<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Reputazione del brand &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<atom:link href="https://www.studiotrevisani.it/tag/reputazione-del-brand/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
	<lastBuildDate>Mon, 10 Jun 2024 09:44:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.6</generator>

<image>
	<url>https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/02/favicon2-daniele-trevisani-corsi-aziendali-100x100.png</url>
	<title>Reputazione del brand &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
	<link>https://www.studiotrevisani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Argomenti di vendita e creazione del valore di prodotto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/argomenti-di-vendita-e-creazione-del-valore-di-prodotto/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/argomenti-di-vendita-e-creazione-del-valore-di-prodotto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 09:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi dei comportamenti di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Argomenti di vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Assegnazione delle priorità]]></category>
		<category><![CDATA[Benefit del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Coinvolgimento del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione persuasiva]]></category>
		<category><![CDATA[Creazione di valore]]></category>
		<category><![CDATA[Customer value]]></category>
		<category><![CDATA[Differenziazione]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienza del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Feedback del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[Processi decisionali]]></category>
		<category><![CDATA[Processo mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Proposta di valore]]></category>
		<category><![CDATA[Prove sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia valoriale]]></category>
		<category><![CDATA[qualità del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione del brand]]></category>
		<category><![CDATA[segmentazione del mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Soluzioni personalizzate]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia localizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[USP (Unique Selling Proposition)]]></category>
		<category><![CDATA[valore aggiunto]]></category>
		<category><![CDATA[valore percepito]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggio competitivo]]></category>
		<category><![CDATA[Variabile critica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26591</guid>

					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano La seconda legge ci porta a riflettere ulteriormente sulla necessità di creare valore ed investire sui fattori realmente critici. Vediamo un esempio nel mercato del fitness (centri fitness, marketing sportivo). Se il cliente di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/argomenti-di-vendita-e-creazione-del-valore-di-prodotto/">Argomenti di vendita e creazione del valore di prodotto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda legge ci porta a riflettere ulteriormente sulla necessità di creare valore ed investire sui fattori realmente critici. Vediamo un esempio nel mercato del fitness (centri fitness, marketing sportivo). Se il cliente di un centro fitness valuta al primo posto l’ambiente sociale del club (persone simpatiche, possibilità di realizzare incontri con l&#8217;altro sesso, fare amicizie, socializzare) e al secondo posto la dotazione di attrezzi disponibile (pesi, macchine, attrezzature), un investimento nel fattore “creazione dell’ambiente sociale<strong>” avrà efficacia superiore </strong>rispetto ad un investimento in attrezzature. Oppure, parafrasando, se una persona è interessata soprattutto allo status socioeconomico del partner (quanti soldi ha il futuro marito o la futura moglie), a poco importeranno gli attributi estetici ed il carattere piacevole, i quali agiranno da <strong>moderatore</strong> ma non da <strong>variabile critica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo, se in un lavoro si ricerca la crescita professionale, il valore di un&#8217;offerta lavorativa ad elevato potenziale di carriera sarà complessivamente più elevato di un&#8217;offerta meglio pagata ma dalle basse prospettive di crescita. Pertanto, un soggetto che dia priorità al &#8220;fattore crescita&#8221; sceglierà preferibilmente un lavoro che includa momenti formativi significativi e la visione di una progressione di carriera (es: da assistente ad area manager a direttore), piuttosto che la prospettiva di un lavoro di <em>data-entry</em> a vita ma con uno stipendio iniziale più elevato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso processo mentale si riscontra in ogni tipologia di scelta: l’assegnazione di priorità diverse e pesi diversi alle variabili di valutazione rappresenta una costante dei processi decisionali &#8211; seppure spesso inconscia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diverse scuole di ricerca hanno messo a disposizione strumenti in grado di far emergere dall&#8217;inconscio decisionale le variabili pesanti nella scelta: le tecniche correlazionali, ad esempio, consentono di determinare i rapporti di forza tra caratteristiche di un&#8217;offerta e gradimento complessivo o propensione all&#8217;acquisto, ricavando <strong>coefficienti di importanza</strong> tramite procedure statistiche. Altre tecniche di ricerca basate sulla scelta tra alternative (es: <em>conjoint analysis</em>) consentono &#8211; per vie diverse &#8211; di ottenere risultati simili, così come le tecniche introspettive di matrice psicanalitica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo sottolineato, dal punto di vista manageriale possiamo evidenziare due strade per la creazione del valore: (1) la <strong>strategia sommatoria</strong> &#8211; aggiungere caratteristica su caratteristica, proprietà su proprietà, riempiendo il prodotto di valore diffuso su tutti gli strati, oppure (2) la <strong>strategia localizzata</strong>. Una strategia localizzata si prefigge di concentrare le proprietà e gli attributi di prodotto su poche specifiche aree che possiedono, tuttavia, alta rilevanza per il cliente target (es: per un’auto, puntare tutto sulla sicurezza).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il massimo valore creabile con un determinato budget, si potrà raggiungere concentrando lo sforzo progettuale di prodotto su <strong>diversi</strong> <strong>attributi pesanti</strong> rispetto alla categoria di rilevanza principale per il soggetto target, e aggiungendo un corollario di attributi a scendere lungo le priorità soggettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini di impostazione strategica, questo significa, ancora una volta, creare soluzioni molto personalizzate, possibili solo grazie ad un&#8217;analisi in profondità della psicologia valoriale degli individui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>coinvolgimento del consumatore e del cliente</strong> nella creazione di soluzioni, quindi, rappresenta un punto di partenza obbligato, e induce a rivedere il modello standard di comunicazione (dall’azienda al cliente) come insufficiente rispetto alle reali necessità di sviluppo aziendale. Il processo di creazione del valore richiede lo sviluppo di sistemi evoluti di <strong>ingresso della comunicazione</strong> (dal cliente all&#8217;impresa), feedback e comprensione dei meccanismi di priorità nelle scelte del cliente, che vanno ben oltre i semplici questionari o interviste realizzate da casalinghe o studenti universitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soluzioni già sperimentate dall’autore consistono ad esempio in laboratori di utilizzo del prodotto (interni all&#8217;azienda). In questi spazi gli utilizzatori possano agire e interagire con i tecnici della qualità e del marketing, proponendo soluzioni migliorative (comakership, ricerca e sviluppo basata sull&#8217;utente). Ancora, è possibile analizzare il comportamento di consumo presso i punti di vendita, intervistando i clienti, e trarre informazioni critiche su come migliorare la propria offerta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa discussione emerge un ulteriore assioma della competitività.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="326" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4-1024x326.png" alt="" class="wp-image-26592" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4-1024x326.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4-300x96.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4-768x245.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4-175x56.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4-450x143.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-4.png 1095w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Possiamo definire una prima tassonomia di prodotti creata partendo da due delle variabili esposte (numero di categorie e livello di efficacia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa tipologia emergono quattro classi di prodotti:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="949" height="1024" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5-949x1024.png" alt="" class="wp-image-26593" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5-949x1024.png 949w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5-278x300.png 278w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5-768x829.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5-175x189.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5-450x485.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-5.png 1104w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La conoscenza del tipo di argomentazione da utilizzare è necessaria per la corretta impostazione della tecnica di vendita. Inoltre, la formulazione della legge del valore categorico di prodotto può essere utilizzata per definire a priori il <em>product concept</em>: l’idea di prodotto da sottoporre a test di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore utilizzo della legge di valore categorico consiste nella sua possibilità di identificazione dell&#8217;argomentario di vendita, a due livelli:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="237" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6-1024x237.png" alt="" class="wp-image-26594" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6-1024x237.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6-300x69.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6-768x178.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6-175x40.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6-450x104.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-6.png 1120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



<li>Iscriviti gratuitamente alla <a href="https://danieletrevisani.us13.list-manage.com/subscribe?u=56352ffa5c30e4b7ced5394c7&amp;id=c73ede3fc7" target="_blank" rel="noopener">Rivista Online Communication Research</a> per rimanere aggiornato su iniziative di formazione e coaching</li>



<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Creazione di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Variabile critica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo mentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assegnazione delle priorità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processi decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia localizzata</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soluzioni personalizzate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia valoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi dei comportamenti di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Argomenti di vendita</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proposta di valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">USP (Unique Selling Proposition)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Benefit del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer value</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore aggiunto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualità del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posizionamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing relazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prove sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Testimonianze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Feedback del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vantaggio competitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/argomenti-di-vendita-e-creazione-del-valore-di-prodotto/">Argomenti di vendita e creazione del valore di prodotto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/argomenti-di-vendita-e-creazione-del-valore-di-prodotto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aspetti culturali nell&#8217;affermazione del marchio e del prodotto</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/aspetti-culturali-nellaffermazione-del-marchio-e-del-prodotto/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/aspetti-culturali-nellaffermazione-del-marchio-e-del-prodotto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 09:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Affermazione di identità]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Brand perception]]></category>
		<category><![CDATA[Coerenza del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[Community del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[Comportamenti di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura organizzativa]]></category>
		<category><![CDATA[Differenziazione del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[Emotional branding]]></category>
		<category><![CDATA[Engagement del cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienza del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Fedeltà al brand]]></category>
		<category><![CDATA[Identità del marchio]]></category>
		<category><![CDATA[immagine aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione di prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Loyalty programs]]></category>
		<category><![CDATA[marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mission aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Principio di equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[Profilo del soggetto]]></category>
		<category><![CDATA[regole euristiche]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione del brand]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Simbologia del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Storia del brand]]></category>
		<category><![CDATA[strategia di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Valore predittivo degli stili di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Valore sociale del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Valori aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Valori culturali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26507</guid>

					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Ogni prodotto assume connotazioni culturali e valoriali, che ne riempiono di contenuti simbolici l’immagine. I valori culturali del prodotto emergono in diversi campi: ad esempio nel mercato musicale il genere ascoltato da una persona &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/aspetti-culturali-nellaffermazione-del-marchio-e-del-prodotto/">Aspetti culturali nell&#8217;affermazione del marchio e del prodotto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni prodotto assume connotazioni culturali e valoriali, che ne riempiono di contenuti simbolici l’immagine. I valori culturali del prodotto emergono in diversi campi: ad esempio nel mercato musicale il genere ascoltato da una persona o gruppo arriva persino a connotarne l&#8217;ideologia, come durante gli anni della beat generation, o per la musica reggae nella religione Rasta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I generi musicali vengono utilizzati anche come strumento di <strong>affermazione di un’identità</strong>. Non solo la musica, ma anche il tipo di abbigliamento può esprimere l’adesione, almeno temporanea, ad una cultura più o meno borghese, più o meno conservatrice, o ad uno stile di vita più o meno sportivo. Il fatto che alcuni prodotti vengano utilizzati proprio per dissimulare, per fingere di essere ciò che non si è, è una riprova del potenziale di <strong>carico valoriale</strong> che il prodotto assume. Perché mai si dovrebbe consigliare ad un ragazzo di presentarsi ad un colloquio di lavoro presso una banca con giacca e cravatta, se questi non assumessero il valore di segnali di adesione alla cultura del gruppo al quale si chiede di entrare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono chiaramente associazioni culturali tra prodotti e valori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, un ascoltatore di musica punk viene considerato, mediamente, anticonformista e deviante, un ascoltatore di musica &#8220;disco&#8221; allegro e spensierato, (o non impegnato nel sociale, dal frame valutativo dell’anarchico).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a regole stereotipiche, l&#8217;associazione funziona anche in modalità inversa: i comportamenti di un gruppo particolare di persone &#8211; inclusi i comportamenti di consumo e i prodotti &#8220;tipici&#8221; da essi utilizzati &#8211; divengono simboli della cultura del gruppo e &#8220;si incollano&#8221; semanticamente al prodotto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="359" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8-1024x359.png" alt="" class="wp-image-26508" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8-1024x359.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8-300x105.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8-768x269.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8-175x61.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8-450x158.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-8.png 1050w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Riportiamo a titolo esemplificativo gli esiti di una indagine qualitativa realizzata tramite focus-group, con lo scopo di identificare i valori sottostanti in diverse tipologie musicali, nell&#8217;opinione di alcuni studenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine è stata realizzata chiedendo ai soggetti di esplicitare quali valori &#8220;venissero in mente&#8221; pensando ai diversi tipi di musica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="545" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9-1024x545.png" alt="" class="wp-image-26509" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9-1024x545.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9-300x160.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9-768x409.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9-175x93.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9-450x239.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-9.png 1120w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Le associazioni determinano l&#8217;esistenza di un <strong>principio di equilibrio stereotipico. </strong>Questo principio, sostanzialmente, trasferisce sull’utilizzatore di un prodotto i valori socioculturali dei possessori tipici di quel prodotto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, l&#8217;utilizzo di un certo tipo di prodotto o classe di prodotti acquista valore predittivo persino sul gradimento futuro di persone che non conosciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni esperimenti attuati dall’autore evidenziano persino come sia possibile tracciare una sorta di profilo individuale di un soggetto non conosciuto, mai incontrato prima, unicamente sulla base degli indizi derivanti dai prodotti da esso preferiti o utilizzati.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="706" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10-1024x706.png" alt="" class="wp-image-26510" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10-1024x706.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10-300x207.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10-768x530.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10-175x121.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10-450x310.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-10.png 1103w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I motivi per cui tali associazioni predittive esistono provengono dalle regole stereotipiche ed euristiche di base del processo valutativo. Del resto, nel buio decisionale, meglio qualche flebile luce, che nessuna luce. Il problema che questa luce possa creare abbagli esiste, ma poiché le regole euristiche spesso funzionano, le persone vengono premiate nell’utilizzarle, e lo fanno senza troppi problemi, anche per mantenere un equilibrio interno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineano Darley, Glucksberg, Kamin e Kinchla (1986),<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8230; l&#8217;effetto del principio dell&#8217;equilibrio è così forte che la gente lo usa spesso con valore predittivo. Se io (P) trovo simpatica la persona O, e quella trova simpatico un terzo (X), ritengo che anche a me sarà simpatico X.</p>



<p class="wp-block-paragraph">(vedi figura a).</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Darley, J.M., Glucksberg, S., Kamin, L.J, Kinchla, R.A., (1984). <em>Psicologia</em>. Bologna: Il Mulino. Edizione originale: <em>Psychology</em>. Englewood Cliffs: Prentice-Hall, 1984.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="964" height="455" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-11.png" alt="" class="wp-image-26511" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-11.png 964w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-11-300x142.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-11-768x362.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-11-175x83.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-11-450x212.png 450w" sizes="auto, (max-width: 964px) 100vw, 964px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Se, come illustrato nel riquadro b, trovo simpatico O, e O trova antipatico X, quale sarà il mio atteggiamento nei confronti di questa persona? La teoria dell&#8217;equilibrio dimostra, e la ricerca lo conferma, che tenderò a trovare X antipatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso procedimento di associazione cognitiva viene realizzato in relazione al processo di consumo. Ad esempio, se noto che un certo tipo di persone apprezza un particolare marchio di abbigliamento, e sono personalmente contrario al <em>lifestyle</em> di quel gruppo sociale, sarò portato ad attribuire valori negativi al marchio. Lo stesso accade sul mercato dell’auto, in cui alcuni modelli vengono presi semioticamente come punti di riferimento dell’appartenenza ad una classe sociale o possesso di un certo stile valoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo fenomeno associativo tra stili di vita (o valori) e prodotti determina un fenomeno di <strong>polarizzazione sociovaloriale dei prodotti</strong>: alcuni prodotti diventano simboli di un modo di essere, di una filosofia di vita, diventano deputati a comunicare l’appartenenza ad un gruppo, o l’adesione ad un sistema di valori. Al solo presentarsi del prodotto altamente polarizzato dal punto di vista valoriale, scattano nella controparte tutta una serie di associazioni che anticipano l’identità del suo possessore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La presenza di atteggiamenti positivi comuni verso lo stesso tipo di prodotto può divenire motivo di unione tra persone. Si pensi a comunità come quelle dei possessori di Harley Davidson o altri club di prodotto quali i fans di un gruppo musicale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella ricerca psicologica troviamo ulteriori conferme e spiegazioni per questo tipo di comportamento. Newcomb (1953, 1971)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> ad esempio ha studiato alcuni aspetti particolari della vita di gruppo e le relazioni di attrazione tra persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i risultati delle sue ricerche si evince che l&#8217;attrazione tra persone può essere tanto più forte quanto più elevata è l&#8217;attrazione verso un oggetto comune. L&#8217;oggetto comune può essere dato sia da un prodotto che da una particolare filosofia di vita o pratica culturale, o altro interesse condiviso. Nel mondo personale dei due soggetti questo costituisce infatti motivo di unione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ambito rientrano i tentativi aziendali di creare le <strong>mitologie dei marchi</strong> e le culture dei marchi, situazioni di alto coinvolgimento emotivo del consumatore con i valori affettivi e culturali espressi dal marchio, sino al punto di creare comunità di fans del prodotto.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Newcomb, T. (1953). An approach to the study of communicative acts. <em>Psychological Review</em>, 60, 393-404.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Newcomb, T. (1971). <em>Dyadic balance as a source of clues about interpersonal attraction</em>. In Murstein, B.I. (editor): <em>Theories of attraction and love</em>. New York: Springer.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-12-1024x202.png" alt="" class="wp-image-26512"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">In questa direzione vanno le strategie di <em>Community Building</em>, le quali cercano di costruire gruppi sociali attorno all’azienda (club di prodotto, fans club, circoli, comunità scientifiche o religiose). Se non esiste collante valoriale, queste comunità saranno destinate comunque a sparire non appena i vari benefit erogati dall’azienda vengono meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



<li>Iscriviti gratuitamente alla <a href="https://danieletrevisani.us13.list-manage.com/subscribe?u=56352ffa5c30e4b7ced5394c7&amp;id=c73ede3fc7" target="_blank" rel="noopener">Rivista Online Communication Research</a> per rimanere aggiornato su iniziative di formazione e coaching</li>



<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Simbologia del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affermazione di identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Associazioni culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamenti di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simboli culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore sociale del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Principio di equilibrio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore predittivo degli stili di consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Profilo del soggetto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Regole euristiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultura del marchio<strong><br></strong>Identità del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fedeltà al brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand perception</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine aziendale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storia del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori aziendali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Community del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emotional branding</p>



<p class="wp-block-paragraph">Engagement del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziazione del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mission aziendale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing relazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Loyalty programs</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cultura organizzativa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coerenza del marchio</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/aspetti-culturali-nellaffermazione-del-marchio-e-del-prodotto/">Aspetti culturali nell&#8217;affermazione del marchio e del prodotto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/aspetti-culturali-nellaffermazione-del-marchio-e-del-prodotto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le associazioni valoriali nelle scelte del consumatore</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/le-associazioni-valoriali-nelle-scelte-del-consumatore/</link>
					<comments>https://www.studiotrevisani.it/le-associazioni-valoriali-nelle-scelte-del-consumatore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 09:58:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libro Psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Associazioni valoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Attributi del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Boicottaggio attivo]]></category>
		<category><![CDATA[Brand equity]]></category>
		<category><![CDATA[Branding]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione di marca]]></category>
		<category><![CDATA[Differenziazione del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[distanza valoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienza del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[Fedeltà alla marca]]></category>
		<category><![CDATA[Identità di marca]]></category>
		<category><![CDATA[Immagine del prodotto]]></category>
		<category><![CDATA[Immagine di marca]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing etico]]></category>
		<category><![CDATA[percezione del valore]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento valoriale]]></category>
		<category><![CDATA[principi guida]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione del brand]]></category>
		<category><![CDATA[scelte di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Storytelling del brand]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia di posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[valore simbolico]]></category>
		<category><![CDATA[Valori aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[Valori del brand]]></category>
		<category><![CDATA[Valori percepiti]]></category>
		<category><![CDATA[Valori personali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://cinziazocca.it/?p=26497</guid>

					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano I valori sono principi guida che indirizzano la vita e il comportamento. Un valore è definito dalla ricerca sociale come «una credenza permanente che uno specifico modo di condotta o motivo ultimo di esistere &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-associazioni-valoriali-nelle-scelte-del-consumatore/">Le associazioni valoriali nelle scelte del consumatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">I valori sono principi guida che indirizzano la vita e il comportamento. Un <strong>valore</strong> è definito dalla ricerca sociale come</p>



<p class="wp-block-paragraph">«una credenza permanente che uno specifico modo di condotta o motivo ultimo di esistere sia personalmente o socialmente preferibile ad modo di condotta o motivo di esistere di natura opposta o divergente»<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i “modi di condotta” su cui agiscono i valori, dobbiamo inserire sicuramente anche le scelte di acquisto e i modi di consumare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un valore, diversamente da un’opinione, è relativamente stabile e frutto di tutti gli input formativi e pedagogici ricevuti dall’individuo, mentre un’opinione, un atteggiamento, una credenza, cambiano più facilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’atto di acquisto comprende una valutazione sottostante di <strong>distanza valoriale</strong>. La distanza valoriale misura quanto distante sia l’immagine (ed i valori correlati) espressa dal prodotto rispetto all’immagine (ed i valori correlati) ricercati dall’acquirente. In essa rientra la riflessione condotta dal consumatore tra i propri valori sociali e valori percepiti nel prodotto, o nell’impresa venditrice.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Rokeach, M. (1973). <em>The nature of human values</em>. New York: Free Press.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-5-1024x410.png" alt="" class="wp-image-26498"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La vicinanza valoriale produce gradimento aumentato, affetto e identificazione con il prodotto. Al crescere della distanza valoriale si innescano invece fenomeni prima di <strong>disinteresse</strong>, poi di <strong>disprezzo</strong>, sino al <strong>boicottaggio attivo</strong> dei prodotti per ciò che essi significano politicamente e culturalmente. Ad esempio, fenomeni di boicottaggio hanno riguardato i prodotti sudafricani durante l’apartheid<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>, il cui acquisto era visto come un modo di supportare il regime razzista, le banane delle multinazionali, il cui acquisto veniva (e viene) considerato un modo di finanziare lo sfruttamento dei paesi poveri, o i prodotti della Microsoft, assunti da diversi gruppi hacker a simbolo di imperialismo culturale nel campo del software. Questi, e molti altri casi di boicottaggio valoriale dei prodotti permeano tutta la storia dell’economia occidentale.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Regime di separazione tra popolazione bianca e nera, in vigore in Sudafrica sino agli anni ’80.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



<li>Iscriviti gratuitamente alla <a href="https://danieletrevisani.us13.list-manage.com/subscribe?u=56352ffa5c30e4b7ced5394c7&amp;id=c73ede3fc7" target="_blank" rel="noopener">Rivista Online Communication Research</a> per rimanere aggiornato su iniziative di formazione e coaching</li>



<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Valori personali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Principi guida</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelte di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distanza valoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori percepiti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Boicottaggio attivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Associazioni valoriali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand equity</p>



<p class="wp-block-paragraph">Posizionamento valoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing emozionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di posizionamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attributi del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del valore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immagine di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reputazione del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziazione del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fedeltà alla marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore simbolico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Storytelling del brand</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valori aziendali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing etico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/le-associazioni-valoriali-nelle-scelte-del-consumatore/">Le associazioni valoriali nelle scelte del consumatore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.studiotrevisani.it/le-associazioni-valoriali-nelle-scelte-del-consumatore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
