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	<title>digitalizzazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>digitalizzazione &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>La rivoluzione che stiamo vivendo</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 14:49:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La quarta rivoluzione Luciano Floridi ha pubblicato un libro intitolato “La quarta rivoluzione” in cui si impegna a rispondere a domande generali riguardanti la comprensione dell’evoluzione dei sistemi informatici e di individuare e discutere i problemi legati ad essa. Per Floridi, il passaggio dalla carta al digitale ha portato il nostro essere a trasformarsi in &#8230;</p>
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<h2 class="wp-block-heading">La quarta rivoluzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Luciano Floridi ha pubblicato un libro intitolato “<em>La quarta rivoluzione</em>” in cui si impegna a rispondere a domande generali riguardanti la comprensione dell’evoluzione dei sistemi informatici e di individuare e discutere i problemi legati ad essa. Per Floridi, il passaggio dalla carta al digitale ha portato il nostro essere a trasformarsi in qualcosa che egli definisce come “<strong>inforg</strong>” ovvero entità composte di informazioni, in grado di condividerle non solo tra umani ma anche con le macchine presenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Stiamo lentamente accettando l’idea per cui non siamo agenti newtoniani isolati e unici, ma organismi informazionali, inforg, reciprocamente connessi e parte di un ambiente informazionale (<strong>infosfera</strong>), che condividiamo con altri agenti informazionali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati di tali “<em>inforg</em>” possiamo notarli con le generazioni nate dopo gli anni duemila: essi cercano di interagire con qualsiasi cosa come se questo disponesse di una predisposizione digitale. La differenza con le generazioni precedenti è concreta: la <strong>generazione X</strong> (che riguarda i nati tra il 1960 e il 1980) non ha la stessa predisposizione al digitale della seconda (la generazione Y, che riguarda i nati tra il 1980 e gli anni 2000), né tanto meno con l’ultima. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo divario generazionale, secondo Floridi, creerà problemi non solo dal punto di vista digitale, ma anche da quello sociale e culturale. E dal momento che trascorriamo sempre più tempo all’interno dell’infosfera, la nostra quotidianità sarà sempre più plasmata in base a ciò che succede a livello <strong>virtuale </strong>e digitale. Preoccuparsi del continuo distacco con la natura è un&#8217;azione ingiustificata: per Floridi se non possiamo competere con le macchine e gli algoritmi che sono in grado di codificare miliardi di dati al secondo, deteniamo ancora la caratteristica di poter comprendere i significati degli eventi che accadono intorno a noi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In via definitiva stiamo tornando al discorso che avevamo intrapreso qualche capitolo indietro: <strong>significato </strong>ed <strong>intenzionalità </strong>sono gli attributi che ci rendono umani, al di sopra delle complessità mentali inferiori che possediamo rispetto ad una determinata intelligenza artificiale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E nonostante questo, la nostra identità è sempre più orientata ad essere digitalizzata: <strong>onlife</strong>, come dice Floridi. La concezione che abbiamo di noi stessi è diventata quasi più importante sui vari <strong>social network</strong> piuttosto che nella vita reale, entrando in una sorta di” flusso continuo” fatto di messaggi istantanei, foto e video. Il trasferimento della nostra identità sul piano digitale ha, di conseguenza, portato un trasferimento delle situazioni reali sullo stesso piano: app per incontri, messaggistica istantanea, social media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le micronarrazioni che produciamo e consumiamo stanno cambiando anche i nostri sé sociali e quindi il modo in cui ci percepiamo».<a href="#_ftn1">[1]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Definire sé stessi risulta sempre più difficile in un mondo oramai sempre più condizionato da realtà parallele. Ma risulta quasi fisiologico, se accettiamo l’idea che stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione, la quarta secondo Luciano Floridi. La prima è stata quella di Nicolò Copernico, che ha posizionato la terra non al centro dell’universo, facendo cadere la posizione centrale dell’uomo. Caduta la nostra centralità, ci siamo avvicinati alla seconda <strong>rivoluzione</strong>: nel 1859 Darwin pubblicò l’origine delle specie. Al suo interno, è presente la spiegazione secondo cui ogni essere vivente è l’evoluzione nel tempo da parte di progenitori comuni attraverso un processo di selezione naturale. Siamo passati da rivoluzione ad evoluzione, come ci fa notare Floridi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questa volta fu la parola “<strong>evoluzione</strong>” ad acquisire un nuovo significato».<a href="#_ftn2">[2]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma anche questa volta è avvenuto un nuovo spostamento: ci siamo allontanati dal centro del mondo naturale. La terza rivoluzione avvenne per mano di Sigmund Freud: egli sostenne che la mente umana è <strong>inconscia </strong>e soggetta a meccanismi di difesa come quello della repressione. Ennesimo spostamento, questa volta dal centro della coscienza verso la parte più buia della nostra mente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La linea comune di queste rivoluzioni è stata il progressivo allontanamento della posizione centrale dell’uomo rispetto a diverse concezioni: non siamo al centro dell’universo, né al centro del mondo biologico, né tanto meno al centro della nostra stessa volontà. La <strong>quarta rivoluzione</strong> che stiamo vivendo, senza rendercene pienamente conto ed aspettando un evento significativo che non è detto si realizzi, è quella digitale. La posizione centrale dell’uomo in questo ambito è stata determinata dal fatto che la nostra intelligenza e capacità di ragionamento non potesse mai essere superata. Ma ci siamo decentralizzati anche da questa primarietà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Turing ci ha deposto dalla posizione privilegiata ed esclusiva che avevamo nel regno del ragionamento logico, della capacità di processare informazioni e di agire in modo intelligente. Non siamo più gli indiscussi padroni dell’infosfera. I nostri dispositivi digitali svolgono un numero crescente di compiti che richiederebbero da parte nostra una certa attività intellettuale se ci fossero affidati».<a href="#_ftn3">[3]</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se consideriamo le aspettative sull’intelligenza artificiale e le varie ipotesi distopiche formulate a riguardo, è chiaro come la nostra immaginazione si sia lasciata andare, inghiottita all’interno di un universo <strong>fantascientifico</strong>. Non è assolutamente un male, ma dobbiamo confrontarci con la realtà: la trasformazione che stiamo vivendo non è da considerarsi dal punto di vista biotecnologico all’interno del nostro corpo, quanto piuttosto come la trasformazione dell’ambiente in cui viviamo e delle varie implicazioni che ne derivano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>© Cpyright. <em>Estratto dalla tesi di Laurea in Filosofia, Teorie e sistemi dell’intelligenza artificiale, a cura di Federico Malpighi. Alma Mater Studiorum Università di Bologna</em>. Materiale pubblicato per fini didattici e di ricerca con il permesso dell’autore. Riproducibile solo con citazione della fonte originale.</em></p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1">[1]</a> Luciano Floridi, <em>La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo</em>, Raffaello Cortina Editore, 2014, p. 72.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref2">[2]</a> Luciano Floridi, <em>La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo</em>, Raffaello Cortina Editore, 2014, p. 101.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref3">[3]</a> Luciano Floridi, <em>La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo</em>, Raffaello Cortina Editore, 2014, p. 105.</p>
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