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	<title>equilibrio cognitivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>equilibrio cognitivo &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Le Triadi di Heider nelle strategie di marketing</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 00:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articoli estratti con il permesso dell&#8217;autore dai libri di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano e “Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale”. Franco Angeli editore, Milano. Elaborazione originale a cura di Cinzia Zocca. Le Triadi di Heider sono un concetto sviluppato dallo psicologo Fritz Heider nel contesto della &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articoli estratti con il permesso dell&#8217;autore dai libri di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a>: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano e “<a href="https://amzn.to/4f5H1yR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Solution selling. Il manuale della vendita consulenziale</a>”. Franco Angeli editore, Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elaborazione originale a cura di Cinzia Zocca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider sono un concetto sviluppato dallo psicologo Fritz Heider nel contesto della teoria dell&#8217;equilibrio. Oggi rappresentano uno strumento potente nel campo della vendita e del marketing perché mettendo in relazione un individuo, un&#8217;altra persona e un oggetto, offrono una prospettiva utile per comprendere e influenzare il comportamento dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le triadi essenziali di Heider sono otto, distinguibili equamente in equilibrate (quando si verifica una consonanza cognitiva) o in squilibrate (quando originate da profonde dissonanze cognitive). Nelle triadi che abbiamo descritto vengono considerate solo 3 entità, ma nella realtà il mercato presenta delle dinamiche ben più complesse che richiedono analisi scientificamente comprovate per riuscire a navigare la mappa mentale delle associazioni conscie, subconscie e inconscie del cliente, e che riescano a farne comprendere i comportamenti così da realizzare così azioni di previsione strategica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle 3 entità descritte, nella decisione d’acquisto e nella valutazione di un prodotto entrano in gioco connotazioni culturali e valoriali, il sistema di credenze del cliente ed altre variabili sociali che ne riempiono di contenuti simbolici l’immagine, rendendo così altamente complessa l’interpretazione degli scenari di mercato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Comprendere le relazioni </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider aiutano a comprendere come le relazioni tra un consumatore (P1), un prodotto o servizio (X) e un&#8217;influenza esterna come un amico, un testimonial o una recensione (P2) possano influenzare le decisioni di acquisto. Se queste relazioni sono in equilibrio (ad esempio, a P1 piace X e a P2 piace X), il consumatore è più propenso a fare un acquisto. Comprendere queste dinamiche permette alle aziende di progettare strategie di marketing più efficaci, favorendo relazioni positive tra tutti gli elementi della triade come descritto nella seguente tabella:</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="669" height="530" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image.png" alt="" class="wp-image-26797" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image.png 669w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-300x238.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-175x139.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-450x357.png 450w" sizes="(max-width: 669px) 100vw, 669px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">2. Implementare le strategie di marketing</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il marketing può beneficiare di questo strumento per individuare le migliori strategie che consentano all&#8217;azienda di influenzare positivamente le scelte del cliente o di aumentare la<em> Brand Reputation.</em> Alcune azioni che, ad esempio, consentono di influenzare positivamente il cliente sono:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Testimonial e Influencer</strong>: Utilizzare testimonial o influencer che sono apprezzati dal target di mercato può creare una triade positiva. Se i consumatori vedono una figura di riferimento che apprezza un prodotto, sono più inclini a considerare positivamente quel prodotto, portando ad un aumento delle vendite.</li>



<li><strong>Recensioni e Feedback</strong>: Le recensioni positive possono influenzare significativamente la percezione dei prodotti. Quando i clienti vedono che altri utenti simili a loro apprezzano un prodotto, si crea una triade positiva che rafforza la loro intenzione di acquisto.</li>



<li><strong>Branding e Identità del Marchio</strong>: La costruzione di un&#8217;identità di marchio forte e coerente che risuona con i valori e le emozioni dei consumatori può generare una triade positiva. Se i consumatori si identificano con i valori del marchio e percepiscono che il marchio è apprezzato da persone simili a loro, ciò favorisce un atteggiamento positivo verso il prodotto.</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">3. Creare esperienze positive</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le aziende possono utilizzare le Triadi di Heider per creare esperienze di acquisto che bilanciano positivamente tutti gli elementi coinvolti. Ad esempio, fornendo un eccellente servizio clienti, prodotti di alta qualità e creando comunità di clienti soddisfatti, si possono costruire relazioni equilibrate e positive che incoraggiano la fedeltà e il passaparola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comprendere le modalità con cui un cliente valuta in modo positivo la proposta di un prodotto o servizio richiede un calcolo cognitivo, che può essere compensativo o discriminante. Si tratta cioè di assegnare un punteggio al prodotto o servizio offerto sulla base di variabili utilizzate nel processo e, quindi, di fare emergere i criteri di scelta che possono influenzare la decisione di acquisto (<em>Key Variables</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna variabile dovrebbe essere poi ponderata in base agli attributi del prodotto e all’importanza assegnata ad ognuno di essi, così che la valutazione possa rispecchiare più nel dettaglio ciò che compensa o discrimina nella scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La complessità del processo di scelta cresce con l’aumentare delle persone coinvolte e degli scenari, di conseguenza individuare le <em>Key Variables</em> è essenziale per comprendere come la <em>Wish-list</em> del cliente condiziona la scelta, come il cliente pensa e quali processi decisionali l’individuo e i gruppi mettono in atto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca e l’analisi consentono alle aziende di ottenere dei vantaggi competitivi che si traducono in maggiori interventi sui prodotti o servizi e in migliori strategie di comunicazione, pricing e distribuzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineano Darley, Glucksberg, Kamin e Kinchla (1986),<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a></p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">&#8230; l&#8217;effetto del principio dell&#8217;equilibrio è così forte che la gente lo usa spesso con valore predittivo. Se io (P) trovo simpatica la persona O, e quella trova simpatico un terzo (X), ritengo che anche a me sarà simpatico X.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Darley, J.M., Glucksberg, S., Kamin, L.J, Kinchla, R.A., (1984). <em>Psicologia</em>. Bologna: Il Mulino. Edizione originale: <em>Psychology</em>. Englewood Cliffs: Prentice-Hall, 1984.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/08/image-1.png" alt="" class="wp-image-26798"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso procedimento di associazione cognitiva viene realizzato in relazione al processo di consumo, dove alcuni modelli vengono presi semioticamente come punti di riferimento dell’appartenenza ad una classe sociale o di un certo stile valoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">4. Gestire la reputazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider sono utili anche nella gestione della reputazione aziendale. Le aziende devono monitorare costantemente le percezioni dei consumatori e le relazioni tra il loro marchio, i clienti e le influenze esterne. Rispondere prontamente alle critiche e migliorare continuamente l&#8217;offerta di prodotti può aiutare a mantenere un equilibrio positivo nelle triadi, proteggendo e migliorando la reputazione del marchio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le Triadi di Heider offrono un modello prezioso per comprendere e influenzare il comportamento dei consumatori. Attraverso l&#8217;analisi e l&#8217;ottimizzazione delle relazioni tra consumatori, prodotti e influenze esterne, le aziende possono sviluppare strategie di marketing più efficaci, migliorare l&#8217;esperienza del cliente ed aumentare le vendite. Questo approccio non solo favorisce la crescita economica, ma aiuta anche a costruire marchi forti e duraturi che risuonano profondamente con i consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, comprendere come vengono sviluppate o influenzate le decisioni di acquisto significa individuare i processi mentali del cliente posto di fronte ad una scelta tra più alternative, comprendere le variabili in campo, le variabili critiche ed i meccanismi di scelta, oltre che valutare la probabilità di successo di un prodotto o servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Triadi di Heider</p>



<p class="wp-block-paragraph">Equilibrio cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Relazioni sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria del bilanciamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza interpersonale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Formazione delle attitudini</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dissonanza cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consenso sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelte di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stereotipi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Identità sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riferimenti sociali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bias cognitivi</p>
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		<title>Domande potenti e network umano</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 12:52:24 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore,&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;dal libro “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/31uN4Z1" target="_blank">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace</a>. Milano, Franco Angeli</p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restando sempre all&#8217;interno dell&#8217;area tematica dell&#8217;ascolto attivo, introduciamo le domande potenti, che possono essere utilizzate per analizzare interiormente l&#8217;interlocutore, oltre che noi stessi, e per capire la sua rete relazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre ascoltiamo sappiamo che ogni parola o frase non esiste da sola, ma si inserisce in reti e <strong>nodi mentali preesistenti</strong>, che vengono toccati (sollecitati) dalla comunicazione.&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Ogni messaggio che tocca un nodo di una rete di significati&nbsp;<strong>stimola i significati vicini ad essa</strong>.&nbsp;</li><li>I messaggi che attraversano le reti cognitive e i sistemi di credenze dell’individuo possono&nbsp;<strong>modificare la struttura della rete stessa</strong>.&nbsp;</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>domande potenti</strong>, quelle che scavano nel profondo, possono&nbsp;cambiare la mente. Non solo possono&nbsp;dare luce ai <strong>mondi interiori </strong>delle persone, ma possono cambiarle agendo sull’incremento della consapevolezza del cliente. È&nbsp;sufficiente avere il permesso di farle, o la richiesta, come avviene nelle sessioni di psicoterapia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune domande potenti sono qui portate ad esempio, ma vanno usate con intelligenza, con il permesso di farlo e con pratica professionale:&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list"><li><em>Da quanto tempo non ti senti felice?</em>&nbsp;</li><li><em>Che atmosfera si vive a casa tua?</em>&nbsp;</li><li><em>Cosa credi sia possibile e&nbsp;cosa credi che sia impossibile nella tua vita?</em>&nbsp;</li><li><em>Che fase è questa, nella tua vita?</em>&nbsp;</li><li><em>Con cosa non hai ancora fatto i conti nella tua vita?</em>&nbsp;</li><li><em>Cosa dà&nbsp;senso alla vita per te?</em>&nbsp;</li><li><em>Tra quanto tempo vorresti sentirti felice?</em>&nbsp;</li><li><em>Qual è&nbsp;la cosa peggiore che nella tua vita non deve capitare?</em>&nbsp;</li><li><em>Quali sono stati i momenti peggiori della tua vita?&nbsp;</em>&nbsp;</li><li><em>Perché&nbsp;siamo arrivati&nbsp;li?</em>&nbsp;</li><li><em>Da quanto tempo non ti senti spensierato?</em>&nbsp;</li><li><em>Con chi ti senti bene?</em>&nbsp;</li><li><em>Quando ti senti bene?</em>&nbsp;</li><li><em>Quali sono le persone che ti danno energia e quelle che te ne tolgono?</em>&nbsp;</li><li><em>Ti senti capace nel&nbsp;programmare il tuo futuro?&nbsp;</em>&nbsp;</li><li><em>In genere programmi qualcosa nella giornata, settimana, mese,&nbsp;anno, più anni, mai?</em>&nbsp;</li><li><em>Qual è&nbsp;l’offesa più mortale che potrebbero farti?</em>&nbsp;</li><li><em>Cosa rappresenta per te un rifugio esistenziale, quel posto dove vai a curare te stesso?</em>&nbsp;</li><li><em>Cosa vorresti fare nella vita prima di morire, cosa non vuoi dire di non aver provato, o fatto?</em>&nbsp;</li><li><em>Come ti senti in presenza di X? (dove X è una persona significativa)</em>&nbsp;</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune di queste domande possono essere&nbsp;compiute&nbsp;con tecniche speciali di training mentale, ad occhi chiusi, da distesi, ma questo&nbsp;richiede&nbsp;un tipo di formazione speciale, in quanto la profondità nella lettura di&nbsp;sé&nbsp;stessi, in quella condizione, aumenta, e aumentano anche le risposte emotive, incluse emozioni che portano al pianto, alla rabbia, alla sofferenza, alla gioia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per saper gestire queste reazioni occorre un training speciale, come&nbsp;minimo una scuola di counseling o di coaching avanzato.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Far uscire queste risposte e le emozioni che le accompagnano fa bene,&nbsp;poiché&nbsp;rompe la “<strong>Spirale del Silenzio</strong>”, che come un morbo&nbsp;attanaglia persone, aziende e organizzazioni, sino ad intere società.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>network cognitivo</strong>&nbsp;è l’insieme dei concetti, idee e pensieri che portiamo con noi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro ad ogni decisione ci sono “suggeritori occulti”, persone la cui reazione viene immaginata e anticipata, per capire se un&nbsp;sì&nbsp;o un no possono urtare gli equilibri&nbsp;relazionali e mentali&nbsp;esistenti.&nbsp;Es.&nbsp;<em>Cosa avrebbe detto mio padre di fronte a questa scelta</em>? (o qualsiasi altro referente mentale attivo nella mente della persona).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ascolto attivo e avanzato cerca quindi di capire quale sia il <strong>network umano</strong> che sta dietro alla persona,&nbsp;le persone che la influenzano, il quale può emergere sempre attraverso l&#8217;uso di domande potenti come: </p>



<ul class="wp-block-list"><li><em>Secondo lei chi dovremmo coinvolgere in questa decisione</em>?</li><li><em>Chi può essere dispiaciuto o rallegrarsi di questa decisione o scelta</em>?</li><li><em>Di chi ti piacerebbe avere l’approvazione se fosse possibile averla</em>?</li><li><em>In caso di bisogno economico, su chi pensi potresti contare per un aiuto?</em>&nbsp;</li><li><em>In una situazione di bisogno materiale, ad esempio rimanere a piedi con l’auto, chi chiameresti per avere un primo aiuto?</em>&nbsp;</li><li><em>Chi&nbsp;sono le persone che vedi di più</em>?&nbsp;</li><li><em>Di chi ti fidi in questa fase della tua vita?</em>&nbsp;</li><li><em>Chi ha deluso le tue aspettative?</em>&nbsp;</li></ul>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2021/04/image.jpeg?w=688" alt="&quot;Ascolto Attivo ed Empatia&quot; di Daniele Trevisani" title="&quot;Ascolto Attivo ed Empatia&quot; di Daniele Trevisani" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong><strong></strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong><strong></strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(published books)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>



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<ul class="wp-block-list"><li>ascolto attivo</li><li>communication training&nbsp;</li><li>comunicazione assertiva</li><li>comunicazione autentica</li><li>comunicazione costruttiva&nbsp;</li><li>comunicazione efficace</li><li>comunicazione interculturale</li><li>comunicazione aziendale</li><li>comunicazione positiva</li><li>comunicazione diretta</li><li>differenze linguistico-culturali</li><li>differenze valoriali</li><li>Metodo ALM</li><li>Modello delle Quattro Distanze</li><li>marketing interculturale</li><li>marketing internazionale&nbsp;</li><li>marketing e comunicazione strategica</li><li>strategic selling</li><li>distanza del self</li><li>distanza relazionale</li><li>distanza referenziale</li><li>distanza ideologico-valoriale</li><li>distanza dei codici comunicativi</li><li>empatia&nbsp;</li><li>farsi capire</li><li>imparare a capirsi</li><li>negoziazione interculturale</li><li>ponte tra diversità&nbsp;</li><li>rispetto della cultura altra</li><li>strumenti e metodi della negoziazione&nbsp;</li><li>tecniche di ascolto attivo</li><li>potenziale umano</li><li>approccio consulenziale</li><li>capacità comunicative</li><li>Ascoltare le convinzioni e i sistemi di credenze</li><li>evocare concetti e immagini</li><li>parole evocative</li><li>mondi semantici</li><li>mondi di significati</li><li>rete semantica</li><li>percezione del prodotto</li><li>barriere semantiche</li><li>valutazioni sociali</li><li>valutazioni culturali</li><li>valenze culturali</li><li>valenze etiche</li><li>valenze sociali</li><li>capire cosa motiva le persone</li><li>scegliere con cura le parole</li><li>training attivo</li><li>raggiungere risultati</li><li>rompere le barriere dell’incomunicabilità</li><li>abilità comunicative</li><li>abilità conversazionali</li><li>adattamento interculturale</li><li>sistemi culturali</li><li>dialogo tra aziende</li><li>approcci culturalmente diversi</li><li>contesti culturalmente diversi</li><li>“Get-Ready” Mindset</li><li>tecniche di gestione della conversazione</li><li>know-how</li><li>leadership</li><li>negoziazioni strategiche</li><li>pensare da professionisti</li><li>comportarsi da professionisti</li><li>conoscere noi stessi</li><li>conoscere gli altri</li><li>attenzione strategica all’interlocutore</li><li>identificare informazioni di importanza critica</li><li>fonti informative</li><li>equilibrio cognitivo</li><li>dissonanza cognitiva</li><li>filtri valoriali</li><li>mappe mentali</li><li>sospendere il giudizio</li><li>flusso comunicativo</li><li>presenza mentale</li><li>domande potenti</li><li>disordine mentale</li><li>entropia comunicativa</li><li>ordine informativo</li><li>sistemi di credenze</li><li>convinzioni</li><li>motore del comportamento</li><li>creare valore</li><li>sfere semantiche</li><li>nodi mentali </li><li>stimolare i significati</li><li>modificare la struttura della rete cognitiva</li><li>far venire alla luce mondi interiori</li><li>spirale del silenzio</li><li>network cognitivo</li><li>network umano</li></ul>
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		<title>Ascoltare le Means-End Chains</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 09:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascoltare le convinzioni e i sistemi di credenze]]></category>
		<category><![CDATA[Ascoltare le Means-End Chains]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo ed empatia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione assertiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunicazione Interculturale]]></category>
		<category><![CDATA[marketing interculturale]]></category>
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		<category><![CDATA[abilità comunicative]]></category>
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		<category><![CDATA[adattamento interculturale]]></category>
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		<category><![CDATA[catene mezzi-fini]]></category>
		<category><![CDATA[communication training]]></category>
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		<category><![CDATA[comunicazione diretta]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
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		<category><![CDATA[dialogo tra aziende]]></category>
		<category><![CDATA[differenze linguistico-culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[entropia comunicativa]]></category>
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		<category><![CDATA[ponte tra diversità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto con il permesso dell’autore,&#160;Dott. Daniele Trevisani&#160;dal libro “Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Milano, Franco Angeli __________ Nell&#8217;articolo di oggi parleremo delle &#8220;Means-End Chains&#8220;, o &#8220;catene mezzi-fini&#8220;, strategia che ha l&#8217;intento di scavare a fondo nel sistema di credenze dell&#8217;interlocutore per poter comprendere le motivazioni che si nascondono &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore,&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;dal libro “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/31uN4Z1" target="_blank">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace</a>. Milano, Franco Angeli</p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;articolo di oggi parleremo delle &#8220;<strong>Means-End Chains</strong>&#8220;, o &#8220;<strong>catene mezzi-fini</strong>&#8220;, strategia che ha l&#8217;intento di scavare a fondo nel sistema di credenze dell&#8217;interlocutore per poter comprendere le motivazioni che si nascondono dietro alle parole, ai comportamenti e agli atteggiamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le convinzioni sono il motore del comportamento</strong>. Le convinzioni, o credenze, possono essere utili (es,&nbsp;<em>se mangio frutta e verdura mi farà bene</em>) o letali (es,&nbsp;<em>vado forte&nbsp;in auto&nbsp;tanto a me non succederà niente</em>).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare le credenze significa setacciare l&#8217;ascolto andando alla ricerca delle&nbsp;convinzioni&nbsp;(<em>beliefs</em>,&nbsp;credenze&nbsp;radicate&nbsp;o periferiche) di cui la persona è portatrice. Le credenze sono in parte&nbsp;consce, ma in larga parte inconsce e non espresse, non verbalizzate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come un vento vorticoso, le credenze attorniano le persone e non gli offrono spazio per guardare oltre.&nbsp;Se guardo una persona sollevare un attrezzo (un peso), penso che non abbia altro da fare che farsi del male, o cerco di comprendere e capire&nbsp;perché&nbsp;lo fa.&nbsp;Molto probabilmente quel gesto meccanico, nella sua visione delle cose, ha il fine di stimolare il muscolo, bruciare grassi, ottenere migliore forma fisica e quindi piacere di più, fino ad auto-accettarsi di più. Benvenuti, siamo in una palestra. Adesso quel gesto fisico assume un senso, o almeno una parte del senso totale. Difficilmente, però, se chiediamo a questa persona cosa stia facendo, dirà: “<em>voglio essere più seduttivo e auto-realizzato</em>”. Molto più probabilmente risponderà:&nbsp;&#8220;<em>sto facendo palestra, per stare in forma&#8221;.</em>&nbsp;Possiamo quindi dire che dietro ad ogni parola (mezzo), o azione che osserviamo, esiste un fine che possiamo scoprire.&nbsp;<strong>La&nbsp;<em>Means-End Chain</em>&nbsp;(catena mezzi-finalità) è il meccanismo basilare attraverso il quale si crea un valore.&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo un’analisi svolta relativamente al prodotto “yoghurt magro”.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2021/04/image-2.png?w=565" alt="" class="wp-image-1164" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La catena esposta nella figura vede presenti diverse “promesse” (sulla destra), che il cliente percepisce, associate ad altrettanti “stati” del prodotto (sulla sinistra), sino al punto in cui si trasformano in valori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Notiamo:&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list"><li>un attributo concreto (<em>concrete&nbsp;attribute</em>: bassa percentuale di grasso);&nbsp;</li></ol>



<ol class="wp-block-list" start="2"><li>un attributo più intangibile e derivato, ad esso collegato (<em>abstract&nbsp;</em><em>attribute</em>: meno calorie);&nbsp;</li></ol>



<ol class="wp-block-list" start="3"><li>delle conseguenze funzionali (<em>functional</em><em>&nbsp;</em><em>consequences</em>: un dimagrimento);&nbsp;</li></ol>



<ol class="wp-block-list" start="4"><li>conseguenze psicosociali (<em>psychological</em><em>&nbsp;</em><em>consequences</em>: superiore accettazione sociale);&nbsp;</li></ol>



<ol class="wp-block-list" start="5"><li>valori strumentali (<em>instrumental</em><em>&nbsp;value</em>: maggiore fiducia in&nbsp;se&nbsp;stessi – aumento della&nbsp;<em>self confidence&nbsp;</em>o fiducia in&nbsp;sè);&nbsp;</li></ol>



<ol class="wp-block-list" start="6"><li>I valori terminali e più profondi dell’individuo (<em>terminal&nbsp;values</em>): l’incremento del grado di autostima (<em>self-esteem</em>).&nbsp;</li></ol>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi delle&nbsp;<em>Means-End Chains</em>&nbsp;ci illumina su un punto critico: ascoltare le parole, di per sé non significa nulla, finché esse rimangono scollegate da <strong>sfere semantiche</strong> (aree di significato) ed emozioni che vi stanno dietro.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Servono almeno&nbsp;5&nbsp;“<em>Perché?</em>” per arrivare ad un valore terminale. E spesso di più.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le catene mezzi-fini sono anche fondamentali per <strong>fare domande in profondità</strong>, in un approccio di ascolto attivo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il basso contenuto di grasso di uno yoghurt non è positivo o negativo, può essere entrambe le cose: per un muratore&nbsp;cui servono&nbsp;le energie necessarie ad affrontare un lavoro faticoso, il basso potere calorico è assolutamente negativo, mentre per una modella&nbsp;farcita di immagini mentali di magrezza,&nbsp;ossessionata&nbsp;a mantenere la linea,&nbsp;rappresenta un elemento positivo.&nbsp;La catena sopra esposta può essere una delle diverse catene in azione che creano valore semantico del prodotto, ma soprattutto, è soggettiva.&nbsp;Possiamo anche sbagliare nel comprenderla, soprattutto quando cerchiamo di completarne i nodi con le nostre personali credenze.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Saper ascoltare in profondità significa arrivare a capire il&nbsp;perché&nbsp;le persone fanno ciò che fanno, e quindi arrivare a capire le loro catene mezzi-fini.&nbsp;Finché&nbsp;non capiamo le catene mezzi-fini attive, non riusciremo mai a guidare una persona in un cambiamento,&nbsp;perché&nbsp;siamo come&nbsp;barche&nbsp;che cercano&nbsp;un’isola&nbsp;circondate da&nbsp;una coltre di nebbia. Ascoltare le catene mezzi-fini significa invece fare luce sui motivi dei comportamenti.&nbsp;Questa tecnica è anche fondamentale per “coltivare motivazione” all’interno di sessioni di coaching, e scatenare la motivazione verso obiettivi&nbsp;positivi.&nbsp;Perché&nbsp;le domande,&nbsp;quando sono attive e in profondità, non sono mai neutre verso il destino. Le domande cambiano le persone.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2021/04/image.jpeg?w=688" alt="&quot;Ascolto Attivo ed Empatia&quot; di Daniele Trevisani" title="&quot;Ascolto Attivo ed Empatia&quot; di Daniele Trevisani" /></figure>



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		<title>Gli errori più comuni dell’ascolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2021 05:46:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ascoltare le convinzioni e i sistemi di credenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto con il permesso dell’autore,&#160;Dott. Daniele Trevisani&#160;dal libro “Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace. Milano, Franco Angeli __________ Oggi ci concentreremo sui 3 errori più comuni che di solito vengono fatti durante la fase di ascolto. Vista la complessità e varietà di casi e situazioni, è normale aspettarsi che &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/gli-errori-piu-comuni-dellascolto/">Gli errori più comuni dell’ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto con il permesso dell’autore,&nbsp;<a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;dal libro “<a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/31uN4Z1" target="_blank">Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace</a>. Milano, Franco Angeli</p>



<p class="wp-block-paragraph">__________</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi ci concentreremo sui 3 errori più comuni che di solito vengono fatti durante la fase di ascolto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vista la complessità e varietà di casi e situazioni, è normale aspettarsi che quando facciamo una domanda o ascoltiamo, la mente sia aperta a qualsiasi informazione entri.&nbsp;In realtà possono succedere i seguenti errori prevalenti.</p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Ascoltare solo per avere conferma di avere ragione.&nbsp;Questioni di dissonanza cognitiva in noi e nel cliente</strong></h6>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tipo di ascolto è denominato “<strong>ascolto confermativo</strong>”, poiché l&#8217;obiettivo è solo quello di cercare la conferma di avere ragione, di essere nel giusto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ascolto fa scartare molte delle informazioni in ingresso, e soprattutto non fa cogliere quei <strong>segnali dubitativi</strong> che le persone lanciano tramite micro espressioni, gesti corporei e segnali dei muscoli facciali&nbsp;che possono comunicare disapprovazione, disgusto, o sorpresa.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È confermato che le persone evitino accuratamente di esporsi a <strong>fonti informative</strong> che possano disturbare i propri <strong>equilibri cognitivi</strong>, e portare <strong>dissonanza cognitiva</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon&nbsp;Festinger e usato prevalentemente in&nbsp;psicologia sociale&nbsp;per descrivere la situazione di elaborazione&nbsp;mentale in cui credenze, nozioni e opinioni su un certo tema&nbsp;entrano in&nbsp;contrasto tra loro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certe volte preferiamo letteralmente non venire a conoscenza di qualcosa che andrebbe ad alterare ciò che pensiamo sia vero e giusto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare le persone e le loro dissonanze cognitive è un esercizio fondamentale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, lo stesso vale per noi. Quando scopriamo una dissonanza cognitiva in noi, faremo bene ad esaminarla con un supporto professionale di coaching, counseling o terapia, perché “tenersi dentro” delle dissonanze è “tenersi dentro” confusione mentale, e anche dolore.&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Ascoltare utilizzando solo il proprio filtro di opinioni e valori senza accettare che ve ne possano essere altri&nbsp;&nbsp;</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Ascoltare con pregiudizio è un passo di partenza sbagliato.&nbsp;Io chiamo questo tipo di ascolto “<strong>ascolto filtrato</strong>” ed è normale&nbsp;che accada: quando sentiamo una notizia, la valutiamo in base ai nostri <strong>filtri valoriali</strong>. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è sbagliato, nell’ascolto attivo, è pensare che la persona&nbsp;che stiamo ascoltando abbia esattamente i nostri filtri valoriali,&nbsp;e le stesse nostre <strong>mappe mentali</strong>,&nbsp;dando per scontate le sue risposte, e adombrandoci quando non assomigliano per niente a quelle che avremmo dato noi. L’ascolto attivo deve essere neutro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel flusso di comunicazione che stiamo ascoltando, inevitabilmente qualcosa che la persona dirà va contro alcune delle nostre opinioni, persino contro alcuni dei nostri valori, o addirittura è contrario a qualcuno dei nostri principi più solidi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Appena questo “contrasto” emerge, rischiamo di irrigidirci e smettere di ascoltare. È fondamentale invece per un ascoltatore avanzato, saper “<strong>sospendere il giudizio</strong>”, ascoltando tutto il <strong>flusso comunicativo</strong>.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Ascolto in Cloud&nbsp;</h6>



<p class="wp-block-paragraph">Partecipare all’ascolto significa sospendere la nostra ruminazione mentale e praticare la <strong>presenza mentale</strong>, portare la nostra mente “li”, nell’ascolto. Significa ascoltare&nbsp;e basta,&nbsp;spegnendo ogni altro pensiero.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ascolto nella nuvola mentale o&nbsp;<strong>ascolto “in Cloud”</strong><strong>&nbsp;è invece un ascolto che si pratica mentre la mente si perde in altri pensieri e si&nbsp;</strong><strong>deconcentra</strong><strong>.</strong>&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consiste in sostanza nel lasciare che l’ascolto rimbombi nella propria testa. È normale che mentre ascoltiamo si aprano pensieri, ricordi,&nbsp;riflessioni. Altrettanto normale è che si creino riverberi interni su quanto ascoltiamo, e altri pensieri.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti questi pensieri possono formare una “nube” che arriva ad assorbire completamente la nostra attenzione. In questo modo la nostra attenzione diventa auto-centrata, cioè diretta solamente verso noi stessi, perciò, anche se l’altro “emette” parole, queste non entrano realmente nella nostra mente, diventando puro rumore di fondo.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo “ascolto in cloud” o ascolto nella nuvola, può e deve essere spezzato:&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list"><li>da momenti di breve<strong> riformulazione</strong> (<em>quindi eri a Roma, giusto</em>?);&nbsp;&nbsp;</li><li>da <strong>domande</strong> (<em>in che zona di Roma</em>?);&nbsp;&nbsp;</li><li>da momenti di <strong>ricapitolazione</strong> (<em>Se ho capito bene la storia è andata così</em>&#8230;);&nbsp;&nbsp;</li><li>da <strong>gesti non verbali</strong> del capo (come, per esempio, cenni che facciano intendere all&#8217;interlocutore che abbiamo capito);</li><li>da <strong>brevi punteggiature para verbali</strong> (es,&nbsp;<em>ah, uhm, ok</em>).</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Fondamentale è l’assenza di rumori di fondo, di distrattori come televisione, telefoni, chat, e altri elementi di disturbo. È anche possibile dire apertamente “<em>mi sto perdendo, hai parlato di Davide, e poi</em>?”&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire senza ombra di dubbio che la base di una comunicazione in stato di cloud sia il caos, il non capirsi, il <strong>disordine mentale</strong>, lo stato di <strong>entropia comunicativa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da questa base di partenza, l’ascolto attivo agisce per inserire maggiore <strong>ordine informativo</strong>, estrarre informazioni, dati, segnali, emozioni, e coordinarle per trarvi significato. Un lavoro non da poco.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://negoziazioneinterculturale.files.wordpress.com/2021/04/image.jpeg?w=688" alt="&quot;Ascolto Attivo ed Empatia&quot; di Daniele Trevisani" title="&quot;Ascolto Attivo ed Empatia&quot; di Daniele Trevisani" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong><strong></strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a>&nbsp;(Italian &amp; English)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank">Medialab Research</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong><strong></strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(published books)</li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li><li><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank">Canale YouTube</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">TAGS:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>ascolto attivo</li><li>communication training&nbsp;</li><li>comunicazione assertiva</li><li>comunicazione autentica</li><li>comunicazione costruttiva&nbsp;</li><li>comunicazione efficace</li><li>comunicazione interculturale</li><li>comunicazione aziendale</li><li>comunicazione positiva</li><li>comunicazione diretta</li><li>differenze linguistico-culturali</li><li>differenze valoriali</li><li>Metodo ALM</li><li>Modello delle Quattro Distanze</li><li>marketing interculturale</li><li>marketing internazionale&nbsp;</li><li>marketing e comunicazione strategica</li><li>strategic selling</li><li>distanza del self</li><li>distanza relazionale</li><li>distanza referenziale</li><li>distanza ideologico-valoriale</li><li>distanza dei codici comunicativi</li><li>empatia&nbsp;</li><li>farsi capire</li><li>imparare a capirsi</li><li>negoziazione interculturale</li><li>ponte tra diversità&nbsp;</li><li>rispetto della cultura altra</li><li>strumenti e metodi della negoziazione&nbsp;</li><li>tecniche di ascolto attivo</li><li>potenziale umano</li><li>approccio consulenziale</li><li>capacità comunicative</li><li>Ascoltare le convinzioni e i sistemi di credenze</li><li>evocare concetti e immagini</li><li>parole evocative</li><li>mondi semantici</li><li>mondi di significati</li><li>rete semantica</li><li>percezione del prodotto</li><li>barriere semantiche</li><li>valutazioni sociali</li><li>valutazioni culturali</li><li>valenze culturali</li><li>valenze etiche</li><li>valenze sociali</li><li>capire cosa motiva le persone</li><li>scegliere con cura le parole</li><li>training attivo</li><li>raggiungere risultati</li><li>rompere le barriere dell’incomunicabilità</li><li>abilità comunicative</li><li>abilità conversazionali</li><li>adattamento interculturale</li><li>sistemi culturali</li><li>dialogo tra aziende</li><li>approcci culturalmente diversi</li><li>contesti culturalmente diversi</li><li>“Get-Ready” Mindset</li><li>tecniche di gestione della conversazione</li><li>know-how</li><li>leadership</li><li>negoziazioni strategiche</li><li>pensare da professionisti</li><li>comportarsi da professionisti</li><li>conoscere noi stessi</li><li>conoscere gli altri</li><li>attenzione strategica all’interlocutore</li><li>identificare informazioni di importanza critica</li><li>Gli errori più comuni dell’ascolto</li><li>ascolto confermativo</li><li>segnali dubitativi</li><li>fonti informative</li><li>equilibrio cognitivo</li><li>dissonanza cognitiva</li><li>ascolto filtrato</li><li>filtri valoriali</li><li>mappe mentali</li><li>sospendere il giudizio</li><li>flusso comunicativo</li><li>ascolto in cloud</li><li>presenza mentale</li><li>riformulazione</li><li>fare domande</li><li>ricapitolazione</li><li>gesti non verbali</li><li>punteggiature para verbali</li><li>disordine mentale</li><li>entropia comunicativa</li><li>ordine informativo</li></ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/gli-errori-piu-comuni-dellascolto/">Gli errori più comuni dell’ascolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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