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	<title>psicologia della formazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>psicologia della formazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Operazioni centrate sugli effetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 09:03:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I principi basilari delle Effects-Based Operations Copyright, dal volume di Trevisani, Daniele (2007), Regie di Cambiamento. Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching. FrancoAngeli, Milano. Diritti di riproduzione riservati. Sono possibili gli utilizzi per fini formativi, didattici e di ricerca, previa citazione dell’autore e della fonte. Altri materiali inerenti le &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color:#000000;">I principi basilari delle </span><em><span style="color:#000000;">Effects-Based Operations</span></em></h2>
<p><em><img decoding="async" class="alignleft" title="hpm1" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/11/hpm1.jpg?w=106&amp;h=150" alt="hpm1" width="106" height="150" /><span style="font-style:normal;font-weight:normal;font-size:13px;"><em>Copyright, dal volume di Trevisani, Daniele (2007), </em><strong><em>Regie di Cambiamento</em></strong><em>. Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching. FrancoAngeli, Milano. Diritti di riproduzione riservati. Sono possibili gli utilizzi per fini formativi, didattici e di ricerca, previa citazione dell’autore e della fonte. </em><em>Altri materiali inerenti le Regie al sito</em><em><a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm1">www.studiotrevisani.it/hpm1</a>. Vedi inoltre  <a href="http://www.ibs.it/code/9788846483775/trevisani-daniele/regie-cambiamento-approcci.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener">Scheda sintetica del volume su IBS</a></em></span></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><a href="\Dati\sitiweb\2009\danieletrevisani.it\hpm1\index.htm"></a><em> </em></p>
<h2><em>A</em>ttivare le Effect-Based Operations</h2>
<p>Nelle imprese, per agire su problemi critici occorre atteggiamento “militare e militante”, l’esatto contrario del lassismo aziendale imperante.</p>
<p>Per costruire un atteggiamento “militante” verso il cambiamento non sono indispensabili salotti intellettuali, ma vere e proprie <em>war-room</em>, dove i target di variazione e di cambiamento vengono sottoposti ad analisi, e gli interventi a progettazione strategica, e revisione periodica, assidua, impegnata. La discussione intellettuale è importante ma serve per costruire modelli, per svolgere analisi illuminate, e non in sede operativa e tattica.</p>
<p>Nella <strong><em>war-room</em></strong>, o <strong><em>situation-room</em></strong>, i problemi vengono sottoposti ad analisi cercando di identificare le azioni che possono risolverli. Si tratta di un approccio basato sulla gestione delle emergenze, e tuttavia risulta utile appropriarsi del senso di <strong>coordinamento interforze</strong> che ritroviamo in questi ambienti.</p>
<p>La gestione di problemi critici (attentati, ostaggi, crisi politiche) fa emergere con grande forza la consapevolezza che una sola azione è insufficiente, ma occorre sinergia tra azioni. Di questo principio usato in termini di emergenza dobbiamo appropriarci anche per gestire le non-emergenze e le azioni aziendali.</p>
<p>Sia le emergenze che le operazioni di sviluppo fuori-emergenza fanno leva sulla <strong><em>Information Superiority</em></strong> (IS), la capacità di una <em>Joint Task Force</em> (JTF) di possedere informazioni comprensibili, multidimensionali, in tempo reale, congiunte ai dati di scenario, o ad ogni altro dato sensibile che può modificare la strategia.</p>
<p>La <em>Information Superiority </em>(IS) non è un concetto statico, predeterminato, quantificabile, ma è soprattutto una capacità o abilità. È connessa inestricabilmente con la situazione specifica, e determinata dalla missione, dall’ambiente, e dal bisogno di informazione che ogni progetto e momento aziendale porta con se.</p>
<p>Le <em>war-room</em> e le <em>situation-room</em> servono proprio a fare analisi di scenario, a far convergere le informazioni e a prendere decisioni in modo non improvvisato.</p>
<p>Uno dei principi che si fa strada con maggiore forza nel campo delle operazioni tattiche, militari e politiche, sono le <em>effect-based operations</em> (EBO): operazioni centrate sugli effetti). Nelle EBO, ogni azione di cambiamento viene valutata in termini di effetti o attivazioni che può produrre, da confrontare con gli effetti tattici e strategici che si intendono ottenere.</p>
<p><strong><em>Esempio di diversi tipi di effetto da produrre: creare, consolidare, rimuovere</em></strong></p>
<table cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td width="11" height="16"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Il concetto cardine delle <em>effect-based operations</em> è il cosiddetto <strong><em>end-state</em></strong> o stato finale, una dichiarazione che e riguarda qualche aspetto della realtà e può essere solamente vera o falsa. Ad esempio, la frase “nella provincia di XYZ non si verificheranno più atti di violenza contro la popolazione da parte di bande armate” è uno stato finale di destinazione, i cui presupposti e requisiti richiedono ben più di una singola azione, ma una serie di eventi convergenti, sia militari che soprattutto politici, diplomatici, di sviluppo sociale e commerciale, di educazione e costruzione di infrastrutture.</p>
<p>La consapevolezza che le azioni di per sè non valgono nulla se non comparate agli effetti che produrranno ha cambiato il modo di gestire le operazioni sia militari che politiche, e le crisi correlate. Una singola professionalità non può essere sufficiente, mentre una <em>joint task force</em> (task force interdisciplinare sul cambiamento) può farlo. Questo approccio può e deve entrare anche nella gestione del cambiamento personale e organizzativo.</p>
<p>In termini militari, le EBO risultano un concetto giù ampiamente assimilato dai vertici più consapevoli del bisogno di differenziare strumenti da effetti:</p>
<p>Lo sviluppo di operazioni “<em>effect-based</em>” ha quale fine il conseguimento di un preciso obiettivo strategico mediante l’effettuazione di diversificate attività nel corso di tutte le possibili fasi di una operazione (pre-crisi, “combat”, post-conflittuale, ecc.).</p>
<p>In ciascuna fase, il raggiungimento degli effetti richiesti richiederà l’individuazione dei punti di vulnerabilità chiave avversari ed il loro contrasto con i più idonei strumenti d’impiego, che potrebbero essere anche non militari. In sostanza, le operazioni future saranno focalizzate più sui risultati che si vogliono conseguire che sui sistemi e mezzi disponibili per conseguirli<a href="#_ftn1">[1]</a>.</p>
<p>Questi concetti sono validi in ogni campo del cambiamento organizzativo. Ad esempio, realizzare un Master Aziendale di per sè è una azione, non un effetto. L’effetto desiderato può essere quello di ottenere maggiore coesione e condivisione di concetti tra gli <em>high-potentials</em> dell’azienda, e ridurre il rischio di fuga di cervelli. Se è così è, dovranno essere prodotte altre azioni, oltre al Master, per consolidare l’effetto che si cerca di ottenere.</p>
<p>Potranno essere condotti progetti di scambio tra ruoli (<em>job-rotation</em>) in cui le persone riescano a capire come funzionano altri reparti, possono essere messe in piedi iniziative di tutoraggio (<em>tutoring</em>) e altri progetti motivazionali e finalizzati a sconfiggere il <em>dropout</em>. In ogni caso, aumentare la coesione e ridurre il <em>dropout</em> sono gli effetti, il Master e le iniziative sono <em>operations</em>.</p>
<p>Ogni iniziativa ha ripercussioni, siano esse positive o negative, e queste iniziative hanno maggiore impatto se sono in grado di innescare una <strong>cascata di effetti</strong>. Le iniziative in grado di generare una cascata di effetti sono più efficaci delle iniziative che limitano la loro portata ad un singolo ambito<a href="#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p>Ed inoltre, le iniziative con <strong>effetti cumulativi e sinergici</strong> sono più efficaci di iniziative che non si connettono l’una con l’altra<a href="#_ftn3">[3]</a>. Facciamo un esempio pratico: se vogliamo cambiare l’aria di una camera (effetto target: avere aria pulita), possiamo aprire la finestra, e attendere che dalla finestra entri aria fresca ed esca aria stagnante. Oppure possiamo cercare di cambiare aria aprendo la porta. Se però porta e finestra sono su due lati opposti, e apriamo entrambe, si può innescare un flusso d’aria molto più forte, e il ricambio sarà estremamente più rapido dell’apertura di una sola delle due. Gli effetti cumulativi e sinergici sono presenti in ogni processo di cambiamento.</p>
<p>Questo riguarda ad esempio la congiunzione tra iniziative politiche e iniziative militari<a href="#_ftn4">[4]</a>, nella consapevolezza che queste ultime non sono mai sufficienti a risolvere i problemi se manca la consapevolezza di cosa vogliamo ottenere, di quale visione si voglia raggiungere.</p>
<p>La nuova consapevolezza raggiunta da alcuni dei vertici politici e militari è che il successo o fallimento si misurano in termini cognitivi<a href="#_ftn5">[5]</a> (di risultati psicologici raggiunti), e non di carri armati distrutti o nemici uccisi.</p>
<p>L’uccisione di un nemico poteva (forse) avere senso nel medioevo o nella guerra fredda, ma non in un pianeta che cerca di raggiungere il suo potenziale, e di farlo con il minor numero di vite umane distrutte, quando altre armi ben più potenti (la comunicazione, la negoziazione, l’educazione) possono portare ad effetti superiori. Il fine ultimo non è la morte ma la vita, il benessere di tutti.</p>
<p>Questo è uno dei motivi che hanno portato molti eserciti ad introdurre unità PsyOps (<em>Psychological Operations</em>) accanto alle unità <em>combat</em> tradizionali, per poter determinare effetti non più e non solo con le armi ma per raggiungere i risultati a prescindere dagli strumenti che si è abituati ad usare.</p>
<p>Nelle imprese, troviamo lo stesso problema: la distruzione di un concorrente può non essere più un obiettivo vero (quanti altri concorrenti possono nascere? &#8230; e, passeremo la vita a distruggere?). La sola lotta alla concorrenza rischia di far perdere di vista la necessità di innovare da dentro, di fare ricerca e sviluppo, di crescere radicalmente, nella mentalità e nelle capacità manageriali.</p>
<p>Questo passaggio, tuttavia, è delicato ed assolutamente in fase embrionale, sia in campo militare che nelle organizzazioni civili e nelle imprese.</p>
<p>Principio 25 – <em>Effect-Based Operations</em></p>
<p>Il cambiamento positivo viene <strong>favorito</strong> dai seguenti fattori:</p>
<ul>
<li><strong>Approccio EBO (<em>Effect-Based Operations</em>)</strong>: la centratura delle operazioni e delle energie mentali va ri-direzionata sugli effetti finali da produrre (<em>end-state</em>), non sugli strumenti disponibili, evitando di confondere strumenti ed effetti finali desiderati; le azioni devono essere ispirate ad una visione.</li>
<li><strong>Cascata di effetti</strong>: la preferenza va data ad azioni che sono in grado di produrre altri effetti a cascata e correlati, scatenando una sequenza di cambiamento, rispetto ad azioni che limitano il loro effetto su un solo target.</li>
<li><strong>Effetti cumulativi</strong>: devono essere inquadrate le stratificazioni di azioni e le sequenze di avvenimenti che sono in grado di portare il sistema verso lo stato finale da raggiungere, consapevoli del fatto che l’effetto finale in molte situazioni si ottiene solo cumulando i micro-effetti di più strategie convergenti.</li>
</ul>
<p><em>Materiale Copyright, estratto dal volume di Daniele Trevisani “Regie di Cambiamento”, Franco Angeli editore, 2007.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><a href="\Dati\sitiweb\2009\danieletrevisani.it\hpm1\index.htm"></a><em> </em></p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref1">[1]</a> Di Paola, G. (2005), <em>The Chief of the Italian Defence Staff Strategic Concept (Il Concetto Strategico del Capo di  Stato Maggiore della Difesa</em>), Roma, Ministero della Difesa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> In termini militari, riportiamo la seguente definizione sugli effetti a cascata, nella formulazione originale in inglese: <strong><em>Cascading Nature of Effects</em></strong><em> &#8211; Indirect effects can ripple through an enemy target system, often influencing other target systems as well. </em><em>Typically this can influence nodes that are critical to multiple target systems. Most often this cascading of indirect effects flows from higher to lower levels of war. As an example, when destroying an enemy central headquarters, the effects cascade down through the enemy echelons to ultimately disrupt numerous tactical units on the battlefield</em>. Da: USJFCOM (2007), <em>Joint Forces Command Glossary</em>. U.S. Joint Forces Command.</p>
<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> <strong><em>Cumulative Nature of Effects</em></strong><em> &#8211; Cumulative effects result from the aggregate of many direct or indirect effects. This may occur at the same or at different levels of war as the contributing lower-order effects are achieved. However, cumulative effects typically occur at higher levels of war. As an example, increased operational-level air superiority would be the cumulative effect of destroying numerous surface-to-air-missile (SAM) sites at the tactical level. Da: USJFCOM (2007). Joint Forces Command Glossary. U.S. Joint Forces Command</em></p>
<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> Vedi Alberts, David S. e Hayes, Richard E. (2003), <em>Power to the Edge: Command and Control in the Information Age</em>, DoD Command and Control Research Program (CCRP).</p>
<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> Vedi ad esempio la definizione di Smith: <em>Effects-based operations can be described as operations in the cognitive domain because that is where human beings react to stimuli, come to an understanding of a situation, and decide on a response</em>. In Smith, Edward (2002), <em>Effect-Based Operations. Applying Network Centric Warfare in Peace, Crisis and War</em>,  DoD Command and Control Research Program (CCRP).</p>
<p>____</p>
<p><em>Copyright, dal volume di Trevisani, Daniele (2007), </em><strong><em>Regie di Cambiamento</em></strong><em>. Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching. FrancoAngeli, Milano. Diritti di riproduzione riservati. Sono possibili gli utilizzi per fini formativi, didattici e di ricerca, previa citazione dell’autore e della fonte. </em><em>Altri materiali inerenti le Regie al sito</em><em><a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm1">www.studiotrevisani.it/hpm1</a>. Vedi inoltre  <a href="http://www.ibs.it/code/9788846483775/trevisani-daniele/regie-cambiamento-approcci.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener">Scheda sintetica del volume su IBS</a></em></p>
<div><em><br />
</em></div>
<p><a href="\Dati\sitiweb\2009\danieletrevisani.it\hpm1\index.htm"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corso di Alta Formazione in Negoziazione: Dalla Psicologia della Negoziazione alle Tecniche di negoziazione</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/corso-di-alta-formazione-in-negoziazione-dalla-psicologia-della-negoziazione-alle-tecniche-di-negoziazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 13:19:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Corsi di Alta Formazione: Tecniche di Negoziazione, Tecniche di Vendita, Psicologia della Negoziazione, Negoziazione Interculturale, Tecniche di Presentazione, Comunicazione Efficace, Comunicazione Persuasiva Corsi Best-Seller, attivati sia presso le Imprese che la Pubblica Amministrazione, contengono programmi frutto di oltre 20 anni di ricerca seria e autonoma nelle scienze della comunicazione e management. I metodi creati generano &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Corsi di Alta Formazione: Tecniche di Negoziazione, Tecniche di Vendita, Psicologia della Negoziazione, Negoziazione Interculturale, Tecniche di Presentazione, Comunicazione Efficace, Comunicazione Persuasiva</h1>
<p><strong><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/index_file/image002.jpg" alt="corsi di vendita" /><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/index_file/image004.jpg" alt="formazione vendite" /><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/index_file/image006.jpg" alt="corsi in tecniche di vendita e strategic selling" /><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/index_file/image008.jpg" alt="corsi di formazione alla vendita e direzione vendite" /><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/index_file/image010.jpg" alt="corsi di negoziazione, negoziazione strategica e interculturale" /></strong></p>
<p>Corsi Best-Seller, attivati sia presso le Imprese che la Pubblica  Amministrazione, contengono programmi frutto di oltre 20 anni di ricerca seria e autonoma nelle scienze della comunicazione e management.</p>
<p>I metodi creati generano corsi  sviluppati per imprese private, grandi aziende, piccole e medie imprese, ma  anche presso l&#8217;Esercito, in Cooperative, Società Sportive, e persino singoli  individui che desiderano migliorare le loro capacità assertive, di comunicare,  negoziare, ottenere ciò che desiderano quando questa &#8220;meta&#8221; deve essere ottenuta  tramite la relazione, negoziata, formalmente o informalmente.</p>
<h1>Corso di Alta Formazione in Negoziazione &#8211; Psicologia e Tecniche della  Negoziazione</h1>
<ul>
<li>Sviluppare autorevolezza: tecniche di autorevolezza negoziale</li>
<li>Sviluppare credibilità</li>
<li>Analizzare la controparte in base ai segnali deboli e inconsapevoli che  emana: quali sono, come notarli, come utilizzarli</li>
<li>preparare le domande da porsi in base ai risultati che si vogliono ottenere</li>
<li>Smascherare bugie e informazioni poco chiare</li>
<li>Assertività e comunicazione assertiva nelle diverse fasi della negoziazione.  Quando utilizzare stili assertivi, stili di attesa, stili empatici.</li>
<li>Empatia Strategica</li>
<li>Negoziazioni evidenti e negoziazioni latenti: riconoscere le negoziazioni  subdole, striscianti, informali, e i loro pericoli</li>
<li>Stakeholders Analysis: capire cosa c&#8217;è in gioco nella negoziazione e quali  sono i giocatori nascosti</li>
<li>Negoziazione formale: le sue strutture, le sue sovrastrutture, il suo cuore  reale</li>
<li>Principi di Score-Keeping e bilanci immateriali</li>
<li>Mosse Negoziali</li>
<li>Analisi della Conversazione Negoziale</li>
<li>Cicli di Briefing-Azione-Debriefing</li>
<li>Percezioni ed errori della percezione</li>
<li>Automonitoraggio e analisi del flusso psicofisiologico durante la  negoziazione</li>
<li>Le fasi di preparazione e di role-playing per negoziazioni particolarmente  importanti</li>
<li>Le fasi di debrayage e debriefing negoziale</li>
<li>Psicologia della Negoziazione</li>
<li>Alterazione degli Spazi Percettivi e Posizionamento dell&#8217;offerta</li>
<li>Communication Gym e Negoziazione: imparare ad auto-dirigere i propri stili e  coltivare le proprie competenze comunicative</li>
<li>Tipologie di Negoziatore secondo la Psicologia degli Archetipi, con  esercitazioni pratiche e test psicologici</li>
<li>Test Psicologici di competenza emotiva nella negoziazione (test proprietario  EMLEAD sviluppato dallo Studio)</li>
</ul>
<p>Oltre ai principi innovativi trattati dalle nostre esperienze sul campo, il  corso di psicologia e tecniche della negoziazione approfondisce:</p>
<ul>
<li>la negoziazione come fenomeno di incontro/scontro tra culture professionali  diverse (riferimento: libro <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm4/index.htm">Negoziazione  Interculturale</a>, di Daniele Trevisani)</li>
<li>i temi della Negoziazione secondo la scuola di Harvard.</li>
</ul>
<h2>Corsi Vendita &#8211; Livello avanzato 1 &#8211; Psicologica della Vendita e  Psicodinamica della Vendita</h2>
<ul>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Psicologia della  comunicazione di vendita</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Criteri di  deferenza, contegno, cortesia, anche in campo interculturale e  internazionale</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dal Cliente  Direzionale al Progetto Cliente Direzionale</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Analisi dei  modelli di Empatia e Modello di Empatia Multilivello (copyright Studio  Trevisani)</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Comunicazione  Assertiva Bidirezionale (CAB) e capacità di riduzione dell&#8217;incertezza nella  decisione del cliente (intervento sulla Consumer Anxiety, o Buyer </span></span><span style="font-family:Corbel,sans-serif;color:black;"><em><span style="font-size:small;">Anxiety</span></em><span style="font-size:small;">)</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Comunicazione  delle emozioni (<em>One Way</em>) e ascolto delle emozioni (ricezione emotiva) </span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Comunicazione  corporea (<em>Haptic Communication</em>) e ascolto delle dinamiche interiori per  il venditore e negoziatore (flusso psicofisiologico e attenzione agli stati  corporei, propriocezione, focusing)</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Comunicazione  degli stati esistenziali e ascolto degli stati esistenziali </span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;"><span style="font-size:small;">Leadership  conversazionale e relazionale</span></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel, sans-serif;font-size:small;">Il modello <em>Two-Sided Uncertainty</em> per valorizzare la scoperta delle reali potenzialità del cliente</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel, sans-serif;font-size:small;">Il modello <em>Double Wheel</em></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel, sans-serif;font-size:small;">Scoprire i nuclei decisionali<em> </em>e  le aspettative dei gruppi di riferimento<em> &#8211;  la Family Influence, </em>la  <em>Network Influence</em></span></li>
</ul>
<h2>Corsi Vendita &#8211; Livello avanzato 2 &#8211; Vendita Direzionale in Team</h2>
<ul>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;"> La  concentrazione sui clienti direzionali</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;color:black;font-size:13pt;">Scoprire  la realtà dei contatti multipli con i referenti multipli, le comunicazioni  quotidiane che rischiano di far saltar il rapporto, e il controllo totale della  qualità del rapporto</span></li>
<li><span style="font-size:13pt;font-family:Corbel, sans-serif;"> Il Total Quality  Selling</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Scolpire il  brand nella mente del Cliente Direzionale tramite una qualità di rapporto che  supera le aspettative (<em>Beyond Expectations Modeling</em>)</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Il presidio  della qualità della relazione nei micro-gesti quotidiani sino alle comunicazioni  ufficiali</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;"> Team-Sales,  progetti di vendita gestiti da equipe o da un team o gruppo (Sales Team  Skills)</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Tecniche di  teamwork per il presidio dei grandi clienti (Clienti Direzionali)</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;"><em>Action Line  Management</em> &#8211; sviluppare linee di vendita tattiche in trattative complesse e  vendite complesse</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Tecniche di  analisi conversazionale in gruppo, leadership conversazionale in ambienti  difficili, diplomatici, negoziali, e situazioni di alta esposizione &#8211; </span><span style="font-family:Corbel,sans-serif;color:black;font-size:13pt;">– le  tecniche <em>one team, one mission, one style</em></span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Amplificazione  dell&#8217;espressività corporea e stilistica con metodi speciali di derivazione  attoriale, in applicazione ai colloqui con i clienti direzionali</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Psicodinamica  dell&#8217;approccio con il cliente e analisi dei piani di incomunicabilità</span></li>
<li><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Sviluppo di  campagne di vendita direzionale attraverso la sequenza Action Line Management a  12 punti (<em>Target Audience Analysis System</em>)</span></li>
</ul>
<h2>Psicologia della negoziazione</h2>
<p><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;">Nuove scoperte dalla ricerce: </span></p>
<p><span style="font-family:Corbel,sans-serif;font-size:13pt;"><span style="font-family:Georgia;">Nuove scuole di riveferimento: Strategie di Info-Ops per la vendita (derivazione  militare)</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-size:small;">Strategie Psyops nella vendita (derivazione militare)</span></li>
<li><span style="font-size:small;"> Le tecniche di T-Charting</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Riconoscimento degli stati emotivi propri e del cliente tramite  software sperimentali in grado di riconoscere le espressioni facciali e i  segnali deboli</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Generazione di stati alfagenici durante le trattative e  incontri di vendita</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Tecniche di sollecitazione multipla (Mappa di Fisher) per il  sistema simpatico e parasimpatico dell’interlocutore</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Amplificazione dei repertori stilistici – tecniche di  <em>shielding</em> e dis-identificazione</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Percezione allargata e percezione aumentata (derivazione  militare)</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Tecniche di induzione ipnotica e pre-ipnotica</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Comunicazione polisensoriale</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Vendita ad alta immersività</span></li>
<li><em><span style="font-size:small;">CPM &#8211; Customer Psychology Management</span></em><span style="font-size:small;"> </span></li>
<li><em><span style="font-size:small;">PRM</span></em><span style="font-size:small;"> &#8211; modello proprietario Studio  Trevisani per il monitoraggio della qualità della relazione, divulgato  unicamente ai clienti</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Le operazioni psicologiche, lo <em>hacking</em> della strategia  di acquisto, il <em>debrayage</em> relazionale (smontaggio dei giochi)</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Tecniche avanzate di ascolto multilivello e analisi psicologica  degli interlocutori</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Semiosfere </span></li>
<li><span style="font-size:small;">Memetica</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Psicologia degli Archetipi nella vendita</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Strategie di vendita centrate sui ragionamenti di acquisto,  modelli TRA e TPB (<em>Theory of Reasoned Action</em>, <em>Theory of Planned  Behavior</em>)</span></li>
<li><span style="font-size:small;"> Ricentraggio dei team di collaboratori tramite modello HPM  (Human Performance Modeling)</span></li>
<li><span style="font-size:small;">Altri temi avanzati di ricerca emergenti dalle continue  esplorazioni condotte dallo Studio nei territori di frontiera della ricerca sul  potenziale umano, psicologia strategica e scienze della comunicazione</span></li>
</ul>
<p><strong>________</strong></p>
<p>Altre  Schede di Formazione Vendite e Corsi di Vendita sviluppati da Studio Trevisani:</p>
<p>• <a href="https://www.studiotrevisani.it/come_lavoriamo.htm">Formazione Vendite Attiva: come lavoriamo</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corso_tecniche_di_negoziazione.htm">La Negoziazione</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_vendita_base.htm">Corsi Vendita Base</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_vendita_avanzati.htm">Corsi Vendita Avanzati</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/formazione_vendite_di_derivazione_militare.htm">Formazione Vendite di derivazione militare</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/vendita_business_to_business.htm">Vendita Business to Business</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/vendita_In-Store.htm">Vendita In-Store</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_direzione_vendite.htm">Corsi Direzione Vendite</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/corsi_avanzati_di_psicologia_della_vendita.htm">Corsi avanzati di psicologia della vendita</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/dvo_-_direzione_vendite_per_obiettivi.htm">DVO &#8211; Direzione Vendite per Obiettivi</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/teatri_di_azione.htm">Teatri di Azione</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/tecniche_di_controllo_di_vendita.htm">Tecniche di Controllo Vendite</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/public_speaking.htm">Public Speaking &#8211; Comunicazione Efficace</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/comunicazione_ai_team_di_vendita.htm">Comunicazione ai team di vendita</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/team_building_nella_vendita.htm">Team Building e Vendita</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/leadership_di_vendita.htm">Leadership di Vendita</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_olistica.htm">Vendite Avanzate &#8211; Comunicazione Olistica</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/come_condurre_i_training_di_vendita.htm">Come condurre i training</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_persuasiva.htm">Comunicazione Persuasiva</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/scienze_per_la_formazione_vendite.htm">Scienze per la Formazione Vendite</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/supporto_selezione_personale.htm">Consulenza Selezione Venditori</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_outdoor_vendita.htm">Corsi Vendite Outdoor</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/formazione_formatori.htm">Formazione Formatori</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/metodi_di_formazione_vendite.htm">Riflessioni sulla Formazione Vendite</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/metodologie_formazione_vendite_e_comunicazione.htm">Metodologie formazione vendite e comunicazione</a> •<br />
• <a style="text-decoration:none;" href="https://www.studiotrevisani.it/corsi_vendita/autori_di_riferimento_e_autori_da_evitare.htm">Letture, autori di riferimento e autori da evitare</a> •</p>
<table dir="ltr" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody></tbody>
</table>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/corso-di-alta-formazione-in-negoziazione-dalla-psicologia-della-negoziazione-alle-tecniche-di-negoziazione/">Corso di Alta Formazione in Negoziazione: Dalla Psicologia della Negoziazione alle Tecniche di negoziazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Per una formazione vera, centrata sugli effetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 09:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Potenziale Umano]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamenti verso la formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[corsi leadership]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia della formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa significa realmente &#8220;fare formazione centrata sugli effetti&#8221; La formazione centrata sugli effetti vuole ottenere cambiamenti ed effetti reali, dimostrabili Centrarsi sugli effetti significa fare corsi in cui &#8211; al termine &#8211; deve essersi prodotto un cambiamento vero, sostanziale, positivo. Il nostro metodo privilegia le esercitazioni pratiche di sviluppo delle abilità di analisi, di comunicazione &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span>Cosa significa realmente &#8220;fare formazione centrata sugli effetti&#8221; </span></strong></p>
<p><strong><span>La formazione centrata sugli effetti vuole ottenere cambiamenti ed effetti reali, dimostrabili</span></strong><span></span></p>
<p><span>Centrarsi sugli effetti significa fare corsi in cui &#8211; al termine &#8211; deve essersi prodotto un cambiamento vero, sostanziale, positivo. Il nostro metodo privilegia le esercitazioni pratiche di sviluppo delle abilità di analisi, di comunicazione e di progettualità. Questo atteggiamento di fondo va oltre i corsi marketing e la formazione marketing in senso teorico, o la formazione per la leadership o per la comunicazione. Toccano soprattutto aree delicate come la formazione per la negoziazione, la formazione formatori, la decisione, la comunicazione persuasiva e la comunicazione nei team.</span><span></span></p>
<p><strong><span>Segnali di corsi condotti e mal progettati: da cosa stare alla larga.<span> </span></span></strong><span><span>Proponiamo 3 categorie specifiche, per partire, i cui se</span></span><span>gnali, anche contrastanti, possono denotare una scarsa centratura sugli effetti:</span><span></span></p>
<p><span><span>1.<span>      </span></span></span><strong><span>Abbuffata di slides</span></strong><span>: esito: “mi sono annoiato&#8221;, si tratta di un risultato negativo, in quanto probabilmente il partecipante non avrà vissuto reali situazioni di sfida, sarà rimasto &#8220;alla superficie&#8221; delle cose, senza mai entrarvi. Non si impara a nuotare con slides sul nuoto, quindi è determinante correlare gli stimoli didattici agli obiettivi da produrre. Poiché gli stimoli didattici e formativi sono stati insufficienti se rimangono sul piano teorico, diminuiscono la motivazione; i corsi devono anche far scoprire ai partecipanti elementi su cui lavorare, creare dubbi, stimolare al cambiamento, far sperimentare.</span><span></span></p>
<p><span><span>2.<span>      </span></span></span><strong><span>Diverimentificio</span></strong><span>. Il partecipante commenta &#8220;mi sono divertito&#8221;, cui fa seguito un &#8220;nulla totale&#8221; in termini di cambiamento prodotto dal corso, una ricaduta-zero sulle azioni quotidiane. E&#8217; un risultato tipico di tanta formazione &#8220;da giochetti formativi&#8221; che puntano al divertimento puro del partecipante e non al cambiamento da indurre, formazione mal progettata, fine a se stessa. L&#8217;<strong>investimento in formazione non si misura in semplice divertimento o intrattenimento</strong>. Creare un buon clima di apprendimento è importante, produrre un clima positivo altrettanto, ma questi sono solo aspetti di facilitazione, non i veri obiettivi finali per cui si investe in formazione.</span><span></span></p>
<p><span><span>3.<span>      </span></span></span><strong><span>Accademia snob</span></strong><span>. Altro caso drammatico è l&#8217;intervento degli &#8220;accademici che parlano dall’alto&#8221;. Questa categoria contiene professori stipendiati dalle università, che combinano entrate in formazione “una tantum” contando sulla base sicura dello stipendio pubblico. Questo produce in genere un atteggiamento di superiorità. Da notare, che in diversi ambienti universitari la consulenza esterna viene amichevolmente denominata “marchetta”, con tono spregiativo, la dove invece in altri paesi (es, USA), è un denotatore fondamentale di capacità applicativa. In Italia il baronato è riuscito ad isolarsi talmente tanto dal mondo reale da generare un appellativo contaminato di “prostituzione” alla consulenza in azienda. Oltretutto, se non bastasse, mancano a molti le esperienze vere, lo “sporcarsi nel fango”, es: senza avere esperienza diretta e continuativa di vendita è difficile capire cosa significa realmente vendere e fare marketing, e insegnare a farlo, e questo vale in tanti altri campi: chi non ha diretto team con il rischio di fallire (non team di cui non paga gli insuccessi in prima persona) ha ben poca esperienza per poter parlare di leadership. Per compensare la scarsa capacità pratica, l’accademia “pompa” il linguaggio, lo rende ostico, lo “ingrassa” e lo complica per darsi un tono, con il risultato di non farsi capire. L&#8217;ingresso in azienda di persone specializzate nel parlare senza avere sperimentato, nel propinare slides teoriche, abituate a osservare i problemi da lontano, senza pratica diretta di ciò che propone, porta a teorizzare di massimi sistemi astratti, disinteressandosi allo stesso tempo, completamente, delle applicazioni concrete, delle problematiche pratiche, dell&#8217;assorbimento dei concetti, e di chi si ha di fronte. </span><span></span></p>
<p><span>Qualsiasi sia il tipo di risultato che vogliamo ottenere, questo tipo di formazione non ci interessa.</span></p>
<p><span>Quello che serve nella formazione è chiedersi (e chiarire bene con la committenza) (1) quali effetti vogliamo produrre, (2) in chi, (3) in quanto tempo, e (4) costruire una regia di stimoli (formazione, letture, esperienze, e qualsiasi altro stimolo efficace) che generi veramente l’effetto da produrre.</span></p>
<p><span>Daniele Trevisani</span></p>
<p><span>____________</span></p>
<p><span>Nota</span></p>
<p><span>Un approfondimento del metodo delle “Regie di Formazione” è visionabile al link <a href="https://www.studiotrevisani.it/alm1">www.studiotrevisani.it/alm1</a> </span><span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/per-una-formazione-vera-centrata-sugli-effetti/">Per una formazione vera, centrata sugli effetti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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