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	<title>polemica e critica &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<title>polemica e critica &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Sapevi che siamo nel Colosseo, o no? La sfida del pensare come liberi lottatori.</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jul 2012 15:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo nel Colosseo. La sfida di pensare come liberi lottatori. Anteprima editoriale di Daniele Trevisani, dal libro in costruzione ______ Nel Colosseo dell&#8217;antica Roma, la vita poteva finire in pochi secondi durante una battaglia, o portare gli schiavi alla libertà. Siamo tutti ancora in un grande Colosseo. Al posto di spade e pugnali, abbiamo la &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sapevi-che-siamo-nel-colosseo-o-no-2/">Sapevi che siamo nel Colosseo, o no? La sfida del pensare come liberi lottatori.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo nel Colosseo. La sfida di pensare come liberi lottatori.<br />
Anteprima editoriale di <a title="studio trevisani coaching consulenza formazione" href="https://www.studiotrevisani.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, dal libro in costruzione<br />
______<br />
Nel Colosseo dell&#8217;antica Roma, la vita poteva finire in pochi secondi durante una battaglia, o portare gli schiavi alla libertà.<br />
Siamo tutti ancora in un grande Colosseo.<br />
Al posto di spade e pugnali, abbiamo la mente e la parola.<br />
I nostri nemici: bugie, falsità, ignoranza, prepotenza.<br />
Come nostri più potenti strumenti, e come ogni lottatore, è bene imparare ad usare queste armi e capire verso chi usarle veramente.<br />
Dobbiamo lottare attivamente e non arrenderci perchè i nemici contro cui lottare sono tanti: fame dei bambini del terzo mondo, apatia occidentale, perdita di coraggio, perdita di obiettivi, sfruttamento, abbruttimento dell&#8217;essere umano, degrado dell&#8217;ambiente, perdita del lato umano e nobile della vita.<br />
Possiamo rendere vero il futuro nel quale ci sposteremo nel pianeta liberamente, con nuovi mezzi di trasporto. Il futuro in cui l’energia sia libera e l’informazione vera. I<br />
l futuro in cui ogni luogo del mondo sia visitabile senza mine e senza paure. In cui ogni uomo del mondo sia fratello di ogni altro uomo del mondo.<br />
Dobbiamo conquistare la nostra libertà e batterci per i nostri sogni. Non arriveranno da soli, per magia.<br />
Dobbiamo capire che la nostra battaglia per la libertà oggi è ancora più che mai reale. La libertà di pensare, di essere, riappropriarsi del piacere di ricercare, di costruire un nostro sogno, di pensare da uomini liberi.<br />
____<br />
copyright Daniele Trevisani, anteprima editoriale</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sapevi-che-siamo-nel-colosseo-o-no-2/">Sapevi che siamo nel Colosseo, o no? La sfida del pensare come liberi lottatori.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Ma sapevi che siamo nel Colosseo, o no? La sfida del pensare come liberi lottatori.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2012 15:29:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo nel Colosseo. La sfida di pensare come liberi lottatori. Anteprima editoriale di Daniele Trevisani, dal libro in costruzione ______ Nel Colosseo dell&#8217;antica Roma, la vita poteva finire in pochi secondi durante una battaglia, o portare gli schiavi alla libertà. Siamo tutti ancora in un grande Colosseo. Al posto di spade e pugnali, abbiamo la &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sapevi-che-siamo-nel-colosseo-o-no/">Ma sapevi che siamo nel Colosseo, o no? La sfida del pensare come liberi lottatori.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo nel Colosseo. La sfida di pensare come liberi lottatori.<br />
Anteprima editoriale di <a title="studio trevisani coaching consulenza formazione" href="https://www.studiotrevisani.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Daniele Trevisani</a>, dal libro in costruzione<br />
______<br />
Nel Colosseo dell&#8217;antica Roma, la vita poteva finire in pochi secondi durante una battaglia, o portare gli schiavi alla libertà.<br />
Siamo tutti ancora in un grande Colosseo.<br />
Al posto di spade e pugnali, abbiamo la mente e la parola.<br />
I nostri nemici: bugie, falsità, ignoranza, prepotenza. E viaggiano con con alcuni buoni compari: Sistemi clientelari, raccomandazioni ad incapaci, perdita di meritocrazia, perdita di senso della vita, unite alle promesse dei &#8220;venditori di facilità&#8221; (lotterie, politicanti, truffatori, etc) che vogliono distrarti, mentre tu invece dovresti combattere per la tua libertà, con ogni briciolo della tua forza.<br />
Come nostri più potenti strumenti, e come ogni lottatore, è bene imparare ad usare queste armi e capire verso chi usarle veramente.<br />
Dobbiamo lottare attivamente e non arrenderci perchè i nemici contro cui lottare sono tanti: fame dei bambini del terzo mondo, apatia occidentale, perdita di coraggio, perdita di obiettivi, sfruttamento, abbruttimento dell&#8217;essere umano, degrado dell&#8217;ambiente, perdita del lato umano e nobile della vita.<br />
Possiamo rendere vero il futuro nel quale ci sposteremo nel pianeta liberamente, con nuovi mezzi di trasporto. Il futuro in cui l’energia sia libera e l’informazione vera. I<br />
l futuro in cui ogni luogo del mondo sia visitabile senza mine e senza paure. In cui ogni uomo del mondo sia fratello di ogni altro uomo del mondo.<br />
Dobbiamo conquistare la nostra libertà e batterci per i nostri sogni. Non arriveranno da soli, per magia.<br />
Dobbiamo capire che la nostra battaglia per la libertà oggi è ancora più che mai reale. La libertà di pensare, di essere, riappropriarsi del piacere di ricercare, di costruire un nostro sogno, di pensare da uomini liberi.<br />
____<br />
copyright Daniele Trevisani, anteprima editoriale</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/sapevi-che-siamo-nel-colosseo-o-no/">Ma sapevi che siamo nel Colosseo, o no? La sfida del pensare come liberi lottatori.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>La rana nella pozzanghera&#8230; (storie di ribellione e mancata ribellione)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 14:06:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Daniele Trevisani, Copyright 2010, Studio Trevisani &#8230; ogni essere umano possiede dentro di sè una energia che tende alla realizzazione di sè, e &#8211; dato un clima psicologico adeguato &#8211; questa energia può sprigionarsi e produrre benessere sia personale che per l’intero sistema di appartenenza (famiglia, azienda, squadra). Oltre al clima psicologico favorevole alla &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di </strong><a href="https://www.studiotrevisani.it"><strong>Daniele Trevisani</strong></a><strong>, Copyright 2010, Studio Trevisani</strong></p>
<p>&#8230; ogni essere umano possiede dentro di sè una energia che tende alla realizzazione di sè, e &#8211; <strong>dato un clima psicologico adeguato &#8211; </strong>questa energia può sprigionarsi e produrre benessere sia personale che per l’intero sistema di appartenenza (famiglia, azienda, squadra).</p>
<p>Oltre al clima psicologico favorevole alla crescita, è importante  <strong>la possibilità di non essere soli nel percorso e avere compagni di viaggio</strong> (condizione 1). Una condizione ulteriore indispensabile (condizione 2) è<strong> sapere dove muoversi, verso dove andare, poter accedere ad un modello o teoria che guidi la crescita.</strong></p>
<p>Con questa duplice attenzione, lo sviluppo personale diventa un fatto perseguibile, non più solo un sogno o un desiderio.</p>
<p>Una persona, un’azienda, un atleta, una squadra, sono organismi in evoluzione che spesso anziché evolvere <em>in-volvono</em>, o implodono, si consumano.</p>
<p>Tutti desideriamo la crescita e il benessere ma a volte ci troviamo di fronte a risultati insufficienti (sul lavoro, o nei rapporti di amicizia, o nel nostro percorso di vita) e a stati d’animo correlati di malessere, sfiducia o calo di autostima.</p>
<p>Dunque, bisogna agire. Ma ancora più interessante – prima di affrontare il come agire – è capire quando nasce il bisogno. Alcune domande provocative:</p>
<ul>
<li>Quali sono i <strong>limiti inferiori</strong>, i segnali che ci informano del fatto che è ora di cambiare, che qualcosa non va, o che vogliamo essere migliori o anche solo diversi? Dobbiamo aspettare di raggiungerli o possiamo agire prima?</li>
<li>Quando prendiamo consapevolezza del bisogno di crescere o evolvere?</li>
<li>Da cosa siamo “scottati”, quali esperienze o fatti ci portano a voler evolvere? Quali sono i <strong><em>critical incidents</em></strong> che ci segnalano che è ora di una svolta? Dobbiamo attenderli o possiamo anticiparli?</li>
</ul>
<p>I <em>critical incidents</em> possono essere eventi drammatici o invece di piccola portata, ma comunque significativi, come lo svegliarsi male e non capire perché. Può trattarsi di un accadimento che ci ha riguardato e non riusciamo ad interpretare, non riusciamo a capire cosa sia successo. Possono essere casi di vita come la perdita di un lavoro, o una trattativa andata male, una gara persa, un litigio, una relazione che non va, o anche solo la difficoltà a raggiungere i propri obiettivi quotidiani. Può anche trattarsi di una malattia fisica o sofferenza psicologica. In ogni caso, la vita ci presenta continuamente sfide che non riusciamo a vincere, e alcune di queste fanno male.</p>
<p>Spesso rimanere “scottati” (da un’esperienza o stimolo) è indispensabile per acuire lo stato di bisogno, ma – come dimostrano gli studi sulla fisiologia &#8211;  l’organismo degli esseri viventi si abitua anche a stati di sofferenza cronica e finisce per considerarli quasi accettabili. Finisce per conviverci.</p>
<p>La metafora della rana nella pozzanghera, vera o falsa che sia, è comunque suggestiva: leggende metropolitane sostengono che una rana che si tuffi in una pozzanghera surriscaldata dal sole reagisca immediatamente e salti via. La rana scappa dall’ambiente inospitale senza bisogno di complicati ragionamenti. D’estate, una rana che sia nella stessa pozzanghera – la quale progressivamente si surriscalda al sole &#8211; non subisce lo shock termico istantaneo e può giungere sino alla morte, poiché &#8211; grado dopo grado &#8211; il peggioramento ambientale procede, in modo lento e costante, e non si innesca lo <strong>shock da reazione</strong>.</p>
<p>Non ci interessa la biologia delle rane, se la leggenda sia vera o falsa, e nemmeno se questo sia vero per tutte le rane. Interessa il problema dell’abitudine a vivere al di sotto di uno stato ottimale o della rinuncia a crescere, la rinuncia a credere che sia possibile una via di crescita o (nei casi peggiori) una via di fuga o alternativa ad un vivere oppressivo, intossicato, o semplicemente al di sotto dei propri potenziali.</p>
<p>L’abitudine all’ambiente negativo porta ad uno stato di contaminazione e alla mancanza di uno stimo di reazione adeguato. Si finisce per non sentire più il veleno che circola, l’aria viziata o velenosa.</p>
<p>Bene, in certe zone dello spazio-tempo, del vissuto personale, l’aria è ricca di ossigeno, ma in altre, larga parte dell’aria che respiriamo è viziata, e non ce ne rendiamo conto.</p>
<p>In certe aziende, famiglie o gruppi sociali (e persino nazioni), la persona, e la risorsa umana (in termini aziendalistici) assomiglia molto alla rana: può trattarsi di uno stagno visivamente splendido e accogliente, con entrate sontuose e atri luminosi, ma che – vissuto da dentro – diventa una perfida pozza venefica nella quale non si riesce più a “respirare”, e si finisce per soffocare.</p>
<p>Nella vita gli ambienti circostanti mutano ma non sempre con la velocità sufficiente ad innescare lo shock da reazione, e ci si sforza di adattarsi o sopportare. In altre realtà opposte, l’ambiente è invece favorevole e permette all’essere umano di realizzarsi.</p>
<p>Lo sforzo di adattamento produce un <strong>adeguamento</strong> <strong>inferiore</strong>, un <strong>blocco </strong>della <strong>tendenza attualizzante: </strong>la tendenza ad essere il massimo di ciò che si potrebbe essere, la tendenza a raggiungere i propri potenziali massimi di auto-espressione.<strong> Il nostro scopo è invece di perseguire la tendenza autoespressiva ai suoi massimi livelli: la tendenza di ogni essere umano ad essere il massimo di ciò che può essere</strong>.</p>
<p>_____</p>
<p><strong>Articolo di </strong><a href="https://www.studiotrevisani.it"><strong>Daniele Trevisani</strong></a><strong>, Copyright 2010, Studio Trevisani</strong></p>
<div><strong><br />
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-rana-nella-pozzanghera/">La rana nella pozzanghera&#8230; (storie di ribellione e mancata ribellione)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Dalla Spirale del Silenzio in avanti&#8230; questioni di repressione conversazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 11:35:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione e persuasione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;vorrei condividere con altri un commento fatto con un amico, partito dalla questione della repressione in Birmania&#8230; il cancro non è solo la, nasce anche nelle nostre aziende, e nelle nostre case&#8230; è la Spirale del Silenzio in formato attivo, se bastassero le lezioni della storia, invece non bastano mai&#8230; la repressione parte con la &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dalla-spirale-del-silenzio-in-avanti-questioni-di-repressione-conversazionale/">Dalla Spirale del Silenzio in avanti&#8230; questioni di repressione conversazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;vorrei condividere con altri un commento fatto con un amico, partito dalla questione della repressione in Birmania&#8230; il cancro non è solo la, nasce anche nelle nostre aziende, e nelle nostre case&#8230; è la Spirale del Silenzio in formato attivo, se bastassero le lezioni della storia, invece non bastano mai&#8230; la repressione parte con la limitazione conversazionale&#8230; che poi diventa repressione conversazionale, che poi diventa repressione fisica&#8230;</p>
<p>&#8230; se solo i nostri docenti di sociologia, scienze della comunicazione e semiologi si occupassero del fenomeno invece che di questioni irrilevanti per la società umana&#8230; se solo applicassero le loro conoscenze verso i probelmi veri come questo&#8230; ricordo un ex collega che fece un dottorato di ricerca in sociologia con tesi sui notai italiani, &#8230;.  i notai, capite, il vero problema di un sociologo, i notai&#8230; e adesso insegna all&#8217;Università di Bologna, pazzesco&#8230; la gente muore nel mondo, disuguaglianze pazzesche, ma noi paghiamo gente per qualcuno che decide di applicari a studiare il grave problema della sociologia dei Notai&#8230; una classse davvero disagiata&#8230; possiamo o no dirlo?&#8230; o abbiamo paura&#8230;</p>
<p>&#8230; tutto nasce dalla repressione conversazionale, un fenomeno scientificamente noto, vi prego di esaminare e capire questo fatto fondamentale&#8230; ne ho scritto un pezzo sul blog di Repubblica, per chi vuole vedere <a href="http://news.kataweb.it/la-spirale-del-silenzio-in-azienda-e-non-solo-301783" target="_blank" rel="noopener">http://news.kataweb.it/la-spirale-del-silenzio-in-azienda-e-non-solo-301783</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dalla-spirale-del-silenzio-in-avanti-questioni-di-repressione-conversazionale/">Dalla Spirale del Silenzio in avanti&#8230; questioni di repressione conversazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>La dieta comunicazionale: sarò fascista, comunista, talebano, integralista&#8230; ma non toccate i bambini&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 09:32:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;che fatica portare alcuni concetti al centro dell&#8217;attenzione quando il problema che tutti ci pongono come fondamentale sia cambiare il nuovo cellulare o come passare al digitale terrestre sennò sei morto&#8230; &#8230; ma finchè toccano noi, amen&#8230; o quasi&#8230; il problema è quando toccano i bambini&#8230; &#8230; non parlo degli odiosi fenomeni che tutti conosciamo &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/la-dieta-comunicazionale-saro-fascista-comunista-talebano-integralista-ma-non-toccate-i-bambini/">La dieta comunicazionale: sarò fascista, comunista, talebano, integralista&#8230; ma non toccate i bambini&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;che fatica portare alcuni concetti al centro dell&#8217;attenzione quando il problema che tutti ci pongono come fondamentale sia cambiare il nuovo cellulare o come passare al digitale terrestre sennò sei morto&#8230;</p>
<p>&#8230; ma finchè toccano noi, amen&#8230; o quasi&#8230; il problema è quando toccano i bambini&#8230;</p>
<p>&#8230; non parlo degli odiosi fenomeni che tutti conosciamo e che faccio addirittura fatica a pensare o parlarne, ma di modalità ben più subdole di manipolare in negativo la crescita dei bambini e amputarne il potenziale intellettuale (se va bene) o instillare loro paura e ansia progressiva e distruggerli da dentro (ben più comune)&#8230; e a chi serve questo? nella letteratura sulla psicologia della persuasione è dimostrato che gli ansiosi si controllano meglio di chi sta bene &#8230; quindi, vediamo come si fa a creare una generazione lobotomizzata e ansiosa&#8230;</p>
<p>&#8230; qualche anno fa, vedendo Harry Potter al cinema, con amici e loro figli, piano piano mi rendo conto di essere al centro di quella che io ppiano piano percepivo&#8230; iniziavo a  sentire&#8230; come una enorme truffa comunicazionale, nella quale un prodotto &#8220;tinto&#8221; di favola per bambini assume sempre più i connotati di un film del terrore o a sfondo satanico&#8230; ma venduto con un packaging colorato e simpatico&#8230; come una di quelle bombe per bambini fatte a forma di gioco, che il bambino prende poi gli scoppia in mano&#8230; per amputarlo&#8230; così&#8230; scivolando di scena in scena, vedo spezzoni che nemmeno Dario Argento avrebbe pensato immettere nei suoi film&#8230; ricordo tuttova vaghe immagini schifose,  i protagonisti affogati ad occhi aperti entro un lago scuro&#8230; lividi&#8230; messaggi e immagini che fa fatica e digerire un adulto, figuriamoci un bambino&#8230; poi ricordo un bambino di fianco a me, prima con la faccia scura, poi inizia a piangere dalla paura&#8230; mi guardo dattorno e nessun genitore sembra capire cosa sta succedendo&#8230; vorrei alzarmi e dire&#8230; <em>cazzo, mandate fuori i bambini da questo cesso di sala di merda o no!!!.</em>.. &#8230; <em>ma non capite che ve li stanno massacrando?</em></p>
<p>&#8230;per fortuna il papà di questo bambino si alza e lo porta fuori&#8230; è l&#8217;unico.</p>
<p>&#8230;.più o meno nello stesso periodo per dimostrare di avere coraggio, i bambini guardavano (di nascosto o meno) il film The Ring&#8230; un elogio sistematico alla coltivazione della paura&#8230; buona parte dei bambini che ho saputo essere stati nutriti con questa dieta comunicazionale in quel periodo avuto incubi per mesi e alcuni per anni&#8230; nessuno dice niente&#8230; tutto va bene, tutto passa&#8230;</p>
<p>&#8230; bisogna prepararli al mondo la fuori, dicono alcuni (giustamente, lobotomizzati, ansioni e controllabili). Ma vaffanculo a questo tipo di preparazione&#8230; se vogliamo preparare i bambini e i giovani, pensiamo ad una dieta comunicazionale diversa&#8230;</p>
<p>&#8230; questi ex bambini ora sono adolescenti e si nutrono di High School Musical e altri programmi pensati per un target-audience di teenager americani, dove subdolamente sono esposti di continuo ad una modalità conversazionale dura, assertiva, competitiva, fatta di continui attacchi reciproci&#8230; di competitività interpersonale estrema, protagonisti idioti che conducono stili di vita idioti&#8230; guardano MTV o altri programmi dove la maggior parte dei contenuti è generata da creativi strafatti di alcool e cocaina&#8230;. i nuovi pedagogisti&#8230;</p>
<p>&#8230;l&#8217;insalata è completata dalla lettura di riviste per teenager che spiegano alle 13 enni nella rubrica sesso, come fare godere il fidanzato&#8230;</p>
<p>&#8230; non credo di essere stato abbastanza chiaro nè efficace&#8230; non credo sia facile parlare di queste cose che qualcuno cerchi di farti sentire fuori dai tempi&#8230; chi se ne frega&#8230; il bollino rosso sui programmi vale tanto quanto la scritta sui pacchetti di sigarette: niente.</p>
<p>&#8230; ma non basta; nelle sale cinematografiche i provini (scusate, sono vecchio&#8230; i <em>trailer</em>) proiettati prima dei film per bambini contengono immagini per loro devastanti&#8230; e nessuno dice niente&#8230;</p>
<p>&#8230; vedi i cartoni animati per bambini, e conti i colpi per minuto che i personaggi si danno, sparandosi, accoltellandosi, bastonandosi&#8230; e ti chiedi perchè nei cartoni americani che importiamo ci si debba per forza picchiare&#8230; (io sono un Maestro di Muay Thai e arti di combattimento, e so bene il valore positivo del combattimento, delle arti marziali, della boxe, ma qui si mostra ai bambini come divertente dare una bastonata in testa a qualcuno, è un&#8217;altra cosa, è proprio altro&#8230;)</p>
<p>&#8230; tra i programmi più visti dai bambini e adolescenti ci sono i Simpson, qualcuno di voi ha mai capito fino in fondo quale messaggio implicito stia passando? provate a guardarne bene una puntata&#8230;</p>
<p>&#8230; mi fermo, avrei tanto altro da dire&#8230; ci sono i gruppi rock satanici, il Grande Fratello che mostra come approdo ideale di un ragazzo lo stare svaccati in un divano a sparlare di qualcuno&#8230; o non fare un cazzo&#8230;  in questa finta democrazia <em>politically correct (uguale Ipocrita)</em> tutti hanno paura di farsi dare dei &#8220;fascisti&#8221; non appena parlano di proibire qualcosa, di vietare qualcosa, di mettere la censura a qualcosa&#8230; sono prontissimo a prendermi del fascista, anzi ne sono orgoglioso, se questo potesse essere utile a schermare i bambini e  i ragazzi dalla tanta spazzatura che gli intasa ogni giorno la mente, invece di nutrirli&#8230; si, sono un fascista, sono un nazista, sono un comunista, sono un talebano, sono tutto quello che vorranno&#8230; purchè qualcuno inizi a porre una soglia minima di idiozia ai programmi, soprattutto quelli prodotti da una azienda che il popolo italiano paga e smettano di gettare merda nella testa dei bambini&#8230; i non so quanti mila dipendenti (forse 40 o 50.000&#8230; non so la cifra esatta&#8230;) della Rai, sono mantenuti dal popolo italiano e dalle famiglie, dobbiamo ricordarlo sempre&#8230; e dobbiamo ricordarglielo&#8230; così come sono mantenuti dal popolo italiano i guadagni di Mediaset e Sky, attraverso la visione pubblicitaria (farsi penetrare la mente da messaggi pubblicitari è una forma di pagamento, se qualcuno non lo avesse ancora capito)</p>
<p>&#8230; ho parlato in un altro post di una possibile proposta (proposta indecente, ovviamente, nazista, fascita, comunista, talebana, integralista), un possibile patentino di responsabilità sociale per chi produce TV, programmi e altro materiale destinato ai bambini&#8230;</p>
<p>&#8211; vedi <a href="http://potenzialeumano.wordpress.com/2009/07/10/bambini-e-televisione-e-altri-contenuti-mediatici-proposta-utopica-di-un-patentino-di-responsabilita-sociale/" target="_blank" rel="noopener">http://potenzialeumano.wordpress.com/2009/07/10/bambini-e-televisione-e-altri-contenuti-mediatici-proposta-utopica-di-un-patentino-di-responsabilita-sociale/</a></p>
<p>&#8230; un saluto fascista, comunista, talebano, imperialista, oltranzista, &#8230;tutti gli &#8230;ista che ci sono, ma che lascino stare i bambini&#8230;</p>
<p>Daniele Trevisani</p>
<p>ps. non voglio creare ansia non necessaria, ma anche tu, che leggi in questo momento, e anch&#8217;io, dovremmo porci il problema della NOSTRA dieta comunicazionale: a cosa DECIDIAMO di dedicare le nostre ore quando scegliamo un programma, che libri SCEGLIAMO, se  leggiamo o non leggiamo, che contenuti possono farci bene e quali invece intossicarci la mente&#8230; ma per favore, scegliamo, valutiamo, non siamo recettori passivi&#8230;</p>
<div><span style="font-family:'lucida grande';font-size:small;"><span style="line-height:normal;white-space:pre-wrap;"><br />
</span></span></div>
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		<title>Bambini e televisione (e altri contenuti mediatici) &#8211; proposta (utopica?) di un patentino di responsabilità sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 14:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[educazione e crescita]]></category>
		<category><![CDATA[polemica e critica]]></category>
		<category><![CDATA[Stimoli per riflettere]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[crescita]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità sociale]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[violenza nei media]]></category>
		<category><![CDATA[violenza televisiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La televisione emette non solo contenuti ma anche e soprattutto modelli di comportamento e di pensiero. Questi possono avere effetti di educazione o diseducazione, hanno conseguenze e non sono neutri sulla crescita delle persone o sulla loro traiettoria di sviluppo. Chi la produce e chi la distribuisce (Rai, Mediaset, Sky, aziende filmografiche, ma anche produttori &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/bambini-e-televisione-e-altri-contenuti-mediatici-proposta-utopica-di-un-patentino-di-responsabilita-sociale/">Bambini e televisione (e altri contenuti mediatici) &#8211; proposta (utopica?) di un patentino di responsabilità sociale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La televisione emette non solo contenuti ma anche e soprattutto modelli di comportamento e di pensiero.</p>
<p>Questi possono avere effetti di educazione o diseducazione, hanno conseguenze e non sono neutri sulla crescita delle persone o sulla loro traiettoria di sviluppo. Chi la produce e chi la distribuisce (Rai, Mediaset, Sky, aziende filmografiche, ma anche produttori di video e videogames), deve saperlo e considerarlo. Gli operatori non possono sfuggire dalla loro responsabilità sociale. Chiunque opera nell&#8217;industria dei media è responsabile anche degli effetti dei contenuti sulla crescita psicologica o invece sulla devastazione psicologica, senza se e senza ma.</p>
<p>Purtroppo questo mondo è costellato da bastardi che mettono al primo posto il loro guadagno, e mostrerebbero in diretta lo sgozzamento della loro nonna pur di aumentare un punto di audience, la maggior parte di loro sono talmente ignoranti dal punto di vista degli studi psicologici e psicosociali che non è nemmeno possibile avviare discorsi sul merito. Sul piano etico, poi, meglio non parlarne. Chi opera nel mondo della produzione culturale di massa dovrebbe probabilmente avere un &#8220;patentino&#8221; di responsabilità sociale. Dico provocatoriamente e con orgoglio che dovrebbero essere ripristinati sistemi seri di censura (almeno per i contenuti destinati ai bambini), uno dei quali in base al grado di violenza espressa, e l&#8217;altro in base al grado di idiozia dei programmi. Credo che il 99% dei programmi attuali sparirebbero. Disney e molti altri chiuderebbero o sarebbero costretti a preoccuparsi di più di cosa fanno e degli effetti che producono. Ma in rete sono disponibili ampie informazioni che chiunque può giudicare per conto proprio, ad esempio digitando &#8220;Disney e satanismo&#8221;, oppure ricerche sul &#8220;subliminale visivo a sfondo erotico e pornografico&#8221;.</p>
<p>I contenuti che escono dalle tv, dai film, dai videogiochi, dai giornali, non sono neutri. Dalle immagini e comportamenti osservati alla loro ripetizione il passo è breve. Gli studi scientifici di Bandura, ad esempio, dimostrano senza margine di errore un aumento di aggressività in bambini esposti a contenuti aggressivi. Altri studi dimostrano, con una bibliografia assolutamente consolidata, che contenuti quali film del terrore, o film mascherati da contenuti per bambini ma in realtà ansiogeni, possono condurre i bambini ad uno stato tale da rendere necessarie cure psicologiche. Ho potuto personalmente osservare bambini piangere davanti alle immagini più cruente, idiote e deficienti di film che io considero personalmente delinquenziali sotto il profilo psicologico (posso avere una mia opinione personale?), quali Harry Potter, in cui un bambino puà imbattersi nel vedere i protagonisti annegati come morti, con gli occhi spalancati, immagini degne di veri film del terrore (spiega loro che era per finta ed è solo un film, se riesci, quando avranno il coraggio di dire che hanno paura, e spera che lo abbiano) &#8230;</p>
<p>&#8230;questi ed altri contenuti (es, molti videoclip musicali) sono veri inni al satanismo e generatori di male psicologico, appena occultati in film per bambini e adolescenti. Ai produttori di questi film e a chi non li vieta dico solo &#8220;vergogna!&#8221;, anzi meglio, &#8220;Vaffanculo&#8221; (se qualcuno non è daccordo e mi vuole contattare, prego andare al sito www.studiotrevisani.it, mandarmi una mail, sono a disposizione di persona).</p>
<p>Ai genitori, dopo aver studiato per anni negli USA gli effetti psicologici delle comunicazioni di massa, presso il Master in Mass Communication della University of Florida, dico &#8220;è tutto vero&#8221;: le ricerche dimostrano che la violenza e le scene cruente in tv sono devastanti per i bambini, anche le scene mascherate da cartoni animati e film. Quindi prendiamo in mano la nostra responsabilità educativa, scegliamo dvd e contenuti positivi, e teniamoli lontani da ciò che fa loro male.</p>
<p>Questo dibattito su come il potenziale umano possa essere coltivato o invece demolito sin da bambini è appena iniziato. Portiamo come piccolo contributo la testimonianza colta sulla relazione tra ansia del bambino e televisione, fonte http://www.naturestore.it/ansia.php</p>
<p><em>Esiste l&#8217;ansia del bambino &#8220;televisivo&#8221;, che non è un termine giornalistico ma  una vera e propria diagnosi clinica. Un bambino che trascorre molte ore da solo  davanti al televisore, sottoposto ad immagini che spesso non riesce a capire e  che gli trasmettono stimoli che non riesce ad elaborare, può finire per accusare  disturbi ansiosi.</em></p>
<p>Chi si occupa di potenziale umano, non può prescindere dal fatto che il clima psicologico che forniamo alla persona è fondamentale, anche e soprattutto per i bambini. Non so come, non so quando, ma so che ciascuno di noi, se ha un minimo di senso civile, è una possibile goccia di un mare che sale, un mare che vuole portare a galla i difetti dei nostri sistemi culturali ed educativi, anche a costo di smascherare i meccanismi del business culturale e televisivo che stanno dietro e la nullità umana dei finti manager che vi operano.</p>
<p>Daniele Trevisani</p>
<p>ps.</p>
<p>alcuni link interessanti da vedere:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.ccsg.it/v_sesso.htm" target="_blank" rel="noopener">http://www.ccsg.it/v_sesso.htm</a> &#8211; analisi svolte da un centro studi specializzato, su video e immagini subliminali</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=P-x6nW-toG8" target="_blank" rel="noopener">http://www.youtube.com/watch?v=P-x6nW-toG8</a> &#8211; Beppe Grillo contro la Disney e i messaggi subliminali</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zpNfrkfLWXQ" target="_blank" rel="noopener">http://www.youtube.com/watch?v=zpNfrkfLWXQ</a> &#8211; Un disegnatore dimostra dal vivo come nasconde immagini  in altre immagini</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/bambini-e-televisione-e-altri-contenuti-mediatici-proposta-utopica-di-un-patentino-di-responsabilita-sociale/">Bambini e televisione (e altri contenuti mediatici) &#8211; proposta (utopica?) di un patentino di responsabilità sociale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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