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	<title>linguaggi aziendali &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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	<description>Formazione Aziendale, Coaching, Counseling, Ricerca e Sviluppo</description>
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	<title>linguaggi aziendali &#8211; Dr. Daniele Trevisani &#8211; Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</title>
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		<title>Dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 08:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[corsi negoziazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume Negoziazione Interculturale, di Daniele Trevisani &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com _________ Tracciare un percorso che porti dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva è un’impresa titanica, difficilmente completabile in una sola vita, un traguardo visionario, ma anche un motore d’ispirazione. Ma, per quanto difficile, merita un impegno. In decenni di ricerche scientifiche e consulenze &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dallincomunicabilita-alla-comunicazione-costruttiva/">Dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2009/04/pe00646891.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-31" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2009/04/pe00646891.jpg" alt="incomunicabilità" width="71" height="110" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/86.png" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3855" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2012/04/86.png" alt="La drammaturgia della vendita consulenziale, i suoi rituali di interazione: copioni, maschere, personaggi" width="141" height="109" /></a><a href="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2009/11/aa029299.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-193" src="https://formazioneaziendale.files.wordpress.com/2009/11/aa029299.jpg" alt="comunicazione" width="167" height="110" /></a></p>
<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=13137&amp;Tipo=10" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</p>
<p>_________</p>
<p>Tracciare un percorso che porti dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva è un’impresa titanica, difficilmente completabile in una sola vita, un traguardo visionario, ma anche un motore d’ispirazione. Ma, per quanto difficile, merita un impegno.</p>
<p>In decenni di ricerche scientifiche e consulenze sul campo<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"></a>, ho potuto sperimentare la <em>difficoltà delle persone a comunicare il proprio pensiero</em>, a capire quello altrui, e le <em>conseguenti difficoltà delle aziende nel cooperare</em>.</p>
<p>Allo stesso tempo, ho potuto vedere (come tutti voi) che, quando la comunicazione funziona, immediatamente ne emergono i frutti. Quando invece la comunicazione è bloccata o malfunzionante, si crea conflitto, le relazioni interpersonali soffrono, i progetti comuni tra persone o tra aziende non decollano.</p>
<p>Possiamo rintracciare con buon grado di precisione il problema dell’incomunicabilità nella diversità culturale &#8211; un “sottoprodotto” dell’incontro/confronto tra culture diverse &#8211; incontro tanto produttivo e ricco di opportunità di crescita quanto aperto a rischi e problemi.</p>
<p>La cultura – nel senso comune &#8211; include soprattutto le manifestazioni artistiche di un popolo, ma nelle scienze sociali e manageriali significa molto di più. Cultura, in senso allargato, significa soprattutto un modo di percepire il mondo, di categorizzare la realtà, dare un senso alle cose, alle relazioni, e alla vita.</p>
<p>Ciascuno di noi è un individuo unico nella sua cultura personale, nella modalità di categorizzare il mondo, valutare l’importanza di oggetti e persone, impostare relazioni. Ciò che è importante e fondamentale per me può essere un dettaglio per qualcun’altro, o per altri ancora qualcosa che non merita nemmeno attenzione.</p>
<p>Ognuno di noi ha assimilato nei propri processi mentali le pressioni e gli schemi dei gruppi di appartenenza (etnici, nazionali, professionali, familiari), e assimila parte dei modelli con cui viene a contatto.</p>
<p>La cultura, secondo Shore<a href="#_ftn2" name="_ftnref2"></a>, può essere considerata una “collezione di modelli”. Nel costruire una relazione nuova, nel negoziare, quali sono i modelli che io uso? Quali sono i modelli che la mia azienda utilizza, spesso in modo inconsapevole? Quali sono i modelli altrui?</p>
<p>La negoziazione, prima ancora che un incontro tra “posizioni”, di divergenze/convergenze sui dettagli, è un incontro/scontro tra modelli.</p>
<p>Con questo volume intendo offrire un contributo che getti le basi per un lavoro sia scientifico che operativo, volto ad aumentare le capacità delle persone e delle aziende nel comunicare tra di loro, consapevoli delle proprie diversità, per poter cogliere il meglio dell’incontro tra culture diverse senza dover subire il lato oscuro della incomunicabilità e del conflitto evitabile.</p>
<p>Comunicare consapevoli delle diversità &#8211; comunicare <strong>nelle</strong> diversità e nonostante le diversità &#8211; è un passo in avanti significativo.</p>
<p>Dopo aver trattato i temi di base nel presente volume, esamineremo in prossime pubblicazioni le tecniche avanzate. Del resto, non si costruiscono torri senza aver prima gettato le fondamenta.</p>
<p>Le ripercussioni degli strumenti “fondamentali” qui esposti sono potenzialmente molto forti, per chi opera nelle imprese (imprenditori, area manager ed export manager), per i responsabili di progetti e relazioni internazionali, nella gestione delle Risorse Umane (HR), ma anche per chi opera nel sociale (terapeuti, counselor, educatori), in una società sempre più multiculturale.</p>
<p>__________</p>
<p>Articolo Copyright. Estratto dal volume <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=13137&amp;Tipo=10" target="_blank" rel="noopener">Negoziazione Interculturale</a>, di <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a> &#8211; www.studiotrevisani.it &#8211; www.danieletrevisani.com</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/dallincomunicabilita-alla-comunicazione-costruttiva/">Dall’incomunicabilità alla comunicazione costruttiva</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Preparazione psicologica dei manager</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 11:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime e anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching del Potenziale Personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autore: Daniele Trevisani. Estratto dal volume &#8220;Il Potenziale Umano&#8220;, Franco Angeli editore, Milano, 2009, Copyright Tecniche della preparazione psicologica in campo ma­na­ge­riale Anche il management aziendale trova di fronte a sé problemi da risolvere in cui sono fondamentali le strategie mentali che adotterà, ancora più della conoscenza dell’argomento. Alcuni temi cardine della preparazione psicologica dei manager &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/preparazione-psicologica-dei-manager/">Preparazione psicologica dei manager</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: <a href="http://www.danieletrevisani.com/" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a>. Estratto dal volume &#8220;<a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm2/">Il Potenziale Umano</a>&#8220;, Franco Angeli editore, Milano, 2009, Copyright</p>
<p><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/1783861.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="1783861" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/1783861.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bld063676.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="BLD063676" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bld063676.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bxp2454142.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="bxp245414" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bxp2454142.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bn2290051.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="bn229005" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/bn2290051.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/k12156351.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="k1215635" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/k12156351.jpg?w=150" alt="" width="150" height="102" /></a><a href="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/u121572891.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" title="u12157289" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/12/u121572891.jpg?w=150" alt="" width="150" height="99" /></a></p>
<h2>Tecniche della preparazione psicologica in campo ma­na­ge­riale</h2>
<p>Anche il management aziendale trova di fronte a sé problemi da risolvere in cui sono fondamentali le strategie mentali che adotterà, ancora più della conoscenza dell’argomento.</p>
<p>Alcuni temi cardine della preparazione psicologica dei manager sono:</p>
<ul>
<li>capacità decisionali (non procrastinare le decisioni, affrontare le problematiche, capire quando arriva il <em>decision time</em>);</li>
<li>capacità di ragionamento logico;</li>
<li>capacità di ragionamento creativo;</li>
<li>atteggiamenti di <em>problem-setting</em> (voler inquadrare i problemi veri e non accontentarsi di falsi problemi o problemi mal formulati);</li>
<li>saggezza decisionale;</li>
<li>distacco situazionale;</li>
<li>capacità empatiche;</li>
<li>variabili della personalità, es.: introversione vs. estroversione;</li>
<li>gestione emotiva;</li>
<li>creatività;</li>
<li>spirito di ricerca;</li>
<li><em>locus of control </em>(localizzazione corretta della propria sfera di controllo e responsabilizzazione);</li>
<li>propensione al rischio, valutazione del rischio e atteggiamenti corretti;</li>
<li><em>crisis management</em> e capacità di lavorare in stato di crisi;</li>
<li>capacità aumentate di apprendimento dall’esperienza (<em>lessons learned</em>);</li>
<li>capacità di autocritica, autoanalisi, spirito di umiltà;</li>
<li>capacità di rimproverare correttamente e costruttivamente, riprendere ove necessario, dare feedback;</li>
<li>capacità di gratificare, localizzare momenti e tempi in cui farlo;</li>
<li>analisi situazionale e percezione aumentata;</li>
<li>rimozione di manierismi e atteggiamenti di facciata inutili, senza intaccare la cortesia e la correttezza nei rapporti.</li>
</ul>
<p> </p>
<p>Per ogni profilo manageriale esistono esigenze di preparazione psicologica diversa. È importante quindi stendere una precisa <em>wish-list</em> (lista dei desideri) rispetto ai tratti psicologici importanti per i profili chiave (<em>key-po­si­tions</em>) in cui l’azienda gioca la sua partita sul mercato. Sbagliare e inquadrare male questi profili professionali dal punto di vista psicologico è drammaticamente dannoso.</p>
<p>Questo bisogno si estende anche sul piano delle abilità relazionali in azienda e fuori. Un manager preparato sui temi tecnici del proprio business ma debole nelle energie necessarie a condurre relazioni avrà poca strada avanti a se, così come un atleta fisicamente forte ma emotivamente molto fragile.</p>
<p>______</p>
<p>Copyright, Articolo estratto con il permesso dell&#8217;autore, dal volume di Daniele Trevisani &#8220;<a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm2/">Il Potenziale Umano</a>&#8220;, Franco Angeli editore, Milano.2009. Pubblicato con il contributo editoriale di <a href="https://www.studiotrevisani.it">Studio Trevisani Communication Research, Formazione e Coaching</a>.</p>
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		<title>Concetti di formazione aziendale per la comunicazione interna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 10:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione interna]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Materiali didattici copyright by Studio Trevisani, realizzazione Daniele Trevisani Le diversità comunicative possono essere preziose  (es: più esperienze diverse possono portare a maggiore creatività in un team), ma possono anche creare barriere (es: barriere ideologiche, barriere linguistiche). Le barriere linguistiche sono facili da riconoscere, quelle ideologiche molto meno   Gli stili di comunicazione si qualificano &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Materiali didattici copyright by <span style="color:#000000;text-decoration:none;"><a href="https://www.studiotrevisani.it">Studio Trevisani</a>, realizzazione <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">Daniele Trevisani</a></span></h2>

<p>Le <strong>diversità comunicative</strong> possono essere preziose  (es: più esperienze diverse possono portare a maggiore creatività in un team), ma possono anche creare barriere (es: barriere ideologiche, barriere linguistiche). Le barriere linguistiche sono facili da riconoscere, quelle ideologiche molto meno</p>
<p> </p>
<p>Gli <strong>stili di comunicazione</strong> si qualificano in base a diverse componenti</p>
<ul>
<li>Verbale</li>
<li>Paralinguistica</li>
<li>Non verbale</li>
</ul>
<p> </p>
<p><strong>Rappresentazione del Self</strong>: l’articolazione dei segnali che si emettono produce una immagine di sè, una “facciata” che può essere o meno capita correttamente, o invece sottoposta a distorsioni ed interpretazioni errate (es: cogliere un senso di dominanza e aggressività, in seguito ad una distanza personale ravvicinata, mentre l’altro voglia invece dare un segnale di vicinanza)</p>
<p> </p>
<p><strong>Impressions management</strong>: la gestione strategica delle impressioni. Prevede consapevolezza delle proprie mosse comunicative, del loro impatto, e degli effetti che queste “mosse” producono sull’interazione complessiva</p>
<p> </p>
<p><strong>Dataflow e scomposizione del dataflow</strong>: ogni interazione interpersonale contiene più flussi di dati. Come un brano musicale che contiene 10 diversi strumenti, possiamo scomporre un brano di comunicazione e distinguere ad esempio il <strong>flusso di dati</strong> dal <strong>flusso emotivo</strong> che lo accompagna.</p>
<p> </p>
<p><strong>Giochi di faccia</strong>: le persone realizzano specifiche mosse atte a posizionarsi rispetto agli altri (vedi esempio brani di Totò, nei quali raggiunge il risultato di farsi percepire come “nobile” utilizzando sapientemente una serie di scelte linguistiche (mi ha condotto, anzichè mi ha portato, noi – plurale maiestatis, anzichè io) segnali non verbali, toni, e abbigliamento scenico</p>
<p> </p>
<p><strong>Empatia</strong>: capacità di capire lo stato e la condizione altrui, soprattutto dal punto di vista esistenziale ed emotivo (da non confondere con la “simpatia”, che prevede l’apprezzamento). Un conto è capire (gli investigatori cercano di capire la mentalità di un killer, o un negoziatore aziendale cerca di capire la mentalità dei manager con cui deve fronteggiare), altro conto è simpatizzare. L’empatia strategica serve per aumentare la propria comprensione della situazione percettiva altrui.</p>
<p> </p>
<p><strong>Stretching comunicazionale</strong>: allargamento dei propri repertori comunicativi, amplificare la gamma di risorse comunicative di cui si dispone, sbloccare i propri stili comunicativi, al fine di essere in grado di gestire situazioni con persone anche molto diverse e in contesti inattesi, facendo ricorso a doti di sensibilità situazionale più che a repertori rigidi e regole preconfezionate.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/concetti-di-formazione-aziendale-per-la-comunicazione-interna/">Concetti di formazione aziendale per la comunicazione interna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Video con concetti base sugli stili comunicativi, e applicazioni alle riunioni aziendali e altri contesti lavorativi</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/micro-video-con-concetti-base-sugli-stili-comunicativi-e-applicazioni-alle-riunioni-aziendali-e-altri-contesti-lavorativi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 06:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[analisi del discorso]]></category>
		<category><![CDATA[analisi della comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interna]]></category>
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		<category><![CDATA[stili comunicativi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>dr. Daniele Trevisani, www.danieletrevisani.com &#8211; micro-video  riassuntivo di alcuni concetti per una buona comunicazione: Per fare della formazione seria sulla comunicazione vera in azienda riflettiamo su diversi punti. Ne segnalo alcuni tra i tantissimi: &#8211; è inutile investire tanto in comunicazione esterna (es: pubblicità) e non curare le comunicazioni vere di ogni giorno. Quando le &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/micro-video-con-concetti-base-sugli-stili-comunicativi-e-applicazioni-alle-riunioni-aziendali-e-altri-contesti-lavorativi/">Video con concetti base sugli stili comunicativi, e applicazioni alle riunioni aziendali e altri contesti lavorativi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>dr. Daniele Trevisani, <a href="http://www.danieletrevisani.com" target="_blank" rel="noopener">www.danieletrevisani.com</a> &#8211; micro-video  riassuntivo di alcuni concetti per una buona comunicazione:</em></p>
<p><iframe loading="lazy" title="Corso di Comunicazione  - Modello Shannon Weaver - Dott  Daniele Trevisani" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/61WEWroUG6k?start=10&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per fare della <strong>formazione seria sulla comunicazione vera in azienda </strong>riflettiamo su diversi punti. Ne segnalo alcuni tra i tantissimi:</p>
<p>&#8211; è inutile investire tanto in comunicazione esterna (es: pubblicità) e non curare le <strong>comunicazioni vere di ogni giorno. </strong>Quando le comunicazioni interne reali (email, telefonate, incontri, colloqui, riunioni), tra persone, tra manager, e nei team, e coi clienti, sono inefficaci, l&#8217;azienda ne soffre ogni giorno. Le decisioni sono rallentate, le persone perdono tempo e motivazione, e ogni azione aziendale diventa lenta e faticosa e persino dannosa. Chi vuole risultati deve smettere di considerare la comunicazione come &#8220;pubblicità esterna&#8221; ed entrare nella mentalità della attenzione alla qualità in ogni micro-comunicazione quotidiana, sia interna che verso il cliente, <strong>in ogni contatto quotidiano</strong>.</p>
<p>&#8211; ogni comunicazione è caratterizzata da <strong>contenuti </strong>(il &#8220;cosa&#8221;) e da uno <strong>stile comunicativo </strong>(es: poetico, assertivo, pessimista, ottimista, prolisso, burocratico, decisionista, politichese, etc).</p>
<p>&#8211; <strong>precisione e chiarezza del linguaggio </strong>sono fondamentali per non perdere tempo in azienda. Per ogni situazione occorre saper utilizzare stili diversi, es: poetico-visionario in una apertura motivazionale, concreto e pratico nella fase operativa</p>
<p>&#8211; per <strong>trasferire bene le informazioni </strong>occorre applicare concetti di &#8220;economia della comunicazione&#8221; (quante risorse uso, per ottenere cosa) &#8211; quanto impegno le mie risorse e le risorse altrui, e con che effetti</p>
<p>&#8211; dobbiamo distinguere i <strong>messaggi di tipo emotivo </strong>(che richiedono tempi diversi ed economie diverse) dai <strong>messaggi di tipo strettamente informativo, chiarire se vogliamo fare un colloquio in profondità con un collaboratore, o dare un semplice imput</strong></p>
<p>&#8211; <strong>aziendalese e politichese </strong>diventano non solo linguaggi, ma abiti mentali e atteggiamenti in cui le persone si nascondono per &#8220;fare altro&#8221;, esibirsi, o &#8220;fare melina&#8221;, anzichè preoccuparsi di trasmettere informazioni o condividere messaggi veri</p>
<p>&#8211; nelle <strong>riunioni aziendali </strong>notiamo spesso &#8220;diseconomie della comunicazione&#8221;, caratterizzati da uscite di tema frequenti, divagazioni, invasioni di atteggiamenti e temi improduttivi, in cui si impiegano 4 ore in chiacchiere inutili e auto-rappresentazioni, monologhi e show personali, per prendere decisioni o fare analisi che richiederebbero 20 minuti.</p>
<p>Vedi altre info e risorse in:</p>
<p>&#8211; <a href="https://www.studiotrevisani.it">https://www.studiotrevisani.it </a>(sito istituzionale in Italiano)</p>
<p>&#8211; <a href="http://www.medialab-research.com/rivista.htm" target="_blank" rel="noopener">http://www.medialab-research.com/rivista.htm</a> (iscrizione alla rivista gratuita di comunicazione Communication Research)</p>
<p>&#8211; <a href="http://studiotrevisani.wordpress.com" target="_blank" rel="noopener">http://studiotrevisani.wordpress.com</a> &#8211; blog con video, schede e risorse per la psicologia della comunicazione, formazione e management</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/micro-video-con-concetti-base-sugli-stili-comunicativi-e-applicazioni-alle-riunioni-aziendali-e-altri-contesti-lavorativi/">Video con concetti base sugli stili comunicativi, e applicazioni alle riunioni aziendali e altri contesti lavorativi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Franz Falanga, a Proposito della Comunicazione (categoria: comunicazione politica)</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/franz-falanga-a-proposito-della-comunicazione-categoria-comunicazione-politica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 09:32:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri e recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione efficace]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazioni di massa]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito politico]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio politico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un libro interessante per riflettere sui linguaggi della comunicazione, al di la e oltre la politica. L&#8217;efficacia della comunicazione è correlata alla capacità di individuare i linguaggi efficaci, e questo vale per ogni target audience: aziendale, politica, sociale. Falanga sembra concentrarsi in particolare su una visione critica della comunicazione &#8220;di sinistra&#8221;, con una prospettiva di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/franz-falanga-a-proposito-della-comunicazione-categoria-comunicazione-politica/">Franz Falanga, a Proposito della Comunicazione (categoria: comunicazione politica)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro interessante per riflettere sui linguaggi della comunicazione, al di la e oltre la politica. L&#8217;efficacia della comunicazione è correlata alla capacità di individuare i linguaggi efficaci, e questo vale per ogni target audience: aziendale, politica, sociale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-83" title="copj13" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/04/copj13.jpg" alt="copj13" width="200" height="301" /></p>
<p>Falanga sembra concentrarsi in particolare su una visione critica della comunicazione &#8220;di sinistra&#8221;, con una prospettiva di critica interna, fatta appunto &#8220;da sinistra&#8221; (ma il lettore potrà giudicare di persona le posizioni politiche espresse, disinguendole dalla analisi dei meccanismi comunicativi).</p>
<p>L&#8217;autore individua correttamente diversi errori comunicazionali, ad esempio, secondo l&#8217;autore la comunicazione di sinistra entra in difficoltà non appena viene accusata di &#8220;fare un comizio&#8221; (p. 71), tende ad andare fuori tema, ad uscire dalla pista comunicazionale, e &#8220;finire nell&#8217;angolo&#8221;. Il problema, come fa notare l&#8217;autore, non è tanto il &#8220;fare il comizio&#8221;, quanto la fierezza e l&#8217;orgoglio nel perseguire le proprie posizioni. La parola &#8220;comizio&#8221; ha subito negli ultimi anni una rivoluzione linguistica, che la ha portata da momento nobile di esposizione fiera delle proprie idee, a momento di percepita falsità e tentativo di manipolazione. Questo e altri meccanismi, se non smontati, rischiano di creare trappole e tranelli comunicativi.</p>
<p>L&#8217;autore ragiona inoltre su alcuni sottilissimi meccanismi conversazionali che avvengono nel dialogo politico, altrettanto venefici se non compresi. Ad esempio (p, 75), nelle trasmissioni televisive di dibattito politico, quando un esponente chiama l&#8217;esponente avverso&#8221;fratello mio&#8221;, questa mossa conversazionale può connotare intenzioni di non belligeranza e amicizia, ma finisce per trasmettere una sottile percezione di inferiorità dell&#8217;altro (si tratta infatti di un messaggio che in analisi transazionale verrebbe chiamato &#8220;top-down&#8221;, dall&#8217;alto al basso, da genitore a bambino).</p>
<p>E, molto spesso, l&#8217;incontro o dibattito televisivo tra personaggi di centro-destra e di centro-sinistra tende a trasformarsi in un incontro tra linguaggi semplificati e più comprensibili, contro linguaggi più intellettuali e meno comprensibili.</p>
<p>Queste e numerose altre riflessioni sono riassunte in 30 concetti chiave, con passaggi ben articolati, che, a mio parere, costituiscono spunti di riflessione interessanti sia per la comunicazione politica (di ogni schieramento) che per la comunicazione persuasiva (problema chiave in ogni operazione aziendale).</p>
<p>La conclusione di questo discorso ruota attorno alla &#8220;persona&#8221;. Ci riporta al bisogno di formazione e di lavoro sulle identità dei comunicatori (come espone l&#8217;autore nel principio 28: &#8220;riaddestrarsi alla fierezza, convincersi su basi oggettiva della prporia fierezza, esercitarla senza mezze misure).</p>
<p>Il mio parere di professionista, nel leggere le riflessioni di Falanga, non fa che confermare un dato: la comunicazione è una disciplina, e chi ne fa una professione non può sfuggire. Per aumentare le capacità di comunicazione serve consapevolezza e training, una capacità indispensabile in un teatro bellico-comunicazionale in cui, mai come ora, le competenze personali &#8220;forano&#8221; gli schermi e convincono, e le incompetenze ed indecisioni personali devastano in pochi secondi qualsiasi idea, magari in se intrinsecamente buona, quando mal comunicata.</p>
<p>Chi desidera approfondire questi temi, potrà trovare riflessioni utili nel volume, acquistabile anche online presso il sito segnalato, o nelle librerie:</p>
<p><span style="font-family:0;"><em>A proposito della comunicazione. Come perdere con assoluta certezza le elezioni</em>, Franz Falanga, Euro. 12,00</span></p>
<p><code> <a href="http://www.ibs.it/code/9788860814593/falanga-franz/a-proposito-della-comunicazione.html?shop=4636" target="_blank" rel="noopener"><br />
Acquistabile online anche presso IBS Italia<br />
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		<title>Quando lo spamming è veramente troppo: risposta poetica, in veneto, agli spammer</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/quando-lo-spamming-e-veramente-troppo-risposta-poetica-in-veneto-agli-spammer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 09:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[divertimento]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggi aziendali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so chi l&#8217;abbia scritta, se sia vera o solo opera d&#8217;arte, ma questa mail è comunque arte, e volevo condividerla. E&#8217; la risposta, in veneto puro, all&#8217;ennesima mail di spamming ricevuta: Gavì da piantarla de mandarme cadene del porcoesimili, tipo che el mondo l&#8217;è belo ma solo se rispedisso tuto subito, se no son &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so chi l&#8217;abbia scritta, se sia vera o solo opera d&#8217;arte, ma questa mail è comunque arte, e volevo condividerla. E&#8217; la risposta, in veneto puro, all&#8217;ennesima mail di spamming ricevuta:</p>
<p>Gavì da piantarla de mandarme cadene del porcoesimili, tipo che el mondo l&#8217;è belo ma solo se rispedisso tuto subito, se no son sfigà, come el negro de l&#8217;Alalabama che no la&#8217; risposto a quatromilasinquesento imeil e no la fato in tempo a dir &#8220;a&#8221; che l&#8217;era za col vestito de legno (tradotto: morto e stramorto), o el cauboi John, tessano, che ghe cascà i maroni parché nol ga risposto etc. etc.   Par no parlar de quei che me manda imeil disendome che sicome ghe un provaider (fatalità american) che par ogni imeil che ghe riva el dà un centesimo in beneficensa ala lota contro la peste scaveona, e alora bisogna mandarghene a seci&#8230; me gà roto i cojoni!   O staltro che el gà na fiola con na malatia rarisima che nisuni sa cosa lè (sto qua el sta in Missuri), che el te dà anca el numero de telefonin parché te ghe telefoni tì (credeghe!) a darghe notissie su le cure posibili (che po&#8217; se te guardi le date te scorpriresi che è pasà almanco tri ani da che lè partia la cadena, quindi tanti auguri&#8230;). A mi te me ven a dimandar robe mediche, che stao in frassion de isola dela scala e son gnanca bo de tacarme un ceroto?   Po&#8217; quei che me dise che ghe el virus dela posta eletronica che se non te ste atento telo ciapi anca ti e lè pezo che nar co na nigeriana (e saven tuti a cosa se va incontro&#8230;), alora te ghe da riempir tuti de imeil etc. etc.   Quei po&#8217;&#8230; che me manda la fotocopia del centro antitumori de Aviano dove i sensiati te dise che i ovi condii i fa vegner el cancro a l&#8217;useo&#8230; e che farse un sciampo lè pezo de fumarse tri steche de &#8220;ms sensa filtro&#8221;.   Par non desmentegarme de chi me manda scrito che ghe quei dela Erison che i da via i telefonini come i fusse bagigi e adiritura che lori i là proà e funsiona (!?!): basta &#8220;inviar el mesagio a tutti quei che te conosi&#8221; e te si a posto: tempo do stimane e riva el sior Erison, Mario JJ Erison in persona, aministratore delegato dela dita omonima o anonima, non me ricordo come che se dise, il cuale sa tute le meil che te mandi, e te porta sul porton de casa el scartosso col telefonin ultima generasion col trial band el gipìeres e custodia de pitone ancora che se moe&#8230;   A sto punto feme un piaser: mandime foto porno, film porno, barzelete e putanade varie ma BASTA CO STE CADENE! Che n&#8217;altro po&#8217; e verzo na feramenta e taco a vendarle.   Co la speranza che sta meil no la riva in Luisiana a una che lè drio farse i cassi soi&#8230;</p>
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		<title>X-Y vs. formazione pic-indolor, spettacolo e burattini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 20:32:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La formazione a volte perde di vista il suo motivo di esistere, viene trattata da clienti e partecipanti come se fosse uno spettacolo, un intrattenimento&#8230; partecipanti che valutano i professionisti su cose che non conoscono, terrore dei formatori verso le schede di valutazione, corsi brevi sempre più brevi, effetto pic-indolor&#8230; la punturina formativa che non &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La formazione a volte perde di vista il suo motivo di esistere, viene trattata da clienti e partecipanti come se fosse uno spettacolo, un intrattenimento&#8230; partecipanti che valutano i professionisti su cose che non conoscono, terrore dei formatori verso le schede di valutazione, corsi brevi sempre più brevi, effetto pic-indolor&#8230; la punturina formativa che non fa ne bene ne male&#8230; quasi un ritocco, un lieve maquillage, una iniezione antirughe, un lifting estetico che non deve toccare altro che la superficie&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-54" title="bf01000000701" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/04/bf01000000701.jpg" alt="bf01000000701" width="136" height="90" /></p>
<p>Anche il linguaggio aziendale non è più corretto: &#8220;corso&#8221; può significare di tutto, da un corso di excel a un corso di leadership&#8230; da un lavoro serio accompagnato da una seria analisi ad un lavoro superficiale fatto per sopportazione o per obbligo normativo&#8230;</p>
<p>il potere contrattuale è nelle mani di chi ha poca o nessuna conoscenza della materia formativa, e pretende di decidere come farla&#8230; nessuna continuità&#8230; guai dare da leggere qualcosa fuori, tutto deve essere svolto in una giornata o poco più&#8230; andare contro tutto questo è una missione in sè&#8230; nessun medico serio tratterebbe un malato in modo superficiale con n. 1 pastiglia magica, non esistono pastiglie magiche. Anche nello sport, nessun preparatore atletico serio accetterebbe di portare qualcuno alle olimpiadi  con un training di 1 giorno&#8230; La vera rivoluzione sarà il passaggio dai corsi alle Regie Formative, ho dedicato un intero libro a questo, 2 anni di lavoro, e se anche una sola impresa o una sola persona ne traesse beneficio &#8211; e riuscisse a produrre qualcosa di utile per il genere umano &#8211; non sarebbero stati anni  sprecati &#8211; su questo metodo ho messo diverse schede scaricabili al sito <a href="https://www.studiotrevisani.it/hpm1/">https://www.studiotrevisani.it/hpm1/</a>     </p>
<p> </p>
<figure id="attachment_52" aria-describedby="caption-attachment-52" style="width: 351px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-52 " title="Daniele Trevisani - schema-xy" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/04/schema-xy.png" alt="Da: Regie di Cambiamento, FrancoAngeli editore" width="351" height="208" /><figcaption id="caption-attachment-52" class="wp-caption-text">Da: Regie di Cambiamento, FrancoAngeli editore</figcaption></figure>
<p> </p>
<p> </p>
<p>&#8230;la serietà di chi acquista e di chi fornisce formazione e coaching sta anche e soprattutto nell&#8217;analisi: fare un ragionamento serio sul divario tra X (come sono le cose ora) e Y (come vorrebbe il cliente che diventassero dopo). Poi, mettere in campo risorse serie (professionsti preparati, coach, formatori, regole aziendali, sistemi di organizzazione efficaci) nel passaggio da X a Y, è (quasi) tutto qui&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Daniele Trevisani &#8211; <a href="https://www.studiotrevisani.it">www.studiotrevisani.it </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/x-y-vs-formazione-pic-indolor-spettacolo-e-burattini/">X-Y vs. formazione pic-indolor, spettacolo e burattini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>I 2 coraggi, storie di capi, PNL e formazione &#8211; formazione vera vs. powerpoint e guru</title>
		<link>https://www.studiotrevisani.it/i-2-coraggi-storie-di-capi-e-formazione-formazione-vera-vs-powerpoint-e-guru/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 07:29:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione interna]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[corsi]]></category>
		<category><![CDATA[critica alla formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione impegnata]]></category>
		<category><![CDATA[pnl]]></category>
		<category><![CDATA[tipologie di formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;i capi hanno tanto da imparare, dubito seriamente che i più vadano ai &#8220;corsi&#8221;, quelli veri, al massimo vanno a delle sottospecie di conferenze autocelebrative promosse da associazioni o enti, dove ascoltano un qualche fesso, un idiota ruffiano amico di qualcuno, un furbetto del quartierino, che spara minchiate, e si rassicurano di essere &#8220;già a &#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/i-2-coraggi-storie-di-capi-e-formazione-formazione-vera-vs-powerpoint-e-guru/">I 2 coraggi, storie di capi, PNL e formazione &#8211; formazione vera vs. powerpoint e guru</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;i capi hanno tanto da imparare, dubito seriamente che i più vadano ai &#8220;corsi&#8221;, quelli veri, al massimo vanno a delle sottospecie di conferenze autocelebrative promosse da associazioni o enti, dove ascoltano un qualche fesso, un idiota ruffiano amico di qualcuno, un furbetto del quartierino, che spara minchiate, e si rassicurano di essere &#8220;già a posto&#8221;, escono precisi identici a come sono entrati. E&#8217; incredibile, ma certe persone odiano chi li fa pensare e amano chi li ruffiana.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-31" title="pe00646891" src="https://www.studiotrevisani.it/wp-content/uploads/2009/04/pe00646891.jpg" alt="pe00646891" width="109" height="170" /></p>
<p>E se il corsetto (scusatemi, il &#8220;workshop&#8221;) dura meno di due ore (ed è di venerdì pomeriggio), è anche meglio&#8230; sai, &#8220;noi dobbiamo lavorare, mica possiamo perdere tempo ai corsi&#8221;&#8230; (bravo stronzo, poi ci chiediamo perchè le nostre aziende se le comprano gli stranieri)</p>
<p>La formazione deformata è la norma, è indolore, è una suppostina piccola piccola, bella lubrificata, e si scioglie subito, non la senti neanche.</p>
<p>E&#8217; quella che confonde un paio d&#8217;ore di &#8220;aggiornamenti sulla 626&#8221; o altro obbligo di legge, con un ragionamento serio su dove guardare al futuro.</p>
<p>La formazione vera è un&#8217;altra cosa. Non è un &#8220;corso&#8221; ma un &#8220;percorso. La formazione vera è quella che ti fa riflettere e sperimentare, ti fa uscire diverso da come sei entrato, è quella che ti fa nascere qualche dubbio sulla correttezza di come agisci, ti fa incuriosire verso nuovi modi di gestire, ti offre nuove visioni che ti allargano la mente, spunti che fanno bene a te e alla tua azienda&#8230;, e ti aiuta a capire dove sbagli. Non sempre è solo seriosa teoria, possono esserci momenti divertenti, ma il succo del discorso deve andare alla radice di come pensi e di come ti comporti.</p>
<p>Poi, la formazione vera ti fa sperimentare ciò di cui si parla, non si limita a raccontare. Se fai formazione sulla leadership, devi fare esercizi concreti che ti permettano di testare le tue capacità e capire dove puoi migliorare, non solo leggere le &#8220;regolette da un minuto&#8221; sparate da qualche povero imbecille americano, inglese, francese, manager americano da un minuto, o da dove cavolo viene.</p>
<p>Un mio cliente aveva letto tutto sulla leadership, e anche di più, e questo mi ha insospettito. Ho deciso di fare pratica. Abbiamo simulato alcuni colloqui con i suoi collaboratori, e nei fatti non aveva alcuna capacità di &#8220;ricentrare&#8221; gli argomenti di conversazione, se non ricorrendo al bastone del capo (la strategia conversazionale è ben altra cosa), o &#8220;facendosi fottere senza accorgersene&#8221; (prassi abituale). Nei fatti,  non aveva mai praticato esercizi di &#8220;leadership conversazionale applicata&#8221;, per quanto piena fosse la sua biblioteca&#8230; con esercizi mirati ha capito dove sbagliava, e dal giorno dopo ha iniziato ad applicare&#8230; poi in altri incontri ha perfezionato la tecnica, e in altri ancora abbiamo affrontato nuove tecniche e nuove aree, in un crescendo di apprendimento&#8230; (una fatica da bestia, giuro, non fare una semplice lezione e cavarsela così)&#8230; ma i furbetti del quartierino che circolavano in azienda sono stati smascherati, ed è solo l&#8217;inizio di una scoperta che non ha fine, non si finisce mai di imparare. E&#8217; un atteggiamento di fondo di apprendimento permanente, e vale anche per me.</p>
<p>Altra differenza tra la formazione vera è le &#8220;porcate formative&#8221;. Un mio cliente mi racconta di essere stato avvicinato da un certo personaggio, il quale sosteneva che in 1 settimana di coaching &#8220;lo avrebbe smontato e rimontato&#8221;, scardinando tutte le sue credenze limitanti, e sostituendole con quelle potenzianti. Era un praticante di PNL, ex assicuratore, convertito alla formazione.</p>
<p>La PNL a mio parere può essere:</p>
<p>(a) una tecnica sopraffina: in mano a pochi, selezionati, seri ricercatori e professionisti, che la usano in modo integrato (ripeto &#8211; integrato con altre tecniche, le quali, tutte, richiedono anni e anni di pratica e studio, non 2gg di corso che ti certificano come &#8220;esperto&#8221;). Così considerata, è  un tassello importantissimo, rispetto ad un panorama di tecniche più ampio: un elemento utilissimo, ma non il solo, di un repertorio di tecniche psicologiche più vasto &#8211; ripeto &#8211; più ampio della sola PNL. La PNL è una risorsa ma è solo una delle tante discipline utili,  ma non è la sola, non è la risposta a tutto, non ha, ad esempio, molto a che fare con la ricostruzione esistenziale delle persone (approccio Rogersiano) che costituisce parte essenziale del bagaglio formativo del formatore umanistico. Ma la PNL può esssere anche:</p>
<p>(b) una accozzaglia di puttanate da orgia dell&#8217;imbecillità, praticate da persone che si autoproclamano esperti e non lo sono, &#8220;magia&#8221; per poveri creduloni, praticata da improvvisatori, sfigatissimi discepoli di sfigatissimi guru motivazionali che &#8220;hanno capito tutto&#8221; mentre il resto del mondo &#8220;non ha ancora capito niente&#8221;, una accozzaglia di tecniche &#8220;magiche&#8221;, che funzionano in 5 minuti la dove migliaia e migliaia di serissimi ricercatori e psicologi si fanno il culo inutilmente, lei, la magica PNL, arriva e risolve tutto, dall&#8217;alto delle sue manipolazioni di modalità e submodalità. Diciamocelo seriamente: nessuno di noi vorrebbe avere a che fare con PNListi di tipo B, mentre incontrare quelli di tipo A sarebbe decisamente una grande fortuna.</p>
<p>Parlo ai PNListi: è obbligo morale e vantaggio professionale andare assolutamente a rivedere o recuperare i testi dello psichiatra Roberto Assagioli (ideatore della Psicosintesi), da cui tutto è partito, e di Maxwell Maltz (Psicocibernetica), per capire veramente da dove viene la PNL, non credete a niente di quello che vi dicono sulla PNL, nemmeno i fondatori, finchè non avete letto questi testi sull&#8217;utilizzo delle immagini mentali: tutti i testi di Roberto Assagioli, e Maxwell Maltz, tra i primi.</p>
<p>Ora, diciamocelo chiaramente: le persone non sono macchinette da smontare e rimontare, non esistono &#8220;magie&#8221; e &#8220;maghi&#8221; contro uno stuolo di imbecili psicologi ed sperti in scienze della comunicazione che hanno perso 20 anni a studiare per niente&#8230; non credete a queste palle&#8230; 20 anni di studio sono il minimo per capire qualcosa su come funziona la mente umana e come potere dare un contributo esistenziale serio&#8230;  non è un caso se esistono Senior e Junior, non è inutile lo studio. La formazione vera deve avere un approccio più umile, &#8220;centrato sulla persona&#8221;, o Rogersiano, deve essere una consulenza di processo, una contribuzione, non abbiamo davanti a noi imbecilli mentre noi formatori siamo guru da venerare, spesso siamo più ignoranti di loro, la vera differenza sta nel nostro voler aiutare sinceramente, non nel fare i &#8220;meccanici saccenti&#8221;, questi non servono a niente.</p>
<p>La formazione vera non &#8220;smonta e rimonta&#8221; ma fa &#8220;provare e riflettere&#8221;, e rispetta le persone (esclusi gli imbecilli). Questa è la formazione vera, non i powerpoint sparati a raffica&#8230;., non i modelli preconfezionati e le verità predigerite, i &#8220;managerialesi incravattati&#8221;, il club del golf, i &#8220;minchiotronici&#8221; guru motivazionali che ti dicono che avrai successo se solo lo vuoi, che sei un perdente, che il tuo valore si misura in base a quanto hai guadagnato, i calvinisti del successo, che pensano di sapere tutto non ti insegnano niente&#8230; fare formazione vera richiede</p>
<p>1 &#8211; il coraggio del formatore di far sperimentare alle persone come agiscono nella &#8220;verità&#8221; della loro azione quotidiana e fargli scoprire come migliorare&#8230; sapendo che questo li espone in prima persona (dis-anestetizzare le pesone dalle abitudini e apatie non è sempre indolore) e</p>
<p>2 &#8211; il coraggio di chi partecipa di mettersi in discussione&#8230;</p>
<p>&#8230;due coraggi estremamente rari&#8230;.</p>
<p>Daniele Trevisani</p>
<p>ps&#8230; per chi ne vuole sapere altre o dire la propria ( io ne ho altre da dire e immagino anche tu), ho messo un gruppo su Facebook inerente i temi di formazione e potenziale umano <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=44520376739" target="_blank" rel="noopener">http://www.facebook.com/group.php?gid=44520376739</a> in cui scambiarsi di tutto, da sfoghi a opinioni bananli ad articoli serissimi e link a risorse che ci piacciono. Un pezzo sulla polemica tra formazione vera e falsa esce nel prossimo numero della rivista CR (gratuita completamente e autofinanziata = senza bavaglio, chi non è già iscritto la può vedere al link <a href="http://www.medialab-research.com/rivista.htm" target="_blank" rel="noopener">http://www.medialab-research.com/rivista.htm )</a> . Il punto sulla formazione deformata non finisce qui, dite la vostra, esprimetevi, questo è solo l&#8217;inizio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it/i-2-coraggi-storie-di-capi-e-formazione-formazione-vera-vs-powerpoint-e-guru/">I 2 coraggi, storie di capi, PNL e formazione &#8211; formazione vera vs. powerpoint e guru</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.studiotrevisani.it">Dr. Daniele Trevisani - Formazione Aziendale, Ricerca, Coaching</a>.</p>
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		<title>Linguaggio Managerialese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DR. DANIELE TREVISANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 19:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[comunicazione interna]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggi aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[gergo aziendale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune chicche raccolte in giro per le aziende: Bedgiare = strisciare il badge nel lettore (da badge) Skillato = essere skillato, avere le competenze necessarie per un certo compito (da skill, capacità) Leveraggiare = fare leva su&#8230; condivere qualcosa&#8230; da leverage Empowerati&#8230; = riferito all’avere empowerment, sentirsi a pieno nel ruolo (empowerment) Fitta (dal verbo &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune chicche raccolte in giro per le aziende:</p>
<ul style="margin-top:0;" type="disc">
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Bedgiare = strisciare il <em>badge</em> nel lettore (da <em>badge</em>)</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Skillato = essere skillato, avere le competenze necessarie per un certo compito (da <em>skill</em>, capacità)</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;">Leveraggiare = fare leva su&#8230; condivere qualcosa&#8230; da <em>leverage</em></span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Calibri;"><em>Empowerati</em>&#8230; = riferito all’avere <em>empowerment</em>, sentirsi a pieno nel ruolo (<em>empowerment</em>)</span></span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Fitta (dal verbo <em>to-fit</em>, adattarsi) = combacia con&#8230;, si adatta bene a &#8230;</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Scrappare (dal verbo to scrap – gettare)<span>  </span>= buttare via</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Shortare (da <em>short</em> &#8211; corto) <span> </span>=<span>  </span>ridurre, diminuire, tagliare</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Briffato – dare istruzioni o indicazioni, da <em>brief</em> o riunione informativa e briefing. Es. Gianni l’ho già briffato io </span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Trainati: da <em>training</em>: es, sono già trainati = sono già stati formati, hanno già avuto dei training</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Shiftare = spostare, cambiare</span></li>
<li class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Randomizza = seleziona a caso (random)</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Se anche tu senti in giro qualche chicca, segnalala come commento&#8230; sarà un piacere condividerle&#8230;</span></p>
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