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	<title>gruppi di riferimento &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>gruppi di riferimento &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di acquisto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consumer research]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia di marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi di riferimento]]></category>
		<category><![CDATA[pressione sociale sulle scelte di acquisto]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia del Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[teoria dell'azione ragionata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di acquisto Numerosi studi applicati al marketing hanno trovato conferme della possibilità di utilizzare la TPB e la TRA per analizzare i comportamenti del consumatore e formulare strategie di marketing avanzate. Il potere predittivo del modello è alto per numerosi tipi di acquisto, e quindi costituisce uno strumento &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/applicazioni-della-teoria-dellazione-ragionata-ai-comportamenti-di-acquisto/">Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di acquisto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di acquisto</h2>
<p>Numerosi studi applicati al marketing hanno trovato conferme della possibilità di utilizzare la TPB e la TRA per analizzare i comportamenti del consumatore e formulare strategie di marketing avanzate.</p>
<p>Il potere predittivo del modello è alto per numerosi tipi di acquisto, e quindi costituisce uno strumento indispensabile per capire il fenomeno della vendita e dell’acquisto. Ne approfondiremo alcune caratteristiche.</p>
<p>Partiremo dal modello fondamentale, la <em>Theory of Reasoned Action</em>, applicandola al comportamento di acquisto.</p>
<p>Esponiamo di seguito il modello, che servirà da mappa di navigazione per la parte rimanente del capitolo.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/tra.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-130" title="TRA" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/tra.png" alt="" width="450" height="313" /></a></p>
<h2>La motivazione all’adattamento e le aspettative altrui</h2>
<p>Come vediamo, l’individuo (cliente o buyer) è sottoposto a due pressioni principali: il gradimento individuale (atteggiamento verso l’acquisto: mi piace o non mi piace questo prodotto?) e la reazione anticipata dei gruppi di riferimento (o norma soggettiva): come reagiranno gli altri?</p>
<p>La terza variabile che interviene è la motivazione all’adattamento (<strong><em>motivation to comply</em></strong>).</p>
<p>Per “motivazione all’adattamento” si intende quanto l’individuo sia o meno propenso ad adattarsi alle aspettative dei gruppi di riferimento.</p>
<p>In sostanza questa variabile ha a che fare con il livello di <strong>autonomia decisionale</strong> dell’individuo – una variabile che differisce molto da persona a persona, e anche – nella stessa persona – da situazione a situazione.</p>
<p>Esempio di esplicitazione della componente normativa:</p>
<p><em>La mia famiglia pensa che</em></p>
<p>Io dovrei ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ Io non dovrei</p>
<p>Comprare una BMW cabrio</p>
<p>Esempio di esplicitazione del livello di motivazione all’adattamento:</p>
<p><em>In genere, nell’acquistare un’auto, valuto anche l’opinione della mia famiglia</em></p>
<p>Per niente  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ Moltissimo</p>
<p>La psicologia delle scelte di acquisto è resa complessa dal fatto che in molte situazioni:</p>
<ul>
<li>L’individuo non possiede un atteggiamento dicotomico (bianco o nero, buono o cattivo) verso il prodotto/soluzione, ma ne coglie le sfumature. Di un computer Apple posso ad esempio considerare eccezionale il look, ma posso nutrire riserve sulla interscambiabilità dei dati. La domanda giusta non è tanto “piace o non piace”, ma <strong>cosa</strong> piace e <strong>cosa non</strong> piace del prodotto/servizio.</li>
<li>L’individuo non ha una sola persona o un solo gruppo cui fare riferimento, e le attese latenti dei diversi gruppi sono spesso in antitesi. Per un PR di discoteca, la famiglia può attendersi un abito sobrio, mentre in discoteca esiste un’attesa di abbigliamento trendy. Quindi a quali gruppi dare ascolto? Chi accontentare, chi scontentare? E poi: dare ascolto o agire in totale autonomia? E con che conseguenze?</li>
<li>Le pressioni culturali e i messaggi educativi ricevuti dai consumatori creano dissonanza: a volte spingono l’individuo verso un elevato stato di autonomia, ma allo stesso tempo chiedono conformità e non-devianza dalle regole vigenti e capacità di adattarsi alla cultura circostante.</li>
</ul>
<h4>1.1.1.1.      Come si formano le intenzioni d’acquisto</h4>
<p>Le ricerche hanno dimostrato che i due fattori primari (atteggiamento e componente normativa) non forniscono un contributo sempre uguale alla formazione delle intenzioni.</p>
<p>In alcune circostanze le intenzioni dell’individuo sono determinate in larga misura dal gradimento verso il prodotto, e le considerazioni normative giocano un ruolo minoritario o nullo, mentre in altre circostanze il fattore normativo ha un peso molto elevato, e le valutazioni personali sul prodotto vengono messe da parte.</p>
<p>Il peso (<em>Weight</em>) dei due fattori nell’influenzare le intenzioni quindi è variabile.</p>
<p>Le intenzioni comportamentali di un individuo sono una duplice risultanza della componente attitudinale e della componente normativa, ciascuna appropriatamente soppesata.<a href="/Dati/LIBRI/ALM-03-comportamento%20acquisto/ALM3-vers-26%20con%20intestazione%20per%20estrazioni.doc#_ftn1">[1]</a></p>
<p>Fig. 45 &#8211; Peso delle componenti sull’intenzione comportamentale</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/pesi.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-131" title="pesi" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/pesi.png" alt="" width="450" height="203" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/pesi.png 893w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/pesi-600x271.png 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/pesi-300x136.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/pesi-768x347.png 768w" sizes="auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p>Realizziamo ora un esempio di applicazione del modello di analisi ad un comportamento di acquisto di una autovettura<a href="/Dati/LIBRI/ALM-03-comportamento%20acquisto/ALM3-vers-26%20con%20intestazione%20per%20estrazioni.doc#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p>Valutazione dell’intenzione comportamentale:</p>
<p><em>Avendone la disponibilità, acquisterei una BMW modello cabrio</em></p>
<p>Probabile  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ Improbabile</p>
<p>Valutazione dell’atteggiamento verso il prodotto:</p>
<p><em>La mia opinione è che la BMW modello cabrio sia un’autovettura</em></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="468">
<tbody>
<tr>
<td width="128" valign="top">Buona  <em> </em></td>
<td width="217" valign="top">___  ___    ___  ___  ___    ___  ___<em> </em></td>
<td width="123" valign="top">Pessima<em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="128" valign="top">Sicura  <em> </em></td>
<td width="217" valign="top">___  ___    ___  ___  ___    ___  ___<em> </em></td>
<td width="123" valign="top">Insicura<em> </em></td>
</tr>
<tr>
<td width="128" valign="top">Di qualità elevata  <em></em></td>
<td width="217" valign="top">___  ___    ___  ___  ___    ___  ___<em></em></td>
<td width="123" valign="top">Di scarsa qualità<em></em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Valutazione della componente normativa:</p>
<p><em>Sono convinto che la mia famiglia reagisca</em></p>
<p>negativamente  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ positivamente</p>
<p><em>alla mia decisione di acquistare una BMW cabrio</em></p>
<p><em>Sono convinto che i miei colleghi di lavoro valutino </em></p>
<p>negativamente  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ positivamente</p>
<p><em>il fatto che io acquisti una BMW cabrio</em></p>
<p>Valutazione della propensione ad adattarsi alle aspettative altrui</p>
<p><em>In genere, nell’acquistare un’auto, tengo in considerazione ciò che la mia famiglia si aspetta da me</em></p>
<p>Per niente  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ moltissimo</p>
<p><em>Per l’acquisto dell’auto, considero l’opinione dei miei colleghi di lavoro</em></p>
<p>Per nulla importante  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ molto importante</p>
<p>Rispetto alla valutazione della propensione all’adattamento, è necessario monitorare non una “generica propensione”, ma la intenzione specifica ad adattarsi ai singoli diversi gruppi o persone che compongono il quadro psicologico degli “altri rilevanti”. Una formulazione errata è la seguente:</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em><em>Per l’acquisto dell’auto, penso sia importante fare riferimento alle possibili reazioni dei miei colleghi di lavoro <strong>e dei miei amici</strong></em></p>
<p>Per nulla importante  ___  ___  ___  ___  ___  ___  ___ molto importante</p>
<p>Il motivo dell’errore è che le reazioni degli amici intimi possono essere molto diverse da quelle dei colleghi di lavoro, e quindi potremmo essere tratti in inganno da domande mal formulate.</p>
<hr size="1" /><a href="/Dati/LIBRI/ALM-03-comportamento%20acquisto/ALM3-vers-26%20con%20intestazione%20per%20estrazioni.doc#_ftnref1"><sup></sup><sup>[1]</sup></a> La formulazione di base della teoria dell&#8217;Azione Ragionata è la seguente: <strong>BI = (AB) W1 + (SN) W2, dove </strong>BI si riferisce alla intenzione comportamentale (<em>Behavioral Intention</em>), AB rappresenta l&#8217;atteggiamento verso il comportamento (<em>Attitude towards Behavior</em>), SN rappresenta la norma soggettiva (<em>Subjective Norm</em>) o atteggiamento previsto dei gruppi di riferimento, mentre W1 e W2 sono i pesi di ciascun fattore (<em>Weights</em>).</p>
<p><a href="/Dati/LIBRI/ALM-03-comportamento%20acquisto/ALM3-vers-26%20con%20intestazione%20per%20estrazioni.doc#_ftnref2">[2]</a> Le tematiche metodologiche riferite alla misurazione delle variabili psicologiche di prodotto necessiterebbero una ampia trattazione apposita, che non è possibile realizzare in questo contesto. L&#8217;esempio successivo è quindi puramente indicativo delle aree di ricerca e non esaustivo delle metodologie scientifiche di misurazione adottabili.</p>
<p>_______</p>
<p>Copyright, Articolo di <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a>, estratto dal volume &#8220;Comportamento d&#8217;acquisto e comunicazione strategica&#8221;, Milano, Franco Angeli editore.</p>
<p>Materiali didattici in uso presso Gruppo Consum-Attore, <a href="http://www.scuolacoop.it" target="_blank" rel="noopener">Scuola Nazionale Coop</a></p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/logo_scuola_coop.gif"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-137" title="logo_scuola_coop" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2010/02/logo_scuola_coop.gif" alt="" width="126" height="116" /></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/applicazioni-della-teoria-dellazione-ragionata-ai-comportamenti-di-acquisto/">Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di acquisto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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