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	<title>Processo decisionale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Processo decisionale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Le Triadi di Heider nelle strategie di marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 00:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articoli estratti con il permesso dell&#8217;autore dai libri di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano e “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Elaborazione originale a cura di Cinzia Zocca. Le Triadi di Heider sono un concetto sviluppato dallo psicologo Fritz Heider nel contesto della &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/26796-2/">Le Triadi di Heider nelle strategie di marketing</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articoli estratti con il permesso dell&#8217;autore dai libri di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a>: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano e “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elaborazione originale a cura di Cinzia Zocca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider sono un concetto sviluppato dallo psicologo Fritz Heider nel contesto della teoria dell&#8217;equilibrio. Oggi rappresentano uno strumento potente nel campo della vendita e del marketing perché mettendo in relazione un individuo, un&#8217;altra persona e un oggetto, offrono una prospettiva utile per comprendere e influenzare il comportamento dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le triadi essenziali di Heider sono otto, distinguibili equamente in equilibrate (quando si verifica una consonanza cognitiva) o in squilibrate (quando originate da profonde dissonanze cognitive). Nelle triadi che abbiamo descritto vengono considerate solo 3 entità, ma nella realtà il mercato presenta delle dinamiche ben più complesse che richiedono analisi scientificamente comprovate per riuscire a navigare la mappa mentale delle associazioni conscie, subconscie e inconscie del cliente, e che riescano a farne comprendere i comportamenti così da realizzare così azioni di previsione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle 3 entità descritte, nella decisione d’acquisto e nella valutazione di un prodotto entrano in gioco connotazioni culturali e valoriali, il sistema di credenze del cliente ed altre variabili sociali che ne riempiono di contenuti simbolici l’immagine, rendendo così altamente complessa l’interpretazione degli scenari di mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Comprendere le relazioni </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider aiutano a comprendere come le relazioni tra un consumatore (P1), un prodotto o servizio (X) e un&#8217;influenza esterna come un amico, un testimonial o una recensione (P2) possano influenzare le decisioni di acquisto. Se queste relazioni sono in equilibrio (ad esempio, a P1 piace X e a P2 piace X), il consumatore è più propenso a fare un acquisto. Comprendere queste dinamiche permette alle aziende di progettare strategie di marketing più efficaci, favorendo relazioni positive tra tutti gli elementi della triade come descritto nella seguente tabella:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="669" height="530" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image.png" alt="" class="wp-image-26797" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image.png 669w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-300x238.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-175x139.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-450x357.png 450w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">2. Implementare le strategie di marketing</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing può beneficiare di questo strumento per individuare le migliori strategie che consentano all&#8217;azienda di influenzare positivamente le scelte del cliente o di aumentare la<em> Brand Reputation.</em> Alcune azioni che, ad esempio, consentono di influenzare positivamente il cliente sono:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Testimonial e Influencer</strong>: Utilizzare testimonial o influencer che sono apprezzati dal target di mercato può creare una triade positiva. Se i consumatori vedono una figura di riferimento che apprezza un prodotto, sono più inclini a considerare positivamente quel prodotto, portando ad un aumento delle vendite.</li>



<li><strong>Recensioni e Feedback</strong>: Le recensioni positive possono influenzare significativamente la percezione dei prodotti. Quando i clienti vedono che altri utenti simili a loro apprezzano un prodotto, si crea una triade positiva che rafforza la loro intenzione di acquisto.</li>



<li><strong>Branding e Identità del Marchio</strong>: La costruzione di un&#8217;identità di marchio forte e coerente che risuona con i valori e le emozioni dei consumatori può generare una triade positiva. Se i consumatori si identificano con i valori del marchio e percepiscono che il marchio è apprezzato da persone simili a loro, ciò favorisce un atteggiamento positivo verso il prodotto.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">3. Creare esperienze positive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende possono utilizzare le Triadi di Heider per creare esperienze di acquisto che bilanciano positivamente tutti gli elementi coinvolti. Ad esempio, fornendo un eccellente servizio clienti, prodotti di alta qualità e creando comunità di clienti soddisfatti, si possono costruire relazioni equilibrate e positive che incoraggiano la fedeltà e il passaparola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprendere le modalità con cui un cliente valuta in modo positivo la proposta di un prodotto o servizio richiede un calcolo cognitivo, che può essere compensativo o discriminante. Si tratta cioè di assegnare un punteggio al prodotto o servizio offerto sulla base di variabili utilizzate nel processo e, quindi, di fare emergere i criteri di scelta che possono influenzare la decisione di acquisto (<em>Key Variables</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna variabile dovrebbe essere poi ponderata in base agli attributi del prodotto e all’importanza assegnata ad ognuno di essi, così che la valutazione possa rispecchiare più nel dettaglio ciò che compensa o discrimina nella scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La complessità del processo di scelta cresce con l’aumentare delle persone coinvolte e degli scenari, di conseguenza individuare le <em>Key Variables</em> è essenziale per comprendere come la <em>Wish-list</em> del cliente condiziona la scelta, come il cliente pensa e quali processi decisionali l’individuo e i gruppi mettono in atto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca e l’analisi consentono alle aziende di ottenere dei vantaggi competitivi che si traducono in maggiori interventi sui prodotti o servizi e in migliori strategie di comunicazione, pricing e distribuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineano Darley, Glucksberg, Kamin e Kinchla (1986),<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&#8230; l&#8217;effetto del principio dell&#8217;equilibrio è così forte che la gente lo usa spesso con valore predittivo. Se io (P) trovo simpatica la persona O, e quella trova simpatico un terzo (X), ritengo che anche a me sarà simpatico X.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Darley, J.M., Glucksberg, S., Kamin, L.J, Kinchla, R.A., (1984). <em>Psicologia</em>. Bologna: Il Mulino. Edizione originale: <em>Psychology</em>. Englewood Cliffs: Prentice-Hall, 1984.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-1.png" alt="" class="wp-image-26798"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso procedimento di associazione cognitiva viene realizzato in relazione al processo di consumo, dove alcuni modelli vengono presi semioticamente come punti di riferimento dell’appartenenza ad una classe sociale o di un certo stile valoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Gestire la reputazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider sono utili anche nella gestione della reputazione aziendale. Le aziende devono monitorare costantemente le percezioni dei consumatori e le relazioni tra il loro marchio, i clienti e le influenze esterne. Rispondere prontamente alle critiche e migliorare continuamente l&#8217;offerta di prodotti può aiutare a mantenere un equilibrio positivo nelle triadi, proteggendo e migliorando la reputazione del marchio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider offrono un modello prezioso per comprendere e influenzare il comportamento dei consumatori. Attraverso l&#8217;analisi e l&#8217;ottimizzazione delle relazioni tra consumatori, prodotti e influenze esterne, le aziende possono sviluppare strategie di marketing più efficaci, migliorare l&#8217;esperienza del cliente ed aumentare le vendite. Questo approccio non solo favorisce la crescita economica, ma aiuta anche a costruire marchi forti e duraturi che risuonano profondamente con i consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, comprendere come vengono sviluppate o influenzate le decisioni di acquisto significa individuare i processi mentali del cliente posto di fronte ad una scelta tra più alternative, comprendere le variabili in campo, le variabili critiche ed i meccanismi di scelta, oltre che valutare la probabilità di successo di un prodotto o servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Triadi di Heider</p>



<p class="wp-block-paragraph">Equilibrio cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria del bilanciamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza interpersonale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Formazione delle attitudini</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dissonanza cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consenso sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelte di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stereotipi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riferimenti sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bias cognitivi</p>
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		<title>Variabili comportamentali e costi di ricerca delle informazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 10:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Diversi studi hanno evidenziato la presenza di un search cost effect (il costo della ricerca di informazioni): l’acquirente cercherà ulteriori informazioni solo fintanto che il costo marginale della ricerca non eccede il beneficio marginale &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi studi hanno evidenziato la presenza di un <strong><em>search cost effect</em></strong> (il costo della ricerca di informazioni): l’acquirente cercherà ulteriori informazioni solo fintanto che il costo marginale della ricerca non eccede il beneficio marginale ricavabile dall’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche di informazioni, per una singola scelta, non possono durare tutta la vita. Ad un certo punto si fermeranno, considerato il tempo e costo necessario per la ricerca stessa, in comparazione a quanto vi sia in gioco in termini di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi sul campo hanno confermato che lo sforzo di ricerca cresce in genere al crescere delle somme coinvolte. Le somme assumono tuttavia una valenza diversa a seconda di quanto l’esborso pesa sulle finanze della persona. Un investimento di 2000 dollari, se rappresenta il 70% delle risorse disponibili del soggetto, avrà una forte valenza emotiva, e vi sarà forte timore di sbagliare, mentre, se rappresenta lo 0,01% del totale disponibile, la preoccupazione di sbagliare avrà valenza emotiva inferiore (effetto di riduzione proporzionale della criticità economica dell’investimento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono molti casi, tuttavia, di <strong>mancanza di equilibrio</strong> <strong>manageriale</strong> nel tempo dedicato a valutare la bontà delle proprie spese e decisioni, soprattutto in campo aziendale. A volte decisioni miliardarie o dagli effetti potenzialmente devastanti sull’azienda (in caso di errore) vengono prese senza perdere tanto tempo nella ricerca di informazioni indispensabili, mentre per decisioni tutto sommato stupide ed ininfluenti si perdono intere giornate in riunioni, o si investono somme ingenti in consulenza, in tempo manageriale e complesse ricerche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Giunta comunale può dedicare enormi energie per la ricerca dei materiali e la scelta del colore del marmo di una futura fontana nella piazza del paese (che probabilmente non verrà mai costruita), e non predisporre, in compenso, un budget sufficiente (o non porsi il problema nemmeno) per la formazione professionale del personale dell&#8217;ente e lo sviluppo delle capacità manageriali (variabile da cui dipende praticamente tutto, in termini di efficienza e risultato gestionale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I costi di ricerca possono essere analizzati secondo diversi parametri (disgiunti o congiunti):</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="171" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-1024x171.png" alt="" class="wp-image-26658" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-1024x171.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-300x50.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-768x129.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-175x29.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21-450x75.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-21.png 1105w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>

<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="470" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-1024x470.png" alt="" class="wp-image-26659" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-1024x470.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-300x138.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-768x353.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-175x80.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22-450x207.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-22.png 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">I consumatori si trovano spesso, oggi, nell&#8217;incapacità di elaborare tutta l’informazione presente sui mercati, particolarmente nei settori caratterizzati da rapida innovazione e cambiamenti tecnologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il commercio elettronico e i canali internet accrescono a dismisura il mercato di offerta e l&#8217;informazione disponibile, così che per un determinato acquisto, mentre in passato esisteva solo il negozio del paese (e non si poteva comprare altro che lì), oggi esistono innumerevoli potenziali punti di vendita e fonti informative. L&#8217;esito è un possibile <strong>overload informativo</strong>, un eccesso di dati che il soggetto non riesce più a manipolare. Questo confonde il consumatore e crea un senso di inadeguatezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I consumatori devono quindi apprendere nuove competenze:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-23-1024x595.png" alt="" class="wp-image-26660"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Questo curriculum di studi dovrebbe essere presente in ogni percorso scolastico di base, intermedio e superiore. Se si pensa a quanto tempo si perde nelle scuole per apprendere informazioni che non si utilizzeranno mai, e quanto tempo <strong>non</strong> si impiega ad apprendere come acquistare bene (azione che si compie ogni giorno della propria vita) viene da chiedersi se non vi sia una regia occulta che determina questo stato di cose, o se si tratti semplicemente di ignoranza o incapacità politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Costo della ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sforzo di ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costi cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Overload informativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Wish list</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scala dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidabilità della fonte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca delle fonti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni di ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine alla ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti di informazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento di ricerca online</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscenza del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori demografici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni informate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle preferenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidelizzazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di comunicazione</p>
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		<title>L&#8217;innovazione delle leve omeostatiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Il valore erogato da tali prodotti proviene dal mantenere una situazione positiva nelle condizioni in cui si trova. Ad esempio, un programma di manutenzione del disco rigido di un computer che ne consenta la &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il valore erogato da tali prodotti proviene dal <strong>mantenere una situazione positiva nelle condizioni in cui si trova</strong>. Ad esempio, un programma di manutenzione del disco rigido di un computer che ne consenta la permanenza in condizioni ottimali. Proseguendo l&#8217;esempio nel settore food ed applicando la leva omeostatica: &#8220;il nostro formaggio light ti aiuta a rimanere in forma&#8221; (manteniamo uno stato gradevole).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi omeostatica andrà quindi alla ricerca di quali situazioni gradevoli siano attualmente vissute dall&#8217;individuo in relazione al prodotto, o in relazione alla propria vita, per poi assicurare che tali condizioni non vengano meno, non vengano messe in pericolo da fattori esterni o eliminate in <strong>innovazioni errate</strong> di prodotto. L&#8217;innovazione errata può riguardare anche altre componenti dell&#8217;offerta, tra cui le politiche di pricing, distributive e promozionali</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="438" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-1024x438.jpg" alt="" class="wp-image-26193" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-1024x438.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-300x128.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-768x329.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-175x75.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-450x193.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico-1170x501.jpg 1170w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Prodotti-a-potere-omeostatico.jpg 1496w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi casi di innovazione di prodotto hanno determinato un degrado o la sparizione completa di caratteristiche altamente apprezzate dagli utilizzatori<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>. Se prima di svolgere le modifiche, fosse stato chiesto ad un campione di utilizzatori “cosa ti piace attualmente nel prodotto, cosa vorresti non fosse mai tolto?” questo avrebbe rimosso dal campo il problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le leve di vendita omeostatiche faranno pertanto riferimento alle condizioni attuali di gradevolezza esistenziale e alle proprietà del prodotto di assicurarne la permanenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da un punto di vista puramente logico, è possibile argomentare che le proprietà omeostatiche sono, in fin dei conti, proprietà preventive: mantenere situazioni invariate, significa prevenirne il cambiamento. Ma la logica non è il terreno della psicologia del consumatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei colloqui in profondità con consumatori questa differenziazione emerge. Cioè, le esperienze pratiche hanno evidenziato che è significativamente diverso, dal punto di vista psicologico, fare un’analisi delle situazioni che il soggetto percepisce come positive nella sua vita oggi, rispetto al fare un’analisi di quali sono i timori futuri. I campi psicologici esplorati sono diversi (attuale vs. futuro). E di questo dobbiamo prenderne atto, malgrado la logica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il campo della logica di consumo equivalesse al campo della psicologia di consumo, vivremmo in un mondo completamente robotizzato, non esisterebbero culture, non esisterebbero contraddizioni, non esisterebbero incongruenze. In altre parole, non esisterebbe nemmeno l’uomo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Un esempio concreto è dato dalla creazione di grafici di posizionamento (grafici a dispersione o grafici XY) in cui si voglia ottenere l’inserimento di &#8220;etichette dei casi&#8221;. L&#8217;inserimento di &#8220;etichette dei casi&#8221;, estremamente facile da realizzare nei modelli di foglio elettronico dei primi anni ’90, era diventato &#8211; dopo dieci anni di cosiddette “innovazioni” del software &#8211;&nbsp; praticamente impossibile da realizzare, creando frustrazione negli utilizzatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotti omeostatici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Positività delle condizioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Situazioni gradevoli</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione di prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Componenti dell’offerta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Incremento di valore percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gradevolezza esistenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preferenze del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori influenzanti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding e identità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Impatto emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studio dei consumatori</p>



<p class="wp-block-paragraph">Acquisto impulsivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori socio-culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer experience</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leva psicologica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia pubblicitaria</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione di mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogni e desideri</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>
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