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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>self-coaching &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 06:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi Transazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>──────────────────────────── Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM Premessa generale del Metodo HPM Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da Daniele Trevisani, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello: Energetico (fisico e mentale) Motivazionale (volitivo ed emotivo) Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie) Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>────────────────────────────</strong></p>
<h2>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM</h2>
<ol>
<li>
<h2>Premessa generale del Metodo HPM</h2>
</li>
</ol>
<p>Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da <em>Daniele Trevisani</em>, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello:</p>
<ul>
<li>Energetico (fisico e mentale)</li>
<li>Motivazionale (volitivo ed emotivo)</li>
<li>Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie)</li>
<li>Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli altri)</li>
</ul>
<p>In questo sistema, autostima e autoefficacia rappresentano due pilastri fondamentali della <em>comunicazione potenziante</em> e dello <em>sviluppo personale</em>.</p>
<h2>2. Autostima: la percezione del proprio valore comunicativo</h2>
<p>Definizione HPM:<br />
L’autostima è la percezione interna del proprio valore e della propria dignità come essere umano e come comunicatore. È il “campo base” della comunicazione efficace.</p>
<p>Caratteristiche:</p>
<ul>
<li>È il termometro del sé comunicante: quanto credo di avere diritto di parlare, esprimermi, farmi ascoltare.</li>
<li>Influenza la presenza comunicativa, il tono di voce, il linguaggio del corpo e la gestione delle emozioni.</li>
<li>È dinamica, può crescere o diminuire in base ai feedback e alle esperienze.</li>
</ul>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>Quanto mi sento “degno di parola” nei diversi contesti della mia vita?</li>
<li>Quali esperienze hanno rafforzato o indebolito la mia autostima comunicativa?</li>
<li>Che tipo di linguaggio interiore uso verso di me quando comunico? (critico, giudicante, o incoraggiante?)</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Specchio comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Davanti allo specchio, pronuncia una frase importante per te (“Merito di essere ascoltato”, “Ho qualcosa di valore da dire”).</li>
<li>Osserva la tua postura, lo sguardo e la voce.</li>
<li>Ripeti finché senti coerenza tra parole, corpo e sentimento.</li>
<li>Rileggi la sensazione e annotala nel tuo diario di potenziale.</li>
</ol>
<h2>3. Autoefficacia: la fiducia nella propria capacità comunicativa</h2>
<p>Definizione HPM (ispirata a Bandura ma evoluta in chiave sistemica):<br />
L’autoefficacia è la convinzione di poter produrre risultati efficaci attraverso le proprie azioni comunicative. È la fede nella propria capacità di incidere.</p>
<p>Dimensioni dell’autoefficacia comunicativa:</p>
<ol>
<li>Efficacia nel comprendere: capacità di ascoltare e decodificare messaggi.</li>
<li>Efficacia nel farsi comprendere: capacità di esprimere messaggi chiari, assertivi e empatici.</li>
<li>Efficacia relazionale: capacità di mantenere relazioni costruttive anche in contesti difficili.</li>
</ol>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di riuscire a farmi ascoltare e in quali no?</li>
<li>Quanto credo nella mia capacità di influire positivamente sugli altri?</li>
<li>Che immagine mentale ho di me come comunicatore?</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Rivivi il tuo successo comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Ricorda una situazione in cui la tua comunicazione ha funzionato molto bene.</li>
<li>Analizza cosa hai fatto, detto, come ti sei mosso.</li>
<li>Ricava da quell’episodio una strategia personale di efficacia da replicare.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li>
<h2>Interazione tra autostima e autoefficacia nella comunicazione</h2>
</li>
</ol>
<table>
<thead>
<tr>
<td>Livello</td>
<td>Autostima</td>
<td>Autoefficacia</td>
<td>Effetto sulla Comunicazione</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Alto-Alto</td>
<td>Mi sento degno e capace</td>
<td>Credo di poter influire</td>
<td>Comunicazione carismatica, fluida, ispirante</td>
</tr>
<tr>
<td>Bassa autostima / alta autoefficacia</td>
<td>Mi so esprimere ma non mi sento “all’altezza”</td>
<td>Comunicazione tecnica ma fragile emotivamente</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Alta autostima / bassa autoefficacia</td>
<td>Mi sento valido ma mi blocco nell’azione</td>
<td>Comunicazione entusiasta ma inefficace</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Basso-Basso</td>
<td>Mi svaluto e mi sento incapace</td>
<td>Evitamento comunicativo, ansia, blocchi</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Obiettivo HPM: portare la persona verso il quadrante Alto-Alto, con equilibrio tra fiducia in sé e percezione di competenza.</p>
<h2>5. Tecniche HPM per potenziare autostima e autoefficacia comunicativa</h2>
<ul>
<li>Riprogrammazione delle convinzioni limitanti: sostituire “non sono capace” con “posso migliorare passo dopo passo”.</li>
<li>Allenamento esperienziale: esercitazioni pratiche di comunicazione in piccoli gruppi o simulazioni.</li>
<li>Feedback costruttivo: centrato sul comportamento, non sul valore personale.</li>
<li>Ancoraggio energetico e respirazione HPM: gestire il corpo per rafforzare la presenza comunicativa.</li>
<li>Dialogo interiore potenziante: imparare a parlarsi come un coach, non come un giudice.</li>
</ul>
<h2>6. Aforismi HPM</h2>
<p>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima. Ogni silenzio scelto consapevolmente rafforza la tua autoefficacia.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Il Potenziale Umano</em></p>
<p>“La comunicazione non è solo un atto verso l’esterno. È la forma più visibile del dialogo che abbiamo con noi stessi.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Crescita Personale. Il Metodo HPM</em></p>
<h2>7. Applicazioni pratiche</h2>
<ul>
<li>Public speaking: lavorare su autostima vocale e postura per aumentare autoefficacia in pubblico.</li>
<li>Team communication: creare fiducia reciproca per far crescere autostima collettiva e coordinamento.</li>
<li>Coaching HPM: facilitare l’esplorazione del “Sé comunicante” con domande e micro-esercizi esperienziali.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h1>Autostima e Autoefficacia &#8211; Scheda Operativa</h1>
<p>La presente scheda operativa fa parte del percorso di sviluppo del Potenziale Umano secondo il Metodo HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> di Daniele Trevisani. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del Sé comunicante, lavorando su due pilastri fondamentali: Autostima e Autoefficacia.</p>
<h2>1. Autostima Comunicativa</h2>
<p>L’autostima comunicativa rappresenta la percezione del proprio valore come persona capace di esprimersi e farsi ascoltare. È la base della sicurezza interiore nella relazione.</p>
<p><strong>Domande di riflessione personale:</strong></p>
<ul>
<li>Quanto mi sento libero di esprimermi nei diversi contesti della mia vita (lavorativo, familiare, sociale)?</li>
<li>In quali situazioni la mia autostima comunicativa cresce, e in quali si riduce?</li>
<li>Qual è la mia voce interiore dominante quando comunico (incoraggiante, critica, giudicante)?</li>
<li>Che messaggio di valore voglio trasmettere agli altri attraverso la mia presenza comunicativa?</li>
</ul>
<p>Spazio per note e riflessioni personali:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h3>Esercizio HPM – Specchio Comunicativo</h3>
<p>Davanti a uno specchio, pronuncia una frase che rappresenti il tuo diritto a comunicare (es. “Ho qualcosa di valore da dire”). Osserva voce, postura e sguardo. Ripeti fino a percepire coerenza tra parole, corpo e emozione.</p>
<p>Annota le sensazioni percepite:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>2. Autoefficacia Comunicativa</h2>
<p>L’autoefficacia comunicativa è la fiducia nella propria capacità di produrre risultati efficaci con le proprie azioni comunicative. Significa credere nella possibilità di influire positivamente sugli altri.</p>
<p>Domande di analisi:</p>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di comunicare con efficacia?</li>
<li>Quando, invece, percepisco un blocco o una perdita di fiducia?</li>
<li>Quali comportamenti specifici mi rendono più efficace (tono di voce, postura, chiarezza, empatia)?</li>
<li>Quale immagine di me come comunicatore voglio rafforzare nei prossimi mesi?</li>
</ul>
<h3>Esercizio HPM – Rivivi il tuo Successo Comunicativo</h3>
<p>Rivivi mentalmente un episodio in cui la tua comunicazione ha avuto successo. Analizza cosa hai fatto e quali fattori hanno contribuito. Usa quell’esperienza come modello per rafforzare la tua autoefficacia.</p>
<p>Descrizione dell’episodio:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>3. Piano di Sviluppo Personale HPM</h2>
<p>Definisci obiettivi e azioni per migliorare autostima e autoefficacia nella comunicazione.</p>
<p>Obiettivi specifici:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Azioni concrete da mettere in pratica:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Indicatori di miglioramento (come capirò di essere cresciuto?):</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>4. Scala di Autovalutazione</h2>
<p>Valuta il tuo livello attuale su una scala da 1 a 10.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="288">Aspetto</td>
<td width="288">Punteggio (1-10)</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autostima comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autoefficacia comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima.”</em></p>
<p><strong>— Daniele Trevisani, *Il Potenziale Umano*</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autostima e autoefficacia nella comunicazione &#8211; Semantica articolo</h3>
<ol>
<li>Autostima</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Potenziale umano</li>
<li>Metodo HPM</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Coaching</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Sicurezza interiore</li>
<li>Fiducia in sé</li>
<li>Assertività</li>
<li>Presenza comunicativa</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Espressione verbale</li>
<li>Espressione non verbale</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Leadership personale</li>
<li>Performance comunicativa</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Self-power</li>
<li>Dialogo interiore</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Mindset potenziante</li>
<li>Resilienza comunicativa</li>
<li>Influenza positiva</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Empatia</li>
<li>Self-coaching</li>
<li>Assertività positiva</li>
<li>Sicurezza comunicativa</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Obiettivi di sviluppo</li>
<li>Potenziamento delle competenze</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Energia mentale</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Strategie comunicative</li>
<li>Fiducia nelle proprie capacità</li>
<li>Miglioramento continuo</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Esercizi di autostima</li>
<li>Esercizi di autoefficacia</li>
<li>Potenziale comunicativo</li>
<li>Influenza interpersonale</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
</ol>
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			</item>
		<item>
		<title>Attivare le risorse personali per far emergere il proprio potenziale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/attivare-le-risorse-personali-per-far-emergere-il-proprio-potenziale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 09:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Il concetto di crescita viene spesso visualizzato come una scalata verso l&#8217;alto, un’arrampicata impossibile verso livelli che si sviluppano in altezze vertiginose. Bene, è un errore, può trattarsi invece di &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concetto di crescita viene spesso visualizzato come una <em>scalata </em>verso l&#8217;alto, un’arrampicata impossibile verso livelli che si sviluppano in altezze vertiginose. Bene, è un errore, può trattarsi invece di un allargamento (crescita laterale, ampliamento dei propri campi di azione), o una crescita che guarda dentro, verso se stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche piccolissime acquisizioni positive possono dare luogo a importanti variazioni nel lungo periodo, per effetti di trascinamento ed effetti a cascata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quello che facciamo è soltanto una goccia nell&#8217;oceano. ma se non ci fosse quella goccia all&#8217;oceano mancherebbe. </em>Madre Teresa di Calcutta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le operazioni positive richiedono di apprendere ad accedere alle risorse attive ma soprattutto accedere alle risorse bloccate, scoprendo un bacino di energie prima non accessibili perché ostacolate da numerosi fattori (sociali, psicologici, lacune di apprendimento, ambiente circostante).</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Risorse e potenziale</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="677" height="390" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-6.png" alt="" class="wp-image-28415" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-6.png 677w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-6-300x173.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-6-175x101.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/01/image-6-450x259.png 450w" sizes="(max-width: 677px) 100vw, 677px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Spesso non ci sentiamo pronti, non ci sentiamo all’altezza, vediamo le cose come troppo difficili, ci ritiriamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale stato riguarda un’innumerevole gamma di questioni: impegnarsi in una ricerca, fare una scelta, o invece continuare a posticipare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Azioni come parlare in pubblico, fare una presentazione, decisioni di vita come avere figli, assumere una responsabilità, cambiare lavoro, cambiare vita, coltivare una relazione difficile, richiedono energie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Ci provi fallisci, ci riprovi fallisci di nuovo, ma il vero fallimento è quando smetti di provare. </em>dal film &#8220;La casa dei fantasmi&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sfide sembrano insormontabili. Tuttavia, a volte accade qualcosa di sorprendente. In alcune sfide, quando ci si trova catapultati all’interno, si scopre di avere qualcosa dentro, qualcosa che non sospettavamo di avere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scoprire di avere questa energia nascosta, potente, sapere dove e come farla emergere, capire quanta è realmente, riuscire a portarla allo stato di coscienza, è un grande risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se solo potessimo conoscere il nostro potere fino in fondo accetteremmo molte più sfide e andremmo verso ideali ben più grandi di quelli che perseguiamo nel quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo aspetto riguarda sia la vita delle persone, ma anche quella delle aziende, che si nutrono dell’energia dei manager e di ogni singolo collaboratore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Principio 4 – Consapevolezza delle risorse bloccate</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le performance e il benessere possono essere aumentati quando:</li>



<li>la persona prende coscienza di possedere risorse bloccate o latenti, sia tramite forme di autocoscienza che tramite contributi esterni (coaching, training, assessment, analisi del potenziale personale);</li>



<li>la persona decide di intraprendere un percorso di crescita, miglioramento, sblocco, senza accettare questi limiti passivamente, con lo stesso spirito di chi avvia un viaggio in nuovi territori (coraggio dell’esploratore).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Mi è capitato oramai troppe volte di osservare che dietro alla tristezza, o a vite che decadono, ma anche nascosti nei meandri dei malesseri organizzativi o problemi di mercato di un’azienda, si nascondo profonde crisi di significato, perdita di senso, e mancanze di energie personali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho potuto notare questo fenomeno anche in campo sportivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricorrenza di questo fatto e le sue implicazioni sono di portata tale che ho dovuto, per necessità, studiarlo, se volevo andare alla radice del problema come coach, come consulente e formatore che vorrebbe aiutare seriamente le persone e le aziende ad evolvere: come favorire le persone e le organizzazioni a crescere, a formarsi, a evolvere, se le energie mancano? <strong>A cosa servono tutti gli strumenti dell’universo se non c’è “fuoco sacro” e volontà?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho notato, come professionista, che &#8211; quando voglio veramente andare alla radice di un aiuto forte, che produce effetti, e non voglio limitarmi ad un lavoro burocratico &#8211; devo veramente pormi il problema delle energie personali e delle energie che circolano nei team.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema si sposta: dalle semplici competenze ai sistemi di energie delle persone, e di come queste riescono a produrre progetti e usare gli strumenti, o invece li spengono e non utilizzano nemmeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esame di come queste forze ed energie fluiscono tra persone e nelle organizzazioni, e – non ultimo &#8211; dentro di me, è affascinante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimanere in uno stato di superficie significa osservare il problema da una angolazione dalla quale non è possibile fare niente di serio. Posso consegnare uno stupendo piano o progetto, ma se nessuno avrà la volontà di applicarlo, la forza di tentarlo, non verrà nemmeno sfogliato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se lavoro in uno spazio mentale in cui non si produce vero sviluppo e vera crescita, non sono appagato. Questo livello di superficie non mi accontenta né personalmente né professionalmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste riflessioni costringono chiunque ad aumentare sempre più le attività di ricerca verso il tema del potenziale umano e delle energie personali, e per quanto mi riguarda, è una sfida scientifica e professionale molto seria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Risorse personali</li>



<li>Potenziale</li>



<li>Crescita personale</li>



<li>Autoconsapevolezza</li>



<li>Motivazione</li>



<li>Resilienza</li>



<li>Empowerment</li>



<li>Obiettivi</li>



<li>Fiducia in sé stessi</li>



<li>Autostima</li>



<li>Competenza emotiva</li>



<li>Mindset positivo</li>



<li>Autodeterminazione</li>



<li>Gestione del tempo</li>



<li>Abilità trasversali</li>



<li>Autorealizzazione</li>



<li>Talento</li>



<li>Self-coaching</li>



<li>Creatività</li>



<li>Benessere psicologico</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Le nostre energie e le nostre paure: la lotta infinita tra luce e oscurità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 09:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[energie mentali]]></category>
		<category><![CDATA[energie personali]]></category>
		<category><![CDATA[energie professionali]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[energie]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[self-coaching]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance, Franco Angeli, Milano Daniele Trevisani Info sull’autore www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it È meglio accendere una lampada, che maledire l&#8217;oscurità. Lao Tzu &#160; Ogni giorno ti alzi. E ogni giorno combatti una battaglia. A volte ti accorgi persino che stai &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-10918 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani.jpg?w=300" alt="" width="300" height="227" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani.jpg 1242w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani-600x455.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani-300x227.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani-768x582.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani-1024x776.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/12/dott-daniele-trevisani-900x682.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></h2>
<ul>
<li>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</li>
<li>Daniele Trevisani Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></li>
</ul>
<p><em>È meglio accendere una lampada, che maledire l&#8217;oscurità.</em></p>
<p><em>Lao Tzu</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni giorno ti alzi. E ogni giorno combatti una battaglia.</p>
<p>A volte ti accorgi persino che stai combattendo, a volte sei anestetizzato e non lo senti, ma la lotta continua, sempre.</p>
<p>Dentro di noi si fronteggiano forze profonde. Nell&#8217;intimo del nostro cuore lottano, due entità, due draghi, forze o titani… non importa come vogliamo chiamarli. Sono le Energie e le Paure.</p>
<p>Il primo guerriero è la nostra <strong>Energia Personale</strong>, fisica e mentale, la nostra determinazione, capacità, voglia di fare, la potenza fisica e mentale. Ma anche le idee buone, generative, positive. È la metafora della Luce, del Bene, della Vita.</p>
<p>L’altro è il fronte delle <strong>Paure</strong>, il buio, il dolore, l&#8217;ansia, le sfide ardue che la vita ci riserva, le difficoltà, le idee negative, le ideologie oppressive, che ci frenano e ci fanno tornare indietro, ostacolano la nostra avanzata. Per quanto illusorie o reali, queste paure ci contengono, tolgono resistenza alla nostra pulsione di vita e assopiscono la fame di libertà.</p>
<p>Nelle favole e nei miti, questa lotta è rappresentata come la metafora del <strong>Viaggio dell&#8217;Eroe</strong> e la vita come una serie di Prove che  l’Eroe deve compiere per affermare se stesso.</p>
<p>E noi, minuscole creature tra milioni di stelle nell&#8217;universo, immerse in questa lotta, cosa possiamo fare? Beh, lasciatemi dire: molto! Possiamo innanzitutto installare un radar mentale che vada a caccia delle idee negative che circolano nella nostra mente. Le credenze negative, una volta smascherate, diventano nemici identificati, e si possono finalmente combattere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>L&#8217;intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi</p>
<p>Karl Popper</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Altra operazione fondamentale è aprire la nostra mente verso l&#8217;ingresso di idee buone, positive, nuove visioni, nuovi apprendimenti, e lasciare entrare acqua fresca da mille ruscelli. Può essere un viaggio, un libro, una persona illuminata o piacevole da ascoltare. Qualsiasi fonte di apprendimento carica peso sulla bilancia della luce e indebolisce il buio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai</p>
<p>alla dimensione precedente.</p>
<p>Albert Einstein</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Ogni persona accetta o meno le sfide in base alla &#8220;dimensione&#8221; che vive, al suo stato di potenza ed energia fisico-mentale, e questo è collegato a come funziona la propria &#8220;bilancia interiore&#8221;, e l&#8217;accuratezza del proprio radar mentale.</p>
<p>La nostra mente soppesa energie percepite e paure percepite, poi decide.</p>
<p>Chi è riuscito a fare pulizia mentale e caricarsi di energie, diventa potente oltre ogni limite, e cerca attivamente progetti sfidanti &#8211; si getta in battaglie difficili in base alle energie che sente di possedere.</p>
<p>Questo vale per gli atleti, i praticanti di arti marziali, i combattenti della vita, una coppia che decide di avere figli in questo mondo marcio, sapendo che alla fine la luce prevarrà o che almeno questa possibilità esiste.</p>
<p>Le sfide insegnano sempre.</p>
<p>Quelle che accettiamo ma anche quelle che non accettiamo.</p>
<p>Le paure crescono in noi. Alcune sono motivate e utili a salvarci la vita. Guidare senza fare attenzione alla strada <strong>deve</strong> generare coscienza del pericolo, e non si tratta di una paura patologica, ma aver paura di guidare in assoluto è invece una paura debilitante, di cui liberarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Quando sarai pronto a morire sarai grande abbastanza per vivere.</p>
<p>Toro Seduto (1831 – 1890), capo tribù dei Hunkpapa Sioux (Lakota).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi vive entro completamente immotivate, porta estenuanti <strong>sassi nello zaino</strong>. Idee sbagliate, angosce sbagliate, pesi inutili di cui disfarsi al più presto. La paura di provare una carriera diversa, la paura di sbagliare in un progetto, la paura di parlare in pubblico, la paura di provare strade nuove.</p></blockquote>
<p>Come in una favola epica, lo scontro tra queste due forze non ha mai fine dentro di noi e fuori da noi.</p>
<p>Diventa una sfida togliere la sofferenza ad ogni bambino del pianeta.</p>
<p>Diventa una sfida togliere da se stessi le paure di cui possiamo fare a meno e imparare a vivere a pieno.</p>
<p>Vivere a pieno significa decidere cosa sarà della nostra vita. Non lasciarlo decidere alla massa, agli altri, alla tv, o all&#8217;ignoranza.</p>
<p>E questo occorre farlo ogni giorno. E&#8217; un esercizio quotidiano di autonomia mentale, di libertà allo stato liquido. Un combattente non rimane in piedi a lasciarsi colpire senza reagire, userà ogni tecnica, ogni energia, ogni tattica, per vincere il suo incontro. Questo vale anche nella vita.</p>
<p>E allora combattiamo ogni giorno questa nostra lotta verso la libertà.</p>
<p>E siamo fieri di questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Il destino non è scritto, è quello che noi ci creiamo.</p>
<p>(John Connor) dal film Terminator Salvation</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<blockquote><p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</p></blockquote>
<ul>
<li>Daniele Trevisani <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>1.1. Introduzione: un modello efficace per il lavoro sul potenziale umano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 10:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
		<category><![CDATA[Concetti di formazione aziendale e risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenze aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Il Potenziale Umano - Cap.1]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia delle Performance]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia strategica]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[analisi dei fabbisogni formativi]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[change management]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[focalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[mettersi in discussione]]></category>
		<category><![CDATA[modeling]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di sviluppo organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[prestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[progressione]]></category>
		<category><![CDATA[progresso]]></category>
		<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[self-coaching]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo dei team]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo personale]]></category>
		<category><![CDATA[team coaching]]></category>
		<category><![CDATA[valori umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1.1. Introduzione: un modello efficace per il lavoro sul potenziale umano Il metodo HPM deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il Modeling, o “dare forma”, generare impulso, contributo e stimolo alla crescita della persona, dei team e delle organizzazioni. Il metodo dirige l’attenzione verso due diversi ambiti di applicazione: crescita del potenziale umano: Human &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/11-introduzione-un-modello-efficace-per-il-lavoro-sul-potenziale-umano/">1.1. Introduzione: un modello efficace per il lavoro sul potenziale umano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-indent:0;margin:24pt 0 12pt;">1.1. Introduzione: un modello efficace per il lavoro sul potenziale umano</h2>
<p>Il metodo HPM deriva la propria sigla dal suo obiettivo primario, il Modeling, o “dare forma”, generare impulso, contributo e stimolo alla crescita della persona, dei team e delle organizzazioni.</p>
<p>Il metodo dirige l’attenzione verso due diversi ambiti di applicazione:</p>
<ul>
<li>crescita del potenziale umano: Human Potential Modeling, e</li>
<li>sviluppo delle prestazioni: Human Performance Modeling.</li>
</ul>
<p>Potenziale umano e prestazioni umane sono due aree di studio diverse ma strettamente collegate, così come lo sono le fondamenta di un edificio e i suoi piani superiori.</p>
<p>Nessuno costruirebbe, con un minimo di buon senso, un grattacielo su fondamenta instabili. Il lavoro sul potenziale è, come metafora, simile al lavoro di costruzione di fondamenta solide, mentre le performance ci restituiscono un senso di altezza, di quanto in alto possiamo spingerci.</p>
<p>Ognuno di noi sente il bisogno, prima o poi, di sviluppare il suo potenziale, ma anche di accedere a piani superiori, ricercare, crescere.</p>
<p>Questo accade in alcuni particolari momenti della vita in cui diventa importante per noi realizzare qualcosa, migliorare, ed esprimerci.</p>
<p>Chiedersi qual è il proprio potenziale e quanto di esso abbiamo esplorato o raggiunto non è una domanda banale. Quando questo accade, un sentimento dentro di noi cambia. Dalla realtà esterna iniziamo a spostare l’attenzione verso la realtà interna.</p>
<p>Ci poniamo domande, alcune di queste possono fare male, altre aprire nuovi orizzonti, ma non importa, poiché esse ci mettono positivamente in discussione. Nessuna domanda è inutile quando ragioniamo sul senso e sul significato, ci chiediamo se e come vorremmo costruire qualcosa di cui essere fieri (una prestazione, o un contributo agli altri o ad una causa), o semplicemente essere diversi o migliori.</p>
<p>Per molti l’esito di una maggiore attenzione al potenziale personale è il desiderio di esplorarlo, o lasciare un segno, iniziare progetti, potersi guardare alle spalle ed essere fieri di come abbiamo vissuto, di quello che siamo e siamo stati, e dare un messaggio positivo a chi ci seguirà nel viaggio della vita. Per altri invece tutto rimane bloccato in una ruminazione mentale ininterrotta e auto-distruttiva. Energie bloccate che corrodono anziché produrre.</p>
<p>La differenza tra i due risultati (progetti di sviluppo vs. ruminazione mentale negativa) sta nell’avere un modello e un supporto che aiuti a individuare meglio i traguardi e i percorsi da intraprendere.</p>
<p>Insuccessi, cadute, blocchi, errori, fanno parte integrante di questo viaggio, ma il loro accadere non ne sposta minimamente il valore.</p>
<p>Ciò che differenzia un uomo da un sasso è che lo “stare compressi”, sepolti in un ammasso, essere trasportati senza chiedersi dove, o rimanere pressati e immobili, è accettabile per il secondo ma non per il primo.</p>
<p>L’uomo ha bisogno di volare, di esprimersi, di “ricercare”, e di dare senso alla propria vita.</p>
<p>Desiderare di progredire, porsi domande, “chi, cosa, dove, con chi, perché”, è un obiettivo o passaggio inevitabile per ogni anima sensibile.</p>
<p>Dare impulso al viaggio della vita ha sempre senso. Ne può avere sia che si desideri unicamente una propria evoluzione personale, o che invece il percorso sia finalizzato al percorso professionale e aziendale.</p>
<p>Entrambi i viaggi hanno spessore e valore. Ambedue sono degni di attenzione e di supporto, perché una persona ferma e spenta non è utile a nessuno, così come non è utile avere imprese e team incapaci e demotivati.</p>
<p>Senza un modello che ci aiuti a trovare le direzioni di crescita, il nostro sforzo può risultare nobile ma vano. Si corre, ci si affanna, si investono tempi ed energie,  ma spesso senza una buon mappa di orientamento. Il risultato è un’enorme dispersione.</p>
<p>Un buon modello, invece, aiuta a trovare più rapidamente la strada. Se un modello non offre stimoli, indirizzi e orientamenti, risulta completamente inutile. Un modello del potenziale umano, inoltre, può essere utilizzato in progetti concreti di coaching, di consulenza, di training aziendale, coaching sportivo, ma anche nel counseling, nei corsi di leadership, nella formazione. Da quando esiste, l’uomo si sforza di costruire mappe per orientarsi e non perdersi. Abbiamo mappe degli strati più profondi della terra, dei mari, del cosmo, ma – stranamente – non ci vengono fornite mappe efficaci per orientarci nel nostro sviluppo personale o nei territori del potenziale umano.</p>
<p>Il modello HPM contiene una concezione dell’uomo come articolazione di tre piani: (1) energie (fisiche e mentali), (2) competenze (skill, abilità), e (3) direzionalità (traguardi, obiettivi, valori, visioni, aspirazioni e sogni).</p>
<p>Il metodo HPM considera tutti i fattori evidenziati nel modello piramidale (energie fisiche e mentali, micro e macro-competenze, progettualità e aspirazioni) come aspetti allenabili, aumentabili, su cui si può agire.</p>
<p><figure id="attachment_179" aria-describedby="caption-attachment-179" style="width: 499px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-179 " title="modello_hpm" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2008/12/modello_hpm.png" alt="Modello HPM, Copyright Daniele Trevisani" width="499" height="350" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2008/12/modello_hpm.png 908w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2008/12/modello_hpm-600x421.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2008/12/modello_hpm-300x210.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2008/12/modello_hpm-768x539.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2008/12/modello_hpm-900x631.png 900w" sizes="auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px" /><figcaption id="caption-attachment-179" class="wp-caption-text">Modello HPM, Copyright Daniele Trevisani</figcaption></figure></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;">Ciascuna delle 3 aree è suddivisa in due sotto-aree, per un totale di sei “celle di lavoro” utili nel aziendale training, nel coaching, nel focusing (focalizzazione dei fabbisogni di sviluppo), nella consulenza e nei progetti di crescita personale.</p>
<p>A questo modello quindi ci apprestiamo a lavorare.</p>
<p>Ne esponiamo di seguito un’anteprima grafica, nella quale si evidenziano le sei specifiche aree di lavoro, ciascuna delle quali viene approfondita, ma sicuramente non esaurita. Esaurire ogni singola area sarebbe una pretesa troppo grande, mentre aprirvi una discussione e offrire su ciascuna i primi strumenti utili e operativi è invece già possibile.</p>
<p class="MsoNormal">_________</p>
<h2>C<span style="color:#000000;">opyright, dal Volume:<br />
</span></h2>
<h2><span style="color:#000000;">&#8220;Il Potenziale Umano&#8221;</span></h2>
<h2>Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</h2>
<ul type="disc">
<li class="MsoNormal">Autore: Daniele Trevisani, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">www.studiotrevisani.it</a> &#8211; <a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.com</a></li>
<li class="MsoNormal">Editore: Franco Angeli, Milano, 2009</li>
<li class="MsoNormal"><a href="http://www.ibs.it/code/9788846498625/trevisani-daniele/potenziale-umano-metodi-e.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener">Scheda del volume “Il Potenziale Umano” su IBS</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/11-introduzione-un-modello-efficace-per-il-lavoro-sul-potenziale-umano/">1.1. Introduzione: un modello efficace per il lavoro sul potenziale umano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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	</channel>
</rss>
