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	<title>Pragmatica del marchio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Pragmatica del marchio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Percezione di mercato e interpretazione del simbolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2024 09:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano La semiotica si occupa di analizzare i livelli di lettura dei segni. Possiamo infatti distinguere tra diversi livelli di interpretazione del segno o messaggio: Ciascun livello di lettura ha una funzione specifica, e altrettanto &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">La semiotica si occupa di analizzare i livelli di lettura dei segni. Possiamo infatti distinguere tra diversi livelli di interpretazione del segno o messaggio:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="150" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16-1024x150.png" alt="" class="wp-image-26530" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16-1024x150.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16-300x44.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16-768x112.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16-175x26.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16-450x66.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-16.png 1093w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Ciascun livello di lettura ha una funzione specifica, e altrettanto specifiche implicazioni aziendali. Tra i ricercatori che più hanno approfondito gli studi di semiotica del prodotto e della comunicazione pubblicitaria, è necessario evidenziare i lavori di David Mick, pioniere nell’applicazione di metodi scientifici di misurazione dell’impatto semiotico della comunicazione di marketing (vedi Mick, 1986, 1989, 1991; Mick e DeMoss, 1990).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo più in dettaglio le peculiarità di questi diversi livelli di lettura della comunicazione aziendale, e più in generale del “segno” aziendale:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="866" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17-1024x866.png" alt="" class="wp-image-26531" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17-1024x866.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17-300x254.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17-768x650.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17-175x148.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17-450x381.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-17.png 1083w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Altri problemi posti dalla semiotica sono dati dal livello di intenzionalità dei segni. Eco (1987)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> sottolinea come alcuni comportamenti &#8220;appaiono capaci di significare anche se chi li emette non è cosciente di significare attraverso di essi&#8221;, e questo può dare luogo a una &#8220;commedia degli equivoci intessuta di arrière pensées, reticenze, doppi giochi e così via&#8221; (cfr Eco, 1973,<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a> in Eco, 1987). Ogni azienda deve rendersi conto di un dato di fatto: come sottolinea Watzlawick, non è possibile non comunicare. Ogni dettaglio, ogni parola, ogni elemento, proietta un’immagine, e incide sulle scelte del cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ulteriore aspetto semiotico aziendalmente rilevante è dato dalle modalità di descrizione del segno, tra cui l’analisi denotativa e l’analisi connotativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi connotativa richiede l’utilizzo di <strong>frame interpretativi</strong> (angoli di osservazione valoriali e sociali del prodotto). A seconda del punto di osservazione semiotico, infatti il prodotto diviene &#8220;segno&#8221; di un insieme di relazioni tra oggetti sociali. La pelliccia può divenire &#8220;segno&#8221; dell&#8217;appartenenza ad una classe agiata o di aspirazione ad appartenervi. Questo segno assume una valenza positiva o negativa in funzione del frame interpretativo adottato: un frame alto-borghese porterà alla decodifica della pelliccia come oggetto di classe e distinzione. Un frame ambientalista porterà ad una decodifica della pelliccia come sinonimo di superficialità del proprietario. Inoltre, connoterà in esso il possesso di valori antisociali, consumistici, antiambientalistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È il frame di osservazione, in altre parole, che determina il giudizio del prodotto e il suo luogo all&#8217;interno dei valori e significati del soggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre l&#8217;analisi denotativa si prefigge la descrizione &#8220;oggettiva&#8221;, non valutativa, dei contenuti manifesti del prodotto o del messaggio, l&#8217;analisi connotativa si prefigge di stabilire le associazioni di significato legate al segno.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Eco, U. (1987). <em>Trattato di semiotica generale</em>. Milano: Bompiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Eco, U. (1973). <em>Il segno</em>. Milano: Isedi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="600" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18-1024x600.png" alt="" class="wp-image-26532" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18-1024x600.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18-300x176.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18-768x450.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18-175x103.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18-450x264.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-18.png 1095w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Definire la funzione semantica del prodotto permette di capirne il suo significato sociale e simbolico, i vincoli e le barriere che esso può incontrare, i motivi di accettazione e rifiuto che esso incontra sul mercato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="202" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19-1024x202.png" alt="" class="wp-image-26533" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19-1024x202.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19-300x59.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19-768x152.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19-175x35.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19-450x89.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/05/image-19.png 1099w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Livelli di lettura dei segni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione del segno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semiotica del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione pubblicitaria</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sintattica del segno</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semantica del simbolo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pragmatica del marchio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proiezione di immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Frame interpretativi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semantica del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semiotica aziendale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Funzione simbolica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Design del logo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Codici visivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segni di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione simbolica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità visiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore semantico</p>



<p class="wp-block-paragraph">Simbolismo del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rappresentazione grafica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elementi visivi</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Significato implicito</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Simboli di identità</p>



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