Riflessioni sulla Formazione Vendite

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Chi acquista formazione deve riflettere su alcuni punti. E' fondamentale dire anche verità scomode, ma serve il coraggio di farlo.

  1. Fare formazione vendite non equivale a fare un corso di vendita.
  2. Ci sono corsi non formano veramente.
  3. I tipi più gravi di formazione sbagliata sono i corsi che lasciano solo noia e slides, tipici dei docenti universitari, corsi non condotti da professionisti della formazione, che non impiegano tecniche di formazione attiva ed esperienziale;
  4. Esistono i falsi corsi o divertimentifici, in cui si salta, si balla, si canta, ci si racconta di essere forti e campioni, poi si va a casa inebriati e niente è davvero cambiato. Solo una grande presa in giro. Molti formatori che aderiscono alla PNL e ad altre scuole promettono risultati facili e magici, hanno il difetto congenito che deriva dalla scuola statunitense della NLP della "magia in azione", del "management da 5 minuti", e altre porcherie formative. Questo modello è centrato sulla volontà di lasciare impatto istantaneo, soprattutto davanti a grandi platee (molti preferiscono quindi i meeting, o pseudocorsi nei teatri, al lavoro serio e continuativo su piccoli gruppi). Questo modello genera il nulla.
  5. Bisogna distinguere la formazione vera da un convegno o meeting: sono formati completamente diversi. Senza interazione non si può parlare di formazione vera.
  6. Il vero apprendimento viene dal feedback diretto, personale, dato da un formatore sincero e abbastanza coraggioso per darlo. Questo è possibile solo con numeri ridotti di partecipanti (10, 12 persone, sino al massimo di 20-25 con presenza di un co-docente).
  7. Quando un formatore sa di essere valutato alla fine del corso da parte dei partecipanti, su una scheda di valutazione, si aprono le porte del disastro formativo, dell'ipocrisia, del modello di formazione ipocrita e buonista che sta distruggendo le nostre aziende.
  8. Chi rendiconta a chi? Nessuno che lavori come formatore di professione o per conto di società di formazione può permettersi di ottenere votazioni basse, quindi il formatore farà tutto il possibile per piacere ai partecipanti anche se questo volesse dire abbandonare la vera missione formativa, o non dire chiaramente ad una persona che sta sbagliando, per paura del suo voto finale. Questo meccanismo è deleterio e va smontato. Un decisore serio nel sistema-cliente deve portare davanti ad un gruppo di persone un esperto o un professionista da cui hanno da imparare, con il quale dovranno lavorare assieme (ma su sue indicazioni, e seguirle), su questo si devono concentrare i partecipanti, non su che "voto" dare al docente. Quando la relazione si squilibra il docente non ha nessuna possibilità di insegnare davvero qualcosa di utile, in pratica, diventa "in balia dei partecipanti" anziché conduttore di apprendimento.
  9. Dalle camminate sul fuoco a impiegati sovrappeso appesi ad una fune, l'idiozia non ha limiti. Il vero outdoor è un modello di formazione scientifico che va progettato scientificamente, un modello che unisce stimoli formativi concettuali a lavori su base corporea o attivazionale, ma con una regia formativa seria.
  10. Nessun vero apprendimento, nessuna vera crescita, solo momentanee euforie, prese in giro cui i partecipanti spesso finiscono anche per credere, sul momento. Chiedete il CV personale ai pifferai magici.
  11. Imparate a distinguere il vero dal falso. I formatori e le società di consulenza devono avere trasparenza. Guardate quante loro affermazioni e frasi sui loro siti potreste anche voi copiare e incollare in pochi secondi, e quali affermazioni sono invece veramente dimostrabili.
  12. Il formatore serio va trattato con i guanti. E' alla stregua di un Primario, nel suo reparto. Se abbiamo lavorato bene, è un vero esperto del settore, un luminare o un bravo coach. Una volta identificato un formatore serio o una società seria - tenetela stretta! Il formatore va trattato con le attenzioni che riserviamo ai nostri migliori clienti o ai nostri migliori fornitori, perchè è un fornitore chiave: è portatore di cultura, di strumenti, di aiuto, di conoscenza, di linfa vitale, di nutrimento per la materia grigia... non si tratta di sciocchezze. E' li che si fa la differenza oggi, sulla conoscenza, non certo sul costo della manodopera.
  13. Non per un fare burocratico, ma servono più attenzioni ai fornitori di sapere, ai formatori: andarlo a prendere alla stazione se serve, il coffee break portato in aula se gradito, esigenze di connessioni al web, o di utilizzo di servizi aziendali disponibili. Più un formatore si sentirà a casa sua, più metterà a disposizione le sue migliori risorse (se è una persona seria, ma di questo abbiamo parlato all'inizio). Ricordare che stiamo chiamando in azienda un Primario nel suo settore, un luminare, un Esperto, se abbiamo scelto bene.
  14. I veri formatori sono centrati sulla relazione di aiuto: ci sono formatori che non si fanno carico di formare veramente ma solo di finire la propria giornata e andare a casa, senza preoccuparsi minimamente di cosa hanno cambiato, del contributo che hanno dato. Servono persone serie, non pagliacci. Servono persone in grado di far esercitare i partecipanti, non bavosi burocrati della formazione.
  15. I veri formatori hanno il coraggio delle proprie idee: non danno ragione a tutti, non sono li per farsi prendere in giro da nessuno, non accettano ipocrisie.
  16. I veri formatori sono come capitani di una nave, e comandano. La nave è il gruppo in formazione, diretto verso un approdo dove vi sono (a seconda degli obiettivi di progetto) maggiori capacità personali (skills), o maggiore capacità di analisi, o maggiore efficienza ed efficacia, maggiore energia e capacità di focalizzare obiettivi e portarli a casa. Niente e nessuno, nemmeno i partecipanti, possono lasciare deviare questa nave dal proprio cammino, e farla diventare un gommone di profughi alla deriva.
  17. Differenza tra acquistare ore o giornate e trovare un fornitore affidabile. Trovare formatori in vendita non significa acquistare ore o giornate di formazione, ma trovare un fornitore serio di metodi e soluzioni. Esiste una differenza fondamentale tra acquistare ore o giornate, e trovare un fornitore affidabile per i propri progetti. Non confondere mai i due piani
  18. Si compra non solo un corso, ma un modello. Occorre scegliere non solo un fornitore, ma un modello formativo per i corsi di vendita e fare attenzione alle trappole. Ogni tipo di formazione ha un modello di fondo, un disegno formativo, una scuola di riferimento. Chi non l'ha, non sa letteralmente cosa sta facendo. Come una casa, non è possibile il non-stile, la non-architettura, anche il trasch, una bidonville o un ghetto corrispondono ad un preciso modello.
  19. E' essenziale scegliere una scuola di vendita seria ed efficace, non lasciarsi tentare da promesse facili, e da scuole di vendita che non hanno una propria bibliografia, che non mettono a disposizione i CV, che non fanno chiarezza su chi verrà in aula veramente
  20. Un messaggio senza troppi giri di parole a chi deve scegliere una società di formazione o dei formatori per fare corsi di vendita e corsi di comunicazione Nel campo della formazione vendite, come si dice gergalmente, "ne esistono di tutti i colori".
  21. Occorre sapersi difendere dai "venditori di facilità", quelli che promettono il tutto e subito, facile e rapido.
  22. Plagi e copiature. Occorre attenzione ai programmi plagiati, copiati da altri, ai materiali didattici scopiazzati. Se trovate anche una sola riga di programma o di materiali didattici copiato da qualche parte, senza citazione, sbatteteli fuori. Avete dei ladri in casa, che stanno insegnando alla vostra gente. Volete davvero formare da dei ladri, affiche poi vengano a rubare anche da voi?
  23. laureee e formazione dle formatore. Il formatore di cui non si conoscono le basi è pericoloso. Chi si proclama formatore e non ha una laurea adeguata, o dichiara aspetti del suo CV personale del tutto inverificabili, i suoi lavori precedenti, nasconde qualcosa.
  24. Un formatore è un operatore delle professioni culturali. Quindi, che libri ha scirtto? Chiedete dellesue pubblicazioni (se ne ha), chiedete quali metodologie utilizza, valutare la serietà delle proposte.
  25. Attenzione alle "false magie": non bisogna lasciarsi tentare da chi propone metodi "magici", tecniche che non hanno basi scientifiche, buffonate formative, approcci copiati da altri e mal conosciuti, modelli o concetti rubati e plagiati da altre fonti, metodi che non hanno chiarezza nelle fonti, corsi che non hanno evidenze scientifiche e solida esperienza precedente. I metodi sperimentali, altrettanto importanti, sono possibili, ma devono essere basati su solidi studi. I venditori di facilità, al contrario, propongono corsi di vendita in cui tutto sembra facile, semplice, immediato, e le persone verranno Smontate e Rimontate, come una vecchia carcassa trasformata in una Ferrari, in due giorni. Queste sono bugie.
  26. Continuità o iniezioni. Ognuno di noi sa i risultati (nello sport, nello studio, nella famiglia, nella professione) richiedono impegno continuativo e preparazione seria. I trucchi rapidi funzionano male (se va bene) e sono pieni di trappole (sempre). Faranno pagare i loro costi a lungo. La formazione è una cosa seria. Lo sappiamo, è così, e questo vale assolutamente anche nella formazione vendite.
  27. Se esistono persone verso le quali dobbiamo avere la massima cura e il massimo rispetto sono proprio i venditori, i commerciali, coloro i quali portano a casa il pane per tutti quelli che lavorano in azienda. Verso di loro, verso i lavoratori, verso i professionisti, le loro famiglie, verso le famiglie di tutti quelli che lavorano, va portato rispetto. Questo significa, nella pratica, scegliere un modello formativo serio, affidabile, e non fare formazione affidata al caso, perchè da essa dipende il futuro della azienda. La formazione porta linfa e vita nell'azienda, non deve portare veleni mentali e tossine.
  28. Occorre fare una selezione basata sul CV dei formatori, e non accontentarsi di fantomatiche referenze proposte da fantomatiche società. Solo il CV personale del formatore, documentato e verificabile, un CV dettagliato, è veramente verificabile.
  29. Chiediti chi ti stai mettendo in casa, e che tipo di persona vorresti avere al fianco per i tuoi progetti formativi.
  30. Scegli e fai chiarezza su quello che cerchi: se (a) vuoi acquistare alcune ore formative o (b) stai cercando un partner serio che ti aiuti a fare corsi efficaci. Sono due cose diverse....
  31. Non immettere veleni in azienda: Importare nella propria struttura di vendita i germi dei "venditori di facilità" e le facilonerie, i metodi improvvisati, i venditori di "magie", significa distruggerla, importare virus mentali e culturali che saranno difficilissimi da sradicare.
  32. Occorrono competenze specifiche nella fase di selezione, che si tratti di identificare un formatore, o una società di formazione, occorre prendersi il tempo per analizzare a fondo i loro Curriculum personali, la verità delle affermazioni, il vero valore aggiiunto che possono portare. Non accontentarsi di loghi presenti su un sito web, che potrebbero essere stati copiati e incollati, ma entrare veramente nel curriculum di chi entrerà in aula.
  33. Alcune domande di base da porsi rispetto al formatore: Chi ci portiamo in casa? Che storia ha? Che preparazione ha? Che serietà ha? Ha delle proprie pubblicazioni? Che metodi usa? Come possiamo verificare se quello che dice è vero? Che sua formazione ha per poter fare formazione vendite? E' documentata? E' disposto a darci un dossier sui suoi studi e formazione, un CV professionale completo e documentato?
  34. Nessuna azienda seria fa corsi estemporanei, se non per esigenze particolarissime, ma fa piani formativi annuali.
  35. Nessuno costruirebbe una casa solida e destinata al "successo abitativo" senza il contributo di un progettista, che nel caso è l'architetto. Così come per creare una casa serve un architetto serio che supporti l'impostazione del progetto, nella formazione serve un contributo di consulenti che siano a fianco dell'azienda nel trovare i formatori giusti, o le società giuste, persone in grado di fiutare gli improvvisatori, o le false affermazioni, o di distinguere nel gergo complicato utilizzato a volte per darsi un tono, altre per nascondere il vuoto.
  36. Il nostro Studio ha la capacità di attaccare tutti i problemi di cui abbiamo appena iniziato ad accennare sopra: supportare le decisioni critiche su quali progetti formativi fare e quando, come articolarli, quando farli, in che sedi o location, cosa inserirvi come contenuti, che tipo di formatore serve, costruire i piani formativi, progettare i piani formativi, valutare i formatori, affiancarli e osservare gli andamenti, riprendere le persone che deviano dalla correttezza, siano essi nel team formativo o nei partecipanti, monitorare i risultati. Questo servizio di assistenza consulenziale alla formazione permette di fare una formazione seria, centrata davvero sugli effetti da perseguire (Effect Based Training).

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Altre Schede di Formazione Vendite e Corsi di Vendita in questa sezione del sito:

• Formazione Vendite Attiva: come lavoriamo •
• La Negoziazione •
• Corsi Vendita Base •
• Corsi Vendita Avanzati •
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• DVO - Direzione Vendite per Obiettivi •
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• Scienze per la Formazione Vendite •
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• Formazione Formatori •
• Riflessioni sulla Formazione Vendite •
• Metodologie formazione vendite e comunicazione •
• Letture, autori di riferimento e autori da evitare •

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Dal volume: "Strategic Selling: Psicologia e Comunicazione per la Vendita"

Il libro di riferimento in Italia per lo sviluppo delle competenze di psicologia e comunicazione nella vendita, le strategie di vendita, i corsi di formazione nella vendita, la formazione per le vendite consulenziali e vendite complesse

 Strategic Selling: Psicologia e Comunicazione per la Vendita

Immergersi nella vendita significa prepararsi da professionisti

Lo strategic selling richiede un l'immersione in un sistema di equilibri delicato, così come l'apnea, richiede la massima concentrazione mentale e la liberazione da ogni rumore di fondo

 Prepararsi da professionisti

Modello ALM5 per le strategie di vendita, i corsi di formazione nella vendita, la formazione per le vendite consulenziali e vendite complesse

Prepararsi da professionisti della vendita significa:

  • applicare un approccio mentale da analista: volontà di esaminare, ricercare, prepararsi,capire e analizzare il sistema-cliente con il quale vogliamo interagire, e muoversi con strategia

  • conoscersi: essere assolutamente coscienti dei propri punti di forza e debolezza, caratteristiche del prodotto, dell'azienda, benefici erogabili, vantaggi per il cliente, e unicità

  • conoscere l'altro: esaminare le delicate mappe di potere e gli atteggiamenti che troviamo, strada facendo, nell'avvicinamento al cliente e durante il rapporto, e seguirne i mutamenti

  • costruire la relazione: creare una situazione nella quale la nostra presenza diventi indispensabile, e costituisca fattore di successo per il cliente stesso. Siamo un'arma da usare per le sue stesse strategie di sviluppo, non una semplice commodity, non semplici fornitori.

Esiste una grande confusione in campo aziendale su cosa sia la formazione. Alcuni pretendono di preparare negoziatori e venditori tramite un paio di ore di lezioni teoriche in cui vengono propinate teorie e concetti astratti, affidandosi a professori universitari che non hanno mai venduto niente in vita loro.

Altri si affidano a persone che li faranno camminare sul fuoco raccontandogli che questo li porterà a dominare l’universo, con l’effetto pratico di fargli bruciare i piedi (se va bene), o li trascinano in meeting di vendita in cui dovranno cantare e ballare come poveri deficienti deliranti.

Altri assegnano incarichi a società di consulenza blasonate (le tante Consulting), e sperano di risolvere il problema (avere negoziatori e venditori preparati) affidandosi a presunti Guru che mostrano diapositive sfavillanti, frasi ad effetto, autori dai nomi esotici e famosi. Utile, ma insufficiente.

Altri ancora puntano sul “fai da te”, facendo affiancare i giovani a venditori anziani, senza filtro, con l’effetto pratico di propagare e disseminare tutti i loro errori per generazioni e generazioni. Un disastro che si perpetua.

Più che una formazione classica, serve una forte “sensibilizzazione”, qualcosa che vada oltre le regole stereotipate. Ad esempio, imparare a vedere come noi reagiamo alle comunicazioni altrui, come funziona il nostro dialogo interno[1], capire come esaminare una conversazione e cogliere le sue mosse strategiche, preparasi ad essere analisti.

  • La formazione seria è una forma di apprendimento molto forte, parte da un’autoanalisi che nessun PowerPoint può sostituire, e ci chiede di fare i conti con chi siamo veramente.

  • Al contrario dei seminari tenuti dai “corsifici”, un buon coaching in profondità (coaching personale o team coaching) può aiutare la persona e il team a prestare attenzione a ciò che prima gli sfuggiva, e questo non ha niente a che fare con la formazione classica.

Bisogna aiutare le persone a muoversi da professionisti, a “pensare” come professionisti. La ricerca del Potenziale Umano che si nasconde in ogni persona non è né facile né immediata, lo sappiamo tutti benissimo. Ma, a volte, cerchiamo scorciatoie che non esistono.

Le situazioni in cui la comunicazione cambia le cose sono tante.

  • Possiamo avere un colloquio di lavoro nel quale si decide una svolta nella vita, nel quale far emergere chi siamo e cosa valiamo.

  • Gli effetti di ogni parola e di ogni gesto saranno sommatori e decisivi.

  • Lo stesso bisogno di essere comunicatori efficaci tocca il problema di trovare un finanziatore per progetto, o un sogno da concretizzare.

Tante situazioni, un denominatore comune: il risultato delle attività di comunicazione e negoziazione cambia la vita. Affrontare questo mondo intrigante richiede l’esame di molte variabili. Ma cerchiamo prima un tratto comune e valutiamo quali sono le poche certezze di cui disponiamo.

Una prima consapevolezza di fondo è il bisogno di una grande serietà in chi opera nel mondo della comunicazione e della negoziazione complessa: essere coscienti del fatto che dagli esiti di una trattativa strategica dipendono svolte di tipo professionale, effetti che cambiano la vita, propria o altrui.

Se condotte bene, gettano le basi per un futuro migliore. Se condotte male, producono danni enormi.

Una seconda certezza: per comunicare bene serve formazione specifica, l’abito mentale di chi si prepara alla negoziazione, dedica ad essa risorse mentali, la gestisce come un’attività professionale e strategica (approccio mentale del Get-Ready Mind Set), e non trascura i dettagli[2].

Una terza certezza è il bisogno di curare la “macchina” del venditore, negoziatore o comunicatore, ancora prima di preoccuparci delle sue prestazioni esterne. Una persona che sta bene, piena di energie fisiche e mentali, avrà ottime chance di esprimere anche il suo potenziale comunicativo. Al contrario, una persona fisicamente debilitata o esaurita, e psicologicamente stanca o che si sente fuori ruolo, non farà altro che errori continui.

Come sottolinea un collega e amico, importante psicologo e counselor italiano, allenatore della nazionale italiana di Apnea e di campioni del mondo di apnea, quando ci si “immerge” nelle relazioni e nelle negoziazioni si va incontro, come fa un apneista, anche a se stessi e al proprio inconscio.

Possono emergere paure o incongruenze, ansie e timori ragionevoli o irragionevoli, coscienti o subcoscienti.

  • Se questi ci bloccano, ci rallentano, ne subiremo gli effetti negativi.

  • Al contrario una persona che abbia fatto un lavoro profondo su di sé può “immergersi” tranquillamente sia in acqua che nella più difficile trattativa, senza perdere in consapevolezza emotiva e rimanendo sostanzialmente sereno nonostante l’ambiente difficile che lo circonda[3].
 


 


[1] Per il dialogo interiore nelle situazioni di consumo e scelta di acquisto, vedi Bahl, S. e Milne G. R. (2010), Talking to Ourselves: A Dialogical Exploration of Consumption Experiences, in Journal of Consumer Research, Vol. 37, June 2010.

[2] La preparazione mentale a compiti successivi, e l’utilizzo delle risorse mentali, nella Consumer Research, è stata affrontata in un articolo specifico. Vedi Bosmans Anick, Pieters Rik e Baumgartner Hans (2010), The Get Ready Mind-Set: How Gearing Up for Later Impacts Effort Allocation Now, in Journal of Consumer Research, Vol. 37, June 2010.

[3] Manfredini, Lorenzo (2010), Appunti di counseling, materiale didattico riservato, Associazione Olos e Istituto di Dinamica Mentale, Ferrara.

(vedi altre schede sul volume per ulteriori contenuti)
 

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