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	<title>comunicazione assertiva &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>comunicazione assertiva &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione &#8211; Metodo HPM™</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 06:41:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi Transazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>──────────────────────────── Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM Premessa generale del Metodo HPM Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da Daniele Trevisani, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello: Energetico (fisico e mentale) Motivazionale (volitivo ed emotivo) Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie) Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>────────────────────────────</strong></p>
<h2>Autostima e Autoefficacia nella Comunicazione – Metodo HPM</h2>
<ol>
<li>
<h2>Premessa generale del Metodo HPM</h2>
</li>
</ol>
<p>Il Metodo HPM (Human Potential Modeling), elaborato da <em>Daniele Trevisani</em>, parte dal presupposto che ogni persona possiede un potenziale umano multi-livello:</p>
<ul>
<li>Energetico (fisico e mentale)</li>
<li>Motivazionale (volitivo ed emotivo)</li>
<li>Cognitivo (convinzioni, pensieri, strategie)</li>
<li>Comunicativo-relazionale (interazione con sé stessi e con gli altri)</li>
</ul>
<p>In questo sistema, autostima e autoefficacia rappresentano due pilastri fondamentali della <em>comunicazione potenziante</em> e dello <em>sviluppo personale</em>.</p>
<h2>2. Autostima: la percezione del proprio valore comunicativo</h2>
<p>Definizione HPM:<br />
L’autostima è la percezione interna del proprio valore e della propria dignità come essere umano e come comunicatore. È il “campo base” della comunicazione efficace.</p>
<p>Caratteristiche:</p>
<ul>
<li>È il termometro del sé comunicante: quanto credo di avere diritto di parlare, esprimermi, farmi ascoltare.</li>
<li>Influenza la presenza comunicativa, il tono di voce, il linguaggio del corpo e la gestione delle emozioni.</li>
<li>È dinamica, può crescere o diminuire in base ai feedback e alle esperienze.</li>
</ul>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>Quanto mi sento “degno di parola” nei diversi contesti della mia vita?</li>
<li>Quali esperienze hanno rafforzato o indebolito la mia autostima comunicativa?</li>
<li>Che tipo di linguaggio interiore uso verso di me quando comunico? (critico, giudicante, o incoraggiante?)</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Specchio comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Davanti allo specchio, pronuncia una frase importante per te (“Merito di essere ascoltato”, “Ho qualcosa di valore da dire”).</li>
<li>Osserva la tua postura, lo sguardo e la voce.</li>
<li>Ripeti finché senti coerenza tra parole, corpo e sentimento.</li>
<li>Rileggi la sensazione e annotala nel tuo diario di potenziale.</li>
</ol>
<h2>3. Autoefficacia: la fiducia nella propria capacità comunicativa</h2>
<p>Definizione HPM (ispirata a Bandura ma evoluta in chiave sistemica):<br />
L’autoefficacia è la convinzione di poter produrre risultati efficaci attraverso le proprie azioni comunicative. È la fede nella propria capacità di incidere.</p>
<p>Dimensioni dell’autoefficacia comunicativa:</p>
<ol>
<li>Efficacia nel comprendere: capacità di ascoltare e decodificare messaggi.</li>
<li>Efficacia nel farsi comprendere: capacità di esprimere messaggi chiari, assertivi e empatici.</li>
<li>Efficacia relazionale: capacità di mantenere relazioni costruttive anche in contesti difficili.</li>
</ol>
<h2>Domande di coaching HPM:</h2>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di riuscire a farmi ascoltare e in quali no?</li>
<li>Quanto credo nella mia capacità di influire positivamente sugli altri?</li>
<li>Che immagine mentale ho di me come comunicatore?</li>
</ul>
<h2>Esercizio pratico HPM – “Rivivi il tuo successo comunicativo”</h2>
<ol>
<li>Ricorda una situazione in cui la tua comunicazione ha funzionato molto bene.</li>
<li>Analizza cosa hai fatto, detto, come ti sei mosso.</li>
<li>Ricava da quell’episodio una strategia personale di efficacia da replicare.</li>
</ol>
<ol start="4">
<li>
<h2>Interazione tra autostima e autoefficacia nella comunicazione</h2>
</li>
</ol>
<table>
<thead>
<tr>
<td>Livello</td>
<td>Autostima</td>
<td>Autoefficacia</td>
<td>Effetto sulla Comunicazione</td>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>Alto-Alto</td>
<td>Mi sento degno e capace</td>
<td>Credo di poter influire</td>
<td>Comunicazione carismatica, fluida, ispirante</td>
</tr>
<tr>
<td>Bassa autostima / alta autoefficacia</td>
<td>Mi so esprimere ma non mi sento “all’altezza”</td>
<td>Comunicazione tecnica ma fragile emotivamente</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Alta autostima / bassa autoefficacia</td>
<td>Mi sento valido ma mi blocco nell’azione</td>
<td>Comunicazione entusiasta ma inefficace</td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>Basso-Basso</td>
<td>Mi svaluto e mi sento incapace</td>
<td>Evitamento comunicativo, ansia, blocchi</td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Obiettivo HPM: portare la persona verso il quadrante Alto-Alto, con equilibrio tra fiducia in sé e percezione di competenza.</p>
<h2>5. Tecniche HPM per potenziare autostima e autoefficacia comunicativa</h2>
<ul>
<li>Riprogrammazione delle convinzioni limitanti: sostituire “non sono capace” con “posso migliorare passo dopo passo”.</li>
<li>Allenamento esperienziale: esercitazioni pratiche di comunicazione in piccoli gruppi o simulazioni.</li>
<li>Feedback costruttivo: centrato sul comportamento, non sul valore personale.</li>
<li>Ancoraggio energetico e respirazione HPM: gestire il corpo per rafforzare la presenza comunicativa.</li>
<li>Dialogo interiore potenziante: imparare a parlarsi come un coach, non come un giudice.</li>
</ul>
<h2>6. Aforismi HPM</h2>
<p>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima. Ogni silenzio scelto consapevolmente rafforza la tua autoefficacia.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Il Potenziale Umano</em></p>
<p>“La comunicazione non è solo un atto verso l’esterno. È la forma più visibile del dialogo che abbiamo con noi stessi.”<br />
— <em>Daniele Trevisani, Crescita Personale. Il Metodo HPM</em></p>
<h2>7. Applicazioni pratiche</h2>
<ul>
<li>Public speaking: lavorare su autostima vocale e postura per aumentare autoefficacia in pubblico.</li>
<li>Team communication: creare fiducia reciproca per far crescere autostima collettiva e coordinamento.</li>
<li>Coaching HPM: facilitare l’esplorazione del “Sé comunicante” con domande e micro-esercizi esperienziali.</li>
</ul>
<p><strong> </strong></p>
<h1>Autostima e Autoefficacia &#8211; Scheda Operativa</h1>
<p>La presente scheda operativa fa parte del percorso di sviluppo del Potenziale Umano secondo il Metodo HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> di Daniele Trevisani. L’obiettivo è rafforzare la consapevolezza del Sé comunicante, lavorando su due pilastri fondamentali: Autostima e Autoefficacia.</p>
<h2>1. Autostima Comunicativa</h2>
<p>L’autostima comunicativa rappresenta la percezione del proprio valore come persona capace di esprimersi e farsi ascoltare. È la base della sicurezza interiore nella relazione.</p>
<p><strong>Domande di riflessione personale:</strong></p>
<ul>
<li>Quanto mi sento libero di esprimermi nei diversi contesti della mia vita (lavorativo, familiare, sociale)?</li>
<li>In quali situazioni la mia autostima comunicativa cresce, e in quali si riduce?</li>
<li>Qual è la mia voce interiore dominante quando comunico (incoraggiante, critica, giudicante)?</li>
<li>Che messaggio di valore voglio trasmettere agli altri attraverso la mia presenza comunicativa?</li>
</ul>
<p>Spazio per note e riflessioni personali:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h3>Esercizio HPM – Specchio Comunicativo</h3>
<p>Davanti a uno specchio, pronuncia una frase che rappresenti il tuo diritto a comunicare (es. “Ho qualcosa di valore da dire”). Osserva voce, postura e sguardo. Ripeti fino a percepire coerenza tra parole, corpo e emozione.</p>
<p>Annota le sensazioni percepite:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>2. Autoefficacia Comunicativa</h2>
<p>L’autoefficacia comunicativa è la fiducia nella propria capacità di produrre risultati efficaci con le proprie azioni comunicative. Significa credere nella possibilità di influire positivamente sugli altri.</p>
<p>Domande di analisi:</p>
<ul>
<li>In quali situazioni sento di comunicare con efficacia?</li>
<li>Quando, invece, percepisco un blocco o una perdita di fiducia?</li>
<li>Quali comportamenti specifici mi rendono più efficace (tono di voce, postura, chiarezza, empatia)?</li>
<li>Quale immagine di me come comunicatore voglio rafforzare nei prossimi mesi?</li>
</ul>
<h3>Esercizio HPM – Rivivi il tuo Successo Comunicativo</h3>
<p>Rivivi mentalmente un episodio in cui la tua comunicazione ha avuto successo. Analizza cosa hai fatto e quali fattori hanno contribuito. Usa quell’esperienza come modello per rafforzare la tua autoefficacia.</p>
<p>Descrizione dell’episodio:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>3. Piano di Sviluppo Personale HPM</h2>
<p>Definisci obiettivi e azioni per migliorare autostima e autoefficacia nella comunicazione.</p>
<p>Obiettivi specifici:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Azioni concrete da mettere in pratica:</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<p>Indicatori di miglioramento (come capirò di essere cresciuto?):</p>
<p>__________________________________________________________<br />
__________________________________________________________</p>
<h2>4. Scala di Autovalutazione</h2>
<p>Valuta il tuo livello attuale su una scala da 1 a 10.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="288">Aspetto</td>
<td width="288">Punteggio (1-10)</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autostima comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td width="288">Autoefficacia comunicativa</td>
<td width="288">&nbsp;</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Ogni parola che dici costruisce un pezzo della tua autostima.”</em></p>
<p><strong>— Daniele Trevisani, *Il Potenziale Umano*</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Autostima e autoefficacia nella comunicazione &#8211; Semantica articolo</h3>
<ol>
<li>Autostima</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Potenziale umano</li>
<li>Metodo HPM</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Coaching</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Sicurezza interiore</li>
<li>Fiducia in sé</li>
<li>Assertività</li>
<li>Presenza comunicativa</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Espressione verbale</li>
<li>Espressione non verbale</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Leadership personale</li>
<li>Performance comunicativa</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Self-power</li>
<li>Dialogo interiore</li>
<li>Autovalutazione</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Mindset potenziante</li>
<li>Resilienza comunicativa</li>
<li>Influenza positiva</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Empatia</li>
<li>Self-coaching</li>
<li>Assertività positiva</li>
<li>Sicurezza comunicativa</li>
<li>Controllo dello stress</li>
<li>Obiettivi di sviluppo</li>
<li>Potenziamento delle competenze</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Energia mentale</li>
<li>Auto-riflessione</li>
<li>Gestione dei conflitti</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Strategie comunicative</li>
<li>Fiducia nelle proprie capacità</li>
<li>Miglioramento continuo</li>
<li>Crescita professionale</li>
<li>Esercizi di autostima</li>
<li>Esercizi di autoefficacia</li>
<li>Potenziale comunicativo</li>
<li>Influenza interpersonale</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
</ol>
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		<item>
		<title>Comunicazione sensibile: il linguaggio che crea connessione autentica</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_sensibile_2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 08:05:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo ispirato dal testo &#8220;Comunicazione interculturale, comunicazione sensibile. Dal conflitto alla connessione profonda&#8221; di Daniele Trevisani La comunicazione sensibile rappresenta oggi una delle competenze più importanti da coltivare, sia nella vita privata che in quella professionale. Non si tratta soltanto di parlare, ma di saper entrare in relazione con l’altro, praticando empatia comunicativa, ascolto empatico &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/comunicazione_sensibile_2/">Comunicazione sensibile: il linguaggio che crea connessione autentica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Articolo ispirato dal testo &#8220;<span id="productTitle" class="a-size-large celwidget" data-csa-c-id="l8por5-qz9idv-vtpk1r-5gu3nj" data-cel-widget="productTitle"><a href="https://amzn.to/4nFCOVT" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interculturale, comunicazione sensibile. Dal conflitto alla connessione profonda</a>&#8221; di Daniele Trevisani</span></p></blockquote>
<p data-start="354" data-end="679">La <strong data-start="357" data-end="384">comunicazione sensibile</strong> rappresenta oggi una delle competenze più importanti da coltivare, sia nella vita privata che in quella professionale. Non si tratta soltanto di parlare, ma di saper entrare in relazione con l’altro, praticando <strong data-start="596" data-end="620">empatia comunicativa</strong>, <strong data-start="622" data-end="642">ascolto empatico</strong> e un uso consapevole delle parole.</p>
<blockquote data-start="681" data-end="811">
<p data-start="683" data-end="811">“Ogni parola può ferire o curare. La scelta è nostra: decidere se costruire ponti o innalzare muri.”<br data-start="783" data-end="786" /><em data-start="788" data-end="809">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="813" data-end="816" />
<h2 data-start="818" data-end="871">Ascolto ed empatia come basi della comunicazione</h2>
<p data-start="873" data-end="1123">La vera forza della <strong data-start="893" data-end="922">comunicazione consapevole</strong> nasce dalla capacità di praticare <strong data-start="957" data-end="975">ascolto attivo</strong>, <strong data-start="977" data-end="997">ascolto profondo</strong> e <strong data-start="1000" data-end="1026">ascolto senza giudizio</strong>. Solo così possiamo generare <strong data-start="1056" data-end="1082">comprensione reciproca</strong> e favorire una <strong data-start="1098" data-end="1120">relazione empatica</strong>.</p>
<p data-start="1125" data-end="1378">L’<strong data-start="1127" data-end="1151">intelligenza emotiva</strong> ci guida nella <strong data-start="1167" data-end="1194">gestione delle emozioni</strong>, evitando che rabbia o paura prendano il sopravvento. Allo stesso tempo, la <strong data-start="1271" data-end="1302">consapevolezza comunicativa</strong> e la <strong data-start="1308" data-end="1334">consapevolezza emotiva</strong> ci aiutano a restare centrati e presenti.</p>
<blockquote data-start="1380" data-end="1499">
<p data-start="1382" data-end="1499">“Chi sa ascoltare davvero, non ascolta solo le parole, ma i silenzi che le accompagnano.”<br data-start="1471" data-end="1474" /><em data-start="1476" data-end="1497">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="1501" data-end="1504" />
<h2 data-start="1506" data-end="1554">Linguaggio rispettoso e comunicazione etica</h2>
<p data-start="1556" data-end="1895">La <strong data-start="1559" data-end="1589">comunicazione non violenta</strong> e il <strong data-start="1595" data-end="1619">linguaggio inclusivo</strong> rappresentano strumenti concreti per costruire un <strong data-start="1670" data-end="1693">dialogo costruttivo</strong> e favorire una <strong data-start="1709" data-end="1732">comunicazione etica</strong>. Usare un <strong data-start="1743" data-end="1766">linguaggio empatico</strong>, un <strong data-start="1771" data-end="1794">linguaggio positivo</strong> e un <strong data-start="1800" data-end="1822">linguaggio gentile</strong> significa praticare una <strong data-start="1847" data-end="1874">sensibilità relazionale</strong> che porta fiducia.</p>
<p data-start="1897" data-end="2073">L’obiettivo non è soltanto evitare conflitti, ma creare un <strong data-start="1956" data-end="1976">dialogo empatico</strong> e una <strong data-start="1983" data-end="2010">comunicazione autentica</strong>, in grado di rafforzare i legami e dare valore alla persona.</p>
<blockquote data-start="2075" data-end="2201">
<p data-start="2077" data-end="2201">“Il linguaggio è il vestito dell’anima: più è gentile, più svela la bellezza di chi lo indossa.”<br data-start="2173" data-end="2176" /><em data-start="2178" data-end="2199">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="2203" data-end="2206" />
<h2 data-start="2208" data-end="2280">Comunicazione sensibile nei contesti professionali e interculturali</h2>
<p data-start="2282" data-end="2520">In un mondo globale, la <strong data-start="2306" data-end="2348">comunicazione interculturale sensibile</strong> e la <strong data-start="2354" data-end="2379">sensibilità culturale</strong> diventano fondamentali. Significa saper dialogare con chi ha valori e abitudini diverse, sviluppando una vera <strong data-start="2490" data-end="2517">mediazione comunicativa</strong>.</p>
<p data-start="2522" data-end="2742">La <strong data-start="2525" data-end="2561">gestione dei conflitti sensibile</strong> è un altro punto chiave: richiede <strong data-start="2596" data-end="2620">presenza consapevole</strong>, <strong data-start="2622" data-end="2649">sintonizzazione emotiva</strong> e capacità di praticare una <strong data-start="2678" data-end="2706">comunicazione rispettosa</strong> anche nelle situazioni difficili.</p>
<p data-start="2744" data-end="2956">Nei team e nelle organizzazioni, la <strong data-start="2780" data-end="2809">comunicazione relazionale</strong>, la <strong data-start="2814" data-end="2855">comunicazione interpersonale efficace</strong> e la capacità di <strong data-start="2873" data-end="2894">costruire fiducia</strong> sono i pilastri che sostengono relazioni sane e produttive.</p>
<hr data-start="2958" data-end="2961" />
<h2 data-start="2963" data-end="3007">Comunicazione mindful e compassionevole</h2>
<p data-start="3009" data-end="3329">La <strong data-start="3012" data-end="3037">comunicazione mindful</strong> e la <strong data-start="3043" data-end="3076">comunicazione compassionevole</strong> si basano sulla piena attenzione al momento presente e sulla volontà di usare <strong data-start="3155" data-end="3176">parole che curano</strong>. Questo approccio è essenziale nella <strong data-start="3214" data-end="3239">comunicazione di cura</strong>, nella <strong data-start="3247" data-end="3276">comunicazione terapeutica</strong> e nella <strong data-start="3285" data-end="3326">comunicazione nella relazione d’aiuto</strong>.</p>
<p data-start="3331" data-end="3512">La <strong data-start="3334" data-end="3360">comunicazione delicata</strong> è indispensabile soprattutto nella <strong data-start="3396" data-end="3434">comunicazione in contesti delicati</strong>, dove la scelta di ogni parola può fare la differenza tra ferire o guarire.</p>
<blockquote data-start="3514" data-end="3633">
<p data-start="3516" data-end="3633">“Le parole diventano medicina quando sono pronunciate con cuore sincero e mente attenta.”<br data-start="3605" data-end="3608" /><em data-start="3610" data-end="3631">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<hr data-start="3635" data-end="3638" />
<h2 data-start="3640" data-end="3674">Corpo, emozioni e sensibilità</h2>
<p data-start="3676" data-end="3934">La <strong data-start="3679" data-end="3702">sensibilità emotiva</strong> e la capacità di sviluppare una vera <strong data-start="3740" data-end="3763">connessione emotiva</strong> sono strumenti potentissimi. A questo si aggiunge la lettura del <strong data-start="3829" data-end="3863">linguaggio del corpo sensibile</strong>, che ci permette di cogliere ciò che non viene detto esplicitamente.</p>
<p data-start="3936" data-end="4164">Il <strong data-start="3939" data-end="3960">dialogo interiore</strong> e la pratica della <strong data-start="3980" data-end="4009">etica della comunicazione</strong> ci aiutano a rimanere fedeli a valori profondi, evitando parole impulsive e creando una <strong data-start="4098" data-end="4125">comunicazione autentica</strong> che riflette la nostra vera essenza.</p>
<blockquote data-start="4166" data-end="4268">
<p data-start="4168" data-end="4268">“Il corpo parla prima della bocca. Chi sa osservare, ascolta due volte.”<br data-start="4240" data-end="4243" /><em data-start="4245" data-end="4266">– Daniele Trevisani</em></p>
</blockquote>
<p data-start="4293" data-end="4561">La <strong data-start="4296" data-end="4323">comunicazione sensibile</strong> non è una tecnica, ma una filosofia di vita. Significa scegliere con attenzione le parole, praticare <strong data-start="4425" data-end="4450">rispetto comunicativo</strong>, accogliere le <strong data-start="4466" data-end="4479">diversità</strong>, e portare la propria energia in una direzione di dialogo e crescita reciproca.</p>
<p data-start="4563" data-end="4667">È l’arte di saper vedere nell’altro non un nemico, ma un alleato con cui costruire un futuro migliore.</p>
<h3 data-start="4563" data-end="4667">Semantica articolo</h3>
<ul>
<li data-start="150" data-end="178">
<p data-start="153" data-end="178">comunicazione sensibile</p>
</li>
<li data-start="179" data-end="204">
<p data-start="182" data-end="204">empatia comunicativa</p>
</li>
<li data-start="205" data-end="226">
<p data-start="208" data-end="226">ascolto empatico</p>
</li>
<li data-start="227" data-end="258">
<p data-start="230" data-end="258">comunicazione non violenta</p>
</li>
<li data-start="259" data-end="284">
<p data-start="262" data-end="284">linguaggio inclusivo</p>
</li>
<li data-start="285" data-end="304">
<p data-start="288" data-end="304">ascolto attivo</p>
</li>
<li data-start="305" data-end="330">
<p data-start="308" data-end="330">intelligenza emotiva</p>
</li>
<li data-start="331" data-end="363">
<p data-start="334" data-end="363">consapevolezza comunicativa</p>
</li>
<li data-start="364" data-end="388">
<p data-start="367" data-end="388">dialogo costruttivo</p>
</li>
<li data-start="389" data-end="416">
<p data-start="393" data-end="416">connessione autentica</p>
</li>
<li data-start="417" data-end="448">
<p data-start="421" data-end="448">comunicazione consapevole</p>
</li>
<li data-start="449" data-end="478">
<p data-start="453" data-end="478">sensibilità relazionale</p>
</li>
<li data-start="479" data-end="504">
<p data-start="483" data-end="504">linguaggio empatico</p>
</li>
<li data-start="505" data-end="530">
<p data-start="509" data-end="530">comunicazione etica</p>
</li>
<li data-start="531" data-end="560">
<p data-start="535" data-end="560">gestione delle emozioni</p>
</li>
<li data-start="561" data-end="583">
<p data-start="565" data-end="583">ascolto profondo</p>
</li>
<li data-start="584" data-end="611">
<p data-start="588" data-end="611">rispetto comunicativo</p>
</li>
<li data-start="612" data-end="641">
<p data-start="616" data-end="641">comunicazione assertiva</p>
</li>
<li data-start="642" data-end="670">
<p data-start="646" data-end="670">comprensione reciproca</p>
</li>
<li data-start="671" data-end="715">
<p data-start="675" data-end="715">comunicazione interculturale sensibile</p>
</li>
<li data-start="716" data-end="741">
<p data-start="720" data-end="741">linguaggio positivo</p>
</li>
<li data-start="742" data-end="771">
<p data-start="746" data-end="771">mediazione comunicativa</p>
</li>
<li data-start="772" data-end="799">
<p data-start="776" data-end="799">comunicazione mindful</p>
</li>
<li data-start="800" data-end="822">
<p data-start="804" data-end="822">dialogo empatico</p>
</li>
<li data-start="823" data-end="858">
<p data-start="827" data-end="858">comunicazione compassionevole</p>
</li>
<li data-start="859" data-end="889">
<p data-start="863" data-end="889">rispetto delle diversità</p>
</li>
<li data-start="890" data-end="917">
<p data-start="894" data-end="917">sensibilità culturale</p>
</li>
<li data-start="918" data-end="946">
<p data-start="922" data-end="946">comunicazione delicata</p>
</li>
<li data-start="947" data-end="976">
<p data-start="951" data-end="976">comunicazione autentica</p>
</li>
<li data-start="977" data-end="1015">
<p data-start="981" data-end="1015">gestione dei conflitti sensibile</p>
</li>
<li data-start="1016" data-end="1047">
<p data-start="1020" data-end="1047">comunicazione relazionale</p>
</li>
<li data-start="1048" data-end="1071">
<p data-start="1052" data-end="1071">costruire fiducia</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1108">
<p data-start="1076" data-end="1108">linguaggio del corpo sensibile</p>
</li>
<li data-start="1109" data-end="1139">
<p data-start="1113" data-end="1139">comunicazione rispettosa</p>
</li>
<li data-start="1140" data-end="1183">
<p data-start="1144" data-end="1183">comunicazione interpersonale efficace</p>
</li>
<li data-start="1184" data-end="1207">
<p data-start="1188" data-end="1207">dialogo interiore</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1236">
<p data-start="1212" data-end="1236">consapevolezza emotiva</p>
</li>
<li data-start="1237" data-end="1268">
<p data-start="1241" data-end="1268">comunicazione terapeutica</p>
</li>
<li data-start="1269" data-end="1296">
<p data-start="1273" data-end="1296">comunicazione di cura</p>
</li>
<li data-start="1297" data-end="1321">
<p data-start="1301" data-end="1321">linguaggio gentile</p>
</li>
<li data-start="1322" data-end="1347">
<p data-start="1326" data-end="1347">sensibilità emotiva</p>
</li>
<li data-start="1348" data-end="1373">
<p data-start="1352" data-end="1373">connessione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1374" data-end="1417">
<p data-start="1378" data-end="1417">comunicazione nella relazione d’aiuto</p>
</li>
<li data-start="1418" data-end="1441">
<p data-start="1422" data-end="1441">parole che curano</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1466">
<p data-start="1446" data-end="1466">relazione empatica</p>
</li>
<li data-start="1467" data-end="1495">
<p data-start="1471" data-end="1495">ascolto senza giudizio</p>
</li>
<li data-start="1496" data-end="1525">
<p data-start="1500" data-end="1525">sintonizzazione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1526" data-end="1552">
<p data-start="1530" data-end="1552">presenza consapevole</p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1593">
<p data-start="1557" data-end="1593">comunicazione in contesti delicati</p>
</li>
<li data-start="1594" data-end="1625">
<p data-start="1598" data-end="1625">etica della comunicazione</p>
</li>
</ul>
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		<title>Comunicazione sensibile: l’arte di entrare in connessione autentica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 07:47:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libro Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="227" data-end="556">Copyright Daniele Trevisani. Testo ispirato ai contenuti del libro <span id="productTitle" class="a-size-large celwidget" data-csa-c-id="kgj7lg-nnurqj-l353n1-sox05n" data-cel-widget="productTitle"><a href="https://amzn.to/3HHaD9S" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione interculturale, comunicazione sensibile. Dal conflitto alla connessione profonda</em></a>. Edizioni Ultra, Milano.</span></p>
<p data-start="227" data-end="556"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29157" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale.jpg" alt="Comunicazione Interculturale Comunicazione Sensibile" width="892" height="1257" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale.jpg 892w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-213x300.jpg 213w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-727x1024.jpg 727w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-768x1082.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-175x247.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/05/copertina-comunicazione-interculturale-450x634.jpg 450w" sizes="(max-width: 892px) 100vw, 892px" />La <strong data-start="230" data-end="257">comunicazione sensibile</strong> è oggi una delle competenze più preziose in ogni ambito della vita: dalle relazioni personali al lavoro, dalla leadership alla cura. Non si tratta solo di “parlare bene”, ma di sviluppare una vera <strong data-start="455" data-end="486">consapevolezza comunicativa</strong>, capace di generare <strong data-start="507" data-end="532">connessione autentica</strong> e rispetto reciproco.</p>
<h2 data-start="558" data-end="610"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29307" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva.png" alt="comunicazione emotiva" width="1024" height="538" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva.png 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-300x158.png 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-768x404.png 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-175x92.png 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2025/08/comunicazione-emotiva-450x236.png 450w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Empatia e ascolto nella comunicazione sensibile</h2>
<p data-start="612" data-end="903">Alla base c’è l’<strong data-start="628" data-end="652">empatia comunicativa</strong>, ossia la capacità di comprendere le emozioni dell’altro e rispondere con un <strong data-start="730" data-end="753">linguaggio empatico</strong> e rispettoso. Per riuscirci servono <strong data-start="790" data-end="810">ascolto empatico</strong> e <strong data-start="813" data-end="831">ascolto attivo</strong>, che permettono di cogliere i bisogni profondi al di là delle parole.</p>
<p data-start="905" data-end="1222">Un buon comunicatore utilizza <strong data-start="935" data-end="959">intelligenza emotiva</strong> e <strong data-start="962" data-end="988">consapevolezza emotiva</strong>, due doti che aiutano a gestire le proprie reazioni e a favorire la <strong data-start="1057" data-end="1083">comprensione reciproca</strong>. L’<strong data-start="1087" data-end="1107">ascolto profondo</strong>, fatto senza interruzioni e con piena <strong data-start="1146" data-end="1170">presenza consapevole</strong>, è la chiave per una comunicazione trasformativa.</p>
<h2 data-start="1224" data-end="1274">Linguaggio rispettoso e relazioni costruttive</h2>
<p data-start="1276" data-end="1607">La <strong data-start="1279" data-end="1309">comunicazione non violenta</strong> e il <strong data-start="1315" data-end="1339">linguaggio inclusivo</strong> permettono di evitare conflitti inutili e costruire un <strong data-start="1395" data-end="1418">dialogo costruttivo</strong>. Allo stesso tempo, il <strong data-start="1442" data-end="1465">linguaggio positivo</strong> e il <strong data-start="1471" data-end="1493">linguaggio gentile</strong> contribuiscono a creare fiducia, mentre la <strong data-start="1537" data-end="1564">comunicazione assertiva</strong> garantisce chiarezza senza aggressività.</p>
<p data-start="1609" data-end="1882">In questo senso, la <strong data-start="1629" data-end="1652">comunicazione etica</strong> è un atto di responsabilità: significa usare parole che rispettano l’altro, con <strong data-start="1733" data-end="1760">sensibilità relazionale</strong> e <strong data-start="1763" data-end="1788">rispetto comunicativo</strong>. È una forma di <strong data-start="1805" data-end="1832">comunicazione autentica</strong> che diventa strumento di <strong data-start="1858" data-end="1879">costruire fiducia</strong>.</p>
<h2 data-start="1884" data-end="1956">Comunicazione sensibile nei contesti interculturali e professionali</h2>
<p data-start="1958" data-end="2244">La <strong data-start="1961" data-end="2003">comunicazione interculturale sensibile</strong> e la <strong data-start="2009" data-end="2034">sensibilità culturale</strong> sono oggi indispensabili, soprattutto in società multiculturali. Saper usare una <strong data-start="2116" data-end="2143">mediazione comunicativa</strong> efficace e adottare un approccio di <strong data-start="2180" data-end="2200">dialogo empatico</strong> aiuta a superare stereotipi e pregiudizi.</p>
<p data-start="2246" data-end="2507">Anche la <strong data-start="2255" data-end="2291">gestione dei conflitti sensibile</strong> è cruciale in ambito organizzativo: significa scegliere un <strong data-start="2351" data-end="2372">dialogo interiore</strong> e una <strong data-start="2379" data-end="2406">sintonizzazione emotiva</strong> che evitino escalation e favoriscano <strong data-start="2444" data-end="2473">comunicazione relazionale</strong> e <strong data-start="2476" data-end="2504">comunicazione rispettosa</strong>.</p>
<h2 data-start="2509" data-end="2553">La dimensione mindful e compassionevole</h2>
<p data-start="2555" data-end="2957">Negli ultimi anni si parla sempre più di <strong data-start="2596" data-end="2621">comunicazione mindful</strong> e <strong data-start="2624" data-end="2657">comunicazione compassionevole</strong>. Si tratta di modalità che uniscono <strong data-start="2694" data-end="2718">presenza consapevole</strong>, <strong data-start="2720" data-end="2741">parole che curano</strong> e <strong data-start="2744" data-end="2771">sintonizzazione emotiva</strong>. La <strong data-start="2776" data-end="2802">comunicazione delicata</strong>, soprattutto nei <strong data-start="2820" data-end="2841">contesti delicati</strong>, è fondamentale ad esempio nella <strong data-start="2875" data-end="2916">comunicazione nella relazione d’aiuto</strong> e nella <strong data-start="2925" data-end="2954">comunicazione terapeutica</strong>.</p>
<p data-start="2959" data-end="3160">Qui emergono concetti come <strong data-start="2986" data-end="3011">comunicazione di cura</strong>, <strong data-start="3013" data-end="3035">relazione empatica</strong> e <strong data-start="3038" data-end="3064">ascolto senza giudizio</strong>, indispensabili per chi lavora nel sociale, nella sanità o in percorsi di crescita personale.</p>
<h2 data-start="3162" data-end="3196">Corpo, emozioni e sensibilità</h2>
<p data-start="3198" data-end="3477">Non bisogna dimenticare l’importanza del <strong data-start="3239" data-end="3273">linguaggio del corpo sensibile</strong> e della <strong data-start="3282" data-end="3305">connessione emotiva</strong>. Spesso il corpo comunica prima delle parole, e saper leggere i segnali non verbali con <strong data-start="3394" data-end="3417">sensibilità emotiva</strong> arricchisce la <strong data-start="3433" data-end="3474">comunicazione interpersonale efficace</strong>.</p>
<p data-start="3479" data-end="3723">La <strong data-start="3482" data-end="3509">gestione delle emozioni</strong> e la capacità di mantenere un <strong data-start="3540" data-end="3560">dialogo empatico</strong> sono strumenti concreti per chi vuole praticare una <strong data-start="3613" data-end="3639">comunicazione delicata</strong>, basata su <strong data-start="3651" data-end="3679">rispetto delle diversità</strong> e orientata a relazioni sane e nutrienti.</p>
<p data-start="3748" data-end="4091">La <strong data-start="3751" data-end="3778">comunicazione sensibile</strong> è un percorso che unisce cuore e mente: richiede <strong data-start="3828" data-end="3852">intelligenza emotiva</strong>, <strong data-start="3854" data-end="3883">etica della comunicazione</strong> e la volontà di creare <strong data-start="3907" data-end="3932">connessione autentica</strong>. Non è una tecnica, ma un approccio alla vita, capace di trasformare i rapporti interpersonali e professionali, rendendoli più umani, rispettosi e profondi.</p>
<h2 data-start="3748" data-end="4091">Semantica Articolo Comunicazione Sensibile</h2>
<ul>
<li data-start="150" data-end="178">
<p data-start="153" data-end="178">comunicazione sensibile</p>
</li>
<li data-start="179" data-end="204">
<p data-start="182" data-end="204">empatia comunicativa</p>
</li>
<li data-start="205" data-end="226">
<p data-start="208" data-end="226">ascolto empatico</p>
</li>
<li data-start="227" data-end="258">
<p data-start="230" data-end="258">comunicazione non violenta</p>
</li>
<li data-start="259" data-end="284">
<p data-start="262" data-end="284">linguaggio inclusivo</p>
</li>
<li data-start="285" data-end="304">
<p data-start="288" data-end="304">ascolto attivo</p>
</li>
<li data-start="305" data-end="330">
<p data-start="308" data-end="330">intelligenza emotiva</p>
</li>
<li data-start="331" data-end="363">
<p data-start="334" data-end="363">consapevolezza comunicativa</p>
</li>
<li data-start="364" data-end="388">
<p data-start="367" data-end="388">dialogo costruttivo</p>
</li>
<li data-start="389" data-end="416">
<p data-start="393" data-end="416">connessione autentica</p>
</li>
<li data-start="417" data-end="448">
<p data-start="421" data-end="448">comunicazione consapevole</p>
</li>
<li data-start="449" data-end="478">
<p data-start="453" data-end="478">sensibilità relazionale</p>
</li>
<li data-start="479" data-end="504">
<p data-start="483" data-end="504">linguaggio empatico</p>
</li>
<li data-start="505" data-end="530">
<p data-start="509" data-end="530">comunicazione etica</p>
</li>
<li data-start="531" data-end="560">
<p data-start="535" data-end="560">gestione delle emozioni</p>
</li>
<li data-start="561" data-end="583">
<p data-start="565" data-end="583">ascolto profondo</p>
</li>
<li data-start="584" data-end="611">
<p data-start="588" data-end="611">rispetto comunicativo</p>
</li>
<li data-start="612" data-end="641">
<p data-start="616" data-end="641">comunicazione assertiva</p>
</li>
<li data-start="642" data-end="670">
<p data-start="646" data-end="670">comprensione reciproca</p>
</li>
<li data-start="671" data-end="715">
<p data-start="675" data-end="715">comunicazione interculturale sensibile</p>
</li>
<li data-start="716" data-end="741">
<p data-start="720" data-end="741">linguaggio positivo</p>
</li>
<li data-start="742" data-end="771">
<p data-start="746" data-end="771">mediazione comunicativa</p>
</li>
<li data-start="772" data-end="799">
<p data-start="776" data-end="799">comunicazione mindful</p>
</li>
<li data-start="800" data-end="822">
<p data-start="804" data-end="822">dialogo empatico</p>
</li>
<li data-start="823" data-end="858">
<p data-start="827" data-end="858">comunicazione compassionevole</p>
</li>
<li data-start="859" data-end="889">
<p data-start="863" data-end="889">rispetto delle diversità</p>
</li>
<li data-start="890" data-end="917">
<p data-start="894" data-end="917">sensibilità culturale</p>
</li>
<li data-start="918" data-end="946">
<p data-start="922" data-end="946">comunicazione delicata</p>
</li>
<li data-start="947" data-end="976">
<p data-start="951" data-end="976">comunicazione autentica</p>
</li>
<li data-start="977" data-end="1015">
<p data-start="981" data-end="1015">gestione dei conflitti sensibile</p>
</li>
<li data-start="1016" data-end="1047">
<p data-start="1020" data-end="1047">comunicazione relazionale</p>
</li>
<li data-start="1048" data-end="1071">
<p data-start="1052" data-end="1071">costruire fiducia</p>
</li>
<li data-start="1072" data-end="1108">
<p data-start="1076" data-end="1108">linguaggio del corpo sensibile</p>
</li>
<li data-start="1109" data-end="1139">
<p data-start="1113" data-end="1139">comunicazione rispettosa</p>
</li>
<li data-start="1140" data-end="1183">
<p data-start="1144" data-end="1183">comunicazione interpersonale efficace</p>
</li>
<li data-start="1184" data-end="1207">
<p data-start="1188" data-end="1207">dialogo interiore</p>
</li>
<li data-start="1208" data-end="1236">
<p data-start="1212" data-end="1236">consapevolezza emotiva</p>
</li>
<li data-start="1237" data-end="1268">
<p data-start="1241" data-end="1268">comunicazione terapeutica</p>
</li>
<li data-start="1269" data-end="1296">
<p data-start="1273" data-end="1296">comunicazione di cura</p>
</li>
<li data-start="1297" data-end="1321">
<p data-start="1301" data-end="1321">linguaggio gentile</p>
</li>
<li data-start="1322" data-end="1347">
<p data-start="1326" data-end="1347">sensibilità emotiva</p>
</li>
<li data-start="1348" data-end="1373">
<p data-start="1352" data-end="1373">connessione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1374" data-end="1417">
<p data-start="1378" data-end="1417">comunicazione nella relazione d’aiuto</p>
</li>
<li data-start="1418" data-end="1441">
<p data-start="1422" data-end="1441">parole che curano</p>
</li>
<li data-start="1442" data-end="1466">
<p data-start="1446" data-end="1466">relazione empatica</p>
</li>
<li data-start="1467" data-end="1495">
<p data-start="1471" data-end="1495">ascolto senza giudizio</p>
</li>
<li data-start="1496" data-end="1525">
<p data-start="1500" data-end="1525">sintonizzazione emotiva</p>
</li>
<li data-start="1526" data-end="1552">
<p data-start="1530" data-end="1552">presenza consapevole</p>
</li>
<li data-start="1553" data-end="1593">
<p data-start="1557" data-end="1593">comunicazione in contesti delicati</p>
</li>
<li data-start="1594" data-end="1625">
<p data-start="1598" data-end="1625">etica della comunicazione</p>
</li>
</ul>
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			</item>
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		<title>Le regole per una comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 09:02:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le regole per una comunicazione efficace Ascolto attivo Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse. Esempio: Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Le regole per una comunicazione efficace</h1>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo</strong><br />
Comunicare non significa solo parlare, ma anche saper ascoltare con attenzione. Questo vuol dire sospendere il giudizio, non interrompere e dimostrare interesse.<br />
<em>Esempio:</em> Durante una riunione, anziché pensare a cosa dire dopo, ascolta davvero cosa sta dicendo il collega e rispondi con: “Se ho capito bene, stai dicendo che&#8230;”.</li>
<li><strong>Chiarezza e semplicità</strong><br />
Le persone ricordano e comprendono meglio ciò che è semplice. Usare frasi brevi, parole comuni e concetti essenziali aiuta a farsi capire.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di dire “L’approccio strategico richiede un’analisi multi-dimensionale delle variabili ambientali”, puoi dire: “Dobbiamo studiare bene cosa succede intorno a noi prima di agire”.</li>
<li><strong>Empatia</strong><br />
Comprendere come si sente l’altra persona aiuta a comunicare in modo più efficace. L’empatia non è solo emotiva, ma anche cognitiva: implica la volontà di capire davvero l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se un collega è irritato per un errore, invece di rispondere a tono, puoi dire: “Capisco che questa situazione ti abbia dato fastidio. Vediamo insieme come risolverla”.</li>
<li><strong>Coerenza tra verbale e non verbale</strong><br />
Le parole devono essere supportate dal tono di voce e dal linguaggio del corpo. Se c’è dissonanza, le persone crederanno al non verbale.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “Non c’è problema” ma incroci le braccia e aggrotti la fronte, l’altro percepirà che c’è un problema, anche se non lo dici.</li>
<li><strong>Adattamento all’interlocutore e al contesto</strong><br />
Ogni persona e ogni situazione richiede uno stile diverso di comunicazione.<br />
<em>Esempio:</em> Spiegare un progetto a un tecnico informatico richiede termini specifici, mentre spiegare lo stesso progetto a un cliente non tecnico richiede parole semplici e esempi concreti.</li>
<li><strong>Uso del feedback</strong><br />
È importante verificare che il messaggio sia stato compreso e accogliere eventuali reazioni o osservazioni.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo aver dato un’istruzione a un collaboratore, chiedi: “Ti è chiaro cosa bisogna fare, o vuoi che lo ripetiamo insieme?”.</li>
<li><strong>Gestione del tempo nella comunicazione</strong><br />
Essere concisi, ma non sbrigativi. Dare spazio all’altro per intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> In una riunione, se parli da 10 minuti senza interruzioni, puoi fermarti e chiedere: “Cosa ne pensate fin qui?”.</li>
<li><strong>Chiarezza dell’obiettivo comunicativo</strong><br />
Ogni comunicazione dovrebbe avere uno scopo ben definito: informare, convincere, chiarire, rassicurare&#8230;<br />
<em>Esempio:</em> Prima di parlare con un cliente arrabbiato, chiarisci il tuo obiettivo: vuoi tranquillizzarlo, risolvere un problema, o ottenere un nuovo appuntamento?</li>
<li><strong>Autenticità e trasparenza</strong><br />
Dire ciò che si pensa in modo onesto e rispettoso crea fiducia. Le persone sentono quando sei autentico.<br />
<em>Esempio:</em> Se non sei d’accordo con una proposta, puoi dire: “Apprezzo il tuo punto di vista, ma ho delle perplessità su alcuni aspetti. Posso condividerle?”.</li>
<li><strong>Controllo delle emozioni</strong><br />
Le emozioni non vanno represse, ma gestite. In comunicazione, reagire di impulso può compromettere il messaggio.<br />
<em>Esempio:</em> Se ricevi una critica ingiusta, anziché rispondere con rabbia, puoi dire: “Mi piacerebbe capire meglio cosa ti ha portato a questa opinione”.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Le regole per una conversazione efficace</h1>
<p>Certamente! Ecco una guida completa sulle <strong>regole per una conversazione efficace</strong>, presentata in forma discorsiva e arricchita con <strong>esempi pratici</strong> per ogni punto.</p>
<ol>
<li><strong>Dare spazio a entrambi</strong><br />
Una conversazione efficace è un dialogo, non un monologo. È importante alternare l’ascolto e la parola, rispettando i tempi dell’altro.<br />
<em>Esempio:</em> Se hai parlato a lungo, puoi dire: “Ma ora sono curioso di sapere cosa ne pensi tu”.</li>
<li><strong>Mostrare interesse reale</strong><br />
Le conversazioni funzionano meglio quando c’è attenzione autentica. Fare domande, ascoltare attivamente e rispondere con commenti pertinenti aiuta a creare connessione.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti parla di un viaggio, evita di cambiare subito argomento: “Che bello! Dove sei stato esattamente?”.</li>
<li><strong>Non interrompere</strong><br />
Interrompere comunica disinteresse o impazienza. Anche se hai qualcosa da dire, attendi che l’altro finisca.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti viene in mente qualcosa mentre l’altro parla, annuisci o prendi nota mentalmente, ma aspetta il tuo turno.</li>
<li><strong>Saper leggere il tono e il contesto</strong><br />
La stessa frase può avere effetti diversi a seconda del momento e del tono. È fondamentale cogliere l’atmosfera e regolare di conseguenza il proprio modo di intervenire.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro è visibilmente teso o stanco, evita ironie o battute fuori luogo. Puoi dire: “Hai avuto una giornata pesante? Vuoi parlarne o preferisci distrarti?”.</li>
<li><strong>Non dominare la conversazione</strong><br />
Parlare troppo a lungo o imporsi sugli argomenti può far sentire l’altro messo da parte.<br />
<em>Esempio:</em> Se ti accorgi di aver monopolizzato la conversazione, puoi dire: “Scusa, sto parlando troppo io. Raccontami qualcosa di tuo”.</li>
<li><strong>Evitare giudizi e correzioni continue</strong><br />
Le conversazioni non sono interrogatori né gare di precisione. Correggere ogni errore o giudicare costantemente spegne la voglia di dialogo.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro fa un errore non importante (“sono stato a Oslo, la capitale della Svezia”), puoi lasciar correre o dire con gentilezza: “Bellissimo posto. Anche se mi pare sia la capitale della Norvegia, vero?”.</li>
<li><strong>Accettare i silenzi</strong><br />
Le pause sono naturali. Non occorre riempirle subito: possono servire a riflettere o a respirare.<br />
<em>Esempio:</em> Dopo una frase intensa o emotiva, non affrettarti a rispondere. Un semplice sorriso o uno sguardo empatico può bastare.</li>
<li><strong>Mantenere il focus sul presente</strong><br />
Una conversazione efficace vive nel “qui e ora”. Evitare di deviare troppo spesso su aneddoti passati o anticipare ogni frase dell’altro aiuta a mantenere il flusso naturale.<br />
<em>Esempio:</em> Se l’altro ti racconta un fatto, evita di interromperlo con: “Anche a me è successo, ascolta questa&#8230;”. Prima ascolta tutto.</li>
<li><strong>Essere autentici e coerenti</strong><br />
Dire cose in cui si crede, usare un tono sincero e non cercare di impressionare rende le conversazioni più vere e piacevoli.<br />
<em>Esempio:</em> Se non ti interessa un argomento, puoi dirlo con tatto: “Ammetto che non ne so molto, ma mi interessa capire meglio”.</li>
<li><strong>Chiudere con cura</strong><br />
Anche la chiusura di una conversazione ha un peso. Concludere con rispetto e gratitudine rafforza il legame.<br />
<em>Esempio:</em> Invece di chiudere bruscamente con “devo andare”, puoi dire: “Mi ha fatto piacere parlare con te, speriamo di continuare presto”.</li>
</ol>
<h1>Cos&#8217;è e come si gestisce lo stile comunicativo</h1>
<p><strong>Cos’è lo stile comunicativo</strong></p>
<p>Lo <strong>stile comunicativo</strong> è il modo in cui una persona esprime pensieri, emozioni e intenzioni attraverso parole, tono di voce, linguaggio del corpo e ritmo della comunicazione. Non si tratta solo di <em>cosa</em> diciamo, ma soprattutto di <em>come</em> lo diciamo.<br />
Ogni stile ha un impatto preciso sull’interlocutore e può facilitare o ostacolare la comprensione e la relazione.</p>
<p><strong>Come si gestisce lo stile comunicativo</strong></p>
<ol>
<li><strong>Conoscere il proprio stile dominante</strong><br />
Il primo passo è diventare consapevoli del proprio modo abituale di comunicare. Si è diretti? Diplomatici? Riflessivi? Espansivi?<br />
<em>Esempio:</em> Una persona con stile diretto potrebbe dire: “Questo progetto non funziona”, mentre una più riflessiva direbbe: “Credo che ci siano aspetti da rivedere in questo progetto”. Entrambe possono funzionare, se usate nel contesto giusto.</li>
<li><strong>Riconoscere gli stili degli altri</strong><br />
Ogni persona ha un suo stile, e saperlo riconoscere permette di adattarsi e migliorare la relazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se parli con una persona molto analitica, eviterai espressioni vaghe come “mi sembra giusto” e userai dati: “Secondo le statistiche, questa soluzione è più efficace del 30%”.</li>
<li><strong>Adattare il proprio stile al contesto</strong><br />
Non esiste uno stile perfetto in assoluto, ma esiste quello più adatto alla situazione.<br />
<em>Esempio:</em> In una situazione d’urgenza (es. emergenza sanitaria), uno stile diretto è più efficace: “Chiama subito il medico!”. In una riunione strategica, invece, può essere più utile uno stile collaborativo e riflessivo.</li>
<li><strong>Saper dosare assertività ed empatia</strong><br />
Comunicare in modo efficace significa trovare il giusto equilibrio tra fermezza e sensibilità verso l’altro.<br />
<em>Esempio:</em> In un conflitto, uno stile troppo aggressivo (“Hai sempre torto!”) peggiora la situazione. Uno stile assertivo ma empatico funziona meglio: “Ho un punto di vista diverso, ti va se lo condivido?”.</li>
<li><strong>Gestire tono, ritmo e linguaggio del corpo</strong><br />
Lo stile passa anche da aspetti non verbali. Il tono troppo alto può sembrare autoritario, quello troppo basso insicuro. Il ritmo incalzante può mettere ansia, quello troppo lento può annoiare.<br />
<em>Esempio:</em> Se vuoi trasmettere entusiasmo, usa un tono energico, gesticola con misura e guarda negli occhi l’interlocutore. Se vuoi rassicurare, abbassa leggermente il tono e rallenta il ritmo.</li>
<li><strong>Essere flessibili e allenarsi al cambiamento</strong><br />
Lo stile comunicativo non è fisso: può evolversi con l’esperienza, il contesto e la volontà. Allenarsi a usare registri diversi è una forma di intelligenza relazionale.<br />
<em>Esempio:</em> Un manager può imparare a passare da uno stile direttivo (utile in caso di urgenze) a uno partecipativo (efficace per coinvolgere il team).</li>
<li><strong>Fare attenzione alla coerenza</strong><br />
Le parole devono essere coerenti con il tono e il comportamento. Se c’è incoerenza, l’altro percepirà confusione o manipolazione.<br />
<em>Esempio:</em> Se dici “sono qui per aiutarti” ma guardi l’orologio ogni 10 secondi, comunichi disinteresse nonostante le parole.</li>
<li><strong>Accogliere feedback e migliorarsi</strong><br />
Gli altri ci restituiscono segnali su come comunichiamo, a volte verbalmente, altre volte con reazioni più sottili. Saperli cogliere è fondamentale per evolvere.<br />
<em>Esempio:</em> Se noti che spesso le persone si irrigidiscono quando parli, potrebbe essere utile chiedere: “Sono stato troppo diretto? C’è un modo migliore per dirlo secondo te?”.</li>
</ol>
<p>Gestire lo stile comunicativo non significa <em>cambiare personalità</em>, ma <strong>diventare più consapevoli e strategici</strong> nel modo in cui ci relazioniamo. È una competenza che si può allenare ogni giorno, in ogni conversazione.</p>
<h1>Keywords della comunicazione efficace</h1>
<p>Ecco un elenco di 50 <strong>keywords</strong> utili sul tema <strong>&#8220;le regole per una comunicazione efficace&#8221;</strong>, temi su cui riflettere:</p>
<ol>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Empatia</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Chiarezza del messaggio</li>
<li>Coerenza comunicativa</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Domande aperte</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Gestione del conflitto</li>
<li>Comunicazione interpersonale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Capacità di ascolto</li>
<li>Codifica del messaggio</li>
<li>Decodifica del messaggio</li>
<li>Comunicazione verbale</li>
<li>Paralinguaggio</li>
<li>Tono di voce</li>
<li>Comunicazione digitale</li>
<li>Comunicazione scritta</li>
<li>Comunicazione visuale</li>
<li>Comunicazione interculturale</li>
<li>Comunicazione professionale</li>
<li>Comunicazione aziendale</li>
<li>Comunicazione interna</li>
<li>Comunicazione esterna</li>
<li>Empatia comunicativa</li>
<li>Comunicazione bidirezionale</li>
<li>Rumore comunicativo</li>
<li>Atti comunicativi</li>
<li>Canali comunicativi</li>
<li>Contesto comunicativo</li>
<li>Comunicazione efficace nel team</li>
<li>Assertività e rispetto</li>
<li>Comunicazione autentica</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Comunicazione intenzionale</li>
<li>Flessibilità comunicativa</li>
<li>Regole di comunicazione</li>
<li>Comunicazione strategica</li>
<li>Comunicazione efficace in pubblico</li>
<li>Comunicazione nei conflitti</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Comunicazione efficace in azienda</li>
<li>Comunicazione e leadership</li>
<li>Comunicazione e relazione</li>
</ol>
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		<title>Ascolto Attivo ed Empatia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 09:43:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ascolto attivo ed empatia:  Ascolto, empatia e leadership conversazionale Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani &#8220;Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace&#8220;. Milano, Franco Angeli editore. La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare. (Chuck Palahniuk) Quando si parla di ascolto efficace, si intendono essenzialmente due cose: 1) l’ascolto &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Ascolto attivo ed empatia:  Ascolto, empatia e leadership conversazionale</h1>
<p>Articolo estratto dal libro di Daniele Trevisani &#8220;<span id="productTitle" class="a-size-large celwidget" data-csa-c-id="rsc5bz-eo6w13-a56go8-vok152" data-cel-widget="productTitle"><a href="https://amzn.to/3OgzelH" target="_blank" rel="noopener">Ascolto attivo ed empatia. I segreti di una comunicazione efficace</a>&#8220;. Milano, Franco Angeli editore.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28809" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia.jpg" alt="ascolto attivo empatia" width="753" height="288" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia.jpg 753w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia-300x115.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia-175x67.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/11/ascolto-attivo-empatia-450x172.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px" /></p>
<blockquote><p><em>La gente non ascolta, aspetta solo il suo turno per parlare.<br />
(Chuck Palahniuk)</em></p></blockquote>
<p>Quando si parla di ascolto efficace, si intendono essenzialmente due cose: 1) l’ascolto è stato utile a raccogliere informazioni e comprendere meglio lo stato delle cose, dei fatti, e delle persone; 2) l’ascolto è stato un momento di relazione piacevole, accogliente, in cui si è riusciti a fare da contenitore emotivo alla persona.</p>
<p>Quando queste due situazioni accadono, siamo di fronte ad un ascolto efficace. Direi abbastanza raro. Nella vita la materia più rara e preziosa non è l’oro, è qualcuno che ti capisca.</p>
<p>Alcune domande possono esserci utili:</p>
<ul>
<li>Hai mai avuto la sensazione che una persona non ti stia ascoltando?</li>
<li>Che voglia non ascoltarti, o che non ci riesca proprio?</li>
<li>Oppure hai mai percepito che mentre parlate, l&#8217;altra persona stia dicendo le cose a metà, non dica tutto, trattenga qualcosa? Per volontà, a volte, o per incapacità, o per paura, chissà?</li>
<li>Hai mai avuto la vaga impressione che la persona con cui parli stia cercando di proiettare di sè un’immagine magari poco veritiera, praticando qualche forma di “<em>Impressions Management</em>”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> (letteralmente “Gestione dell’Impressione”, creare di sè un’immagine artificiosa)?</li>
<li>Ti è mai capitata l’intenzione di parlare con qualcuno per approfondire un certo tema o situazione, mentre invece la persona continua a sfuggire, scappare, evitare?</li>
<li>Hai mai sentito la presenza di un “nucleo” dietro al parlare di una persona, del contenuto &#8211; idee, opinioni, progetti &#8211; che si osserva solo in trasparenza, ma non emerge, per quanti sforzi la persona faccia per spiegarsi?</li>
</ul>
<p>Se ti sei trovato anche solo in una di queste situazioni, hai praticato un “ascolto oltre le parole”, una &#8220;percezione aumentata&#8221; e ti sei avvicinato o avvicinata ai temi dell’ascolto attivo e dell’empatia.</p>
<p>Tra l’altro, se c’erano interessi in gioco, hai toccato con mano quanto possa essere importante la <em>Leadership Conversazionale</em> e la capacità di dirigere gli andamenti di una conversazione.</p>
<p>Hai anche visto, nella tua vita, quanto sia raro l’ascolto attivo, e che essere ascoltati è abbastanza raro, rispetto alla vita normale dove tutto corre e nessuno ha mai il tempo per nulla.</p>
<p>Bene, piuttosto che recriminare gli altri per ciò che fanno o non fanno, questo libro vuole offrire strumenti per chi vuole migliorare il proprio ascolto, per lavoro o nella vita di tutti i giorni, per praticare un ascolto di qualità, un ascolto attivo, e un ascolto empatico.</p>
<p>Lo spirito delle parole di Virgilio, il suo invito a cercare sempre di capire, è il fondamento che scorre lungo tutto questo volume. È il valore di fondo che ci ispira a praticare un ascolto attivo.</p>
<blockquote><p><em>Si può essere stanchi di tutto, ma non di capire.</em></p>
<p><em> (Virgilio)</em></p></blockquote>
<p>L’ascolto è percezione, e percepire per noi è normale, fisiologico.</p>
<p>Lo hai fatto centinaia e migliaia di volte, anche solo osservando le persone nel come sono vestite o come camminano. Inevitabilmente. Lo hai fatto, che volessi o meno. Il problema è che la percezione è diventata superficiale, molto superficiale, e l’ascolto altrettanto. E questo è un peccato, perché una percezione acuta, è una via privilegiata verso la verità.</p>
<p>La leadership conversazionale è la capacità di ridare forza all’ascolto, dirigere la conversazione sui temi che ci interessano, o sui formati che vogliamo strategicamente attivare (e l’ascolto, è uno di questi).</p>
<p>Perché serve leadership per poter ascoltare? Perché la leadership è un atto volontario, e in questo volume trattiamo proprio l’ascolto come atto volontario, deciso da chi ascolta, non come un atto casuale che può capitare a chiunque senza prestarvi attenzione.</p>
<p>Gli esseri umani sono dotati di capacità di ascolto, naturali, utilizzano l’udito per capire suoni e parole, perché questo è vitale per la loro sopravvivenza. Se non sapessimo ascoltare, né i suoni, né le intenzioni (es, aggressive, ostili, o amichevoli), ci saremmo già estinti.</p>
<p>Si dice spesso che occorre il coraggio di alzarsi in piedi e parlare, dire la propria. Beh, molto spesso serve anche il <strong>coraggio di portare la mente li, dove siamo ora, per ascoltare e guardare dentro all’anima e alla mente di una persona. </strong></p>
<p><strong>Esiste coraggio anche nell’ascoltare</strong>.</p>
<blockquote><p><em>Il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare.<br />
(Sir Winston Churchill)</em></p></blockquote>
<h2><em> Ascolto attivo ed Empatia &#8211; </em>Ascoltare le emozioni. Emozioni e comunicazione</h2>
<p>Emozioni e comunicazione sono fortemente correlate.</p>
<p>Quando comunichiamo, oltre ai dati verbali (oggetti, soggetti, verbi, aggettivi e altri elementi del discorso) possiamo sempre notare un sottofondo emotivo (la parte esterna della ruota di Plutchik sotto presentata). A volte questo sottofondo si fa più intenso, e quasi arriviamo a “sentire” o “percepire” più lo sfondo emotivo delle stesse parole (area delle emozioni intermedie). Quando si entra nelle emozioni estreme, quelle intense, rappresentate al centro, le parole diventano quasi inutili, perché veniamo inondati dall’emozione che ci arriva dall’altro, e questa finisce per sopraffare qualsiasi contenuto.</p>
<p>Il “solido di Plutchik” o “Ruota delle Emozioni di Plutchik”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> rappresenta una delle migliori visualizzazioni su come funzionano le emozioni.</p>
<p>Dobbiamo tenere a mente che anche noi siamo soggetti comunicatori, per cui quanto sopra evidenziato, vale anche per quando siamo noi a parlare.</p>
<p>Figura 1 &#8211; Ruota degli stati emotivi (Plutchik)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26152" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/03/Ruota-delle-emozioni-di-Plutchik.jpg" alt="Ascolto attivo ed empatia - ascoltare le emozioni" width="1124" height="727" /></p>
<p><em>(grafica adattata dal modello originale, con riferimento in bibliografia, Plutchik 1980)</em></p>
<p>Inevitabilmente, in uno scambio comunicativo, abbiamo sempre un <strong>sottostante scambio di emozioni</strong>.</p>
<p>Alcune persone sono bravissime e rapidissime nel cogliere le proprie emozioni interne, dirigerle, dominarle, farne l’uso che vogliono. Ad esempio, parlare in pubblico davanti a migliaia di persone senza provare il minimo di ansia.</p>
<p>Altre persone invece sono vittime delle emozioni, possono diventare vittime di un amore cieco e sordo ad ogni diniego, e perseverare nell’amare una persona che non le ama, o non ha nemmeno mai dato segni di amore. Possono provare paura persino del pensiero di parlare in pubblico, e temerlo come il peggiore dei veleni.</p>
<p>Ogni situazione comunicativa (COMSIT) può avere specifici significati e sottofondi emotivi. Le COMSIT sono specifici <em>frames</em> o momenti comunicativi che possono essere distinti gli uni dagli altri, come il dialogo tra amici, o il litigio, o il dare spiegazioni stradali, e mille altre possibilità date dalla vita di relazione. In ciascuna COMSIT, si presentano gradi diversi di incomunicabilità e diversi tipi di emozioni.<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a></p>
<p>Ma allora cosa fare. La strada, l’unica vera strada, è “allenarsi alle emozioni”. E detta così sembra come “allenarsi a vivere”, qualcosa di intangibile. Ed è proprio quell’allenare l’intangibile che fa dell&#8217;”allenamento alle emozioni” un esercizio di grande intelligenza emotiva. E una raffinata palestra di Coaching Esperienziale, per chi progetta esercizi di formazione attiva sulle emozioni.</p>
<p>Si tratta di fronteggiare le emozioni in un “laboratorio emotivo” dove queste possano essere sperimentate e poi “sbobinate” con il supporto di un formatore, coach, Counselor o psicologo, in funzione del tipo di intervento.</p>
<p>Quando si lavora su gruppi aziendali e non su situazioni di patologia clinica, certamente la figura del formatore e del Counselor possono essere il riferimento. Questi “laboratori sulle emozioni” devono essere formulati ingegneristicamente, possono utilizzare video, immagini, lettere, dialoghi a tema, ed ogni tipo di esercizio che coinvolga le emozioni.</p>
<p>Come ci dice Howell<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> parlando delle nostre “incompetenze emotive inconsapevoli”, all’inizio troveremo il tutto un pò stupido o saremo “imbranati”, ma poi “scaleremo” questa vetta, passo dopo passo, sino a giungere ad una forte competenza emotiva.</p>
<p>E del resto, questa è necessaria tanto più è elevata la posizione di carriera. Si pensi alle necessità di equilibrio emotivo di un Giudice, o di un Chirurgo, o di un operatore delle Forze dell’Ordine, o in situazioni specifiche come tirare un rigore, o in sport difficili ed estremi dove le emozioni sono tutto, o quasi tutto.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Schlenker, Barry R. (1980). <em>Impression Management: The Self-Concept, Social Identity, and Interpersonal Relations</em>. Monterey, California: Brooks/Cole.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Plutchik, Robert (1980), <em>Emotion: Theory, research, and experience</em>: Vol. 1. Theories of emotion, 1, New York: Academic</p>
<p>Plutchik, Robert (2002), <em>Emotions and Life: Perspectives from Psychology, Biology, and Evolution</em>, Washington, DC: American Psychological Association</p>
<p>Plutchik, Robert; R. Conte., Hope (1997), <em>Circumplex Models of Personality and</em> <em>Emotions</em>, Washington, DC: American Psychological Association</p>
<p><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Trevisani, Daniele (1992). <em>A Semiotic Models Approach to the Analysis of International/Intercultural Communication</em>; published in “Proceedings of the International and Intercultural Communication Conference”, University of Miami, FL., USA, 19 &#8211; 21 May 1992.</p>
<p><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> Howell, William S. (1982). <em>The empathic communicator</em>. University of Minnesota: Wadsworth Publishing Company</p>
<h3>Semantica Articolo su Ascolto Attivo ed Empatia</h3>
<ul>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Empatia</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Relazioni interpersonali</li>
<li>Ascolto empatico</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Comprensione emotiva</li>
<li>Connessione empatica</li>
<li>Sviluppo personale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Feedback costruttivo</li>
<li>Ascolto profondo</li>
<li>Relazioni umane</li>
<li>Dialogo efficace</li>
<li>Comunicazione autentica</li>
<li>Comprensione reciproca</li>
<li>Linguaggio del corpo</li>
<li>Presenza empatica</li>
<li>Sintonizzazione emotiva</li>
<li>Comunicazione persuasiva</li>
<li>Fiducia relazionale</li>
<li>Abilità comunicative</li>
<li>Ascolto attivo e feedback</li>
<li>Empatia cognitiva</li>
<li>Gestione delle emozioni</li>
<li>Tecniche di ascolto</li>
<li>Comunicazione positiva</li>
<li>Relazioni professionali</li>
<li>Comunicazione verbale</li>
<li>Empatia affettiva</li>
<li>Ascolto e comprensione</li>
<li>Capacità relazionale</li>
<li>Comunicazione empatica</li>
<li>Ascolto consapevole</li>
<li>Relazioni di fiducia</li>
<li>Comunicazione assertiva e empatia</li>
<li>Coinvolgimento emotivo</li>
<li>Comunicazione relazionale</li>
<li>Approccio empatico</li>
<li>Dialogo costruttivo</li>
<li>Relazioni empatiche</li>
<li>Tecniche di empatia</li>
<li>Ascolto attento</li>
<li>Consapevolezza emotiva</li>
<li>Comunicazione interpersonale</li>
<li>Approccio umano</li>
<li>Empatia nelle relazioni</li>
<li>Ascolto reciproco</li>
<li>Connessione emotiva</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/ascolto-attivo-ed-empatia/">Ascolto Attivo ed Empatia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Migliore Corso di Mental Coaching Sportivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 15:58:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Programma dettagliato del Corso HPM di Mental Coaching Sportivo di 6 mesi Master Trainer Dott. Daniele Trevisani. Fondatore del Metodo HPM (Human Potential Modeling) per lo sviluppo del Potenziale Umano e del Mental Coaching. Laureato in DAMS-Comunicazione con Lode, ha svolto il Master of Arts biennale residenziale in Communication presso la University of Florida, ottenendo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Programma dettagliato del Corso HPM di <em>Mental Coaching Sportivo</em> di 6 mesi</h1>
<p>Master Trainer</p>
<ul>
<li>Dott. Daniele Trevisani. Fondatore del Metodo HPM (Human Potential Modeling) per lo sviluppo del Potenziale Umano e del Mental Coaching. Laureato in DAMS-Comunicazione con Lode, ha svolto il Master of Arts biennale residenziale in Communication presso la University of Florida, ottenendo il riconoscimento accademico di &#8220;Graduation With Distinction&#8221;. Ha ottenuto l&#8217;onorificenza Fulbright (Governo USA) per i contributi apportati alla scienza del Fattore Umano (Human Factor). Ha formato dal 1990 allievi sia in campo manageriale che life e Mental Coaching sportivo. Per 13 anni ha curato la formazione dei Generali in Comando ONU per le Nazioni Unite, i Caschi Blu ONU e le Forze Speciali Esercito, con tecniche sia di comunicazione che di Mental Coaching.</li>
<li>Dott.ssa Cinzia Zocca, Master Trainer HPM con esperienza trentennale nella crescita personale e nel coaching, allieva diretta del Dott. Daniele Trevisani su temi come la psicologia delle emozioni, gli approcci sportivi ed olistici al Potenziale Umano.</li>
</ul>
<p>Ecco un programma dettagliato per un corso di <em>Mental Coaching Sportivo</em> di 6 mesi, con 3 call Zoom (1 per ogni settimana esclusa la settimana dell’incontro in presenza) e 1 incontro mensile in presenza, basato sul metodo HPM di Daniele Trevisani. Alla fine del documento troverai una bibliografia di Daniele Trevisani e una bibliografia scientifica per approfondimento, e alcuni dei temi su cui svolgere la tesina finale o PowerPoint finale.</p>
<h2><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28641" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia.jpg" alt="migliore corso di mental coaching sportivo in Italia" width="779" height="427" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia.jpg 779w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia-300x164.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia-768x421.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia-175x96.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia-450x247.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/10/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo-in-italia-600x329.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 779px) 100vw, 779px" /></strong></h2>
<blockquote><p>Contatta gli autori di questo programma per ricevere una consulenza personalizzata gratuita e approfondimenti, da <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">questo form</a></p></blockquote>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; Mese 1: Autoconsapevolezza e Gestione delle Emozioni</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Obiettivo</strong>: Imparare a riconoscere e gestire le emozioni, potenziare l&#8217;autoconsapevolezza per affrontare le sfide sportive.</li>
<li><strong>Call settimanali</strong>:
<ul>
<li>Call 1: Introduzione al metodo HPM e autoconsapevolezza.</li>
<li>Call 2: Riconoscere le emozioni Alfa e Beta durante le performance sportive.</li>
<li>Call 3: Bilancio delle risorse emotive e gestione delle emozioni in gara.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Incontro in presenza</strong>: Workshop pratico sulla consapevolezza emotiva e gestione dello stress attraverso esercizi di respirazione e mindfulness.</li>
<li><strong>Aforisma</strong>: <em>&#8220;La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente.&#8221;</em> – Albert Einstein.</li>
</ul>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><strong>Mese 2: Potenziamento Mentale e Focalizzazione</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Obiettivo</strong>: Sviluppare la capacità di focalizzazione e concentrazione, potenziare le risorse mentali nascoste.</li>
<li><strong>Call settimanali</strong>:
<ul>
<li>Call 1: Visualizzazione mentale per l’ottimizzazione della performance sportiva.</li>
<li>Call 2: Tecniche per migliorare la concentrazione e entrare nello stato di “flow”.</li>
<li>Call 3: Gestione della fatica mentale durante le competizioni.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Incontro in presenza</strong>: Esercitazioni pratiche su visualizzazione e tecniche di concentrazione per migliorare le prestazioni in allenamento e gara.</li>
<li><strong>Aforisma</strong>: <em>&#8220;La forza della preparazione è il fondamento della vittoria.&#8221;</em> – Daniele Trevisani.</li>
</ul>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><strong>Mese 3: Autoregolazione Emotiva e Superamento dei Limiti</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Obiettivo</strong>: Apprendere tecniche di autoregolazione emotiva per gestire la pressione e il superamento dei propri limiti mentali.</li>
<li><strong>Call settimanali</strong>:
<ul>
<li>Call 1: Tecniche di autoregolazione emotiva per situazioni di alta pressione.</li>
<li>Call 2: Gestione delle emozioni sotto stress: recupero rapido della calma.</li>
<li>Call 3: Superamento dei limiti psicologici: strategie per affrontare i blocchi mentali.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Incontro in presenza</strong>: Sessione intensiva di esercizi pratici per superare blocchi mentali e sviluppare resilienza emotiva.</li>
<li><strong>Aforisma</strong>: <em>&#8220;Le sfide insegnano sempre. Quelle che accettiamo e quelle che non accettiamo.&#8221;</em> – Daniele Trevisani.</li>
</ul>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><strong>Mese 4: Strategia Mentale e Crescita Continua</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Obiettivo</strong>: Costruire una strategia mentale per la crescita continua e sviluppare il potenziale attraverso obiettivi a lungo termine.</li>
<li><strong>Call settimanali</strong>:
<ul>
<li>Call 1: Definizione e pianificazione di obiettivi a lungo termine.</li>
<li>Call 2: Costruire una mentalità orientata alla crescita continua.</li>
<li>Call 3: Identificare e potenziare le risorse mentali per il raggiungimento degli obiettivi.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Incontro in presenza</strong>: Sessione di gruppo su pianificazione strategica degli obiettivi e revisione del percorso personale.</li>
<li><strong>Aforisma</strong>: <em>&#8220;Il destino non è scritto, è quello che noi ci creiamo.&#8221;</em> – John Connor, <em>Terminator Salvation</em>.</li>
</ul>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><strong>Mese 5: Leadership Mentale e Motivazione</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Obiettivo</strong>: Sviluppare una leadership mentale forte e imparare a motivare se stessi e gli altri.</li>
<li><strong>Call settimanali</strong>:
<ul>
<li>Call 1: Il ruolo della leadership mentale nello sport: guida e ispirazione.</li>
<li>Call 2: Come motivare gli altri attraverso l’esempio personale.</li>
<li>Call 3: Costruire una routine motivazionale pre-gara e in allenamento.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Incontro in presenza</strong>: Workshop pratico su leadership e motivazione, con esercizi di coaching individuale e di gruppo.</li>
<li><strong>Aforisma</strong>: <em>&#8220;Non permetterò a nessuno di attraversare la mia mente con i loro piedi sporchi.&#8221;</em> – Mahatma Gandhi.</li>
</ul>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><strong>Mese 6: Preparazione Mentale per la Competizione</strong></h2>
<ul>
<li><strong>Obiettivo</strong>: Consolidare le competenze acquisite e prepararsi mentalmente per le competizioni più impegnative.</li>
<li><strong>Call settimanali</strong>:
<ul>
<li>Call 1: Preparazione mentale per la competizione: routine e rituali pre-gara.</li>
<li>Call 2: Gestione dello stress e della pressione durante la gara.</li>
<li>Call 3: Valutazione e revisione delle competenze acquisite: sviluppo continuo.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Incontro in presenza</strong>: Simulazioni di gara, valutazione finale delle capacità mentali e celebrazione dei successi del percorso formativo.</li>
<li><strong>Aforisma</strong>: <em>&#8220;Quando sarai pronto a morire, sarai grande abbastanza per vivere.&#8221;</em> – Toro Seduto.</li>
</ul>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noopener">Bibliografia di Daniele Trevisani</a></h2>
<ol>
<li>Trevisani, Daniele (1989) <em>A systems/semiotic approach to the study of intercultural communication effectiveness</em>, Fulbright Commission, New York.</li>
<li>Trevisani, Daniele (1992). <em>A Semiotic Models Approach to the Analysis of International/Intercultural Communication</em>; pubblicato in <em>Proceedings of the 9<sup>th</sup> International and Intercultural Communication Conference</em>, University Of Miami, FL., USA, 19 &#8211; 21 May 1992.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2000). <em>Competitività aziendale, personale, organizzativa. Strumenti di sviluppo e creazione del valore</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2001). <em>Psicologia di marketing e comunicazione. Pulsioni d&#8217;acquisto, leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2003). <em>Comportamento d&#8217;Acquisto e Comunicazione Strategica. Dall&#8217;analisi del Consumer Behavior alla progettazione comunicativa</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani Daniele (2005). <em>Negoziazione interculturale. Comunicazione oltre le barriere culturali. Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani Daniele (2007). <em>Regie di Cambiamento. Approcci integrati alle risorse umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al Coaching</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani Daniele (2009). <em>Il potenziale umano. Metodi e tecniche di coaching e training per lo sviluppo delle performance</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2011). <em>Strategic Selling. Psicologia e comunicazione per la vendita consulenziale e le negoziazioni complesse</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2013). <em>Personal Energy. Una mappa per potenziare le Energie Mentali</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2014). <em>Self-Power. Psicologia della motivazione e della performance</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2015). <em>Il Coraggio delle Emozioni. Energie per la vita, la comunicazione e la crescita personale</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2016). <em>Team leadership e comunicazione operativa. Principi e pratiche per il miglioramento continuo individuale e di team</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2017). <em>Strategie di comunicazione e marketing. Un metodo in 12 punti per campagne di comunicazione persuasiva</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2018). <em>Psicologia della libertà. Liberare le potenzialità delle persone</em>. Roma, Mediterranee.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2019). <em>Parliamoci chiaro. Il modello delle quattro distanze per una comunicazione efficace e costruttiva</em>. Verona, Gribaudo-Feltrinelli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2019). <em>Ascolto Attivo ed Empatia. I segreti di una comunicazione efficace</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2020). <em>Direzione vendite e Leadership. Coordinare e formare i propri venditori per creare un team efficace</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2021). <em>Deep Coaching. Il Metodo HPM<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> per la crescita personale, il coaching in profondità, e la formazione attiva</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2022). <em>Il coraggio di evolvere. Coaching attivo esperienziale e counseling per lo sviluppo personale e professionale. Il metodo della Neotropia</em>. Bologna, OM.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2023). <em>Solution Selling. Il manuale della vendita consulenziale</em>. Milano, Franco Angeli.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2024). <em>Crescita Personale. Il Metodo HPM</em>. Milano, Mind.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2024). <em>Il Libro Rosso del Coaching</em>. Roma, Lit Edizioni.</li>
<li>Trevisani, Daniele (2024). <em>Gestire lo Stress e migliorare i rapporti umani</em>. Capponi, Ascoli Piceno.</li>
</ol>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong><strong>Bibliografia scientifica di approfondimento</strong></h2>
<ol>
<li>Csikszentmihalyi, Mihaly (1990). <em>Flow: The Psychology of Optimal Experience</em>. New York: Harper &amp; Row.</li>
<li>Goleman, Daniel (1995). <em>Emotional Intelligence</em>. New York: Bantam Books.</li>
<li>Gardner, Howard (1983). <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences</em>. New York: Basic Books.</li>
<li>Lazarus, Richard (1991). <em>Emotion and Adaptation</em>. New York: Oxford University Press.</li>
<li>LeDoux, Joseph (1996). <em>The Emotional Brain: The Mysterious Underpinnings of Emotional Life</em>. New York: Simon &amp; Schuster.</li>
</ol>
<p>Questo programma integra gli insegnamenti del metodo HPM con teorie scientifiche sul coaching mentale, concentrandosi su crescita continua, leadership mentale e gestione delle emozioni per ottenere performance ottimali.</p>
<p><strong>Attestato</strong>. Il programma rilascia attestato in inglese, validato CWF (Coaching World Federation)</p>
<h2><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; </strong>Keywords generali del progetto</h2>
<p>Crescita personale, Autorealizzazione, Motivazione intrinseca, Potenziale cognitivo, Sviluppo delle competenze, Mindset di crescita, Resilienza, Leadership personale, Autoconsapevolezza, Empatia, Autostima, Autodisciplina, Coaching motivazionale, Creatività, Intelligenza emotiva, Forza interiore, Autogestione, Potenziale latente, Capacità di adattamento, Automotivazione, Equilibrio mentale, Pensiero critico, Decision making, Capacità relazionale, Empowerment personale, Comunicazione assertiva, Benessere psicologico, Sviluppo del talento, Gestione dello stress, Pianificazione degli obiettivi, Determinazione, Flessibilità cognitiva, Intraprendenza, Autonomia, Cambiamento positivo, Evoluzione personale, Capacità di problem solving, Fiducia in se stessi, Mental coaching, Potenziamento delle abilità, Successo personale, Formazione continua, Consapevolezza dei punti di forza, Visualizzazione degli obiettivi, Focus mentale, Attitudine proattiva, Potenziale emozionale, Crescita spirituale, Autoefficacia, Sostenibilità del successo</p>
<h3><strong>Migliore corso di Mental Coaching Sportivo &#8211; Temi generali su cui svolgere la tesina finale</strong></h3>
<h3><span style="font-size: 15px; color: var(--text-color); letter-spacing: var(--text-tracking);">Migliore corso di mental coaching sportivo. Il corso prevede discussione di tesina finale di 15 cartelle o PowerPoint, con almeno 10 citazioni scientifiche pertinenti.</span></h3>
<ul>
<li>Mental coaching per atleti</li>
<li>Migliore programma di coaching sportivo</li>
<li>Allenamento mentale per sportivi</li>
<li>Mental coaching per la performance sportiva</li>
<li>Tecniche di coaching mentale per atleti</li>
<li>Mental training per migliorare le prestazioni</li>
<li>Corsi di mental coaching per allenatori</li>
<li>Mental coach sportivo certificato</li>
<li>Preparazione mentale nello sport</li>
<li>Coaching motivazionale per sportivi</li>
<li>Corso avanzato di mental coaching sportivo</li>
<li>Coaching sportivo per la gestione dello stress</li>
<li>Miglioramento delle prestazioni con il mental coaching</li>
<li>Mental coach per atleti professionisti</li>
<li>Coaching mentale per gare e competizioni</li>
<li>Strategie mentali per lo sport</li>
<li>Migliore scuola di coaching sportivo</li>
<li>Corsi di formazione in mental coaching sportivo</li>
<li>Mental coaching personalizzato per atleti</li>
<li>Tecniche di concentrazione nello sport</li>
<li>Coaching mentale per superare i limiti</li>
<li>Mental coaching per la gestione delle emozioni</li>
<li>Migliore preparazione mentale per atleti</li>
<li>Psicologia dello sport e coaching mentale</li>
<li>Mental training per atleti di alto livello</li>
<li>Mental coach per preparazione olimpica</li>
<li>Corsi di coaching per la performance sportiva</li>
<li>Coaching motivazionale per atleti</li>
<li>Programma di mental coaching sportivo intensivo</li>
<li>Mental coaching per allenatori di squadre</li>
<li>Coaching sportivo per la resilienza emotiva</li>
<li>Migliori tecniche di mental coaching per atleti</li>
<li>Mental coaching per la gestione dell&#8217;ansia sportiva</li>
<li>Mental coach per il miglioramento delle performance</li>
<li>Corsi di mental coaching per giovani atleti</li>
<li>Coaching mentale per il recupero dalla sconfitta</li>
<li>Mental coaching per la crescita personale nello sport</li>
<li>Tecniche di rilassamento per atleti</li>
<li>Mental coaching per il successo sportivo</li>
<li>Migliore corso di coaching per la leadership sportiva</li>
<li>Corsi di preparazione mentale per atleti</li>
<li>Programma di allenamento mentale per competizioni</li>
<li>Coaching sportivo per la gestione della pressione</li>
<li>Tecniche di visualizzazione per atleti</li>
<li>Miglior corso di mental coaching online per atleti</li>
<li>Mental coach per la gestione della fatica mentale</li>
<li>Coaching mentale per l&#8217;auto-motivazione sportiva</li>
<li>Programmi di coaching sportivo su misura</li>
<li>Mental coaching per la performance ottimale nello sport</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/migliore-corso-di-mental-coaching-sportivo/">Migliore Corso di Mental Coaching Sportivo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/migliore-esperto-italiano-intelligenza-emotiva/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2024 17:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza Emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[empatia strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva è il dott. Daniele Trevisani, in base ad una speciale classifica di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle Pubblicazioni. Il Dott. Daniele Trevisani, laureato con Lode in DAMS-Comunicazione con la prima tesi in Italia sulla Comunicazione Interculturale, ha poi ottenuto il Master &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva è il dott. Daniele Trevisani, in base ad una speciale classifica di Google Scholar che valuta numero, qualità e continuità delle <a href="https://www.studiotrevisani.it/libri/" target="_blank" rel="noopener">Pubblicazioni</a>. Il Dott. Daniele Trevisani, laureato con Lode in DAMS-Comunicazione con la prima tesi in Italia sulla Comunicazione Interculturale, ha poi ottenuto il Master of Arts in Communication presso la University of Florida con onori  accademici e la specializzazione in Comunicazione Interculturale alla American University of Washington, DC. Dal 1991 svolge attività di consulenza per primarie aziende italiane ed estere, con <a href="https://www.studiotrevisani.it/testimonials/" target="_blank" rel="noopener">oltre 200 diverse aziende formate</a>. Per le sue ricerche e contributi alla materia dell&#8217;intelligenza emotiva nella comunicazione ha ricevuto l&#8217;onorificenza Fulbright(Governo USA)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28303" style="-webkit-font-smoothing: var(--base-aa); margin: var(--p-media-margin) auto; vertical-align: middle; font-size: 15px; font-family: 'IBM Plex Sans', system-ui, -apple-system, 'Segoe UI', sans-serif; opacity: 0.84;" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato.jpg" alt="" width="626" height="793" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato.jpg 626w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-237x300.jpg 237w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-175x222.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-450x570.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2024/01/attestato-Fulbright-a-colori-ombreggiato-600x760.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px" /></p>
<blockquote><p><a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">Contatta il Dott. Daniele Trevisani per corsi o coaching sull&#8217;intelligenza emotiva tramite questo form, ti ricontatteremo al più presto.</a></p></blockquote>
<h2>La Danza dell&#8217;Intelligenza Emotiva e della Resilienza Emotiva</h2>
<p>L&#8217;aria era densa di emozioni nella piccola sala riunioni, mentre un gruppo di colleghi si sedeva in cerchio per discutere della recente sfida che l&#8217;azienda stava affrontando. Elena, la leader del team, sapeva che gestire le emozioni di tutti era cruciale in quel momento. La sua intelligenza emotiva, affinata nel corso degli anni, le permetteva di percepire le sfumature sottili nelle espressioni dei suoi colleghi e di comprendere il clima emotivo della stanza.</p>
<p>L&#8217;Intelligenza Emotiva (IE) è un elemento chiave per il successo personale e professionale. Consiste nella consapevolezza e nella gestione delle proprie emozioni, nonché nella capacità di comprendere e influenzare le emozioni degli altri. Tuttavia, l&#8217;IE da sola potrebbe non essere sufficiente in momenti di crisi o di sfide significative. È qui che entra in gioco la Resilienza Emotiva.</p>
<p>La Resilienza Emotiva è la capacità di affrontare le avversità, adattarsi ai cambiamenti e riprendersi dalle difficoltà emotive. Essa si nutre dell&#8217;Intelligenza Emotiva, diventando il baluardo che ci permette di superare le tempeste emotive senza romperci. Nella danza sottile tra Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva, emergono strategie e competenze che rendono possibile affrontare le sfide con coraggio e determinazione.</p>
<p>Elena prese la parola con calma, consapevole che la sua espressione e tono di voce influenzavano il clima emotivo del gruppo. Utilizzando la sua Intelligenza Emotiva, comunicò empatia e comprensione, condividendo le proprie emozioni senza perdere il controllo. Questo gesto aprì la strada per una discussione aperta e costruttiva.</p>
<p>Nel corso della riunione, emersero diversi elementi chiave della Resilienza Emotiva. La capacità di tollerare l&#8217;incertezza, adattarsi ai cambiamenti e mantenere una visione ottimistica del futuro erano tra le competenze chiave che il team avrebbe dovuto coltivare. Inoltre, la consapevolezza delle proprie forze e debolezze emotive era fondamentale per affrontare le sfide in modo costruttivo.</p>
<p>Durante le settimane successive, il team lavorò insieme per implementare strategie basate sull&#8217;Intelligenza Emotiva e sulla Resilienza Emotiva. La consapevolezza delle emozioni individuali e collettive divenne la linfa vitale del gruppo, alimentando la sua capacità di adattamento e di superare gli ostacoli.</p>
<p>Nel corso del tempo, il team non solo superò la sfida, ma ne uscì più forte e coeso. La danza tra Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva aveva plasmato il percorso del team attraverso le tempeste emotive, rivelando la forza interiore che scaturisce dalla consapevolezza emotiva e dalla capacità di recuperare dopo le difficoltà.</p>
<p>In conclusione, la combinazione di Intelligenza Emotiva e Resilienza Emotiva crea un equilibrio armonioso nella gestione delle emozioni. Questa sinergia diventa la chiave per navigare le acque agitate della vita, permettendoci di ballare con grazia attraverso le sfide e emergere più forti dall&#8217;altra parte.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici</h2>
<p>Intelligenza emotiva</p>
<p><strong>L’intelligenza emotiva </strong>( <strong>EI </strong>) è definita come la capacità di percepire, utilizzare, comprendere, gestire e gestire le emozioni. Le persone con elevata intelligenza emotiva possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscere </a>le proprie <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni </a>e quelle degli altri, utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento, discernere tra sentimenti diversi ed etichettarli in modo appropriato e adattare le emozioni per adattarsi agli ambienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Sebbene il termine sia apparso per la prima volta nel 1964, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a>ha guadagnato popolarità nel libro bestseller del 1995 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza emotiva </em></a>del giornalista scientifico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daniel_Goleman" target="_blank" rel="noopener">Daniel Goleman </a>. Goleman ha definito l’EI come l’insieme di abilità e caratteristiche che guidano le prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>Alcuni ricercatori suggeriscono che l&#8217;intelligenza emotiva può essere appresa e rafforzata, mentre altri sostengono che sia una caratteristica innata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>Sono stati sviluppati vari modelli per misurare l’EI. Nel 1987, Keith Beasley usò il termine <strong>Quoziente Emozionale </strong>( <strong>QE </strong>) in un articolo, dal nome del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente Intelligente </a>(QI). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Il <em>modello dei tratti </em>, sviluppato da Konstantinos V. Petrides nel 2001, si concentra sull&#8217;autodenuncia delle disposizioni comportamentali e delle abilità percepite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Il <em>modello di abilità </em>(Mayeret al., 2023) si concentra sulla capacità dell&#8217;individuo di elaborare le informazioni emotive e di utilizzarle per navigare nell&#8217;ambiente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_environment" target="_blank" rel="noopener">sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Il modello originale di Goleman può ora essere considerato un <em>modello misto </em>che combina ciò che da allora è stato modellato separatamente come <em>EI dell&#8217;abilità </em>e <em>EI del tratto </em>.</p>
<p>La ricerca recente si è concentrata sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion_recognition" target="_blank" rel="noopener">riconoscimento delle emozioni </a>, che si riferisce all&#8217;attribuzione di stati emotivi sulla base dell&#8217;osservazione di segnali non verbali visivi e uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>Inoltre, gli studi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neurology" target="_blank" rel="noopener">neurologici </a>hanno cercato di caratterizzare i meccanismi neurali dell&#8217;intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9]</sup></a></p>
<p>Gli studi dimostrano che esiste una correlazione tra persone con elevata IE e prestazioni lavorative positive, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>sebbene non sia stata dimostrata alcuna <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Causal_relationships" target="_blank" rel="noopener">relazione causale . </a>L’IE è tipicamente associata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">all’empatia </a>perché coinvolge una persona che collega le proprie esperienze personali con quelle degli altri. Dalla sua diffusione negli ultimi decenni, i metodi per sviluppare l’IE sono diventati ricercati da persone che cercano di diventare leader più efficaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11]</sup></a></p>
<p>Le critiche si sono concentrate sul fatto se l&#8217;IE sia una vera <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>e se abbia una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Incremental_validity" target="_blank" rel="noopener">validità incrementale </a>rispetto <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">al QI </a>e ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità dei Big Five </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, le meta-analisi hanno scoperto che alcune misure di EI hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>anche quando si controlla il QI e la personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di forza emotiva è stato introdotto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>negli anni ’50. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Il termine &#8220;intelligenza emotiva&#8221; sembra essere apparso per la prima volta in un articolo del 1964 di Michael Beldoch, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>e nell&#8217;articolo del 1966 di B. Leuner intitolato <em>Emotional Intelligence and Emancipation </em>, apparso sulla rivista psicoterapeutica <em>Practice of Child Psychology and psichiatria infantile </em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Nel 1983, <em>Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences di </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Howard_Gardner" target="_blank" rel="noopener">Howard Gardner </a>[ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>19] </sup></a>introdusse l&#8217;idea che i tipi tradizionali di intelligenza, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ" target="_blank" rel="noopener">il QI </a>, non riescono a spiegare completamente l&#8217;abilità cognitiva. Ha introdotto l&#8217;idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiple_intelligences" target="_blank" rel="noopener">intelligenze multiple </a>che includevano sia <em>l&#8217;intelligenza interpersonale </em>(la capacità di comprendere le intenzioni, le motivazioni e i desideri di altre persone) sia <em>l&#8217;intelligenza intrapersonale </em>(la capacità di comprendere se stessi, di apprezzare i propri sentimenti, paure e motivazioni). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p>Il primo uso pubblicato del termine &#8220;EQ&#8221; (quoziente emotivo) è un articolo di Keith Beasley nel 1987 sulla rivista <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mensa_International" target="_blank" rel="noopener">britannica Mensa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:8-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Nel 1989, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Greenspan" target="_blank" rel="noopener">Stanley Greenspan </a>propose un modello per descrivere l’EI, seguito da un altro da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Salovey" target="_blank" rel="noopener">Peter Salovey </a>e John Mayer l’anno successivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21]</sup></a></p>
<p>Tuttavia, il termine divenne ampiamente noto con la pubblicazione del libro di Goleman: <em>Intelligenza Emotiva – Perché può importare più del QI </em>(1995). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1995-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>È allo status di bestseller di questo libro che il termine può attribuire la sua popolarità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>Goleman ha poi pubblicato diverse pubblicazioni simili che rafforzano l&#8217;uso del termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p>Verso la fine del 1998, l&#8217;articolo di Goleman sulla <em>Harvard Business Review </em>intitolato &#8220;What Makes a Leader?&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a>ha attirato l&#8217;attenzione del senior management della Johnson &amp; Johnson&#8217;s Consumer Companies (JJCC). L&#8217;articolo parlava dell&#8217;importanza dell&#8217;intelligenza emotiva (EI) nel successo della leadership e citava diversi studi che dimostravano che l&#8217;intelligenza emotiva è spesso il fattore distintivo tra i grandi leader e i leader medi. JJCC ha finanziato uno studio che ha concluso che esiste una forte relazione tra leader con prestazioni superiori e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza emotiva </a>, supportando i suggerimenti dei teorici secondo cui l&#8217;insieme di competenze sociali, emotive e relazionali denominato Intelligenza Emotiva è un fattore distintivo nelle prestazioni di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<p>I test che misurano l&#8217;IE non hanno sostituito i test del QI come metrica standard dell&#8217;intelligenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>e l&#8217;intelligenza emotiva ha ricevuto critiche riguardo al suo ruolo nella leadership e nel successo aziendale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Definizioni</h2>
<p>L’intelligenza emotiva è stata definita, da Peter Salovey e John Mayer, come “la capacità di monitorare le proprie emozioni e quelle degli altri, di discriminare tra emozioni diverse ed etichettarle in modo appropriato, e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e il comportamento”. Questa definizione è stata successivamente scomposta e perfezionata in quattro abilità proposte: percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni. Queste abilità sono distinte ma correlate. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-A_Dictionary_of_Psychology-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>L’intelligenza emotiva riflette anche la capacità di unire intelligenza, empatia ed emozioni per migliorare il pensiero e la comprensione delle dinamiche interpersonali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Tuttavia, esiste un sostanziale disaccordo riguardo alla definizione di EI, rispetto sia alla terminologia che all&#8217;operazionalizzazione. Attualmente esistono tre modelli principali di EI:</p>
<ol>
<li>Modello di abilità</li>
<li>Modello misto (solitamente sussunto sotto il tratto EI) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Kluemper,_D.H._2008-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></li>
<li>Modello di tratto</li>
</ol>
<p>Diversi modelli di EI hanno portato allo sviluppo di vari strumenti per la valutazione del costrutto. Sebbene alcune di queste misure possano sovrapporsi, la maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che utilizzano costrutti diversi.</p>
<p>I modelli di abilità specifici affrontano i modi in cui le emozioni facilitano il pensiero e la comprensione. Ad esempio, le emozioni possono interagire con il pensiero e consentire alle persone di essere decisori migliori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Una persona che è più emotivamente reattiva alle questioni cruciali si occuperà degli aspetti più cruciali della propria vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Il fattore di facilitazione emotiva implica anche saper includere o escludere le emozioni dal pensiero, a seconda del contesto e della situazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Basic_copyediting" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di modifica della copia </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Questa abilità <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>è correlata a <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vago </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_reasoning" target="_blank" rel="noopener">ragionamento emotivo </a>e comprensione in risposta alle persone, all’ambiente e alle circostanze che si incontrano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello di abilità</h2>
<p>Salovey e Mayer si sforzano di definire l&#8217;IE entro i confini dei criteri standard per una nuova intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>A seguito della loro continua ricerca, la loro definizione iniziale di EI è stata rivista in &#8220;La capacità di percepire le emozioni, integrare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e regolare le emozioni per promuovere la crescita personale&#8221;. Tuttavia, dopo aver portato avanti ulteriori ricerche, la loro definizione di IE si è evoluta in &#8220;la capacità di ragionare sulle emozioni, e delle emozioni, per migliorare il pensiero. Include la capacità di percepire accuratamente le emozioni, di accedere e generare emozioni in modo da assistere il pensiero, per comprendere le emozioni e la conoscenza emotiva e regolare riflessivamente le emozioni in modo da promuovere la crescita emotiva e intellettuale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_Intelligence:_Theory,_Findings,_and_Implications-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7]</sup></a></p>
<p>Il modello basato sulle abilità vede le emozioni come utili fonti di informazione che aiutano a dare un senso e a navigare nell’ambiente sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Il modello propone che gli individui differiscano nella loro capacità di elaborare informazioni di natura emotiva e nella loro capacità di mettere in relazione l&#8217;elaborazione emotiva con una cognizione più ampia. Questa capacità si manifesta in alcuni comportamenti adattivi. Il modello afferma che l’EI comprende quattro tipi di abilità:</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Percepire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di rilevare e decifrare le emozioni in volti, immagini, voci e artefatti culturali, inclusa la capacità di identificare le proprie emozioni. La percezione delle emozioni è un aspetto fondamentale dell’intelligenza emotiva, poiché rende possibili tutte le altre elaborazioni delle informazioni emotive.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Usare le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di sfruttare le emozioni per facilitare varie attività cognitive, come il pensiero e la risoluzione dei problemi. La persona emotivamente intelligente può sfruttare appieno i suoi mutevoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mood_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">stati d&#8217;animo </a>per adattarsi al meglio al compito da svolgere.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Comprendere le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di comprendere il linguaggio delle emozioni e di apprezzare le relazioni complesse tra le emozioni. Ad esempio, la comprensione delle emozioni comprende la capacità di essere sensibili alle leggere variazioni tra le emozioni e la capacità di riconoscere e descrivere come le emozioni si evolvono nel tempo.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Gestire le emozioni</strong></h2>
<p>la capacità di regolare le emozioni sia in noi stessi che negli altri. La persona emotivamente intelligente può sfruttare le emozioni, anche quelle negative, e gestirle per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>Il modello EI delle abilità è stato criticato per la mancanza di validità e di validità predittiva sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>Tuttavia, in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Construct_validity" target="_blank" rel="noopener">validità di costrutto </a>, i test di abilità EI hanno un grande vantaggio rispetto alle scale di autovalutazione dell&#8217;EI perché confrontano la prestazione massima individuale con scale di prestazione standard e non si basano sull&#8217;approvazione da parte degli individui di dichiarazioni descrittive su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>L&#8217;attuale misura del modello di EI di Mayer e Salovey, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mayer-Salovey-Caruso_Emotional_Intelligence_Test" target="_blank" rel="noopener">Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test </a>(MSCEIT), si basa su una serie di elementi di risoluzione dei problemi basati sulle emozioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>Coerentemente con l&#8217;affermazione del modello secondo cui l&#8217;IE è un tipo di intelligenza, il test è modellato su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/IQ_tests" target="_blank" rel="noopener">test del QI basati sulle abilità </a>. Testando le abilità di una persona su ciascuno dei quattro rami dell&#8217;intelligenza emotiva, si generano punteggi per ciascuno dei rami e un punteggio totale.</p>
<p>Centrale nel modello a quattro rami è l’idea che l’EI richieda la sintonia con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_norms" target="_blank" rel="noopener">le norme sociali </a>. Pertanto, il MSCEIT viene <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consensus_based_assessment" target="_blank" rel="noopener">valutato in base al consenso </a>, con punteggi più alti che indicano una maggiore sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un campione mondiale di intervistati. Il MSCEIT può anche essere valutato da esperti in modo che venga calcolata la quantità di sovrapposizione tra le risposte di un individuo e quelle fornite da un gruppo di 21 <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotion" target="_blank" rel="noopener">ricercatori sulle emozioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-grewal-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34]</sup></a></p>
<p>Sebbene promosso come test di abilità, il test MSCEIT è diverso dai test del QI standard in quanto i suoi elementi non hanno risposte oggettivamente corrette. Tra le altre sfide, il criterio del punteggio di consenso significa che è impossibile creare elementi (domande) che solo una minoranza di intervistati può risolvere, perché, per definizione, le risposte sono ritenute emotivamente “intelligenti” solo se la maggioranza del campione le ha approvate. . Questo e altri problemi simili hanno portato alcuni esperti di abilità cognitive a mettere in discussione la definizione di IE come vera intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38]</sup></a></p>
<p>In uno studio di Føllesdal, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>i risultati dei test MSCEIT di 111 leader aziendali sono stati confrontati con il modo in cui i loro dipendenti descrivevano il loro leader. Si è riscontrato che non c&#8217;erano correlazioni tra i risultati dei test di un leader e il modo in cui veniva valutato dai dipendenti, per quanto riguarda l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, la capacità di motivare e l&#8217;efficacia del leader. Føllesdal ha criticato anche la società canadese Multi-Health Systems, che gestisce il test. Il test contiene 141 domande ma dopo la pubblicazione del test si è riscontrato che 19 di queste non davano le risposte attese. Ciò ha portato Multi-Health Systems a rimuovere le risposte a queste 19 domande prima di assegnare il punteggio, ma senza dichiararlo ufficialmente.</p>
<p><strong>Altre misurazioni</strong></p>
<p>Varie altre misure specifiche valutano anche l’abilità nell’intelligenza emotiva. Questi includono:</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Analisi diagnostica dell&#8217;accuratezza non verbale (DANVA) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></h2>
<p>La versione Adult Facial include 24 fotografie di pari quantità di espressioni facciali felici, tristi, arrabbiate e paurose di intensità sia alta che bassa, bilanciate per genere. Il compito dei partecipanti è rispondere quale delle quattro emozioni è presente negli stimoli dati.</p>
<p><strong>Test breve di riconoscimento affettivo giapponese e caucasico (JACBART) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p>I partecipanti cercano di identificare 56 volti di individui caucasici e giapponesi che esprimono sette emozioni quali felicità, disprezzo, disgusto, tristezza, rabbia, sorpresa e paura, che possono anche sfumare per 0,2 secondi in un&#8217;emozione diversa.</p>
<p><strong>Test situazionale di comprensione emotiva (STEU) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 42 domande a scelta multipla valutando se comprendono quale delle cinque emozioni che una persona proverebbe in una determinata situazione. Esiste anche una versione breve (STEU-B) composta da 19 item.</p>
<p><strong>Test situazionale di gestione delle emozioni (STEM) </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:6-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>I partecipanti al test completano 44 domande a scelta multipla in cui selezionano quale delle quattro possibili risposte è l&#8217;azione più efficace per gestire le emozioni in una situazione specifica. Esiste anche una versione breve (STEM-B) composta da 18 item.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello misto</h2>
<p>Il modello introdotto da Daniel Goleman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Goleman_1998-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>si concentra sull’IE come un’ampia gamma di competenze e abilità che guidano le prestazioni di leadership. Il modello di Goleman delinea cinque principali costrutti EI: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-hbr98-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Consapevolezza di sé </a>: la capacità di conoscere le proprie emozioni, i propri punti di forza, di debolezza, le pulsioni, i valori e gli obiettivi e di riconoscere il loro impatto sugli altri utilizzando i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gut_feeling" target="_blank" rel="noopener">sentimenti viscerali </a>per guidare le decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_self-regulation" target="_blank" rel="noopener">Autoregolamentazione </a>: implica il controllo o il reindirizzamento delle proprie emozioni e impulsi dirompenti e l&#8217;adattamento alle mutevoli circostanze</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skill" target="_blank" rel="noopener">Abilità sociale </a>: gestire le relazioni per andare d’accordo con gli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">Empatia </a>: considerare i sentimenti degli altri soprattutto quando si prendono decisioni</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">Motivazione </a>: essere consapevoli di ciò che li motiva</li>
</ol>
<p>Goleman include un insieme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">competenze emotive </a>all’interno di ciascun costrutto dell’IE. Le competenze emotive non sono talenti innati, ma piuttosto capacità apprese su cui è necessario lavorare e che possono essere sviluppate per ottenere prestazioni eccezionali. Goleman postula che gli individui nascono con un’intelligenza emotiva generale che determina il loro potenziale di apprendimento delle competenze emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-boy-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Il modello di EI di Goleman è stato criticato nella letteratura di ricerca come mera &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pop_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia pop </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Due strumenti di misurazione si basano sul modello di Goleman:</p>
<ol>
<li>L’Emotional Competence Inventory (ECI), creato nel 1999, e l’Emotional and Social Competence Inventory (ESCI), una nuova edizione dell’ECI, sviluppata nel 2007. L’Emotional and Social Competence – University Edition (ESCI-U ) è anche disponibile. Questi strumenti sviluppati da Goleman e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Boyatzis" target="_blank" rel="noopener">Boyatzis </a>forniscono una misura comportamentale delle competenze emotive e sociali.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Emotional_Intelligence_Appraisal" target="_blank" rel="noopener">La valutazione dell’intelligenza emotiva </a>, creata nel 2001 e che può essere considerata come un self-report o una valutazione a 360 gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44]</sup></a></li>
</ol>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Modello di tratto</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>Teoria dei tratti</em></a></p>
<p>Konstantinos V. Petrides ha proposto una distinzione concettuale tra il modello di EI basato sulle abilità e un modello di EI basato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenotypic_trait" target="_blank" rel="noopener">sui tratti </a>e ha sviluppato quest&#8217;ultimo nel corso di molti anni in numerose pubblicazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Il tratto EI è &#8220;una costellazione di autopercezioni emotive situate ai livelli inferiori della personalità&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>In parole povere, il tratto EI si riferisce all&#8217;autopercezione di un individuo delle proprie capacità emotive. Questa definizione di EI comprende le disposizioni comportamentali e le abilità autopercepite ed è misurata tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-report_inventory" target="_blank" rel="noopener">auto-relazione </a>, in contrapposizione al modello basato sulle abilità che si riferisce alle abilità effettive, che si sono dimostrate altamente resistenti alla misurazione scientifica. L’EI dei tratti dovrebbe essere studiata all’interno di un quadro <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Personality_psychology" target="_blank" rel="noopener">di personalità </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Un&#8217;etichetta alternativa per lo stesso costrutto è tratto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">autoefficacia emotiva </a>.</p>
<p>Il modello EI dei tratti è generale e sussume il modello di Goleman discusso sopra. La concettualizzazione dell’IE come tratto della personalità porta a un costrutto che si trova al di fuori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>delle capacità cognitive umane. Questa è una distinzione importante in quanto riguarda direttamente l’operazionalizzazione del costrutto e le teorie e le ipotesi che vengono formulate al riguardo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-pet2000-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Misurazione</strong></h2>
<p>Esistono molte misure di autovalutazione dell&#8217;EI, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>tra cui l&#8217;EQ-i, lo Swinburne University Emotional Intelligence Test (SUEIT) e il modello Schutte EI. Nessuno di questi valuta l’intelligenza, le abilità o le abilità (come spesso affermano i loro autori), ma piuttosto sono misure limitate dell’intelligenza emotiva dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>La misura più utilizzata e ampiamente studiata dell&#8217;intelligenza emotiva self-report o self-schema (come viene attualmente definita) è l&#8217;EQ-i 2.0. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Originariamente noto come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">BarOn </a>EQ-i, è stata la prima misura di autovalutazione dell&#8217;intelligenza emotiva disponibile, l&#8217;unica misura precedente al libro bestseller di Goleman. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Il Trait Emotional Intelligence Questionnaire (TEIQue) fornisce un&#8217;operazionalizzazione del modello di Konstantinos V. Petrides e colleghi, che concettualizza l&#8217;IE in termini di personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Il test comprende 15 sottoscale organizzate in quattro fattori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quality_of_life" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">autocontrollo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotionality" target="_blank" rel="noopener">emotività </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociability" target="_blank" rel="noopener">socievolezza </a>. Le proprietà <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychometrics" target="_blank" rel="noopener">psicometriche </a>del TEIQue sono state studiate in uno studio su una popolazione di lingua francese, dove è stato riportato che i punteggi TEIQue erano globalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Normally_distributed" target="_blank" rel="noopener">distribuiti normalmente </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reliability_(statistics)" target="_blank" rel="noopener">affidabili </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50]</sup></a></p>
<p>I ricercatori hanno scoperto che i punteggi TEIQue non erano correlati al ragionamento non verbale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Raven%27s_Progressive_Matrices" target="_blank" rel="noopener">matrici di Raven </a>), che hanno interpretato come supporto per la visione dei tratti della personalità dell&#8217;EI (in contrasto con l&#8217;idea che sia una forma di intelligenza). Come previsto, i punteggi TEIQue erano positivamente correlati ad alcuni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">tratti della personalità </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agreeableness" target="_blank" rel="noopener">gradevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">apertura </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">coscienziosità </a>) e inversamente correlati ad altri ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alexithymia" target="_blank" rel="noopener">alessitimia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>). Sono stati condotti numerosi studi genetici quantitativi all&#8217;interno del modello EI dei tratti, che hanno rivelato effetti genetici ed ereditarietà significativi per tutti i punteggi EI dei tratti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a>Due studi (uno una meta-analisi) che prevedevano confronti diretti di più test EI hanno prodotto risultati molto favorevoli per TEIQue. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<p>La teoria dei Big Five Personality Traits offre un quadro semplice per comprendere e migliorare le relazioni scoprendo le motivazioni dietro i comportamenti delle persone. Questa teoria è ugualmente preziosa per la consapevolezza di sé e per migliorare le dinamiche interpersonali. Chiamato anche modello dei cinque fattori, il modello Big Five è la teoria della personalità più ampiamente accettata. Suggerisce che la personalità può essere distillata in cinque dimensioni fondamentali, spesso ricordate come CANOA o OCEAN (coscienziosità, gradevolezza, nevroticismo, apertura, estroversione). In contrasto con altre teorie sui tratti che classificano gli individui in categorie binarie (ad esempio introverso o estroverso), il modello Big Five afferma che ogni tratto della personalità esiste in uno spettro. Di conseguenza, gli individui si posizionano lungo un continuum tra due poli contrastanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Effetti generali</h2>
<p>Una revisione pubblicata sull&#8217;Annual <em>Review of Psychology </em>nel 2008 ha rilevato che una maggiore intelligenza emotiva è positivamente correlata con: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mayer_2008-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<ol>
<li>Migliori relazioni sociali per i bambini – Tra i bambini e gli adolescenti, l’intelligenza emotiva è correlata positivamente con buone interazioni e relazioni sociali e negativamente con la devianza dalle norme sociali e il comportamento antisociale misurati sia dentro che fuori la scuola, come riportato dai bambini stessi, dai loro genitori. familiari e i loro insegnanti.</li>
<li>Migliori relazioni sociali per gli adulti – Un’elevata intelligenza emotiva tra gli adulti è correlata con una migliore percezione di sé delle capacità sociali e relazioni interpersonali di maggior successo, con meno aggressività e problemi interpersonali.</li>
<li>Le persone altamente emotivamente intelligenti sono percepite più positivamente dagli altri – Le altre persone percepiscono quelle con un’elevata IE come più piacevoli, socialmente abili ed empatiche.</li>
<li>Migliori risultati accademici <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>– L’intelligenza emotiva è correlata con maggiori risultati accademici come riportato dagli insegnanti, ma generalmente non con voti più alti una volta preso in considerazione il fattore QI.</li>
<li>Migliori dinamiche sociali sul lavoro e migliore capacità <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negotiation" target="_blank" rel="noopener">di negoziazione </a>.</li>
<li>Migliore benessere – L’intelligenza emotiva è correlata positivamente con una maggiore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>e autostima e minori livelli di insicurezza o depressione. È anche correlato negativamente con scelte e comportamenti sanitari inadeguati.</li>
</ol>
<p>Le persone emotivamente intelligenti hanno maggiori probabilità di avere una migliore comprensione di se stesse e di prendere decisioni consapevoli basate sulla combinazione di emozioni e logica. Nel complesso, porta una persona <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-actualization" target="_blank" rel="noopener">all’autorealizzazione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55]</sup></a></p>
<p>La rilevanza e l’importanza dell’intelligenza emotiva in contesti di leadership aziendale, negoziazione commerciale e risoluzione delle controversie sono state riconosciute, e le qualifiche professionali e lo sviluppo professionale continuo hanno incorporato aspetti di comprensione delle emozioni e sviluppo di una maggiore comprensione delle interazioni emotive. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>Soprattutto nel mondo globalizzato, la capacità di essere leader mondiale sta diventando importante. Un elevato QE consente ai leader aziendali di interagire con varie culture diverse e devono sentirsi a proprio agio in questi diversi ambienti culturali, avendo team e organizzazioni diversi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;IE è diventata una parte essenziale della guida di un&#8217;organizzazione. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Interazioni con altri fenomeni</h2>
<p><strong>Bullismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>bullismo e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">Il bullismo </a>è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive" target="_blank" rel="noopener">abuso</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_interaction" target="_blank" rel="noopener">interazione sociale </a>tra pari che può includere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aggression" target="_blank" rel="noopener">aggressività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Harassment" target="_blank" rel="noopener">molestie </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Violence" target="_blank" rel="noopener">violenza </a>. Il bullismo è tipicamente ripetitivo e messo in atto da coloro che occupano una posizione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abusive_power_and_control" target="_blank" rel="noopener">potere </a>sulla vittima. Un crescente numero di ricerche illustra una relazione significativa <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>tra bullismo e intelligenza emotiva. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Mostra anche che l’intelligenza emotiva è un fattore chiave nella vittimizzazione informatica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>L&#8217;intelligenza emotiva (EI) è un insieme di abilità legate alla comprensione, all&#8217;uso e alla gestione delle emozioni in relazione a se stessi e agli altri. Mayer <em>et al. </em>definire l&#8217;EI come: &#8220;percepire accuratamente le emozioni, usare le emozioni per facilitare il pensiero, comprendere le emozioni e gestirle&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Il concetto combina processi emotivi e intellettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Tolegenova-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Una minore intelligenza emotiva sembra essere correlata al coinvolgimento nel bullismo, in quanto bullo e/o vittima di bullismo. L&#8217;EI sembra svolgere un ruolo importante sia nel comportamento di bullismo che nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victimization" target="_blank" rel="noopener">vittimizzazione </a>nel bullismo; dato che l’EI è dimostrato essere <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>malleabile, l’educazione all’EI potrebbe migliorare le iniziative di prevenzione e intervento del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Prestazioni di lavoro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance_and_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>prestazioni lavorative e intelligenza emotiva</em></a></p>
<p>Una meta-analisi dell&#8217;intelligenza emotiva e della prestazione lavorativa ha mostrato correlazioni di <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ricerche precedenti sull&#8217;IE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">sulla prestazione lavorativa </a>avevano mostrato risultati contrastanti: in alcuni studi è stata trovata una relazione positiva, mentre in altri non c&#8217;era alcuna relazione o era incoerente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Ciò ha portato i ricercatori Cote e Miners <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>a offrire un modello compensativo tra EI e QI, che presuppone che l&#8217;associazione tra EI e prestazioni lavorative diventi più positiva al diminuire dell&#8217;intelligenza cognitiva, un&#8217;idea proposta per la prima volta nel contesto delle prestazioni accademiche. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>I risultati del primo studio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>hanno supportato il modello compensativo: i dipendenti con un basso QI ottengono prestazioni più elevate nei compiti e un comportamento di cittadinanza organizzativa diretto all&#8217;organizzazione, maggiore è la loro IE. È stato inoltre osservato che non esiste un legame significativo tra intelligenza emotiva e atteggiamento-comportamento lavorativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64]</sup></a></p>
<p>Un altro studio suggerisce che l’EI non è necessariamente un tratto universalmente positivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Lo studio ha rilevato una correlazione negativa tra EI e richieste di lavoro manageriale <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>; mentre con bassi livelli di richieste di lavoro manageriale, hanno riscontrato una relazione negativa tra EI ed efficacia del lavoro di squadra. Una spiegazione per questo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>potrebbero esserci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gender_differences_in_emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener">differenze di genere nell&#8217;IE </a>, poiché le donne tendono a ottenere punteggi più alti rispetto agli uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Ciò promuove l&#8217;idea che il contesto lavorativo gioca un ruolo nelle relazioni tra EI, efficacia del lavoro di squadra e prestazioni lavorative.</p>
<p>Un altro studio ha valutato un possibile legame tra EI e comportamenti e successo imprenditoriali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66]</sup></a></p>
<p>Sebbene gli studi tra intelligenza emotiva (EI) e prestazioni lavorative abbiano mostrato risultati contrastanti di correlazioni alte e basse, l’IE è innegabilmente un predittore migliore rispetto alla maggior parte dei metodi di assunzione comunemente utilizzati nelle aziende, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Recommendation_letter" target="_blank" rel="noopener">le lettere di referenza </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cover_letters" target="_blank" rel="noopener">le lettere di accompagnamento </a>. Nel 2008, 147 aziende e società di consulenza negli Stati Uniti avevano sviluppato programmi che prevedevano l’EI per la formazione e l’assunzione dei dipendenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Van Rooy e Viswesvaran <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>hanno dimostrato che l&#8217;IE era significativamente correlato con diversi domini della performance, che andavano da .24 per la prestazione lavorativa a .10 per la prestazione accademica. I dipendenti con un alto livello di IE sarebbero più consapevoli delle proprie emozioni e di quelle degli altri, il che, a sua volta, potrebbe portare le aziende a maggiori profitti e meno spese inutili. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>Come? </sup></em></a><sup>] </sup>Ciò è particolarmente importante per i manager espatriati, che devono affrontare emozioni e sentimenti contrastanti, adattandosi a una nuova cultura lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:1-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a>I dipendenti con un alto livello di IE mostrano maggiore fiducia nei loro ruoli, che consentono loro di affrontare positivamente compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Secondo un libro scientifico del giornalista Daniel Goleman, l’intelligenza emotiva conta più del QI per il successo professionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Altri studi hanno sostenuto che i dipendenti con un alto livello di IE ottengono risultati sostanzialmente migliori rispetto ai dipendenti con un basso livello di IE. Questo viene misurato mediante autovalutazioni e diversi indicatori di prestazione lavorativa, come salari, promozioni e aumenti salariali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>Secondo Lopes <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>L&#8217;EI contribuisce allo sviluppo di relazioni forti e positive con i colleghi e al rendimento efficiente nei gruppi di lavoro. Ciò avvantaggia le prestazioni dei lavoratori fornendo supporto emotivo e risorse strumentali necessarie per avere successo nei loro ruoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>I dipendenti emotivamente intelligenti dispongono di risorse migliori per affrontare situazioni stressanti e compiti impegnativi, che consentono loro di ottenere risultati migliori in tali situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:4-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Ad esempio, Law <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:3-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>hanno scoperto che l’EI era il miglior predittore della prestazione lavorativa oltre le capacità cognitive generali tra gli scienziati IT di un’azienda informatica in Cina.</p>
<p>Quando si esamina la connessione tra prestazione lavorativa e intelligenza emotiva, è essenziale tenere conto dell&#8217;impatto della &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managing_up_and_managing_down" target="_blank" rel="noopener">gestione </a>&#8220;, che indica un rapporto positivo tra un dipendente e il suo supervisore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a>Ricerche precedenti hanno rilevato che la qualità di questa relazione potrebbe influenzare le valutazioni soggettive delle prestazioni lavorative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>I dipendenti con una forte intelligenza emotiva tendono a dedicare più tempo a coltivare il loro rapporto con i supervisori. Di conseguenza, quelli con un EI più elevato hanno maggiori probabilità di ottenere risultati favorevoli nelle valutazioni delle prestazioni rispetto a quelli con un EI inferiore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:2-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Sulla base di approcci teorici e metodologici, le misure di EI sono classificate in tre flussi principali: (1) misure basate sulle abilità (ad esempio MSCEIT), (2) autovalutazioni delle misure di abilità (ad esempio SREIT, SUEIT e WLEIS) e (3) modelli misti (ad esempio AES, ECI, questionario EI, EIS, EQ-I e GENOS), che includono misure di EI e abilità sociali tradizionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>hanno scoperto che i tre flussi di EI insieme avevano una correlazione positiva di 0,28 con la prestazione lavorativa. Allo stesso modo, ciascuno dei flussi EI ha ottenuto indipendentemente una correlazione positiva rispettivamente di 0,24, 0,30 e 0,28. I flussi 2 e 3 hanno mostrato una validità incrementale nel predire la prestazione lavorativa al di là della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">modello a cinque fattori </a>) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;abilità cognitiva generale </a>. Entrambi i flussi 2 e 3 erano il secondo predittore più importante della prestazione lavorativa, al di sotto delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/G_factor_(psychometrics)" target="_blank" rel="noopener">capacità cognitive generali. </a>Il flusso 2 spiega il 13,6% della varianza totale, mentre il flusso 3 spiega il 13,2%. Per esaminare l’attendibilità di questi risultati, è stata sviluppata un’analisi dei bias di pubblicazione. I risultati hanno indicato che gli studi sulla correlazione EI-performance lavorativa prima del 2010 non presentano prove sostanziali <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>per suggerire la presenza di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Publication_bias" target="_blank" rel="noopener">bias di pubblicazione </a>. Notando che O&#8217;Boyle Jr. <em>et al. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>avevano incluso le prestazioni di autovalutazione e quelle accademiche nella loro meta-analisi, Joseph, Jin, Newman e O&#8217;Boyle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno collaborato per aggiornare la meta-analisi per concentrarsi specificamente sulle prestazioni lavorative; Utilizzando misure di prestazione lavorativa, questi autori hanno mostrato <em>r </em>= 0,20 (per prestazione lavorativa e abilità EI) e <em>r </em>= 0,29 (per prestazione lavorativa ed EI mista). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Il Consortium for Research on Emotional Intelligence in Organizations sostiene che esiste un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_case" target="_blank" rel="noopener">business case </a>a favore dell’intelligenza emotiva <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>ma, nonostante la validità dei risultati precedenti, alcuni ricercatori si chiedono ancora se la correlazione EI-performance lavorativa abbia un impatto reale sulle strategie aziendali . I critici sostengono che la popolarità degli studi sull’EI è dovuta alla pubblicità sui media, piuttosto che a risultati scientifici oggettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-C%C3%B4t%C3%A9_2006-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Inoltre, la relazione tra prestazioni lavorative e IE non è così forte come suggerito. Questa relazione richiede la presenza di altri costrutti per ottenere risultati importanti. Ad esempio, gli studi hanno scoperto che l’EI è positivamente associata all’efficacia del lavoro di squadra in contesti lavorativi con elevate richieste di lavoro manageriale, il che migliora le prestazioni lavorative. Ciò è dovuto all&#8217;attivazione di forti emozioni durante la prestazione in questo contesto lavorativo. In questo scenario, gli individui emotivamente intelligenti mostrano un insieme migliore di risorse per avere successo nei loro ruoli. Tuttavia, gli individui con un’elevata IE mostrano un livello di prestazione simile rispetto ai dipendenti non emotivamente intelligenti in diversi contesti lavorativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Emotional_intelligence,_teamwork_ef-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Inoltre, Joseph e Newman <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>suggeriscono che le componenti di percezione emotiva e regolazione emotiva dell&#8217;IE contribuiscono fortemente alla prestazione lavorativa in contesti lavorativi di elevate richieste emotive. Moon e Hur <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>hanno scoperto che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;esaurimento emotivo </a>(&#8220;burn-out&#8221;) influenza in modo significativo la relazione prestazione lavorativa-EI. L’esaurimento emotivo ha mostrato un’associazione negativa con due componenti dell’EI (ottimismo e abilità sociali). Questa associazione ha avuto un impatto negativo anche sulle prestazioni lavorative. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>Quindi, la relazione prestazione lavorativa-EI è più forte in contesti di elevato esaurimento emotivo o burn-out; in altre parole, i dipendenti con alti livelli di ottimismo e abilità sociali possiedono risorse migliori per sovraperformare quando affrontano contesti di elevato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_exhaustion" target="_blank" rel="noopener">esaurimento emotivo </a>.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Leadership e Direzione/<strong>Comando</strong></h2>
<p>Diversi studi tentano di studiare la relazione tra EI e leadership. Sebbene l’IE svolga un ruolo positivo nell’efficacia della leadership, ciò che rende efficace un leader è ciò che fa con il suo ruolo, piuttosto che le sue capacità e abilità interpersonali. Sebbene in passato un leader bravo ed efficace dasse ordini e controllasse le prestazioni complessive dell’organizzazione, oggigiorno quasi tutto è diverso: ora ci si aspetta che i leader motivino e creino un senso di appartenenza che faccia sentire i dipendenti a proprio agio, facendoli quindi lavorare di più. effettivamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<p>Ciò non significa che le azioni siano più importanti dell’intelligenza emotiva. I leader hanno ancora bisogno di crescere emotivamente per gestire lo stress, l’equilibrio della vita e altre cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>Un modo corretto per crescere emotivamente, ad esempio, è sviluppare un senso di empatia poiché l&#8217;empatia è un fattore chiave quando si tratta di intelligenza emotiva. In uno studio condotto per analizzare la relazione tra l&#8217;IE dei consulenti scolastici e le capacità di leadership, si è concluso <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>come? </sup></em></a><sup>] </sup>che diversi partecipanti erano buoni leader perché la loro intelligenza emotiva è stata sviluppata nella preparazione dei consulenti, dove viene insegnata l&#8217;empatia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Salute</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2007 di 44 dimensioni degli effetti di Schutte <em>et al. </em>hanno scoperto che l’intelligenza emotiva era associata a una migliore salute mentale e fisica. In particolare, il tratto EI aveva la più forte associazione con la salute mentale e fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Ciò è stato replicato nel 2010 dalla ricercatrice Alexandra Martins che ha scoperto che l&#8217;EI del tratto è un forte predittore della salute dopo aver condotto una meta-analisi basata su 105 dimensioni dell&#8217;effetto e 19.815 partecipanti. Questa meta-analisi ha anche indicato che questa linea di ricerca ha raggiunto sufficiente sufficienza e stabilità per concludere che l’EI è un predittore positivo per la salute. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Martins_2010-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>Uno studio precedente di Mayer e Salovey ha sostenuto che un’elevata IE può aumentare il benessere grazie al suo ruolo nel migliorare le relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Autostima</strong></h2>
<p>Uno studio del 2012 condotto in India ha esaminato in modo incrociato l’intelligenza emotiva, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima </a>e la dipendenza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marijuana" target="_blank" rel="noopener">dalla marijuana </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Su un campione di 200 soggetti, 100 dei quali erano dipendenti dalla cannabis e gli altri 100 emotivamente sani, il gruppo dipendente ha ottenuto un punteggio eccezionalmente basso sull&#8217;EI rispetto al gruppo di controllo. Hanno anche scoperto che anche il gruppo dipendente aveva un punteggio basso in termini di autostima rispetto al gruppo di controllo.</p>
<p>Un altro studio del 2010 ha esaminato se bassi livelli di IE avessero o meno una relazione con il grado di dipendenza da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substance_dependence" target="_blank" rel="noopener">droga </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alcoholism" target="_blank" rel="noopener">alcol </a>in Australia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Nella valutazione di 103 residenti in un centro di riabilitazione dalla droga, hanno esaminato la loro IE insieme ad altri fattori psicosociali in un intervallo di trattamento di un mese. Hanno scoperto che i punteggi EI dei partecipanti miglioravano man mano che i loro livelli di dipendenza diminuivano come parte del trattamento.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Rendimento scolastico</strong></h2>
<p>Una meta-analisi del 2020 ha mostrato che gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva mostrano risultati accademici più elevati a scuola. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:7-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Questo era un riepilogo di oltre 1.246 effetti provenienti da 158 studi diversi, con una dimensione del campione di 42.529. Gli studenti con una maggiore intelligenza emotiva hanno ottenuto punteggi migliori nei test standardizzati e hanno ottenuto voti più alti. L’effetto è stato significativamente maggiore per le aree di studio delle discipline umanistiche rispetto a quelle scientifiche/matematiche, e significativamente maggiore per le abilità dell’intelligenza emotiva (misurate con compiti oggettivi), rispetto alle scale di valutazione dell’intelligenza emotiva . L&#8217;associazione tra intelligenza emotiva e risultati accademici più elevati era ancora significativa anche dopo aver considerato l&#8217;effetto della personalità e dell&#8217;intelligenza dei Big Five degli studenti.</p>
<p>Ci sono tre ragioni per cui una maggiore intelligenza emotiva potrebbe predire un rendimento scolastico migliore. In primo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di regolare le proprie emozioni a scuola: sono in grado di controllare l’ansia che circonda i test e le valutazioni, e la noia quando il materiale non è intrinsecamente interessante. Ciò significa che le loro emozioni non ostacolano i punteggi dei test o la loro capacità di apprendere. In secondo luogo, gli studenti emotivamente intelligenti sono in grado di costruire migliori relazioni sociali con gli altri studenti e con gli istruttori. Ciò significa che hanno fonti di aiuto quando necessario: altri studenti e insegnanti sono più disposti ad aiutarli quando si trovano in difficoltà. In terzo luogo, alcune delle capacità dell’intelligenza emotiva (comprensione delle emozioni, ad esempio) si sovrappongono ai contenuti accademici, in particolare nelle discipline umanistiche. Cioè, analizzare i temi universali della letteratura o le forze sociali alla base degli eventi storici richiede una conoscenza delle emozioni umane.</p>
<p>Landy distingue tra la discussione &#8220;commerciale&#8221; e quella &#8220;accademica&#8221; dell&#8217;EI, basando questa distinzione sul presunto potere predittivo dell&#8217;EI così come visto da ciascuno dei due. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Secondo Landy, il primo fa affermazioni espansive sul valore applicato dell&#8217;EI, mentre il secondo cerca di mettere in guardia gli utenti da queste affermazioni. Ad esempio, Goleman (1998) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambiguo </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>afferma che &#8220;i leader più efficaci sono simili in un aspetto cruciale: hanno tutti un alto grado di quella che è diventata nota come intelligenza emotiva&#8230;. l’intelligenza emotiva è la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sine_qua_non" target="_blank" rel="noopener"><em>condizione sine qua non </em></a>della leadership”. Al contrario, Mayer (1999) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>avverte che &#8220;l&#8217;implicazione della letteratura popolare &#8211; che le persone altamente emotivamente intelligenti possiedono un vantaggio assoluto nella vita &#8211; appare attualmente eccessivamente entusiasta e non comprovata da ragionevoli standard scientifici&#8221;. Landy rafforza ulteriormente questa argomentazione sottolineando che i dati su cui si basano queste affermazioni sono conservati in &#8220;database proprietari&#8221;, il che significa che non sono disponibili a ricercatori indipendenti per rianalisi, replica o verifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-landy-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86]</sup></a></p>
<p>È difficile creare misure oggettive dell’intelligenza emotiva e dimostrare la sua influenza sulla leadership poiché molte scale sono misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<p>In uno scambio accademico del 2009, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Antonakis" target="_blank" rel="noopener">Antonakis </a>e Ashkanasy/Dasborough concordavano per lo più sul fatto che i ricercatori che testano se l’EI è importante per la leadership non lo hanno fatto utilizzando solidi progetti di ricerca; pertanto, attualmente non esistono prove concrete che dimostrino che l’IE preveda i risultati della leadership tenendo conto della personalità e del QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>Antonakis ha sostenuto che l&#8217;EI potrebbe non essere necessaria per l&#8217;efficacia della leadership (si è riferito a questo come il fenomeno della &#8220;maledizione delle emozioni&#8221;, perché i leader che sono troppo sensibili ai propri stati emotivi e a quelli degli altri potrebbero avere difficoltà a prendere decisioni che si tradurrebbe in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_labor" target="_blank" rel="noopener">lavoro emotivo </a>per il leader o i seguaci). Una meta-analisi del 2010 sembra supportare la posizione di Antonakis: ha scoperto che, utilizzando dati esenti da problemi di fonte comune e metodi comuni, le misure di EI correlavano solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pearson_product-moment_correlation_coefficient" target="_blank" rel="noopener">ρ </a>= 0,11 con misure di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership trasformazionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Anche Barling, Slater e Kelloway sostengono questa posizione sulla leadership trasformazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Barling_2000-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Le misure di abilità dell&#8217;EI hanno avuto i risultati peggiori (cioè ρ = 0,04); il WLEIS (misura di Wong-Law) ha fatto un po&#8217; meglio (ρ=0,08), e il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reuven_Bar-On" target="_blank" rel="noopener">Bar-On </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-baron06-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>misura leggermente meglio (ρ=0,18). Tuttavia, la validità di queste stime non include gli effetti del QI o della personalità dei cinque grandi, che sono correlati sia alle misure di EI che alla leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-leadership_ei-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a>Uno studio che analizza l&#8217;impatto dell&#8217;EI sia sulle prestazioni lavorative che sulla leadership ha rilevato che le stime di validità meta-analitica per l&#8217;EI sono scese a zero quando sono stati controllati i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Una meta-analisi ha mostrato lo stesso risultato per Ability EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13]</sup></a></p>
<p>Le misure auto-riferite e di Trait EI mantengono una discreta validità predittiva per le prestazioni lavorative dopo aver controllato i tratti Big Five e il QI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceB-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>Tuttavia, la maggiore validità predittiva delle misure di Trait EI può essere attribuita alla loro inclusione di contenuti relativi alla motivazione al raggiungimento, all&#8217;autoefficacia e alle prestazioni di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>Le prove meta-analitiche confermano che l&#8217;intelligenza emotiva auto-riferita che prevede la prestazione lavorativa è dovuta a misure di EI mista e di tratto che attingono all&#8217;autoefficacia e alla prestazione auto-valutata, oltre ai domini di nevroticismo, estroversione, coscienziosità e QI. Pertanto, la capacità predittiva dell’IE mista rispetto alla prestazione lavorativa scende a zero quando si controllano questi fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Uno studio sulla capacità predittiva dell’IE per le prestazioni lavorative ha concluso che un EI più elevato era associato a una maggiore efficacia della leadership per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a>Questo studio mostra che l&#8217;EI può servire come strumento di identificazione per comprendere chi è (o meno) in grado di trattare in modo efficace con i colleghi. Inoltre, si possono sviluppare e migliorare le proprie qualità di leadership facendo avanzare la propria intelligenza emotiva. L&#8217;IE può essere sviluppata deliberatamente, in particolare gli aspetti di &#8220;facilitare il pensiero con le emozioni&#8221; e &#8220;monitoraggio e regolazione delle emozioni&#8221; sul posto di lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Correlazioni con la personalità</strong></h2>
<p>I ricercatori hanno sollevato preoccupazioni sulla misura in cui le misure di EI self-report <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Correlation" target="_blank" rel="noopener">sono correlate </a>con le dimensioni della personalità stabilite. Le misure di EI self-report e le misure di personalità convergono perché entrambe pretendono di misurare i tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-petrides07-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a>Due dimensioni dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>si distinguono come maggiormente correlate all&#8217;EI auto-riportata: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">nevroticismo </a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>. Il nevroticismo si riferisce <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Negative_emotion" target="_blank" rel="noopener">all’emotività negativa </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anxiety_(mood)" target="_blank" rel="noopener">all’ansia </a>. Le persone che ottengono un punteggio elevato nel nevroticismo hanno probabilità di ottenere un punteggio basso nelle misure di EI auto-valutate.</p>
<p>Gli studi hanno esaminato gli effetti multivariati della personalità e dell&#8217;intelligenza sull&#8217;EI e hanno tentato di correggere le stime per l&#8217;errore di misurazione. Ad esempio, uno studio ha dimostrato che l&#8217;intelligenza generale (misurata con il Wonderlic Personnel Test), la gradevolezza (misurata dal NEO-PI) e il genere potrebbero prevedere in modo affidabile la misura dell&#8217;abilità EI. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Hanno fornito una correlazione multipla (R) di 0,81 con il MSCEIT (la previsione perfetta sarebbe 1). Questo risultato è stato replicato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La replica ha rilevato un multiplo R di 0,76 utilizzando il test di intelligenza &#8220;Culture Fair&#8221; di Cattell e il Big Five Inventory (BFI); covariate significative erano l&#8217;intelligenza (beta standardizzato = .39), la gradevolezza (beta standardizzato = .54) e l&#8217;apertura mentale (beta standardizzato = .46).</p>
<p>Uno studio sull&#8217;Ability Emotional Intelligence Measure ha trovato risultati simili (R multiplo = .69), con predittori significativi che sono intelligenza, beta standardizzato = .69 (utilizzando il test degli scambi e un subtest delle scale Wechsler, il compito di conoscenza generale di 40 elementi) e empatia, beta standardizzato = .26 (utilizzando il questionario di misura della tendenza empatica). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>Antonakis e Dietz (2011b) <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>mostrano anche come l&#8217;inclusione o l&#8217;esclusione di variabili di controllo importanti possa modificare radicalmente i risultati.</p>
<p>Le interpretazioni delle correlazioni tra questionari EI e personalità sono state varie, ma una visione prominente è la visione Trait EI, che reinterpreta l&#8217;EI come una raccolta di tratti della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-Mikolajczak07-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>Una meta-analisi del 2011 ha classificato gli studi sull&#8217;EI in tre flussi: &#8220;(1) modelli basati sulle abilità che utilizzano elementi di test oggettivi; (2) misure di self &#8211; report o peer &#8211; report basate sul modello a quattro rami dell&#8217;EI; e (3 ) &#8220;modelli misti&#8221; di competenze emotive.&#8221; Ha scoperto che questi &#8220;tre flussi hanno correlazioni corrette che vanno da 0,24 a 0,30 con le prestazioni lavorative. I tre flussi erano correlati in modo diverso con l&#8217;abilità cognitiva e con nevroticismo, estroversione, apertura, gradevolezza e coscienziosità. I flussi 2 e 3 hanno la più grande validità incrementale oltre abilità cognitive e il modello a cinque fattori (FFM).&#8221; La meta-analisi ha concluso che &#8220;tutti e tre i flussi di EI hanno mostrato una sostanziale importanza relativa in presenza di FFM e intelligenza nel prevedere le prestazioni lavorative&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:0-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una meta-analisi di follow-up nel 2015 ha ulteriormente corroborato questi risultati e ha affrontato le preoccupazioni sulla &#8220;discutibile validità di costrutto delle misure di EI miste&#8221; sostenendo che &#8220;gli strumenti di EI misti valutano una combinazione di abilità EI e autopercezioni, in oltre alla personalità e alle capacità cognitive.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-ReferenceC-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>Una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi del 2017 </a>di 142 fonti di dati ha rilevato un’ampia sovrapposizione tra il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>e l’EI del tratto. La sovrapposizione era così ampia da concludere che &#8220;I risultati suggeriscono che il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchical_structure_of_the_Big_Five" target="_blank" rel="noopener">fattore generale della personalità </a>è molto simile, forse anche un sinonimo, al tratto EI&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Tuttavia, la sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;abilità EI era più moderata, con una correlazione di circa 0,28. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-:5-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Nel 2021, due articoli di revisione hanno esaminato la relazione tra intelligenza emotiva e la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dark_triad" target="_blank" rel="noopener">triade oscura </a>dei tratti della personalità ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">narcisismo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Machiavellianism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">machiavellismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychopathy" target="_blank" rel="noopener">psicopatia </a>). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Questa ricerca ha scoperto che l&#8217;intelligenza emotiva mostrava associazioni negative con tutti e tre i domini della triade oscura della personalità. Dei quattro rami di abilità dell’intelligenza emotiva, gli effetti maggiori riguardavano la gestione delle emozioni (rispetto alla percezione, all’uso o alla comprensione delle emozioni) e alla psicopatia (rispetto al narcisismo o al machiavellismo). I due diversi aspetti del narcisismo hanno mostrato relazioni diverse con l’intelligenza emotiva. Il narcisismo vulnerabile (caratterizzato da ansia e fragile autostima) era associato a una minore intelligenza emotiva. Tuttavia, il narcisismo grandioso (caratterizzato da fiducia in se stessi, dominanza e senso di ego gonfiato) è correlato a livelli più elevati di intelligenza emotiva. Ciò indica che non tutte le personalità “oscure” mancano di intelligenza emotiva.</p>
<p>Una meta-analisi del 2021 ha mostrato che l&#8217;intelligenza emotiva era associata positivamente all&#8217;attaccamento sicuro negli adulti, ma associata negativamente a stili di attaccamento insicuri come l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Le associazioni con l&#8217;attaccamento ansioso e l&#8217;attaccamento evitante erano significative sia per l&#8217;abilità EI che per le scale di valutazione dell&#8217;EI. Tuttavia, solo le scale di valutazione dell’EI hanno mostrato un’associazione significativamente positiva con l’attaccamento sicuro. Gli autori suggeriscono che lo sviluppo precoce degli stili di attaccamento può facilitare (o ostacolare) lo sviluppo delle capacità emotive e dei tratti coinvolti nell’EI.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Risposta socialmente desiderabile</strong></h2>
<p>La risposta socialmente desiderabile (SDR), o &#8220;falso bene&#8221;, è un modello di risposta in cui i partecipanti al test si rappresentano sistematicamente con un pregiudizio positivo eccessivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>È noto da tempo che questo bias contamina le risposte sugli inventari di personalità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>agendo come mediatore delle relazioni tra le misure di autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>È stato suggerito che rispondere in modo desiderabile sia un &#8220;insieme di risposte&#8221;, un modello di risposta situazionale e temporaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questo è in contrasto con uno &#8220;stile di risposta&#8221;, che è una qualità simile a un tratto più a lungo termine. Considerando i contesti in cui vengono utilizzati alcuni inventari di EI self-report (ad esempio, contesti lavorativi), i problemi delle serie di risposte in scenari ad alta posta in gioco sono chiari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Esistono alcuni metodi per impedire risposte socialmente desiderabili agli inventari di comportamento. Alcuni ricercatori ritengono che sia necessario avvertire i partecipanti al test di non fingere di essere bravi prima di sostenere un test della personalità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Alcuni inventari utilizzano scale di validità per determinare la probabilità o la coerenza delle risposte tra tutti gli item.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come comportamento piuttosto che come intelligenza</strong></h2>
<p>I primi lavori di Goleman sono stati criticati per aver presupposto che l&#8217;IE sia un tipo di intelligenza o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_ability" target="_blank" rel="noopener">abilità cognitiva </a>. Eysenck scrive che la descrizione dell&#8217;EI di Goleman contiene presupposti infondati sull&#8217;intelligenza in generale e che è addirittura contraria a ciò che i ricercatori si aspettano quando studiano i tipi di intelligenza:</p>
<p>&#8220;[Goleman] esemplifica più chiaramente di molti altri la fondamentale assurdità della tendenza a classificare quasi ogni tipo di comportamento come &#8216;intelligenza&#8217;&#8230; Se queste cinque &#8216;capacità&#8217; definiscono &#8216;intelligenza emotiva&#8217;, ci aspetteremmo qualche prova che siano altamente correlati; Goleman ammette che potrebbero essere del tutto incorrelati, e in ogni caso, se non possiamo misurarli, come facciamo a sapere che sono correlati? Quindi l&#8217;intera teoria è costruita sulle sabbie mobili: non esiste una solida base scientifica.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-auto-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110]</sup></a></p>
<p>Allo stesso modo, Locke afferma che il concetto di EI è un’interpretazione errata del costrutto dell’intelligenza, e offre un’interpretazione alternativa: non è un’altra forma o tipo di intelligenza, ma l’intelligenza – la capacità di cogliere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstractions" target="_blank" rel="noopener">astrazioni </a>– applicata a un particolare ambito della vita: emozioni. Suggerisce che il concetto dovrebbe essere rietichettato e denominato abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-locke-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p>L&#8217;essenza di queste critiche è che l&#8217;indagine scientifica dipende dall&#8217;utilizzo di costrutti validi e coerenti e che prima dell&#8217;introduzione del termine EI, gli psicologi avevano stabilito distinzioni teoriche tra fattori come abilità e risultati, abilità e abitudini, atteggiamenti e valori e tratti della personalità. e stati emotivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-everydaypsychology-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Alcuni studiosi ritengono che il termine <em>EI </em>unisca e confonda tali concetti e definizioni accettati.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come abilità piuttosto che qualità morale</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Grant" target="_blank" rel="noopener">Adam Grant </a>ha messo in guardia contro la percezione comune ma errata dell’IE come una qualità morale desiderabile piuttosto che come un’abilità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>Grant ha affermato che un&#8217;IE ben sviluppata non è solo uno strumento strumentale per raggiungere obiettivi, ma può funzionare come un&#8217;arma per manipolare gli altri derubandoli della loro capacità di ragionare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-TheAtlantic20140102-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>EI come misura di conformità</strong></h2>
<p>Una critica ai lavori di Mayer e Salovey viene da uno studio che suggerisce che l&#8217;EI, misurata dal MSCEIT, potrebbe solo misurare la conformità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Questo argomento è radicato nell&#8217;uso da parte del MSCEIT della valutazione basata sul consenso e nel fatto che i punteggi del MSCEIT sono distribuiti negativamente (il che significa che i suoi punteggi differenziano meglio tra le persone con bassa IE rispetto alle persone con alta IE).</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>L&#8217;EI come forma di conoscenza</strong></h2>
<p>Un&#8217;altra critica afferma che, a differenza dei test di capacità cognitiva, il MSCEIT &#8220;verifica la conoscenza delle emozioni ma non necessariamente la capacità di eseguire compiti legati alla conoscenza valutata&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Se qualcuno sa come dovrebbe comportarsi in una situazione emotivamente carica, non ne consegue necessariamente che possa effettivamente mettere in atto il comportamento segnalato.</p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; <strong>Il NICHD spinge per il consenso</strong></h2>
<p>L’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Institute_of_Child_Health_and_Human_Development" target="_blank" rel="noopener">Istituto Nazionale per la Salute Infantile e lo Sviluppo Umano </a>ha riconosciuto che, poiché esistono divisioni sul tema dell’EI, la comunità della salute mentale deve concordare alcune linee guida per descrivere una buona salute mentale e condizioni di vita mentale positive. Nella loro sezione &#8220;Psicologia positiva e concetto di salute&#8221;, spiegano: &#8220;Attualmente esistono sei modelli concorrenti di salute positiva, che si basano su concetti come essere al di sopra della norma, forza caratteriale e virtù fondamentali, maturità evolutiva, socialità e intelligenza emotiva, benessere soggettivo e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_resilience" target="_blank" rel="noopener">resilienza </a>. Ma questi concetti definiscono la salute in termini filosofici piuttosto che empirici. Il dottor [Lawrence] Becker ha suggerito la necessità di un consenso sul concetto di salute psicologica positiva&#8230;&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_literacy" target="_blank" rel="noopener">Alfabetizzazione emotiva </a>: comprensione delle emozioni proprie e degli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy_quotient" target="_blank" rel="noopener">Quoziente di empatia </a>&#8211; Misura di autovalutazione psicologica dell&#8217;empatia</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_thought_method" target="_blank" rel="noopener">Metodo del pensiero emotivo </a>– Attività per costruire l’intelligenza emotiva</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Four_Cornerstone_Model_of_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Modello dei quattro pilastri dell’intelligenza emotiva </a>– Modello emotivo che si concentra sulla conoscenza, sull’applicazione pratica e sull’esplorazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità di vita </a>: capacità di comportamento adattivo e positivo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_human_intelligence" target="_blank" rel="noopener">Cenni sull&#8217;intelligenza umana </a>&#8211; Panoramica e guida d&#8217;attualità all&#8217;intelligenza umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/People_skills" target="_blank" rel="noopener">Abilità delle persone </a>– Tipo di abilità interpersonale</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-ReferenceB_13-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <em>Joseph DL, Newman DA (gennaio 2010). &#8220;Intelligenza emotiva: una meta-analisi integrativa e un modello a cascata&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>95 </strong>(1): 54–78. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0017286" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0017286 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20085406" target="_blank" rel="noopener"><em>20085406 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11238077" target="_blank" rel="noopener"><em>11238077 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:0_14-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>O&#8217;Boyle Jr EH, Humphrey RH, Pollack JM, Hawver TH, Story PA (01-07-2011). </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La relazione tra intelligenza emotiva e prestazione lavorativa: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Giornale del comportamento organizzativo. <strong>32 </strong>(5): 788–818. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1002%2Fjob.714" target="_blank" rel="noopener"><em>1002/job.714 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1099-1379" target="_blank" rel="noopener"><em>1099-1379 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Goleman_1998_24-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Goleman D (1998). Lavorare con l&#8217;intelligenza emotiva. New York: libri Bantam.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Mayer_2008_29-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <em>Mayer JD, Roberts RD, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sigal_G._Barsade" target="_blank" rel="noopener"><em>Barsade SG </em></a><em>(2008). </em><a href="https://www.researchgate.net/publication/5907081" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Abilità umane: intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Rassegna annuale di psicologia. <strong>59 </strong>: 507–36. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.psych.59.103006.093646" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.psych.59.103006.093646 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17937602" target="_blank" rel="noopener"><em>17937602 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:11801336" target="_blank" rel="noopener"><em>11801336 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20151222125327/https:/www.researchgate.net/publication/5907081_Human_Abilities_Emotional_Intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 22-12-2015.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Martins_2010_31-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Martins A, Ramalho N, Morin E (2010). &#8220;Una meta-analisi completa del rapporto tra intelligenza emotiva e salute&#8221;. Giornale di personalità e differenze individuali. <strong>49 </strong>(6): 554–564. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.paid.2010.05.029" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.pagato.2010.05.029 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-grewal_34-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Salovey P, Grewal D (2005). </em><a href="https://directory.doabooks.org/handle/20.500.12854/131109" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;La scienza dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>14 </strong>(6): 6. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2Fj.0963-7214.2005.00381.x" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/j.0963-7214.2005.00381.x </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:2143869" target="_blank" rel="noopener"><em>2143869 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:6_42-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>MacCann C, Roberts RD (2008). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Nuovi paradigmi per la valutazione dell&#8217;intelligenza emotiva: teoria e dati&#8221; </em></a><em>. Emozione. <strong>8 </strong>(4): 540–551. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0012746" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0012746 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18729584" target="_blank" rel="noopener"><em>18729584 </em></a><em>– tramite APA.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-pet2000_45-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Furnham A (2000). &#8220;Sulla struttura dimensionale dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221;. Personalità e differenze individuali. <strong>29 </strong>(2): 313–320. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.475.5285" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.475.5285 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fs0191-8869%2899%2900195-6" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1016/s0191-8869(99)00195-6 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-petrides07_46-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <em>Petrides KV, Pita R, Kokkinaki F (maggio 2007). &#8220;La posizione dell&#8217;intelligenza emotiva dei tratti nello spazio dei fattori di personalità&#8221;. Giornale britannico di psicologia. <strong>98 </strong>(Pt 2): 273–89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1348%2F000712606x120618" target="_blank" rel="noopener"><em>1348/000712606&#215;120618 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17456273" target="_blank" rel="noopener"><em>17456273 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-C%C3%B4t%C3%A9_2006_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Côté S, Minatori CT (2006). &#8220;Intelligenza emotiva, intelligenza cognitiva e prestazioni lavorative&#8221;. Trimestrale di scienze amministrative. <strong>51 </strong>(1): 1–28. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.2189%2Fasqu.51.1.1" target="_blank" rel="noopener"><em>2189/asqu.51.1.1 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/JSTOR_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>JSTOR</em></a><em> </em><a href="https://www.jstor.org/stable/20109857" target="_blank" rel="noopener"><em>20109857 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:142971341" target="_blank" rel="noopener"><em>142971341 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-Emotional_intelligence,_teamwork_ef_65-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Farh CI, Seo MG, Tesluk PE (luglio 2012). &#8220;Intelligenza emotiva, efficacia del lavoro di squadra e prestazione lavorativa: il ruolo moderatore del contesto lavorativo&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>97 </strong>(4): 890–900. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fa0027377" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/a0027377 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22390388" target="_blank" rel="noopener"><em>22390388 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:1_67-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Van Rooy DL, Viswesvaran C (2004-08-01). &#8220;Intelligenza emotiva: un&#8217;indagine meta-analitica sulla validità predittiva e sulla rete nomologica&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>65 </strong>(1): 71–95. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2FS0001-8791%2803%2900076-9" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/S0001-8791(03)00076-9 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:2_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sy T, Tram S, O&#8217;Hara LA (01-06-2006). &#8220;Rapporto tra l&#8217;intelligenza emotiva dei dipendenti e dei manager e la soddisfazione e le prestazioni lavorative&#8221;. Giornale di comportamento professionale. <strong>68 </strong>(3): 461–473. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2Fj.jvb.2005.10.003" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/j.jvb.2005.10.003 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:3_70-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Legge KS, Wong CS, Canzone LJ (giugno 2004). &#8220;La validità di costrutto e criterio dell&#8217;intelligenza emotiva e la sua potenziale utilità per gli studi di management&#8221;. Il giornale di psicologia applicata. <strong>89 </strong>(3): 483–96. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.89.3.483" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.89.3.483 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15161407" target="_blank" rel="noopener"><em>15161407 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:4_71-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Lopes PN, Grewal D, Kadis J, Gall M, Salovey P (2006). &#8220;La prova che l&#8217;intelligenza emotiva è correlata alle prestazioni lavorative, agli affetti e agli atteggiamenti sul lavoro&#8221;. Psicotema. 18 Supplementi: 132–8. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/17295970" target="_blank" rel="noopener"><em>17295970 </em></a><em>.</em></li>
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</ul>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-:5_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>van der Linden D, Pekaar KA, Bakker AB, Schermer JA, Vernon PA, Dunkel CS, Petrides KV (gennaio 2017). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sovrapposizione tra il fattore generale della personalità e l&#8217;intelligenza emotiva: una meta-analisi&#8221; </em></a><em>. Bollettino psicologico. <strong>143 </strong>(1): 36–52. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Fbul0000078" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/bul0000078 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1939-1455" target="_blank" rel="noopener"><em>1939-1455 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27841449" target="_blank" rel="noopener"><em>27841449 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:29455205" target="_blank" rel="noopener"><em>29455205 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-TheAtlantic20140102_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Sovvenzione A (2 gennaio 2014). </em><a href="https://www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il lato oscuro dell&#8217;intelligenza emotiva&#8221; </em></a><em>. L&#8217;Atlantico. </em><a href="https://web.archive.org/web/20140103210524/http:/www.theatlantic.com/health/archive/2014/01/the-dark-side-of-emotional-intelligence/282720/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence#cite_ref-114" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Roberts RD, Zeidner M, Matthews G (settembre 2001). &#8220;L&#8217;intelligenza emotiva soddisfa gli standard tradizionali per un&#8217;intelligenza? Alcuni nuovi dati e conclusioni&#8221;. Emozione. <strong>1 </strong>(3): 196–231. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F1528-3542.1.3.196" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/1528-3542.1.3.196 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12934681" target="_blank" rel="noopener"><em>12934681 </em></a><em>.</em></li>
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<h3>Migliore Esperto Italiano in Intelligenza Emotiva &#8211; Approfondimenti tematici &#8211; semantica articolo</h3>
<ul>
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<li>Consapevolezza sociale</li>
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<li>Relazione tra intelligenza emotiva e successo</li>
<li>Intelligenza emotiva nei contesti lavorativi</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Educazione emotiva</li>
<li>Benessere emotivo</li>
<li>Salute mentale</li>
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<li>Auto-riflessione</li>
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<li>Leadership emotiva</li>
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<li>Intelligenza emotiva e felicità</li>
<li>Autoapprendimento emotivo</li>
<li>Auto-rispetto</li>
<li>Auto-gestione emotiva</li>
<li>Compassione</li>
<li>Crescita emotiva</li>
<li>Intelligenza emotiva e relazioni</li>
<li>Empatia nell&#8217;ambiente di lavoro</li>
<li>Autocontrollo delle emozioni negative</li>
<li>Autovalutazione delle competenze emotive</li>
<li>Regolazione delle reazioni emotive</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Conoscenza delle proprie forze emotive</li>
<li>Intelligenza emotiva nell&#8217;educazione</li>
<li>Sviluppo delle competenze relazionali</li>
<li>Equilibrio tra empatia e assertività</li>
<li>Auto-motivazione nel raggiungimento degli obiettivi</li>
<li>Resilienza emotiva nelle avversità</li>
<li>Accettazione delle emozioni negative</li>
<li>Consapevolezza delle dinamiche emotive di gruppo</li>
<li>Gestione del conflitto emotivo</li>
<li>Sviluppo delle competenze sociali</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Auto-riflessione per la crescita emotiva</li>
<li>Educazione emotiva nelle scuole</li>
<li>Benessere emotivo e fisico</li>
<li>Pratiche di mindfulness per l&#8217;equilibrio emotivo</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza sociale</li>
<li>Auto-perdono e auto-amore</li>
<li>Gestione dello stress attraverso l&#8217;intelligenza emotiva</li>
<li>Resilienza emotiva nei momenti critici</li>
<li>Capacità di ascolto empatico</li>
<li>Empatia e comprensione delle diverse prospettive</li>
<li>Competenze emotive nel contesto familiare</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nell&#8217;infanzia</li>
<li>Auto-valutazione delle competenze relazionali</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nell&#8217;apprendimento</li>
<li>Equilibrio tra ragione ed emozione</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso l&#8217;espressione facciale</li>
<li>Comunicazione emotiva nei gruppi di lavoro</li>
<li>Autocontrollo nelle situazioni di pressione</li>
<li>Intelligenza emotiva e creatività</li>
<li>Gestione delle emozioni nell&#8217;ambiente aziendale</li>
<li>Comunicazione empatica nelle relazioni amorose</li>
<li>Autoefficacia emotiva nelle sfide quotidiane</li>
<li>Risoluzione costruttiva dei conflitti</li>
<li>Motivazione intrinseca e soddisfazione emotiva</li>
<li>Auto-motivazione per il successo personale</li>
<li>Educazione alle emozioni per i giovani</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;intelligenza emotiva attraverso l&#8217;arte</li>
<li>Benessere emotivo e salute mentale</li>
<li>Competenze emotive nell&#8217;educazione degli adulti</li>
<li>Mindfulness e presenza emotiva</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni e gestione del tempo</li>
<li>Resilienza emotiva nelle relazioni interpersonali</li>
<li>Intelligenza emotiva e leadership aziendale</li>
<li>Sviluppo delle competenze emotive nei team di lavoro</li>
<li>Auto-riflessione per il miglioramento emotivo</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva nei momenti di decisione</li>
<li>Comunicazione emotiva nell&#8217;ambito della psicologia</li>
<li>Equilibrio tra empatia e assertività nelle relazioni</li>
<li>Crescita personale attraverso la consapevolezza emotiva</li>
<li>Intelligenza emotiva e empatia nella cura del paziente</li>
<li>Comunicazione non violenta</li>
<li>Autovalutazione delle competenze di leadership emotiva</li>
<li>Gestione delle emozioni nelle dinamiche di gruppo</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nell&#8217;ambiente educativo</li>
<li>Equilibrio tra razionalità ed empatia</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso il linguaggio del corpo</li>
<li>Autocontrollo emotivo nelle situazioni stressanti</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza emotiva sociale</li>
<li>Auto-motivazione nell&#8217;affrontare sfide personali</li>
<li>Resilienza emotiva e successo professionale</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nei rapporti di coppia</li>
<li>Comunicazione empatica nel coaching</li>
<li>Autoefficacia emotiva e autostima</li>
<li>Gestione delle emozioni nelle transizioni di vita</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza collettiva</li>
<li>Educazione emotiva e benessere scolastico</li>
<li>Mindfulness e benessere emotivo</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nelle relazioni familiari</li>
<li>Sviluppo dell&#8217;empatia nel contesto terapeutico</li>
<li>Equilibrio emotivo nelle sfide quotidiane</li>
<li>Riconoscimento delle emozioni attraverso la voce</li>
<li>Autocontrollo emotivo e auto-regolazione</li>
<li>Intelligenza emotiva e creatività artistica</li>
<li>Competenze emotive nel contesto sportivo</li>
<li>Comunicazione emotiva nell&#8217;ambito della psicoterapia</li>
<li>Auto-riflessione e crescita emotiva</li>
<li>Autoconsapevolezza emotiva nell&#8217;educazione degli adulti</li>
<li>Leadership emotiva e motivazione dei team</li>
<li>Sviluppo delle competenze emotive attraverso l&#8217;esperienza</li>
<li>Benessere emotivo e connessione sociale</li>
<li>Competenze emotive e resilienza nelle crisi</li>
<li>Mindfulness e autocontrollo delle emozioni</li>
<li>Intelligenza emotiva e intelligenza sociale nelle organizzazioni</li>
<li>Educazione alle emozioni nelle scuole primarie</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni e presa di decisioni</li>
<li>Resilienza emotiva e adattabilità al cambiamento</li>
<li>Intelligenza emotiva e benessere psicologico</li>
<li>Comunicazione empatica nelle relazioni familiari</li>
<li>Autoefficacia emotiva e performance lavorativa</li>
<li>Competenze emotive e apprendimento continuo</li>
<li>Mindfulness e gestione dello stress emotivo</li>
<li>Consapevolezza delle emozioni nel contesto sociale</li>
<li>Intelligenza emotiva e benessere generale.</li>
</ul>
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		<title>Coaching per la Leadership</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 07:48:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il coaching per la leadership è un processo di sviluppo personale e professionale che mira a migliorare le abilità di leadership di un individuo. Un coach per la leadership lavora con un leader o un dirigente per identificare obiettivi specifici, sviluppare piani d&#8217;azione e migliorare le competenze e le qualità necessarie per guidare efficacemente un &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coaching per la leadership è un processo di sviluppo personale e professionale che mira a migliorare le abilità di leadership di un individuo. Un coach per la leadership lavora con un leader o un dirigente per identificare obiettivi specifici, sviluppare piani d&#8217;azione e migliorare le competenze e le qualità necessarie per guidare efficacemente un team o un&#8217;organizzazione. Ecco alcuni elementi chiave del coaching per la leadership:</p>
<ol>
<li><strong>Valutazione delle competenze:</strong> Un coach per la leadership inizia spesso con una valutazione delle competenze attuali del leader. Questo può coinvolgere feedback da parte dei colleghi, sottoposti e superiori, nonché autovalutazione.</li>
<li><strong>Sviluppo degli obiettivi:</strong> Insieme al leader, il coach definisce gli obiettivi di sviluppo. Questi obiettivi dovrebbero essere specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e limitati nel tempo (obiettivi SMART).</li>
<li><strong>Pianificazione strategica:</strong> Una volta che gli obiettivi sono chiari, il coach e il leader sviluppano un piano d&#8217;azione dettagliato. Questo può includere attività specifiche, letture, formazione e progetti speciali.</li>
<li><strong>Sedute di coaching regolari:</strong> Il coaching per la leadership coinvolge sedute regolari in cui il coach e il leader discutono dei progressi, affrontano sfide e adattano il piano d&#8217;azione. Queste sedute possono essere faccia a faccia o virtuali.</li>
<li><strong>Feedback continuo:</strong> Il feedback è essenziale per il coaching efficace. Il coach fornisce feedback costruttivo e aiuta il leader a sviluppare la consapevolezza di sé.</li>
<li><strong>Sviluppo delle competenze di comunicazione:</strong> La comunicazione è fondamentale per la leadership. Il coaching può includere lo sviluppo delle competenze di comunicazione, inclusa la capacità di ascolto attivo, la gestione dei conflitti e la comunicazione chiara.</li>
<li><strong>Crescita della consapevolezza emozionale:</strong> I leader di successo comprendono e gestiscono le proprie emozioni e quelle degli altri. Il coaching può includere la consapevolezza emozionale e lo sviluppo delle competenze di intelligenza emotiva.</li>
<li><strong>Adattamento alle esigenze specifiche:</strong> Ogni leader è unico, e il coaching per la leadership è adattato alle esigenze specifiche di ciascun individuo. Può concentrarsi su aree come la gestione del tempo, la delega, la presa di decisioni, la motivazione del team, ecc.</li>
<li><strong>Sostenibilità:</strong> Il coaching mira a creare un cambiamento sostenibile nel leader. Ciò significa che le abilità apprese e sviluppate durante il coaching dovrebbero essere integrate nella pratica quotidiana.</li>
</ol>
<p>Il coaching per la leadership può essere un investimento prezioso per gli individui e le organizzazioni, poiché contribuisce al miglioramento delle prestazioni e alla crescita professionale e personale dei leader.</p>
<blockquote><p>Contattaci per qualsiasi esigenza di formazione e coaching sulla leadership <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">da questo form.</a> Risponderemo al più presto</p></blockquote>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28057" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia.jpg" alt="migliore corso di coaching sulla leadership in Italia" width="778" height="553" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia.jpg 778w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia-300x213.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia-768x546.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia-175x124.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia-450x320.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentore-in-Italia-600x426.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 778px) 100vw, 778px" /></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211;</h2>
<p><strong>La leadership </strong>, sia come area di ricerca che come abilità pratica, comprende la capacità di un individuo, gruppo o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">organizzazione </a>di &#8221; <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/lead" target="_blank" rel="noopener">guidare </a>&#8220;, influenzare o guidare altri individui, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Team" target="_blank" rel="noopener">team </a>o intere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni </a>.</p>
<p>&#8220;Leadership&#8221; è un termine controverso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>La letteratura specialistica discute vari punti di vista sul concetto, a volte contrapponendo gli approcci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Eastern_world" target="_blank" rel="noopener">orientali </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_world" target="_blank" rel="noopener">occidentali </a>alla leadership, e anche (in Occidente) gli approcci nordamericani ed europei. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2]</sup></a></p>
<p>Alcuni ambienti accademici statunitensi definiscono la leadership come “un processo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_influence" target="_blank" rel="noopener">influenza sociale </a>in cui una persona può ottenere l’aiuto e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peer_support" target="_blank" rel="noopener">il sostegno </a>di altri nella realizzazione di un obiettivo comune ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ethics" target="_blank" rel="noopener">etico” .</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Task_(project_management)" target="_blank" rel="noopener">compito </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Chin_2015-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessaria la citazione per verificare </sup></em></a><sup>] &#8211; in altre parole, come un rapporto </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">di potere </a>influente in cui il potere di un partito (il &#8220;leader&#8221;) promuove il movimento/cambiamento negli altri ( [ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>5] </sup></a>Alcuni hanno sfidato le visioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managerial" target="_blank" rel="noopener">manageriali più tradizionali </a>della leadership (che dipingono la leadership come qualcosa posseduto o posseduto da un individuo a causa del suo ruolo o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Authority_(sociology)" target="_blank" rel="noopener">autorità </a>), e sostengono invece la natura complessa della leadership che si trova a tutti i livelli delle istituzioni, sia all&#8217;interno di ruoli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional" target="_blank" rel="noopener">formali </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] che informali. </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessaria una citazione per verificare </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_studies" target="_blank" rel="noopener">Gli studi sulla leadership </a>hanno prodotto teorie che coinvolgono (ad esempio) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_leadership" target="_blank" rel="noopener">tratti </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a>interazione situazionale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>funzione, comportamento, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">potere </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goal" target="_blank" rel="noopener">visione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Value_(personal_and_cultural)" target="_blank" rel="noopener">valori </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessario un preventivo per verificare </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charismatic_leadership" target="_blank" rel="noopener">carisma </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a>tra gli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Chin_2015-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Storia</h2>
<p>Nel campo della leadership politica, la dottrina cinese del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mandate_of_Heaven" target="_blank" rel="noopener">Mandato del Cielo </a>postulava la necessità che i governanti governassero giustamente e il diritto dei subordinati di rovesciare gli imperatori che sembravano privi di approvazione divina. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14]</sup></a></p>
<p>I pensatori pro- <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aristocracy" target="_blank" rel="noopener">aristocrazia </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>hanno postulato che la leadership dipende dal proprio &#8220;sangue blu&#8221; o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gene" target="_blank" rel="noopener">dai geni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monarchy" target="_blank" rel="noopener">La monarchia </a>ha una visione estrema della stessa idea e può sostenere le sue affermazioni contro le pretese di semplici aristocratici invocando la sanzione divina (vedi il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Divine_Right_of_Kings" target="_blank" rel="noopener">diritto divino dei re </a>). D’altra parte, i teorici più inclini alla democrazia hanno indicato esempi di leader <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meritocracy" target="_blank" rel="noopener">meritocratici </a>, come i marescialli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Napoleon_Bonaparte" target="_blank" rel="noopener">napoleonici </a>che traggono profitto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Career" target="_blank" rel="noopener">carriere </a>aperte al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Skill" target="_blank" rel="noopener">talento </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Nella corrente di pensiero <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Autocracy" target="_blank" rel="noopener">autocratico </a>/ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paternalism" target="_blank" rel="noopener">paternalista </a>, i tradizionalisti ricordano il ruolo di leadership del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pater_familias" target="_blank" rel="noopener"><em>pater familias romano </em></a>. Il pensiero <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feminism" target="_blank" rel="noopener">femminista </a>, d&#8217;altra parte, può opporsi a modelli come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Patriarchy" target="_blank" rel="noopener">quello patriarcale </a>e opporre loro &#8220;una guida emotiva emotivamente sintonizzata, reattiva e consensuale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">, </a>che a volte è associata ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Matriarchy" target="_blank" rel="noopener">matriarcati </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Paragonabili alla tradizione romana, le opinioni del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Confucianism" target="_blank" rel="noopener">confucianesimo </a>sul &#8220;retto vivere&#8221; si riferiscono molto all&#8217;ideale del leader studioso (maschio) e al suo governo benevolo, sostenuto da una tradizione di pietà filiale.</p>
<p>— <em>PK Saxena </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19]</sup></a></p>
<p>La leadership è una questione di intelligenza, affidabilità, umanità, coraggio e disciplina&#8230; Fare affidamento solo sull&#8217;intelligenza si traduce in ribellione. Il solo esercizio dell’umanità porta alla debolezza. La fissazione sulla fiducia porta alla follia. La dipendenza dalla forza del coraggio sfocia nella violenza. L’eccessiva disciplina e la severità nel comando si traducono in crudeltà. Quando si possiedono tutte e cinque le virtù insieme, ciascuna adeguata alla propria funzione, allora si può essere un leader.</p>
<p>— <em>Jia Lin, nel commento a </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Tzu" target="_blank" rel="noopener"><em>Sun Tzu </em></a><em>, L&#8217;arte della guerra </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Prince" target="_blank" rel="noopener"><em>Il Principe </em></a>di Machiavelli , scritto all&#8217;inizio del XVI secolo, fornì ai governanti (&#8220;principi&#8221; o &#8220;tiranni&#8221; nella terminologia di Machiavelli) un manuale per ottenere e mantenere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">il potere </a>.</p>
<p>Prima del XIX secolo, il concetto di leadership aveva meno rilevanza di oggi: la società si aspettava e otteneva la tradizionale deferenza e obbedienza nei confronti di signori, re, maestri artigiani e padroni di schiavi. L&#8217; Oxford <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancien_regime" target="_blank" rel="noopener"><em>English </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_English_Dictionary" target="_blank" rel="noopener"><em>Dictionary </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nation-state" target="_blank" rel="noopener">fa </a>risalire <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organization" target="_blank" rel="noopener">la parola </a>&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Industrialization" target="_blank" rel="noopener">leadership </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancien_regime" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8221; </em></a>in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Slavery" target="_blank" rel="noopener">inglese </a>solo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>al </sup></a>1821 . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Republic" target="_blank" rel="noopener">repubbliche , </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporation" target="_blank" rel="noopener">corporazioni </a>commerciali ) hanno sviluppato la necessità di un nuovo paradigma con cui caratterizzare i politici eletti e i datori di lavoro che garantiscono posti di lavoro, da qui lo sviluppo e la teorizzazione dell’idea di “leadership”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>La relazione funzionale tra leader e seguaci può rimanere, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>ma la terminologia accettabile (forse eufemistica) è cambiata.</p>
<p>A partire dal XIX secolo, l’elaborazione del pensiero <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anarchism" target="_blank" rel="noopener">anarchico </a>mise in discussione l’intero concetto di leadership. Una risposta a questa negazione dell’élitarismo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/%C3%89litism" target="_blank" rel="noopener">arrivò </a>con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leninism" target="_blank" rel="noopener">il leninismo </a>: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lenin" target="_blank" rel="noopener">Lenin </a>(1870-1924) chiese a un gruppo d’élite di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_revolutionaries" target="_blank" rel="noopener">quadri disciplinati </a>di agire come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vanguard_party" target="_blank" rel="noopener">avanguardia </a>di una rivoluzione socialista, che avrebbe dovuto creare la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dictatorship_of_the_proletariat" target="_blank" rel="noopener">dittatura del proletariato </a>.</p>
<p>Altre visioni storiche della leadership hanno affrontato gli apparenti contrasti tra leadership secolare e religiosa. Le dottrine del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Caesaro-papism" target="_blank" rel="noopener">cesaropapismo </a><u>si </u>sono ripetute e hanno avuto i loro detrattori per diversi secoli. Il pensiero cristiano sulla leadership ha spesso enfatizzato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stewardship" target="_blank" rel="noopener">la gestione </a>delle risorse fornite da Dio – umane e materiali – e il loro impiego in conformità con un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Divine_plan" target="_blank" rel="noopener">piano divino </a>. Confrontatelo con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener">la leadership di servizio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24]</sup></a></p>
<p>Per una visione più generale sulla leadership in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Politics" target="_blank" rel="noopener">politica </a>, confronta il concetto di <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/statesperson" target="_blank" rel="noopener">statista </a>.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Teorie</h2>
<p><strong>La prima storia occidentale</strong></p>
<p>La ricerca delle caratteristiche o dei tratti dei leader è continuata per secoli. Scritti filosofici dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Republic_(Plato)" target="_blank" rel="noopener"><em>Repubblica </em></a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener">Platone </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>a quella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plutarch%27s" target="_blank" rel="noopener">di Plutarco</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parallel_Lives" target="_blank" rel="noopener"><em>Molte vite </em></a>hanno esplorato la domanda &#8220;Quali qualità distinguono un individuo come leader?&#8221; Alla base di questa ricerca c’era il riconoscimento precoce dell’importanza della leadership <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26] </sup></a>e il presupposto che la leadership sia radicata nelle caratteristiche che alcuni individui possiedono. Questa idea secondo cui la leadership si basa su attributi individuali è conosciuta come la “ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_leadership" target="_blank" rel="noopener">teoria dei tratti della leadership </a>”.</p>
<p>Numerose opere nel XIX secolo – quando la tradizionale autorità di monarchi, signori e vescovi aveva cominciato a scemare – esplorarono a lungo la teoria dei tratti: in particolare gli scritti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener">Thomas Carlyle </a>e di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Francis_Galton" target="_blank" rel="noopener">Francis Galton </a>. In <em>Heroes and Hero Worship </em>(1841), Carlyle identificò i talenti, le abilità e le caratteristiche fisiche degli uomini che salirono al potere. Galton&#8217;s <em>Hereditary Genius </em>(1869) esaminò le qualità di leadership nelle famiglie di uomini potenti. Dopo aver dimostrato che il numero di parenti illustri diminuiva quando la sua attenzione si spostava dai parenti di primo grado a quelli di secondo grado, Galton concluse che la leadership era ereditaria. In altre parole, i leader nascono, non si sviluppano. Entrambi questi lavori hanno sostenuto l’idea che la leadership è radicata nelle caratteristiche del leader.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cecil_Rhodes" target="_blank" rel="noopener">Cecil Rhodes </a>(1853-1902) credeva che la leadership animata da spirito pubblico potesse essere coltivata identificando i giovani con &#8220;forza morale di carattere e istinto a guidare&#8221; ed educandoli in contesti (come l&#8217;ambiente collegiale dell&#8217;Università di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/University_of_Oxford" target="_blank" rel="noopener">Oxford </a>) che sviluppato ulteriormente tali caratteristiche. Le reti internazionali di tali leader potrebbero contribuire a promuovere la comprensione internazionale e contribuire a “rendere la guerra impossibile”. Questa visione di leadership è alla base della creazione delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhodes_Scholarships" target="_blank" rel="noopener">borse di studio Rhodes </a>, che hanno contribuito a modellare le nozioni di leadership sin dalla loro creazione nel 1903. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Ascesa<strong> di teorie alternative</strong></h2>
<p>Tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, una serie di revisioni qualitative <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a>spinse i ricercatori ad assumere una visione drasticamente diversa delle forze trainanti della leadership. Analizzando la letteratura esistente, Stogdill e Mann hanno scoperto che, sebbene alcuni tratti fossero comuni in numerosi studi, l’evidenza complessiva suggeriva che le persone che sono leader in una situazione potrebbero non essere necessariamente leader in altre situazioni. Successivamente, la leadership non è stata più caratterizzata come un tratto individuale duraturo: gli approcci situazionali (vedi teorie alternative sulla leadership di seguito) postulavano che gli individui potessero essere efficaci in determinate situazioni, ma non in altre. L’attenzione si è poi spostata dalle caratteristiche dei leader all’indagine sui comportamenti efficaci dei leader. Questo approccio ha dominato gran parte della teoria e della ricerca sulla leadership nei decenni successivi.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Riemergere della teoria dei tratti</strong></h2>
<p>Nuovi metodi e misurazioni furono sviluppati dopo queste influenti revisioni che alla fine avrebbero ristabilito <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Trait_theory" target="_blank" rel="noopener">la teoria dei tratti </a>come un approccio praticabile allo studio della leadership. Ad esempio, i miglioramenti nell&#8217;uso da parte dei ricercatori della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Round-robin_test" target="_blank" rel="noopener">metodologia di progettazione della ricerca round-robin </a>hanno permesso ai ricercatori di vedere che gli individui possono emergere come leader in una varietà di situazioni e compiti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kenny,_D.A._1983-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>Inoltre, durante gli anni &#8217;80 i progressi statistici hanno permesso ai ricercatori di condurre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meta-analysis" target="_blank" rel="noopener">meta-analisi </a>, in cui potevano analizzare quantitativamente e riassumere i risultati di un&#8217;ampia gamma di studi. Questo avvento ha permesso ai teorici dei tratti di creare un quadro completo delle precedenti ricerche sulla leadership piuttosto che fare affidamento sulle revisioni qualitative del passato. Dotati di nuovi metodi, i ricercatori sulla leadership hanno rivelato quanto segue:</p>
<ul>
<li>Gli individui possono emergere come leader in una varietà di situazioni e compiti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kenny,_D.A._1983-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></li>
<li>Esistono relazioni significative tra l’emergere della leadership e tratti individuali come:</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">Intelligenza </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lord,_R.G._1986-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30]</sup></a></li>
<li>Regolazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lord,_R.G._1986-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion" target="_blank" rel="noopener">Estroversione </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lord,_R.G._1986-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscientiousness" target="_blank" rel="noopener">Coscienziosità </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Openness_to_experience" target="_blank" rel="noopener">Apertura all’esperienza </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">Autoefficacia </a>generale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Foti,_R.J._2007-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35]</sup></a></li>
</ul>
<p>Sebbene la teoria dei tratti della leadership abbia certamente riacquistato popolarità, il suo riemergere non è stato accompagnato da un corrispondente aumento di sofisticati quadri concettuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Zaccaro,_S._J._2007-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<p>Nello specifico, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Zaccaro" target="_blank" rel="noopener">Stephen Zaccaro </a>ha osservato che le teorie sui tratti continuano a: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Zaccaro,_S._J._2007-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36]</sup></a></p>
<ul>
<li>concentrarsi su un piccolo insieme di attributi individuali come i tratti della personalità &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Big_Five_personality_traits" target="_blank" rel="noopener">Big Five </a>&#8220;, trascurando le capacità cognitive, le motivazioni, i valori, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_skills" target="_blank" rel="noopener">le abilità sociali </a>, le competenze e le capacità di risoluzione dei problemi</li>
<li>non riescono a considerare modelli o integrazioni di più attributi</li>
<li>non distinguere tra gli attributi di leadership che generalmente non sono malleabili nel tempo e quelli che sono modellati e vincolati alle influenze situazionali</li>
<li>non considerare in che modo gli attributi stabili del leader spieghino la diversità comportamentale necessaria per una leadership efficace</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Approccio basato sul modello di attributi</strong></h2>
<p>Considerando le critiche alla teoria dei tratti delineate sopra, diversi ricercatori hanno adottato una prospettiva diversa delle differenze individuali dei leader: l’approccio leader-attributo-modello. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Foti,_R.J._2007-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Mumford,_M._D._2000-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a>In contrasto con l&#8217;approccio tradizionale, l&#8217;approccio leader-attributo-modello si basa sulle argomentazioni dei teorici secondo cui l&#8217;influenza delle caratteristiche individuali sui risultati è meglio compresa considerando la persona come una totalità integrata piuttosto che una somma di variabili individuali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Mumford,_M._D._2000-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>In altre parole, l’approccio leader-attributo-modello sostiene che costellazioni integrate o combinazioni di differenze individuali possono spiegare variazioni sostanziali sia nell’emergenza del leader che nell’efficacia del leader oltre a quanto spiegato da singoli attributi o da combinazioni aggiuntive di molteplici attributi.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teorie comportamentali e di stile</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Managerial_grid_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di griglia manageriale</em></a></p>
<p>In risposta alle prime critiche all’approccio dei tratti, i teorici iniziarono a ricercare la leadership come un insieme di comportamenti valutando il comportamento dei leader di successo, determinando una tassonomia comportamentale e identificando ampi stili di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/David_McClelland" target="_blank" rel="noopener">David McClelland </a>, ad esempio, postulava che la leadership richiede una personalità forte con un ego positivo ben sviluppato. Per guidare, la fiducia in se stessi e un’elevata autostima sono utili, forse addirittura essenziali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Lewin" target="_blank" rel="noopener">Kurt Lewin </a>, Ronald Lipitt e Ralph White svilupparono nel 1939 il lavoro fondamentale sull&#8217;influenza degli stili di leadership e delle prestazioni. I ricercatori hanno valutato le prestazioni di gruppi di ragazzi di undici anni in diversi tipi di clima lavorativo. In ciascuno, il leader esercitava la sua influenza riguardo al tipo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_decision_making" target="_blank" rel="noopener">processo decisionale del gruppo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Praise" target="_blank" rel="noopener">lodi </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Criticism" target="_blank" rel="noopener">critiche </a>( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feedback" target="_blank" rel="noopener">feedback </a>) e la gestione dei compiti del gruppo ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Project_management" target="_blank" rel="noopener">gestione del progetto </a>) secondo tre stili: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#Autocratic_or_authoritarian" target="_blank" rel="noopener">autoritario </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#Participative_or_democratic" target="_blank" rel="noopener">democratico </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#Laissez-faire_or_free-rein_leadership" target="_blank" rel="noopener">laissez-faire </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42]</sup></a></p>
<p>Nel 1945, la Ohio State University condusse uno studio che indagava i comportamenti osservabili rappresentati dai leader efficaci. Hanno identificato comportamenti particolari che riflettevano l’efficacia della leadership. Hanno ristretto i loro risultati a due dimensioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>La prima dimensione, &#8220;struttura di avvio&#8221;, descrive come un leader comunica in modo chiaro e accurato con i seguaci, definisce gli obiettivi e determina come vengono eseguiti i compiti. Questi sono considerati comportamenti &#8220;orientati al compito&#8221;. La seconda dimensione, “la considerazione”, indica la capacità del leader di costruire un rapporto interpersonale con i propri collaboratori, e di instaurare una forma di fiducia reciproca. Questi sono considerati comportamenti “socialmente orientati”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>I Michigan State Studies, condotti negli anni ’50, hanno effettuato ulteriori indagini e risultati che hanno correlato positivamente i comportamenti e l’efficacia della leadership. Sebbene abbiano avuto risultati simili a quelli degli studi dell&#8217;Ohio State, hanno anche contribuito con un comportamento aggiuntivo identificato nei leader: il comportamento partecipativo (chiamato anche &#8220;leadership di servizio&#8221; ), o consentire ai seguaci di partecipare al processo decisionale di gruppo e incoraggiare l&#8217;input dei subordinati. Ciò implica evitare il controllo dei tipi di leadership e consentire interazioni più personali tra i leader e i loro subordinati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>Anche il modello manageriale a griglia si basa su una teoria comportamentale. Il modello è stato sviluppato da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Blake_(management)" target="_blank" rel="noopener">Robert Blake </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jane_Mouton" target="_blank" rel="noopener">Jane Mouton </a>nel 1964. Suggerisce cinque diversi stili di leadership, basati sulla preoccupazione dei leader per le persone e sulla loro preoccupazione per il raggiungimento degli obiettivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Rinforzo<strong> positivo</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/B._F._Skinner" target="_blank" rel="noopener">BF Skinner </a>è il padre della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavior_modification" target="_blank" rel="noopener">modificazione del comportamento </a>e ha sviluppato il concetto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Positive_reinforcement" target="_blank" rel="noopener">rinforzo positivo </a>. Il rinforzo positivo si verifica quando in risposta a un comportamento viene presentato uno stimolo positivo che aumenta la probabilità che quel comportamento si ripeta in futuro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Quello che segue è un esempio di come il rinforzo positivo può essere utilizzato in un contesto aziendale. Supponiamo che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Praise" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;elogio </a>sia un rinforzo positivo per un particolare dipendente. Questo dipendente non si presenta puntuale al lavoro ogni giorno. Il manager decide di elogiare il dipendente per essersi presentato in orario ogni giorno in cui il dipendente si presenta effettivamente al lavoro in orario. Di conseguenza, il dipendente arriva al lavoro in orario più spesso perché gli piace essere elogiato. In questo esempio, l&#8217;elogio (lo stimolo) è un rinforzo positivo per questo dipendente perché il dipendente arriva al lavoro in orario (il comportamento) più frequentemente dopo essere stato elogiato per essersi presentato al lavoro in orario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<p>Il rinforzo positivo è una tecnica di successo utilizzata dai leader per motivare e ottenere i comportamenti desiderati dai subordinati. Organizzazioni come Frito-Lay, 3M, Goodrich, Michigan Bell ed Emery Air Freight hanno tutte utilizzato il rinforzo per aumentare la produttività. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>La ricerca empirica che copre gli ultimi 20 anni <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style/Dates_and_numbers#Chronological_items" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>necessita di aggiornamento </sup></em></a><sup>] </sup>suggerisce che l&#8217;applicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reinforcement_theory" target="_blank" rel="noopener">della teoria del rinforzo </a>porta ad un aumento del 17% delle prestazioni. Inoltre, molte tecniche di rinforzo, come l&#8217;uso dell&#8217;elogio, sono poco costose e forniscono prestazioni più elevate a costi inferiori.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teorie situazionali e della contingenza</strong></h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiedler_contingency_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di contingenza di Fiedler </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vroom%E2%80%93Yetton_decision_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello decisionale Vroom-Yetton </em></a><em>, </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Path%E2%80%93goal_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>teoria del percorso-obiettivo </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Substitutes_for_Leadership_Theory" target="_blank" rel="noopener"><em>teoria dei sostituti della leadership</em></a></p>
<p>La teoria situazionale è un’altra reazione alla teoria dei tratti della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_science" target="_blank" rel="noopener">Gli scienziati sociali </a>sostenevano che la storia era qualcosa di più del risultato dell’intervento di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Great_man_theory" target="_blank" rel="noopener">grandi uomini </a>come suggerito <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener">da Carlyle </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbert_Spencer" target="_blank" rel="noopener">Herbert Spencer </a>(1884) (e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Marx" target="_blank" rel="noopener">Karl Marx </a>) dicevano che sono i tempi a produrre la persona e non il contrario. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>Questa teoria presuppone che situazioni diverse richiedano caratteristiche diverse: non esiste un unico profilo psicografico ottimale di un leader. Secondo la teoria, &#8220;ciò che un individuo fa effettivamente quando agisce come leader dipende in gran parte dalle caratteristiche della situazione in cui opera&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51]</sup></a></p>
<p>Alcuni teorici hanno sintetizzato i tratti e gli approcci situazionali. Basandosi sulla ricerca di Lewin et al., <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>gli accademici hanno normalizzato i modelli descrittivi dei climi di leadership, definendo tre stili di leadership e identificando in quali situazioni ciascuno stile funziona meglio. Lo stile di leadership autoritario, ad esempio, è approvato nei periodi di crisi ma non riesce a conquistare i &#8220;cuori e le menti&#8221; dei follower nella gestione quotidiana; lo stile di leadership democratico è più adeguato nelle situazioni che richiedono la costruzione del consenso; infine, lo stile di leadership laissez-faire è apprezzato per il grado di libertà che offre, ma poiché i leader non &#8220;si prendono la responsabilità&#8221;, possono essere percepiti come un fallimento in problemi organizzativi prolungati o spinosi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a>I teorici definivano lo stile di leadership come contingente alla situazione; questa è talvolta chiamata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Contingency_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della contingenza </a>. Tre teorie sulla leadership di contingenza sono il modello di contingenza di Fiedler, il modello decisionale di Vroom-Yetton e la teoria dell&#8217;obiettivo del percorso.</p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiedler_contingency_model" target="_blank" rel="noopener">modello di contingenza di Fiedler </a>basa l’efficacia del leader su ciò che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fred_Fiedler" target="_blank" rel="noopener">Fred Fiedler </a>chiamava <em>contingenza situazionale </em>. Ciò risulta dall&#8217;interazione tra stile di leadership e favore situazionale (in seguito chiamato <em>controllo situazionale </em>). La teoria definisce due tipi di leader: coloro che tendono a portare a termine il compito sviluppando buone relazioni con il gruppo (orientato alle relazioni), e coloro che hanno come principale preoccupazione lo svolgimento del compito stesso (orientato al compito). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a>Secondo Fiedler non esiste un leader ideale. Sia i leader orientati al compito che quelli orientati alle relazioni possono essere efficaci se il loro orientamento alla leadership si adatta alla situazione. Quando c&#8217;è una buona relazione leader-membro, un compito altamente strutturato e un elevato potere di posizione del leader, la situazione è considerata una &#8220;situazione favorevole&#8221;. Fiedler ha scoperto che i leader orientati al compito sono più efficaci in situazioni estremamente favorevoli o sfavorevoli, mentre i leader orientati alle relazioni ottengono risultati migliori in situazioni con favore intermedio.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victor_Vroom" target="_blank" rel="noopener">Victor Vroom </a>, in collaborazione con Phillip Yetton <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>e successivamente con Arthur Jago, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a>ha sviluppato una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Taxonomy_(general)" target="_blank" rel="noopener">tassonomia </a>per descrivere le situazioni di leadership. Lo hanno utilizzato in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Vroom-Yetton_decision_model" target="_blank" rel="noopener">modello decisionale normativo </a>in cui gli stili di leadership erano collegati a variabili situazionali, definendo quale approccio fosse più adatto a quale situazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a>Questo approccio supportava l&#8217;idea che un manager potesse fare affidamento su diversi approcci <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_decision_making" target="_blank" rel="noopener">decisionali di gruppo </a>a seconda degli attributi di ciascuna situazione. Questo modello venne successivamente denominato teoria della contingenza situazionale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>La <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Path-goal_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della leadership percorso-obiettivo </a>è stata sviluppata da Robert House e si basava sulla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Expectancy_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria delle aspettative </a>di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Victor_Vroom" target="_blank" rel="noopener">Victor Vroom </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>Secondo House, &#8220;i leader, per essere efficaci, si impegnano in comportamenti che completano l&#8217;ambiente e le capacità dei subordinati in un modo che compensi le carenze e sia strumentale alla soddisfazione dei subordinati e alle prestazioni individuali e dell&#8217;unità di lavoro&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>La teoria identifica quattro comportamenti del leader, <em>orientato al risultato </em>, <em>direttivo </em>, <em>partecipativo </em>e <em>di supporto </em>, che sono contingenti ai fattori ambientali e alle caratteristiche dei follower. In contrasto con il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fiedler_contingency_model" target="_blank" rel="noopener">modello di contingenza di Fiedler </a>, il modello percorso-obiettivo afferma che i quattro comportamenti di leadership sono fluidi e che i leader possono adottarne uno qualsiasi a seconda di ciò che la situazione richiede. Il modello percorso-obiettivo può essere classificato sia come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Contingency_leadership_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria della contingenza </a>, poiché dipende dalle circostanze, sia come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener">teoria della leadership transazionale </a>, poiché la teoria enfatizza il comportamento di reciprocità tra leader e seguaci.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria funzionale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Functional_leadership_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di leadership funzionale</em></a></p>
<p>La teoria della leadership funzionale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>affronta comportamenti specifici del leader che contribuiscono all&#8217;efficacia dell&#8217;organizzazione o dell&#8217;unità. Questa teoria sostiene che il compito principale del leader è quello di assicurarsi che venga curato tutto ciò che è necessario ai bisogni del gruppo; quindi, si può dire che un leader ha svolto bene il proprio lavoro quando ha contribuito all&#8217;efficacia e alla coesione del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Sebbene la teoria della leadership funzionale sia stata spesso applicata alla leadership del team, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>è stata effettivamente applicata anche alla leadership organizzativa più ampia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Nel riassumere la letteratura sulla leadership funzionale, i ricercatori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>hanno osservato cinque funzioni generali che un leader svolge nel promuovere l&#8217;efficacia dell&#8217;organizzazione. Queste funzioni includono il monitoraggio ambientale, l&#8217;organizzazione delle attività subordinate, l&#8217;insegnamento e il coaching dei subordinati, la motivazione degli altri e l&#8217;intervento attivo nel lavoro del gruppo.</p>
<p>Vari comportamenti di leadership facilitano queste funzioni. Nel lavoro iniziale che identificava il comportamento del leader, Fleishman osservò che i subordinati percepivano il comportamento dei loro supervisori in termini di due ampie categorie denominate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Consideration_and_initiating_structure" target="_blank" rel="noopener">considerazione e struttura di avvio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>La considerazione include il comportamento coinvolto nella promozione di relazioni efficaci. Esempi di tale comportamento includono mostrare preoccupazione per un subordinato o agire in modo solidale nei confronti degli altri. La struttura di avvio implica le azioni del leader focalizzate specificamente sulla realizzazione del compito. Ciò potrebbe includere il chiarimento del ruolo, la definizione di standard di prestazione e la responsabilità dei subordinati rispetto a tali standard.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria psicologica integrata</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello a tre livelli di leadership</em></a></p>
<p>La Teoria Psicologica Integrata della leadership tenta di integrare i punti di forza delle teorie più vecchie (vale a dire tratti, comportamenti/stili, situazionali e funzionali) affrontandone i limiti, introducendo un nuovo elemento: la necessità per i leader di sviluppare la propria presenza di leadership, l&#8217;atteggiamento verso gli altri e flessibilità comportamentale praticando la padronanza psicologica. Offre inoltre una base per i leader che desiderano applicare le filosofie della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership di servizio </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Authentic_leadership" target="_blank" rel="noopener">della leadership autentica </a>.</p>
<p>La teoria psicologica integrata ha iniziato ad attirare l&#8217;attenzione dopo la pubblicazione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model" target="_blank" rel="noopener">modello dei tre livelli di leadership di James Scouller </a>(2011). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Scouller-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>Scouller </sup></a>ha sostenuto che le teorie più vecchie offrivano solo un&#8217;assistenza limitata nello sviluppo della capacità di una persona di guidare in modo efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Scouller-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><sup>: 34–35 </sup>Sottolinea, ad esempio, che:</p>
<ul>
<li>Le teorie sui tratti, che tendono a rafforzare l’idea che i leader si nasce e non si diventa, potrebbero aiutarci a selezionare i leader, ma sono meno utili per lo sviluppo dei leader.</li>
<li>Uno stile ideale (ad esempio lo stile di squadra di Blake e Mouton) non sarebbe adatto a tutte le circostanze.</li>
<li>La maggior parte delle teorie situazionali/contingenti e funzionali presuppone che i leader possano modificare il proprio comportamento per far fronte a circostanze diverse o ampliare la propria gamma comportamentale a piacimento, quando in pratica molti trovano difficile farlo a causa di convinzioni inconsce, paure o abitudini radicate. Pertanto, ha sostenuto, i leader devono lavorare sulla loro psicologia interiore.</li>
<li>Nessuna delle teorie più vecchie ha affrontato con successo la sfida di sviluppare la “ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Leadership_presence" target="_blank" rel="noopener">presenza della leadership </a>”, quel certo “qualcosa” nei leader che attira l’attenzione, ispira le persone, conquista la loro fiducia e fa sì che i seguaci vogliano lavorare con loro.</li>
</ul>
<p>Il modello di Scouller mira a riassumere ciò che i leader devono fare, non solo per portare leadership nel proprio gruppo o organizzazione, ma anche per svilupparsi tecnicamente e psicologicamente come leader. I tre livelli nel suo modello sono leadership pubblica, privata e personale:</p>
<ul>
<li>I primi due – leadership pubblica e privata – sono livelli “esterni” o comportamentali. Questi comportamenti affrontano quelle che Scouller chiamava &#8220;le quattro dimensioni della leadership&#8221;. Queste dimensioni sono: (1) uno scopo di gruppo condiviso e motivante; (2) azione, progresso e risultati; (3) unità collettiva o spirito di squadra; e (4) selezione e motivazione individuale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Public_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership pubblica </a>si concentra sui 34 comportamenti coinvolti nell’influenzare due o più persone contemporaneamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Private_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership privata </a>copre i 14 comportamenti necessari per influenzare gli individui individualmente.</li>
<li>Il terzo – <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_Levels_of_Leadership_model#Personal_leadership" target="_blank" rel="noopener">la leadership personale </a>– è un livello “interiore” e riguarda la crescita di una persona verso una maggiore presenza, know-how e abilità di leadership. Lavorare sulla propria leadership personale ha tre aspetti: (1) conoscenza e abilità tecniche, (2) sviluppare il giusto atteggiamento verso le altre persone, che è la base della leadership di servizio, e (3) padronanza psicologica di sé, il fondamento per leadership autentica.</li>
</ul>
<p>Scouller ha sostenuto che la padronanza di sé è la chiave per far crescere la propria presenza di leadership, costruire relazioni di fiducia con i seguaci e dissolvere le proprie convinzioni e abitudini limitanti. Ciò consente flessibilità comportamentale man mano che le circostanze cambiano, pur rimanendo connessi ai propri valori fondamentali (cioè rimanendo autentici). Per sostenere lo sviluppo dei leader, ha introdotto un nuovo modello della psiche umana e ha delineato i principi e le tecniche dell&#8217;autocontrollo, che includono la pratica della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mindfulness#Mindfulness_meditation_in_organizations" target="_blank" rel="noopener">meditazione consapevole </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Scouller-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><sup>: 137–237</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teorie transazionali e trasformazionali</strong></h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership transazionale </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership trasformazionale</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bernard_Bass" target="_blank" rel="noopener">Bernard Bass </a>e colleghi hanno sviluppato l’idea di due diversi tipi di leadership: <em>transazionale </em>che prevede lo scambio di lavoro in cambio di ricompense e <em>trasformativa </em>che si basa sulla preoccupazione per i dipendenti, sulla stimolazione intellettuale e sulla fornitura di una visione di gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68]</sup></a></p>
<p>Al leader transazionale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Burns-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>viene dato il potere di svolgere determinati compiti e premiare o punire le prestazioni del team. Dà l&#8217;opportunità al manager di guidare il gruppo e il gruppo accetta di seguire la sua guida per raggiungere un obiettivo predeterminato in cambio di qualcos&#8217;altro. Al leader viene dato il potere di valutare, correggere e formare i subordinati quando la produttività non è all&#8217;altezza del livello desiderato e di premiare l&#8217;efficacia quando viene raggiunto il risultato atteso.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria dello scambio leader-membro</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leader%E2%80%93member_exchange_theory" target="_blank" rel="noopener"><em>teoria dello scambio leader-membro</em></a></p>
<p>dello scambio leader-membro ( LMX ) affronta un aspetto specifico del processo di leadership, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a>che si è evoluto da una teoria precedente chiamata modello di collegamento della diade verticale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a>Entrambi questi modelli si concentrano sull&#8217;interazione tra leader e singoli seguaci. Similmente all&#8217;approccio transazionale, questa interazione è vista come uno scambio equo in cui il leader fornisce determinati vantaggi come guida al compito, consigli, supporto e/o ricompense significative e i follower ricambiano dando al leader rispetto, cooperazione, impegno nel compito. e buone prestazioni. Tuttavia, LMX riconosce che i leader e i singoli follower varieranno nel tipo di scambio che si sviluppa tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P.-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72]</sup></a> LMX teorizza che il tipo di scambi tra il leader e specifici follower può portare alla creazione di <em>gruppi interni </em>e <em>gruppi esterni </em>. Si dice che i membri del gruppo abbiano <em>scambi di alta qualità </em>con il leader, mentre i membri del gruppo esterno abbiano <em>scambi di bassa qualità </em>con il leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-autogenerated1-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73]</sup></a></p>
<p><strong>Membri del gruppo</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/In-group" target="_blank" rel="noopener">del gruppo </a>sono percepiti dal leader come più esperti, competenti e disposti ad assumersi responsabilità rispetto agli altri seguaci. Il leader inizia a fare affidamento su queste persone per aiutarlo in compiti particolarmente impegnativi. Se il follower risponde bene, il leader lo premia con coaching extra, incarichi di lavoro favorevoli ed esperienze di sviluppo. Se il follower mostra un impegno e uno sforzo elevati seguiti da ricompense aggiuntive, entrambe le parti sviluppano fiducia, influenza e sostegno reciproci. La ricerca mostra che i membri del gruppo di solito ricevono valutazioni di performance più elevate da parte del leader, maggiore soddisfazione e promozioni più rapide rispetto ai membri del gruppo esterno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P.-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a>È probabile che i membri del gruppo costruiscano legami più forti con i loro leader condividendo gli stessi background sociali e interessi.</p>
<p><strong>Membri del gruppo esterno</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ingroups_and_outgroups" target="_blank" rel="noopener">dell’outgroup </a>spesso ricevono meno tempo e scambi più distanti rispetto alle loro controparti all’interno del gruppo. Con i membri dell&#8217;out-group, i leader non si aspettano altro che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">prestazioni lavorative adeguate </a>, buona presenza, ragionevole rispetto e aderenza alla descrizione del lavoro in cambio di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Living_wage" target="_blank" rel="noopener">salario giusto </a>e benefici standard. Il leader trascorre meno tempo con i membri dell&#8217;outgroup, hanno meno esperienze di sviluppo e tende a enfatizzare la propria autorità formale per ottenere la conformità alle richieste del leader. La ricerca mostra che i membri dell’outgroup sono meno soddisfatti del proprio lavoro e della propria organizzazione, ricevono valutazioni inferiori delle prestazioni dal leader, vedono il proprio leader come meno giusto e sono più propensi a presentare reclami o a lasciare l’organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P.-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Emozioni</strong></h2>
<p><em>Vedi anche </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>: </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenza </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_intelligence" target="_blank" rel="noopener"><em>emotiva</em></a></p>
<p>La leadership può essere un processo carico di emozioni, con le emozioni intrecciate con il processo di influenza sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>L&#8217;umore di un leader influenza il suo gruppo. Questi effetti possono essere descritti in tre livelli: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75]</sup></a></p>
<p><strong>L&#8217;umore dei singoli membri del gruppo</strong></p>
<p>I membri di gruppi i cui leader sono in uno stato d’animo positivo sperimentano uno stato d’animo più positivo rispetto ai membri del gruppo con leader in uno stato d’animo negativo. I leader trasmettono i propri stati d&#8217;animo agli altri membri del gruppo attraverso il meccanismo del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_contagion" target="_blank" rel="noopener">contagio emotivo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>Il contagio dell&#8217;umore può essere uno dei meccanismi psicologici attraverso i quali i leader <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charismatic" target="_blank" rel="noopener">carismatici </a>influenzano i seguaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76]</sup></a></p>
<p><strong>Il tono affettivo del gruppo</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_affective_tone" target="_blank" rel="noopener">Il tono affettivo di gruppo </a>rappresenta le reazioni affettive coerenti o omogenee all&#8217;interno di un gruppo. Il tono affettivo del gruppo è un aggregato degli stati d&#8217;animo dei singoli membri del gruppo e si riferisce all&#8217;umore a livello di analisi del gruppo. I gruppi con leader in uno stato d’animo positivo hanno un tono affettivo più positivo rispetto ai gruppi con leader in uno stato d’animo negativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Processi di gruppo come coordinamento, dispendio di sforzi e </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Task_(project_management)" target="_blank" rel="noopener"><strong>attività</strong></a><strong> </strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Strategy" target="_blank" rel="noopener"><strong>strategia</strong></a></h2>
<p>Le espressioni pubbliche dell’umore influiscono sul modo in cui i membri del gruppo pensano e agiscono. Quando le persone sperimentano ed esprimono uno stato d&#8217;animo, inviano segnali agli altri. I leader segnalano i propri obiettivi, intenzioni e atteggiamenti attraverso le espressioni degli stati d’animo. Ad esempio, le espressioni di stati d’animo positivi da parte dei leader segnalano che i leader ritengono che i progressi verso gli obiettivi siano positivi. I membri del gruppo rispondono a questi segnali a livello cognitivo e comportamentale in modi che si riflettono nei processi del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-cote-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75]</sup></a></p>
<p>Nella ricerca sul servizio al cliente, è stato riscontrato che le espressioni di umore positivo da parte del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leader" target="_blank" rel="noopener">leader </a>migliorano le prestazioni del gruppo, sebbene in altri settori ci siano stati altri risultati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-george-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<p>Al di là dell&#8217;umore del leader, il suo comportamento è fonte di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotions" target="_blank" rel="noopener">emozioni positive e negative dei dipendenti </a>sul lavoro. Il comportamento del leader crea situazioni ed eventi che portano a una risposta emotiva, ad esempio fornendo feedback, assegnando compiti e distribuendo risorse. Poiché il comportamento e la produttività dei dipendenti sono influenzati dai loro stati emotivi, è imperativo considerare le risposte emotive dei dipendenti ai leader dell’organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78] </sup></a>L’intelligenza emotiva – la capacità di comprendere e gestire stati d’animo ed emozioni in sé e negli altri – contribuisce a una leadership efficace all’interno delle organizzazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-george-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Teoria neoemergente</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Functional_leadership_model" target="_blank" rel="noopener"><em>modello di leadership funzionale</em></a></p>
<p>La teoria della leadership neo-emergente (dall&#8217;Oxford Strategic Leadership Program <sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener">[79] </a></sup>) vede la leadership come un&#8217;impressione formata attraverso la comunicazione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Public_relations" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>da parte del leader o di altri stakeholder, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>non attraverso le azioni del leader. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>In altre parole, la riproduzione di informazioni o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narrative" target="_blank" rel="noopener">storie </a>costituisce la base della percezione della leadership da parte della maggioranza. È ben noto agli storici che l&#8217;eroe navale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Horatio_Nelson,_1st_Viscount_Nelson" target="_blank" rel="noopener">Lord Nelson </a>spesso scrisse le proprie versioni delle battaglie in cui fu coinvolto, in modo che quando arrivò a casa in Inghilterra, ricevesse un vero benvenuto da eroe. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>Nella società moderna, vari media, tra cui la stampa e i blog, presentano le proprie interpretazioni dei leader. Queste rappresentazioni possono derivare da circostanze reali, ma potrebbero anche derivare da influenze politiche, incentivi monetari o programmi personali dell’autore, dei media o del leader. Di conseguenza, l’impressione dei leader è spesso costruita e potrebbe non rispecchiare accuratamente le loro autentiche qualità di leadership. Ciò evidenzia il ruolo storico di concetti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Royal_blood" target="_blank" rel="noopener">il lignaggio reale </a>, che un tempo fungeva da sostituto per valutare o comprendere le capacità di governo abili.</p>
<p><strong>Analisi costruttivista</strong></p>
<p>Alcuni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_constructivism" target="_blank" rel="noopener">costruttivisti </a>si chiedono se esista la leadership o suggeriscono che (ad esempio) la leadership &#8220;sia un mito equivalente alla credenza negli UFO&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Emersione della leadership</h2>
<p>L’emergenza della leadership è l’idea che le persone nate con caratteristiche specifiche diventano leader, e quelle senza queste caratteristiche non diventano leader.</p>
<p>Molte caratteristiche della personalità sono associate in modo affidabile all’emergere della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>L&#8217;elenco include, ma non è limitato a: assertività, autenticità, fattori della personalità Big Five, ordine di nascita, punti di forza del carattere, dominanza, intelligenza emotiva, identità di genere, intelligenza, narcisismo, autoefficacia per la leadership, automonitoraggio, e motivazione sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Altre aree di studio in relazione a come e perché emergono i leader includono tratti narcisistici, leader assenti e partecipazione <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Vagueness" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>vaga </sup></em></a><sup>] </sup>. I sofisticati metodi di ricerca odierni esaminano le caratteristiche della personalità in combinazione per determinare modelli di emergenza della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Leader come Mahatma Gandhi, Abraham Lincoln e Nelson Mandela condividono tratti che una persona media non possiede. La ricerca indica che fino al 30% dell’emergere di un leader ha una base genetica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a>Nessuna ricerca ha trovato un “gene della leadership”; invece ereditiamo alcuni tratti che potrebbero influenzare la nostra decisione di cercare la leadership. Prove aneddotiche ed empiriche supportano una relazione stabile tra tratti specifici e comportamento di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Utilizzando un ampio campione internazionale, i ricercatori hanno scoperto tre fattori che motivano i leader: identità affettiva (piacere di guidare), non calcolativa (leader guadagna rinforzo) e sociale-normativa (senso dell&#8217;obbligo). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Assertività</strong></h2>
<p>La relazione tra assertività ed emergenza della leadership è curvilinea: gli individui che hanno un livello di assertività basso o molto alto hanno meno probabilità di essere identificati come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88]</sup></a></p>
<p><strong>Autenticità</strong></p>
<p><em>Ulteriori informazioni: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Authentic_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership autentica</em></a></p>
<p>Gli individui che sono più consapevoli delle proprie qualità di personalità, compresi i propri valori e convinzioni, e sono meno prevenuti nell’elaborare informazioni rilevanti per sé, hanno maggiori probabilità di essere accettati come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>I cinque grandi fattori della personalità</strong></h2>
<p>Coloro che emergono come leader tendono ad essere più estroversi, coscienziosi, emotivamente stabili e aperti all’esperienza, sebbene queste tendenze siano più forti negli studi di laboratorio su gruppi senza leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>Tuttavia, l&#8217;introversione-estroversione sembra essere la qualità più influente nell&#8217;emergere della leadership; in particolare, i leader tendono ad avere un alto livello di estroversione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>L&#8217;introversione-estroversione è anche la qualità che può essere giudicata più facilmente tra quelle presenti nei Big Five Traits. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>La gradevolezza, l&#8217;ultimo fattore dei tratti della personalità dei Big Five, non sembra svolgere alcun ruolo significativo nell&#8217;emergere della leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Judge,_T.A._2002-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></p>
<p><strong>Ordine di nascita</strong></p>
<p>Si ipotizza che i nati prima nelle loro famiglie, e figli unici, siano più spinti a cercare leadership e controllo nei contesti sociali. I figli di mezzo tendono ad accettare ruoli di seguaci nei gruppi, e si ritiene che i nati successivi siano ribelli e creativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83]</sup></a></p>
<p><strong>Forza del carattere</strong></p>
<p>Coloro che cercavano posizioni di leadership in un’organizzazione militare avevano punteggi elevati su una serie di indicatori di forza di carattere, tra cui onestà, speranza, coraggio, operosità e lavoro di squadra. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p><strong>Dominanza</strong></p>
<p>Gli individui con personalità dominanti (si descrivono come fortemente desiderosi di controllare il proprio ambiente e influenzare le altre persone, ed è probabile che esprimano le proprie opinioni in modo energico) hanno maggiori probabilità di agire come leader in situazioni di piccoli gruppi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Intelligenza emotiva</strong></h2>
<p>Gli individui con elevata intelligenza emotiva hanno una maggiore capacità di comprendere e relazionarsi con le persone. Hanno abilità nel comunicare e decodificare le emozioni e trattano gli altri in modo saggio ed efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>Queste persone comunicano le loro idee in modi più robusti, sono più capaci di leggere la politica di una situazione, hanno meno probabilità di perdere il controllo delle proprie emozioni, hanno meno probabilità di essere inappropriatamente arrabbiati o critici e, di conseguenza, sono più propensi a emergere come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92]</sup></a></p>
<p><strong>Intelligenza</strong></p>
<p>Gli individui con una maggiore intelligenza mostrano un giudizio superiore, abilità verbali più elevate (sia scritte che orali), apprendimento e acquisizione di conoscenze più rapidi e hanno maggiori probabilità di emergere come leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:0-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a>La correlazione tra il QI e l&#8217;emergere della leadership è risultata essere compresa tra 0,25 e 0,30. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a>Tuttavia, i gruppi generalmente preferiscono leader che non superano in termini di intelligenza l&#8217;abilità del membro medio di un ampio margine, poiché temono che un&#8217;intelligenza elevata possa essere tradotta in differenze di comunicazione, fiducia, interessi e valori <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Autoefficacia per la leadership</strong></h2>
<p>La fiducia di un individuo nella propria capacità di guidare è associata a una maggiore volontà di accettare un ruolo di leadership e trovare successo nel suo perseguimento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95]</sup></a></p>
<p>Non esistono condizioni prestabilite perché questa caratteristica diventi emergente. Tuttavia, deve essere sostenuto dalla convinzione dell&#8217;individuo di avere la capacità di apprenderla e di migliorarla nel tempo. Gli individui valutano in parte le proprie capacità osservando gli altri; lavorare con un superiore visto come un leader efficace può aiutare l&#8217;individuo a sviluppare la convinzione di poter agire in modo simile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<p><strong>Autocontrollo</strong></p>
<p>Gli individui che gestiscono e adattano da vicino il proprio comportamento in base al contesto sociale, spesso definiti come auto-monitoratori elevati, hanno una maggiore tendenza ad assumere ruoli di leadership all&#8217;interno di un gruppo. Questa propensione è attribuita al loro accresciuto interesse nell&#8217;elevare il proprio status e alla loro disponibilità a conformare le proprie azioni per soddisfare i requisiti della situazione data. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97]</sup></a></p>
<p><strong>Motivazione sociale</strong></p>
<p>Le persone che mostrano sia una spinta al successo che un desiderio di connessioni sociali tendono a partecipare attivamente agli sforzi di gruppo per risolvere i problemi. Inoltre, hanno una maggiore probabilità di essere scelti come leader all’interno di questi gruppi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Narcisismo, arroganza e altri tratti negativi</strong></h2>
<p>Sono stati studiati anche numerosi tratti negativi della leadership. Gli individui che assumono ruoli di leadership in situazioni turbolente, come gruppi che affrontano una minaccia o gruppi in cui lo status è determinato da un’intensa competizione tra rivali all’interno del gruppo, tendono ad essere narcisisti: arroganti, egocentrici, ostili e molto sicuri di sé. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99]</sup></a></p>
<p><strong>Leader assente</strong></p>
<p>Le ricerche esistenti hanno dimostrato che i leader assenti – quelli che salgono al potere, ma non necessariamente per le loro capacità, e che si impegnano marginalmente nel loro ruolo – sono in realtà peggiori dei leader distruttivi, perché ci vuole più tempo per individuare i propri errori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Disponibilità a partecipare</strong></h2>
<p>La volontà di partecipare a un gruppo può indicare l&#8217;interesse di una persona così come la sua volontà di assumersi la responsabilità del rendimento del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Coloro che non dicono molto durante una riunione di gruppo hanno meno probabilità di emergere come leader rispetto a coloro che parlano apertamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Si discute tuttavia se la qualità della partecipazione a un gruppo sia più importante della quantità.</p>
<p>Un&#8217;ipotesi chiamata &#8220;effetto balbettio&#8221; o &#8220;ipotesi balbettio&#8221; è stata studiata come fattore nell&#8217;emergere di leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:2-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Si presuppone che l&#8217;emergere del leader sia altamente correlato alla quantità di tempo di parola: in particolare, coloro che parlano molto in un contesto di gruppo hanno maggiori probabilità di diventare un leader del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:2-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>La quantità di partecipazione è più importante della qualità di questi contributi quando si tratta di far emergere un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Tuttavia, alcuni studi indicano che ci deve essere qualche elemento di qualità combinato con la quantità per supportare l&#8217;emergere del leader. Pertanto, mentre la semplice quantità è importante per la leadership, quando i contributi forniti sono anche di alta qualità, l’emergere di leader è ulteriormente facilitato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Stili di leadership</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_styles" target="_blank" rel="noopener"><em>stili di leadership</em></a></p>
<p>Uno stile di leadership è il modo in cui un leader fornisce direzione, implementando piani e motivando le persone. È il risultato della filosofia, della personalità e dell&#8217;esperienza del leader. Gli specialisti di retorica hanno anche sviluppato modelli per comprendere la leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104]</sup></a></p>
<p>Situazioni diverse richiedono stili di leadership diversi. In un’emergenza, quando c’è poco tempo per convergere su un accordo e dove un’autorità designata ha molta più esperienza o competenza rispetto al resto del team, uno stile di leadership autocratico può essere più efficace; tuttavia, in un team altamente motivato e allineato con un livello omogeneo di competenze, uno stile più democratico o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Laissez-faire" target="_blank" rel="noopener">laissez-faire </a>può essere più efficace. Lo stile migliore è quello che raggiunge nel modo più efficace gli obiettivi del gruppo bilanciando gli interessi dei singoli membri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lewin-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105]</sup></a></p>
<p>Un campo in cui lo stile di leadership ha guadagnato attenzione è quello della scienza militare, che esprime una visione olistica e integrata della leadership, compreso il modo in cui la presenza fisica di un leader determina il modo in cui gli altri percepiscono quel leader. I fattori della presenza fisica sono il portamento militare, l’idoneità fisica, la fiducia e la resilienza. La capacità intellettuale del leader aiuta a concettualizzare soluzioni e acquisire conoscenze per svolgere il lavoro. Le capacità concettuali di un leader applicano agilità, giudizio, innovazione, tatto interpersonale e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Domain_knowledge" target="_blank" rel="noopener">conoscenza del dominio </a>. La conoscenza del dominio per i leader comprende la conoscenza tattica e tecnica, nonché la consapevolezza culturale e geopolitica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106]</sup></a></p>
<p><strong>Autocratico o autoritario</strong></p>
<p>Nello stile di leadership <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Autocratic" target="_blank" rel="noopener">autocratico </a>, tutti i poteri decisionali sono centralizzati nel leader, come nel caso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dictator" target="_blank" rel="noopener">dei dittatori </a>.</p>
<p>I leader autocratici non chiedono né accettano suggerimenti o iniziative da parte dei subordinati. La gestione autocratica può avere successo poiché fornisce una forte motivazione al manager. Permette un rapido processo decisionale, poiché solo una persona decide per l&#8217;intero gruppo e tiene ogni decisione per sé finché non sente il bisogno di condividerla con il resto del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Lewin-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105]</sup></a></p>
<p><strong>Partecipativo o democratico</strong></p>
<p>Lo stile di leadership democratico prevede che il leader condivida le capacità decisionali con i membri del gruppo promuovendo gli interessi dei membri del gruppo e praticando l’uguaglianza sociale. Questa è stata anche chiamata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shared_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership condivisa </a>.</p>
<p><strong>Laissez-faire o leadership a briglia sciolta</strong></p>
<p>Nella leadership laissez-faire o a briglia sciolta, il processo decisionale viene trasferito ai subordinati. (La frase <em>laissez-faire </em>è francese e significa letteralmente &#8220;lasciateli fare&#8221;). Ai subordinati viene dato il diritto e il potere di prendere decisioni per stabilire obiettivi e risolvere problemi o ostacoli, e viene loro concesso un alto grado di indipendenza e libertà per formulare i propri obiettivi e i modi per raggiungerli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107]</sup></a></p>
<p><strong>Compito orientato</strong></p>
<p>La leadership orientata ai compiti è uno stile caratterizzato dalla concentrazione del leader sui compiti necessari per raggiungere specifici obiettivi di produzione. I leader che seguono questo approccio enfatizzano la creazione di soluzioni sistematiche per determinati problemi o obiettivi, garantendo il rigoroso rispetto delle scadenze e il raggiungimento di risultati mirati.</p>
<p>A differenza dei leader che danno priorità all’accoglienza dei membri del gruppo, quelli con un approccio orientato ai compiti si concentrano sull’ottenimento di soluzioni precise per raggiungere gli obiettivi di produzione. Di conseguenza, sono abili nel garantire il raggiungimento tempestivo degli obiettivi, anche se il benessere dei membri del gruppo potrebbe essere compromesso. Questi leader mantengono un focus costante sia sull’obiettivo generale che sui compiti assegnati a ciascun membro del team.</p>
<p><strong>Orientato alla relazione</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Task-oriented_and_relationship-oriented_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership orientata al compito e orientata alle relazioni</em></a></p>
<p>La leadership orientata alle relazioni è uno stile in cui il leader si concentra sulle relazioni all&#8217;interno del gruppo ed è generalmente più interessato al benessere generale e alla soddisfazione dei membri del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108] </sup></a>I leader orientati alle relazioni enfatizzano la comunicazione all&#8217;interno del gruppo, mostrano fiducia nei membri del gruppo e mostrano apprezzamento per il lavoro svolto.</p>
<p>I leader orientati alle relazioni si concentrano sullo sviluppo del team e delle relazioni al suo interno. Gli aspetti positivi di avere questo tipo di ambiente sono che i membri del team sono più motivati e ricevono supporto. Tuttavia, l’enfasi sulle relazioni piuttosto che sullo svolgimento del lavoro potrebbe far soffrire la produttività.</p>
<p><strong>Paternalismo</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paternalism" target="_blank" rel="noopener"><em>paternalismo</em></a></p>
<p>Gli stili di leadership paternalistici spesso riflettono una mentalità basata sulla figura paterna. La struttura del team è organizzata gerarchicamente dove il leader è visto al di sopra dei seguaci. Il leader fornisce anche una direzione sia professionale che personale nella vita dei membri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Aycan-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a>Le scelte dei membri sono limitate a causa della rigida direzione data dal leader.</p>
<p>Il termine paternalismo deriva dal latino <em>pater </em>che significa &#8220;padre&#8221;. Il leader è molto spesso un maschio. Questo stile di leadership si trova spesso in Russia, Africa e nelle società dell’Asia del Pacifico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Aycan-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109]</sup></a></p>
<p><strong>Leadership di servizio</strong></p>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership di servizio</em></a></p>
<p>Con la trasformazione in una società della conoscenza, il concetto di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Servant_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership al servizio </a>è diventato più popolare, in particolare attraverso stili di gestione della tecnologia moderna come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agile_software_development" target="_blank" rel="noopener">Agile </a>. In questo stile, la leadership viene esternalizzata dal leader che funge da guardiano della metodologia e da &#8220;servitore&#8221; o fornitore di servizi per il team che guida. La coesione e la direzione comune del team sono dettate da una cultura comune, obiettivi comuni e talvolta una metodologia specifica. Questo stile è diverso dal laissez-faire in quanto il leader lavora costantemente per raggiungere gli obiettivi comuni come squadra, ma senza dare indicazioni esplicite sui compiti.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Leadership transazionale e trasformazionale</strong></h2>
<p><em>Articoli principali: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership transazionale </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>leadership trasformazionale</em></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transactional_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership transazionale </a>si riferisce a una relazione di scambio tra un leader e i seguaci in cui entrambi si sforzano di soddisfare i propri interessi personali. Il termine leadership transazionale è stato introdotto da Weber nel 1947. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Esistono diverse forme di leadership transazionale, la prima è la ricompensa contingente, in cui il leader delinea cosa deve fare il follower per essere ricompensato per lo sforzo. La seconda forma di leadership transazionale è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Management_by_exception" target="_blank" rel="noopener">la gestione per eccezione </a>, in cui il leader monitora le prestazioni del follower e intraprende azioni correttive se gli standard non vengono soddisfatti. Infine, i leader transazionali possono essere laissez-faire, evitando di intraprendere qualsiasi azione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:3-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transformational_leadership" target="_blank" rel="noopener">La leadership trasformazionale </a>si riferisce a un leader che va oltre gli interessi personali immediati utilizzando l’influenza idealizzata ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charisma" target="_blank" rel="noopener">carisma </a>), la motivazione ispiratrice, la stimolazione intellettuale ( <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Creativity" target="_blank" rel="noopener">creatività </a>) o la considerazione individualizzata. L&#8217;influenza idealizzata e la motivazione ispiratrice si verificano quando un leader è in grado di immaginare e comunicare uno stato futuro reciprocamente desiderabile. La stimolazione intellettuale avviene quando un leader aiuta i propri seguaci a diventare più creativi e innovativi. La considerazione individualizzata si verifica quando un leader presta attenzione ai bisogni di sviluppo dei propri follower, supportandoli e istruendoli. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:3-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Differenze di leadership influenzate dal genere</h2>
<p>Un altro fattore che influenza lo stile di leadership è se il leader è maschio o femmina. Quando uomini e donne si riuniscono in gruppi, tendono ad adottare stili di leadership diversi. Gli uomini generalmente assumono uno stile <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agentic_leadership" target="_blank" rel="noopener">di leadership agente </a>. Sono orientati al compito, attivi, focalizzati sulla decisione, indipendenti e orientati agli obiettivi. Le donne, d’altro canto, sono generalmente più comunitarie quando assumono una posizione di leadership; si sforzano di essere utili verso gli altri, cordiali in relazione agli altri, comprensivi e attenti ai sentimenti degli altri. In generale, quando alle donne viene chiesto di descrivere se stesse agli altri nei gruppi appena formati, sottolineano le loro qualità comunitarie aperte, giuste, responsabili e piacevoli. Danno consigli, offrono garanzie e gestiscono i conflitti nel tentativo di mantenere relazioni positive tra i membri del gruppo. Le donne si connettono in modo più positivo con i membri del gruppo sorridendo, mantenendo il contatto visivo e rispondendo con tatto ai commenti degli altri. Gli uomini, al contrario, si descrivono come influenti, potenti e competenti nel compito che deve essere svolto. Tendono a concentrarsi maggiormente sull&#8217;avvio della struttura all&#8217;interno del gruppo, sulla definizione di standard e obiettivi, sull&#8217;identificazione dei ruoli, sulla definizione di responsabilità e procedure operative standard, sulla proposta di soluzioni ai problemi, sul monitoraggio del rispetto delle procedure e sull&#8217;enfasi sulla necessità di produttività ed efficienza nel lavoro che svolgono. deve essere fatto. Come leader, gli uomini sono principalmente orientati al compito, ma le donne tendono ad essere orientate sia al compito che alle relazioni. Tuttavia, queste differenze sessuali sono solo tendenze e non si manifestano negli uomini e nelle donne in tutti i gruppi e in tutte le situazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-:1-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84] </sup></a>Le meta-analisi mostrano che le persone associano la mascolinità e l&#8217;azione più fortemente alla leadership che alla femminilità e alla comunione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Tali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Stereotype" target="_blank" rel="noopener">stereotipi </a>possono avere un effetto sulle valutazioni della leadership di uomini e donne. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<p>In tempi di crisi, le donne tendono a condurre meglio <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimenti necessari </sup></em></a><sup>] </sup>rispetto agli uomini grazie alla dimostrazione di empatia e fiducia durante i briefing e altre forme di comunicazione. Ciò è stato fondamentale durante la pandemia di COVID-19 poiché gli stati governati da donne hanno mostrato meno decessi rispetto agli stati guidati da uomini. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114]</sup></a></p>
<p><strong>Barriere per le leader donne non occidentali</strong></p>
<p>Molte cose contribuiscono a creare barriere all’ingresso delle donne nella leadership. Queste barriere differiscono anche tra le culture. Nonostante il numero crescente di donne leader nel mondo, solo una piccola parte proviene da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_culture" target="_blank" rel="noopener">culture non occidentalizzate </a>. Sebbene le barriere elencate di seguito possano essere più severe nelle culture non occidentali, ciò non implica che anche le culture occidentalizzate non abbiano queste barriere. Queste sottosezioni mirano a confrontare le differenze tra i due:</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Ricerca e letteratura</strong></h2>
<p>Sebbene siano stati condotti molti studi sulla leadership femminile, è stata condotta relativamente poca ricerca sulle donne nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paternalism" target="_blank" rel="noopener">culture paternalistiche </a>. Mancano la letteratura e la ricerca condotte sulle donne che emergono come leader in una società che preferisce gli uomini. Ciò impedisce alle donne di sapere come raggiungere i propri obiettivi di leadership e non riesce a educare gli uomini su questa disparità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115]</sup></a></p>
<p><strong>Congedo di maternità</strong></p>
<p>Gli studi hanno dimostrato l&#8217;importanza di tempi più lunghi <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Avoid_weasel_words" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>rispetto a? </sup></em></a><sup>] </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parental_leave" target="_blank" rel="noopener">il congedo di maternità </a>retribuito e gli effetti positivi che ha sulla salute mentale e sul ritorno al lavoro delle lavoratrici. In Svezia, è stato dimostrato che la maggiore flessibilità nei tempi di rientro al lavoro delle madri ha ridotto le probabilità di segnalazioni di problemi di salute mentale. Nelle culture non occidentali che seguono principalmente il paternalismo, la mancanza di conoscenza sui benefici del congedo di maternità influisce sul sostegno fornito alle donne durante un momento importante della loro vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Società e leggi</strong></h2>
<p>I paesi che seguono il paternalismo, come l’India, consentono che le donne siano trattate ingiustamente. Questioni come i matrimoni precoci e le punizioni minori per gli autori di crimini contro le donne modellano la visione della società su come le donne dovrebbero essere trattate. Ciò può impedire alle donne di sentirsi a proprio agio nel parlare apertamente in contesti personali e professionali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p><strong>Soffitti di vetro e scogliere di vetro</strong></p>
<p>Le donne che lavorano in una cultura o in un settore molto paternalistico (ad esempio l&#8217;industria petrolifera o metalmeccanica), spesso affrontano limitazioni nella loro carriera che impediscono loro di avanzare in posizioni di leadership. Ciò potrebbe essere dovuto a una mentalità secondo cui solo i maschi hanno caratteristiche di leadership. Il termine <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Glass_cliff" target="_blank" rel="noopener">scogliera di vetro </a>si riferisce a progetti indesiderati che spesso vengono affidati alle donne perché hanno un rischio maggiore di fallimento. Questi progetti indesiderati vengono affidati alle dipendenti donne dove hanno maggiori probabilità di fallire e lasciare l&#8217;organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118]</sup></a></p>
<p>Prestazione</p>
<p>Alcuni ricercatori hanno sostenuto che l’influenza dei leader sui risultati organizzativi è sopravvalutata e romanticizzata a causa di attribuzioni distorte sui leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Nonostante queste affermazioni, tuttavia, è ampiamente riconosciuto e accettato da professionisti e ricercatori che la leadership è importante e la ricerca supporta l&#8217;idea che i leader contribuiscono ai principali risultati organizzativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kaiser08-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Per facilitare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Performance" target="_blank" rel="noopener">una performance di leadership di successo </a>è importante comprenderla e misurarla accuratamente.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Job_performance" target="_blank" rel="noopener">Le prestazioni lavorative </a>si riferiscono generalmente al comportamento che contribuisce al successo organizzativo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Campbell ha identificato una serie di tipi specifici di dimensioni della performance; la leadership era uno di questi. Non esiste una definizione globale e coerente di performance di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Molte concettualizzazioni distinte sono spesso raggruppate insieme sotto l&#8217;ombrello della performance di leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Kaiser08-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Le &#8220;prestazioni di leadership&#8221; possono riferirsi al successo professionale del singolo leader, alle prestazioni del gruppo o dell&#8217;organizzazione o persino all&#8217;emergere di leader. Ognuna di queste misure può essere considerata concettualmente distinta. Anche se possono essere correlati, si tratta di risultati diversi e la loro inclusione dovrebbe dipendere dal focus dell’applicazione o della ricerca. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124]</sup></a></p>
<p>Un altro modo per concettualizzare la performance del leader è concentrarsi sui risultati dei seguaci, del gruppo, della squadra, dell&#8217;unità o dell&#8217;organizzazione del leader. Nel valutare questo tipo di prestazione del leader, vengono generalmente utilizzate due strategie generali. Il primo si basa sulle percezioni soggettive della prestazione del leader da parte di subordinati, superiori o, occasionalmente, pari o altre parti. L&#8217;altro tipo di misure di efficacia sono indicatori più oggettivi delle prestazioni dei follower o dell&#8217;unità, come misure di produttività, raggiungimento degli obiettivi, dati di vendita o prestazioni finanziarie dell&#8217;unità.</p>
<p>— <em>BM Basso e RE . Riggio </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125]</sup></a></p>
<p>Un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Toxic_leader" target="_blank" rel="noopener">leader tossico </a>è qualcuno che ha responsabilità su un gruppo di persone o un’organizzazione e che abusa della relazione leader-seguace lasciando il gruppo o l’organizzazione in una condizione peggiore rispetto a quando vi è entrato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Misurare la leadership</strong></h2>
<p>Misurare la leadership si è rivelato difficile e complesso, se non addirittura impossibile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>I tentativi di valutare le prestazioni di leadership attraverso le prestazioni del gruppo introducono molteplici fattori diversi. Differenti percezioni della leadership stessa possono portare a metodi di misurazione differenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>Ciononostante, i teorici della leadership si sono dimostrati perversamente riluttanti ad abbandonare il vago concetto soggettivo e qualitativo popolare di “leader”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Tratti</h2>
<p>La maggior parte delle teorie del XX secolo sostenevano che i grandi leader si nasce, non si diventa. Studi successivi hanno indicato che la leadership è più complessa e non può essere ridotta a pochi tratti chiave di un individuo: uno di questi tratti o un insieme di tratti non rende un leader straordinario. Gli studiosi hanno scoperto tratti di leadership di un individuo che non cambiano da situazione a situazione, tratti come l’intelligenza, l’assertività o l’attrattiva fisica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P._4-6-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>Tuttavia, ciascuna caratteristica chiave può essere applicata alle situazioni in modo diverso, a seconda delle circostanze.</p>
<p>Determinazione e spinta includono tratti come iniziativa, energia, assertività, perseveranza e talvolta dominio. Le persone con queste caratteristiche perseguono con tutto il cuore i propri obiettivi, lavorano per molte ore, sono ambiziose e spesso molto competitive.</p>
<p>La capacità cognitiva comprende intelligenza, capacità analitica e verbale, flessibilità comportamentale e buon giudizio. Gli individui con questi tratti possono formulare soluzioni a problemi difficili, lavorare bene sotto stress o scadenze, adattarsi a situazioni mutevoli e creare piani ben ponderati per il futuro . Steve Jobs e Abraham Lincoln avevano tratti di determinazione e determinazione oltre a possedere capacità cognitive, dimostrate dalla loro capacità di adattarsi ai loro ambienti in continuo cambiamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P._4-6-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>La fiducia in se stessi comprende le caratteristiche di elevata autostima, assertività, stabilità emotiva e sicurezza di sé. I leader sicuri di sé non dubitano di se stessi o delle proprie capacità e decisioni. Possono anche proiettare questa fiducia in se stessi sugli altri, costruendo la loro fiducia e il loro impegno.</p>
<p>L’integrità si dimostra nei leader che sono sinceri, affidabili, dotati di principi, coerenti, affidabili, leali e non ingannevoli. I leader con integrità spesso condividono questi valori con i loro seguaci, poiché questa caratteristica è principalmente una questione etica. Questi leader mantengono la parola data e sono onesti e aperti con i loro colleghi.</p>
<p>La socievolezza descrive leader che sono amichevoli, estroversi, pieni di tatto, flessibili e interpersonalmente competenti. Tale caratteristica consente ai leader di essere accettati dal pubblico, di utilizzare misure diplomatiche per risolvere i problemi e di adattare la propria personalità sociale alla situazione in questione. Madre Teresa è stata un esempio eccezionale che ha incarnato integrità, assertività e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Soft_skills" target="_blank" rel="noopener">capacità sociali </a>nei suoi rapporti diplomatici con i leader del mondo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Howell,_Jon_P._4-6-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>Pochi grandi leader racchiudono tutte le caratteristiche sopra elencate, ma molti hanno la capacità di applicarne alcune per avere successo.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Modello ontologico-fenomenologico</h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Werner_Erhard" target="_blank" rel="noopener">Werner Erhard </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_C._Jensen" target="_blank" rel="noopener">Michael C. Jensen </a>, Steve Zaffron e Kari Granger hanno descritto la leadership come &#8220;un esercizio di linguaggio che si traduce nella realizzazione di un futuro che non sarebbe comunque accaduto, il quale futuro soddisfa (o contribuisce a soddisfare) le preoccupazioni di le parti interessate.&#8221; In questa definizione la leadership riguarda il futuro e comprende le preoccupazioni fondamentali delle parti interessate. Ciò differisce dal considerare i partiti rilevanti come &#8220;seguaci&#8221; e dal richiamare l&#8217;immagine di un unico leader seguito da altri. Piuttosto, un futuro che soddisfa le preoccupazioni fondamentali delle parti interessate indica che il futuro che non sarebbe accaduto non è “l’idea del leader”, ma piuttosto è ciò che emerge scavando in profondità per trovare le preoccupazioni di fondo di coloro che ne sono colpiti. dalla direzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Contesti</h2>
<p><strong>Organizzazioni</strong></p>
<p>Un&#8217;organizzazione creata come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Legal_instrument" target="_blank" rel="noopener">strumento </a>o mezzo per raggiungere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goal" target="_blank" rel="noopener">obiettivi definiti </a>è stata definita dai sociologi un&#8217;organizzazione <em>formale </em>. La sua progettazione specifica come sono suddivisi gli obiettivi e ciò si riflette nelle suddivisioni dell&#8217;organizzazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132] </sup></a>Divisioni, dipartimenti, sezioni, posizioni, lavori e compiti compongono questa <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Structure" target="_blank" rel="noopener">struttura di lavoro </a>. Ci si aspetta che l&#8217;organizzazione formale si comporti in modo impersonale per quanto riguarda i rapporti con i clienti o con i suoi membri. Secondo il modello Weber <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>specificare </sup></em></a><sup>] </sup>l&#8217;ingresso e il successivo avanzamento avviene per merito o anzianità. I dipendenti ricevono uno stipendio e godono di un grado di permanenza in carica che li tutela dall’influenza arbitraria di superiori o di clienti potenti. Quanto più elevata è la posizione nella gerarchia, tanto maggiore è la presunta competenza nel giudicare i problemi che possono sorgere nel corso del lavoro svolto ai livelli inferiori dell&#8217;organizzazione. Questa struttura burocratica costituisce la base per la nomina dei capi o dei capi delle suddivisioni amministrative dell&#8217;organizzazione e conferisce loro l&#8217;autorità connessa alla loro posizione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133]</sup></a></p>
<p>A differenza del capo nominato o del capo di un&#8217;unità amministrativa, un leader emerge nel contesto dell&#8217;organizzazione <em>informale </em>che è alla base della struttura formale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>L&#8217;organizzazione informale esprime gli <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Goal" target="_blank" rel="noopener">obiettivi personali e gli scopi </a>della singola appartenenza. I loro obiettivi e traguardi possono o meno coincidere con quelli dell&#8217;organizzazione formale. L&#8217;organizzazione informale rappresenta un&#8217;estensione delle strutture sociali che generalmente caratterizzano la vita umana: l&#8217;emergere spontaneo di gruppi e organizzazioni fini a se stessi.</p>
<p>Nella preistoria, l’umanità era preoccupata per la sicurezza personale, il mantenimento, la protezione e la sopravvivenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135] </sup></a>Oggi l’umanità trascorre gran parte delle sue ore di veglia lavorando per le organizzazioni. La necessità di identificarsi con una comunità che offra sicurezza, protezione, mantenimento e un sentimento di appartenenza è rimasta immutata fin dalla preistoria. Questa esigenza viene soddisfatta dall’organizzazione informale e dai suoi leader emergenti, o non ufficiali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Henry-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessario un preventivo per verificare </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<p>I leader emergono dall’interno della struttura dell’organizzazione informale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>Le loro qualità personali, le esigenze della situazione o una combinazione di questi e altri fattori attraggono seguaci che accettano la loro leadership all&#8217;interno di una o più strutture sovrapposte <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style#Technical_language" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>gergo </sup></em></a><sup>] </sup>. Invece dell’autorità della posizione detenuta da un capo o capo nominato, il leader emergente esercita influenza o potere. L&#8217;influenza è la capacità di una persona di ottenere la cooperazione degli altri mediante la persuasione o il controllo sulle ricompense. Il potere è una forma di influenza più forte perché riflette la capacità di una persona di imporre un&#8217;azione attraverso il controllo di un mezzo di punizione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Henry-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136]</sup></a></p>
<p>Un leader è una persona che influenza un gruppo di persone verso un risultato specifico. In questo scenario, la leadership non dipende dal titolo o dall’autorità formale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup> Ogbonnia definisce un leader efficace &#8220;come un individuo con la capacità di avere successo in modo coerente in una determinata condizione e di essere considerato in grado di soddisfare le aspettative di un&#8217;organizzazione o società&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>John Hoyle sostiene che i leader sono riconosciuti dalla loro capacità di prendersi cura degli altri, da una comunicazione chiara e dall&#8217;impegno a persistere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>Una persona nominata a una posizione dirigenziale ha il diritto di comandare e imporre l&#8217;obbedienza in virtù dell&#8217;autorità della sua posizione. Tuttavia, devono possedere attributi personali adeguati per eguagliare questa autorità, perché l’autorità è a loro disposizione solo potenzialmente. In assenza di sufficiente competenza personale, un manager può trovarsi di fronte a un leader emergente che può mettere in discussione il suo ruolo nell’organizzazione e ridurlo a quello di una figura di riferimento. Tuttavia, solo l’autorità di posizione può avvalersi di sanzioni formali. Ne consegue che chiunque eserciti influenza e potere personale può legittimarlo solo ottenendo una posizione formale in una gerarchia, con un’autorità proporzionata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Henry-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136] </sup></a>La leadership può essere definita come la capacità di convincere gli altri a seguirla volentieri. Ogni organizzazione ha bisogno di leader ad ogni livello. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessario un preventivo per verificare </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Gestione</strong></h2>
<p>I termini &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Management" target="_blank" rel="noopener">management </a>&#8221; e &#8220;leadership&#8221; sono stati utilizzati, nel contesto organizzativo, sia come sinonimi che con significati chiaramente differenziati. È comune il dibattito sull’opportunità o meno di limitare l’uso di questi termini, e riflette la consapevolezza della distinzione fatta da Burns tra leadership “transazionale” (caratterizzata dall’enfasi sulle procedure, sulla ricompensa contingente e sulla gestione per eccezione) e leadership “trasformazionale” ( caratterizzato da carisma, relazioni personali e creatività). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Burns-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Il ruolo di leader è quello in cui si può cercare di affrontare problemi di fiducia e problemi derivati dalla mancanza di fiducia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Gruppo</strong></h2>
<p>In contrasto con la leadership individuale, alcune organizzazioni hanno adottato la leadership di gruppo. In questa cosiddetta <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shared_leadership" target="_blank" rel="noopener">leadership condivisa </a>, più di una persona fornisce la direzione al gruppo nel suo insieme. È inoltre caratterizzato da responsabilità condivisa, cooperazione e influenza reciproca tra i membri del team. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-144" target="_blank" rel="noopener"><sup>[144] </sup></a>Alcune organizzazioni hanno adottato questo approccio nella speranza di aumentare la creatività, ridurre i costi o ridimensionare. Altri potrebbero ritenere che la leadership tradizionale di un capo costi troppo in termini di prestazioni della squadra. In alcune situazioni, i membri del team più in grado di gestire una determinata fase del progetto diventano i leader temporanei. Inoltre, poiché ogni membro del team ha l&#8217;opportunità di sperimentare un elevato livello di empowerment, questo dà energia al personale e alimenta il ciclo del successo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-145" target="_blank" rel="noopener"><sup>[145]</sup></a></p>
<p>I leader che dimostrano perseveranza, tenacia, determinazione e capacità di comunicazione sinergica faranno emergere le stesse qualità nei loro gruppi. I buoni leader usano i propri <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mentorship" target="_blank" rel="noopener">mentori </a>interiori <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>chiarimento necessario </sup></em></a><sup>] </sup>per dare energia al proprio team e alle proprie organizzazioni e guidare una squadra per raggiungere il successo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-146" target="_blank" rel="noopener"><sup>[146]</sup></a></p>
<p>Secondo la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_School_Boards_Association" target="_blank" rel="noopener">National School Boards Association </a>(USA), queste leadership di gruppo o leadership team hanno queste caratteristiche specifiche: <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Caratteristiche di una squadra</strong></h2>
<ul>
<li>Ci deve essere la consapevolezza dell&#8217;unità da parte di tutti i suoi membri.</li>
<li>Ci deve essere un rapporto interpersonale. I membri devono avere la possibilità di contribuire, imparare e lavorare con gli altri.</li>
<li>I membri devono avere la capacità di agire insieme verso un obiettivo comune.</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Dieci caratteristiche dei team ben funzionanti</strong></h2>
<ol>
<li><strong>Scopo </strong>: i membri condividono con orgoglio il senso del motivo per cui il team esiste e sono impegnati nel raggiungimento della sua missione e dei suoi obiettivi.</li>
<li><strong>Priorità </strong>: i membri sanno cosa deve essere fatto dopo, da chi e entro quando per raggiungere gli obiettivi del team.</li>
<li><strong>Ruoli </strong>: i membri conoscono i loro ruoli nello svolgimento delle attività e quando consentire a un membro più abile di svolgere una determinata attività.</li>
<li><strong>Decisioni </strong>: l&#8217;autorità e le linee decisionali sono chiaramente comprese.</li>
<li><strong>Conflitto </strong>: il conflitto viene affrontato apertamente ed è considerato importante per il processo decisionale e la crescita personale.</li>
<li><strong>Tratti personali </strong>: i membri ritengono che le loro personalità uniche siano apprezzate e ben utilizzate.</li>
<li><strong>Norme </strong>: le norme di gruppo per lavorare insieme sono stabilite e viste come standard per tutti i membri del gruppo.</li>
<li><strong>Efficacia </strong>: i membri trovano le riunioni del team efficienti e produttive e non vedono l&#8217;ora di trascorrere questo tempo insieme.</li>
<li><strong>Successo </strong>: i membri sanno chiaramente quando il team ha avuto successo e lo condividono in modo equo e orgoglioso.</li>
<li><strong>Formazione </strong>: opportunità di feedback e aggiornamento delle competenze vengono fornite e sfruttate dai membri del team.</li>
</ol>
<p><strong>Autogestione</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_and_Leadership_During_Change" target="_blank" rel="noopener">L’auto-leadership </a>è un processo che avviene all’interno di un individuo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-147" target="_blank" rel="noopener"><sup>[147] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Verifiability" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>è necessaria una citazione per verificare </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;autoleadership significa avere un senso sviluppato di chi sei, cosa puoi ottenere e quali sono i tuoi obiettivi, insieme alla capacità di influenzare le tue emozioni, i tuoi comportamenti e la tua comunicazione. Al centro della leadership c’è la persona motivata a fare la differenza. L’autoleadership è un modo per guidare in modo più efficace le altre persone. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Biologia ed evoluzione della leadership</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_van_Vugt" target="_blank" rel="noopener">Mark van </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mark_van_Vugt" target="_blank" rel="noopener">Vugt </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anjana_Ahuja" target="_blank" rel="noopener">Anjana Ahuja </a>in <em>Naturally Selected: The Evolutionary Science of Leadership </em>presentano casi di leadership negli animali non umani, dalle formiche e le api ai babbuini e agli scimpanzé. Essi suggeriscono che la leadership ha una lunga storia evolutiva e che gli stessi meccanismi alla base della leadership negli esseri umani compaiono anche in altre specie sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-148" target="_blank" rel="noopener"><sup>[148] </sup></a>Suggeriscono anche che le origini evolutive della leadership differiscono da quelle della dominanza. In uno studio, van Vugt e il suo team hanno esaminato la relazione tra testosterone basale e leadership rispetto alla dominanza. Hanno scoperto che il testosterone è correlato alla dominanza ma non alla leadership. Ciò è stato replicato in un campione di manager in cui non vi era alcuna relazione tra posizione gerarchica e livello di testosterone. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-149" target="_blank" rel="noopener"><sup>[149]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Wrangham" target="_blank" rel="noopener">Richard Wrangham </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dale_Peterson" target="_blank" rel="noopener">Dale Peterson </a>, in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Demonic_Males:_Apes_and_the_Origins_of_Human_Violence" target="_blank" rel="noopener"><em>Demonic Males: Apes and the Origins of Human Violence </em></a>, presentano la prova che solo gli esseri umani e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Common_chimpanzee" target="_blank" rel="noopener">gli scimpanzé </a>, tra tutti gli animali che vivono sulla Terra, condividono una tendenza simile per un insieme di comportamenti: violenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Territory_(animal)" target="_blank" rel="noopener">territorialità </a>e competizione. per essersi uniti dietro l’unico capo maschio del paese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150] </sup></a>Questa posizione è controversa. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Molti animali, a parte le scimmie, sono territoriali, competono, mostrano violenza e hanno una struttura sociale controllata da un maschio dominante (leoni, lupi, ecc.), suggerendo che le prove di Wrangham e Peterson non sono empiriche. Tuttavia, dobbiamo <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:EDITORIALIZING" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>editoriale </sup></em></a><sup>] </sup>esaminare anche altre specie, inclusi gli elefanti (che sono matriarcali e seguono una femmina alfa), i suricati (che sono anch&#8217;essi matriarcali), le pecore (che &#8220;seguono&#8221; in un certo senso i <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wether_(disambiguation)" target="_blank" rel="noopener">bellwether castrati </a>) e molti altri. .</p>
<p>In confronto, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bonobo" target="_blank" rel="noopener">i bonobo </a>, i secondi parenti più prossimi dell’uomo, non <em>si </em>uniscono dietro il maschio principale della terra. I bonobo mostrano deferenza verso una femmina alfa o di alto rango che, con il supporto della sua coalizione di altre femmine, può dimostrarsi forte quanto il maschio più forte. Pertanto, se la leadership significa ottenere il maggior numero di seguaci, allora tra i bonobo è quasi sempre la femmina ad esercitare la leadership più forte ed efficace. (Per inciso, non tutti gli scienziati concordano sulla presunta natura pacifica del bonobo o sulla sua reputazione di &#8221; scimpanzé <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hippie" target="_blank" rel="noopener">hippie </a>&#8220;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-151" target="_blank" rel="noopener"><sup>[151] </sup></a>)</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Miti</h2>
<p>La leadership è stata descritta come uno dei concetti meno compresi in tutte le culture e civiltà. Molti ricercatori hanno sottolineato la prevalenza di questo malinteso, affermando che diversi presupposti errati, o miti, riguardanti la leadership interferiscono con la concezione delle persone di cosa sia la leadership. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-152" target="_blank" rel="noopener"><sup>[152]</sup></a></p>
<p><strong>La leadership è innata</strong></p>
<p>Secondo alcuni, la leadership è determinata da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dispositional_affect" target="_blank" rel="noopener">caratteristiche disposizionali distintive </a>presenti alla nascita (ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Extraversion_and_introversion" target="_blank" rel="noopener">estroversione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intelligence" target="_blank" rel="noopener">intelligenza </a>o ingegnosità). Tuttavia, l’evidenza dimostra che la leadership si sviluppa anche attraverso il duro lavoro e un’attenta osservazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Forsyth-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Pertanto, una leadership efficace può derivare dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nature_versus_nurture" target="_blank" rel="noopener">natura </a>(cioè dai talenti innati) così come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nature_versus_nurture" target="_blank" rel="noopener">dalla cultura </a>(cioè dalle abilità acquisite).</p>
<p><strong>La leadership è possedere potere sugli altri</strong></p>
<p>Sebbene la leadership sia certamente una forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Power_(social_and_political)" target="_blank" rel="noopener">potere </a>, non è delimitata dal potere <em>sulle </em>persone. Si tratta piuttosto di un potere <em>con </em>le persone che esiste come relazione reciproca tra un leader e i suoi seguaci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Forsyth-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Nonostante la credenza popolare, l&#8217;uso della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_manipulation" target="_blank" rel="noopener">manipolazione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Coercion" target="_blank" rel="noopener">della coercizione </a>e del dominio per influenzare gli altri non è un requisito per la leadership. Anche le persone che cercano il consenso del gruppo e si sforzano di agire nel migliore interesse degli altri possono diventare leader efficaci.</p>
<p><strong>I leader sono positivamente influenti</strong></p>
<p>La <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Validity_(logic)" target="_blank" rel="noopener">validità </a>dell’affermazione secondo cui i gruppi prosperano quando guidati da leader efficaci può essere illustrata utilizzando diversi esempi. Ad esempio, l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bystander_effect" target="_blank" rel="noopener">effetto spettatore </a>(incapacità di rispondere o di offrire assistenza) che tende a svilupparsi all’interno dei gruppi che si trovano ad affrontare un’emergenza è significativamente ridotto nei gruppi guidati da un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Inoltre, la prestazione del gruppo, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Creativity" target="_blank" rel="noopener">creatività </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-156" target="_blank" rel="noopener"><sup>[156] </sup></a>ed <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Efficiency" target="_blank" rel="noopener">efficienza </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-157" target="_blank" rel="noopener"><sup>[157] </sup></a>tendono tutte ad aumentare nelle aziende con manager o amministratori delegati designati.</p>
<p>La differenza che fanno i leader non è sempre di natura positiva. I leader a volte si concentrano sul raggiungimento dei propri obiettivi a scapito degli altri, compresi i propri seguaci. I leader che si concentrano sul guadagno personale impiegando stili di leadership rigorosi e manipolativi spesso fanno la differenza, ma di solito lo fanno con mezzi negativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-158" target="_blank" rel="noopener"><sup>[158]</sup></a></p>
<p><strong>I leader controllano interamente i risultati del gruppo</strong></p>
<p>Nelle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_culture" target="_blank" rel="noopener">culture occidentali </a>si presume generalmente che i leader di gruppo facciano la differenza quando si tratta di influenza del gruppo e di raggiungimento degli obiettivi complessivi. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>Questa visione romanticizzata della leadership &#8211; la tendenza a sovrastimare il grado di controllo che i leader hanno sui loro gruppi e sui risultati dei loro gruppi &#8211; ignora l&#8217;esistenza di molti altri fattori che influenzano le dinamiche di gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-159" target="_blank" rel="noopener"><sup>[159] </sup></a>Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_cohesiveness" target="_blank" rel="noopener">la coesione del gruppo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">i modelli di comunicazione </a>, i tratti della personalità individuale, il contesto del gruppo, la natura o l&#8217;orientamento del lavoro, nonché <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Norm_(social)" target="_blank" rel="noopener">le norme comportamentali </a>e gli standard stabiliti influenzano la funzionalità del gruppo. Per questo motivo, non è giustificato presumere che tutti i leader abbiano il controllo completo dei risultati dei loro gruppi.</p>
<p><strong>Tutti i gruppi hanno un leader designato</strong></p>
<p>Non tutti i gruppi necessitano di avere un leader designato. I gruppi composti principalmente da donne, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-SBA-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a>sono di dimensioni limitate, sono esenti da processi decisionali stressanti, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-guastello-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>o esistono solo per un breve periodo di tempo (ad esempio, gruppi di lavoro studenteschi; squadre di quiz/trivia nei pub) spesso subiscono una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diffusion_of_responsibility" target="_blank" rel="noopener">diffusione delle responsabilità </a>, in cui compiti e ruoli di leadership sono condivisi tra i membri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-SBA-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-guastello-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161]</sup></a></p>
<p><strong>I membri del gruppo resistono ai leader</strong></p>
<p>La dipendenza dei membri del gruppo dai leader del gruppo può portare a una ridotta fiducia in se stessi e a una forza complessiva <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Please_clarify" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ambigua </sup></em></a><sup>] </sup>del gruppo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-Forsyth-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>La maggior parte delle persone preferisce essere guidata piuttosto che restare senza un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a>Questo &#8220;bisogno di un leader&#8221; diventa particolarmente forte nei gruppi in difficoltà che stanno vivendo una sorta di conflitto. I membri del gruppo tendono ad essere più contenti e produttivi quando hanno un leader che li guida. Sebbene gli individui che ricoprono ruoli di leadership possano essere una fonte diretta di risentimento per i seguaci, la maggior parte delle persone apprezza il contributo che i leader danno ai propri gruppi e di conseguenza accoglie con favore la guida di un leader. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-163" target="_blank" rel="noopener"><sup>[163]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Ambienti orientati all&#8217;azione</h2>
<p>Un approccio alla leadership del team esamina gli ambienti orientati all’azione, dove è necessaria una leadership funzionale efficace per realizzare compiti critici o reattivi da parte di piccoli team schierati sul campo. Alcuni esempi di leadership orientata all&#8217;azione includono lo spegnimento di un incendio rurale, la localizzazione di una persona scomparsa, la guida di una squadra in una spedizione all&#8217;aperto o il salvataggio di una persona da un ambiente potenzialmente pericoloso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-164" target="_blank" rel="noopener"><sup>[164]</sup></a></p>
<p>La leadership di piccoli gruppi viene spesso creata per rispondere a una situazione o a un incidente critico. Nella maggior parte dei casi, questi team hanno il compito di operare in ambienti remoti e mutevoli con supporto o backup limitati (&#8220;ambienti di azione&#8221;). La leadership delle persone in questi ambienti richiede un insieme di competenze diverso da quello dei leader nella gestione di prima linea. Questi leader devono operare in modo efficace da remoto e negoziare le esigenze dell’individuo, del gruppo e del compito all’interno di un ambiente mutevole.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_Technology" target="_blank" rel="noopener">IT </a>di piccole e medie dimensioni negli stabilimenti dei clienti. La leadership di questi team richiede esperienza pratica e un atteggiamento di esempio per consentire ai membri del team di prendere decisioni ben ponderate e concise indipendentemente dal management esecutivo e/o dai decisori locali. L&#8217;adozione anticipata delle metodologie di sviluppo dei branch <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scrum_(software_development)" target="_blank" rel="noopener">Scrum </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kanban" target="_blank" rel="noopener">Kanban </a>ha contribuito ad alleviare la dipendenza che i team sul campo avevano dallo sviluppo basato su trunk <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style#Technical_language" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>gergo </sup></em></a><sup>] </sup>. Questo metodo di sviluppo e distribuzione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lean_manufacturing" target="_blank" rel="noopener">just-in-time </a>orientato all&#8217;azione ha consentito ai siti remoti di implementare patch software aggiornate frequentemente e senza dipendere dai programmi di distribuzione del team principale, soddisfacendo le esigenze dei clienti di correggere rapidamente i bug dell&#8217;ambiente di produzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-165" target="_blank" rel="noopener"><sup>[165] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:What_Wikipedia_is_not#Encyclopedic_content" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>importanza? </sup></em></a><sup>] </sup></p>
<p>In una prospettiva tassonomica, il ricercatore europeo Daniele Trevisani evidenzia che la Leadership è uno spettro olistico che può derivare da: (1) livelli più elevati di potere fisico, bisogno di mostrare potere e controllare gli altri, forzare la superiorità, capacità di generare paura, o gruppo -necessità da parte dei membri di un potente protettore del gruppo (Leadership Primale), (2) energie mentali superiori, forze motivazionali superiori, percepibili nella comunicazione e nei comportamenti, mancanza di paura, coraggio, determinazione ( Leadership Psicoenergetica ), (3) abilità superiori nella gestione del quadro generale (Macro-Leadership), (4) abilità più elevate in compiti specializzati (Micro-Leadership), (5) capacità più elevate nella gestione dell&#8217;esecuzione di un compito (Leadership di progetto) e (6) livello più elevato di valori, saggezza, e spiritualità (Leadership Spirituale), dove ogni Leader trae la sua Leadership da un mix unico di uno o più dei fattori precedenti” <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-166" target="_blank" rel="noopener"><sup>[166] </sup></a>.</p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Pensiero critico</h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Man_theory" target="_blank" rel="noopener">teoria del Grande Uomo &#8221; di </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener">Carlyle </a>del 1840 , che enfatizzava il ruolo degli individui leader, incontrò l&#8217;opposizione (di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbert_Spencer" target="_blank" rel="noopener">Herbert Spencer </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leo_Tolstoy" target="_blank" rel="noopener">Leo Tolstoy </a>e altri) nel XIX e XX secolo.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper" target="_blank" rel="noopener">Karl Popper </a>notò nel 1945 che i leader possono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mislead" target="_blank" rel="noopener">fuorviare </a>e commettere errori: mette in guardia dal rimettersi ai &#8220;grandi uomini&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-167" target="_blank" rel="noopener"><sup>[167]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noam_Chomsky" target="_blank" rel="noopener">Noam Chomsky </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-168" target="_blank" rel="noopener"><sup>[168] </sup></a>e altri <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-169" target="_blank" rel="noopener"><sup>[169] </sup></a>hanno sottoposto il concetto di leadership al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Critical_thinking" target="_blank" rel="noopener">pensiero critico </a>e affermano che le persone abrogano la propria responsabilità di pensare e volere azioni per se stesse. Mentre la visione convenzionale della leadership può soddisfare le persone che &#8220;vogliono sentirsi dire cosa fare&#8221;, questi critici affermano che si dovrebbe mettere in discussione la sottomissione a una volontà o a un intelletto diverso dal proprio se il leader non è un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Subject-matter_expert" target="_blank" rel="noopener">esperto in materia </a>.</p>
<p>Concetti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Workers%27_self-management" target="_blank" rel="noopener">autogestione </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Employeeship" target="_blank" rel="noopener">impegno lavorativo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Civic_virtue" target="_blank" rel="noopener">virtù civica comune </a>mettono in discussione la natura fondamentalmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anti-democratic" target="_blank" rel="noopener">antidemocratica </a>del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_principle" target="_blank" rel="noopener">principio di leadership </a>sottolineando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Individual_responsibility" target="_blank" rel="noopener">la responsabilità individuale </a>e/o l’autorità di gruppo sul posto di lavoro e altrove e concentrandosi sulle competenze e sulle attitudini di cui una persona ha bisogno in generale piuttosto che separare la &#8220;leadership&#8221; come base di una classe speciale di individui.</p>
<p>Allo stesso modo, varie calamità storiche (come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/World_War_II" target="_blank" rel="noopener">la Seconda Guerra Mondiale </a>) possono essere attribuite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-170" target="_blank" rel="noopener"><sup>[170] </sup></a>a un affidamento mal riposto sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/F%C3%BChrerprinzip" target="_blank" rel="noopener">principio di leadership </a>come dimostrato nella <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dictatorship" target="_blank" rel="noopener">dittatura </a>.</p>
<p>L’idea di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leaderism" target="_blank" rel="noopener">leaderismo </a>dipinge la leadership e i suoi eccessi in una luce negativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_note-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Adaptive_performance" target="_blank" rel="noopener">Prestazioni adattive </a>– Adattarsi e comprendere il cambiamento sul posto di lavoro</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Charisma" target="_blank" rel="noopener">Carisma </a>– Fascino che può ispirare devozione negli altri</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crowd_psychology" target="_blank" rel="noopener">Psicologia della folla </a>– Ramo della psicologia sociale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/E-leadership" target="_blank" rel="noopener">Leadership digitale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Followership" target="_blank" rel="noopener">Followership </a>– ruolo subordinato</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Full_Range_Leadership_Model" target="_blank" rel="noopener">Modello di leadership a gamma completa </a>– Teoria della leadership</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_accountability" target="_blank" rel="noopener">Responsabilità della leadership </a>– Concetto di responsabilità in etica, governance e processo decisionale</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership_school" target="_blank" rel="noopener">Scuola di direzione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Multiteam_system" target="_blank" rel="noopener">Sistema multiteam</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissistic_leadership" target="_blank" rel="noopener">Leadership narcisistica </a>– Stile di leadership</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicomachean_Ethics" target="_blank" rel="noopener">Etica Nicomachea </a>&#8211; La teoria aristotelica dell&#8217;etica delle virtù fondata sulla filosofia naturale e sulla teleologia umana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_development" target="_blank" rel="noopener">Sviluppo professionale </a>: imparare a guadagnare o mantenere credenziali professionali</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Realistic_Job_Preview" target="_blank" rel="noopener">Anteprima realistica del lavoro</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Super-team" target="_blank" rel="noopener">Super-team </a>: concetto di sviluppo organizzativo</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Three_theological_virtues" target="_blank" rel="noopener">Tre virtù teologali </a>– Etica cristiana</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uli_al-amr" target="_blank" rel="noopener">Uli </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uli_al-amr" target="_blank" rel="noopener">al- </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Uli_al-amr" target="_blank" rel="noopener">amr </a>– Coloro che hanno autorità nell’Islam</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; Riferimenti</h2>
<p><strong>Citazioni</strong></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><em>Grint, Keith (2005). </em><a href="https://books.google.com/books?id=Tf3ZCgAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership: limiti e possibilità </em></a><em>. Londra: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Palgrave_Macmillan" target="_blank" rel="noopener"><em>Palgrave </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780333963876" target="_blank" rel="noopener"><em>9780333963876 </em></a><em>. La leadership morale non è il modo per garantire la democrazia, la moralità e la giustizia perché la moralità, come il potere e la leadership, è un </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Essentially_contested_concept" target="_blank" rel="noopener"><em>concetto essenzialmente contestato </em></a><em>&#8230;. </em><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Link_rot" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>link morto </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><em>Occidentale, Simon (2013). </em><a href="https://books.google.com/books?id=bcnDAQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership: un testo critico </em></a><em>. Londra: salvia. P. 26. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781446294208" target="_blank" rel="noopener"><em>9781446294208 </em></a><em>. Leadership è un termine controverso con molteplici significati e diverse applicazioni pratiche.</em></li>
</ul>
</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Chin_2015_4-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Chin_2015_4-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Chin_2015_4-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Chin_2015_4-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Mento, Roger (2015). &#8220;Esaminare il lavoro di squadra e la leadership nei settori della pubblica amministrazione, leadership e gestione&#8221;. Gestione delle prestazioni della squadra. <strong>21 </strong>(3/4): 199–216. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1108%2FTPM-07-2014-0037" target="_blank" rel="noopener"><em>1108/TPM-07-2014-0037 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-5" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Northouse, Peter G. (2018). </em><a href="https://books.google.com/books?id=HJ08DwAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership: teoria e pratica </em></a><em>(8 ed.). California: pubblicazione Sage. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781506362298" target="_blank" rel="noopener"><em>9781506362298 </em></a><em>. &#8230;alcuni definiscono la leadership in termini di rapporto di potere che esiste tra leader e seguaci.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-6" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Washington, Marvin; Boal, Kimberly; Davis, John (18 febbraio 2020). </em><a href="https://www.researchgate.net/publication/237345189" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Leadership istituzionale: passato, presente e futuro&#8221; </em></a><em>. A Greenwood, Royston; Oliver, Cristina; Lawrence, Tommaso B; Meyer, Renate E. (a cura di). Il saggio manuale dell&#8217;istituzionalismo organizzativo. Pubblicazioni SAGE, limitate. pagine 719–733. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781529712117" target="_blank" rel="noopener"><em>9781529712117 </em></a><em>.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Kirkpatrick, Shelley A.; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Edwin_A._Locke" target="_blank" rel="noopener"><em>Locke, Edwin A. </em></a><em>(1991). </em><a href="https://web.archive.org/web/20100627235908/http:/sbuweb.tcu.edu/jmathis/Org_Mgmt_Materials/Leadership%20-%20Do%20Traits%20Matgter.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Leadership: le caratteristiche contano?&#8221;</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>. Accademia di Management Esecutivo. <strong>5 </strong>(2). Archiviato </em><a href="http://sbuweb.tcu.edu/jmathis/Org_Mgmt_Materials/Leadership%20-%20Do%20Traits%20Matgter.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;originale</em></a><em> </em><em>(PDF) </em><em>il 27-06-2010.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-9" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Seyranian , Viviane (2010). &#8220;Teorie interazioniste della leadership&#8221;. In Levine, John M; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Hogg" target="_blank" rel="noopener"><em>Hogg, Michael A. </em></a><em>(a cura di). </em><a href="https://books.google.com/books?id=wrQ5DQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Enciclopedia dei processi di gruppo e delle relazioni intergruppo </em></a><em>. Riferimento saggio. vol. 1. Los Angeles: SAGGIO. P. 458. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781412942089" target="_blank" rel="noopener"><em>9781412942089 </em></a><em>. Estratto il 20 agosto 2023 . Gli studiosi di leadership interazionista hanno anche sostenuto che i resoconti della leadership basati sui tratti o sulla situazione ignorano il modo in cui un leader può influenzare una situazione o il modo in cui una situazione può influenzare i leader. [&#8230;] Le teorie interazioniste della leadership collegano le variabili persona-situazione in una rete di relazioni multidirezionali che tentano di catturare la natura in evoluzione della leadership.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-10" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Orafo, Marshall (2016). Dekel, Gil (a cura di). </em><a href="https://www.designtoolbox.co.uk/strategies/leaders-make-values-visible/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;I leader rendono visibili i valori&#8221; </em></a><em>. Casella degli strumenti di progettazione.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-11" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Saffold, Guy (2005). &#8220;Leadership attraverso la visione&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=RKhizYSv9RoC" target="_blank" rel="noopener"><em>Pianificazione strategica: leadership attraverso la visione </em></a><em>. Nairobi: Casa editrice Evangel. P. 137. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9789966201225" target="_blank" rel="noopener"><em>9789966201225 </em></a><em>. Estratto 11 novembre il 2021. &#8230;la leadership riguarda il futuro; e il futuro riguarda la visione.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Richards, Dick; Engel, Sarah (2005) [1986]. &#8220;Dopo la visione: suggerimenti ai visionari aziendali e ai campioni della visione&#8221;. In Adams, John D. (a cura di). </em><a href="https://books.google.com/books?id=Im7BBAAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Trasformare la leadership </em></a><em>(2a ed.). New York: Cosimo. P. 206. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781596053656" target="_blank" rel="noopener"><em>9781596053656 </em></a><em>. Estratto l&#8217;11 novembre il 2021.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-13" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Riggio, Ronald E.; Murphy, Susan Elaine; Pirozzolo, Francis J., eds. (2001). </em><a href="https://books.google.com/books?id=YSx5AgAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Intelligenze multiple e leadership </em></a><em>. Serie Organizzazione e Gestione. Mahwah, New Jersey: Lawrence Erlbaum Associates. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781135662431" target="_blank" rel="noopener"><em>9781135662431 </em></a><em>. Estratto il 20 agosto il 2023.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Guo, Xuezhi (2019). &#8220;Pensiero politico tradizionale ed eredità imperiale&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=hm2MDwAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>La politica del leader principale in Cina: cultura, istituzione, legittimità e potere </em></a><em>. Cambridge: Cambridge University Press. P. 139. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781108480499" target="_blank" rel="noopener"><em>9781108480499 </em></a><em>. Estratto 17 maggio 2019 . Il Mandato del Cielo implica che la legittimità della leadership politica così come delle sue figure di spicco deriva non solo dal loro potere politico derivante dalle loro posizioni e dal dominio di fatto nella leadership, ma anche dal loro ruolo nel portare l&#8217;adesione volontaria da parte del leader di alto rango e la popolazione in generale.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-15" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Ad esempio: <em>Gupta, Ashok Kumar (1991). </em><a href="https://books.google.com/books?id=PJEXDF7XxzUC" target="_blank" rel="noopener"><em>Modello emergente di leadership politica: un caso di studio del Punjab </em></a><em>. Nuova Delhi: pubblicazioni Mittal. P. 12. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9788170992561" target="_blank" rel="noopener"><em>9788170992561 </em></a><em>. URL consultato il 17 maggio 2019. Il tema principale della teoria delle élite [di José Ortega y Gasset ] è che &#8220;quando le masse di un paese credono di poter fare a meno dell&#8217;aristocrazia, la nazione inevitabilmente declina&#8221;. Nella loro disillusione le masse si rivolgono nuovamente alla nuova leadership ed emerge una nuova aristocrazia.&#8217;</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-16" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Marstiller, James K.; Joerding Fickeler , Jennifer (2005). </em><a href="https://books.google.com/books?id=YUCzmu3_5vsC" target="_blank" rel="noopener"><em>Il potere di innovare: ricablare le menti degli individui e delle organizzazioni </em></a><em>. Bloomington, Indiana: AuthorHouse . P. 169. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781420835106" target="_blank" rel="noopener"><em>9781420835106 </em></a><em>. Estratto 17 maggio il 2019 . Nel corso dei secoli si credeva che i leader nascessero, che la capacità di guidare fosse in qualche modo ereditata attraverso il sangue. [&#8230;] Nonostante i molti esempi nel corso della storia di inettitudine della leadership di sangue blu, il diritto di nascita e la competenza si sono intrecciati nella psiche umana. Questa percezione è rimasta fino al XX secolo.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-17" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Cano, Librado F. (2010). </em><a href="https://books.google.com/books?id=8D8sanxRQR8C" target="_blank" rel="noopener"><em>Trasformazione di </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=8D8sanxRQR8C" target="_blank" rel="noopener"><em>una </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=8D8sanxRQR8C" target="_blank" rel="noopener"><em>nazione e di una comunità familiare individuale e del mondo </em></a><em>. Pubblicazione di Trafford. P. 134. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781426947667" target="_blank" rel="noopener"><em>9781426947667 </em></a><em>.</em></li>
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<li><em>Singh, Ravinder; Rani, Ajita (2017). </em><a href="https://books.google.com/books?id=GZKiDgAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Comportamento </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=GZKiDgAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>umano </em></a><em>. Nozione Press. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946983-31-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946983-31-2 </em></a><em>. &#8230;una guida empatica emotivamente sintonizzata, reattiva e consensuale, che a volte è associata ai matriarcati, dove governano le donne.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nina_Baym" target="_blank" rel="noopener"><em>Baym </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nina_Baym" target="_blank" rel="noopener"><em>, Nina </em></a><em>(1992). &#8220;Nathaniel Hawthorne e sua madre: una speculazione biografica&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=EnglvDhekpIC" target="_blank" rel="noopener"><em>Femminismo e storia letteraria americana: saggi </em></a><em>. Studi sulle donne/letteratura americana. Nuovo Brunswick, New Jersey: Rutgers University Press. P. 53. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780813518558" target="_blank" rel="noopener"><em>9780813518558 </em></a><em>. Estratto 23 luglio il 2020 . L&#8217;immagine [&#8230;] è il Giardino dell&#8217;Eden, il matriarcato benigno.</em></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-19" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Saxena, PK (2009). </em><a href="https://books.google.com/books?id=dudAB3uReq4C" target="_blank" rel="noopener"><em>Principi di gestione, un approccio moderno </em></a><em>. Nuova Delhi: Global India Publications PVT LTD. P. 30. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-81-907941-5-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-81-907941-5-2 </em></a><em>. Paragonabili alla tradizione romana, le opinioni del confucianesimo sul &#8220;retto vivere&#8221; si riferiscono molto all&#8217;ideale del leader studioso (maschio) e al suo governo benevolo, sostenuto da una tradizione di pietà filiale.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sun_Tzu" target="_blank" rel="noopener"><em>Sun Tzu </em></a><em>(2003). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Art_of_War" target="_blank" rel="noopener"><em>L&#8217;arte della guerra: testi completi e commenti </em></a><em>. Tradotto da Cleary, Thomas. Shambhala. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781590300541" target="_blank" rel="noopener"><em>9781590300541 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-21" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://www.oed.com/search/dictionary/?q=leadership" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;comando&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_English_Dictionary" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario inglese Oxford </em></a><em>(ed. in linea). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oxford_University_Press" target="_blank" rel="noopener"><em>La stampa dell&#8217;università di Oxford </em></a><em>.</em> (È richiesto l&#8217;abbonamento o <a href="https://www.oed.com/public/login/loggingin#withyourlibrary" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;iscrizione all&#8217;istituto partecipante </a>.)</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-22" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Notare i relativi cambiamenti nella terminologia nell&#8217;inglese americano dal 1800: <a href="https://books.google.com/ngrams/graph?year_end=2019&amp;year_start=1800&amp;corpus=28&amp;content=leader%2Cmaster%2Cleadership&amp;smoothing=3&amp;direct_url=t1%3B%2Cleader%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cmaster%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cleadership%3B%2Cc0#t1%3B%2Cleader%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cmaster%3B%2Cc0%3B.t1%3B%2Cleadership%3B%2Cc0" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;leader, master, leadership—1800–2019&#8221; </em></a><em>. Visualizzatore Ngram di Google Libri .</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-23" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Ad esempio: <em>Wells, Carl (2012). </em><a href="https://books.google.com/books?id=OHWJtzdeyeEC" target="_blank" rel="noopener"><em>La schiavitù è cristiana? </em></a><em>. Casa d&#8217;Autore . P. 71. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781477274958" target="_blank" rel="noopener"><em>9781477274958 </em></a><em>. Estratto 23 luglio il 2020 . Uno qualsiasi tra una dozzina di fattori può rendere la posizione di maestro, datore di lavoro o leader molto difficile e frustrante. Quanto dev&#8217;essere piacevole per un padrone di schiavi, un datore di lavoro o un leader imbattersi in una persona che lo tratta con rispetto sia che sia presente o assente, che lavora diligentemente in ogni momento , che non ha bisogno di essere guardato come un falco, che è un ha iniziato da solo con la lingua ben controllata: lo schiavo o l&#8217;operaio cristiano! Quale onore reca a Cristo un tale schiavo o lavoratore! Il cristianesimo di una persona del genere è reale.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-24" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_K._Greenleaf" target="_blank" rel="noopener"><em>Greenleaf, Robert K. </em></a><em>(2002) [1977]. </em><a href="https://books.google.com/books?id=AfjUgMJlDK4C" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership al servizio: un viaggio </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=AfjUgMJlDK4C" target="_blank" rel="noopener"><em>nella </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=AfjUgMJlDK4C" target="_blank" rel="noopener"><em>natura del potere legittimo e della grandezza </em></a><em>. Mahwah, New Jersey: Paulist Press. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780809105540" target="_blank" rel="noopener"><em>9780809105540 </em></a><em>. Estratto il 21/07/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-25" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>La traduzione di Benjamin Jowett della <em>Repubblica di Platone </em>non usa la parola &#8220;leadership&#8221;; Platone parla principalmente di una classe di &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Philosopher_king" target="_blank" rel="noopener">guardiani </a>&#8220;. Vedi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener"><em>Platone </em></a><em>(1892). </em><a href="https://archive.org/stream/dialoguesofplato02platuoft" target="_blank" rel="noopener"><em>I dialoghi di Platone tradotti in inglese con analisi e introduzioni di B. Jowett, MA </em></a><em> 3. Stampa dell&#8217;Università di Oxford. Estratto il 12/09/2014.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-26" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Evans, Jules (04/05/2012). </em><a href="https://www.theguardian.com/sustainable-business/business-learn-from-ancient-philosophers" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Cosa possono imparare i leader aziendali dai filosofi antichi?&#8221; </em></a><em>. Il guardiano. Estratto il 07-11-2018.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-27" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Vedi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Donald_Markwell" target="_blank" rel="noopener"><em>Donald Markwell </em></a><em>(2013). </em><a href="https://archive.org/details/instinctstoleado0000mark" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Istinto di leadership&#8221;: su leadership, pace ed educazione </em></a><em>. Australia: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Connor_Court_Publishing" target="_blank" rel="noopener"><em>Connor Court Publishing </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-922168-70-2" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-922168-70-2 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/oclc/865544191" target="_blank" rel="noopener"><em>865544191 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-:0_83-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Donelson_R._Forsyth" target="_blank" rel="noopener"><em>Forsyth, Donelson </em></a><em>(2010). Dinamiche di gruppo. Belmont, California: Wadsworth.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kaiser08_121-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kaiser08_121-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kaiser08_121-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Kaiser08_121-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Kaiser, Robert B.; </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Hogan_(psychologist)" target="_blank" rel="noopener"><em>Hogan, Robert </em></a><em>; Craig, S. Bartolomeo (2008). </em><a href="https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2F0003-066X.63.2.96" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Leadership e il destino delle organizzazioni&#8221; </em></a><em>. Psicologo americano. <strong>63 </strong>(2): 96–110. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0003-066X.63.2.96" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0003-066X.63.2.96 </em></a><em>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">PMID</a> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18284278" target="_blank" rel="noopener"><em>18284278 </em></a><em>. Estratto 21 aprile 2021. [Abstract:] Gli autori propongono di concettualizzare la leadership e valutare i leader in termini di prestazioni del team o dell&#8217;organizzazione di cui sono responsabili. Gli autori offrono poi una tassonomia delle variabili dipendenti utilizzate come criteri negli studi sulla leadership. Una revisione della ricerca che utilizza questa tassonomia suggerisce che la vasta letteratura empirica sulla leadership può dirci di più sul successo delle carriere manageriali individuali che sul successo di queste persone nella guida di gruppi, team e organizzazioni. Gli autori quindi riassumono le prove che dimostrano che i leader effettivamente influenzano le prestazioni delle organizzazioni – nel bene e nel male – e concludono descrivendo i meccanismi attraverso i quali lo fanno.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-122" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Campbell, 1990 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-123" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Yukl, 2006 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
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</ul>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-127" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://books.google.com/books?id=HfHNSOmUEcAC" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership in azione: un testo per il ROTC junior del Corpo dei Marines degli Stati Uniti </em></a><em>. Quantico, Virginia: ramo di collegamento e addestramento della riserva, centro educativo, comando per lo sviluppo e l&#8217;istruzione del Corpo dei Marines. 1974. pag. 36. Estratto il 21 aprile 2021. È impossibile misurare la leadership o giudicare un leader esclusivamente osservando il leader stesso. La reale qualità della leadership deve essere giudicata in relazione al comportamento del gruppo.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-128" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Vende, SB (1961). &#8220;Capacità e attributi dei leader&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=F2vlAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Prestazioni militari in piccoli gruppi in condizioni di isolamento e stress: una bibliografia ragionata </em></a><em>. Fort Wainwright, Alaska: Laboratorio aeromedico artico (USA). P. 23. Estratto il 21 aprile 2021. &#8230;raramente viene presa in considerazione la possibilità che diversi tipi di leadership o status vengano misurati quando vengono utilizzati diversi criteri di leadership.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-129" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://books.google.com/books?id=hZXfAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Guida per l&#8217;istruttore per l&#8217;introduzione allo sviluppo della leadership: una </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=hZXfAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>struttura del corso: </em></a><a href="https://books.google.com/books?id=hZXfAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>sviluppo della leadership </em></a><em>. vol. 3. Fort Benning, Georgia: Scuola di fanteria dell&#8217;esercito degli Stati Uniti (pubblicata nel 1977). 1976, pag. 7. URL consultato il 21 aprile 2021. &#8230;l&#8217;incapacità di scoprire eventuali tratti di leadership universali non significa che non esistano.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Howell,_Jon_P._4-6_130-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Howell,_Jon_P._4-6_130-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Howell,_Jon_P._4-6_130-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Howell,_Jon_P._4-6_130-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Howell,_Jon_P._4-6_130-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Howell, Jon P. (2012). </em><a href="https://archive.org/details/snapshotsofgreat0000howe" target="_blank" rel="noopener"><em>Istantanee di grande leadership </em></a><em>. Londra, GBR : Taylor e Francis. pagine </em><a href="https://archive.org/details/snapshotsofgreat0000howe/page/4" target="_blank" rel="noopener"><em>4-6 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780203103210" target="_blank" rel="noopener"><em>9780203103210 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Henry_136-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Henry_136-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Henry_136-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Henry_136-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-Henry_136-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Henry P. Knowles; Borje O. Saxberg (1971). Personalità e comportamento di leadership. Lettura, Messa .: Addison-Wesley. pagine 884–89. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780140805178" target="_blank" rel="noopener"><em>9780140805178 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/OCLC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>OCLC</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/oclc/118832" target="_blank" rel="noopener"><em>118832 </em></a><em>.</em></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-140" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>Ogbonnia , 2007 <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources#What_information_to_include" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione completa necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Leadership#cite_ref-141" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Hoyle, John R. (1995). Leadership e futuro: realizzare le visioni. Thousand Oaks, California: Corwin Press, Inc.</em></li>
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<li><em>Acton, Q. Ashton, ed. (10 gennaio 2013). </em><a href="https://books.google.com/books?id=h5rSoAfLODEC" target="_blank" rel="noopener"><em>Problemi di ricerca su cultura, diritti e governance </em></a><em>. Atlanta, Georgia: Scholarly Editions (pubblicato nel 2013). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781481649261" target="_blank" rel="noopener"><em>9781481649261 </em></a><em>. Estratto 7 settembre 2020. &#8216;[&#8230;] Il &#8221; leaderismo &#8221; &#8211; come un insieme emergente di convinzioni che inquadra e giustifica alcuni cambiamenti innovativi nella pratica organizzativa e manageriale contemporanea &#8211; è uno sviluppo del managerialismo che è stato utilizzato e applicato all&#8217;interno del discorso politico della riforma del servizio pubblico nel Regno Unito [&#8230;]&#8221;</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/K._Nageshwar" target="_blank" rel="noopener"><em>Nageshwar, K. </em></a><em>(3 novembre 2016). </em><a href="https://books.google.com/books?id=JW55DQAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Interpretare l&#8217;India contemporanea </em></a><em>. AuthorHouse (pubblicato nel 2016). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9781524665319" target="_blank" rel="noopener"><em>9781524665319 </em></a><em>. Estratto 7 settembre 2020. Così, come l &#8216;&#8221;Animalismo&#8221; di Orwell, la democrazia sta gradualmente scivolando in un pantano per essere equiparata al &#8221; Leaderismo &#8220;. Il leader spesso si unisce a un gruppo selezionato di confidenti, ovvero la coterie, e sviluppa i principi del leaderismo . In questo modo il vangelo del leaderismo viene poi trasmesso alla base del partito. La lealtà al padrone si perpetua nel nome del Leaderismo .</em></li>
</ul>
</li>
</ol>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>Altre fonti</strong></h2>
<p><strong>Libri</strong></p>
<ul>
<li><em>Bitar, Amer (2020). </em><a href="https://books.google.com/books?id=X4oBEAAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Leadership visiva beduina in Medio Oriente: il potere dell&#8217;estetica e le implicazioni pratiche </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Springer_Nature" target="_blank" rel="noopener"><em>Natura Springer </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9783030573973" target="_blank" rel="noopener"><em>9783030573973 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Carlyle" target="_blank" rel="noopener"><em>Carlyle, Thomas </em></a><em>(1841). Sugli eroi, sul culto degli eroi e sulla storia eroica. Boston, Massachusetts: Houghton Mifflin. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4069-4419-8" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4069-4419-8 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Ladkin , Donna (2011). Ripensare la leadership: un nuovo sguardo alle vecchie domande sulla leadership. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cheltenham" target="_blank" rel="noopener"><em>Cheltenham </em></a><em>: Edward Elgar Publishing Ltd. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-85793-131-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-85793-131-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Minatore, JB (2005). Comportamento organizzativo: Comportamento 1: Teorie essenziali della motivazione e della leadership. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Armonk" target="_blank" rel="noopener"><em>Armonk </em></a><em>: ME Sharpe.</em></li>
<li><em>Montana, Patrick J.; Bruce H. (2008). Gestione. Hauppauge, NY: Barron&#8217;s Educational Series, Inc. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-944740-04-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-944740-04-0 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Hiebert, Murray; Klatt, Bruce (2000). L&#8217;Enciclopedia della Leadership: una guida pratica alle teorie e tecniche di leadership popolari (1a ed.). McGraw-Hill. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/9780071363082" target="_blank" rel="noopener"><em>9780071363082 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Schultz, Duane P. Schultz, Sydney Ellen (2010). Psicologia e lavoro oggi: un&#8217;introduzione alla psicologia industriale e organizzativa (10a ed.). Upper Saddle River, NJ: Prentice Hall. P. 171. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0205683581" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0205683581 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Tittemore , James A. (2003). Leadership a tutti i livelli. Canada: pubblicazione Boskwa . </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-9732914-0-7" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-9732914-0-7 </em></a><em>.</em></li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; <strong>articoli di giornale</strong></h2>
<ul>
<li>Ahlquist, John S.; Levi, Margherita (2011). &#8221; <a href="https://www.annualreviews.org/doi/full/10.1146/annurev-polisci-042409-152654" target="_blank" rel="noopener">Leadership: cosa significa, cosa fa e cosa vogliamo sapere al riguardo </a>&#8220;. <em>Revisione annuale di scienze politiche </em>. <strong>14 </strong>(1): 1–24</li>
<li>Avolio, Bruce J.; Walumbwa, Fred O.; Weber, Todd J. (2009). &#8221; <a href="https://www.annualreviews.org/doi/full/10.1146/annurev.psych.60.110707.163621?intcmp=trendmd" target="_blank" rel="noopener">Leadership: teorie attuali, ricerca e direzioni future </a>&#8220;. <em>Revisione annuale di psicologia </em>. <strong>60 </strong>(1): 421–449.</li>
<li><em>Bouilloud , Jean-Philippe; Deslandes, Ghislain; Mercier, Guillaume (2019). </em><a href="https://link.springer.com/article/10.1007/s10551-017-3678-0" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Il leader come Chief Truth Officer: la responsabilità etica della&#8221; gestione della verità &#8220;nelle organizzazioni&#8221; </em></a><em>. Giornale di etica aziendale. <strong>157 </strong>: 1–13. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2Fs10551-017-3678-0" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/s10551-017-3678-0 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:149433917" target="_blank" rel="noopener"><em>149433917 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hadley_Cantril" target="_blank" rel="noopener">Hadley </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hadley_Cantril" target="_blank" rel="noopener">Cantril </a>(1958) &#8220;Leadership democratica efficace: un&#8217;interpretazione psicologica&#8221;, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_Individual_Psychology" target="_blank" rel="noopener">Journal of Individual Psychology </a>14: 128–38 e pagine 139–49 in <em>Psychology, Humanism and Scientific Inquiry </em>(1988) a cura di Albert H. Cantril , <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transaction_Books" target="_blank" rel="noopener">Transaction Books </a>.</li>
</ul>
<h2>Coaching per la Leadership &#8211; Approfondimenti sulla Leadership &#8211; semantica articolo</h2>
<ul>
<li>Coaching per la Leadership</li>
<li>Coaching sulla leadership</li>
<li>Migliore corso di coaching per la leadership</li>
<li>corso di coaching per la leadership</li>
<li>migliore esperto di leadership in Italia</li>
<li>Leadership</li>
<li>Leadership al femminile</li>
<li>Leader</li>
<li>Diventare leader</li>
<li>Coaching per diventare leader</li>
<li>Come diventare leader</li>
<li>Leadership aziendale</li>
<li>Leadership in azienda</li>
<li>Coaching per leader in azienda</li>
<li>Coaching per la leadership aziendale</li>
<li>Corsi per la leadership in azienda</li>
<li>Gestione</li>
<li>Motivazione</li>
<li>Ispirazione</li>
<li>Innovazione</li>
<li>Visione</li>
<li>Team building</li>
<li>Comunicazione</li>
<li>Influenza</li>
<li>Decisioni</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Empowerment</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Coaching</li>
<li>Sfidare lo status quo</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Delega</li>
<li>Risultati</li>
<li>Etica</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Responsabilità</li>
<li>Flessibilità</li>
<li>Competenze interpersonali</li>
<li>Feedback</li>
<li>Orientamento al cliente</li>
<li>Pianificazione strategica</li>
<li>Agilità</li>
<li>Pensiero critico</li>
<li>Sviluppo del personale</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Orientamento al risultato</li>
<li>Collaborazione</li>
<li>Capacità decisionale</li>
<li>Empatia</li>
<li>Cambiamento</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Comando</li>
<li>Creatività</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Fiducia</li>
<li>Orientamento al servizio</li>
<li>Mentorship</li>
<li>Sostenibilità</li>
<li>Team leadership</li>
<li>Crescita aziendale</li>
<li>Diversità e inclusione</li>
<li>Negoziazione</li>
<li>Sviluppo delle competenze leadership</li>
<li>Competenze di comunicazione</li>
<li>Capacità decisionali</li>
<li>Gestione del tempo</li>
<li>Leadership situazionale</li>
<li>Risoluzione dei conflitti</li>
<li>Delega efficace</li>
<li>Autoconsapevolezza e autoregolazione</li>
<li>Intelligenza emotiva</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Feedback e autovalutazione</li>
<li>Autenticità e coerenza</li>
<li>Gestione del cambiamento</li>
<li>Adattabilità</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Innovazione</li>
<li>Visione strategica</li>
<li>Team building e gestione delle relazioni</li>
<li>Dinamiche di gruppo</li>
<li>Leadership collaborativa</li>
<li>Gestione delle relazioni interpersonali</li>
<li>Costruzione di team efficaci</li>
<li>Empowerment e motivazione</li>
<li>Leadership ispirativa</li>
<li>Coinvolgimento dei membri del team</li>
<li>Motivazione intrinseca</li>
<li>Supporto allo sviluppo professionale</li>
<li>Obiettivi e prestazioni</li>
<li>Pianificazione strategica</li>
<li>Definizione di obiettivi SMART</li>
<li>Misurazione delle prestazioni</li>
<li>Accountability e responsabilità</li>
<li>Crescita personale e professionale</li>
<li>Pianificazione della carriera</li>
<li>Apprendimento continuo</li>
<li>Leadership autentica</li>
<li>Auto-miglioramento</li>
<li>Etica e responsabilità sociale</li>
<li>Etica professionale</li>
<li>Responsabilità sociale</li>
<li>Sostenibilità</li>
<li>Impatto sociale</li>
<li>Comunicazione efficace</li>
<li>Ascolto attivo</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Comunicazione non verbale</li>
<li>Gestione delle presentazioni</li>
<li>Cultura organizzativa</li>
<li>Leadership basata sui valori</li>
<li>Creazione di una cultura inclusiva</li>
<li>Gestione del cambiamento culturale</li>
<li>Sostenibilità della cultura aziendale</li>
</ul>
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		<title>Coaching per la comunicazione efficace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 16:13:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Adattabilità comunicativa]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto attivo]]></category>
		<category><![CDATA[assertività]]></category>
		<category><![CDATA[Chi è il principale esperto in Italia sulla comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[chiarezza]]></category>
		<category><![CDATA[Chiarezza nell'espressione]]></category>
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		<category><![CDATA[competenze comunicative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo che mira a sviluppare le abilità di comunicazione di un individuo, migliorando la sua capacità di esprimersi chiaramente, ascoltare attentamente e comprendere gli altri. Ecco alcuni suggerimenti per il coaching nella comunicazione efficace: Se sei interessato ad un coaching sulla comunicazione efficace o alla formazione in &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo che mira a sviluppare le abilità di comunicazione di un individuo, migliorando la sua capacità di esprimersi chiaramente, ascoltare attentamente e comprendere gli altri. Ecco alcuni suggerimenti per il coaching nella comunicazione efficace:</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28060" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia.jpg" alt="Coaching per la comunicazione" width="787" height="386" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia.jpg 787w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-300x147.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-768x377.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-175x86.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-450x221.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/08/Chi-e-il-migliore-Mentor-in-Italia-600x294.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 787px) 100vw, 787px" /></strong></p>
<blockquote><p>Se sei interessato ad un coaching sulla comunicazione efficace o alla formazione in comunicazione efficace <a href="https://www.studiotrevisani.it/contact-form-2/" target="_blank" rel="noopener">compila questo form e ti contatteremo al più presto</a></p>
<p>Di seguito, le migliori pratiche di comunicazione efficace riassunte;</p></blockquote>
<ol>
<li><strong>Ascolto attivo:</strong>
<ul>
<li>Insegna a praticare l&#8217;ascolto attivo, che implica dare piena attenzione alla persona che sta parlando, fare domande di approfondimento e riflettere ciò che è stato detto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Chiarezza nel messaggio:</strong>
<ul>
<li>Aiuta a sviluppare la capacità di esprimere idee in modo chiaro e conciso, evitando ambiguità e fraintendimenti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Empatia:</strong>
<ul>
<li>Promuove la comprensione e l&#8217;empatia nei confronti degli altri, incoraggiando a mettersi nei panni degli interlocutori per comprendere meglio le loro prospettive.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione delle emozioni:</strong>
<ul>
<li>Insegna a gestire le emozioni durante la comunicazione, evitando reazioni impulsive e favorendo una comunicazione più controllata e riflessiva.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Feedback costruttivo:</strong>
<ul>
<li>Fornisce strumenti per dare e ricevere feedback in modo costruttivo, focalizzandosi sugli aspetti positivi e suggerendo miglioramenti senza creare conflitti.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Comunicazione non verbale:</strong>
<ul>
<li>Esplora l&#8217;importanza della comunicazione non verbale, come il linguaggio del corpo e l&#8217;espressione facciale, per garantire coerenza tra il messaggio verbale e non verbale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Adattabilità comunicativa:</strong>
<ul>
<li>Insegna a adattare lo stile di comunicazione in base all&#8217;audience, riconoscendo che le persone hanno stili diversi e che una comunicazione efficace richiede flessibilità.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Gestione del conflitto:</strong>
<ul>
<li>Fornisce strumenti per gestire il conflitto in modo costruttivo, affrontando le divergenze con rispetto e cercando soluzioni collaborative.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Autoconsapevolezza:</strong>
<ul>
<li>Promuove la consapevolezza di sé stessi come comunicatori, aiutando a identificare i propri punti di forza e le aree di miglioramento.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Pratica attiva:</strong>
<ul>
<li>Incentiva l&#8217;esercizio pratico delle abilità acquisite nella vita quotidiana o in situazioni specifiche, incoraggiando la consapevolezza continua e il miglioramento progressivo.</li>
</ul>
</li>
</ol>
<p>Il coaching per la comunicazione efficace è un processo continuo che richiede impegno e pratica costante. È utile sia per individui che desiderano migliorare le proprie abilità comunicative sia per leader che intendono sviluppare un ambiente di lavoro caratterizzato da una comunicazione aperta e efficace.</p>
<h2>Approfondimenti sul coaching per la comunicazione efficace &#8211; Comunicazione</h2>
<p><strong>Per comunicazione </strong>si intende solitamente la trasmissione di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">informazioni </a>. La sua definizione precisa è controversa e ci sono disaccordi sul fatto se siano incluse le trasmissioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">involontarie o fallite e se la comunicazione non solo trasmetta </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">significato </a>ma lo crei anche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">I modelli di comunicazione </a>sono panoramiche semplificate dei suoi componenti principali e delle loro interazioni. Molti modelli includono l&#8217;idea che una fonte utilizzi un sistema <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">di codifica </a>per esprimere informazioni sotto forma di messaggio. Il messaggio viene inviato attraverso un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>a un destinatario che deve decodificarlo per capirlo. Il principale campo di indagine che studia la comunicazione è chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">studi sulla comunicazione </a>.</p>
<p>Un modo comune per classificare la comunicazione è in base al fatto se le informazioni vengono scambiate tra esseri umani, membri di altre specie o entità non viventi come i computer. Per la comunicazione umana, un contrasto centrale è tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">verbale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">non verbale </a>. La comunicazione verbale implica lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>, compresi messaggi parlati e scritti, nonché <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio dei segni </a>. La comunicazione non verbale avviene senza l&#8217;uso di un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_system" target="_blank" rel="noopener">sistema linguistico </a>, ad esempio, utilizzando <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">il linguaggio del corpo </a>, il tatto e le espressioni facciali. Un&#8217;altra distinzione è tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione interpersonale </a>, che avviene tra persone distinte, e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione intrapersonale </a>, che è la comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener">La competenza comunicativa </a>è la capacità di comunicare bene e si applica alle capacità di formulare messaggi e comprenderli.</p>
<p>Le forme di comunicazione non umane includono la comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Animal_communication" target="_blank" rel="noopener">animale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plant_communication" target="_blank" rel="noopener">vegetale </a>. I ricercatori in questo campo spesso perfezionano la loro definizione di comportamento comunicativo includendo i criteri secondo cui sono presenti risposte osservabili e che i partecipanti beneficiano dello scambio. La comunicazione animale viene utilizzata in aree come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Courtship" target="_blank" rel="noopener">il corteggiamento </a>e l&#8217;accoppiamento, le relazioni genitore-figlio, la navigazione e l&#8217;autodifesa. La comunicazione attraverso prodotti chimici è particolarmente importante per le piante relativamente immobili. Ad esempio, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Maple_trees" target="_blank" rel="noopener">gli alberi di acero rilasciano </a>nell’aria i cosiddetti <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Volatile_organic_compound" target="_blank" rel="noopener">composti organici volatili per avvertire le altre piante di un attacco </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Herbivore" target="_blank" rel="noopener">erbivoro </a>. La maggior parte della comunicazione avviene tra membri della stessa specie. Il motivo è che il suo scopo è solitamente una forma di cooperazione, che non è così comune tra specie diverse. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interspecies_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interspecie </a>avviene principalmente nei casi di relazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbiosis" target="_blank" rel="noopener">simbiotiche . </a>Ad esempio, molti fiori usano forme simmetriche e colori distintivi per segnalare agli insetti dove si trova <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nectar" target="_blank" rel="noopener">il nettare . </a>Gli esseri umani si impegnano nella comunicazione interspecie quando interagiscono con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pet" target="_blank" rel="noopener">gli animali domestici </a>.</p>
<p>La comunicazione umana ha una lunga <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener">storia </a>e il modo in cui le persone si scambiano informazioni è cambiato nel tempo. Questi cambiamenti sono stati solitamente innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione. Esempi sono l&#8217;invenzione dei sistemi di scrittura, lo sviluppo della stampa di massa, l&#8217;uso della radio e della televisione e l&#8217;invenzione di Internet. I progressi tecnologici hanno portato anche a nuove forme di comunicazione, come lo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Computer_network" target="_blank" rel="noopener">scambio di dati tra computer </a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Definizioni</h2>
<p>La parola &#8221; <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione </a>&#8221; ha la sua radice nel verbo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Latin" target="_blank" rel="noopener">latino &#8221; </a><a href="https://en.wiktionary.org/wiki/communicare" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicare </em></a>&#8220;, che significa &#8220;condividere&#8221; o &#8220;rendere comune&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Per comunicazione si intende solitamente la trasmissione di informazioni: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Message" target="_blank" rel="noopener">messaggio </a>viene trasmesso da un mittente a un destinatario utilizzando un mezzo, come suono, segni scritti, movimenti del corpo o elettricità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>Mittente e destinatario sono spesso individui distinti, ma è anche possibile che un individuo comunichi con se stesso. In alcuni casi, mittente e destinatario non sono individui ma gruppi come organizzazioni, classi sociali o nazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>In un senso diverso, il termine &#8220;comunicazione&#8221; si riferisce al messaggio che viene comunicato o al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener">campo di indagine che studia i fenomeni comunicazionali </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4]</sup></a></p>
<p>La precisa caratterizzazione della comunicazione è controversa. Molti studiosi hanno sollevato dubbi sul fatto che ogni singola definizione possa catturare accuratamente il termine. Queste difficoltà derivano dal fatto che il termine viene applicato a fenomeni diversi in contesti diversi, spesso con significati leggermente diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93202-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119,_121%E2%80%93122,_133%E2%80%93134]-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>La questione della giusta definizione influenza il processo di ricerca a molti livelli. Ciò include questioni come quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empirical_evidence" target="_blank" rel="noopener">fenomeni empirici </a>vengono osservati, come vengono categorizzati, quali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypotheses" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>e leggi vengono formulate e come vengono articolate le teorie sistematiche basate su questi passaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93203-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamenti </a>inconsci e non umani . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93210-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Secondo una definizione ampia, molti animali comunicano all&#8217;interno della propria specie e i fiori comunicano segnalando la posizione del nettare alle api attraverso i loro colori e forme. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>Altre definizioni restringono la comunicazione alle interazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conscious" target="_blank" rel="noopener">coscienti </a>tra esseri umani. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Alcuni approcci si concentrano sull&#8217;uso di simboli e segni mentre altri sottolineano il ruolo della comprensione, dell&#8217;interazione, del potere o della trasmissione delle idee. Varie caratterizzazioni vedono l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intention" target="_blank" rel="noopener">intento </a>del comunicatore di inviare un messaggio come componente centrale. In quest&#8217;ottica, la trasmissione di informazioni non è sufficiente per la comunicazione se avviene involontariamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_92%E2%80%9393]-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14] </sup></a>Una versione di questa visione è data dal filosofo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Grice" target="_blank" rel="noopener">Paul Grice </a>, che identifica la comunicazione con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Action_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">azioni </a>che mirano a rendere il destinatario consapevole delle intenzioni del comunicatore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15] </sup></a>Una questione a questo proposito è se solo le trasmissioni di informazioni riuscite debbano essere considerate comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970208%E2%80%93209-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a>Ad esempio, la distorsione può interferire e modificare il messaggio reale rispetto a quanto originariamente previsto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Un problema strettamente correlato è se gli atti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deception" target="_blank" rel="noopener">inganno deliberato </a>costituiscano comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDance1970209-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Secondo un&#8217;ampia definizione del critico letterario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/I._A._Richards" target="_blank" rel="noopener">IA Richards </a>, la comunicazione avviene quando una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mind" target="_blank" rel="noopener">mente </a>agisce sul suo ambiente per trasmettere la propria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Experience" target="_blank" rel="noopener">esperienza </a>a un&#8217;altra mente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th2013101-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyon1998[httpsbooksgooglecombooksidfWPiCgAAQBAJpgPT31_31]-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEN%C3%B6th1995[httpsbooksgooglecombooksidrHA4KQcPeNgCpgPA172_172]-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a>Un&#8217;altra interpretazione è data dai teorici della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Claude_Shannon" target="_blank" rel="noopener">Claude Shannon </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Warren_Weaver" target="_blank" rel="noopener">Warren Weaver </a>, che caratterizzano la comunicazione come una trasmissione di informazioni determinata dall&#8217;interazione di diversi componenti, come una fonte, un messaggio, un codificatore, un canale, un decoder e un ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUS_congress,_Office_of_Technology_Assessment1990[httpsbooksgooglecombooksidBVVdQdURPXsCpgPA31_31]-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESkyttner2006[httpsbooksgooglecombooksid7tvICgAAQBAJpgPA207_207]-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>La visione della trasmissione è rifiutata dalle visioni transazionali e costitutive, che sostengono che la comunicazione non riguarda solo la trasmissione di informazioni ma anche la creazione di significato. Le prospettive transazionali e costitutive sostengono che la comunicazione modella l&#8217;esperienza del partecipante concettualizzando il mondo e dando un senso al proprio ambiente e a se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>I ricercatori che studiano la comunicazione tra animali e piante si concentrano meno sulla creazione di significato. Invece, spesso definiscono il comportamento comunicativo come avente altre caratteristiche, come svolgere un ruolo benefico nella sopravvivenza e nella riproduzione, o avere una risposta osservabile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKarban20155-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Modelli di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>modelli di comunicazione</em></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono rappresentazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concept" target="_blank" rel="noopener">concettuali </a>del processo di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%93608]Models_Of_Communication-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>Il loro obiettivo è fornire una panoramica semplificata delle sue componenti principali. Ciò rende più semplice per i ricercatori formulare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypothesis" target="_blank" rel="noopener">ipotesi </a>, applicare concetti relativi alla comunicazione a casi reali e testare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Prediction" target="_blank" rel="noopener">previsioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_23]1._Basic_Communication_Models-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29] </sup></a>A causa della loro presentazione semplificata, potrebbero non avere la complessità concettuale necessaria per una comprensione globale di tutti gli aspetti essenziali della comunicazione. Di solito vengono presentati visivamente sotto forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diagram" target="_blank" rel="noopener">diagrammi </a>che mostrano i componenti di base e la loro interazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%938]Introduction-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31]</sup></a></p>
<p>I modelli di comunicazione sono spesso classificati in base alle applicazioni previste e al modo in cui concettualizzano la comunicazione. Alcuni modelli sono generali nel senso che sono destinati a tutte le forme di comunicazione. I modelli specializzati mirano a descrivere forme specifiche, come i modelli di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di massa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24,_30]2._Other_models-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32]</sup></a></p>
<p>Un modo influente per classificare la comunicazione è distinguere tra modelli di trasmissione lineare, interazione e transazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_15]1._Basic_Communication_Models-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>I modelli di trasmissione lineare si concentrano sul modo in cui un mittente trasmette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information" target="_blank" rel="noopener">le informazioni </a>a un destinatario. Sono <em>lineari </em>perché questo flusso di informazioni va solo in un&#8217;unica direzione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA24_24]-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>Questa visione è rifiutata dai modelli di interazione, che includono un ciclo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Feedback" target="_blank" rel="noopener">di feedback </a>. Il feedback è necessario per descrivere molte forme di comunicazione, come una conversazione, in cui l&#8217;ascoltatore può rispondere a chi parla esprimendo la propria opinione o chiedendo chiarimenti. I modelli di interazione rappresentano il processo come una forma di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Two-way_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione bidirezionale </a>in cui i comunicatori, a turno, inviano e ricevono messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a>I modelli di transazione perfezionano ulteriormente questo quadro consentendo rappresentazioni dell&#8217;invio e della risposta allo stesso tempo. Questa modifica è necessaria per descrivere come l&#8217;ascoltatore può fornire feedback in una conversazione faccia a faccia mentre l&#8217;altra persona sta parlando. Esempi sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-verbal_communication" target="_blank" rel="noopener">il feedback non verbale </a>attraverso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_posture" target="_blank" rel="noopener">la postura del corpo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Facial_expression" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;espressione facciale </a>. I modelli transazionali sostengono inoltre che il significato viene prodotto durante la comunicazione e non esiste indipendentemente da essa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39]</sup></a></p>
<p>Tutti i primi modelli, sviluppati a metà del XX secolo, sono modelli a trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lasswell%27s_model" target="_blank" rel="noopener">Il modello di Lasswell </a>, ad esempio, si basa su cinque domande fondamentali: &#8220;Chi?&#8221;, &#8220;Dice cosa?&#8221;, &#8220;In quale canale?&#8221;, &#8220;A chi?&#8221; e &#8220;Con quale effetto?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_30%E2%80%9331]2._Other_models-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%93249-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a>L&#8217;obiettivo di queste domande è identificare le componenti di base coinvolte nel processo comunicativo: il mittente, il messaggio, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_channel" target="_blank" rel="noopener">canale </a>, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Receiver_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">destinatario </a>e l&#8217;effetto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200752%E2%80%9353-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETenganAigbavboaThwala2021[httpsbooksgooglecombooksid8nQhEAAAQBAJpgPT110_110]-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%9313]-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45] </sup></a>Il modello di Lasswell è stato inizialmente concepito solo come modello di comunicazione di massa, ma è stato applicato anche ad altri campi. Alcuni teorici della comunicazione, come Richard Braddock, lo hanno ampliato includendo domande aggiuntive, come &#8220;In quali circostanze?&#8221; e &#8220;A quale scopo?&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015%C2%A7Misconception_1:_it&#039;s_a_static_model_with_fixed_categories-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48]</sup></a></p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shannon%E2%80%93Weaver_model" target="_blank" rel="noopener">modello Shannon-Weaver </a>è un altro influente modello di trasmissione lineare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELi20075439%E2%80%935442-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a>Si basa sull&#8217;idea che una fonte crea un messaggio, che viene poi tradotto in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Signal" target="_blank" rel="noopener">segnale </a>da un trasmettitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Noise" target="_blank" rel="noopener">Il rumore </a>può interferire e distorcere il segnale. Una volta che il segnale raggiunge il ricevitore, viene ritradotto in un messaggio e reso disponibile alla destinazione. Per una chiamata telefonica fissa, la persona che chiama è la fonte e il suo telefono è il trasmettitore. Il trasmettitore traduce il messaggio in un segnale elettrico che viaggia attraverso il filo, che funge da canale. La persona che riceve la chiamata è la destinazione e il suo telefono è il ricevitore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_387]Shannon_and_Weaver&#039;s_model-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_6%E2%80%9310]1._Communication_theory-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEShannon1948380%E2%80%93382-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52] </sup></a>Il modello Shannon-Weaver include una discussione approfondita su come il rumore può distorcere il segnale e su come è possibile ottenere una comunicazione efficace nonostante il rumore. Ciò può avvenire rendendo il messaggio parzialmente <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Redundancy_(information_theory)" target="_blank" rel="noopener">ridondante </a>in modo che sia comunque possibile la decodifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_10%E2%80%9315]1._Communication_theory-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_4%E2%80%939,_18%E2%80%9319]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a>Altri modelli di trasmissione lineare influenti includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication#Gerbner" target="_blank" rel="noopener">il modello di Gerbner </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Source-Message-Channel-Receiver_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">il modello di Berlo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%93113[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%9319]-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58]</sup></a></p>
<p>Il primo modello di interazione è stato sviluppato dal teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wilbur_Schramm" target="_blank" rel="noopener">Wilbur Schramm </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBowmanTargowski198725%E2%80%9326-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Afferma che la comunicazione inizia quando una fonte ha un&#8217;idea e la esprime sotto forma di messaggio. Questo processo si chiama <em>codifica </em>e avviene utilizzando un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Code" target="_blank" rel="noopener">codice </a>, cioè un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">sistema di segni </a>in grado di esprimere l&#8217;idea, ad esempio, attraverso segni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Visual_communication" target="_blank" rel="noopener">visivi </a>o uditivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a>Il messaggio viene inviato a una destinazione, che deve decodificarlo e interpretarlo per capirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a>In risposta, formulano la propria idea, la codificano in un messaggio e la rispediscono come forma di feedback. Un&#8217;altra innovazione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">modello </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Schramm%27s_model" target="_blank" rel="noopener">di Schramm </a>è che è necessaria un&#8217;esperienza precedente per poter codificare e decodificare i messaggi. Perché la comunicazione abbia successo, i campi di esperienza di origine e di destinazione devono sovrapporsi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_5%E2%80%937]How_communication_works-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65]</sup></a></p>
<p>Il primo modello transazionale è stato proposto dal teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Dean </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barnlund%27s_model_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Barnlund </a>nel 1970. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHamiltonKrollCreel2023[httpsbooksgooglecombooksid3L2uEAAAQBAJpgPT46_46]-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a>Egli intende la comunicazione come &#8220;la produzione di significato, piuttosto che la produzione di messaggi&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENicotera2009176-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201348-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>Il suo obiettivo è diminuire l&#8217;incertezza e arrivare a una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Understanding" target="_blank" rel="noopener">comprensione condivisa </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%9377]-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a>Ciò accade in risposta a segnali esterni ed interni. La decodifica è il processo di attribuire loro un significato, mentre la codifica consiste nel produrre nuovi segnali <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_behavior" target="_blank" rel="noopener">comportamentali </a>come risposta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201357%E2%80%9360-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Umano</h2>
<p>Esistono molte forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione umana </a>. Una distinzione centrale è se viene utilizzata la lingua, come nel contrasto tra comunicazione verbale e non verbale. Un&#8217;ulteriore distinzione riguarda se si comunica con gli altri o con se stessi, come nel contrasto tra comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">interpersonale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intrapersonal_communication" target="_blank" rel="noopener">intrapersonale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday201158-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESindingWaldstrom2014153-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74] </sup></a>Le forme di comunicazione umana sono anche classificate in base al canale o al mezzo utilizzato per trasmettere i messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>Il campo che studia la comunicazione umana è noto come antroposemiotica . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBussmann2006[httpsbooksgooglecombooksidO0-9Iw0Qh6ECpgPA65_65%E2%80%9366]-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Verbale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener"><em>linguistica</em></a></p>
<p>La comunicazione verbale è lo scambio di messaggi in forma <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistics" target="_blank" rel="noopener">linguistica </a>, cioè mediante il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Nell&#8217;uso colloquiale, la comunicazione verbale è talvolta limitata alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Oral_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione orale </a>e può escludere la scrittura e il linguaggio dei segni. Tuttavia, nel discorso accademico, il termine è solitamente usato in un senso più ampio, comprendendo qualsiasi forma di comunicazione linguistica, sia attraverso la parola, la scrittura o i gesti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011448-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Alcune delle sfide nel distinguere la comunicazione verbale da quella non verbale derivano dalle difficoltà nel definire cosa significhi esattamente <em>linguaggio </em>. La lingua è solitamente intesa come un sistema convenzionale di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Symbol" target="_blank" rel="noopener">simboli </a>e regole utilizzati per la comunicazione. Tali sistemi si basano su un insieme di semplici unità di significato che possono essere combinate per esprimere idee più complesse. Le regole per combinare le unità in espressioni composte sono chiamate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grammar" target="_blank" rel="noopener">grammatica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Word" target="_blank" rel="noopener">Le parole </a>vengono combinate per formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sentence_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">frasi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Una caratteristica del linguaggio umano, in contrasto con la comunicazione animale, risiede nella sua complessità e potenza espressiva. Il linguaggio umano può essere usato per riferirsi non solo a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Concrete_object" target="_blank" rel="noopener">oggetti concreti </a>nel qui e ora, ma anche a oggetti spazialmente e temporalmente distanti e a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abstract_object" target="_blank" rel="noopener">idee astratte </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13%E2%80%9314-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKigginsCominsGentner2013-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Gli esseri umani hanno una tendenza naturale ad <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Critical_period_hypothesis" target="_blank" rel="noopener">acquisire la loro lingua madre durante l&#8217;infanzia </a>. Sono anche in grado di apprendere altre lingue più avanti nella vita come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Second_language" target="_blank" rel="noopener">seconde lingue </a>. Tuttavia, questo processo è meno intuitivo e spesso non si traduce nello stesso livello di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_competence" target="_blank" rel="noopener">competenza linguistica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88] </sup></a>La disciplina accademica che studia la lingua si chiama <em>linguistica </em>. I suoi sottocampi includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semantics" target="_blank" rel="noopener">la semantica </a>(lo studio del significato), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Morphology_(linguistics)" target="_blank" rel="noopener">la morfologia </a>(lo studio della formazione delle parole), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Syntax" target="_blank" rel="noopener">la sintassi </a>(lo studio della struttura della frase), <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pragmatics" target="_blank" rel="noopener">la pragmatica </a>(lo studio dell&#8217;uso del linguaggio) e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonetics" target="_blank" rel="noopener">la fonetica </a>(lo studio dei suoni di base). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p>Un contrasto centrale tra le lingue è tra le lingue <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_language" target="_blank" rel="noopener">naturali </a>e quelle artificiali o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Constructed_language" target="_blank" rel="noopener">costruite </a>. Le lingue naturali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/English_language" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;inglese </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Spanish_language" target="_blank" rel="noopener">lo spagnolo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_language" target="_blank" rel="noopener">il giapponese </a>, si sono sviluppate in modo naturale e per la maggior parte non pianificato nel corso della storia. I linguaggi artificiali, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;Esperanto </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Quenya" target="_blank" rel="noopener">il Quenya </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/C%2B%2B" target="_blank" rel="noopener">il C++ </a>e il linguaggio della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First-order_logic" target="_blank" rel="noopener">logica del primo ordine </a>, sono appositamente progettati da zero. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%93345]Artificial_And_Natural_Languages-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>La maggior parte della comunicazione verbale quotidiana avviene utilizzando i linguaggi naturali. Forme centrali di comunicazione verbale sono la parola e la scrittura insieme alle loro controparti di ascolto e lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Le lingue parlate utilizzano i suoni per produrre <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign" target="_blank" rel="noopener">segni </a>e trasmettere significato mentre per la scrittura i segni sono fisicamente inscritti su una superficie. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2009306-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_languages" target="_blank" rel="noopener">Le lingue dei segni </a>, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/American_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni americana </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nicaraguan_Sign_Language" target="_blank" rel="noopener">la lingua dei segni nicaraguense </a>, sono un&#8217;altra forma di comunicazione verbale. Si affidano a mezzi visivi, principalmente utilizzando i gesti con le mani e le braccia, per formare frasi e trasmettere significato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81]</sup></a></p>
<p>La comunicazione verbale svolge varie funzioni. Una funzione chiave è lo scambio di informazioni, cioè il tentativo dell&#8217;oratore di rendere il pubblico consapevole di qualcosa, solitamente di un evento esterno. Ma il linguaggio può essere utilizzato anche per esprimere i sentimenti e gli atteggiamenti di chi parla. Un ruolo strettamente correlato è quello di stabilire e mantenere relazioni sociali con altre persone. La comunicazione verbale viene utilizzata anche per coordinare il proprio comportamento con gli altri e influenzarli. In alcuni casi, la lingua non viene utilizzata per scopi esterni ma solo per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Entertainment" target="_blank" rel="noopener">intrattenimento </a>o divertimento personale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo19607%E2%80%938-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>La comunicazione verbale aiuta ulteriormente le persone <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Conceptualize" target="_blank" rel="noopener">a concettualizzare </a>il mondo che li circonda e se stessi. Ciò influenza il modo in cui vengono interpretate le percezioni degli eventi esterni, il modo in cui le cose vengono classificate e il modo in cui le idee sono organizzate e correlate tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Non verbale</strong></h2>
<p>La comunicazione non verbale è lo scambio di informazioni attraverso modalità non linguistiche, come espressioni facciali, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gesture" target="_blank" rel="noopener">gesti </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_position" target="_blank" rel="noopener">posture </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>Tuttavia, non tutte le forme di comportamento non verbale costituiscono comunicazione non verbale. Alcuni teorici, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Judee_K._Burgoon" target="_blank" rel="noopener">Judee Burgoon </a>, sostengono che dipenda dall&#8217;esistenza di un sistema di codifica socialmente condiviso utilizzato per interpretare il significato del comportamento non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>La comunicazione non verbale ha molte funzioni. Contiene spesso informazioni su emozioni, atteggiamenti, personalità, relazioni interpersonali e pensieri privati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100]</sup></a></p>
<p>La comunicazione non verbale avviene spesso in modo involontario e inconscio, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sweating" target="_blank" rel="noopener">sudare </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Blushing" target="_blank" rel="noopener">arrossire </a>, ma esistono anche forme intenzionali coscienti, come stringere la mano o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thumb_signal" target="_blank" rel="noopener">alzare il pollice </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101] </sup></a>Spesso avviene contemporaneamente alla comunicazione verbale e aiuta a ottimizzare lo scambio attraverso l&#8217;enfasi e l&#8217;illustrazione o aggiungendo informazioni aggiuntive. I segnali non verbali possono chiarire l’intento dietro un messaggio verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>L&#8217;uso di più <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Modality_(semiotics)" target="_blank" rel="noopener">modalità </a>di comunicazione in questo modo di solito rende la comunicazione più efficace se i messaggi di ciascuna modalità sono coerenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009691-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a>Tuttavia, in alcuni casi, modalità diverse possono contenere messaggi contrastanti. Ad esempio, una persona può concordare verbalmente con un&#8217;affermazione ma premere insieme le labbra, indicando così disaccordo non verbalmente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Esistono molte forme di comunicazione non verbale. Includono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kinesics" target="_blank" rel="noopener">cinesica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proxemics" target="_blank" rel="noopener">prossemica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Haptic_communication" target="_blank" rel="noopener">aptica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paralanguage" target="_blank" rel="noopener">paralinguaggio </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Chronemics" target="_blank" rel="noopener">cronemica </a>e aspetto fisico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93694-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a>La cinesica studia il ruolo del comportamento corporeo nel trasmettere informazioni. Viene comunemente chiamato <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_language" target="_blank" rel="noopener">linguaggio del corpo </a>, anche se in senso stretto non si tratta di un linguaggio ma piuttosto di una comunicazione non verbale. Comprende molte forme, come gesti, posture, stili di camminata e danza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493%E2%80%93495-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a>Le espressioni facciali, come ridere, sorridere e accigliarsi, appartengono tutte alla cinesica e sono forme di comunicazione espressive e flessibili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106]</sup></a> L&#8217;oculesica è un&#8217;altra sottocategoria della cinesica per quanto riguarda gli occhi. Copre domande come il modo in cui il contatto visivo, lo sguardo, la frequenza delle palpebre e la dilatazione della pupilla fanno parte della comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>Alcuni modelli cinesici sono innati e involontari, come sbattere le palpebre, mentre altri sono appresi e volontari, come fare un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_salute" target="_blank" rel="noopener">saluto militare </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a493-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>La prossemica studia come viene utilizzato lo spazio personale nella comunicazione. La distanza tra i parlanti riflette il loro grado di familiarità e intimità reciproca, nonché il loro status sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a>L&#8217;aptica esamina il modo in cui le informazioni vengono trasmesse utilizzando comportamenti tattili, come strette di mano, tenersi per mano, baci o schiaffi. I significati legati alla sensazione tattile includono cura, preoccupazione, rabbia e violenza. Ad esempio, la stretta di mano è spesso vista come un simbolo di uguaglianza ed equità, mentre il rifiuto di stringere la mano può indicare aggressività. Il bacio è un&#8217;altra forma spesso usata per mostrare affetto e vicinanza erotica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a494-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108]</sup></a></p>
<p>Il paralinguaggio, noto anche come vocalità, comprende elementi non verbali nel discorso che trasmettono informazioni. Il paralinguaggio è spesso usato per esprimere i sentimenti e le emozioni che chi parla prova ma non esplicitamente dichiarati nella parte verbale del messaggio. Non si tratta delle parole usate ma di come vengono espresse. Ciò include elementi come articolazione, controllo delle labbra, ritmo, intensità, intonazione, fluidità e volume. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009694-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011297-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Ad esempio, dire qualcosa ad alta voce e con un tono acuto trasmette un significato diverso a livello non verbale rispetto a sussurrare le stesse parole. Il paralinguaggio riguarda principalmente la lingua parlata, ma include anche aspetti della lingua scritta, come l&#8217;uso di colori e caratteri, nonché la disposizione spaziale nei paragrafi e nelle tabelle. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011310-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Anche i suoni non linguistici possono trasmettere informazioni; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Crying" target="_blank" rel="noopener">il pianto </a>indica che il bambino è angosciato e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Babbling" target="_blank" rel="noopener">il balbettio </a>trasmette informazioni sulla salute e il benessere del bambino. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<p>La cronologia riguarda l&#8217;uso del tempo, ad esempio quali messaggi vengono inviati se si è puntuali o in ritardo per una riunione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93693-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114] </sup></a>Anche l&#8217;aspetto fisico del comunicatore, come altezza, peso, capelli, colore della pelle, sesso, vestiti, tatuaggi e piercing, trasporta informazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97] </sup></a>L&#8217;apparenza è un fattore importante per la prima impressione, ma è più limitata come modalità di comunicazione poiché è meno mutevole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Alcune forme di comunicazione non verbale avvengono utilizzando artefatti come tamburi, fumo, manganelli, semafori e bandiere. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChan2020[httpsbooksgooglecombooksidCmXIDwAAQBAJpgPA180_180]-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p>Tradizionalmente, la maggior parte della ricerca si concentrava sulla comunicazione verbale. Tuttavia, questo paradigma iniziò a cambiare negli anni ’50, quando l’interesse della ricerca sulla comunicazione non verbale aumentò e ne enfatizzò l’influenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECloughDuff2020323-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMills2015[httpsbooksgooglecombooksidouHnCgAAQBAJpgPT132_132%E2%80%93133]-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a>Ad esempio, molti giudizi sulla natura e sul comportamento di altre persone si basano su segnali non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98] </sup></a>Inoltre è presente in una certa misura in quasi ogni atto comunicativo e alcune parti di esso sono universalmente comprese. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a>Queste considerazioni hanno spinto alcuni teorici della comunicazione, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Ray </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ray_Birdwhistell" target="_blank" rel="noopener">Birdwhistell </a>, ad affermare che la maggior parte delle idee e delle informazioni viene veicolata in questo modo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013a492%E2%80%93493-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690%E2%80%93961-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a>È stato anche suggerito che la comunicazione umana sia fondamentalmente non verbale e che le parole possano acquisire significato solo grazie alla comunicazione non verbale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009691-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Le prime forme di comunicazione umana, come il pianto e il balbettio, sono non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113] </sup></a>La comunicazione non verbale è studiata in vari campi oltre agli studi sulla comunicazione, come la linguistica, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Semiotics" target="_blank" rel="noopener">la semiotica </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthropology" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;antropologia </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia sociale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGiri2009690-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Interpersonale</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>comunicazione interpersonale</em></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale è la comunicazione tra persone distinte. La sua forma tipica è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dyadic_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione diadica </a>, cioè tra due persone, ma può riferirsi anche alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Group_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione all&#8217;interno di gruppi </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201352%E2%80%9353-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126] </sup></a>Può essere pianificato o non pianificato e si verifica in molte forme, come quando si saluta qualcuno, durante le trattative salariali o quando si fa una telefonata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>Alcuni teorici della comunicazione, come Virginia M. McDermott, comprendono la comunicazione interpersonale come un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fuzzy_concept" target="_blank" rel="noopener">concetto confuso </a>che si manifesta per gradi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>In questa visione, uno scambio varia nel modo in cui è interpersonale in base a diversi fattori. Dipende da quante persone sono presenti e se avviene di persona piuttosto che tramite telefono o e-mail. Un ulteriore fattore riguarda la relazione tra i comunicatori: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129] </sup></a>la comunicazione di gruppo e la comunicazione di massa sono forme meno tipiche di comunicazione interpersonale e alcuni teorici le trattano come tipologie distinte. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<p>La comunicazione interpersonale può essere sincrona o asincrona. Per la comunicazione asincrona, le parti si alternano nell&#8217;invio e nella ricezione dei messaggi. Ciò si verifica quando si scambiano lettere o e-mail. Per la comunicazione sincrona, entrambe le parti inviano messaggi contemporaneamente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011221-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a>Ciò accade quando una persona parla mentre l&#8217;altra persona invia messaggi non verbali in risposta segnalando se è d&#8217;accordo con ciò che viene detto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>Alcuni teorici della comunicazione, come Sarah Trenholm e Arthur Jensen, distinguono tra messaggi di contenuto e messaggi relazionali. I messaggi di contenuto esprimono i sentimenti di chi parla rispetto all&#8217;argomento di discussione. I messaggi relazionali, invece, dimostrano i sentimenti di chi parla nei confronti della sua relazione con gli altri partecipanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131]</sup></a></p>
<p>Sono state proposte varie teorie sulla funzione della comunicazione interpersonale. Alcuni si concentrano su come aiuta le persone a dare un senso al loro mondo e a creare la società. Altri sostengono che il suo scopo principale sia capire perché le altre persone si comportano in un certo modo e adattare il proprio comportamento di conseguenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009548%E2%80%93549-132" target="_blank" rel="noopener"><sup>[132] </sup></a>Un approccio strettamente correlato è quello di concentrarsi sulle informazioni e vedere la comunicazione interpersonale come un tentativo di ridurre l’incertezza sugli altri e sugli eventi esterni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009549-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a>Altre spiegazioni lo intendono in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Needs" target="_blank" rel="noopener">bisogni </a>che soddisfa. Ciò include i bisogni di appartenere a qualche posto, essere inclusi, piacere, mantenere relazioni e influenzare il comportamento degli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009549-133" target="_blank" rel="noopener"><sup>[133] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>A livello pratico, la comunicazione interpersonale viene utilizzata per coordinare le proprie azioni con quelle degli altri per portare a termine le cose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009546-135" target="_blank" rel="noopener"><sup>[135] </sup></a>La ricerca sulla comunicazione interpersonale include argomenti come il modo in cui le persone costruiscono, mantengono e dissolvono le relazioni attraverso la comunicazione. Altre domande sono perché le persone scelgono un messaggio piuttosto che un altro e quali effetti questi messaggi hanno sui comunicatori e sulla loro relazione. Un ulteriore argomento è come prevedere se due persone si piaceranno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcDermott2009546%E2%80%93547-136" target="_blank" rel="noopener"><sup>[136]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Intrapersonale</strong></h2>
<p>La comunicazione intrapersonale è la comunicazione con se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009566-138" target="_blank" rel="noopener"><sup>[138] </sup></a>In alcuni casi ciò si manifesta esternamente, come quando si è impegnati in un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Monologue" target="_blank" rel="noopener">monologo </a>, si prendono appunti, si evidenzia un passaggio e si scrive un diario o una lista della spesa. Ma molte forme di comunicazione intrapersonale avvengono internamente sotto forma di scambio interiore con se stessi, come quando si pensa a qualcosa o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Daydreaming" target="_blank" rel="noopener">si sogna ad occhi aperti </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011225-137" target="_blank" rel="noopener"><sup>[137] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHoneycutt2014[httpsbooksgooglecombooksid9pbnBQAAQBAJpgPT317_317]-139" target="_blank" rel="noopener"><sup>[139] </sup></a>Strettamente correlata alla comunicazione intrapersonale è la comunicazione che avviene all&#8217;interno di un organismo al di sotto del livello personale, come lo scambio di informazioni tra organi o cellule. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA196_196]-140" target="_blank" rel="noopener"><sup>[140]</sup></a></p>
<p>La comunicazione intrapersonale può essere innescata da stimoli interni ed esterni. Può avvenire sotto forma di articolazione di una frase prima di esprimerla esternamente. Altre forme sono fare progetti per il futuro e tentare di elaborare le emozioni per calmarsi in situazioni stressanti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBarnlund201347%E2%80%9352-141" target="_blank" rel="noopener"><sup>[141] </sup></a>Può aiutare a regolare la propria attività mentale e il comportamento esteriore, nonché a interiorizzare norme culturali e modi di pensare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567%E2%80%93568-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a>Forme esterne di comunicazione intrapersonale possono aiutare la memoria. Ciò accade, ad esempio, quando si compila la lista della spesa. Un altro utilizzo è quello di risolvere problemi difficili, come quando si risolve un&#8217;equazione matematica complessa riga per riga. In questo modo è anche possibile interiorizzare nuove conoscenze, ad esempio ripetendo a se stessi un nuovo vocabolario. A causa di queste funzioni, la comunicazione intrapersonale può essere intesa come &#8220;uno strumento di pensiero eccezionalmente potente e pervasivo&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009568%E2%80%93569-143" target="_blank" rel="noopener"><sup>[143]</sup></a></p>
<p>Sulla base del suo ruolo nell&#8217;autoregolamentazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-control" target="_blank" rel="noopener">, </a>alcuni teorici hanno suggerito che la comunicazione intrapersonale è più basilare della comunicazione interpersonale. I bambini piccoli a volte usano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Private_speech" target="_blank" rel="noopener">un linguaggio egocentrico </a>mentre giocano nel tentativo di dirigere il proprio comportamento. In questa visione, la comunicazione interpersonale si sviluppa solo più tardi, quando il bambino passa dalla sua prospettiva egocentrica iniziale a una prospettiva più sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567-144" target="_blank" rel="noopener"><sup>[144] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKreps2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]-145" target="_blank" rel="noopener"><sup>[145] </sup></a>Una spiegazione diversa sostiene che la comunicazione interpersonale è più basilare poiché viene utilizzata per la prima volta dai genitori per regolare ciò che fa il loro bambino. Una volta che il bambino ha imparato questo, può applicare la stessa tecnica a se stesso per ottenere un maggiore controllo sul proprio comportamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTELantolf2009567%E2%80%93568-142" target="_blank" rel="noopener"><sup>[142] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]-146" target="_blank" rel="noopener"><sup>[146]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Canali</strong></h2>
<p>Perché la comunicazione abbia successo, il messaggio deve viaggiare dal mittente al destinatario. Il <em>canale </em>è il modo in cui ciò viene realizzato. Non si occupa del significato del messaggio ma solo dei mezzi tecnici con cui il significato viene trasmesso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a>I canali sono spesso intesi in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Senses" target="_blank" rel="noopener">sensi </a>utilizzati per percepire il messaggio, ovvero udito, vista, olfatto, tatto e gusto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196063%E2%80%939-147" target="_blank" rel="noopener"><sup>[147] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%9336]-148" target="_blank" rel="noopener"><sup>[148] </sup></a>Ma nel senso più ampio, i canali comprendono qualsiasi forma di trasmissione, compresi i mezzi tecnologici come libri, cavi, onde radio, telefoni o televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>I messaggi trasmessi naturalmente di solito svaniscono rapidamente mentre alcuni messaggi che utilizzano canali artificiali hanno una durata di vita molto più lunga, come nel caso dei libri o delle sculture. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130]</sup></a></p>
<p>Le caratteristiche fisiche di un canale hanno un impatto sul codice e sui segnali che possono essere utilizzati per esprimere le informazioni. Ad esempio, le telefonate tipiche sono limitate all&#8217;uso del linguaggio verbale e del paralinguaggio, ma escludono le espressioni facciali. Spesso è possibile tradurre i messaggi da un codice all&#8217;altro per renderli disponibili su un canale diverso. Un esempio è scrivere un messaggio parlato o esprimerlo utilizzando il linguaggio dei segni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]-149" target="_blank" rel="noopener"><sup>[149]</sup></a></p>
<p>La trasmissione delle informazioni può avvenire attraverso più canali contemporaneamente. Ad esempio, la comunicazione faccia a faccia spesso combina il canale uditivo per trasmettere informazioni verbali con il canale visivo per trasmettere informazioni non verbali utilizzando gesti ed espressioni facciali. L&#8217;utilizzo di più canali può migliorare l&#8217;efficacia della comunicazione aiutando il destinatario a comprendere meglio l&#8217;argomento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEvon_Kriegstein2011[httpsbooksgooglecombooksidpRV1XsOyAc8CpgPA683_683]-151" target="_blank" rel="noopener"><sup>[151] </sup></a>La scelta dei canali spesso è importante poiché la capacità di comprensione del ricevente può variare a seconda del canale scelto. Ad esempio, un insegnante può decidere di presentare alcune informazioni oralmente e altre visivamente, a seconda del contenuto e dello stile di apprendimento preferito dallo studente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196067-152" target="_blank" rel="noopener"><sup>[152] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]-150" target="_blank" rel="noopener"><sup>[150]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Competenza comunicativa</strong></h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communicative_competence" target="_blank" rel="noopener"><em>competenza comunicativa</em></a></p>
<p>La competenza comunicativa è la capacità di comunicare in modo efficace o di scegliere il comportamento comunicativo appropriato in una determinata situazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a>Riguarda cosa dire, quando dirlo e come dirlo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Include inoltre la capacità di ricevere e comprendere messaggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Competence_(human_resources)" target="_blank" rel="noopener">La competenza </a>viene spesso contrapposta alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_performance" target="_blank" rel="noopener">prestazione </a>poiché la competenza può essere presente anche se non viene esercitata, mentre la prestazione consiste nella realizzazione di questa competenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGenesee1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]-156" target="_blank" rel="noopener"><sup>[156] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]-157" target="_blank" rel="noopener"><sup>[157] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication-158" target="_blank" rel="noopener"><sup>[158] </sup></a>Tuttavia, alcuni teorici rifiutano un netto contrasto e sostengono che la prestazione è la parte osservabile e viene utilizzata per dedurre la competenza in relazione alle prestazioni future. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200817%E2%80%9318-159" target="_blank" rel="noopener"><sup>[159]</sup></a></p>
<p>Due componenti centrali della competenza comunicativa sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Effectiveness" target="_blank" rel="noopener">l’efficacia </a>e l’appropriatezza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321-153" target="_blank" rel="noopener"><sup>[153] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>L&#8217;efficacia è il grado in cui l&#8217;oratore raggiunge i risultati desiderati o il grado in cui vengono realizzate le alternative preferite. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a>Ciò significa che l&#8217;efficacia di un comportamento comunicativo non dipende solo dal risultato effettivo ma anche dall&#8217;intenzione di chi parla, cioè se questo risultato era ciò che intendeva ottenere. Per questo motivo, alcuni teorici richiedono inoltre che chi parla sia in grado di fornire una spiegazione del motivo per cui si è impegnato in un comportamento piuttosto che in un altro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a>L&#8217;efficacia è strettamente correlata all&#8217;efficienza <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Efficiency" target="_blank" rel="noopener">, </a>con la differenza che l&#8217;efficacia riguarda il raggiungimento degli obiettivi mentre l&#8217;efficienza riguarda l&#8217;utilizzo di poche risorse (come tempo, impegno e denaro) nel processo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160]</sup></a></p>
<p>Appropriatezza significa che il comportamento comunicativo soddisfa gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25-161" target="_blank" rel="noopener"><sup>[161] </sup></a>Il teorico della comunicazione Brian H. Spitzberg lo definisce come &#8220;la legittimità percepita o l&#8217;accettabilità del comportamento o delle azioni in un dato contesto&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015241-160" target="_blank" rel="noopener"><sup>[160] </sup></a>Ciò significa che chi parla è consapevole del contesto sociale e culturale per adattare ed esprimere il messaggio in un modo considerato accettabile nella situazione data. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201523-162" target="_blank" rel="noopener"><sup>[162] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238-163" target="_blank" rel="noopener"><sup>[163] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818-164" target="_blank" rel="noopener"><sup>[164] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200970-165" target="_blank" rel="noopener"><sup>[165] </sup></a>Ad esempio, per dire addio al proprio insegnante, uno studente può usare l&#8217;espressione &#8220;Addio, signore&#8221; ma non l&#8217;espressione &#8220;Devo separarmi , amico&#8221;, che può usare quando parlando con un coetaneo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200059%E2%80%9360-166" target="_blank" rel="noopener"><sup>[166] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154] </sup></a>Essere efficaci e appropriati significa raggiungere i propri risultati preferiti in un modo che segua gli standard e le aspettative sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200826-167" target="_blank" rel="noopener"><sup>[167] </sup></a>Alcune definizioni di competenza comunicativa pongono l&#8217;accento principale sull&#8217;efficacia o sull&#8217;adeguatezza, mentre altre combinano entrambe le caratteristiche. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9322-168" target="_blank" rel="noopener"><sup>[168]</sup></a></p>
<p>Sono state suggerite molte componenti aggiuntive della competenza comunicativa, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Empathy" target="_blank" rel="noopener">empatia </a>, controllo, flessibilità, sensibilità e conoscenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBacklundMorreale201524-169" target="_blank" rel="noopener"><sup>[169] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200819,_24-170" target="_blank" rel="noopener"><sup>[170] </sup></a>Viene spesso discusso in termini di abilità individuali impiegate nel processo, cioè le componenti comportamentali specifiche che compongono la competenza comunicativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015242-172" target="_blank" rel="noopener"><sup>[172] </sup></a>Le abilità di produzione del messaggio includono la lettura e la scrittura. Sono correlati con le capacità di ricezione dell&#8217;ascolto e della lettura. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91] </sup></a>Esistono abilità di comunicazione sia verbali che non verbali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825-155" target="_blank" rel="noopener"><sup>[155] </sup></a>Ad esempio, le abilità di comunicazione verbale implicano la corretta comprensione di una lingua, compresa la sua <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phonology" target="_blank" rel="noopener">fonologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Orthography" target="_blank" rel="noopener">ortografia </a>, sintassi, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Lexicon" target="_blank" rel="noopener">lessico </a>e semantica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]-154" target="_blank" rel="noopener"><sup>[154]</sup></a></p>
<p>Molti aspetti della vita umana dipendono dal successo della comunicazione, dalla garanzia delle necessità di base della sopravvivenza alla costruzione e al mantenimento delle relazioni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a>La competenza comunicativa è un fattore chiave per stabilire se una persona è in grado di raggiungere i propri obiettivi nella vita sociale, come avere una carriera di successo e trovare un coniuge adatto. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200815-174" target="_blank" rel="noopener"><sup>[174] Per questo motivo, può avere un grande impatto sul </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Well-being" target="_blank" rel="noopener">benessere </a>dell&#8217;individuo . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239-173" target="_blank" rel="noopener"><sup>[173] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171] </sup></a>La mancanza di competenza comunicativa può causare problemi sia a livello individuale che sociale, compresi problemi professionali, accademici e sanitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824-171" target="_blank" rel="noopener"><sup>[171]</sup></a></p>
<p>Gli ostacoli a una comunicazione efficace possono distorcere il messaggio. Potrebbero causare problemi di comunicazione e causare effetti indesiderati. Ciò può accadere se il messaggio è espresso male perché utilizza termini con i quali il destinatario non ha familiarità, o perché non è pertinente ai bisogni del destinatario, o perché contiene troppo poche o troppe informazioni. Anche la distrazione, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Selective_perception" target="_blank" rel="noopener">la percezione selettiva </a>e la mancanza di attenzione al feedback possono essere responsabili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBuchananHuczynski2017218%E2%80%93219-175" target="_blank" rel="noopener"><sup>[175] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA20_20%E2%80%9321]-176" target="_blank" rel="noopener"><sup>[176] </sup></a>Il rumore è un altro fattore negativo. Si tratta di influenze che interferiscono con il messaggio nel suo percorso verso il destinatario e lo distorcono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise-177" target="_blank" rel="noopener"><sup>[177] </sup></a>I crepitii durante una telefonata sono una forma di rumore. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ambiguity" target="_blank" rel="noopener">Le espressioni ambigue </a>possono anche inibire una comunicazione efficace e rendere necessario <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Disambiguate" target="_blank" rel="noopener">disambiguare </a>tra le possibili interpretazioni per discernere l&#8217;intenzione del mittente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEvan_Trijp2018[httpsbooksgooglecombooksidoqhJDwAAQBAJpgPA289_289%E2%80%93290]-178" target="_blank" rel="noopener"><sup>[178] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEWinner2017[httpsbooksgooglecombooksidYBw0DwAAQBAJpgPT29_29]-179" target="_blank" rel="noopener"><sup>[179] </sup></a>Queste interpretazioni dipendono anche dal <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cross-cultural_communication" target="_blank" rel="noopener">background culturale dei partecipanti </a>. Differenze culturali significative costituiscono un ulteriore ostacolo e aumentano la probabilità che i messaggi vengano interpretati male. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]-180" target="_blank" rel="noopener"><sup>[180]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Altre specie</h2>
<p><em>Vedi anche: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener"><em>Biocomunicazione (scienza) </em></a><em>e </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener"><em>Biosemiotica</em></a></p>
<p>Oltre alla comunicazione umana, esistono molte altre forme di comunicazione presenti nel regno animale e tra le piante. Sono studiati in campi come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biocommunication_(science)" target="_blank" rel="noopener">la biocomunicazione </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">la biosemiotica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEEmmeche2003[httpswwwencyclopediacomeducationencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsbiosemiotics_63%E2%80%9364]-181" target="_blank" rel="noopener"><sup>[181] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESeckbachGordon2016[httpsbooksgooglecombooksidycOkDQAAQBAJpgPR15_xv%E2%80%93xvi]-182" target="_blank" rel="noopener"><sup>[182] </sup></a>Ci sono ulteriori ostacoli in quest&#8217;area per giudicare se la comunicazione ha avuto luogo tra due individui. I segnali acustici sono spesso facili da notare e analizzare per gli scienziati, ma è più difficile giudicare se i cambiamenti tattili o chimici debbano essere intesi come segnali comunicativi piuttosto che come altri processi biologici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201345-183" target="_blank" rel="noopener"><sup>[183]</sup></a></p>
<p>Per questo motivo, i ricercatori spesso utilizzano definizioni di comunicazione leggermente modificate per facilitare il loro lavoro. Un presupposto comune a questo riguardo viene dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Evolutionary_biology" target="_blank" rel="noopener">biologia evoluzionistica </a>e sostiene che la comunicazione dovrebbe in qualche modo avvantaggiare i comunicatori in termini di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Natural_selection" target="_blank" rel="noopener">selezione naturale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25] </sup></a>I biologi Rumsaïs Blatrix e Veronika Mayer definiscono la comunicazione come &#8220;lo scambio di informazioni tra individui, in cui sia il segnalatore che il ricevente possono aspettarsi di trarre vantaggio dallo scambio&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a>Secondo questo punto di vista, il mittente trae vantaggio influenzando il comportamento del ricevente e il ricevente trae vantaggio rispondendo al segnale. Questi benefici dovrebbero esistere in media ma non necessariamente in ogni singolo caso. In questo modo la segnalazione ingannevole può essere intesa anche come forma di comunicazione. Un problema dell’approccio evoluzionistico è che spesso è difficile valutare l’impatto di tale comportamento sulla selezione naturale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128-184" target="_blank" rel="noopener"><sup>[184] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20103-185" target="_blank" rel="noopener"><sup>[185] </sup></a>Un altro vincolo pragmatico comune è ritenere che sia necessario osservare una risposta da parte del ricevente dopo il segnale quando si giudica se la comunicazione è avvenuta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESchenkSeabloom20106-186" target="_blank" rel="noopener"><sup>[186]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Studi di comunicazione</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_studies" target="_blank" rel="noopener"><em>studi sulla comunicazione</em></a></p>
<p>Gli studi sulla comunicazione, detti anche <em>scienze della comunicazione </em>, sono la disciplina accademica che studia la comunicazione. È strettamente correlato alla semiotica, con la differenza che gli studi sulla comunicazione si concentrano maggiormente su questioni tecniche relative al modo in cui i messaggi vengono inviati, ricevuti ed elaborati. La semiotica, invece, affronta questioni più astratte relative al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Meaning_(philosophy)" target="_blank" rel="noopener">significato </a>e al modo in cui i segni lo acquisiscono. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] </sup></a>Gli studi sulla comunicazione coprono un&#8217;ampia area che si sovrappone a molte altre discipline, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Biology" target="_blank" rel="noopener">la biologia </a>, l&#8217;antropologia, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychology" target="_blank" rel="noopener">la psicologia </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociology" target="_blank" rel="noopener">la sociologia </a>, la linguistica, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Media_studies" target="_blank" rel="noopener">gli studi sui media </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journalism" target="_blank" rel="noopener">il giornalismo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-277" target="_blank" rel="noopener"><sup>[277]</sup></a></p>
<p>Molti contributi nel campo degli studi sulla comunicazione si concentrano sullo sviluppo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Models_of_communication" target="_blank" rel="noopener">modelli </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_theory" target="_blank" rel="noopener">teorie della comunicazione </a>. I modelli di comunicazione mirano a fornire una panoramica semplificata delle principali componenti coinvolte nella comunicazione. Le teorie della comunicazione cercano di fornire quadri concettuali per presentare accuratamente la comunicazione in tutta la sua complessità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013181-278" target="_blank" rel="noopener"><sup>[278] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%9310]Introduction-279" target="_blank" rel="noopener"><sup>[279] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT22_10]-280" target="_blank" rel="noopener"><sup>[280] </sup></a>Alcune teorie si concentrano sulla comunicazione come arte pratica del discorso mentre altre esplorano il ruolo dei segni, dell&#8217;esperienza, dell&#8217;elaborazione delle informazioni e dell&#8217;obiettivo di costruire un ordine sociale attraverso l&#8217;interazione coordinata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECobleySchulz201331,_41%E2%80%9342-281" target="_blank" rel="noopener"><sup>[281] </sup></a>Gli studi sulla comunicazione si interessano anche alle funzioni e agli effetti della comunicazione. Copre questioni come il modo in cui la comunicazione soddisfa i bisogni fisiologici e psicologici, aiuta a costruire relazioni e aiuta a raccogliere informazioni sull&#8217;ambiente, sugli altri individui e su se stessi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg200718-282" target="_blank" rel="noopener"><sup>[282] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]-134" target="_blank" rel="noopener"><sup>[134] </sup></a>Un ulteriore argomento riguarda la questione di come i sistemi di comunicazione cambiano nel tempo e come questi cambiamenti sono correlati ad altri cambiamenti sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013184-283" target="_blank" rel="noopener"><sup>[283] </sup></a>Un argomento correlato si concentra sui principi psicologici alla base di tali cambiamenti e sugli effetti che hanno sul modo in cui le persone si scambiano idee. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013184%E2%80%93185-284" target="_blank" rel="noopener"><sup>[284]</sup></a></p>
<p>La comunicazione veniva studiata già <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ancient_Greek" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;antica Grecia </a>. Le prime teorie influenti furono create da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener">Platone </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aristotle" target="_blank" rel="noopener">Aristotele </a>, che enfatizzavano il parlare in pubblico e la comprensione della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rhetoric" target="_blank" rel="noopener">retorica </a>. Secondo Aristotele, ad esempio, lo scopo della comunicazione è persuadere il pubblico. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155-285" target="_blank" rel="noopener"><sup>[285] </sup></a>Il campo degli studi sulla comunicazione è diventato una disciplina di ricerca separata solo nel XX secolo, soprattutto a partire dagli anni Quaranta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT15_3%E2%80%934]-287" target="_blank" rel="noopener"><sup>[287] </sup></a>Lo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione, come telefono, radio, giornali, televisione e Internet, ha avuto un grande impatto sulla comunicazione e sugli studi sulla comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg20073-288" target="_blank" rel="noopener"><sup>[288] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBernabo2017[httpsbooksgooglecombooksid4GFCDgAAQBAJpgPA201_201%E2%80%93202]Communication_History-289" target="_blank" rel="noopener"><sup>[289]</sup></a></p>
<p>Oggi gli studi sulla comunicazione sono una disciplina ampia. Alcuni lavori in esso contenuti tentano di fornire una caratterizzazione generale della comunicazione nel senso più ampio. Altri tentano di dare un&#8217;analisi precisa di una forma specifica di comunicazione. Gli studi sulla comunicazione comprendono molti sottocampi. Alcuni si concentrano su argomenti ampi come la comunicazione interpersonale, la comunicazione intrapersonale, la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale. Altri indagano sulla comunicazione all&#8217;interno di un&#8217;area specifica. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156-286" target="_blank" rel="noopener"><sup>[286] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007286-290" target="_blank" rel="noopener"><sup>[290] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEJenkinsChen2016[httpsbooksgooglecombooksidHQJbDwAAQBAJpgPT506_506]-291" target="_blank" rel="noopener"><sup>[291]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Organizational_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione organizzativa </a>riguarda la comunicazione tra membri di organizzazioni come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporations" target="_blank" rel="noopener">aziende </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nonprofits" target="_blank" rel="noopener">organizzazioni no-profit </a>o piccole imprese. Centrale a questo riguardo è il coordinamento del comportamento dei diversi membri nonché l’interazione con i clienti e il pubblico in generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017-292" target="_blank" rel="noopener"><sup>[292] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERenZhai2013[httpsbooksgooglecombooksidnC6_BAAAQBAJpgPA77_77]-293" target="_blank" rel="noopener"><sup>[293] </sup></a>Termini strettamente correlati sono <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Business_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Corporate_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione aziendale </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Professional_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione professionale </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]-294" target="_blank" rel="noopener"><sup>[294] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]-295" target="_blank" rel="noopener"><sup>[295] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDixon2017[httpsbooksgooglecombooksid4XHQDQAAQBAJpgPA204_204]-296" target="_blank" rel="noopener"><sup>[296] </sup></a>L&#8217;elemento principale della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marketing_communication" target="_blank" rel="noopener">comunicazione di marketing </a>è <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Advertising" target="_blank" rel="noopener">la pubblicità </a>, ma comprende anche altre attività di comunicazione volte a promuovere l&#8217;obiettivo dell&#8217;organizzazione presso il suo pubblico, come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Public_relations" target="_blank" rel="noopener">le pubbliche relazioni </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESierra2006[httpsbooksgooglecombooksid0xL_cHiMfLoCpgPA392_392]-297" target="_blank" rel="noopener"><sup>[297] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBr%C3%B8nn2016[httpsbooksgooglecombooksidZs6UCwAAQBAJpgPT360_360]-298" target="_blank" rel="noopener"><sup>[298]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Political_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione politica </a>copre argomenti come <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Electoral_campaigns" target="_blank" rel="noopener">le campagne elettorali </a>per influenzare gli elettori e la comunicazione legislativa, come le lettere a un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Congress" target="_blank" rel="noopener">congresso </a>o i documenti di una commissione. Un&#8217;enfasi specifica viene spesso data alla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Propaganda" target="_blank" rel="noopener">propaganda </a>e al ruolo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mass_media" target="_blank" rel="noopener">mass media </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMcClelland2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]-299" target="_blank" rel="noopener"><sup>[299]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Intercultural_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione interculturale </a>è rilevante sia per la comunicazione organizzativa che per quella politica poiché spesso implicano tentativi di scambio di messaggi tra comunicatori provenienti da contesti culturali diversi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%93610]Intercultural_communication-300" target="_blank" rel="noopener"><sup>[300] </sup></a>Il background culturale influenza il modo in cui i messaggi vengono formulati e interpretati e può essere causa di malintesi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%93180]-301" target="_blank" rel="noopener"><sup>[301] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a>È rilevante anche per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Development_communication" target="_blank" rel="noopener">la comunicazione sullo sviluppo </a>, che riguarda l&#8217;uso della comunicazione per assistere allo sviluppo, come gli aiuti forniti dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/First_world" target="_blank" rel="noopener">paesi del primo mondo </a>ai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Third-world_countries" target="_blank" rel="noopener">paesi del terzo mondo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEMelkote2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]-302" target="_blank" rel="noopener"><sup>[302] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007301-303" target="_blank" rel="noopener"><sup>[303]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health_communication" target="_blank" rel="noopener">La comunicazione sanitaria </a>riguarda la comunicazione nel campo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Healthcare" target="_blank" rel="noopener">dell’assistenza sanitaria </a>e degli sforzi di promozione della salute. Uno dei suoi argomenti è il modo in cui gli operatori sanitari, come medici e infermieri, dovrebbero comunicare con i loro pazienti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg2007307-304" target="_blank" rel="noopener"><sup>[304] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEKreps2002395-305" target="_blank" rel="noopener"><sup>[305]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Storia</h2>
<p><em>Articolo principale: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_communication" target="_blank" rel="noopener"><em>Storia della comunicazione</em></a></p>
<p>La storia della comunicazione studia come i processi comunicativi si sono evoluti e hanno interagito con la società, la cultura e la tecnologia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESimonsonPeckCraigJackson20131-306" target="_blank" rel="noopener"><sup>[306] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESonderling1995[httpsbooksgooglecombooksid54oceJfEV0kCpgPA89_89]-307" target="_blank" rel="noopener"><sup>[307] </sup></a>La comunicazione umana ha una lunga storia e il modo in cui le persone comunicano è cambiato notevolmente nel tempo. Molti di questi cambiamenti sono stati innescati dallo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione e hanno avuto vari effetti sul modo in cui le persone si scambiano idee. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]-308" target="_blank" rel="noopener"><sup>[308] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]-309" target="_blank" rel="noopener"><sup>[309] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEInnis19506%E2%80%937-310" target="_blank" rel="noopener"><sup>[310] </sup></a>Le nuove tecnologie della comunicazione di solito richiedono nuove competenze che le persone devono imparare per usarle in modo efficace. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERowitz2014[httpsbooksgooglecombooksidRekQlJPS85ECpgPA459_459]-311" target="_blank" rel="noopener"><sup>[311] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECalabreseSparks2003[httpsbooksgooglecombooksidUT_FAAAAQBAJpgPA85_85]-312" target="_blank" rel="noopener"><sup>[312] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTETompkins2023[httpsbooksgooglecombooksidFmuyEAAAQBAJpgPT141_141]-313" target="_blank" rel="noopener"><sup>[313]</sup></a></p>
<p>Nella letteratura accademica, la storia della comunicazione è solitamente divisa in epoche in base alla forma di comunicazione dominante in quell&#8217;epoca. Il numero di età e la periodizzazione precisa sono controversi. Di solito includono l&#8217;età necessaria per parlare, scrivere e stampare, nonché per la comunicazione di massa elettronica e Internet. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-314" target="_blank" rel="noopener"><sup>[314] </sup></a>Secondo il teorico della comunicazione <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Marshall_Poe" target="_blank" rel="noopener">Marshall Poe </a>, i media dominanti per ogni età possono essere caratterizzati in relazione a diversi fattori. Includono la quantità di informazioni che un mezzo può archiviare, quanto tempo persiste, quanto tempo occorre per trasmetterlo e quanto è costoso utilizzare il mezzo. Poe sostiene che le età successive di solito comportano qualche forma di miglioramento di uno o più fattori. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201112%E2%80%9313-315" target="_blank" rel="noopener"><sup>[315] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]-308" target="_blank" rel="noopener"><sup>[308]</sup></a></p>
<p>Secondo alcune stime scientifiche, il linguaggio si è sviluppato circa 40.000 anni fa, mentre altri lo ritengono molto più antico. Prima di questo sviluppo, la comunicazione umana somigliava alla comunicazione animale e avveniva attraverso una combinazione di grugniti, grida, gesti ed espressioni facciali. Il linguaggio ha aiutato i primi esseri umani a organizzarsi e a pianificare in modo più efficiente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA3_3]-316" target="_blank" rel="noopener"><sup>[316] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTECapstick2020[httpsbooksgooglecombooksidjW76DwAAQBAJpgPA5_5%E2%80%936]-317" target="_blank" rel="noopener"><sup>[317] </sup></a>Nelle prime società, la lingua parlata era la principale forma di comunicazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]-309" target="_blank" rel="noopener"><sup>[309] </sup></a>La maggior parte della conoscenza veniva trasmessa attraverso di essa, spesso sotto forma di storie o detti saggi. Questa forma non produce conoscenza stabile poiché dipende dalla <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Memory#Failures" target="_blank" rel="noopener">memoria umana imperfetta </a>. Per questo motivo, molti dettagli differiscono da un racconto all&#8217;altro e vengono presentati in modo diverso da narratori distinti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>Quando le persone iniziarono a stabilirsi e a formare <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agrarian_society" target="_blank" rel="noopener">comunità agricole </a>, le società crebbero e vi fu una maggiore necessità di registrazioni stabili della proprietà della terra e delle transazioni commerciali. Ciò ha dato il via all&#8217;invenzione della scrittura, che è in grado di risolvere molti problemi derivanti dall&#8217;uso esclusivamente della comunicazione orale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201167-318" target="_blank" rel="noopener"><sup>[318] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]-319" target="_blank" rel="noopener"><sup>[319] </sup></a>È molto più efficace nel preservare la conoscenza e trasmetterla tra le generazioni poiché non dipende dalla memoria umana. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]-319" target="_blank" rel="noopener"><sup>[319] </sup></a>Prima dell’invenzione della scrittura si erano già sviluppate alcune forme di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proto-writing" target="_blank" rel="noopener">protoscrittura . </a>La protoscrittura comprende segni visibili di lunga durata utilizzati per archiviare informazioni, come decorazioni su oggetti in ceramica, nodi in una corda per tracciare le merci o sigilli per contrassegnare la proprietà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTERobinson2009[httpsbooksgooglecombooksidKRsUDAAAQBAJpgPA4_4%E2%80%935]-321" target="_blank" rel="noopener"><sup>[321] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEAitchison2007[httpsbooksgooglecombooksidZgmmB6vNjYYCpgPA33_33]-322" target="_blank" rel="noopener"><sup>[322]</sup></a></p>
<p>La maggior parte delle prime comunicazioni scritte avveniva tramite <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pictogram" target="_blank" rel="noopener">pittogrammi </a>. I pittogrammi sono simboli grafici che trasmettono significato assomigliando visivamente a oggetti del mondo reale. L&#8217;uso di simboli pittografici di base per rappresentare cose come i prodotti agricoli era comune nelle culture antiche e iniziò intorno al 9000 a.C. Il primo sistema di scrittura complesso comprendente pittogrammi fu sviluppato intorno al 3500 a.C. dai <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sumer" target="_blank" rel="noopener">Sumeri </a>e si chiama <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cuneiform" target="_blank" rel="noopener">cuneiforme </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-323" target="_blank" rel="noopener"><sup>[323] </sup></a>I pittogrammi sono ancora in uso oggi, come i cartelli di divieto di fumare e i simboli di figure maschili e femminili sulle porte dei bagni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a>Uno svantaggio significativo dei sistemi di scrittura pittografica è che necessitano di una grande quantità di simboli per riferirsi a tutti gli oggetti di cui si vuole parlare. Questo problema è stato risolto dallo sviluppo di altri sistemi di scrittura. Ad esempio, i simboli dei sistemi di scrittura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Alphabetic" target="_blank" rel="noopener">alfabetici </a>non rappresentano oggetti regolari. Si riferiscono invece ai suoni utilizzati nella lingua parlata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169-320" target="_blank" rel="noopener"><sup>[320] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe201169%E2%80%9370-324" target="_blank" rel="noopener"><sup>[324] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]-325" target="_blank" rel="noopener"><sup>[325] </sup></a>Altri tipi di primi sistemi di scrittura includono i sistemi di scrittura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Logographic" target="_blank" rel="noopener">logografici </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ideographic" target="_blank" rel="noopener">ideografici </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEYule2010212%E2%80%93214-326" target="_blank" rel="noopener"><sup>[326] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEHaarmann2020[httpsbooksgooglecombooksidFkL_DwAAQBAJpgPA157_157%E2%80%93158]-327" target="_blank" rel="noopener"><sup>[327] </sup></a>Uno svantaggio di molte prime forme di scrittura, come le tavolette di argilla usate per il cuneiforme, era che non erano molto portatili. Ciò ha reso difficile trasportare i testi da un luogo all&#8217;altro per condividere le informazioni. La situazione cambiò con l&#8217;invenzione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Papyrus" target="_blank" rel="noopener">papiro </a>da parte degli egiziani intorno al 2500 a.C. e fu ulteriormente migliorata in seguito dallo sviluppo della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parchment" target="_blank" rel="noopener">pergamena </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paper" target="_blank" rel="noopener">della carta </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]-325" target="_blank" rel="noopener"><sup>[325] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013169-328" target="_blank" rel="noopener"><sup>[328]</sup></a></p>
<p>Fino al 1400, quasi tutta la comunicazione scritta richiedeva la scrittura a mano. Per questo motivo la diffusione della comunicazione scritta all&#8217;interno della società era ancora piuttosto limitata poiché copiare i libri a mano era costoso. L’introduzione e la divulgazione della stampa di massa nella metà del XV secolo da parte di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Johann_Gutenberg" target="_blank" rel="noopener">Johann Gutenberg </a>portò a rapidi cambiamenti. La stampa di massa aumentò rapidamente la circolazione dei mezzi scritti e portò anche alla diffusione di nuove forme di documenti scritti, come giornali e opuscoli. Un effetto collaterale fu che la maggiore disponibilità di documenti scritti migliorò significativamente l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Literacy" target="_blank" rel="noopener">alfabetizzazione generale </a>della popolazione. Questo sviluppo servì come base per rivoluzioni in vari campi, tra cui scienza, politica e religione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013169%E2%80%93170-329" target="_blank" rel="noopener"><sup>[329] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4%E2%80%935]-330" target="_blank" rel="noopener"><sup>[330] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe2011104%E2%80%93105,_112-331" target="_blank" rel="noopener"><sup>[331]</sup></a></p>
<p>Le scoperte scientifiche del XIX e XX secolo hanno portato molti ulteriori sviluppi nella storia della comunicazione. Tra questi ricordiamo l&#8217;invenzione del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Telegraphy" target="_blank" rel="noopener">telegrafo </a>e del telefono, che resero ancora più semplice e veloce la trasmissione di informazioni da un luogo all&#8217;altro senza la necessità di trasportare documenti scritti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]-332" target="_blank" rel="noopener"><sup>[332] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013171%E2%80%93172-333" target="_blank" rel="noopener"><sup>[333] </sup></a>Inizialmente queste forme di comunicazione si limitavano ai collegamenti via cavo, che dovevano essere stabiliti prima. Sviluppi successivi trovarono modi di trasmissione senza fili utilizzando segnali radio. Permisero di raggiungere un vasto pubblico e la radio divenne presto una delle forme centrali di comunicazione di massa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013171-334" target="_blank" rel="noopener"><sup>[334] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]-332" target="_blank" rel="noopener"><sup>[332] </sup></a>Varie innovazioni nel campo della fotografia hanno consentito la registrazione di immagini su pellicola, che ha portato allo sviluppo del cinema e della televisione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013172%E2%80%93173-335" target="_blank" rel="noopener"><sup>[335] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%936]-336" target="_blank" rel="noopener"><sup>[336] </sup></a>La portata della comunicazione senza fili è stata ulteriormente ampliata con lo sviluppo dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communications_satellite" target="_blank" rel="noopener">satelliti </a>, che hanno permesso di trasmettere segnali radiofonici e televisivi alle stazioni di tutto il mondo. In questo modo, le informazioni potrebbero essere condivise quasi istantaneamente ovunque nel mondo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_7]-337" target="_blank" rel="noopener"><sup>[337] </sup></a>Lo sviluppo di Internet costituisce un’ulteriore pietra miliare nella storia della comunicazione. Ha reso più facile che mai per le persone scambiarsi idee, collaborare e accedere alle informazioni da qualsiasi parte del mondo utilizzando una varietà di mezzi, come siti Web, posta elettronica, social media e videoconferenze. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEDanesi2013178%E2%80%93181-338" target="_blank" rel="noopener"><sup>[338] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_note-FOOTNOTEPoe2011223%E2%80%93224-339" target="_blank" rel="noopener"><sup>[339]</sup></a></p>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Guarda anche</h2>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Media" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale multimediale</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Society" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale della società</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Portal:Technology" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Portale tecnologico</em></strong></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Agricultural_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione agricola</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Augmentative_and_alternative_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aumentativa e alternativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Aviation_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione aeronautica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bias-free_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione senza pregiudizi</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Data_transmission" target="_blank" rel="noopener">Trasmissione dati</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Defensive_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione difensiva</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Environmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione ambientale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Information_engineering_(field)" target="_blank" rel="noopener">Ingegneria dell&#8217;informazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interdepartmental_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione interdipartimentale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione internazionale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener"><em>Ishin- </em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ishin-denshin" target="_blank" rel="noopener"><em>denshin</em></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Linguistic_rights" target="_blank" rel="noopener">Diritti linguistici</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Military_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione militare</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Non-violent_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione non violenta</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_communication" target="_blank" rel="noopener">Schema di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Proactive_communications" target="_blank" rel="noopener">Comunicazioni proattive</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Risk_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione del rischio</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scientific_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione scientifica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sign_system" target="_blank" rel="noopener">Sistema di segni</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Small_talk" target="_blank" rel="noopener">Chiacchiere</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Upward_communication" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione verso l&#8217;alto</a></li>
</ul>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; Riferimenti</h2>
<p><strong>Citazioni</strong></p>
<ol>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-1" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRosengren2000" target="_blank" rel="noopener">Rosengren 2000 </a>, pp. 1–2, 1.1 Sulla comunicazione</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobley2008" target="_blank" rel="noopener">Cobley 2008 </a>, pp. <a href="https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/9781405186407.wbiecc071" target="_blank" rel="noopener">660–666</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeinelSack2014" target="_blank" rel="noopener">Meinel &amp; Sack 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=5O25BAAAQBAJ&amp;pg=PA89" target="_blank" rel="noopener">89</a></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarperCollins_staff2022_2-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHarperCollins_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale HarperCollins 2022 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMerriam-Webster_staff2022_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMerriam-Webster_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale Merriam-Webster 2022 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECambridge_Dictionary_staff2022_4-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCambridge_Dictionary_staff2022" target="_blank" rel="noopener">Personale del dizionario Cambridge 2022 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERosengren20001%E2%80%9321.1_On_communication_5-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRosengren2000" target="_blank" rel="noopener">Rosengren 2000 </a>, pp. 1–2, 1.1 Sulla comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMunodawafa2008369%E2%80%93370_6-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMunodawafa2008" target="_blank" rel="noopener">Munodawafa 2008 </a>, pp. 369–370.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlackburn1996a[httpswwwreproutledgecomarticlesthematicmeaning-and-communicationv-1_Meaning_and_communication]_7-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlackburn1996a" target="_blank" rel="noopener">Blackburn 1996a </a>, <a href="https://www.rep.routledge.com/articles/thematic/meaning-and-communication/v-1" target="_blank" rel="noopener">Significato e comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93202_8-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 201–202.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECraig1999[httpsacademicoupcomctarticle92119-1614201776_119,_121%E2%80%93122,_133%E2%80%93134]_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCraig1999" target="_blank" rel="noopener">Craig 1999 </a>, pagine <a href="https://academic.oup.com/ct/article/9/2/119-161/4201776" target="_blank" rel="noopener">119, 121–122, 133–134 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970201%E2%80%93203_10-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 201–203.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93210_11-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 207–210.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKetcham2020[httpsbooksgooglecombooksidIXznDwAAQBAJpgPA100_100]_12-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKetcham2020" target="_blank" rel="noopener">Ketcham 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=IXznDwAAQBAJ&amp;pg=PA100" target="_blank" rel="noopener">100 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970207%E2%80%93209_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 207–209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMiller1966[httpsdoiorg101111j1460-24661966tb00020x_92%E2%80%9393]_14-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMiller1966" target="_blank" rel="noopener">Miller 1966 </a>, pagine <a href="https://doi.org/10.1111/j.1460-2466.1966.tb00020.x" target="_blank" rel="noopener">92–93 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlackburn1996[httpswwwreproutledgecomarticlesthematiccommunication-and-intentionv-1_Intention_and_communication]_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlackburn1996" target="_blank" rel="noopener">Blackburn 1996 </a>, <a href="https://www.rep.routledge.com/articles/thematic/communication-and-intention/v-1" target="_blank" rel="noopener">Intenzione e comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970208%E2%80%93209_16-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pp. 208–209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDance1970209_17-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDance1970" target="_blank" rel="noopener">Danza 1970 </a>, pag. 209.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEN%C3%B6th2013101_18-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFN%C3%B6th2013" target="_blank" rel="noopener">Nöth 2013 </a>, pag. 101.</li>
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</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101,_3_24-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pp. 1, 3.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20137_25-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 7.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20155_26-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2001[httpswwwencyclopediacommediaencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsmodels-communication_607%E2%80%93608]Models_Of_Communication_27-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2001" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2001 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/media/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/models-communication" target="_blank" rel="noopener">607–608 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3143%E2%80%933149]Models_of_communication_28-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcQuail2008" target="_blank" rel="noopener">McQuail 2008 </a>, pp. <a href="https://www.wiley.com/en-us/The+International+Encyclopedia+of+Communication%2C+12+Volume+Set-p-9781405131995" target="_blank" rel="noopener">3143–3149 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_23]1._Basic_Communication_Models_29-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNarula2006" target="_blank" rel="noopener">Narula 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=AuRyXwyAJ78C" target="_blank" rel="noopener">23 </a>, 1. Modelli comunicativi fondamentali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016a[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-2-the-communication-process_1.2_The_Communication_Process]_30-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> Personale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">UMN 2016a </a>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener">2 Il processo di comunicazione </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%938]Introduction_31-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. <a href="https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110240450/html" target="_blank" rel="noopener">7–8 </a>, Introduzione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_24,_30]2._Other_models_32-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011a" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011a </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">24, 30 </a>, 2. Altri modelli.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENarula2006[httpsbooksgooglecombooksidAuRyXwyAJ78C_15]1._Basic_Communication_Models_33-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNarula2006" target="_blank" rel="noopener">Narula 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=AuRyXwyAJ78C" target="_blank" rel="noopener">15 </a>, 1. Modelli di comunicazione di base.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_438]transmission_models_34-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">438 </a>, modelli di trasmissione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKastberg2019[httpsbooksgooglecombooksidesLDDwAAQBAJpgPA56_56]_35-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKastberg2019" target="_blank" rel="noopener">Kastberg 2019 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=esLDDwAAQBAJ&amp;pg=PA56" target="_blank" rel="noopener">56 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA24_24]_36-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-37" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">Personale </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016a" target="_blank" rel="noopener">UMN 2016a </a>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener">2 Il processo di comunicazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKastberg2019" target="_blank" rel="noopener">Kastberg 2019 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=esLDDwAAQBAJ&amp;pg=PA56" target="_blank" rel="noopener">56</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNicotera2009" target="_blank" rel="noopener">Nicotera 2009 </a>, pag. 176</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24</a></li>
</ul>
</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENicotera2009176_38-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNicotera2009" target="_blank" rel="noopener">Nicotera 2009 </a>, pag. 176.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201348_39-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pag. 48.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011a[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_30%E2%80%9331]2._Other_models_40-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011a" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011a </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">30–31 </a>, 2. Altri modelli.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2012154[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA154_Lasswell&#039;s_model_of_communication]_41-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2012" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2012 </a>, pag. 154, <a href="https://books.google.com/books?id=XKP-63dSKNsC&amp;pg=PA154" target="_blank" rel="noopener">il modello di comunicazione di Lasswell </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWenxiu2015245%E2%80%93249_42-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWenxiu2015" target="_blank" rel="noopener">Wenxiu 2015 </a>, pp. 245–249.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg200752%E2%80%9353_43-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pp.52–53.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerger1995[httpsbooksgooglecombooksidAfTl2r4K_wUCpgPA12_12%E2%80%9313]_45-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerger1995" target="_blank" rel="noopener">Berger 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=AfTl2r4K_wUC&amp;pg=PA12" target="_blank" rel="noopener">12–13 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESapienzaIyerVeenstra2015%C2%A7Misconception_1:_it&#039;s_a_static_model_with_fixed_categories_46-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSapienzaIyerVeenstra2015" target="_blank" rel="noopener">Sapienza, Iyer &amp; Veenstra 2015 </a>, §Errore 1: è un modello statico con categorie fisse.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFeicheng2022[httpsbooksgooglecombooksidE4pyEAAAQBAJpgPA24_24]_47-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFeicheng2022" target="_blank" rel="noopener">Feicheng 2022 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=E4pyEAAAQBAJ&amp;pg=PA24" target="_blank" rel="noopener">24 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBraddock195888%E2%80%9393_48-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBraddock1958" target="_blank" rel="noopener">Braddock 1958 </a>, pp.88–93.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_10%E2%80%9315]1._Communication_theory_53-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">10–15 </a>, 1. Teoria della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWeaver1998[httpsbooksgooglecombooksidfRrvAAAAMAAJ_4%E2%80%939,_18%E2%80%9319]Recent_Contributions_to_the_Mathematical_Theory_of_Communication_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWeaver1998" target="_blank" rel="noopener">Weaver 1998 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener">4–9, 18–19 </a>, Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEJanuszewski2001[httpsbooksgooglecombooksidmlZsIIoOaSYCpgPA29_29]_55-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFJanuszewski2001" target="_blank" rel="noopener">Januszewski 2001 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=mlZsIIoOaSYC&amp;pg=PA29" target="_blank" rel="noopener">29 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2012112%E2%80%93113[httpsbooksgooglecombooksidXKP-63dSKNsCpgPA112_Gerbner&#039;s_model_of_communication]_56-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2012" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2012 </a>, pp. 112–113, <a href="https://books.google.com/books?id=XKP-63dSKNsC&amp;pg=PA112" target="_blank" rel="noopener">il modello di comunicazione di Gerbner </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMelkoteSteeves2001[httpsbooksgooglecombooksidPKAi6t2e5AECpgPA108_108]_57-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMelkoteSteeves2001" target="_blank" rel="noopener">Melkote &amp; Steeves 2001 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=PKAi6t2e5AEC&amp;pg=PA108" target="_blank" rel="noopener">108 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStraubhaarLaRoseDavenport2015[httpsbooksgooglecombooksidjUR-BAAAQBAJpgPT47_18%E2%80%9319]_58-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStraubhaarLaRoseDavenport2015" target="_blank" rel="noopener">Straubhaar, LaRose &amp; Davenport 2015 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=jUR-BAAAQBAJ&amp;pg=PT47" target="_blank" rel="noopener">18–19 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA18_18]_59-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA18" target="_blank" rel="noopener">18 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBowmanTargowski198725%E2%80%9326_60-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">Bowman e </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">Targowski </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBowmanTargowski1987" target="_blank" rel="noopener">1987 </a>, pp.25–26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWisely1994[httpsbooksgooglecombooksidicMsdAGHQpECpgPA90_90%E2%80%9391]_61-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWisely1994" target="_blank" rel="noopener">Saggiamente 1994 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener">90–91 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_3%E2%80%935]How_communication_works_62-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchramm1954" target="_blank" rel="noopener">Schramm 1954 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=z2aaAQAACAAJ" target="_blank" rel="noopener">3–5 </a>, Come funziona la comunicazione.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg188_188]_63-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlythe2009" target="_blank" rel="noopener">Blythe 2009 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=rPgQRbBLdYgC&amp;pg=188" target="_blank" rel="noopener">188 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeng2020[httpsbooksgooglecombooksidb0HWDwAAQBAJpgPA120_120]_64-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeng2020" target="_blank" rel="noopener">Meng 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=b0HWDwAAQBAJ&amp;pg=PA120" target="_blank" rel="noopener">120 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchramm1954[httpsbooksgooglecombooksidz2aaAQAACAAJ_5%E2%80%937]How_communication_works_65-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchramm1954" target="_blank" rel="noopener">Schramm 1954 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=z2aaAQAACAAJ" target="_blank" rel="noopener">5–7 </a>, Come funziona la comunicazione.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201347_67-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pag. 47.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWatsonHill2015[httpsbooksgooglecombooksidIdGBCgAAQBAJpgPA20_20%E2%80%9322]_68-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWatsonHill2015" target="_blank" rel="noopener">Watson &amp; Hill 2015 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20–22 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELawsonGillFeekeryWitsel2019[httpsbooksgooglecombooksidfIOWDwAAQBAJpgPA77_76%E2%80%9377]_69-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLawsonGillFeekeryWitsel2019" target="_blank" rel="noopener">Lawson et al. 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=fIOWDwAAQBAJ&amp;pg=PA77" target="_blank" rel="noopener">76–77 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDwyer2012[httpsbooksgooglecombooksidxhHiBAAAQBAJpgPA12_12]_70-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDwyer2012" target="_blank" rel="noopener">Dwyer 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=xhHiBAAAQBAJ&amp;pg=PA12" target="_blank" rel="noopener">12 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201357%E2%80%9360_71-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pagine 57–60.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201158_72-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 58.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBurtonDimbleby2002[httpsbooksgooglecombooksid4XGKAgAAQBAJpgPA126_126]_73-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurtonDimbleby2002" target="_blank" rel="noopener">Burton e Dimbleby 2002 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4XGKAgAAQBAJ&amp;pg=PA126" target="_blank" rel="noopener">126 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESindingWaldstrom2014153_74-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">Sinding &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">Waldstrom </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSindingWaldstrom2014" target="_blank" rel="noopener">2014 </a>, pag. 153.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_44]channels_75-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">44 </a>, canali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_17%E2%80%9318]1._Communication_theory_76-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pp. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">17–18 </a>, 1. Teoria della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBeynon-Davies2010[httpsbooksgooglecombooksidZnaGDAAAQBAJpgPA52_52]_77-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBeynon-Davies2010" target="_blank" rel="noopener">Beynon-Davies 2010 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ZnaGDAAAQBAJ&amp;pg=PA52" target="_blank" rel="noopener">52 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBussmann2006[httpsbooksgooglecombooksidO0-9Iw0Qh6ECpgPA65_65%E2%80%9366]_78-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBussmann2006" target="_blank" rel="noopener">Bussmann 2006 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=O0-9Iw0Qh6EC&amp;pg=PA65" target="_blank" rel="noopener">65–66 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011448_79-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 448.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200058%E2%80%9359_80-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2000" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2000 </a>, pp. 58–59.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKyleKyleWollPullen1988[httpsbooksgooglecombooksidGcy4MhmLhdkCpgPA59_59]_81-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKyleKyleWollPullen1988" target="_blank" rel="noopener">Kyle et al. 1988 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Gcy4MhmLhdkC&amp;pg=PA59" target="_blank" rel="noopener">59 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEButterfield2016[httpsbooksgooglecombooksidVAJVDAAAQBAJpgPA2_2%E2%80%933]_82-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFButterfield2016" target="_blank" rel="noopener">Butterfield 2016 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=VAJVDAAAQBAJ&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELyons1981[httpsbooksgooglecombooksid8Wg57a3DdYYC_3,_6]_83-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLyons1981" target="_blank" rel="noopener">Lione 1981 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=8Wg57a3DdYYC" target="_blank" rel="noopener">3, 6 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHarley2014[httpsbooksgooglecombooksidbIsMKQEACAAJ_5%E2%80%936]_84-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHarley2014" target="_blank" rel="noopener">Harley 2014 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=bIsMKQEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201311,_13%E2%80%9314_85-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 11, 13–14.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKigginsCominsGentner2013_86-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKigginsCominsGentner2013" target="_blank" rel="noopener">Kiggins, Comins e Gentner 2013 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMeisel2011[httpsbooksgooglecombooksid3ryG0_W4qxcC_1]_87-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMeisel2011" target="_blank" rel="noopener">Meisel 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=3ryG0_W4qxcC" target="_blank" rel="noopener">1 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMontrul2004[httpsbooksgooglecombooksidnIRgMn83Rr8CpgPA20_20]_88-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMontrul2004" target="_blank" rel="noopener">Montrul 2004 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nIRgMn83Rr8C&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEThomason2006[httpswwwencyclopediacomhumanitiesencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsartificial-and-natural-languages_342%E2%80%93345]Artificial_And_Natural_Languages_89-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFThomason2006" target="_blank" rel="noopener">Thomason 2006 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/humanities/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/artificial-and-natural-languages" target="_blank" rel="noopener">342–345 </a>, Linguaggi artificiali e naturali.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChampoux2016[httpsbooksgooglecombooksid5Hq3DAAAQBAJpgPA327_327%E2%80%93328]_90-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChampoux2016" target="_blank" rel="noopener">Champoux 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=5Hq3DAAAQBAJ&amp;pg=PA327" target="_blank" rel="noopener">327–328 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196041%E2%80%9342_91-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2009306_92-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2009" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2009 </a>, pag. 306.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20136_93-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 6.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo19607%E2%80%938_94-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 7–8.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEISU_staff2016[httpkellindstateedupublic-comm-introchapter3-4-functions-of-verbal-communication_3.4:_Functions_of_Verbal_Communication]_95-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFISU_staff2016" target="_blank" rel="noopener">Personale ISU 2016 </a>, <a href="http://kell.indstate.edu/public-comm-intro/chapter/3-4-functions-of-verbal-communication/" target="_blank" rel="noopener">4: Funzioni della comunicazione verbale </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTENuytsPederson1999[httpsbooksgooglecombooksidk_ZqqaYrftACpgPA1_1]_96-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFNuytsPederson1999" target="_blank" rel="noopener">Nuyts &amp; Pederson 1999 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=k_ZqqaYrftAC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener">1 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492_97-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 492.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690_98-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 690.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013107_99-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 107.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011297_100-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 297.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493_101-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 493.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009691_102-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 691.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETaylor1962[httpswwwjstororgstable43093688_8%E2%80%9310]_103-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTaylor1962" target="_blank" rel="noopener">Taylor 1962 </a>, pagine <a href="https://www.jstor.org/stable/43093688" target="_blank" rel="noopener">8–10 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93694_104-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 692–694.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a493%E2%80%93495_105-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pp. 493–495.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693_106-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 693.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692_107-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 692.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a494_108-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pag. 494.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009694_109-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pag. 694.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPapaDanielsSpiker2008[httpsbooksgooglecombooksid00m0QPQ07H0CpgPA27_27]_110-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPapaDanielsSpiker2008" target="_blank" rel="noopener">Papa, Daniels e Spiker 2008 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener">27 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011310_111-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 310.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcCormackMcLeodHarrison2017[httpsbooksgooglecombooksidpdAoDwAAQBAJpgPA60_60]_112-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcCormackMcLeodHarrison2017" target="_blank" rel="noopener">McCormack, McLeod &amp; Harrison 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=pdAoDwAAQBAJ&amp;pg=PA60" target="_blank" rel="noopener">60 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBornstein2013[httpsbooksgooglecombooksidnyZpbi4IiSoCpgPA151_151]_113-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBornstein2013" target="_blank" rel="noopener">Bornstein 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nyZpbi4IiSoC&amp;pg=PA151" target="_blank" rel="noopener">151 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009692%E2%80%93693_114-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 692–693.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009693%E2%80%93694_115-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 693–694.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGivensWhite2021[httpsbooksgooglecombooksidUhgoEAAAQBAJ_28,_55]_116-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGivensWhite2021" target="_blank" rel="noopener">Givens &amp; White 2021 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=UhgoEAAAQBAJ" target="_blank" rel="noopener">28, 55 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChan2020[httpsbooksgooglecombooksidCmXIDwAAQBAJpgPA180_180]_117-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChan2020" target="_blank" rel="noopener">Chan 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=CmXIDwAAQBAJ&amp;pg=PA180" target="_blank" rel="noopener">180 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECloughDuff2020323_118-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCloughDuff2020" target="_blank" rel="noopener">Clough &amp; Duff 2020 </a>, pag. 323.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_244]Logocentrism_119-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">244 </a>, Logocentrismo.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMills2015[httpsbooksgooglecombooksidouHnCgAAQBAJpgPT132_132%E2%80%93133]_120-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMills2015" target="_blank" rel="noopener">Mills 2015 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=ouHnCgAAQBAJ&amp;pg=PT132" target="_blank" rel="noopener">132–133 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBurgoonManusovGuerrero2016[httpsbooksgooglecombooksidJqVYCwAAQBAJpgPA3_3%E2%80%934]_121-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">Burgoon, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">Manusov </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBurgoonManusovGuerrero2016" target="_blank" rel="noopener">&amp; Guerrero 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=JqVYCwAAQBAJ&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013a492%E2%80%93493_122-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013a" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013a </a>, pp. 492–493.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGiri2009690%E2%80%93961_123-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGiri2009" target="_blank" rel="noopener">Giri 2009 </a>, pp. 690–961.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011221_124-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 221.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEUMN_staff2016[httpsopenlibumneducommunicationchapter1-1-communication-history-and-forms_1.1_Communication:_History_and_Forms]_125-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFUMN_staff2016" target="_blank" rel="noopener">Staff </a><u>UMN 2016 </u>, <a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-1-communication-history-and-forms/" target="_blank" rel="noopener">1 La comunicazione: storia e forme </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201352%E2%80%9353_126-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pagine 52–53.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEzhilarasu2016[httpsbooksgooglecombooksidkfbsDwAAQBAJpgPA178_178]_127-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFEzhilarasu2016" target="_blank" rel="noopener">Ezhilarasu 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=kfbsDwAAQBAJ&amp;pg=PA178" target="_blank" rel="noopener">178 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547_128-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 547.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009547%E2%80%93548_129-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 547–548.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168_130-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 168.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETrenholmJensen201336,_361_131-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTrenholmJensen2013" target="_blank" rel="noopener">Trenholm &amp; Jensen 2013 </a>, pp. 36, 361.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009548%E2%80%93549_132-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 548–549.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009549_133-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 549.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGambleGamble2019[httpsbooksgooglecombooksidbUdeDwAAQBAJpgPA14_14%E2%80%9316]_134-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGambleGamble2019" target="_blank" rel="noopener">Scommessa e scommessa 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=bUdeDwAAQBAJ&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener">14–16 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009546_135-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pag. 546.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcDermott2009546%E2%80%93547_136-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcDermott2009" target="_blank" rel="noopener">McDermott 2009 </a>, pagine 546–547.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011225_137-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 225.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009566_138-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pag. 566.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHoneycutt2014[httpsbooksgooglecombooksid9pbnBQAAQBAJpgPT317_317]_139-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHoneycutt2014" target="_blank" rel="noopener">Honeycutt 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=9pbnBQAAQBAJ&amp;pg=PT317" target="_blank" rel="noopener">317 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA196_196]_140-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFVocate2012" target="_blank" rel="noopener">Votato 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA196" target="_blank" rel="noopener">196 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBarnlund201347%E2%80%9352_141-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBarnlund2013" target="_blank" rel="noopener">Barnlund 2013 </a>, pp. 47–52.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009568%E2%80%93569_143-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pp. 568–569.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELantolf2009567_144-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLantolf2009" target="_blank" rel="noopener">Lantolf 2009 </a>, pag. 567.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKreps2012[httpsbooksgooglecombooksidFrbGuo2mxCMCpgPA239_239]_145-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKreps2012" target="_blank" rel="noopener">Kreps 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=FrbGuo2mxCMC&amp;pg=PA239" target="_blank" rel="noopener">239 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEVocate2012[httpsbooksgooglecombooksidfZOk5Fpuj54CpgPA14_14]_146-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFVocate2012" target="_blank" rel="noopener">Votato 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fZOk5Fpuj54C&amp;pg=PA14" target="_blank" rel="noopener">14 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196063%E2%80%939_147-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pp. 63–9.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGillAdams1998[httpsbooksgooglecombooksidqhXZU39BVJYCpgPA35_35%E2%80%9336]_148-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGillAdams1998" target="_blank" rel="noopener">Gill e Adams 1998 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=qhXZU39BVJYC&amp;pg=PA35" target="_blank" rel="noopener">35–36 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFiske2011[httpswwwroutledgecomIntroduction-to-Communication-StudiesFiskepbook9780415596497_20]_149-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFiske2011" target="_blank" rel="noopener">Fiske 2011 </a>, pag. <a href="https://www.routledge.com/Introduction-to-Communication-Studies/Fiske/p/book/9780415596497" target="_blank" rel="noopener">20 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETurkingtonHarris2006[httpsbooksgooglecombooksidePOh9jzjZqQCpgPA140_140]_150-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTurkingtonHarris2006" target="_blank" rel="noopener">Turkington e Harris 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener">140 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEvon_Kriegstein2011[httpsbooksgooglecombooksidpRV1XsOyAc8CpgPA683_683]_151-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">von </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">Kriegstein </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvon_Kriegstein2011" target="_blank" rel="noopener">2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener">683 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerlo196067_152-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerlo1960" target="_blank" rel="noopener">Berlo 1960 </a>, pag. 67.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9321_153-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pp. 20–21.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcArthurMcArthurMcArthur2005[httpsbooksgooglecombooksidQMsWFsI0YkICpgPT232_232%E2%80%93233]_154-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcArthurMcArthurMcArthur2005" target="_blank" rel="noopener">McArthur, McArthur e McArthur 2005 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=QMsWFsI0YkIC&amp;pg=PT232" target="_blank" rel="noopener">232–233 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200825_155-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 25.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGenesee1984[httpsbooksgooglecombooksidU-05JSBtZF8CpgPA139_139]_156-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGenesee1984" target="_blank" rel="noopener">Genesee 1984 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=U-05JSBtZF8C&amp;pg=PA139" target="_blank" rel="noopener">139 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeterwagner2005[httpsbooksgooglecombooksid87BOMKSj1kcCpgPA9_9]_157-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPeterwagner2005" target="_blank" rel="noopener">Peterwagner 2005 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=87BOMKSj1kcC&amp;pg=PA9" target="_blank" rel="noopener">9 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcQuail2008[httpswwwwileycomen-usTheInternationalEncyclopediaofCommunication2C12VolumeSet-p-9781405131995_3029]Models_of_communication_158-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcQuail2008" target="_blank" rel="noopener">McQuail 2008 </a>, pag. <a href="https://www.wiley.com/en-us/The+International+Encyclopedia+of+Communication%2C+12+Volume+Set-p-9781405131995" target="_blank" rel="noopener">3029 </a>, Modelli di comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200817%E2%80%9318_159-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 17–18.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015241_160-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 241.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818,_25_161-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 18, 25.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201523_162-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pag. 23.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238_163-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 238.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200818_164-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 18.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200970_165-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2009" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2009 </a>, pag. 70.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi200059%E2%80%9360_166-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2000" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2000 </a>, pp. 59–60.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200826_167-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 26.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201520%E2%80%9322_168-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pp. 20–22.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBacklundMorreale201524_169-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBacklundMorreale2015" target="_blank" rel="noopener">Backlund &amp; Morreale 2015 </a>, pag. 24.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200819,_24_170-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pp. 19, 24.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200824_171-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 24.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015242_172-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pag. 242.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESpitzberg2015238%E2%80%93239_173-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSpitzberg2015" target="_blank" rel="noopener">Spitzberg 2015 </a>, pp. 238–239.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERickheitStrohnerVorwerg200815_174-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRickheitStrohnerVorwerg2008" target="_blank" rel="noopener">Rickheit , Strohner &amp; Vorwerg 2008 </a>, pag. 15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBuchananHuczynski2017218%E2%80%93219_175-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBuchananHuczynski2017" target="_blank" rel="noopener">Buchanan e Huczynski 2017 </a>, pp. 218–219.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEFielding2006[httpsbooksgooglecombooksid2Z_vIcp9gaECpgPA20_20%E2%80%9321]_176-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFFielding2006" target="_blank" rel="noopener">Fielding 2006 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=2Z_vIcp9gaEC&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener">20–21 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday2011[httpsbooksgooglecombooksidnLuJz-ZB828C_296]noise_177-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nLuJz-ZB828C" target="_blank" rel="noopener">296 </a>, rumore.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEvan_Trijp2018[httpsbooksgooglecombooksidoqhJDwAAQBAJpgPA289_289%E2%80%93290]_178-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">van </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">Trijp </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFvan_Trijp2018" target="_blank" rel="noopener">2018 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener">289–290 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEWinner2017[httpsbooksgooglecombooksidYBw0DwAAQBAJpgPT29_29]_179-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFWinner2017" target="_blank" rel="noopener">Vincitore 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener">29 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERao2009[httpsbooksgooglecombooksidfBHi4hEuDgYC_48]_180-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRao2009" target="_blank" rel="noopener">Rao 2009 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=fBHi4hEuDgYC" target="_blank" rel="noopener">48 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEEmmeche2003[httpswwwencyclopediacomeducationencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsbiosemiotics_63%E2%80%9364]_181-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFEmmeche2003" target="_blank" rel="noopener">Emmeche 2003 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/education/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/biosemiotics" target="_blank" rel="noopener">63–64 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESeckbachGordon2016[httpsbooksgooglecombooksidycOkDQAAQBAJpgPR15_xv%E2%80%93xvi]_182-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSeckbachGordon2016" target="_blank" rel="noopener">Seckbach &amp; Gordon 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=ycOkDQAAQBAJ&amp;pg=PR15" target="_blank" rel="noopener">xv–xvi </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201345_183-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 45.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010128_184-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlatrixMayer2010" target="_blank" rel="noopener">Blatrix &amp; Mayer 2010 </a>, pag. 128.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20103_185-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 3.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20106_186-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 6.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200225%E2%80%9326_187-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 25–26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEChandlerMunday201115_188-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFChandlerMunday2011" target="_blank" rel="noopener">Chandler e Munday 2011 </a>, pag. 15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20131_189-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 1.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201313_190-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 13.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHebbDonderi2013[httpsbooksgooglecombooksid-65mAgAAQBAJpgPT269_269]_191-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">Hebb &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">Donderi </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHebbDonderi2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=-65mAgAAQBAJ&amp;pg=PT269" target="_blank" rel="noopener">269 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201314_192-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 14.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTELuukLuuk2008[httpsbooksgooglecombooksid9S1pDQAAQBAJpgPA206_206]_193-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFLuukLuuk2008" target="_blank" rel="noopener">Luuk &amp; Luuk 2008 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=9S1pDQAAQBAJ&amp;pg=PA206" target="_blank" rel="noopener">206 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20135_194-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHouston2019[httpsbooksgooglecombooksid-hiBDwAAQBAJpgPA266_266,_279]_195-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHouston2019" target="_blank" rel="noopener">Houston 2019 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=-hiBDwAAQBAJ&amp;pg=PA266" target="_blank" rel="noopener">266, 279 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBakerHengeveld2012[httpsbooksgooglecombooksidR8uWDVdRQlYCpgPA25_25]_196-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBakerHengeveld2012" target="_blank" rel="noopener">Baker &amp; Hengeveld 2012 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=R8uWDVdRQlYC&amp;pg=PA25" target="_blank" rel="noopener">25 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226_197-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 26.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20132_198-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226%E2%80%9329_199-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 26–29.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200226%E2%80%9327_200-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 26–27.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200227_201-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 27.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201319%E2%80%9320_202-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 19–20.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander20133_203-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 3.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200227%E2%80%9328_204-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 27–28.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200228_205-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pag. 28.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20105_206-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben200228%E2%80%9329_207-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002 </a>, pp. 28–29.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander201314%E2%80%9315_208-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 14–15.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20154%E2%80%935_209-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pagine 4–5.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESebeok1991[httpsbooksgooglecombooksidMoc8XzWbT-QCpgPA111_111]_210-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSebeok1991" target="_blank" rel="noopener">Sebeok 1991 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Moc8XzWbT-QC&amp;pg=PA111" target="_blank" rel="noopener">111 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20151%E2%80%934_211-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 1–4.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20102,_7_212-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pp. 2, 7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20151%E2%80%932_213-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 1–2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20152_214-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 2.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20107_215-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban20152%E2%80%934_216-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 2–4.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESchenkSeabloom20101_217-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSchenkSeabloom2010" target="_blank" rel="noopener">Schenk &amp; Seabloom 2010 </a>, pag. 1.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201759_229-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 59.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201756_230-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 56.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013167%E2%80%93168_231-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 167–168.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlatrixMayer2010129_232-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlatrixMayer2010" target="_blank" rel="noopener">Blatrix &amp; Mayer 2010 </a>, pag. 129.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBerea201761_233-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBerea2017" target="_blank" rel="noopener">Berea 2017 </a>, pag. 61.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015109_234-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 109.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015110_235-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 110.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015110%E2%80%93112,_128_236-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pp. 110–112, 128.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKarban2015111_237-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKarban2015" target="_blank" rel="noopener">Karban 2015 </a>, pag. 111.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEH%C3%A5kanssonWestander2013157%E2%80%93158_244-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pp. 157–158.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHuraSinghal20014%E2%80%935,_14_255-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHuraSinghal2001" target="_blank" rel="noopener">Hura &amp; Singhal 2001 </a>, pp. 4–5, 14.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201446%E2%80%9348_256-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallings 2014 </a>, pp. 46–48.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings2014295_260-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallaggi 2014 </a>, pag. 295.</li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEStallings201441%E2%80%9342_268-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFStallings2014" target="_blank" rel="noopener">Stallings 2014 </a>, pp. 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESahaMannaMandal2013[httpsbooksgooglecombooksidiUI8BAAAQBAJpgPA231_231]_269-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSahaMannaMandal2013" target="_blank" rel="noopener">Saha, Manna e Mandal 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=iUI8BAAAQBAJ&amp;pg=PA231" target="_blank" rel="noopener">231 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBruenForcinitoMcQuillan2021[httpsbooksgooglecombooksidBPcyEAAAQBAJpgPA49_49]_270-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">Bruen, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">Forcinito </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBruenForcinitoMcQuillan2021" target="_blank" rel="noopener">&amp; McQuillan 2021 </a>, p. <a href="https://books.google.com/books?id=BPcyEAAAQBAJ&amp;pg=PA49" target="_blank" rel="noopener">49 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEGuzman2018[httpsbooksgooglecombooksidML1OtAEACAAJ_1,_5]_271-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGuzman2018" target="_blank" rel="noopener">Guzman 2018 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=ML1OtAEACAAJ" target="_blank" rel="noopener">1, 5 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERiekert1990[httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_42][httpsbooksgooglecombooksidkOU5wrsqvcgCpgPA42_What_Does_Knowledge_Look_Like?]_272-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRiekert1990" target="_blank" rel="noopener">Riekert 1990 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=kOU5wrsqvcgC&amp;pg=PA42" target="_blank" rel="noopener">42 </a>, <a href="https://books.google.com/books?id=kOU5wrsqvcgC&amp;pg=PA42" target="_blank" rel="noopener">Che aspetto ha la conoscenza? </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002414_273-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pag. 414.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERaoWangZhou1996[httpsbooksgooglecombooksidEc3sfGyC_q8CpgPA57_57]_274-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRaoWangZhou1996" target="_blank" rel="noopener">Rao, Wang e Zhou 1996 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Ec3sfGyC_q8C&amp;pg=PA57" target="_blank" rel="noopener">57 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002411_275-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pag. 411.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETwidale2002411%E2%80%93413_276-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTwidale2002" target="_blank" rel="noopener">Twidale 2002 </a>, pagine 411–413.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-277" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 181</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Håkansson &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">Westander </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFH%C3%A5kanssonWestander2013" target="_blank" rel="noopener">2013 </a>, pag. 6</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pag. 156</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFGillAdams1998" target="_blank" rel="noopener">Gill e Adams 1998 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=qhXZU39BVJYC&amp;pg=PR7" target="_blank" rel="noopener">vii</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013181_278-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 181.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz2013[httpswwwdegruytercomdocumentdoi1015159783110240450html_7%E2%80%9310]Introduction_279-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. <a href="https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/9783110240450/html" target="_blank" rel="noopener">7–10 </a>, Introduzione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT22_10]_280-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Berger, Roloff &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Ewoldsen </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">2010 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=gH7F_0kTQTEC&amp;pg=PT22" target="_blank" rel="noopener">10 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECobleySchulz201331,_41%E2%80%9342_281-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCobleySchulz2013" target="_blank" rel="noopener">Cobley &amp; Schulz 2013 </a>, pp. 31, 41–42.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg200718_282-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 18.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013184_283-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 184.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013184%E2%80%93185_284-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 184–185.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155_285-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pag. 155.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERuben2002a155%E2%80%93156_286-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRuben2002a" target="_blank" rel="noopener">Ruben 2002a </a>, pp. 155–156.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBergerRoloffEwoldsen2010[httpsbooksgooglecombooksidgH7F_0kTQTECpgPT15_3%E2%80%934]_287-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Berger, Roloff &amp; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">Ewoldsen </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBergerRoloffEwoldsen2010" target="_blank" rel="noopener">2010 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=gH7F_0kTQTEC&amp;pg=PT15" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg20073_288-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 3.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBernabo2017[httpsbooksgooglecombooksid4GFCDgAAQBAJpgPA201_201%E2%80%93202]Communication_History_289-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBernabo2017" target="_blank" rel="noopener">Bernabò 2017 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=4GFCDgAAQBAJ&amp;pg=PA201" target="_blank" rel="noopener">201–202 </a>, Storia della comunicazione.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007286_290-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 286.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEJenkinsChen2016[httpsbooksgooglecombooksidHQJbDwAAQBAJpgPT506_506]_291-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFJenkinsChen2016" target="_blank" rel="noopener">Jenkins e Chen 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=HQJbDwAAQBAJ&amp;pg=PT506" target="_blank" rel="noopener">506 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPutnamWooBanghart2017_292-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPutnamWooBanghart2017" target="_blank" rel="noopener">Putnam, Woo e Banghart 2017 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERenZhai2013[httpsbooksgooglecombooksidnC6_BAAAQBAJpgPA77_77]_293-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRenZhai2013" target="_blank" rel="noopener">Ren e Zhai 2013 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=nC6_BAAAQBAJ&amp;pg=PA77" target="_blank" rel="noopener">77 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHartleyBruckmann2008[httpsbooksgooglecombooksidn-OGAgAAQBAJpgPA1_1%E2%80%932]_294-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHartleyBruckmann2008" target="_blank" rel="noopener">Hartley &amp; Bruckmann 2008 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=n-OGAgAAQBAJ&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener">1–2 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMullany2020[httpsbooksgooglecombooksidrC3rDwAAQBAJpgPA2_2]_295-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMullany2020" target="_blank" rel="noopener">Mullany 2020 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=rC3rDwAAQBAJ&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDixon2017[httpsbooksgooglecombooksid4XHQDQAAQBAJpgPA204_204]_296-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDixon2017" target="_blank" rel="noopener">Dixon 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4XHQDQAAQBAJ&amp;pg=PA204" target="_blank" rel="noopener">204 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESierra2006[httpsbooksgooglecombooksid0xL_cHiMfLoCpgPA392_392]_297-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSierra2006" target="_blank" rel="noopener">Sierra 2006 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=0xL_cHiMfLoC&amp;pg=PA392" target="_blank" rel="noopener">392 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBr%C3%B8nn2016[httpsbooksgooglecombooksidZs6UCwAAQBAJpgPT360_360]_298-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBr%C3%B8nn2016" target="_blank" rel="noopener">Bronn 2016 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=Zs6UCwAAQBAJ&amp;pg=PT360" target="_blank" rel="noopener">360 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMcClelland2008[httpswwwencyclopediacomsocial-sciencesapplied-and-social-sciences-magazinescommunication-political_Communication,_Political]_299-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMcClelland2008" target="_blank" rel="noopener">McClelland 2008 </a>, <a href="https://www.encyclopedia.com/social-sciences/applied-and-social-sciences-magazines/communication-political" target="_blank" rel="noopener">Comunicazione, Politica </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006[httpswwwencyclopediacomentrepreneursencyclopedias-almanacs-transcripts-and-mapsintercultural-communication_609%E2%80%93610]Intercultural_communication_300-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">Hillstrom, Northern Lights &amp; Magee, </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">ECDI </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHillstrom,_Northern_LightsMagee,_ECDI2006" target="_blank" rel="noopener">2006 </a>, pp. <a href="https://www.encyclopedia.com/entrepreneurs/encyclopedias-almanacs-transcripts-and-maps/intercultural-communication" target="_blank" rel="noopener">609–610 </a>, Comunicazione interculturale.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEBlythe2009[httpsbooksgooglecombooksidrPgQRbBLdYgCpg177_177%E2%80%93180]_301-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlythe2009" target="_blank" rel="noopener">Blythe 2009 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=rPgQRbBLdYgC&amp;pg=177" target="_blank" rel="noopener">177–180 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEMelkote2003[httpsbooksgooglecombooksidSNmJy7iBYOYCpgPA129_129]_302-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFMelkote2003" target="_blank" rel="noopener">Melkote 2003 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=SNmJy7iBYOYC&amp;pg=PA129" target="_blank" rel="noopener">129 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007301_303-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 301.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg2007307_304-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg2007" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 2007 </a>, pag. 307.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEKreps2002395_305-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFKreps2002" target="_blank" rel="noopener">Kreps 2002 </a>, pag. 395.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESimonsonPeckCraigJackson20131_306-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013 </a>, pag. 1.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESonderling1995[httpsbooksgooglecombooksid54oceJfEV0kCpgPA89_89]_307-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSonderling1995" target="_blank" rel="noopener">Sonderling 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=54oceJfEV0kC&amp;pg=PA89" target="_blank" rel="noopener">89 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPeters2012[httpsjournalssagepubcomdoifull1011771461444811429927c_356%E2%80%93359]_308-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPeters2012" target="_blank" rel="noopener">Peters 2012 </a>, pagine <a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener">356–359 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_2%E2%80%933]_309-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEInnis19506%E2%80%937_310-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFInnis1950" target="_blank" rel="noopener">Innis 1950 </a>, pp. 6–7.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERowitz2014[httpsbooksgooglecombooksidRekQlJPS85ECpgPA459_459]_311-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRowitz2014" target="_blank" rel="noopener">Rowitz 2014 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=RekQlJPS85EC&amp;pg=PA459" target="_blank" rel="noopener">459 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECalabreseSparks2003[httpsbooksgooglecombooksidUT_FAAAAQBAJpgPA85_85]_312-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCalabreseSparks2003" target="_blank" rel="noopener">Calabrese &amp; Sparks 2003 </a>, p. <a href="https://books.google.com/books?id=UT_FAAAAQBAJ&amp;pg=PA85" target="_blank" rel="noopener">85 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTETompkins2023[httpsbooksgooglecombooksidFmuyEAAAQBAJpgPT141_141]_313-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFTompkins2023" target="_blank" rel="noopener">Tompkins 2023 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener">141 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-314" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">2–5</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013 </a>, pag. 1</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSimonsonPeckCraigJackson2013a" target="_blank" rel="noopener">Simonson et al. 2013a </a>, pag. 14</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. V</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBlondheim2016" target="_blank" rel="noopener">Blondheim 2016 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=eY_2DQAAQBAJ&amp;pg=PA927" target="_blank" rel="noopener">927–928</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201112%E2%80%9313_315-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 12-13.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA3_3]_316-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA3" target="_blank" rel="noopener">3 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTECapstick2020[httpsbooksgooglecombooksidjW76DwAAQBAJpgPA5_5%E2%80%936]_317-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFCapstick2020" target="_blank" rel="noopener">Capstick 2020 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=jW76DwAAQBAJ&amp;pg=PA5" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201167_318-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. 67.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_3%E2%80%934]_319-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">3–4 </a>.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013168%E2%80%93169_320-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 168–169.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTERobinson2009[httpsbooksgooglecombooksidKRsUDAAAQBAJpgPA4_4%E2%80%935]_321-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFRobinson2009" target="_blank" rel="noopener">Robinson 2009 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=KRsUDAAAQBAJ&amp;pg=PA4" target="_blank" rel="noopener">4–5 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEAitchison2007[httpsbooksgooglecombooksidZgmmB6vNjYYCpgPA33_33]_322-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFAitchison2007" target="_blank" rel="noopener">Aitchison 2007 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=ZgmmB6vNjYYC&amp;pg=PA33" target="_blank" rel="noopener">33 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-323" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 168–169</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">3–4</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pag. 68</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFBernabo2017" target="_blank" rel="noopener">Bernabò 2017 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=4GFCDgAAQBAJ&amp;pg=PA199" target="_blank" rel="noopener">199</a></li>
</ul>
</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe201169%E2%80%9370_324-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 69–70.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4]_325-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">4 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEYule2010212%E2%80%93214_326-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFYule2010" target="_blank" rel="noopener">Yule 2010 </a>, pagine 212–214.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEHaarmann2020[httpsbooksgooglecombooksidFkL_DwAAQBAJpgPA157_157%E2%80%93158]_327-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFHaarmann2020" target="_blank" rel="noopener">Haarmann 2020 </a>, pagine <a href="https://books.google.com/books?id=FkL_DwAAQBAJ&amp;pg=PA157" target="_blank" rel="noopener">157–158 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013169_328-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 169.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013169%E2%80%93170_329-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 169–170.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_4%E2%80%935]_330-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">4–5 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe2011104%E2%80%93105,_112_331-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 104–105, 112.</li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener">Vai </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener">a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%937]_332-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">5–7 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013171%E2%80%93172_333-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 171–172.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013171_334-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pag. 171.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013172%E2%80%93173_335-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 172–173.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_5%E2%80%936]_336-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pp. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">5–6 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTESteinberg1995[httpsbooksgooglecombooksidVPs3kidEqXYCpgPA2_7]_337-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFSteinberg1995" target="_blank" rel="noopener">Steinberg 1995 </a>, pag. <a href="https://books.google.com/books?id=VPs3kidEqXYC&amp;pg=PA2" target="_blank" rel="noopener">7 </a>.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEDanesi2013178%E2%80%93181_338-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFDanesi2013" target="_blank" rel="noopener">Danesi 2013 </a>, pp. 178–181.</li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#cite_ref-FOOTNOTEPoe2011223%E2%80%93224_339-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Communication#CITEREFPoe2011" target="_blank" rel="noopener">Poe 2011 </a>, pp. 223–224.</li>
</ol>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Approfondimenti &#8211; <strong>Fonti</strong></h2>
<ul>
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<li><em>Papà, Michael J.; Daniels, Tom D.; Spiker, Barry K. (2008). </em><a href="https://books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione organizzativa: prospettive e tendenze </em></a><em>. SAGGIO. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4129-1684-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4129-1684-4 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20231028081603/https:/books.google.com/books?id=00m0QPQ07H0C&amp;pg=PA27" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 28 ottobre 2023. Estratto il 28 ottobre 2023.</em></li>
<li><em>Peters, Benjamin (marzo 2012). </em><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Marshall T. Poe, una storia della comunicazione: media e società </em></a><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>dall&#8217;evoluzione </em></a><a href="https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>della parola a Internet&#8221; </em></a><em>. Nuovi media e società. <strong>14 </strong>(2): 356–359. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/1461444811429927c </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/1461-4448" target="_blank" rel="noopener"><em>1461-4448 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:45550086" target="_blank" rel="noopener"><em>45550086 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230102094339/https:/journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/1461444811429927c" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 2 gennaio 2023. Estratto il 2 gennaio 2023.</em></li>
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<li><em>Tompkins, Paula S. (2 maggio 2023). &#8220;8. Etica della comunicazione e comunicazione digitale&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener"><em>Praticare l&#8217;etica della comunicazione: sviluppo, discernimento e processo decisionale </em></a><em>. Taylor e Francesco. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-000-87190-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-000-87190-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20231028151237/https:/books.google.com/books?id=FmuyEAAAQBAJ&amp;pg=PT141" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 28 ottobre 2023. Estratto il 28 ottobre 2023.</em></li>
<li><em>Trenholm, Sarah; Jensen, Arthur (2013). Comunicazione interpersonale (7 ed.). La stampa dell&#8217;università di Oxford. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-19-982750-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-19-982750-3 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Turkington, Carol; Harris, Giuseppe (2006). </em><a href="https://books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener"><em>L&#8217;Enciclopedia delle difficoltà di apprendimento </em></a><em>. Pubblicazione dell&#8217;infobase. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-8160-6991-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-8160-6991-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221227163444/https:/books.google.com/books?id=ePOh9jzjZqQC&amp;pg=PA140" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 27 dicembre 2022. Estratto il 27 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>Twidale , Michael (2002). &#8220;Interazione umano-computer&#8221;. In Schement , Jorge Reina (a cura di). </em><a href="https://books.google.com/books?id=cQgjAQAAIAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Enciclopedia della comunicazione e dell&#8217;informazione </em></a><em>. Riferimento Macmillan USA. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-02-865385-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-02-865385-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221220175245/https:/books.google.com/books?id=cQgjAQAAIAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 20 dicembre 2022. Estratto il 20 dicembre 2022.</em></li>
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<li><em>dell&#8217;UMN (29 settembre 2016a). &#8220;1.2 Il processo di comunicazione&#8221;. </em><a href="https://open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione nel mondo reale </em></a><em>. Pubblicazione delle biblioteche dell&#8217;Università del Minnesota. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-946135-07-0" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-946135-07-0 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221018151128/https:/open.lib.umn.edu/communication/chapter/1-2-the-communication-process/" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 18 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Congresso degli Stati Uniti, Office of Technology Assessment (1990). </em><a href="https://books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Connessioni critiche: comunicazione per il futuro </em></a><em>. Ufficio stampa del governo degli Stati Uniti. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4289-2182-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4289-2182-5 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230103124256/https:/books.google.com/books?id=BVVdQdURPXsC&amp;pg=PA31" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 3 gennaio 2023. Estratto il 3 gennaio 2023.</em></li>
<li><em>van Trijp , Remi (25 gennaio 2018). </em><a href="https://books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Trasparenza ed efficienza di elaborazione: un caso di studio sulla declinazione tedesca&#8221; </em></a><em>. A Poibeau , Thierry; Villavicencio, Aline (a cura di). Modelli linguistici, cognitivi e computazionali. Stampa dell&#8217;Università di Cambridge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-108-50678-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-108-50678-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230826134303/https:/books.google.com/books?id=oqhJDwAAQBAJ&amp;pg=PA289" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 agosto 2023. Estratto il 26 agosto 2023.</em></li>
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<li><em>von Kriegstein , Katharina (25 agosto 2011). </em><a href="https://books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Una prospettiva multisensoriale sulla comunicazione uditiva umana&#8221; </em></a><em>. In Murray, Michea M.; Wallace, Mark T. (a cura di). Le basi neurali dei processi multisensoriali. Stampa CRC. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-4398-1217-4" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-4398-1217-4 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230830081729/https:/books.google.com/books?id=pRV1XsOyAc8C&amp;pg=PA683" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 30 agosto 2023. Estratto il 30 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Acque, Christopher M.; Bassler, Bonnie L. (1 novembre 2005). &#8220;Sensazione del quorum: comunicazione cellula-cellula nei batteri&#8221;. Revisione annuale della biologia cellulare e dello sviluppo. <strong>21 </strong>(1): 319–346. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1146%2Fannurev.cellbio.21.012704.131001" target="_blank" rel="noopener"><em>1146/annurev.cellbio.21.012704.131001 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16212498" target="_blank" rel="noopener"><em>16212498 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, James; Hill, Anne (16 febbraio 2012). Dizionario dei media e degli studi sulla comunicazione (8a ed.). Accademico di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-84966-563-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-84966-563-6 </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Watson, James; Hill, Anne (22 ottobre 2015). </em><a href="https://books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Dizionario dei media e degli studi sulla comunicazione </em></a><em>(9a ed.). Accademico di Bloomsbury. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-62892-149-6" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-62892-149-6 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221117173659/https:/books.google.com/books?id=IdGBCgAAQBAJ&amp;pg=PA20" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 17 novembre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Weaver, Warren (1 settembre 1998). &#8220;Contributi recenti alla teoria matematica della comunicazione&#8221;. </em><a href="https://books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>La teoria matematica della comunicazione </em></a><em>. Stampa dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-252-72546-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-252-72546-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221014214139/https:/books.google.com/books?id=fRrvAAAAMAAJ" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 14 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Wenxiu, Peng (1 settembre 2015). </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Analisi della comunicazione dei nuovi media basata sul modello &#8216;5W&#8217; di Lasswell&#8221; </em></a><em>. Giornale di ricerca educativa e sociale. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5901/ </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>jesr.2015.v </em></a><a href="https://doi.org/10.5901%2Fjesr.2015.v5n3p245" target="_blank" rel="noopener"><em>5n3p245 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><a href="https://www.worldcat.org/issn/2239-978X" target="_blank" rel="noopener"><em>2239-978X </em></a><em>.</em></li>
<li><em>Vincitrice, Ellen (5 settembre 2017). </em><a href="https://books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Comprensione e discriminazione delle espressioni non letterali: prove di una dissociazione&#8221; </em></a><em>. In Vincitore, Ellen (a cura di). Prospettive di sviluppo sulla metafora: un numero speciale di metafora e attività simbolica. Stampa di psicologia. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1-317-77779-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1-317-77779-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20230826134942/https:/books.google.com/books?id=YBw0DwAAQBAJ&amp;pg=PT29" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 agosto 2023. Estratto il 26 agosto 2023.</em></li>
<li><em>Saggiamente, Forrest G. (1994). </em><a href="https://books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Modelli di comunicazione&#8221; </em></a><em>. In Moore, David Mike (a cura di). Alfabetizzazione visiva: uno spettro di apprendimento visivo. Tecnologia educativa. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-87778-264-3" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-87778-264-3 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221026112848/https:/books.google.com/books?id=icMsdAGHQpEC&amp;pg=PA90" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 26 ottobre 2022. Estratto il 28 novembre 2022.</em></li>
<li><em>Wittmann, Ralph; Zitterbart, Martina (16 giugno 2000). </em><a href="https://books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Comunicazione multicast: protocolli, programmazione e applicazioni </em></a><em>. Elsevier. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-08-049734-1" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-08-049734-1 </em></a><em>. </em><a href="https://web.archive.org/web/20221231091801/https:/books.google.com/books?id=bRyEfBCxIRsC&amp;pg=PA1" target="_blank" rel="noopener"><em>Archiviata </em></a><em>dall&#8217;originale il 31 dicembre 2022. Estratto il 31 dicembre 2022.</em></li>
<li><em>Yule, George (2010). Lo studio della lingua (4a ed.). Stampa dell&#8217;Università di Cambridge. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0-521-76527-5" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0-521-76527-5</em></a></li>
</ul>
<h2>Coaching per la comunicazione efficace &#8211; Semantica articolo</h2>
<ul>
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</ul>
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		<title>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; Coaching per l&#8217;autostima</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 09:16:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Migliore coach italiano sulla comunicazione assertiva]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore coach per l’autostima in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Migliore coach per l’autostima italiano]]></category>
		<category><![CDATA[ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero positivo]]></category>
		<category><![CDATA[Realizzazione personale]]></category>
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		<category><![CDATA[Valorizzazione personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; Coaching per l&#8217;autostima Migliorare l&#8217;autostima è un processo che richiede tempo, impegno e consapevolezza. Una adeguata formazione e coaching per l&#8217;autostima possono essere di grande aiuto. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a potenziare la tua autostima: Pratica l&#8217;auto-compassione: Tratta te stesso con gentilezza e comprensione. Riconosci che tutti commettono errori &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/come-migliorare-lautostima-coaching-per-lautostima/">Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; Coaching per l&#8217;autostima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; Coaching per l&#8217;autostima</h2>
<p>Migliorare l&#8217;autostima è un processo che richiede tempo, impegno e consapevolezza. Una adeguata formazione e coaching per l&#8217;autostima possono essere di grande aiuto. Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a potenziare la tua autostima:</p>
<ol>
<li><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28191" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO.webp" alt="come migliorare l'autostima" width="621" height="414" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO.webp 621w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO-300x200.webp 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO-175x117.webp 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO-450x300.webp 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO-270x180.webp 270w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2023/11/Migliore-esperto-italiano-in-Coaching-per-CEO-600x400.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px" />Pratica l&#8217;auto-compassione:</strong>
<ul>
<li>Tratta te stesso con gentilezza e comprensione. Riconosci che tutti commettono errori e che essi non definiscono il tuo valore come persona.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Identifica e affronta le convinzioni negative:</strong>
<ul>
<li>Identifica i pensieri negativi che hai su te stesso e cerca di cambiarli in affermazioni più positive e realistiche. Sfida attivamente le convinzioni dannose.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Impara dalle tue esperienze:</strong>
<ul>
<li>Guarda ai tuoi fallimenti come opportunità di apprendimento anziché come riflessi della tua incompetenza. Estrai le lezioni da ogni esperienza, anche da quelle negative.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Accetta i complimenti:</strong>
<ul>
<li>Impara ad accettare i complimenti senza minimizzarli o sminuirli. Ringrazia le persone quando ti fanno un complimento e impara a vedere il valore che gli altri riconoscono in te.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Stabilisci obiettivi realistici:</strong>
<ul>
<li>Imposta obiettivi raggiungibili. Il raggiungimento di piccoli obiettivi ti aiuterà a costruire fiducia in te stesso, mentre obiettivi troppo ambiziosi e irrealistici possono avere l&#8217;effetto opposto.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Coltiva interessi e passioni:</strong>
<ul>
<li>Dedica del tempo alle attività che ti appassionano e che ti fanno sentire realizzato. Ciò contribuirà a costruire una sensazione di competenza e soddisfazione personale.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Mantieni uno stile di vita sano:</strong>
<ul>
<li>L&#8217;esercizio fisico, una dieta equilibrata e un sonno sufficiente possono influire positivamente sulla tua salute mentale e sul tuo benessere emotivo, contribuendo a migliorare l&#8217;autostima.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Circondati di persone positive:</strong>
<ul>
<li>Cerca il sostegno di amici e familiari che ti incoraggiano e ti sostengono. Riduci l&#8217;esposizione a persone o situazioni che alimentano pensieri negativi su di te.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Pratica la gratitudine:</strong>
<ul>
<li>Ogni giorno, rifletti su cosa sei grato nella tua vita. Concentrarti sugli aspetti positivi può aiutarti a mantenere una prospettiva più equilibrata.</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Ricorda i tuoi successi:</strong>
<ul>
<li>Fai una lista dei tuoi successi e delle tue realizzazioni, grandi e piccoli. Quando ti senti giù, ripensa a questa lista per ricordare quanto sei capace.</li>
</ul>
</li>
</ol>
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<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima</h2>
<p><strong>L&#8217;autostima </strong>è la fiducia nel proprio valore, nelle proprie capacità o nella propria morale. L&#8217;autostima comprende le convinzioni su se stessi (ad esempio, &#8220;sono amato&#8221;, &#8220;sono degno&#8221;) così come gli stati emotivi, come il trionfo, la disperazione, l&#8217;orgoglio e la vergogna. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:0-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a>Smith e Mackie lo definiscono dicendo: &#8220;Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-concept" target="_blank" rel="noopener">concetto di sé </a>è ciò che pensiamo di sé; l&#8217;autostima, è la valutazione positiva o negativa di sé, come in come ci sentiamo al riguardo (vedi <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self" target="_blank" rel="noopener">sé </a>).&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-SmithMackie-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2]</sup></a></p>
<p>È stato dimostrato che il costrutto dell&#8217;autostima è desiderabile in psicologia, poiché è associato a una varietà di risultati positivi, come il rendimento scolastico, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:1-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-ecuador-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>la soddisfazione relazionale, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>la felicità, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>e tassi più bassi di comportamento criminale. Si ritiene che i benefici di un&#8217;elevata autostima includano un miglioramento della salute mentale e fisica e un minor comportamento antisociale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-7" target="_blank" rel="noopener"><sup>[7] </sup></a>, mentre gli svantaggi di una bassa autostima sono l&#8217;ansia, la solitudine e una maggiore vulnerabilità all&#8217;abuso di sostanze. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-8" target="_blank" rel="noopener"><sup>[8]</sup></a></p>
<p>L’autostima può applicarsi a un attributo specifico o a livello globale. Gli psicologi di solito considerano l&#8217;autostima come una caratteristica duratura della personalità ( <em>autostima del tratto </em>), sebbene esistano anche variazioni normali a breve termine ( <em>autostima dello stato </em>). Sinonimi o quasi sinonimi di autostima includono: autostima, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:2-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a>stima di sé, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:3-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a>rispetto di sé, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:4-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-12" target="_blank" rel="noopener"><sup>[12] </sup></a>e integrità di sé.</p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Storia</h2>
<p>Il concetto di autostima ha le sue origini nel XVIII secolo, espresso per la prima volta negli scritti del pensatore <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Scottish_Enlightenment" target="_blank" rel="noopener">illuminista scozzese </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/David_Hume" target="_blank" rel="noopener">David Hume </a>. Hume postula che sia importante valorizzare e pensare bene di sé stessi perché svolge una funzione motivazionale che consente alle persone di esplorare il proprio pieno potenziale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:5-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-14" target="_blank" rel="noopener"><sup>[14]</sup></a></p>
<p>L&#8217;identificazione dell&#8217;autostima come un costrutto psicologico distinto ha le sue origini nel lavoro del filosofo e psicologo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/William_James" target="_blank" rel="noopener">William James </a>. James ha identificato molteplici dimensioni del sé, con due livelli di gerarchia: processi di conoscenza (chiamati &#8220;io-sé&#8221;) e la conseguente conoscenza del sé (il &#8220;me-sé&#8221;). Secondo James, l&#8217;osservazione del sé e la memorizzazione di tali osservazioni da parte dell&#8217;Io-sé creano tre tipi di conoscenza, che collettivamente rappresentano l&#8217;Io-sé. Questi sono il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Material_selection" target="_blank" rel="noopener">sé materiale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_self" target="_blank" rel="noopener">il sé sociale </a>e il sé spirituale. Il sé sociale si avvicina di più all&#8217;autostima, comprendendo tutte le caratteristiche riconosciute dagli altri. Il sé materiale è costituito da rappresentazioni del corpo e dei beni e il sé spirituale da rappresentazioni descrittive e disposizioni valutative riguardo al sé. Questa visione dell&#8217;autostima come insieme degli atteggiamenti di un individuo verso se stesso rimane ancora oggi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-James1892-15" target="_blank" rel="noopener"><sup>[15]</sup></a></p>
<p>A metà degli anni ’60, lo psicologo sociale Morris Rosenberg definì l’autostima come un sentimento di autostima e sviluppò la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rosenberg_self-esteem_scale" target="_blank" rel="noopener">scala di autostima di Rosenberg </a>(RSES), che divenne la scala più utilizzata per misurare l’autostima nelle scienze sociali. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterSmartBoden1996-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16]</sup></a></p>
<p>All&#8217;inizio del XX secolo, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Behaviorism" target="_blank" rel="noopener">movimento comportamentista </a>evitò lo studio introspettivo dei processi mentali, delle emozioni e dei sentimenti, sostituendo l&#8217;introspezione con lo studio oggettivo attraverso esperimenti sui comportamenti osservati in relazione con l&#8217;ambiente. Il comportamentismo considerava l’essere umano come un animale soggetto a rinforzi e proponeva di fare della psicologia una scienza sperimentale, simile alla chimica o alla biologia. Di conseguenza, gli studi clinici sull’autostima furono trascurati, poiché i comportamentisti consideravano l’idea meno suscettibile di una misurazione rigorosa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>A metà del XX secolo, l’ascesa della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Phenomenology_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">fenomenologia </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Humanistic_psychology" target="_blank" rel="noopener">della psicologia umanistica </a>portò a un rinnovato interesse per l’autostima come trattamento per disturbi psicologici come depressione, ansia e disturbi della personalità. Gli psicologi hanno iniziato a considerare utile in questo campo la relazione tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychotherapy" target="_blank" rel="noopener">la psicoterapia </a>e la soddisfazione personale delle persone con elevata autostima. Ciò ha portato all’introduzione di nuovi elementi nel concetto di autostima, comprese le ragioni per cui le persone tendono a sentirsi meno degne e perché si scoraggiano o sono incapaci di affrontare le sfide da sole. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<p>Nel 1992, il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Political_scientist" target="_blank" rel="noopener">politologo</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Francis_Fukuyama" target="_blank" rel="noopener">Francis Fukuyama </a>associava l&#8217;autostima a ciò che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato" target="_blank" rel="noopener">Platone </a>chiamava <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thumos" target="_blank" rel="noopener"><em>Thymos , </em></a>la parte &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Spiritedness" target="_blank" rel="noopener">vivace &#8221; </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Plato%27s_tripartite_theory_of_soul" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;anima platonica </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:6-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18]</sup></a></p>
<p>Dal 1997, l&#8217; approccio <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Core_self-evaluations" target="_blank" rel="noopener">fondamentale dell&#8217;autovalutazione </a>include l&#8217;autostima come una delle quattro dimensioni che comprendono la valutazione fondamentale di se stessi, insieme al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Locus_of_control" target="_blank" rel="noopener">luogo di controllo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neuroticism" target="_blank" rel="noopener">al nevroticismo </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-efficacy" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;autoefficacia </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Judge1997-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a>Da allora il concetto di autovalutazione di base ha dimostrato di avere la capacità di prevedere la soddisfazione e la prestazione lavorativa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Judge1997-19" target="_blank" rel="noopener"><sup>[19] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-judge1998b-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-21" target="_blank" rel="noopener"><sup>[21] </sup></a>L&#8217;autostima può essere essenziale per l&#8217;autovalutazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-judge1998b-20" target="_blank" rel="noopener"><sup>[20]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Nelle politiche pubbliche</strong></h2>
<p>L’importanza dell’autostima ha ottenuto il sostegno di alcuni gruppi governativi e non governativi a partire dagli anni ’70, tanto che si può parlare di un movimento per l’autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-22" target="_blank" rel="noopener"><sup>[22] </sup></a>Questo movimento fornisce la prova che la ricerca psicologica può modellare la politica pubblica. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citation_needed" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione necessaria </sup></em></a><sup>] </sup>L&#8217;idea di fondo del movimento era che la bassa autostima fosse la radice dei problemi per gli individui, rendendola la radice dei problemi e delle disfunzioni sociali. Una figura di spicco del movimento, lo psicologo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Nathaniel_Branden" target="_blank" rel="noopener">Nathaniel Branden </a>, ha dichiarato: &#8220;[Non] riesco a pensare a un solo problema psicologico – dall&#8217;ansia e depressione, alla paura dell&#8217;intimità o del successo, alle percosse del coniuge o alle molestie sui figli – che non sia ricondotto al problema della bassa autostima”. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a><sup>: 3</sup></p>
<p>Un tempo si pensava che l’autostima fosse principalmente una caratteristica delle <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Western_societies" target="_blank" rel="noopener">società individualiste occidentali </a>, poiché non era osservata nelle culture <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Collectivist" target="_blank" rel="noopener">collettiviste </a>come il Giappone. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:7-23" target="_blank" rel="noopener"><sup>[23] </sup></a>La preoccupazione per la bassa autostima e le sue numerose presunte conseguenze negative hanno portato il deputato della California, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Vasconcellos" target="_blank" rel="noopener">John Vasconcellos </a>, a lavorare per istituire e finanziare la Task Force sull&#8217;autostima e la responsabilità personale e sociale, in California, nel 1986. Vasconcellos ha sostenuto che questa task force potrebbe combattere molti dei problemi dello Stato, dalla criminalità alle gravidanze adolescenziali, allo scarso rendimento scolastico e all&#8217;inquinamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Ha paragonato l&#8217;aumento dell&#8217;autostima alla somministrazione di un vaccino per una malattia: potrebbe aiutare a proteggere le persone dall&#8217;essere sopraffatte dalle sfide della vita.</p>
<p>La task force ha istituito comitati in molte contee della California e ha formato un comitato di studiosi per esaminare la letteratura disponibile sull&#8217;autostima. Questo comitato ha trovato associazioni molto piccole tra la bassa autostima e le sue presunte conseguenze, dimostrando in definitiva che la bassa autostima non era la radice di tutti i problemi sociali e non era così importante come aveva inizialmente pensato il comitato. Tuttavia, gli autori dell’articolo che riassumeva la revisione della letteratura credevano ancora che l’autostima fosse una variabile indipendente che influenza i principali problemi sociali. La task force si sciolse nel 1995 e fu fondato il Consiglio Nazionale per l&#8217;Autostima e successivamente l&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/National_Association_for_Self-Esteem" target="_blank" rel="noopener">Associazione Nazionale per l&#8217;Autostima (NASE), </a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Manual_of_Style/Words_to_watch#Unsupported_attributions" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>da chi? </sup></em></a><sup>] </sup>assumendo la missione della task force. Vasconcellos e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jack_Canfield" target="_blank" rel="noopener">Jack Canfield </a>erano membri del suo comitato consultivo nel 2003, e membri della coalizione dei suoi maestri includevano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Anthony_Robbins" target="_blank" rel="noopener">Anthony Robbins </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bernie_Siegel" target="_blank" rel="noopener">Bernie Siegel </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gloria_Steinem" target="_blank" rel="noopener">Gloria Steinem </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Teorie</h2>
<p>Molte delle prime teorie suggerivano che l’autostima fosse un bisogno o una <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">motivazione umana fondamentale </a>. Lo psicologo americano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>ha incluso l&#8217;autostima nella sua <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hierarchy_of_human_needs" target="_blank" rel="noopener">gerarchia dei bisogni umani </a>. Ha descritto due diverse forme di &#8220;stima&#8221;: il bisogno di rispetto da parte degli altri sotto forma di riconoscimento, successo e ammirazione, e il bisogno di rispetto di sé sotto forma di amor proprio, fiducia in se stessi, abilità o attitudine. . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:8-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24] </sup></a>Si credeva che il rispetto degli altri fosse più fragile e facilmente perdibile dell&#8217;autostima interiore. Secondo Maslow, senza la soddisfazione del bisogno di autostima, gli individui saranno spinti a cercarla e non saranno in grado di crescere e ottenere l’autorealizzazione. Maslow afferma inoltre che l&#8217;espressione più sana dell&#8217;autostima &#8220;è quella che si manifesta nel rispetto che meritiamo per gli altri, più che nella rinomanza, nella fama e nell&#8217;adulazione&#8221;. Le moderne teorie sull’autostima esplorano le ragioni per cui gli esseri umani sono motivati a mantenere un’alta stima di se stessi. La teoria <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Sociometer" target="_blank" rel="noopener">del sociometro </a>sostiene che l&#8217;autostima si è evoluta per verificare il proprio livello di status e accettazione nel proprio gruppo sociale. Secondo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Terror_Management_Theory" target="_blank" rel="noopener"><em>la teoria della gestione del terrore </em></a>, l’autostima svolge una funzione protettiva e riduce l’ansia per la vita e la morte. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:9-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Carl_Rogers" target="_blank" rel="noopener">Carl Rogers </a>(1902–1987), un sostenitore della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Humanistic_psychology" target="_blank" rel="noopener">psicologia umanistica </a>, teorizzò che l&#8217;origine dei problemi di molte persone sia il disprezzo di se stessi, la considerazione di sé senza valore e l&#8217;incapacità di essere amate. Questo è il motivo per cui Rogers credeva nell&#8217;importanza di dare un&#8217;accettazione incondizionata a un cliente e quando ciò veniva fatto poteva migliorare l&#8217;autostima del cliente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>Nelle sue sessioni di terapia con i clienti, offriva un rispetto positivo, qualunque cosa accada. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-26" target="_blank" rel="noopener"><sup>[26] </sup></a>Infatti, il concetto di autostima viene da allora accostato nella psicologia umanistica come un <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inalienable_right" target="_blank" rel="noopener">diritto inalienabile </a>per ogni persona, riassunto nella seguente frase:</p>
<p>Ogni essere umano, nessuno escluso, per il semplice fatto di esserlo, è degno del rispetto incondizionato di tutti gli altri; merita di stimarsi e di essere stimato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Misurazione</h2>
<p>L’autostima viene generalmente valutata utilizzando inventari di autovalutazione.</p>
<p>Uno degli strumenti più utilizzati, la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rosenberg_self-esteem_scale" target="_blank" rel="noopener">scala di autostima di Rosenberg </a>(RSES) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-27" target="_blank" rel="noopener"><sup>[27] </sup></a>è una scala di autostima composta da 10 elementi che richiede ai partecipanti di indicare il loro livello di accordo con una serie di affermazioni su se stessi. Una misura alternativa, il Coopersmith Inventory, utilizza una batteria di 50 domande su una varietà di argomenti e chiede ai soggetti se valutano qualcuno come simile o dissimile a loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-28" target="_blank" rel="noopener"><sup>[28] </sup></a>Se le risposte di un soggetto dimostrano una solida stima di sé, la scala le considera ben adeguate. Se queste risposte rivelano una certa vergogna interiore, li considera inclini alla devianza sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-29" target="_blank" rel="noopener"><sup>[29]</sup></a></p>
<p>Le misure implicite dell’autostima iniziarono ad essere utilizzate negli anni ’80. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-30" target="_blank" rel="noopener"><sup>[30] </sup></a>Questi si basano su misure indirette <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_processing" target="_blank" rel="noopener">dell&#8217;elaborazione cognitiva </a>che si ritiene siano collegate <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Implicit_self-esteem" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;autostima implicita </a>, compreso il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Name_letter_effect" target="_blank" rel="noopener"><em>compito della lettera del nome </em></a>(o <em>compito della preferenza iniziale </em>) <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-31" target="_blank" rel="noopener"><sup>[31] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-32" target="_blank" rel="noopener"><sup>[32] </sup></a>e il compito dell&#8217;associazione implicita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-33" target="_blank" rel="noopener"><sup>[33]</sup></a></p>
<p>Tali misure indirette sono progettate per ridurre la consapevolezza del processo di valutazione. Quando li utilizzano per valutare l’autostima implicita, gli psicologi applicano stimoli rilevanti al partecipante e quindi misurano la rapidità con cui una persona identifica gli stimoli positivi o negativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-34" target="_blank" rel="noopener"><sup>[34] </sup></a>Ad esempio, se a una donna venissero forniti gli stimoli auto-rilevanti di femmina e madre, gli psicologi misurerebbero la rapidità con cui identifica la parola negativa, male, o la parola positiva, gentile.</p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Sviluppo nel corso della vita</h2>
<p>Le esperienze nella vita di una persona sono una delle principali fonti di sviluppo dell&#8217;autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Nei primi anni di vita di un bambino, i genitori hanno un&#8217;influenza significativa sull&#8217;autostima e possono essere considerati la principale fonte di esperienze positive e negative che un bambino avrà. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Raboteg_2014-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a>L&#8217;amore incondizionato dei genitori aiuta un bambino a sviluppare un senso stabile di essere curato e rispettato. Questi sentimenti si traducono in effetti successivi sull’autostima man mano che il bambino cresce. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-OlsenBrecklerWiggins-36" target="_blank" rel="noopener"><sup>[36] </sup></a>Gli studenti della scuola elementare che hanno un&#8217;elevata autostima tendono ad avere genitori autorevoli che sono adulti premurosi e solidali che stabiliscono standard chiari per i loro figli e consentono loro di esprimere la propria opinione nel processo decisionale.</p>
<p>Sebbene gli studi finora abbiano riportato solo una correlazione tra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Parenting_styles" target="_blank" rel="noopener">stili genitoriali affettuosi e di supporto </a>(principalmente autoritari e permissivi) con bambini con elevata autostima, si potrebbe facilmente pensare che questi stili genitoriali abbiano qualche effetto causale sullo sviluppo dell’autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Raboteg_2014-35" target="_blank" rel="noopener"><sup>[35] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-37" target="_blank" rel="noopener"><sup>[37] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-38" target="_blank" rel="noopener"><sup>[38] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-39" target="_blank" rel="noopener"><sup>[39] </sup></a>Le esperienze infantili che contribuiscono a una sana autostima includono l&#8217;essere ascoltati, sentirsi parlare con rispetto, ricevere attenzione e affetto adeguati e vedere riconosciuti i risultati ottenuti ed errori o fallimenti riconosciuti e accettati. Le esperienze che contribuiscono a una bassa autostima includono l&#8217;essere criticati duramente, l&#8217;abuso fisico, sessuale o emotivo, l&#8217;essere ignorati, ridicolizzati o presi in giro o l&#8217;aspettativa che siano sempre &#8220;perfetti&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-40" target="_blank" rel="noopener"><sup>[40]</sup></a></p>
<p>Durante gli anni in età scolare, il rendimento scolastico contribuisce in modo significativo allo sviluppo dell’autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>Raggiungere costantemente il successo o fallire costantemente avrà un forte effetto sull&#8217;autostima individuale degli studenti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-41" target="_blank" rel="noopener"><sup>[41] </sup></a>Tuttavia, gli studenti possono anche sperimentare una bassa autostima mentre sono a scuola. Ad esempio, potrebbero non avere risultati accademici o vivere in un ambiente problematico al di fuori della scuola. Problemi come quelli precedentemente menzionati possono indurre gli adolescenti a dubitare di se stessi. Le esperienze sociali sono un altro importante contributo all’autostima. Man mano che i bambini vanno a scuola, iniziano a comprendere e riconoscere le differenze tra loro e i loro compagni di classe. Utilizzando confronti sociali, i bambini valutano se hanno fatto meglio o peggio dei compagni di classe nelle diverse attività. Questi confronti svolgono un ruolo importante nel modellare l&#8217;autostima del bambino e influenzano i sentimenti positivi o negativi che ha su se stesso. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-42" target="_blank" rel="noopener"><sup>[42] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-43" target="_blank" rel="noopener"><sup>[43] </sup></a>Man mano che i bambini attraversano l&#8217;adolescenza, l&#8217;influenza dei pari diventa molto più importante. Gli adolescenti valutano se stessi in base alle loro relazioni con gli amici intimi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-44" target="_blank" rel="noopener"><sup>[44] </sup></a>Le relazioni di successo tra amici sono molto importanti per lo sviluppo di un&#8217;elevata autostima nei bambini. L’accettazione sociale genera fiducia e produce un’elevata autostima, mentre il rifiuto da parte dei coetanei e la solitudine generano dubbi su se stessi e producono una bassa autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-45" target="_blank" rel="noopener"><sup>[45]</sup></a></p>
<p>L’autostima <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem_in_adolescence" target="_blank" rel="noopener">tende ad aumentare durante l’adolescenza </a>e la giovane età adulta, raggiungendo il picco nella mezza età. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Si osserva una diminuzione dalla mezza età alla vecchiaia, con risultati diversi a seconda che si tratti di una diminuzione piccola o grande. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Le ragioni della variabilità potrebbero essere dovute a differenze di salute, capacità cognitive e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Socioeconomic_status" target="_blank" rel="noopener">stato socioeconomico </a>in età avanzata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Non sono state riscontrate differenze tra maschi e femmine nello sviluppo dell&#8217;autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Numerosi studi di coorte mostrano che non esiste una differenza nella traiettoria dell&#8217;autostima nell&#8217;arco della vita tra generazioni a causa di cambiamenti sociali come l&#8217;inflazione dei voti nell&#8217;istruzione o la presenza dei <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_media" target="_blank" rel="noopener">social media </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<p>Alti livelli di padronanza, bassa assunzione di rischi e migliore salute sono modi per prevedere una maggiore autostima. In termini di personalità, gli individui emotivamente stabili, estroversi e coscienziosi sperimentano una maggiore autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Questi predittori ci hanno mostrato che l&#8217;autostima ha qualità simili a tratti rimanendo stabile nel tempo come la personalità e l&#8217;intelligenza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Tuttavia, ciò non significa che non possa essere modificato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5] </sup></a>Gli adolescenti ispanici hanno un&#8217;autostima leggermente inferiore rispetto ai loro coetanei bianchi e neri, ma poi livelli leggermente più alti entro i 30 anni. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-46" target="_blank" rel="noopener"><sup>[46] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-47" target="_blank" rel="noopener"><sup>[47] </sup></a>Gli afroamericani hanno un aumento più netto dell&#8217;autostima nell&#8217;adolescenza e nella giovane età adulta rispetto a ai Bianchi. Tuttavia, durante la vecchiaia, sperimentano un declino più rapido dell’autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Orth_2014-5" target="_blank" rel="noopener"><sup>[5]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Vergogna</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shame" target="_blank" rel="noopener">La vergogna </a>può contribuire a chi ha problemi di bassa autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-48" target="_blank" rel="noopener"><sup>[48] </sup></a>I sentimenti di vergogna di solito si verificano a causa di una situazione in cui il sé sociale è svalutato, come una scarsa prestazione valutata socialmente. Una scarsa prestazione porta ad una diminuzione dell’autostima sociale e ad un aumento della vergogna, indicando una minaccia per il sé sociale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-49" target="_blank" rel="noopener"><sup>[49] </sup></a>Questo aumento della vergogna può essere aiutato con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-compassion" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;autocompassione </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-50" target="_blank" rel="noopener"><sup>[50] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-51" target="_blank" rel="noopener"><sup>[51]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Il sé reale, il sé ideale e il sé temuto</strong></h2>
<p>Esistono tre livelli di sviluppo dell&#8217;autovalutazione in relazione al sé reale, al sé ideale e al sé temuto. Il sé reale, ideale e temuto si sviluppa nei bambini secondo uno schema sequenziale a livello cognitivo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-self-evaluation-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<ul>
<li>Fasi del giudizio morale: gli individui descrivono il loro sé reale, ideale e temuto con etichette stereotipate, come &#8220;carino&#8221; o &#8220;cattivo&#8221;. Gli individui descrivono il loro sé ideale e reale in termini di disposizione alle azioni o come abitudini comportamentali. Il sé temuto viene spesso descritto come incapace di successo o con cattive abitudini.</li>
<li>Stadi di sviluppo dell’Io: gli individui descrivono il loro sé ideale e reale in termini di tratti basati su atteggiamenti e azioni. Il sé temuto viene spesso descritto come incapace di soddisfare le aspettative sociali o come egocentrico.</li>
<li>Fasi di autocomprensione: gli individui descrivono il loro sé ideale e reale come aventi identità o caratteri unificati. Le descrizioni del sé temuto si concentrano sull&#8217;incapacità di essere all&#8217;altezza dei propri ideali o delle aspettative di ruolo, spesso a causa di problemi del mondo reale.</li>
</ul>
<p>Questo sviluppo porta con sé esigenze morali sempre più complesse e onnicomprensive. Questo livello è dove l&#8217;autostima degli individui può soffrire perché non si sentono all&#8217;altezza di determinate aspettative. Questa sensazione influenzerà moderatamente la propria autostima con un effetto ancora maggiore visto quando gli individui credono di diventare se stessi temuti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-self-evaluation-52" target="_blank" rel="noopener"><sup>[52]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Tipi</h2>
<p><strong>Alto</strong></p>
<p>Persone con un sano livello di autostima: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-53" target="_blank" rel="noopener"><sup>[53]</sup></a></p>
<ul>
<li>credono fermamente in determinati valori e principi e sono pronti a difenderli anche in caso di opposizione, sentendosi abbastanza sicuri da modificarli alla luce dell&#8217;esperienza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>sono in grado di agire secondo quella che ritengono essere la scelta migliore, confidando nel proprio giudizio e non sentendosi in colpa quando agli altri non piace la loro scelta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>non perdere tempo preoccupandoti eccessivamente di ciò che è accaduto in passato, né di ciò che potrebbe accadere in futuro. Imparano dal passato e progettano il futuro, ma vivono intensamente il presente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>confidano pienamente nella loro capacità di risolvere i problemi, non esitando dopo fallimenti e difficoltà. Chiedono aiuto agli altri quando ne hanno bisogno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>si considerano uguali in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dignity" target="_blank" rel="noopener">dignità </a>agli altri, piuttosto che inferiori o superiori, pur accettando le differenze in determinati talenti, prestigio personale o posizione finanziaria. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>capire come sia una persona interessante e preziosa per gli altri, almeno per coloro con cui ha un rapporto di amicizia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>resistere <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_manipulation" target="_blank" rel="noopener">alla manipolazione </a>, collaborare con gli altri solo se sembra opportuno e conveniente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>ammettere e accettare diversi sentimenti e pulsioni interni, positivi o negativi, rivelando tali pulsioni agli altri solo quando lo desiderano. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>possono godere di una grande varietà di attività. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>sono sensibili ai sentimenti e ai bisogni degli altri; rispettano le regole sociali generalmente accettate e non rivendicano alcun diritto o desiderio di prosperare a spese degli altri. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>possono lavorare per trovare soluzioni ed esprimere il malcontento senza sminuire se stessi o gli altri quando sorgono sfide. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-KidsHealth-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54]</sup></a></li>
</ul>
<p><strong>Sicuro vs. difensivo</strong></p>
<p>Alcune persone hanno un’autostima elevata e sicura e possono mantenere con sicurezza una visione positiva di sé senza fare affidamento su rassicurazioni esterne. Tuttavia, altri hanno un&#8217;elevata autostima difensiva e, sebbene riportino anche opinioni di sé positive sulla scala Rosenberg, queste opinioni sono fragili e facilmente minacciate dalle critiche. Gli individui difensivi con elevata autostima interiorizzano dubbi e insicurezze nel subconscio, inducendoli a reagire in modo molto negativo a qualsiasi critica che possono ricevere. C&#8217;è bisogno di un feedback positivo costante da parte degli altri affinché questi individui mantengano i loro sentimenti di autostima. La necessità di elogi ripetuti può essere associata a comportamenti vanagloriosi e arroganti o talvolta anche a sentimenti aggressivi e ostili verso chiunque metta in dubbio l&#8217;autostima dell&#8217;individuo, un esempio di egotismo minacciato. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-55" target="_blank" rel="noopener"><sup>[55] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-56" target="_blank" rel="noopener"><sup>[56]</sup></a></p>
<p>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Journal_of_Educational_Psychology" target="_blank" rel="noopener"><em>Journal of Educational Psychology </em></a>ha condotto uno studio in cui hanno utilizzato un campione di 383 studenti universitari malesi che partecipavano a programmi di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Work_integrated_learning" target="_blank" rel="noopener">apprendimento integrato nel lavoro (WIL) in cinque università pubbliche per testare la relazione tra autostima e altri attributi psicologici come l&#8217;autoefficacia e </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-confidence" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;autostima </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-confidence" target="_blank" rel="noopener">-fiducia </a>. I risultati hanno dimostrato che l’autostima ha una relazione positiva e significativa con la fiducia in se stessi e l’autoefficacia poiché gli studenti con una maggiore autostima hanno ottenuto risultati migliori all’università rispetto a quelli con una minore autostima. Si è concluso che gli istituti di istruzione superiore e i datori di lavoro dovrebbero sottolineare l&#8217;importanza dello sviluppo dell&#8217;autostima degli studenti universitari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-57" target="_blank" rel="noopener"><sup>[57]</sup></a></p>
<p><strong>Implicito ed esplicito</strong></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Implicit_self-esteem" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;autostima implicita </a>si riferisce alla disposizione di una persona a valutare se stessa positivamente o negativamente in modo spontaneo, automatico o inconscio. Contrasta con <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Explicit_self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l’autostima esplicita </a>, che implica un’autovalutazione più consapevole e riflessiva. Sia l&#8217;autostima esplicita che l&#8217;autostima implicita sono teoricamente sottotipi dell&#8217;autostima propriamente detta.</p>
<p>Tuttavia, la validità dell’autostima implicita come costrutto è altamente discutibile, data non solo la sua debole o inesistente correlazione con l’autostima esplicita e le valutazioni dell’autostima da parte degli informatori, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:5-13" target="_blank" rel="noopener"><sup>[13] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:6-18" target="_blank" rel="noopener"><sup>[18] </sup></a>, ma anche il fallimento di molteplici misure di autostima implicita da correlare tra loro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:8-24" target="_blank" rel="noopener"><sup>[24]</sup></a></p>
<p>Attualmente, ci sono poche prove scientifiche che l’autostima possa essere misurata in modo affidabile o valido attraverso mezzi impliciti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:9-25" target="_blank" rel="noopener"><sup>[25]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Narcisismo ed egoismo minacciato</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Narcissism" target="_blank" rel="noopener">Il narcisismo </a>è una disposizione che le persone possono avere che rappresenta un amore eccessivo per se stessi. È caratterizzato da una visione esagerata dell’autostima. Gli individui che ottengono un punteggio elevato nelle misurazioni del narcisismo, il Narcisistic Personality Inventory di Robert Raskin, probabilmente selezionerebbero la verità su affermazioni come &#8220;Se governassi il mondo, sarebbe un posto molto migliore&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-58" target="_blank" rel="noopener"><sup>[58] </sup></a>Esiste solo una moderata correlazione tra narcisismo e autostima; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-59" target="_blank" rel="noopener"><sup>[59] </sup></a>vale a dire che un individuo può avere un&#8217;elevata autostima ma un basso narcisismo oppure può essere una persona presuntuosa e odiosa e ottenere un&#8217;elevata autostima e un elevato narcisismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-60" target="_blank" rel="noopener"><sup>[60] </sup></a>Tuttavia, quando l&#8217;analisi della correlazione è limitata al senso di superiorità o agli aspetti di autoammirazione del narcisismo, le correlazioni tra narcisismo e autostima diventano forti (di solito pari o intorno a <em>r </em>= .50, ma a volte fino a <em>β </em>= .86 ). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:3-10" target="_blank" rel="noopener"><sup>[10] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:2-9" target="_blank" rel="noopener"><sup>[9] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:4-11" target="_blank" rel="noopener"><sup>[11] </sup></a>Inoltre, l&#8217;autostima è positivamente correlata con un senso di superiorità anche quando si controlla il narcisismo generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:0-1" target="_blank" rel="noopener"><sup>[1] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:1-3" target="_blank" rel="noopener"><sup>[3]</sup></a></p>
<p>Il narcisismo non è definito solo da un’autostima gonfiata, ma anche da caratteristiche come diritto, sfruttamento e dominio. Inoltre, mentre l’immagine di sé positiva è una caratteristica condivisa del narcisismo e dell’autostima, le autovalutazioni narcisistiche sono esagerate, mentre nell’autostima non narcisistica, le visioni positive di sé rispetto agli altri sono relativamente modeste. Pertanto, pur condividendo l’autostima positiva come caratteristica principale, e sebbene il narcisismo sia definito da un’elevata autostima, i due costrutti non sono intercambiabili.</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Egotism" target="_blank" rel="noopener">L’egoismo </a>minacciato è un fenomeno in cui i narcisisti rispondono alle critiche con ostilità e aggressività, poiché minacciano il loro senso di autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterSmartBoden1996-16" target="_blank" rel="noopener"><sup>[16] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-61" target="_blank" rel="noopener"><sup>[61] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-62" target="_blank" rel="noopener"><sup>[62]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Basso</strong></h2>
<p>Una bassa autostima può derivare da vari fattori, tra cui fattori genetici, aspetto fisico o peso, problemi di salute mentale, stato socioeconomico, esperienze emotive significative, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_stigma" target="_blank" rel="noopener">stigma sociale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Peer_pressure" target="_blank" rel="noopener">pressione dei pari </a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Bullying" target="_blank" rel="noopener">bullismo </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-63" target="_blank" rel="noopener"><sup>[63]</sup></a></p>
<p>Una persona con bassa autostima può mostrare alcune delle seguenti caratteristiche: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-64" target="_blank" rel="noopener"><sup>[64] </sup></a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Identifying_reliable_sources_(medicine)" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>citazione medica necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></p>
<ul>
<li>Pesante <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-criticism" target="_blank" rel="noopener">autocritica </a>e insoddisfazione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hypersensitivity" target="_blank" rel="noopener">Ipersensibilità </a>alle critiche con risentimento nei confronti dei critici e sensazione di essere attaccati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>Indecisione cronica e paura <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Exaggerated" target="_blank" rel="noopener">esagerata </a>di sbagliare. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>Eccessiva volontà di compiacere e riluttanza a dispiacere a qualsiasi supplicante. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Perfectionism_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">Perfezionismo </a>, che può portare alla frustrazione quando la perfezione non viene raggiunta. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>Colpa nevrotica, soffermarsi o esagerare sulla portata degli errori passati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>Ostilità fluttuante, atteggiamento difensivo generale e irritabilità senza alcuna causa immediata. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Pessimism" target="_blank" rel="noopener">Pessimismo </a>e prospettive generali negative. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Envy" target="_blank" rel="noopener">Invidia </a>, invidia o risentimento generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a></li>
<li>Considera gli insuccessi temporanei come condizioni permanenti e intollerabili. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-KidsHealth-54" target="_blank" rel="noopener"><sup>[54]</sup></a></li>
</ul>
<p>Gli individui con bassa autostima tendono ad essere critici con se stessi. Alcuni dipendono dall&#8217;approvazione e dagli elogi degli altri quando valutano l&#8217;autostima. Altri possono misurare la loro simpatia in termini di successi: altri si accetteranno se avranno successo, ma non lo faranno se falliranno. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-65" target="_blank" rel="noopener"><sup>[65] </sup></a>Le persone con bassa autostima cronica corrono un rischio maggiore di sperimentare disturbi psicotici; e questo comportamento è strettamente legato anche alla formazione di sintomi psicotici. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-66" target="_blank" rel="noopener"><sup>[66] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-67" target="_blank" rel="noopener"><sup>[67] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-68" target="_blank" rel="noopener"><sup>[68] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-69" target="_blank" rel="noopener"><sup>[69] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-70" target="_blank" rel="noopener"><sup>[70] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-71" target="_blank" rel="noopener"><sup>[71] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-72" target="_blank" rel="noopener"><sup>[72] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-73" target="_blank" rel="noopener"><sup>[73]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Trattamenti</strong></h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Metacognitive_therapy" target="_blank" rel="noopener">La terapia metacognitiva </a>, la tecnica <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/EMDR" target="_blank" rel="noopener">EMDR , </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Mindfulness-based_cognitive_therapy" target="_blank" rel="noopener">la terapia cognitiva basata sulla consapevolezza </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rational_emotive_behavior_therapy" target="_blank" rel="noopener">la terapia comportamentale emotiva razionale </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Cognitive_behavioral_therapy" target="_blank" rel="noopener">la terapia cognitivo comportamentale </a>e le terapie dei tratti e dei costrutti hanno dimostrato di migliorare l&#8217;autostima del paziente. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-ORCID_2021-74" target="_blank" rel="noopener"><sup>[74]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Formazione sull&#8217;autostima</h2>
<p>Anche la formazione sull&#8217;autostima, secondo il dott. Daniele Trevisani, può essere di aiuto in quanto quando una persona conosce i meccanismi che alimentano una bassa autostima è più in grado di porre in essere strategie consapevoli.</p>
<p><strong>I tre stati</strong></p>
<p>Questa classificazione proposta da Martin Ross <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Ross,_Mart%C3%ADn_2013-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a>distingue tre stati di autostima rispetto ai &#8220;prodezzi&#8221; ( <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/triumph" target="_blank" rel="noopener">trionfi </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Honor" target="_blank" rel="noopener">onori </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Virtue" target="_blank" rel="noopener">virtù </a>) e alle &#8220;anti-professioni&#8221; ( <a href="https://en.wiktionary.org/wiki/defeat" target="_blank" rel="noopener">sconfitte </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Embarrassment" target="_blank" rel="noopener">imbarazzo </a>, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shame" target="_blank" rel="noopener">vergogna </a>, ecc.) degli individui. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-ecuador-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Autoestima_g%C3%A9nero-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76]</sup></a></p>
<p><strong>In frantumi</strong></p>
<p>L’individuo non si considera prezioso o amabile. Possono essere sopraffatti dalla sconfitta, dalla vergogna, o vedersi come tali, e chiamano la loro &#8220;anti-impresa&#8221;. Ad esempio, se ritengono che aver superato una certa età sia un&#8217;anti-impresa, si definiscono con il nome della loro anti-impresa e dicono: &#8220;Sono vecchio&#8221;. Esprimono azioni e sentimenti come pietà, insultano se stessi e possono rimanere paralizzati dalla tristezza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Ross,_Mart%C3%ADn_2013-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<p><strong>Vulnerabile</strong></p>
<p>L’individuo ha un’immagine di sé generalmente positiva. Tuttavia, la loro autostima è anche vulnerabile al rischio percepito di un imminente anti-impresa (come sconfitta, imbarazzo, vergogna, discredito), di conseguenza sono spesso nervosi e utilizzano regolarmente meccanismi di difesa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>Un tipico meccanismo di protezione di chi ha un’autostima vulnerabile può consistere nell’evitare il processo decisionale. Sebbene tali individui possano mostrare esteriormente una grande fiducia in se stessi, la realtà di fondo potrebbe essere esattamente l’opposto: l’apparente fiducia in se stessi è indicativa della loro accresciuta paura delle imprese anti-impresa e della fragilità della loro autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-ecuador-4" target="_blank" rel="noopener"><sup>[4] </sup></a>Potrebbero anche provare a incolpare gli altri per proteggere la propria immagine di sé da situazioni che la minaccerebbero. Possono utilizzare meccanismi di difesa, incluso il tentativo di perdere ai giochi e ad altre competizioni, al fine di proteggere la propria immagine di sé dissociandosi pubblicamente dal bisogno di vincere e affermando un’indipendenza dall’accettazione sociale che potrebbero desiderare profondamente. In questa profonda paura di non essere accettati dai coetanei di un individuo, fanno scelte di vita sbagliate prendendo decisioni rischiose. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Autoestima_g%C3%A9nero-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<p><strong>Forte</strong></p>
<p>Le persone con una forte autostima hanno <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-image" target="_blank" rel="noopener">un&#8217;immagine di sé positiva </a>e abbastanza forza affinché le anti-impresa non sottomettano la loro autostima. Hanno meno paura di fallire. Questi individui appaiono umili, allegri, e questo dimostra una certa forza nel non vantarsi delle imprese e nel non aver paura delle anti-impresa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Autoestima_g%C3%A9nero-76" target="_blank" rel="noopener"><sup>[76] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>Sono capaci di lottare con tutte le loro forze per raggiungere i loro obiettivi perché, se le cose vanno male, la loro autostima non ne risentirà. Possono riconoscere i propri errori proprio perché la loro immagine di sé è forte, e questo riconoscimento non comprometterà o influenzerà la loro immagine di sé. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>Vivono con meno paura di perdere il prestigio sociale, e con più felicità e benessere generale. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77] </sup></a>Tuttavia, nessun tipo di autostima è indistruttibile, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-78" target="_blank" rel="noopener"><sup>[78] </sup></a>e, a causa di determinate situazioni o circostanze della vita, si può cadere da questo livello a qualsiasi altro stato di autostima. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Ross,_Mart%C3%ADn_2013-75" target="_blank" rel="noopener"><sup>[75] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-digital_activity-77" target="_blank" rel="noopener"><sup>[77]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Contingente vs. non contingente</strong></h2>
<p>Viene fatta una distinzione tra autostima contingente (o condizionale <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-79" target="_blank" rel="noopener"><sup>[79] </sup></a>) e non contingente (o incondizionata <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-80" target="_blank" rel="noopener"><sup>[80] ).</sup></a></p>
<p><em>L&#8217;autostima contingente </em>deriva da fonti esterne, come ciò che dicono gli altri, il proprio successo o fallimento, la propria competenza, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Koivula-et-al-2002-81" target="_blank" rel="noopener"><sup>[81] </sup></a>o <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Relationship-contingent_self-esteem" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;autostima contingente alla relazione </a>.</p>
<p>Pertanto, l’autostima contingente è caratterizzata da instabilità, inaffidabilità e vulnerabilità. Le persone prive di autostima non contingente sono &#8220;predisposte a una ricerca incessante del valore personale&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-82" target="_blank" rel="noopener"><sup>[82] </sup></a>Tuttavia, poiché il perseguimento dell&#8217;autostima contingente si basa sulla ricezione dell&#8217;approvazione, è destinato a fallire, poiché nessuno riceve un&#8217;approvazione costante e la disapprovazione spesso evoca depressione. Inoltre, la paura della disapprovazione inibisce le attività in cui è possibile il fallimento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-psychologytoday.com-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83]</sup></a></p>
<p>«Il coraggio di essere è il coraggio di accettare se stessi, nonostante l&#8217;inaccettabilità&#8230; Questa è la dottrina paolino-luterana della &#8216;giustificazione per fede&#8217;». <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Tillich" target="_blank" rel="noopener">Paul Tillich </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-84" target="_blank" rel="noopener"><sup>[84]</sup></a></p>
<p><em>L’autostima non contingente </em>è descritta come vera, stabile e solida. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-85" target="_blank" rel="noopener"><sup>[85] </sup></a>Essa nasce dalla convinzione che l&#8217;uomo è «periodo accettabile, accettabile prima della vita stessa, ontologicamente accettabile». <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-86" target="_blank" rel="noopener"><sup>[86] </sup></a>Credere di essere &#8220;ontologicamente accettabili&#8221; significa credere che la propria accettabilità sia &#8220;il modo in cui <em>stanno le cose </em>senza contingenza&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-87" target="_blank" rel="noopener"><sup>[87] </sup></a>In questa convinzione, come esposto dal teologo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Tillich" target="_blank" rel="noopener">Paul Tillich </a>, l&#8217;accettabilità non si basa sulla virtù di una persona. È un&#8217;accettazione data «nonostante la nostra colpa, non perché non abbiamo colpa». <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-88" target="_blank" rel="noopener"><sup>[88]</sup></a></p>
<p>Lo psichiatra <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_A_Harris" target="_blank" rel="noopener">Thomas A Harris </a>si è ispirato a Tillich per il suo classico <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/I%27m_OK,_You%27re_OK" target="_blank" rel="noopener"><em>I&#8217;m OK &#8211; You&#8217;re OK </em></a>che affronta l&#8217;autostima non contingente. Harris ha tradotto &#8220;accettabile&#8221; di Tillich con il vernacolo <em>OK </em>, un termine che significa &#8220;accettabile&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-89" target="_blank" rel="noopener"><sup>[89] </sup></a>Il messaggio cristiano, diceva Harris, non è “PUOI STARE BENE, SE”; è &#8220;SEI ACCETTATO, incondizionatamente&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-90" target="_blank" rel="noopener"><sup>[90]</sup></a></p>
<p>Un&#8217;autostima sicura e non contingente scaturisce dalla convinzione di essere ontologicamente accettabili e accettati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-91" target="_blank" rel="noopener"><sup>[91]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Autostima specifica del dominio</strong></h2>
<p>Mentre l’autostima globale riguarda il modo in cui gli individui valutano se stessi nella loro interezza, gli aspetti dell’autostima specifici del dominio si riferiscono al modo in cui valutano se stessi nei vari ambiti pertinenti della vita. Tali aspetti funzionalmente distinti dell’autostima possono comprendere autovalutazioni in ambiti sociali, emotivi, legati al corpo, legati al rendimento scolastico e artistico-creativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Burger_et_al-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-93" target="_blank" rel="noopener"><sup>[93]</sup></a></p>
<p>È stato scoperto che sono predittivi dei risultati relativi al funzionamento psicologico, alla salute, all’istruzione e al lavoro. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-94" target="_blank" rel="noopener"><sup>[94] </sup></a>La bassa autostima in ambito sociale (vale a dire, la competenza sociale autopercepita), ad esempio, è stata ripetutamente identificata come un fattore di rischio per la vittimizzazione del bullismo. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-95" target="_blank" rel="noopener"><sup>[95] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Burger_et_al-92" target="_blank" rel="noopener"><sup>[92]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Importanza</h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow" target="_blank" rel="noopener">Abraham Maslow </a>afferma che la salute psicologica non è possibile se il nucleo essenziale della persona non è fondamentalmente accettato, amato e rispettato dagli altri e da se stessi. L’autostima consente alle persone di affrontare la vita con maggiore fiducia, benevolenza e ottimismo, raggiungendo così facilmente i propri obiettivi e autorealizzandosi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Branden-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96]</sup></a></p>
<p>L’autostima può convincere le persone di meritare la felicità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Branden-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96] </sup></a>La capacità di comprendere e sviluppare un&#8217;autostima positiva è essenziale per costruire relazioni sane con gli altri. Quando le persone hanno una visione positiva di se stesse, sono più propense a trattare gli altri con rispetto, compassione e gentilezza. Ciò crea le basi per relazioni forti e positive costruite sul rispetto e sulla comprensione reciproci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Branden-96" target="_blank" rel="noopener"><sup>[96] </sup></a>Per <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Erich_Fromm" target="_blank" rel="noopener">Erich Fromm </a>, l&#8217;amore per gli altri e l&#8217;amore per noi stessi non sono alternative. Al contrario, un atteggiamento di amore verso se stessi si troverà in tutti coloro che sono capaci di amare gli altri. L&#8217;autostima consente la creatività sul posto di lavoro ed è una condizione particolarmente critica per le professioni dell&#8217;insegnamento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Miranda-97" target="_blank" rel="noopener"><sup>[97]</sup></a></p>
<p>José-Vicente Bonet sostiene che l&#8217;importanza dell&#8217;autostima è ovvia poiché la mancanza di autostima non è, secondo lui, una perdita di stima da parte degli altri, ma un rifiuto di sé. Bonet sostiene che ciò corrisponde al <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Major_depressive_disorder" target="_blank" rel="noopener">disturbo depressivo maggiore </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Freud" target="_blank" rel="noopener">Freud </a>sosteneva anche che il depresso ha sofferto &#8220;una straordinaria diminuzione della stima di sé, un impoverimento su larga scala del suo Io&#8230; Ha perso il rispetto di sé&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-98" target="_blank" rel="noopener"><sup>[98]</sup></a></p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Yogyakarta_Principles" target="_blank" rel="noopener">I Principi di Yogyakarta </a>, un documento sul <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/International_human_rights_law" target="_blank" rel="noopener">diritto internazionale dei diritti umani </a>, affronta l&#8217;atteggiamento discriminatorio nei confronti delle persone <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/LGBT" target="_blank" rel="noopener">LGBT </a>che riduce la loro autostima tanto da renderle soggette a violazioni dei diritti umani, compreso <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Human_trafficking" target="_blank" rel="noopener">il traffico di esseri umani </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-99" target="_blank" rel="noopener"><sup>[99] </sup></a>L&#8217; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/World_Health_Organization" target="_blank" rel="noopener">Organizzazione Mondiale della Sanità </a>raccomanda in &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Suicide_prevention" target="_blank" rel="noopener">Preventing Suicide </a>&#8220;, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-100" target="_blank" rel="noopener"><sup>[100] </sup></a>pubblicato nel 2000, che rafforzare l&#8217;autostima degli studenti è importante per proteggere i bambini e gli adolescenti dal disagio mentale e dallo sconforto, consentendo loro di affrontare adeguatamente situazioni difficili e stressanti situazioni di vita. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-101" target="_blank" rel="noopener"><sup>[101]</sup></a></p>
<p>Non solo una maggiore autostima aumenta la felicità, ma è anche associata a una migliore capacità di affrontare lo stress e a una maggiore disponibilità ad affrontare compiti impegnativi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Schacter-102" target="_blank" rel="noopener"><sup>[102] </sup></a>Al contrario, uno studio ha esaminato l&#8217;impatto dell&#8217;aumento dell&#8217;autostima. Si è scoperto che un’elevata autostima offre alcuni vantaggi, ma sono limitati. Spesso è il risultato, piuttosto che la causa, del successo. I ricercatori hanno anche scoperto che gli sforzi per aumentare l’autostima potrebbero non portare in modo coerente a un miglioramento delle prestazioni e che l’influenza dell’autostima sui risultati della vita è modesta, ad eccezione di un aumento temporaneo della consapevolezza positiva dell’immagine di sé. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-103" target="_blank" rel="noopener"><sup>[103]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Correlazioni</strong></h2>
<p>Dalla fine degli anni &#8217;70 all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 molti americani davano per scontato che l&#8217;autostima degli studenti agisse come un fattore critico nei voti ottenuti a scuola, nelle relazioni <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Interpersonal_relationship" target="_blank" rel="noopener">con </a>i coetanei e nel loro successivo successo nella vita. . Partendo da questo presupposto, alcuni gruppi americani hanno creato programmi che miravano ad aumentare l’autostima degli studenti. Fino agli anni ’90, su questo argomento sono state condotte poche ricerche peer-reviewed e controllate.</p>
<p>Le ricerche sottoposte a revisione paritaria intraprese da allora non hanno convalidato le ipotesi precedenti. Ricerche recenti indicano che gonfiare l’autostima degli studenti di per sé non ha alcun effetto positivo sui voti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Baumeister" target="_blank" rel="noopener">Roy Baumeister </a>ha dimostrato che aumentare di per sé l’autostima può effettivamente diminuire i voti. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-104" target="_blank" rel="noopener"><sup>[104] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-105" target="_blank" rel="noopener"><sup>[105] </sup></a>La relazione che coinvolge autostima e risultati accademici non significa che un&#8217;elevata autostima contribuisca a risultati accademici elevati. Significa semplicemente che un&#8217;elevata autostima può essere raggiunta come risultato di un rendimento scolastico elevato dovuto ad altre variabili di interazioni sociali e eventi della vita che influenzano tale rendimento. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6]</sup></a></p>
<p>I tentativi da parte dei sostenitori dell’autostima di incoraggiare l’orgoglio di sé negli studenti esclusivamente a causa della loro unicità come esseri umani falliranno se i sentimenti di benessere non saranno accompagnati dal ben fare. È solo quando gli studenti si impegnano in sforzi personalmente significativi di cui possono essere giustamente orgogliosi che la fiducia in se stessi cresce, ed è questa crescente sicurezza di sé che a sua volta innesca ulteriori risultati. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-106" target="_blank" rel="noopener"><sup>[106]</sup></a></p>
<p>La ricerca ha trovato una forte correlazione tra elevata autostima e felicità auto-riferita, ma non è ancora noto se questa relazione sia causale. Ciò significa che, sebbene le persone con un’elevata autostima tendano a segnalare una maggiore felicità, non è certo se avere un’elevata autostima causi direttamente un aumento della felicità. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>La relazione tra autostima e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Life_satisfaction" target="_blank" rel="noopener">soddisfazione di vita </a>è più forte nelle culture individualiste. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-107" target="_blank" rel="noopener"><sup>[107]</sup></a></p>
<p>Inoltre, le persone con un’elevata autostima sono risultate più indulgenti rispetto a quelle con una bassa autostima. Questo perché le persone con elevata autostima tendono ad avere una maggiore accettazione di sé e hanno maggiori probabilità di vedere il conflitto in una luce positiva, come un’opportunità di crescita e miglioramento. Al contrario, le persone con bassa autostima possono avere difficoltà a perdonare gli altri, a causa di un senso di insicurezza e di insicurezza. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-EatonWardstruthers2006-108" target="_blank" rel="noopener"><sup>[108]</sup></a></p>
<p>Un’elevata autostima non impedisce ai bambini di fumare, bere, assumere droghe o avere rapporti sessuali precoci. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Salute mentale</strong></h2>
<p>L&#8217;autostima è stata associata a diverse condizioni di salute mentale, tra cui depressione, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:10-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a>ansia, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-:10-109" target="_blank" rel="noopener"><sup>[109] </sup></a>e disturbi alimentari. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-110" target="_blank" rel="noopener"><sup>[110] </sup></a>Ad esempio, una bassa autostima può aumentare la probabilità che le persone che sperimentano pensieri disfunzionali sviluppino sintomi di depressione. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-111" target="_blank" rel="noopener"><sup>[111] </sup></a>Di conseguenza, il trattamento cognitivo della depressione aiuta con la bassa autostima e, viceversa, affrontare la bassa autostima migliora i sintomi depressivi. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-112" target="_blank" rel="noopener"><sup>[112] </sup></a>Al contrario, un&#8217;elevata autostima può proteggere dallo sviluppo di condizioni di salute mentale, con la ricerca che rileva che un&#8217;elevata autostima riduce le possibilità di bulimia <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-BaumeisterCampbell2003-6" target="_blank" rel="noopener"><sup>[6] </sup></a>e ansia. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-113" target="_blank" rel="noopener"><sup>[113]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Neuroscienza</h2>
<p>Nella ricerca condotta nel 2014 da Robert S. Chavez e Todd F. Heatherton, si è scoperto che l&#8217;autostima è legata alla connettività del <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Frontostriatal_circuit" target="_blank" rel="noopener">circuito frontostriatale </a>. La via frontostriatale collega la <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Medial_prefrontal_cortex" target="_blank" rel="noopener">corteccia prefrontale mediale </a>, che si occupa della <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-knowledge_(psychology)" target="_blank" rel="noopener">conoscenza di sé </a>, allo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ventral_striatum" target="_blank" rel="noopener">striato ventrale </a>, che si occupa dei sentimenti di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Motivation" target="_blank" rel="noopener">motivazione </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Reward_system" target="_blank" rel="noopener">ricompensa </a>. Percorsi anatomici più forti sono correlati con una maggiore autostima a lungo termine, mentre una connettività funzionale più forte è correlata con una maggiore autostima a breve termine. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Neuroscience-114" target="_blank" rel="noopener"><sup>[114]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Critiche e polemiche</h2>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Albert_Ellis" target="_blank" rel="noopener">Albert Ellis </a>, un influente psicologo americano, sosteneva che il concetto di autostima è in realtà dannoso e inutile. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Ellis,_A._2001-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Pur riconoscendo la propensione umana e la tendenza alla valutazione dell&#8217;ego come innate, ha criticato la filosofia dell&#8217;autostima come irrealistica, illogica e auto-e socialmente distruttiva, spesso facendo più male che bene. Mettendo in discussione i fondamenti e l&#8217;utilità della forza generalizzata dell&#8217;ego, ha affermato che l&#8217;autostima si basa su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Premise" target="_blank" rel="noopener">premesse definitorie arbitrarie </a>e su <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grandiose_delusions" target="_blank" rel="noopener">un pensiero eccessivamente generalizzato, perfezionistico e grandioso </a>. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Ellis,_A._2001-115" target="_blank" rel="noopener"><sup>[115] </sup></a>Riconoscendo che valutare e valutare comportamenti e caratteristiche è funzionale e persino necessario, vede la valutazione e la valutazione della totalità degli esseri umani e del sé totale come irrazionali e non etici. L’alternativa più sana all’autostima secondo lui è l’ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Acceptance" target="_blank" rel="noopener">accettazione incondizionata </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-acceptance" target="_blank" rel="noopener">di sé </a>e dell’altro . <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-116" target="_blank" rel="noopener"><sup>[116]</sup></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Rational_Emotive_Behavior_Therapy" target="_blank" rel="noopener"><em>La Terapia Razionale Emotiva Comportamentale </em></a>è una psicoterapia basata su questo approccio. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-117" target="_blank" rel="noopener"><sup>[117]</sup></a></p>
<p>&#8220;Sembra che ci siano solo due vantaggi chiaramente dimostrati di un&#8217;elevata autostima&#8230; Innanzitutto, aumenta l&#8217;iniziativa, probabilmente perché dà fiducia. Le persone con un&#8217;elevata autostima sono più disposte ad agire in base alle proprie convinzioni, a difendere ciò in cui credono, ad avvicinarsi agli altri, a rischiare nuove imprese (questo sfortunatamente include l&#8217;essere più disposti a fare cose stupide o distruttive, anche quando tutti gli altri li sconsigliano)&#8230;. Può anche portare le persone a ignorare i consigli sensati poiché continuano ostinatamente a sprecare tempo e denaro per cause disperate» <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-118" target="_blank" rel="noopener"><sup>[118]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Falsi tentativi</strong></h2>
<p>Per le persone con bassa autostima, qualsiasi stimolo positivo aumenterà temporaneamente l’autostima. Pertanto, il possesso, il sesso, il successo o l&#8217;aspetto fisico produrranno lo sviluppo dell&#8217;autostima, ma lo sviluppo è nella migliore delle ipotesi effimero. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-119" target="_blank" rel="noopener"><sup>[119] </sup></a>Tali tentativi di aumentare la propria autostima mediante stimoli positivi producono un modello di &#8220;boom o crollo&#8221;. &#8220;Complimenti e feedback positivi&#8221; producono una spinta, ma la mancanza di tale feedback provoca un fallimento. Per una persona la cui &#8220;autostima è contingente&#8221;, il successo &#8220;non è molto dolce&#8221;, ma &#8220;il fallimento è molto amaro&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-psychologytoday.com-83" target="_blank" rel="noopener"><sup>[83]</sup></a></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; <strong>Come narcisismo</strong></h2>
<p>La soddisfazione della vita, la felicità, le pratiche comportamentali sane, l&#8217;efficacia percepita, il successo e l&#8217;adattamento accademico sono stati associati ad alti livelli di autostima <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-120" target="_blank" rel="noopener"><sup>[120] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-121" target="_blank" rel="noopener"><sup>[121] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-122" target="_blank" rel="noopener"><sup>[122] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-123" target="_blank" rel="noopener"><sup>[123] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-124" target="_blank" rel="noopener"><sup>[124] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-125" target="_blank" rel="noopener"><sup>[125] </sup></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-126" target="_blank" rel="noopener"><sup>[126] </sup></a><sup>: 270 </sup>Tuttavia, un errore comune è pensare che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-love" target="_blank" rel="noopener">amare se stessi </a>equivalga necessariamente al narcisismo, in contrapposizione ad esempio a ciò che <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Erik_Erikson" target="_blank" rel="noopener">Erik Erikson </a>definisce &#8220;un amore post-narcisistico dell&#8217;ego&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-127" target="_blank" rel="noopener"><sup>[127] </sup></a>Le persone con una sana autostima si accettano e si amano incondizionatamente, riconoscendo in sé sia le virtù che i difetti, e tuttavia, nonostante tutto, sono in grado di continuare ad amare se stesse. Nei narcisisti, al contrario, &#8220;un&#8217;incertezza riguardo al proprio valore dà origine a&#8230; un&#8217;aura di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Grandiosity" target="_blank" rel="noopener">grandiosità </a>autoprotettiva, ma spesso del tutto falsa, &#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-128" target="_blank" rel="noopener"><sup>[128] </sup></a>– producendo la classe &#8220;dei narcisisti, o persone con valori molto elevati, ma insicurezza, autostima&#8230; fluttuante con ogni nuovo episodio di lode o rifiuto sociale.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-SmithMackie-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><sup>: 479 </sup>Per i narcisisti, regolare la propria autostima è una preoccupazione costante. Usano difese (come la negazione, la proiezione, l&#8217;auto-inflazione, l&#8217;invidia, l&#8217;arroganza e l&#8217;aggressività), la gestione delle impressioni attraverso l&#8217;autopromozione, l&#8217;abbellimento, la menzogna, il fascino e il dominio e preferiscono ambienti di alto status, competitivi e gerarchici a quelli di alto livello. sostenere la loro autostima instabile, fragile e compromessa. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-129" target="_blank" rel="noopener"><sup>[129]</sup></a></p>
<p>Il narcisismo può quindi essere visto come un sintomo di un&#8217;autostima fondamentalmente bassa, cioè mancanza di amore verso se stessi, ma spesso accompagnato da &#8220;un immenso aumento dell&#8217;autostima&#8221; basato sul &#8220;meccanismo di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Defense_mechanism" target="_blank" rel="noopener">difesa </a>della negazione mediante sovracompensazione&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-130" target="_blank" rel="noopener"><sup>[130] </sup></a>&#8220;L&#8217;amore idealizzato per sé&#8230; ha rifiutato la parte di lui&#8221; che denigra &#8211; &#8220;questo bambino distruttivo&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-131" target="_blank" rel="noopener"><sup>[131] </sup></a>interiore. Invece, il narcisista enfatizza le proprie virtù in presenza degli altri, solo per cercare di convincersi di essere una persona di valore e per provare a smettere di vergognarsi per i propri difetti; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-Bonet-17" target="_blank" rel="noopener"><sup>[17] </sup></a>tali &#8220;persone con una visione di sé irrealisticamente gonfiata, che possono essere particolarmente instabili e altamente vulnerabili alle informazioni negative,&#8230; tendono ad avere scarse abilità sociali&#8221;. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_note-SmithMackie-2" target="_blank" rel="noopener"><sup>[2] </sup></a><sup>: 126</sup></p>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Guarda anche</h2>
<p>Wikiquote contiene citazioni relative <a href="https://en.wikiquote.org/wiki/Special:Search/Self-esteem" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>all&#8217;autostima </em></strong></a>.</p>
<ul>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Assertiveness" target="_blank" rel="noopener">Assertività</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Body_image" target="_blank" rel="noopener">Immagine del corpo</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Clinical_depression" target="_blank" rel="noopener">Depressione clinica</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Dunning%E2%80%93Kruger_effect" target="_blank" rel="noopener">Effetto Dunning-Kruger</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Eating_disorder" target="_blank" rel="noopener">Disordine alimentare</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Emotional_competence" target="_blank" rel="noopener">Competenza emotiva</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Fear_of_negative_evaluation" target="_blank" rel="noopener">Paura di una valutazione negativa</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Gumption_trap" target="_blank" rel="noopener">Trappola del buon senso</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Health-related_embarrassment" target="_blank" rel="noopener">Imbarazzo legato alla salute</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Hubris" target="_blank" rel="noopener">Hybris</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Identity_(social_science)" target="_blank" rel="noopener">Identità</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Inner_critic" target="_blank" rel="noopener">Critico interiore</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Invisible_support" target="_blank" rel="noopener">Supporto invisibile</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Law_of_Jante" target="_blank" rel="noopener">Legge di Jante</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Optimism_bias" target="_blank" rel="noopener">Bias di ottimismo</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Outline_of_self" target="_blank" rel="noopener">Profilo di sé</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Overconfidence_effect" target="_blank" rel="noopener">Effetto di eccessiva fiducia</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Passivity_(behavior)" target="_blank" rel="noopener">Passività</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-affirmation" target="_blank" rel="noopener">Auto affermazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-awareness" target="_blank" rel="noopener">Autocoscienza</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-enhancement" target="_blank" rel="noopener">Auto-miglioramento</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem_functions" target="_blank" rel="noopener">Funzioni di autostima</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem_instability" target="_blank" rel="noopener">Instabilità dell’autostima</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-evaluation_maintenance_theory" target="_blank" rel="noopener">Teoria del mantenimento dell&#8217;autovalutazione</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self_image" target="_blank" rel="noopener">Immagine di sé</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Shyness" target="_blank" rel="noopener">Timidezza</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_anxiety" target="_blank" rel="noopener">Ansia sociale</a></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Social_phobia" target="_blank" rel="noopener">Fobia sociale</a></li>
</ul>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Riferimenti</h2>
<ol>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:0_1-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:0_1-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:0_1-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Hewitt, John P. (2009). &#8220;La costruzione sociale dell&#8217;autostima&#8221;. In Lopez, Shane J.; Snyder, CR (a cura di). Manuale di Oxford di psicologia positiva. La stampa dell&#8217;università di Oxford. pagine 217–224. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0195187243" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0195187243 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-SmithMackie_2-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-SmithMackie_2-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-SmithMackie_2-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-SmithMackie_2-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Smith, Eliot R.; Mackie, Diane M. (2007). Psicologia sociale (3a ed.). Hove: Stampa di psicologia. P. 107. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1841694085" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1841694085 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:1_3-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:1_3-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:1_3-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Marsh, HW (1990). &#8220;Ordine causale del concetto di sé accademico e del rendimento accademico: un&#8217;analisi del percorso longitudinale e multionda&#8221;. Giornale di psicologia dell&#8217;educazione. <strong>82 </strong>(4): 646–656. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0022-0663.82.4.646" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0022-0663.82.4.646 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-ecuador_4-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-ecuador_4-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-ecuador_4-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-ecuador_4-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Urbina Robalino, Gisella del Rocio; Eugenio Piloso, Mery Aracely (2015). </em><a href="https://repositorio.upse.edu.ec/xmlui/handle/46000/2069" target="_blank" rel="noopener"><em>Efectos de la violencia intrafamiliar en el autoestima de los studiantes de ottavo y noveno año de la Escuela de educación básica 11 de Diciembre&#8230; </em></a><em>(tesi di laurea) (in spagnolo). Consigliato da S. Yagual. Ecuador: </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Universidad_Estatal_Pen%C3%ADnsula_de_Santa_Elena" target="_blank" rel="noopener"><em>Universidad Estatal Península de Santa Elena </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-7" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>H</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-8" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>io</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Orth_2014_5-9" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>J</sup></em></strong></a> <em>Orth U.; RobinsRW (2014). &#8220;Lo sviluppo dell&#8217;autostima&#8221;. Direzioni attuali nella scienza psicologica. <strong>23 </strong>(5): 381–387. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1177%2F0963721414547414" target="_blank" rel="noopener"><em>1177/0963721414547414 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:38796272" target="_blank" rel="noopener"><em>38796272 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-7" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>H</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-8" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>io</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-9" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>J</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterCampbell2003_6-10" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>K</sup></em></strong></a> <em>Baumeister, RF; Campbell, JD; Krueger, JI; Vohs, KD (2003). </em><a href="https://doi.org/10.1111%2F1529-1006.01431" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;elevata autostima causa prestazioni migliori, successo interpersonale, felicità o stili di vita più sani?&#8221; </em></a><em>. La scienza psicologica nell&#8217;interesse pubblico. <strong>4 </strong>(1): 1–44. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1111%2F1529-1006.01431" target="_blank" rel="noopener"><em>1111/1529-1006.01431 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISSN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISSN</em></a><em> </em><a href="https://www.worldcat.org/issn/1529-1006" target="_blank" rel="noopener"><em>1529-1006 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26151640" target="_blank" rel="noopener"><em>26151640 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-7" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Orth, Ulrich; Robins, Richard W. (2022). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9306298" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;L&#8217;elevata autostima è utile? Rivisitare una domanda classica&#8221; </em></a><em>. Psicologo americano. <strong>77 </strong>(1): 5–17. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2Famp0000922" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/amp0000922 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC9306298" target="_blank" rel="noopener"><em>9306298 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35357851" target="_blank" rel="noopener"><em>35357851 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-8" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://cmhc.utexas.edu/selfesteem.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Autostima&#8221; </em></a><em>. Centro medico e di consulenza dell&#8217;Università del Texas.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:2_9-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:2_9-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:2_9-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://web.archive.org/web/20090125161206/http:/www.bartleby.com/61/58/S0245800.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;autostima: The American Heritage Dictionary of the English Language&#8221; </em></a><em>. Bartleby.com. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.bartleby.com/61/58/S0245800.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>25 gennaio 2009. Estratto l&#8217;11 dicembre 2017.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:3_10-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:3_10-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:3_10-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://web.archive.org/web/20090125161136/http:/www.bartleby.com/61/18/S0241800.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Autostima: The American Heritage Dictionary of the English Language&#8221; </em></a><em>. Bartleby.com. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.bartleby.com/61/18/S0241800.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>25 gennaio 2009. Estratto l&#8217;11 dicembre 2017.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:4_11-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:4_11-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:4_11-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://web.archive.org/web/20090124182437/http:/www.bartleby.com/61/23/S0242300.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;rispetto di sé: The American Heritage Dictionary of the English Language&#8221; </em></a><em>. Bartleby.com. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://www.bartleby.com/61/23/S0242300.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>24 gennaio 2009. Estratto l&#8217;11 dicembre 2017.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-12" target="_blank" rel="noopener"><strong>^ </strong></a>Il <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Macquarie_Dictionary" target="_blank" rel="noopener">dizionario Macquarie </a>. Confronta <em>Corsini, Raymond J. (1999). Il dizionario di psicologia. Filadelfia, Pennsylvania: Psychology Press. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/1-58391-028-X" target="_blank" rel="noopener"><em>1-58391-028-X </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:5_13-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:5_13-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:5_13-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Hume, David (1777) [1751]. </em><a href="https://davidhume.org/texts/m/app2" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Di amor proprio&#8221; </em></a><em>. Un&#8217;indagine sui principi della morale. Estratto il 15-12-2019.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-14" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Morris, William Edward; Brown, Charlotte R. (2019), </em><a href="https://plato.stanford.edu/archives/sum2019/entries/hume/" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;David Hume&#8221; </em></a><em>, in Zalta, Edward N. (a cura di), The Stanford Encyclopedia of Philosophy (a cura di estate 2019), Metaphysical Research Lab, Stanford University, recuperato il 17/12/2019</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-James1892_15-0" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Giacomo, William (1892). Psicologia: il corso più breve (9a ed.). New York: Henry Holt. pp. 240–241.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterSmartBoden1996_16-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterSmartBoden1996_16-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-BaumeisterSmartBoden1996_16-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Baumeister, Roy F.; Intelligente, L.; Boden, J. (1996). &#8220;Rapporto tra egotismo minacciato e violenza e aggressività: il lato oscuro dell&#8217;autostima&#8221;. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Psychological_Review" target="_blank" rel="noopener"><em>Revisione psicologica </em></a><em>. <strong>103 </strong>(1): 5–33. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/CiteSeerX_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>CiteSeerX</em></a><em> </em><a href="https://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.1009.3747" target="_blank" rel="noopener"><em>1.1.1009.3747 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0033-295X.103.1.5" target="_blank" rel="noopener"><em>10.1037/0033-295X.103.1.5 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8650299" target="_blank" rel="noopener"><em>8650299 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-3" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>D</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-4" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>e</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-5" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>F</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-6" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>G</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-7" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>H</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-8" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>io</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-9" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>J</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-10" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>K</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-11" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>l</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-12" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>M</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-13" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>N</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-14" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>o</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-15" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>P</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-16" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>Q</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-17" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>R</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-18" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>S</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-19" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>T</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-20" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>tu</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-21" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>v</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-22" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>w</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-23" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>X</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Bonet_17-24" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>sì</sup></em></strong></a> <em>Bonet, José-Vicente (1997). &#8220;Prologo&#8221;. In Terrae, Sal (a cura di). Sé amigo de ti mismo: manual de autoestima (in spagnolo europeo) (15ᵃ ed.). Cantabria, Spagna: Maliaño. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-8429311334" target="_blank" rel="noopener"><em>978-8429311334 </em></a><em>.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:6_18-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:6_18-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-:6_18-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Francis_Fukuyama" target="_blank" rel="noopener"><em>Fukuyama, Francis </em></a><em>(1992). La fine della storia e l&#8217;ultimo uomo. New York: Simon e Schuster (pubblicato nel 2006). pp. xvi-xvii. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0743284554" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0743284554 </em></a><em>. &#8230;Platone nella Repubblica&#8230; notò che ci sono tre parti dell&#8217;anima, una parte desiderante, una parte ragionante e una parte che chiamò Thymos, o &#8220;spirito&#8221;&#8230;. La propensione a sentirsi sé- la stima nasce dalla parte dell&#8217;anima chiamata timo.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Judge1997_19-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Judge1997_19-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Judge1997_19-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Giudice, AT; Locke, EA; Durham, CC (1997). &#8220;Le cause disposizionali della soddisfazione lavorativa: un approccio alle valutazioni fondamentali&#8221;. Ricerca sul comportamento organizzativo. <strong>19 </strong>: 151–188.</em></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-judge1998b_20-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-judge1998b_20-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-judge1998b_20-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Giudice, AT; Locke, EA; Durham, CC; Kluger, AN (1998). &#8220;Effetti disposizionali sulla soddisfazione lavorativa e di vita: il ruolo delle valutazioni di base&#8221;. Giornale di psicologia applicata. <strong>83 </strong>(1): 17–34. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0021-9010.83.1.17" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0021-9010.83.1.17 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9494439" target="_blank" rel="noopener"><em>9494439 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Raboteg_2014_35-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Raboteg_2014_35-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Raboteg_2014_35-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Raboteg-Saric Z.; Sakic M. (2014). &#8220;Rapporti tra stili genitoriali e qualità dell&#8217;amicizia con autostima, soddisfazione di vita e felicità negli adolescenti&#8221;. Ricerca applicata alla qualità della vita. <strong>9 </strong>(3): 749–765. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1007%2Fs11482-013-9268-0" target="_blank" rel="noopener"><em>1007/s11482-013-9268-0 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/S2CID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>S2CID</em></a><em> </em><a href="https://api.semanticscholar.org/CorpusID:143419028" target="_blank" rel="noopener"><em>143419028 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-self-evaluation_52-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-self-evaluation_52-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-self-evaluation_52-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Potenza, F. Clark; Khmelkov, Vladimir T. (1998). &#8220;Sviluppo del carattere e autostima: fondamenti psicologici e implicazioni educative&#8221;. Giornale internazionale di ricerca educativa. <strong>27 </strong>(7): 539–551. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1016%2FS0883-0355%2897%2900053-0" target="_blank" rel="noopener"><em>1016/S0883-0355(97)00053-0 </em></a><em>.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-KidsHealth_54-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-KidsHealth_54-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-KidsHealth_54-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Nuovo, Michelle (marzo 2012). </em><a href="https://web.archive.org/web/20121123035242/http:/kidshealth.org/parent/emotions/feelings/self_esteem.html" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Sviluppare l&#8217;autostima di tuo figlio&#8221; </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/KidsHealth" target="_blank" rel="noopener"><em>Salute dei bambini </em></a><em>. Archiviata dall&#8217;originale </em><a href="http://kidshealth.org/parent/emotions/feelings/self_esteem.html" target="_blank" rel="noopener"><em>il </em></a><em>23/11/2012. Estratto il 27 novembre 2012.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ross,_Mart%C3%ADn_2013_75-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ross,_Mart%C3%ADn_2013_75-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ross,_Mart%C3%ADn_2013_75-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ross,_Mart%C3%ADn_2013_75-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>c </sup></em></strong></a>Ross, Martin. <em>El Mapa de la Autoestima. </em> Dunken. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-9870267737" target="_blank" rel="noopener">978-9870267737 </a><sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Autoestima_g%C3%A9nero_76-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Autoestima_g%C3%A9nero_76-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Autoestima_g%C3%A9nero_76-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Autoestima_g%C3%A9nero_76-2" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>C</sup></em></strong></a> <em>Leiva, Darcy (11 maggio 2015). </em><a href="http://www.monografias.com/trabajos104/como-influye-genero-autoestima-adolescentes/como-influye-genero-autoestima-adolescentes.shtml" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Como influye el genero en la Autoestima de los Adolescentes&#8221; </em></a><em>. Monografias.com. Estratto l&#8217;11 dicembre il 2017.</em></li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Burger_et_al_92-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Burger_et_al_92-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Burger_et_al_92-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>B</sup></em></strong></a> <em>Hamburger, C.; Bachmann, L. (2021). </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8508291" target="_blank" rel="noopener"><em>&#8220;Perpetrazione e vittimizzazione in contesti offline e informatici: un esame variabile e orientato alla persona di associazioni e differenze riguardanti l&#8217;autostima specifica del dominio e l&#8217;adattamento scolastico&#8221; </em></a><em>. Int J Environ Res Salute pubblica. <strong>18 </strong>(19): 10429. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.3390%2Fijerph181910429" target="_blank" rel="noopener"><em>3390/ijerph181910429 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMC_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMC</em></a><em> </em><a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8508291" target="_blank" rel="noopener"><em>8508291 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><em> </em><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34639731" target="_blank" rel="noopener"><em>34639731 </em></a><em>.</em> Il testo è stato copiato da questa fonte, disponibile sotto la <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/" target="_blank" rel="noopener">licenza internazionale Creative Commons Attribution 4.0 </a>.</li>
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<li>^ <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ellis,_A._2001_115-0" target="_blank" rel="noopener">Vai a: </a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ellis,_A._2001_115-0" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>a</sup></em></strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-Ellis,_A._2001_115-1" target="_blank" rel="noopener"><strong><em><sup>bEllis </sup></em></strong></a>, A. (2001). <em>Sentirsi meglio, stare meglio, stare meglio </em>. Impact Publishers <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ISBN mancante </sup></em></a><sup>] [ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>pagina necessaria </sup></em></a><sup>]</sup></li>
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<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-127" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Erikson, Erik H. (1973). </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Childhood_and_Society" target="_blank" rel="noopener"><em>Infanzia e società </em></a><em>. Harmondsworth: Pinguino. P. 260. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0140207545" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0140207545 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-128" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Crompton, Simon (2007). Tutto su di me. Londra: Collins. P. 16. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0007247950" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0007247950 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-129" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Lancer, Darlene (6 aprile 2022). Incontrare, amare e lasciare un narcisista: strumenti essenziali per migliorare o abbandonare relazioni narcisistiche e violente. Santa Monica, California: Carousel Books. pp. 19, 34–38. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0578373188" target="_blank" rel="noopener"><em>978-0578373188 </em></a><em>.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-130" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Otto_Fenichel" target="_blank" rel="noopener"><em>Fenichel, Otto </em></a><em>(1946). </em><a href="https://archive.org/details/in.ernet.dli.2015.61482/page/n5/mode/2up?view=theater" target="_blank" rel="noopener"><em>La teoria psicoanalitica della nevrosi </em></a><em>. Londra: Kegan Paul, Trench, Trubner &amp; Co Ltd. pp. 407–410.</em></li>
<li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Self-esteem#cite_ref-131" target="_blank" rel="noopener"><strong>^</strong></a><em>Symington, Neville (2003). Narcisismo: una nuova teoria. Londra: Karmac. P. 114. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>ISBN</em></a><em> </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-1855750470" target="_blank" rel="noopener"><em>978-1855750470 </em></a><em>.</em></li>
</ol>
<h2>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Ulteriori letture</h2>
<ul>
<li>Baumeister, Roy F. (aprile 2001). &#8221; <a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=violent-pride" target="_blank" rel="noopener">Orgoglio violento: le persone diventano violente a causa dell&#8217;odio o dell&#8217;amor proprio? </a>&#8220;, in <em>Scientific American </em>, <em>284 </em>, n. 4, pp. 96–101</li>
<li>Branden, N. (1969). <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/The_Psychology_of_Self-Esteem" target="_blank" rel="noopener"><em>La psicologia dell&#8217;autostima </em></a>. New York: Bantam.</li>
<li>Branden, N. (2001). <em>La psicologia dell’autostima: un approccio rivoluzionario alla comprensione di sé che ha lanciato una nuova era nella psicologia moderna </em>. San Francisco: Jossey-Bass. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0787945269" target="_blank" rel="noopener">0787945269</a></li>
<li>Burke, C. (2008) &#8221; <a href="http://www.cormacburke.or.ke/node/370" target="_blank" rel="noopener">Autostima: perché?; Perché no? </a>&#8220;, New York <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ISBN mancante </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><em>Crocker J.; Parco LE (2004). &#8220;La costosa ricerca dell&#8217;autostima&#8221;. Bollettino psicologico. <strong>130 </strong>(3): 392–414. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1037%2F0033-2909.130.3.392" target="_blank" rel="noopener"><em>1037/0033-2909.130.3.392 </em></a><em>. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/PMID_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>PMID</em></a><a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15122925" target="_blank" rel="noopener"><em>15122925 </em></a><em>.</em></li>
<li>Franklin, Richard L. (1994). &#8220;Superare il mito dell&#8217;autostima: ragione e errore in ciò che dici a te stesso.&#8221; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/0963938703" target="_blank" rel="noopener">0963938703</a></li>
<li>Hill, SE e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/David_Buss" target="_blank" rel="noopener">Buss, DM </a>(2006). &#8220;L&#8217;evoluzione dell&#8217;autostima&#8221;. In Michael Kernis, (a cura di), <em>Autostima: problemi e risposte: un libro di prospettive attuali. </em>. Stampa di psicologia: New York. 328–333. <a href="http://homepage.psy.utexas.edu/homepage/Group/BussLAB/pdffiles/SEMSAugust4.pdf" target="_blank" rel="noopener">Testo intero</a><a href="https://web.archive.org/web/20150823193547/http:/homepage.psy.utexas.edu/homepage/Group/BussLAB/pdffiles/SEMSAugust4.pdf" target="_blank" rel="noopener">Archiviato </a>il 23 agosto 2015 in <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wayback_Machine" target="_blank" rel="noopener">Internet Archive</a></li>
<li>Lerner, Barbara (1985). &#8220;Autostima ed eccellenza: la scelta e il paradosso&#8221;, <em>American Educator </em>, inverno 1985.</li>
<li>Mecca, Andrew M., et al., (1989). <em>L&#8217;importanza sociale dell&#8217;autostima </em>University of California Press, 1989. ( <em>a cura di </em>; altri redattori includevano <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Neil_J._Smelser" target="_blank" rel="noopener">Neil J. Smelser </a>e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/John_Vasconcellos" target="_blank" rel="noopener">John Vasconcellos </a>)</li>
<li>Mruk, C. (2006). <em>Ricerca, teoria e pratica sull&#8217;autostima: verso una psicologia positiva dell&#8217;autostima </em>(3a ed.). New York: Springer. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ISBN mancante </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li><em>Rodewalt F.; Tragakis MW (2003). &#8220;Autostima e autoregolamentazione: verso studi ottimali sull&#8217;autostima&#8221;. Inchiesta psicologica. <strong>14 </strong>(1): 66–70. </em><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Doi_(identifier)" target="_blank" rel="noopener"><em>doi </em></a><em>: </em><a href="https://doi.org/10.1207%2Fs15327965pli1401_02" target="_blank" rel="noopener"><em>1207/s15327965pli1401_02 </em></a><em>.</em></li>
<li>Ruggiero, Vincent R. (2000). &#8220;Cattivo atteggiamento: confrontarsi con le opinioni che ostacolano l&#8217;apprendimento degli studenti&#8221; <em>American Educator </em>.</li>
<li>Sedikides, C. e Gregg. AP (2003). &#8220;Ritratti di sé.&#8221; In MA Hogg &amp; J. Cooper (a cura di), <em>Sage handbook of social psychology </em>(pagg. 110–138). Londra: pubblicazioni Sage. <sup>[ </sup><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Citing_sources" target="_blank" rel="noopener"><em><sup>ISBN mancante </sup></em></a><sup>]</sup></li>
<li>Twenge, Jean M. (2007). <em>Generarmi: perché i giovani americani di oggi sono più sicuri di sé, assertivi, autorizzati e più infelici che mai </em>. Stampa libera. <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/ISBN_(identifier)" target="_blank" rel="noopener">ISBN</a><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Special:BookSources/978-0743276986" target="_blank" rel="noopener">978-0743276986</a></li>
</ul>
<h3>Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; coaching per l&#8217;autostima &#8211; Approfondimenti sull&#8217;Autostima &#8211; Semantica articolo</h3>
<ul>
<li>Come migliorare l’Autostima</li>
<li>Coaching per l’autostima</li>
<li>Autostima</li>
<li>Sicurezza</li>
<li>Fiducia in sé stessi</li>
<li>Valorizzazione personale</li>
<li>Accettazione di sé</li>
<li>Assertività</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Autorealizzazione</li>
<li>Empowerment personale</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Pensiero positivo</li>
<li>Equilibrio emotivo</li>
<li>Autenticità</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Rispetto di sé</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Autonomia</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Mentalità positiva</li>
<li>Amore per sé stessi</li>
<li>Chi è il migliore coach per l’autostima</li>
<li>Coaching per l’autostima</li>
<li>Migliore coach per l’autostima in Italia</li>
<li>Chi è il migliore coach italiano per l’autostima</li>
<li>Coaching per l’autostima italiano</li>
<li>Migliore coach per l’autostima italiano</li>
<li>Sicurezza</li>
<li>Assertività</li>
<li>Migliore coach italiano sull’assertività</li>
<li>Migliore coach italiano sulla comunicazione assertiva</li>
<li>Comunicazione assertiva</li>
<li>Autoefficacia</li>
<li>Consapevolezza di sé</li>
<li>Resilienza</li>
<li>Determinazione</li>
<li>Ottimismo</li>
<li>Accettazione di sé</li>
<li>Crescita personale</li>
<li>Empowerment</li>
<li>Autodeterminazione</li>
<li>Autoconsapevolezza</li>
<li>Coraggio</li>
<li>Autoaffermazione</li>
<li>Capacità di decisione</li>
<li>Autocontrollo</li>
<li>Mentalità positiva</li>
<li>Realizzazione personale</li>
<li>Equilibrio emotivo</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/come-migliorare-lautostima-coaching-per-lautostima/">Come migliorare l&#8217;autostima &#8211; Coaching per l&#8217;autostima</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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