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Corsi di marketing e comunicazione, personalizzati, condotti
direttamente in azienda: corsi marketing e comunicazione aziendale,
comunicazione interpersonale, formazione e coaching in tecniche di marketing e
comunicazione aziendale
        
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1. Introduzione alla
psicologia del comportamento di acquisto e strategie per la competitività »
11
1.1. Pulsioni d’acquisto: ragioni di un’analisi » 11
1.2. Conscio, subconscio e inconscio » 12
1.3. La ricerca dei moventi nascosti » 13
1.4. Impressions
management e proiezione dell'identità » 19
1.5. Scelte del cliente e dissonanza » 20
1.6. Il bilanciamento mentale nell’acquisto: una nuova teoria centrata sul
cliente » 21
1.6.1. Il costo psicologico latente » 22
1.6.2. Il rientro psicologico latente » 24
1.7. Razionalità interna nelle scelte di acquisto » 26
1.8. Acquisto e motivazione all'azione » 27
1.9. Teoria e realtà negli acquisti attuati dalle imprese (psicologia del
business-to-business marketing) » 29
1.10. Moventi apparenti e moventi reali dei consumi » 30
1.11. Implicazioni dei moventi nascosti per le strategie di marketing, verso
la ridefinizione della mission » 31
2. Leve psicologiche temporali nel consumatore » 36
2.1. Dove si colloca l'utilità dei prodotti: risoluzione, omeostasi,
anticipazione » 36
2.2. PPR: Prodotti a potere risolutivo, leve risolutive » 37
2.3. PPA: Prodotti a potere anticipatorio, leve anticipatorie » 38
2.4. PPO: Prodotti a potere omeostatico, leve omeostatiche » 40
2.5. Proprietà multiple di prodotto » 41
2.6. Prima legge del valore di prodotto » 42
3. Psicofisiologia della percezione del prodotto » 45
3.1. Performance evaluation source » 45
3.2. Filtratura della realtà e percezione del prodotto » 47
3.3. Funzione di risposta del mercato, soglie percettive e limiti del
miglioramento: implicazioni per lo sviluppo del prodotto » 51
3.4. Percorsi di scansione dell’immagine (scan path) » 53
3.4.1. La scansione visiva e i segnali di attenzione » 53
3.4.2. La visione dei prodotti, dei punti di vendita e dei punti di
comunicazione aziendale » 56
3.4.3. Trust Signals » 57
3.4.4. La ricostruzione della realtà visiva e il costo di fruizione di un
prodotto » 58
3.5. La perceptivity line analysis: percezione totale di prodotto » 59
3.6. Set percettivo, filtri percettivi e valutazione dei prodotti » 61
3.7. La Gestalt del prodotto e l'immagine dell'impresa » 63
3.8. La Gestalt di prodotto e le illusioni percettive » 64
3.9. Influenza degli schemi precedenti sulla valutazione del prodotto » 67
3.10. Benchmarking percettivo e vendita dell'innovazione » 69
3.10.1. La Gestalt e la comprensione del valore del prodotto/servizio » 71
4. Strategie di marketing percettivo » 73
4.1. Visione: marketing visivo » 75
4.1.1. La comunicazione visiva nel contesto reale di ricezione del messaggio
» 76
4.2. Tatto: marketing tattile » 77
4.3. Olfatto: marketing olfattivo » 78
4.4. Gusto: marketing gustativo » 80
4.5. Udito: marketing uditivo » 81
4.6. Cinestesi: marketing cinestesico (marketing del movimento) » 83
4.7. Ergogenesi: marketing ergogenico (marketing delle emozioni) » 84
4.7.1. Le emozioni fornite dai prodotti » 86
4.7.2. Prodotti ergogenici » 87
4.8. Le condizioni reali di fruizione al centro della progettazione » 88
4.9. Psicopatologie degli oggetti quotidiani e interfacce del prodotto » 89
4.10. La tecnica PSA (perceptual steps product-interaction analysis) » 92
4.11. Planning ambientale e trust-signals » 95
4.12. Drammaturgia dell’ambiente d’acquisto » 96
5. Misurazione dell’immagine e psicologia degli atteggiamenti di marketing »
97
5.1. La psicologia degli atteggiamenti verso il prodotto » 99
5.1.1. Il prodotto nel continuum positività-negatività » 103
5.2. Implicazioni per il marketing business-to-business » 104
5.2.1. Segmentazione attitudinale del cliente » 104
5.2.2. Distribuzione delle risorse sui diversi target » 106
5.2.3. Credenze sul prodotto e belief system del consumatore » 108
5.2.4. Persuasione e organizzazione degli atteggiamenti » 111
5.3. L'equilibrio cognitivo del cliente nelle situazioni d'acquisto » 113
5.4. Le otto triadi essenziali di Heider: implicazioni per il marketing
cognitivo e le strategia di vendita » 117
5.5. Misurazione degli atteggiamenti e immagine del marchio » 120
5.5.1. Errori di misurazione degli atteggiamenti » 122
5.5.2. Psicolinguistica: impatto delle parole sulla percezione del
consumatore » 123
5.5.3. Il differenziale semantico originario » 124
5.5.4. Il differenziale semantico nel marketing » 126
5.6. Terza legge di valore del prodotto » 130
6. Pulsioni simboliche ed esplorazione qualitativa del vissuto psicologico
del prodotto » 131
6.1. Valenza culturale del prodotto » 134
6.2. Le associazioni valoriali e l’influenza dei valori sul consumo » 135
6.2.1. Influenze dirette e indirette dei valori sulle scelte di consumo »
136
6.3. Le connotazioni culturali del prodotto » 138
6.4. Interpretazione semiotica e valenza simbolica del prodotto » 142
6.4.1. Codici comunicativi » 144
6.4.2. Simboli aziendali ed anticipazione delle reazioni di mercato » 144
6.4.3. Livelli di lettura del segno » 145
7. Bisogni umani e leve di vendita » 148
7.1. Piramide di Maslow e implicazioni sulle pulsioni di acquisto » 149
7.2. Bisogni di sopravvivenza » 150
7.3. Bisogni di sicurezza » 150
7.4. Bisogni ambientali » 150
7.5. Bisogni sociali » 151
7.6. Bisogni di autorealizzazione o del "Self". » 151
7.7. Priorità nella soddisfazione dei bisogni » 152
7.8. Tipologia di bisogno e sensibilità al prezzo » 152
7.9. Aggregazione di proprietà valoriali » 153
7.10. Seconda legge del valore di prodotto » 155
7.11. Creare il valore dove conta » 156
7.12. Le leve persuasive e di vendita combinatorie » 159
7.12.1. LR1: leva risolutiva di sopravvivenza » 162
7.12.2. LO1: leva omeostatica di sopravvivenza » 162
7.12.3. LA1: leva anticipatoria di sopravvivenza » 162
7.12.4. LR2: leva risolutiva di sicurezza » 162
7.12.5. LO2: leva omeostatica di sicurezza » 163
7.12.6. LA2: leva anticipatoria di sicurezza » 163
7.12.7. LR3: leva risolutiva ambientale » 163
7.12.8. LO3: leva omeostatica ambientale » 163
7.12.9. LA3: leva anticipatoria ambientale » 164
7.12.10. LR4: leva risolutiva sociale » 164
7.12.11. LO4: leva omeostatica sociale » 164
7.12.12. LA4: leva anticipatoria sociale » 164
7.12.13. LR5: leva risolutiva del self » 165
7.12.14. LO5: leva omeostatica del self » 166
7.12.15. LA5: leva anticipatoria del self » 166
7.13. La natura multipla delle funzioni di prodotto » 166
8. Budget mentali e psicologia economica » 168
8.1. Meccanismi di ricarica dei budget » 169
8.2. Attingere alle risorse e trasferire risorse tra account » 170
8.3. La piramide degli accounts mentali » 171
8.4. Distribuzione delle risorse limitate: il time management cognitivo »
174
8.4.1. Educational marketing: nuova tecnica e filosofia di vendita basata
sui budget mentali » 175
8.5. Budget setting » 176
8.6. Income source effects » 178
8.7. Budget mentali, acquisti aziendali e cultura d’impresa » 179
8.8. Sistemi di tracking » 180
9. L’arena di acquisto e la concorrenza psicologica » 182
9.1. Loss aversion: il terrore di perdere e la propensione al rischio » 182
9.2. Variabili e patologie nel comportamento di ricerca informativa » 183
9.3. Diagnosticità dell’informazione » 186
9.4. Processo di acquisto » 187
9.5. Il modello comportamentale stimolo-risposta » 188
9.6. Segmentazione del mercato » 190
9.7. Cultura e reazione ai prodotti » 191
9.8. La distanza culturale come variabile di marketing » 192
9.9. La concorrenza psicologica tra prodotti » 193
9.10. Mental mapping e positioning » 193
9.11. Scelte di concorrenza allargata » 195
9.12. Il consideration-set » 197
10. Dal marketing mix al value mix: nuovi strumenti per la customer
satisfaction e la ricerca del prodotto ideale » 202
10.1. Strumenti di base per ottenere customer satisfaction » 203
10.1.1. Wish-list: un viaggio verso la chiarezza » 203
10.1.2. Modello XY del cambiamento atteso » 203
10.1.3. Diagnosi e chiarificazione degli obiettivi (Goals Analysis) » 204
10.1.4. Diagnosi dello stato attuale (Situation Analysis) » 205
10.1.5. Gap management » 206
10.1.6. Triplice componente della wish-list » 207
10.1.7. Esplicitare la wish-list di risultato » 208
10.1.8. Esplicitare la wish-list metodologica » 210
10.1.9. Esempi e modelli di rilevazione della wish-list » 210
10.1.10. Narrowing-down » 213
10.2. La ricerca del prodotto ideale e i nuovi modelli di customer
satisfaction » 216
10.2.1. L’inclusione degli ideali nel modello di customer satisfaction » 216
10.2.2. L’asse evolutivo del prodotto (R&D) » 220
10.2.3. La ricerca dei prodotti straordinari » 223
10.3. Evoluzioni ulteriori: customer satisfaction oltre il prodotto » 226
10.3.1. Price satisfaction » 227
10.3.2. Distribution satisfaction » 228
10.3.3. Communication satisfaction » 230
10.3.4. Relationship satisfaction » 231
10.4. Interazioni tra i diversi tipi di customer satisfaction » 233
10.4.1. Interazioni prodotto/canale » 234
10.4.2. Behavioral rules e controllo totale » 236
10.4.3. Interazione prodotto/prezzo » 237
10.4.4. Interazioni prodotto/comunicazione » 239
11. Conclusione e sviluppi futuri » 241
11.1. Uno sguardo al passato: concetti primari della competitività e
struttura del metodo ALM » 241
11.1.1. Il vantaggio competitivo interno ed esterno » 241
11.1.2. La sequenza manageriale ALM » 242
11.1.3. I flussi di valore e il marketing relazionale » 245
11.2. Uno sguardo al presente » 247
11.3. Uno sguardo al futuro: evoluzioni del metodo » 248
11.3.1. Algebra mentale » 248
11.3.2. Tipologie di acquisto » 248
11.3.3. Orizzonte temporale e leve di vendita » 248
11.3.4. Nuove concezioni di vendita terapeutica e consulenziale » 249
11.3.5. La relazione tra scelte individuali e accettazione sociale » 249
11.3.6. Linee di azione strategica e mosse relazionali » 249
11.3.7. Impressioni visive sul cliente » 249
11.3.8. Tecniche di communication training » 250
11.3.9. Modelli di planning psicologico del messaggio » 250
11.3.10. Spartiti t-chart per il planning della comunicazione » 250
11.3.11. Matrici di incomunicabilità e distanze comunicative » 250
11.3.12. Web psychology e comunicazione aziendale sul web » 251
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1. L’antropologia di marketing 13
1.1. Problematiche del comportamento d’acquisto 14
1.3.2. Un concetto olistico di comunicazione strategica 21
1.3.3. Centratura ed efficacia della comunicazione 21
2. Il way-of-buying marketing: la ricerca di un’esperienza positiva
nell’acquisto 25
2.1. Per chi vende: l’importanza di saper comunicare le differenze tramite
la vendita consulenziale 27
2.2. Per chi acquista: l’importanza di saper percepire le differenze 28
2.3. Scelte di fondo e filosofia d’acquisto 29
2.3.1. Implicazioni aziendali 30
2.4. La ricerca sui processi di acquisto 33
2.4.1. Metodi qualitativi di analisi delle esperienze d’acquisto 34
2.4.1.1. Limitazioni della ricerca qualitativa 35
2.4.2. Metodi basati sulla misurazione statistica delle variabili
psicologiche 35
2.4.2.1. Limitazioni della ricerca quantitativa 37
2.5. Pianificazione degli acquisti vs. approccio “alla giornata”: analisi
degli atteggiamenti del buyer 37
2.5.1. L’acquisto non pianificato 40
2.5.2. Processi mentali nell’acquisto impulsivo 41
2.5.3. Acquisto impulsivo e acquisto compulsivo 43
2.5.4. Acquisto razionale/funzionale 47
2.5.5. Finta razionalità 50
2.6. Paradossi del consumo e razionalità nascoste 51
2.6.1. Funzioni multiple del consumo 54
2.7. Acquisto rituale/abitudinario 55
3. Tipologie di acquisto, categorie e interpretazioni dell’atto di acquisto
57
3.1. Motivazioni inconsce e subconscie di acquisto 57
3.2. L’analisi dei bisogni 60
3.3. Tipologie di acquisto e modelli 61
3.3.1. Primo modello: pulsioni consce, subconscie, inconsce 62
3.3.2. Secondo modello: il T-chart 63
3.3.3. Terzo modello: approccio delle leve temporali 64
3.3.4. Quarto modello: l’approccio Maslowiano 65
3.3.5. Quinto modello: l’approccio combinatorio (tipologico-temporale) 66
3.3.6. Sesto modello: Theory of Reasoned Action 66
4. Pulsioni sessuali remote connesse agli atti di acquisto 68
4.1. Acquisto maschile inconscio/subconscio 68
4.1.1. Il transfer della dimostrazione 73
4.2. Acquisto femminile inconscio/subconscio 74
4.3. Implicazioni aziendali 78
5. Cultura e comunicazione: marketing e comunicazione interculturale,
management cross-culturale 79
5.1. Acquisto subconscio/culturale 79
5.2. Comunicazione interculturale e management 81
5.3. Coaching e training per l’inserimento di manager nei paesi esteri 82
5.3.1. La comunicazione interculturale manageriale e i task comunicazionali
83
5.3.2. Antropologia manageriale e integrazione / socializzazione
interculturale 84
6. Moventi simbolici nell’acquisto 86
6.1. Acquisto semiotico: movente simbolico, proiettivo, imitativo e
mitologico 87
6.2. Imitazione delle innovazioni: la curva di diffusione 88
6.3. La diffusione di innovazioni e dei simboli nel marketing di massa 90
6.4. Promuovere prodotti e servizi innovativi nel Business to Business 95
6.5. Fattori facilitativi nella diffusione di prodotti/servizi innovativi e
stadi del processo di adozione 96
6.6. Effetto sociale delle comunicazioni di marketing: la leva competitiva
della comunicazione socialmente responsabile 98
6.7. La Meaning-Based Consumption Research 99
7. Acquisto e gratificazione 101
7.1. Le forme di scambio e le fonti di gratificazione 101
7.2. Acquisto autogratificativo (self-gifting) 103
7.3. Acquisto eterogratificativo (gift-giving): il dono 105
7.3.1. Il dono e la gestione dell’immagine 108
7.3.2. Il dono e la traiettoria delle relazioni 110
7.4. Acquisto ricreativo (sociale o tecnologico) 112
7.5. Acquisto politico o di networking 113
8. Confronto tra alternative: algebra mentale e scelta nella concorrenza 116
8.1. Grado di formalizzazione ed efficienza dell’acquisto 116
8.2. L’acquisto formalizzato 118
8.2.1. Implicazioni per la vendita all’impresa 120
8.3. Fondamenti del confronto tra prodotti: soddisfazione di utilizzo e
soddisfazione proiettiva 121
8.4. Capire i ragionamenti del buyer: analisi di alcuni metodi di calcolo
cognitivo 124
8.4.1. Metodo dei punteggi semplici (pagella del prodotto) 124
8.4.2. Metodo sottrattivo (basato sulla minimizzazione dell’insoddisfazione)
126
8.4.3. Metodo moltiplicativo 127
8.4.4. Metodo degli scostamenti ponderati 127
8.4.5. Metodo dei coefficienti di priorità bilanciati 128
8.5. Modelli compensativi e modelli discriminanti 129
8.6. Alla ricerca delle key-variables 132
9. Aspettative altrui e decisione di acquisto: teorie del comportamento
pianificato e dell’azione ragionata 137
9.1. Accountability: la necessità di spiegare le proprie scelte agli altri
137
9.2. La spirale del silenzio aziendale 140
9.3. Rendicontazione delle scelte di acquisto 142
9.4. Esplicitazione dei ragionamenti mentali 143
9.5. Fattori individuali e fattori sociali nella scelta del prodotto 144
9.6. Le radici dell’intenzione comportamentale 146
9.7. Componenti della teoria dell’azione ragionata 148
9.8. Teoria del comportamento pianificato (Theory of Planned Behavior) 149
9.8.1. Behavioral Beliefs: le credenze comportamentali 152
9.8.2. Normative Beliefs: le credenze normative 153
9.8.3. Control Beliefs: credenze sulle proprie capacità 154
9.8.3.1. La percezione di disponibilità economica, fattibilità e
finanziabilità 155
9.9. Applicazioni della Teoria dell’Azione Ragionata ai comportamenti di
acquisto 157
9.10. La motivazione all’adattamento e le aspettative altrui 158
9.10.1.1. Come si formano le intenzioni d’acquisto 159
9.11. La componente normativa negli acquisti B2B 161
9.11.1. Scelte di prodotto e reazione prevista nel cliente finale 163
9.12. Una legge del valore: l’acquisto come strumento di rinforzo delle
relazioni 164
9.13. Applicazione in un caso di studio di marketing (fitness marketing) 165
10. Otto situazioni psicologiche di acquisto 170
10.1. I 4 casi di atteggiamento individuale positivo 170
10.2. I 4 casi di atteggiamento individuale negativo 175
110.3. Percorsi della persuasione nei casi estremi 178
10.4. Il dialogo interiore nella scelta del prodotto 179
11. Comunicazione strategica: approcci olistici alla comunicazione
nell’impresa 182
11.1. Situazioni comunicative (COMSITS) 183
11.2. La comunicazione inconsapevole: messaggi negativi e ripercussioni 183
11.3. Ambiti principali della comunicazione 185
11.4. Relazioni tra comunicazione interna ed esterna 186
11.5. Comunicazione esterna: i macro-obiettivi della comunicazione
strategica 187
11.6. Brand awareness e knowledge building: strumenti per l’economia
dell’attenzione del cliente 189
11.7. Immagine aziendale e Corporate Identity Engineering 191
11.8. Gli scostamenti d’immagine e la costruzione d’identità 193
11.8.1. Distanza tra identità auto-percepita e auspicata 197
11.8.2. Divergenze tra identità percepita dal pubblico e miti aziendali 197
11.8.3. Capire l’immagine che proiettiamo 198
11.8.4. Distonie dell’auto-percezione: l’incongruenza 198
11.9. Gestalt della comunicazione e immagine 201
12. Il Marketing semantico 204
12.1. Le associazioni mentali nella comunicazione aziendale 204
12.1.1. La Means-End Chain: creare i vantaggi percepibili 208
12.1.2. Il messaggio e le reti semantiche: la scoperta del marketing
cognitivo 209
12.1.3. Le adiacenze semantiche 212
12.1.4. Errori di comunicazione e de-marketing semantico 213
12.1.5. Il demarketing semantico - con chi lavoriamo, con chi non lavoriamo
215
13. Azioni di comunicazione olistica basate su diagnosi di qualità
comunicativa 216
13.1. La struttura di una campagna/intervento di comunicazione olistica 216
13.1.1. Benchmarking della comunicazione ed esigenze di miglioramento 219
13.1.2. I risultati al centro della progettazione 220
13.2. Information planning e marketing dell’informazione 221
13.3. La fase di check-up comunicazionale 221
13.3.1. Il check-up della comunicazione esterna 222
13.3.2. Total Quality Communication (Relazionale & Web) 223
13.3.3. Push-information e Information-on-demand per il marketing 223
13.4. Total Quality Communication Check-Up e variabili per la diagnosi 224
13.4.1. Diagnosi espressiva del personale commerciale 225
13.4.2. Diagnosi di qualità del sistema commerciale 225
13.4.3. Diagnosi di efficienza ed efficacia delle reti di vendita 226
13.4.4. Diagnosi di qualità negoziale 226
13.4.5. Il check-up della comunicazione interna 227
13.4.6. Diagnosi dei sistemi di leadership, motivazione e gestione dei
gruppi 228
13.4.7. Diagnosi di qualità dei sistemi di comunicazione digitale e
webmarketing 229
13.4.8. Diagnosi di qualità nella comunicazione ai fornitori 231
13.5. Progettare la competitività comunicativa tramite la rilevazione dei
segnali deboli e il bilancio immateriale 233
13.5.1. I segnali deboli della comunicazione come sistemi di rilevazione
dell’efficienza aziendale 233
13.5.2. L’esigenza di produrre un bilancio immateriale 233
13.6. Il manager olistico: sinergia tra le tecnologie, strategie e
sensibilità 235
13.6.1. Il fattore umano nell’era delle tecnologie 236
13.6.2. I contenuti di sviluppo del manager e ruolo della formazione 237
14. La Customer Experience e i flussi di comunicazione esperienziale 239
14.1. Customer experience e comunicazione frame-by-frame 239
14.2. I frames esperienziali 240
14.3. Lo spazio della ricerca 244
14.4. Linea di visibilità e Customer Experience nella comunicazione
aziendale 244
14.4.1. La customer experience del cliente e il contatto con l’azienda:
dalla visita aziendale allo show room 245
14.4.1.1. Analisi di un’esperienza di visita guidata aziendale 245
14.4.1.2. Analisi di un’esperienza di visita allo show-room 247
14.4.2. Progettare una diversa customer experience: il marketing ambientale
e l’ergonomia del cliente 248
14.4.3. La linea di visibilità aziendale e i blueprint del cliente 249
15. Strategia dei canali, Communication Mix e Activation Research 252
15.1. Centratura dei canali comunicativi 252
15.2. Tempo e momento di elaborazione del messaggio 254
15.2.1. Portata informativa del canale di comunicazione 255
15.2.2. Channel sensitivity: la sensibilità al canale comunicativo 255
15.3. Activation Research 256
15.3.1. Analisi economica dei costi / benefici di comunicazione 257
15.3.2. Analisi dei costi / benefici intangibili di comunicazione 258
15.3.3. Effetti intangibili della comunicazione: creazione delle condizioni
favorevoli per la vendita e coltivazione del cliente 258
15.3.4. La focalizzazione delle risorse su obiettivi chiari 262
16. Conclusioni: errori di management, barriere mentali 265
16.1. La distorsione degli obiettivi a forte coinvolgimento personale 266
16.2. Coinvolgimento emotivo ed errori di mercato 266
16.3. Alcuni clamorosi errori di valutazione 268
16.4. Consulenza di processo e Action Research per un recupero
dell’efficienza 270
16.4.1. Il contributo della consulenza di processo 271
16.4.1.1. La consulenza di processo aziendale (CPA) 271
16.4.1.2. La consulenza di processo personale (CPP) 273
16.4.2. Le qualità e capacità del consulente di processo 276
16.4.3. Il contributo della Action Research 277
16.4.3.1. La Action Research per lo sviluppo comunicativo personale (ARP)
278
16.4.3.2. La Action Research per lo sviluppo comunicativo aziendale (ARA)
279
16.4.4. Unione tra consulenza di processo e action research 280
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Acquisto consapevole: le principali
caratteristiche da valutare per un corso di marketing e comunicazione: grado di personalizzazione, contenuti didattici e
tecniche proprietarie, diagnosi aziendale, approccio alla didattica, tipologia
di formatori.
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- Personalizzazione dei corsi marketing e dei corsi di
comunicazione in azienda:
La formazione in marketing e comunicazione può essere generalista o tarata sulle specificità dell'impresa cliente.
La formazione che pratichiamo in azienda privilegia un alto grado di
personalizzazione dei contenuti e dei metodi. Questo significa avviare corsi
marketing e comunicazione
personalizzati e contenuti "sartorializzati": vengono progettati su misura i
contenuti della formazione, i temi, le tipologie di esercitazione, le durate, i tempi, le cadenze
degli incontri, i tipi di esperienza formativa, i casi e tipi di trattativa da
affrontare, le criticità dei tipi di mercato da esaminare, le sedi formative (fisse o a rotazione, in azienda o
outdoor), la logistica dei corsi. Viene personalizzata inoltre la modalità
di intervento, la possibilità di svolgere affiancamento sul campo, training on the
job, ma anche percorsi congiunti di formazione tra marketing, comunicazione
aziendale, venditori e direzione vendite, training diversificati per grado
di esperienza (junior, senior, intermedi, avanzati). Può inoltre essere
personalizzato il formato, costruendo un mix tra formazione sui principi
di marketing e comunicazione, la psicologia del marketing e della
comunicazione,
e training specifici di
prodotto o per tipo di cliente, per portare l'intero team a gestire il cliente
con efficacia e operare con metodi nuovi
e ottimizzati.
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- Formazione marketing e comunicazione con
contenuti didattici speciali: la formazione marketing e comunicazione, i
corsi comunicazione ad alta efficacia diffondono non solo concetti, ma
soprattutto
stimoli. Nel farlo, si possono utilizzare contenuti propri (tecniche proprietarie) o
contenuti altrui. La nostra specialità consiste nell'avere sviluppato e poter
disporre di un grande repertorio di tecniche proprietarie di marketing,
comunicazione e management, pubblicate nella
collana Action Line Management, Franco Angeli editore, Milano, e - per la
parte più riservata - presente in nostri materiali non pubblicati e
riservati, messi a disposizione su dispense ad uso esclusivo dei clienti.
Tra i volumi da noi prodotti, spicca il volume di marketing più venduto in
Italia "Psicologia di Marketing e Comunicazione", giunto alla 7° edizione,
best seller italiano del settore, utilizzato da molti formatori in
marketing e comunicazione come fonte fondamentale di concetti e modelli.
Le tecniche sia pubblicate che riservate vengono centrate e adattate sulle
unicità delle esigenze di sviluppo. Nessuna altra realtà italiana privata
ha dedicato questo tipo di sforzo allo sviluppo autonomo di tecniche di
marketing e comunicazione originali.
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Diagnosi aziendale per identificare gli spazi di miglioramento nel
marketing e nella comunicazione aziendale. Ogni organizzazione ha problematiche
uniche, un proprio ambiente peculiare, obiettivi e target specifici. La formazione
marketing,
il coaching di un'area marketing, i corsi
marketing in azienda, devono considerare la situazione e la "storia" aziendale,
e le sue ambizioni future. Ogni
nostro corso tenuto direttamente in azienda è affiancato da una diagnosi
aziendale (sull'impresa) o personale
(sui singoli partecipanti) - un momento di focalizzazione importantissimo in cui
facciamo luce sulla situazione, inquadriamo i target, concordiamo i goals da raggiungere e gli eventuali ostacoli
da superare. La formazione marketing avviene entro gli spazi di miglioramento e li
amplifica. Il tempo va dalla singola giornata di diagnosi per i casi meno
complessi, sino ad un tempo dedicato da concordare con la direzione o
committenza per progetti speciali.
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Approccio alla didattica per la formazione marketing: corsi di marketing e coaching
di marketing centrati sugli effetti: Le tecniche proprietarie possono
riguardare i soli contenuti o i metodi didattici. Nel nostro caso abbiamo
sviluppato entrambe. Le
tecniche didattiche usufruiscono di un metodo proprietario da noi sviluppato: la
formazione marketing centrata sugli effetti, un metodo di derivazione
strategico-militare, basato sulle esercitazioni pratiche. Si tratta di una tecnica di
formazione di marketing da noi sviluppata in
oltre 20 anni di pratica sul campo e di ricerca, con le prime pubblicazioni
immesse sul mercato dal 2000 (collana ALM - Action Line Management),
concretizzando anni di esperienza in Europa e negli Stati Uniti. La nostra
posizione unica come fornitori dell'Esercito Italiano sulle Comunicazioni Operative ci permette di dare un contributo
distintivo e determinante, con metodi non disponibili altrove, mixati alla
dottrina delle EBO (Effect Based Operations). Questi contributi
unici non possono essere divulgati in spazi internet ma vengono esposti
unicamente ai clienti attivi. Possiamo invece divulgare alcuni principi di base
pubblicati:
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Competitività aziendale, personale,
organizzativa: strumenti di sviluppo e creazione
del valore. Franco Angeli editore, Milano, 2000. (224 pag.) (sigla: ALM1) |
Elementi chiave del volume "ALM1" utili per i corsi marketing, la formazione
per il marketing e vendita e le azioni di sviluppo commerciale
Alcune
schede di approfondimento sui processi di marketing come strumento di
sviluppo competitivo (I concetti
esposti non rappresentano unità didattiche, ma esempi di concetti che vengono portati come stimoli, su cui il
gruppo di lavoro svolge in seguito esercitazioni e training applicativi,
pratici e concreti)
Concetto chiave esposto nel volume:
la competitività dipende dalla capacità di interiorizzare una missione
centrata sul produrre valore per gli interlocutori che acquistano,
scoprire e riscoprire il proprio ruolo personale nel contribuire a questo
valore, il
motivo di esistere dell'azienda e la sua distintività, fissare una identità e la volontà di creare
utilità percepibile per i nostri interlocutori. Sentire la mission diventa un modo di lavorare legato alla risoluzione di bisogni
per i clienti. Nel marketing moderno, questo significa spostare
l'attenzione sull'ascolto e scoperta dei bisogni del cliente per arrivare
alla chiusura (conclusione positiva di una trattativa) con vantaggi sia per
chi vende che per chi acquista. Non è produttivo fare
proposte o campagne di marketing senza avere compreso bene quali sono gli spazi operativi e come
funziona il sistema-cliente con cui stiamo operando. Il volume espone
33 principi di base utili per chi opera a contatto con il cliente,
nella direzione commerciale e vendite, e nella direzione d'azienda.
Link a ulteriori schede utili per la formazione
marketing e i corsi marketing centrati sulla competitività e sulla creazione di
valore |
Cosa significa realmente "corso marketing
centrato sugli effetti" o "corso comunicazione centrato sugli effetti". La formazione marketing
e comunicazione centrata sugli effetti vuole
ottenere effetti reali, dimostrabili
Centrarsi sugli effetti significa fare corsi
marketing e corsi comunicazione in cui - al termine del corso - deve essersi
prodotto un cambiamento vero, sostanziale, positivo. Il nostro metodo privilegia
le
esercitazioni pratiche di sviluppo delle abilitò di analisi, di comunicazione e
di progettualità. Questo atteggiamento di fondo va oltre i corsi
marketing e la formazione marketing in senso teorico. I saperi e metodi sviluppati hanno portato il
nostro studio ad essere la sola struttura di formazione italiana di provenienza
aziendale attiva con continuità nella formazione per L'Esercito Italiano su aree delicate come la
formazione per la
rappresentanza internazionale, la formazione formatori, la negoziazione, la comunicazione persuasiva
e la comunicazione interculturale
nei contesti di peacekeeping. Questo significa disporre di metodologie
per il marketing che valorizzano la capacità di muoversi in un
ambiente interculturale e complesso.
Falsi effetti, corsi di marketing e corsi
di comunicazione mal condotti e mal progettati: da cosa stare alla larga. Possiamo vedere un
esempio di effetto improduttivo in alcuni esempi di dichiarazione dei
partecipanti, ovi i corsi non hanno una forte centratura sugli effetti, e per
questo risultano dispersivi:
-
"mi sono annoiato", si tratta di un
risultato negativo, in quanto
probabilmente il partecipante non avrà vissuto reali situazioni di sfida, sarà
rimasto "alla superficie" delle cose, senza mai entrarvi, poiché gli
stimoli didattici e formativi sono stati insufficienti, o non vi era la
motivazione; i corsi di marketing e i corsi di comunicazione devono anche far
scoprire ai partecipanti elementi su cui lavorare, creare dubbi, stimolare al
cambiamento;
-
"mi sono divertito", cui faccia seguito
un "nulla totale" in termini di cambiamento prodotto dal corso, una
ricaduta-zero sulle azioni quotidiane. E' un risultato tipico di tanta formazione "da pagliacci formativi"
che puntano al divertimento del partecipante e non al cambiamento da indurre,
come nella formazione non ben progettata, fine a se stessa. L'investimento
in formazione non si misura in semplice divertimento o intrattenimento. Creare un buon clima di
apprendimento è importante, produrre un clima positivo altrettanto, ma questi sono
solo aspetti di facilitazione, non i veri obiettivi finali per cui si investe in
formazione.
-
Altro caso drammatico è l'intervento degli
"accademici snob". Questa categoria contiene professori stipendiati dalle università, che cercano di arrotondare
facendo formazione e allo stesso tempo contando sulla base sicura dello
stipendio pubblico. Senza avere esperienza diretta e continuativa di vendita è
difficile capire cosa significa realmente vendere e fare marketing. L'ingresso in azienda di persone specializzate nel non farsi
capire, nel propinare slides teoriche, nel parlare per ore
a se stessi, senza pratica diretta di ciò che propone, porta a teorizzare di massimi
sistemi, disinteressandosi allo stesso tempo, completamente, delle applicazioni
concrete, delle problematiche pratiche, dell'assorbimento dei concetti, e di
chi si ha di fronte. Questo
tipo di formazione non ci interessa.
Nella nostra visione, un corso di marketing, o un
corso di comunicazione, ha una propria distintività: l'interazione con un docente, relatore
o coach veramente intenzionato a produrre cambiamenti mentali e comportamentali,
produrre effetti
concreti e reali nel modo di operare, fare e pensare, aiutare l'evoluzione personale e professionale, e non porsi
come erogatore "ad una via" di contenuti che si possono più proficuamente o leggere o
visionare stando seduti davanti ad uno schermo. La formazione marketing e
comunicazione che utilizziamo contiene un forte
grado di interazione, e una grande attenzione per la ricaduta operativa,
stimolata anche attraverso project work di marketing e project work di
comunicazione in cui i
partecipanti sono chiamati a esercitarsi su casi reali e progetti reali in
azienda.
Bisogno di serietà nei corsi marketing e nella
formazione in comunicazione: Le aziende hanno bisogno di una formazione
marketing e di corsi di comunicazione che vadano diritti al
risultato, massimizzando l'investimento. Praticare la serietà
nella formazione non significa essere necessariamente "seriosi" ma usare un
metodo in grado di produrre effetti, sfidante, utile, metodi che inducono
riflessione, spronano, fanno
scoprire i propri limiti, stimolano ad uscire dai propri confini.
Tipologia di formatori e chiarezza delle fonti:
Nella formazione marketing, nei corsi di comunicazione e nei training di marketing, si distinguono formatori-ricercatori (che creano metodi
propri) e formatori-divulgatori (che divulgano materiali prodotti da altri).
Entrambi i tipi sono validi. Tuttavia, chi utilizza materiali e
metodi altrui spesso non cita le fonti, e applica costantemente il
plagio. Non mettere in chiaro quali sono le fonti va a danno del cliente, in
quanto il cliente non ottiene la trasparenza indispensabile per diventare consapevole di quanto va studiando. Se state cercando
qualcuno che vi assista nella formazione marketing, nei corsi marketing, nei
corsi di comunicazione, nella
formazione aziendale, chiedete loro se hanno pubblicato qualcosa, i metodi che usano,
o a quali fonti o teorie attingono. Sarete in grado di compiere i vostri confronti e valutazioni. La chiarezza
e trasparenza delle fonti che si utilizzano per fare corsi marketing e corsi di
comunicazione è estremamente importante per noi e per chi ne
usufruisce. Abbiamo praticato uno sforzo che ha richiesto oltre dieci anni
di preparazione, e altri dieci di stesura, per mettere nero su bianco e
pubblicare la base di concetti e conoscenze che utilizziamo, applicare
trasparenza nei metodi per
formare le persone nei corsi marketing e comunicazione avanzati e ad alta efficacia, formazione
manageriale, corsi
integrati tra marketing, comunicazione, management, leadership e vendita, centrati sul cliente e sugli effetti, un lavoro in continuo avanzamento. La
base è esposta - ad oggi - nelle seguenti
pubblicazioni, e molte altre sono in lavorazione, materiali-stimolo per esplicitare e divulgare al
massimo un approccio di formazione utile nei corsi di marketing, nella formazione
per la comunicazione centrata sugli effetti.
Riepilogo delle pubblicazioni principali
prodotte
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| Competitività
aziendale, personale, organizzativa: strumenti di
sviluppo e creazione del valore. Franco Angeli editore, Milano, 2000. (224
pag.) |
Psicologia di
Marketing e Comunicazione: Pulsioni d'acquisto,
leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco
Angeli editore, Milano, 2001. (256 pag.) |
Comportamento
d'Acquisto e Comunicazione Strategica:
Dall'analisi del Consumer Behavior alla progettazione comunicativa. Franco
Angeli editore, Milano, 2003. (288 pag.) |
Negoziazione
Interculturale: Comunicazione oltre le barriere culturali.
Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali. Franco Angeli
editore, Milano, 2005. (172 pag.) |
Regie di
Cambiamento. Approcci integrati alle risorse
umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching. Franco Angeli
editore, Milano, 2007. (240 pag.) |
Distintività: le scorciatoie, nella formazione, vanno a danno dei
clienti e di chi le utilizza. Le persone serie sanno che i
risultati arrivano con l'impegno e nessuno può apprendere al posto di qualcun
altro. Per questo, nessuno dei nostri volumi e dei corsi marketing o corsi di
comunicazione correlati utilizza il metodo-scorciatoia del "manuale rapido per...".
Imparare davvero richiede serietà e le scorciatoie illudono solamente. La nostra
filosofia consiste nel fornire concetti-stimolo e aiutare il partecipante a
tradurli nella pratica, farli
diventare operativi, "farli entrare" nei comportamenti e negli
atteggiamenti quotidiani dei professionisti di marketing.
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Psicologia di
Marketing e Comunicazione: Pulsioni d'acquisto,
leve persuasive, nuove strategie di comunicazione e management. Franco
Angeli editore, Milano, 2001. (256 pag.) (sigla: ALM2) |
Elementi chiave del volume "ALM2" inerenti i corsi marketing,
comunicazione, e
la formazione marketing avanzata Alcune
schede di approfondimento sui processi e tecniche di marketing e
comunicazione
- stimoli per il partecipante ai corsi di marketing e corsi di comunicazione (vengono esposte solo
alcune schede esemplificative)
Concetto chiave esposto nel volume:
il valore percepito dal cliente in una soluzione (prodotto, servizio)
consiste soprattutto nella percezione della capacità di risolvere stati di
tensione e disagio, condizioni personali o condizioni aziendali di
squilibrio tra la situazione attuale e la situazione auspicata. la vendita
psicologica si concentra quindi sulla comprensione di questi stati di
squilibrio e sulla proposta di soluzioni in grado di ripristinare senso di
sicurezza, di stabilità, di benessere per il cliente.
Link a ulteriori schede utili per la formazione
marketing, i corsi marketing e comunicazione centrati sulla psicologia della
comunicazione |
Inserire la formazione in marketing e i corsi di comunicazione all'interno dei
processi di decisione specifici del settore in cui si opera
Chi opera sul mercato sa quanto la vendita nel business-to-business abbia
caratteristiche estremamente diverse dalla vendita distributiva o al cliente
finale (end-user). Sul lato pratico, invece, i corsi di marketing e
comunicazione aziendale non riescono spesso a
inquadrare questa differenza, e propongono modelli di marketing e comunicazione
derivati da studi statunitensi, mal adattabili alla realtà europea, un approccio
mass-mediatico, generalista, non
studiato per il business-to-business e le trattative complesse. I corsi
marketing e comunicazione
gestiti dallo Studio inquadrano le relazioni, le vendite
complesse, la gestione dei clienti prioritari, l'analisi dei sistemi, le
dinamiche di trattative lunghe e laboriose con le quali si può raggiungere
l'effetto commerciale: diventare e rimanere tra i fornitori primari di qualsiasi
azienda, consolidare (rendere utili e fonte di valore) i legami e i rapporti tra
l'impresa e l'azienda cliente, lavorando sulla
distintività che si riesce a produrre tramite la comunicazione.
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Comportamento
d'Acquisto e Comunicazione Strategica:
Dall'analisi del Consumer Behavior alla progettazione comunicativa. Franco
Angeli editore, Milano, 2003. (288 pag.) (sigla: ALM3) |
Elementi chiave del volume "ALM3" inerenti le dinamiche delle
decisioni di acquisto, le scelte del buyer, identificazione dei decisori e
influenzatori degli acquisti, la comunicazione strategica verso il
sistema-cliente Alcune schede di approfondimento sui processi di
acquisto per comprendere le dinamiche del marketing aziendale e della
comunicazione strategica - stimoli su cui il
partecipante ai corsi marketing e comunicazione viene portato a lavorare
Concetto chiave esposto nel volume:
gli acquisti attuati dalle imprese e dai consumatori non seguono più una
logica strettamente razionale, data la moltitudine di offerta e l'enormità
di variabili che un ragionamento razionale dovrebbe valutare. Questo accade
anche nei buyer e negli acquisto formalizzati. Vengono quindi effettuate dal
cliente scelte che seguono altre logiche (la copia di comportamenti altrui,
la ricerca di consenso interno, la costruzione di una immagine desiderata, e
altri fattori analizzati nel volume). Vengono esaminati gli strumenti per
capire i comportamenti che un cliente potenziale o attivo attua, le
pressioni che il sistema-azienda in cui è inserito mette in pratica su di
lui o lei, per capire chi sono i decisori e gli influenzatori, e attivare
una comunicazione strategica a più livelli, incluso il livello relazionale e
le campagne di comunicazione
Link a ulteriori schede utili di analisi dei
comportamenti di acquisto per la formazione marketing, i corsi marketing e
comunicazione
centrati sul cliente sui decisori e influenzatori, e la comunicazione
strategica verso il sistema-cliente |
Approcci di marketing e comunicazione su scala globale, per uscire dai confini ristretti di
mercati sempre più addensati
Chi opera sul mercato, oggi, è consapevole che i mercati vicini, i clienti
comodi o vicini sono sempre meno, e se esistono sono bersagliati da una
concorrenza feroce, agguerrita, determinata. Diventa quindi indispensabile
guardare oltre, sapersi rapportare a clienti internazionali, che appartengono a
culture diverse. Non solo. Occorre saper entrare nella cultura aziendale di ogni
specifica impresa con cui ci si rapporta, e persino nella cultura personale
dell'individuo con cui ci si trova a negoziare. La capacità comunicativa che riguarda questo bisogno
è la comunicazione interculturale, cui si collega la vendita
interculturale, a negoziazione interculturale, il marketing interculturale. In questo ambito la nostra
esperienza diretta e attività di formazione è tra le più avanzate sul piano
europeo.
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Negoziazione
Interculturale: Comunicazione oltre le barriere culturali.
Dalle relazioni interne sino alle trattative internazionali. Franco Angeli
editore, Milano, 2005. (172 pag.) (sigla: ALM4) |
Elementi chiave del volume "ALM4" inerenti le dinamiche di
marketing internazionale e interculturale, la negoziazione interculturale e
internazionale Alcune schede di approfondimento per comprendere le dinamiche della
marketing e comunicazione
interculturale, la negoziazione internazionale e le problematiche delle
vendite internazionali - stimoli su cui il
partecipante ai corsi marketing viene portato a lavorare per ampliare gli
orizzonti mentali
Concetto chiave esposto nel volume:
fare business e comunicare in un contesto internazionale richiede la
capacità di negoziare all’interno di culture diverse. La cultura entra negli
stili manageriali, nelle strutture organizzative, nei modi di gestire e
valutare le persone, influenza la percezione stessa del tempo e dello
spazio, e variabili psicologiche di grande impatto manageriale, l’autostima,
le emozioni. Nel contesto interculturale, il background comune e la
sicurezza che accompagnava l’azione quotidiana, la nostra sicurezza,
viene meno. Gestire correttamente le situazioni negoziali e i rapporti di
comunicazione assume un maggiore
grado di difficoltà. Il libro analizza i
fondamenti dell’incomprensione (misunderstanding)
e del disaccordo (disagreement),
i fattori che generano incomunicabilità e conflitto, impedendo di raggiungere
obiettivi sia personali che aziendali. Viene trattato inoltre il communication
training e il coaching sulla comunicazione per accresce le capacità manageriali.
Tra i temi centrali, i meccanismi di potere negoziale, la formazione delle risorse umane e il training
interculturale, la comunicazione non verbale, le tecniche di empatia e di
ascolto attivo. Link a materiali di
approfondimento per l'area del marketing interculturale, la formazione
in comunicazione in ottica internazionale e i corsi marketing per area manager e export
manager |
La formazione in marketing e i corsi in comunicazione come processo di cambiamento:
capire come funzionano i meccanismi del cambiamento e come attivare una "regia" di
interventi che contenga interventi su più livelli, dai corsi vendite, coaching,
diagnosi, alla formazione di gruppo e personalizzata
Le nostre esperienze hanno prodotto il metodo "Regie di Cambiamento", che
permette di identificare i passaggi per ottenere evoluzione significativa,
consolidare gli obiettivi, depurare il quadro da diagnosi sbagliate, rimuovere errori comportamentali e di
atteggiamento, inserire nuova conoscenza e apprendimento.
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Regie di
Cambiamento. Approcci integrati alle risorse
umane, allo sviluppo personale e organizzativo, e al coaching. Franco Angeli
editore, Milano, 2007. (240 pag.) (sigla: HPM1) |
Elementi chiave del volume "HPM1" utili per inquadrare un metodo per i
corsi marketing e i corsi in comunicazione Alcune schede di approfondimento per affrontare i
percorsi di cambiamento con un approccio "registico", che utilizza strumenti
multipli e più angolature di attacco ai problemi e ai goals di cambiamento
Concetto chiave esposto nel volume:
generare cambiamento vero e positivo richiede un approccio "registico", che
utilizza più strumenti e più angolature di attacco ai problemi e ai goals di
cambiamento. Devono essere inquadrate le resistenze al cambiamento, sia
interiori all'individuo stesso, che nel sistema organizzativo, per
rimuoverle. Il cambiamento deriva da un insieme di operazioni psicologiche
che combinano azioni di apprendimento (acquisire nuovi sapere o abilità),
consolidamento (ancoraggi forti di identità e volontà) e rimozione
(ripulitura da errori mentali e comportamentali, sistemi di pensiero e
azione improduttivi o dannosi). Apposite sequenze di steps permettono di
inquadrare le regie di problem solving (finalizzate a rimuovere problemi
esistenti) e le regie di goal-setting (finalizzate a raggiungere
goals e obiettivi). Link a materiali di
approfondimento per le regie di cambiamento nella formazione, risorse umane,
coaching, sviluppo dell'organizzazione aziendale |
Per avviare un primo contatto e valutare la fattibilità di un
percorso di formazione che utilizza le nostre metodologie applicate alla
formazione marketing, ai corsi marketing, corsi comunicazione, corsi di
management centrati sugli effetti, formazione attiva e
coaching, è possibile segnalare i propri dati di riferimento (nome,
ruolo, recapito utile) all'indirizzo email indicato di seguito (dott. Daniele
Trevisani, direttore dello Studio).

Sarà nostra cura metterci in contatto al più presto.
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