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	<title>futuro positivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>futuro positivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Il concetto di spesa nella gestione manageriale del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 09:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Analizziamo 100 minuti della nostra vita. Di questi, quanto tempo mentale dedichiamo al passato, quanto al presente, quanto al futuro? Quanto a pensieri negativi e quanto a pensieri positivi? La stessa giornata può essere &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analizziamo 100 minuti della nostra vita. Di questi, quanto tempo mentale dedichiamo al passato, quanto al presente, quanto al futuro? Quanto a pensieri negativi e quanto a pensieri positivi?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa giornata può essere costellata da diversi momenti. In alcuni il tempo è totalmente assorbito in un passato negativo (ad esempio, progettare una vendetta per un torto subito), in altri a godere di una situazione (esempio: abbronzarsi con una leggera brezza di mare), e altri ancora a progettare un futuro positivo (es: scegliere una località di vacanza e fantasticare sui momenti belli che potranno accadere).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi delle <em>cognitive resource allocation</em> riguarda il modo con cui le persone gestiscono le proprie energie mentali. In termini di management, risulta utile ad esempio per valutare con che criteri, e con che grado di efficienza e qualità, un manager utilizza il proprio tempo (<em>time management </em>aziendale). Ma anche dal punto di vista sociale l&#8217;analisi è preziosa, ad esempio per capire come un giovane in cerca di un&#8217;occupazione impiega il proprio tempo (<em>time management</em> individuale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risorse cognitive (moneta preziosissima in quanto veramente limitata) sono spese da molte persone e imprese senza cognizione di causa. Non è difficile notare manager impegnati soprattutto a combattere lotte intestine, perdendo di vista il cliente, e ad impiegare lì la maggior parte delle proprie risorse mentali, o, ancora peggio, perdersi in attività illogiche (il massimo dirigente di una società per azioni che spende due giorni di lavoro per capire chi ha rubato un portacenere all&#8217;ufficio export &#8211; fatto realmente accaduto). Ma questo avviene anche ad altri livelli. Numerose ricerche sociali evidenziano che un largo numero di disoccupati vaga senza una destinazione, non sapendo come utilizzare al meglio le proprie risorse mentali. Diversi giovani disoccupati utilizzano i soldi di cui dispongono in attività inutili al fine, quali i videogiochi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ci porta a valutare che, in termini di educazione al consumo e di marketing, sia necessario eliminare la distinzione concettuale tra spesa delle proprie monete e spesa delle proprie energie (temporali e cognitive). Sarebbe sbagliato insegnare a degli adolescenti come fare la spesa al supermercato senza trattare il tema del “come fare la spesa con il proprio tempo”, sapersi orientare in attività che portano alla crescita della persona. L’equazione “tempo:gestione del tempo=denaro:gestione della spesa” è una delle innovazioni curricolari che dovrebbero entrare in molti programmi scolastici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Time management cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Futuro positivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle energie mentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione del tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Educazione al consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesa delle risorse</p>



<p class="wp-block-paragraph">Efficienza cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pianificazione delle attività</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ottimizzazione del tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Priorità mentali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Produttività cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Organizzazione mentale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bilanciamento del carico cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tecniche di gestione del tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategia di time management</p>



<p class="wp-block-paragraph">Flessibilità cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione dello stress</p>



<p class="wp-block-paragraph">Distribuzione del tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Capacità cognitive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pianificazione strategica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Efficienza delle risorse cognitive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Carico cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Monitoraggio del tempo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adattamento delle risorse cognitive</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pianificazione giornaliera</p>
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		<title>Tecniche di Coaching e Consulenza &#8211; Il T-Chart (TM) e la psicologia dei tempi personali. Articolo e video.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 12:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo Copyright di Dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it https://youtu.be/xW9-Ivhwb1E Il T-chart (Time-Chart) è una tecnica di coaching e consulenza, uno strumento di ricerca che si presta ad analisi per azioni di formazione, di coaching, ma anche di terapia, consulenza aziendale e professionale, sportiva o life, e analisi di temi di sviluppo personale e organizzativo. Tra &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/tecniche-di-coaching-e-consulenza-il-t-chart-tm-e-la-psicologia-dei-tempi-personali-articolo-e-video/">Tecniche di Coaching e Consulenza &#8211; Il T-Chart (TM) e la psicologia dei tempi personali. Articolo e video.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>© Articolo Copyright di Dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it</em></p>
<hr />
<p>https://youtu.be/xW9-Ivhwb1E</p>
<p>Il <em>T-chart</em> (<em>Time-Chart</em>) è una tecnica di coaching e consulenza, uno strumento di ricerca che si presta ad analisi per azioni di formazione, di coaching, ma anche di terapia, consulenza aziendale e professionale, sportiva o life, e analisi di temi di sviluppo personale e organizzativo.</p>
<p>Tra le azioni praticabili con il t-chart:</p>
<ul>
<li>Mappare la propria storia e i suoi punti critici e focali</li>
<li>Strutturare obiettivi futuri con consapevolezza superiore rispetto al proprio “Life Purpose” o scopo di vita</li>
<li>Apprendere dal proprio passato positivo, fare “lessons learned” positive</li>
<li>Apprendere dal proprio passato negativo, e rielaborarlo, fare “lessons learned” dagli errori del passato e stati negativi esperiti in passato nella propria “storia di vita”</li>
<li>Capire come la persona si orienta rispetto al proprio tempo e come lo percepisce, come lo struttura, come lo vive</li>
</ul>
<p>Per le aziende</p>
<ul>
<li>Rstrutturare e ricentrare i tempi personali con maggiore soddisfazione, essere più efficaci nel decidere “cosa è bene fare ora”</li>
<li>Capire la traiettoria del “da dove veniamo, attraverso cosa siamo passati, cosa ci ha reso chi siamo, verso dove ci stiamo dirigendo”</li>
<li>Attivare azioni di “consulenza di processo” ben centrate su episodi del proprio “viaggio imprenditoriale”.</li>
<li>Capire la dimensione del “clima del gruppo”, fare coesione sul “dove vogliamo dirigerci” e “da cosa vogliamo stare lontani”, individuare differenze e similarità sui “futuri possibili” tra i membri di un team, coerenze e incoerenze, far emergere il “non detto”.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli obiettivi futuri possono rimanere per sempre entro un vago “sfondo aspirazionale” e “sfondo pulsionale”, senza mai essere davvero bene focalizzati in termini di tempi, azioni, step congruenti.</p>
<p>Lo sfondo aspirazionale e lo sfondo pulsionale fanno riferimento al nostro “tendere a, tendere verso”, ma ancora senza una precisa e netta definizione del cosa, come, quando, perché, e strategie.</p>
<p>La valenza del modello è sia in termini di coaching che nelle operazioni psicologiche di cambiamento e persuasione.</p>
<p>È necessario a questo punto introdurre il concetto di <strong>campo situazionale</strong> della persona, ovvero il panorama psicologico individuale, in cui compaiono idee, pensieri, progetti, ansie, paure, sogni, aspirazioni.</p>
<p>La nostra attenzione consente di immettere nel campo situazionale di volta in volta solo una limitata serie di elementi.</p>
<p>Figura 1 &#8211; Inclusione ed esclusione dal campo situazionale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-11354" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1.jpg?w=723" alt="" width="723" height="364" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1.jpg 1261w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1-600x302.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1-300x151.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1-768x386.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1-1024x515.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-1-900x452.jpg 900w" sizes="(max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<p>Ogni persona è contornata da una moltitudine di situazioni, di messaggi e stimoli, ma solo pochi di questi entrano nel sistema percettivo. Nel caso sopra visualizzato, solo gli elementi E ed F sono percepiti chiaramente dalla persona, mentre gli altri rimangono latenti, come invisibili &#8211; seppur presenti.</p>
<p>Capire il panorama psicologico di una persona, il “sistema cliente” che un counselor, coach o formatore si trova a fronteggiare, cosa vi è incluso, cosa la persona pensa, cosa non pensa, è uno dei compiti più impegnativi della regia di cambiamento.</p>
<p>L’analisi della psicologia dei tempi individuali ha effetti positivi sul campo psicologico:</p>
<ol>
<li>capire meglio chi siamo e dove vogliamo arrivare;</li>
<li>esplorare e costruire il proprio futuro;</li>
<li>costruire attivamente i propri obiettivi;</li>
<li>identificare nel campo psicologico i veri problemi e i falsi problemi;</li>
<li>eliminare dal proprio orizzonte i tempi/spazzatura e le soluzioni/spazzatura, saperle finalmente riconoscere;</li>
<li>trovare ancoraggi forti per le proprie azioni e per il proprio sforzo quotidiano;</li>
<li>ridurre l’ansietà ed il senso di smarrimento, i sentimenti di confusione e incertezza che qualsiasi persona oggi manifesta, data l’enormità delle scelte e alternative esistenti in ogni campo, incluso l’utilizzo del proprio tempo e su quali fronti, siano essi sogni o progetti.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’analisi dal punto di vista della psicologia strategica permette invece di:</p>
<ol start="8">
<li>capire quali sono gli “ancoraggi” che possono smuovere la volontà e la motivazione di un soggetto o di un target audience;</li>
<li>esplorare gli spazi psicologici e scoprire vulnerabilità, resistenze, spazi aperti, nervi scoperti, desideri, sogni, aspirazioni, paure;</li>
<li>costruire attivamente un messaggio persuasivo che sia ancorato alle strutture mentali del ricevente;</li>
<li>identificare nel campo psicologico i veri motivatori (leve efficaci) e i falsi motivatori (leve persuasive inefficaci), considerando che ogni soggetto ha una propria psicologia e ogni cultura ha una propria psicologia, tale che il messaggio che funziona nella cultura o soggetto A può essere del tutto inefficace per la cultura o soggetto B.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esiste una continuità tra (a) consulenza professionale che utilizza il modello <em>t-chart</em>, (b) consulenza aziendale e (c) terapia cognitiva e/o <em>counseling</em>.</p>
<p>Il consulente professionale che utilizza il <em>t-chart</em> è tale se riesce a capire, costruire o ricostruire l’orizzonte psicologico del soggetto, se è in grado di aiutare il cliente a ridurre le proprie tensioni, le proprie ansie e a ri-orientare il campo psicologico che manifesti delle distorsioni o incongruità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-11355" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2.jpg?w=723" alt="tecniche di coaching" width="723" height="384" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2.jpg 1185w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2-600x318.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2-300x159.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2-768x408.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2-1024x544.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/07/campo-situazionale-2-900x478.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></strong></p>
<p>Nel caso sopra evidenziato, la persona riesce</p>
<p>1 – a ridurre imprecisioni di <em>focusing</em>, l’attenzione concentrata su elementi inutili o controproducenti che ingombravano il campo;</p>
<p>2 &#8211; a spostare l’attenzione verso nuovi elementi, che erano presenti ma scarsamente percepiti o non percepiti del tutto, creando nuove priorità.</p>
<p>L’effetto collaterale, indiretto e positivo, delle attività di<em> problem</em>&#8211;<em>solving</em> che utilizzano il metodo <em>t-chart,</em> è dato dal potere rigenerativo e terapeutico di cui esso dispone, nel momento stesso in cui la chiarificazione del quadro psicologico, il reperimento di soluzioni efficaci, produce l’effetto di ridurre la tensione e lo stato di dissonanza cognitiva del cliente.</p>
<p>Il t-chart orientato al futuro si basa su tecniche di intervista che sollecitano e fanno emergere i bisogni della persona. Come tale, l’esperienza del <em>t-chart</em> è per il cliente un momento di riorganizzazione della realtà, la presa di possesso del proprio orizzonte psicologico che a volte è smarrito o offuscato dalle preoccupazioni quotidiane, dall’ansia, o semplicemente dalla carenza o dall’eccesso di informazioni</p>
<h1>Il T-chart come sistema di focalizzazione dei problemi e fissazione di obiettivi</h1>
<p>Il T<em>-chart</em> si pone come sistema di focalizzazione dei problemi (<em>problem setting</em>: quali sono i veri problemi da affrontare?) e di risoluzione dei problemi (<em>problem solving</em>: come risolviamo i problemi?), così come di <em>goals setting</em> (fissazione di goals e obiettivi). Per farlo, si ritiene indispensabile partire da un principio di ancoraggio: i problemi o obiettivi devono essere ancorati a proiezioni future, ad aspirazioni forti, a stati di <em>vision</em>, ad un senso di missione.</p>
<p>La base manageriale del T-chart è il meccanismo di <em>Backward-Planning</em> (pianificazione a ritroso).</p>
<blockquote><p><strong>Backward-Planning</strong>: Fissare dei valori e ideali, ricavarne un obbiettivo e da questo dedurre tutte le singole tattiche finalizzate a quell’obbiettivo, fissare tappe intermedie, e definire le condizioni necessarie al suo raggiungimento.</p></blockquote>
<p>Il primo focus è nella fase di <em>problem-setting</em>, senza la quale ogni tentativo di <em>problem-solving</em> risulta vano. La preoccupazione principale del consulente è la seguente: Stiamo cercando di risolvere i problemi sbagliati? Perché investire il proprio tempo e quello del cliente su problemi irrilevanti? Posso essere produttivo e veramente utile?</p>
<p>Il <em>T-chart</em> si prefigge di dare un contributo alla risoluzione di problemi, passando dalla non-definizione alla definizione, dalla oscurità alla presa di coscienza.</p>
<p>Il passaggio di Tullio-Altan è qui estremamente chiarificatore della valenza che un approccio di <em>problem-setting</em> è in grado di fornire alla qualità di vita dell’uomo e delle aziende:</p>
<p>Se noi viviamo in una certa situazione avvertendo in essa delle oscure esigenze, che non riusciamo ancora a chiarire a noi stessi, ma solo a sentire angosciosamente, in tal caso possiamo dire che stiamo soffrendo le contraddizioni che la caratterizzano, senza avere una <em>visione</em> razionale dei reali problemi che la distinguono. Dal momento nel quale noi riusciamo ad iniziare un processo di problematizzazione di tali contraddizioni sofferte, il processo di una conoscenza nuova ha preso il suo corso. Quando un dubbio angoscioso prende la forma di un preciso problema, la sua soluzione è vicina.<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a></p>
<p><strong>Non si tratta di fissare per sempre il futuro con il cemento armato e irrigidirlo. E’ impossibile. Si può invece capire anche solo un micro-brano di una soluzione vicina o fare un passo concreto verso uno stato migliore, e questo è già un ottimo traguardo</strong>.</p>
<blockquote><p><em>“Quando ti dai obiettivi troppo elevati e non sei in grado di raggiungerli, il tuo entusiasmo si trasforma in amarezza. Cerca una meta più ragionevole e poi gradualmente sorpassala. È il solo modo per arrivare in vetta.”</em></p>
<p><em>(Emil Zatopek)</em></p></blockquote>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Tullio-Altan, C. (1983). <em>Antropologia</em>. Milano: Feltrinelli. P. 206-207.</p>
<hr />
<p><em>© Articolo Copyright di Dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/tecniche-di-coaching-e-consulenza-il-t-chart-tm-e-la-psicologia-dei-tempi-personali-articolo-e-video/">Tecniche di Coaching e Consulenza &#8211; Il T-Chart (TM) e la psicologia dei tempi personali. Articolo e video.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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