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Dinamiche di psicologia del cambiamento
  • Communication Research n. 1/2007


  • Anteprime dal cap. 1 del volume “Regie di Cambiamento™”, di Daniele Trevisani. Franco Angeli editore, 2007
  • Elaborazione a cura di:
  • dott. Daniele Trevisani, Studio Trevisani www.studiotrevisani.it
  • In collaborazione con  www.medialab-research.com


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Key-Learning e Key-Challenges
  • Il cambiamento deve essere correlato alle sfide che una persona o sistema intende intraprendere.
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Le tre zone del cambiamento
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Evoluzione assertiva, verso le effect-based operations (EBO)
  • Riflessioni operative:


  • sforzarsi di condividere l’esigenza di avviare un percorso;


  • inquadrare le traiettorie del “percorso” scelto per andare da X ad Y;


  • condividere l’analisi dello stato X e dello stato Y, dettagliatamente, affinché la condivisione di obiettivi sia profonda e non solo superficiale;



  • Riflessioni operative:


  • valutare lo stato attuale del soggetto o sistema (stato X) rispetto agli obiettivi di evoluzione;


  • definire degli ancoraggi ideali futuri, gli stati ideali cui tendere (stato Y);


  • valutare i passaggi, stimoli o operations che possono portare il soggetto da X a Y, selezionare gli interventi centrandosi sugli effetti (effect-based operations), evitare la dispersione di azione o su risultati non precisati.



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Rigidità e plasticità psicologiche
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Il dramma del “divario fondamentale”
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Focusing: dalla “sensazione” alla localizzazione
  • Fare focusing è necessario per ridurre il gap di autoconoscenza, e – se un focusing attuato dal singolo è utile – un focusing aiutato da un professionista o consulente è più utile ed efficace.


  • Riflessioni operative:


  • realizzare focusing (autoanalisi e analisi assistita) per far emergere aree di lavoro, lasciando fluire le proprie sensazioni in un ambiente psicologico non giudicante e di massima accoglienza, non valutativo;


  • raccogliere quanto emerge dal focusing per identificare possibili target di cambiamento.




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Le distanze semantiche e i livelli di percezione del self
  • La ricerca dei divari di percezione consente di vedere la realtà meglio rispetto alla angolazione unica.
  • ________
  • Scheda di approfondimento:
  • www.studiotrevisani.it\hpm1\immagine_e_distorsioni_percettive.htm




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Altre schede
  • Incongruenze e dissonanze
  • Retargeting Mentale
  • Ricentraggio e verità
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Tecniche di focusing generale
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Focusing cognitivo
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Inquadrare la portata della sfida
  • Esponiamo un caso di problema con grado di sfida impossibile, se attuato con strumenti normali: contare i pallini neri nella figura. I nostri sistemi percettivi ci illudono, poiché i pallini, che appaiono e scompaiono, non esistono.
  • Capire se una sfida è possibile o impossibile è uno scopo delle regie, così come il rendersi conto di quali meccanismi percettivi ci illudono o distorcono.
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Indice del volume e schede cap.1
  • Indice completo scaricabile del volume in pdf: download pdf
  • Riepilogo schede dal cap 1•
  • Key Learning e Key Challenges •
    • Le tre zone del cambiamento •
    • Evoluzione assertiva e EBO •
    • Principio metabolico e plasticità •
    • Segnali deboli e "respiro" •
    • Il dramma del Divario Fondamentale •
    • Immagine e distorsioni percettive •
    • Incongruenze e dissonanze •
    • Retargeting Mentale •
    • Ricentraggio e verità •
    • Focusing •
    • Focusing cognitivo •
    • Focusing avanzato •
    • Convergenza sulla sfida •
    • Ricentrarsi sugli obiettivi •
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  • Copyright: per i testi pubblicati: Franco Angeli Editore, Milano; per i materiali autonomi: Studio Trevisani Human Performance & Communication Research, Ferrara.
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