio (<em>risk-taking</em>) delle persone e degli imprenditori. Chi ha un basso livello di risk-taking tenderà a scegliere (a), la scelta sicura, mentre chi possiede un livello alto di risk-taking tenderà a scegliere (b), meno sicura ma dai potenziali di guadagno più alti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>loss aversion</em> è anche un fattore sociale e culturale, oltre che personale. Vi sono culture che premiano il “non prendere rischi” e favoriscono il lavoro dipendente rispetto al lavoro autonomo o la creazione d’impresa<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La perdita, sul mercato, si configura ogniqualvolta il cliente ritenga di aver esborsato denaro o altre risorse avendone ricevuto una prestazione non corrispondente. Si basa quindi su un meccanismo di calcolo differenziale di guadagni e perdite che si instaurano in una transazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto guadagno e quanto perdo se scelgo questa linea di azione? Cosa mi costa acquistare, cosa mi costa non farlo? Riceverò in cambio ciò che spero?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per risolvere alcuni di questi problemi, le persone attuano meccanismi di ricerca di informazioni. Il fabbisogno di informazioni e la <strong>ricerca di informazioni</strong> (<em>information seeking</em>) è connaturato al tentativo del cliente di evitare una perdita potenziale. Esso rappresenta una condizione comune nei momenti di scelta, nella quale il terrore di avviarsi verso una perdita viene in un certo senso monitorato, previsto e contabilizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni processo di ricerca rappresenta un momento di <strong><em>uncertainty reduction</em></strong> (riduzione dell’incertezza decisionale), e si prefigge di raggiungere la condizione psicologica che permette di prendere una decisione con serenità, avendone valutato tutti i pro e contro, e sentendo di aver fatto il possibile per decidere al meglio.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Vedi ad esempio Kahneman, D. &amp; Tversky, A. (1979). Prospect theory: an analysis of decision under risk. <em>Econometrica</em> 47, 263-291.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Thaler R. (1980). Toward a positive theory of consumer choice. <em>Journal of Economic Behavior and Organization</em>, 1, 39-60, cit. in van Dijk, E., &amp; van Knippenberg, D. (1998). Trading wine: on the endowment effect, loss aversion, and the comparability of consumer goods. <em>Journal of Economic Psychology</em>, 19, 485-495.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> In uno studio sul campo realizzato dall’autore su studenti 18enni all’ultimo anno di scuola professionale, in un territorio ad alto grado di disoccupazione giovanile, la valutazione di un alto grado di rischio connesso all’imprenditoria veniva ulteriormente rinforzata dall’opinione che la famiglia reagirebbe più positivamente alla notizia che il proprio figlio/figlia trovi un lavoro dipendente, rispetto alla notizia che il giovane intende avviare un impresa autonoma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scelta del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi comparative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avversione alla perdita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione al guadagno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione al rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risk-taking</p>



<p class="wp-block-paragraph">Calcolo differenziale del guadagno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condizione psicologica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tolleranza al rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione e rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicolgia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine all&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori motivazionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing persuasivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita impulsiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumo e rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modelli di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di mercato</p>
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