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	<title>Ricerca di informazioni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Ricerca di informazioni &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La strategia del processo di acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 07:23:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Qualsiasi scelta di acquisto ha un margine di errore (che il consumatore cercherà in vari modi di ridurre) e produce timori di perdita in chi la compie. Le perdite possono distinguersi in perdite assolute &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-strategia-del-processo-di-acquisto/">La strategia del processo di acquisto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualsiasi scelta di acquisto ha un margine di errore (che il consumatore cercherà in vari modi di ridurre) e produce timori di perdita in chi la compie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le perdite possono distinguersi in perdite assolute e in perdite relative. Una <strong>perdita assoluta</strong> accade quando la prestazione ricercata non viene ottenuta affatto. Ad esempio, acquisto un nuovo sistema operativo per il mio PC per ottenere più stabilità, e ottengo meno stabilità (prima si bloccava due volte al giorno, adesso quattro). Una <strong>perdita relativa</strong> si ottiene quando, successivamente all’acquisto, il consumatore si accorge che era possibile trovare lo stesso prodotto, ma ad un prezzo migliore, o a condizioni migliori, o che un prodotto concorrente offriva prestazioni migliori allo stesso prezzo, oppure ancora il prodotto fornisce una prestazione inferiore alle aspettative. Ad esempio, scopro che un negozio della stessa città offriva quelle scarpe speciali da escursione, che stavo cercando, con uno sconto del 40%. Oppure ottengo un miglioramento nella velocità di connessione molto basso rispetto all’investimento fatto per acquistare la nuova linea di telecomunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consumatore ricercherà sia l&#8217;evitazione di una perdita assoluta&nbsp; (acquistare un prodotto che non risolve il problema), che l&#8217;evitazione di una perdita relativa (situazione in cui il prodotto raggiunge solo parzialmente il suo scopo, o vi è la percezione che il problema potesse essere risolto con minore esborso di risorse). Per farlo, ricercherà informazioni diagnostiche utili ad orientarsi. Accumulate le informazioni necessarie, quindi, deciderà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto, il modello di decisione formalizzato è sostanzialmente basato sul processo di input-elaborazione-output.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kotler, in un classico del marketing<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>, evidenzia uno schema di acquisto così composto:</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Kotler, P. (1993). <em>Marketing management</em>. Torino, Isedi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="147" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-1024x147.png" alt="" class="wp-image-26672" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-1024x147.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-300x43.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-768x110.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-175x25.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24-450x65.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-24.png 1109w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Sottolineiamo che questo modello funziona soprattutto negli acquisti maggiormente razionali o consci, là dove il soggetto è consapevole di quali siano le variabili in gioco, e si dia una strategia di acquisto. Il che non accade molto spesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scelta di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rischio della perdita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aspettative del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Evitare la perdita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modello decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza delle variabili</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisione d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione delle alternative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Post-acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer journey</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing mix</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Funnel di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer satisfaction</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia omnicanale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Targeting</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lead generation</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conversion rate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Retargeting</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Variabili comportamentali e costi di ricerca delle informazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 10:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Diversi studi hanno evidenziato la presenza di un search cost effect (il costo della ricerca di informazioni): l’acquirente cercherà ulteriori informazioni solo fintanto che il costo marginale della ricerca non eccede il beneficio marginale &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi studi hanno evidenziato la presenza di un <strong><em>search cost effect</em></strong> (il costo della ricerca di informazioni): l’acquirente cercherà ulteriori informazioni solo fintanto che il costo marginale della ricerca non eccede il beneficio marginale ricavabile dall’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche di informazioni, per una singola scelta, non possono durare tutta la vita. Ad un certo punto si fermeranno, considerato il tempo e costo necessario per la ricerca stessa, in comparazione a quanto vi sia in gioco in termini di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi sul campo hanno confermato che lo sforzo di ricerca cresce in genere al crescere delle somme coinvolte. Le somme assumono tuttavia una valenza diversa a seconda di quanto l’esborso pesa sulle finanze della persona. Un investimento di 2000 dollari, se rappresenta il 70% delle risorse disponibili del soggetto, avrà una forte valenza emotiva, e vi sarà forte timore di sbagliare, mentre, se rappresenta lo 0,01% del totale disponibile, la preoccupazione di sbagliare avrà valenza emotiva inferiore (effetto di riduzione proporzionale della criticità economica dell’investimento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono molti casi, tuttavia, di <strong>mancanza di equilibrio</strong> <strong>manageriale</strong> nel tempo dedicato a valutare la bontà delle proprie spese e decisioni, soprattutto in campo aziendale. A volte decisioni miliardarie o dagli effetti potenzialmente devastanti sull’azienda (in caso di errore) vengono prese senza perdere tanto tempo nella ricerca di informazioni indispensabili, mentre per decisioni tutto sommato stupide ed ininfluenti si perdono intere giornate in riunioni, o si investono somme ingenti in consulenza, in tempo manageriale e complesse ricerche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Giunta comunale può dedicare enormi energie per la ricerca dei materiali e la scelta del colore del marmo di una futura fontana nella piazza del paese (che probabilmente non verrà mai costruita), e non predisporre, in compenso, un budget sufficiente (o non porsi il problema nemmeno) per la formazione professionale del personale dell&#8217;ente e lo sviluppo delle capacità manageriali (variabile da cui dipende praticamente tutto, in termini di efficienza e risultato gestionale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I costi di ricerca possono essere analizzati secondo diversi parametri (disgiunti o congiunti):</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="171" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-1024x171.png" alt="" class="wp-image-26658" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-1024x171.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-300x50.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-768x129.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-175x29.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-450x75.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21.png 1105w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="470" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-1024x470.png" alt="" class="wp-image-26659" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-1024x470.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-300x138.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-768x353.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-175x80.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-450x207.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22.png 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I consumatori si trovano spesso, oggi, nell&#8217;incapacità di elaborare tutta l’informazione presente sui mercati, particolarmente nei settori caratterizzati da rapida innovazione e cambiamenti tecnologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il commercio elettronico e i canali internet accrescono a dismisura il mercato di offerta e l&#8217;informazione disponibile, così che per un determinato acquisto, mentre in passato esisteva solo il negozio del paese (e non si poteva comprare altro che lì), oggi esistono innumerevoli potenziali punti di vendita e fonti informative. L&#8217;esito è un possibile <strong>overload informativo</strong>, un eccesso di dati che il soggetto non riesce più a manipolare. Questo confonde il consumatore e crea un senso di inadeguatezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I consumatori devono quindi apprendere nuove competenze:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-23-1024x595.png" alt="" class="wp-image-26660"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Questo curriculum di studi dovrebbe essere presente in ogni percorso scolastico di base, intermedio e superiore. Se si pensa a quanto tempo si perde nelle scuole per apprendere informazioni che non si utilizzeranno mai, e quanto tempo <strong>non</strong> si impiega ad apprendere come acquistare bene (azione che si compie ogni giorno della propria vita) viene da chiedersi se non vi sia una regia occulta che determina questo stato di cose, o se si tratti semplicemente di ignoranza o incapacità politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Costo della ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sforzo di ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costi cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Overload informativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Wish list</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scala dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidabilità della fonte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca delle fonti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni di ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine alla ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti di informazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento di ricerca online</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscenza del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori demografici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni informate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle preferenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidelizzazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di comunicazione</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La propensione al rischio di perdere nelle scelte del consumatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 10:06:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Nell&#8217;ambito dei comportamenti del consumatore, una delle principali aree di studio riguarda la scelta tra prodotti concorrenti e la valutazione delle alternative. Ad un certo punto, durante una comparazione, avviene l&#8217;innesco della decisione di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-propensione-al-rischio-di-perdere-nelle-scelte-del-consumatore/">La propensione al rischio di perdere nelle scelte del consumatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="229" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-1024x229.png" alt="" class="wp-image-26654" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-1024x229.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-300x67.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-768x172.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-175x39.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20-450x101.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-20.png 1105w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;ambito dei comportamenti del consumatore, una delle principali aree di studio riguarda la scelta tra prodotti concorrenti e la valutazione delle alternative. Ad un certo punto, durante una comparazione, avviene l&#8217;innesco della decisione di acquisto. Cosa accada in termini valutativi durante questi momenti (che possono essere brevi, pochi minuti, come nella scelta di un colore di rossetto su un banco, o lunghi, anche mesi o anni, come nella scelta di una abitazione) non è del tutto chiaro. Analizzeremo quindi alcuni modelli che permettono di far luce su tali dinamiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle principali caratteristiche del comportamento del consumatore è l&#8217;avversione alla perdita (<strong><em>loss aversion</em></strong>). Diverse ricerche indicano che nel consumatore, in media l’avversione alla perdita è superiore alla propensione al guadagno<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. Le persone spesso richiedono un compenso maggiore per privarsi di un oggetto, rispetto a quello che sarebbero disposte a pagare per esso (effetto denominato <em>endowment effect</em>)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>. Inoltre, le persone si differenziano in termini di propensione al rischio. Ipotizziamo di trovarci di fronte ad una scelta tra alternative. In un gioco a testa o croce, ci vengono fatte due proposte tra cui dover scegliere: l’opzione (a) consente di guadagnare 1000 dollari se vinciamo o vincerne comunque 100 se perdiamo; l’opzione (b) implica perdere 200 se si perde o vincere 2000 se si vince. Cosa scegliereste? A o b? In base a scelte di questo tipo, è possibile misurare la propensione al rischio (<em>risk-taking</em>) delle persone e degli imprenditori. Chi ha un basso livello di risk-taking tenderà a scegliere (a), la scelta sicura, mentre chi possiede un livello alto di risk-taking tenderà a scegliere (b), meno sicura ma dai potenziali di guadagno più alti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <em>loss aversion</em> è anche un fattore sociale e culturale, oltre che personale. Vi sono culture che premiano il “non prendere rischi” e favoriscono il lavoro dipendente rispetto al lavoro autonomo o la creazione d’impresa<a href="#_ftn3" id="_ftnref3">[3]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La perdita, sul mercato, si configura ogniqualvolta il cliente ritenga di aver esborsato denaro o altre risorse avendone ricevuto una prestazione non corrispondente. Si basa quindi su un meccanismo di calcolo differenziale di guadagni e perdite che si instaurano in una transazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto guadagno e quanto perdo se scelgo questa linea di azione? Cosa mi costa acquistare, cosa mi costa non farlo? Riceverò in cambio ciò che spero?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per risolvere alcuni di questi problemi, le persone attuano meccanismi di ricerca di informazioni. Il fabbisogno di informazioni e la <strong>ricerca di informazioni</strong> (<em>information seeking</em>) è connaturato al tentativo del cliente di evitare una perdita potenziale. Esso rappresenta una condizione comune nei momenti di scelta, nella quale il terrore di avviarsi verso una perdita viene in un certo senso monitorato, previsto e contabilizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni processo di ricerca rappresenta un momento di <strong><em>uncertainty reduction</em></strong> (riduzione dell’incertezza decisionale), e si prefigge di raggiungere la condizione psicologica che permette di prendere una decisione con serenità, avendone valutato tutti i pro e contro, e sentendo di aver fatto il possibile per decidere al meglio.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Vedi ad esempio Kahneman, D. &amp; Tversky, A. (1979). Prospect theory: an analysis of decision under risk. <em>Econometrica</em> 47, 263-291.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2" id="_ftn2">[2]</a> Thaler R. (1980). Toward a positive theory of consumer choice. <em>Journal of Economic Behavior and Organization</em>, 1, 39-60, cit. in van Dijk, E., &amp; van Knippenberg, D. (1998). Trading wine: on the endowment effect, loss aversion, and the comparability of consumer goods. <em>Journal of Economic Psychology</em>, 19, 485-495.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3" id="_ftn3">[3]</a> In uno studio sul campo realizzato dall’autore su studenti 18enni all’ultimo anno di scuola professionale, in un territorio ad alto grado di disoccupazione giovanile, la valutazione di un alto grado di rischio connesso all’imprenditoria veniva ulteriormente rinforzata dall’opinione che la famiglia reagirebbe più positivamente alla notizia che il proprio figlio/figlia trovi un lavoro dipendente, rispetto alla notizia che il giovane intende avviare un impresa autonoma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Scelta del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi comparative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avversione alla perdita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione al guadagno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Propensione al rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risk-taking</p>



<p class="wp-block-paragraph">Calcolo differenziale del guadagno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Condizione psicologica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tolleranza al rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione e rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicolgia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine all&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori motivazionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing persuasivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vendita impulsiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consumo e rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modelli di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di mercato</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-propensione-al-rischio-di-perdere-nelle-scelte-del-consumatore/">La propensione al rischio di perdere nelle scelte del consumatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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