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	<title>ascolto di qualità &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>ascolto di qualità &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>“Esserci” nella relazione: separare l’ascolto dalle attività di “espressione” (emettere comunicazione) per generare il “flusso empatico”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 10:08:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo condivisibile, si prega di citare sempre la fonte. Per ricevere altri articoli appena escono, iscriversi al blog http://studiotrevisani.it sulla destra in alto, inserire la mail e fare clic su “segui il blog”. © Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per &#8230;</p>
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<li>Anteprima editoriale esclusiva per i lettori del blog, realizzata dall’autore del libro, articolo <strong>condivisibile</strong>, si prega di <strong>citare sempre la fonte</strong>.</li>
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<li>Per ricevere altri articoli appena escono, iscriversi al blog <a href="http://studiotrevisani.it" rel="nofollow">http://studiotrevisani.it</a> sulla destra in alto, inserire la mail e fare clic su “segui il blog”.</li>
<li><em>© Daniele Trevisani, Volume “L’ascolto Attivo: Metodi e Strumenti per l’ascolto attivo ed empatico”. Anteprima editoriale, Franco Angeli editore Milano, 2019.</em></li>
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<h1><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-10590 size-medium alignright" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01.jpg?w=207&amp;h=300" alt="" width="207" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01.jpg 540w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/bozza-copertina-lascolto-01-207x300.jpg 207w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /></a></h1>
<blockquote><p><em>Poche delizie possono eguagliare la semplice presenza </em></p>
<p><em>di colui di cui ci fidiamo totalmente.</em></p>
<p><em> (George MacDonald)</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’empatia, “esserci”, è importante.</p>
<p>Per “esserci” è essenziale non confondere i piani, l’ascolto, e l’espressione.</p>
<p>La comunicazione d’ascolto, e la qualità dell’ascolto, comprendono la necessità di separare nettamente, e prima di tutto mentalmente, le attività di attenzione alla comunicazione altrui, la sua comprensione (comunicazione in ingresso) dalle attività di espressione di nostri messaggi (comunicazione in uscita).</p>
<p>Possiamo parlare veramente di un “flusso”, un flusso empatico, un flusso bidirezionale che scorre tra due persone durante una comunicazione empatica. Un flusso che, a volte, ha qualcosa di magico.</p>
<p>Attenzione: chiaramente il contenuto di questo flusso in termini di parole, frasi, espressioni del volto e ogni altro “contenuto comunicativo” viene espresso da chi parla, ma chi ascolta esprime un flusso altrettanto potente, persino ancora più potente, il flusso dell’attenzione e della presenza mentale.</p>
<p>Due flussi di apertura, di accettazione, che creano un momento di condivisione umana unica e speciale. Se ti accade di sentirti dire “non mi sono mai sentito così capito come in questa conversazione, grazie davvero” è probabile che il tuo tasso di empatia sia stato alto.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/separazione-attivit-obiettivi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10708" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/separazione-attivit-obiettivi.jpg" alt="" width="723" height="299" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/separazione-attivit-obiettivi.jpg 806w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/separazione-attivit-obiettivi-600x248.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/separazione-attivit-obiettivi-300x124.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/08/separazione-attivit-obiettivi-768x317.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a></p>
<p>Quando sapremo separare bene questi due flussi, prima di tutto a livello mentale, poi sul piano fisico e comportamentale, sapremo come dare presenza, evitando di intromettere il flusso empatico con comunicazioni non appropriate. Quando sarà “il nostro turno”, saremo sempre e comunque empatici, “collegati” e pertinenti.</p>
<blockquote><p><em>Ci sono persone che lasciano la loro presenza in un luogo anche quando non ci sono più.</em></p>
<p><em> (Andy Goldsworthy)</em></p></blockquote>
<h2>Regole per un ascolto empatico di qualità</h2>
<blockquote><p><em>La maggior parte delle liti amplifica un malinteso.</em></p>
<p><em> (Andre Gide)</em></p></blockquote>
<p>Durante le fasi di ascolto empatico è necessario:</p>
<ul>
<li>non interrompere l’altro;</li>
<li>non giudicarlo prematuramente;</li>
<li>non esprimere giudizi che possano bloccare il flusso espressivo altrui;</li>
<li>non distrarsi, non pensare ad altro, non fare altre attività mentre si ascolta (tranne prendere eventuali appunti), usare il pensiero per ascoltare, non vagare;</li>
<li>non correggere l’altro mentre afferma, anche quando non si è d’accordo, rimanere in ascolto;</li>
<li>non cercare di sopraffarlo;</li>
<li>non cercare di dominarlo;</li>
<li>non cercare di insegnargli o impartire verità, trattenere la tentazione di immettersi nel flusso espressivo per correggere qualcosa che non si ritiene corretto;</li>
<li>non parlare di sé;</li>
<li>testimoniare interesse e partecipazione attraverso i segnali verbali e il linguaggio del corpo;</li>
</ul>
<p>Di particolare interesse risultano gli atteggiamenti di:</p>
<ul>
<li>interesse genuino e curiosità verso la controparte: il desiderio di conoscere ed esplorare la mente di un’altra persona, attivare la curiosità umana e professionale;</li>
<li>silenzio interiore: creare uno stato di <strong>quiete emozionale</strong> (liberarsi da emozioni negative e pregiudizi) per ascoltare l’altro e rispettarne i ritmi</li>
<li>Predisporsi mentalmente al “tutto”: riuscire a fare posto anche a materiali psichici “pesanti” (paure, traumi, drammi, o sogni) che l’altra persona esprime, o emergano nel processo, o saperli esplorare rimanendo “centrati”, in equilibrio mentale ed emozionale.</li>
</ul>
<p>È importante ricorrere alle parole di Carl Rogers, psicologo e fondatore del Counseling, la persona che ha più influito sul concetto stesso di empatia:</p>
<p><em>“La nostra prima reazione di fronte all&#8217;affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un opinione tendiamo subito a pensare &#8216;è ingiusto&#8217;, &#8216;è stupido&#8217;, &#8216;è anormale&#8217;, &#8216;è irragionevole&#8217;, &#8216;è scorretto&#8217;, &#8216;non è gentile&#8217;. Molto di rado ci permettiamo di &#8216;capire&#8217; esattamente quale sia per lui il significato dell&#8217;affermazione.” </em></p>
<p><em>Carl Rogers</em></p>
<p>“Cosa sia per lui il significato dell’affermazione” è il vero senso di qualsiasi operazione di empatia, capire la connessione emotiva, il movente visto da dentro.</p>
<p>Si tratta di una tecnica. Poi poco importa che tale tecnica sia applicata verso un criminale per capire quali prossimi gesti possa compiere, o verso una persona che soffre di ansia, o per aiutare un giovane a trovare la sua strada nel futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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