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	<title>Modello non compensatorio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Modello non compensatorio &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Competitività e percezione del cliente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2024 10:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Psicologia di Marketing e Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Le questioni trattate ci conducono ad una valutazione di fondo: per avere delle &#8220;chance&#8221; di successo ed essere competitiva, l&#8217;impresa deve rientrare all&#8217;interno della gamma di opzioni praticabili che il consumatore valuta quando decide &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le questioni trattate ci conducono ad una valutazione di fondo: per avere delle &#8220;chance&#8221; di successo ed essere competitiva, l&#8217;impresa deve rientrare all&#8217;interno della <strong>gamma di opzioni</strong> <strong>praticabili</strong> che il consumatore valuta quando decide di acquistare (il <em>consideration-set</em>). Essere esclusi da tale gamma (per non conoscenza della disponibilità del prodotto sul mercato, o per valutazioni negative sul prodotto), implica automaticamente l’esclusione dall’acquisto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="165" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33-1024x165.png" alt="" class="wp-image-26707" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33-1024x165.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33-300x48.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33-768x124.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33-175x28.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33-450x72.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-33.png 1099w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Far rientrare il prodotto all’interno del <em>consideration-set</em> può considerarsi una forma di pre-vendita del prodotto. In altre parole, prima di acquistare ad esempio una mela, devo essere convinto dell’utilità della mela per me, e delle buone proprietà della frutta. Questo può sembrare banale o semplice, ma non lo è. Ad esempio, far rientrare un robusto pacchetto di formazione aziendale allargata, all’interno di un piano di sviluppo industriale, può essere opera estremamente difficile se dall’altra parte si incontra un soggetto la cui forma mentis è unicamente materiale (investimento = cose che si toccano). Per questi soggetti l’operazione primaria è fare rientrare la soluzione all’interno del consideration-set, attuando un <em>refraiming</em> cognitivo, una revisione profonda delle categorie mentali di giudizio e dei budget mentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima che avvenga l&#8217;acquisto, l&#8217;impresa deve divenire parte di una categoria di offerenti (tipologia di fornitori) che goda di reputazione (<strong>prevendita della categoria</strong>). E, ancor prima della vendita del prodotto specifico, l&#8217;impresa deve preoccuparsi di &#8220;vendere&#8221; se stessa come partner affidabile. Deve inoltre &#8220;vendere&#8221; l&#8217;immagine complessiva del gruppo di imprese o sistema cui appartiene. Il venditore deve inoltre preoccuparsi di quanto egli sia in grado di fornire fiducia e immagine di solidità al cliente. I livelli di vendita sono diversi e spesso lontani dal prodotto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="263" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34-1024x263.png" alt="" class="wp-image-26708" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34-1024x263.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34-300x77.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34-768x197.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34-175x45.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34-450x116.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-34.png 1101w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Rientrando nell&#8217;area di prodotto, focalizzeremo quindi alcune problematiche specifiche del <em>consideration-set</em> (C-Set).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esso rappresenta la gamma di opzioni che il consumatore valuta quando decide di acquistare. Consiste in una lista dei prodotti/marchi che il consumatore ritiene in concorrenza tra di loro per l&#8217;acquisto. Potremmo assimilare il <em>consideration-set</em> ad un&#8217;urna, e le palline ai prodotti da scegliere. È chiaro che trovarsi nell&#8217;urna diviene un prerequisito per essere scelti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il C-Set costituisce un insieme mobile, mutevole, sul quale il venditore può influire, qualora sia in grado di fornire argomentazioni valide. Anche l&#8217;esposizione pubblicitaria è in grado di incidere sulla formazione del C-Set.<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;effetto pubblicitario produce efficacia persino in situazioni di esposizione accidentale, ed inoltre si verifica anche nonostante l&#8217;assenza di una specifica memoria dei messaggi pubblicitari. In altre parole, la formazione del C-Set avviene spesso senza un controllo manifesto da parte del consumatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti esclusi dal <em>consideration-set</em> non subiranno più alcuna forma di elaborazione, semplicemente verranno ignorati e non sarà più possibile il loro acquisto, a meno che non si modifichi il C-Set. Ad esempio, un cliente potrà decidere di inserire nel proprio <em>consideration-set</em> per l&#8217;acquisto di un PC i marchi IBM, Compaq, e Apple. Questo rappresenta il C-Set di partenza. In seguito, egli potrà escludere Apple per questioni legate a credenze in possesso sul marchio (es: è un computer specialistico per i grafici). La scelta si restringe a due concorrenti. Ma che dire delle altre centinaia di sconosciuti produttori di PC. Se questi non sono rientrati nel C-Set, le loro chance di acquisto sono zero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che il marchio sia entrato a far parte del C-Set, il processo di selezione può portare ad escluderlo, per vari motivi. Il rientro nel C-Set di un prodotto prima escluso è possibile solo a condizione che il consumatore modifichi fortemente i propri criteri di scelta, ad esempio a causa di uno shock emotivo o di una esperienza forte che egli colleghi alla decisione d&#8217;acquisto, oppure a causa di modifiche consistenti nel budget disponibile. Le azioni di comunicazione aziendale possono far rientrare un prodotto nel C-Set solo se estremamente incisive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo ALM ritiene che il <em>consideration-set</em> non sia fisso ma costituisca un <strong>insieme instabile</strong> e suscettibile di cambiamenti in itinere. Ogni nuova <strong>informazione diagnostica</strong> ha il potere di trasformarlo. In campo turistico, basti pensare a come una notizia negativa proveniente da un amico, ad esempio un attentato dinamitardo avvenuto nella località di destinazione prefissata &#8211; possa far uscire tale località dal C-Set dei luoghi dove trascorrere una vacanza. Si consideri ancora come &#8211; in campo automobilistico &#8211; la notizia di un incidente dovuto a un grave difetto di fabbrica possa escludere dal C-Set un&#8217;autovettura già praticamente scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diviene quindi importante identificare esattamente quali fattori determinano il <em>consideration-set</em> di partenza, per quali motivi un prodotto ne viene espulso o eventualmente ripescato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista della ricerca di marketing, è estremamente importante conoscere quali siano le <strong>dimensioni di valutazione</strong> &#8211; i parametri utilizzati per decidere &#8211; tra le diverse categorie di prodotto e tra le diverse marche, il loro peso (positivo e negativo) sulla scelta finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta del cliente avviene grazie ad un delicato equilibrio tra <strong>C-Set di gradimento</strong> (insieme dei prodotti graditi) e <strong>C-Set praticabile</strong>&nbsp; (insieme dei prodotti alla portata economica del consumatore), da quale emerge il <strong>C-Set finale</strong> come minimo comune denominatore dei due:</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Vedi: Shapiro, Stewart, Deborah J. MacInnis and Susan Heckler (1997), &#8220;Preattentive Processing: Its Effects on the Formation of Consideration Sets&#8221;, <em>Journal of Consumer Research</em>, 24 (June), 94-104. Weiss, Allen M.,  Erin Anderson, and Deborah J MacInnis (1999), &#8220;The Impact of Reputation on the Choice of Sales Organization,&#8221; <em>Journal of Marketing</em>. Shapiro, Stewart, Deborah J. MacInnis and Susan Heckler (1999), &#8220;An Experimental Method for Studying Unconscious Perception,&#8221; <em>Psychology and Marketing.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="371" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35-1024x371.png" alt="" class="wp-image-26709" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35-1024x371.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35-300x109.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35-768x278.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35-175x63.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35-450x163.png 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/06/image-35.png 1094w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Come esposto nel capitolo sui budget mentali, i consumatori possono attivare <strong>strategie di assorbimento di budget</strong> da altri account mentali, per finanziare account ai quali tengono particolarmente. Questo permette di allargare il C-Set praticabile, includendo acquisti di costo superiore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attenzione del pedagogista dovrà essere rivolta a far si che questi meccanismi di spostamento delle proprie risorse, nel consumatore, non vadano in direzione sbagliata per l’individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il rapporto del venditore con un soggetto per il quale l’investimento appaia economicamente eccessivo, egli si troverà di fronte al compito di aiutare il buyer a reperire le risorse per finanziare il prodotto o il progetto, analizzando (a) le <strong>attuali modalità</strong> <strong>di spesa</strong> delle proprie risorse disponibili e i <strong>risultati ottenuti</strong>, per compararli con (b) la <strong>futura modalità</strong> di spesa (proposta dal venditore) e i <strong>risultati globali ottenibili</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa rappresenta una forma di consulenza di vendita altamente professionale, che diviene consulenza di direzione. Essa richiede una forte carica di empatia nel venditore, notevoli doti tecniche anche in termini di analisi del ritorno degli investimenti, accompagnata dal crescente formarsi di un rapporto di fiducia nel cliente verso il venditore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Azienda competitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gamma di opzioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consideration-set</p>



<p class="wp-block-paragraph">Competitività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risoluzione dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Refraiming cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand reputation</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogno della categoria</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dimensioni di valutazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di assorbimento dei budget</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modalità di spesa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consideration set</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decision-making</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle alternative</p>



<p class="wp-block-paragraph">Criteri di selezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valutazione del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Filtraggio delle opzioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Metodi di confronto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Peso degli attributi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modello di compensazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Modello non compensatorio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Regole decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Euristiche di scelta</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi multicriteriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valore percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer journey</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenze esterne</p>



<p class="wp-block-paragraph">Brand loyalty</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni di acquisto</p>
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