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	<title>limiti superiori &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>La rana nella pozzanghera&#8230; (storie di ribellione e mancata ribellione)</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 14:06:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Daniele Trevisani, Copyright 2010, Studio Trevisani &#8230; ogni essere umano possiede dentro di sè una energia che tende alla realizzazione di sè, e &#8211; dato un clima psicologico adeguato &#8211; questa energia può sprigionarsi e produrre benessere sia personale che per l’intero sistema di appartenenza (famiglia, azienda, squadra). Oltre al clima psicologico favorevole alla &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di </strong><a href="https://www.studiotrevisani.it"><strong>Daniele Trevisani</strong></a><strong>, Copyright 2010, Studio Trevisani</strong></p>
<p>&#8230; ogni essere umano possiede dentro di sè una energia che tende alla realizzazione di sè, e &#8211; <strong>dato un clima psicologico adeguato &#8211; </strong>questa energia può sprigionarsi e produrre benessere sia personale che per l’intero sistema di appartenenza (famiglia, azienda, squadra).</p>
<p>Oltre al clima psicologico favorevole alla crescita, è importante  <strong>la possibilità di non essere soli nel percorso e avere compagni di viaggio</strong> (condizione 1). Una condizione ulteriore indispensabile (condizione 2) è<strong> sapere dove muoversi, verso dove andare, poter accedere ad un modello o teoria che guidi la crescita.</strong></p>
<p>Con questa duplice attenzione, lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.</p>
<p>Una persona, un’azienda, un atleta, una squadra, sono organismi in evoluzione che spesso anziché evolvere <em>in-volvono</em>, o implodono, si consumano.</p>
<p>Tutti desideriamo la crescita e il benessere ma a volte ci troviamo di fronte a risultati insufficienti (sul lavoro, o nei rapporti di amicizia, o nel nostro percorso di vita) e a stati d’animo correlati di malessere, sfiducia o calo di autostima.</p>
<p>Dunque, bisogna agire. Ma ancora più interessante – prima di affrontare il come agire – è capire quando nasce il bisogno. Alcune domande provocative:</p>
<ul>
<li>Quali sono i <strong>limiti inferiori</strong>, i segnali che ci informano del fatto che è ora di cambiare, che qualcosa non va, o che vogliamo essere migliori o anche solo diversi? Dobbiamo aspettare di raggiungerli o possiamo agire prima?</li>
<li>Quando prendiamo consapevolezza del bisogno di crescere o evolvere?</li>
<li>Da cosa siamo “scottati”, quali esperienze o fatti ci portano a voler evolvere? Quali sono i <strong><em>critical incidents</em></strong> che ci segnalano che è ora di una svolta? Dobbiamo attenderli o possiamo anticiparli?</li>
</ul>
<p>I <em>critical incidents</em> possono essere eventi drammatici o invece di piccola portata, ma comunque significativi, come lo svegliarsi male e non capire perché. Può trattarsi di un accadimento che ci ha riguardato e non riusciamo ad interpretare, non riusciamo a capire cosa sia successo. Possono essere casi di vita come la perdita di un lavoro, o una trattativa andata male, una gara persa, un litigio, una relazione che non va, o anche solo la difficoltà a raggiungere i propri obiettivi quotidiani. Può anche trattarsi di una malattia fisica o sofferenza psicologica. In ogni caso, la vita ci presenta continuamente sfide che non riusciamo a vincere, e alcune di queste fanno male.</p>
<p>Spesso rimanere “scottati” (da un’esperienza o stimolo) è indispensabile per acuire lo stato di bisogno, ma – come dimostrano gli studi sulla fisiologia &#8211;  l’organismo degli esseri viventi si abitua anche a stati di sofferenza cronica e finisce per considerarli quasi accettabili. Finisce per conviverci.</p>
<p>La metafora della rana nella pozzanghera, vera o falsa che sia, è comunque suggestiva: leggende metropolitane sostengono che una rana che si tuffi in una pozzanghera surriscaldata dal sole reagisca immediatamente e salti via. La rana scappa dall’ambiente inospitale senza bisogno di complicati ragionamenti. D’estate, una rana che sia nella stessa pozzanghera – la quale progressivamente si surriscalda al sole &#8211; non subisce lo shock termico istantaneo e può giungere sino alla morte, poiché &#8211; grado dopo grado &#8211; il peggioramento ambientale procede, in modo lento e costante, e non si innesca lo <strong>shock da reazione</strong>.</p>
<p>Non ci interessa la biologia delle rane, se la leggenda sia vera o falsa, e nemmeno se questo sia vero per tutte le rane. Interessa il problema dell’abitudine a vivere al di sotto di uno stato ottimale o della rinuncia a crescere, la rinuncia a credere che sia possibile una via di crescita o (nei casi peggiori) una via di fuga o alternativa ad un vivere oppressivo, intossicato, o semplicemente al di sotto dei propri potenziali.</p>
<p>L’abitudine all’ambiente negativo porta ad uno stato di contaminazione e alla mancanza di uno stimo di reazione adeguato. Si finisce per non sentire più il veleno che circola, l’aria viziata o velenosa.</p>
<p>Bene, in certe zone dello spazio-tempo, del vissuto personale, l’aria è ricca di ossigeno, ma in altre, larga parte dell’aria che respiriamo è viziata, e non ce ne rendiamo conto.</p>
<p>In certe aziende, famiglie o gruppi sociali (e persino nazioni), la persona, e la risorsa umana (in termini aziendalistici) assomiglia molto alla rana: può trattarsi di uno stagno visivamente splendido e accogliente, con entrate sontuose e atri luminosi, ma che – vissuto da dentro – diventa una perfida pozza venefica nella quale non si riesce più a “respirare”, e si finisce per soffocare.</p>
<p>Nella vita gli ambienti circostanti mutano ma non sempre con la velocità sufficiente ad innescare lo shock da reazione, e ci si sforza di adattarsi o sopportare. In altre realtà opposte, l’ambiente è invece favorevole e permette all’essere umano di realizzarsi.</p>
<p>Lo sforzo di adattamento produce un <strong>adeguamento</strong> <strong>inferiore</strong>, un <strong>blocco </strong>della <strong>tendenza attualizzante: </strong>la tendenza ad essere il massimo di ciò che si potrebbe essere, la tendenza a raggiungere i propri potenziali massimi di auto-espressione.<strong> Il nostro scopo è invece di perseguire la tendenza autoespressiva ai suoi massimi livelli: la tendenza di ogni essere umano ad essere il massimo di ciò che può essere</strong>.</p>
<p>_____</p>
<p><strong>Articolo di </strong><a href="https://www.studiotrevisani.it"><strong>Daniele Trevisani</strong></a><strong>, Copyright 2010, Studio Trevisani</strong></p>
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