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	<title>tipi di domanda &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>tipi di domanda &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<item>
		<title>Le tecniche di ascolto nell&#8217;approccio professionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 07:58:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News & Novità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Copyright. Estratto dal libro Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse Con commenti e note inedite dell&#8217;autore ______ Prima di proporrre qualsiasi soluzione, è bene capire il quadro. Soluzioni che si basano su analisi sbagliate rischiano di fare solo guai. Questo, sia nelle relazioni aziendali, nella vendita consulenziale, nelle &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Copyright. Estratto dal libro</p>
<h1 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><a href="http://amzn.to/2BhmAPk" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span id="productTitle" class="a-size-large"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-9786 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5.png?w=206" alt="" width="206" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5.png 603w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5-600x876.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5-206x300.png 206w" sizes="(max-width: 206px) 100vw, 206px" />Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</span></a></h1>
<p><em>Con commenti e note inedite dell&#8217;autore</em></p>
<p>______</p>
<p><em><strong>Prima di proporrre qualsiasi soluzione, è bene capire il quadro. </strong></em></p>
<p><em>Soluzioni che si basano su analisi sbagliate rischiano di fare solo <strong>guai</strong>.</em></p>
<p><em>Questo, sia nelle relazioni aziendali, nella vendita consulenziale, nelle relazioni di aiuto, e nella vita di ogni giorno.</em></p>
<p><em>Oltre a tecniche di osservazione aumentata, lo strumento a disposizione esiste. Sono le </em><strong><em>domande. </em> </strong></p>
<p>La fase di analisi e ascolto richiede il ricorso a:</p>
<ul>
<li>domande aperte,</li>
<li>domande chiuse,</li>
<li>domande di precisazione,</li>
<li>riformulazioni e verifiche di comprensione,</li>
<li>riepiloghi, sommari,</li>
<li>rispecchiamento dei contenuti.</li>
</ul>
<p>Le domande devono essere poste solo dopo che si sia creato lo spazio psicologico per farle, <strong>chiedendo il permesso al cliente</strong> di porgli alcune domande che servono per poter realizzare proposte sensate.</p>
<p>Durante la fase di analisi è essenziale il ricorso alla carta e penna per prendere appunti, sotto forma di parole chiave, ed un precedente allentamento alle tecniche di memorizzazione, intervista e Analisi della Conversazione (<em>Conversation Analysis</em>, CA).</p>
<h2><a name="_Toc288814343"></a>I due livelli delle domande: domande interiori e doman­de esterne</h2>
<p>Tutti noi abbiamo curiosità e dubbi, che però raramente esprimiamo. A volte non lo facciamo per pudore (quante volte fai sesso in un mese? = invasione dello spazio psicologico altrui), altre volte per titubanza strategica (vorrei chiedergli quanto sono disposti a pagare ma non lo faccio per timore che mi dicano una bugia sulla quale poi non saprei come argomen­tare), e per tante altre ragioni.</p>
<p>Un’operazione fondamentale è distinguere tra:</p>
<ul>
<li>domande interiori: quello che vorremmo davvero sapere, quello che abbiamo bisogno di sapere;</li>
<li>domande esteriori: le mosse conversazionali che poniamo in essere, i modi con i quali arriviamo ad ottenere quelle informazioni.</li>
</ul>
<p>Le attività connesse alle due domande:</p>
<ul>
<li><strong>domanda interiore</strong>: bisogni informativi di base, la domanda reale che ci stiamo ponendo e a cui vorremmo risposta (es.: quanti soldi avete a disposizione?);</li>
<li><strong>domanda esteriore</strong>: la domanda che è adeguata e consentita ad un certo stato di relazione, in base al grado di familiarità con il soggetto, di trasparenza comunicativa, di tempo disponibile (es.: avete già fissato un budget per questa iniziativa?)</li>
</ul>
<p>Esempio di domande che vorremmo porre. Immaginiamo di trattare con il soggetto X con il quale si ipotizza di fare un progetto formativo.</p>
<ul>
<li>Si tratta di concorrenti diretti o soggetti con cui è possibile invece attivare una sinergia? Vogliono avere un programma gratis o è una richiesta vera?</li>
<li>Quanto dura il progetto? Durata del progetto, tempi?</li>
<li>Chi fattura a chi?</li>
<li>Dove avete avuto le informazioni sulla nostra azienda, dove ci avete trovato, qualcuno vi ha consiglia-to? Ci avete trovato in internet?</li>
<li>Quale tipo di formazione marke-ting, tra i tanti, desidera il cliente?</li>
<li>Ha avuto occasione di leggere qualcuno dei libri da noi prodotti?</li>
<li>Avete contattato altre realtà o nostri competitors?</li>
<li>Ci sono indicazioni rispetto al budget disponibile? Che disponi-bilità economi¬ca esiste?</li>
<li>Quante persone vanno formate, in quali popolazioni aziendali?</li>
<li>Sede preferita per il corso? Modalità (aula, outdoor, ecc)?</li>
<li>Tempi e vincoli temporali. Quando si vuole fare il progetto? Quanto può o deve durare. Con che cadenza?</li>
<li>Tipo di audience e soggetti da formare?</li>
<li>Fabbisogni formativi?</li>
<li>Settore merceologico dell’azienda che richiede il servizio, e ogni altro dato di profilazione aziendale</li>
<li>Fatturato e dipendenti</li>
<li>Cultura aziendale</li>
<li>Se il cliente ha avuto o meno altre esperienze di formazione in marke¬ting, e se ne è rimasto soddi¬sfatto o meno, motivi dell’eventua¬le insoddisfazione</li>
</ul>
<h2>Ogni mancata informazione è un rischio</h2>
<p><em>Tab. 1 – Domande latenti cui è necessario dare risposte, e rischi correlati al non sapere le risposte</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="454">
<tbody>
<tr>
<td width="234"><strong>Domanda latente, fabbisogno informativo</strong></td>
<td width="220"><strong>Rischio correlato al non avere la risposta</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Si tratta di concorrenti diretti o soggetti con cui è possibile invece attivare una sinergia? Vogliono avere un programma gratis o è una richiesta vera?</strong></td>
<td width="220">Regalare progetti a nostri concorrenti diretti, lavorare gratis per aiutare un concorrente che non aveva un know-how e ha cercato di acquisirlo gratis.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Quanto dura il progetto? Durata del progetto, tempi?</strong></td>
<td width="220">Investire tanta progettualità in un piccolo progetto, spreco di energie e di risorse.</p>
<p>Difficoltà nel pianificare.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Chi fattura a chi? </strong></td>
<td width="220">Trovarsi in una disputa legale</p>
<p>Perdere molto più tempo dopo, rispetto a faccende che erano da chiarire subito.</p>
<p>Problema di confusione dei ruoli.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Dove avete avuto le informazioni sulla nostra azienda, dove ci avete trovato, qualcuno vi ha consiglia­to? Ci avete trovato in internet?</strong></td>
<td width="220">Perdere un’informazione preziosa su quali sono i canali che funzionano nel portare i clienti.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Quale tipo di formazione marke­ting, tra i tanti, desidera il cliente?</strong></td>
<td width="220">Dare al cliente il prodotto sbagliato.</p>
<p>Creare insoddisfazione.</p>
<p>Aprire le porte a problemi di incoe­renza tra domanda e offerta.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Ha avuto occasione di leggere qualcuno dei libri da noi prodotti?</strong></td>
<td width="220">Perdita di informazione preziosa. Non sapere che leva contrattuale si può applicare. Sapere se cerca un fornito­re qualsiasi o il metodo da noi prodot­to.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Avete contattato altre realtà o nostri competitors?</strong></td>
<td width="220">Non capire la modalità di acquisto in corso (gara, richiesta mirata, o altre). Non sapere contro chi si sta concor­rendo.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Ci sono indicazioni rispetto al budget disponibile? Che disponi­bilità economi­ca esiste?</strong></td>
<td width="220">Lanciarsi in sconti non necessari.</p>
<p>Puntare troppo al prezzo anche quando le esigenze del cliente non sono di fare economia.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Quante persone vanno formate, in quali popolazioni aziendali?</strong></td>
<td width="220">Sottovalutare l’entità dello sforzo.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Sede preferita per il corso? Modalità (aula, outdoor, ecc)?</strong></td>
<td width="220">Difficoltà nel computare i costi aggiuntivi, logistici e altri possibili costi immateriali di tempo.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Tempi e vincoli temporali. Quando si vuole fare il progetto? Quanto può o deve durare. Con che cadenza?</strong></td>
<td width="220">Farsi assillare da urgenze non necessarie, o non capire l’urgenza di un progetto, o i margini di manovra. Assegnare urgenze e priorità sbagliate.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Tipo di audience e soggetti da formare?</strong></td>
<td width="220">Sbagliare la tecnica didattica e l’approccio didattico.</p>
<p>Sottovalutare o sopravvalutare il target.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Fabbisogni formativi?</strong></td>
<td width="220">Portare contenuti sbagliati o poco centrali o poco utilizzabili.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Settore merceologico dell’azienda che richiede il servizio, e ogni altro dato di profilazione aziendale</strong></td>
<td width="220">portare esempi poco centrali, non riuscire a centrare le esigenze del mercato di riferimento.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Fatturato e dipendenti</strong></td>
<td width="220">Non aver ben chiara la dimensione del soggetto con sui si tratta.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Cultura aziendale</strong></td>
<td width="220">Non capire il grado di libertà con il quale immettere contenuti innovativi e metodi innovativi.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Nominativo dell’azienda</strong></td>
<td width="220">Offrire qualcosa a qualcuno che sia già nostro cliente.</td>
</tr>
<tr>
<td width="234">·       <strong>Se il cliente ha avuto o meno altre esperienze di formazione in marke­ting, e se ne è rimasto soddi­sfatto o meno, motivi dell’eventua­le insoddisfazione</strong></td>
<td width="220">Capire se si tratta di un primo acquisto di categoria o di sostituzione di un fornitore.</p>
<p>Capire cosa ha apprezzato o non ap­prezzato il cliente in passato. Capire meglio come ragiona il cliente (la sua algebra mentale e meccanismi di valutazione).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni volta che il decisore non dispone di informazioni si apre un rischio. Ogni mancata informazione è un rischio potenziale.</p>
<p>Copyright. Estratto dal libro</p>
<h1 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><span id="productTitle" class="a-size-large"><a href="http://amzn.to/2nXdKAT" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-9786 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5.png?w=206" alt="" width="206" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5.png 603w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5-600x876.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/12/copertina-strategic-selling-alm5-206x300.png 206w" sizes="(max-width: 206px) 100vw, 206px" /></a>Strategic selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</span></h1>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-tecniche-di-ascolto-nellapproccio-professionale/">Le tecniche di ascolto nell&#8217;approccio professionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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