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	<title>dialogo interpersonale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Mosse conversazionali e difficoltà nel dialogo interpersonale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 08:47:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Negoziazione Interculturale, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com ________________________ La negoziazione interpersonale è un fenomeno pervasivo e quotidiano. Vediamone un caso: due fidanzati conversano tra loro, sognano romanticamente il loro matrimonio e famiglia futura, e dialogano su come vorrebbero i figli (maschi o femmine, biondi o mori, alti o &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/paa157000071.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-453" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/paa157000071.jpg" alt="comunicazione" width="170" height="120" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2009/11/u18952858.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-195" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2009/11/u18952858.jpg" alt="mosse conversazionali" width="181" height="120" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/46.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-117" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/03/46.png" alt="strategie di comunicazione" width="150" height="120" /></a></p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=13137&amp;Tipo=10" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>________________________</p>
<p>La negoziazione interpersonale è un fenomeno pervasivo e quotidiano. Vediamone un caso: due fidanzati conversano tra loro, sognano romanticamente il loro matrimonio e famiglia futura, e dialogano su come vorrebbero i figli (maschi o femmine, biondi o mori, alti o bassi), quando farli (subito, presto, tardi), come vivere, dove poter abitare (paese, città, periferia, campagna, mare).<br />
Questo lato superficiale della comunicazione è ciò che un osservatore noterebbe. Ma un osservatore più attento riuscirebbe a cogliere anche che i due stanno inconsapevolmente negoziando il formato del loro prossimo matrimonio, stanno confrontando le rispettive visioni su quale sia l’età in cui è giusto fare i figli. Piano piano emergerà il tema delicato su chi deve fare le rinunce di carriera, quali sono le rinunce, i problemi da superare.<br />
Ovviamente, non lo faranno a tavolino di fronte ad un computer, ma una dimensione negoziale – anche se latente &#8211; è evidente.</p>
<p>Vediamo la seguente conversazione tra due fidanzati , uomo (U) e donna (D):<br />
<em>U1: Sto proprio bene con te</em><br />
<em> D1: Anch’io veramente&#8230; io mi chiedevo &#8230;insomma, mi viene da pensare&#8230; ogni tanto penso ci penso a fare dei figli&#8230;</em><br />
<em> U2: Sarebbe bello, ma chi si azzarda a mettere al mondo figli di questi tempi? Lo sai che voglio stare con te, ma il lavoro oggi non è più sicuro, c’è aria di crisi, oggi se non lavori in due non ce la fai, io non voglio far crescere degli infelici, per fare figli ci vuole qualche certezza.</em><br />
<em> D2: Si, è vero, ma io ci terrei tanto e vorrei che fossi tu il padre dei miei figli. Lo vuoi anche tu?</em><br />
<em> U3: Ma te l’ho già detto, non è che non voglio, è che non mi sento pronto</em><br />
<em> D3: Giri sempre attorno alla faccenda, ti sentirai pronto quando avremo 70 anni, è così che vuoi che vada a finire?</em><br />
<em> U4: Ma senti, perché non parliamo di qualcos’altro, era tanto un bel momento e tu lo stai rovinando&#8230; fai così tutte le volte&#8230;</em><br />
<em> D4: Io lo sto rovinando? Possibile che tutte le volte che voglio parlare di quel discorso tu scappi? Io ti dico la verità, ti sento distante, tu stai facendo i tuoi comodi ma sotto-sotto sei solo un bambinone – e infatti quando litighiamo scappi dalla mamma – bella roba, quand’è che ti decidi a crescere?</em><br />
<em> U5: Ma si può sapere cos’hai? Ogni volta che stiamo bene assieme inizi a trovare qualche scusa per litigare, ma ti da fastidio stare bene? Sei un pò sclerotica&#8230;</em><br />
<em> D5: Sclerotica lo vai a dire a tua sorella!!!</em></p>
<p>Notiamo immediatamente:<br />
(1) l’avvio di una spirale conversazionale negativa;<br />
(2) una diversità di posizioni di partenza: il ragazzo non vuole fare figli presto, la ragazza è più orientata per tempi rapidi;<br />
(3) un diverso orientamento di filosofia della vita: pianificare il futuro vs. sentire il momento;<br />
(4) un linguaggio diverso: dati e fatti vs. emozioni;<br />
(5) una diversa dominanza cerebrale: analisi emotiva per la donna, analisi razionale per l’uomo. Non importa che l’analisi del ragazzo risulti sbagliata o corretta, quello che conta è evidenziare che l’approccio mentale al problema “quando fare figli” è in lui essenzialmente analitico;<br />
(6) una tendenza dilazionatoria (ragazzo) e una tendenza alla chiusura (concretizzazione negoziale della ragazza: “lo vuoi anche tu?”);<br />
(7) il procedere delle mosse della spirale conversazionale negativa, in cui ciascuna mossa conversazionale rinforza progressivamente il conflitto, passando da una conversazione estatica ad un conflitto aperto.<br />
Se queste persone vogliono avere un futuro assieme, è probabile che debbano molto lavorare sul proprio rapporto e apprendere ad utilizzare una modalità conversazionale più consapevole: come e dove trattare certi argomenti, come accorgersi che sta nascendo il conflitto, come disinnescarlo e affrontare i problemi con reale efficacia.<br />
Tra persone, così come in azienda, esiste una dimensione negoziale apparente, formalizzata, ritualizzato, e una latente, pervasiva, onnipresente, sottile. Per la coppia, quando questa dimensione latente non viene colta, i due possono ritrovarsi dopo diversi anni in un clima d’inferno, e lanciarsi in una sequenza di accuse reciproche sull’essere – ciascuno per l’altro &#8211; la fonte della propria infelicità.</p>
<p><em>Principio 11 – Riconoscimento della negoziazione latente</em><br />
Il successo della comunicazione negoziale dipende:<br />
dal riconoscimento della dimensione negoziale (riconoscere che – di fatto &#8211; stiamo negoziando);<br />
dalla volontà di riappropriarsi della scelta di momento e luogo (setting) della negoziazione, decidere il setting più appropriato (locus-of-control del setting negoziale).</p>
<p><strong>Esercitazione di negoziazione interpersonale</strong><br />
Avviare un Role-Playing (RP) di simulazione della situazione sopra evidenziata (dialogo tra fidanzato e fidanzata).<br />
Nel RP la donna farà emergere, ad un certo punto, le diversità di visione tra i due soggetti (emersione delle diversità): “da come parli, mi sembra che tra me e te ci siano delle diversità di fondo e ne vorrei parlare&#8230;..” (segue esposizione della propria percezione e invito a mettere sul tavolo le proprie diversità e confrontarsi su queste).<br />
Dovranno essere prodotti diversi RP.<br />
Nel primo RP il ragazzo reagirà con un distanziamento (“non adesso, non ho voglia, baciamoci&#8230;” e altre elusioni e comportamenti di fuga), che la ragazza accetterà (accettazione del comportamento negoziale del ragazzo).<br />
Nel secondo RP dovrà essere costretto a scendere sull’arena negoziale, avviando una esplicitazione delle diverse concezioni del mondo e del futuro.<br />
Nel terzo RP la ragazza dovrà utilizzare forti tecniche di chiusura (intesa come concretizzazione negoziale) sino a costringere il ragazzo “all’angolo” e far emergere le sue vere intenzioni (o, al massimo, l’assenza di vere intenzioni).</p>
<p>_______________________</p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=13137&amp;Tipo=10" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/mosse-conversazionali-e-difficolta-nel-dialogo-interpersonale/">Mosse conversazionali e difficoltà nel dialogo interpersonale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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