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	<title>del &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Teoria della motivazione e principio del piacere.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 09:52:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qualsiasi angolatura la si osservi, la problematica dell’acquisto deve, prima o poi, essere confrontata con quella della motivazione all’azione (i fattori che spingono l&#8217;individuo ad agire).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La teoria della motivazione vede come unità motivante di base la tensione. Gli impulsi si innestano su stati di disequilibrio percepito, che creano spinta alla risoluzione del problema. L&#8217;impulso diviene movente di acquisto nel momento in cui si crea un collegamento mentale: la percezione che un prodotto/servizio sia lo strumento risolutivo del problema. L&#8217;azione di acquisto ne è il risultato, premesso che l&#8217;individuo disponga delle risorse o decida di procurarsele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul funzionamento della mente è stato scritto molto, e le scienze cognitive sono tra le aree in più forte sviluppo, anche grazie alla ricerca dell&#8217;intelligenza artificiale e la creazione di &#8220;sistemi esperti&#8221;, veri e propri &#8220;agenti&#8221; in grado affrontare problemi offrendo soluzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante tutte le ricerche recenti, vogliamo esporre un punto di vista per niente contemporaneo. Nella nostra analisi, riteniamo assai utile partire da alcune considerazioni fatte da Freud. Questo non tanto perché il nostro lavoro si ispiri alla scuola freudiana più di altre, ma perché vi sono presenti spunti di ispirazione che non possiamo ignorare. Come fanno notare Greenberg e Mitchell (1986)<a id="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a>,</p>



<blockquote>
<p class="wp-block-paragraph">&#8230;all’interno del sistema di Freud, la caratteristica più saliente e costante del funzionamento dell’apparato psichico è la spinta verso la regolazione delle tensioni, altrimenti nota come principio di piacere. Lo scopo ultimo di tutti gli impulsi è una riduzione della tensione corporea, sperimentata come piacere. L’impulso originario non ha una direzione – è un quantum di tensione che aspetta di essere ridotto. Gli impulsi vengono diretti verso oggetti esterni soltanto quando questi oggetti si presentano e si dimostrano utili nella riduzione della tensione.</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Le implicazioni per il nostro lavoro sono ampie. Innanzitutto, questa riflessione ci permette di osservare l’acquisto come atto di riduzione della tensione &#8211; sia a livello consumer che a livello business-to-business &#8211; una prospettiva molto interessante e ricca di potenziali per il marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso non vi siano oggetti esterni che il cliente veda in qualche modo &#8220;utili&#8221; a ridurre lo stato di tensione, questo può rimanere latente, ed in questo caso si crea un bisogno non soddisfatto. Oppure, il bisogno può essere represso o eliminato (ad esempio, cambiando le proprie priorità di vita, i propri valori).</p>


<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />


<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Greenberg, J. R., &amp; Mitchell, S. A. (1986). <em>Le relazioni oggettuali nella teoria psicanalitica</em>. Bologna: Il Mulino. Edizione originale: <em>Object relations in psychoanalytic theory</em>. Cambridge: Harvard University Press, 1993.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La riduzione della tensione riguarda sia acquisti positivi (es: un software che permette di allargare la gamma dei servizi aziendali) sia acquisti negativi, la cui funzione è unicamente quella di prevenire un accadimento spiacevole nel futuro (come una polizza antigrandine per un agricoltore).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di inquadrare il fenomeno di acquisto all’interno dei vissuti psicologici dell’individuo. Se riusciamo a comprendere cosa provoca tensione nel soggetto, avremo identificato potenziali leve di acquisto, in quanto questa tensione si tramuterà presto in un bisogno di mercato e nella ricerca di un prodotto o di un servizio. Pertanto, la ricerca di mercato sui bisogni latenti o mal soddisfatti permette di aprire grandi opportunità di marketing.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nel campo delle vendite azienda-azienda, se riusciamo a comprendere cosa provoca tensione nel buyer aziendale, avremo identificato le leve motivazionali dell’azienda acquirente, e potremo regolare di seguito (o creare appositamente) la nostra offerta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



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<li>Articolo Approvato da <a href="https://www.coachingworldfederation.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CWF &#8211; Coaching World Federation</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica dell&#8217;articolo &#8211; le keywords pertinenti nella psicologia del marketing e della comunicazione</h2>



<ul>
<li>Psicologia dell’acquisto</li>
<li>

Funzionamento della mente</li>
<li>

Motivazione all’acquisto</li>
<li>

Tensione all’azione</li>
<li>

Impulso all’acquisto</li>
<li>

Azione di acquisto</li>
<li>

Regolazione delle tensioni</li>
<li>

Principio del piacere</li>
<li>

Riduzione della tensione</li>
<li>

Bisogno latente</li>
<li>

Compra ora</li>
<li>

Decisione acquisti</li>
<li>

Motivazione cliente</li>
<li>

Desiderio di possedere</li>
<li>

Acquisto Consapevole</li>
<li>

Esigenze del cliente</li>
<li>

Benefici prodotto</li>
<li>

Offerta imperdibile</li>
<li>

Soddisfazione cliente</li>
<li>

Piacere dell’acquisto</li>
<li>

Risparmio garantito</li>
<li>

Desiderio di nuovo</li>
<li>

Valore per il cliente</li>
<li>

Scelta saggia</li>
<li>

Convenienza assicurata</li>
<li>

Stimolo all’acquisto</li>
<li>

Più per meno</li>
<li>

Aspettative soddisfatte</li>
<li>

Felicità nello shopping</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Pulsioni e moventi nell&#8217;acquisto: i condizionamenti psicosociali.</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-marketing-e-della-comunicazione-2-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2024 15:49:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Le nostre ipotesi vanno alla ricerca delle pulsioni e dei moventi profondi, oltre la pura espressione verbale e consapevole. Se considerassimo sufficienti le prime spiegazioni verbali fornite dai consumatori, per capire le dinamiche reali &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/psicologia-del-marketing-e-della-comunicazione-2-2/">Pulsioni e moventi nell&#8217;acquisto: i condizionamenti psicosociali.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nostre ipotesi vanno alla ricerca delle pulsioni e dei moventi profondi, oltre la pura espressione verbale e consapevole. Se considerassimo sufficienti le prime spiegazioni verbali fornite dai consumatori, per capire le dinamiche reali del loro comportamento, ci accontenteremo davvero di poco. Non è facile per nessuno dare risposte a domande del tipo: &#8220;Quanto ha influito il personaggio di Superman nella costruzione del tuo modello di Sé ideale&#8221; (ad un ragazzo, ma specularmente questo vale per la Barbie in una ragazza). L&#8217;influenza può essere avvenuta, e molto forte, ma a livello inconscio, senza una chiara percezione del fenomeno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La letteratura psicosociale è sin troppo ricca di studi che dimostrano quanta distanza esiste tra ciò che le persone dicono di fare e ciò che fanno veramente, tra l’immagine che proiettano all’esterno e la propria vera identità, tra quello che sono e quello che vorrebbero essere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un primo momento di analisi riguarda la distanza tra ciò che le persone proiettano, tra ciò che dichiarano, e i veri comportamenti e pensieri posseduti. In genere la collimazione tra queste sfere non è totale, ma esistono aree del Sè che non emergono (area 1), ed aree del Sè puramente proiettate (area 3).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca di marketing ha evidenziato il fenomeno del <em>Socially Desirable Responding</em> (SDR) che riguarda la tendenza degli individui a proiettare di se stessi, quando intervistati formalmente o nella comunicazione interpersonale, un&#8217;immagine accettabile, positiva, rispetto alle norme culturali correnti, o alle norme dei gruppi di appartenenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">David Mick (1996)<a href="#_ftn1" id="_ftnref1">[1]</a> ad esempio ha evidenziato le difficoltà insite nell’esplorazione del “dark side” del comportamento del consumatore, su temi quali il materialismo, l’uso di alcool e di droghe, l’acquisto compulsivo, i piccoli furti nei negozi, le scommesse, il fumo di sigaretta, e la prostituzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Socially Desirable Responding</em> avviene sia per incapacità di focalizzare le proprie motivazioni, che per volontà precisa di nascondere fatti, comportamenti e opinioni, di consumo, culturali e politiche.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><a id="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> Mick, D.G. (1996). Are studies of dark side variables confounded by socially desirable responding? The case of materialism. <em>Journal of Consumer Research</em>, 23.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Per contatti con l’autore puoi <a href="https://www.studiotrevisani.it/about-3/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">compilare questo form</a>, ti risponderemo al più presto</li>



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</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo – le keyword pertinenti nella psicologia del marketing e comunicazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del marketing e della comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della comunicazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del marketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Livelli della motivazione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Livelli della motivazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione d’acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del consumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamenti di acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione conscia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione inconscia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazione subconscia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persuasione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Neuromarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione di mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia del colore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Branding emotivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comunicazione persuasiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia dei prezzi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scelta razionale vs. emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Customer journey</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto halo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria dell’elaborazione a due vie (Elaboration Likelihood Model)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cognitive bias</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori motivazionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Creazione di desiderio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costruzione dell’identità di marca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia delle vendite</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Fattori psicologici nell’acquisto impulsivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gestione delle aspettative del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">#DarkSideMarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">#ManipolazionePsicologica</p>



<p class="wp-block-paragraph">#EticaDelMarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">#ComunicazioneIngannevole</p>



<p class="wp-block-paragraph">#TrucchiDelMarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">#EffettiCollateraliDelMarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">#PsicologiaOscuraDelConsumo</p>



<p class="wp-block-paragraph">#DeceptiveAdvertising</p>



<p class="wp-block-paragraph">#EthicalMarketing</p>



<p class="wp-block-paragraph">#DarkMarketingTactics</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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