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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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		<title>Psicologia delle Emozioni. Un nuovo modo di vedere le emozioni e le performance. Emozioni Alfa ed emozioni Beta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[trevisani@studiotrevisani.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 11:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[self power]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo modo di vedere le emozioni e le performance. Emozioni Alfa ed emozioni Beta Copyright. Articolo a cura di Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it Testo elaborato con modifiche dall’autore, tratto dal libro Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, Franco Angeli editore. https://amzn.to/32ZDZJo Divertiti. Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, perché &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/psicologia-delle-emozioni-un-nuovo-modo-di-vedere-le-emozioni-e-le-performance-emozioni-alfa-ed-emozioni-beta/">Psicologia delle Emozioni. Un nuovo modo di vedere le emozioni e le performance. Emozioni Alfa ed emozioni Beta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><a name="_Toc420575187"></a>Un nuovo modo di vedere le emozioni e le performance. Emozioni Alfa ed emozioni Beta</h1>
<p>Copyright. Articolo a cura di Daniele Trevisani <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it </a>Testo elaborato con modifiche dall’autore, tratto dal libro <strong><em>Self-power. Psicologia della motivazione e della performance</em></strong>, Franco Angeli editore. <a href="https://amzn.to/32ZDZJo" target="_blank" rel="noopener">https://amzn.to/32ZDZJo</a></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15239" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-189x300.jpg" alt="crescita personale libri - libro self power psicologia della motivazione e delle performance" width="189" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-189x300.jpg 189w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-645x1024.jpg 645w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-175x278.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-450x715.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-600x953.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power.jpg 654w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" /></p>
<blockquote><p><em>Divertiti.<br />
Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, </em></p>
<p><em>perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa.</em></p>
<p><em>Bruce Lee</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<h2><a name="_Toc420575188"></a>La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; rende gli obiettivi facili o difficili</h2>
<p>L&#8217;intera questione delle emozioni alfa e emozioni beta ruota attorno a:</p>
<ul>
<li>vivere intensamente il progetto, la via, il percorso &#8211; emozioni <em>beta</em> – come il valore di ogni falcata e di ogni atto di respirazione nella corsa, e</li>
<li>cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere o che ci assegnano &#8211; emozioni <em>alfa</em>, esempio, cosa proviamo verso l’idea di tagliare il traguardo o porci un tempo-obiettivo per correre una maratona</li>
</ul>
<p>I mix emotivi che si generano nelle situazioni reali. Es, volere il risultato ma volerlo subito e detestare il percorso di costruzione che ti ci porta, oppure amare il viaggio sino a considerare irrilevante la meta, e tante altre condizioni intermedie.</p>
<p>Queste &#8220;faccende&#8221; sono talmente importanti per le performance, e piene di sfumature, che vanno affrontate obbligatoriamente, se vogliamo mai avere speranza di compiere performance davvero eccezionali ma anche avere un vissuto appagante nella vita di chi le compie.</p>
<p>Si, a volte diciamo che il viaggio è persino più appagante della meta. Ma per chi si occupa di performance, queste semplificazioni sono solo l&#8217;inizio. Vanno approfondite.</p>
<p>La tematica del raggiungimento di obiettivi è ampiamente trattata in campo strategico e aziendale.  Obiettivi. Obiettivi. Obiettivi. Tutto ruota attorno agli obiettivi, sino a perdere di vista chi è che li deve raggiungere &#8211; esseri umani e non macchine &#8211; e quali energie mentali servano, in che stato sono queste &#8220;macchine&#8221;.</p>
<p>Immaginate di dare un obiettivo semplicissimo ad una persona depressa. Una persona realmente depressa troverà difficile persino alzarsi dal letto.</p>
<p>L&#8217;obiettivo diventa semplice o facile in funzione di dove si posiziona la <strong>soglia di efficacia personale</strong>.</p>
<p>Figura 1 &#8211; Posizione di diversi obiettivi rispetto alla soglia di efficacia personale</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22943" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/09/psicologia-emozioni-diversi-tipi-obiettivo.jpg" alt="psicologia delle emozioni e self empowerment - i diversi tipi di obiettivo" width="762" height="234" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/09/psicologia-emozioni-diversi-tipi-obiettivo.jpg 762w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/09/psicologia-emozioni-diversi-tipi-obiettivo-300x92.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/09/psicologia-emozioni-diversi-tipi-obiettivo-175x54.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/09/psicologia-emozioni-diversi-tipi-obiettivo-450x138.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/09/psicologia-emozioni-diversi-tipi-obiettivo-600x184.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 762px) 100vw, 762px" /></p>
<p>Ognuno di noi può esercitarsi nell&#8217;individuare:</p>
<ul>
<li><strong>Obiettivi di tipo A1</strong>: quello che sento di poter fare con assoluta tranquillità, qualcosa di &#8220;tranquillo&#8221;, niente di sfidante per me.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo A2</strong>: quello che sento di poter fare ma mi richiede un impegno e attenzione particolari. Rientra comunque tra &#8220;ciò che sento di poter fare&#8221;.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo B1</strong>: obiettivi &#8220;quasi alla portata&#8221;, ciò che riuscirei a fare bene ma solo in parte, e sento che per poterlo fare bene devo ancora apprendere qualcosa, o mi <strong>serve ancora qualche ingrediente</strong>.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo B2</strong>: obiettivi con larga probabilità di fallimento, temi su cui qualcosa conosco, qualcosa so fare, ma per raggiungerli sento che devo ancora apprendere molto, li sento ancora molto lontano e difficili.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo C</strong>: non è fattibile ora, ma non è molto lontano da quello che sento di poter fare, se iniziassi ad esercitarmi. Per ora è fuori dalla mia portata ma non è detto lo sia per sempre.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo D</strong>: troppo lontano, troppo difficile, impossibile per me, adesso e per sempre.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;asticella con cui misuriamo questi obiettivi diventa il Potere Personale.</p>
<p>Figuriamoci cosa accade quando diamo un obiettivo ad una persona demotivata. O, se lo riceviamo noi stessi e non ci crediamo. Cosa facciamo?</p>
<p>Possiamo cercare di aumentare il nostro Potere Personale, alzare l&#8217;asticella con cui misuriamo gli eventi, o abbandonarne persino l&#8217;idea. Cosa fare, in questo caso, diventa un modo di vivere la vita.</p>
<h2><a name="_Toc420575189"></a>Obiettivi ed emozioni</h2>
<p>Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di negarle o posticiparle sino alla morte.</p>
<p>Il mondo del <em>time management</em>, la gestione del tempo, e più in generale delle risorse limitate &#8211; fa troppo conto su fogli di Excel e poco conto sul mondo delle emozioni che proviamo nel fare qualcosa, o nel dirigerci verso uno scopo.</p>
<p>Sembrano due terreni diversi, ma in realtà lo sfondo emotivo è il vero substrato dei risultati.</p>
<p>Noi dedichiamo il nostro tempo migliore e le nostre risorse migliori a ciò che ci nutre, a ciò che ci gratifica, e fuggiamo tutto il resto.</p>
<p>Una cultura della consapevolezza deve portare le persone ad essere più consce di quali obiettivi o stati vuole raggiungere, e di come utilizza il suo tempo. Una scarsa consapevolezza vede invece le persone in <strong>uno stato di divario, di scostamento, tra ciò che desideri e come utilizzi realmente il tuo tempo.</strong></p>
<p>Percepisci una dissonanza, un allarme, ogni volta che senti di dedicare tempo a qualcosa che non senti essere la tua vera vita. O cerchi un perchè in quello che fai, e questo perchè non lo trovi o fai sempre più fatica a trovarlo.</p>
<p>La ricerca del perchè, la ricerca di un bisogno di &#8220;senso&#8221; è sacra. Si tratta solo di ascoltarla.</p>
<p>In molte aziende ci si dedica alla pianificazione solo quando si è obbligati, mentre guidare un “muletto” o una ruspa gratificherebbe di più. Riempiamo le giornate &#8211; e a volte interi brani di vita &#8211;  a correre come formiche anziché concentrarci su cosa è importante. Sul cosa fare e sul perché.</p>
<p>Cerchiamo invece di impegnarci in una vocazione o interesse, e impariamo a sentire il fluire delle energie, la dove prima vedevamo solo azioni vuote. Tutto cambierà.</p>
<h2><a name="_Toc420575192"></a>Emozioni Alfa ed emozioni Beta</h2>
<p>Un approccio che centri il fronte emotivo di come una persona vive gli obiettivi, deve procedere verso due specifiche aree di analisi</p>
<p>le emozioni viscerali che sento verso un certo effetto o <em>end-state</em>: sento davvero mio un certo obiettivo? Lo sento come qualcosa che mi tocca davvero? Provo passione per un certo obiettivo o lo vivo come uno dei tanti momenti che mi tocca fare, o un momento obbligato? Lo sento importante per i miei valori?  Quanto? Voglio davvero vedere quel risultato finale raggiunto? Mi attiva emotivamente l’immagine di un certo risultato? La situazione che voglio si produca è davvero importante per me? O è un risultato più o meno burocratico, che non mi cambia la vita, che non mi attiva veramente? Denominiamo qui le emozioni verso l’obiettivo <strong>emozioni alfa</strong>.</p>
<p>Le emozioni che provo per le azioni necessarie (<em>operations</em>), le attività quotidiane, o i singoli step di un percorso. Mi annoiano le operazioni intermedie e vorrei solo vedere il risultato finale raggiunto? Provo invece piacere dell’azione, gusto del fare e dell’agire? Le <em>operations</em> mi annoiano o mi energizzano, le vorrei saltare o “guai a chi me le toglie”? Denominiamo qui le emozioni che accompagnano l’azione <strong>emozioni beta</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il senso che le emozioni Alfa, quelle verso il lo scopo finale,  è ben espresso nella seguente metafora:</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>‎&#8221;Se vuoi costruire una nave non devi per prima cosa affaticarti a chiamare la gente a raccogliere la legna e a preparare gli attrezzi;</p>
<p>non distribuire i compiti, non organizzare il lavoro&#8230;</p>
<p>Ma invece prima risveglia negli uomini la nostalgia del mare</p>
<p>lontano e sconfinato.</p>
<p>Appena si sarà risvegliata in loro questa sete</p>
<p>si metteranno subito al lavoro per costruire la nave&#8221;.</p>
<p>(Antoine-Marie-Roger de Saint Exupéry)</p></blockquote>
<p>Il leader o motivatore che  riesce a far visualizzare e apprezzare il risultato finale atteso, potrà generare motivazione autonoma.</p>
<p>Questa è una delle due strade.</p>
<p>Immaginiamo un vetraio di Murano, a Venezia, intendo nel produrre bicchieri artistici. Quanto è importante per lui arrivare a fine giornata ad avere prodotto X bicchieri (emozioni alfa)? Quanto sono importanti il gesto del produrre il bicchiere, del soffiare dentro alla cannuccia, del vedere il bicchiere prendere forma? Sono attività di per se gratificanti (emozioni beta)?</p>
<p>O ancora, esaminiamo il lavoro di un pittore. È mosso dal piacere di usare la tela e i colori, dall’idea di trovare un luogo o soggetto che lo ispira, o ogni singola attività gli è di peso e vorrebbe vedere il quadro finito prima possibile?</p>
<p>Ogni artista vive in modo diverso sia l’effetto da produrre (il quadro) che il modo di produrlo (le <em>operations</em>).</p>
<p>Le sfumature in questo campo sono molteplici.</p>
<p>Anche un pilota di aereo intento in una missione di salvataggio vive due momenti emotivi: sia voler vedere raggiunto un certo risultato strategico finale a cui contribuisce con la sua missione (salvare la persona), oppure essere ammaliato dal piacere del volare, energizzato dalle operazioni di volo, dall’adrenalina dell’azione, al di la degli effetti che l’azione avrà (essere parte di un processo).</p>
<p>Possiamo avere persino casi in cui non interessi assolutamente il perché della missione (<strong>emozioni alfa azzerate</strong>) ma interessi unicamente il fatto di farla bene, il piacere che si prova <em>durante, </em> la totale gratificazione che accompagna il gesto (<strong>emozioni beta massimizzate</strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne. [&#8230;] </em></p>
<p><em>È dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo. </em></p>
<p><em>Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d&#8217;amore. </em></p>
<p><em>Oriana Fallaci, da Accetto la morte ma la odio, 2006</em></p></blockquote>
<p>Chi ha praticato boxe o arti di combattimento lo sa bene. Usciti dal ring e dopo una doccia sembra di avere un&#8217;altra occasione per vivere. Sembra che il mondo, prima ostile, sia diventato un posto migliore. Questa è una delle gratificazioni maggiori di chi fa sport estremi.</p>
<p>Ma entriamo nel mondo del lavoro, analizziamo le performance di un venditore: le emozioni alfa si attivano nel volere fortemente il risultato finale (vedere la vendita conclusa), le emozioni beta si attivano quando il venditore è emotivamente e positivamente coinvolto nella trattativa di vendita, nella strategia di preparazione, vede le trattative  in sé come attività comunicativa e persuasiva interessante, come relazione di aiuto, o come sforzo di condivisione, o come esercizio di tattica e strategia, come sfida con se stesso, o come palestra del proprio stato o condizione mentale (attivazione delle emozioni beta).</p>
<p>Lo stesso per uno scrittore: siamo attivati unicamente dall’idea di vedere il libro finito, o si prova piacere nello scrivere? Se nessuna delle due aree attiva la persona, non avremo mai uno scrittore compiuto. E  non avremo mai un buon libro.</p>
<p>Trattare di performance, di effetti da produrre, e di operazioni tattiche, tocca inevitabilmente il fronte delle emozioni soggettive.</p>
<p>Posso avere <strong>emozioni alfa plurime</strong> – più di una motivazione – verso la meta, ed <strong>emozioni beta plurime</strong> – più di una sensazione positiva collegata all’azione.</p>
<p>Per esempio, un formatore può avere emozioni alfa plurime se è interessato al compenso economico del suo lavoro, ma anche al vedere un corso terminato, e ad avere trasmesso bene i concetti che voleva lasciare. Allo stesso tempo può avere emozioni beta plurime: il piacere di avviare un contatto umano ad inizio attività, il piacere di vedere le persone all’opera durante, il gusto di un lavoro che scorre fluido e con un clima positivo.</p>
<p>Così come si arrabbierà quando qualcuno si comporta con maleducazione verso il formatore, verso altri studenti e verso la sacralità del momento formativo. E glielo dirà. Senza paura.</p>
<blockquote><p>Agirò senza paura ogni volta in cui vorrò dire qualcosa in cui credo&#8230;</p>
<p>Daniele Trevisani ©</p></blockquote>
<p>Quanto più le emozioni sia alfa che beta sono forti e numerose, tanto maggiore sarà l’attivazione verso lo scopo e la performance.</p>
<p>Chi non crede più a niente difficilmente riuscirà in qualcosa.</p>
<p>Quanto più invece sono assenti, deboli o invece negative le emozioni verso lo scopo o verso le attività da compiere, quanto più l’attività sarà considerata un peso o peggio una frustrazione, o verranno accettate passivamente riduzioni rispetto ai propri ideali, amputazioni e umiliazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Ma vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa</p>
<p>e parlare diventa un obbligo.</p>
<p>Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico</p>
<p>al quale non ci si può sottrarre.</p>
<p>Oriana Fallaci</p>
<p>____</p>
<p>Copyright. Articolo a cura di Daniele Trevisani <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it </a>Testo elaborato con modifiche dall’autore, tratto dal libro <strong><em>Self-power. Psicologia della motivazione e della performance</em></strong>, Franco Angeli editore. <a href="https://amzn.to/32ZDZJo" target="_blank" rel="noopener">https://amzn.to/32ZDZJo</a></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15239" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-189x300.jpg" alt="crescita personale libri - libro self power psicologia della motivazione e delle performance" width="189" height="300" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-189x300.jpg 189w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-645x1024.jpg 645w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-175x278.jpg 175w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-450x715.jpg 450w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power-600x953.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2020/04/2014-self-power.jpg 654w" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" /></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/psicologia-delle-emozioni-un-nuovo-modo-di-vedere-le-emozioni-e-le-performance-emozioni-alfa-ed-emozioni-beta/">Psicologia delle Emozioni. Un nuovo modo di vedere le emozioni e le performance. Emozioni Alfa ed emozioni Beta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Emozioni Alfa ed Emozioni Beta &#8211; Impegnarsi in una Vocazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 08:10:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[brani di vita]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni alfa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance, Franco Angeli, Milano Daniele Trevisani &#8211; Info sull’autore www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it Divertiti. Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato, perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa. Bruce Lee &#160; &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/emozioni-alfa-ed-emozioni-beta-impegnarsi-in-una-vocazione/">Emozioni Alfa ed Emozioni Beta &#8211; Impegnarsi in una Vocazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10529" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="79" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1.jpg 361w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/1-300x79.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</p>
<p>Daniele Trevisani &#8211; Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></p>
<blockquote><p>Divertiti.<br />
Ricorda, amico mio, di goderti il progetto così come il suo risultato,</p>
<p>perché la vita è troppo breve per riempirla di energia negativa.</p>
<p>Bruce Lee</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<h2><a name="_Toc420575188"></a>La &#8220;soglia di efficacia personale&#8221; rende gli obiettivi facili o difficili</h2>
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<li>vivere intensamente il progetto, la via, il percorso &#8211; emozioni <em>beta</em> &#8211; e</li>
<li>cosa proviamo per il risultato finale che vogliamo raggiungere o che ci assegnano &#8211; emozioni <em>alfa</em>.</li>
</ul>
<p>I mix emotivi che si generano nelle situazioni reali. Es, volere il risultato ma volerlo subito e detestare il percorso di costruzione che ti ci porta, oppure amare il viaggio sino a considerare irrilevante la meta, e tante altre condizioni intermedie.</p>
<p>Queste &#8220;faccende&#8221; sono talmente importanti per le performance, e piene di sfumature, che vanno affrontate obbligatoriamente, se vogliamo mai avere speranza di compiere performance davvero eccezionali ma anche avere un vissuto appagante nella vita di chi le compie.</p>
<p>Si, a volte diciamo che il viaggio è persino più appagante della meta. Ma per chi si occupa di performance, queste semplificazioni sono solo l&#8217;inizio. Vanno approfondite.</p>
<p>La tematica del raggiungimento di obiettivi è ampiamente trattata in campo strategico e aziendale.  Obiettivi. Obiettivi. Obiettivi. Tutto ruota attorno agli obiettivi, sino a perdere di vista chi è che li deve raggiungere &#8211; esseri umani e non macchine &#8211; e quali energie mentali servano, in che stato sono queste &#8220;macchine&#8221;.</p>
<p>Immaginate di dare un obiettivo semplicissimo ad una persona depressa. Una persona realmente depressa troverà difficile persino alzarsi dal letto.</p>
<p>L&#8217;obiettivo diventa semplice o facile in funzione di dove si posiziona la <strong>soglia di efficacia personale</strong>.</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-11519 size-full" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1.jpg" alt="Soglia di efficacia personale" width="1174" height="414" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1.jpg 1174w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-600x212.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-300x106.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-768x271.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-1024x361.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/09/immagine-1-900x317.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 1174px) 100vw, 1174px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ognuno di noi può esercitarsi nell&#8217;individuare:</p>
<ul>
<li><strong>Obiettivi di tipo A1</strong>: quello che sento di poter fare con assoluta tranquillità, qualcosa di &#8220;tranquillo&#8221;, niente di sfidante per me.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo A2</strong>: quello che sento di poter fare ma mi richiede un impegno e attenzione particolari. Rientra comunque tra &#8220;ciò che sento di poter fare&#8221;.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo B1</strong>: obiettivi &#8220;quasi alla portata&#8221;, ciò che riuscirei a fare bene ma solo in parte, e sento che per poterlo fare bene devo ancora apprendere qualcosa, o mi <strong>serve ancora qualche ingrediente</strong>.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo B2</strong>: obiettivi con larga probabilità di fallimento, temi su cui qualcosa conosco, qualcosa so fare, ma per raggiungerli sento che devo ancora apprendere molto, li sento ancora molto lontano e difficili.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo C</strong>: non è fattibile ora, ma non è molto lontano da quello che sento di poter fare, se iniziassi ad esercitarmi. Per ora è fuori dalla mia portata ma non è detto lo sia per sempre.</li>
<li><strong>Obiettivi di tipo D</strong>: troppo lontano, troppo difficile, impossibile per me, adesso e per sempre.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;asticella con cui misuriamo questi obiettivi diventa il Potere Personale.</p>
<p>Figuriamoci cosa accade quando diamo un obiettivo ad una persona demotivata. O, se lo riceviamo noi stessi e non ci crediamo. Cosa facciamo?</p>
<p>Possiamo cercare di aumentare il nostro Potere Personale, alzare l&#8217;asticella con cui misuriamo gli eventi, o abbandonarne persino l&#8217;idea. Cosa fare, in questo caso, diventa un modo di vivere la vita.</p>
<h2>Obiettivi ed emozioni</h2>
<p>Le emozioni determinano “a cosa” dedichiamo il nostro tempo migliore, le energie più belle, cosa facciamo più volentieri, e a quali azioni dedichiamo meno tempo possibile, sino al punto di negarle o posticiparle sino alla morte.</p>
<p>Il mondo del <em>time management</em>, la gestione del tempo, e più in generale delle risorse limitate &#8211; fa troppo conto su fogli di Excel e poco conto sul mondo delle emozioni che proviamo nel fare qualcosa, o nel dirigerci verso uno scopo.</p>
<p>Sembrano due terreni diversi, ma in realtà lo sfondo emotivo è il vero substrato dei risultati.</p>
<p>Noi dedichiamo il nostro tempo migliore e le nostre risorse migliori a ciò che ci nutre, a ciò che ci gratifica, e fuggiamo tutto il resto.</p>
<p>Una cultura della consapevolezza deve portare le persone ad essere più consce di quali obiettivi o stati vuole raggiungere, e di come utilizza il suo tempo. Una scarsa consapevolezza vede invece le persone in <strong>uno stato di divario, di scostamento, tra ciò che desideri e come utilizzi realmente il tuo tempo.</strong></p>
<p>Percepisci una dissonanza, un allarme, ogni volta che senti di dedicare tempo a qualcosa che non senti essere la tua vera vita. O cerchi un perchè in quello che fai, e questo perchè non lo trovi o fai sempre più fatica a trovarlo.</p>
<p>La ricerca del perchè, la ricerca di un bisogno di &#8220;senso&#8221; è sacra. Si tratta solo di ascoltarla.</p>
<p>In molte aziende ci si dedica alla pianificazione solo quando si è obbligati, mentre guidare un “muletto” o una ruspa gratificherebbe di più. Riempiamo le giornate &#8211; e a volte interi brani di vita &#8211;  a correre come formiche anziché concentrarci su cosa è importante. Sul cosa fare e sul perchè.</p>
<p>Cerchiamo invece di impegnarci in una vocazione o interesse, e impariamo a sentire il fluire delle energie, la dove prima vedevamo solo azioni vuote. Tutto cambierà.</p>
<p>__________</p>
<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</p>
<p>Daniele Trevisani &#8211; Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/emozioni-alfa-ed-emozioni-beta-impegnarsi-in-una-vocazione/">Emozioni Alfa ed Emozioni Beta &#8211; Impegnarsi in una Vocazione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Una Mente che influisce sul Destino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 08:03:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[risorse umane]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento per la forza interiore]]></category>
		<category><![CDATA[antibiotici mentali]]></category>
		<category><![CDATA[antivirali mentali]]></category>
		<category><![CDATA[ladri di energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance, Franco Angeli, Milano Daniele Trevisani Info sull’autore www.danieletrevisani.it www.studiotrevisani.it www.comunicazioneaziendale.it &#160; Mente e Destino Se vogliamo che la Forza vinca, il nostro destino deve essere pilotato dalla nostra mente. Per cui, la pratica per migliorare sé stessi e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/una-mente-che-influisce-sul-destino/">Una Mente che influisce sul Destino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-self-power-psicologia-motivazione-performance.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10481 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-self-power-psicologia-motivazione-performance.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</p>
<ul>
<li>
<blockquote><p>Daniele Trevisani Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></p></blockquote>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Mente e Destino</h2>
<p>Se vogliamo che la Forza vinca, il nostro destino deve essere pilotato dalla nostra mente. Per cui, <strong>la pratica per migliorare sé stessi e potenziarsi &#8211; mente e corpo &#8211; deve essere quotidiana</strong>.</p>
<p>Si tratta di avviare un percorso di allenamento alla coltivazione dell&#8217;energia fisica e mentale, con tecniche diverse in ogni stadio della vita.</p>
<p>Da bambini, da ragazzi, da adulti, da anziani. Sino all&#8217;ultimo secondo &#8211; possiamo sempre imparare qualcosa, e ogni apprendimento è energia.</p>
<p>Il corpo è plastico, reagisce agli stimoli positivi potenziandosi (allenamenti, alimentazioni corrette o sbagliate, pensieri positivi o pensieri negativi).</p>
<p>Anche la mente è plastica, si modifica nella struttura neuronale, nelle idee e credenze che vi circolano, in base a come e quanto la nutriamo (<strong>dieta comunicazionale</strong>) e a quanto pratichiamo training mentale e altre pratiche per tenerla pulita, libera da virus mentali come apatia, ansia, noia, accettazione della sofferenza inutile, per nutrirla di concentrazione, rilassamento, focalizzazione, desiderio e passione di vita.</p>
<p>Se vogliamo che vinca il Buio, basta lasciarsi andare alla tv spazzatura, vivere da pecora nel gregge e ingoiare la pillola <em>“produci, consuma, muori”</em> e non pensarci più. Questa, lo dirò subito, non è la nostra strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>&#8220;I will not allow anyone to walk through my mind with their dirty feet&#8221;</em></p>
<p><em>Non permetterò agli altri (o non permetterò a nessuno) di attraversare la mia mente con i loro piedi sporchi. </em></p>
<p>Mahatma Gandhi</p></blockquote>
<p><em> </em></p>
<p>Cominciare a dire &#8220;questo si e questo no&#8221; è un ottimo inizio per l&#8217;autodeterminazione. Iniziare a porsi domande sui messaggi che ci arrivano: &#8220;il mio istinto mi dice che questo personaggio è credibile e che posso fidarmi&#8221;?</p>
<p>Ancora migliore è filtrare i messaggi in ingresso come se si trattasse di vero e proprio cibo che può essere &#8220;nutriente&#8221; o &#8220;avvelenato&#8221;.</p>
<p>Non lasciamo che sia il destino a decidere di cosa ci nutriremo, decidiamolo noi, con forza.</p>
<h2>Chiudere i canali del mondo tossico e far entrare in noi aria pulita</h2>
<p>I furti più pericolosi sono quelli che ti vogliono togliere l&#8217;energia per vivere. I veleni più pericolosi sono quelli che ti impediscono di usare la mente come un diamante limpido, la vogliono inquinare e portare nella melma anziché lasciarla volare alta, libera e luminosa.</p>
<p>Liberarsi dai &#8220;<strong>ladri di energia</strong>&#8221; e dai &#8220;<strong>veleni mentali</strong>&#8221; è un dovere fondamentale per chi cerca le performance e la liberazione di sé. Che si tratti di persone che non ti vogliono bene, di pensieri distorti che ti vivono dentro, o di interi sistemi culturali, inizia a chiederti cosa ti toglie energie e quando succede. E&#8217; un passo fondamentale verso l&#8217;emancipazione. Poi inizia a chiederti dove ne potrai trovare, e non temere. Fai esperimenti di avvicinamento a queste energie. Di continuo.</p>
<p>La Dieta Comunicazionale misura il grado di &#8220;<strong>nutrimento comunicazionale</strong>&#8220;, le idee buone e fresche che entrano e ci fanno bene, i programmi che ci aiutano a pensare, un corso, un film o libro o persona&#8230; non importa davvero quale sia la fonte. Ciò che conta è il messaggio che entra.</p>
<p>Nella Dieta Comunicazionale misuriamo anche il tasso di &#8220;<strong>intossicazione comunicazionale</strong>&#8220;, i messaggi tossici che cercano di addentrarsi in noi, dalle fonti più varie come film, esempi di vita, comportamenti, dialoghi sentiti per strada o al lavoro, cose viste nei comportamenti da genitori e insegnanti, o trovate su libri e letture.</p>
<p>Chi vuole disintossicarsi deve assolutamente chiudere i canali di accesso del &#8220;mondo tossico&#8221; verso la propria mente e aprire canali puliti. Deve porre una barriera assoluta all&#8217;ingresso di ulteriore immondizia mentale e darsi tempo di fare pulizia. E deve assumere &#8220;antibiotici mentali&#8221; e &#8220;antivirali mentali&#8221;, da ogni fonte pulita possibile, come libri buoni, corsi selezionati, letture, persone positive che aiutino a crescere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>I migliori guerrieri fanno più male con la mente che con il pugno.</em></p>
<p><em>Daniele Trevisani</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una metafora potente è il combattimento. Qui, &#8220;schivare&#8221; significa riconoscere prima di tutto che un colpo è partito o un messaggio negativo è sulla nostra traiettoria (<em>Detection </em><em>Skills</em>), per poi attutirlo, o spostarsi dalla sua traiettoria (<em>Protection Skills</em>). In questo le arti marziali sono maestre e da esse impariamo mille modi per schivare o ridurre l&#8217;impatto di colpi negativi.</p>
<p>Lo scopo è mantenere la mente pulita.</p>
<p>È una filosofia di vita, un&#8217;immissione di energia nello spirito come nel corpo, che vale per ogni persona, per ogni giorno.</p>
<p>La dieta comunicazionale può contenere contenuti seri, ma anche e assolutamente momenti di divertimento, utili per staccare con i problemi e rigenerarsi.</p>
<p>Una dieta va applicata sempre. Anche nei momenti più banali, come quando siamo a tavola. Sicuramente, mangiare a tavola guardando un telegiornale e sentir parla di stupri, morti e bambini maltrattati non può essere né utile a sé stessi né risolutivo di quei problemi, che meritano ben altra attenzione.</p>
<p>Molto più utile è invece mangiare gustando la sacralità del cibo, parlare piacevolmente, o guardare dei filmati divertenti, comici o satirici, ed evitare discussioni a tavola, per consacrare un momento fondamentale come il nutrirsi.</p>
<p>Anche un gesto banale come ridere può fare bene.</p>
<p>Vi sono molti metodi, molte “scuole” cui attingere per fare pratica quotidiana di ricerca della libertà di volare, metodi per fare pulizia mentale, strade di miglioramento e potenziamento, sia fisico che psicologico.</p>
<p>Alcune di queste sono disponibili in comuni e semplici palestre, altre stanno nei <em>Dojo</em> (palestre marziali), alcune nelle Chiese, altre ancora sono sotto gli occhi di tutti ma non le consideriamo come tali finché non le abbiamo scoperte (es., un bosco, un lago, un fiore, un sasso, un libro, un gruppo, una persona illuminata o risvegliata).</p>
<p>Alcune pratiche mentali sono frutto delle scienze occidentali e psicologiche, altre vengono dalle religioni, occidentali o orientali. Ciò che conta è praticare. Quotidianamente. E se i metodi non funzionano, cambiarli.</p>
<p>Non c&#8217;è niente di male a cambiare credenze, stile di vita, persino religione, quando riconosciamo che un modo di essere non ci appartiene più e scorgiamo nuova luce altrove. La nostra fedeltà deve essere nella causa verso l&#8217;emancipazione e non tanto nel singolo strumento che di volta in volta usiamo per la nostra scalata verso la luce.</p>
<p>Chi vuole arrivare alla vetta può farsi trasportare, o prendere un elicottero e non faticare, non conquistare nemmeno un metro con i suoi passi, ma <strong>non avrà imparato a scalare</strong>.</p>
<p>Chi impara a scalare potrà invece toccare mille vette fino al cielo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Per arrivare all&#8217;alba non c&#8217;è altra via che la notte</p>
<p>Kahlil Gibran</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<ul>
<li>© Articolo di Dott. Daniele Trevisani, estratto dal testo <a href="https://amzn.to/310vevb" target="_blank" rel="noopener"><em>Self Power. Psicologia della Motivazione e delle Performance</em></a>, Franco Angeli, Milano</li>
<li>Daniele Trevisani Info sull’autore <a href="http://www.danieletrevisani.it" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.it</a> <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a> <a href="http://www.comunicazioneaziendale.it" target="_blank" rel="noopener">www.comunicazioneaziendale.it</a></li>
</ul>
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		<title>Tecniche di Coaching. Le 6 aree di lavoro per la crescita personale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 08:57:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[scuola di coaching e counseling step]]></category>
		<category><![CDATA[scuole di coaching]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
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		<category><![CDATA[scopo di vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>©Copyright Daniele Trevisani. Articolo estratto dal volume Self Power. Psicologia della motivazione e delle performance, Franco Angeli editore, Milano Ci vuol coraggio, ci vuole determinazione, ci vuole fantasia, ma le possibilità ci sono. Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/tecniche-di-coaching-le-6-aree-di-lavoro-per-la-crescita-personale-articolo-e-video/">Tecniche di Coaching. Le 6 aree di lavoro per la crescita personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>©Copyright Daniele Trevisani. Articolo estratto dal volume <a href="https://amzn.to/2Tyou3l" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power. Psicologia della motivazione e delle performance</a>, Franco Angeli editore, Milano</em></p>
<p><a href="https://amzn.to/2Tyou3l" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11174 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/self-power.jpg" alt="" width="316" height="499" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/self-power.jpg 316w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/self-power-190x300.jpg 190w" sizes="auto, (max-width: 316px) 100vw, 316px" /></a></p>
<p><em>Ci vuol coraggio, ci vuole determinazione, ci vuole fantasia, </em></p>
<p><em>ma le possibilità ci sono. </em><em>Non è che tutte le porte sono chiuse, che il mondo è già tutto sprangato e i posti sono già presi dagli altri. Ma per nulla! </em></p>
<p><em>Io trovo che la cosa più bella che un giovane possa fare è di inventarsi un lavoro che corrisponde ai suoi talenti, alle sue aspirazioni, alla sua gioia, e senza quella arrendevolezza che sembra così necessaria per sopravvivere. “Ah ma io non posso perché..” Tutti possono. Ma capisci quello che dico? Bisogna inventarselo! Ed è possibile, possibile, possibile.</em></p>
<p><strong><em>Tiziano Terzani </em></strong><em>(1938 – 2004)</em></p>
<p>Chi lavora sa benissimo che in alcuni giorni o in alcuni progetti ci si sente pieni di forze e di voglia di fare, in altri spenti, affaticati, confusi.</p>
<p>In una crisi poi &#8211; economica e sociale &#8211; tutto il carico della vita diventa ancora più pesante e la tendenza verso il buio mentale aumenta.</p>
<p>Una crisi si combatte solo con il coraggio di affrontarla e di adattarsi.</p>
<p>Questo dipende largamente dal sentire o meno il senso di una missione personale, o – per le aziende &#8211; dal fatto che l’azienda abbia o meno un forte senso della missione, e questo entri o meno nella testa delle persone, e non solo nei documenti ufficiali che nessuno legge.</p>
<p>Chi usa una missione forte nella via e nella vita, non si abbatte subito. E accetta anche condizioni di vita per altri difficili pur di realizzarsi.</p>
<p>Questo vale per le persone ma anche nelle organizzazioni, es., è indispnsabile stimolare gli <em>Organizational Achievements</em>, i programmi di <em>Pride &amp; Recognition</em> (orgoglio di appartenenza e riconoscimento per sforzi e risultati), programmi in cui il lavoro smetta di essere perdita di ore di vita, gettate in un pozzo di inutilità, e ci si possa dirigere verso il sentimento di lavorare per qualcosa di importante.</p>
<p>E diventa anche fondamentale è che il tutto sia vero e non un auto-inganno.</p>
<p>Il sentimento e senso della missione, i valori personali, e la volontà, rimangono astratti finché non vengono concretizzati. Essi richiedono un passaggio delicato: <strong>portare la volontà entro progetti di sviluppo concreti</strong> (capacità di “<strong>canalizzazione</strong>”). Ma non solo: per concretizzare servono competenze (saper fare) ed energie, le forze che ci permettono di agire.</p>
<p>Quando manca anche una sola delle tre componenti (energie, competenze, valori), l’individuo entra in crisi, smette di funzionare in modo ottimale, “perde colpi”, non riesce a raggiungere i propri obiettivi, o anche semplicemente a condurre la vita che vorrebbe. Si cade nella perdita di significato e di senso.</p>
<p>Esiste sempre un tratto eroico nella vita di ciascuno. Perderne il senso significa uccidere la vita stessa. Il senso di una vita non viene sempre e solo dalla capacità di accumulare, ma nel contributo ad un sogno o ad una causa.</p>
<p>Il sogno di ciò che potrebbe essere una razza umana felice e un pianeta dove regna la pace e il benessere per tutte le creature deve essere il motore più profondo della motivazione.</p>
<p>Non serve cercare la motivazione in ciò che ancora non abbiamo. Basterebbe farlo come ringraziamento per chi ci ha preceduto. Pensare al fatto che noi oggi esistiamo, e siamo liberi di parlare, perché migliaia di persone hanno lottato per rendere possibile la continuazione della razza umana, e hanno lottato per la libertà, anche a costo della vita.</p>
<p>I nostri genitori hanno lottato perché noi arrivassimo, i nostri nonni, i nostri bisnonni, tutti hanno superato difficili prove per far si che noi oggi esistiamo. E ogni frutto della conoscenza umana è la somma degli sforzi di mille antenati.</p>
<p>E allora tu a cosa dedichi la tua vita?</p>
<blockquote><p>Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore e</p>
<p>esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo</p>
<p>sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto.</p>
<p>Albert Einstein</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mancanza di voglia di dare un contributo, di partecipare ad un sogno e missione genera anche crisi personali e aziendali, stati depressivi, perdita di interessi o di volontà. In questa condizione ogni attività diventa fatica e sforzo, non ci si sente adeguati, si subisce lo stress, è difficile reagire.</p>
<p>Quando invece i tre fattori (energie, competenze, direzionalità) sono ben funzionanti, abbiamo la netta sensazione di procedere, di avanzare, ci sentiamo forti, riusciamo a produrre soddisfazione per noi stessi e per chi ci è vicino, la vita cambia colore. Non abbiamo paura delle sfide, ci sentiamo vivi, abbiamo voglia di fare. Sentiamo finalmente la vita pulsare forte e il soffio dei venti.</p>
<p>Possiamo addirittura vivere e sperimentare lo “stato di flusso” o <em>flow</em>, la sensazione di benessere, totale coinvolgimento, immersività positiva nelle esperienze accompagnata a sensazioni piacevoli, stimolanti</p>
<p>Sentiamo il gusto della vita, il fluire delle energie fisiche e mentali, entriamo in relazione con gli altri con piacere e con sicurezza, guardiamo al futuro con speranza.</p>
<p>Lavorare e potenziare questi tre fattori è quindi uno scopo nobile e produttivo. Tuttavia serve un metodo scientifico, non possiamo affidarci al caso o all’improvvisazione.</p>
<p>Lo schema a sei celle del metodo HPM espone un possibile schema di riferimento. Il lavoro sulle sei variabili primarie permette di amplificare il potenziale personale, conseguire performance, ricercare un funzionamento ottimale (<em>Optimal Functioning</em>), stimolare un ricentraggio delle proprie attività, degli stili di vita e di relazione, dello stile di pensiero e di azione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> <a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/piramide-hpm.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11173" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/piramide-hpm.jpg" alt="" width="621" height="493" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/piramide-hpm.jpg 621w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/piramide-hpm-600x476.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2019/03/piramide-hpm-300x238.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciascuno di questi macrouniversi contiene intere costellazioni, sistemi e  mondi da esplorare.</p>
<p>Trovando i giusti livelli di attenzione, sapendo dove è possibile intervenire,  lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.</p>
<p>Si è trattato e ancora si tratta di un “viaggio” di scoperta ed analisi, in un campo di studi sterminato.</p>
<p>Trattando un tema di frontiera, ampio, multidisciplinare, le fonti devono necessariamente essere altrettanto variegate. Ogni singola esperienza, di ogni uomo, è fonte di conoscenza.</p>
<p>Ogni pensatore del passato o del presente può darci un contributo. Ogni singola anima può contenere spirito vitale, e portare contributi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>Sei miliardi di persone al mondo, 6 miliardi di anime, ma a volte ne basta 1 sola.</em></p>
<p><em>Dal film:</em><em> &#8220;One tree hill&#8221;</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un viaggio che riguarda anche te</h2>
<p>Man mano che gli studi aumentano e l’analisi di casi concreti sul tema delle performance avanza, si fa più forte l’evidenza che il “viaggio” nella psicologia delle performance non riguarda solo le élite, i campioni, le aziende leader, i manager di alto livello, ma ha implicazioni in ogni processo di crescita della persona, in ogni attività umana. La performance comprende una sfida piccola o grande, sia sportiva che manageriale, o di vita, e in ogni forma di scoperta o avventura umana. Per cui, che tu sia un campione o ti stia addentrando in un nuovo ramo della vita, ti riguarda.</p>
<p>I suggerimenti degli esperti e dei praticanti, in ogni campo, se osservati bene e ripresi nella vita quotidiana, possono insegnare molto anche fuori dalle competizioni. Ci insegnano un approccio che va ben fuori dalle gare o degli impegni massimali e tocca la vita stessa.</p>
<p>È utile saper “estrarre” le conoscenze, farne un distillato, ed utilizzare queste pozioni alchemiche ovunque siano utili e produttive. Le indicazioni che arrivano da una certa disciplina possono andare ben oltre la fonte originaria, e dobbiamo chiederci come renderle utili e produttive anche in altri campi.</p>
<p>Ad esempio, se prendiamo lo sport della corsa di resistenza, e riusciamo a chiarirne alcune dinamiche psicologiche, possiamo applicarne il distillato anche ad altre aree che richiedono resistenza, come il lavoro manageriale, o l’essere genitori.</p>
<p>In campo atletico, Massini, ad esempio, osserva come nella preparazione dei corridori esista un training psicologico, un allenamento che aiuti a saper perseverare, <em>tenere il ritmo</em> e non mollare durante la propria preparazione<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. La dottrina militare, similmente parla del <em>Battle Rythm</em> come una cadenza di attività indispensabili per tenere sotto pressione il nemico.</p>
<p>In sostanza, saper gestire una fase di stress anziché venirne schiacciati.</p>
<p>Per l’atleta vengono predisposte fasi di allenamento che cercano di far crescere le persone su questo piano.</p>
<p>Se prendiamo altre discipline, come le arti marziali, possiamo ricavarne molto: la sacralità di un allenamento al di la del fattore fisico, il bisogno di condurre uno stile di vita coerente con i propri obiettivi, la necessità di avere <em>test di realtà</em> (combattimenti realistici), sapere affrontare la propria preparazione con un lavoro variegato, variarne le modalità e le intensità, ma soprattutto trovare una soddisfazione intrinseca in ogni allenamento.</p>
<p>Viene da chiedersi quanta utilità potrebbe esserci nell’applicare queste ed altre tecniche di coaching anche nelle aziende. E non solo, quanto sia veramente indispensabile allenare e coltivare le capacità di apprendere, in ogni persona, anche e soprattutto fuori dallo sport, dalla tenera età in avanti.</p>
<p>Tra le diverse discipline che si occupano di crescita e sviluppo, le contaminazioni possibili sono molte, e non vanno solo dallo sport verso le imprese, ma possono anche compiere il viaggio inverso. Ad esempio, le tecniche proposte dalla formazione di tipo esperienziale (<em>Experiential Learning</em>) offrono eccezionali strumenti per rendere un allenamento sportivo più coinvolgente e produttivo, e per creare atleti e praticanti più consapevoli e motivati.</p>
<p>Una delle tecniche di base dell’<em>Experiential Learning </em>aziendale (la formazione aziendale di tipo attivo ed esperienziale) è data dal  ciclo <em>briefing</em>&#8211;<em>attività</em>&#8211;<em>debriefing</em>, il che significa:</p>
<p>Spiego cosa andremo a fare e perché, su quali aree di capacità andremo a lavorare oggi.</p>
<p>Lavoriamo e ci alleniamo.</p>
<p>Dopo aver lavorato, riflettiamo sull’esperienza appena svolta, sulle difficoltà incontrate, sugli insegnamenti che ho tratto oggi, su quello che non è andato bene, su cosa invece ha funzionato ed è stato utile.</p>
<p>Si tratta di un ciclo basilare in tre fasi, che potrebbe essere utilizzato in numerosissime attività sportive, soprattutto nei settori giovanili, con un enorme beneficio. Purtroppo, questo succede molto raramente.</p>
<p>I diversi mondi delle performance – sport, management, scuola/università, forze di sicurezza, ricerca – raramente dialogano tra loro e si scambiano esperienze di successo.</p>
<p>Quando il dialogo si interrompe, quando si crea stasi, vi sono solo due possibilità: una positiva, la meditazione o riflessione positiva, ed una negativa, la depressione. In questo senso dobbiamo ricordare che il semplice fatto di essere impegnati in un percorso di miglioramento è di valore in quanto azione positiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><em>L’uomo è nato per l’azione, </em></p>
<p><em>come il fuoco tende verso l’alto e la pietra verso il basso. </em></p>
<p><em>Non essere occupato e non esistere è per l’uomo la stessa cosa.</em></p></blockquote>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Massini, Fulvio (2008). <em>Hard Run. I suggerimenti del coach per atleti d’alto livello</em>. In: Runner’s World, gennaio 2008, p. 32.</p>
<p>_____________</p>
<p><em>©Copyright Daniele Trevisani. Articolo estratto dal volume <a href="https://amzn.to/2Tyou3l" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power. Psicologia della motivazione e delle performance</a>, Franco Angeli editore, Milano</em></p>
<p>____</p>
<p>Per fissare un colloquio preliminare e valutare i benefici e metodi di un percorso di Counseling Aziendale, Formazione, Coaching Personale o Consulenza, compilare il seguente form, vi contatteremo al più presto</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/tecniche-di-coaching-le-6-aree-di-lavoro-per-la-crescita-personale-articolo-e-video/">Tecniche di Coaching. Le 6 aree di lavoro per la crescita personale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Scuole di Coaching &#8211; La Scuola di Coaching STEP e l&#8217;approccio del Self Power</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/scuole-di-coaching-la-scuola-di-coaching-step-e-lapproccio-del-self-power/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 09:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[self power]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; https://youtu.be/HzMu5GvOMA0 Scuole di Coaching &#8211; La Scuola di Coaching STEP e l&#8217;approccio del Self Power Master in Coaching &#038; Mental Training e Scuola di Counseling STEP (In presenza) Lettura tratta dal libro Self Power: Psicologia della Motivazione e delle Performance, Franco Angeli editore, Milano. Scheda https://amzn.to/2GYv025 ______________ Copyright dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it Ogni giorno &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/scuole-di-coaching-la-scuola-di-coaching-step-e-lapproccio-del-self-power/">Scuole di Coaching &#8211; La Scuola di Coaching STEP e l&#8217;approccio del Self Power</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>https://youtu.be/HzMu5GvOMA0</p>
<h2>Scuole di Coaching &#8211; La Scuola di Coaching STEP e l&#8217;approccio del Self Power</h2>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="8Gj9iD6yOp"><p><a href="https://www.studiotrevisani.it/master-in-coaching-mental-training-e-scuola-di-counseling/">Master in Coaching &#038; Mental Training e Scuola di Counseling STEP (In presenza)</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Master in Coaching &#038; Mental Training e Scuola di Counseling STEP (In presenza)&#8221; &#8212; Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching" src="https://www.studiotrevisani.it/master-in-coaching-mental-training-e-scuola-di-counseling/embed/#?secret=xjP2TTkOfW#?secret=8Gj9iD6yOp" data-secret="8Gj9iD6yOp" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>Lettura tratta dal libro Self Power: Psicologia della Motivazione e delle Performance, Franco Angeli editore, Milano. Scheda https://amzn.to/2GYv025</p>
<p>______________</p>
<p><em>Copyright dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it</em></p>
<p>Ogni giorno ti alzi. E ogni giorno combatti una battaglia.</p>
<p>A volte ti accorgi persino che stai combattendo, a volte sei anestetizzato e non lo senti, ma la lotta continua, sempre.</p>
<p>Dentro di noi si fronteggiano forze profonde. Nell&#8217;intimo del nostro cuore lottano, due entità, due draghi, forze o titani… non importa come vogliamo chiamarli. Sono le Energie e le Paure.</p>
<p>Il primo guerriero è la nostra <strong>Energia Personale</strong>, fisica e mentale, la nostra determinazione, capacità, voglia di fare, la potenza fisica e mentale. Ma anche le idee buone, generative, positive. È la metafora della Luce, del Bene, della Vita.</p>
<p>L’altro è il fronte delle <strong>Paure</strong>, il buio, il dolore, l&#8217;ansia, le sfide ardue che la vita ci riserva, le difficoltà, le idee negative, le ideologie oppressive, che ci frenano e ci fanno tornare indietro, ostacolano la nostra avanzata. Per quanto illusorie o reali, queste paure ci contengono, tolgono resistenza alla nostra pulsione di vita e assopiscono la fame di libertà.</p>
<p>Nelle favole e nei miti, questa lotta è rappresentata come la metafora del Viaggio dell&#8217;Eroe e la vita come una serie di Prove che  l’Eroe deve compiere per affermare se stesso.</p>
<p>E noi, minuscole creature tra milioni di stelle nell&#8217;universo, immerse in questa lotta, cosa possiamo fare? Beh, lasciatemi dire: molto! Possiamo innanzitutto installare un radar mentale che vada a caccia delle idee negative che circolano nella nostra mente. Le credenze negative, una volta smascherate, diventano nemici identificati, e si possono finalmente combattere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>L&#8217;intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi</p>
<p>Karl Popper</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altra operazione fondamentale è aprire la nostra mente verso l&#8217;ingresso di idee buone, positive, nuove visioni, nuovi apprendimenti, e lasciare entrare acqua fresca da mille ruscelli. Può essere un viaggio, un libro, una persona illuminata o piacevole da ascoltare. Qualsiasi fonte di apprendimento carica peso sulla bilancia della luce e indebolisce il buio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai</p>
<p>alla dimensione precedente.</p>
<p>Albert Einstein</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni persona accetta o meno le sfide in base alla &#8220;dimensione&#8221; che vive, al suo stato di potenza ed energia fisico-mentale, e questo è collegato a come funziona la propria &#8220;bilancia interiore&#8221;, e l&#8217;accuratezza del proprio radar mentale.</p>
<p>La nostra mente soppesa energie percepite e paure percepite, poi decide.</p>
<p>Chi è riuscito a fare pulizia mentale e caricarsi di energie, diventa potente oltre ogni limite, e cerca attivamente progetti sfidanti &#8211; si getta in battaglie difficili in base alle energie che sente di possedere.</p>
<p>Questo vale per gli atleti, i praticanti di arti marziali, i combattenti della vita, una coppia che decide di avere figli in questo mondo marcio, sapendo che alla fine la luce prevarrà o che almeno questa possibilità esiste.</p>
<p>Le sfide insegnano sempre.</p>
<p>Quelle che accettiamo ma anche quelle che non accettiamo.</p>
<p>Le paure crescono in noi. Alcune sono motivate e utili a salvarci la vita. Guidare senza fare attenzione alla strada <strong>deve</strong> generare coscienza del pericolo, e non si tratta di una paura patologica, ma aver paura di guidare in assoluto è invece una paura debilitante, di cui liberarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Quando sarai pronto a morire sarai grande abbastanza per vivere.</p>
<p>Toro Seduto (1831 – 1890), capo tribù dei Hunkpapa Sioux (Lakota).</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi vive entro completamente immotivate, porta estenuanti <strong>sassi nello zaino</strong>. Idee sbagliate, angosce sbagliate, pesi inutili di cui disfarsi al più presto. La paura di provare una carriera diversa, la paura di sbagliare in un progetto, la paura di parlare in pubblico, la paura di provare strade nuove.</p>
<p>Come in una favola epica, lo scontro tra queste due forze non ha mai fine dentro di noi e fuori da noi.</p>
<p>Diventa una sfida togliere la sofferenza ad ogni bambino del pianeta.</p>
<p>Diventa una sfida togliere da se stessi le paure di cui possiamo fare a meno e imparare a vivere a pieno.</p>
<p>Vivere a pieno significa decidere cosa sarà della nostra vita. Non lasciarlo decidere alla massa, agli altri, alla tv, o all&#8217;ignoranza.</p>
<p>E questo occorre farlo ogni giorno. E&#8217; un esercizio quotidiano di autonomia mentale, di libertà allo stato liquido. Un combattente non rimane in piedi a lasciarsi colpire senza reagire, userà ogni tecnica, ogni energia, ogni tattica, per vincere il suo incontro. Questo vale anche nella vita.</p>
<p>E allora combattiamo ogni giorno questa nostra lotta verso la libertà.</p>
<p>E siamo fieri di questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il destino non è scritto, è quello che noi ci creiamo.</p>
<p>(John Connor) dal film Terminator Salvation</p>
<h2>Mente e Destino</h2>
<p>Se vogliamo che la Forza vinca, il nostro destino deve essere pilotato dalla nostra mente. Per cui, la pratica per migliorare se stessi e potenziarsi &#8211; mente e corpo &#8211; deve essere quotidiana.</p>
<p>Si tratta di avviare un percorso di allenamento alla coltivazione dell&#8217;energia fisica e mentale, con tecniche diverse in ogni stadio della vita.</p>
<p><em>Copyright dott. Daniele Trevisani www.danieletrevisani.it</em></p>
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		<title>Il Potenziale Umano nei bambini. Dare spazio alle vocazioni e sostenere le potenzialità. Dal ruolo del genitore al potere personale. 3 casi di studio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2018 10:10:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
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		<category><![CDATA[capacità di motivarsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Potenziale Umano nei bambini. Perchè è importante per i genitori sostenerlo e non abbandonarli ai soli videogiochi Esponiamo 3 casi in cui bambini in tenera età, 8-9 anni, compiono azioni che lasciano sbalorditi. E non si tratta di &#8220;vincere&#8221;, ma di &#8220;essere&#8221;. In tutti e 3 i casi, si nota la presenza supportiva e &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il Potenziale Umano nei bambini. Perchè è importante per i genitori sostenerlo e non abbandonarli ai soli videogiochi</h2>
<p>Esponiamo 3 casi in cui bambini in tenera età, 8-9 anni, compiono azioni che lasciano sbalorditi. E non si tratta di &#8220;vincere&#8221;, ma di &#8220;essere&#8221;. In tutti e 3 i casi, si nota la presenza supportiva e coesa di entrambi i genitori. Come dire, se non c&#8217;è dissonanza tra la coppia genitoriale, se entrambi sostengono e supportano moralmente, i figli possono fare cose incredibili.</p>
<p>Il primo caso: Bailey: 8 anni, con una paralisi cerebrale, finisce il Triathlon e dimostra a tutti di essere un grande, immenso uomo</p>
<p>Bailey Matthews, da a Worksop, nella contea inglese di Nottingham, ha voluto sfidare la sua malattia e si è iscritto a una gara di triathlon, il <em>Castle Howard Triathlon </em>nel North Yorkshire, 2015 (100 metri di nuoto, 4 km di bicicletta, 1.3 di corsa): Bailey da anni vuole mettersi alla prova,  suo padre Jonathan, un uomo speciale, lo ha motivato a non cedere alla sua condizione e ad allenarsi, sempre vicino a lui. Un grande Uomo per un grande bambino.</p>
<p>Non commiseriamolo per le sue cadute vicino al traguardo, gioiamo per la sua voglia di rialzarsi, sempre. Un esempio, un grande esempio, sia per chi è sfortunato, ma anche e soprattutto per chi è stato più fisicamente fortunato, ma a volte nella vita si sente a terra. Questo bambino sta dando una lezione a tutti.</p>
<p>https://youtu.be/6FPy2p_m0ug</p>
<p>Come vedrete nell&#8217;articolo di seguito, avrà probabilmente ricevuto tanti messaggi, motivazionali e de-motivazionali. Alcuni gli avranno detto &#8220;ma scherzi, vuoi fare un triatholon, tu?&#8221; e altri gli avranno detto &#8220;possiamo allenarci e provarci, il solo fatto di allenarsi e provarci vale tantissimo, la tua vittoria è esistere, il solo il semplice fatto di esserci e divertirti&#8221;. Bailey evidentemente ha ascoltato il secondo, e certamente i messaggi genitoriali lo hanno sostenuto.</p>
<p>Il secondo caso, 8 anni come Bailey, giovanissma pugile russa in grado di tirare 100 colpi al minuto. Anche in questo caso, notiamo il fortissimo sostegno del padre, che diventa un padre allenatore, e la gioia dei bambini nel fare questo sport come gioco, molto meno pericoloso che stare tutto il giorno a giocare con la Playstation, di sicuro, e molto meno pericoloso di tanti altri sport di contatto.</p>
<p>https://youtu.be/Vi0IpTp1psg</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il terzo caso, Almira, Olandese, 9 anni, che si presenta a Holland Got Talent e tra i sottili sbeffeggiamenti iniziali della giuria, quando dichiara di essere li per cantare un&#8217;Opera (O Mio Babbino Caro), distrugge la giuria e il pubblico con una performance assoluta, da vera professionista, cosa che poi di fatto diventerà anni dopo. Anche in questo caso, sullo sfondo, il padre, la madre e il fratello, a sostenerla.</p>
<p>https://youtu.be/V0W1L9s9kRk</p>
<p>In omaggio a questi Guerrieri della vita, un estratto da Self Power, che trovo pertinente</p>
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<div id="title">
<h3>© Da <a href="https://www.ibs.it/self-power-psicologia-della-motivazione-libro-daniele-trevisani/e/9788891705655" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, Franco Angeli editore, Milano</a>, di Daniele Trevisani</h3>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-self-power-psicologia-motivazione-performance.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10481 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2018/07/copertina-self-power-psicologia-motivazione-performance.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a></p>
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<h2>Saper leggere le risorse mentali vere di cui disponiamo</h2>
<p>Viviamo in un mondo limitato. O almeno così pensiamo. Ogni volta che valutiamo se inseguire o meno un sogno, o lasciarlo andare per sempre, scatta una valutazione – ampiamente inconscia – sulle <em>risorse mentali</em> di cui disponiamo, sul nostro stato personale.</p>
<p>Le energie personali sono risorse che il soggetto possiede. Risorse interiori, non monetarie. Può esistere un forte divario tra le risorse che uno sente di avere (<strong>risorse percepite</strong>) e le risorse realmente disponibili se sviluppiamo la capacità di accedervi (<strong>risorse latenti</strong>).</p>
<p>Quando le due diverse “letture” non sono coincidenti, possono accadere diversi problemi, tra cui (1) la sottovalutazione delle proprie risorse, sentire di avere meno energie e competenze di quante se ne abbiano veramente, e (2) la iper-valutazione delle proprie risorse: contare su energie e competenze che in realtà non possediamo. Ne deriva il seguente principio:</p>
<p><a name="_Toc322938408"></a><strong>Principio </strong><strong>3</strong><strong> – Consapevolezza degli stati personali</strong></p>
<p>Le performance possono essere aumentate quando:</p>
<ul>
<li>l’individuo è in grado di conoscere con estrema precisione lo stato delle proprie energie e risorse mentali accessibili e sa quali sono quelle latenti e allenabili;</li>
<li>sulla base dell’analisi, vengono prese coerentemente le decisioni connesse su dove dirigersi per il proprio miglioramento.</li>
</ul>
<p>Le performance diminuiscono o vengono messe a rischio da:</p>
<ul>
<li>errori di sottovalutazione del proprio potenziale (<em>self-reduction</em>);</li>
<li>errori di ingigantimento mentale della sfida, con distorsione cognitiva della sua immagine e portata;</li>
<li>errori di valutazione delle proprie risorse e/o sottovalutazione della sfida, che provocano un disastro nel contatto con la realtà.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>La presa di coscienza sul fatto che ciascuno di noi ha risorse bloccate è un passaggio importante. È indispensabile per far nascere la voglia di migliorare e coltivare il meglio di se stessi, qualsiasi sia il livello di partenza.</p>
<h2>Il Potere della Comunicazione su di te e sugli altri</h2>
<p>La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare:</p>
<p>1 &#8211; <strong>messaggi in ingresso</strong>: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi che ti colpiscono&#8221;, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?</p>
<p>2 &#8211; <strong>messaggi in uscita</strong>: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione, interesse, desiderio, muovere all&#8217;azione, o incuriosire, persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando e con chi ancora non abbastanza?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a name="_Toc420575201"></a>1.2.1.         Il potere dei messaggi degli altri su di te</h3>
<p>In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere questo messaggio:</p>
<blockquote><p><em>…sei veramente una Persona meravigliosa e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti , così come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti .</em></p></blockquote>
<p>Un altro messaggio invece recita:</p>
<blockquote><p><em>E&#8217; inutile che ti sbatti tanto i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina.</em></p></blockquote>
<p>Come ti fanno sentire? Come <strong>reagisco</strong> al primo? Come <strong>reagisco</strong> al secondo?</p>
<p><strong>È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno.</strong></p>
<p>Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali, oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta o di narcisismo o di orgogliuo: &#8220;adesso ti faccio vedere io&#8230;&#8221; Se così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.</p>
<p>La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo, per essere motivata? Se se sono stato in grado di lavorare su di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.</p>
<p>Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano di smontarti? E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li ignori, li deridi? Li analizzi per quanto possono magari insegnarti? O ti lasci avvelenare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>&#8220;Molte volte la sconfitta bussa alla porta del Guerriero. In quei momenti, egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perché le parole non possono fare niente. E&#8217; meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando. Qualcuno che ha visto l&#8217;ingiusta sofferenza, e non vi si rassegna. Questo Qualcuno dà al Guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo. Prima o poi, tutto tornerà a lavorare in suo favore&#8221;.<br />
(Paulo Coelho)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><em><strong>[1]</strong></em></a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il “<strong>Potere della Comunicazione</strong>&#8220;, quello vero, è di far sentire bene le persone o invece distruggerle moralmente.</p>
<p>Credo che questa cosa sfugga a tanti.</p>
<p>E so anche che purtroppo pochi conoscono i training che ti aiutano a schermarti dalle negatività, anche perché questo flusso di messaggi inizia presto, accade sino dai primi bagliori di vita. Ma per nostra fortuna, continua da adulti, e possiamo agire, possiamo intervenire. Quindi, se non riprendiamo le redini del &#8220;filtro&#8221; &#8211;  cosa vogliamo far entrare in noi, e cosa no &#8211; ne saremo sempre vittime inconsapevoli.</p>
<p>Dobbiamo imparare l’arte di lasciar fluire i messaggi negativi, vedere se per caso contengano qualche suggerimento buono ma lasciar scorrere via la malignità e negatività che contengono. E allo stesso tempo, ricordare sempre e fissare chiaramente in memoria i messaggi positivi che ci arrivano. Questi alimenteranno il nostro Auto-Potere in modo permanente, come batterie inesauribili.</p>
<p>Se non l’hai già fatto, inizia a farne una raccolta. Tieni un diario dei messaggi in ingresso, positivi e negativi.</p>
<p>Rileggila ogni tanto, anche nei momenti difficili, ti aiuterà.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Ringrazio la dott.ssa Mariacristina Caccia, giornalista e formatrice, per il contributo nell&#8217;individuazione di questa preziosa citazione.</p>
<p>________________</p>
<h3>© Da <a href="https://www.ibs.it/self-power-psicologia-della-motivazione-libro-daniele-trevisani/e/9788891705655" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self-power. Psicologia della motivazione e della performance, Franco Angeli editore, Milano</a>, di Daniele Trevisani</h3>
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		<title>I due minuti che ti cambiano la vita</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/i-due-minuti-che-ti-cambiano-la-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 20:18:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi dei bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento mentale]]></category>
		<category><![CDATA[atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[resilienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allenarsi non è sempre facile. Alcuni giorni non hai voglia, sei stanco, salti. Altri magari avresti voglia ed energie ma hai altro da fare. Dico Questo&#8230; 2 minuti. Il giorno in cui hai poca pochissima o zero voglia di allenarti, fai 2 minuti. Esattamente 120 secondi. Impossibile non trovare 120 secondi. Il giorno in cui &#8230;</p>
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<p>Allenarsi non è sempre facile. Alcuni giorni non hai voglia, sei stanco, salti. Altri magari avresti voglia ed energie ma hai altro da fare.</p>
<p>Dico Questo&#8230; 2 minuti. Il giorno in cui hai poca pochissima o zero voglia di allenarti, fai 2 minuti. Esattamente 120 secondi. Impossibile non trovare 120 secondi.</p>
<p>Il giorno in cui hai un pochino più voglia, fai 20 minuti, 1o minuti di passeggiata, 10 di stretching, va benissimo, fai quello che ti pare, ma fallo.</p>
<p>Il giorno in cui ti senti in forma e sei finalmente riuscito a dare struttura al tuo tempo in modo assertivo, ti fai un buon 40 minuti, con un po di riscaldamento, corsa leggera, un circuito di pesi, stretching, e una doccia.</p>
<p>Da li a salire non c&#8217;è limite.</p>
<p>Ma sarà quel giorno in cui sai già che rimanderai, che ti fa schifo l&#8217;idea, che non ce n&#8217;è proprio, saranno quei 2 minuti a rafforzare talmente il tuo carattere, che probabilmente non smetterai mai più. Questo permette di alimentare il concetto di Self Power, di cui ho parlato in un <a href="http://amzn.to/2oVAYHm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libro apposito</a>. Permette di imparare ad amare quei momenti in cui ti alleni, di sentire la sacralità che li accompagna come atti di vita pura. Permette di gustare quello che ho definito &#8220;emozioni beta&#8221;, le emozioni per il processo, e non solo le emozioni alfa le &#8220;emozioni per il risultato atteso&#8221;.</p>
<p>Io faccio così da circa 30 anni e per me funziona. Non ho più alfa ma solo beta, e gli obiettivi alfa comunque quando arrivano, sono benvenuti.</p>
<p>Gustati come starai dopo quei 2 minuti in cui ha passato la barriera della pigrizia. Quando impari a passare la barriera della pigrizia o dell&#8217;apatia, il tuo corpo ringrazia, e la tua mente inizia a farti dei doni.</p>
<p>Buon allenamento. 365 giorni all&#8217;anno.</p>
<p>dott. Daniele Trevisani, Formatore, Coach, Counselor, Maestro di Arti Marziali 9° Dan (Daoshi MMA, Wtka) www.studiotrevisani.it www.danieletrevisani.com</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9050" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743.jpg?w=300" alt="" width="295" height="220" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743.jpg 1112w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743-600x448.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743-300x224.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743-768x573.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743-1024x764.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220743-900x672.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px" /></a> <a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220647.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9051" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220647.jpg?w=226" alt="" width="166" height="220" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220647.jpg 716w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220647-600x798.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2017/04/2017-04-11_220647-226x300.jpg 226w" sizes="auto, (max-width: 166px) 100vw, 166px" /></a></p>
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		<title>L’Energia degli Archetipi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 10:23:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ricerche e stimoli]]></category>
		<category><![CDATA[risorse per la formazione]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[Self-Honor]]></category>
		<category><![CDATA[archetipi]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Energia degli Archetipi © Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume Self &#8211; power. Psicologia della motivazione e della performance di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano. Alchimisti e Guerrieri… scoprire e seguire il proprio archetipo &#160; Se per un istante ti senti un guerriero medioevale, la tua penna o la tua tastiera possono produrre &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L’Energia degli Archetipi</h2>
<p>© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume</p>
<h1 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><a href="http://amzn.to/2mjYWem" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span id="ebooksProductTitle" class="a-size-extra-large"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8149 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png" alt="" width="225" height="308" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png 225w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027-219x300.png 219w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Self &#8211; power. Psicologia della motivazione e della performance</a></h1>
<p>di <a href="https://www.studiotrevisani.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, Franco Angeli editore, Milano.</p>
<h2>Alchimisti e Guerrieri… scoprire e seguire il proprio archetipo</h2>
<p>&nbsp;</p>
<div id="js_3wu" class="_5pbx userContent">
<p>Se per un istante ti senti un guerriero medioevale, la tua penna o la tua tastiera possono produrre grandi cose, le tue gambe possono correre veloci, la tua mente penserà in grande senza paure inutili.</p>
<p>Se invece ti senti un disperato, diseredato e abbandonato, non esprimerai altra energia se non quella per rimanere vivo, e forse nemmeno.</p>
<p>In un negozio di scarpe giacciono due calzini su una seggiola adibita a sedersi. Nessun commesso li vede, i clienti li vedono ma non li toccano, pensando che siano stati usati da altri piedi e magari sporchi e infetti. Lo <em>store manager</em> non ci passa, e se passa non ha elementi percettivi per vederli. Peccato. Quando invece sai chi sei, sai anche cosa guardare.</p>
<p>Se ti senti schiavo, agirai da schiavo.</p>
<p>Se ti senti un condottiero, guarderai lontano.</p>
<p>Se ti senti un venditore, andrai a caccia di clienti come un lupo nella foresta.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi siamo i protagonisti della nostra favola.</p>
<p>Le fiabe raccontano a volte fatti veri. Persone che sentendosi eroi riescono a compiere imprese fuori dal comune. Questo “sentirsi” ha a che fare con l’immagine di noi. Alcune domande per aprire:</p>
<ul>
<li>Quanto orgoglio hai per la tua immagine di te? Quando senti di valere?</li>
<li>Cosa fai per alimentare il tuo orgoglio, quali buone azioni compi?</li>
<li>Senti il bisogno di fare cose per il tuo orgoglio e non per forza, o per il riconoscimento altrui?</li>
<li>Cosa alimenta il tuo orgoglio, la tua autostima? Cosa la distrugge?</li>
</ul>
<p>Nelle arti marziali chi pratica seriamente sa di cosa stiamo parlando.</p>
<p>Chi è completamente immerso in una “forma” e sente che il proprio corpo arriva ad agire quasi da solo, o chi fa “guanti” sentendo il fluire di ogni colpo, può sentire dopo molta pratica una forma di “voce interiore”. Si tratta dell’Archetipo del Guerriero, del Mago, del Viandante, che ci parlano e ci dicono che in quel percorso si troveranno pietre preziose.</p>
<p>L’archetipo è una figura primordiale, come il poeta o il guerriero, o il mago, un’immagine di un eroe o di un personaggio, che può ispirarci, infonderci un modo di essere. Quanto è difficile oggi essere “epici” in un mondo che valorizza debolezza. Gli archetipi ci parlano invece di Forza e di Coraggio.</p>
<p>Concetti lontani, in un mondo che porta i poveri a lottare per il cibo e i ricchi a lottare per dimagrire. Eppure in questo mondo noi siamo. Ed è qui che il nostro archetipo prende forma.</p>
<p>Ognuno di noi, senza saperlo, si comporta secondo l’archetipo che inconsciamente ha di sé.</p>
<p>Se mi vedo come una “vittima impotente”, accetterò senza combattere ogni prepotenza, mi lascerò interrompere da chiunque, e permetterò ai miei sogni di volare via impotente.</p>
<p>Se mi vedo come un “alchimista-guerriero”, cercherò invece di costruire le condizioni per realizzare ciò che desidero. Crederò nell’importanza di quello che faccio. Sentirò un senso di missione che mi impedirà di gettare al vento e sprecare il mio tempo e la mia vita in cose inutili e vuote.</p>
<p>Ti sembra poco?</p>
<h2><a name="_Toc334174307"></a>Gli Archetipi ti guidano… ma tu puoi condurli</h2>
<p>Gli archetipi in qualche modo si impossessano delle persone e li fanno agire a proprio comando. L’immagine che hai di te stesso è il più potente “calco” che ti guida. Se quell’immagine è triste, la tua vita sarà triste. Se è forte e valorosa, la tua vita sarà valorosa.</p>
<p>E’ eccezionale pensare che noi possiamo modificare la nostra auto-immagine. Se impariamo a farlo, allora esiste uno strumento fantastico che può rivoluzionare tutto.</p>
<p>La riflessione su noi stessi è la nostra leva di sviluppo.</p>
<p>La domanda: “che archetipo sto usando ora”, come mi vedo, come posso cambiare?</p>
<p>Noi, come esseri coscienti, possiamo compiere l’azione eccezionale di capire quale archetipo ci guida e sceglierne uno diverso, se quello non ci piace o ci sembra riduttivo o peggio amputante rispetto alla nostra vita.</p>
<p>L’ho fatto per me, lo rifaccio quasi ogni giorno, per me e per i miei clienti. E’ una ricerca continua… continua come il respiro. Se il respiro continuamente alimenta il nostro sangue di ossigeno, “respirare” un archetipo buono alimenta continuamente la mente di idee e pensieri positivi.</p>
<p>L’archetipo ci permette di seguire una strada, una via che l’archetipo stesso ci indica una volta assimilato.</p>
<p>Ogni archetipo infatti porta con sé credenze, comportamenti, e stati mentali.</p>
<p>Ad esempio osserviamo l’archetipo del Samurai, tratto dall’antico testo Hagakure, il Codice dei Samurai:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il Samurai deve possedere:</em></p>
<ul>
<li><em> senso del dovere (Giri)</em></li>
<li><em> risolutezza (Shiki )</em></li>
<li><em> generosità (Ansha )</em></li>
<li><em> fermezza d&#8217;animo (Fudo)</em></li>
<li><em> magnanimità (Doryo)</em></li>
<li><em> umanità (Ninyo).</em></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa significa questo per te? Chieditelo. Chiediti cosa significa ad esempio risolutezza, fare le cose e non aspettare oltre, e quando applicarla. Chiediti cosa significa magnanimità, o fermezza d’animo.</p>
<p>Quando queste energie entrano in te e diventano operative, attive, reali nei tuoi comportamenti, sentirai una forza che non hai mai provato prima.</p>
<p>_______</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di: dott. Daniele Trevisani – Mental Trainer &amp; Coach &#8211; Facebook address <a href="https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching" target="_blank" rel="noopener">https://www.facebook.com/humanpotentialcoaching</a> &#8211; Sito personale <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>______</p>
<p>Note articolo:</p>
<p>© Articolo elaborato dall’autore, con modifiche, dal volume</p>
<h1 id="title" class="a-size-large a-spacing-none"><a href="http://amzn.to/2mjYWem" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span id="ebooksProductTitle" class="a-size-extra-large"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8149 alignleft" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png" alt="" width="225" height="308" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027.png 225w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2015/11/image027-219x300.png 219w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" />Self &#8211; power. Psicologia della motivazione e della performance</a></h1>
<p>di Daniele Trevisani, Franco Angeli editore, Milano.</p>
<p>– Non sono ammesse modifiche al testo.</p>
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		<title>I tuoi messaggi hanno un potere sugli altri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 10:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione e persuasione]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[effetti della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[persuasione]]></category>
		<category><![CDATA[struttura del messaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani. Sul Potere della comunicazione che tu eserciti verso gli altri servirebbe un intero libro. Tu sei un &#8220;agente di vita&#8221; in ogni contatto con il prossimo. Puoi darla o distruggerla, nutrire o intossicare gli altri, semplicemente con il tuo modo di fare. E se qualcuno &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/paa1570000711.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-5583" src="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/04/paa1570000711.jpg?w=150" alt="potere della comunicazione" width="135" height="95" /></a><a href="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/03/82.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="  alignleft wp-image-2184" src="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/03/82.png?w=150" alt="comunicazione, impression management" width="162" height="95" /></a></p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a title="libro Self Power di Daniele Trevisani - psicologia della motivazione e delle performance" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power</a>, di <a title="daniele trevisani formazione coaching sviluppo personale risorse umane" href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>.</em></p>
<p>Sul Potere della comunicazione che tu eserciti verso gli altri servirebbe un intero libro. Tu sei un &#8220;agente di vita&#8221; in ogni contatto con il prossimo. Puoi darla o distruggerla, nutrire o intossicare gli altri, semplicemente con il tuo modo di fare.</p>
<p>E se qualcuno non lo merita, non fargli del male. Rifletti su questo. A volte lo si fa inavvertitamente, e non lo vorremmo. A volte vorremmo rispondere a tono ad un attacco ingiusto, e non lo facciamo. Perchè?</p>
<p>Questo dipende dalla consapevolezza che abbiamo su come stiamo comunicando, e di quali sono le nostre modalità nel comunicare (aggressiva, analitica, empatica, ottimista, pessimista, e tante altre opzioni).</p>
<p>Per prendere coscienza e lavorare sulla nostra comunicazione, si può lavorare su diversi temi, di cui faccio un elenco solo parziale:</p>
<ol>
<li>scegliere le parole (<em>power words</em>) e i verbi appropriati (<em>action verbs</em>);</li>
<li>quando vogliamo essere chiari e persuasivi, usare metafore ed esempi;</li>
<li>fare frasi corte, parlare con un linguaggio adatto al tuo pubblico: la tua capacità di gestione del <strong>sistema linguistico</strong>;</li>
<li>gestire il <strong>paralinguistico: </strong>toni, ritmi della comunicazione, dare enfasi alle parti del messaggio che vuoi sottolineare:</li>
<li>conoscere e gestire il <strong>non-verbale</strong>: posture, mimica facciale, microespressioni, movimento del corpo;</li>
<li>dare valore e gestire le tue &#8220;<strong>produzioni e prodotti comunicativi</strong>&#8220;, es., le tue presentazioni (cartacee o su pc), ma anche le email o anche solo un post-it, e ancora,</li>
<li>riconoscere il valore e il peso dei tuoi <strong>accessori di scena e scenografia ambientale</strong>: acconciatura, capelli, pelle, trucco, collane, orologi, abbigliamento, scarpe, persino il luogo dove avviene l&#8217;incontro; tutto comunica un&#8217;identità e contribuisce al cosiddetto <em>Impressions Management</em> (gestione delle impressioni che generiamo negli altri);</li>
<li>percepire ed esaminare il tuo interlocutore. Con chi sto parlando? (<strong><em>Target Audience Analysis</em></strong>). Quali temi lo possono toccare? Quali vulnerabilità possono esserci? Su quali aspetti il messaggio può &#8220;rimbalzare contro&#8221; (Reattanza &#8211; <em>Reactance</em>). Perchè il tuo messaggio possa essere compreso quali corde emotive deve toccare?</li>
<li>la capacità di percepire &#8220;il non detto&#8221; della comunicazione, andare oltre le parole, applicare la Percezione Aumentata, capire le interrelazioni tra le parti, afferrare che tutto converge in una unica &#8220;sensazione&#8221; che produciamo. Tecnicamente, la <strong>comunicazione olistica</strong>, e la <em>Gestalt</em> della comunicazione;</li>
<li>Il <strong>contenuto e la struttura del messaggio</strong>: aspetti da esaminare riguardano se un messaggio ha una buona struttura (buona apertura, corpo, buona conclusione), se è credibile, se tocca le emozioni e il futuro della persona, ha probabilità di riuscita. Se suscita paura, in certi casi può averne. Se suscita speranza ne ha. Se lascia indifferenti, non ne ha.</li>
</ol>
<p>E&#8217; un campo talmente sterminato che non lo esaurirò qui, ma vale la pena comunque avviare la riflessione.</p>
<p>E&#8217; sufficiente per ora considerare che &#8220;tutto è messaggio&#8221;, anche la scelta di un tipo braccialetto o di un altro, e che la comunicazione è &#8220;olistica&#8221;, i vari messaggi che lanci si intrecciano uno con l&#8217;altro.</p>
<p>Vi sono persone che si lasciano impressionare dalle tue apparenze esterne (abiti firmati e costosi, o poveri) altri che esaminano i tuoi valori profondi, e non vi sono &#8220;regolette facili&#8221;.</p>
<p>Per cui come regola di base, cerca di <em>credere</em> prima di tutto in quanto dici, cerca i motivi dentro di te per cui quanto dici sia importante. E secondo, usa tutti i canali comunicativi in modo diretto, dallo sguardo, ai messaggi, alle metafore, tutto deve convergere in un messaggio che non dia dissonanze.</p>
<p>Rispetto al &#8220;come comunicare&#8221;&#8230; ricorda che spesso chi ha più soldi diventa arrogante, dimenticando che i soldi non danno diritto all&#8217;arroganza. Il filo che ci unisce alla vita è sottile, ogni giorno ne trovo prova, e la sacralità di ogni attimo ci deve impedire di trattare le persone in base al loro denaro ma di usare invece il criterio dei valori umani che quella persona esprime.</p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a title="libro Self Power di Daniele Trevisani - psicologia della motivazione e delle performance" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power</a>, di Daniele Trevisani.</em></p>
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		<title>È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 09:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita Personale - Libri]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[self power]]></category>
		<category><![CDATA[autostima]]></category>
		<category><![CDATA[capacità di reazione]]></category>
		<category><![CDATA[effetti della comunicazione umana]]></category>
		<category><![CDATA[effettidella comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri di crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Self Power, di Daniele Trevisani. Area: Crescita Personale &#8211; Libri _______________ La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare: 1 &#8211; messaggi in ingresso: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi che ti colpiscono&#8221;, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/e-in-base-a-come-reagisco-ad-un-messaggio-che-il-mio-destino-si-forma-giorno-dopo-giorno/">È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2013/01/hand.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-3011 size-thumbnail" src="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2013/01/hand.jpg?w=150" alt="comunicazione, relazioni umane, formazione" width="150" height="115" /></a><a href="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/12/link-building-strategy-plan.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2753 size-thumbnail" src="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/12/link-building-strategy-plan.jpg?w=150" alt="Link-building-strategy-plan" width="150" height="124" srcset="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan.jpg 1690w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan-600x496.jpg 600w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan-300x248.jpg 300w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan-768x635.jpg 768w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan-1024x846.jpg 1024w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan-900x744.jpg 900w, https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2012/12/link-building-strategy-plan-1280x1058.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a><a href="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/10/eyes.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-2425 size-thumbnail" src="https://studiotrevisani.files.wordpress.com/2012/10/eyes.png?w=150" alt="eyes" width="150" height="89" /></a></p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a title="libro Self Power di Daniele Trevisani - psicologia della motivazione e delle performance" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power</a>, di Daniele Trevisani. </em></p>
<ul>
<li><em>Area: Crescita Personale &#8211; Libri<br />
</em></li>
</ul>
<p>_______________<br />
La Comunicazione ha due poteri in base al tipo di messaggi che vogliamo esaminare:</p>
<p>1 &#8211; <strong>messaggi in ingresso</strong>: il potere di farti qualcosa, e quindi il potere dei &#8220;messaggi che ti colpiscono&#8221;, le comunicazioni che ricevi ogni giorno. Ciò che ti entra. Che messaggi ti danno le pubblicità? Che messaggi ti arrivano dalle persone che hai vicino? Che effetto ti fanno? Quali ti danno energia e quali te ne tolgono? Ti sai schermare da quelle che ti prosciugano?</p>
<p>2 &#8211; <strong>messaggi in uscita</strong>: il potere dei tuoi messaggi. La tua forza persuasiva, o didattica, la tua capacità di generare attenzione, interesse, desiderio, muovere all&#8217;azione, o incuriosire, persuadere, affascinare. Quando e con chi ti riesce, quando e con chi ancora non abbastanza?</p>
<h3><a name="_Toc406251501"></a>Il potere dei messaggi degli altri su di te</h3>
<p>In merito alle comunicazioni in ingresso, immagina di ricevere questo messaggio:</p>
<p style="text-align:right;"><em>…sei veramente una Persona meravigliosa e con il tuo libro cambierai sicuramente la Vita di molti , così come avrai già fatto. Sono fortunata a conoscerti .</em></p>
<p>Un altro messaggio invece recita:</p>
<p style="text-align:right;"><em>E&#8217; inutile che ti sbatti tanto i tuoi libri andranno tutti a finire in cantina.</em></p>
<p>Come ti fanno sentire? Come reagisco al primo? Come reagisco al secondo?</p>
<p><strong>È in base a come reagisco ad un messaggio che il mio destino si forma, giorno dopo giorno.</strong></p>
<p>Il messaggio negativo potrebbe annullare le mie energie mentali, oppure spronarmi a fare il massimo, per spirito di vendetta o di narcisismo o di orgogliuo: &#8220;adesso ti faccio vedere io&#8230;&#8221; Se così funziona, mi rimane dentro la voglia di impegnarmi e continuare il libro. Addirittura, questo messaggio potrebbe portarmi a cercare cosa di vero ci sia e migliorami, riducendo al massimo la possibilità che il libro rimanga in cantina, ampliando le mie energie sia per realizzare un ottimo libro, che per promuoverlo bene.</p>
<p>La mia personalità ha bisogno del primo messaggio o del secondo, per essere motivata? Se se sono stato in grado di lavorare su di me al punto tale da trarre motivazione da entrambi, significa che so riconoscere i messaggi tossici e gestirli veramente. E che allo stesso tempo so nutrirmi dai messaggi positivi.</p>
<p>Tra i tanti messaggi che ricevi in un giorno, quanti ti fanno sentire bene, quanti ti fanno sentire apprezzato, e quanti cercano di smontarti? E tu cosa fai? Reagisci con spirito guerriero, li ignori, li deridi? Li analizzi per quanto possono magari insegnarti? O ti lasci avvelenare?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Molte volte la sconfitta bussa alla porta del Guerriero. In quei momenti, egli rimane in silenzio. Non spreca energia con le parole, perché le parole non possono fare niente. E&#8217; meglio usare le forze per resistere e pazientare, sapendo che Qualcuno sta guardando. Qualcuno che ha visto l&#8217;ingiusta sofferenza, e non vi si rassegna. Questo Qualcuno dà al Guerriero ciò di cui ha bisogno: il tempo. Prima o poi, tutto tornerà a lavorare in suo favore&#8221;.<br />
(Paulo Coelho)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il “Potere della Comunicazione&#8221;, quello vero, è di far sentire bene le persone o invece distruggerle moralmente.</p>
<p>Credo che questa cosa sfugga a tanti.</p>
<p>E so anche che purtroppo pochi conoscono i training che ti aiutano a schermarti dalle negatività, anche perché questo flusso di messaggi inizia presto, accade sino dai primi bagliori di vita. Ma per nostra fortuna, continua da adulti, e possiamo agire, possiamo intervenire. Quindi, se non riprendiamo le redini del &#8220;filtro&#8221; &#8211; cosa vogliamo far entrare in noi, e cosa no &#8211; ne saremo sempre vittime inconsapevoli.</p>
<p><strong>Dobbiamo imparare l’arte di lasciar fluire i messaggi negativi, vedere se per caso contengano qualche suggerimento buono ma lasciar scorrere via la malignità e negatività che contengono</strong>. E allo stesso tempo, ricordare sempre e fissare chiaramente in memoria i messaggi positivi che ci arrivano. Questi alimenteranno il nostro Auto-Potere in modo permanente, come batterie inesauribili.</p>
<p>Se non l’hai già fatto, inizia a farne una raccolta. Tieni un diario dei messaggi in ingresso, positivi e negativi.</p>
<p>Rileggila ogni tanto, anche nei momenti difficili, ti aiuterà.</p>
<p>________________</p>
<p><em>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a title="libro Self Power di Daniele Trevisani - psicologia della motivazione e delle performance" href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=21991" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Self Power (Best Seller tra i Libri di Crescita Personale)</a>, di <a title="Daniele Trevisani Formazione Aziendale Coaching Training" href="https://www.studiotrevisani.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>.</em></p>
<p>Vietata la riproduzione senza citazione dell&#8217;autore come fonte, e del volume di provenienza.</p>
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