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	<title>dialogo interiore &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>dialogo interiore &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 06:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi Transazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>──────────────────────────── Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM Premessa generale del Metodo HPM Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da Daniele Trevisani, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello: Energetico (fisico e mentale) Motivazionale (volitivo ed emotivo) Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie) Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>────────────────────────────</strong></p>
<h2>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM</h2>
<ol>
<li>
<h2>Premessa generale del Metodo HPM</h2>
</li>
</ol>
<p>Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da <em>Daniele Trevisani</em>, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello:</p>
<ul>
<li>Energetico (fisico e mentale)</li>
<li>Motivazionale (volitivo ed emotivo)</li>
<li>Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie)</li>
<li>Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli altri)</li>
</ul>
<p>In questo sistema, autostima e autoefficacia rappresentano due pilastri fondamentali della <em>comunicazione potenziante</em> e dello <em>sviluppo personale</em>.</p>
<h2>2. Autostima: la percezione del proprio valore comunicativo</h2>
<p>Definizione HPM:<br />
L’autostima è la percezione interna del proprio valore e della propria dignità come essere umano e come comunicatore. È il “campo base” della comunicazione efficace.</p>
<p>Caratteristiche:</p>
<ul>
<li>È il termometro del sé comunicante: quanto credo di avere diritto di parlare, esprimermi, farmi ascoltare.</li>
<li>Influenza la presenza comunicativa, il tono di voce, il linguaggio del corpo e la gestione delle emozioni.</li>
<li>È dinamica, può crescere o diminuire in base ai feedback e alle esperienze.</li>
</ul>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>Quanto mi sento “degno di parola” nei diversi contesti della mia vita?</li>
<li>Quali esperienze hanno rafforzato o indebolito la mia autostima comunicativa?</li>
<li>Che tipo di linguaggio interiore uso verso di me quando comunico? (critico, giudicante, o incoraggiante?)</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Specchio comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Davanti allo specchio, pronuncia una frase importante per te (“Merito di essere ascoltato”, “Ho qualcosa di valore da dire”).</li>
<li>Osserva la tua postura, lo sguardo e la voce.</li>
<li>Ripeti finché senti coerenza tra parole, corpo e sentimento.</li>
<li>Rileggi la sensazione e annotala nel tuo diario di potenziale.</li>
</ol>
<h2>3. Autoefficacia: la fiducia nella propria capacità comunicativa</h2>
<p>Definizione HPM (ispirata a Bandura ma evoluta in chiave sistemica):<br />
L’autoefficacia è la convinzione di poter produrre risultati efficaci attraverso le proprie azioni comunicative. È la fede nella propria capacità di incidere.</p>
<p>Dimensioni dell’autoefficacia comunicativa:</p>
<ol>
<li>Efficacia nel comprendere: capacità di ascoltare e decodificare messaggi.</li>
<li>Efficacia nel farsi comprendere: capacità di esprimere messaggi chiari, assertivi e empatici.</li>
<li>Efficacia relazionale: capacità di mantenere relazioni costruttive anche in contesti difficili.</li>
</ol>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di riuscire a farmi ascoltare e in quali no?</li>
<li>Quanto credo nella mia capacità di influire positivamente sugli altri?</li>
<li>Che immagine mentale ho di me come comunicatore?</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Rivivi il tuo successo comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Ricorda una situazione in cui la tua comunicazione ha funzionato molto bene.</li>
<li>Analizza cosa hai fatto, detto, come ti sei mosso.</li>
<li>Ricava da quell’episodio una strategia personale di efficacia da replicare.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li>
<h2>Interazione tra autostima e autoefficacia nella comunicazione</h2>
</li>
</ol>
<table>
<thead>
<tr>
<td>Livello</td>
<td>Autostima</td>
<td>Autoefficacia</td>
<td>Effetto sulla Comunicazione</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Alto-Alto</td>
<td>Mi sento degno e capace</td>
<td>Credo di poter influire</td>
<td>Comunicazione carismatica, fluida, ispirante</td>
</tr>
<tr>
<td>Bassa autostima / alta autoefficacia</td>
<td>Mi so esprimere ma non mi sento “all’altezza”</td>
<td>Comunicazione tecnica ma fragile emotivamente</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Alta autostima / bassa autoefficacia</td>
<td>Mi sento valido ma mi blocco nell’azione</td>
<td>Comunicazione entusiasta ma inefficace</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Basso-Basso</td>
<td>Mi svaluto e mi sento incapace</td>
<td>Evitamento comunicativo, ansia, blocchi</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Obiettivo HPM: portare la persona verso il quadrante Alto-Alto, con equilibrio tra fiducia in sé e percezione di competenza.</p>
<h2>5. Tecniche HPM per potenziare autostima e autoefficacia comunicativa</h2>
<ul>
<li>Riprogrammazione delle convinzioni limitanti: sostituire “non sono capace” con “posso migliorare passo dopo passo”.</li>
<li>Allenamento esperienziale: esercitazioni pratiche di comunicazione in piccoli gruppi o simulazioni.</li>
<li>Feedback costruttivo: centrato sul comportamento, non sul valore personale.</li>
<li>Ancoraggio energetico e respirazione HPM: gestire il corpo per rafforzare la presenza comunicativa.</li>
<li>Dialogo interiore potenziante: imparare a parlarsi come un coach, non come un giudice.</li>
</ul>
<h2>6. Aforismi HPM</h2>
<p>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima. Ogni silenzio scelto consapevolmente rafforza la tua autoefficacia.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Il Potenziale Umano</em></p>
<p>“La comunicazione non è solo un atto verso l’esterno. È la forma più visibile del dialogo che abbiamo con noi stessi.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Crescita Personale. Il Metodo HPM</em></p>
<h2>7. Applicazioni pratiche</h2>
<ul>
<li>Public speaking: lavorare su autostima vocale e postura per aumentare autoefficacia in pubblico.</li>
<li>Team communication: creare fiducia reciproca per far crescere autostima collettiva e coordinamento.</li>
<li>Coaching HPM: facilitare l’esplorazione del “Sé comunicante” con domande e micro-esercizi esperienziali.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h1>Autostima e Autoefficacia &#8211; Scheda Operativa</h1>
<p>La presente scheda operativa fa parte del percorso di sviluppo del Potenziale Umano secondo il Metodo HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> di Daniele Trevisani. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del Sé comunicante, lavorando su due pilastri fondamentali: Autostima e Autoefficacia.</p>
<h2>1. Autostima Comunicativa</h2>
<p>L’autostima comunicativa rappresenta la percezione del proprio valore come persona capace di esprimersi e farsi ascoltare. È la base della sicurezza interiore nella relazione.</p>
<p><strong>Domande di riflessione personale:</strong></p>
<ul>
<li>Quanto mi sento libero di esprimermi nei diversi contesti della mia vita (lavorativo, familiare, sociale)?</li>
<li>In quali situazioni la mia autostima comunicativa cresce, e in quali si riduce?</li>
<li>Qual è la mia voce interiore dominante quando comunico (incoraggiante, critica, giudicante)?</li>
<li>Che messaggio di valore voglio trasmettere agli altri attraverso la mia presenza comunicativa?</li>
</ul>
<p>Spazio per note e riflessioni personali:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h3>Esercizio HPM – Specchio Comunicativo</h3>
<p>Davanti a uno specchio, pronuncia una frase che rappresenti il tuo diritto a comunicare (es. “Ho qualcosa di valore da dire”). Osserva voce, postura e sguardo. Ripeti fino a percepire coerenza tra parole, corpo e emozione.</p>
<p>Annota le sensazioni percepite:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>2. Autoefficacia Comunicativa</h2>
<p>L’autoefficacia comunicativa è la fiducia nella propria capacità di produrre risultati efficaci con le proprie azioni comunicative. Significa credere nella possibilità di influire positivamente sugli altri.</p>
<p>Domande di analisi:</p>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di comunicare con efficacia?</li>
<li>Quando, invece, percepisco un blocco o una perdita di fiducia?</li>
<li>Quali comportamenti specifici mi rendono più efficace (tono di voce, postura, chiarezza, empatia)?</li>
<li>Quale immagine di me come comunicatore voglio rafforzare nei prossimi mesi?</li>
</ul>
<h3>Esercizio HPM – Rivivi il tuo Successo Comunicativo</h3>
<p>Rivivi mentalmente un episodio in cui la tua comunicazione ha avuto successo. Analizza cosa hai fatto e quali fattori hanno contribuito. Usa quell’esperienza come modello per rafforzare la tua autoefficacia.</p>
<p>Descrizione dell’episodio:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>3. Piano di Sviluppo Personale HPM</h2>
<p>Definisci obiettivi e azioni per migliorare autostima e autoefficacia nella comunicazione.</p>
<p>Obiettivi specifici:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Azioni concrete da mettere in pratica:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Indicatori di miglioramento (come capirò di essere cresciuto?):</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>4. Scala di Autovalutazione</h2>
<p>Valuta il tuo livello attuale su una scala da 1 a 10.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="288">Aspetto</td>
<td width="288">Punteggio (1-10)</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autostima comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autoefficacia comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima.”</em></p>
<p><strong>— Daniele Trevisani, *Il Potenziale Umano*</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autostima e autoefficacia nella comunicazione &#8211; Semantica articolo</h3>
<ol>
<li>Autostima</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Potenziale umano</li>
<li>Metodo HPM</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Coaching</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Sicurezza interiore</li>
<li>Fiducia in sé</li>
<li>Assertività</li>
<li>Presenza comunicativa</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Espressione verbale</li>
<li>Espressione non verbale</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Leadership personale</li>
<li>Performance comunicativa</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Self-power</li>
<li>Dialogo interiore</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Mindset potenziante</li>
<li>Resilienza comunicativa</li>
<li>Influenza positiva</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Empatia</li>
<li>Self-coaching</li>
<li>Assertività positiva</li>
<li>Sicurezza comunicativa</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Obiettivi di sviluppo</li>
<li>Potenziamento delle competenze</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Energia mentale</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Strategie comunicative</li>
<li>Fiducia nelle proprie capacità</li>
<li>Miglioramento continuo</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Esercizi di autostima</li>
<li>Esercizi di autoefficacia</li>
<li>Potenziale comunicativo</li>
<li>Influenza interpersonale</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
</ol>
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		<title>Comunicazione sensibile: il linguaggio che crea connessione autentica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 08:05:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo ispirato dal testo &#8220;Comunicazione interculturale, comunicazione sensibile. Dal conflitto alla connessione profonda&#8221; di Daniele Trevisani La comunicazione sensibile rappresenta oggi una delle competenze più importanti da coltivare, sia nella vita privata che in quella professionale. Non si tratta soltanto di parlare, ma di saper entrare in relazione con l’altro, praticando empatia comunicativa, ascolto empatico &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_sensibile_2/">Comunicazione sensibile: il linguaggio che crea connessione autentica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Articolo ispirato dal testo &#8220;<span id="productTitle" class="a-size-large celwidget" data-csa-c-id="l8por5-qz9idv-vtpk1r-5gu3nj" data-cel-widget="productTitle"><a href="https://amzn.to/4nFCOVT" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale, comunicazione sensibile. Dal conflitto alla connessione profonda</a>&#8221; di Daniele Trevisani</span></p></blockquote>
<p data-start="354" data-end="679">La <strong data-start="357" data-end="384">comunicazione sensibile</strong> rappresenta oggi una delle competenze più importanti da coltivare, sia nella vita privata che in quella professionale. Non si tratta soltanto di parlare, ma di saper entrare in relazione con l’altro, praticando <strong data-start="596" data-end="620">empatia comunicativa</strong>, <strong data-start="622" data-end="642">ascolto empatico</strong> e un uso consapevole delle parole.</p>
<blockquote data-start="681" data-end="811">
<p data-start="683" data-end="811">“Ogni parola può ferire o curare. La scelta è nostra: decidere se costruire ponti o innalzare muri.”<br data-start="783" data-end="786" /><em data-start="788" data-end="809">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="813" data-end="816" />
<h2 data-start="818" data-end="871">Ascolto ed empatia come basi della comunicazione</h2>
<p data-start="873" data-end="1123">La vera forza della <strong data-start="893" data-end="922">comunicazione consapevole</strong> nasce dalla capacità di praticare <strong data-start="957" data-end="975">ascolto attivo</strong>, <strong data-start="977" data-end="997">ascolto profondo</strong> e <strong data-start="1000" data-end="1026">ascolto senza giudizio</strong>. Solo così possiamo generare <strong data-start="1056" data-end="1082">comprensione reciproca</strong> e favorire una <strong data-start="1098" data-end="1120">relazione empatica</strong>.</p>
<p data-start="1125" data-end="1378">L’<strong data-start="1127" data-end="1151">intelligenza emotiva</strong> ci guida nella <strong data-start="1167" data-end="1194">gestione delle emozioni</strong>, evitando che rabbia o paura prendano il sopravvento. Allo stesso tempo, la <strong data-start="1271" data-end="1302">consapevolezza comunicativa</strong> e la <strong data-start="1308" data-end="1334">consapevolezza emotiva</strong> ci aiutano a restare centrati e presenti.</p>
<blockquote data-start="1380" data-end="1499">
<p data-start="1382" data-end="1499">“Chi sa ascoltare davvero, non ascolta solo le parole, ma i silenzi che le accompagnano.”<br data-start="1471" data-end="1474" /><em data-start="1476" data-end="1497">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="1501" data-end="1504" />
<h2 data-start="1506" data-end="1554">Linguaggio rispettoso e comunicazione etica</h2>
<p data-start="1556" data-end="1895">La <strong data-start="1559" data-end="1589">comunicazione non violenta</strong> e il <strong data-start="1595" data-end="1619">linguaggio inclusivo</strong> rappresentano strumenti concreti per costruire un <strong data-start="1670" data-end="1693">dialogo costruttivo</strong> e favorire una <strong data-start="1709" data-end="1732">comunicazione etica</strong>. Usare un <strong data-start="1743" data-end="1766">linguaggio empatico</strong>, un <strong data-start="1771" data-end="1794">linguaggio positivo</strong> e un <strong data-start="1800" data-end="1822">linguaggio gentile</strong> significa praticare una <strong data-start="1847" data-end="1874">sensibilità relazionale</strong> che porta fiducia.</p>
<p data-start="1897" data-end="2073">L’obiettivo non è soltanto evitare conflitti, ma creare un <strong data-start="1956" data-end="1976">dialogo empatico</strong> e una <strong data-start="1983" data-end="2010">comunicazione autentica</strong>, in grado di rafforzare i legami e dare valore alla persona.</p>
<blockquote data-start="2075" data-end="2201">
<p data-start="2077" data-end="2201">“Il linguaggio è il vestito dell’anima: più è gentile, più svela la bellezza di chi lo indossa.”<br data-start="2173" data-end="2176" /><em data-start="2178" data-end="2199">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="2203" data-end="2206" />
<h2 data-start="2208" data-end="2280">Comunicazione sensibile nei contesti professionali e interculturali</h2>
<p data-start="2282" data-end="2520">In un mondo globale, la <strong data-start="2306" data-end="2348">comunicazione interculturale sensibile</strong> e la <strong data-start="2354" data-end="2379">sensibilità culturale</strong> diventano fondamentali. Significa saper dialogare con chi ha valori e abitudini diverse, sviluppando una vera <strong data-start="2490" data-end="2517">mediazione comunicativa</strong>.</p>
<p data-start="2522" data-end="2742">La <strong data-start="2525" data-end="2561">gestione dei conflitti sensibile</strong> è un altro punto chiave: richiede <strong data-start="2596" data-end="2620">presenza consapevole</strong>, <strong data-start="2622" data-end="2649">sintonizzazione emotiva</strong> e capacità di praticare una <strong data-start="2678" data-end="2706">comunicazione rispettosa</strong> anche nelle situazioni difficili.</p>
<p data-start="2744" data-end="2956">Nei team e nelle organizzazioni, la <strong data-start="2780" data-end="2809">comunicazione relazionale</strong>, la <strong data-start="2814" data-end="2855">comunicazione interpersonale efficace</strong> e la capacità di <strong data-start="2873" data-end="2894">costruire fiducia</strong> sono i pilastri che sostengono relazioni sane e produttive.</p>
<hr data-start="2958" data-end="2961" />
<h2 data-start="2963" data-end="3007">Comunicazione mindful e compassionevole</h2>
<p data-start="3009" data-end="3329">La <strong data-start="3012" data-end="3037">comunicazione mindful</strong> e la <strong data-start="3043" data-end="3076">comunicazione compassionevole</strong> si basano sulla piena attenzione al momento presente e sulla volontà di usare <strong data-start="3155" data-end="3176">parole che curano</strong>. Questo approccio è essenziale nella <strong data-start="3214" data-end="3239">comunicazione di cura</strong>, nella <strong data-start="3247" data-end="3276">comunicazione terapeutica</strong> e nella <strong data-start="3285" data-end="3326">comunicazione nella relazione d’aiuto</strong>.</p>
<p data-start="3331" data-end="3512">La <strong data-start="3334" data-end="3360">comunicazione delicata</strong> è indispensabile soprattutto nella <strong data-start="3396" data-end="3434">comunicazione in contesti delicati</strong>, dove la scelta di ogni parola può fare la differenza tra ferire o guarire.</p>
<blockquote data-start="3514" data-end="3633">
<p data-start="3516" data-end="3633">“Le parole diventano medicina quando sono pronunciate con cuore sincero e mente attenta.”<br data-start="3605" data-end="3608" /><em data-start="3610" data-end="3631">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="3635" data-end="3638" />
<h2 data-start="3640" data-end="3674">Corpo, emozioni e sensibilità</h2>
<p data-start="3676" data-end="3934">La <strong data-start="3679" data-end="3702">sensibilità emotiva</strong> e la capacità di sviluppare una vera <strong data-start="3740" data-end="3763">connessione emotiva</strong> sono strumenti potentissimi. A questo si aggiunge la lettura del <strong data-start="3829" data-end="3863">linguaggio del corpo sensibile</strong>, che ci permette di cogliere ciò che non viene detto esplicitamente.</p>
<p data-start="3936" data-end="4164">Il <strong data-start="3939" data-end="3960">dialogo interiore</strong> e la pratica della <strong data-start="3980" data-end="4009">etica della comunicazione</strong> ci aiutano a rimanere fedeli a valori profondi, evitando parole impulsive e creando una <strong data-start="4098" data-end="4125">comunicazione autentica</strong> che riflette la nostra vera essenza.</p>
<blockquote data-start="4166" data-end="4268">
<p data-start="4168" data-end="4268">“Il corpo parla prima della bocca. Chi sa osservare, ascolta due volte.”<br data-start="4240" data-end="4243" /><em data-start="4245" data-end="4266">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<p data-start="4293" data-end="4561">La <strong data-start="4296" data-end="4323">comunicazione sensibile</strong> non è una tecnica, ma una filosofia di vita. Significa scegliere con attenzione le parole, praticare <strong data-start="4425" data-end="4450">rispetto comunicativo</strong>, accogliere le <strong data-start="4466" data-end="4479">diversità</strong>, e portare la propria energia in una direzione di dialogo e crescita reciproca.</p>
<p data-start="4563" data-end="4667">È l’arte di saper vedere nell’altro non un nemico, ma un alleato con cui costruire un futuro migliore.</p>
<h3 data-start="4563" data-end="4667">Semantica articolo</h3>
<ul>
<li data-start="150" data-end="178">
<p data-start="153" data-end="178">comunicazione sensibile</p>
</li>
<li data-start="179" data-end="204">
<p data-start="182" data-end="204">empatia comunicativa</p>
</li>
<li data-start="205" data-end="226">
<p data-start="208" data-end="226">ascolto empatico</p>
</li>
<li data-start="227" data-end="258">
<p data-start="230" data-end="258">comunicazione non violenta</p>
</li>
<li data-start="259" data-end="284">
<p data-start="262" data-end="284">linguaggio inclusivo</p>
</li>
<li data-start="285" data-end="304">
<p data-start="288" data-end="304">ascolto attivo</p>
</li>
<li data-start="305" data-end="330">
<p data-start="308" data-end="330">intelligenza emotiva</p>
</li>
<li data-start="331" data-end="363">
<p data-start="334" data-end="363">consapevolezza comunicativa</p>
</li>
<li data-start="364" data-end="388">
<p data-start="367" data-end="388">dialogo costruttivo</p>
</li>
<li data-start="389" data-end="416">
<p data-start="393" data-end="416">connessione autentica</p>
</li>
<li data-start="417" data-end="448">
<p data-start="421" data-end="448">comunicazione consapevole</p>
</li>
<li data-start="449" data-end="478">
<p data-start="453" data-end="478">sensibilità relazionale</p>
</li>
<li data-start="479" data-end="504">
<p data-start="483" data-end="504">linguaggio empatico</p>
</li>
<li data-start="505" data-end="530">
<p data-start="509" data-end="530">comunicazione etica</p>
</li>
<li data-start="531" data-end="560">
<p data-start="535" data-end="560">gestione delle emozioni</p>
</li>
<li data-start="561" data-end="583">
<p data-start="565" data-end="583">ascolto profondo</p>
</li>
<li data-start="584" data-end="611">
<p data-start="588" data-end="611">rispetto comunicativo</p>
</li>
<li data-start="612" data-end="641">
<p data-start="616" data-end="641">comunicazione assertiva</p>
</li>
<li data-start="642" data-end="670">
<p data-start="646" data-end="670">comprensione reciproca</p>
</li>
<li data-start="671" data-end="715">
<p data-start="675" data-end="715">comunicazione interculturale sensibile</p>
</li>
<li data-start="716" data-end="741">
<p data-start="720" data-end="741">linguaggio positivo</p>
</li>
<li data-start="742" data-end="771">
<p data-start="746" data-end="771">mediazione comunicativa</p>
</li>
<li data-start="772" data-end="799">
<p data-start="776" data-end="799">comunicazione mindful</p>
</li>
<li data-start="800" data-end="822">
<p data-start="804" data-end="822">dialogo empatico</p>
</li>
<li data-start="823" data-end="858">
<p data-start="827" data-end="858">comunicazione compassionevole</p>
</li>
<li data-start="859" data-end="889">
<p data-start="863" data-end="889">rispetto delle diversità</p>
</li>
<li data-start="890" data-end="917">
<p data-start="894" data-end="917">sensibilità culturale</p>
</li>
<li data-start="918" data-end="946">
<p data-start="922" data-end="946">comunicazione delicata</p>
</li>
<li data-start="947" data-end="976">
<p data-start="951" data-end="976">comunicazione autentica</p>
</li>
<li data-start="977" data-end="1015">
<p data-start="981" data-end="1015">gestione dei conflitti sensibile</p>
</li>
<li data-start="1016" data-end="1047">
<p data-start="1020" data-end="1047">comunicazione relazionale</p>
</li>
<li data-start="1048" data-end="1071">
<p data-start="1052" data-end="1071">costruire fiducia</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1108">
<p data-start="1076" data-end="1108">linguaggio del corpo sensibile</p>
</li>
<li data-start="1109" data-end="1139">
<p data-start="1113" data-end="1139">comunicazione rispettosa</p>
</li>
<li data-start="1140" data-end="1183">
<p data-start="1144" data-end="1183">comunicazione interpersonale efficace</p>
</li>
<li data-start="1184" data-end="1207">
<p data-start="1188" data-end="1207">dialogo interiore</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1236">
<p data-start="1212" data-end="1236">consapevolezza emotiva</p>
</li>
<li data-start="1237" data-end="1268">
<p data-start="1241" data-end="1268">comunicazione terapeutica</p>
</li>
<li data-start="1269" data-end="1296">
<p data-start="1273" data-end="1296">comunicazione di cura</p>
</li>
<li data-start="1297" data-end="1321">
<p data-start="1301" data-end="1321">linguaggio gentile</p>
</li>
<li data-start="1322" data-end="1347">
<p data-start="1326" data-end="1347">sensibilità emotiva</p>
</li>
<li data-start="1348" data-end="1373">
<p data-start="1352" data-end="1373">connessione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1374" data-end="1417">
<p data-start="1378" data-end="1417">comunicazione nella relazione d’aiuto</p>
</li>
<li data-start="1418" data-end="1441">
<p data-start="1422" data-end="1441">parole che curano</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1466">
<p data-start="1446" data-end="1466">relazione empatica</p>
</li>
<li data-start="1467" data-end="1495">
<p data-start="1471" data-end="1495">ascolto senza giudizio</p>
</li>
<li data-start="1496" data-end="1525">
<p data-start="1500" data-end="1525">sintonizzazione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1526" data-end="1552">
<p data-start="1530" data-end="1552">presenza consapevole</p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1593">
<p data-start="1557" data-end="1593">comunicazione in contesti delicati</p>
</li>
<li data-start="1594" data-end="1625">
<p data-start="1598" data-end="1625">etica della comunicazione</p>
</li>
</ul>
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		<title>Comunicazione sensibile: l’arte di entrare in connessione autentica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 07:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="227" data-end="556">Copyright Daniele Trevisani. Testo ispirato ai contenuti del libro <span id="productTitle" class="a-size-large celwidget" data-csa-c-id="kgj7lg-nnurqj-l353n1-sox05n" data-cel-widget="productTitle"><a href="https://amzn.to/3HHaD9S" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione interculturale, comunicazione sensibile. Dal conflitto alla connessione profonda</em></a>. Edizioni Ultra, Milano.</span></p>
<p data-start="227" data-end="556"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29157" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale.jpg" alt="Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile" width="892" height="1257" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale.jpg 892w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-213x300.jpg 213w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-727x1024.jpg 727w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-768x1082.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-175x247.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-450x634.jpg 450w" sizes="(max-width: 892px) 100vw, 892px" />La <strong data-start="230" data-end="257">comunicazione sensibile</strong> è oggi una delle competenze più preziose in ogni ambito della vita: dalle relazioni personali al lavoro, dalla leadership alla cura. Non si tratta solo di “parlare bene”, ma di sviluppare una vera <strong data-start="455" data-end="486">consapevolezza comunicativa</strong>, capace di generare <strong data-start="507" data-end="532">connessione autentica</strong> e rispetto reciproco.</p>
<h2 data-start="558" data-end="610"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29307" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva.png" alt="comunicazione emotiva" width="1024" height="538" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-300x158.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-768x404.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-175x92.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-450x236.png 450w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Empatia e ascolto nella comunicazione sensibile</h2>
<p data-start="612" data-end="903">Alla base c’è l’<strong data-start="628" data-end="652">empatia comunicativa</strong>, ossia la capacità di comprendere le emozioni dell’altro e rispondere con un <strong data-start="730" data-end="753">linguaggio empatico</strong> e rispettoso. Per riuscirci servono <strong data-start="790" data-end="810">ascolto empatico</strong> e <strong data-start="813" data-end="831">ascolto attivo</strong>, che permettono di cogliere i bisogni profondi al di là delle parole.</p>
<p data-start="905" data-end="1222">Un buon comunicatore utilizza <strong data-start="935" data-end="959">intelligenza emotiva</strong> e <strong data-start="962" data-end="988">consapevolezza emotiva</strong>, due doti che aiutano a gestire le proprie reazioni e a favorire la <strong data-start="1057" data-end="1083">comprensione reciproca</strong>. L’<strong data-start="1087" data-end="1107">ascolto profondo</strong>, fatto senza interruzioni e con piena <strong data-start="1146" data-end="1170">presenza consapevole</strong>, è la chiave per una comunicazione trasformativa.</p>
<h2 data-start="1224" data-end="1274">Linguaggio rispettoso e relazioni costruttive</h2>
<p data-start="1276" data-end="1607">La <strong data-start="1279" data-end="1309">comunicazione non violenta</strong> e il <strong data-start="1315" data-end="1339">linguaggio inclusivo</strong> permettono di evitare conflitti inutili e costruire un <strong data-start="1395" data-end="1418">dialogo costruttivo</strong>. Allo stesso tempo, il <strong data-start="1442" data-end="1465">linguaggio positivo</strong> e il <strong data-start="1471" data-end="1493">linguaggio gentile</strong> contribuiscono a creare fiducia, mentre la <strong data-start="1537" data-end="1564">comunicazione assertiva</strong> garantisce chiarezza senza aggressività.</p>
<p data-start="1609" data-end="1882">In questo senso, la <strong data-start="1629" data-end="1652">comunicazione etica</strong> è un atto di responsabilità: significa usare parole che rispettano l’altro, con <strong data-start="1733" data-end="1760">sensibilità relazionale</strong> e <strong data-start="1763" data-end="1788">rispetto comunicativo</strong>. È una forma di <strong data-start="1805" data-end="1832">comunicazione autentica</strong> che diventa strumento di <strong data-start="1858" data-end="1879">costruire fiducia</strong>.</p>
<h2 data-start="1884" data-end="1956">Comunicazione sensibile nei contesti interculturali e professionali</h2>
<p data-start="1958" data-end="2244">La <strong data-start="1961" data-end="2003">comunicazione interculturale sensibile</strong> e la <strong data-start="2009" data-end="2034">sensibilità culturale</strong> sono oggi indispensabili, soprattutto in società multiculturali. Saper usare una <strong data-start="2116" data-end="2143">mediazione comunicativa</strong> efficace e adottare un approccio di <strong data-start="2180" data-end="2200">dialogo empatico</strong> aiuta a superare stereotipi e pregiudizi.</p>
<p data-start="2246" data-end="2507">Anche la <strong data-start="2255" data-end="2291">gestione dei conflitti sensibile</strong> è cruciale in ambito organizzativo: significa scegliere un <strong data-start="2351" data-end="2372">dialogo interiore</strong> e una <strong data-start="2379" data-end="2406">sintonizzazione emotiva</strong> che evitino escalation e favoriscano <strong data-start="2444" data-end="2473">comunicazione relazionale</strong> e <strong data-start="2476" data-end="2504">comunicazione rispettosa</strong>.</p>
<h2 data-start="2509" data-end="2553">La dimensione mindful e compassionevole</h2>
<p data-start="2555" data-end="2957">Negli ultimi anni si parla sempre più di <strong data-start="2596" data-end="2621">comunicazione mindful</strong> e <strong data-start="2624" data-end="2657">comunicazione compassionevole</strong>. Si tratta di modalità che uniscono <strong data-start="2694" data-end="2718">presenza consapevole</strong>, <strong data-start="2720" data-end="2741">parole che curano</strong> e <strong data-start="2744" data-end="2771">sintonizzazione emotiva</strong>. La <strong data-start="2776" data-end="2802">comunicazione delicata</strong>, soprattutto nei <strong data-start="2820" data-end="2841">contesti delicati</strong>, è fondamentale ad esempio nella <strong data-start="2875" data-end="2916">comunicazione nella relazione d’aiuto</strong> e nella <strong data-start="2925" data-end="2954">comunicazione terapeutica</strong>.</p>
<p data-start="2959" data-end="3160">Qui emergono concetti come <strong data-start="2986" data-end="3011">comunicazione di cura</strong>, <strong data-start="3013" data-end="3035">relazione empatica</strong> e <strong data-start="3038" data-end="3064">ascolto senza giudizio</strong>, indispensabili per chi lavora nel sociale, nella sanità o in percorsi di crescita personale.</p>
<h2 data-start="3162" data-end="3196">Corpo, emozioni e sensibilità</h2>
<p data-start="3198" data-end="3477">Non bisogna dimenticare l’importanza del <strong data-start="3239" data-end="3273">linguaggio del corpo sensibile</strong> e della <strong data-start="3282" data-end="3305">connessione emotiva</strong>. Spesso il corpo comunica prima delle parole, e saper leggere i segnali non verbali con <strong data-start="3394" data-end="3417">sensibilità emotiva</strong> arricchisce la <strong data-start="3433" data-end="3474">comunicazione interpersonale efficace</strong>.</p>
<p data-start="3479" data-end="3723">La <strong data-start="3482" data-end="3509">gestione delle emozioni</strong> e la capacità di mantenere un <strong data-start="3540" data-end="3560">dialogo empatico</strong> sono strumenti concreti per chi vuole praticare una <strong data-start="3613" data-end="3639">comunicazione delicata</strong>, basata su <strong data-start="3651" data-end="3679">rispetto delle diversità</strong> e orientata a relazioni sane e nutrienti.</p>
<p data-start="3748" data-end="4091">La <strong data-start="3751" data-end="3778">comunicazione sensibile</strong> è un percorso che unisce cuore e mente: richiede <strong data-start="3828" data-end="3852">intelligenza emotiva</strong>, <strong data-start="3854" data-end="3883">etica della comunicazione</strong> e la volontà di creare <strong data-start="3907" data-end="3932">connessione autentica</strong>. Non è una tecnica, ma un approccio alla vita, capace di trasformare i rapporti interpersonali e professionali, rendendoli più umani, rispettosi e profondi.</p>
<h2 data-start="3748" data-end="4091">Semantica Articolo Comunicazione Sensibile</h2>
<ul>
<li data-start="150" data-end="178">
<p data-start="153" data-end="178">comunicazione sensibile</p>
</li>
<li data-start="179" data-end="204">
<p data-start="182" data-end="204">empatia comunicativa</p>
</li>
<li data-start="205" data-end="226">
<p data-start="208" data-end="226">ascolto empatico</p>
</li>
<li data-start="227" data-end="258">
<p data-start="230" data-end="258">comunicazione non violenta</p>
</li>
<li data-start="259" data-end="284">
<p data-start="262" data-end="284">linguaggio inclusivo</p>
</li>
<li data-start="285" data-end="304">
<p data-start="288" data-end="304">ascolto attivo</p>
</li>
<li data-start="305" data-end="330">
<p data-start="308" data-end="330">intelligenza emotiva</p>
</li>
<li data-start="331" data-end="363">
<p data-start="334" data-end="363">consapevolezza comunicativa</p>
</li>
<li data-start="364" data-end="388">
<p data-start="367" data-end="388">dialogo costruttivo</p>
</li>
<li data-start="389" data-end="416">
<p data-start="393" data-end="416">connessione autentica</p>
</li>
<li data-start="417" data-end="448">
<p data-start="421" data-end="448">comunicazione consapevole</p>
</li>
<li data-start="449" data-end="478">
<p data-start="453" data-end="478">sensibilità relazionale</p>
</li>
<li data-start="479" data-end="504">
<p data-start="483" data-end="504">linguaggio empatico</p>
</li>
<li data-start="505" data-end="530">
<p data-start="509" data-end="530">comunicazione etica</p>
</li>
<li data-start="531" data-end="560">
<p data-start="535" data-end="560">gestione delle emozioni</p>
</li>
<li data-start="561" data-end="583">
<p data-start="565" data-end="583">ascolto profondo</p>
</li>
<li data-start="584" data-end="611">
<p data-start="588" data-end="611">rispetto comunicativo</p>
</li>
<li data-start="612" data-end="641">
<p data-start="616" data-end="641">comunicazione assertiva</p>
</li>
<li data-start="642" data-end="670">
<p data-start="646" data-end="670">comprensione reciproca</p>
</li>
<li data-start="671" data-end="715">
<p data-start="675" data-end="715">comunicazione interculturale sensibile</p>
</li>
<li data-start="716" data-end="741">
<p data-start="720" data-end="741">linguaggio positivo</p>
</li>
<li data-start="742" data-end="771">
<p data-start="746" data-end="771">mediazione comunicativa</p>
</li>
<li data-start="772" data-end="799">
<p data-start="776" data-end="799">comunicazione mindful</p>
</li>
<li data-start="800" data-end="822">
<p data-start="804" data-end="822">dialogo empatico</p>
</li>
<li data-start="823" data-end="858">
<p data-start="827" data-end="858">comunicazione compassionevole</p>
</li>
<li data-start="859" data-end="889">
<p data-start="863" data-end="889">rispetto delle diversità</p>
</li>
<li data-start="890" data-end="917">
<p data-start="894" data-end="917">sensibilità culturale</p>
</li>
<li data-start="918" data-end="946">
<p data-start="922" data-end="946">comunicazione delicata</p>
</li>
<li data-start="947" data-end="976">
<p data-start="951" data-end="976">comunicazione autentica</p>
</li>
<li data-start="977" data-end="1015">
<p data-start="981" data-end="1015">gestione dei conflitti sensibile</p>
</li>
<li data-start="1016" data-end="1047">
<p data-start="1020" data-end="1047">comunicazione relazionale</p>
</li>
<li data-start="1048" data-end="1071">
<p data-start="1052" data-end="1071">costruire fiducia</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1108">
<p data-start="1076" data-end="1108">linguaggio del corpo sensibile</p>
</li>
<li data-start="1109" data-end="1139">
<p data-start="1113" data-end="1139">comunicazione rispettosa</p>
</li>
<li data-start="1140" data-end="1183">
<p data-start="1144" data-end="1183">comunicazione interpersonale efficace</p>
</li>
<li data-start="1184" data-end="1207">
<p data-start="1188" data-end="1207">dialogo interiore</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1236">
<p data-start="1212" data-end="1236">consapevolezza emotiva</p>
</li>
<li data-start="1237" data-end="1268">
<p data-start="1241" data-end="1268">comunicazione terapeutica</p>
</li>
<li data-start="1269" data-end="1296">
<p data-start="1273" data-end="1296">comunicazione di cura</p>
</li>
<li data-start="1297" data-end="1321">
<p data-start="1301" data-end="1321">linguaggio gentile</p>
</li>
<li data-start="1322" data-end="1347">
<p data-start="1326" data-end="1347">sensibilità emotiva</p>
</li>
<li data-start="1348" data-end="1373">
<p data-start="1352" data-end="1373">connessione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1374" data-end="1417">
<p data-start="1378" data-end="1417">comunicazione nella relazione d’aiuto</p>
</li>
<li data-start="1418" data-end="1441">
<p data-start="1422" data-end="1441">parole che curano</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1466">
<p data-start="1446" data-end="1466">relazione empatica</p>
</li>
<li data-start="1467" data-end="1495">
<p data-start="1471" data-end="1495">ascolto senza giudizio</p>
</li>
<li data-start="1496" data-end="1525">
<p data-start="1500" data-end="1525">sintonizzazione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1526" data-end="1552">
<p data-start="1530" data-end="1552">presenza consapevole</p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1593">
<p data-start="1557" data-end="1593">comunicazione in contesti delicati</p>
</li>
<li data-start="1594" data-end="1625">
<p data-start="1598" data-end="1625">etica della comunicazione</p>
</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>La geografia dell&#8217;anima nella crescita personale</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-geografia-dellanima-nella-crescita-personale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 10:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere personale]]></category>
		<category><![CDATA[alfabetizzazione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[autoanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Cartografia del sé]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni alfa]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni beta]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni e performance]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni guida]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia verso sé stessi]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi affettivi]]></category>
		<category><![CDATA[Geografia dell’anima]]></category>
		<category><![CDATA[Mappe interiori]]></category>
		<category><![CDATA[Navigazione interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Regolazione emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[Riconoscimento emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessione emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Segnali interiori]]></category>
		<category><![CDATA[stati emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[Tracciamento emozionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Self Power. Psicologia della motivazione e della performance”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore. Gli esempi riportati riguardano solo alcuni casi, dobbiamo ricordare che l’esame del flusso psicofisiologico è un fenomeno complesso, e richiede abilità sia psicologiche che fisiche. Non si tratta di schermare &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/">Daniele Trevisani</a> <a href="https://amzn.to/4gtoyN5" target="_blank" rel="noopener">“Self Power. Psicologia della motivazione e della performance</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esempi riportati riguardano solo alcuni casi, dobbiamo ricordare che l’esame del flusso psicofisiologico è un fenomeno complesso, e richiede abilità sia psicologiche che fisiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si tratta di schermare le emozioni, ma di capire quali sono attive e governarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi dominanti di una psicologia delle performance vi è la mappatura del <strong>flusso esperienziale</strong> e del <strong>flusso emotivo</strong> che accompagnano l’azione e l’obiettivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di capire l’insieme di sensazioni, per potervi intervenire con finalità formative e positive. Le sensazioni possono essere viscerali o intellettuali e rendere l’attività ed il fine piacevole o invece sgradito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fatto di inquadrare le diverse forze in gioco, discernere le emozioni come intense, intermedie o deboli, di dare loro un’etichetta, permette di parlarne con maggiore specificità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Permette inoltre di localizzare meglio le diverse <strong>emozioni miste</strong>, le condizioni &#8211; assolutamente comuni e frequenti &#8211; in cui sono compresenti più emozioni contemporaneamente, situazione simile a quella in cui in una stanza vi siano più radio accese che trasmettono più canzoni contemporaneamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decodificare i diversi segnali e <strong>uscire dalla confusione dei segnali</strong> e delle tante “voci emozionali” richiede strumenti di differenziazione, strumenti di analisi e ascolto raffinati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il solido emozionale di Plutchick, esposto di seguito, ci permette un primo avvicinamento.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Plutchick Emotions Model</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/04/image-4.png" alt="" class="wp-image-28558"/></figure>
</div>


<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Tabella 1 – Aree emotive<a id="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/04/image-5.png" alt="" class="wp-image-28559"/></figure>
</div>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Vedi Plutchick, R. (1981). Un linguaggio per le emozioni. In Psicologia contemporanea, 48, 29-36.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’esempio, osserviamo un ulteriore modello di stati emotivi esistente in letteratura<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> Canestrari, R. (1984). <em>Psicologia generale e dello sviluppo</em>. Bologna, Clueb.</p>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph"><strong>Ruota delle emozioni</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/04/image-6.png" alt="" class="wp-image-28560"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Questo modello, o altri similari, possono offrire un grande contributo per giungere ad una possibilità di coaching e formazione sempre più centrata sui diversi vissuti personali ed emotivi, e rendere possibile la loro rivisitazione positiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo notato, è importante “vedere” non solo quali emozioni si attivano in relazione alle azioni da intraprendere. Anche la modalità per raggiungere il risultato è importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vita quotidiana ci offre continui spunti per allenare le nostre capacità di riconoscimento emotivo. Inutile occuparci solo di performance di <em>elìte</em> se non capiamo cosa succede nella vita di ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Immaginiamo che la persona A odi pulire le scarpe infangate utilizzando una spazzola, e adori farlo con un getto d’acqua o idropulitrice. Costretto a usare una spazzola, A otterrà scarpe pulite ma con forte dispendio emotivo (e successiva riduzione di energie per altre azioni); potendole pulire con un getto d&#8217;acqua, A ottiene non solo le scarpe pulite (obiettivo primario), ma anche divertimento e quindi minore drenaggio di energie. Sarà più carico per fare altre cose successivamente, più disponibile verso gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale una persona energeticamente carica è un <em>asset</em>, un valore, i suoi budget energetici sono disponibile per altre azioni, e questo non è poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è sufficiente quindi credere nell’obiettivo, ma trovare soddisfazione nel percorso, nelle modalità, esplorarle come flusso esperienziale positivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Iscrizione gratuita al Blog Studiotrevisani.it tramite Email</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Mappe interiori</li>



<li>Consapevolezza emotiva</li>



<li>Navigazione interiore</li>



<li>Emozioni guida</li>



<li>Cartografia del sé</li>



<li>Stati emotivi</li>



<li>Riconoscimento emotivo</li>



<li>Alfabetizzazione emotiva</li>



<li>Segnali interiori</li>



<li>Autoanalisi</li>



<li>Emozioni alfa</li>



<li>Emozioni beta</li>



<li>Empatia verso sé stessi</li>



<li>Dialogo interiore</li>



<li>Riflessione emotiva</li>



<li>Regolazione emozionale</li>



<li>Tracciamento emozionale</li>



<li>Flussi affettivi</li>



<li>Emozioni e performance</li>



<li>Geografia dell’anima</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Leadership ed emozioni</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/leadership-ed-emozioni-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 18:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Team Leadership e Comunicazione Operativa]]></category>
		<category><![CDATA[approccio olistico-pragmatico]]></category>
		<category><![CDATA[Capacità di evolvere]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione intrapsichica]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo intrapsichico]]></category>
		<category><![CDATA[Efficacia della leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Flussi comunicativi]]></category>
		<category><![CDATA[Generare contributi innovativi]]></category>
		<category><![CDATA[Gestire le emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[leadership efficace]]></category>
		<category><![CDATA[leadership emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[leadership operativa]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse emozionali]]></category>
		<category><![CDATA[stati emotivi]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria degli stati conversazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria dell&#039;ecologia della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria della leadership emozionale]]></category>
		<category><![CDATA[Training mentale e psicoenergetica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo estratto con il permesso dell’autore, dott. Daniele Trevisani, dal testo “Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team” Chi riesce a trascinare i propri uomini con sé portando le loro anime nello scopo ha conseguito un risultato. Chi porta solo i loro corpi non ha conseguito &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/leadership-ed-emozioni-2/">Leadership ed emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Articolo estratto con il permesso dell’autore, <a href="https://www.studiotrevisani.it/">dott. Daniele Trevisani</a>, dal testo “<a href="https://amzn.to/3y30w78" target="_blank" rel="noopener">Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</a>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi riesce a trascinare i propri uomini con sé portando le loro anime nello scopo ha conseguito un risultato. Chi porta solo i loro corpi non ha conseguito nulla. Pertanto:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la leadership emozionale, o leadership emotiva, analizza e sviluppa la capacità di attingere con successo alle risorse emozionali per coordinare e dirigere i team, i progetti e le operazioni;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; gestire le proprie emozioni precede la capacità di gestire le persone;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; i tipi di comunicazione osservabili, gli scambi conversazionali, di segni e di segnali, sono potenti denotatori dei climi dei gruppi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•     occorrono specifiche abilità per cogliere i segnali deboli che spesso caratterizzano gli stati emotivi (Emotional Detection Skills).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://libroteamleadership.files.wordpress.com/2022/11/leadership-emotiva.1.jpg?w=1024" alt="leadership emotiva.1" class="wp-image-152" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È difficile essere efficienti ed efficaci quando a predominare, nello stato d’animo, sono ansia, paura, depressione, timore e altre emozioni negative (nonostante le situazioni da affrontare possano essere difficili).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È altrettanto raro essere efficaci se non si possiedono doti di autoriconoscimento dei propri livelli di energie e stati individuali, e di quelli dei membri dei team. Il tormento interiore è parte della vita di chi opera in condizioni difficili, e le emozioni possono prendere il sopravvento “sequestrando” le risorse delle persone, come evocato in questo passaggio suggestivo di un brano di letteratura bulgara, che evoca alcuni passaggi di antiche guerre balcaniche tra i briganti bulgari ribelli che combattevano contro gli invasori turchi:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Quella notte Sinap non poté dormire, e pensò a lungo a ciò che era avvenuto. Un ceppo ardeva debolmente nel focolare, gettando sulla parete grandi ombre che si intrecciavano e correvano come fossero esseri vivi; passavano velocemente come cavalieri e sparivano, ed egli le guardava fissamente </em>(Stoianov 1936).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I team inefficaci sono molto frequenti. Altrettanto frequenti sono i leader inefficaci, persone incapaci di entrare realmente nel ruolo e farsi riconoscere come leader. Il viaggio verso la leadership è un “viaggio eroico” (prendendo a prestito i concetti della psicologia degli archetipi), nel quale ci confrontiamo con i goals da raggiungere ma anche con le nostre capacità attuali, con chi siamo veramente, con che ruolo di vita stiamo giocando, e soprattutto con la nostra capacità di evolvere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella maggior parte dei casi, la vera differenza (il vantaggio competitivo o il punto debole, nei casi di insuccesso) si colloca:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; nelle abilità di comunicazione intrapsichica (il <strong>dialogo interno al­l’individuo stesso</strong>);</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; successivamente nella comunicazione ai membri dei gruppi, one-to-one e one-to-many;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; nella gestione dei flussi comunicativi interni tra i diversi membri del team, dei climi emotivi che ne risultano, con ovvie ripercussioni sul­l’efficacia operativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa sfera di problematiche, l’intento del leader è di produrre una <em>distinctive contribution</em>, un contributo originale che proviene da un modo completamente diverso di analizzare un problema o una tematica (Mick 2003)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni leader, apparentemente ottimi, non portano alcuna contribuzione distintiva, non identificano azioni positive da compiere, inconsistenze o lacune nelle conoscenze precedenti, non portano nuova luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andare alla ricerca di un contributo creativo significa impegnarsi nella ricerca di contaminazioni: analizzare la leadership attingendo contemporaneamente all’antropologia, al management, allo sport, alla semiotica, alle scienze spirituali, alla drammaturgia, alla psicologia della comunicazione, a ogni possibile area del sapere, con l’aggiunta di esperienze di ricerca sul campo, concrete, nelle aziende (approccio olistico)<a href="#_ftn2" id="_ftnref2">[2]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche tra chi si sforza di superare i confini delle varie discipline, sono pochi coloro i quali riescono a generare un contributo applicabile e pragmatico, concreto, in grado di aiutare una persona, una coppia, un gruppo, un’azienda, a progredire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi vi riesce agisce nella prospettiva che nel metodo ALM (Action Line Management) viene definita olistico-pragmatica. <strong>Olistica</strong>, perché aperta a ogni possibile contribuzione e campo dell’esperienza o del sapere, e <strong>pragmatica</strong>, perché necessariamente orientata a essere utile, contributiva, praticabile, e quindi “filtrante” rispetto a un puro esercizio intellettuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo intento e questa sfida nella mente, la leadership operativa ha bisogno di appropriarsi di diverse aree tematiche, alcune delle quali introducono importanti innovazioni. Tra queste segnaliamo:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la teoria degli stati conversazionali;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la teoria dell’ecologia della comunicazione;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; la teoria della leadership emozionale;</p>



<p class="wp-block-paragraph">•&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; le tecniche di training mentale e psicoenergetica.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref1" id="_ftn1">[1]</a> David Mick, amico personale e tra i più brillanti ricercatori mondiali di management.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Per un esempio di ricerca crossdisciplinare in area manageriale, vedi il lavoro di congiunzione tra marketing e semiotica condotto da Mick, Burroughs, Hetzel e Brannen (2004).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/blog/">Studio Trevisani – Formazione Aziendale</a> Blog con aggiornamenti giornalieri</li>



<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>



<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>



<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a>&nbsp;(Books published)</li>



<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>



<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>



<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Temi e Keywords dell’articolo:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Leadership emotiva</li>



<li>Risorse emozionali</li>



<li>Stati emotivi</li>



<li>Gestire le emozioni</li>



<li>Comunicazione intrapsichica</li>



<li>Flussi comunicativi</li>



<li>Capacità di evolvere</li>



<li>Generare contributi innovativi</li>



<li>Approccio olistico-pragmatico</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Le barriere comunicative e le distanze psicologiche</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/le-barriere-comunicative-e-le-distanze-psicologiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Dec 2021 07:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione e negoziazione interculturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani “Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore Le barriere linguistiche e culturali Una delle prime scoperte di chi si avventura al di fuori dei propri contesti culturali, è che le regole comportamentali funzionanti &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">© Articolo estratto dal libro di <a href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-mental-coach-italiano/">Daniele Trevisani</a> “<a href="https://amzn.to/3p7FuPN" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione interculturale. Comunicare oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali</a>”. Franco Angeli editore, Milano. Pubblicato con il permesso dell’autore</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le barriere linguistiche e culturali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle prime scoperte di chi si avventura al di fuori dei propri contesti culturali, è che le regole comportamentali funzionanti nella propria cultura si dimostrano fragili e poco produttive quando trasposte in un contesto estraneo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo alcuni esempi brevi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Nella tua casa</em>: da un pò vorresti trattare con un tuo familiare un argomento, ma ogni volta che ci provi la persona sfugge. Cosa sta accadendo?</li>
<li><em>Nella tua nazione</em>: un cliente vorrebbe acquistare (un progetto, un prodotto) ma tu sai che l’acquisto è sottodimensionato, il problema che egli vorrebbe risolvere è grande e il budget non è sufficiente per dargli un risultato vero, come riesci a farlo capire?</li>
<li><em>Pechino</em>. Ore 9,30, Hotel Sheraton. La delegazione dell’impresa cliente non è ancora arrivata, l’appuntamento era alle 9,15. Possiamo interpretarlo come una mossa tattica, o un reale ritardo? Volevano ritardare, o è successo qualcosa?</li>
<li><em>Mosca</em>. Proponiamo alla controparte l’esclusiva del nostro prodotto sul territorio Sovietico, il benefit aggiuntivo della formazione del personale di tutta la loro rete vendita, ma la controparte si offende e chiude le trattative. Cosa è successo?</li>
<li><em>Buenos Aires</em>. Le trattative per accedere agli appalti del ministero dell’industria sono interminabili, incomprensibili, oscure. Come comportarci?</li>
<li><em>Gerusalemme</em>. Rappresentanti dei culti ebraico, cattolico e musulmano, ministri e rappresentanti politici si incontrano per negoziare una pace possibile, siete chiamati a condurre il dibattito, come evitare un conflitto?</li>
<li><em>Budapest</em>. La direzione di stabilimento non riesce ad abbattere i difetti di produzione, ogni tentativo di intervenire in profondità è vano. Cosa fare?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In ogni situazione esemplificativa esposta, siamo di fronte alla problematica della negoziazione interculturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La capacità negoziale interculturale è nelle mani di chi è più abile nel gestire la comunicazione sul campo, applicando la <strong>consapevolezza culturale</strong> (<em>power of awareness</em>) in ogni singolo contatto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma vediamo qualche altra situazione.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>Bologna, inizi del terzo millennio</em>: un bambino di nove anni non vuole più andare alla scuola di calcio che frequenta già da due anni, preferisce giocare con i propri amici nel campetto, e di scuola di calcio e campionato non vuole più sentire parlare. Perché?</li>
<li><em>Monaco di Baviera</em>: un marito trentenne, libero professionista, litiga con la moglie (stessa età) perché lui vuole fare i figli solo quando avranno una solida base economica, mentre la moglie vuole farli presto. Cosa succede?</li>
<li><em>Casa tua</em>: ti svegli alla mattina e sai di aver fatto un sogno che ti ha colpito ma non riesci a ricordare i particolari. Cosa è successo?</li>
<li><em>Nel tuo ufficio o azienda</em>: con un collega non riesci a capirti da tempo, sembrate parlare due lingue diverse, più ti sforzi e più non vi capite, cominci ad essere veramente stanco della situazione. Cosa sta succedendo in realtà?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti questi casi entra – a vari stadi &#8211; la dimensione interculturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un denominatore comune accomuna tutti questi casi: le <strong>barriere linguistiche</strong> non sono nulla rispetto alla <strong>diversa visione del mondo</strong> che le persone portano con se, e alle diversità che esiste tra sè e gli altri, nonostante le apparenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non vogliamo svelare o proporre soluzioni facili o immediate per tutti questi diversi casi (al massimo, possiamo proporre ipotesi), ma vogliamo dare solo un indizio sul caso che sicuramente risulta più strano e difficile da inquadrare come comunicazione interculturale: il ricordo di un sogno. Ebbene, come evidenziano diverse ricerche nel campo, anche il dialogo interno alla stessa persona (<strong>dialogo interiore</strong>) assume tratti del dialogo interculturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando diversi stati di coscienza hanno difficoltà a dialogare tra loro, es: lo stato razionale della veglia contro lo stato inconscio e subconscio del sonno, si produce incomunicabilità interna. Questi stati sono dominati da logiche estremamente diverse, e riescono a trovare momenti di comunanza solo in rare occasioni (come negli stati di confine, di dormiveglia, i momenti nei quali nessuno dei due riesce a dominare l’altro).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persino a livello interiore, quindi, troviamo sintomi di una condizione di <strong>dialogo interculturale</strong>.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le barriere alla comunicabilità e i campi semantici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo iniziato ad accennare, nel paragrafo precedente, al problema della diversa <strong>concezione del mondo</strong> prodotta dalla diversità culturale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i problemi non si fermano qui. Nella comunicazione interculturale troviamo infatti una ulteriore barriera, in genere molto più evidente: una lingua diversa, un linguaggio diverso, un codice di comunicazione non comune, dei sottocodici (dialetti, linguaggi professionali) sconosciuti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È sufficiente sentir parlare tra di loro due astronomi o due fisici, mentre trattano un loro problema lavorativo, per sentirsi dopo pochi secondi completamente estranei, non riuscire a connettersi mentalmente con quanto essi stiano dicendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo caso dobbiamo considerare un fenomeno importante: la diversità linguistica può essere evidente (macrodiversità: es., Cinese vs. Arabo), ma anche molto subdola e difficile da riconoscere, creando situazioni di <strong>microdiversità linguistica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono diversi linguaggi professionali all’interno della stessa lingua, e significati diversi applicati alle stesse parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema della comunicazione non si limita alla traduzione tra lingue diverse, ma tocca anche il flusso di parole che intercorrono tra padre e figlio, cresciuti in due generazioni diverse, con modelli e linguaggi diversi, o tra dirigenti di diversi settori, i cui problemi e linguaggi divengono mondi separati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tradurre significa trasportare significati all’interno di altre lingue, ma anche, e soprattutto, <strong>consentire</strong> <strong>l’accesso ad un sistema di pensiero diverso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo il seguente caso:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>per gli Americani USA, “<em>tomorrow</em>” (domani, in italiano) significa dalla mezzanotte alla mezzanotte;</li>
<li>in Messico, “<em>mañana</em>” (sempre “domani” in italiano) significa “nel futuro”, ha senso posticipatorio generale, e non racchiude assolutamente un preciso arco di tempo.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le due diverse concezioni non sono puramente linguistiche, ma si riferiscono ad una diversa percezione del tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando due generazioni o due religioni dialogano tra di loro, il problema dell’<strong>interpretariato culturale</strong> si pone seriamente. Questo problema emerge anche nel dialogo tra due aziende, indipendentemente dalla lingua utilizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La traduzione è in realtà un fenomeno molto più complesso. Ogni parola, ogni verbo, ha “<strong>campi semantici</strong>” (campi di significato) specifici e non traducibili esattamente nella lingua altrui. In alcuni casi, non esistono possibilità di traduzione – in molti casi, le parole e verbi non hanno alcuna corrispondenza esatta nelle culture e lingue altrui. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vediamo un esempio. Una società italiana si appresta ad avviare una attività produttiva in Cina. È alla ricerca di consulenze in loco per formare i quadri sui temi della leadership orientata alla qualità, l’impegno sui valori aziendali (<em>commitment</em>), la buona comunicazione interna. È alla ricerca quindi di formatori in comunicazione. Ma come farà a descrivere il proprio bisogno, quando la categoria “formatori in comunicazione” non è linguisticamente consolidata nella lingua cinese? E siamo sicuri che – qualora esista un termine similare – <strong>l’immagine mentale</strong> che in Italia corrisponde al “formatore” sia la stessa nella mente del ricevente cinese? Pensare che le <strong>immagini mentali</strong> tra due soggetti possano combaciare perfettamente è una pura illusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono problemi interculturali anche quando si parla di comunicazione tra sessi. Se solo riflettiamo su quanta diversità esista tra un uomo e una donna latini sul concetto di “avere una relazione”, o “fare l’amore”, e altri concetti simili, possiamo capire che la dimensione interculturale sia presente in ogni istante quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma torniamo alla nostra dimensione italo-cinese. Di quale forma di comunicazione stiamo parlando? In Cinese esistono almeno due termini (ideogrammi) per descrivere la “comunicazione”, ed almeno tre parole che possono vagamente avvicinarsi al senso del termine “formatore”. Siamo certi di poter tradurre correttamente o che il traduttore lo faccia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lingue molto simili (italiano e spagnolo) possono dare origine a problemi di traduzione, a volte proprio per la similarità del sound o della parola. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola “imbarazzata” in italiano ha un significato (all’incirca, essere a disagio), mentre in spagnolo la parola “<em>embarazada</em>” significa essere incinta. La stessa similarità nella radice della parola genera problemi nel parlante americano che si rapporta ad un parlante spagnolo dicendo “<em>I am embarrassed</em>” (sono imbarazzato), che può essere decodificato come “sono incinto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema interculturale non parte solo dalla distanza chilometrica, ma può prodursi nel raggio di pochi metri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni dialetto è pieno di parole che non possono essere tradotte nella lingua ufficiale.</p>



<h2 class="has-theme-palette-1-color has-text-color wp-block-heading">Le distanze psicologiche e comunicative</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sentire la “distanza” tra persone è un fatto comune, quotidiano. Sentirsi lontani anche quando si è vicini fisicamente, cercare un contatto e non trovarlo, non capire le mosse di avvicinamento altrui, i desideri di un rapporto più profondo, o i segnali che gli altri ci lanciano. È un aspetto comune della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo però, ed è questo il gioco interessante – cercare di ridurre queste distanze, se e quando lo desideriamo interiormente &#8211; nel caso delle amicizie e rapporti intimi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, o quando sia importante in termini di business, è possibile mettere in atto dei dispositivi che ci permettano di cercare l’avvicinamento, ridurre la distanza e allontanare l’incomprensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali errori della comunicazione vi è quello di <strong>illudersi</strong> che le persone siano tutto sommato simili in termini di opinioni, linguaggi, atteggiamenti, valori di fondo, <strong>visioni del mondo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa presunzione porta a considerare la trasmissione di un’idea o concetto che noi consideriamo ovvio e semplice, un fatto quasi “automatico”, mentre nella realtà le cose non stanno così.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una ulteriore illusione è che la <strong>comunicazione interculturale</strong> richieda poco sforzo o impegno. Alcuni pensano di risolvere i rapporti con mogli, mariti figli, colleghi, parlando ad un cellulare per pochi minuti. Fossero anche ore, la qualità comunicativa rimarrà comunque inadatta al problema.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La vera negoziazione interculturale richiede tempo, impegno, dedizione, contatti interpersonali e ampio “lavoro di rapporto” che non si conclude con un email o una telefonata</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se vogliamo essere efficaci sul piano interculturale dobbiamo utilizzare i tempi adeguati e i mezzi di contatto adeguati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I critical incidents (casi critici, positivi o negativi) sono di estremo aiuto per scoprire alcuni meccanismi di relazione che non funzionano, comportamenti e atteggiamenti che creano difficoltà nei rapporti e nelle negoziazioni</strong>, dove non sia stato dedicato il tempo sufficiente a lavorare sul rapporto, a chiarire le diversità, o non siano stati utilizzati i mezzi di contatto più efficaci, da parte nostra o dagli altri.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Coaching, Formazione, Potenziale Umano, Crescita Personale e Professionale, disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li>
<li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li>
<li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li>
<li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li>
<li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazioneinterculturale.it</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pubblicazioni e libri dott. Daniele Trevisani</a> (Books published)</li>
<li><a href="https://www.studiotrevisani.it/iscriviti-gratuitamente-alla-rivista-online-di-formazione-communication-research-e-potenziale-umano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rivista online gratuita di Comunicazione, Potenziale Umano e Management</a></li>
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<li><a href="https://www.youtube.com/channel/UCWXqtAjX1ctXm4fNX2ogb6Q" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Canale YouTube</a></li>
<li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noopener">Coaching World Federation (CWF)</a></li>
<li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siti in sviluppo</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="http://www.coachingevolution.eu/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingevolution.eu</a></li>
<li><a href="http://www.coachingworldassociation.com/" target="_blank" rel="noopener">www.coachingworldassociation.com</a>  </li>
<li><a href="http://www.comunicazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneinterculturale.it</a></li>
<li><a href="http://www.healingacademy.it/" target="_blank" rel="noopener">www.healingacademy.it</a></li>
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<li><a href="http://www.negoziazioneinterculturale.it/" target="_blank" rel="noopener">www.negoziazioneinterculturale.it</a>    </li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Le parole chiave di questo articolo Le barriere comunicative e le distanze psicologiche</strong> <strong>sono :</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li>Barriere comunicative</li>
<li>Barriere culturali</li>
<li>Barriere linguistiche</li>
<li>Campi semantici</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Consapevolezza culturale</li>
<li>Contesto culturale</li>
<li>Critical incidents</li>
<li>Dialogo interculturale</li>
<li>Dialogo interiore</li>
<li>Distanze psicologiche</li>
<li>Diversità culturale</li>
<li>Immagine mentale</li>
<li>Microdiversità linguistica</li>
<li>Negoziazione interculturale</li>
<li>Power of awareness</li>
<li>Problema interculturale</li>
<li>Regole comportamentali</li>
<li>Visione del mondo</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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		<title>La senti? Che fai: rispondi o lasci?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 07:04:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[psicologia della libertà]]></category>
		<category><![CDATA[6 hats]]></category>
		<category><![CDATA[area comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[area emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[arti marziali]]></category>
		<category><![CDATA[bioenergetica]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching Umanistico]]></category>
		<category><![CDATA[condividere per crescere]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza del respiro]]></category>
		<category><![CDATA[contemplazione attiva]]></category>
		<category><![CDATA[contemplazione del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[david hawkins]]></category>
		<category><![CDATA[de bono]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interiore]]></category>
		<category><![CDATA[equilibri in movimento]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[fluire]]></category>
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		<category><![CDATA[sentire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore. “The Call”: La chiamata, viaggio verso la luce La notte oscura dell’anima è un viaggio verso la luce, un percorso dall’oscurità verso la forza e le risorse nascoste &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"> ©Copyright. Estratto dal testo di Daniele Trevisani “<a href="https://amzn.to/3uDnT3K" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</a>”. Roma, Mediterranee. Articolo estratto dal testo e pubblicato con il permesso dell’autore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a>“The Call”: La chiamata, viaggio verso la luce</a></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La notte oscura dell’anima è un viaggio verso la luce, un percorso dall’oscurità verso la forza e le risorse nascoste dell’anima. Attraversare la notte oscura richiede dialogo interiore, contemplazione, preghiera, tempo trascorso in silenzio, e condivisione con chi comprende la natura profonda della trasformazione interiore…. è un viaggio per imparare a vedere il mondo da mistici attraverso una lente senza tempo che percepisce al di la della ragione.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Carolin Myss.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tante volte sentiamo una “chiamata” che ci dice “fai qualcosa per te”, prenditi tempo per te stesso, dedicati uno spazio speciale, trasformati e lavora sulle tue energie, cerca il meglio di te dovunque sia “nascosto”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che la risposta a questa “chiamata” viene soffocata dal vivere quotidiano, dallo stress, o dal non trovare “compagni di viaggio” e veri Maestri per affrontare un percorso di trasformazione in un clima piacevole e sereno, o dal non sapere letteralmente come farlo e dove farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altre volte, ancora peggio, l’orgoglio e la rabbia chiudono questa voce e la soffocano. La voglia di vedere che cosa può esserci oltre il muro, oltre a ciò che facciamo, rimane soffocata, ma pulsa, ed esige ascolto per non diventare malattia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando siamo arrivati in fondo, o ci sentiamo in un momento di svolta e vogliamo cambiare pagina, vogliamo un percorso di cambiamento totale, un percorso che ci metta in grado di conoscere noi stessi e il nostro potenziale,&nbsp; che sino ad ora abbiamo messo a disposizioni di altri, di tutti tranne che per noi stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando avremo deciso di non essere più disposti a vivere a pieno sentiremo la chiamata, e capiremo che non siamo più disposti a vivere un altro giorno senza “me stesso” al centro della mia vita, nella bellezza, nella gioia e nell’armonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">The Call<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> è un percorso formativo che ho sviluppato per chi vuole iniziare un percorso di conoscenza e di profondo cambiamento e, con l’aiuto di seri professionisti, fare passi avanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">The Call si basa su un metodo scientifico bioenergetico e di neuroscienze, e non richiede di “crederci” o di “non divulgare ciò che si fa” ma anzi al contrario si invitano tutti a leggere, studiare, capire ciò che si fa e perché lo si fa, e divulgarlo. Questa è la differenza tra una “Scuola del Potenziale Umano” e una setta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il metodo del potenziale umano alla base del lavoro è supportato da un’enorme letteratura e ai partecipanti vengono fornite letture, ma le sole letture e concetti, senza esperienza applicativa, sono nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, l’interno Modello di Potenziale Umano HPM è esposto nel volume&nbsp; “<a href="http://amzn.to/2ppXnJP" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Potenziale Umano</a>” di Daniele Trevisani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciascuna di queste “celle” o stati viene esplorata e potenziata con azioni allenanti specifiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli ingredienti per un’esperienza trasformativa, così ben esposti da Myss, sono oggetto di questo approccio esperienziale.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Il lavoro sul dialogo interiore.</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Apprenderemo a capire le diverse voci che circolano nella nostra mente e nel nostro spirito, utilizzando un metodo classico della formazione sdoganandolo finalmente da una esperienza d’aula, verso una esperienza di “navigazione guidata” in un luogo della natura. Una volta comprese come queste diverse “voci” si attivano, e solo allora, potremo intervenire per fare pulizia mentale e pulizia nel dialogo interno. Ma se non le riconosci, non lo farai mai. Il modello formativo di riferimento comprende la bioenergetica e il metodo di De Bono &#8220;6 Hats&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Contemplazione e lavoro sul corpo.</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La contemplazione che si pratica in queste esperienze è particolarmente attiva, una contemplazione del corpo nello spazio, attivata attraverso le tecniche di Bioenergetica stile Daoshi, stile derivante dalle Arti Marziali orientali e centrato sul sentire il fluire degli equilibri in movimento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La percezione di controllo viene enormemente aumentata, la consapevolezza del respiro che accompagna il movimento guidato, il potenziamento della connessione mente-corpo, ne fanno un’esperienza unica e diretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’esperienza delle Arti Marziali è da sempre una fonte inesauribile di sapere e di tecniche per la crescita personale, e qui se ne esplora una porzione molto significativa.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Mindfulness, Training Mentale.</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Uno stato mentale che si avvicina alla preghiera, non in senso religioso, diventa forma di liberazione e recupero dallo stress, lontana da una visione arida, materialistica, e va verso vie di connessione con stati mentali superiori.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo, la particolarità del lavoro seminariale di tipo esperienziale, è di poter accedere a tecniche validate dalle Neuroscienze e dagli studi sullo Stress (con una peculiarità dovuta alle esperienze fatte dall’autore i più di dieci anni di formazione di Forze Speciali). </p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario imparare modelli ed esercizi che stimolano in particolare il pensiero positivo (corteccia prefrontale sinistra) attraverso esercizi guidati di Mindfulness e Training Mentale. Il tempo trascorso nel silenzio tra le varie fasi dell’esercizio, sia nella natura che indoor, viene riempito da una “percezione aumentata”, oggetto delle esercitazioni, in cui la persona può sentire il contatto con livelli diversi di stati di coscienza e gradi di benessere superiore. Modelli scientifici di riferimento: Scala degli Stati di Coscienza di Fisher, Triune Brain di Mc Lean, Psicologia Positiva, e Modelli del “Combat Stress Control”.<a href="//85091B3A-23CA-4A71-927A-CB32949BA07B#_ftn1"><sup>[1]</sup></a></p>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Condivisione con chi comprende la natura profonda della trasformazione interiore</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro su di sè, fatto da soli, non basta. Servono compagni di viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro sulla crescita personale viene aumentato e potenziato dalla possibilità di condividere gli stati di esperienza e di trasformazione, anche la più piccola e sottile variazione degna di nota, fino al pensiero più tenue che puoi cogliere solo tu, merita ascolto.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo richiede un “contenitore emotivo” in cui potersi riversare, come ogni goccia d’acqua che vogliamo raccogliere. Si apprende quindi come ciascuno di noi possa arrivare ad essere quella persona che comprende la natura profonda di una trasformazione interiore di sè e degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro comprende tecniche di ascolto specifiche del coaching umanistico e del counseling, affinché finalmente l’ascolto non sia relegato ad una pratica medicalizzata o a confini pseudo-ambulatoriali, ma diventi un modo di essere, una via per la salute di ogni relazione e il benessere più profondo. Autori di riferimento: Carl Rogers e altri fondatori del Counseling Umanistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, un lavoro in stile “The Call” comprende:</p>



<ol class="wp-block-list" type="1"><li>Parte di formazione indoor, su temi di psicologia delle emozioni, energie personali, potenziale personale, espressività e comunicazione. I concetti trattati sono basati su una letteratura consolidata, trattata in molti volumi, tra cui “Il Coraggio delle Emozioni”, e “Self-Power”, edito da Franco Angeli.</li><li>Parte sperimentale, attoriale e pratica, con esercizi sulla comunicazione delle emozioni, ascolto delle emozioni, potenziamento espressivo, decodifica delle emozioni</li><li>Parte outdoor, con attività di scarico basate sulla bioenergetica, in spiaggia, molo e aree naturali, con tecniche di respirazione, movimento del corpo ed armonie corporee (stile Daoshi interno)</li></ol>



<h3 class="wp-block-heading"><a>Temi per un Programma esperienziale “The Call”</a></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Temi trattati e sperimentati vengono selezionati partendo da questa tipologia di aree e temi che costituiscono le nostre aree di ricerca</p>



<h4 class="wp-block-heading"><a>Area delle Emozioni</a></h4>



<ul class="wp-block-list"><li>Le emozioni – Come funzionano le emozioni</li><li>Le emozioni e il sentire corporeo (Bodily Felt Sense)</li><li>Il lavoro di Focusing (Gendlin) per localizzare le emozioni e gli stati emotivi</li><li>Emozioni e stati di coscienza (Fisher)</li><li>Come attivare lo stato mentale che desideriamo avere in un momento specifico</li><li>Liberarsi da emozioni parassite e negative</li><li>Lo stress, la sua influenza, il suo riconoscimento e gestione</li><li>Il lavoro sulle emozioni tramite la Mindfulness</li><li>Training Mentale per lo stato ottimale (Flow) e liberazione delle performance. Esempi da esperienze reali con atleti&nbsp;</li><li>Temi di Comunicazione</li></ul>



<h4 class="wp-block-heading"><a>Area della Comunicazione</a></h4>



<ul class="wp-block-list"><li>Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale</li><li>Riconoscere le varie forme di incomunicabilità e le “distanze relazionali” tra persone, rompere le barriere comunicative</li><li>Comunicazione ed archetipi (le maschere della vita e la liberazione dalla maschera, da Jung a Erving Goffman)</li><li>Espressività potenziante, metodo Stanislavskij&nbsp;</li><li>Essere senza interpretare</li><li>L’ascolto di sè e l’empatia verso l’ambiente</li><li>Cogliere i segnali ambientali</li><li>Sintonizzarsi con la missione comunicativa</li><li>Riconoscere coerenze e incoerenze comunicative</li><li>Dare spazio ad una comunicazione autentica</li><li>Gli ambienti come “acquari comunicativi” da riconoscere</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le applicazioni di queste tecniche riguardano molti ambiti, tra cui la Leadership, il Public Speaking, la negoziazione, la vendita, la comunicazione professionale, le energie corporee, mentali e professionali, ma anche e soprattutto il lavoro su se stessi, base di ogni vera azione formativa.</p>



<hr class="wp-block-separator" />



<p class="wp-block-paragraph"><a href="//85091B3A-23CA-4A71-927A-CB32949BA07B#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a>&nbsp;&nbsp;Concetti fondamentali per una trattazione scientifica degli stati di coscienza si trovano in:</p>



<p class="wp-block-paragraph">David H. Finkelstein,&nbsp;&nbsp;On the Distinction between Conscious and Unconscious States of Mind. In&nbsp;<em>American Philosophical Quarterly</em>, Vol. 36, No. 2 (Apr., 1999), pp. 79-100. University of Illinois Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anderson, J. 1983.&nbsp;<em>The Architecture of Cognition</em>. Cambridge, MA: Harvard University Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Armstrong, D. 1981. “What is consciousness?” In&nbsp;<em>The Nature of Mind</em>. Ithaca, NY: Cornell University Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bayne, T. and Montague, M. (eds.) 2012.&nbsp;<em>Cognitive Phenomenology</em>. Oxford: Oxford University Press.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dennett, D. C. 1992. “The self as the center of narrative gravity”. In F. Kessel, P. Cole, and D. L. Johnson, eds.&nbsp;<em>Self and Consciousness: Multiple Perspectives</em>. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gazzaniga, M. 2011.&nbsp;<em>Who&#8217;s In Charge? Free Will and the Science of the Brain</em>, New York: Harper Collins.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8211; Per una trattazione delle condizioni dello stato di coscienza sul piano spirituale, vedi:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eckhart Tolle,&nbsp;<em>Un nuovo mondo</em>, Mondadori, Milano, 2010.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eckhart Tolle, <em>Il potere di adesso. Una guida all&#8217;illuminazione spirituale</em>. Editore My Life, 2013.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altri materiali su Comunicazione, Ascolto, Empatia, Potenziale Umano e Crescita Personale disponibili in questi siti e link:</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://www.studiotrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Studio Trevisani Formazione Coaching Consulenza</a></li><li><a href="https://www.coachingworldfederation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Coaching World Federation</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito Daniele Trevisani (Italian)</a></li><li><a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Website Dr. Daniele Trevisani (English)</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneaziendale.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Aziendale</a></li><li><a href="https://www.comunicazioneinterculturale.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comunicazione Interculturale</a></li><li><a href="http://www.medialab-research.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Medialab Research</a></li><li><a href="https://www.interculturalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intercultural Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://operationalnegotiation.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Operational Negotiation (English)</a></li><li><a href="https://www.linkedin.com/in/danieletrevisani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Linkedin Profile Dr. Daniele Trevisani</a></li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Altre risorse online</strong></p>



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