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	<title>Comportamento di ricerca online &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>Comportamento di ricerca online &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Variabili comportamentali e costi di ricerca delle informazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Daniel Trevisani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2024 10:22:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;Psicologia di Marketing e Comunicazione&#8221; Franco Angeli Editore, Milano Diversi studi hanno evidenziato la presenza di un search cost effect (il costo della ricerca di informazioni): l’acquirente cercherà ulteriori informazioni solo fintanto che il costo marginale della ricerca non eccede il beneficio marginale &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/variabili-comportamentali-e-costi-di-ricerca-delle-informazioni/">Variabili comportamentali e costi di ricerca delle informazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi studi hanno evidenziato la presenza di un <strong><em>search cost effect</em></strong> (il costo della ricerca di informazioni): l’acquirente cercherà ulteriori informazioni solo fintanto che il costo marginale della ricerca non eccede il beneficio marginale ricavabile dall’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ricerche di informazioni, per una singola scelta, non possono durare tutta la vita. Ad un certo punto si fermeranno, considerato il tempo e costo necessario per la ricerca stessa, in comparazione a quanto vi sia in gioco in termini di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studi sul campo hanno confermato che lo sforzo di ricerca cresce in genere al crescere delle somme coinvolte. Le somme assumono tuttavia una valenza diversa a seconda di quanto l’esborso pesa sulle finanze della persona. Un investimento di 2000 dollari, se rappresenta il 70% delle risorse disponibili del soggetto, avrà una forte valenza emotiva, e vi sarà forte timore di sbagliare, mentre, se rappresenta lo 0,01% del totale disponibile, la preoccupazione di sbagliare avrà valenza emotiva inferiore (effetto di riduzione proporzionale della criticità economica dell’investimento).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vi sono molti casi, tuttavia, di <strong>mancanza di equilibrio</strong> <strong>manageriale</strong> nel tempo dedicato a valutare la bontà delle proprie spese e decisioni, soprattutto in campo aziendale. A volte decisioni miliardarie o dagli effetti potenzialmente devastanti sull’azienda (in caso di errore) vengono prese senza perdere tanto tempo nella ricerca di informazioni indispensabili, mentre per decisioni tutto sommato stupide ed ininfluenti si perdono intere giornate in riunioni, o si investono somme ingenti in consulenza, in tempo manageriale e complesse ricerche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una Giunta comunale può dedicare enormi energie per la ricerca dei materiali e la scelta del colore del marmo di una futura fontana nella piazza del paese (che probabilmente non verrà mai costruita), e non predisporre, in compenso, un budget sufficiente (o non porsi il problema nemmeno) per la formazione professionale del personale dell&#8217;ente e lo sviluppo delle capacità manageriali (variabile da cui dipende praticamente tutto, in termini di efficienza e risultato gestionale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">I costi di ricerca possono essere analizzati secondo diversi parametri (disgiunti o congiunti):</p>


<div class="wp-block-image">
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</div>

<div class="wp-block-image">
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</div>


<p class="wp-block-paragraph">I consumatori si trovano spesso, oggi, nell&#8217;incapacità di elaborare tutta l’informazione presente sui mercati, particolarmente nei settori caratterizzati da rapida innovazione e cambiamenti tecnologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il commercio elettronico e i canali internet accrescono a dismisura il mercato di offerta e l&#8217;informazione disponibile, così che per un determinato acquisto, mentre in passato esisteva solo il negozio del paese (e non si poteva comprare altro che lì), oggi esistono innumerevoli potenziali punti di vendita e fonti informative. L&#8217;esito è un possibile <strong>overload informativo</strong>, un eccesso di dati che il soggetto non riesce più a manipolare. Questo confonde il consumatore e crea un senso di inadeguatezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I consumatori devono quindi apprendere nuove competenze:</p>


<div class="wp-block-image">
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</div>


<p class="wp-block-paragraph">Questo curriculum di studi dovrebbe essere presente in ogni percorso scolastico di base, intermedio e superiore. Se si pensa a quanto tempo si perde nelle scuole per apprendere informazioni che non si utilizzeranno mai, e quanto tempo <strong>non</strong> si impiega ad apprendere come acquistare bene (azione che si compie ogni giorno della propria vita) viene da chiedersi se non vi sia una regia occulta che determina questo stato di cose, o se si tratti semplicemente di ignoranza o incapacità politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">©Copyright. Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore dal libro di Daniele Trevisani: &#8220;<a href="https://amzn.to/3P2m50e" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Psicologia di Marketing e Comunicazione</strong></a>&#8221; Franco Angeli Editore, Milano</p>



<ul class="wp-block-list">
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</ul>



<h3 class="wp-block-heading">Semantica articolo. Le parole chiave di questo articolo sono:</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Costo della ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sforzo di ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Valenza emotiva</p>



<p class="wp-block-paragraph">Costi cognitivi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Overload informativo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Wish list</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scala dei bisogni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Affidabilità della fonte</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca delle fonti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Processo decisionale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ricerca di informazioni</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori psicologici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Motivazioni di ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Percezione del rischio</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attitudine alla ricerca</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonti di informazione</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comportamento di ricerca online</p>



<p class="wp-block-paragraph">Influenza sociale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esperienza d&#8217;acquisto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Conoscenza del prodotto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fattori demografici</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segmentazione del mercato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Decisioni informate</p>



<p class="wp-block-paragraph">Analisi delle preferenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coinvolgimento del consumatore</p>



<p class="wp-block-paragraph">Marketing cognitivo</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fidelizzazione del cliente</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strategie di comunicazione</p>
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