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	<title>Contesto situazionale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Contesto situazionale &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Non esiste una seconda occasione per fare una prima buona impressione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 10:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Un esperimento di Bugelsky e Alampay, del 1961, ha dimostrato come il fattore situazionale modifichi radicalmente la percezione dello stesso oggetto. Il loro esperimento viene spesso usato per definire l’influenza del set percettivo. Il &#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esperimento di Bugelsky e Alampay, del 1961, ha dimostrato come il fattore situazionale modifichi radicalmente la percezione dello stesso oggetto. Il loro esperimento viene spesso usato per definire l’influenza del set percettivo. Il set percettivo è un contesto situazionale ampio, che coinvolge le esperienze precedenti dell’individuo e determina l’inquadramento delle nuove informazioni in ingresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad un gruppo di osservatori nell’esperimento è stato mostrato un disegno ambiguo aperto all’interpretazione. Il disegno poteva essere interpretato infatti come un topo o un come un volto umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di vedere l’immagine, ai gruppi sono state mostrate delle sequenze di immagini. Un gruppo di controllo, che non aveva visto alcuna immagine precedente, vide nella figura un uomo. Il gruppo che aveva visto la prima sequenza di immagini (vedi figura seguente) percepiva in seguito un topo . In altre parole, lo stesso stimolo visivo può subire due interpretazioni completamente diverse in funzione di ciò che è accaduto prima.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Esperimento-di-Bugkesky.jpg" alt="" class="wp-image-26267"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio è stato da me replicato e verificato sperimentalmente in numerose altre situazioni ottenendo identici risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;effetto sopra dimostrato (set percettivo) ci induce a sottolineare l’importanza della cura progettuale degli elementi di primo impatto nei prodotti, e&nbsp; &#8211; in generale &#8211; la cura di qualsiasi prima occasione di incontro tra azienda e cliente, o tra persone che non si conoscono ancora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In base al fenomeno del set percettivo, le persone si auto-condizionano a valutare le esperienze successive sulla base delle prime esperienze. Le prime esperienze di prodotto, in altre parole, formano un <em>imprinting</em>, una &#8220;marchiatura&#8221; dell&#8217;azienda, uno schema di riferimento valutativo che guiderà le future considerazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esempio, una lettera sbagliata, un sito internet mal progettato e dilettantesco, un catalogo male impaginato, macchie, errori grammaticali e ortografici &#8211; producono un filtro negativo che guiderà&nbsp; le valutazioni future del cliente. Le valutazioni di un singolo elemento si trasferiscono per osmosi all&#8217;intero sistema aziendale. Se così poca cura è stata posta in una semplice lettera&nbsp; &#8211; pensa il cliente &#8211; cosa succederà poi a livello di prodotti, o di assistenza e garanzie?</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le prime impressioni guidano le impressioni future</strong>. Modificare le impressioni successive ad una serie di valutazioni iniziali negative, i primi momenti di impatto avuti dal cliente, è opera ardua, e richiede molto sforzo (inversione di atteggiamento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della persistenza dell&#8217;impressione porta il soggetto a ragionare sulla base di <strong>regole euristiche</strong>. Le euristiche sono modalità di ragionamento stereotipiche, che utilizzano particolari frame o set percettivi per guidare le future analisi degli oggetti o delle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca dell&#8217;evitazione di dissonanza cognitiva dirige la percezione lungo una linea di stabilità e uniformità con le sensazioni iniziali. Se il sito internet dell&#8217;azienda (elemento altamente esposto nella linea di visibilità) contiene errori o produce immagine negativa, il cliente sarà portato a ricercare errori e negatività anche in altre parti dell&#8217;azienda. Se l&#8217;impressione iniziale è positiva, gli errori successivi verranno valutati meno negativamente, godendo di un &#8220;bonus&#8221; euristico, che porta il cliente a convincersi che si tratta di &#8220;errori passeggeri&#8221; e non di &#8220;errori fondamentali&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Set percettivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contesto situazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienze precedenti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nuove informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione dell’immagine</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolo visivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Auto-condizionamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imprinting</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prime impressioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inversione di atteggiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Regole euristiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Design</p>



<p class="wp-block-paragraph">Estetica</p>



<p class="wp-block-paragraph">Funzionalità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durabilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comfort</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innovazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Performance</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ergonomia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Utilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Materiali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eleganza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Semplicità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Efficienza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Piacevolezza</p>



<p class="wp-block-paragraph">Versatilità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fiducia</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eccellenza</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La soddisfazione del cliente nella psicologia della percezione</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/la-soddisfazione-del-cliente-nella-psicologia-della-percezione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 10:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-soddisfazione-del-cliente-nella-psicologia-della-percezione/">La soddisfazione del cliente nella psicologia della percezione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">La funzione di risposta del mercato definisce il tipo di reazione che il consumatore o cliente sviluppa a fronte di un certo stimolo. Nel nostro lavoro, è necessario collegare questa funzione ad alcuni meccanismi che avvengono nella percezione umana, in particolare il fenomeno delle soglie percettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia della percezione identifica due tipi di soglie &#8211; soglia assoluta e soglia differenziale &#8211; le quali generano altrettanti tipi di prestazione (prestazione assoluta e prestazione differenziale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>soglia assoluta</strong> identifica la quantità minima di stimolazione sensoriale necessaria affinché un particolare stimolo (una vibrazione, un oggetto, un colore) sia percepito da un individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>soglia differenziale</strong> fa riferimento al differenziale di stimolazione sensoriale che determina per l&#8217;individuo la consapevolezza di un cambiamento, l&#8217;accorgersi di una mutazione nello stato precedente. È quindi basata sul concetto di percezione della differenza di intensità.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="951" height="451" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive.jpg" alt="" class="wp-image-26230" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive.jpg 951w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-300x142.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-768x364.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-175x83.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Soglie-percettive-450x213.jpg 450w" sizes="(max-width: 951px) 100vw, 951px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questi fattori percettivi devono entrare al centro del processo imprenditoriale di gestione della customer satisfaction. Ad esempio, produrre un miglioramento nelle vibrazioni di un volante (riduzione di vibrazioni) quando non esiste un margine per ottenere un miglioramento percepibile (condizione di <em>ceiling-effect</em>) è un intervento che non supera la soglia differenziale, e sostanzialmente uno spreco di investimenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="957" height="572" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect.jpg" alt="" class="wp-image-26231" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect.jpg 957w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-300x179.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-768x459.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-175x105.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/04/Ceiling-effect-450x269.jpg 450w" sizes="(max-width: 957px) 100vw, 957px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso evidenziato, lo sforzo dell’azienda per l&#8217;incremento di prestazioni tecnico/ingegneristiche (passare dal punto A al punto B) produce anche un incremento della prestazione percepita nel cliente. Lo sforzo viene premiato. Nel passaggio da B a C, l&#8217;incremento della prestazione reale (tecnico-ingegneristica) è ancora più elevato, ma la prestazione percepita dal cliente migliora di poco. Lo sforzo è poco premiato. Nel passaggio da C a D, invece, la prestazione ingegneristica migliora ma non avviene alcun effetto percettivo nel cliente. Lo sforzo non viene per niente premiato. Quindi sostanzialmente si tratta di denaro sprecato, a meno che l&#8217;azienda non si impegni in attività di comunicazione in grado di valorizzare l&#8217;investimento e renderlo più percepibile, più visibile, più tangibile per il cliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incrementi prestazionali non sono tali, dal punto di vista di marketing, se non superano la soglia di sensibilità del fruitore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sviluppo del prodotto, pertanto, dovrebbe essere guidato dalla ricerca di miglioramenti percepibili, in cui l&#8217;investimento produca effetti tangibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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<h2 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Customer satisfaction</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia della percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risposta del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Reazione del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Soglia percettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolazione sensoriale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stimolo percepito</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consapevolezza di cambiamento</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenza di intensità</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo imprenditoriale<br>Percezione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Differenziale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia cognitiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interpretazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bias cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Effetto contrasto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria della prospettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Psicologia sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Framing</p>



<p class="wp-block-paragraph">Selezione percettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processi decisionali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Credenze distorte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attribuzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Teoria della gestalt</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esposizione selettiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Filtri percettivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori culturali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contesto situazionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Schemi mentali</p>
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